Condividiamo in tutti i sensi il pensiero di Andrea Macchi proposto nella rubrica ” A mente fredda ” di Biancoblu. Un pensiero che sintetizza in modo perfetto la situazione della Pro Patria. Un commento lucido, oggettivo e preciso per chi ha ancora voglia e tempo di parlare della situazione attuale della Pro Patria. A fredda da un cuore caldo che ancora lotta per la Pro Patria come i pochi rimasti che la società dovrebbe premiare e invece spesso combatte. Un commento gelido che non si piega all’indifferenza e alla rassegnazione ormai quasi totale che serpeggia tra i tifosi e forse anche nella società sempre più silente, assente e distaccata dal disastro che ha creato.
Troppi parlano al futuro, di cittadelle dello sport che fanno rima con la dirigenza Vender che poteva dare molto ma in cambio gli è stato dato poco e che ricordano altre occasioni perse. Come quelle promesse fatte a patron Vavassori che ancora aspetta l’arrivo dei promessi 200 mila euro dagli sponsor per andare in serie B.
Fatti e non parole, occasioni perse che non tornano più. I tifosi si sono stancati delle mongolfiere, dei palaghiacci senza ghiaccio e non ambiscono a niente se non a non doversi vergognare per retrocessioni a nastro, progetti quinquennali sbandierati senza neppure possedere la società, piuttosto che di calcio sostenibile quando neppure si riesce ad ingaggiare un allenatore diverso da un esordiente.
Si eviti di illudere e si rispetti col silenzio il lutto di una probabile seconda retrocessione consecutiva, prendendo atto degli errori fatti e ripetuti in queste due stagioni. Si dimostri con i fatti l’ambizione, oppure si dichiari la resa con dignità e rispetto.
Una società ambiziosa dovrebbe garantire rinforzi immediati e di qualità per cercare di porre rimedio alla fallimentare campagna acquisti realizzata in estate. Invece, siamo ancora di fronte a silenzi che ricordano il brodino senza sale servito lo scorso anno in questo periodo. E questa la chiamate ambizione?
Le cittadelle e la serie B lasciamole a chi ha progetti seri e soldi in tasca di milioni di euro. Lasciamoli a chi da anni investe su giocatori, allenatori, strutture, marketing e comunicazione quali leve sincrone per fa decollare le ambizioni. Qui, siamo fermi a dove eravamo dieci anni fa, prima di avere un campo di allenamento in erba sintetica sono morti tre Papi, per avere un altoparlante funzionante ci sono voluti cinque eclissi lunari e ancora si attende l’allineamento dei pianeti per avere un bar nei distinti centrali e dei servizi igienici degni di tale nome.
Forse, più che pensare a rendere commerciali gli attuali terreni agricoli intorno allo “Speroni” è meglio pensate di rendere agricolo il terreno dello “Speroni”, visto il disinteresse della città per la propria squadra.
Non sembra davvero che quando a Busto c’era chi quello stesso progetto l0 aveva in mente e i soldi in tasca per realizzarlo si siano stravolti i piani regolatori e chi ha chiesto un aiuto per vincere di più del molto che già aveva vinto ( squadra salva e quasi ai playoff nonostante il -13 e successiva vittoria del campionato) abbia avuto quello che chiedeva e che gli era stato promesso
Per cui, per favore, evitiamo di spendere ancora parole per quello che non si è certi di poter fare. Gli ambiziosi sono retrocessi lo scorso anno e quest’anno stanno facendo peggio di prima, la minoranza che prima doveva diventare maggioranza fa sapere di voler rimanere minoranza, chi doveva andare via fa sapere di volerlo fare solo a determinate condizioni ( quali lo sa Frate Indovino) e chi ha alzato l’asticella ha cercato di saltarla con giocatori rivelatesi inadatti proprio come i tifosi rompicoglioni avevano ampiamente previsto in sede di calciomercato.
Per cui, adesso per favore, se non si ha modo di fare i fatti, almeno ci sia la decenza di tacere sul resto.
Flavio Vergani
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