Mentre il mercato di chi avrebbe meno necessità impazza, a Busto non si muove una foglia. Lo scacchista Turotti, dopo aver sbagliato le mosse dell’apertura, rimane in stallo anche nel medio gioco. Una tattica recidiva che lo scorso anno lo ha portato a subire lo scacco macco con retrocessione nel girone infernale della seria B.

La politica dei saldi dei saldi sembra imperare ancora una volta in casa Pro Patria che ha prodotto 4 allenatori junior nelle ultime 4 scelte, di cui uno ha avuto bisogno del tutor Caniato in quanto senza licenza di condurre la squadra.

Il tutto proprio nel tempo dei regali di Natale sbandierati dalla Presidente Testa che ha portato a Busto un nuovo socio di minoranza che finora ha parlato di ambizioni senza mostrare un’azione degna di tale parola.

Curioso che la Presidente Testa abbia recentemente annunciato di aver dato mandato a Turotti di agire sul mercato per cercare di migliorare la performance della squadra. In sintesi, si chiede a Turotti di risolvere i guai da lui stesso creati con tre campagne acquisti non indimenticabili (l’estiva delle scorso anno, l’invernale dello scorso anno e l’estiva di quest’anno), sperando che la quarta volta sia quella buona.

Una strategia che non prevede alternative a Turotti, anche quando sembrava fosse naturale un cambio dopo che la retrocessione aveva chiuso un ciclo già chiuso da tempo.

Un contratto scaduto in modo naturale che è stato rinnovato con un aumento di budget, una diminuzione di quote giovani e un’asticella alzata i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Si spera che non si prosegua con gli stessi schemi di sempre anche quando la realtà dice che ci sono due strade da prendere. La prima è di non prendere strade, ossia alzare bandiera bianca e ripartire dai dilettanti, l’altra è di evitare di attendere il solito giocatore da rilanciare, il solito giovane sul quale scommettere e finalmente acquistare giocatori di categoria.

Scelta che comporta di mettere sul piatto budget proporzionali alle ambizioni sbandierate in data 11 Giugno 2025. Finora, tra allenatori esordienti, giocatori non di categoria, giovani non all’altezza e eterni infortunati acquistati chissà perchè, l’ambizione fa rima con delusione.

Che in data 8 Gennaio con una squadra ultima spantegata che ha il peggior attacco e la peggior difesa, ancora si stia alla finestra in attesa che passi la stella cometa è perlomeno curioso.

C’è stato un intero girone per capire quello che serviva, gli obiettivi avrebbero dovuto essere chiari e chirurgici, ma evidentemente la salvezza della Pro Patria a parole interessa a tutti, ma i fatti li fanno davvero in pochi.

Flavio Vergani

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