Era il 2009 quando entrando nella sede del Pro Patria Club vidi i consiglieri intorno ad un tavolo discutere di un nuovo progetto. Ricordo come fosse adesso quello che disse Giordano Macchi appena mi vide: “Ecco la persona giusta per sviluppare la nostra idea”. Da quel giorno il Pro Patria Club ebbe un blog il cui upgrade portò a questo sito.
Sono passati 16 anni nei quali sono stati scritti migliaia di articoli, pubblicate centinaia di foto e decine di interviste per raccontare senza filtri, senza censure e senza padroni la storia della Pro Patria. Molte critiche e qualche complimento, ma questo fa parte del contratto. Poi, ecco che accade in un istante quello che non è mai accaduto in 16 anni e che ti lascia senza parole.
I complimenti fanno sempre piacere tanti o pochi che siano, ma quello che ci è arrivato qualche sera fa ha un significato così profondo che senza ombra di dubbio è il migliore mai ricevuto.
Ero al teatro Sant’Anna e mancava poco all’inzio di “Schegge di Pro Patria” quando mi hanno riferito che Andrea Tripano desiderava parlarmi.
Per chi non lo conoscesse è importante dire che Andrea è persona non vedente che segue la Pro Patria ovunque, in casa e in trasferta, ma non solo.
Lui c’è sempre e le foto che qui postiamo fanno capire meglio delle parole la sua voglia di vivere ogni istante della sua vita.
Mi ha sempre colpito il suo sorriso che dispensa con generosità a tutti. Una qualità che lo rende unico in un ambiente dove serpeggia sempre più la depressione, l’amarezza e la tristezza.
Guardate le foto e nessuno potrà negare la serenità che Andrea trasmette, la leggerezza e l’ottimismo in filigrana che il suo volto riesce a regalare.
Mercoledì scorso il destino aveva scritto un copione perfetto per lo scrivente perchè accanto alle emozioni uniche regalate dal quanto andato in scena sul palco grazie al Museum della Pro Patria, ne è arrivata una inaspettata, prorompente, incisiva e davvero insperata proprio da Andrea Tripano.
Mi cercava per dirmi che “ i tuoi articoli sono davvero belli e descrivono così bene la realtà che raccontano,che me la fai immaginare per quella che è veramente. Ci tenevo a farti i complimenti di persona”. In poche parole, Andrea ha detto che “vede”tramite gli articoli di questo sito.
Non aggiungo altro a queste parole perchè si rischierebbe di rovinarne il valore unico e prezioso che sottendono. Sono state parole così inaspettate e incredibilmente spontanee che non ho trovato in quel momento il modo giusto per far ringraziare Andrea per il suo splendido regalo che ha dato un senso a tanti anni dedicati a questo sito.
Lo facciamo oggi, anche se non è la stessa cosa, certi però che Andrea possiede la giusta sensibilità per comprendere la dimensione del mio grazie che oggi condivido con lui.
Aveva proprio ragione Jorge Luis Borge quando diceva che :“I poeti, come i ciechi, possono vedere al buio.
Grazie di cuore Andrea!
Flavio Vergani













