
Retrocedere dopo che la società ha rinunciato ai contributi per gli under e messo sul piatto un extra budget importante era obiettivo ambizioso e sfidante. Essere riusciti a centrarlo da ultimi in classifica fa dell’impresa un capolavoro. Un’impresa storica che non è stata intralciata neppure dagli ostacoli che la società ha posto sul cammino dei tigrotti quando, mettendo ancora sul piatto un centinaio di migliaia di euro mal contati, ha tentato di rinforzare la squadra a Gennaio con l’innesto di giocatori che hanno fatto di tutto per evitare di arrivare alla retrocessione per una manciata di partite. Poi, si sono adeguati allo standard per evitare di creare troppi problemi ai compagni lanciati verso la retrocessione diretta.
Per qualcuno di loro trattasi della seconda consecutiva. Ora, il capolavoro è stato ultimato, manca solo la firma che dovrebbe arrivare questa sera quando i biancoblu incroceranno la neopromossa Dolomiti Bellunesi che conta tra le sue fila quel Toci noto a Busto con il soprannome di BomberOne, meritato per la sua unica ( One) rete messa a segno nella sua esperienza bustocca. Decisamente migliore il suo rendimento con le Dolomiti Bellunesi dove ha centrato la porta per tre volte in quindici partite, avvicinando il suo record realizzato con la Pro Sesto, quando realizzò quattro reti in quindici partite, senza peraltro evitare la sua prima retrocessione da professionista ( la seconda a Busto con la Pro Patria).
Un Monday Night che potrebbe finalmente completare l’opera dei tigrotti ai quali non riesce da tempo concludere il capolavoro a causa di un girone ricco di squadre scarse che non si decidono a porre fine all’agonia biancoblu. Squadre che da tempo giocano al “ciapà no” che rimanda da settimana la discesa in serie D dei biancoblu.
Speriamo solo che, con tutti i soldi spesi dalla società per questi artisti della retrocessione, la gita montana sia stata organizzata in giornata e senza costosi ritiri. Si giocherà alle 20.30 per cui ci sarebbe tutto il tempo per la trasferta in giornata. Sono circa 330 chilometri, persino mia mamma negli anni ’80 andava in giornata a Sanremo con le gite “dei pentolotti”. quando con 10 mila lire ti davano pullman e pranzo. Se ce la faceva lei, possono farcela anche i nostri baldi giovani, visto che i meno giovani come Udoh e Masi, Desogus, Di Munno e Schiavone neppure sono stati convocati.
Quanto al ritorno, si può dormire sul pullman senza timore che qualcuno soffra di insonnia, visto che più o meno tutti hanno dimostrato di sapersi addormentare spesso sul campo di gioco. Figuriamoci su un pullman gran turismo dove è possibile reclinare anche il sedile. Ovviamente, trattasi di ironia, visto che la società non ha fatto mancare ai tigrotti il ritiro pre partita, visto che esiste ancora una teorica possibilità di playout. Per la serie: noi società abbiamo fatto tutto e di più per voi fino alla fine, mentre voi poco niente per noi dall’inizio.
Una risposta anche a chi ha commentato l’assenza dei tesserati in sala stampa dopo le ultime due partite come “un rompete le righe anticipato” che la società avrebbe avvallato. La percezione è lecita anche se meriterebbe un approfondimento sui reali motivi della scelta. Forse meglio così in un anno nel quale la comunicazione ha spesso lasciato senza parole per i modi e i contenuti riservati a giornalisti e ai tifosi. Si ricorderà la perla di Mister Greco” la vera Pro Patria la vedrete a Febbraio”, piuttosto che “meglio un attaccante in più che un difensore”, con successiva vendita a Gennaio di Ganz per Pogliano e Sassaro, per concludere con le massime di Mister Bolzoni che si aspettava riconoscenza dai suoi ex compagni di spogliatoio, oppure quando, dopo tre settimane di allenamenti, ha dichiarato di avvertire che la squadra lo stava riconoscendo come allenatore. Poi, il famoso “abbiamo lavorato bene in settimana” a cui facevano seguito filotti di sconfitte, manite di goals subiti e reti subite su calcio d’angolo come non ci fosse un domani.
Per cui, forse più che un rompete le righe, crediamo sia stata scelta saggia per evitare di essere banali nel raccontare le ennesime sconfitte. Insomma, quando non di ha niente da dire è meglio tacere evitando di cadere negli errori del passato.
Questa sera in “Prime Time” si potrà assistere alla firma sul capolavoro biancoblu che porrà fine a mesi nei quali mai per un attimo si è avvertita la percezione che tale capolavoro potesse non essere realizzato. Oltre agli attuali artisti, vanno ricordati i signori Viti Bagatti, Di Marco e Ganz che hanno dato il loro contributo all’opera fino al mercato invernale. Gli altri avremo modo di apprezzarli quando sfileranno sul red carpet dello “Speroni” in occasione della gara interna con l’Arzignano. Meriterebbero una standing ovation per aver saputo centrare un obiettivo che definirlo ambizioso sarebbe del tutto riduttivo.
Poi, ci sarà l’epilogo di Meda con il Renate. Stadio nel quale i tifosi hanno splendidi ricordi per una promozione indimenticabile che questa volta sarà la tappa finale della Pro Patria in questo itinerario ricco di amarezze che l’ha portata nell’inferno del dilettantismo.
Sarà lunga l’attesa del prossino campionato, la sosta da Aprile a Settembre appare come un’eternità, ma eviterà altre perle comunicative come quella del “siamo partiti tardi per la riammissione”, detta mentre il Ravenna, partito dopo la Pro Patria e dalla serie D, lottava e lotta per la promozione in serie B. Più che partire tardi, si è scelto e speso male, il resto è noia.
Quest’anno ci sarà tutto il tempo per pianificare la serie D. Sempre ammesso e concesso che la Pro Patria nei dilettanti interessi a qualcuno, cosa non così scontata.
Flavio Vergani












