O dentro o fuori. Non ci saranno vie di mezzo. La partita di Sabato prossimo a Vercelli sarà lo spartiacque del presente e del futuro della Pro Patria. Non ci saranno uscite di sicurezza, si dovrà passare da una porta infuocata senza riportare bruciature.
Poi, la strada potrà indicare la permanenza in serie C con al comando nuovi dirigenti, che i rumors dicono con programmi ambiziosi, oppure l’inferno della serie D forse ancora per un po’ con l’attuale dirigenza e con la nuova a sostegno.
In serie D è più difficile vincere che in serie C, sul punto non ci piove. Non bastano i budget elevati, il Forlì di Saporetti, che stronca Pistoiese, Ravenna e Piacenza, sono un esempio, ma basta ricordare cosa sarebbe accaduto se il Rezzato non avesse fatto harakiri col Lecco ai tempi della promozione biancoblu.
La serie D potrebbe essere sinonimo di delusioni a nastro, non perché la dirigenza non osi, ma perché il campionato è ostico, popolato da tante nobili decadute con tifoserie esigenti che spesso pretendono di salire in categoria superiore al primo tentativo, quasi che il famoso” blasone” bastasse per vincere la concorrenza.
Competitors irriverenti come Bra, Clodiense, Caldiero, Ospitaletto che poco blasone hanno, ma hanno trovato il modo per farne a meno bagnando il naso a squadre che hanno scritto la storia del calcio.
Basti pensare alla Giana Erminio che, dopo la finale di Coppa Italia, vola alle fasi nazionali di playoff. Gorgonzola è per tutti un formaggio noto, ma non una squadra carismatica nel mondo del calcio, eppure i risultati sono da leccarsi i baffi. Scelte vincenti, la migliore quella del tecnico Chiappella, un illuminato di grandissimo potenziale del quale se ne sentirà parlare in futuro, che ha saputo dare quel valore aggiunto che squadre di questo tipo cercano con grande attenzione e strategia.
Insomma, non bastano i soldi sempre e comunque.
La vittoria di Sabato scorso è un passo importante verso la salvezza che ha spostato l’ago della pressione di dover vincere a tutti i costi verso Vercelli, ma pensare di avere chissà quale vantaggio sarebbe un errore imperdonabile. Si pensi alla partita di Sabato quando fino a poco dal termine la Pro Vercelli si cullava nel pareggio e oggi si dispera nella sconfitta. E’ bastato un cross, un intuizione di Capitan Ferri per colpire le certezze di un playout da favoriti. Succedesse il contrario a Vercelli per la Pro Patria ci sarebbe l’abisso.
La Pro Patria ha offerto un secondo tempo confortante che perlomeno ha fatto capire che la posizione di fine campionato è un po’ bugiarda se raffrontata a quella della Pro Vercelli. Le squadre si equivalgono, nei tre match disputati il tabellino dice due pareggi e una vittoria per i tigrotti, per cui i valori sono del tutto paragonabili. Pro Patria che con lo spostamento di Piran sulla sinistra ha trovato la quadra mettendo in difficoltà la difesa piemontese, che non è parsa così solida. Sabato ci potrà essere un Mehic in più e forse un Somma in più e questo potrebbe aiutare Mister Sala nel trovare le giuste soluzioni per una gara attenta in difesa, ma non rinunciataria in avanti.
La Comi dipendenza della Pro Vercelli, che basa il suo gioco sul centravanti esperto, è un vantaggio ma anche un limite. Se la difesa bustocca saprà imbrigliare l’ariete in bianca casacca, le alternative diventeranno poche e questo è un aspetto che verrà curato nella preparazione settimanale della partita.
Uno snodo tattico di grande importanza che, se annullato, potrebbe dare un grande aiuto ai tigrotti.
Il popolo tigrotto, che già si è stretto con la squadra Sabato scorso, è pronto all’esodo: tre pullman dei club, uno degli ultra e tante auto private invaderanno Vercelli per stare vicino ai ragazzi nella madre di tutte le partite per centrare una salvezza che potrebbe aprire un nuovo capitolo della storia biancoblu.
Posti ancora disponibili sul pullman, fatevi avanti!
Flavio Vergani











