E’ stata la sera dei miracoli al Teatro San Anna dove si è vissuta una serata indimenticabile per chi ha conosciuto quel calcio che non c’è più. Un calcio fatto prima dalle persone e poi dai giocatori.
Un miracolo reso possibile dalla determinazione, dall’impegno e dall’energia di Andrea Fazzari, vero e proprio “deus ex machina”del Museum che ha saputo convocare una squadra di tigrotti doc che hanno fatto rivivere i tempi che furono con nostalgia ed emozione.
Ovviamente, merito anche dello staf del Museum che ha sostenuto ed organizzato l’evento che ha visto l’ex tigrotto Daniele Giulietti, ora attore professinista, animare la serata con racconti dedicati ai tigrotti Javorcic, Vidal, Dell’Acqua, Labadini , Gipo Calloni e Paolo Tramezzani.
La serata è stata presentata da Giovanni Castiglioni.
La squadra:
Tino Candiani, Francesco Bartezzaghi, Pasquale Croci, Mario Casna, Giovanni Rosignoli,Carmelo Dato, Luca Salvalaggio, Firmino Elia e Luca Sgroni, e Augusto Rasori , sono stati i titolari del team salito sul palco, ma non hanno fatto mancare un messaggio di vicinanza Tramezzani, Dell’Acqua e Ivan Javorcic intervenuti tramite un video messaggio.
La firma di Firmino
569 chilometri di pura passione per Firmino Elia che è partito da Giulianova pur di essere presente all’evento. Una dimostrazione di grande attaccamento alla maglia della Pro Patria che lo ha visto protagonista di quell’incredibile salvezza ottenuta con il suo arrivo nel mercato invernale, che portò anche Paolo Tramezzani. “Mi davano del pazzo quando accettai la Pro Patria ultima in classifica, ma io già durante il viaggio di trasferimento ero certo che ci saremmo salvati”, queste le parole del bomber che tutti ricordano per i suoi goals e oggi per i suoi chilometri.
Special Guest.
Egidio Calloni, indimenticato giocatore del Milan, lo “sciagurato Calloni”, come lo etichettò Gianni Brera, nativo di Busto, ma mai giocatore della Pro Patria, non ha voluto mancare per dire quanto avrebbe voluto indossare la maglia biancoblu.
Il ricordo di Labadini.
Toccante, emozionante e profondo il ricordo di Roberto Labadini da parte di chi lo ha conosciuto nelle due esperienze bustocche del talento troppo presto scomparso in conseguenza della SLA.
Marcello Grandi, Vittorio Pocorobba, Massimiliano Tumiati, Massimo Macchi, Cristian Morgandi, Andrea Tubaldo, Luca Tutone, Ivan Brambilla e Roberto Bandirali hanno ricordato chi fosse quel grande giocatore che hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare. Classe in campo e sorriso sulle labbra fuori dal campo per un ragazzo innamorato della vita che la morte ha tolto dai nostri occhi, ma non dal nostro cuore.
Legami
E’ stata una serata nella quale si è avvertito in tutta la sua forza il legame che questi giocatori hanno con la piazza e quanto sia ampia la riconoscenza e la gratitudine della piazza per chi ha regalato momenti indimenticabili di passione. Non per forza solo vittorie, ma impegno, sudore per la maglia, senso di appartenenza, rispetto e riconoscenza, qualità che il calcio di oggi ha quasi del tutto annullato. Fatichiamo a trovare il nome di un paio di giocatori del presente e del recente passato che fra 30 anni possano essere protagonisti di quanto ieri visto sul palco.
E’ piaciuta alla maggioranza…ma c’era solo la minoranza
La maggioranza dei tifosi ha apprezzato quanto andato in scena, esternando con applausi e complimenti diretti ai protagonisti il gradimento. Purtroppo, nessun feedback dalla maggioranza della società, ancora una volta assente in una serata dedicata alla Pro Patria. C’era la minoranza rappresentata dall’Avvocata Rosanna Zema che senza dubbio ha gradito il salto nel passato in quanto tempo che le appartiene in veste di tifosa della Pro Patria. Presente anche il Vice Sindaco Luca Folegani con Alberto Armiraglio che cura le relazioni tra società e amministrazione comunale.
I tifosi ringraziano Andrea Fazzari, Simone Colombo, Presidente del Museum e Claudio Linari, vice Presidente e all’occorenza esilirante spalle del “bandito” Daniele Giulietti per avergli regalato un momento di forte gioia a tinte biancoblu in un tempo davvero negativo della storia biancoblu. Quanto accaduto ieri sul palco del teatro fa capire come i tifosi della Pro Patria siano unici per chi è unico nel conquistarli con il giusto modo di comportarsi, giocare e lottare. Inutile pensare di essere ricordati se ci si dimentica spesso e volentieri dei tifosi o di ottenere comprensione quando si semina solo indifferenza.
Insomma, una serata che oltre che ricordare può molto insegnare.
Flavio Vergani












