Gemellate sul campo e nel destino. Triestina e Pro Patria si avviano a braccetto a lasciare il professionismo dopo che per motivi diversi realizzano il perfetto disastro. Chi in campo e chi dietro le scrivanie. I friulani sono da oggi matematicamente in serie D e non è bastato alla Pro Patria trovare una squadra che ha occupato non per demeriti sportivi l’ultimo posto che sarebbe stato dei tigrotti con conseguente retrocessione diretta senza speranze per i playout.

Anche questo jolly non ha cambiato il destino dei biancoblu che oggi sono caduti a Lumezzane avvicinandosi sempre di più al baratro della serie D.

Il Lumezzane ha avuto una storia simile a quella dei bustocchi nelle prime quattro partite di campionato tutte perse. Capito che qualcosa non andava si è corsi ai ripari con un allenatore diverso che ha corretto la rotta e portato i bresciani in zona playout. A Busto, dopo i disastri turottiani estivi che hanno portato a Busto giocatori discutibili quanto a tenuta atletica e conferme imbarazzanti dopo la retrocessione dello scorso anno, si è dato fiducia ad un allenatore pressochè esordiente per poi sostituirlo con un altro ancora più esordiente.

Si è avuta pazienza con un portiere che non si sa perchè è rimasto a Busto dopo le negative prestazioni dello scorso campionato, continuando a sostenere a parole quello che i fatti non confermavano, per poi attendere la fine del mercato per portare a Busto rinforzi di spessore. Troppo tardi!

Sala, Tunjov e Desogus sembrano indossare lo smoking  in un pigiama party tanta è la differenza qualitativa rispetto al resto della squadra, ma quelli in pigiama spesso dormono ed è difficile fare festa.

La prima mezz’ora di oggi ha mostrato un Lumezzane che aveva dei movimenti in campo studiati, preparati ed eseguiti, la Pro Patria sparava la palla in avanti senza rendersi conto che Udoh non è un uomo boa e neppure Renelus ( il miracolato della serie D calabrese). Quell’uomo al limite si chiama Mastroianni, uno che ha segnato otto reti nell’attacco peggiore della categoria ( a pari merito con Pontedera e Sambenedettese), ma finito in panchina fisso dall’arrivo di Mister Bolzoni. Chi non sa direbbe che certi lussi se li possono permettere chi sta vincendo il campionato, invece a Busto accade a chi è ultimo in classifica.

Ci chiediamo quale fosse il piano partita di Mister Bolzoni, vista l’assoluto pressapochismo notato in campo sia a livello di approccio , sia di interpretazione tattica. Ci chiediamo anche quale sia la “mano” di questo allenatore che ancora non ha trovato una formazione standard e una identità di gioco per la squadra che vince meno di prima, segna come prima e subisce più di prima e con prima si intende la gestione Greco.

Riuscire a fare peggio di Mister Greco con i rinforzi invernali di spessore fa capire che la scelta di questo allenatore è stata l’ennesima scommessa persa di Turotti. I numeri parlano chiaro e l’unica vittoria ottenuta nel suo percorso senza che si sia mai messa in discussione la sua panchina fa riflettere sull’eterno immobilismo che da due campionati fa rima con retrocessione.

Udoh a tratti irritante per atteggiamento come irritanti sono i tempi di gioco di Ferri che ancora non ha compreso che quel ruolo richiede ben altro tempismo di gioco sono due aspetti colti in un primo tempo davvero da dimenticare.

Felicioli è riuscito a ritagliarsi un momento di visibilità facendosi espellere dalla panchina, in campo non ha fatto rimpiangere Di Marco, non perchè fosse meglio, ma perchè i due fanno rimpiangere Somma, per non parlare di Piran. Possibile che in due mercati non si sia stati in grado di trovare un esterno di livello?

Su Sassaro ricorriamo al no comment. Mister Bolzoni ha fatto sapere che il ragazzo è da serie B. Forse nel ruolo di centrale, ma dove viene impegnato proprio no. Speriamo di sbagliarci, ma ci permettiamo di chiedere se questo giocatore è da considerare un rinforzo del mercato di Gennaio, oppure no. Felicioli e Sassaro hanno migliorato la fase difensiva rispetto a prima?

I numeri dicono di no. Turotti che dice?

A proposito di serie B, oggi Leonardo Colombo, giovane classe 2005, ha segnato il primo goal in cadetteria nel Monza. Giocava nella Pro Patria giovanile ai tempi. Bravo!

In settimana è salita in cattedra l’intelligenza artificiale che ha fatto sapere le possibilità di arrivare ai playout per la Pro Patria pari al 10%. Per fortuna che c’è qualcuna con il senso del realismo e legge i numeri in modo asettico e distaccato. Peccato che tale intelligenza artificiale non abbia dato consulenza anche in sede di mercato confermando quello che alcuni tifosi famosi per la loro “deficienza naturale” avevano fatto notare. Se ci fosse stata AI a supporto forse il parere avrebbe avuto il suo peso e sarebbe andata diversamente.

In ogni sconfitta serve trovare un elemento di positività e allora ci proviamo dicendo che la retrocessione appena sarà matematica aiuterà nella pianificazione del prossimo anno. Se quest’anno la partenza ritardata per il ripescaggio è stata causa di quanto accaduto, il prossimo anno non avrà questo limite, anzi , ci sarà il vantaggio di poter partire dopo un lungo periodo di programmazione. Questa è l’unica consolazione che rimane, ma piuttosto che niente, meglio piuttosto.

Flavio Vergani

 

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