Il posto partita di Mister Bolzoni non è stato per niente scontato e banale. Prima uomini e poi giocatori, questa l’aspettativa del nuovo allenatore che evidentemente non è stato soddisfatto dall’approccio dei tigrotti. Biancoblu definiti anche “giocatori fatti e finiti”. Il senso è chiaro a tutti, ma giusto per ridere un po’, sperando che nessuno si offenda o ne abbia a male, vogliamo candidare la battuta per il Pro Patrione di Malpensa 24. Un assist perfetto quel riferimento a giocatori “finiti”, ossia interpretazione per difetto e da bicchiere mezzo vuoto in contrasto a quello mezzo pieno che Bolzoni intendeva dire.
Tornando seri, siamo proprio sicuri che tutti i giocatori della Pro Patria siano fatti e finiti. Vediamo ruolo per ruolo
Portiere
Rovida, come diceva Sandro Turotti nel dopo conferenza stampa di sabato, è il più sereno e vaccinato del gruppo. Le sue belle critiche le ha prese prima di giocare in seguito ad una conferma non digerita dai tifosi. Ha dimostrato di avere un carattere di ferro e un’autostima fuori dal comune e adesso sembra quello meno intimorito dalla situazione. Rimangono i difetti da limare, ma chi non li ha?
Difesa
Reggiori, Motolese, Travaglini non sono giocatori fatti e finiti, ma appena iniziati. Ieri, come sempre, ogni azione offensiva degli avversari creava disagio alla retroguardia. Si avvertiva la sensazione che avrebbero potuto segnare sempre e comunque e come sempre e comunque è arrivata la sconfitta con goals presi in situazioni diversamente leggibili. E’ stata una scommessa persa pensare che questi giovani potessero dare copertura, a Gennaio servono innesti. Il solo Masi è un giocatore fatto e finito, ma sappiamo che non è fatto d’acciaio inox.
Centrocampisti
Ferri perde smalto partita dopo partita, non copre e non propone, ha tempi di gioco sempre troppo lunghi con quegli stop non precisi e quel portare palla oltremisura. E’ un ragazzo del vivaio, ha accettato di rimanere, ma davvero non ha la leadership del Capitano, non è fa la differenza e rappresenta un giocatore sopravalutato e fin troppo coccolato più per i suoi meriti di appartenenza che per quello che realmente offre alla squadra. Consideralo fatto e finito è davvero un’esagerazione.
Giudici è senza dubbio il più “fatto e finito” insieme a Schiavone, però fa solo fa il suo compitino con cross ripetuti e anche gradevoli, ma davvero crediamo che sia il minimo sindacabile per uno come lui.
Schiavone è la perla del mercato, da capire quanto possa crescere nel tempo dopo gli infortuni, certo è che a questo ritmo in serie C ti mangiano vivo. Deve dimostrare di essere fatto più che finito.
Mora non si capisce se il ruolo che gli è stato assegnato lo penalizzi oltremodo, ma da un esperto del genere ci si aspetta di più. Troppe le amnesie in fase di copertura
Schirò più luci che ombre, ha procurato il rigore, ha il passo e la tecnica di chi ha calcato la cadetteria, ma sembra spegnersi alla distanza in modo eccessivo
Citterio
E’ un centrocampista? Un attaccante? Un esterno? E chi lo sa. Trattasi del mistero di Fatima capire come mai chi lo scorso anno era spesso e volentieri in panchina sia diventato quasi indispensabile. Corre, si impegna, fa capire di tenerci, ma se poi davanti alla porta si sbaglia l’impossibile si rientra nella valutazione di peggior attacco del campionato e qualche colpa ce l’ha anche lui
Bagatti è una delle maggiori delusioni con un rendimento che senza dubbio non lo sta facendo rimpiangere ai tifosi dell’Alcione. Si deve dare una svegliata se vuole continuare a calcare la serie C
Di Marco tanto fumo e poco arrosto, fase difensiva da dimenticare, quella offensiva banale e prevedibile. Ha sempre quell’atteggiamento un po’ snob e di vita vissuta ma forse dovrebbe capire che non si vive di luce riflessa del fratello che è un’altra cosa.
Attaccanti
Partiamo nel dire che è il reparto che ha fatto peggio della difesa, ultimo come numeri di realizzazioni, nonostante una campagna acquisti che sembrava impostata su una squadra offensiva
Renelus non è un giocatore fatto e finito, non ha nemmeno iniziato e pensiamo che non sia adatto alla categoria. Non ha la velocità di Latte Lath o comunque che lo differenzi dalla media, non ha tecnica di base con stop sempre rivedibili, non ha lo stacco alla Ripa e non tiene alta al squadra. Ci piacerebbe che qualcuno che lo ha visto e segnalato ci spieghi cosa ha trovato in questo giocatore tanto da farlo salire di categoria. A pochi chilometri da Busto, in serie D, se ne trovano a vagonate meglio di questo e nemmeno gli si paga biglietto del treno e alloggio.
Mastroianni non piace a quasi nessuno per come gioca, piace a tutti per come segna. Otto reti su quattordici realizzate dai tigrotti lo mettono fuori discussione e da ogni valutazione diversa da quella che merita.
Ganz pochi minuti concessi non sono certamente un banco di prova, ma se lui non segna e Udoh marca sempre visita diventa difficile pensare ad un attacco fatto e finito
Orfei ha il merito di essere troppo offensivo e nelle squadre turottiane questo non è mai stato una qualità ma spesso un difetto. Da capire se è meglio essere l’ultimo attacco del girone e la terz’ultima difesa del campionato, oppure se sbilanciare una delle due fasi. Lui è bravo, ha il torto di occupare lo spazio di Giudici ( ma nessuno si era accorto?) e di essere giovane, quindi potenzialmente meno impattante dei “fatti e finiti”, ma vederlo entrare quasi sempre a poco dal termine delle partite vuol dire che forse qualcuno in via Cà Bianca lo sta confondendo con un mago o un prestigiatore. Ok, si chiama come il circo, ma non per forza fa apparire i conigli dal cilindro.
Ieri si è rivisto in campo Ricordi che nessuno si ricordava, ma non Viti il cui arrivo a Busto è da considerarsi figurativo. Ci chiediamo anche qui quale sia l’osservatore così illuminato che lo ha segnalato e portato a Busto. Prima arrivavano i Pierozzi e i Caprile, oggi arrivano giovani specializzati nello scaldare la panchina. Prima ci si doveva salvare e si facevano i playoff, oggi si ha ambizione, si alzano le asticelle e si retrocede sparati una volta prima e forse una dopo. Trovate la differenza…
Flavio Vergani











