Ci chiedono di spiegare cosa è successo in settimana a riguardo del Museum per decodificare quanto poi dichiarato da Patrizia Testa nel dopo gara di ieri. Partiamo dall’inizio.
In data 9 Dicembre la società inoltrava al Museum chiedendo “cortesemente la disponibilità del Museum per organizzare un breve rinfresco con i nostri sponsor e condividere un incontro di networking”. Seguivano scuse per il breve preavviso.
Il Museum rispondeva picche in quanto nel passato eventi del genere avevano lasciato i locali del Museum sporchi obbligando i responsabili a un extra lavoro per la pulizia .
La società replicava in data 18 Gennaio facendo presente che la richiesta precedente non era relativa a un ottenimento di un permesso, ma solo la disponibilità di un componente del Museum per opportuna visibilità. La risposta in pieno stile legalese riferiva clausole dell’accordo stipulato a Luglio che di fatto prevedeva l’utilizzo dei locali per tali tipi di eventi.
Il Museum decideva quindi di svuotare completamente la location del materiale consegnandolo alla richiedente Aurora Pro Patria spoglio di ogni reperto storico. Un cartello affisso al Museum motivava questa assenza di cimeli con questa comunicazione: “vuoto per inventario”.
Da qui la piccata reazione di Patrizia Testa in conferenza stampa e dell’Avvocata Zema con le dichiarazioni raccolte allo stadio nel prepartita.
Flavio Vergani
















