Sulla “Prealpina”di ieri è stato pubblicato un ampio servizio relativo alla Pro Patria con interviste al Direttore Sportivo Sandro Turotti, alla Presidente Patrizia Testa e alla rappresentante della fiduciaria Finnat, ossia all’ Avvocata Rosanna Zema.
No news is good news è l’unica considerazione consolatoria che ci viene da dire, visto che quanto letto sembrava la cronaca di quanto già conosciuto in sede di conferenza stampa dell’ 11 Giugno. Sono passati due mesi e mezzo da quel giorno ma le domande irrisolte dei tifosi rimangono insoddisfatte. L’unica cosa che non coincide è relativa alla considerazione del giornalista che dice che questo “sarà il primo anno nel quale Patrizia Testa non sarà più sola al comando della Pro Patria”, visto che la stessa Presidente aveva precisato che è dal 1 Luglio 2024 che la compagine si è arricchita dei nuovi o del nuovo socio. Un’imprecisione figlia della poca chiarezza che da sempre circonda questo passaggio di quote annunciato per Dicembre 2024, poi comunicato a Gennaio 2025 e fatto risalire da Patrizia Testa a Luglio 2024.
Alla domande del giornalista fatta a Patrizia Testa sul tempi del fade out la risposta non contempla una data precisa e anche la minoranza si tiene larga dicendo che non esiste una deadline, seppur si era letto in precedenza che questa deadline era stata individuata nella permanenza in serie C della Pro Patria.
Turotti parla di una casa da costruire senza però svelare se si tratterà di una villa con piscina, un’attico, un monolocale o una casa popolare e neppure in che classe sarà costruita. Classe G, classe G riconvertita a classe C con l’eco bonus, oppure una classe A3? Sempre di casa trattasi, ma con qualche differenza non di poco conto.
I tempi di costruzione sono anche qui aleatori, si parla di un progetto di 3-5 anni, ma 3 anni non sono la stessa cosa di 5 anni. Da capire se il primo anno è già passato o non ancora iniziato.
Certo è che è strano sentire che l’ambizione sia nelle mani della minoranza quando ancora comanda la maggioranza, senza che ci sia una data precisa nella quale andare dal notaio per il passaggio dell’immobile.
Come è possibile conciliare progetti ambiziosi quando le redini del comando sono nelle mani di chi ha sempre garantito un programma di manutenzione della casa, ma mai di alzata di un piano?
Insomma, non si conoscono i nomi dei soci, non si conoscono i tempi di entrata, non esiste un programma con un obiettivo chiaro, ma solo una generica intenzione e non si conoscono i tempi di realizzazione, ma solo un lasso di tempo che dice tutto e dice niente.
Non si conosce la potenzialità del motore che dovrà spingere la Pro Patria verso alte velocità, il nome che ha fatto sognare i tifosi (Luca Bassi),era senza dubbio un turbo, ma mai è stato confermato ufficialmente, per cui dietro la Finanziaria ci potrebbe essere sicuramente gente seria, come annunciato nell’articolo, ma dalla potenzialità ancora non note.
Insomma, manca il coraggio della chiarezza che dica noi siamo questi, lavoriamo per arrivare quest’ anno ai playoff qualsiasi posizione li possa garantire, l’anno dopo puntiamo ai primi cinque posti e da quel momento in poi alla promozione.
Oggi, dire che miglioreremo il risultato dello scorso anno è l’esercizio più facile che si possa fare, visto il disastro dello scorso campionato e questo non è in grado di trasmettere fiducia a credibilità ai tifosi.
I tifosi devono giustamente tifare la squadra al di là dei giocatori e dei dirigenti che rimangono, su questo concordiamo con la Presidente, ma almeno sapere chi sono questi dirigenti aiuterebbe a farlo.
Flavio Vergani












