D come…
Scansionando le lettere dell’alfabeto quella che mi sembra più adatta alla situazione evidenziata agli occhi degli osservatori relativa al percorso condotto fino ad oggi dalla nostra squadra non può che essere la D iniziale che accomuna a mio avviso termini quali Dimissioni, Decoro e quale Domani ci attende.
Wild card scaduta
Pazienza e fiducia sono wild-card ormai a scadenza e l’algoritmo dei silenzi da parte della società non autorizza ad immaginare panorami futuribili confortanti ai nostri occhi.
E’ evidente che nel tempo si é acuita la mancata simbiosi tra società e tifoseria certificata dagli evidenti e demoralizzanti vuoti che riempiono gli spalti dello Speroni dove siamo riusciti a fare diventare normale e scontato qualunque evento negativo con un fatalismo ormai consolidato senza probabilità di essere scalfito nemmeno con un diamante.
Nessun splendido isolamento in una torre eburnea porta a soluzioni che abbiano nel tempo un riscontro costruttivo e porsi su un piedestallo, ignorando quanto accade al di sotto, non si é rivelata mai una politica salutare ma solo antesignana di fratture e mancata costruzione di un progetto con fondamenta stabili e percorsi con obiettivi definiti con logica e programmazione.
Dirigenti passivi
Ad oggi anche l’atteggiamento passivo dei rappresentanti delegati a decidere dietro le scrivanie trasmette un messaggio da cui si deduce che nessuno viene messo o si mette in discussione come se gli eventi fossero solo frutto scontato di mancanza di soluzioni alternative per le quali comunque QUALCUNO dovrà pur essere responsabile.
P Greco al quadrato fa sempre zero
L’unico palcoscenico praticabile resta così solo legato ai frammenti che troviamo in sala stampa dove si manifestano ormai dichiarazioni di intenti e valutazioni, dopo risultati e prestazioni, che denotano sempre toni da vecchio vinile rotto e quindi confinati in una realtà ai limiti dell’improbabile dove “repetita non iuvant” prevedibile castello di problematiche e giustificazioni polverose, fragile baluardo di difesa per il nostro tecnico dopo l’ennesima vendemmia a base di zero punti e zero realizzazioni catalogato come evento quasi ordinario che risulterebbe irreale se non accadesse.
Servono procedure drastiche
Quando i risultati penalizzano le situazioni di classifica in modo così evidente e determinante non si può e non si deve cedere a sentimentalismi o attestati di stima ma occorre individuare immediatamente una procedura, anche se drastica ed onerosa, per cercare di salvare se possibile una situazione ancor oggi non completamente compromessa ed in seguito verrà il tempo dei processi eventuali con tutte le critiche connesse ai responsabili delle scelte messe in atto in origine, alla conduzione della squadra in corso d’opera ed a quanto connesso in sede di preparazione atletica che ha determinato una sequenza di infortuni muscolari su elementi già reduci da frequenti episodi correlati a prolungate ed importanti assenze dai campi di gioco.
Non sono più accettabili alcune situazioni e modalità che ormai dovrebbero essere mandate a memoria dai giocatori che al contrario dimostrano evidenti difficoltà nei movimenti coordinati di reparto dove la geometria nelle due fasi risulta totalmente sconosciuta, con conseguenti incomprensioni nelle zone di competenza, aggravata da una capacità di reazione nervosa ed atletica condotta in modo non razionale e talvolta solo affidata ad iniziative personali spesso inquinate da schemi prevedibili o frenesia di esecuzione e quindi, come tali, destinate a non avere successo.
Risulta quindi quasi inutile sottolineare anche importanti errori da matita blù commessi da protagonisti della categoria, che dovrebbero portare esperienza sul campo, costituendo elemento di affidabilità e riferimento prezioso per i giovani componenti della squadra e che invece hanno inciso pesantemente sulla contabilità della nostra classifica.
L’aureola del tifoso é fortemente incrinata ed al limite della rottura, pericoloso confine che superato potrebbe essere “senza ritorno”.
Sandro Lupidi











