La vergogna in campo
Quanto accaduto in campo ieri non è niente di diverso dal solito per cui merita poche parole. Semplicemente vergognosa la dimensione della sconfitta, vergognoso è lo spirito di questi giocatori per nulla toccati nella dignità personale da quanto sta accadendo alla Pro Patria. Giovani senza speranza di eccellere nel calcio, viste le scarse qualità tecniche ed agonistiche e qualche fine carriera venuto a Busto a svernare, sono i protagonisti assoluti di una delle peggiori stagioni della Pro Patria. Giocatori senza cuore e senza anima che ogni domenica si sottopongono alla processione verso i distinti facendo finta di rammaricarsi dopo prestazioni che parlano da sole a riguardo della loro voglia d giocare, di lottare e di vincere. Perdere con questa dimensione con una Giana spolpata dalla vendita di Alborghetti e Lamesta volati in squadre di altro rango fa capire la pochezza di questa squadra.
Lo sconcerto in sala stampa
Quello che sorprende e sconcerta è relativo al post partita che ha visto la presenza del Direttore Sandro Turotti e di una rappresentanza di giocatori in sala stampa. Il Direttore, dopo aver alzato l’asticella per due volte e aver “tirato una riga” nella precedente apparizione con decisioni che hanno peggiorato la già non esaltante performance dei tigrotti, ha voluto “metterci la faccia” e farla mettere ai calciatori non si capisce con quale obiettivo. Si pensa forse che scelte del genere diluiscano le colpe o consolino i tifosi? Si pensa forse di deviare lo sguardo dei tifosi dalle vere responsabilità di questo scempio calcistico? Presenze che forse mirano a condividere colpe? Tra l’altro con la presenza dell’unico che può piacere o meno ma ha portato 8 reti alla Pro Patria?
Le domande
A parere di Sandro Turotti l’allenatore non sarebbe in discussione, ma ovviamente serve sentire la società. La domanda è la seguente: Visto che la responsabilità tecnica è di sua competenza, nel caso la società chiedesse un suo parere sul fatto di continuare o meno con Bolzoni, lui cosa direbbe? Da quanto ascoltato ieri si capisce che consiglierebbe di proseguire con questo allenatore.
Perchè questo? Reputa ci siano soluzioni a portata di mano diverse da una guida solida, esperta e di personalità( che forse il primo a soffrire sarebbe proprio Turotti, ma per la salvezza della Pro Patria si potrebbe fare questo sacrificio)? Come mai Bolzoni non è in discussione come non lo è mai stato Colombo e poi Greco? Chi è in discussione, oltre ai tifosi che la faccia ce l’hanno sempre messa non senza dover subire continue manifestazione di disappunto da parte della società? Seconda domanda: abbiamo sentito dire che in “campo ci vanno i giocatori” e su questo non ci piove, ma quali giocatori? Se andassero in campo il Giovanni Pellegatta, il Renzo De Grandis e il Maurizio Ponti, non avremmo neppure 12 punti. Con quelli seduti e silenti in sala stampa i punti sono quelli in classifica. Onde per cui, o ci sono cause note per le quali chi ci mette la faccia in sala stampa poi non ci mette grinta, corsa e voglia di vincere in campo, oppure significa che chi li ha portati a Busto ha preso un abbaglio.
Più che la faccia serve metterci il portafogli, ma questa volta non della società
Caduto l’alibi dei giovani obbligatori in campo, caduto l’alibi del basso budget, visto che lo stesso Turotti ha fatto sapere che quest’anno è stato aumentato e visti i risultati, la domanda più diretta riguarda la possibilità non di un esonero dell’allenatore, ma di Turotti.
Il denominatore comune che lega la scorsa stagione a quella di quest’anno è uno e unico e si chiama Turotti. Cambiati i giocatori, cambiato l’allenatore, cambiato il budget ( in salita) e cambiato il modus operandi ( meno giovani) il risultato non è migliorato, anzi è peggiorato. Logica l’assumption che il responsabile sia la costante (Turotti) e non le variabili (giocatori, allenatore, società).
Prima di pensare a soluzioni interne relative all’allenatore, si pensi a possibili soluzioni interne che possano migliorare la performance in sede di costruzione della squadra. Cosa che avrebbe dovuto avvenire in occasione dell’esonero di Greco in modo che l’alternativa in panchina fosse decisa dell’alternativa dietro la scrivania del Direttore sportivo
Giovanditti, per esempio, sarebbe stata una soluzione ovvia, se come al solito non si vuole spendere come fanno tutti gli altri. Adesso è troppo tardi, visto che siamo già nella fossa.
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico
Nel mondo dello sport e del lavoro in generale i dirigenti sono ben pagati per la responsabilità che ricoprono e per i rischi che corrono. A risultati ottenuti fanno seguito incentivi economici, a obiettivi falliti fanno seguito i licenziamenti. Ora, in una società diversa dalla Pro Patria, dove la spending review è da sempre la parola d’ordine, crediamo che il rischio esonero fosse una normale conseguenza dei non risultati dello scorso anno e di quest’anno, ma qui è tutto diverso e questo crea esoneri tardivi per gli allenatori sempre esordienti o provenienti dal settore giovanile e ancora di più per il direttore sportivo il cui ingaggio è una sorta di kasko che lo protegge da soluzioni alternative.
Per cui, servirebbe il coraggio non di metterci la faccia, ma il portafoglio assumendosi le proprie responsabilità, dimettendosi dall’incarico.
Il Direttore Turotti, in occasione del “tiriamo una riga” disse che la colpa di quanto stava accadendo era a suo avviso di tutti.
Domanda: tutti chi? Dei giocatori? Portati da chi? Dell’allenatore? Portato da chi? Della società? Per cosa?
Ci sembra che quel “tutti” assorba troppe comparse e diluisca la responsabilità del vero responsabile, ossia lui.
Le colpe della società? Sicuramente una, ma non tutte!
Quale sarebbero le colpe della società ? Sicuramente una, ossia aver confermato chi ha procurato la retrocessione dello scorso anno. Ma poi? E’ una colpa aver aumentato il budget? E’ una colpa aver rinunciato alla quota giovani a favore dei vari Schiavone, Giudici, Di Marco, Udoh? E’ una colpa aver dato carta bianca per la scelta di un allenatore fuori sede ( con relativi extra costi logistici), rispetto a qualsiasi altro di pari valore della zona? E’ una colpa pagare un certo Renelus pescato dalla serie D meridionale?
La colpa riflessa
Società che è nell’occhio del ciclone non certamente perchè a qualcuno dei tifosi interessi quando, come e perchè arriverà Il Dottor Bassi, ma solo perchè quando si perde ce la si prende anche con i ragni e le formiche. Se la Pro Patria non fosse dov’è, tutti aspetterebbero l’evolversi societari con distacco, mentre oggi è aperta la caccia al colpevole che comprende tutto e tutti o forse sempre i soliti. Quindi, una colpa nelle colpa seppur riflessa ma che comunque colpisce la società proprio nell’anno che ha autorizzato più spesa e meno giovani e questo è una gravissima macchia sull’operato di Turotti.
Testa vattene? Sicuri che sia lei a doverlo fare?
Gli ultrà cantavano “Testa vattene”, da capire se, nel caso arrivasse Paperon de Paperoni al suo posto magicamente chi ha acquistato lo scorso anno un tale Palazzi, che i frequentatori del calciomercato segnalarono in tempi non sospetti come un giocatore da massimo 15 partite e che l’anno prima portò tale Marano dal Renate che si rivelò un flop totale e che quest’anno ha portato tale Sala, che i frequentatori del mercato conoscevano non certamente per la sue performance strabilianti in campo, (contrato rescisso a inizio campionato è da record mondiale), torni a garantire performance degna del passato. Insomma, il coro alternativo per non cadere nella ripetitività anche annoiante lo consiglia la realtà e forse tra chi i soldi li mette e chi li prende, questa volta si potrebbe invitare il secondo ad andarsene. A meno che si pensi che per far andare il secondo in automatico si debba far andare via la prima in un perfetto suicidio assistito, chiesto e ottenuto.
Le colpe della società? Questa volta solo una…
Con la consueta trasparenza e onestà intellettuale crediamo che questa volta la società stia subendo colpe più che avere colpe. La gestione Turotti degli ultimi due anni ha causato una doppio danno alla società sia sul campo, sia fuori dal campo, con perdita della categoria e conseguente perdita del valore dei giocatori sotto contratto, perdita della stima dei tifosi, contraccolpi sul passaggio di quote diventata reason why della debacle e perdita della serenità dell’ambiente. Fino a quando i risultati erano positivi guai a chi “toccava la Testa”, poi improvvisamente si è passati a “guai chi difende la Testa”, perpetrato persino da collaboratori e collaboratrici para societari che da sempre l’avevano sostenuta e difesa. Insomma, la retrocessione ha sdoganato l’intoccabilità della Presidente mantenendo quella di Turotti da lei stessa sempre definito il top of the best. L‘impressione è che la stima verso la Presidente di molti non fosse relativa alla sua persona, ma ai suoi risultati e questo la dice lunga sulla qualità di quegli apprezzamenti.
Cade un’altra intoccabilità
Crediamo che oggi sia venuto il momento di far cadere “l’intoccabilità” di Turotti”. Lo dicono i fatti, non le opinioni. Vero che le colpe non sono sempre di una persona e spesso sono di tutti, ma è anche vero che sempre qualcuno ha più colpe di altri e sinceramente affermare che oggi Patrizia Testa, Rosanna Zema e Luca Bassi abbiano più colpe o le stesse di Sandro Turotti crediamo non sia una verità . Il che detto da chi non è certamente popolare per il suo supporto filo societario dovrebbe far intendere l’assoluta imparzialità della valutazione .
A ognuno le proprie colpe e responsabilità
Trattasi di colpe derivanti dalle responsabilità che si sono prese e oggi la realtà dice che chi ha la responsabilità di pagare sta pagando, tanto che i bilanci societari hanno salvato proprio dal primo disastro turottiano, chi ha la responsabilità di allenare ha già pagato con gli esoneri di Colombo prima e Greco dopo, mentre chi ha la responsabilità di allestire una squadra competitiva è al momento immune da conseguenze seppur da due campionati il suo obiettivo viene mancato.
Obiettivi che ricordiamo da lui stesso dichiarati e che facevano rima con miglioramenti rispetto agli anni precedenti.
Un passo indietro, anche solo simbolico in grado di far percepire l’assunzione di responsabilità e dare modo alla società una riflessione sul tema sarebbe dovuto e gradito.
Insomma, più che metterci la faccia Turotti dovrebbe farsi un selfie
Flavio Vergani












