
Un gol di Forchignone regala ai Tigrotti il successo sulla Varesina. Ma la vera vittoria, allo Speroni, è stata ritrovare entusiasmo, passione e quella voglia di Pro Patria che sembrava essersi un po’ smarrita.
Saremo anche dei romantici sognatori, ma certe immagini raccontano il calcio molto più di mille parole. Il saluto della squadra agli ultrà prima della partita, tutti insieme, e poi quello finale, quando i giocatori sono tornati sotto la tribuna a raccogliere applausi e a ringraziare la gente, sono emozioni forti. Sono quei momenti che uniscono, cementano un’unità di intenti e fanno capire che una squadra non è soltanto quella che scende in campo: è anche quella che sugli spalti canta, soffre, applaude e sogna.
E questa sera allo Speroni si respirava qualcosa di bello.
Tanti spettatori entusiasti, curiosi e soprattutto desiderosi di ritrovare e riabbracciare la loro Pro Patria. Abbiamo rivisto volti che da tempo non si vedevano allo stadio. Persone che evidentemente aspettavano un segnale, un motivo per tornare a sentirsi parte di qualcosa. E quel segnale è arrivato.
Vincere aiuta a vincere, inutile nasconderlo. E la vittoria ha sempre un sapore dolce. Ma più del risultato, in questa fase, conta quello che si è visto in campo. Non è stato tutto perfetto, e ci mancherebbe altro: siamo ad agosto, una squadra nuova deve conoscersi, assimilare concetti, trovare automatismi e condizione. Però una cosa si è vista chiaramente: la voglia dei ragazzi.
Determinazione, grinta, cattiveria agonistica. La faccia di chi vuole vincere, di chi non considera mai una palla persa e di chi sembra avere nel proprio DNA quella mentalità che serve per affrontare una stagione con ambizioni importanti.
E poi c’è la mano di Mister Zironelli. Si vede. Le idee sono chiare e, soprattutto, iniziano a vedersi sul campo. Ci sono geometrie, scambi, movimenti, schemi e combinazioni che oggi sono ancora da perfezionare, ma che, quando verranno assimilati completamente, potrebbero regalare uno spettacolo non facile da vedere in Serie D.
Quando la Pro Patria sgasa, il motore romba. I cilindri cantano, la velocità decolla e dagli spalti parte spontaneo l’applauso. Sono quei frangenti nei quali capisci che dentro questa squadra c’è qualcosa che può accendersi improvvisamente e trascinare tutti.
La Varesina, del resto, non era certo un avversario da prendere sottogamba. Una buona squadra, con qualità e con due vecchie conoscenze come Pedone e Banfi, che hanno dato ulteriore significato al test. E proprio per questo il successo assume un peso interessante: i Tigrotti hanno vinto anche dovendo fare a meno di giocatori importanti come Mapelli, Baraye e Bianchini e con il reparto offensivo ancora da completare.
E qui il pensiero corre inevitabilmente a quel centravanti di spessore che potrebbe essere Comi. Una situazione ancora da definire, naturalmente, ma il fatto che oggi non sia sceso in campo con la Pro Vercelli alimenta le speranze del popolo biancoblù. Anche perché, secondo le regole relative al passaggio in Serie D, una sua eventuale presenza anche solo simbolica avrebbe potuto comportare un periodo di attesa prima dell’esordio di ben 30 giorni. Difficile pensare che a Busto questa sia un’opzione particolarmente gradita.
C’è certamente da lavorare in mezzo al campo. Serve costruire una diga forte, capace di proteggere la difesa e, contemporaneamente, permettere ai solisti offensivi di avere quella libertà necessaria per osare, inventare e attaccare gli spazi.
Ma, quest’anno, non servono consigli o segnalazioni. Perché lo staff tecnico è di assoluto livello e sa perfettamente dove intervenire, cosa correggere e cosa invece lasciare crescere con il tempo. Il compito di chi sta fuori, semmai, è quello di accompagnare questo percorso con fiducia.
E questa sera la fiducia si respirava.
Un’aria fresca sugli spalti. C’era voglia di Pro Patria. Quella voglia che negli ultimi tempi sembrava essersi un po’ persa. Voglia di applaudire, di esserci, di sentirsi parte di un progetto, di dare il proprio contributo. E i giocatori questa energia l’hanno percepita, tanto da volerla restituire alla fine della partita, andando a ringraziare una tribuna che, probabilmente, da tempo non era così energica.
Anche lo spettacolo dello Speroni ha avuto il suo protagonista.
Esordio col botto per Emanuele Gambertoglio, all’esordio come speaker, che in perfetto stile NBA ha trasformato la presentazione delle formazioni in un piccolo spettacolo. Nomi urlati, sottolineature, ritmo, verve: uno speaker che sa fare il suo mestiere e che ha immediatamente acceso il pubblico.
E poi quella simpatica battuta nata da un refuso sulla distinta ufficiale, dove l’arbitro veniva indicato come “signora Monti”, generando qualche dubbio tra gli addetti ai lavori e offrendo a Gambertoglio l’occasione per una battuta improvvisata e decisamente esilarante. Una piccola parentesi di leggerezza che ha fatto sorridere tutti e che, soprattutto, ha dimostrato quanto possa essere importante anche chi contribuisce a creare l’atmosfera intorno alla partita. “A me sembra un uomo, ma qui c’è scritto che è una donna…va beh sarà un lgbtq”!
Alla fine resta l’1-0 di Forchignone, ma sarebbe riduttivo fermarsi al tabellino.
Questa sera la Pro Patria ha vinto una partita, certo. Ma soprattutto ha ritrovato qualcosa che vale forse ancora di più: la sua gente. IIn questo momento ci sfugge il dato ufficiale dei presenti diramato dalla società, ma ad occhio e croce sembravano una manciata meno di 1.000 persone che ad Agosto non sono poche.
È da qui che si deve ripartire.
Dal campo, dalle idee di Zironelli, dalla voglia dei ragazzi, da un gruppo che deve ancora crescere e da una tribuna che ha riscoperto il piacere di sentirsi parte della Pro Patria.
Perché quando squadra e tifosi remano dalla stessa parte, allora sì che il motore può iniziare davvero a rombare.
E quello, questa sera, allo Speroni, si è sentito forte e chiaro.
Flavio Vergani
Pro Patria-Varesina: 1-0 (1-0)
Marcatori: Forchignone (P) al 20’pt
PRO PATRIA (3-4-2-1): Bajrami; Cannistrà, Aliata (22′ st Allasufi), Rossi; Boinaidi (16′ st Gentile), Morrone, Gianola (22′ st Arpino), Benedetti; Nanni (22′ st Siega), Forchignone (47′ st Frattini); Barranco. A disposizione: Gnonto, Verre, Marra, Auci. Allenatore: Mauro Zironelli
VARESINA (4-2-3-1): Re De Paolini; Martinoia, Ferrante, Tomas, De Bonis (28′ st Vitale); Pedone (11′ st Polenghi), Tentoni; Bianchetti (1′ st Grieco), Manicone, Busto (31′ st Ornaghi); Banfi (22′ st Grassi). A disposizione: Di Gristina, Gurzi, Nicora, Caleia. Allenatore: Daniele Angellotti.
ARBITRO: Manuel Monti di Como (Scardino / Molino)












