Sesta sconfitta consecutiva della Pro Patria che perde per uno a due con l’Inter U 23. Pro Patria che presenta in panchina il non convocato ( secondo la lista diramata ieri) Desogus e il nuovo arrivo è l’unica sorpresa per l’Inter U23, tanto da subire una rete sul finale dall’ex Cittadella. Insomma, dopo la tattica Greco che non diramava la lista, ecco la tattica Bolzoni che confonde le carte. Sembra funzioni meglio la seconda, ma manca ancora qualcosa.
Creatività alle stelle per Mister Bolzoni che si inventa un modulo che mette Citterio ( diventato uomo indispensabile, dopo essere stato per tutto lo scorso campionato un comprimario) e Giudici che tutto sa fare tranne quel ruolo. Nessuna sorpresa, ormai la Pro Patria ci ha insegnato come sappia trasformarsi ogni domenica per necessità o virtù. Tra infortunati cronici e schemi tattici variati ne abbiamo visti di tutti i colori. Purtroppo sempre con il solito risultato.
Guardando la panchina di oggi composta da Schiavone, Di Marco, Udoh, Ganz, Viti e Renelus sovvengono due ipotesi. La prima è che la squadra abbia una rosa così profonda da permettersi una panchina di lusso, la seconda che il Direttore Turotti non ne ha preso un di acquisto, visto che i presunti big sono in panchina e giocano Aliata e Citterio.
Purtroppo, anche qui delle due è la seconda quella giusta.
Ospiti in vantaggio dopo una manciata di minuti: Rovida dorme sull’azione precedente al goal e non esce. Poi, ridorme sul cross ( mai visto un portiere che non esce mai con i palloni in area piccola) e La Gumina la mette dentro per la terza volta in due partite. Poi, sarà un impresentabile Mora a commettere fallo di mano in area con conseguente rigore trasformato da La Gumina ( e fanno quattro goals in quattro partite).
Il goal del nuovo arrivato Desogus rende meno amaro il punteggio, ma la realtà è che si sta bruciando un allenatore promettente e un centrale di difesa per i quali tutto si sta facendo, tranne che proteggerli. Mettere Aliata in marcatura su La Gumina è un suicidio annunciato visto che uno ha giocato in Primavera 3 e l’altro ad alto livello. Ci chiediamo che aspettativa si aveva in casa Pro Patria relativamente a questo duello.
Infine, la Pro Patria ha terminato la partita con Aliata in mezzo alla difesa, Mora da una parte e Travaglini dall’altra. Non serve aggiungere altro per rimarcare le folli scelte del mercato estivo.
Squadra con due soli ammoniti, uno per proteste e uno per reazione. Dove è la “garra” dei tigrotti? Dove è la grinta della squadra ultima in classifica? Dove è la voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo?
Niente da fare, anche questa volta non si sono fatti passi in avanti. Ora, si attende la risposta della società che dovrà dimostrare quanto crede in questa salvezza.
Flavio Vergani











