Nell’anticipo ch celebra l’assurdità di certe scelte della Lega, la Pro Patria vince dopo 217 giorni una partita allo “Speroni”. Lo fa davanti ad una manciata di spettatori che hanno sfidato il gelo novembrino fortunatamente ripagati dai tigrotti che stendono per tre a uno la Pergolettese. Doppietta di Mastroianni che si issa in cima alla classifica dei marcatori, uno delle poche scommesse vinte di una campagna acquisti finora non indimenticabile. La prima dell cinque finali indicate da Luca Bassi come l’inizio del nuovo campionato della Pro Patria è stata vinta. Come , quando e perchè conta poco, conta il risultato e vittoria è stata. Porta fortuna il buon Manuel Favia che ha commentato la gara per Sky facendo diventare famoso lo speaker Andrea Scalvi, nominato al grande pubblico nel giorni del suo compleanno.
La curva ha contestato la Presidente Patrizia Testa invitandola caldamente a cedere la società e quando perdono la pazienza gli ultrà significa che la pazienza è proprio terminata e questo passaggio di quote se non si farà nel breve rischia di pesare sulla stagione biancoblu come un macigno.
Ieri Luca Bassi si è concesso al nostro Presidente Giovanni Pellegatta con un cordiale messaggio che di fatto potrebbe significare qualcosa in più di una risposta di cortesia. L’anno volge al termine e sarebbe davvero una spinta in più per l’ambiente un cambio di proprietà, visto che lo stallo attuale sta di fatto penalizando entrambi gli attori. Per Patrizia Testa rischia di diluire quanto fatto per la Pro Patria, per i nuovi di far perdere l’effetto novità che di solito genera l’entusiasmo della luna di miele.
Assurdo è stato l’anticipo invernale feriale, ma ancora più assurde le pretese degli stewards che volevano impedire l’ingresso allo stadio dei calendari del Pro Patria Club, poi distribuiti ai tifosi, in quanto a loro avviso non era stata inviata la comunciazione alla società.
Ci rendiamo conto di dove stiamo andando a finire con queste richieste ridicole? Vogliamo usare il buonsenso e riconoscere che i tifosi della Pro Patria hanno mostrato fin dallo scorso campionato maturità e comprensione verso situazioni che li hanno messi a dura prova senza mai trascendere? Controllarli come dei bambini dell’asilo facendo rimuovere uno striscione ironico o impedire l’ingresso di calendari è scelta davvero priva di ogni senso e per niente rispettosa verso chi da sempre tifa la Pro Patria senza mai aver fatto niente di diverso che volere bene alla maglia biancoblu. E per favore, non parlateci di regole da rispettare. Se così fosse, serve far rispettare anche quelle relative alla sicurezza degli spettatori che devono essere in grado di ascoltare quello che legge lo speaker come da imposizione della Lega. Questo è impedito da anni, per cui…le regole devono valere per tutti e non solo per il Pro Patria Club.
Flavio Vergani











