Spesso l’entusiasmo per un piccolo risultato raggiunto deve essere calibrato su una sequenza di eventi che siano veramente significativi di una svolta determinante negli atteggiamenti in campo e nella costruzione di una mentalità di gruppo coeso che potrà essere garanzia della volontà di raggiungere l’obiettivo essendo squadra e non solo individui.

Quindi merito assoluto per avere dimostrato, in occasione degli ultimi incontri, una nuova cattiveria agonistica, non sempre supportata dal risultato ottenuto, ma certificata anche dall’incremento dei cartellini di vario colore sventolati dai direttori di gara ai nostri giocatori, corredata inoltre da una tangibile collaborazione dimostrata in campo dai ragazzi, disponibili a fornire aiuto al compagno in occasione di azioni particolarmente pericolose da parte degli avversari.

Certamente occorre dare continuità a tale comportamento in quanto le occasioni, per tentare la manovra di aggancio al treno dei playout, dovranno essere sfruttate senza troppe incertezze o amnesie come purtroppo già accaduto nel corso della stagione corrente.

Quindi ora il compito più importante sarà quello di andare a recuperare la fidelizzazione del pubblico, fortemente provata da un campionato fino ad oggi di basso livello e per nulla rivitalizzato da contratti sottoscritti a giocatori ai margini di rose della stessa categoria o pubblicizzando ipotesi di ricostruzione con obiettivi simili a nuovi insediamenti su Marte, con annessi progetti di valorizzazioni immobiliari con acquisizione di impianti sportivi confortati da nuove strutture al servizio della disponibilità dei tifosi.

Facendo tuttavia, come pura palestra dialettica, una digressione puramente teorica in merito alla fattibilità dell’operazione con una prospettiva di successo attendibile in termini di logica di investimento, considerando il bacino di utenza dal punto di vista numerico, un progetto articolato in maniera intelligente e funzionale potrebbe garantire alla nostra città effetti positivi sotto molti aspetti, sia economici sia innovativi in relazione alle strutture, considerando che stiamo argomentando su una entità urbana significativa nella regione e che potrebbe costituire il volano per nuove iniziative a corredo e conseguente valorizzazione del brand societario e di riflesso anche del territorio con sicura risonanza mediatica.

Fantasticare per noi tifosi é lecito senza essere sanzionati dall’inventore dei voli pindarici ed instaurando una comunione di intenti anche con l’amministrazione comunale, dimostratasi in passato refrattaria ad ascoltare proposizioni giudicate a suo tempo non perseguibili, potrebbe avere un senso almeno iniziare a sviluppare l’idea.

Inoltre un aspetto da correggere al più presto nei rapporti tra società e tifoseria risiede nel cortocircuito oggi esistente tra le due entità che ha portato alla desertificazione delle presenze allo stadio ed alla contestazione per lo più silenziosa ma carica di significati.

Si rende necessaria quindi una sterzata futura nella strategia della comunicazione, cercando di ricostruire l’impalcatura della fiducia onde risvegliare le endorfine dormienti del tifoso con messaggi tangibili di vera volontà di proporre progetti ed intenzioni concrete e perseguibili con quelle proiezioni ambiziose, a suo tempo promesse, delle quali però purtroppo non esiste né traccia né certezza.

I risultati sul campo costituiranno sicuramente elemento determinante nel disegnare quale sarà il destino futuro nella gestione della società, condizionato dalla categoria mantenuta o penalizzata da una retrocessione che oggi sarebbe matematica e domani problematica anche se ancora rimediabile tramite prova di appello.

Dalla stanza dei bottoni trapelano notizie rassicuranti in merito al domani biancoblù, con garanzie certificate di unione di intenti a prescindere dal panorama che vedrà la squadra nel prossimo campionato, ma certamente ripartire senza penalizzazioni costituirebbe un tesoretto che ci metterebbe al sicuro da almeno tre anni di purgatorio.

Ritornando a concentrare il nostro interesse su quella sfera che rotola sull’erba inseguita da 22 contendenti si evidenzia, rispetto al passato recente, una piccola differenza in positivo che caratterizza la prestazione di squadra maggiormente votata a recuperare con maggiore attenzione le situazioni di pericolo create dagli avversari con applicazione più costante degli schemi in fase di interdizione restando tuttavia carente nelle fasi di costruzione del gioco sviluppato ancora troppo lentamente e quindi facilmente leggibile e prevedibile nella ottica di sviluppo proposto.

Da qui la difficoltà ormai endemica nel riuscire a tradurre le proposte offensive in reali pericoli per le difese avversarie restando ancora sconosciuto l’utilizzo corretto delle palle inattive, dove i calci d’angolo vengono sempre utilizzati nello stesso modo chiaramente improduttivo e non vi sono mai tentativi dell’uso della conclusione dalla distanza che costituirebbe un’arma aggiuntiva per offendere con maggiore probabilità di successo.

Alla luce di quanto predetto occorre in sintesi mettere nel cassetto ottimismi fuori luogo e pessimismi incatenati a nastro dei figli di Cassandra affidandoci ad un semplice ed in fondo sano realismo che potrà essere più costruttivo per tentare di uscire dal vicolo stretto e con poca luce che stiamo a fatica percorrendo con almeno la volontà di trovare nuove risorse senza cadere nella rassegnazione e nel vittimismo, segnali che non sono e non dovranno mai esistere per storia e per tradizione dei nostri colori.

Rammentiamo che nella vita possiamo non essere secondi a nessuno a patto di avere fiducia nei propri mezzi ed affrontando le difficoltà quotidiane con la convinzione di poter superare qualunque ostacolo senza presunzione ma semplicemente confidando nelle proprie capacità….ed é proprio questo che mi aspetto dai nostri ragazzi!!

Sandro Lupidi  (più che mai “lupo”)

 

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