Ho usato, per evidenziare la disgregazione che sta avendo la squadra bianco blu, uno slogan che un vecchio giornalista amico, con cui ho condiviso anni e anni di ciclismo, usava spesso quando un corridore cercava di vincere determinate corse e ci tentata almeno tre’ volte e non riuscendo rinunciava ……così come per cercare di conquistare una bella donna.
E’ con molta amarezza, da vecchio tifoso ottantenne più che da
giornalista, quanto purtroppo malinconicamente stò vivendo con tutta la tifoseria in questa stagione della Pro Patria 25/26, mai così incolore, senza vedere almeno quello spirito di squadra in campo che ha sempre accompagnato chi ne vestiva la maglia, da tigrotti veri fino in fondo.
Non c’e mai stato un segnale di voler cambiare passo da parte di tutta la rosa di giocatori, sia con il primo allenatore Greco , ma neppure con il sostituto Bolzoni (alla sua quinta sconfitta consecutiva in panchina da rischio esonero, suo malgrado).
Visto come ben ci stava con la Primavera, da buon aziendalista e in primis vista l’opportunità di allenare una squadra di Lega Pro, ha accettato l’incarico gravoso, non valutandone probabilmente per intero le responsabilità del caso.
Sette sconfitte consecutive stanno a testimoniare che la Pro Patria e’ stata mal costruita in fase di calcio estivo.
Molti giocatori d’esperienza, con un curriculum di categoria anche buono, ma che probabilmente per il loro logorio fisico, non sono mai riusciti a dar continuità alle proprie prestazioni, accontentandosi del minimo rendimento, così come chi già a inizio campionato e’ giunto in condizione poco ottimali, per via del poco utilizzo avuto , oppure per inattività dovuta a infortuni nelle squadre di provenienza.
Non si e’ mai vista in campo una squadra con un suo preciso modulo di gioco e con schemi tattici per difesa, con un centrocampo sempre sopraffatto da quello avversario, improvvisando partita per partita invece di cercare di trovare soluzioni riparatrici con i giocatori giusti al posto giusto.
L’ennesima prova si e’ avuta con la Giana Erminio, squadra ottimamente messa in campo, con un centrocampo duttile nel gioco, veloce fisicamente, e con un difesa che nulla ha concesso agli avanti, ottimizzando il gioco degli esterni e cogliendo una facile vittoria, come da copione come con le altre precedenti ultime avversarie. Una Pro Patria mai in partita e ancora disastrosa in fase difensiva, dove ha esordito Cesare Pogliano.
Peggior difesa e attacco testimoniano la pochezza tecnica agonistica della Pro Patria (al di là dei due nuovi innesti del mercato) che visto finora i continui propositi di rinascita sempre andati a vuoto portano inevitabilmente alla retrocessione.
E difficile prevedere dopo la settima sconfitta consecutiva, come intenderà affrontare il peggior momento della stagione la dirigenza societaria, come opererà il D.S Turotti in prospettiva, e se ci potrebbero essere dei cambiamenti. Non ci resta che attendere il derby del Ticino a Novara, sperando almeno che non ci sarà l’ottava sconfitta consecutiva.
Ottavio Tognola












