
Non poteva esserci location più adatta del Ristorante Idea Verde di Olgiate Olona per presentare la nuova maglia della Pro Patria. Una cornice prestigiosa, elegante, curata nei dettagli. Perché lo stile, l’estetica e lo charme sembrano ormai far parte del DNA di questa nuova società. E forse non poteva essere diversamente, pensando ai suoi leaders: chi vive a Londra, come Luca Bassi, dove il fair è quasi una parola d’ordine, e chi arriva dall’Olanda, come Estrella, dove lo stile formale e corporate spesso prevale sul calore e sull’improvvisazione tipicamente latina.

Sul red carpet biancoblù, accanto alla presidente Rosanna Zema, il cui dress code ha certificato la coerenza con lo stile del progetto, c’era il sindaco Emanuele Antonelli, che mai come in questa occasione si è speso per contribuire a dare alla Pro Patria un futuro certo. Presenti lo staff biancoblù e i giornalisti delle principali testate locali, tutti riuniti per assistere non semplicemente alla presentazione di una maglia, ma a un altro passo di un progetto che vuole crescere.

E poi c’era lui, il deus ex machina, il problem solver per eccellenza. Uno di quelli che, se non ci fossero, bisognerebbe inventarli: Roberto Simonini, che con la sua Eurotek ha firmato la nuova maglia come main sponsor. Una passione autentica per lo sport, che gli appassionati bustocchi ricorderanno anche attraverso il suo sostegno al volley, ma che nel calcio ha trovato confini ancora più larghi. Con la Pro Patria, l’abbraccio è stato immediato, forte, naturale. Un protagonista che non ama la ribalta, preferisce una presenza in filigrana, ma determinante quanto a energia, determinazione, leadership e carisma. Un trascinatore assoluto che parla con i fatti e diventa un esempio da imitare per i successi che ha ottenuto nella vita, nella sua professione e nello sport. Senza dubbio tra i migliori acquisti di questa Pro Patria, un top player di livello assoluto.

A rappresentare la squadra anche due protagonisti in campo: il capitano Amedeo Benedetti e il portiere Lorenzo Maddalon, simboli di un gruppo che dovrà trasformare ambizioni e investimenti in risultati.
A dirigere lo show-time è stata naturalmente la presidente Rosanna Zema, autentica padrona di casa. Gli interventi si sono susseguiti con ordine e sostanza. Il sindaco Antonelli ha rivolto un messaggio chiaro ai giocatori: riportare la Pro Patria dove merita di stare e ripagare, sul campo, gli importanti investimenti fatti dalla società.
Ma il messaggio della serata è andato oltre il rettangolo verde. Ai giornalisti è stato ricordato che la Pro Patria di oggi vuole essere prima di tutto una famiglia, una famiglia che non vuole chiudersi, ma allargarsi. Con nuovi tifosi, nuovi sostenitori e, soprattutto, con un territorio che possa tornare a sentirla sempre più propria. L’invito agli sponsor locali è stato quindi chiaro: avere un ruolo attivo, partecipare, credere e sostenere un progetto che ha bisogno di tutti.
E poi la cena. Curata, elegante, di qualità, tanto nel food quanto nel drink. Antipasto nel garden di assoluto livello e risotto allo champagne per abituarsi fin da subito al sapore del brindisi che si spera possano essere molti.

Red an white wine hanno accompagnato la serata e qualcuno ha sperato, forse ingenuamente, che potessero sciogliere anche i segreti di mercato custoditi gelosamente dal duo Giovanditti-Ferrara.
Ma niente da fare.
I due hanno resistito eroicamente alle mille insidie dei giornalisti, senza rivelare praticamente nulla. Nemmeno, si dice, il numero di scarpe del prossimo centravanti.
Una serata di stile, dunque. Una nuova maglia da indossare. E soprattutto la sensazione che, dietro quei colori biancoblù, ci sia qualcosa che vuole andare ben oltre una semplice stagione di calcio.
E se oggi la serata è stata riservata a un ristretto numero di ospiti selezionati, presto arriverà l’occasione per tutti di abbracciare la squadra, lo staff e la dirigenza nel salotto di Busto Arsizio.
E siamo certi che anche lì lo stile resterà identico: raffinato, elegante, riconoscibile. Con una passerella ricca di colori e di musica, lontana anni luce da certe immagini del passato fin troppo scontate, capace di scaldare il cuore di una tifoseria che oggi è carica come una molla e sempre più affascinata da questo progetto.
Un progetto che porta la firma, la visione e l’ambizione di Luca Bassi. Dal suo quartier generale di Londra potrà guardare la sua Busto tingersi di bianco e blu. Ma soprattutto potrà continuare a coltivare un sogno ambizioso: aggiungere una B allo stemma cittadino.
Perché Busto Arsizio di B ne ha già due. E la terza, quella che tutti conosciamo e che tutti sogniamo, aspetta da troppo tempo.
Ma senza correre troppo.
Il sogno è lì, sullo sfondo, e non è vietato guardarlo.
Per ora, però, pensiamo al presente!
Flavio Vergani












