Un’altro deludente pareggio casalingo…….la Pro Patria non sa più vincere nel suo stadio, un tempo inespugnabile per le squadre avversarie che ospitava, rappresentando per i tigrotti la loro roccaforte unitamente alla tifoseria che con la squadra ci credeva, la sosteneva e graffiava, il dodicesimo bianco blu in campo.
L’esatto contrario evidenziatosi nella situazione attuale dove la sfiducia per la squadra, iniziando dal suo allenatore Leandro Greco e’ palpabile, non c’e’ più feeling ma tanta rassegnazione quasi a gia’ sentenziare che con questo atteggiamento di gioco rimanere nel calcio professionistico sara’ un vero miracolo.
Contro il Lumezzane e’ stato schierato quello che rappresenterebbe l’undici più funzionale per il metodo di gioco che intende praticare l’allenatore Greco e pur avendo a disposizione finalmente tutta la rosa , dopo il recupero dei molti infortunati salvo Mora, il risultato del campo non ha prodotto alcun effetto migliorativo in termine di resa tecnico agonistica ma ancora sterilita’ nel riuscire a ottenere, soprattutto dal reparto di centrocampo, quei supporti finalizzati a creare giocate idonee al servizio dell’attacco.
Si e’ visto ancora un primo tempo senza alcuna vera azione offensiva, gioco farraginoso, lento, il Lumezzane sulla corsa e’ nettamente più in forma e in palla, sciupando poi il prezioso vantaggio ottenuto con Mastroianni, il migliore dei tigrotti, subendo il pareggio degli ospiti grazie al gentile regalo difensivo, ormai troppi in questo campionato, da parte di un pur esperto Masi.
Dopo tredici giornate diventa difficile decifrare il credo calcistico di questa Pro Patria, c’e’ la convinzione che non lo sappiano in primis i giocatori, non sanno difendersi quando occorre farlo senza fronzoli ma nel modo deciso (vedi finale col Lumezzane tutti sbilanciati in avanti),cosi come in taluni ruoli sono mal impiegati per le loro caratteristiche di gioco.
L’allenatore Greco predica pazienza, secondo lui la rosa completamente rinnovata deve avere il suo tempo per arrivare al miglior funzionamento, ma purtroppo il tempo e’ inesorabile. La classifica ne e’ lo specchio fedele e dalla tribuna , si percepisce che più che gioco di squadra finora i suoi giocatori pensano unicamente a svolgere il compitino loro assegnato, la squadra non ha un uomo guida in campo, si impegna ma mal costruisce e quindi diventa facile per le avversarie incontrarla e fare punti, pensando già alla prossima trasferta a Lecco.
Ferri e compagni con il loro allenatore devono cercare di uscire da questa situazione difficoltosa dando il massimo in campo per in primis ritrovare fiducia in una tifoseria delusissima a cui può anche non interessare la situazione societaria ma rivedere una Pro Patria finalmente vincente allo Speroni.
NEL RICORDO DI ANDREA CECCOTTI……
DOMENICA 8 Novembre 1987….sono trascorsi trentotto anni ma la memoria va a quel Treviso-Pro Patria in serie C2 dove per infortunio al 28′ del p.t Andrea, difensore uscì dal campo zoppicante…..si pensò dalla tribuna a una contrattura , ma purtroppo per lui l’infortunio fu letale.
Ricoverato all’Ospedale trevigiano morì il 13 Novembre dopo 5 giorni di coma irreversibile, amorevolmente assistito dall’allenatore tigrotto PierAngelo De Bernardi e dal medici sociale dott. Masimo Besnati con il fisioterapista Francesco Varliero.
Ricordarlo è un dovere, Andrea aveva mostrato in campo quanto era forte il suo attaccamento alla maglia bianco blu, alla città e tifoseria, un vero tigrotto, umile educato in campo e fuori.
Ricordo ancora che a Legnano dopo aver pareggiato nel derby, mi chiese scusandosi che non poteva intrattenersi per le interviste del dopo partita dovendo partire da
Milano in tremo per Udine dove lo attendeva la moglie con l’adorata figlioletta, ma avrebbe subito provveduto il martedì al rientro, cosa che
si verificò…..
La sua morte fu onorata dal ricordo di Galeone, allenatore dell’Udinese dove Andrea militò nelle giovanili e dalla Domenica Sportiva.
A Busto Arsizio si vuole a lui dedicare una via, e questo sarebbe il più bel ricordo per una città e tifoseria che l’ha apprezzato e ben voluto…..Ciao Andrea la terra ti sia lieve.
Ottavio Tognola












