Tuffo nelle storia al “Piola” di Vercelli che ha ospitato il derby delle Pro. Storia che parla dei pluriscudettati padroni di casa e dei tigrotti a strisce orizzontali biancoblu per molto tempo orgoglio della “Manchester d’Italia”. Storia che parla di sfide nella nebbia che oggi non ha voluto mancare, dopo molto tempo di assenza, per dare un tocco di passato ad un presente che ha poco di glorioso per entrambe le squadre.
Sempre la stessa storia per la Pro Patria che inizia l’anno come lo aveva terminato, ossia con una sconfitta. Stessa storia del passato playout quando i tigrotti persero con identico punteggio in terra piemontese deludendo l’onda di tifosi biancoblu che non mancarono di dimostrare il sostegno ai tigrotti in modo encomiabile, nonostante i continui rimbrotti di una Presidente che pretenderebbe riconoscenza eterna quale salvacondotto da gestioni degli ultimi anni imbarazzanti.
Chissà se la partita ha chiarito le idee a Mister Bolzoni che alla vigilia aveva fatto sapere di voler verificare dove sono le debolezze di questa squadra prima di intervenire sul mercato. La partita ha detto esattamente quello che si sapeva già da 19 giornate. Ossia, che la difesa è debole e infatti si è subito un goal e che l’attacco è debole, infatti conta zero goal e zero occasioni da rete. Una realtà nota al mondo intero, ma che in Via Cà Bianca sembra essere ancora sotto analisi. Peccato che dopo Mister Colombo, Mister Sala, Mister Greco e Mister Bolzoni nulla cambi a livello di performance. Chiara conseguenza di due squadre costruite in modo pessimo dal Direttore Sportivo Sandro Turotti il quale ha il compito di porre rimedio ai suoi stessi errori in sede di mercato invernale. Mentre a Busto qualcuno pensa a vendere ( lo stadio), altri a non vendere ( la società) e altri ancora far finta di acquistarla ( Finnat), è venuto il momento di coniugare il verbo acquistare con il verbo spendere per dimostrare con i fatti le “ambizioni” sbandierate in data 11 Giugno dall’Avvocata Zema. Il tempo delle parole è ampiamente finito, adesso servono i fatti subito e urgentemente.
Diversamente, si abbia il coraggio di gettare la spugna e dichiarare il default tecnico facendo affondare per la seconda volta la squadra in serie D. Se per due volte non si è trovato budget per l’arrivo di un allenatore non esordiente e se dopo il trio delle meraviglie Coccolo, Rocco e Barlocco, si ha intenzione di posticipare il mercato a caccia di saldi, last minute o svincolati, si eviti l’ennesima umiliazione.
Si abbia il coraggio di dichiarare la propria impossibilità a competere e si dia spazio ai giovani del nostro vivaio, evitando di dare spazio a giocatori come Renelus il cui arrivo da Reggio Calabria è tutto da spiegare visto il suo rendimento, allo svogliato Udoh, che secondo Turotti sarebbe stato il colpo del mercato ma langue in panchina, o ai vari Bagatti, Di Marco, Giudici, Schiavone mai determinanti, mai apparsi vogliosi di gettare il cuore oltre l’ostacolo, mai apparsi come i vari Santana, Le Noci e Fietta giunti a Busto a fine carriera ma in grado di dare quel valore aggiunto con il quale si sono solidificati i risultati di molti campionati-
Lasciando perdere la pletora di giovani ingaggiati da Turotti che popolano la panchina da tempo per evitare danni in campo, mentre quelli che giocano inguardabili.
Qualcuno a Busto si indigna se qualcuno ha il coraggio di criticare o di applaudire, per cui chiediamo ai questi gentleman del tifo cosa suggeriscono di fare in questi casi.
Siamo tutte orecchie.
Flavio Vergani











