La Pro Patria perde l’ultimo treno per i playout pareggiando per due a due con la Virtus Verona. Un pareggio che ha il sapore della sconfitta la cui principale responsabilità va addebitata al suo allenatore Bolzoni  ( 12 partite di cui una vinta, due pareggiate e nove perse) che si disinteressa di valutare con la giusta lucidità quanto stava avvenendo sulla fascia destra. Sassaro ripetutamente saltato e nel primo tempo addirittura umiliato dall’avversario con tre dribbling ripetuti sullo stretto  e ammonito veniva lasciato in campo sul due a zero per i tigrotti. Non si sa perchè, visto che il mercato di Gennaio ha consegnato a Mister Bolzoni una rosa di tutto rispetto che chiede solo di essere utilizzata. All’ennesima difficoltà del giovane tigrotto, l’arbitro estraeva il secondo giallo con la conseguente espulsione. Davvero ingenuo l’errore del giovane allenatore e del secondo Le Noci complice nel non aver intuito il pericolo chiaro, evidente e percepito da tutto lo stadio. Ci chiediamo i frequenti confronti che avvengono durante la partita tra i due che oggetto abbiano di così straordinario se nemmeno si percepisce l’ordinario.

Peccato, perchè nel primo tempo la Pro Patria aveva incantato con due giocatori che hanno mostrato scampoli di gioco da serie B. Desogus un artista del calcio che ha deliziato il palato degli spettatori con una rete, con assist, con intuizioni che da tempo non si vedevano a causa del modulo turottinao” 5-3-2 che da sempre litiga con l’estetismo del calcio. Altra perla che ha brillato in campo Tunjov, un giocatore che abbina classe a dinamismo, che ha alternato colpi di classe che hanno riconciliato col gioco del calcio. Peccato che Desogus non abbia realizzato il calcio di rigore ottenuto per l’atterramento dello scatenato Renelus, che prima aveva anche segnato una rete, poi annullata per una discutibile interpretazione del suo fuorigioco ritenuto attivo anche se l’azione era ripartita.

In mezzo a tanta delizia qualche disperazione con i due esterni di difesa inguardabili. Sassaro e Felicioli saltati come birilli dagli avversari che hanno creato occasione da rete sventate sempre in situazione di disagio.

Pro Patria che aveva la forza di reagire a rigori sbagliati e goal annullati andando in rete con Udoh apparso disinteressato, abulico e quasi scocciato dal gioco quando fuori area, ma un vero cobra quando si trova nei sedici metri dove trova sempre il modo per centrare la porta.

Sul due a zero sarebbe bastato gestire la partita sostituendo gli ammoniti per non correre rischi, addormentare il match con i cambi e evitare di snaturare la squadra dai suoi punti di forza.

Purtroppo, Mister Bolzoni la combinava grossa lasciando in campo Sassaro e quando espulso toglieva Udoh e Desogus convincendo gli avversari che di pericoli offensivi non ce ne sarebbero stati più.

Da lì l’uno- due di Cernogoi che impattava la partita. Una conseguenza logica visto che la Pro Patria prende goals a grappoli in parità numerica, figuriamoci in inferiorità.

I numeri e le scelte condannano Mister Bolzoni e la riflessione è una conseguenza. Una difesa che subisce più reti di prima, nonostante gli arrivi di Gennaio, non può essere sempre un caso o colpa di altri.

L’allenatore deve portare soluzioni migliorative al trend precedente, mentre la realtà parla di una difesa costantemente bucata, calci d’angolo spesso letali, oltre che finali di partita fisicamente preoccupati per il calo di intensità che ormai è diventata una costante.

Inutile pensare di portare a casa punti con una fase difensiva con queste performance e soprattutto con una lettura della partita oggi apparsa miope.

Un compleanno senza torta con scritto vittoria che allontana le speranza che le belle prestazioni di Trento e Brescia avevano riacceso

LE PAGELLE

Sala 7; Sassaro 4,5, Masi 5.5, Motolese 5.5 (35′ st Mora sv), Felicioli 5; Tunjov 7, Di Munno 6, Ferri 6 (42′st Schirò sv); Renelus 6,5 (1′st Citterio 5,5), Udoh 6,5 (24′ st Mastroianni s5,5), Desogus 7.5 (24′st Pogliano 5.5). All. Bolzoni: 4

Flavio Vergani

 

 

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