Batte ancora il cuore della Pro Patria che non firma l’autorizzazione a staccare la spina della rianimazione dimostrandosi ancora viva. La vittoria ottenuta con le Dolomiti Bellunesi permette ai tigrotti di sperare ancora di acciuffare i playout. Dovranno vincere entrambi i match con Arzignano e Renate e sperare che la Pergolettese perda con Lecco e Vicenza . Non è finita qui, servirà anche che la Virtus Verona non vinca entrambi i match con Alcione e Lumezzane. Intanto, la Pro Patria avvicina la Virtus Verona e questo fa capire quanto poco sarebbe bastato per giocarsi la salvezza e quante occasioni si siano buttate al vento. Oggi la squadra ha fatto quello che sarebbe bastato fare sempre. Ossia, impegno su ogni pallone, spirito di abnegazione, voglia di soffrire e di crederci sempre. I tigrotti, dopo l’iniziale vantaggio per merito di Giudici, sono stati rimontati e superati dai padroni di casa, ma la reazione biancoblu ha portato al controsorpasso con Citterio e Orfei. In altre partite ci sarebbe stata la resa, ma oggi era questione di vita e di morte e questo ha dato i giusti stimoli alla squadra con una rimonta insperata, Vittoria in trasferta, quattro goals segnati sono rarità per questa squadra che sembra proprio sia anestetizzata dall’inizio del campionato e che sa destarsi solo di fronte al dentro o fuori. Sarebbe davvero devastante non partecipare ai playout per un punto o due considerando le occasioni letteralmente buttate al vento dai tigrotti. Un rischio del tutto concreto che renderebbe ancora più amara la retrocessione. La gara del prossimo turno con l’Arzignano ha comunque ancora un senso, sarà la seconda finale delle tre di questo finale di campionato con l’orecchio fisso su quanto accadrà ai cremaschi e veronesi. Insomma, il destino non è tutto nelle mani della Pro Patria ma solo in parte. Certo è che se si vincessero le ultime tre partite dopo averne vinte tre nelle precedenti trentacinque qualcosa su cui rammaricarsi ci sarebbe, ma soprattutto ci sarebbe da farsi qualche domanda certi di non avere comunque nessuna risposta.
Flavio Vergani










