Il passo falso di ieri complica maledettamente il cammino verso i playout della Pro Patria. Una partita splendidamente condotta nel primo tempo che è stata letteralmente buttata via nel secondo tempo.

Non sono bastati i lampi di luce di Desogus e Tunjov per vincere la partita dell’anno vanificati da una gestione disastrosa da parte di Mister Bolzoni.

Troppe le variabili che in casa Pro Patria sono diventate delle costanti e sulle quali Mister Bolzoni sembra non sia in grado di trovare una soluzione

La zona settantesimo

Un titolo che sintetizza due problemi. La difesa a zona sui calci piazzati che è spesso una sentenza, il settantesimo minuto che è spesso il confine dopo il quale le prestazioni atletiche della squadra diminuiscono in modo preoccupante. Ieri, in tribuna stampa, abbiamo condiviso la preoccupazione a fine primo tempo con il Professor Brambilla, dicendogli che la partita si sarebbe risolta dopo il settantesimo, viste le prestazioni tigrotte di Trento e Brescia spentesi dopo questa deadline temporale. I goals degli ospiti al settantesimo e settantacinquesimo non sono un caso, anche se favorite da una inferiorità numerica dei tigrotti

La lettura del match

Da sempre, e chi segue la partita con lo scrivente lo può testimoniare, non sono mai graditi i continui dialoghi tra allenatore e secondo. Ci trasmettono un’idea di “assemblea condominiale” nella quale si parla di tutto e si decide niente. Diluiscono la leadership dell’allenatore, fanno intuire indecisione, non qualificano la guida in modo autorevole e se vogliamo autoritaria. D’accordo sull’utilità di qualche “insight” da parte dei collaboratori, ma il continuo dialogo durante il match non è un bel vedere. E’ psicologicamente destabilizzante per chi li guarda dal campo e dalla tribuna. Un po’ come il suggeritore in classe che testimonia l’impreparazione del ricevente consigli.

La vera utilità di chi segue la partita a fianco di Mister Bolzoni è di supportarlo nella lettura della partita negli elementi “macro” che possono sfuggire all’allenatore in quanto assorbito dalle sue principali e prioritarie funzioni. La contabilità delle ammonizioni, per esempio, non possono sfuggire al secondo che dovrebbe far presente i rischi potenziali che stanno nascendo in campo. L’ingenuità commessa ieri su questo punto potrebbe decidere il campionato e crediamo che sia elemento prioritario e centrale per la valutazione della coppia Bolzoni – Le Noci.

La preparazione atletica

Inutile tornare sull’argomento, ma del tutto opportuno farlo in ottica futuro. Dopo due anni nei quali la Pro Patria non ha brillato quanto a reattività sulle seconde palle, a spunto atletico a resistenza crediamo sia opportuno valutare con attenzione le scelte del passato per non trovare una soluzione nel futuro. Davvero inaccettabile che il punto non abbia avuto un seguito nel giro di poltrone di Gennaio sul campo e in panchina quando anche i sassi vedono quello che qualcuno finge di non vedere solo per non ammettere l’errore delle proprie scelte.

La comunicazione di Mister Bolzoni

L’allenatore è giovane e si farà. Lo scotto del noviziato era previsto nel contratto. Certo è che sia lui Mister Greco dovranno crescere molto quanto a capacità di comunicare nel giusto modo. Un elemento che nel calcio di oggi conta molte e identifica la qualità del profilo. Strano che Mister Greco non abbia assorbito nulla da Ivan Javorcic, vero maestro di come comunicare dicendo tutto senza dire niente. Un esempio di allenatore che ha saputo gestire la comunicazione trasmettendo credibilità all’ambiente e al contempo condividere con i tifosi la sua stima e considerazione per il loro ruolo. Un modo strategico, furbo e tattico per tirarseli dalla sua parte che ha permesso di rinforzare il filo che univa la realtà società con quella dei tifosi. Purtroppo Greco non ha assorbito nulla dal suo maestro rendendosi protagonista della frase dell’anno che di fatto lo ha screditato prima ancora che lo facessero i risultati ( “la vera Pro Patria la vedrete a Febbraio”).

Ora, era difficile fare peggio, ma Mister Bolzoni si sta impegnando per farlo. Dopo le prime uscite zoppicanti quanto a riconoscibilità del ruolo ( “mi attendo riconoscenza da chi ha giocato con me”), frase già di per sì molto ottimistica, visto che nel calcio non esiste da sempre riconoscenza, ecco la seconda uscita a vuoto con quel “ i ragazzi stanno capendo che sono il loro allenatore”, che davvero non ha lasciato tranquilli i tifosi già dubbiosi sul fatto che non fosse arrivato un allenatore esperto. Debolezze comunicative relative all’ambito prettamente inerente l’area  di costruzione di una solidità percepita di guida fuori e dentro lo spogliatoio giustificabili dalla giovane età  che però non possono ripetersi  con uscite clamorose in ambito tecnico. Qui, gli errori devono stare a zero.

Difendere a zona su calci d’angolo perchè se lo si facesse a uomo si rischia il calcio di rigore, per essere frase credibile deve essere supportata da dati che rispondano a questa domanda: sono più i rigori concessi in termini di rischio percentuale, oppure i goals subiti dalla Pro Patria in tali situazioni? A occhio stiamo paragonando una possibilità con una sentenza.

Infine, le dichiarazioni di ieri che sono letteralmente sconcertati. La prima riguardante il fatto che Sassaro non è stato sostituito in quanto “a me non piace sostituire i terzini”. La domanda è istantanea: per quale motivo? La seconda domanda è conseguente: terzino ammonito uguale terzino sostituito in molte squadre di serie A, perchè a loro piace e al nostro allenatore no? Terza domanda: a parte i gusti personali, ma se si sta giocando la partita dell’anno, non sarebbe più utile lasciare da parte le consuetudini a favore dell’eliminazione dei rischi piccoli o grandi che siano?

Anche il corollario alla dichiarazione di Bolzoni lascia senza parole: “ non ho sostituito Sassaro in quanto i ritmi in campo erano bassi”. Certamente erano bassi quelli della Pro Patria, come lo sono spesso nel secondo tempo, ma questo perchè i giocatori sono stanchi e se sono stanchi spesso arrivano in ritardo sul pallone e se arrivano in ritardo fanno fallo e se fanno fallo vengono ammoniti e se sono già ammoniti vengono espulsi. Trattasi della catena delle ovvietà che crediamo in panchina qualcuno dovrebbe conoscere. 

Infine, è stato detto che Sassaro è un giocatore di categoria superiore che deve imparare a gestirsi. Dissentiamo completamente sulla prima parte e seconda della dichiarazione. Sassaro diventerà sicuramente un giocatore di categoria superiore ( al momento non ha le performance di Bashi che in serie B fa più tribuna che panchina), ma ieri è stato un giocatore più da serie inferiore che superiore . La gestione del giocatore in difficoltà palese e ammonito la deve fare l’allenatore e non il giocatore.

Servono allenatori non stagisti

Colombo, Greco e Bolzoni sono state le scommesse di Sandro Turotti che al momento hanno portato ad una retrocessione e mezza. Affidare la panchina a giovani allenatori, seppur potenziali in ottica futura, per consentire loro di fare esperienza è scelta che ha un senso se porta i risultati minimi sperati. Diventa un suicidio quando i risultati non arrivano e soprattutto non arrivano dopo una campagna acquisti che ha portato giocatori di valori nella rosa. Se questa rosa non la si sa gestire, o addirittura la riduce numericamente con scelte che tolgono sistematicamente dal campo taluni giocatori ( Orfei?) I numeri dicono che il problemi della Pro Patria di prima sono gli stessi di adesso, anzi peggio. Lo dicono i numeri che bocciano anche questa scelta di Turotti

Mister Greco meglio di Mister Bolzoni

Si stava meglio quando si stava peggio e lo dicono i numeri. Mister Bolzoni non sta facendo rimpiangere Mister Greco che ad oggi presenta una performance nettamente superiore, per quello che si può definire superiore.

Media punti ottenuta ( vince Greco con il 41% in più)

Greco 0,7 punti a partita

Bolzoni 0,41 punti a partita

Media goals fatti (vince Bolzoni con il 9,2% in più)

Greco 0,76 goal a partita

Bolzoni 0,83 goal a partita

Media goals subiti (vince Greco con il 34% in meno)

Greco 1,5 goal a partita

Bolzoni 2,3 goal a partita

Insomma, il problema era la difesa che con Bolzoni peggiora, nonostante Felicioli, nonostante Pogliano, nonostante Sassaro e nonostante Sala.

Per cui, la scommessa al momento è persa e forse sarebbe il caso di porre fine a queste scelte giustificate solo dal saving che mette soldi in una tasca e ne toglie dall’altra, visto l’impegno economico richiesto alla società a Gennaio che non sta risolvendo la fallimentare campagna acquisti estiva. Mia nonna direbbe: il rattoppo peggio del buco. Per cui, forse serve cambiare anche il sarto.

Flavio Vergani

 

 

 

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