Mentre Atene piange, Sparta ride. Infatti, proprio nel weekend che ha condannato la Pro Patria grandi firme alla matematica retrocessione, la Primavera 3 di Mister Sala ha steso per quattro a uno l’Alcione Milano nelle prima semifinale. Vittoria apprezzata da tutto il board tecnico e dirigenziale della Varesina presente in tribuna e dell’ex tigrotto Calzi che ha respirato nuovamente l’aria dello “Speroni”. Manca un ultimo sforzo per arrivare alla finale e magari vincere il campionato per poi sparire a causa della retrocessione nei dilettanti.

Un danno economico e una beffa senza precedenti. La società, oltre all’extra budget dato in mano a Sandro Turotti, oltre alla rinuncia dei contributi per non avere schierato under come sempre fatto, perderebbe anche la proprietà di giovani di valore del proprio settore giovanile per i quali c’è la coda fuori da via Cà Bianca per aggiudicarsi a costo zero le prestazioni dei migliori tigrotti.

Davvero un autogoal clamoroso che impedisce di comprendere quale sarebbe stato l’approccio del nuovo Direttore Sportivo nei confronti delle risorse interne del settore giovanile, dopo anni nei quali è stato davvero poco considerato preferendo lasciar partire i più potenziali, come Zanaboni, preferendo fare scouting a centinaia di chilometri da Busto per cercare il colpaccio alla Renelus. Un’attenzione mancata anche per i talenti della zona come : Vincent De Maria, classe 1999, gioca nel Brescia, ex Giana, scoperto nell’Inveruno, Pietro Fusi, classe 1998 al Padova adesso, al San Giuliano prima, scoperto nella Castellanzese, Marco Bertoli, classe 1999, ex Varesina, Christian Gatti, classe 2004, della Virtus Verona, ex Varesina, Orellana Crux, classe 2001, della Vis Pesaro, ex Varesina. Giacomo Sali, classe 2004, dell’AlbinoLeffe, dalla Varesina ,Christian Donadio, del Novara, classe 2001, nato a Busto Arsizio, dal Borgosesia, Riccardo  Stronati, classe 1997, del Crotone, ex Inveruno. 

Ragazzi del territorio chissà perchè mai valutati dalla Pro Patria.

In cambio, ecco arrivare una masnada di giocatori giovani e meno giovani al cui confronto quelli sopra appaiono come dei fenomeni. Giocatori che in due campionati hanno regalato due retrocessioni in una folle corsa verso tutti i record negativi di sempre. Sembrava impossibile fare peggio dello scorso anno, invece i dati sono terrificanti: – 32% i punti fatti, + 59% i goal subiti, – 50% le vittorie casalinghe, – 30% i pareggi casalinghi, +100% le sconfitte casalinghe. Sei vittorie casalinghe in due campionati giocati, pari al 16% dei match disputati (poveri tifosi!), fanno dello “Speroni” un campo di conquista senza precedenti. Quindici sconfitte su trentotto partite sono vergognose. Nella tabella manca il dato relativo all’aumento di budget rilasciato a Sandro Turotti per peggiorare la performance del 32 % quanto ai punti fatti. Un dato che non è di poco conto e certifica le colpe senza possibilità di appello.

Quattro allenatori messi a libro paga in due campionati per retrocedere due volte, tutti pressochè esordienti e mai in grado di dare una scolta. Quest’anno anche un cambio modulo che ha reso necessario il prestito di un trequartista ( Desogus, valorizzato per il Cittadella)al posto di uno lasciato partire( Pitou, di proprietà). Conferme discutibili dei vari Citterio, Rovida e Sassaro, ma non di Piran che ha Busto sarebbe rimasto a qualsiasi costo.

Insomma, forse un occhio alle risorse interne o della zona si potrebbe dare, prima di guardare lontano.

Visti i risultati il vecchio proverbio della” moglie e buoi dei paesi tuoi” potrebbe evitare di parlare di criceti a fine anno. Troppo tardi! Mai come quest’anno il “noi ve lo avevamo detto” è di moda e rimbomba nelle orecchie di chi sempre ha mal digerito quanto dicevano i tifosi fin dal ritiro estivo. Difesa debole, giocatori al capolinea, conferma inopportuna di Rovida, allenatore discutibile, non ne avevano sbagliata una. 

Flavio Vergani

 

 

 

 

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