Il pezzo di “sum up” della stagione di Ottavio Tognola riassume realtà note oggettive e ne aggiunge qualcuna soggettiva. Il bello del calcio del quale ognuno pensa di avere in tasca la verità, ma chi decide cosa è giusto e cosa no? Senza dubbio i risultati ed è vero che scendono in campo i giocatori, giustamente criticati da tutto e tutti, ma anche quando si vinceva scendevano in campo i giocatori , ma società e Direttore Sportivo prendevano meriti a palate. Per cui, adesso …
Certamente chi vorrà la Pro Patria dovrà pagare quel che vale. Da capire però quanto e riferito a che cosa. Il passaggio di Patrizia Testa a Rete 55 , nella trasmissione “Biancoblu”, ha un po’ confuso le idee. Si è parlato di quote valorizzate a 5.100 euro e suo impegno a coprire i costi fino al 30 Giugno 2026 con la “conditio sine qua non”che venga depositata una fidejussione di pari valore per evitare che chi prenderà la società possa non iscriverla rendendo vano il suo sforzo economico. E’ questo il valore della società? Cinquemila euro? Non crediamo e forse l’occasione era perfetta per chiarire un punto che da una parte sembra dire che nessuno vuole la Pro Patria a 5.100 euro, ma dall’altra attiva il buonsenso dicendo che mai potrà essere questo il valore richiesto.
Su altro organo di stampa si è letto che la copertura dei costi fino a fine stagione sarà garantita dall’attuale maggioranza, tranne gli extra costi voluti dalla minoranza. La speranza è che ci siano stati degli accordi relativi alla “exit strategy” del 51% per evitare che quel che si pensava si potesse dividere “alla romana”, adesso diventi puntuale con le solite difficoltà di capire chi ha ordinato cosa.
In genere, la maggioranza avvalla quel che propone la minoranza e non il contrario, ma sappiamo come l’acqua a Busto a volte vada al contrario. Rumors  informano che il Dottor Luca Bassi sia in arrivo a Busto dopodomani, per cui, molti danno per imminente uno sblocco della situazione per programmare il futuro.
Un ultimo pensiero per quelli che si sono spaventati di Estrella facendo sapere che trattasi di una società che per definizione non copre debiti pregressi di nessun genere. Domanda: ma quali sarebbero i debiti della Pro Patria se minoranza e maggioranza mai hanno dichiarato di averne o di volerne produrre? 
Flavio Vergani
Di seguito il pezzo di Ottavio Tognola
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore…….e’ quanto ho vissuto dalla partita della Pro Patria a Brescia, impossibilitato da problemi di salute di un mio famigliare, a seguirne le rimanenti di un catastrofico campionato, culminato con la retrocessione.
Mai nei miei settant’anni da tifoso e giornalista ho visto una squadra senza identita’ e animus pugnandi come quella di questa stagione. Una rosa costruita con giocatori d’esperienza di categoria in Lega Pro che doveva fare un campionato di ben altro spessore tecnico agonistico, e’ invece naufragata quasi rassegnata, incapace di confrontarsi, di dialogare all’interno dello spogliatoio tra i suoi effettivi della rosa, prima che in campo guardandosi in faccia assumendone le proprie responsabilita’,,,,,,,dedita a fare ognuno il proprio compitino e poco più, identificabili come quegli impiegati dal posto fisso senza tirar fuori risorse e determinazione, ma incassando regolarmente i loro stipendi.
Lo slogan di chi li ha allenati rimandava sempre il riscatto dopo le sconfitte alla partita successiva, la squadra si allenava con impegno e professionalità . Tutto appariva a posto, ma i risultati si sono visti e sono quelli che hanno determinato una situazione finale disastrosa, che ha precluso ogni possibilità di giocarsi almeno la salvezza con i i play out.
Considerando anche le immissioni dei nuovi entrati in rosa col mercato di gennaio, bisogna sottolineare che In campo ci sono andati loro e non Turotti o il 51% e il 49% della
dirigenza bianco blu, che ha sempre ottemperato con puntualita’ i propri impegni finanziari assunti, ma che non sono serviti a nulla e che hanno creato un dissesto economico gestionale societario sicuramente molto negativo, alla resa dei conti, determinandone con la retrocessione e le dimissioni della Presidente Patrizia Testa, un futuro alquanto nebuloso.
Quale futuro a breve si prospetta per la Pro Patria in vista del prossimo campionato in Serie D?
Una categoria che calcisticamente parlando non e’ degradante o disonorevole, se verrà affrontata da una Dirigenza coesa e ben strutturata. Ma anche da una città e da una tifoseria unita e lontana da sterili polemiche e critiche a volte ingiuste, e in certi casi offensive verso coloro che in definitiva vogliono il bene della Pro Patria.
A volte ho la sensazione, mi si perdoni, che a Busto Arsizio, la “Grande” , si ragioni in controtendenza al contrario……..lo dicono i fatti,,,,, si rispettava più una dirigenza che ha fatto dormire i
giocatori sulle brandine degli spogliatoi, rispetto a chi ha sempre operato in modo corretto.
I nodi pero’ stanno venendo al pettine…..e a tal riguardo, sperando di cuore di essere smentito, mi sovviene la storiella della bella Cecilia (Pro Patria) che tutti vogliono ma che nessuno finora se la piglia…….una deduzione logica: debbono mettere i soldi per acquisirne le quote come aveva fatto dieci anni fa Patrizia Testa, riportandola nei professionisti con gestioni oculate nei campionati , e da lei societariamente e finanziamente ben gestiti.
Certi slogan di grandeur, di piani finanziari targati futuro in B, strutture da creare, strombazzate sentite durante questo campionato hanno fatta danno, creando illusioni pericolose e devianti nei confronti della tifoseria, a cui sono certo se si chiede cosa sia una fiduciaria o una finanziaria non lo sa………chi vivra’ vedra’, il tempo delle verifiche e dell’operare incombe..
A Busto Arsizio ci sono troppi bustocchi, aggiungo benestanti e facoltosi, che dicono di avere nel cuore le sorti della Pro Patria ma non nel portafoglio……e l’hanno sempre dimostrato con le varie Presidenze societarie standone lontani aggiungo anche criticando…peccato, hanno dimenticato che la Pro Patria e’ un patrimonio sportivo che ha fatto conoscere la citta’ in tutta Italia.
Ottavio Tognola

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