La Pro Patria non va oltre uno scialbo pareggio a reti bianche con l’Ospitaletto. Tigrotti abulici e svogliati che hanno fatto intendere di aver mollato la presa dopo la  cocente delusione del match che avrebbe potuto cambiare le loro sorti con la Virtus Verona. Scorie più psicologiche che fisiche che hanno di fatto appiattito la curva di miglioramento che si era intravista nelle precedenti gare.

Solo un monumentale Andrea Sala, uno che a Busto il campionato lo ha vinto, ha evitato l’ennesima sconfitta, anche se il pareggio suona come tale. Alla faccia di chi diceva che le molte panchine di Crotone lo avrebbero ossidato.

Mister Bolzoni gioca al piccolo chimico e mischia per l’ennesima volta i componenti per cercare la formula vincente. Gli era riuscito per settanta minuti con la Virtus Verona prima che la miscela gli scoppiasse in mano per autocombustione indotta. Questa volta gli riesce una formula tutta acqua che neppure bagna la porta avversaria il cui portiere dicono abbia fatto domanda per accedere alla “Naspi” temporanea, vista la disoccupazione creata dall’assenza di pericoli biancoblu

Tra i locali ha fatto il diavolo a quattro tale Bertoli,  classe 1999,che dopo aver realizzato 25 reti nella Varesina è sbarcato alla corte di Quaresmini ripetendosi con 10 goal che lo issano in cima alla classifica dei marcatori del girone. Davvero un peccato che a Busto non ci sia accorti di questo talento che stupiva a Venegono e non a Reggio Calabria.

Tigrotti remissivi e per nulla animati dal sacro furore come dimostrano le sole due ammonizioni rimediate che hanno evitato i rischi corsi nel precedente turno, ma, al contempo, dimostrano quanto siano lontani questi giocatori dal modello di “tigrotto “che i tifosi hanno in mente. Due erano presenti allo stadi qualche giorno fa e si chiamano Dall’Acqua e Tramezzani.

Formazione tigrotta che non finisce di stupire ma che presenta sempre un minimo comune denominatore che condanna ogni giorno di più la campagna acquisti di Sandro Turotti. Pensate che qualcuno gli aveva imputato il fatto di avere scelto due esterni destri come Giudici e Orfei con la logica conseguenza che uno dei due sarebbe stato penalizzato. Ebbene, Mister Bolzoni per non accontentare uno e scontentare l’altro ha deciso di scontentarli entrambi. Gioca Citterio che ha prodotto la solita entropia con pochissima geometria.

Qualcuno di quelli bravi ci spieghi il senso della panchina tigrotta di ieri composta da : Mastroianni, Renelus, Ferri, Felicioli, Rovida, Di Munno, Orfei e Schiavone. Una panchina di una squadra ultima spantegata che è costata molto più dello scorso anno e che è andata in campo con soli tre under? Una panchina del genere giustificherebbe solo una squadra in lotta per la serie B, invece in campo c’erano Travaglini, Frosali e Citterio, non Toledo, Correa e Fofana.

Intanto, a Belluno celebrano la Pasqua in anticipo e fanno risorgere persino Toci che trova il primo goal della vittoria esterna di Trieste che allontana le Dolomiti da Busto di ben 14 punti.

Il fatto sembra preoccupare il giusto Mister Bolzoni che non disdegna il solito bicchiere che gli allenatori vedono da inizio campionato “mezzo pieno” mentre qui tutti muoiono di sete.

La stucchevole giustificazione che trasforma una mezza sconfitta in una mezza vittoria sarebbe il valore degli avversari. Un tema che si ripete ad ogni turno e che francamente inizia a stancare.

E’ chiaro al mondo che i punti in classifica dicono che le altre squadre sono meglio rispetto alla Pro Patria, non servono analisi accurate per capirlo, ma la domanda è : dopo la campagna acquisti di Gennaio che ha portato a Busto un fior di portiere, un centrale di difesa , un esterno con trascorsi in serie A, un centrocampista di spessore fisico e tecnico di rilievo e una mezza punta che ha garantito cinque reti in una manciata di partite, la Pro Patria è diventata anch’essa una buona squadra?

 Se sì, come mai in due partite abbordabili si sono fatti due punti, quando lo sa anche il gatto che pareggiare in questa situazione è come perdere? Se invece la risposta fosse negativa, la domanda è: allora qualcuno ha sbagliato anche questi acquisti? Non si direbbe da quanto si vede dalle prestazione dei singoli. Per cui, non sembra c’entri Turotti questa volta. Allora, chi c’entra?

Forse, quello che manca per raggiungere l’obiettivo è proprio il contributo dell’allenatore e quello del famoso “staff”, spesso citato e lodato che nello scorso turno non ha consigliato l’unica cosa che avrebbe dovuto fare.

In modo automatico ci sarebbe trovati tra le mani anche noi una “buona squadra“. A volte, i dettagli fanno le differenza, nel caso specifico non si tratta di un dubbio, ma di una certezza.

Flavio Vergani

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