Salvo idee strane di ripescaggi, la Pro scenderà purtroppo in serie D. La squadra Bustocca, dovrà immediatamente immedesimarsi ed entrare prima possibile nella modalità “dilettanti”. È ancora presto parlare di gironi di appartenenza, ma a poche giornate dal termine delle varie serie D, sarebbe giusto capire quale di essi parrebbe più consono o “più semplice”, per i tigrotti. Analizziamo quindi le possibili alternative che attendono la Pro, arricchendo tutto questo articolo con statistiche, giocatori ideali per un possibile mercato e mettendoci anche un poco di storia passata. Oltre a queste cose ci sono capitoli importanti come la scelta del mister e la giusta mentalità per imbastire un buon campionato. Partiamo dicendo che solitamente le lombarde sono state messe nel girone A, B e D, quasi mai nel C, zeppo sempre di compagini venete, trentine e friulane.  Analizziamo quindi, quali sarebbero le differenze dei quattro gironi che la Pro Patria dovrebbe valutare. (Gironi messi in ordine di plausibile assegnazione)

Nel Girone B ci sarebbero molte insidie. Se la Caratese è ormai arrivata in serie C, ben differente è il futuro per altre squadre che resterebbero nei dilettanti. Da sottolineare il carisma di Chievo Verona e Milan Futuro (salvo passaggio in C con corsie preferenziali) che alzerebbero di molto il livello del girone, e altre squadre come il Leon, la Casatese e il Villa Valle, che hanno onorato questa stagione. Annata pessima per il Caldiero, che due anni fa era in C e che ha navigato invece a centro classifica. Squadre ostiche restano le “vecchie conoscenze” della Pro, come il Ciserano e lo Scanzorosciate. In zona play out o comunque in una parte di classifica “molto calda” ci sono le vicine Castellanzese e Varesina. Se la prima ha sempre costruito buone stagioni, senza troppe velleità, la seconda è una compagine che a lungo aveva dato segno di voler tentare il salto di categoria. La nobile Pavia invece si appresta ad una stagione di sofferenza con una possibile salvezza tramite i play out. Questo è un altro segno che nel dilettantismo, molte società hanno grandi difficoltà a gestire questa categoria, spesso prendendo imbarcate e finendo in campionati ben peggiori. Tra i giocatori che stanno facendo un gran campionato segnaliamo i migliori marcatori che sono Bonseri del Leon e il “sempreverde” Chessa della Castellanzese che è una certezza in questa categoria. Tra i giovani citiamo tra tutti Bellia (classe 2007) della Caratese e il coetaneo Jassey del Chievo. La quota per vincere questo campionato si attesta attorno ai 75/78 punti. Ospitaletto (75) e Caldiero (77) hanno vinto le ultime due edizioni.  Per le due vincenti ha prevalso l’acquisto di big e il lancio di giovani promesse, per fare il passaggio alla serie superiore.

Nel Girone A, tutto sembrerebbe meno ostico rispetto a quello citato prima. Questo girone è ricco di lombarde, piemontesi soprattutto liguri. Troviamo Vado primo e quasi in serie C e il Ligorna a combattere per cercare disperatamente di recuperarlo. Una delle due quindi, salirebbe diretta in C. Tutte e due assieme al Sestri, al Chisola, al Varese e alla Sanremese, sono anni che tentano il salto nei professionisti. La Biellese neopromossa lo scorso anno dall’Eccellenza e oggi in lotta play off e sta iniziando un percorso che la vuole portare verso il professionismo. La squadra piemontese del nostro ex Luca Prina sarà quindi un’altra dura compagine da affrontare. Il Varese è l’emblema della classica “nobile decaduta” che non riesce ormai da anni a raggiungere il traguardo della serie C. La giusta programmazione e i fondi spesi adeguatamente, sono importanti per non restare invischiati per molto tempo nella ragnatela del dilettantismo. Il Varese, come molte altre squadre blasonate, non hanno forse mai gestito al meglio queste due componentistiche, perdendo tempo e denaro. Le “vicine” Gozzano, Asti, Derthona (Tortona), Cairese (Torino) e Club Milano (Pero) sono alla ricerca della loro salvezza senza passare dai play out. Nel caso di salvataggio di alcune di queste compagini, si delineerebbe un girone comunque molto solido. Tra i giocatori che poniamo in evidenza e che farebbero forse comodo anche tra le fila della Pro, c’è il gioiellino della Biellese Naamad, ben 15 gol in 14 partite che è destinato a far parlare di sé. Ottimo anche Ferretti del Sestri, e da prendere in considerazione sono anche i gemelli del gol del Vado, Raffini e Arras. Tra le “vecchie conoscenze tigrotte” si riporta il nome di Mattia Montini, che resta sempre un valido attaccante. Tra i giovani da segnalare il 2007 Pigato del Gozzano e Finizio 2007 della Biellese, per loro due, davvero un buon campionato.  La media punti per vincere questo girone sarebbe di circa 77/80 punti. Negli anni passati, Bra (78) e Alcione (79) hanno vinto senza grossi problemi con questa quota, ma attenzione, i due club hanno pianificando con cura il loro passaggio nei professionisti, inserendo anch’essi giovani di alto lignaggio, e “vecchie” glorie che hanno dato certezze in fase di gioco.

Nel girone D ben altra musica. Il Desenzano, che sembra avere ottime solidità finanziarie e voglia di professionismo, in poche settimane ha scavalcato la Pistoiese e Lentigione che ora stanno combattendo corpo a corpo “solo”, per il secondo posto. La nobile Piacenza, che vuole il professionismo a tutti i costi, ha passato ancora una volta un anno senza lode, tra alti e bassi. Pro Sesto, Pro Palazzolo e il Cittadella non sono squadre di seconda fascia. Rovato e Crema anche se non accreditate al passaggio a serie superiori, restano avversari ostici. Per la zona retrocessione, ci sono fanalini di coda ormai spacciati e squadre che potrebbero anche non fare play out (per la forbice degli 8 punti). In evidenza tra i bomber, che avranno una grande richiesta di mercato segnaliamo: Minessi della Pro Palazzolo e il collaudato Mustacchio del Piacenza. Anche Russo della Pistoiese resta un “usato sicuro” sempre in doppia cifra in questa categoria. Banfi ex tigrotto potrebbe essere nel caso di svincolo, un gradito ritorno, visto che in serie D parrebbe oramai a suo agio. Tra i giovani di rilievo segnaliamo Costa Pisani, della Pistoiese che nonostante sia un 2008, ha fatto una stagione ottima. Penta (classe 2007) del Lentigione con le sue 5 reti e 31 partite giocate che ha fatto un grande campionato. In passato il Forlì ha stravinto con ben 84 punti ma l’anno precedente al Carpi sono bastati 68, anche se a sole due lunghezze si è classificato il Ravenna, partito anch’esso con il coltello tra i denti. Girone dunque difficile da interpretare a livello di quota vittoria, ma resta sicuro che vi siano squadre di alto rango che lottano strenuamente per imporsi.

Nel girone C invece il Treviso è volato ormai nel professionismo, con Legnago secondo e con dietro ad esso altre sei o sette squadre che resteranno probabilmente in serie D, se alcune di esse non vinceranno ovviamente i play off. Guardando questo girone non si notano nomi altisonanti, se non quello del Bassano e della Clodiense che hanno trascorsi passati di buon livello. Tra i bomber del girone C troviamo al primo posto. Scotto del Treviso, inseguito da Ibe del Lignano e Fasolo del Bassano. Tre giocatori interessanti in chiave mercato, magari anche per Busto. Tra gli ex tigrotti sempre attivi a livelli di gol, c’è Alessandro Piu, che con il Conegliano ha realizzato 9 gol, che sembrerebbero pochi, ma guardando bene la stagione, sono stati tutti pesantissimi e hanno dato pareggi e vittorie importanti. Tra i giovani che si sono messi in luce sarebbe bello che la Pro seguisse Perin, un centrale del Treviso classe 2007 che con 29 presenze e 3 gol si è fatto valere. Adriano Puccio invece della Clodiense classe 2008 è tra i migliori difensori del girone, anche di lui si dicono cose molto buone. La poca differenza di punti tra play off e play out (circa 10) renderebbe questo girone molto equilibrato, ma secondo esperti meno insidioso rispetto ad altri, soprattutto per quelle compagini che allestendo “veri e propri squadroni” non dovrebbero faticare a vincerlo. La quota vittoria sembrerebbe non variare molto di anno in anno. Le Dolomiti Bellunesi nel campionato scorso si sono imposte con 78 punti finali, mentre alla Clodiense con 80. Quindi crediamo sia questa la quota per poter portare a casa il passaggio in serie C, 78-80 punti.

Le altre retrocesse dalla C: Assieme alla Pro ci saranno altre squadre ritrovarsi nei dilettanti. Bra, Pontedera, Triestina e la Virtus Verona. Non possiamo classificarle come compagini di second’ordine, visto che hanno tutto per poter risalire immediatamente in serie C. saranno inserite anch’esse in questi quattro gironi e se saranno in compagnia della Pro, bisognerà stare attenti.

Mercato: In qualsiasi girone la Pro approdi, dovrà allestire da subito una squadra “ammazza campionato” con giocatori mirati che dovranno immediatamente fare la differenza. Molte compagini negli anni successivi hanno preferito pescare proprio in serie D gli elementi principali delle loro formazioni, pensando che gente abituata alla categoria attecchisca prima al progetto. Non serve credo una scienza per capire che una Pro Patria “forte” da serie D potrebbe costare di più di una Pro Patria “mediocre” da serie C. Gli elementi più costosi? Ovviamente sono i bomber, veri e propri pezzi pregiati che garantiscono i punti e i gol. Non è una certezza scritta, ma possiamo dire che poche volte gli “enfant prodige” hanno realizzato più gol e fatto meglio delle punte veterane in queste categorie. “L’usato sicuro” quindi premia di più delle giovane promesse, almeno per quanto riguarda il reparto offensivo. Le prime mosse dovrebbero essere quelle di indebolire gli avversari, cercando di portare a Busto coloro i quali, nelle stagioni passate, sotto altri colori, hanno reso moltissimo. Se fossimo ad esempio nel girone A, come detto sopra Naamad sarebbe un bel colpo di mercato. Invece se fossimo nel B, Chessa sarebbe un elemento importante da prelevare dai vicini di Castellanza. Per gli altri gironi anche quelli lontani di centro e sud, basterebbe valutare le stagioni dei vari bomber, per capire dove andare a pescare gli elementi preziosi per l’attacco.  Lorusso del Trastevere (serie D gir G) ad esempio va spesso in doppia cifra da parecchi anni. Marzielli del Grosseto nel girone E, è un’altra punta prolifica, che probabilmente andrebbe valutata. La stessa tecnica andrebbe fatta per portieri, difensori e centrocampisti. Ovviamente per ridurre i costi andrebbero scelti poi alcuni giovani che potrebbero essere utili anche in chiave futura. Se non li si prende da primavere blasonate, potrebbero tornare utili i nostri giovani tigrotti dell’under 19. In questo caso nella “primavera” della Pro ci sarebbero già dei buoni elementi come Mattia Colombo o Ferrario Leonardo. Alliata e Reggiori, già in prima squadra potrebbero restare ed essere pratici nel progetto della serie D. Una cosa è certa giovani o non giovani, tutti quanti devono calarsi nella parte e non pensare che essendo “in una squadra famosa” le altre ci lascino vincere facile. Ricordo che l’ultima volta ci vollero ben due stagioni per tornare nei professionisti, con la vittoria per un solo punto contro il Rezzato (79 a 78) che ancora portiamo nel cuore e che ci ha dato anche brividi di paura. Purtroppo, la serie D è forse più complicata della serie C. Se in serie C, basta un buon gruppo per salvarsi e un ottimo collettivo per centrare obbiettivi migliori, in serie D, bisogna essere precisi, spietati e non perdere più di 4 o 5 partite. In tutti i campionati se andate su internet, solo le squadre che hanno perso meno di queste partite si sono garantite il passaggio in serie superiori senza patemi d’animo. Ovviamente parliamo di non perdere le partite prima di essere matematicamente vincitore. Dopo la vittoria del campionato, è capitato che qualche compagine abbia mollato gli ormeggi volutamente aumentando la serie di sconfitte, ma ormai i giochi erano fatti. Operazione nostalgia anche per i giocatori? Ebbene anche questo si potrebbe fare, riportando a Busto alcuni ex tigrotti che hanno brillato con la nostra casacca. Nonostante siano passati anni dall’ultima volta in serie D ci sono ex bianco blu che hanno ancora grande voglia di vincere e che nonostante siano “più anziani” farebbero molto bene in questa categoria. Le statistiche e le vittorie personali nei vari campionati di appartenenza, indicano due nomi tra tutti. Molnar e Mozzanica!  Gente cotta? Direi di no! Andate a vedere cosa hanno fatto nelle stagioni passate e vedrete che nei dilettanti giocherebbero con “la sigaretta in bocca”. La Pro Patria ha solo una strada, spendere, fallo al meglio soprattutto per i pezzi pregiati che formeranno la spina dorsale della squadra e trovare infine ragazzi giovani di carattere pronti a combattere per una maglia gloriosa.  Sembra facile detto così?  Non credo proprio! ma intanto questa “formula chimica” di giovani mischiata ai veterani ha sempre funzionato e quasi mai si sono prodotti salti in serie C, con gente di primo pelo con età media bassissima.

Mister: Il capitolo riguardante il mister che siederà in panca è altrettanto importante. Le strade scelte dalle società sono spesso molto diverse. La prima, è quella di valutare tecnici giovani, che hanno talento e che danno idea di essere in rampa di lancio.  Una seconda scelta ricade spesso su mister collaudati, che magari hanno vinto in questa categoria o che conoscono la serie D come le loro tasche. I giovani interessanti che hanno dimostrato di avere qualcosa in più, c’è ad esempio il tecnico del Bra, Nisticò, che nonostante in serie C stia faticando a salvarsi, in serie D, ha vinto il proprio girone nel (2024-2025) con una squadra giovane e che ha brillato per personalità. Il Bra in serie C è anche stato penalizzato dal girone di appartenenza, che lo vede macinare chilometri e che quest’anno sembra il più difficile. Lunardon del Gozzano è un esempio di altro tecnico che riesce a lavorare molto bene con i giovani e con budget medi porta sempre la propria squadra ad alti livelli. Quest’anno il Gozzano ha problemi, di classifica, dovuti ad infortuni, ma il tecnico nelle ultime stagioni ha strabiliato per aver fatto meglio di ciò che si preventivava. Belmonte della Caratese che ha vinto il suo campionato, nonostante la giovane età, fa parte di quei tecnici molto preparati. Paci del Barletta è un altro mister di cui si dice molto bene. Per quanto riguarda i tecnici affermati, c’è l’imbarazzo della scelta, se si pesca nei professionisti o nei dilettanti. Nei dilettanti bel campionato di Indiani del Grosseto, che ha vinto il proprio girone. Di Carlo del Gubbio, ha esperienza da vendere, e potrebbe scendere di livello per sposare un progetto se ambizioso. Melosi oggi senza panchina sarebbe un altro fine conoscitore della categoria. Carrera, Liverani, Bonera e Tacchinardi, Diana altre ipotesi costose, ma di alta caratura. Un gradito ritorno a Busto sarebbe Scienza, che la Pro ama e che ricorda spesso nelle sue interviste.

Mentalità : Qualunque sia la strategia di mercato e il futuro della Pro, alla base del suo progetto ci dovrà essere l’idea di vincere subito per tornare immediatamente dove Busto merita. Bisogna farlo senza remore e senza guardare troppo per il sottile. Strategie, salti nel buio a machiavelliche idee di rinascita vanno messe da parte.  Qui serve solo vincere, creando una squadra subito pronta per la categoria, che sia un treno in corsa che, implacabile viaggio spedito verso la serie C. Vincere come se in palio ci fosse una Champions o uno scudetto, con una mentalità da veri professionisti, perché di fatto, posso dirvi, che la serie D di dilettante spesso ha solo il nome.

Simone Merlotti

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