Ridiamoci su, tanto non cambia niente. Un attimo di buon umore senza che nessuno si risenta. Giusto per diluire l’amarezza senza confini di questi due ultimi campionati.

Festival dell’ottimismo

Mister Bolzoni si iscrive al Festival dell’ottimismo e lo vince. La giuria premia la frase del dopo Ospitaletto “un punticino che potrebbe servirci” come la miglior dimostrazione di ottimismo dell’anno.

In corso discussione tra i giudici che non hanno votato per Bolzoni , che non sono i parenti del nostro Giudici, per capire a cosa  potrà servire in realtà quel punto. A retrocedere? A salvarsi? A disputare i playout?

Festival dei maghi

Mister Greco si iscrive al Festival dei maghi e arriva ultimo. Questo l’esito della votazione che penalizza l’allenatore romano quando predisse che “la Pro Patria si sarebbe vista a Febbraio”. Niente di più sbagliato, hanno fatto sapere i giurati che hanno dichiarato che la Pro Patria di Febbraio è la stessa di Settembre.

Festival dei numeri

Mister Bolzoni si iscrive al corso di interpretazione dei numeri e lo vince. Determinante è stata la sua analisi nel dopo match di Ospitaletto quando ha fatto presente che nelle prime sei partite della sua gestione ha realizzato zero punti, mentre nella seconda metà ben sei punti. Insomma, una media a partita che passa da zero a uno. Un indicatore di performance che denota il rump-up del tecnico bustocco.

I giudici non sottilizzano sul fatto che la media sul totale del periodo è do 0,5 punti a partita e nemmeno che se anche fosse una media identica dall’inizio della sua gestione non sarebbe sufficiente per ottenere l’obiettivo minimo a lui chiesto, ossia il playout ( non la luna!).

Festival degli gnorri

I tifosi della Pro Patria si iscrivono al Festival degli “gnorri” e lo vincono convincendo i giudici che raggiungere il playout significa raggiungere la salvezza. E’ quanto hanno percepito i giurati che hanno fatto finta di niente relativamente al fatto che i tigrotti dovrebbero vincere una delle due partite. Al momento, lo score dei tigrotti dice che hanno vinto 3 partite sul 30, per cui la possibilità di vincere un match è del 10%, di perderlo del 60% ( 18 perse su 30 giocate). La percentuale di pareggiare è del 23 %, ma nei playout pareggiare e perdere è più o meno la stessa cosa se non vinci almeno un match. In sintesi: serve vincerne almeno una con il 10% di possibilità e poi pareggiarne un’altra con il 23% di possibilità.

Contest per allenare la Pro Patria

Si apre un “contest”per selezionare il prossimo allenatore della Pro Patria e nessuno si iscrive. Sentiti alcuni candidati senza panchina sui motivi di tale decisione, hanno fatto sapere che “dopo quanto accaduto a Bonazzi, Prina, Vargas, Colombo, Greco e Bolzoni, preferiscono la “Naspi” alla Pro Patria.

Corso per licenza di pesca

Il ripescaggio è un tema caldo tra i tifosi della Pro Patria che sperano nei fallimenti della Triestina e altre squadre per riconquistare la serie C. Si ostenta la sicurezza dei ricchi considerando che Luca Bassi, ossia chi dovrebbe rilevare la maggioranza delle quote societarie, non avrà problemi a scucire 300 mila euro per acquistare la licenza di pesca. Il rischio è che pesci diventino proprio chi ostenta tale certezza. Infatti, sperare nel fallimento di chi già di suo verrà sarà retrocesso in serie D non aiuta la causa. Servono fallimenti di chi la serie C la manterrà. E poi, la classifica è sempre la solita: squadra B di serie A ( in arrivo la Roma), ripescata dalla serie D, riammessa in C e poi ripescata di serie C. Insomma, minimo quattro fallimenti di chi si salverà dalle C e non tra chi retrocederà in D. 

La Pro Patria diventerà Pour la patrie?

Secondo rumors dei soliti ben informati ( ma questa volta la fonte sembrerebbe coincidere con la protagonista) a fine campionato non solo la Pro Patria, ma anche Busto, potrebbe rimanere orfana della Presidente Patrizia Testa che potrebbe chiudere baracca e burattini per una destinazione prestigiosa che nulla c’entra con la nostra deprimente città. Una città che ricorda molto i “giusoni” Mental di quando eravamo piccoli. Qualcuno ha commentato: “non è che farà come Vavassori che esportò la Pro Patria a Reggio Emilia”? Se così fosse, la Pro Patria potrebbe chiamarsi la “Pour la patrie” e senza dubbio giocherebbe in un posto molto ma molto bello.

Tale padre, tale figlio?

Vi ricordate il “Merlino” che faceva il raccattapalle e sgonfiava i palloni quando i tigrotti vincevano? Un vero e proprio mito che ha fatto impazzire molti arbitri che non capivano come mai i palloni misteriosamente perdessero pressione.

Ora, il figlio Stefano Merlo è il nuovo tecnico di supporto per il FVS, ossia quella specie di Var inventato per la serie C giusto per scimmiottare il calcio che conta. Che se ne inventi una anche lui per far vedere all’arbitro che è sempre rigore per la Pro Patria e mai per gli avversari. Il papà ci avrebbe pensato…il figlio? Vedremo!

Corso di inglese per Orfei

Il giovane giocatore della Pro Patria ha deciso di iscriversi ad un corso di inglese dopo aver appurato di non conoscere neppure le parole basiche della lingua. Pensava che turn-over significasse che una partita la gioca il mio compagno di ruolo e un’altra la gioco io. Dopo che Mister Bolzoni ha fatto sapere di aver applicato il turn-over, Orfei si è accorto che evidentemente il termine ha un altro significato, visto che giocano tutti , tranne lui. Gli avevano anche detto di venire a Busto in quanto “under” e quindi privilegiato dalla politica societaria. Lui pensava che under volesse dire giovane ( sotto una certa età) e quindi far rima con contributi. Invece, si è accorto che under per lui vuole dire “sotto” la tettoia della panchina. Per cui, il corso di inglese è diventato obbligatorio. Compagni di classe comunicano che Orfei ripeta ossessivamente una frase da quando frequenta la prima lezione che suona più o meno così: Mister, go fuck yourself!

Non serve il Basilico, c’è già la camomilla

Nel 1981 arrivò a Busto tale Gregorio Basilico che aveva un passato da giocatore di serie A nel Genoa. Molti ebbero dei dubbi relativamente al fatto che fosse ormai a fine carriera e quindi non in grado di dare garanzie fisiche. Gli fu trovato un ruolo perfetto. Entrava a fine partita e grazie alla sua tecnica, al suo dribbling e alla sua esperienza gli veniva chiesto di addormentare la partita. La Pro Patria a quei tempi vinceva spesso. Sembra che a Schiavone, che ha un curriculum un po’ meno prestigioso, ma sempre importante, fosse stata chiesta la stessa cosa in sede di acquisto. Sui motivi per i quali questo ruolo non si è realizzato avrebbe detto che le partite della Pro Patria sono già addormentate dall’inizio, per cui risulta inutile il suo intervento e che in questi tempi si perde spesso, per cui diventa doppiamente dannoso nascondere la palla agli avversari. Insomma, una Pro Patria alla quale non serve il basilico in quanto ha già la sua camomilla.

Flavio Vergani

 

 

 

 

 

 

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