Tra il serio e il faceto per ridere un po’, ma non troppo, per quello che succede in casa biancoblu. Un modo per sdrammatizzare da una parte, ma anche far riflettere dall’altra perchè ammettere gli errori è da sempre segno di intelligenza.
Frollini più che Tigrotti
La partita di ieri è stata l’occasione per vedere di che pasta sono fatti i giocatori della Pro Patria. Sono di pasta frolla. L’occasione era ghiotta per rilanciare le speranze di playout e per giocatori veri gli stimoli sarebbero nati da soli. Sala escluso, per tutti gli altri tipi di giocatori l’equazione non vale e il campo lo ha confermato.
Felicità delle frolline
Risultato che avrà fatto felice quel paio di compagne di giocatori frollini che fino a qualche tempo fa esultavano sui social ad ogni sconfitta dei tigrotti. Evidentemente amano la pasta frolla.
Excusatio non petita accusatio manifesta.
Nel dopo partita Mister Bolzoni faceva sapere di non sentire l’esigenza di rassegnare le dimissioni in quanto dalla sua analisi emergerebbe che la partita con il Lecco è stata “una tantum” a così basso rendimento che non inficerebbe il suo lavoro. Insomma, i latini avrebbero capito subito il motivo di tale giustificazione che appare davvero irricevibile. Loro dicevano che la giustificazione non richiesta non fa altro che ammettere una colpa.
Parlano i numeri, non i contestatori da strapazzo
Analisi miope e persino imbarazzante quella di Bolzoni, visto che la vera analisi parla di una vittoria in sedici partite e key process indicator di performance che viaggiano al 50 % in meno rispetto a Mister Greco. Per cui, se Greco è stato mandato via per molto meno, perchè lui dovrebbe rimanere per così poco? L’unica “una tantum”, ossia quel che capita una volta ogni tanto si chiama vittoria che con lui è arrivata una volta ( senza ogni tanto).
La destra perde, serve la Meloni in difesa?
L’allenatore del Lumezzane Troisi ha fatto presente a fine partita che ha osservato i video della Pro Patria e scoperto che oltre il 50% dei goals subiti dai tigrotti sono generati da errori che accadono nella zona destra dello schieramento bustocco. Onde per cui, Mora o Sassaro ( quello che per Mister Bolzoni ha un futuro in serie B, l’altro sarebbe dovuto essere Rovida, ma al momento il progetto è congelato), fanno acqua. Sassaro è il “rinforzo” a costo zero del mercato invernale voluto da Turotti, uno che ama i ritorni e le conferme sorprendenti. Peccato che lo scorso anno gli andò male con Terrani ( ora nei dilettanti), quest’anno tra Mora e Sassaro non gli sta andando così bene. Fallito il ritorno di Stanzani a Gennaio, si è consolato con le conferme di Rovida e Citterio, ma anche qui non con grandissime soddisfazioni. Bene con Mastroianni, ma servirebbe informare Mister Bolzoni che il ragazzo ha messo dentro nove reti, di cui otto quando lui non c’era, per cui la responsabilità di questo downgrade realizzativo forse è proprio di sua responsabilità. La Pro Patria con Reggiori e Aliata subiva meno reti a partita che quella con Masi e Pogliano, chissà perchè.
Bomber Ganz
Il Piacenza, quarto nel girone D di serie D, non schiera titolare Ganz, ma era arrivato a Busto in serie C. Davvero curioso sapere il tipo di valutazione fatta da Turotti e dal famoso “staff” che Mister Bolzoni cita sempre con grande riverenza, ma ancora non si capisce il vero valore aggiunto che porta. Forse, la cosa che manca è l’acquisto di un tablet al MediaWorld quando in sottocosto per darsi un tono quando si giocano le card.
Le informazioni prima come in Ucraina e adesso come a Gaza
Esiste una chat dei giornalisti, pubblicisti e nessuno dei due che da sempre riceve inviti e news dall’addetta stampa Martina Crosta. La presenza dello scrivente in tale canale comunicativo è a corrente alternata. Prima arrivavano tutte le informazioni, poi nessuna, poi qualcuna e adesso nessuna. Il tutto senza ricevere un “carta canta” che motiva il tutto, ma con libera decisione dell’addetta stampa che, sprezzante della deontologia professionale, del rispetto delle pari opportunità e delle regole imposte dall’Ordine dei Giornalisti e della Lega calcio si riserva la facoltà di includere ed escludere, forse anche sentita qualche influencer.
Chiaro l’obiettivo di penalizzare chi da sempre scrive con orgoglio e convinzione in modo libero e trasparente su questo sito. La spiegazione addotta qualche tempo a riguardo di quanto in oggetto da parte di Martina Crosta fu esiste un “servizio di cortesia” che la società riserva ad alcuni giornalisti ( ossia tutti , tranne lo scrivente) e le informazioni “obbligatorie” che sarebbero state garantite a tutti. Oggi, quel tutti è diventato tutti meno lo scrivente. Se questo è il prezzo della libertà di stampa lo paghiamo più che volentieri!!
Chissà quale è la ferita sulla quale non si riesce a formare la “crosta”.
Qui si scrive da sempre quello che si pensa, cosa è cambiato rispetto a prima? Risposta facile: l’addetta stampa. Nicolò Ramella mai si era permesso decisioni del genere e nemmeno di subire le influenze delle influencer nel pieno rispetto della deontologia ed etica professionale, ma forse ci si sta riferendo ad un benchmark inarrivabile, per cui l’aspettativa risulta troppo ambiziosa e il paragone inadeguato.
Ci rimane il divertimento di partecipare all'”indovina chi…?, che consiste nel capire quale è stata la domanda del giornalista in base alla risposta dell’allenatore, visto che tra i servizi basic non rientra un minimo di montaggio audio video, ma solo “on-off” che restituisce solo spezzoni zoppicanti con risposte a domande sconosciute. Pensate che su Temu i microfoni panoramici li vendono a 9,99 euro!
Quanto al resto che ci perdiamo ce ne faremo una ragione. Numero dei “transitati”, allo stadio più o meno li contiamo a occhio e la lista dei convocati interessa solo a Mattia Brazzelli Lualdi. Per cui, se l’intenzione era di colpire forte, il danno è stato del tutto limitato e forse fa più male alla carnefice che alla vittima.
Insomma, le informazioni a questo canale informativo che tratta la Pro Patria al 100% arrivano o non arrivano come l’energia in Ucraina, ma qui c’è la guerra del tiranno Putin o gli aiuti umanitari a Gaza quando chiudono il valico di Rafah, ma anche qui c’è il conflitto a fuoco voluto da Benjamin Netanyahu. Insomma, non proprio la stessa cosa..eppure…
Dopo i titoli di coda…venne chiamata la sigla
A fine partita si è sentito in modo forte e chiaro il coro degli ultrà che definivano “indegni” i giocatori della Pro Patria ( ma solo loro?). I classici “titoli di coda” che fanno male alla testa.
Prima c’era stato l’invito a tirare fuori le palle ( non solo dalla porta bersagliata dagli avanti lecchesi, ma anche dai pantaloni) e prima ancora l’invito ad iscriversi alle liste Naspi per trovarsi un lavoro. Ebbene, la vice presidente Stefania Salmerigo ha improvvisato un Maurizio Costanzo Show di giornata chiamando la “sigla”, ossia chiedendo allo speaker Andrea Scalvi di mandare in onda l’inno della Pro Patria a tutto volume.
Ovvio l’obiettivo di coprire la contestazione in atto per non farla sentire sia allo Speroni, sia in televisione. Insomma, dopo i giornalisti in tribuna black list, dopo gli applausi contestati, dopo le feste disertate, dopo gli ex fedelissimi allontanati ( qualcuno dei quali addirittura descritto in televisione come “socio perfetto per una futura attività imprenditoriale”), dopo le pizzerie bandite e dopo gli sponsor allontanati è il turno degli ultrà ad essere tacitati gridando più forte di loro. Quasi che a coprire i problemi sia la soluzione per risolverli.
Serve Dj Francesco
Peccato che i cori erano partiti durante il match, per cui, la prossima volta servirà assumere un Dj per mettere musica a tutto volume per coprire i rimbrotti del pubblico che sono super giustificati, oltre che civili . I giocatori siamo certi che preferiranno il valzer lento il cui ritmo è perfetto per il loro andamento , i tifosi preferiranno senza dubbio il “trash “perfettamente in stile con il tema centrale dei quest’anno.
Flavio Vergani











