Giovanni Pellegatta, Presidente del Pro Patria Club, chiede nuovamente la parola ,dopo le recenti dichiarazioni riportate su questo sito, per condividere un pensiero aggiuntivo.

Lo fa dopo che da altri organi di comunicazione si è appresa la decisione di Patrizia Testa, Presidente della Pro Patria, di  dimettersi dalla carica. Una decisione che anticipa la cessione della maggioranza delle quote societarie, dopo più di un decennio di conduzione della Pro Patria costellata da successi indimenticabili, come la vittoria del campionato di serie  D, lo scudetto dei dilettanti, la scoperta di Federico Gatti, vero successo in termini di capitalizzazione e di Elia Caprile, che a Busto ha vissuto l’ultima tappa prima del decollo nell’ambito di un processo di crescita pianificato dal Chievo. Un percorso costellato anche da molte pagine da dimenticare come la tentata vendita a Sgai  proprio nell’anno della sua candidatura nella politica locale che ha reso incompatibile la sua carica sportiva, la retrocessione dello scorso anno, sanata dalla riammissione,  ma non dimenticata dalla piazze e l’imbarazzante campionato di quest’anno che sta riportando la Pro Patria nei dilettanti.

Giovanni, cosa vuoi aggiungere a quanto già esternato su queste colonne?

Premetto che quanto mi sento di aggiungere oggi non cambia di una virgola quanto affermato precedentemente che sottoscrivo nuovamente , completamente senza scuse o ripensamenti. Però, leggo valutazioni di Patrizia Testa che riferisce ai tifosi la colpa di quanto accaduto alla Pro Patria e questo credo meriti una precisazione.

Ossia…?

Credo che la massima delusione, più che i tifosi, sia il suo Direttore Sportivo e tutto lo staff perchè in questi due anni sono stati disastrosi. Sarebbe bastato intervenire molto prima sia lo scorso anno, sia quest’ anno. Agendo così, niente sarebbe accaduto  e lei sarebbe uscita vincente e ringraziata per quanto dato in questi dieci anni. Purtroppo, nel calcio chi sbaglia paga. Lei paga gli errori del suo uomo di fiducia, che ultimamente ha fatto solo disastri.

Quali sarebbero questi disastri?

Ha costruito una squadra pessima spendendo molti di più di quella dello scorso anno ma facendo peggio in termine di risultati, visto che lo scorso anno siamo retrocessi dopo i playout, oggi rischiamo la retrocessione diretta. Tutto questo viene aggravato dal fatto che lo scorso anno schieravamo molti giovani con alta reddittività per la società, mentre quest’anno all’extra budget rilasciato dalla dirigenza si somma il mancato guadagno derivante dagli under. Un vero disastro!

Questo è vero, però nel passato Sandro Turotti aveva agito molto bene, questo va riconosciuto.

Certamente si, un anno può andare bene e uno può andare male,  questo è verissimo, ma quando la situazione è diventata critica serviva ben altro tempismo nel correggere la rotta, invece si è atteso troppo e la situazione è precipitata. Questo è un dato di fatto incontrovertibile e del tutto oggettivo.

Se fossi stato tu al posto di Patrizia Testa cosa avresti fatto?

Non mi sarei fidato di alcuni personaggi che si sono rivelati perdenti. Poi, dopo prestazioni come quella di Domenica scorsa che reputo totalmente vergognosa, sarei entrato negli spogliatoi e li avrei alzati tutti di peso, tranne il portiere Sala che è di un’altra pasta, toccandoli sugli stipendi, visto che lo incassano da sempre senza un giorno di ritardo.

Invece?

La situazione societaria nella quale tutto tace e si fa andare avanti in questo modo la baracca, anche i giocatori se ne sono fregati, anche perchè credo che la maggior parte di loro abbiano già trovato una sistemazione per il prossimo anno e quindi tirano indietro la gamba. Aver permesso questo è un’altra grave colpa.

Quindi, riassumendo…?

In sintesi, se negli anni precedente è andato tutto bene e adesso ci troviamo in questa situazione assurda la maggior parte delle colpe le si trovi in casa propria e non ci si riferisca ai tifosi. Troppo comodo e persino facile farlo, ma sicuramente sbagliato. Questa volta proprio si sta sbagliando obiettivo.

Tifosi che non hanno nessuna colpa…?

I tifosi hanno criticato, questo hanno fatto, ma non credo sia una colpa. Tutto dipende dai risultati e soprattutto dal comportamento e dalle strategie che la società mette in campo per risolvere i problemi. Non vedo differenze tra il comportamento del pubblico di Busto rispetto a quello di altre piazze. Quando le cose vanno male ovunque nascono le contestazioni, non è una novità e non capisco chi si stupisce di questo. I tifosi lo hanno fatto sempre in modo civile, senza mai trascendere, nonostante prestazioni come quella di domenica scorsa semplicemente vergognosa, inaccettabile e irrispettosa. Nonostante questo mi sembra che la reazione sia stata comprensibile e del tutto esemplare quanto ad educazione. Ricordiamo anche i meriti di questi tifosi che francamente non ricordo di aver sentito frequentemente, anzi… C’è chi si sciroppa centinaio di chilometri e relativi costi per trasferte, ci sono gli abbonati che hanno dato fiducia alla società dopo la retrocessione che come ringraziamento hanno avuto un’altra probabile retrocessione, c’è chi si impegna per attività “pro” Patria, nonostante tutto, per non parlare della oceanica trasferta di Vercelli nei playout. Chi parla e contesta è perchè ama la Pro Patria ed è presente, i silenzi sono di chi ha abbandonato lo “Speroni”. Non so tra i due chi ama di più la Pro Patria. Sento spesso parlare di strategie per far tornare gente allo stadio, è stato fatto addirittura un incontro in Comunità Giovanile sul tema, organizzato dal Museum. Questo va benissimo, ma mi chiedo se non fosse il caso di pensare anche a come non perdere quelli che si sono. Basterebbe un “grazie” ogni tanto da parte della società, invece anche questa volta mi tocca vedere che vengono regalate colpe e non ringraziamenti.

La sintesi della sintesi?

La sintesi della sintesi è che leggere sui giornali le dichiarazioni di Patrizia Testa che assegnano colpe ai tifosi senza riconoscere le sue e quelle di Turotti mi lascia perplesso sulla completezza e profondità dell’analisi che reputo troppo penalizzante per i primi e incredibilmente assolvitiva verso i secondi . Insomma, il problema non sono i tifosi, ma la gestione

Flavio Vergani

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