Dopo le dimissioni della Testa arrivano le dimissioni della coda. Coda che è sinonimo di Pro Patria, squadra peggiore del girone nei punti fatti, nei goal subiti e nei goal fatti. I tigrotti perdono anche a Crema per due reti a una e vengono condannati alla serie D per il secondo campionato consecutivo. Dovrebbero recuperare nove punti ai cremaschi in quattro partite. Davvero improbabile.

Sul tappeto verde di Crema sfilano i “big player” portati dal direttore sportivo Sandro Turotti e costati alla società centinaia  e centinaia di migliaia di euro. Non ne manca uno nel giorno dell’addio alla categoria, o meglio ne manca uno che si chiama Masi, oggi non convocato per motivi che non si dicono e non si sanno, ma si immaginano. Ecco i vari Giudici, Schirò, Udoh, Mastroianni, Di Nunno sui quali Turotti ha costruito questa fallimentare stagione dopo che i tifosi gli avevano fatto notare fin da subito che questi giocatori erano al crepuscolo. A questi vanno aggiunti le altre scommesse perse Rovida, Bagatti e Di Marco, oltre ai “rinforzi” invernali Felicioli e Pogliano che anche oggi hanno giocato una partita pessima. Insomma, in due campagne acquisti  Turotti ha centrato Mastroianni, Sala, Tunjov e Desogus, tutto il resto disastroso compresi due allenatori.  Tifosi che ci avevano visto lungo fin da subito, chi non li ha ascoltati si prenda le colpe. Chi invece si affanna a cercare colpevoli proprio tra i supporters biancoblu fa solo un esercizio aleatorio, fittizio e persino banale pur di non leggere la realtà dei fatti.

Mister Bolzoni continua ad intestardirsi su scelte perdenti e conferma Sassaro come esterno di destra quando è un centrale puro e anche se manca Masi non dà al giovane tigrotto la possibilità di occupare il suo ruolo. Così il giovane è in difficoltà, chi gioca al suo posto in mezzo alla difesa si chiama Pogliano, panchinaro del Lumezzane, scelto da Turotti che fa peggio del peggio. Sull’altra fascia tale Felicioli che non azzecca un passaggio che uno dando ragione a “mio cuggino” di Foggia che di lui diceva che non era irrestisitibile.

Una stagione con pochissimi alti e tanti bassi ed è proprio dal Luca dei Bassi che si dovrà ripartire per rifondare squadra e società che devono essere rivoltate come un calzino, smembrate di ogni suo componente per rinfrescare ogni angolo di via Cà Bianca.

Se le dimissioni della Presidente Testa hanno come obiettivo di velocizzare il processo di rifondazione, ci aspettiamo identica scelta da parte di chi ha firmato con le sue scelte questa seconda retrocessione. Dimissioni che, oltre alla sua utilità in termini temporali, sarebbero dovute per eticità professionale. Diversamente, se non ci si sente responsabili di questo disastro si faccia sapere chi lo è, ma per favore lasciamo stare i tifosi perchè si cadrebbe nuovamente nel ridicolo.

Dimissioni che Mister Bolzoni ha fatto sapere di non ritenere opportune dopo la partita col Lecco ma che i risultati consiglierebbero di valutare. La sua performance è la metà di quella di Mister Greco, ha vinto una volta, ha collezionato errori di comunicazione prima e tecniche dopo, ha peggiorato un trend nonostante i rinforzi di Gennaio. Ci chiediamo cosa ancora si debba aggiungere per fare un simbolico passo indietro.

Retrocessione che fortunatamente azzera i contratti di tutti i giocatori e del direttore sportivo consegnando a Luca Bassi un foglio bianco sul quale riscrivere la rosa della Pro Patria.

Peccato perdere la Primavera 3 che tanto sta facendo bene nel suo campionato con un bellissimo primato.

Troppo tardi per piangere sul latte versato. I tifosi lo avevano detto, chi non ci ha creduto ha fatto male.

Flavio Vergani

 

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