La probabile retrocessione della Pro Patria riporterebbe le lancette del tempo a quando Patrizia Testa iniziò il suo percorso di presidente. Un ciclo che potrebbe chiudersi proprio da dove iniziò. Un corso e ricorso della storia che potrebbe non essere l’unico. Infatti, un personaggio di assoluto rilievo della storia della Pro Patria, ossia colui che ha vinto un campionato sul campo e uno sulla carta quando la Pro Patria partì con una pesante penalizzazione e praticamente vinse il campionato dominando su ogni campo, si è riaffacciato allo “Speroni”.

Questa mattina Pietro Vavassori, il “patron”, è tornato a respirare l’aria di via Cà Bianca con una presenza allo stadio che non è sfuggita ai presenti e ha subito aperto il campo delle ipotesi.

Nostalgia canaglia per Vavassori che in questi 13 anni di assenza da Busto non ha perso un briciolo dell’affetto per i colori biancoblu e che ha voluto rivisitare lo stadio dei suoi numerosi successi? Presenza casuale? Oppure, bolle qualcos’altro in pentola e la sua apparizione è un invito per Luca Bassi ad alzare il telefono per ingaggiare la passione e la competenza di Patron Vavassori?

Chi lo sa, certo è che Pietro Vavassori è un grande imprenditore che parla lo stesso linguaggio di Luca Bassi quanto a strategia, valorizzazione degli assets, lungimiranza e capacità di far decollare il business. Se solo avesse ricevuto da Busto quanto a lui promesso la Pro Patria avrebbe avuto un’altra storia, Questo è poco, ma sicuro. Certo è anche che un tridente con Bassi. Vavassori e magari Vender sarebbe da fantascienza e le ambizioni non sarebbero da asticella del salto in alto, ma da salto con l’asta.

La presenza di Vavassori allo stadio tutto può volere dire, come niente potrebbe significare, ma intanto lo abbiamo detto.

Fossimo in Luca Bassi un colpo di telefono glielo faremmo, nel caso potremmo passare il numero di telefono. Lo abbiamo, visto che con il patron ci sono state epiche battaglie  mattutine quando il “patron”chiamava per sfanculare i nostri scritti e sinceramente quei “face to face” che erano come essere investiti da uno tsunami un po’ ci mancano. Anche perchè, contestare chi vinceva spesso aveva un sapore davvero unico e particolare che da troppo tempo manca a questa piazza

 

Flavio Vergani

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