In casa Pro Patria è terminato il tempo del recruting e iniziato quello della final decision.
In queste settimane Luca Bassi si è impegnato intensamente per valutare ogni opportunità utile per definire la nuova compagine societaria e, tra un viaggio intercontinentale e l’altro, è riuscito a dialogare e valutare gli interlocutori che si sono affacciati alle porte della Pro Patria per acquisire il 51% delle quote societarie.
Un lavoro non semplice per il manager bustocco chiamato ad essere leader del progetto, seppur con in tasca la minoranza delle quote. Scelta obbligata dal fatto che essendo membro del board dell’Atalanta la normativa gli proibisce altre cariche direttive maggioritarie.
Un rebus non di facile soluzione e del tutto inedito, visto che generalmente le minoranze sono sempre percentualmente poco rappresentative a fronte di maggioranze ben più consistenti. In sintesi: pagare come la maggioranza ma contare poco niente in ambito decisionale non piace e nessuno, tanto meno a Luca Bassi che potrebbe tenere un Master alla Bocconi sul tema in oggetto.
Onde per cui, la ricerca di una soluzione equa e sostenibile in grado di restituire a Bassi una libertà decisionale non inferiore a quella della maggioranza trattasi di esercizio raffinato e necessario di una ricerca estremamente profilata relativamente al business oriented goal.
Fino ad oggi l’equilibrio è stato reso possibile, e qui va reso merito a Patrizia Testa, che si è sempre defilata quanto a decisioni tecniche, delegandole a Sandro Turotti e allo stesso Bassi. La Presidente uscente non ha mai “messo il becco” su temi tecnici spesso divisivi per le differenti visioni del calcio e questo ha favorito l’equilibrio dinamico della compagine societaria.
Una eccezione che, in questo caso, non può confermare la regola, per cui si è indagato per trovare una seconda eccezione in grado di stabilizzare un quadro anomalo ma fortemente stimolante.
Ovvio che Luca Bassi abbia voluto esplorare tutte le opportunità, cercando di approfondire non solo i “main points” gestionali, ma anche e soprattutto i dettagli che spesso fanno la differenza.
Un esempio su tutti, tanto per stare nel pratico, l’eventuale disponibilità a cacciare metà dei 300 mila euro richiesti per il ripescaggio. Un “must” per Bassi che nulla lascerà intentato per riottenere da subito la serie C.
Ovvio che se tale disponibilità non ci fosse stata sarebbe in uno dei candidati all’acquisto della maggioranza, sarebbe venuto meno un “pillar” strategico del piano Bassi che avrebbe reso necessario lo switch al candidato successivo.
Da qui i tempi che potrebbero essere apparsi lunghi, ma che in realtà sono stati quanto mai utili non per trovare una soluzione, ma la soluzione.
Ora, i tempi sembrano essere maturi per il closing che aprirà una nuova era in casa biancoblu.
Nessuna preoccupazione deve affiorare sul buon esito della trattativa finale che potrebbe essere prossima, viste le scadenze incombenti.
Recentemente Patrizia Testa ha fatto sapere di avere sul tavolo una proposta concreta firmata da Travagin, non altre. Una soluzione che fa storcere il naso a parte dei tifosi, forse alla maggioranza, ma non alla totalità, visto che durante la trasmissione “Biancoblu”, andata in onda su Rete 55 in data odierna, i conduttori si sono sorprendentemente segmentati sul tema con Andrea Scalvi che ha elencato tutte le sue preoccupazioni per l’eventuale arrivo del gruppo Gavagin che, sempre secondo Scalvi, comprenderebbe Stefano Tacconi e il nostro ex Orlando Urbano, mentre Mauro Gritti ha fatto sapere di non essere preoccupato per un eventuale arrivo di Gavagin, motivandolo col fatto che se un gruppo investe soldi nel calcio lo fa perchè ha comunque in testa un progetto. Non nascondiamo che siamo stati colti da brividi freddi nel sentire tale “assumption”.
Se a qualcuno interessasse il parere dei tifosi, visto che la trasmissione da sempre ha come “reason why” quella di rappresentarli, diciamo che come Pro Patria Club siamo completamente allineati con Andrea Scalvi, anche perchè abbiamo ben visto nel passato molti gruppi che hanno investito nel calcio e nella Pro Patria non propriamente con progetti “pro” Patria. Per cui, si ritiene davvero debole e poco tutelante quanto affermato dal conduttore principe del programma.
Detto questo, Patrizia Testa ha fatto sapere di aver derogato da quanto sostenuto fino a poco tempo fa relativamente al “reputation test” da superare per chi volesse prendere la Pro Patria, rispondendo allo stesso Scalvi sul tema Gavagin che sarà affare di Bassi valutare il profilo e decidere se esercitare o meno il diritto di prelazione.
Per cui, palla a Bassi, in quanto la Presidente uscente è stata messa di fronte al : o mangi questa minestra o salti la finestra e, dopo 10 anni nei quali si è svenata per la Pro Patria, non intende rimanere digiuna pur di far felice Andrea Scalvi e chi la pensa come lui. E come darle torto se ci mettessimo al suo posto? Ma siccome il nostro posto non è il suo, ma è quello del tifoso diventa si comprensibile il suo punto di vista, ma incomprensibile quello di chi la sostiene tale opzione con il cappello del tifoso in testa. Insomma, sempre di testa si parla, ma ognuno ha la sua e la vuole salvare a qualunque costo.
Questione di ruoli, ma i tifosi devono fare i tifosi e quindi augurarsi il meglio del certo e non il rischio dell’incerto, evitando, se possibile i rischi noti e certificati da esperienze precedenti che davvero poco sono in linea con quanto i tifosi auspicano.
Rischio dell’incerto che comunque stimiamo pari allo zero in quanto il verbo stimare è coniugato da sempre verso Luca Bassi che siamo certi abbia una voglia matta di riscattare due annate deludenti con una rinascita biancoblu costruita su solide basi.
Anche perchè, se il business man bustocco, dopo un mese di frequentazioni, è piaciuta la Famiglia Di Caro della Varesina, senza però innamorarsene, perchè mai dovrebbe innamorarsi di Gavagin?
Chi di noi potendo scegliere sceglierebbe il secondo? Nessuno, va beh, a parte qualche cronica minoranza che, come sopra, esiste sempre.
Insomma, Bassi è la “kasko” per i tifosi bustocchi che li terrà lontani da ogni rischio di incidente senza assicurazione e questo rappresenta un asset di grande valore che sempre gli andrà riconosciuto.
Onde per cui, riassumendo: a breve la fumata bianca e blu che ridarà entusiasmo all’ambiente portando a Busto persone che amano la Pro Patria e pronte a ridarle la serie C. Subito o tra un po’, ma con ferma intenzione.
Ci sarà da pazientare ancora qualche giorno e poi il mistero sarà svelato. I tulipani fioriscono a marzo e aprile, ma AI dice che le specie tardive sbocciano a fine Maggio, per cui siamo perfettamente in time.
Flavio Vergani












