
Mission impossible
Mezzogiorno di fuoco per i tigrotti che si apprestano a giocare contro la capolista Vicenza di Mister Gallo che non perde una partita da 55 giornate. La sconfitta per lui ha un ricordo antico, era infatti il 26 Settembre 2004 quando perse la sua ultima partita col Pescara di Mister Baldini. Poi, sempre vittorie e pareggi alla guida dell’Entella e del Vicenza. Insomma, una vera e propria mission impossible per i ragazzi di Mister Bolzoni. Vicenza che, dopo tanti anni passati ad inseguire la serie B con esborsi che fanno venire i brividi, ha trovato la ricetta giusta per stravincere il campionato e seguire il Padova, altra delusa per diversi anni, in cadetteria.
Il mercato
Da via Cà Bianca ( e Blu) si è udita la voce dei padroni che hanno chiesto unità e responsabilità per centrare l’impresa della salvezza. Voce che ha garantito anche interventi sul mercato per dare spessore alle intenzioni. Mercato che finora è stato timido e lontano da soluzioni in grado di sterzare la rotta, ma c’è tempo fino a lunedì. I tifosi chiedono a gran voce un portiere di esperienza, dopo i clamorosi errori di Rovida delle ultime due partite. Con la Giana Erminio il goal subito sul primo palo con l’avversario sulla linea di fondo e quindi in grado di mirare solo e sempre quel palo e il goal subito a Novara con una respinta debole lontana dall’abc del portiere che quelle palle le deve spingere forte verso l’esterno dell’area di rigore, confermano l’assoluta necessità di un numero uno in grado di essere un valore aggiunto sempre e non solo qualche volta.
Idem vale per l’esterno sinistro, viste le recenti performance di chi ha giocato in questa area del campo. Negare l’evidenza sarebbe solo esercizio di miopia di dieci decimi.
Una corazzata invincibile
A parte le solite banalità della legge dei numeri ( prima o poi una la perdono), l’imprevedibilità del calcio e gli stimoli moltiplicati per il pastorello Davide quando incontra il gigante Golia, la vera verità la restituiscono i numeri che dicono 47 punti di vantaggio per i vicentini che hanno vinto 18 partite su 23 giocate, pareggiate 5 e nessuna persa. Incoraggia solo il dato della performance in trasferta dei vicentini che hanno vinto 6 volte e pareggiato 5 volte, ma l’impresa rimane impossibile.
Serve una sconfitta vincente
La rassegnazione sembrerebbe obbligatoria , o quasi, ma l’occasione è ghiotta a prescindere. L’opportunità di stupire il mondo e iniettarsi una dose massiccia di autostima è occasione da non perdere. Il fine non sarà necessariamente la vittoria, il pareggio sarebbe già un’impresa, ma anche la sconfitta potrebbe esser vincente. Sarà l’occasione, proprio nel giorno nel quale il risultato sarà secondario, per dimostrare come i giocatori risponderanno alla società che ha chiesto unità e responsabilità. L’occasione per dimostrare individualmente il valore di ciascuno e scacciare via le ruggini del recente passato.
La sconfitta sarà vincente se in campo si verserà sudore, grinta, corsa e voglia di lottare. Ci piacerebbe più mutualità tra i giocatori più esperti e quelli più giovani cosa che poco si vede in campo. Ci piacerebbe una diversa leadership del capitano Ferri, lontano anni luce dai vari Tramezzani, Zaffaroni e Serafini. In questo momento, non basta essere capitani solo perchè di lunga militanza biancoblu e serietà professionale sempre dimostrata, ma serve tirare fuori carisma, leadership, capacità anche di riprendere chi sbaglia nel giusto modo, motivandolo e coinvolgendolo. Troppo timido il nostro capitano, troppo bravo ragazzo, serve altro in questi momenti. Si trovi un leader in una squadra che ne ha molti sulla carta mentre in campo si vedono solo e sempre comprimari.
Ci piacerebbe che i vari Giudici, Udoh, Schiavone, Masi, Schirò si scrollino di dosso l’apatia finora mostrata regalando una partita che ricordi i loro trascorsi in categorie superiori. Ci piacerebbe che dimostrino che valgono quello che la società ha sborsato e sborsa per portarsi a casa giocatori “di nome” che finora hanno fatto solo rima con delusione.
Ci piacerebbe poter applaudire la squadra convintamente anche in caso di sconfitta secca e larga per dare merito all’impegno e alla resilienza tigrotta dimostrata.
E’ un’occasione unica poter giocare liberi nel pensiero grazie al pronostico chiuso. Sarà una partita che farà capire se i giocatori ci credono come ci crede la società. Sarà l’ultima chiamata per chi vorrà dimostrare il proprio valore combattendo per un allenatore che, piaccia o no, è alla guida della squadra e merita rispetto, attenzione e collaborazione. Se poi qualcuno si sentisse più bravo di lui o in possesso di formule magiche per fare meglio di lui, niente di più gradito che lo faccia sapere a chi di dovere e inizi la carriera di allenatore fin da subito. Oppure, il mercato chiuderà Lunedì, per cui c’è tempo per andare altrove.
No fly zone
I tifosi sono pronti ad accogliere l’invito societario a riguardo di unità e responsabilità entrando in modalità stand bye fino a fine torneo e rispettare la “no fly zone”, ma serve convincerli col mercato e con l’atteggiamento in campo dei calciatori che davvero nessuno si è rassegnato alla retrocessione.
Dritti sotto la curva
Dimostrare questo in campo con la corazzata Vicenza sarà la vera vittoria della partita di Domenica. Se invece si vedranno ancora giocatori mesti sfilare sotto la curva per l’ennesima bordata di fischi, vorrà dire che dopo i tifosi, anche la squadra è andata in game over. Per cui, rimarrebbe solo la società a crederci. Troppo poco, non basta!
Flavio Vergani
(foto da www.aurorapropatria1919.it)












