Domenica ad Arconate più che una partita sembrava di essere entrati in un luna park. Solo che questa volta il biglietto lo hanno pagato loro e a divertirsi siamo stati noi.
Si comincia dal tiro a segno: Nanni, Forchignone e Barranco mettono giù tutti i birilli, uno dopo l’altro, e alla fine arriva la classica bambolina. Tre palline, tre bersagli centrati, tre gol e tutti a casa con il premio.
Poi c’è l’ottovolante. E qui salgono tutti: accelerazioni, ripartenze, scambi nello stretto, attaccanti che si cercano e si trovano. L’attacco bustocco fa fare su e giù alla difesa dell’Arconatese come sulle montagne russe. Una volta in cima, una volta in fondo, e ogni volta con la sensazione che potesse succedere qualcosa.
Nel frattempo viene chiusa anche la giostra degli autoscontri. I locali capiscono abbastanza presto che forse non è il caso di insistere: contro questi tigrotti, andare allo scontro frontale non sembra proprio l’idea del secolo.
E poi arriva il Castello degli orrori, con Maistrello alla biglietteria. Rigore, rincorsa, tiro e niente da fare. La magia non riesce. Ma, in fondo, non è nemmeno questo il punto.
Perché una volta che il Luna Park ha praticamente finito il suo giro, con le luci che cominciano a spegnersi e la gente che pensa già a tornare a casa, continuare a fare magie può diventare rischioso.
Puoi pure prendere la bacchetta da prestigiatore, far sparire un pallone, ricomparire dall’altra parte e provare qualche numero da circo. Ma se quello che hai davanti si sente preso in giro, può anche decidere che lo spettacolo è durato abbastanza e lasciarti come ricordo qualche tacchetto stampato sui polpacci.
Perché va bene perdere. Ma essere umiliati è un’altra cosa.
E allora diciamo che la Pro Patria ha fatto bene a divertirsi, ma anche a capire quando era il momento di abbassare il volume della giostra.
Anche perché quando contava davvero era stata un’altra storia e il rigore fu diverso. Ma quella era un’altra partita, un altro momento e soprattutto un altro contesto. Domenica il Luna Park era biancoblu e i tre punti erano già saldamente dentro la cassa.
Alla fine si spengono le luci, si chiudono le saracinesche, si raccolgono i palloni e si saluta il pubblico.
Tiro a segno completato.
Ottovolante da applausi.
Autoscontri archiviati.
Castello degli orrori visitato.
Tre bamboline in premio.
E soprattutto, sul tabellone, quella scritta che piace sempre parecchio ai tigrotti:
ARCONATESE 0 – PRO PATRIA 3
Il Luna Park può chiudere. La Pro, invece, continua a girare.
Flavio Vergani













