Non ha ancora segnato. Eppure, nella Pro Patria di oggi, Bruno Barranco è già un punto fermo.
È il centravanti che magari non finisce sempre nel tabellino dei marcatori, ma finisce continuamente dentro la partita. Corre, lotta, si sacrifica, viene incontro, cuce il gioco, apre spazi e lavora per gli altri. Spende tutto quello che ha per la squadra, senza mai sembrare interessato a prendersi qualcosa per sé.
E forse proprio per questo è particolarmente significativo quello che è successo in conferenza stampa con mister Zironelli.
Dopo una domanda rivolta a Nanni, il mister ha sentito il bisogno di aggiungere qualcosa. Avrebbe potuto tranquillamente chiudere lì la risposta. Invece no. Ha voluto completarla per parlare di Barranco. Un dettaglio che dice molto, perché quando un allenatore sente il bisogno di aggiungere spontaneamente un complimento a un proprio giocatore, significa che quel giocatore gli è rimasto dentro.
Zironelli ha ricordato una cosa semplice ma tutt’altro che banale: è vero, Barranco non ha ancora segnato, ma a Pontedera è come se avesse fatto doppietta.
Una metafora perfetta.
La prima rete è quella che tutti ricordano: il gol che prima o poi arriverà.
La seconda, invece, è quella che forse vale ancora di più per un gruppo: quando la Pro Patria ha avuto il rigore, Barranco avrebbe potuto rivendicare la responsabilità del tiro. Era uno dei giocatori che potevano calciarlo. Ma davanti alla possibilità di prendersi la scena ha scelto di cederla a Maistrello, l’ultimo arrivato.
Non ha pensato al proprio tabellino. Ha pensato alla squadra.
E in quel gesto c’è tutto Bruno Barranco.
Perché un grande gruppo non si costruisce soltanto con chi segna. Si costruisce anche con chi corre per gli altri, con chi fa il lavoro sporco, con chi rinuncia a qualcosa di personale perché qualcun altro possa sentirsi protagonista.
Zironelli lo ha sottolineato. Adesso tocca ai tifosi sottolinearlo con un applauso.
Perché certi giocatori vanno applauditi anche prima che arrivi il gol. Anzi, forse proprio per tutto quello che fanno prima che arrivi.
Il gol arriverà, perché Barranco ha qualità, fame e voglia. Ma nel frattempo c’è già una certezza: Bruno è dentro questa Pro Patria fino in fondo.
E allora possiamo anche giocare con le lettere.
B come Bruno.
B come Barranco.
B come Bomber.
Il bomber, qualche volta, non è soltanto quello che segna.
È quello che fa segnare gli altri, fa giocare la squadra e mette la Pro Patria davanti a sé stesso.
E Bruno Barranco, in questo grande gruppo, è esattamente questo.
Flavio Vergani













