Ci sono ritorni che valgono più di una vittoria. Perché dentro non c’è soltanto il piacere di esserci di nuovo, ma ci sono anni di passione, ricordi, delusioni, orgoglio e soprattutto un amore che, nonostante tutto, non ha mai smesso di battere.

Quello di Cinzia è uno di questi ritorni.

Cinzia la Pro Patria ce l’ha nel cuore da sempre. Per decenni, insieme al compagno Gianni, ha occupato la sua mattonella di stadio, quella posizione conquistata con la fedeltà di chi non ha bisogno di spiegare perché, ogni domenica, sceglie di stare sugli spalti a soffrire, gioire e tifare per i Tigrotti.

Poi è arrivato un momento difficile. Un diverbio con la precedente presidenza, parole pesanti e un invito, nemmeno troppo velato, a stare a casa.

E Cinzia, insieme a Gianni, ha fatto esattamente quello che le era stato detto.

Ha lasciato lo stadio, non senza portarsi dietro quella mattonella fatta di ricordi, emozioni e presenza. Ma soprattutto ha fatto una promessa agli amici: «Quando cambierà la dirigenza, torneremo al nostro posto».

Ieri quella promessa è stata mantenuta.

Cinzia è tornata sugli spalti. È tornata a respirare quell’aria che le era mancata, a vivere la partita da vicino, a sentirsi nuovamente parte di quella famiglia biancoblù che, in fondo, non aveva mai davvero lasciato.

Certo, il posto di sempre era già occupato. Ma anche questo è solo un dettaglio: Cinzia ha già fatto sapere che la prossima volta arriverà prima. Perché certe posizioni non sono semplicemente sedie o gradoni: sono posti del cuore. E il suo posto, prima o poi, tornerà ad essere quello di sempre.

La storia di Cinzia, però, racconta qualcosa di molto più grande.

Racconta di tanti tifosi che negli ultimi anni si sono allontanati, delusi, amareggiati, stanchi di risultati e situazioni che avevano finito per raffreddare anche le passioni più incandescenti. Tifosi che magari non avevano smesso di amare la Pro Patria, ma avevano smesso di sentirsi a casa.

Oggi qualcosa sembra essersi riacceso.

C’è un’aria nuova, più fresca, diversa. E Cinzia, per essere sicura di godersela tutta, ieri si è presentata allo stadio addirittura con un ventaglio.

Un’immagine bellissima e anche un po’ ironica: Cinzia che sventola il ventaglio per godersi fino in fondo questa nuova ventata di Pro Patria.

Perché a volte basta poco per tornare a respirare.

Basta sentire di nuovo il profumo dello stadio, ritrovare gli amici, rivedere i colori biancoblù, riabbracciare una passione che sembrava soltanto messa in pausa.

Bentornata, Cinzia.

E bentornati a tutti quelli che, come lei, stanno tornando a casa.

Perché la Pro Patria, quando è davvero la Pro Patria, non è soltanto una squadra.

È un posto del cuore. E certi posti, alla fine, aspettano sempre che tu torni.

Flavio Vergani

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