
Domani, alle ore 15, si giocherà Varese-Pro Patria, gara valida per la Coppa Italia. Un derby che torna dopo sedici anni e che, sulla carta, dovrebbe avere tutti gli ingredienti per accendere entusiasmo, curiosità e passione.
E invece no.
C’è una vecchia regola non scritta sul rapporto tra la Coppa Italia e il campionato: prima dell’inizio del torneo interessa a tutti, dopo l’inizio del campionato interessa a nessuno. Prima è una competizione utile per mettere minuti nelle gambe, provare la squadra, testare gli uomini e prendere confidenza con le partite ufficiali. Poi, una volta che il campionato comincia, rischia di trasformarsi in una sorta di titolo accademico: bello da conquistare, ma senza particolari ricadute sulla classifica, sui ripescaggi o, soprattutto, sulla possibilità di una promozione diretta in Serie C.
A complicare ulteriormente le cose ci si mettono l’orario infrasettimanale pomeridiano, le limitazioni agli accessi allo stadio e modalità di acquisto dei biglietti che certamente non sembrano studiate per favorire la partecipazione del pubblico.
Il risultato è abbastanza evidente: diventa persino difficile fare finta che sia una partita come le altre.
E infatti gli ultrà, con un comunicato congiunto, hanno annunciato che non saranno presenti. Una scelta che va letta anche come forma di protesta nei confronti di un calcio che, sempre più spesso, sembra dimenticarsi di una componente fondamentale dello spettacolo: i tifosi.
Così torna il derby Varese-Pro Patria dopo sedici anni. E, paradossalmente, sembra importare poco o niente a quasi nessuno. Quasi.
Perché a Busto c’è almeno una persona che alla Coppa Italia sembra credere davvero: mister Zironelli.
Il tecnico biancoblù lo aveva detto fin dall’inizio: questa competizione rappresenta un obiettivo stagionale. E allora a Varese la Pro Patria non andrà per disputare una semplice amichevole di metà settimana. Andrà per giocare una partita vera, con il miglior undici disponibile e con la voglia di tornare a vincere.
E forse è proprio questa la notizia più interessante. Perché dopo due partite di campionato che hanno lasciato in eredità appena un punto, il derby può diventare l’occasione per rimettere in moto entusiasmo e convinzioni. Una vittoria servirebbe anche a restituire un po’ di quella sensazione positiva che, nelle ultime settimane, si è inevitabilmente raffreddata.
E poi ci sarà un motivo in più per guardare con attenzione la distinta: Tommaso Maistrello.
Il bomber arrivato a Busto dopo la scelta di Comi di rimanere a Vercelli non ha ancora avuto l’opportunità di partire titolare. Domani potrebbe essere finalmente arrivato il momento di vederlo all’opera dall’inizio, capire quanto può incidere e soprattutto quanto può diventare importante per l’attacco biancoblù.
Insomma, fuori dal campo sarà anche una partita che sembra interessare poco.
Dentro il campo, invece, la Pro Patria ha tutte le intenzioni di prenderla molto sul serio.
Perché il derby torna dopo sedici anni, la Coppa Italia magari non regala punti per il campionato, ma una cosa può ancora regalarla: una vittoria.
E dopo un solo punto raccolto nelle ultime due gare, non sarebbe affatto un regalo da poco.
Flavio Vergani












