E’ stata presentata la prima stella della nuova galassia biancoblu. Stelle che messe insieme faranno il firmamento dove tornerà a brillare il biancoblu. Difficile comprendere il valore di una singola stella senza conoscere l’intera costellazione, ma qualcuno ci ha tentato lo stesso.
Giovane di nome e di fatto
Lui ha nella radice del nome e del cognome l’aggettivo qualificativo di “giovane”, infatti si chiama Giovanni Giovanditti, nuovo direttore sportivo della Pro Patria, che è stato presentato ieri. Gioventù che preoccupa molti tanto da coniugarla con scommessa, rischio potenziale, inesperienza. Peccato che con quello di prima, che di anni ne ha 64, la Pro Patria è retrocessa due volte su due. Insomma, non è scontato che i boomers siano meglio meglio della Generazione Z. Smarcato il punto diciamo subito che Giovanditti non è uno di poche parole e questo piace in una società che ultimamente viveva di silenzi. Il valore aggiunto di quanto ha detto il nuovo direttore sportivo non è stata comunque la apprezzata quantità di parole, ma la qualità.
Giovane come Andreoletti?
Giovanditti, ha fatto sapere l’Avvocato Rosanna Zema che ha aperto la conferenza stampa, è stato un ragazzo che ha capito molto presto che la sua carriera sarebbe stata migliore fuori dal campo piuttosto che in campo. Una scelta intelligente che ha privilegiato le sue naturali skills permettendogli di arrivare dove è arrivato alla sua giovane età. Insomma, un po’ quello che è accaduto a Matteo Andreoletti che ha lasciato il campo a 28 anni per dedicarsi all’allenamento e che ha vissuto identici scenari di musi lunghi e storti nelle tifoserie dove è stato. Risultato? Pro Sesto quasi in serie B con una squadra da serie C bassa e promozione in serie B con il Padova!
Poco fumo e tanto arrosto
E’ stato lontano dalle solite banalità delle conferenze stampa di presentazione, quando spesso chi chiede conosce già la risposta perchè fa parte del protocollo ( che noia..che barba…). Lui invece è stato di una apprezzata schiettezza costruttiva che ha fatto centro in chi da sempre dice, scrive e firma quel che pensa a costo di pagarne le conseguenze. Insomma, meglio dirsele in faccia piuttosto che farle arrivare di sponda. Dobbiamo crescere tutti insieme, ha detto il nuovo direttore sportivo, per fare questo tutti sono chiamati ad alzare il livello qualitativo dell’area nella quale compete. Ha aggiunto che spesso sente il solito ritornello di sempre, ossia di gente che “vuole bene alla Pro Patria”, senza però far seguire i fatti alle parole. Che brutti questo continui riferimenti a tutti e a nessuno, direte voi. Invece, questa volta e finalmente si esce dal riferimento non casuale passando al “te lo dico io e non mio cuggino”. E, visto che non è bello parlare degli assenti, Giovanditti parla ai presenti, ossia ai giornalisti chiedendo loro dove fossero quando la sua Primavera 3 ha vinto lo scudetto a Reggio Emilia. Colpiti e affondati, zero tituli a loro e uno al giovane Giovanditti. Un primo item di miglioramento è stato messo sul tavolo pronto per essere esplorato. I nostri lettori sono troppo intelligenti per aggiungere le precisazioni di Giovanditti sulla libertà di stampa, vero? Ovvio, che non ha minimamente alluso allo scrivere quello che vuole al società, ma solo a misurare la performance dell’informazione con lo stesso metro di come si giudicano le performance del suo operato, della squadra e della società. In sintesi, per noi che siamo nati sul marciapiede: se un allenatore vince 15 partite su 20 è un fenomeno, ma se ne perde 15 su 20 è una sega. Il discorso deve valere anche per i giornalisti senza che nessuno se ne abbia a male. Detto in modo più elegante per gli amanti dell’estetica narrativa: avete la possibilità di aiutare la Pro Patria, ossia la squadra alla quale volete bene, con un upgrade quanto ad attenzione e considerazione della realtà e non della fantasia.
Chi ti manda?
Chi ha scelto Giovanditti è il segreto di Pulcinella, per cui non crediamo serva approfondire l’argomento. Sicuramente non Patrizia Testa che dovendo scegliere avrebbe confermato Sandro Turotti senza ombra di dubbio. Per cui, rimangono Finnat ed Estrella. Poi, giusto il remark relativo al fatto che si sia fatto il Papa prima del conclave, ma a noi sinceramente ce ne frega il giusto ( ossia niente). Ovviamente, con la certezza che il conclave si farà, ma questo lo diamo per scontato.
La necessaria banalità sta nella coda
Il tema allenatore fa parte del copione ma qui Giovanditti è stato costretto a ricorrere all’unica arma a sua disposizione ossia la scontata banalità che merita una domanda banale. Non perchè sia banale la domanda, ma non maturi i tempi per una risposta seria. Sperare che esca un nome del mister, quando manca tutto il resto e per “mancare” non si intende che non esiste, ma che non è stato ancora ufficializzato è come chiedere di bestemmiare al Papa.
Sala d’attesa …ma solo in portineria
Rimane il fatto che il buonsenso dice che se un Sala sarà in prima squadra quello sarà il portiere e non l’allenatore. Questo perchè se dopo l’esonero di Greco si è scelto Bolzoni e non Sala un motivo ci sarà stato e sarebbe un po’ sminuente andare da Massimo dicendogli che prima eravamo in C e abbiamo scelto l’altro, ma in D scegliamo te. Fossimo noi al suo posto risponderemmo con un garbato ed educato vaffanculo.
Per cui, possibilità che Sala sia l’allenatore della Pro Patria non sono vicine allo zero, ma sono proprio zero. Secondo il buonsenso, ovviamente.
Non mi dire che non te l’aspettavi?
Se l’aspettava, la sperava o è stata una sorpresa questa promozione a Direttore Sportivo? L’impressione è che in filigrana se l’aspettasse. Poi, non l’ha detta proprio così, ma la strategia è stata quella degli ambiziosi che vivono una realtà aziendale nella quale sentono di poter ambire a qualcosa di più e lo fanno presente al capo con elegante fairplay. Il metodo è noto e lo utilizzano da sempre quelli che non si accontentano dell’orario dalle 8 alle 17, week end libero e no straordinari, ma da quelli che ci credono e vogliono dedicare anima e corpo alla causa. Per cui, si va dal capo e si dice che io sono stanco di fare quello che finora ho fatto molto bene. Per cui, o mi promuovi o mi perdi. Il modo migliore e più veloce per capire se il capo crede in te o no. Ecco, Giovanditti ha fatto proprio così dicendo che il settore giovanile iniziava a a stargli stretto, onde per cui..vedete voi. E loro, hanno visto…
Si va bene…ma la squadra?
Inutile dire che se non è tempo per parlare di allenatori non lo è per i giocatori. Giovanditti fa sapere che qualche giovane della Primavera potrebbe essere valutato e qualche altro della scorsa stagione. Nomi nessuno, ma non è difficile pensare che i candidati siano appartenenti ad una ristretta rosa: Sala, Reggiori, Sassaro, Citterio. Il nostro pronostico che è anche una speranza premiano il primo e l’ultimo, ma sappiamo in serie D quanto sia importante il portiere under ( lo era lo stesso Sala nella sua prima esperienza bustocca).
Fuochi d’artificio su via Cà Bianca
La prossima settimana potrebbe essere quella dei fuochi d’artificio e tra le righe lo si capisce da quanto comunica la confermata Martina Crosta, addetta stampa della società, che fa sapere che la prossima settimana potrebbero esserci nuovi annunci . L’impressione è che lo show sia solo all’inizio e che i pezzi grossi dietro le scrivanie, in panchina e in campo debbano ancora arrivare. Trarre oggi le conclusioni su quello che sarà la Pro Patria ha un altissimo rischio di scottature e poi chi gliela va a raccontare a Giovanditti dopo che lui ha chiaramente espresso il famoso “uomo avvisato mezzo salvato alla stampa? Forse solo una donna, ma ieri in sala stampa non se ne sono viste.
L’appetito vien mangiando…ma l’aperitivo è già stato servito


L’appetito vien mangiando, ma l’aperitivo è già stato servito in sala stampa quando con grande sorpresa l’ Avvocato Rosanna Zema, che al momento mantiene il titulo di Avvocato in attesa di un job title più consono a quello che sta facendo da mesi ( ossia di tutto e di più), ha finalmente svelato chi fossero quei non giornalisti che si aggiravano in sala stampa e per i quali si era già aperto il campo delle ipotesi ( rappresentanti sotto mentite spoglie di Estrella? Infiltrati di Travagin? Nuovi potenziali partner di Finnat?). Niente di tutto questo, erano solo gli addetti del catering che ha organizzato un ottimo pre pranzo con apprezzabile prosecco, scelto proprio da Giovanditti. La classica ciliegina sulla torta, il classico dettaglio che fa la differenza, il segnale di voler dare un segnale che qualcosa di nuovo sta avanzando, un desiderio di tendere la mano della società per risolvere antiche frizioni, malintesi, sterili polemiche che chi vorrà potrà stringere. Il gesto è stato apprezzato e qui celebrato ma l’impressione è che dopo l’aperitivo arrivi un pranzo completo da far invidia a Cracco.
Flavio Vergani












