
Giovanni Pellegatta, Presidente del Pro Patria Club, è provato ma felice dopo questi mesi di incertezza societaria. Lo troviamo allo stadio dove è giunto per ringraziare gli artefici di questa svolta societaria.
Presidente, quale è il tuo stato d’animo dopo questa svolta societaria?
Non ho dormito tutta notte per paura che qualcosa andasse storto. Adesso sono davvero felice. Sono arrivato allo stadio alle 15 tanta era la voglia di ringraziare i protagonisti di questo successo, ma ho dovuto attendere fino alle 17 quando finalmente ho rivisto la Pro Patria in campo e fuori dal campo. Ho sempre avuto fiducia in Luca Bassi e sono sicuro che ci regalerà tante soddisfazioni.
Gioia che segue dei periodi di paura quando Giovanditti venne al club e raccontò i problemi incontrati nella trattativa. Tu ci hai sempre creduto, oppure hai avuto momenti di scoramento?
Ci ho sempre creduto tranne qualche giorno fa quando pensavo che tutto potesse finire. Però devo dire che Luca Bassi mi ha sempre trasmesso fiducia e la sua raccomandazione di stare calmi e sereni alla fine ha avuto successo e gli ha fatto vincere la battaglia.
Luca Bassi ti ha sempre ispirato fiducia?
Una persona di grande disponibilità che ha sempre sopportato con stile i miei pressing per sapere quanto stava accadendo. Ovviamente, mi diceva il poco che poteva, ma ho apprezzato il fatto che, pur essendo un manager di altissimo livello e grande prestigio, mi abbia sempre considerato tanto da rendersi disponibile per venire al club di persona o tramite videochat. Insomma, sapevo che una persona del genere avrebbe portato a casa il risultato e alla fine ho avuto ragione nel credere in lui.
Una periodo che ha restituito una sensazione di unità della tifoseria vista durante l’incontro con Giovanditti e durante il “welcome” di Travagin
Si, più che una sensazione direi che è una realtà. Al club eravamo in tanti con diverse anime, ma tutti con a cuore la Pro Patria. Il welcome a Travagin non è stato numericamente pari a quello riservato a Pattoni, ma comunque ha dimostrato che ancora il cuore dei tifosi batte forte per questa maglia. Comunque, il mio club ha perso diversi consiglieri, ultimi il Riccardo Cazzani e il Giannino Gallazzi, per cui l’idea di formare un grande club che comprenda tutte le anime dei tifosi, esclusi gli ultrà ovviamente perchè sono un mondo a parte, è un obiettivo sul quale ragioneremo fin da subito.
La serie D è terribile, vince solo uno e ne sappiamo qualcosa nella nostra ultima partecipazione. Tu cosa chiedi e cosa ti aspetti dalla nuova stagione e cosa ti piacerebbe accada nel prossimo futuro?
Dire la promozione sarebbe scontato, ma sono realista. Siamo al 23 Luglio per cui in netto ritardo sulla tabella di marcia per formare una squadra importante. Un ritardo non certamente attribuibile alla società ma ai fatti accaduti. Per cui, chiedo solo di tornare a divertirmi allo stadio ed avere modo di riannodare i fili tra tifosi e società. Abbiamo corso il rischio di sparire, per cui ringrazio chi ci ha permesso di continuare a vivere e questa è la più grande vittoria. Di più non mi sento di chiedere nulla.
Flavio Vergani












