
E’ stata come una gestazione coltivata nel tempo, sofferta e talvolta considerata come non più probabile, vissuta ogni giorno ascoltando sussurri e grida talvolta contrastanti talvolta rassicuranti, come un cielo, spesso termometro del nostro stato umorale della giornata quotidiana, dove le zone di azzurro si alternavano alla presenza di nembi gonfi di pioggia, con tutte le incertezze a corredo e con scadenze temporali sempre più compresse e di conseguenza con fibrillazioni sempre più frequenti.
L’attesa era diventata quasi insostenibile fino a quando quel silenzio, da tutti noi considerato come argomento di ansia e preoccupazione, si é rivelato al contrario perfetto sipario per procedere in tutta riservatezza a perfezionare tutte le operazioni per la costruzione della nuova creatura, malgrado il tentativo di acida corrosione intentato dal “carneade” di turno, protagonista più disturbatore che attendibile, ustionato palesemente dalle temperature del braciere biancoblù ed invitato ad uscire dai confini cittadini ed a non mettere mai piede entro le mura del santuario dello Speroni.
E come tutte le incubazioni che durano molto nel tempo, dove le pressioni interne raggiungono limiti importanti, quando finalmente l’involucro viene spalancato, la conseguenza può essere solamente una esplosione ora positiva che attinge come aspetto primario ad un termine che ha un solo nome “entusiasmo” confortato da tutti i parametri che ne compongono la sostanza.
Farmaco quindi essenziale per dare alimento ad una prospettiva dichiarata ambiziosa e ricostituente determinante per una tifoseria uscita a fatica da una situazione negativa, lacerata nel tempo da ansie e dubbi, che tuttavia in ogni caso deve essere assunto a giuste dosi per non perdere efficacia e sconfinare in attese che potrebbero essere, almeno a breve, non semplici da concretizzare.
E’ evidente come sia avvenuto un cambiamento radicale e sostanziale a tutti i livelli ad iniziare dalla costituzione dirigenziale formata con criteri da categorie superiori, dove la professionalità di alcuni si abbina alla passione ed al legame al territorio ed ai nostri colori di altri, formando un team composito e solido a garanzia di una volontà di intenti che avrà l’unico scopo di realizzare tutti gli obiettivi futuri che sono nei desideri della società.
La costruzione della squadra, ad oggi ancora non completa, depone a favore di una programmazione ben definita e con priorità (sostenibilità – investimenti nel settore giovanile) elementi cardine per garantire un percorso a misura di possibilità economiche, che sia però anche fotografia di aspirazioni future che travalichino l’antico confine della “aurea mediocritas”.
Agli occhi di tutti gli osservatori é evidente che la tifoseria, compresa quella che negli ultimi anni era rimasta ai margini dedicando un interesse episodico ed in alcuni casi nullo alle vicende della nostra squadra, lasciando i seggiolini vuoti dello Speroni quali muti e numerosi spettatori delle prestazioni sul campo, ha voluto dare un segno di fiducia al nuovo vento risvegliando una passione solo sopita ma mai dimenticata, ritrovando la voglia di essere parte integrante di un progetto che abbisogna del contributo anche delle presenze importanti sugli spalti per dare voce al nostro sostegno e ritrovare il gusto di battere le mani ai nostri ragazzi.
Ora siamo in attesa degli esami di campo che hanno evidenziato finora solo tentativi di essere squadra alla luce di una preparazione fisiologicamente tardiva, con elementi inseriti da poco in meccanismi poco oliati e con accenni di intesa tra reparti ancora approssimativi che necessitano di automatismi oggi ancora embrionali lasciando possibilità di offesa importanti al nostro reparto difensivo da parte dei nostri avversari di turno.
Spesso il centrocampo, talvolta in difficoltà numerica rispetto a quanto proposto dalla squadra avversaria, si é mosso in maniera scarsamente armonica intasando gli spazi anziché permettere alla manovra di avere un più largo respiro e lasciando colpevolmente possibilità di azione ai tentativi di organizzare manovre offensive pericolose per il nostro schieramento difensivo.
Tutto ovviamente revedibile e rimediabile anche quando l’organico diverrà completo nei suoi componenti ed esisterà finalmente la possibilità di avere una formazione di base da considerare titolare almeno in partenza, con la prospettiva di poter disporre di una panchina con elementi assolutamente in grado di prendere il posto dei titolari senza avere influssi negativi sulla capacità di manovra ed affidabilità nel ruolo assegnato.
Da qui la mia trasparente non completa approvazione ed il mio modo di dare un giudizio critico assolutamente soggettivo e personale dopo le prove sostenute in sede di preparazione al campionato che forse deriva dalle potenzialità tecniche importanti di alcuni elementi sul campo ma che hanno avuto possibilità di essere dimostrate in modo non continuo con pause che probabilmente risentono ancora di un allenamento con importanti carichi di lavoro.
Quindi in un futuro ancora tutto da scrivere ricordiamo in particolare una riconosciuta massima “non dire gatto ecc” come ammoniva un celebre filosofo della panchina, esperto di campo a tutte le latitudini, e questo deve essere un concetto stabile nella mentalità biancoblù dove il risultato deve essere conquistato e non deve essere mai considerato come semplice conseguenza di presunti valori in campo.
Per concludere é innegabile che esistono in filigrana possibilità reali di avere molte soddisfazioni in termini di prestazioni e risultati e quindi….perché non avere finalmente la presunzione di essere i più belli del reame senza interrogare gli specchi?
Sandro Lupidi












