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Insolito vivace post partita in tribuna stampa dove si è reso necessario l'intervento degli stewards per sedare un acceso scambio dialettico tra qualche tifoso, supportato da un giornalista locale, e un cameraman di Arezzo.
Il motivo del contendere è stata l'esultanza del toscano, ritenuta eccessiva da qualche tifoso posto in tribuna laterale e da un genitore di un giocatore tigrotto che hanno fatto all'amaranto "non avete vinto la Champion League"per esultare in questo modo.
Un giornalista locale "senior"ha quindi fatto presente che "la curva degli ultrà è da un'altra parte" e che in tribuna stampa è richiesto un altro stile con il quale vivere la partita.
Il protagonista di tale esultanza veniva quindi raggiunto dall'addetto stampa della Pro Patria Nicolò Ramella e da un paio di stewards per scongiurare ogni altra evoluzione della situazione.
Alla fine, vinceva il buonsenso con il toscano che faceva presente di aver esagerato con l'entusiasmo in quanto per la prima volta l'Arezzo ha vinto in trasferta, scusandosi per quanto accaduto con tutti e facendo comunque presente di non aver offeso nessuno, ma solo esultato per la propria squadra.
Alla fine, tutto è bene quel che finisce bene e l'ultimo chiude la porta.
Flavio Vergani


Franco e Massimo, professione tifosi.

Quelli veri, quelli di una volta, che non fanno l’abbonamento a Eleven Sport per vedere la partita dell’Arezzo in streaming.

Per loro esiste solo lo stadio, dove il colore della maglia non cambia al cambiare del filtro messo sulla telecamera. Dove la partita si segue in diretta e non in differita di 30 secondi. Dove non cade mai la linea.

Il loro abbonamento non costa cinque euro al mese per vedere tutta la serie C, ma centinaia di euro ad ogni trasferta per vedere una partita, quella che interessa di più: quella dell’Arezzo.

Li incontriamo da “Feroce” e, di fronte ad un’ottima costata, ci raccontano il loro modo di vivere il calcio.

Prima, però, c’è lo scambio dei gagliardetti: una bellissima sciarpa dell’Arezzo, un calendario amaranto e un portachiavi celebrativo di Butti, un giocatore che ha fatto la storia dei toscani, per noi. Per loro, una bottiglia di spumante celebrativa dei 50 anni del Pro Patria Club , con la promessa di non stapparla per brindare alla vittoria dell’Arezzo a Busto che poi si è puntualmente verificata.

L’occhio cade sulla Fiat Punto dei due tifosi che, a occhio, sembra aver macinato diverse migliaia di chilometri.
Proprio così, conferma Massimo, da inizio campionato ad oggi solo per le trasferte dell’Arezzo abbiamo percorso 7.200 chilometri. Non abbiamo perso nessuna trasferta, tranne quella di  Alessandria con la Juventus U23.


Motivo?
Ideologico, non condividiamo la scelta di far partecipare queste squadre al nostro campionato. Gli ultrà dell’Arezzo non assistono neppure alle gare interne, quando arrivano i bianconeri.

Una faticaccia…
Certamente si, riteniamo assurdo il fatto che le squadre toscane abbiano quindici trasferte superiori ai 400 chilometri. Abbiamo solo cinque squadre toscane, non è semplice in termini di costi nostri e della società. Lasciando perdere la Sardegna che è un vero e proprio impegno in termini di costi e tempi di viaggio.


Soluzione?
La serie C/2. Quattro gironi di serie C che permetterebbero trasferte più vicine e derby più frequenti. Oggi ci sono in serie C squadre che non se la possono permettere in termini di strutture, basti pensare alla Pianese che gioca a Grosseto o il Renate che gioca a Meda.


Tanti stadi visti qual è il migliore e il peggiore?
Novara il migliore, Vercelli molto bello dopo il restyling e il nuovo sintetico, bello anche Monza. A misura d’uomo quello di Busto. Il peggiore? Carrara.

Non c’è più il calcio di una volta?
Sparito. Abbiano nel cuore i tempi dell’Arezzo di Abbruscato e Serafini che vinse il campionato a cinque giornate dalla fine. Quella squadra giocava il vero calcio e ci si divertiva davvero tanto.


Delusioni di questo torneo?
Non ti offendere, ma la Pro Patria vista ad Arezzo non ci è piaciuta. Troppo arrendevole, poco convinta dei suoi mezzi, ci aspettavamo molto di più.


Intanto, dal tavolo vicino al nostro si alza mister Javorcic, un ex Arezzo da calciatore, e i due tifosi non perdono occasione per salutarlo e chiedergli se ha giocato con l’attuale allenatore degli amaranto Di Donato. Il mister conferma di essere stato compagno di squadra e saluta con la solita gentilezza.

Oggi come finisce?
Noi non segniamo nemmeno a porta vuota, in più oggi siamo senza cinque titolari, tra i quali le punte Cutolo e Gori, per cui, dovreste fare voi un’autorete per farci vincere.
Ebbene, ci sono sempre le prime volte.

Questo vostro attaccamento all’Arezzo vi è riconosciuto dalla società?
Diciamo proprio di no, ci vedono presenti allo stadio ovunque l’Arezzo giochi, ma non abbiamo mai avuto nessun tipo di riconoscimento. Partiamo al mattino presto, paghiamo il carburante (oggi 90 euro), i caselli ( oggi 54 euro)e i biglietti di ingresso. Oggi, forse su questo aspetto risparmieremo visto che ci hanno promesso un accredito da Busto grazie al Museo della Pro Patria.


Cosa cambiereste di questo calcio di serie C?
Gli orari delle partite, spesso irrispettosi nei confronti dei tifosi. Ad esempio, le trasferte in Sardegna obbligano a pernottare in quanto non ci sono più aerei o navi dopo una certa ora. D’altro canto, per favorire i giocatori sardi quando vengono nel continente si programmano le partite in orari poco comodi.
(Come Pro Patria Olbia alle 16 di un giorno lavorativo,n.d.r).

Quanti tifosi ha l’Arezzo?
Abbiamo 1080 abbonati, ma allo stadio in totale vengono in 1.200 persone. Troppo poche, ma dopo il bel campionato dello scorso anno abbiamo perso molti giocatori bravi, tra i quali Pelagatti e Brunori, per cui è logico che si registri un calo.


Ambizioni future?
Viviamo alla giornata, siamo in serie C dopo il fallimento che ci fece piombare in serie D. Una categoria che non siamo neppure riusciti a vincere, siamo stati ripescati. Non sappiamo se l’attuale dirigenza rinnoverà l’impegno il prossimo anno. Per cui, va bene così e vediamo cosa accadrà nel futuro.


Il tempo scade, Massimo e Franco, dopo la consueta grappa barricata, entrano allo stadio.
Li risentiremo alle 22,45 quando un messaggio ci comunica che “Siamo arrivati a casa adesso, grazie di tutto.
Poi, un ultimo pensiero per la tifoseria bustocca:
“Complimenti a chi ha scritto la prima pagina di Aurora Pro Patria. Una belle giornata  dove ci siamo commossi per la vostra sportività, soprattutto per l'applauso dello stadio quando i nostri ultrà hanno esposto lo striscione sulla SLA.
Siete un pubblico meraviglioso e altresì sportivo e competente. Buon proseguimento di campionato e Forza Pro Patria".

Flavio Vergani

MANGANO: 6+
Nel primo tempo compie una parata miracolosa su Caso. Poi, svolge al meglio il suo compito, ma vincere in casa proprio non gli riesce

COTTARELLI: 5,5
Si perde nel grigiore generale con una prestazione generosa ma poco qualitativa in fase offensiva.

MASETTI: 5
L'ex non incide, non si vede in fase offensiva, sparisce in quella difensiva

MOLNAR: 5
Perde nettamente il duello con l'indemoniato Gioè. Concede la palla del vantaggio ospite con troppa superficialità.

LOMBARDONI: 5,5
Svagato, poco concentrato, superficiale in alcune letture tattiche.

BOFFELLI: 5,5
In una difesa non impeccabile non trova i consueti riferimenti rendendosi protagonista di una partita incolore.

GALLI: 5-
L'adattamento al ruolo di interno di centrocampo lo confonde a tal punto da renderlo irriconoscibile.
Non è il suo anno nel suo ruolo, figuriamoci in un altro.

BERTONI: 5,5
Tocca una quantità industriale di palloni ma tutti allo stesso modo, tutti con troppa leziosità e lentezza rendendo il gioco scontato e prevedibile.

GHIOLDI: 5,5
Qualche spunto a inizio partita per poi perdersi nel seguito della partita. E' uno dei pochi piedi buoni della squadra dal quale ci si aspetterebbe un assist, un colpo di genio, un qualcosa che valga il prezzo del biglietto.

MASTROIANNI: 5
Esageratamente propenso alla quantità a totale sacrificio della qualità. Troppe sceneggiate in fase di contrasto con gli avversari, alla fine non ci crede più neppure l'arbitro. Serve incidere sotto porta tornando a fare il lavoro della punta, diversamente il goal diventa un sogno irraggiungibile.

LE NOCI: 5+
Il suo piede fatato non illumina, le sue giocate lette e anticipate dagli avversari. Ceccarelli (classe 1983) e Sereni(classe 1988)non sono certamente ragazzini alle prime armi e per sorprenderli serve qualcosa in più che una gara giocata a sotto livello in termini agonistici.

MISTER JAVORCIC: 5,5
Viste le assenze delle due punte titolari in casa amaranto ci si aspettava una Pro Patria più spregiudicata e meno attendista. La scelta di Galli lascia perplessi, la sterilità offensiva anche.


Deludente partita della Pro Patria che cade per uno a zero con l’Arezzo e fa felici i toscani alla loro prima vittoria in trasferta.
Un premio per i suoi supertifosi Franco e Massimo che non hanno mai perso una trasferta, a parte quella di Alessandria con la Juventus U23 per puri motivi ideologici. Di loro parleremo in separata sede per celebrare la loro passione per questo calcio che piace sempre meno ai tifosi.
E, a proposito di calcio che non piace, non possiamo non parlare della partita di oggi che ha offerto una qualità mediocre e uno spettacolo davvero deprimente.
L’ Arezzo si è presentato a Busto con numerose assenze, tra la quali le punte Gori (9 reti)e Cutolo, (11 reti),ma, nonostante questo, ha centrato la prima vittoria lontano dalle mura di casa.
Gli ospiti sono apparsi agili nelle ripartenze e veloci nel pensiero quel tanto che è bastato per far andare in confusione i difensori bustocchi che hanno offerto su un piatto d’argento due occasioni clamorose agli avversari. La prima con Caso ipnotizzato da Mangano e la seconda con Belloni che la metteva dentro in tap in, dopo un errore di Molnar in fase di ripartenza.
La Pro Patria subiva il colpo e la successiva timida reazione non portava a nessun pericolo per la porta ospite.
Centrocampo lento con un Bertoni lezioso e scolastico nell’interpretazione tattica, Galli inguardabile nel ruolo adattato di interno di centrocampo, un attacco sterile con un Mastroianni eccessivamente preoccupato di ingannare l’arbitro con cadute discutibili nei contatti con il difensore amaranto, ma poco attivo nel rendersi pericoloso in area avversaria, non contribuivano certamente alla miglior interpretazione del calcio che dovrebbe prevedere, oltre alla quantità, anche la qualità.
In novanta minuti la Pro Patria non ha praticamente mai tirato in porta, nonostante giocasse in casa, contro una squadra di pari livello e sotto di un goal.
Se questo non basta per generare almeno una reazione d’orgoglio, una risposta agonistica, una energia tigrotta, evidentemente c’è qualcosa che non va.
Qualcosa di ormai cronico che colpisce i tigrotti nelle gare casalinghe, facendoli apparire spuntati e senza quella cattiveria agonistica che ha reso famoso che ha vestito nel passato questa maglia.
Ora, che il budget in casa biancoblù non permette voli pindarici e deve tenere ancorate a terra ogni ambizione è cosa nota e del tutto condivisibile, ma che questa squadra non abbia le possibilità di dare qualcosa in più in termini di personalità, coraggio di rischiare e voglia di soffrire, crediamo che sia perlomeno discutibile.
Ci sono molti modi di perdere una partita, alcuni persino accettabili, ma, non arrivare mail al tiro, giocare 90 minuti nell’identico modo, seppur si cambino gli attori in campo, affidandosi costantemente a lanci lunghi nella speranza che la seconda palla premi gli avanti bustocchi, piuttosto che far passare ossessivamente la palla dai piedi di Bertoni, senza mai un cambio di marcia, un’improvvisazione, un salto dell’uomo, è il modo peggiore che lascia più amareggiati da un lato e perplessi dall'altro.
A fine partita, qualcuno dagli spalti applaudiva convinto la prestazione dei tigrotti. Cosa abbia avuto da applaudire è una domanda che fatica a trovare una risposta.
Flavio Vergani

Foto da pagina Facebook società Pro Patria
Aristidi Kolaj, il forte attaccante della Pro Patria, è stato operato a Pavia al legamento crociato, dopo la rottura avvenuta nella partita con la Pianese.
Ad Aristidi i migliori auguri di pronta guarigione da parte di tutti i tifosi che lo aspettano presto per gustarsi i suoi deliziosi dribbling e le sue magie che lo hanno fatto amare fin da subito dal pubblico bustocco, da sempre composto da esteti del calcio.
Ti aspettiamo Aristidi!

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Saveriano Infantino (Carrarese)
Attaccante, un ruolo affascinante, ma non semplice. Serve studiare molto di più di altri per diventare importanti. La laurea da “bomber”non la si ottiene quasi mai in giovane età.
Basta guardare lo score del nostro girone per rendersene conto.
Top player è Saveriano Infantino, attaccante della Carrarese che con 15 centri comanda la speciale classifica. Un classe 1986, per cui va per i 34 anni.
Dietro di lui Anielo Cutolo dell’Arezzo con 11 goals, classe 1983, per lui ben 37 candeline spente. Secondo posto condiviso con gli 11 centri di Francesco Galuppini, bomber del Renate classe 1993 e quindi con 27 anni sulle spalle.
Dietro di loro ecco Alessandro Gabrielloni del Como con 10 reti, classe 1994, 26 anni di carriera e Mattia Bortolussi del Novara, classe 1996, 24 anni.
A 9 reti, seguono : Caio De Cenco del Pontedera, classe 1989, 31 anni ed Umberto Eusepi, classe 1989, 31 anni.
Sempre a 9 reti, ecco finalmente i primi under: Gabriele Gori dell’Arezzo, classe 1999, 21 anni e Mota Dany Carvalho, classe 1998, 22 anni.
Dietro di loro il vuoto con i seniors: Simone Ganz (1993) del Como con 8 reti seguiti da Carmine Giorgione (1991)AlbinoLeffe, Simone Rosso (1995) Pro Vercelli, Mattia Finotto(1992)Monza e Marco Guidone (1986)  del Siena a 7 reti.
In casa Pro Patria il bomber Mastroianni ( 1992)ha realizzato 6 reti, seguito da Giuseppe Le Noci (1982)con 5 reti.
Insomma, anche in casa bustocca il corso di laurea per diventare bomber richiede tempi lunghi.
Flavio Vergani


Bad news dalla già affollata infermeria bustocca che vede entrare Aristidi Kolaj dopo la gara di domenica scorsa a Grossetto.

Purtroppo, l’attaccante albanese è solo di passaggio in infermeria, in quanto venerdì festeggerà San Valentino all’ospedale di Pavia dove verrà operato per la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro.

Per lui stagione finita.

A Kolaj i nostri più sinceri auguri di pronta guarigione.

Non mollare!

Flavio Vergani

Filippo Ghioldi vince al fotofinish su Luca Bertoni la competizione quale miglior centrocampista delle ultime sei giornate di campionato.
Una lotta voto a voto risoltasi solo per mezzo punto a favore del mozzatese che si aggiudica il buono Amazon messo in palio dal Pro Patria Club.
La consegna del premio avverrà martedì 3 Marzo nella sede del club in via Pozzi con tutta la tifoseria invitata a partecipare.
Sarà l'occasione per conoscere da vicino il giovane talento tigrotto al quale regalare un convinto applauso per quanto sta facendo con la nostra maglia.
Si ringrazia il public relation man del Pro Patria Club Danilo Castiglioni e Nicolò Ramella, addetto stampa della Pro Patria, per l'impegno profuso nel cercare una data comoda a tutti.
Flavio Vergani

I tigrotti in versione "Procerossa"impattano per uno a uno il match con la Pianese.

In goal Le Noci dopo una manciata di minuti e pareggio dei locali con Dierna a un quarto d'ora dal termine del match. Un punto d'oro viste le assenze in casa biancoblù partita da Busto con un pullman mezzo vuoto per le ben sette assenze per infortunio : Tornaghi, Colombo, Pedone,Palesi, Fietta, Parker e Ferri ai quali si è aggiunto Kolaj che ha lasciato il campo con un ginocchio messo male che fa temere per il suo impiego nel prossimo turno.
Insomma, mentre pioveva sul bagnato, la Pro Patria ha aperto l'ombrello e pensato bene di "primo non prendere acqua", riuscendo a portare a casa un ottimo punto che la tiene in linea di galleggiamento, rispetto agli obiettivi di inizio anno.
Mister Javorcic in sala stampa ha espresso tutta la sua ammirazione per la prestazione dei ragazzi che hanno saputo gettare il cuore oltre l'ostacolo per sopperire alle molte assenze.
Flavio Vergani


Infermeria piena in casa Pro Patria e tanto lavoro per gli ortopedici incaricati di rimettere in sesto i tigrotti acciaccati.
Il Capitano Riccardo Colombo lamenta una forte contusione al polpaccio quale souvenir della partita con il Siena.
Alex Pedone ha gonfio il “piedone”per una distorsione tibio tarsica riportata in allenamento la scorsa settiamana.
Andrà sotto i ferri Luca Palesi che si è fratturato un metacarpo della mano destra sempre con i contradaioli. Per lui, appuntamento per l’11 Febbraio al CTO di Milano.
Il portiere Paolo Tornaghi ha riportato una sublussazione alla spalla sinistra durante il match con il Siena.
Giovanni Fietta, ha riportato una distrazione di primo grado al flessore della gamba destra nella gara con i toscani.
I tempi di recupero saranno stimati nel prossimo futuro.
Flavio Vergani

Ci ha lasciati all'età di 80 anni il tifoso e amico del Pro Patria Club Renato Carnevali.
Il presidente del club con i consiglieri, addolorati per la triste notizie, abbracciano i famigliari con le più sentite condoglianze.

Il Santo Rosario   sarà celebrato venerdì 7 febbraio alle ore 18 chiesa di san Michele

Il funerale sabato ore 10.45 sempre san Michele

La salma riposa a Busto Arsizio in Largo Crivelli 5
Direttivo Pro Patria Club


Ciak si gira parte due per il progetto "Ci vuole un fisico da tigri" che offre agli studenti delle scuole cittadine la possibilità di incontrare i giocatori della Pro Patria e vederli all'opera allo Speroni in un secondo momento.

Il programma è molto fitto :
  •  domani, martedì 4 Febbraio, dalle 9 alle 10.20, i calciatori Ferdinando Mastroianni e Edoardo Defendi saranno impegnati nel Foyer del PalaYamamay di Busto Arsizio per un incontro con le classi prime e seconde del Professionale del Liceo “Pantani”. TAPPA DUE DEL TOUR
  • Venerdì 7 Febbraio, toccherà, dalle 10.20 alle 12, all’Oratorio di Sacconago, ai calciatori Paolo Tornaghi, Giorgio Spizzichino e Matteo Battistini. Incontreranno le classi prime del Liceo Scientifico Sportivo “Pantani”. TAPPA TRE DEL TOUR
  • Nella stessa mattinata, sempre all’Oratorio di Sacconago, dalle 12.10 alle 13.30, i calciatori Giuseppe Le Noci, Giovanni Fietta e Aristidi Kolaj incontreranno due classi prime e due secondi del Liceo Scientifico Sportivo “Pantani”. TAPPA QUATTRO DEL TOUR
Il voto in pagella per la società che ha pensato a questo progetto è dieci e lode, questo è il modo migliore per far conoscere la Pro Patria in modo proattivo, ossia andando a cercare i futuri followers per coltivarne la loyalty.
Per cui, applausi convinti per questa bella iniziativa che, oltre ai ragazzi, permetterà ai genitori degli stessi di essere presenti ad una prossima partita dei tigrotti.
Un modo intelligente anche ai fini della certificazione delle società di serie C quali propulsori sociali per l'avviamento allo sport dei giovani,come reclamato recentemente in sede di rivendicazione della detassazione delle società. Tutta un'altra cosa rispetto al ridicolo sciopero organizzato a fine dicembre.
Flavio Vergani




TORNAGHI: 6,5

Pomeriggio di relax assoluto destato da una parata salvarisultato allo scadere.

MASETTI: 6
Buona vena in fase offensiva, quel che basta in fase difensiva.

COTTARELLI: 6+
Lo avevamo dimenticato nella "Hall of fame"dei giovani tigrotti citati nel nostro precedente articolo. C'è  anche lui, eccome se c'è e oggi lo ha dimostrato con una gara dove il temibile Migliorelli lo ha impegnato  non poco. Il "più" è per la dimenticanza nell'articolo.

MOLNAR: 6+
Sbaglia poco o niente a livello tattico, poi il piede è quello che è, ma non stiamo a guardare i dettagli.

BOFFELLI: 6-
Bene, ma non benissimo con qualche licenza di troppo su situazioni lette male e tardi.

LOMBARDONI: 6
Anonima prestazione senza picchi e flessi, svolge il compitino e lo svolge bene.

BERTONI: 6,5
Mezzo punto in più per quella perla che ha dato un senso al pomeriggio: serpentina alla Ronaldo, tiro quasi alla Ronaldo. Da un compassato come lui non ci si aspettava quel guizzo. Chapeau!

FIETTA: 5,5
Non è lui e lo sa anche lui.Troppo normale per essere vero.

GHIOLDI: 5,5
Prestazione opaca del giovane tigrotto che si perde nella confusione generale di una partita non certamente su misura per le sue caratteristiche.

MASTROIANNI: 5,5
Solito lavoro di fatica, solita lontananza dalla porta, solita difficoltà a valutarlo come attaccante quando gioca a 30 metri dalla porta.

KOLAJ: 5
Partita da dimenticare, svogliato, lento, poco coinvolto e svagato.

MISTER JAVORCIC: 6,5
Si leggeva da Borsano che voleva il pareggio e pareggio è stato, per cui voto più che sufficiente.
Gli mancavano Pedone, Colombo e Molinari, che in sede di rifinitura ha preso un calcio sul naso, per cui ha delle attenuanti. Certo è che quando entra Le Noci cambia la musica e se ci fosse Maurizio Mosca direbbe: "Ah come gioca Le Noci". La Cinzia lo reclamava da prima, che avesse ragione lei?
Flavio Vergani




Zero a zero in campo tra Pro Patria e Siena e zero emozioni, o quasi, sugli spalti desolatamente vuoti. Aumenta la temperatura, oggi quasi primaverile, ma calano gli spettatori, oggi 392 paganti e per consolarsi ci si racconta una storia alla quale i primi a non crederci sono gli stessi che la raccontano: ci sono le finali di Coppa Italia femminile di volley al Palayamamay.
Anche lì, prezzi non così popolari e il risultato si è visto in tv ieri: molti vuoti sugli spalti. Per la serie: cambia il mondo, devono cambiare le regole di ingaggio degli sportivi, visto quello che si vede allo Speroni e non solo.
Yamamay, un brand che è un palindromo che richiama perfettamente la data odierna che è un altro palindromo e che fa tris con il palindromo del risultato della gara. Zero a zero comunque lo si legga.
Insomma, il “PALINDROMO DAY”, quando da qualunque parte la giri si legge sempre lo stesso significato: una noia mortale.
Deve cambiare anche quell’autostima sopra le righe di qualcuno che ripete ossessivamente che la serie C è categoria professionistica, tanto quanto la serie B.
Con le parole forse si, con i fatti ancora no. Tanto che il Siena, dopo il Lecco, è arrivato a Busto senza una seconda maglia che si differenziasse da quella della Pro Patria, per cui i tigrotti hanno dovuto passare al verde, nonostante il regolamento consentisse loro di vestire il biancoblù.
Chi ricorda il contrario si riferisce ad un regolamento dei dilettanti. Per cui, è cambiata la categoria, è cambiata la regola, è rimasto il dilettantismo. Questo è quello che dicono i fatti, il resto è aria fritta.
Non finisce qui, sul pullman ospite mancava persino la lavagna luminosa per i cambi. Per cui, anche qui, si è dovuti ricorrere al “blackboard sharing”. Che imbarazzo!
Tanta improvvisazione organizzativa non deve confondere e far pensare che gli ospiti siano degli sprovveduti lontano dalla città del Palio, anzi, solo Renate, Novara e Carrarese erano riusciti a prendergli punti in precedenza, per cui il fatto che la Pro Patria si sia aggiunta alla lista deve far felici i tifosi.
Come ci sia riuscita è un dettaglio da non raccontare a chi non era presente allo stadio, giusto per non fargli passare l’eventuale voglia di tornarci.
Diciamo le cose belle: slalom speciale di Bertoni con tiro a fil di palo al 32esimo del secondo tempo e paratona di Tornaghi in uscita a un secondo dalla fine che salva il risultato in bianco.
Il resto? Quale resto? Il primo tiro in porta tigrotto avveniva all’undicesimo minuto del secondo tempo, mentre il primo tiro in porta del Siena lo stiamo ancora aspettando.
Gli esteti del calcio dicono che spesso lo zero a zero è la sintesi della partita perfetta.
Lo dicono anche gli scacchisti quando esaltano la partita patta come il risultato di un’assenza di errori di entrambi i giocatori.
Ecco, diciamo che oggi è accaduta l’eccezione che conferma la regola.
Diciamo che gli errori delle due squadre si sono elisi a vicenda generando una specie di risultato perfetto, assai lontano dalla perfezione citata.
In sala stampa i tecnici hanno parlato di partita sporca causata dagli schieramenti a specchio delle due squadre che di fatto ha originato una partita di tale deprimente livello di interesse.
La si può raccontare come si vuole, il risultato è uno: buon punto per la Pro Patria contro una squadra temibile come il Siena, spettacolo e divertimento zero per i 392 paganti che forse ci penseranno due volte prima di tornare allo stadio se il “do ut des” ha queste dimensioni.
Il finale fa rima con l’inizio: se il calcio professionistico offre questo livello di spettacolo da capire cosa si debba cambiare per evitare la noia calata oggi sullo Speroni che ha causato ben più di uno sbadiglio.
Flavio Vergani

Se il campionato finisse oggi e se si tenessero in considerazione solo le partite casalinghe, il Pontedera sarebbe promosso in serie B, ai danni della corazzata Monza.
Incredibile, ma vero, il ruolino di marcia del Pontedera che comanda la classifica delle gare casalinghe con un punto di vantaggio sui brianzoli, sul Renate e sulla Carrarese. Un gradino sotto l'Arezzo
La Pro Patria? E' undicesima.
Ultimo? L'Arezzo degli amici Massimo e Franco che, nonostante si siano sciroppati migliaia di chilometri per seguire ovunque gli "amaranto", non sempre sono stati ricambiati dalle prestazioni dei giocatori.
Cambia totalmente la realtà considerando la performance esterna, qui il Monza domina con ben sette punti di vantaggio sul Siena, mentre al terzo posto, udite, udite, ci sono i tigrotti che si dimostrano un vera e propria corazzata quando sono lontani dallo Speroni. Pontedera a Juventus U23 seguono la Pro Patria.
Facile da capire quanto sia delicata la partita di domenica prossima con il Siena. In pratica arriva a Busto la seconda forza del campionato in trasferta che incontrerà l'undicesima forza in casa (la Pro Patria).
Servirà un'altra prestazione sopra le righe per avere la meglio dei senesi schiacciasassi lontani dalla città del Palio.

In trasferta
 In casa
Flavio Vergani





Brucia la Giöbia fuori in strada, e all’interno del nostro club, si scaldano i pentoloni con la polenta e i bruscitt. Le facce amiche le ritrovi li, c’è il Giannino, il Giordano, la Pamela, il Piso, lo “statistiche”, il Fabio, il Giorgio, la Cristina, il Franco e chi più ne ha più n metta. La voglia di stare insieme le risate e i colori bianco-blu sono vividi e sempre presenti quando ci si deve unire sotto il tetto di un club antico e speciale come il nostro. Cosa può dare una serata così. Semplicemente tutto. Ti fa passare la malinconia, ti fa venire voglia di ridere, ti fa venire voglia di parlare dei “tigrotti” che in quelle sale sono appesi alle pareti in quasi ogni foto. Tutto perfetto, e quando dirige il “Pellegatta” non può essere che così. Dopo un buon cibo è arrivata la lotteria. Felici e contenti tutti, alla fine di una nottata molto particolare. La famiglia del PPC, si è riunita ancora una volta per stare insieme e sorridere anche in questo nuovo anno. La famiglia…già ….a pensarci bene nella vita, dove si vuole stare se non in famiglia! E questa è sempre una bellissima Famiglia!
Simone Merlotti

Alessio Marcone lascia la Pro Patria per accasarsi alla Castellanzese, squadra militante nel girone B di serie D.
Una partenza che potrebbe non essere un addio, visto che il comunicato ufficiale della società biancoblu non esclude un ritorno fin dalla prossima stagione.
E' chiara l'intenzione del giovane tigrotto di mettersi alla prova per dimostrare il suo valore in una realtà in grado di dargli garanzie sotto il punto di vista delle opportunità agonistiche.
Scelta apprezzabile e rispettabile, visto che il bravo difensore tigrotto decide di uscire dall'area di confort, inevitabilmente generata dalla sua lunga permanenza a Busto, a favore di una situazione molto "challenging".
Una decisione win-win che permetterà anche alla Pro Patria di valutare il grado di maturazione del classe 1998 e decidere se nel futuro potrà garantigli quel minimo di minutaggio che al momento non è stato possibile offrire e che, presumibilmente, è stato il motivo che ha influenzato la decisione.
Quando un giocatore valido lascia Busto ce ne dispiacciamo sempre, quando è del nostro settore giovanile ancora un po' di più, ma nel caso specifico crediamo sia la scelta più intelligente e vincente per società e giocatore, per cui non ci resta che augurare ad Alessio le migliori fortune per averlo di nuovo in biancoblu tra qualche mese.
Forza Alessio!
Flavio Vergani

Trasferta intercontinentale per le maglie della Pro Patria che viaggiano fino in Africa, più precisamente in CIAD, per vestire di arancione una squadra locale.
Sono le mitiche maglie vincitrici in serie D che, grazie ad Ilaria, una volontaria amica della presidente Patrizia Testa, continuano a giocare vincendo la partita della solidarietà.
Pro Patria always, everywhere, anywhere.
Flavio Vergani


In anteprima per i lettori del sito il nuovo Tigrottino.
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La Pro Patria gioisce per una settimana intensa ma generosa di ottimi risultati. Dopo la schiacciante vittoria di Crema, ecco il successo casalingo che mancava da diverso tempo contro  una delle migliori squadre trasfertiste del girone: la Juventus U23.
Lasciando perdere il match con il Monza che ha portato una prevedibile sconfitta in una partita comunque ben giocata dai tigrotti, è importante sottolineare come siano arrivate queste vittorie.
Una Pro Patria trasformista, non nello schema tattico ancorato al redditizio 3-5-2, ma negli attori che sono scesi in campo che hanno dimostrato tutti grande affidabilità.
Un risultato non scontato che valorizza il lavoro di mister Javorcic che nel tempo ha saputo coltivare i giovani talenti e mantenere alta l’attenzione dei più espeti.
L’assist di Le Noci di domenica scorsa ha un valore che va al di là del gesto tecnico, non un jolly pescato dal mazzo da parte del mister, bensì un asso messo sul tavolo in ultima mano per portarsi a casa la partita.
La capacità di far crescere un’unica solida pianta partendo da innesti di diversa età e diversa provenienza sta diventando la specialità della casa.
Alcuni successi sono già ben visibili, altri sono in incubatrice, ma possiamo dire fin da subito che il bilancio tende verso il positivo.
Vediamo nel dettaglio successi e sfide che ancora attendono il mister.
Portieri:
Tornaghi è una sicurezza da sempre e lo sta dimostrando, adesso serve vincere la sfida Mangano. Il ragazzo ha offerto prestazioni convincenti in Coppa Italia e in campionato prima di ricadere in errori di gioventù. Ma, è chiaro che se l’errore è figlio del caso e dell’inesperienza, la qualità la devi possedere e lui ha dimostrato di averla.
Difensori:
Accanto a qualche conferma, come Boffelli e Lombardoni, ecco la grande sorpresa Molinari che ha il piglio del giovane Donnarumma quanto a personalità che confonde la sua gioventù. Il ragazzo appare come lo Zaro due, ossia un giovane del vivaio, di grande fisicità e talento. Zaro il prossimo anno giocherà in serie B, visto che è sui taccuini di ben tre osservatori cadetti, per cui se tanto mi da tanto...
Due le sfide da vincere: Spizzichino e Marcone. A riguardo del primo parlavamo con mister Javorcic e con il direttore sportivo Sandro Turotti sui motivi per i quali un giovane che ha esordito in serie A facesse fatica ad ambientarsi in serie C. I due attribuivano la causa maggiore proprio alla gioventù che prevede tempi di maturazione diversi e tappe intermedie non per tutti uguali. Ma, sulla qualità del ragazzo non si discute.
Per quanto riguarda Marcone il discorso è più complesso e forse più urgente. Un giovane di queste potenzialità non può attendere ancora il suo turno in panchina. Sono ormai diversi campionati che, a parte qualche spezzone, vede la partita dalla panchina. Il tempo passa, non si rimane giovani in eterno, per cui è tempo di capire che tipo di investimento si vuole e si vorrà fare sul ragazzo che ha sempre restituito buone prestazioni quando chiamato in causa.
Centrocampo:
Un fisico prestante con dei muscoli ancora di proporzionare, questo sembrerebbe la sintesi di un giocatore giovane di grandissima potenzialità come Brignoli.
Quando il ragazzo troverà la sua maturazione fisica dimostrerà quanto sia stato bravo Turotti a portarlo a Busto.
Ghioldi: Chapeu! Più lo vedi giocare e più ti innamori di questo talento che migliora ad ogni battito di ciglia. Peccato quell’infortunio che ha frenato la sua crescita esponenziale, ma qui siamo di fronte ad un’eccellenza di grande qualità.
La scommessa da vincere? Sempre quella: Alex Pedone. Il fisico e la tecnica sono da serie B, il vero Pedone lo abbiamo visto due stagioni fa. Gli manca un passo, quello definitivo, per confermarsi giocatore di spessore. Qui, probabilmente, basta che si convinca di essere quello che non pensa di essere. Una botta di autostima e il problema si risolve. Forza Alex!
Attaccanti:
Classe, fisico, personalità, incedere regale tra il centrocampista dai piedi buoni e l’attaccante scaltro e astuto.  Kolaj, un giovane che sta crescendo con grande rapidità e intelligenza.
Ha il dono che fa la differenza tra un “giocoliere”  bello da vedere e un talento completo, quello di sapere rinunciare a un po’ di istinto a favore del gioco di squadra. Qualche tempo fa si specchiava, si autocompiaceva, cercava la giocata ad effetto, si innamorava del pallone. Ora, insegue la concretezza, bilancia tecnica e tattica, restituendo una performance sempre più concreta .
Parker: Fa parte di quella categoria di giocatori che più mettono in difficoltà i tifosi. Anche i più “tranchant”, che in genere promuovono o bocciano dopo qualche istante di conoscenza, sono cauti su questo granatiere dal cognome anglosassone che sembra dare il meglio di sé quando gioca dall’inizio.
Non gli manca nulla, ma sembra un’auto di grossa cilindrata che viaggia rispettando i limiti di velocità  urbani e fa sorgere la domanda su quanto possa raggiungere in autostrada. Il fisico del bomber non gli manca, la tecnica sta migliorando, manca solo la consacrazione.
Quanti nomi, quante scommesse vinte, quante ancora da vincere, una dimostrazione di una nuova dimensione del calcio bustocco sempre più orientato all'autosostentamento finanziario.
Un risultato che non può non essere taciuto e che  rende merito a mister Javorcic e a Sandro Turotti che sanno miscelare i giusti ingredienti per ottenere un prodotto vincente.
Tenendo conto del budget, ovviamente, e questo non è un dettaglio.
A Monza sapremmo vincere anche noi, tanto per fare un esempio e intenderci sul quello che stiamo dicendo.
Flavio Vergani

 

TORNAGHI: 6
Quelli bravi che si intendono dicono che il tiro da fuori che ha portato al goal ospite era parabile. Noi non siamo tra quelli bravi e la finezza ci è sfuggita.

MASETTI: 6
Qualche buono spunto offensivo, qualche incertezza difensiva, ma il piglio era quello giusto

MOLNAR: 6
Non è bello come quello della serie D ma nemmeno brutto come quello della serie C.L'impressione è che migliori giocando, per cui...

LOMBARDONI: 6
Giovane e veterano in una gara non semplice da gestire, avesse anche il dono della regia.

MOLINARI: 6
Bene nel primo tempo, un po' meno nel secondo, ma di lui si sentirà parlare prestissimo. Questo è bravo.

BERTONI: 6
Presenza e sostanza non sempre coniugati con la velocità di pensiero, ma è una novità?

GHIOLDI: 6,5
Primo tempo di spessore per poi calare alla distanza, ma la qualità che ha questo ragazzo è davvero tanta.

COLOMBO: 7,5
Terzo goal in sette giorni e bollito di qualità in tavola anche per i buongustai presunti stellati che lo davano per muffo e scaduto.

FIETTA: 6-
Gioca solo il primo tempo e questo spiega una prestazione non indimenticabile per motivi fisici.

MASTROIANNI: 6,5
Assist, sponde, grinta , tutto quello che gli si chiede, oltre al goal naturalmente, ma non è sempre festa.

KOLAJ: 7,5
Un punto in più per il goal che rende preziosa una prestazione tutta di qualità. Fino a che il fiato lo sorregge è una miniera di idee, soluzioni e scelte che si coniugano con la bellezza del suo incedere.

MISTER JAVORCIC: 6,5
Lo abbiamo visto uscire dallì'area tecnica per diverse volte e di decine di metri. Chiaro sintomo di grande tensione e voglia di portare a casa questa vittoria che mancava a Busto da troppo tempo.
Che poi il terzo goal, quello della vittoria, arrivi dai due nuovi entrati Le Noci e Palesi hanno fatto esclamare a qualcuno che "il mister ha centrato i cambi".
Quando si vince si dice sempre così, per cui ...diciamolo.



La Pro Patria centra la prima vittoria casalinga del 2020 superando la Juventus U23 per tre reti a due.
La Juventus aveva finora perso una sola partita in trasferta nella prima giornata di campionato, nelle altre partite aveva collezionato tre vittorie e sette pareggi.
Un buon risultato che la colloca al quarto posto della speciale classifica compilata con le sole partite esterne.
Davanti a bianconeri, al terzo posto, la Pro Patria che vanta quattro vittorie, cinque pareggi e tre sconfitte. Siena al secondo posto e Monza al primo completano la vetta della speciale classifica.
Non altrettanto positivo il rendimento dei tigrotti tra le mura di casa con, prima d’oggi, solo due vittorie, quattro pareggi e quattro sconfitte che la relegano al decimo posto della classifica casalinga.
Numeri che danno spessore alla vittoria di oggi, ottenuta proprio contro una specialista delle trasferte, da parte dei tigrotti non così performanti tra le mura amiche.
Il tour de force dei tigrotti, chiamati a giocare tre gare in sette giorni di cui una, quella di oggi, anticipata per gentlement agreement con i bianconeri impegnati mercoledi prossimo in coppa Italia, è stata gestita da mister Javorcic con un ampio turnover che ha dato seguito a quelli dei due turni precedenti.
Il risultato finale dà ragione alle scelte del croato la cui squadra è andata in vantaggio tre volte e per ben due volte ha subito la rimonta degli ospiti.
Evidentemente le energie fisiche e mentali della squadra sono bastate per non scoraggiarsi dopo le rimonte e ripartire all’attacco per centrare quella vittoria allo “Speroni” che mancava da troppo tempo.
In goal dapprima il talento albanese Kolaj che si è presentato a tu per tu con il portiere ospite su assist di Mastroianni, poi era Capitan Colombo che si divertiva come un bambino nel rispondere con i fatti a chi già settimana scorsa lo aveva archiviato tra le vecchie glorie segnando il secondo goal della partita e sua terza rete in una settimana.
Se il talent scout dall’occhio esperto ne avesse altri di giocatori bolliti che segnano tre reti in una settimana ce li porti in massa, evidentemente gallina vecchia fa buon brodo, figuriamoci i “colombi”.
Terza rete a cura di Palesi che insaccava da posizione impossibile un assist di Le Noci, altro rappresentante della vecchia generazione che dimostra quanto invecchino i giocatori, ma non la classe. Un tocco di grande precisione ed esperienza che metteva Palesi in condizione di togliersi la soddisfazione del goal e regalare alla Pro Patria la prima vittoria casalinga del 2020.
Alla fine tutti contenti i tifosi tigrotti tornati a casa con il rinnovato Tigrottino tra le mani e con l’album delle figurine Panini distribuito gratuitamente allo stadio.
Molti saranno tornati bambini con la mente quando si incollavano le figure dei propri eroi e si passava il tempo con il “ce l’ho, ce l’ho, ce l’ ho…manca”.
Un mondo e un calcio lontano anni luce ma che non cambieremmo con quello attuale.
Domenica prossima si replica con il Siena allo Speroni.
Flavio Vergani

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Buona lettura.
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Avremmo preferito commentare questa partita  poco prima di Natale, quando era stata programmata.
In un giorno festivo e con un'atmosfera magica, ma un pseudo sciopero ce lo ha impedito.
Pseudo in quanto uno sciopero serio ha nel suo dna la perdita di salario da parte dei partecipanti. Non ci risulta che i calciatori abbiano subito una trattenuta in busta paga. Gli unici contributori sono stati i tifosi del Monza abbonati che hanno pagato una partita programmata in un giorno festivo per poi vedersela spostare a gennaio, di sera, in un giorno feriale. Chi non ha potuto partecipare per impegni di lavoro ben gli sta. Si è abbonato? Si? Ne paghi le conseguenze e stia zitto.
Avremmo preferito commentare questa partita il giorno dell'Epifania, in clima ancora natalizio, con le persone in ferie e in orario pomeridiano, quando il calcio di tutta Europa, Italia compresa, ha ripreso a giocare.
Non ci è stato permesso per oscuri motivi.
Peccato, adesso per altri impegni, non c'è tempo e voglia di commentare la partita.
Non che del nostro commento gliene importi qualcosa a qualcuno, questo è chiaro e lampante, non siamo così ingenui da attribuirci l'importanza che non abbiamo, ma se state leggendo questo pezzo, può darsi che un minimo di aspettativa c'era.
La stessa che avevano i tifosi e che è stata brillantemente disattesa.
Flavio Vergani

Il Pro Patria Club organizza un pullman per la trasferta d i Grosseto in occasione della partita Pianese Pro Patria del 9 Febbraio 2020.
Una gita ai piedi del monte Amiata dove gustare le specialità toscane prima del match dei tigrotti.
Partenza ore 8.00
Costo : 39 euro.
(Servizio garantito al raggiungimento di 35 partecipanti)


Mister Javorcic si trasforma in master chef e gioca a fare il pasticcere.
 Dopo la ciambella con il buco di settimana scorsa risultata troppo amara, il master cambia gli ingredienti della ricetta e sforna tre bignè alla crema che rendono dolce la domenica dei tifosi bustocchi.
La nuova ricetta è ricca di novità, qualche ingrediente della tradizione locale croata che lui ben conosce come Molnar, un ingrediente a chilometro zero come Ghioldi, un tocco di cucina etnica albanese come Kolaj e inglese come Parker ai quali il master chef biancoblù ha aggiunto una “Fietta”di esperienza.
Un mix perfetto di sapori composto da qualcosa di molto“green” percepito nelle note di testa ed esaltato dal profumo del goal di Ghioldi e Parker e qualcosa di più tradizionale e noto come il sapore della vittoria trasmesso da Mastroianni.
Per gli avversari no-match, vista l’insipida “pastina” preparata dal cuoco locale che, dopo l’indigestione di quattro vittorie e due pareggi delle precedenti sei giornate, è costretto alla dieta dal “Cracco” bustocco.
Non si sbaglia nulla in casa tigrotta, né ricetta, né tempi di cottura, né ingredienti e, finalmente dopo vent'anni di digiuno, la Crema torna ad essere dolce in casa tigrotta.
Peccato solo non aver visto in campo i due ex doc come Bortoluz, per lui il futuro potrebbe far rima con un’altra Pro ( Sesto) e Le Noci che con la Crema sarebbe stato perfetto.
Flavio Vergani


La partita tra Pro Patria e Juventus U23 è stata anticipata a sabato prossimo alle 15, dopo l’accordo tra le due società.
Un accordo sancito dal comunicato diffuso ieri che a soli sette giorni dalla data prevista della partita ha cambiato la programmazione della stessa.
Peccato che i tifosi non siano così d’accordo su questa ennesima variazione di calendario e, questa volta, hanno perso la pazienza anche i più pazienti, come lo storico supporter Maurizio Gombini che ha commentato sui social la decisione in maniera del tutto tranchant: ”E’ uno schifo”.
Allibito anche Andrea Macchi, altro storico tifoso bustocco, che dopo essere rimasto senza parole per la decisione, ha espresso l'ipotesi che l'anticipo sia unicamente dovuto ad un favore che si vuole fare alla Juventus U23, impegnata il mercoledì successivo in quel di Salò in Coppa Italia. Tesi non ufficiale, ma del tutto probabile che ha indispettito la maggioranza dei tifosi.
Siamo servi della Vecchia Signora, questa la sintesi del pensiero di molti tifosi.
Un altro tifoso doc, come Mattia Ferrario, ha commentato l’anticipo negativamente “male , molto male”, mentre Max Corio è ricorso ad un inglesismo che tradotto fa più o meno così: “ma andate a…quel paese”
Che aggiungere di più di quanto già scritto su queste colonne?
I tifosi sono sempre più un dettaglio insignificante di questo calcio dai quali spesso si pretende molto, senza però ricambiarli in considerazione. Così, progressivamente si perde la loro fiducia e gli spalti si svuotano.
Interessa a qualcuno? Sembra di no.
Che senso ha abbonarsi ad una squadra di calcio senza sapere il giorno in cui giocherà e l’ora.
Poi, una volta fissato l’appuntamento, ecco che lo si anticipa, lo si posticipa, si sciopera in giorno festivo per giocare in un giorno feriale.
Magari, dopo che il tifoso si era organizzato a livello famigliare e lavorativo per avere disponibilità nella data della partita.
Questo non è molto rispettoso sia dal punto di vista strettamente commerciale, sia sotto il punto di vista della considerazione.
Che senso ha pagare in anticipo quello che oltre a non essere definito, torna ad essere indefinito dopo che lo si era definito?
Ora, le società possono prendere tutti gli accordi che vogliono, non è certo questo il problema, ma poi evitino di lamentarsi per i pochi tifosi allo stadio.
Se non riescono ad accontentare i pochi che si sono, diventa molto difficile convincere quelli che non ci sono.
Sul punto è stato chiaro il tifoso Gigi Simontacchi che ha fatto sapere di “non lamentatevi se la gente non viene allo stadio, di sabato si lavora”!
Insomma, un anticipo che ha fatto felice la Juventus, ma non i tifosi della Pro Patria che, dopo aver pazientemente sopportato in silenzio quanto finora accaduto, hanno deciso di far sentire la loro voce.
Forse, sarebbe il caso di ascoltarli, per poi non doverli rimpiangere. 
Sarebbe troppo tardi.
Flavio Vergani

Per la gioia dei commercianti, degli ambulanti e di quanti lavorano di sabato, la partita Pro Patria -Juventus U23 prevista per domenica 26 Gennaio alle 17,30 è stata anticipata a Sabato 25 Gennaio alle ore 15.
Così, la Pro Patria dovrà giocare tre partite in una settimana:
Domenica 19 Gennaio con la Pergolettese
Mercoledì 22 Gennaio a Monza
Sabato 25 Gennaio con la Juventus U23

Questo dopo un mese di stop per ferie /scioperi e senza aver sfruttato l'Epifania per giocare il recupero dello pseudo sciopero per la defiscalizzazione.
Chiamalo professionismo, se vuoi...
Flavio Vergani

Bruciati nel pomeriggio gli ultimi quattro posti per la trasferta di Crema, in casa Pro Patria Club non si perde tempo ed è già stato prenotato un pullman più grande per poter ospitare altri tifosi che vorranno seguire la squadra in trasferta.
Per cui, fatevi avanti, il posto (per ora) c'è.
Team trasferte Pro Patria Club