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Il vice presidente del Pro Patria Club Giovanni Pellegatta e il segretario Giancarlo Bacchi comunicano che è stata convocata per martedì 29 Aprile alle ore 21,30 un'assemblea straordinaria dei consiglieri del club, per discutere le dimissioni del presidente Roberto Centenaro.
Direttivo Pro Patria Club

Il Presidente del Pro Patria Club Roberto Centenaro ha rassegnato in data odierna le dimissioni da massimo responsabile del sodalizio di via Pozzi.
Nei prossimi giorni Centenaro spiegherà ai consiglieri le motivazioni di tale decisione.
Il vicepresidente Giovanni Pellegatta sarà  da oggi il massimo referente del club, in atttesa dell'elezione di un nuovo presidente.

Facendo seguito alle numerose richieste pervenute al Pro Patria Club da parte di tifosi che chiedono la modalità per avere il rimborso del biglietto dell'amichevole Pro Patria Milan,  il direttivo del club ha deciso di agire in rappresentanza di questi tifosi tramite opportune azioni finalizzate al recupero del credito.
I tifosi ancora in possesso del biglietto della suddetta gara che vorranno partecipare all'azione collettiva dovranno comunicarci i loro dati anagrafici entro il 15 Maggio 2014, presentandosi nella nostra sede di via Pozzi nelle serate di Martedì e Venerdì con un documento di riconoscimento.
Direttivo Pro Patria Club.


Il direttivo del Pro Patria Club comunica che a partire dalla data odierna è fatto divieto ai propri consiglieri di rilasciare dichiarazioni relative allo stato della vicenda societaria a qualsiasi organo di informazione. Il divieto comprende anche i canali informativi del club, ossia il sito www.propatriaclubs.com e il "Tigrottino" i cui giornalisti non potranno pubblicare comunicazioni, pareri e commenti riferibili alla vicenda societaria. Sarà ammessa la sola pubblicazione di notizie ufficiali provenienti da fonti  certe e debitamente documentate.
Lo scopo di tale decisione è di evitare  ogni tipo di confusione, strumentalizzazioni e cattive interpretazioni di notizie che, seppur spesso infondate, creano preoccupazione e malumori all'ambiente biancoblu.
Direttivo Pro Patria Club.

Pro Patria

Vavassori e il Lilla che non invoglia. La Pro Patria fa 0-0 con il Renate

La fusione con il Legnano? Devo ringraziare i tifosi, perchè non ci avevo proprio pensato…” Il lilla che non invoglia indossato con nonchalance è la risposta di Vavassori all’ipotetico trasferimento armi e bagagli al di là dell’Olona: una provocazione cromatica e dialettica. In realtà il fratino inforcato sarebbe rosa (per inciso la pettorina delle riserve del Renate), ma l’effetto è quello desiderato. Una gag che certamente non contribuirà ad accrescere le simpatie dei bustocchi ma che dovrebbe servire a smorzare sul nascere il paventato incubo delle relazioni pericolose con gli arci-rivali. Al di là della goliardata, resta il quadro cupo di un orizzonte apparentemente senza speranze. Già, perchè la cordata capitanata dall’avvocato Golda Perini ha inviato una lettera di smarcamento: “Non hanno chiesto di valutare il bilancio e quello parzialmente pubblicato risale a quasi un anno fa, altro che carta canta”, la replica del patron alle insinuazioni di cattiva gestione. E la cessione alla Merchant Bank annunciata il 25 gennaio? Su questo il numero uno tigrotto è meno convincente così come rimane sibillino quando fa riferimento alla cifra che servirebbe per portarsi a casa il club: “Ho sentito parlare di 300.000 euro. Quelli li vale il solo contratto di Sala (presente in sala stampa ed attualmente alla Ternana, ndr)”. Sia come sia il 25 aprile scade l’ultimatum oltre il quale si sentirà libero di disporre del futuro della Pro: “Sarà la Festa della Liberazione, nel senso che vi libererete di me, ma non penso che annuncerò nulla prima di maggio. Le ipotesi sono ancora tutte da valutare”.
Se fuori dal campo non sono quindi mancati gli effetti speciali, sul terreno di gioco il sabato santo ha offerto un’insipida amichevole con il neo promosso Renate di mister Boldini. Tolta la discreta prova di Giorno (utilizzato ancora una volta da Colombo nel ruolo di interno), nulla di memorabile ad eccezione delle incomprensibili storie tese tra Gavazzi e Siega, beccato a più riprese senza apparente motivo. Si riprende martedì in vista della penultima di stagione a Pavia con inevitabile strabismo causato da un occhio destinato al campionato e l’altro al futuro societario. Un futuro che, a differenza del fratino indossato dal patron, non sembra possa tingersi di rosa.
 
Pro Patria – Renate 0 – 0
Pro Patria (4-4-2) Vavassori (dal 73′ De Tommaso); Guglielmotti (dal 46′ Andreoni), Zaro, Spanò (dal 46′ De Biasi), Mignanelli (dal 46′ Taino); Casiraghi (dal 46′ Tonon), Calzi (dal 46′ Gabbianelli), Giorno (dal 73′ Palmieri), Vernocchi (dal 46′ Siega); Mella (dal 46′ Chiodini), Serafini (dal 46′ Moscati). Non entrato: Dolcetti. Allenatore: Alberto ColomboRenate (4-1-4-1) Cincilla (dal 46′ Marcandalli); Adobati (dal 60′ Merlino), Gavazzi, Adorni (dal 75′ Vertemati), Riva (dal 73′ Gaio); Baldo (dal 46′ Chimenti); Bonfanti, Gualdi (dall’83′ Mascheroni), Muchetti (dall’81′ Fumagalli), Castellani (dal 67′ Pedrinelli); Florian (dall’83′ Gerali). Allenatore: Simone Boldini
Arbitro: Armando Gentile di Lodi (Cappello / Lombardi)
Giovanni Castiglioni



Di seguito il comunicato congiunto di Ultras, Pro Patria Club e "Il Tigrotto" emesso in mattinata dopo le voci giunte in città dell'intenzione di patron Vavassori di cedere il titolo sportivo al Legnano calcio.



COMUNICATO CONGIUNTO DELLA

TIFOSERIA ORGANIZZATA BUSTOCCA



Egregio sig. Vavassori,

viste la situazione societaria incerta e la poca chiarezza con cui viene trattato l'argomento, la tifoseria organizzata bustocca CHIEDE certezze in merito al presente e, soprattutto, al futuro della NOSTRA gloriosa e storica maglia.

Viste le voci che, inevitabilmente, ci sono giunte all'orecchio, confermate sia da fonti amiche che da fonti “nemiche” ed onde evitare circostanze scomode ed anti-storiche, esigiamo doveroso rispetto.

La nostre fede non verrà calpestata da fini diversi dal bene della Pro Patria.

UN BECERO INTERESSE NON PUO' NE' DEVE CANCELLARE NOVANTACINQUE ANNI DI STORIA.

 

 

  ULTRAS PRO PATRIA 1919

IL TIGROTTO

PRO PATRIA CLUBS
".

Somma Lombardo   12 Aprile 2014

Buongiorno Pro Patria Club,

scrivo a voi dopo che non ho avuto pubblicazioni su giornali locali sperando che almeno un sito di tifosi possa dare voce alla mia protesta.

Dopo più di un anno dall’amichevole con il Milan non ho avuto modo di utilizzare il biglietto per il previsto recupero. Era stata fatta una promessa, non capisco il motivo per cui, vista la chiara impossibilità di recuperare il match non si proceda al rimborso che è dovuto per legge (sospensione partita nel primo tempo). Ho letto su questo sito che il proprietario dottor Vavassori diceva che non sarebbe stato facile recuperare la partita per problemi in casa Milan, la domanda che faccio è la seguente: e quindi? Quando rimborserete i soldi ai tifosi?

Dopo piu’ di un anno crediamo di averne diritto. E’ un debito che la società ha con i tifosi, non onorarlo sarebbe poco rispettoso oltre che poco onesto. Non sono di Busto e non seguo il Pro Patria, ma mi dicono che presto potrebbe non giocare nemmeno più a causa dell’addio del proprietario, per cui prima vorrei i miei soldi , che sono miei , non della Pro Patria.

Chiedo che questa mia lettera venga pubblicata per far sapere alla società che non si sta comportando bene con chi ha pagato il biglietto. Devono rimborsarlo subito  se sono corretti visto che il recupero non ci sarà.
Spero che almeno voi abbiate il coraggio di pubblicare questa grave ingiustizia

Grazie a tutto

Massimo Rovera

Somma Lombardo

Finalmente una bella notizia, per Luca Giannone che potrebbe continuare la sua avventura in serie B e per la Pro Patria che visti i tempi che corrono incasserebbe un contributo economico liberandosi al contempo di un ingaggio pesante. Speriamo davvero che l'operazione venga portata a termine per una doppia felicità.
Serie B

ESCLUSIVA TMW - Crotone, a breve incontro con la Pro Patria per Giannone

 
Fonte: Esclusiva di Raffaella Bon
 
Arrivato al Crotone a gennaio, Luca Giannone sta facendo molto bene in questo secondo scorcio di stagione. Come detto anche qualche giorno fa, il club pitagorico vorrebbe riscattare il fantasista della Pro Patria e, secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, a breve i due club si siederanno al tavolo per parlarne.

 

A BILANCIO PASSIVO DI 600 MILA EURO
Pro Patria, le cifre del dietrofront. Carta canta
BUSTO ARSIZIO - Carta canta. Il dietrofront della cordata italo-inglese che, al momento, ha congelato la trattativa per l’acquisto della Pro Patria, ha l’avallo dei numeri. Il monte debiti della società di via Ca’ Bianca, al 30 giugno 2013, totalizza 597 mila euro.
Debiti pregressi che il gruppo rappresentato dall’avvocato milanese Roberto Golda Perini non vorrebbe (vuole) accollarsi.
 
Abbiamo le carte in mano che testimoniano come ai debiti verso fornitori (233 mila euro) si aggiungono quelli tributari (351 mila) e “verso istituti di previdenza e sicurezza sociale” (114 mila). Una perdita dell’esercizio 2013 che, unendo gli “altri debiti”, tocca 984 mila euro.
 
Cifre che hanno raffreddato lo spirito dei potenziali acquirenti. Tolta la riserva per la copertura delle perdite (387 mila euro) si arriva ai 597 mila euro che sono concausa di un certo raffreddamento degli entusiasmi originari. Uno spirito che potrebbe riattivarsi solo se Vavassori (il quale ha sempre negato ogni tipo di trattativa-incontro con la cordata italo-inglese) fosse disposto a fare un passo indietro, accollandosi i debiti della sua gestione e, nel contempo, abbassando le pretese sulle somme da avere in cambio della cessione societaria.
 
Ad oggi, il tempo è sempre più tiranno e i conti non tornato soprattutto ai potenziali acquirenti. Carta canta.

Alessio Murace

Amichevole prima della Pasqua per i biancoblù che affronteranno il Renate che grazie alle promozioni allargate ha raggiunto la Prima Divisione  con matematica certezza.
La gara verrà disputata sabato mattina alle 10,30 allo Speroni con ingresso gratuito.


Se c’era un modo da entrambe le parti per rendersi poco credibili, questo è stato centrato. Non vogliamo certamente celebrare un processo per dire chi abbia ragione e chi torto, sta di fatto che le regole della comunicazione non le abbiamo inventate noi, chi non le conosce se le studi. Se invece quel che accade sono schermaglie strategiche per arrivare all’obiettivo personale, andate avanti voi, ma ovviamente da oggi in poi non crediamo più a nessuno. Anzi ci verrebbe voglia di entrare in silenzio stampa, sarebbe il primo caso indetto dalla stampa e magari diventeremmo anche famosi per l’idea innovativa.

L’escalation parte da una lettera inviata ai giornali a gennaio dall’avvocato Golda Perini il cui gruppo si dichiarava intenzionato a comperare la Pro Patria. In tasca 5 milioni da spendere in 3 anni. Patron Vavassori risponde alla proposta annunciando la vendita della società ad una merchant bank svizzera sfilandosi dalla trattativa. I nomi? Li saprete a giugno. Vicenda terminata? Neppure per sogno. L’avvocato Golda Perini prosegue imperterrito a dichiarare interesse per la Pro Patria, patron Vavassori a comportarsi da proprietario della Pro Patria E qui qualcosa non funziona per i neutrali  osservatori esterni. Neutrale significa gente che ama la Pro Patria ed è disponibile a sentire entrambe le campane senza sposarne nessuna. Poi è ovvio che se una delle parti manco te considera riferendosi alla libertà di vivere in un paese libero, mentre l’altro spiega nei dettagli quel che pensa, non è colpa nostra. Neutrali rimaniamo anche se uno lo sentiamo e l’altro lo leggiamo.

Ieri avrebbe dovuto essere il “magic day”, quello del postino che finalmente avrebbe dovuto recapitare la proposta di acquisto a patron Vavassori, che nel frattempo deve aver riacquistato la Pro Patria dagli svizzeri o solo operare per loro conto. Forse il postino arrivava dall’Inghilterra ed è giunto dopo quello di Borsano che ha portato a Vavassori un altro tipo di lettera, quella del disimpegno del gruppo di Golda Perini. Praticamente hanno mandato una proposta di acquisto, seguita a ruota da un disimpegno di acquisto di un bene appartenente ad un virtuale proprietario della Pro Patria. Qualcuno bravo ci spiega per favore se è questo il modo per trasmettere ai tifosi affidabilità, serietà, trasparenza?

Ma, il cinema non finisce qui. Nella lettera si cita che la Pro Patria costerebbe da un minimo di 1 milione di euro ad un massimo di 5 milioni di euro e che la società avrebbe un debito di 600 mila euro.
Cifre precise che fanno presumere la lettura dei bilanci o perlomeno una discussione su temi finanziari con patron Vavassori che però nega di aver mai trattato l’argomento. Allora le cifre da dove provengono? Qualcuno bravo ci dice per favore come è possibile percepire affidabilità, serietà e trasparenza?

Il gruppo di Golda Perini sembra disponibile a mantenere aperta la possibilità per un acquisto in saldo, ossia tutta la società a massimo un milione di euro. Scalati dai cinque disponibili ne rimarrebbero quattro. Quattro milioni spalmati in tre anni farebbero un milione e trecentomila euro all’anno che se ci fossero i promessi, ma non certi, contributi federali (si parla di 800 mila euro) porterebbero il totale a due milioni e centomila euro, una cifra con la quale ci si potrebbe salvare, sperando che la masnada di disperati che arriveranno dalla maxi promozione della seconda divisione possano aiutare nel trovare tre squadre peggio messe. Senza i contributi della Lega, sarà molto dura allestire un team performante.

 A questo punto riteniamo che la realtà superi la fantasia ed essendo del tutto impossibile decifrare il motivo per cui il tutto appaia poco delineato e molto sfuggevole, ci ritiriamo in buon ordine osservando nel silenzio quanto accadrà, commentando solo realtà solide e certificate dai fatti.
Crediamo di aver speso tempo a sufficienza  e riservato massima dedizione alla causa per cercare di capire, ma visto che ancora la realtà appare controversa e interpretabile solo da chi conosce quello che non non potremo mai conoscere, ci fermiamo qui. Adesso è compito degli attori principali salire sul palco e parlare alla platea dicendo le cose come stanno. Noi vogliamo bene a tutto e a tutti, ma sentire sempre il contrario di tutto inizia  a stancarci e delle due l'una, o si cambia registro oppure l'argomento inizia a non interessare più neppure  a noi.
Il calcio sparirà a Busto, peccato, ma ce ne faremo una ragione.
Flavio Vergani
 

Il gruppo capitanato dall'avvocato Golda Perini ha comunicato con una lettera inviata a patron Vavassori e all'amministrazione comunale il disimpegno dalla trattativa per l'acquisizione della Pro Patria. Troppo oneroso per il gruppo dover sostenere i costi per l'acquisto e i seguenti impegni gestionali per l'allestimento della squadra .
Il gruppo tra le righe fa capire di rimanere disponibile a rilevare la società nel caso la richiesta del patron  possa aggirarsi intorno al valore del solo titolo sportivo.
Flavio Vergani


Le quattro ultime dirigenze sono state caratterizzate da differenti profili etico-economici. Due molto simili in quanto a risorse economiche e serietà del progetto (Vender e Vavassori), una completamente diversa specializzata in finanza creativa(Zoppo) e una a metà tra le due, nel senso che la disponibilità economica era notevole, ma del tutto discutibile la gestione delle risorse(Tesoro). Tutte hanno annunciato al loro arrivo a Busto un programma triennale che avrebbe dovuto garantire un risultato sportivo eccellente. Tutte hanno inserito nel progetto tecnico una derivazione commerciale chiedendo la possibilità di realizzare sul territorio strutture in grado di garantire una reddittività economica.Vender chiese la “ cittadella dello sport”, Zoppo un nuovo stadio, Tesoro la possibilità di costruire in area Ferrovie Nord un centro commerciale, Vavassori dei campi di allenamento per i ragazzi.Mentre il progetto sportivo partiva per tutti con risultati eccellenti, promozione  in C1 con i Vender, virtuale promozione con Zoppo, promozione virtuale con i Tesoro, due campionati vinti con Vavasssori, si intrecciavano costantemente i malumori delle dirigenze per le molte promesse non mantenute a riguardo dei progetti collaterali a quello sportivo.
 Dopo qualche tempo di battaglia con le istituzioni, ecco il disimpegno di tutti loro che mediamente riportava la squadra nella categoria da cui era partito il progetto stesso. Vender retrocesse in C2 dopo il play out con  il Verona, Zoppo retrocesse dalla serie B, Tesoro retrocesse prima e non vinse dopo, Vavassori sarebbe in zona play out se il campionato non fosse quello della Play Station.
E’ chiaro e lampante che chi viene a Busto sperando di rendere sinergico un progetto sportivo con un’investimento alternativo in grado di rendere profittevole l’esperienza nel suo complesso, sbaglia. Questo non lo diciamo noi, lo si capisce guardando la fotografia della realtà. Se quattro dirigenze finiscono tutte allo stesso modo per lo stesso motivo, crediamo che sia tempo di non credere più alle favole e alle promesse visto che le stesse ormai da tempo sembrano destinate ad essere “da marinaio”. Ne segue che chi avesse la voglia, il tempo e i soldi per prendere la Pro Patria, sappia da subito quel che troverà, che non è nulla di diverso da quello che hanno trovato e lasciato i suoi predecessori.
L’assessore Armiraglio dice bene quando afferma che anche le precedenti gestioni non hanno avuto aiuti dall’amministrazione comunale. Patron Vavassori ha replicato a queste parole dicendo che certamente questa giustificazione non risolve il problema. Noi aggiungiamo: ma è questo un problema? Ci spieghiamo meglio. Se per “statuto”si  decide di considerare la Pro Patria una società privata operante nel settore sportivo con conseguenti rischi di impresa a carico del gestore, crediamo che non esista problema di nessun genere e il ragionamento di Armiraglio non fa una piega. Chi gestisce paga, se ricava incassa, se fa debiti li copre, se vuole vendere a chiunque lo può fare, se decide potrà fallire, libero di fondersi con qualche altra società. Libero di disporre di una sua proprietà.
Ovviamente, questa realtà defocalizza il concetto di un “brand” sociale, di patrimonio della città, di bene comune. Si tratterebbe infatti di certificare e approvare un processo di privatizzazione  della società che uscirebbe così dall’orbita riferibile a bene culturale da tramandare ai posteri con orgoglio, per farla approvare in una dimensione totalmente commerciale. Un processo di alienazione che non può esistere quando fa comodo, ossia nei momenti di successo, per poi ripresentarsi in tutta la sua drammaticità quando nascono segnali di crisi societaria.
Le istituzioni bustocche nel passato sono state in taluni casi poco chiare e spesso il fraintendimento ha generato esagerate aspettative. Il coinvolgimento dell’amministrazione comunale come garante  delle trattative o la presenza assidua nelle operazioni di monitoring di nuovi possibili acquirenti ha sempre fatto vivere la realtà  non nel modo corretto. Ora, crediamo sia il momento di dare un calcio alle aspettative non nutrendoci di illusioni. Il rischio che sparisca quel che per tutti è sempre stato e sempre sarà un valore di Busto è alto, l’amministrazione comunale seppur non farà mancare il suo appoggio per cercare soluzioni, non potrà comunque sostituirsi né prima, né dopo, nei compiti gestionali che la presa della società comporteranno. La recente storia passata parla chiaramente. I Vender, Zoppo, Tesoro e Vavassori hanno tutti chiesto qualcosa che non è mai stato concesso, la linea è stata coerente con tutti e le conseguenti lamentele dei dirigenti un coro comune. Inutile illudere i nuovi o illudersi a tale riguardo. Occorre solo chiedersi la dimensione reale del calcio a Busto. Occorre chiedersi se, visto che qui non ci sono opportunità che altre piazze concedono, se veramente possiamo aspirare a questa categoria. Dispiace a tutti affermare il contrario, ma è anche giusto farsi qualche domanda a riguardo. Non è ammissibile sposare progetti triennali che partono da una categoria, producono una promozione e subito dopo una retrocessione, azzerando il processo di crescita sempre con identico ritornello: la città che non aiuta, le istituzioni assenti, i tifosi poco numerosi.
La valutazione dei nuovi deve partire da una business- analisys che escluda ogni aspettativa di aiuto dalla città e se si sentissero sicuri di poter marciare da soli, come una vera società a gestione privata, forse, dopo, ma solo forse e solo dopo, aver ottenuto risultati positivi, potranno “ingraziarsi”il territorio con possibili nuove sinergie.
Diversamente si sappia fin da subito che Busto è questa e che non cambierà certamente in pochi mesi.
Crediamo sia inutile credere ancora ad un alibi che va bene a tutti tranne alla tifoseria. Me ne vado perché la città non mi aiuta è l’alibi societario, la città non aiuta perché non è compito della città aiutare una gestione privata.
Da qui non se ne esce, ma forse è il momento di farlo. Alibi di questo tipo sono fuori moda, suonano stucchevoli e dequalificano i referenti. Crediamo che siano ormai realtà della città non trasformabili in alibi o giustificazioni da parte di nessuno. Se si vuole fare calcio a Busto, lo si dovrà fare con le proprie forze, senza attese o pretese. Fine del discorso. Se la crisi, la disoccupazione, il tasso di inflazione, lo spread, il mercato comune, la Merkel, Renzi, Brunetta o Berlusconi,  impediscono di realizzare il progetto per motivi economici, si eviti di imbarcarsi nell’avventura. Qui non c’è niente per nessuno, solo tanta passione che non è contabilizzabile nei bilanci per coprire i passivi, tanto amore per i nostri colori che non serve per pagare gli stipendi e tanta rabbia per una situazione sempre identica a quella passata. Questo aiuta a generare tensioni, scioperi e “scazzamenti”, anche verso chi vince due campionati, ma si ferma al terzo come gli altri. Nervosismo che nasce dal fatto che il prossimo, se prossimo ci sarà, esordirà con il solito discorso del triennale, del progetto a media lunga scadenza, delle speranze che il territorio risponda.
Discorsi noti, triti e ritriti. Allora chiarezza da subito. Qui non risponde nessuno, nemmeno al telefono. Qui i soldi si cerca di farli, non di spenderli e alla città della Pro Patria gliene frega una mazza, tanto per essere chiari. Interessa a noi. Punto. Se qualcuno fosse come noi e avesse in tasca più soldi di noi, sarà il nostro re, però, appena si lamenterà dei mancati aiuti, diventerà il nostro nemico da combattere. Ne abbiamo le tasche piene, anzi le palle piene direbbe mio “cuggino” di progetti che si arenano dopo il solito ritornello.
Giusto o sbagliato che sia, qui non c’è trippa per gatti.
Tutto chiaro? Per ulteriori informazioni, siamo qua. Consultateci prima di ogni “due diligence”, di ogni "business review", di ogni "planning development". Siamo di Busto, ve lo spiegheremo in dialetto e se ,come speriamo, sarete del territorio, lo capirete al volo. Per chi viene da fuori, faremo noi una sola domanda: “Ma chi ve lo fa fare”?

Flavio Vergani

Dulcis ( ma non troppo)in fundo della conferenza stampa è l'intervento di patron Vavassori che puntualizza su taluni aspetti dopo essersi rammaricato per il fatto che qualche giornalista abbia abbandonato anzitempo la sala stampa. "Deve aver capito che aria tirava ", aggiunge il patron interpretando il congedo anticipato del giornalista della Prealpina.
Il patron appare abbronzato e in forma dopo il viaggio in Asia durante il quale ha abbinato lavoro a qualche giorno di relax. Ma, secondo Vavassori,  il colorito della sua pelle ha origini diverse: "sono rosso dalla vergogna per le molte offerte rifiutate"
Poi si scatena e il bersaglio stavolta sorprende l'auditorio, dice Vavassori: "Sono stufo delle amenità' del signor Grecchi che leggo ripetutamente sul giornale del Pro Patria Club, vorrei incontrarlo per parlarne di persona. Cosa vuole che le dica se non ho ricevuto nessuna proposta e nessuna lettera da parte di nessuno. Ripeto, scrivetelo a carattere cubitali in maniera che sia chiaro a tutti: NON ESISTE NESSUNA TRATTATIVA E NON HO INCONTRATO L'AVVOCATO GOLDA PERINI.
Grecchi mi descrive per quel che non sono, non capisco il motivo per cui scriva così tante inesattezze nei mie confronti. Cosa vuole che le dica se non c'è nulla da dire?
 L'avvocato Golda Perini sta facendo un sacco di dichiarazioni, ma non so nemmeno che faccia abbia a parte le foto che vedo sulla Prealpina un giorno si e l'altro no.
Devo dirvi io la parola giusta per definire quello che voi chiamate trattativa?  Io in questi giorni ho aperto due filiali e fatto il giro del mondo, ma nel frattempo,a parte due telefonate, due inviti a cena e un rinvio di incontro non è' accaduto nulla, questa io non la chiamo trattativa. Rimane invariata la mia dead line del 25 aprile, su questo non transigo e non transigerò, e' un anno che si sa che vado via. Dopo deciderò il da farsi, due cose sicuramente non succederanno, la prima che io rimanga, la seconda che la ceda in dirittura d'arrivo. Non vi dico cosa farò, ma ho ben chiara la decisione, lo saprete appena dopo il 25 Aprile, da ultima per iniziare una vera trattativa.
Scrivete per favore in modo chiaro  che io  non c'è' l'ho con nessuno, ma prendo solo atto che la città' non mi aiuta. Sono tre anni che vinco sul campo e sono tre anni che arrivano sponsorizzazioni sempre con cifre inferiori rispetto all'anno precedente. La Pro Patria è un patrimonio di Busto? Bene, occorre salvaguardarlo e trovare una soluzione al problema. Il problema non sono io, condivido quanto mi dice la gente, ossia che sono piccolo, brutto, cattivo e antipatico, per cui me ne vado da Busto. La Pro Patria è una società a gestione privata? Benissimo, chiuderò il bilancio come si fa in tali gestioni e toglierò il disturbo, poi se oltre ad una  società privata è anche un bene di Busto, sia la città a salvaguardarne il valore dandole un futuro. Voglio essere chiaro un punto, dovesse finire male chi cercherà' di colpevolizzare il sottoscritto, troverà più di una difficoltà. Io non racconto bugie, ho tutto scritto e documentato e al momento giusto dirò con precisione quello che servirà sapere.
 Per prendere la società' non servono le interviste ai caporedattori, ma trasparenza e voglia di concludere. Avevo chiesto i campi per il settore giovanile, ma non sono arrivati. Gli sponsor languono anche dopo due campionati vinti.
Ho un legame con questa squadra che ha origini affettive per cui garantirò ai nuovi arrivati una sponsorizzazione per il settore giovanile con una cifra superiore a quello che io ho incassato annualmente dagli sponsor. Trattative con altri diversi da Golda Perini le ho avute. Ho firmato due patti di riservatezza, uno con un gruppo che fattura decine di milioni di euro, l'interesse era forte e la trattativa ben avviata, ma dopo lo sciopero del vin bruleè mi hanno chiamato e sorpresi dal clima hanno ritirato la candidatura. Diversamente con l'avvocato Golda Perini non ho firmato patti di riservatezza, per cui chi interpreta il mio silenzio o quello dell'avvocato con tale giustificazione, fa male. Il silenzio è figlio della mancanza di trattative e non di patti di riservatezza.
Voglio precisare per estrema chiarezza che anche se ipoteticamente sparissero tutti i problemi avuti con la Prealpina, con il presidente del Pro Patria Club e con le istituzioni, non rimarrei alla Pro Patria, nemmeno se mi offrissero un assegno da un milione di euro. Non sono questi i problemi che mi fanno andare via, sono ben altri. Qui c' è qualcuno che mi ha fatto promesse che poi non ha mantenuto. Qui ho solo qualche decina di migliaia di euro di sponsorizzazioni nonostante abbia vinto due campionati, qui ho preso parole dal primo giorno che sono arrivato fino ad oggi, qui ho letto un sacco di falsità nei mie confronti, per cui non ci sono le condizioni per rimanere. Certamente sentire dire dall'assessore Armiraglio che anche le precedenti gestioni non hanno avuto aiuti non è certamente una soluzione al problema. Ammesso ovviamente che sia un problema la sopravvivenza della Pro Patria per Busto. Certamente non è un mio problema, nel caso non ci fossero acquirenti deciderò cosa fare, ma per ora non voglio nemmeno pensare ad tale ultima soluzione"
Flavio Vergani





Mister Colombo
Dobbiamo mantenere il quart'ultimo posto, oggi abbiamo giocato contro una squadra ottima che mi ha sorpreso all'inizio partita. Credevo ci aggredisse, invece nel primo tempo erano attendisti. Poi, si sono aperti e abbiamo potuto ripartire colpendoli. Oggi abbiamo avuto meno occasioni delle altre volte, ma con maturità' abbiamo portato a casa la vittoria. Bene i nostri centrali che hanno tenuto a bada Miracoli e Marsura, due giovani talenti. Non tollererò' cali di tensione dovuti al fatto che siamo a fine campionato, non amo la mentalità' italiana a tale riguardo. Oggi non voglio sottolineare aspetti negativi in quanto meritano solo applausi.

Giuseppe Scienza (allenatore Feralpi Salo')
Non posso fare nessuna appunto ai ragazzi, abbiamo perso per un episodio dopo aver mancato con Marsura il goal del vantaggio. Era una gara da zero a zero, siamo un po' calati nella ripresa ma sinceramente non meritavamo la sconfitta. Forse ci ha condizionato la tensione per arrivare ad un sogno per questa società', inoltre faceva caldo e non è' stato semplice gestire la gara. Solo un episodio avrebbe potuto cambiare la partita e così' e' stato. Colpa nostra, la Pro ha un giocatore forte e noi lo abbiamo perso negli ultimi sedici metri. Dovevamo marcarne uno solo e non siamo riusciti. Sono orgoglioso di questi ragazzi anche se non entreremo nei play off meriteranno i complimenti di tutti. Siamo una squadra giovane ma anche la Pro Patria ha il mio totale rispetto per quello che sta facendo.


Matteo Serafini (attaccante Pro Patria)

Sono riuscito a sfruttare,l'unica occasione che ho avuto. Con il mio goal ho fatto un doppio torto ai bresciani da bresciano, vittoria con la Feralpi e scavalcamento del Lumezzane. Ci vogliamo fare vedere per il prossimo anno visto che in molte città' non si potrà' fare calcio e le squadre saranno meno.

Alex Pinardi : La Pro Patria ha meno punti di quelli che merita, gioca bene e fa molto possesso di palla. Avevo visto i video e sapevo che era una squadra pericolosa. A me dei play off non mi interessa proprio niente, preferisco migliorare le prestazioni e finire il nostro lavoro. Poi se arrivassero i play off meglio, ma deve essere l'ultimo dei pensieri. Credo che tutti i giovani in squadra sono molto cresciuti e avverto che il nostro progresso venga un po' sminuito dalla piazza che reputa normali alcuni successi comunque difficili da ottenere.

Cristian Andreoni 
Mi aspettavo una squadra più' aggressiva, abbiamo dovuto interpretare il tutto prendendo le misure. Dal video sapevamo i movimenti delle loro punte, ma poi in campo non è' stato semplice. Sto prendendo fiducia e questo aiuta il mio processo di crescita. il passaggio al modulo 4-4-2 mi fa sentire più' a mio agio.

Nicolas Siega
Sto aiutando la squadra, se vinciamo con un goal di un mio compagno va bene, certamente vorrei andare a segno anche io. Rispetto all'andata e' migliorata la fiducia in me stesso, stiamo facendo belle partite. Nel girone di andata ero nervoso per quello che no riuscivo a fare.

Nel derby delle squadre giovani vince la Pro Patria con un "vecchio", quel Matteo Serafini che punisce i bresciani con un tiro e un goal dopo una partita divertente nel primo tempo ma avara di occasioni da rete. Tra gli ospiti brilla la coppia di giovani Miracoli- Marsuri, mentre tra i tigrotti Mignanelli fa il "Frecciarossa", Spanò la diga insuperabile, De Biasi la torre inespugnabile, Andreoni l'inglese con un cross perfetto che trova il Capitano pronto a timbrare il cartellino. Delude Casiraghi che sta vestendo sempre più gli abiti della maggior delusione d'annata, da lui ci si aspettava molto di più, ma il suo processo di crescita si è arrestato prima di iniziare. Non bene Gabbianelli che sembra in forma declinante, mentre portano a casa la pagnotta Calzi e De Biasi mai a disagio durante il match.
Da applausi l'orgoglio tigrotto che a due poche giornate dal termine di un torneo insipido e insignificante fa girare ancora le gambe ai ragazzi che non declinano ancora il prevedibile "chissenefrega", rispettando l'invito del patron a lasciare ad altri lo scomodo terz'ultimo posto che tra l'altro mal fotografa il valore di questa squadra.
Una vittoria che fa morale e permette di pensare al filotto di fine campionato per poter scavalcare il Lumezzane e dare nobilità alla classifica finale.
Flavio Vergani

























Tuttosport di oggi informa che due crisi societarie sarebbero ormai vicine alla conclusione. La prima a Pavia dove sarebbe in arrivo l'ex patron della Vogherese che potrebbe iscrivere la squadra ad un campionato dilettanti, mentre alla Pro Patria è prossimo l'arrivo di un gruppo italo inglese rappresentato dall'avvocato Golda Perini e tra le cui file ci sarebbero Francesco Lamazza e Carlo Regalia.

10.04.2014Tuttosport - ed. Piemontepag.20
Cordate per Pro Patria e Pavia
CORDATE PER PRO PATRIA E PAVIA Vicine ad una soluzione le crisi societarie di Pro Patria e Pavia (la Divisione girone A). I tigrotti sono nell'orbita di una cordata inglese capitanata dall'avvocato milanese Roberto Golda Perini, che parrebbe intenzionato ad avvalersi di due vecchie conoscenze dei tigrotti: Carlo Regalia ed il ds Francesco Lamazza. Per il Pavia c'è un gruppo meneghino guidato da imprenditori affiancati dall'ex patron del Casale e del Voghera Fabrizio Catenacci. Resta da capire se la futuribile dirigenza pavese intenda iscrivere la squadra alla Lega Pro o ripartire dai dilettanti.

Andrea Fazzari ha brillantemente superato l'operazione e ha così passato il secondo esame di medicina a cui si è sottoposto in giornata.
Andrea sta bene ed è in buona compagnia. Pensate il destino come sa vederci bene. ad uno storico come Andrea non poteva che assegnare un compagno di camera migliore, ossia l' ex tigrotto Elli . Immaginatevi la sorpresa di Andrea di ritrovarsi in ospedale con un ex tigrotto in camera. Davvero incredibile.
Torna presto Andrea!
Direttivo Pro Patria Clòub

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La prestazione di Chiavari meriterebbe maggiori attenzioni. Una squadra, l’Entella, la cui forza si percepiva solo guardando i giocatori in panchina (Nossa, Sarno, Guazzo)è stata fermata dalla Pro Patria, ossia dai giovani terribili guidati dagli encomiabili Calzi e Serafini.
Diciamo meriterebbero in quanto ormai i risultati del campo belli i brutti che siano vengono archiviati in men che non si dica perché non contano nulla a livello di classifica e non sono predominanti nella realtà biancoblù da tempo focalizzata sulle vicende societarie.
Davvero un peccato disperdere e diluire una realtà che ha dei valori forti che in altri tempi avrebbero costituito un orgoglio per l’intero ambiente.
Ambiente che si sta piegando su se stesso ogni giorno di più, si avverte una stanca rassegnazione e sembra venir meno qualsiasi energia per orzare da una deriva che, a parte i soliti noti, ha investito l’intera tifoseria che sembra assistere impotente al fatal destino.
Il tempo scorre veloce, ma i segnali che arrivano da via Cà Bianca non sono certamente rassicuranti. Si è in attesa di un primo incontro tra patron Vavassori e gli italo –inglesi per gli approcci iniziali della trattativa che però appare complessa e dall’esito per niente scontato.
In vendita c’è il titolo sportivo, oppure il titolo sportivo più la rosa dei giocatori oppure il titolo sportivo più la rosa dei giocatori più il settore giovanile.
Se si compra tutto occorre sborsare tanti soldini, se si acquistasse solo il titolo sportivo occorrerebbe poi ingaggiare un nuovo intero organico con relativi costi. In più occorre disporre di 600 mila euro liquidi di fidejussione per garantire l’iscrizione al campionato.
L’investimento non è certamente semplice ed è chiaro e normale che le diplomazie finanziarie faranno di tutto per limare i costi, trovare sconti, scovare accordi finanziari e diluizioni di pagamento per poter quadrare il cerchio, ma è del tutto inutile illudersi che questo avvenga in pochi giorni.
Non è escluso che patron Vavassori stia cercando soluzioni alternative alla cordata Golda Perini che ha finora il merito di avere annunciato l’interesse di acquisizione, ma il difetto di averlo fatto a parole lasciando trascorrere molto, forse troppo, tempo prima di suonare alla porta del patron. Questa lunga attesa viene letta in molti modi differenti dalla tifoseria, c’è chi afferma che l’interesse si sia raffreddato, mentre per altri è solo un’abile mossa strategica per gestire la trattativa in dead line zone e quindi forzare una cessione agevolata. Questa seconda ipotesi non solo ci fa paura, ma ci terrorizza.
Ci fa paura inoltre la velata tranquillità di una parte di tifoseria che è convinta che alla fine se nessuno si facesse avanti, patron Vavassori continuerebbe il suo impegno con la Pro Patria. Tutto è possibile nella fantasia, niente nella realtà. Vavassori ne ha le palle piene e diremmo per fortuna visto che è del tutto maturo il tempo per una sua uscita di scena dopo le tensioni e gli “scazzi”avuti in questi anni di gestione.
Data per scontata l’uscita di Vavassori e non data per scontata l’acquisizione del gruppo rappresentato dall’avvocato Golda Perini, a noi qualche preoccupazione viene. E questo, purtroppo defocalizza dalle vicende del campo che meriterebbero altra considerazione. E’ vero quello che dice il mio amico Roberto Lusetti, ossia che alla fine siamo terz’ultimi, ma anche lui concorda nel dire che in quanto ad impegno, abnegazione e spirito tigrotto a questi ragazzi non possiamo imputare nulla. Per cui diciamo loro bravi, bravi per la bella prestazione di Chiavari, bravi per l’impegno che mettete sul campo, bravi per quello che fate. Scusateci se a volte vi trascuriamo nelle lodi, ma siamo in altre faccende affaccendati.

Flavio Vergani


Vi dovevamo un aggiornamento a riguardo del tentativo  di contattare l'avvocato Golda Perini. Ebbene nella mattinata di ieri , per l'ennesima volta , abbiamo contattato la segreteria dello studio legale ove lavora l'avvocato per avere una dichiarazione a proposito delle vicende societarie.
La risposta della segretaria è stata: "L'avvocato non rilascia dichiarazioni, sono sorpresa che non l'abbia contattata per comunicarlo".
Noi siamo invece sorpresi per il fatto che mentre eravamo in lista di attesa, altre testate giornalistiche come, per esempio , L'informazioneonline scrivevano ( in data 3 aprile) : L’incontro tra l’avvocato Roberto Golda Perini e patron Pietro Vavassori, rinviato negli ultimi giorni per gli impegni del legale rappresentante della cordata che vorrebbe acquisire la Pro Patria, sarà presto riprogrammato.

“Appena il patron sarà di rientro dal suo viaggio di due settimane”, ci conferma al telefono Roberto Golda Perini. “Ho dovuto rinviare per impegni purtroppo improrogabili” dice, cercando di rassicurare e rasserenare gli animi dei tifosi bustocchi in ansia, come spesso successo in questi anni, per le sorti della Pro Patria.
Abbiamo quindi inviato una mail all'indirizzo dell'avvocato Golda Perini per capire i motivi di questa scelta che nega le pari opportunità informative e la risposta  ricevuta diceva  quanto segue :" ritengo di vivere in un paese libero dove si rilasciano dichiarazioni a chi si desidera, dico questo con tono sommesso". Aggiungeva poi l'avvocato "che non ci sono novità significative a riguardo della trattativa e che comunque non evidenziava motivi discriminatori nei nostri riguardi e che comunque non era sua intenzione discriminare nessuno".
Prendiamo atto della libertà dell'avvocato di scegliersi gli interlocutori a cui rilasciare dichiarazioni, se non è corretta la parola discriminazione da noi usata, la correggiamo in" mancanza di pari opportunità", perchè in qualche modo la dovremmo pur definire per non far passare per normale quello che potrà essere libero fin che si vuole, ma senza dubbio inusuale!!
Comunque, a noi sarebbe bastata una risposta alle innumerevoli telefonate per informarci a riguardo della sua volontà di non parlare con noi .
Così, noi non avremmo perso tempo ad inseguirlo e lui non sarebbe stato disturbato dalla nostra insistenza.Chiedere è lecito, rispondere, seppur nella libertà di non farlo, rimane una cortesia e questo ci aspettavamo e il fatto che non sia accaduto molto ci  amareggia.
Continueremo a seguire la vicenda leggendo gli aggiornamenti sui canali comunicativi che l'avvocato Golda Perini riterrà di premiare con la disponibilità a noi negata, sperando in un esito positivo delal vicenda visto che questa è la cosa più importante per tutti. Poi, un giorno, ci piacerebbe sapere i motivi di tale scelta, siamo anche noi giornalisti come gli altri (iscrizione all'albo numero 152652) e scriviamo anche noi di Pro Patria come gli altri, anzi un filino di più degli altri.. O forse ha ragione mio "cuggino"quando dice che a pensar male si fa peccato ma...

Flavio Vergani

Spettarori presenti a Chiavari 1600 di cui 472 abbonati. Squadra prima con un piede in serie B. Popolazione di Chiavari 30 mila abitanti scarsi, per cui presente allo stadio il 5% della popolazione.
Busto circa 80 mila abitanti, presenti 800 persone quindi l' 1% della popolazione con abbonati che pareggiano quelli di Chiavari.
Vista la posizione dell'Entella diremmo che il confronto lo vince ancora Busto, tutto il mondo è paese e l'erba del vicino è sempre più verde. ma di più verde a Chiavari hanno solo il campo... in sintetico.
Flavio Vergani

Il presidente del Grosseto Camilli tuona contro la dirigenza del Lecce di Antonio Tesoro affermando che il Lecce è composto da gente che vende le partite. Nossa, nel dopo Entella dichiara che a Busto preferiscono giocatori che vendono le partite e non chi come lui ha rinunciato a soldi e dormito negli spogliatoi per salvare la Pro Patria.
Noi diciamo: "la smettete"?
Se avete prove e fatto certi, alzate il culo e andate dagli organi federali e comunicate quello che sapete , diversamente state zitti e pensate a giocare a calcio.
A Busto più che preferire i giocatori che vendono le partite, diciamo che non amiamo vincere le finali per motivi diversissimi tra loro, ma oltre questo non possiamo dire. Poi ognuno si fa la propria opinione di quel che succede, ma un conto è l'opinione tra sè e sè, un'altra è sbandierare a destra e sinistra velate accuse o sottili riferimenti.
Fate i bravi per favore, smettela!
Flavio Vergani

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Termina a reti bianche la partita con la capolista Entella, un risultato prestigioso che potrà far stimare i tigrotti per non aver mai perso con chi presumibilmente vincerà il campionato. Magra soddisfazione che non cancella un terz'ultimo posto che sembra voler condannare i biancoblù ad una posizione mediocre che vanificherà quello che di buono è stato costruito sul campo. Giovani bravi certamente si, ma la Prima divisione necessita di altro per essere competitivi, la volontà e l'abnegazione alla fine non pagano sia sotto il punto di vista della classifica, sia a riguardo dei contributi federali che se oggi finisse il campionato sarebbero scontati del 20%. Crediamo che l'aspettativa fosse un' altra e forse a gennaio si è esagerato nel puntare su una rosa che alla fine non produrrà il profumo dei soldi come ci si aspettava. E, in un campionato dove c'era in palio solo quello, è senza dubbio un mezzo fallimento.
per fortuna mancano solo tre gare al termine di un campionato insipido nel quale non si gioisce per le vittorie e non si dispera per le sconfitte, un campionato la cui formula è stata, a nostro avviso, una sconfitta per il presidente Macalli che ha generato un aborto di dimensioni mostruose. Crediamo che almeno un paio di retrocessioni si potevano prevedere o magari pensare ad un play out con in palio un contributo economico per le vincenti, o qualcosa del genere che potesse tenere desta l'attenzione. Ma questo non è stato fatto e così gli stadi si sono vuotati e l'interesse per la categoria è scemato. Una prima divisione simile a un campionato Prmavera non è certo affascinante e la qualità vista in campo è stata davvero mediocre. Guardiamo avanti, guardiamo al futuro.
Un futuro che andrà scritto dai nuovi dirigenti che in settimana potrebbero fare il passo che ci si aspetta per iniziare la trattativa di acquisizione. L'avvocato Golda Perini ha fatto sapere a chiare lettere che il gruppo esiste e che è intenzionato a trattate la Pro Patria, per cui ogni dubbio è stato sciolto. Adesso lavorino la diplomazie, ma oggi c'è la certezza che c'è chi vuole vendere e chi vuole acquistare, per cui con un po' di buon senso il matrimonio potrebbe riuscire.
Conviene a tutti, a chi cede per poter capitalizzare il valore della Pro Patria e a chi compra che ha dalla sua parte la tifoseria che freme per abbracciare i nuovi per sognare insieme.
Le condizioni parrebbero esserci, adesso occorre buonsenso e voglia di parlarsi con serietà e rispetto ben sapendo che il fallimento della trattativa sarebbe una sconfitta per tutti. Per cui attendiamo fiduciosi buone news.
Flavio Vergani

E' tornato nella sede del nostro club Angelo Piccinini dopo una lunga convalescenza seguita ad un'operazione ortopedica. E' davvero bello ritrovarti tra noi. Seppur non ti abbiamo mai dimenticato, rivederti è tutta un'altra cosa e siamo felici di riaverti tra noi. Un vero Tigrotto non molla mai e Angelo lo ha dimostrato,
Bentornato!
Direttivo Pro Patria Club


I tifosi preoccupati della situazione societaria hanno manifestato la volontà di conoscere il pensiero, oltre che di patron Vavassori, anche dell’avvocato Golda Perini e dell’assessore allo sport Alberto Armiraglio per sapere qualcosa in più a riguardo  e favorire il contradditorio.

Inseguiamo l’avvocato Golda Perini ormai da due giorni, ma al momento non abbiamo avuto risposta dalla sua segreteria che seppur ci conferma di aver mandato avanti la richiesta, per ora la stessa non è stata evasa. Nel caso riuscissimo a stabilire un contatto con l'avvocato ve ne renderemo conto.

Chi invece dimostra disponibilità immediata è l’assessore allo sport Alberto Armiraglio che ha accettato con entusiasmo di rispondere alle nostre domande.

Assessore Armiraglio, a che punto siamo con la trattativa di acquisizione della Pro Patria?

“Ne so quanto voi, conosco quello che leggo sui giornali, non di più. Personalmente avevo incontrato l’avvocato Golda Perini quando chiese un incontro con l’amministrazione, poi seppi che stabilì un contatto con patron Vavassori, da quel momento non l’ho più sentito. Mi riferiscono che la prima cifra richiesta dal patron fosse elevata, ma è solo una voce riportata e come sappiamo spesso queste informazioni si amplificano a dismisura diventando poco credibili”.

Questo silenzio la preoccupa?

“Certamente non sono tranquillo, alla Pro Patria ci tengo come tutti voi, ma sinceramente sono anche un po’ confuso da quanto dice patron Vavassori. Ha dichiarato ai giornali di aver venduto la Pro Patria, ma allo stesso tempo sembrerebbe il contrario. Inoltre, Vavassori ha sempre preso riservatezza nelle trattative, per cui è possibile che Golda Perini la stia rispettando. Forse un po’ meno il patron visto che sui giornali (anche se non su tutti) a volte qualcosa trapela, mi chiedo però cosa e quanto siano notizie fondate. Ovviamente non voglio giudicare le scelte di altri, certo è che non è ben chiaro se la Pro Patria è stata venduta o meno e se invece non lo fosse e si è scelto il silenzio, ben venga questa scelta”

Spesso patron Vavassori accusa le istituzioni per la scarsa collaborazione con la società, lei non replica mai, come mai?

“Denigrare la città e le istituzioni, oltre che i tifosi e la stampa, proprio mentre si sta vendendo una società che come afferma il patron produce debiti, non mi sembra una strategia vincente in quanto se ne deprime il valore. Per quanto mi riguarda le critiche che mi piovono addosso mi lasciano indifferente, io vivo in città e parlo con i tifosi i quali hanno un parere diverso da quello del patron e sanno perfettamente quello che ho sempre fatto per la Pro Patria. Anche quest’ anno mi sono preso degli impegni e li ho portati avanti, è vero che il patron aveva ricevuto altre promesse non mantenute, ma non da me. Io gli impegni li ho mantenuti, come fatto con le precedenti presidenze”

Avete ricevuto in comune l’avvocato Golda Perini, questo viene vissuto dalla tifoseria come se l’amministrazione avesse in qualche modo garantito la candidatura, come mai non intervenite per capire a che punto sono le trattative?

“Abbiamo ricevuto l’avvocato Golda Perini in quanto ne ha fatto richiesta. Tutti i cittadini che desiderano essere ricevuti prima o poi li chiamiamo, per cui non abbiamo fatto nient’altro che il nostro dovere. Da qui a dire che siamo garanti del gruppo ce ne passa, l’interlocutore per l’acquisto del club biancoblù è la società, non il comune”.

Come mai non c’è feeling con patron Vavassori?

“Diciamo che non ha fatto molto per rendersi simpatico, cito la mancata festa promozione o altre piccole cose che i tifosi si aspettavano da lui e che sono state disattese creando lontananza con la città. Vavassori conosceva Busto da tempo, sapeva perfettamente la realtà di questa città, per cui  credo che non debba essere una sorpresa la realtà che ha poi incontrato. E’ stata così con i Vender, con Zoppo e con i Tesoro e così è stata con Vavassori. Chi tra tutti questi che ho citato hanno avuto aiuti dalla città? Nessuno. Per cui c’è poco da sorprendersi”

Se saltasse la trattativa con Golda Perini, cosa succederà?

“Ho letto sui giornali che patron Vavassori ha ricevuto offerte di altre tre gruppi, ho saputo di un gruppo di Corbetta più quello di un noto personaggio del mondo dello sport spesso presente in tribuna a vedere la Pro Patria, per cui la soluzione potrebbe uscire da qui. Ripeto, sempre ammesso che la Pro Patria sia ancora di Vavassori, ero presente anche io quando ha dichiarato che l’aveva ceduta”.

Non ci dice tutto quel che sa, oppure è stato sincero?

“Assolutamente sincero, sto ai fatti e i fatti dicono quello che affermo. Sto a vedere cosa succede e poi giudicherò. Ne voglio stare fuori da questa vicenda, anche perché quando avevo dichiarato che lo sciopero dei tifosi era a mio avviso prematuro mi sono preso del complottista e quando ho manifestato in una televisione locale la mia speranza a riguardo dell’esito delle trattative, mi sono preso anche qui dei rimbrotti. Per cui adesso non commento se non i fatti. Anche perché altro non so in quanto l’avvocato Golda Perini non mi ha più chiamato. Spero stia lavorando per trovare una soluzione.”

 
Domande lecite che non trovano risposte scontate. Probabilmente la Castellanzese è un'eccezione che conferma la regola. Dove sono esempi di tale eccellenza in zona? Legnano? Saronno?Gallarate??Solbiate Arno? Eppure parliamo di città importanti con storie calcistiche rilevanti. Certo è che ufficialmente della Pro Patria non gliene frega proprio niente a nessuno e su questo non ci piove.Occorrerà farsene una ragione, per non passare per stucchevoli. Quel che piace a noi non piace quasi a nessun'altro, per cui inutile illuderci oltre modo. Chiunque arrivasse troverebbe una città dormiente che non ha saputo esaltarsi per una promozione. Ricordo i volti stralunati e le bocche spalancate quando si fece passerella in centro dopo la vittoria di Casale. Non un saluto dai passanti, non un cenno di gioia e di condivisione, non un sorriso di partecipazione. Il torpedone festante con le bandiere bancoblù lasciava stupefatti gli amanti del centro cittadino, molti dei quali nemmeno collegavano i nostri colori alla nostra squadra. Mentre nel passato almeno si saltava sul carro dei vincitori, oggi non lo si riconosce nemmeno, anzi lo si guarda da lontano con ironico compatimento, non sentendosi nemmeno in dovere di gioire per la squadra della propria città.
In questo deserto di passione si sono persi i valori del passato e i famosi 700 che sono rimasti sono superstiti destinati a perire nel tempo.
Forse l'unica speranza rimasta si chiama "elezioni anticipate". In questo caso, magicamente, il biancoblù potrebbe ritrovare interesse tanto da meritarsi un posto di primo piano sulle locandine elettorali.
Flavio Vergani