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Il giudice sportivo ha spedito una raccomandata con destinazione via Cà Bianca con l'importo di 600 euro. Multa a causa della presenza di alcuni tifosi bustocchi nell'"area mista", del campo sportivo di Scanzorosciate,leggasi spiazzo antistante gli spogliatoi. L'invasione dei tifosi aveva obiettivi pacifici, al di là di qualche colorito scambio di battute con il personale, ma la voce è corsa ed è arrivata fino all'inflessibile giudice sportivo che ha punito la società bustocca. Un occhio si poteva chiudere, visto che per 90 minuti i tifosi ospiti non hanno di fatto potuto vedere la partita, in quanto relegati in una gabbia a livello del terreno di gioco con l'unico confort di qualche sedia stile gelateria all'aperto. Non che questo giustifica l'altro, ma almeno ne dovrebbe diluire la gravità. I tifosi hanno chiuso un occhio per la location non certamente da business class, altri potevano far finta di niente, visto che alla fine nulla è accaduto.
Flavio Vergani


Stefania Salmerigo con la sciarpa della Pro Patria al Camp Nou di Barcellona
E’ prevista per l’ultima giornata di campionato la “Giornata biancoblu”nella quale gli abbonati saranno chiamati a pagare il biglietto di entrata allo Speroni. Infatti, l’abbonamento prevede la copertura di tutte le gare casalinghe, tranne una. La società si è tenuta questo jolly in tasca nella speranza che l’ultima gara di campionato potesse rappresentare un giorno di festa per celebrare qualcosa di importante. Così non è stato e la giornata ha indubbiamente perso di significato diventando poco strategica all’obiettivo. Per cui, si sta riflettendo sul modo corretto per definire il profilo di questo evento.  Da valutare, in modo particolare, quanto chiedere agli abbonati che hanno accettato la sfida di inizio stagione rispondendo “presente” allo slogan societario che sfidava i tifosi ad aderire al nuovo progetto. Fedelissimi che da sempre sottoscrivono la loro fiducia ai colori biancoblù nella speranza di vivere l’emozione della vittoria, ma che anche quest’anno hanno vissuto una profonda delusione. Un patrimonio che merita attenzione, particolarmente in queste occasioni.  Seppur manchino ancora informazioni ufficiali, Stefania Salmerigo, addetta stampa della società bustocca, ha fatto sapere che si stanno valutando  diverse possibilità per dare comunque un privilegio agli abbonati. Per cui, a breve si saprà la decisione societaria sul punto. Chissà, forse si potrebbe proporre, in alternativa allo sconto, un bel gadget biancoblù per dare spessore al merchandising e colorare lo stadio di biancoblù in una gara che potrebbe non aver più niente da dire sotto il punto di vista del risultato.
Flavio Vergani


I prossimi giorni saranno molti importanti per la Pro Patria, al di là dell’aspetto sportivo. In gioco l’assetto societario, ma non solo. Patrizia Testa non fa mistero del fatto che sta incontrando qualche persona interessata al progetto biancoblù. Da capire se queste persone hanno identità di soci oppure di sponsor. Probabile la seconda, ma da capire è anche l’aspettativa degli stessi: sponsor commerciali o partner con voce in capitolo su aspetti gestionali? I nomi li sanno anche i muri e chi non li sa è perché non li ha mai chiesti, ma non è questo il punto. Il vero rischio è di rivivere i tempi degli scorsi anni in attesa di un ripescaggio sperato, ma non sicuro. Molti, forse troppi, i punti interrogativi disseminati sul percorso del ripescaggio: la recente sanzione per il calcioscommesse che potrebbe essere un minus nella valutazione del “must to have”, l’eventuale vittoria dei play off, la disponibilità del fondo a perdere richiesto dalla procedura. Punti interrogativi che verranno risolti nel tempo e non tutti allo stesso tempo. La programmazione della prossima stagione, in genere, parte proprio in questi mesi dove si stabiliscono contatti con i nuovi giocatori o con quelli in riconferma, si stendono programmi e si definiscono le strategie. Non conoscere il proprio destino è senza dubbio un problema che obbligherà a correre, come si è fatto negli ultimi due anni. La categoria di appartenenza è una variabile importantissima da definire quando si opzionano dei giocatori. Discorso valido soprattutto per i giovani migliori che, ovviamente, preferiscono la prima categoria professionistica rispetto alla serie D. Un fattore di grande importanza, visto che in serie D la vittoria finale passa per il valore degli under che pesano per il 36% della formazione che scende in campo. In Lega Pro, i giovani sono sinonimo di valorizzazione economica, oltre che di contributo sul campo, per cui è importantissimo identificare i migliori. L’arrivo di sponsor o di soci influisce sul budget disponibile per il progetto e questo aspetto diventa prioritario nel momento che si decide il futuro. Insomma, non c’è da perdere tempo, la prossima stagione è già cominciata e occorre pensare fin da subito al futuro, senza perdere di vista il presente. Sfida non semplice visto che poco si sa di quello che succederà, ma il rischio di volere troppo per nulla stringere è alto. L'ipotesi ripescaggio da troppo tempo sta condizionando la normalità, sarebbe utile avere da subito maggiori indicazioni sul punto per capire se trattasi di possibilità virtuale o potenziale.
Flavio Vergani

Questo pomeriggio una troupe di Rete 55 sarà ospite del Pro Patria Club per realizzare un incontro con la storia. Infatti, le telecamere della televisione varesina dapprima si soffermeranno sui documenti fotografici d'epoca, sui gagliardetti storici e cimeli esclusivi appesi alle pareti del club che trasudano di storia, poi, la parola andrà alla "Bibbia" della storia bianco e blù Giorgio Giacomelli che prenderà per mano i telespettatori portandoli in giro per il passato.
Particolare focus sarà su Antoniotti, giocatore per il quale Giacomelli da tempo reclama una celebrazione permanente per ricordarne il valore. Richiesta già formulata in occasione del Baff all'ex sindaco Farioli che verrà riproposta anche in questa occasione. Insomma, un pomeriggio in diretta con la storia che potrà essere prossimamente visto da tutti i tifosi sulle frequenze di Rete 55.
Flavio Vergani

























































Giulio Corradino Corradini, redattore Sportivo della STAMPA, nel  luglio 1911 è in missione a Parigi. Acquista un numero del “ Echos des Sports “, rimane affascinato.Rientra a Torino , raduna al Caffè Fiorino in via Po gli amici Nicola, Ambrosini, Cocchi, Della Guardia, Salvaleschi, li arringa a puntino ed al termine della riunione i sei si autonominano redazione del Guerin Sportivo, con occhi aperti sul calcio, il ciclismo, le corse automobilistiche. L'atto di nascita promette indipendenza, punture di spillo, manterrà la promessa grazie  a Carlo Bergoglio Carlin, approdato diciasettenne al Guerin Sportivo nel 1912. Carlin, disegnatore, maestro di sarcasmo, applicato al mondo del calcio, è il re della rivista. Juventino sino al midollo, bacchetta, all'insegna della buona satira, arbitri, avversari, ma pure dirigenti  e giocatori zebrati.                
La prima pagina del “ Guerin Sportivo “ del 10 ottobre 1928 riporta in gran spolvero L’ARALDICA DEI CALCI e , testualmente cita : “Vediamo un po’ di assegnare uno stemma gentilizio a tutti i……crociati del presente campionato. E’ un modo speciale per portarli sugli scudi….per la conquista della scudetto finale….L’Araldo Guerino non fa che confermare od ideare le figurazioni naturali e chimeriche che la leggenda conferisce- e conferirà – a vecchi e nuovi casati”.
L’elenco comprende le ventotto società partecipanti al campionato di Divisione Nazionale 1928/1929.
Primo simbolo apparente nella lista è il “ Toro “ , quarto il “ Tigrotto  di Busto Arsizio, felino dai balzi pericolosi, ma poco amante delle triglie indigeste. Chiude la rassegna il “ Grillo fiorentino “ allegro, vivace, gran parlatore, saltatore di prima forza..
Tigrotto in assoluto è Carletto Reguzzoni, miglior cannoniere biancoblu” da oltre un secolo a stà parte” . Lo segue, appena sotto, Lello Antoniotti, TIGROTTO di GRAZIA (cfr.Bruno Roghi-Calcio Illustrato) sgusciante come un'anguilla con la palla tra i piedi.
Peppino Meazza troneggia sulla stadio San Siro di Milano, Silvio Piola su quelli di Vercelli e Novara, pur nativo di Robbio Lomellina.
Reguzzoni  ha giostrato alla pari con i citati Meazza e Piola : è accomodato al campo di calcio ubicato  in via Valle Olona a Busto Arsizio.
Antoniotti, con Meazza allenatore, ha saltato come birilli cinque avversari, poi,  ha depositato il pallone alle spalle del portiere gigliato Nardino Costagliola. E' stato l'idolo indiscusso dei tifosi non solo biancoblu : ha invitato  al comunale di Busto Arsizio mediamente 130mila spettatori per  ogni stagione ricorrente dal 1947 al 1950.
A Lello, non una targa ricordo, nemmeno una medaglietta.

Giorgio Giacomelli.

19 aprile 2017

Riccardo Colombo commenta la gara odierna:" Bellissima partita, presa con il piglio giusto. Abbiamo reagito al momento di appannamento. Ho dato al mister la massima disponibilità per il ruolo, prima voleva mettermi in fascia, poi ha deciso per il ruolo odierno ed è andata bene.
Certamente in questo ruolo riesco ad inserirmi meglio e sfruttare la mia forza di testa. La mia prima doppietta è arrivata a 34 anni. Facendo la mezzala posso pressare e inserirmi, in questo modo gioco meglio. Questione di ruolo, non altro.
Mister Javorcic ha portato una reazione emotiva. Personalmente mi è spiaciuto moltissimo a livello umano per mister Bonazzi, per cui dovevamo reagire a questa situazione. Dobbiamo tornare ad essere quelli di un girone fa, quella è la vera Pro Patria, non quella delle ultime gare.

Flavio Vergani

Mister Javorcic bagna la prima partita con la vittoria e il tecnico è generoso di complimenti versi i suoi ragazzi che hanno svolto al meglio il compito affidatogli.

Le parole di mister Javorcic: 

Abbiamo fatto quello che dovevamo fare in questo momento. Ci siamo preparati bene e siamo stati premiati. Questa partita ci deve trasmettere l’insegnamento che quando si vuole qualcosa lo si puo’ ottenere. Adesso, il discorso potrebbe diventare interessante. Non fermiamoci a questa partita, l’abbiamo fatta bene, bravi e complimenti. Da martedi pensiamo alla prossima. Il risultato può sembrare ampio, ma non è stato per niente facile preparare questa partita, complimenti ai ragazzi che l’hanno interpretata bene. Adesso dobbiamo capire cosa serve per fare un certo discorso di prospettiva.
Colombo è un giocatore di altra categoria, dove lo metti rende al meglio, è un jolly, ma in certe zone del campo rende meglio e oggi lo ha dimostrato. Dobbiamo migliorare la gestione della palla e interpretare meglio i momenti della partita. Oggi abbiamo giocato stretti per le caratteristiche dei giocatori avversari. I ragazzi sono stati bravi, lo stato d’animo fa la differenza quando in campo i valori sono simili. Per cui è un aspetto che va curato.
I giocatori cercano sempre di dare il massimo, ma a volte non ci riescono e il massimo prodotto rimane poco. 
Sinceramente oggi in campo ho avuto la conferma di quello che mi aspettavo dopo la settimana di allenamenti. Merito dei ragazzi aver interpretato al meglio la gara
Su Scuderi vorrei dire che merita un accenno per come si è comportato in un ruolo sensibile con di fronte un giocatore esperto. E’ stato supportato dalla squadra facendo molto bene.
Tre goal su quattro su palle inattive curate in settimana, si le abbiamo provate ma il merito è dei ragazzi e non mio. Non è giusto prendermi meriti non miei. La letture sono state perfette, ma a Santana non devo dire nulla, sa lui cosa fare. Lo stesso vale per Colombo. Hanno capacità e se trovano la condizione questi ragazzi sanno cosa fare.
Abbiamo bisogno di tutti i giocatori, di chi ha giocato e di chi è entrato. L’insieme di queste cose li ha premiati.
Flavio Vergani

GIONTA: 6
Chiamato alla normale amministrazione si fa trovare pronto nell'unica occasione pericolosa.

SCUDERI:6,5
Partita di spessore per il giovane difensore che ha tenuto il campo con sicurezza e disinvoltura.

PIRAS: 6
Costantemente proiettato in fase offensiva manca di precisione nell'ultimo passaggio, ma si guadagna ampiamente la sufficienza.

ZARO: 6
Ha poche occasioni per mettersi in mostra in quanto l'attacco avversario non è irresistibile. Fa il suo compito con diligenza, senza picchi e senza flessi.

GARBINI: 7,5
Un voto in più per il goal ( potevano essere due visto il dubbio annullamento di un'altra rete). Sbaglia un solo pallone in tutto il match al 28esimo del primo tempo. Per il resto partita perfetta con grande disponibilità nella fase propositiva che lo vedono come punto di riferimento del reparto arretrato.

BARZAGHI: 6-
Non è il miglior Barzaghi e lo si vede verso fine gara quando fisicamente va in sofferenza. Ancora ininfluente in fase offensiva dove c'è sempre ma con scarsi risultati.

DI SABATO: 6,5
Lavoro oscuro ma di grande spessore per il motorino pensante dei tigrotti che raccorda la squadra con intelligenza.

PEDONE: 6+
Migliorato rispetto alle ultime presenze va in affanno sul finale piegandosi ai crampi.

COLOMBO: 9
Due punti in più per i due goal che incorniciano una prestazione perfetta. Il giocatore di oggi è stata la fotocopia a colore di quel Colombo sbiadito delle ultime partite.

GHERARDI:6,5
Prestazione convincente dell'esperto attaccante che sta ritrovando lo smalto migliore per un finale di stagione da protagonista

SANTANA: 7,5
Un punto in più per il goal, peraltro pregevole nell'esecuzione e tanta sostanza che spazza via  la leziosità del recente passato.

MISTER JAVORCIC: 7
Vince in goleada, in campo si vede la sua mano, motiva i giocatori e crea il gruppo. Insomma, più di così...



La Pro Patria celebra con due giorni di anticipo la festa della liberazione ( dal suo precedente allenatore)e bombarda il malcapitato Scanzorosciate con quattro reti. I tigrotti ritrovano la vittoria dopo il lungo digiuno, fanno quaterna in trasferta per la prima volta e mettono sul campo motivazioni e voglia d’altri tempi. Il dopo Monza sembra essere stato metabolizzato grazie alla ricetta Javorcic che in pochi giorni ha sfebbrato i biancoblù. Il tecnico croato sembra stia caricando i ragazzi  convincendoli del fatto che potranno essere la mina vagante dei play off e, in effetti, vista la qualità oggi in campo e il rendimento di alcuni giocatori dati per “missing” nel recente passato, nulla sembra essere impossibile.
E’ chiaro che la truppa soffriva il comandante, ed è altrettanto chiaro che i soldati sono da prima linea e molti di lunga carriera, per cui l’esplosione potrebbe essere deflagrante.Si tratterà solo di innescare la miccia al momento giusto.
In campo non si sono viste novità tattiche particolari, a parte la scelta di Gionta in porta, con Scuderi centrale di difesa, ma quel che è apparso fin da subito diverso è stato l’approccio alla partita. Motivazione, attenzione e mutualità sono state le qualità oggi mostrate dalla squadra. In goal Garbini, prima doppietta della sua carriera per Colombo e Santana.
Tre goal su quattro sono arrivati da palle inattive, proprio dopo che il tecnico croato ha dedicato lunga parte dell’allenamento di sabato mattina a questo aspetto. Un dettaglio che oggi ha fatto la differenza
Insomma, buona la prima.
Avanti così

Flavio Vergani

Doveva essere il pullman per Scanzorosciate, ma visto il risultato è diventato per "Scazzorosciate". La delusione serpeggiante non è stata diluita dall'arrivo del nuovo allenatore, tanto da registrare il record di tutti i tempi quanto a iscrizione al pullman per la trasferta: un solo iscritto. Complimenti a lui! Si punta al record di zero iscritti per l'ultima trasferta di Olginate. Nessuno osi iscriversi, questo sia chiaro!


Formulo sentite condoglianze a Alberto Airoldi per la morte della mamma
Pinuccia,mia cara amica d'infanzia, sorella di Emanuele , Tigrotto DOC
dal dopoguerra in poi.
Giorgio Giacomelli

Ci ha lasciati Giuseppina Ferrario, madre del nostro consigliere Alberto Airoldi. A lui, che ha amorevolmente curato la mamma per lungo tempo, dedicandole tanta attenzione e affetto, le condoglianze del Pro Patria Club.
Si stringono con lui nel dolore il presidente Roberto Centenaro, i consiglieri del club e tutti i tifosi che conoscono la bontà di Alberto.
Un abbraccio anche ai famigliari e a quanti oggi piangono Giuseppina.
Direttivo Pro Patria Club


Si è cambiato prima un carattere e poi un tecnico. La sintesi di Sandro Turotti è stata chiara. Il profilo che ha guidato la scelta dell’allenatore è stata chiara, privilegiando chi potesse avere un impatto diverso sulla truppa biancoblù.
Mister Bonazzi ha pagato il suo modo poco “fair” con il quale prima si è rapportato con i tifosi (da educare) e poi con la squadra, che nel dopo Pontisola è stata attaccata senza mezzi termini sia sul piano del rendimento tecnico, sia su quello del comportamento fuori dal campo. Da lì in poi la scollatura tra tecnico e giocatori è stata irreparabile e, forse, si sarebbe potuto evitare di passare dal Bricocenter ogni settimana, cambiando direttamente il manico della scopa. Scopa che è arrivata nuova di pacca appena dopo Pasqua, con all’interno della scatola una garanzia croata che, secondo i ben informati, non lascerà spazio per nessun tipo di reclamo. Si è cambiata strategia anche sotto il punto di vista del carisma, passando da un tecnico esperto della categoria, ma solo di quella, a uno che ha sempre frequentato il mondo dei professionisti. Forse un modo per dare ulteriore spessore alla guida tecnica, mettendola al di sopra di ogni sospetto. Un cambio radicale che vira la direzione rispetto al passato e toglie ogni alibi alla squadra, ora chiamata a dimostrare il suo valore. Se, come sembra, il dopo Monza è stata la goccia, ma solo una goccia, che ha fatto traboccare il vaso, ora c’ è la possibilità di resettare il passato e compiere l’impresa. Un’impresa che trasmette un sacco di stimoli: vincere per la prima volta in casa di chi ci precede in classifica, bagnare il naso a tutti gli avversari, riscattandosi anche verso chi ha pizzicato i tigrotti nell’orgoglio. Ivan, subito soprannominato “il terribile”,non farà sconti, visto che si gioca in una manciata di partite un jolly che potrebbe sbancare il tavolo. Pensate a cosa succederebbe se riuscisse a vincere i play off. Rivaluterebbe questa rosa, darebbe valore a sé stesso e metterebbe la società in seria difficoltà nella scelta del tecnico futuro. Insomma, un’occasione per tutti per dare un senso alla stagione e per rispondere con i fatti alle parole del recente passato. Inizia un mini campionato tutto da vivere. Un piccolo mondiale con cinque partite da vincere. Una sfida impossibile sulla carta, ma è da queste sfide che nascono le grandi imprese.
Flavio Vergani

Il Pro Patria Club organizza un servizio di pullman per la trasferta di Scanzorosciate (al raggiungimento di 35 partecipanti).
Partenza ore 13,15 dallo stadio.
Costo 10 euro

Ci sono momenti in cui non basta cercare di convincersi: da soli ce la faremo, comunque. Ci deve essere qualcuno di speciale a darci fiducia, qualcuno che ne ha passate tante con noi, che ha sorriso e sofferto, ma ci ha sempre trascinati.
Ci vuole un capitano, che non è lontano a dispetto della distanza geografica. Un capitano come Matteo Serafini.
Quando le feste ci offrono l’occasione di sentirci per gli auguri, lui manda un abbraccio e un messaggio di “Buona Pasqua” al popolo tigrotto. La spensieratezza non può però essere protagonista. Perché Serafini ha indossato la maglia biancoblù, e a maggior ragione la fascia di maggiore responsabilità.
 «Vi penso spesso e soffro con voi – ci scrive Matteo Serafini e con quelle parole riesce a darci la carica come sapeva fare - Ma ai playoff ci faremo valere, ne sono certo». Matteo ci offre un’altra ragione per rafforzare questa convinzione, oltre a tutto il suo affetto: «Spero che Ivan Javorcic, mio amico, riesca a far tornare il sole a Busto perché ne abbiamo bisogno. Un forte abbraccio e viva i colori biancoblù!».
Grazie, Matteo: in campo con noi ci sarai anche tu, fino all’ultimo istante di questa stagione tormentata, lo sentiamo. E sempre.
Marilena Lualdi

Giornalista de “La Provincia”










Ivan Javorcic (foto GioGarvaglia.all right reserved)
E’ iniziata nel pomeriggio l’avventura di Ivan Javorcic alla Pro Patria. Il tecnico croato, classe 1979, ha dapprima diretto il primo allenamento e poi ha incontrato la stampa.
Con lui i direttori Asmini e Turotti e il vicepresidente Tiburzi.
Incontro aperto da Sandro Turotti che ha illustrato il percorso che ha portato alla scelta del nuovo tecnico.
Le parole di Turotti: “Nessuno di noi pensava di passare il pomeriggio della pasquetta a lavorare. Siamo l’unica società della categoria ad averlo fatto. Nessuno di noi si aspettava un finale di campionato del genere, soprattutto dopo aver centrato il secondo posto. Ringrazio mister Bonazzi e il vice Bertoncelli per il lavoro svolto, ma dopo la loro decisione di lasciarci, abbiamo dovuto muoverci sentendo la disponibilità di qualche allenatore. Ho consultato uno dei due collaboratori che lavorano per la Pro Patria ed è saltato fuori il nome di Javorcic, che dopo un breve periodo di riflessione ha accolto con entusiasmo la nostra proposta. Non mi piace definirlo “traghettatore”, lui è un allenatore che conosceremo da qui a fine stagione e poi valuteremo. Mi è piaciuto subito il suo entusiasmo e la sua idea di calcio”.
Ivan Javorcic esordisce ringraziando Bonazzi:” Lo saluto, merita rispetto per quello che ha fatto in questi 10 mesi, ma questo fa parte del mestiere. Adesso si ricomincia”. Sull’idea del suo calcio, mister Javorcic elenca le caratteristiche a lui più vicine: “Amo l’essenza del gioco del calcio, intensità, collettivo, voglia di vincere, aggressività. Importanti i valori di altruismo e solidarietà e la voglia di determinare. Uscire dal campo da vincenti che non significa vincere tutte le partite, ma vuol dire aver dato tutto. Il sistema di gioco non farà la differenza, ma l’atteggiamento della squadra. Le mie parole non hanno nessun peso specifico visto che non mi conoscete e non sapete come lavoro, lo avranno quando in campo vedrete quello che sto dicendo".
Cosa l’ha convinta ad accettare la proposta della Pro Patria?La storia e il peso di questa società, una società che ha cultura calcistica, con tifosi che hanno forte senso di appartenenza. Sono elementi che mi incuriosiscono e stimolano. Amo le emozioni forti, come quella vissute a Brescia e Mantova”. Questi i motivi che mi hanno spinto ad andare da Brescia a Milano. Poi, incontrati Turotti e Asmini, ci ho messo un attimo a decidere, visto lo spirito di competitività dei due. Mi ha colpito la loro voglia di vincere. Chiaro che potevo aspettare giugno per trovare un’altra squadra, ma la storia che ha la Pro Patria e il futuro chiaro che mi è stato prospettato mi hanno fatto decidere per Busto. Ho esperienze professionistiche che sono durate vent’anni e posso dirvi che non tutte le società che hanno la licenza di professionisti si comportano come tali”.
Conosce qualche giocatore della Pro Patria? “No, ma ho visto tutte le partite dei tigrotti, per cui conosco la caratteristiche di ciascuno di loro. Poi, il campo completerà questa conoscenza”.
Cosa cambierà? “Per ora, osservo, ascolto e poi prenderò le mie decisioni”.
Come è stato il primo impatto con il gruppo? Positivo, gruppo che al di là della retorica è disponibile al cento per cento. Il pensiero di questi giocatori sarà di mettersi a disposizione l’uno dell’altro per la finale di domenica con lo Scanzorosciate Per ora pensiamo solo a domenica”.
Sala stampa gremita in un giorno festivo, direttore sportivo e direttore generale di livello, presidenza eccellente, questa è la realtà dei fatti, sembra quasi di non essere in serie D. Come ha percepito questo fatto?Sensazione piacevole, ho perso la voce al primo allenamento e questo significa avere trovato un ambiente con vero calcio. Mi piace la vostra disponibilità, voglio ambienti professionistici e questo è stato un ottimo impatto. Tutto questo sarà trainante se metteremo temperamento e orgoglio. A livello tattico come giocherà? Con la difesa a quattro che è sempre stata una sua caratteristica? “ Non lo so ancora, ma non sarà questo il fattore determinante che cambierà le sorti di questa squadra. Valuteremo le condizioni fisiche, lo stato emotivo e psicologico dei giocatori e quanto serve per decidere il modulo di gioco. La testa è importantissima e lo stato d’animo sempre da valutare”.
Sappiamo che è amico di Matteo Serafini, vi siete sentiti dopo la sua decisione di venire a Busto?Si, l’ ho sentito. So che è il secondo miglior marcatore della storia della Pro Patria con 75 goals. Un ragazzo splendido che giocava con me ad Arezzo. Abbiamo parlato dell’ambiente, della storia e della passione di questa piazza”.
Le sue precedenti esperienze a Brescia e Mantova erano d’emergenza, come lo è questa a Busto: “Si, sono stato il pronto soccorso in passato, spero in futuro di lavorare in ambienti diversi. Non mi faccio problemi, affronto con entusiasmo le situazioni difficili, queste esperienze mi hanno fatto imparare molto. Sono le condizioni ideali per migliorare sé stessi”.
Pregi particolari?” Non lo so, sono imbarazzato, preferisco non parlare molto di me. Non mi conoscete, quello che dico pesa davvero poco. Conosciamoci e poi potrete valutare se quello che dico è vero o meno”.
Si torna da Turotti per chiedere il profilo che doveva avere il nuovo mister, dice Turotti: ”Doveva avere un carattere diverso da quello precedente, altrimenti non avrebbe avuto senso cambiare. Per carattere intendo l’approccio con i ragazzi. Per cui, questo aspetto ci ha guidati”.
Un accordo da qui a fine stagione?Si, anzi, diciamo che mi piace pensare a partita dopo partita, per cui l’importante è pensare a domenica prossima. Poi, ci sarò la valutazione”.
Parola ad Asmini per qualche precisazione: “Ringrazio anche io Bonazzi, cosa fatta anche personalmente. Sottolineo che le scelte di Turotti vengono fatte grazie alla consulenza di due collaboratori regolarmente tesserati per la Pro Patria che girano sui campi, compresi i campionati Primavera e Beretti. Per cui, nulla di casuale, ma una candidatura che è piaciuta perché non ha fatto problemi di soldi, di durata del contratto, di categoria. Un allenatore che ha voglia di calcio, voglia di lavorare seriamente e dunque la convinzione che sia la persona giusta per noi. Non è piovuto dal cielo, come sempre tutto è pianificato e ponderato. La scelta del mister ha un nome e cognome, anzi due nomi e due cognomi: Turotti e il suo collaboratore. La Pro Patria è fatta da persone serie e oneste, con una presidenza seria, il resto sono chiacchiere da bar”.
Il vicepresidente Tiburzi aggiunge: Ero in vacanza quando è arrivata la notizia delle dimissioni di Bonazzi. Mi è dispiaciuto, era una persona di valore. Ho scritto a Patrizia Testa che questo era un problema, ma che Turotti e Asmini avrebbero tirato fuori l’asso dalla manica. Credo che così sia avvenuto, questo giovane allenatore è valido e credo che ci porterà a giocare cinque partite per giocarci il play off. Siamo una società di Lega Pro, purtroppo le cose non sempre vanno come dovrebbero ed è successo quello che è successo. Ci sarà un percorso duro dove serviranno grinta e determinazione. Spero che il nuovo allenatore possa portare bel calcio con i ragazzi carichi. Mi auguro che le prossime partite siano fortunate per noi che ci abbiamo messo tutto quello che serviva metterci”.
Si termina con Javorcic che precisa di non aver portato un proprio staff, in quanto non  determinante in questo momento.
Da ultimo si chiede se desidera comunicare qualcosa ai tifosi. Il tecnico croato risponde: “Ci sono due categorie nel calcio: i giocatori veri e i tifosi veri. In questo binomio sta  l’essenza del calcio. Servono giocatori veri per stimolare la passione dei tifosi veri, quelli non veri lasciamoli stare. La passione della gente è una cosa seria che va tutelata e rispettata. Per cui, in questo momento non gli dico  niente perché non li conosco e sarebbe una mancanza di rispetto. Siamo noi che dobbiamo dimostrare di meritare il loro rispetto per quello che faremo. Dopo aver dimostrato un certo tipo di comportamento potremo pensare di aver guadagnato la loro stima. Adesso, le parole non hanno peso".

Flavio Vergani

Tornano al lavoro i tigrotti che alle ore 16, dietro il campo principale dello Speroni, riprenderanno gli allenamenti. Novità di giornata sarà il tecnico Ivan Javorcic che ha preso il posto di mister Bonazzi, dimessosi dopo la sconfitta interna con il Levico terme.
L'ex allenatore di Brescia e Mantova conoscerà i giocatori e, alla fine dell'allenamento, incontrerà la stampa. Da capire se il tecnico croato manterrà fede al suo credo calcistico basato sul modulo 4-2-3-1 o se cucirà su misura un vestito per i biancoblù.
Flavio Vergani

Formulo i migliori auguri di Buona Pasqua ai consiglieri e soci del Pro Patria Club, ringraziandoli per l'affetto e la vicinanza al sodalizio che mi onoro di presiedere. Auguri alla società Pro Patria, ai giocatori, allo staff, ai ragazzi delle giovanili e a tutti i tifosi che anche quest'anno hanno dimostrato tanto amore per i nostri colori.
Un augurio particolare al prossimo allenatore,
chiamato a regalarci quella soddisfazione che tutti desideriamo e a mister Bonazzi che ha lottato e sofferto con tutti noi per portare la Pro Patria più in alto possibile. A lui auguro un futuro ricco di soddisfazioni.
Infine, un ricordo agli amici del Pro Patria Club che ci guardano da lassù, sempre presenti nel nostro cuore.
Buona Pasqua
Roberto Centenaro
Presidente Pro Patria Club

Ivan Javorcic
La Pro Patria ha scelto il nuovo tecnico, così riporta il sito "Gazzamercato, che cita Ivan Javorcic, ex centrocampista del Brescia ed ex allenatore del Mantova, come sostituto di Bonazzi. Classe 1979, di nazionalità croata, Javorcic ha alle spalle una lunga carriera da giocatore che ha toccato diverse piazze italiane. Da alleneatore ha fatto la trafila nel Brescia sedendo sulla panchina della Berrretti, della Prinavera e della prima squadra, per poi passare al Mantova.
Flavio Vergani

MONZANI: 4
Due assist perfetti...ma per gli avversari. Partita da dimenticare.

COLOMBO: 5
Difende poco e attacca ancor meno. Ovunque lo metti non dà valore aggiunto. Doveva essere un rinforzo, ma si vede solo un grande sforzo.

ZARO: 5,5
Cerca di fare di più di quello che riesce e nel modo sbagliato.Ma, almeno ci prova.

SCUDERI: 5
Certamente non il giorno migliore per provare l'emozione di partire da titolare. Ma, anche l'opportunità per mettersi in mostra. Sprecata

BARZAGHI: 5
Un terzino fluidificante che sbaglia tutti i cross, non può fare il terzino fluidificante. Ripassare i fondamentali è un imperativo.

FERRARO: 5
Poca freddezza, tanta improvvisazione, nessuna leadership.

SANTANA: 5
Sembra la ciliegina di una torta sciolta. Non sembra fidarsi dei compagni, preferendo la modalità veneta del "faso tutto mi", con risultati a volte irritanti.


DISABATO: 5,5+1
La regola vale sempre, un punto in più per il goal, ma la prestazione non è stata certamente indimenticabile.

ARRIGONI: 5
A un giovane si perdona la tecnica non eccelsa, ma non un dinamismo fisico che si è perso nella notte dei tempi. Se non corri a 20 anni...

SANTIC: 5-
Ci si chiedeva il motivo per cui uno come lui fosse in serie D, adesso è arrivata la risposta.

CAPPAI: 5,5
Ci prova, ma non è una stagione fortunata per la punta sarda che da sempre l'idea del vorrei ma non posso


MISTER BONAZZI : 5
La preparazione fisica improntata ai play off, la squadra che soffre se manca qualche titolare, la rava e la fava per non dire chiaro e tondo quel che serviva dire: di sé stesso e degli altri.



Salvatore Asmini si presenta in sala stampa con un diavolo per capello. Dice il direttore generale: "Non si può perdere con una squadra mediocre come il Levico Terme. I ragazzi ci hanno messo quello che dovevano metterci, ma ci siamo fatti tre goals da soli. Voglio sottolineare che Turotti è il meno colpevole di tutti. Se qualcuno pensa di criticare Turotti, prima critichi me che l'ho voluto a Busto. Lo volevano altre due squadre di categoria superiore, ma ha scelto Busto per la serietà del progetto. Io, al termine di questa avventura, farò il nonno e credo che molti diranno perchè non ho continuato a farlo, ma Turotti farà il professionista per cui ci tiene a far bene. In settimana ho avuto in confronto con i giocatori. Ho detto loro che se non sanno sopportare la pressione di una piazza come Busto non possono fare i calciatori. Servono le palle! Mi era successo alla Sampdoria di retrocedere dopo che la squadra, l'anno prima, aveva vinto molto. Si spegne la luce e cala la tensione. Il Monza ha fatto bene, ma non accetto il distacco di 20 punti. E' un distacco vergognoso Mister Bonazzi non sa comunicare in modo ottimale e appena arrivato ha avuto problemi con la piazza, poi ha detto cose che non voleva dire. Le sue dimissioni arrivano prima di un provvedimento che avremmo preso comunque.  Non sono venuto a Busto con spirito di rivalsa, ma solo per fare qualcosa di bello. Volevo riportare la gente allo stadio, ho fallito. Anche se il progetto dovrebbe andare avanti". Un condizionale che non passa inosservato ai presenti che chiedono lumi a tale riguardo. Asmini chiarisce che "il progetto andrà avanti con o senza Bonazzi, ma, ovviamente , a fine anno si dovrà parlare con la presidenza che non sempre concede quello che le viene chiesto, questo sia chiaro. Comunque il condizionale era riferito ai giocatori, adesso tutti in discussione". L'impressione è che quel condizionale usato dal direttore sia stato quanto mai opportuno.
Infine, dito puntato sui giocatori più esperti: "sono i vecchi che devono tirare i giovani, non il contrario". Per la serie, il dopo Monza è lo slogan, ma la sostanza è un'altra.
Il veleno sta nella coda, quando prima del congedo, il direttore generale chiede di essere precisi nella pubblicazione del suo pensiero finale:  "A Busto ci sono molti gufi che aspettano di farci le scarpe per salire in cattedra e fare i professori..."
Silvio Peron, veterano della carta stampata locale cerca di stemperare il clima dicendo che " i gufi sono morti dopo Juventus Barcellona, ma il direttore non è certamente nello spirito giusto per raccogliere l'assist e con determinazione fa presente che a Busto i gufi sono rimasti, eccome se sono rimasti..."
Pasquetta di lavoro per i tigrotti che,come conferma la presidente Patrizia Testa, saranno allo Speroni per conoscere il nuovo allenatore e allenarsi con lui.
Flavio Vergani

Veloce passaggio in sala stampa per mister Bonazzi che saluta e se ne va: "Rassegno le mie dimissioni, mi spiace non aver potuto fare quello che avrei voluto fare, ma non si possono cambiare 20 giocatori. Saluto la presidente, i direttori e voi della stampa che siete sempre stati giusti".

 Nel giorno del “closing”, con i cinesi che strappano il Milan a Berlusconi , avviene  anche il game over per mister Bonazzi che chiude la sua avventura con la Pro Patria. Tempi lunghi per il Milan, tempi lunghi, troppo lunghi, per il closing con Bonazzi. Ormai da tempo gli undici apostoli non seguivano più il maestro e quale giorno migliore del giovedì santo poteva sancire l'ultima cena? Il tre a uno a favore del Levico Terme, dopo una partita nemmeno tra le peggiori dei tigrotti, è stata l’ennesima tappa di una via crucis che il tecnico bergamasco ha dovuto percorrere in questa quaresima. Dire che i  giocatori abbiano svolto il ruolo del cireneo è un’esagerazione, forse, anzi, certamente, i soli Turotti e Asmini hanno creduto in lui fino in fondo. Il duro faccia a faccia tra la squadra e Asmini svoltosi in settimana non ha portato ai risultati sperati e la sconfitta odierna ha costretto all'estremo rimedio.
Con il morto ancora caldo, il commento di un tigrotto è stato che “bisognava pensarci prima”. Concordiamo perfettamente con l’analisi, ma ci si chiede se sia stato detto prima, in modo chiaro e palese, che oltre al dopo Monza, oltre al calo delle motivazioni, oltre agli infortuni ricorrenti che hanno influito sulle ultime gare e oltre alle valutazioni sugli uomini e non sul giocatore, anche la simpatia di mister Bonazzi era in calo nello spogliatoio biancoblù, tanto da provocare lo stato di torpore della truppa.
Sembra invece che durante il confronto di settimana scorsa più che tigri i giocatori sembravamo agnellini pasquali. Come lo sembravano nel dopo partita odierno, quando gli ultrà li hanno chiamati vicini alla “ramata” per sfogare tutta la rabbia per una sconfitta umiliante. 
Il modello Leicester sembra calzare perfettamente alla realtà bustocca. La squadra inglese, dopo aver vinto molto, ha staccato la spina, precipitando sul fondo della classifica. Mister Ranieri a lungo difeso dalla dirigenza per un senso di gratitudine per quanto fatto lo scorso anno. Poi la svolta, con l’esonero del tecnico italiano che magicamente ha riportato la tensione al giusto voltaggio. Un’ ipotesi, ovviamente, ma siccome dalla bocca dei tigrotti non esce una giustificazione reale e convincente su quanto accaduto, ma solo qualche sussurro che nel tempo è diventato un grido, tutte le ipotesi sono possibili e persino giustificate. Come già scritto in passato, non crediamo al dopo Monza e, neppure, alla mancanza di stimoli. Crediamo piuttosto che qualcuno si sia mentalmente tirato fuori da un progetto che non sente più suo e per il quale non avverte più appartenenza.
Ora, gli alibi stanno a zero. Si riazzerano le gerarchie, dando modo a tutti di  rilanciarsi, mostrando il proprio valore.
Inoltre, Darfo Boario e Pontisola sono ora vicinissime, per cui lo stimolo di centrare i play off dovrebbe far tornare la voglia di correre e lottare per centrare il minimo obiettivo stagionale.
Insomma, non manca nulla per dimostrare di essere calciatori e uomini di valore e chiudere in modo degno un campionato fin troppo deludente. Poi, probabilmene per molti tigrotti il futuro sarà lontano da Busto. Ma, come sempre, c'è un modo per farsi ricordare e cento per farsi dimenticare. Sta all'uomo, prima che al calciatore, scegliere il proprio destino.
Flavio Vergani

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Guido Visco Gilardi ( Busto A. 1925 ) ha subito 50 gol in 59 gare : è il  tigrotto portiere  meno battuto. 
Bustocco, rione San Giovanni, è stato scovato sul finire degli anni trenta all'Oratorio da papà Caimi  e portato alla Pro Patria. Janos Beckey, lo accoglie bene lo alleva  a puntino tanto da farlo esordire in 1^ squadra non ancora diciottenne( 29^ di serie B- Pro Patria Siena 3 a 1). Non gioca nel 1943 e 1944, prosegue negli studi universitari. Con la repentina morte del titolare Antonio Turconi( 27-4-1945) diviene titolare inamovibile anche nella stagione successiva culminata con la promozione della Pro Patria alla serie A. Non percepisce  stipendio,  solamente premi partita , parchè  a l'è da Busti. Chiede l'adeguamento delle proprie corresponsioni alle tabelle vigenti,   non ottiene  risposta affermativa, viene messo in disparte. Mantiene la forma,   si allena ogni mattina dalle sei alle otto, poi raggiunge l'Università poiché la laurea in Farmacia è priorità assoluta.
Nel 1949 rientra nel giro, para tutto contro Torino, Lazio, Juventus, termina  la stagione alla grande ,passa l'anno dopo al Torino, poi al Bari, al Verona, cessa l'attività al Fanfulla.
Ha ottenuto la Laurea in Chimica Farmaceutica, lascia il calcio, si occupa della salute della gente, diviene consigliere nazionale dell'Ordine dei Farmacisti.
Talvolta scambia quattro parole sul calcio giocato, scantona su inutili quisquilie  tra l'ieri e l'oggi, ammette che i palloni più leggeri creano difficoltà oggettive ai portieri attuali, sornione soggiunge che  di Bepi Moro  non ne ho ancora visto uno.”
Giorgio Giacomelli


Si tornerà in campo giovedì alle 15 allo Speroni, con il non irresistibile Levico Terme. Penultimo con 21 punti, 4 vittorie all’attivo, 9 pareggi e 17 sconfitte. Insomma, sulla carta pronostico secco a favore della Pro Patria, ma, con le prestazione dei tigrotti di questi tempi, nulla è semplice e scontato. Si giocherà nel giorno santo del lavaggio dei piedi, con i giocatori tigrotti che dovranno dimostrare di non lavarsene le mani di questa situazione nella quale sono precipitati per cause che, loro e nessun’altro meglio di loro, conoscono. Carnevale è finito da un pezzo e anche il primo di aprile è passato, per cui gli scherzi sono fuori moda. Per cui serve cambiare copione per non fa ridere in campo con prestazioni diverse dalle ultime e fuori dal campo archiviando la storia del dopo Monza, delle presunte conseguenze psicologiche e della depressione post big match che avrebbe minato la psiche dei tigrotti. E’ Pasqua, tempo di resurrezione, dopo aver regalato ai tifosi la perfetta quaresima, ricca di privazioni e sacrifici. Un digiuno che ha allontanato la squadra dal paradiso del secondo posto, portandola ad un passo dall’inferno. La parabola tigrotta è atterrata al punto di minimo di una stagione fatta di otto partite esaltanti e del resto deprimente. Giustificazioni elargite a palate, alcune condivisibili, altre meno, che hanno portato la squadra a terminare il campionato in modo peggiore di come lo si era iniziato. Rimane un ‘unica possibilità per dare un senso alla stagione che passa da una positiva prestazione nei play off. Impresa ai limiti dell’impossibile, visto che se affrontati da quinti significherà andare a vincere in trasferta, ossia dove non si è mai vinto durante il torneo regolare. Un pari a Bergamo in zona Cesarini, ko a Crema, Ciliverghe Mazzano e Monza. Ribaltare il trend negativo di una stagione in due partite sarebbe una vera e propria impresa. Tutto è possibile nel calcio se lo si vuole, se si hanno le palle, se si ama e si suda la maglia. Anche questo un trend da invertire. E’ stato chiesto di valutare il giocatore e non l’uomo. Perfetto, i risultati dicono che i giocatori sono da quinto posto, adesso dimostrateci che gli uomini sono da primo.

 Flavio Vergani

Non tutti i mali vengono per nuocere. Così dopo la valutazione di Collovati che lo ha gentilmente messo alla porta,costringendolo ad un campionato di serie D per far spazio a presunti fenomeni che hanno messo insieme sette, dicasi sette, punti in tutto il campionato, Francesco Giorno ha dapprima bevuto il calice amaro della categoria dilettantistica addolcendolo con un campionato super a Pesaro. Poi, ecco il salto in Lega Pro alla Casertana e ora per lui si scomoda la categoria cadetta che ha messo gli occhi sull'ex tigrotto. Per lui interessamento di Pisa e Bari, non certamente le ultime arrivate come blasone. Insomma, Collovati non c'hai capito una pippa!
Determinazione, umiltà, voglia di farcela senza mollare un centimetro le qualità del centrocampista di Busto Arsizio che ha confermato la regola che nessuno è profeta in patria. Figuriamoci alla Pro Patria.
In bocca al lupo Francesco!

FONTE WWW.TUTTOCALCIATORI.NET

Due club di Serie B avrebbero messo gli occhi su Francesco Giorno, centrocampista della Casertana. Il giocatore classe '93 in questa stagione ha siglato un gol in ventisette apparizioni dopo l'esperienza della passata stagione in Serie D con la Vis Pesaro. Ora è finito nel mirino dei club cadetti. Lo riporta TuttoB.com.