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Si spera nel Lecco, dopo aver sperato nel Darfo, nella Bustese e nella Pergolettese. 
Bisogna e bisognava sperare anche nella Pro Patria.
Caravaggio, Pergolettese, Ciserano e Trento sono state le risposte deboli alle imprese di chi ha fermato il Rezzato. Levico deve essere una risposta secca.
L’Everest è alto per tutti 8848 metri, per tutti c’è l’aria rarefatta che toglie il respiro, per tutti ci sono salite impressionanti e crepacci da paura.
C’è chi, come Messner, ha qualità congenite tali da non soffrire nulla di tutto ciò e sale spedito in vetta, ci sono altri che si aiutano con le bombole di ossigeno per vincere l’aria rarefatta, c’è chi si fa aiutare dagli sherpa per portare il carico, c’è chi rinuncia all’impresa, c’è chi cade e si rialza, c’è chi cade e muore.
Per tutti c’è la stessa difficoltà, vince chi le sa superare.
La Pro Patria non è il Messner della categoria, tutti lo hanno sperato, ma sulle ultime salite il respiro si è fatto affannoso.
Tutto serviva e tutto serve per salire in cima. Prima qualche sherpa, ora qualche bombola d’ossigeno. Sicuramente non serve il fatalismo giustificante che, in nome delle “difficoltà”, fa sembrare impossibile quello che è  sempre stato possibile.Ossia, che questa squadra possa arrivare in cima.
Che prima della vetta ci fosse la salita più dura era noto da sempre.
Nessun Messner è stato incontrato sulla via della vetta, ma solo un ottimo alpinista bresciano che, quando si è accorto di non riuscire a tenere il passo degli apripista, ha cambiato il suo versante di salita, scegliendone uno che più si conformava con le proprie caratteristiche.
Ha cambiato capo cordata e ha ingaggiato qualche sherpa in più per portare il carico .
La Pro Patria ha scelto di proseguire dritta verso la cima, convinta che non le mancasse nulla per mettere la bandiera sull’Everest.
Questa convinzione non può e non deve venire meno proprio a pochi passi dalla vetta. Certamente si è ripetutamente scivolati negli ultimi periodi e fortunatamente così ha fatto l’altro alpinista, ma adesso il campo base è lontano. Non si possono più chiedere aiuti di nessun tipo, serve camminare con lo sguardo verso l’alto.
Serve crederci, anche se l’aria è pesante e la salita dura. Certamente qualcuno lassù arriverà e chi arriverà avrà dimostrato che le difficoltà erano superabili.
Vince uno solo e festeggia, gli altri recriminano, ma trattasi di sterili giustificazioni.
Questo gruppo di scalatori e il suo capo cordata sono di valore e hanno l’obbligo di arrivare in alto. Non importa se un secondo prima o dopo gli avversari. L’obbligo è di dimostrare sull’ultima salita la capacità di arrivare in cima. Magari un secondo dopo, ma non dieci minuti dopo.
Levico, Ciliverghe e Darfo Boario sono partite da vincere a prescindere dal risultato degli altri.
Poi, forse mancherà un punto per piantare la bandiera biancoblù, ma almeno si sarà dimostrato di valere l’avversario. Cadere nel crepaccio dell’oblio a pochi metri della cima e congelare il sogno di sempre tra l’oscurità degli abissi non è un finale di scalata che meritano tutti quelli che hanno tifato da sempre per voi.
Flavio Vergani

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Cosa (non) si è visto a Trento? Niente di nuovo rispetto al solito. Tanti vizi e poche virtù, caratteristiche proprie delle giornate no dei tigrotti.
Le cause? Inutile cercare il difficile. E’ tutto più semplice di quanto sembri. La squadra fatica a segnare e per farlo impiega montagne di energie. Troppe. Si deve scalare il Monte Bianco, ma sembra si debba salire sull’Everest. Levico, Dro, Caravaggio, Ciserano, Trento, sono partite fotocopie nelle quali non si sono portati a casa punti pesanti. A questo si aggiunga la scarsa performance con le prime della classe e il bilancio va in rosso profondo. Se fatichi con le squadre di seconda fascia e non vinci con quelle di prima, diventa difficile avere sogni di gloria.
Motivi? Si, certo, si poteva pensare ad una punta nel mercato di gennaio, anche e soprattutto per rispondere al mercato del Rezzato che, quando ha capito di avere problemi, ha cambiato rotta in panchina e in campo. 
Si potrebbe pensare ad una squadra diversamente impostata con qualche concessione alla fase offensiva, come molti tifosi invocano da tempo. Si potrebbe valutare qualche cambio per giocatori che sembrano le brutte copie di sè stessi.
Ma, dalle parole di mister Javorcic emerge che il problema potrebbe essere non solo tattico.
La squadra è mentalmente scarica, non è brillante, non riesce ad automotivarsi, nonostante la posta in gioco sia di assoluta importanza. 
Se l’avversario è di media caratura (Pergolettese)lo subisce, se inferiore (Trento)non riesce a batterlo, neppure con doppia superiorità numerica.
Certamente, non un profilo di squadra vincente, di personalità, nonostante le dichiarazioni raccolte in settimana siano sempre improntate all’ottimismo più sfrenato ( "noi le vinciamo tutti, gli altri vedremo...)"
Riccardo Colombo, nel dopo partita di ieri, assicurava che a livello fisico i tigrotti sono “di categoria superiore” e che non vivono tensioni particolari tali da influire sulla prestazione. Alla domanda di identificare i motivi della debacle ha risposto: “Non saprei cosa dire…”
Mister Javorcic assicura che non si tratta di un problema tattico, Turotti si risente quando l’allenatore ospite fa notare alcune debolezze riscontrate a livello tattico, ma alla fine nessuno individua e risolve il problema lasciando agli avversari punti preziosi.
L’impressione è che si stia regalando un campionato quando si potrebbe averlo già vinto da tempo.
In poche parole, non c’è la consapevolezza del vero problema da combattere e questo è ancor peggio che conoscere la diagnosi per poterla curare.
Il calcio è imprevedibile, questo si, può capitare di non vincere una partita con una squadra più debole sulla carta, ma devono essere casi isolati e non un trend preciso. In questo caso non si tratta di una fatalità, ma di una debolezza che si ripresenta ciclicamente.
Ieri, a Trento, non si è trattato di un punto di flesso in una stagione di picchi, ma dell’ennesimo flesso di una curva altalenante che vede troppi punti negativi con squadre di vertice e troppi flessi con squadre di seconda fascia. 
Se poi si gode della doppia superiorità numerica e il goal non arriva, non si tratta solo del “calcio”, ma, probabilmente, di una mancanza insita e congenita di un gruppo di giocatori bravi tecnicamente, ma che ancora non hanno dimostrato di essere dotati delle unghie dei tigrotti (tanto per dirla in modo elegante).
Squadra orfana di un leader con la L maiuscola in grado di scuotere chi,probabilmente, è prigioniero del sogno tanto da vivere un incubo. E, forse, di un ambiente, inteso nel suo complesso, eccessivamente protettivo, rassicurante e comprensivo, tanto da non creare pressioni positive e stimoli adeguati ai giocatori.
Una percezione di fatalismo strisciante che si avverte dallo spogliatoio spesso, a nostro avviso, troppo giustificato e complimentato anche di fronte a prestazioni non impeccabili.
Questi giocatori sono stati scelti per vincere il campionato, non per ben figurare. Per cui, paure, tensioni, debolezze caratteriali non sono ammesse. Busto è piazza esigente per giocatori eccellenti, non è ammesso perdere un campionato per paura della propria ombra.
I tifosi che ieri si sono messi in viaggio per Trento (ma anche gli altri)meritano ben altro che queste prestazioni incolori,senza nerbo e convinzione.
Nessuno pretende la vittoria sempre e comunque, ma la dimostrazione tangibile che tutti credono nel sogno e tutti lo pensano possibile. Non a parole, ma con i fatti. Fatti che non si sono visti con la Pergolettese e con il Trento, ma neppure con il Caravaggio.
La domanda sorge spontanea: ma voi ci credete veramente come i tifosi? E, in caso di risposta positiva, perché non lo dimostrate in campo? Stanchi fisicamente e mentalmente? Attenzione nella risposta, consigliamo di valutare bene a chi vi state rivolgendo. Spesso, trattasi di persone che si alzano alle cinque del mattino per lavorare, ma alla domenica si alzano lo stesso prestissimo per seguirvi ovunque. Senza stanchezze o debolezze. Non si è mai stanchi per la Pro Patria.
 Qualcuno obietterà che non è  la stessa cosa, si, invece lo è. Questi tifosi e questa società meritano rispetto, massimo rispetto. Le ultime tre partite, comunque vadano, devono essere un modo per dimostrare quanto ci tenete a queste persone e a questa maglia. A fatti, non a parole.
Per cui, è il momento di spazzare via paure, tensioni e stanchezza per dimostrare in campo quello che valete.
Le parole stanno a zero!
Flavio Vergani

Davvero singolare la scelta del team manager Gonnella che manda in sala stampa Riccardo Colombo che neppure ha messo piede in campo. Una rappresentanza sindacale giustificata dallo stesso centrocampista non senza qualche difficoltà: "Forse sono più lucido di altri ed eviterò dichiarazioni simili a quelli di qualcuno più forte di noi (Buffon, n.d.r.).

Il suo commento: " Campo non adatto alle nostre caratteristiche, poca lucidità e gioco con lanci che non è nelle nostre corde. Oggi, rispetto alla gara di domenica scorsa, ho visto una gara diversa. La Pergolettese ci  ha messi in difficoltà, il Trento voleva il pareggio. Non so perchè non vinciamo i match importanti, la voglia ce l'abbiamo, ci manca l'ultimo spunto per segnare. Creiamo molto, ma non sempre sblocchiamo il risultato. Non viviamo nessuna tensione in settimana, chi ci vede allenare lo sa. Come sa che fisicamente siamo a posto, siamo da categoria superiore. Diciamo che abbiamo alle spalle poche partite dominate, avendole vissute fino al novantesimo sull'equilibrio, perdiamo  molte energie mentali che poi ci mancano nelle gare successive. Oggi ho visto troppi errori tecnici che non ci competono. Ci credo ancora, il Lecco è squadra combattiva  e di qualità che darà battaglia al Rezzato".

Da chiedersi se la Pro Patria darà battaglia al Levico, diversamente sarebbe la beffa della beffa.
Flavio  Vergani

L'analisi del  match di Mister Javorcic:

"Non è semplice giocare partite del genere. Il  Trento nel primo tempo ci ha messi in difficoltà con l'agonismo che poi ha pagato con la doppia espulsione. Abbiamo avuto la possibilità di forzare la partita grazie alla doppia superiorità numerica, ma non ci siamo riusciti.
Sono partite dove subentrano molti fattori che influiscono sulla lucidità. Dobbiamo essere positivi per finire bene. Dobbiamo credere in noi stessi. Il verdetto va accettato. Non rimprovero nulla alla squadra, occorre supportarla seguirla. Anche oggi ho visto molti tifosi al seguito, questo è lo spirito giusto che va perseguito.
A mio parere oggi abbiamo sbagliato troppo a livello tecnico e questo ha permesso al Trento di giocare la sua gara. 
Anche il Rezzato ha avuto le sue difficoltà, c'è paura da parte di tutti visto quello che ci stiamo giocando. Siamo umani, il calcio è imprevedibile, dobbiamo crederci. Faccio i complimenti al Trento per la sua prestazione gagliarda. Certamente potevamo fare meglio, ma voglio essere positivo, seppur oggi non è scesa in campo la Pro Patria migliore. Il Trento ha cambiato disposizione tattica, come fanno tutte le squadre che ci affrontano, ma non ci ha sorpresi.
Non segnare con la doppia superiorità numerica fa parte del calcio, trattasi di un problema di testa.
Abbiamo speso molto in energie nervose a volte accade quanto visto oggi. Abbiamo cambiato giocatori e moduli senza risultato".
Flavio Vergani

MANGANO: 6
Rimane interdetto sul palo-traversa dei padroni di casa, per il resto svolge il suo facile compito

COTTARELLI: 5
Per vincere le partite con il modulo della Pro Patria serve spingere, dialogare, saltare l'avversario e crossare decentemente. Non avviene nulla di ciò.

SCUDERI: 5,5
Quanti pasticci, quante indecisioni, quanta poca lucidità.

ZARO: 5,5
Il doppio palo dei locali avviene su una pazzesca gestione del pallone del centrale che si improvvisa Franco Baresi anche se si chiama Giovanni Zaro. In partite del genere non te lo puoi permettere.

MOLNAR: 6,5
Prestazione convincente per il biondo centrale che ha già vinto il suo campionato.

GALLI: 5
Assente ingiustificato, spia della benzina in rosso costante, poche idee  e confuse.

PETTARIN: 4,5
Da lui ci si attende quel valore aggiunto proprio dei giocatori senior. Ebbene, da tempo è impreciso nel palleggio, lento nel pensiero, frenato nel dinamismo. In settimana aveva fatto sapere che lui ci credeva, oggi sembra aver cambiato idea.

GAZO: 5,5
Uno dei pochi che sembra crederci sempre, anche se l'antica lucidità è un lontano ricordo.

DI SABATO: 5
Non è il suo anno, non prende per mano la squadra, ma nemmeno sè stesso.

GUCCI: 6-
Si danna l'anima per accorciare la squadra, per fare sponde di testa e per centrare la porta, ma da solo non basta.

LE NOCI: 6+
Il piede non è fatato nell'occasione e la Pro Patria perde uno dei suoi motivi di pericolosità. Si salva con la classe.

MISTER JAVORCIC: 5
Per contratto è il primo che non può uscire assolto da partite del genere. Due partite decisive toppate sono tanta "roba", troppa roba.


Chiunque lavori in un’azienda di business sa che il capo delle risorse umane suddivide i propri dipendenti in due categorie distinte: front office e back office. Il primo gruppo comprende funzioni come marketing e vendite. Il secondo funzioni di staff, come customer care, contabilità, amministrazione. La differenza? Entrambi i gruppi richiedono elevate competenze professionali, ma il primo gruppo deve fare business e quindi deve avere un ‘elevata resistenza allo stress per l’ottimale gestione dei clienti, del personale, dei fornitori, della concorrenza.
Il primo gruppo necessità di elevate energie mentali per dettare la strategia, il secondo di elevate competenze operative per la perfetta esecuzione.
Se a un responsabile del personale si chiedesse a che categoria appartiene la Pro Patria di oggi , risponderebbe senza alcun dubbio che i tigrotti appartengono al back office.
Infatti, le mancate vittorie degli scontri diretti, la mancata vittoria di domenica scorsa e la mancata vittoria di oggi con un Trento ridotto in nove uomini, definiscono in modo chiaro che  la squadra patisce notevolmente l’esposizione allo stress, alla preoccupazione alla gara che non puoi sbagliare per nessun motivo, alle partite decisive.
A parole dovevano essere tutte finali dall’esito scontato, la preoccupazione era di gufare il Rezzato, sperando che il Darfo facesse il proprio dovere.
Così è stato, ma la Pro Patria lo ha fatto il proprio dovere? Decisamene no. Il Trento ha colpito in un'unica azione un palo a portiere battuto e una traversa sulla ribattuta, ha avuto una doppia espulsione( la prima discutibile)e un rigore dubbio non concesso. La Pro Patria? Nessun tiro nello specchio della porta.
Che tutte le partite siano difficili è un dato di fatto, ma la classifica comunica dei valori chiarissimi che non possono essere messi continuamente in discussione. Rimanere in doppia superiorità numerica e non centrare neppure lo specchio della porta, nonostante la presenza in campo di Gucci, Le Noci, Santana, Ghioldi e Pedone, apre l’analisi sulla consistenza motivazionale di una squadra che sta permettendo al Rezzato, non di vincere il campionato, ma di averlo in regalo. Se si pensa ai punti di vantaggio che la Pro Patria aveva nella prima parte del torneo, alle sconfitte di bresciani con Pergolettese e Bustese che hanno rimesso in corsa i tigrotti e al jolly di oggi non sfruttato, ci si chiede cosa deve ancora accadere per vincere il campionato.
In settimana i tigrotti ripetono a memoria che loro ci credono, che il campionato non è terminato, che vinceranno cinque/quattro/tre finali, ma poi in campo non mostrano identica certezza.
I tifosi, o almeno molti di loro, hanno dimostrato di crederci sciroppandosi 500 km più relativi costi per supportare la squadra, in campo tutto si è visto tranne una squadra con analoghe certezze.
Incapacità di gestire lo stress, paura di sbagliare, tensione, ansia da prestazione sembrano essere le cause che attanagliano i giocatori. Elementi propri che differenziano le figure da staff da quelle di business.
Ma, per vincere, in azienda e nello sport serve essere temprati anche verso questi fattori di disturbo. Solo così si può ambire ad essere uomini  forti da “front line”. Chi rimane nel back office rimane eternamente nella propria area di comfort che non basta mai per essere dei vincenti.
Oggi potrebbe essere passato il penultimo treno per la promozione, ora, più che sperare che il Lecco fermi il Rezzato, occorre chiedersi e convincersi di poter vincere le proprie partite.
Il campionato era lì su un piatto d'argento, bastava allungare la mano. 
Oggi, chi era a Trento ha visto tutto, tranne la voglia di vincere una finale. Chiamatele semifinali se pronunciare finale vi fa paura, ma vediamo di vincerne una che conta, visto che da ormai due campionati questo non avviene.

Flavio Vergani

Pullman pronto per il ritiro di Trento sul quale non saliranno Bortoluz e Mozzanica. Il primo per un infortunio alla caviglia, il secondo per febbre. Torna Gazo dalla squalifica e Santana che sta recuperando dall'infortunio muscolare. Il capitano ha segnato la sua ultima rete proprio contro il Trento nel girone di andata, un'occasione per dare una mano ai tigrotti dopo il letargo invernale.
Trentini partiti con l'obiettivo promozione che si trovano a lottare per la retrocessione. Rispetto per l'avversario ma anche consapevolezza che se la Pro Patria è lassù e il Trento laggiù, un motivo ci dovrà pur essere, per cui nessuna paura o incertezza, serve vincere per stare in scia al Rezzato impegnato a Darfo Boario.
In panchina del Trento Rastelli ha dato il cambio al gemello Filippini. Rastelli condannò la Pro Patria alla retrocessione quando allenava il Pergocrema e vinse la pseudo finale con la Feralpì Salò che permise ai bresciani di salire in Lega Pro a spese della Pro Patria. Un'occasione per vendicare queste beffe del passato.
Tifosi mobilitati con auto private e mini pullman per raggiungere Trento.
Flavio Vergani

Il Pro Patria Club e il Tigrotto organizzano un pullman per la trasferta di Trento:
Costo : 25 euro
Partenza : ore 7, 30 dallo stadio
Iscrizioni : 340.2915774    

Busto Motor Company crede nella Pro Patria come veicolo commerciale tanto da diventarne sponsor ufficiale. Un esempio che molte aziende del territorio dovrebbero seguire.
Domani alle 17 una rappresentanza di giocatori tigrotti sarà presente all'autosalone di via Francesco d'Assisi 4 a Olgiate Olona. Il programma prevede la consegna delle maglie e la possibilità per i tifosi di scambiare due parole con i giocatori. Brava Busto Motor Company!

Ferrario della Pergolettese dopo il goal si arrampica sulla rete. Il regolamento dice che va ammonito. Perchè il signor  Kumara da Verona (quale Verona?)non lo fa?
Zaro lanciato a rete viene cinturato e abbattuto dal difensore ospite. L'arbitro non vede, il guardialinee  Roca da Foggia a pochi metri cosa guarda? La luna?
Sveglia!
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Il palo di Molnar nei minuti finali del match ha strozzato l’urlo di gioia nella gola dei tifosi. Il calcio è davvero strano e spesso sembra ci siano squadre baciate dalla fortuna e altre discretamente ignorate.
Si pensi a quanto sta accadendo nel girone A di serie D dove ci sono in lotta per la promozione il Gozzano con il Como.
Ebbene, settimana scorsa il Como impattava per uno a uno la gara casalinga con l’Inveruno e il portiere ospite favoriva il goal della vittoria lariana con una papera incredibile che abbiamo pubblicato.
Sospiro di sollievo per il Como e rabbia per il Gozzano che avrebbe aggiunto altri due punti di vantaggio ai due che già può vantare.
Ieri, al 93esimo il Como vinceva a Bra quando ecco che l’arbitro assegna un calcio di rigore al Bra.
In caso di realizzazione il campionato del Como si sarebbe potuto considerare quasi chiuso. Invece? Invece il giocatore del Bra tirava un rigore centralissimo che permetteva al portiere ospite di respingerlo.
Altro sospiro di sollievo per il Como e doppio rammarico per il Gozzano.
San Giovanni non fa inganni? Lo vedremo domenica prossima quando al Senigallia di Como arriverà la capolista Gozzano per un big match che deciderà il torneo.
Flavio Vergani


Quello che si sarebbe potuto fare fa già parte del passato. Quello che serve fare fa parte del presente e del futuro: vincere.
Inutile sperare che gli avversari possano fermarsi se non ci si convince che la Pro Patria ha la possibilità di vincere il campionato.
“Convincersi” non è utilizzato a caso visto che quello che è emerso ieri (e non solo ieri) è stata la percezione di una mancanza di personalità e autostima  dei tigrotti che li porta più a subire l’avversario che ad azzannarlo. 
Le molte partite vinte di misura, i timidi pareggi di Dro, Levico, Caravaggio, le prestazioni non entusiasmanti con Scanzorosciate e Ciserano non hanno mai trasmesso l’idea di una squadra conscia delle proprie forze nelle quali credere per intimorire gli avversari. Si è sempre avuta l’impressione che gli avversari prendessero coraggio proprio da questa mancanza di personalità che non dovrebbe essere cosa propria di un organico ricco a livello qualitativo come quello bustocco.
Una Ferrari che sembra andare a sessanta all’ora rimanendo davanti a chi può andare solo a cinquanta, senza però staccarla definitivamente, nonostante le potenzialità del motore.
Mister Javorcic è attento all’equilibrio tattico e questo è indubbiamente importante, ma forse qualche rischio in più in determinate partite potrebbe essere gestito con diverso coraggio.
Tutti gli avversari meritano rispetto e tutte le partite sono difficili, ma alcune devono essere più semplici di altre se la differenza di qualità in campo diventa importante. Lo stesso Rezzato dimostra che la differenza con chi occupa la parte medio bassa della classifica vale spesso quattro reti di differenza. Ne segue che se Rezzato e Pro Patria stanno dove sono diventa automatico pensare il discorso debba valere per entrambe.
Ieri, in una partita determinante per la stagione bustocca, è scesa in campo una squadra timida e tesa che non ha saputo trovare il sacro furore nemmeno quando il goal di vantaggio avrebbe dovuto sciogliere i muscoli e la mente dei tigrotti.
Facile e scontato pensare che, più che una questione tattica, quanto visto in campo sia la conseguenza di una squadra poco affamata, poco cattiva e scarsamente determinata.
Lo svolgersi del gioco spesso trasmette questa sensazione con ritmi rallentati, giro palla estenuante, difesa del vantaggio acquisito, senza finire l'avversario con un paio di cazzotti in faccia. In sintesi: ci si accontenta di vincere ai punti anche quando ci sarebbe il modo di vincere per ko.
Mister Javorcic nel dopo partita di ieri diceva che la Pro Patria ora deve fare quello che ha fatto finora il Rezzato che, nonostante fosse spesso dietro i tigrotti, è riuscito a mantenere alta la concentrazione senza cadere in depressione. Un merito dei bresciani che la Pro Patria non ha al momento dimostrato se si pensa che dopo il match perso in casa con la capolista ha subito una crisi di identità che l’ha portata ad un filotto di risultati negativi.
Dagli errori devono nascere i miglioramenti per cui questa volta si dovrà dimostrare una diversa tenuta psicologica che possa mantenere aperto il campionato fino all’ultima giornata.
Dai bresciani forse bisogna imparare un po’ di quella “scialoneria” che li porta a ribaltare fragorosamente le partite mostrando e dimostrando chi comanda in campo.
Ma, se loro sono il Rezzato, noi siamo la Pro Patria alla quale non manca nulla per essere pari agli avversari. O forse si, la convinzione di essere almeno pari ai bresciani e superiori alle altre squadre del girone. Ma non a qualcuna...a tutte. E, non di un goal, ma di molti goals.
Il rispetto per gli altri non deve e non può diventare un freno a mano che blocca le ruote di questa Ferrari che non può e non deve perdere la convinzione di valere la pole position.
Serve spingere sempre e comunque a costo di  subire qualche ammaccatura. Arrivare in fondo con l'auto lucida e cerata, ma seconda in classifica, non ha senso. Nessun senso!
Flavio Vergani

L'analisi di mister Javorcic parte dal conteggio dei presenti in sala stampa e, con l'occhio vigile, osserva qualche assenza importante e la cosa lo amareggia, commentando:"Troppo facile così, vi vedo in meno..."
Poi, passa all'analisi della gara: 
Mi aspettavo un match difficile e così è stata. Siamo andati in vantaggio, dovevamo farla morire lì. 
Invece, abbiamo subito il goal, comunque ci sta a pareggiare con la Pergolettese.
Credo che parlare di mancanza di determinazione in queste partite non abbia senso, diciamo che non abbiamo tirato fuori la determinazione e personalità. Ci abbiamo provato con tutto quello che avevamo che non è bastato a vincere. Ma la determinazione viene da sè.
La chiave della partita era a centrocampo, lo sapevamo. Abbiamo perso ritmo e dominio e siamo andati in difficoltà.
La mancanza di Gazo e Colombo ci hanno penalizzato, ma non voglio aprire questo discorso, non l'ho mai fatto. Certo è che averli è meglio che non averli in partite del genere.
A riguardo della mini contestazione subita dico che fa parte del mondo del calcio. Esiste il mondo del calcio e il gioco del calcio. Queste critiche fanno parte del mondo del calcio, dove ognuno ha la libertà di commentare. Busto è come le altre piazze, non mi sorprende per niente. Ci sono tifosi e tifosi, persone e persone, non voglio fare il protagonista e non ho manie di grandezza.
Non credo la squadra possa subire l"effetto Rezzato", sarebbe un suicido. Loro sono stati dietro a lungo e non hanno mollato. Adesso tocca a noi fare lo stesso, rincorrere e gufare.
Scontro diretti mai vinti? E' vero, ma non è questo il momento di amplificare questo aspetto. Se il palo fosse stato goal avremmo vinto uno scontro diretto. 
Si nuovo sento parlare di campionato finito? Di cosa  state parlando? Se pensassimo così ci conviene andare a casa tutti. Il calcio è imprevedibile.
Flavio Vergani


Mister De Paola commenta il match:
Non conoscevo la Pro Patria, bella squadra con ottimi giocatori e cambi, ma noi non siamo stati da meno. Abbiamo una difesa giovane e ci mancava Contini, uomo di esperienza che dà valore aggiunto.
La Pro Patria è organizzata, rischia poco e sa giocare a calcio, per cui sono contento. Non ho visto grande mordente da parte loro, se fai la partita delle vita devi mordere le caviglie anche in area neutra. Quello che faremo noi con il Crema il prossimo turno. Altro vantaggio è stata la scarsa marcatura a Manzoni, per noi giocatore importante.
Mi dispiace per l'amico Javorcic, ma il calcio è questo. Da parte mia dico che da dicembre ad adesso ho fatto 31 punti in 14 partite, come la Pro Patria. 
Finale pasquale del mister cremasco:Non vado mai in chiesa, ma con mia moglie sono andato alla celebrazione della Passione di Gesù e il prete mi ha colpito con questa frase: "la dignità è qualcosa che scorre nella pelle e nel sangue", in questo mondo qualcosa non quadra e io rimango spesso in vacanza a lungo, poi , quando mi chiamano, azzanniamo bene. Anche a Lecco ho fatto bene, 70 punti, ma non mi convinceva il presidente, per cui me  ne sono andato. Amo le vacanze lunghe.
Campionato finito? Si, credo di si, i bresciani hanno qualità immense, anche se ritmi bassi. Noi li abbiamo aggrediti alti per metterli in difficoltà e siamo riusciti a vincere.
Non ero mai a venuto a Busto, non vi manca nulla, avete tutto, complimenti!
Flavio Vergani

MANGANO: 5
Colpevole sul goal ospite con un'uscita disperata della quale non se ne sentiva la mancanza. In quelle situazioni il portiere ha tutto da perdere, infatti... Inesperto

COTTARELLI: 6
Stavolta fa assist e siccome nel passato prendeva mezzo voto in meno per questo fondamentale, oggi ne prende mezzo in più.

GALLI: 6
Ci mette l'anima e spinge con tutto quello che ha. Ma, se una squadra come la Pro cerca sempre e solo lui per trovare una soluzione qualcosa non funziona.

ZARO: 6,5
Il cliente che gira dalle sue parti è di quelli tosti, lui lo legge bene quasi sempre, tranne una volta.

MOLNAR: 6,5
Leggasi sopra, il duo centrale ha retto fin troppo bene le folate che arrivavano da una finestra spalancata chiamata centrocampo bustocco.

SCUDERI: 6
Solita partita onesta e concentrata del nostro under che non soffre più di tanto un pomeriggio davvero difficile.

DISABATO: 5
Gli costruiscono una gabbia intorno e lui non trova la chiave del gioco. Quando difende soffre la fisicità avversaria.

PETTARIN: 5
Lanci fuori misura tanti, recuperi pochi, fiato ancora meno. Dovrebbe illuminare il gioco, ma produce solo ombre.

PEDONE: 4,5
Lasciamo perdere, è meglio. Capitano giornate del genere, peccato sia capitata proprio oggi.

GUCCI: 5,5
Non trova spazi e si ingolfa nella difesa ospite. L'impegno c'è, ma non è certo il bomber che c'era dall'altra parte.

LE NOCI: 7,5
Un punto in più per un goal davvero bello e che poteva essere decisivo. Poi, gioca, produce, imposta e conclude, ma da solo non basta. Santana determinante nel girone di andata, lui in quello di ritorno. Basterà?

MISTER JAVORCIC: 5
Aveva detto che tra tutte le partite giocate gli sarebbe piaciuto rigiocare quella di Crema con la Pergolettese. Ci si aspettava che avesse in testa la sorpresa. Invece, non trasmette alla squadra il giusto mordente, nessun coltello tra i denti e a livello tattico esce perdente dal duello con De Paola.

La Pro Patria vince in ospitalità tributando applausi e attenzioni all'ex Gigi Sartirana, ora nei quadri dirigenziali cremaschi, perde sul campo quanto a gioco e ad approccio del match e pareggia in termini di risultato.
Niente di nuovo su questi schermi: la Pro Patria non ha mai vinto con squadre che occupano le prime cinque posizioni. Un caso? A questo punto decisamene no, trattasi di una costante sulla quale occorreva trarne della conclusioni. Due indizi fanno una prova, otto partite non vinte fanno una certezza.
In campo si è visto una ottima Pergolettese che da quando è arrivato mister De Paola viaggia con identico ruolino di marcia della Pro Patria, ma dai tigrotti ci si aspettava molto  di più. Lo ha detto anche l'allenatore ospite che ha commentato la prova dei tigrotti con queste parole:" La Pro Patria è un' ottima squadra,  ma partite come queste le devi affrontare mordendo le caviglie agli avversari, anche negli spogliatoi. Ossia, quello che faremo noi con il Crema nel derby di settimana prossima. In più, aggiunge l'allenatore dei giallo blù, "è stata data troppa libertà al nostro Manzoni, uno di qualità  che se non lo marchi fa la differenza".
Nonostante il vantaggio ottenuto con una perla di Le Noci, la Pro Patria è apparsa sempre in balia dell'avversario e del suo bomber Ferrario che ha fatto la differenza anche in occasione della rete ospite, ottenuta grazie ad un preciso schema applicato ad un tiro dalla bandierina.
Mister Javorcic, beccato da qualcuno della tribuna reo di non rendere la squadra più offensiva, ha dato l'idea di ave dato una precisa lettura della partita, preferendo non perdere, piuttosto che tentare di vincere a tutti i costi.
A pochi secondi dal termine la vittoria ha sfiorato i biancoblù con un palo pieno colto da Molnar su punizione magistralmente battuta da Mozzanica, ma la dea bendata ha detto "no" e il campionato prende una pericolosa deriva.
Ora, il  Rezzato è padrone del suo destino, gli basterà vincere con il Darfo a Boario, in casa con il Lecco e con la Romanese per staccare il biglietto della serie C.
Tigrotti obbligati a vincere a Tento, in casa con il Levico, a Ciliverghe e in casa con il Darfo.
Se non un'impresa, poco ci manca, ma come sempre la speranza è l'ultima a morire. Anzi, la penultima, gli ultimi potrebbero essere i tifosi  che difficilmente sopravviverebbero ad una ennesima delusione.
Flavio Vergani

Si sta svolgendo un incontro affollato e intenso in biblioteca. Si intitola "La voce di Busto". Parla di identità, di cultura e dialetti: una squadra all'unisono, perfetto.
Intervengo anch'io e racconto (anche) di come lo stadio sia un luogo dove ancora parlo e ascolto il bustocco. Perché lì? Perché ci si sente uniti, si parla col cuore, ci si libera dalle paure di essere giudicati per uno strafalcione.
Quando termino, vengo avvicinata da un serio studioso: ahi, avrò toppato qualcosa?
- Sa quando sento Patria cosa mi viene in mente? Busto! La Pro Patria.
Musica per le mie orecchie, sospiro: perché non era la sede, avrei voluto anche urlare venite allo stadio domani.
- Doveva farlo!
Quando si allontana, sono felice e anche un po' triste. La Pro Patria, conduce a Busto. È Busto.
Spiegata da un professore, è anche facile da capire.
Sogno di vederlo applicato visivamente allo Speroni. Dagli abitanti ai politici, cominciando da quelli che durante il referendum per l'autonomia ci hanno ricordato tanto il valore del territorio e dei suoi simboli, delle sue realtà. Pagando il biglietto, magari.
Marilena Lualdi



Domani match di alta quota allo "Speroni" dove la Pro Patria si giocherà una fetta di promozione incontrando la sempre temibile Pergolettese.
I tifosi della curva si sono mobilitati tappezzando la città di volantini con l'invito a seguire questa partita con l'obiettivo di raggiungere almeno quota mille tifosi.
Prevista una coreografia speciale e un tifo infernale per i tigrotti in lotta per la promozione.
La temperatura mite della primavera, l''inizio della gara alle ore 15, il dovere di esserci almeno una volta, dovrebbero essere fattori scatenanti e decisivi per i più tiepidi a prendere la via dello "Speroni".
Insomma, una Daspo al contrario, obbligo di firma per tutti i tifosi dalle 15 alle 17 allo stadio peer tifare la nostra Pro Patria.
Intervenite numerosi!
Flavio Vergani


Due giorni colorati con le tinte della passione calcistica di tutta Italia. Questo il programma dell’incontro che si svolgerà a Livorno domani e domenica nei quali le tifoserie calcistiche avranno modo di condividere le loro esperienze editoriali dedicate alle squadre delle proprie città o altre tipologie di progetti utili a valorizzare i colori del cuore.
Non mancherà la Pro Patria con lo storico per eccellenza Giorgio Giacomelli che interverrà al convegno con un contributo dedicato al Museo della Pro Patria.
Iniziativa davvero importante e meritevole di elogio per gli organizzatori. 
Peccato solo quel “bianco e azzurri “riservato alla Pro Patria in sede di citazione del titolo. La Pro Patria di bianco e azzurro ha poco niente e per un’organizzazione che fa dei colori la “reason why” dell’evento tali dettagli dovrebbero essere maggiormente curati.
Flavio Vergani

Chiara Cirigliano è volata in cielo ma vive in terra. Vive sul palco dei "Reattori", compagnia teatrale di suo papà Marco e di suo zio Luca. Vive nella "Casa di Chiara" CLICCA ED ENTRA i cui progetti hanno preso per mano tanti bambini come lei, aiutandoli nelle loro necessità.
Chiara vive nel cuore di ognuno di noi e quando il cuore ha molto da dire  riesce a scrivere libri  stupendi, come quello di Marilena Lualdi.
Basterà sfogliarlo per avvertire il respiro di Chiara sui nostri volti, guardarlo per guardare nei suoi occhi, leggerlo per entrare nell'anima di questa straordinaria bambina che ha saputo amare e farsi amare nel suo breve viaggio terreno.
Chiara è una farfalla in volo i cui colori stupendi tingono e illuminano d'immenso la vita di mamma Stefania e papà Marco che hanno saputo cogliere l'energia lasciata in eredità dalla loro bambina per farla vivere nella feconda quotidiana presenza.
"L'aria di Chiara" merita di essere respirata.



Come sempre ecco l'anteprima del "Tigrottino" che sarà nelle edicole nei prossimi giorni.
Come sempre tanti numeri, notizie e curiosità, Simone Merlotti scova chissà dove un ex tigrotto di qualche anno fa, Centenaro torna tra noi dopo la trasvolata oceanica e ha un ringraziamento particolare da fare, doppio editoriale e tanti numeri del nostro statistico.
CLICCA E LEGGI

La sorpresa era nell'aria tanto che Patrizia Testa si era lasciata scappare qualcosa fin da giovedì scorso in quel di Busto Garolfo durante il derby con la Bustese, ma da ieri è una certezza.
Grazie ai suoi buoni rapporti con Beppe Marotta, direttore generale della Juventus, è riuscita nell'impresa di portare a Busto il Real Madrid atteso in Italia iper la gara di Champion con la Juventus.
Il Real Madrid atterrerà a Malpensa lunedi mattina e nel pomeriggio, con inizio alle 16, svolgerà un allenamento congiunto con la Pro Patria.
Fin da ieri pomeriggio è partita la caccia al biglietto (posto unico 20 euro), tanto che lo Speroni è quasi esaurito. Sarranno messi in vendita gli ultimi 300 tickets dalle ore 10 di lunedì 2 Aprile ai botteghini dello stadio con priorità per gli abbonati della Pro Patria.
A fine allenamento verrà estratto un biglietto il cui possessore potrà gustarsi un aperitivo con Cristiano Ronaldo presso la Pizzeria Feroce sita in zona stadio.
Poi, gli spagnoli partiranno per il ritiro di Torino.
Un capolavoro di Patrizia Testa che ha regalato ai tigrotti una sorpresa pasquale davvero unica ed inattesa.

Polemiche roventi sono in corso, sul web e non solo, dopo quanto accaduto a Como nella partita tra i lariani e l'Inveruno di patron Simonini.
Al 92esimo, sul risultato di uno a uno, il portiere dell'Inveruno ne combinava una grossa e il Como portava a casa la vittoria che lo avvicinava al Gozzano fermato sul pareggio dalla Fulgor Caratese.
Ora, il Gozzano rimane primo, ma il Como accorcia a meno due punti con lo scontro diretto ancora da giocare a Como.
La cultura del sospetto non si è fatta attendere e sono partiti i consueti duelli tra chi sostiene la volontarietà di quanto commesso dal portiere e chi invece la reputa una semplice papera.
E, fino a che a parlare sono i tifosi va bene così, ma quello che va meno bene è quanto pubblicato sulla pagina facebook del Gozzano calcio dove l'episodio viene così commentato; "Errore tecnico, oppure..."
Un dico non dico che lascia aperte mille interpretazioni, anche se tutti pensano comunque ad una sola.
Non un esempio di etica sportiva che potrebbe aver infastidito il board dell'Inveruno che potrebbe dare seguito a quanto necessario per spazzare via ogni sospetto sulla correttezza dei propri giocatori.
Flavio Vergani

LEONARDO GALLI CLICCA E VEDI

Rivivi le emozioni del derby con le immagini del sempre bravo Manuel Favia
CLICCA E VEDI

MISTER JAVORCIC https://www.facebook.com/aurorapropatria1919official/videos/2029488170602480/


In molti si saranno accorti che da qualche tempo manca sugli spalti il nostro presidente Roberto Centenaro. Niente paura, è vivo e vegeto e sta molto bene. Si trova però a migliaia di chilometri da Busto per una  un tour comprendente il Nuovo Messico e Costarica.
Un viaggio che ha unito il piacere di visitare queste nazioni, incontrare dei famigliari ed esplorare possibili opportunità di business.
Il rientro del Presidente è previsto per la prossima settimana.
Buon viaggio di ritorno Roberto, ti aspettiamo!

Pro Patria Club

Leonardo (Galli)fa il capolavoro centrando il primo goal stagionale dopo 31 presenze.
"L' ho molto desiderato, soprattutto dopo l'errore di domenica scorsa, sono felicissimo. Era importante chiudere la striscia positiva prima di Pasqua. Sapevamo le loro doti di palleggio, li abbiamo pressati e siamo riusciti a vincere. Adesso sotto con la Pergolettese con cui abbiamo perso la prima partita della stagione. Sarebbe importante vincere  la prima delle cinque battaglie che ci aspettano. Non mi sento di attribuirmi un voto, ma sono molto soddisfatto del mio rendimento. 
Relativamente al goal devo dire che non credo ci fosse un fuorigioco, ho chiamato la palla, ho visto che davanti a me c'era Gucci con un avversario, l' ho colpita pensando andasse sul palo, invece è entrata. 
Mi fa piacere sapere che mister Cusatis mi apprezza molto, come da lui detto in precedenti occasioni
Dedico il mio goal e quelli che verranno al ricordo di  mio papà".
Flavio Vergani

Giovanni Cusatis, allenatore Bustese, commenta il match con la Pro Patria:

"Abbiamo incontrato una squadra molto fisica che ci ha obbligati a forzare le giocate, dovevamo gestire diversamente alcune soluzioni, poi ci sono stati episodi determinanti. Il primo goal della Pro Patria arriva dopo una corsa di rientro di Gucci che era in netto fuorigioco, poi arriva Galli e segna. E' da rivedere. Comunque, abbiamo incontrato una squadra forte e la classifica lo conferma, Sul secondo goal dovevamo fare fallo, invece non abbiamo la loro cattiveria. Ti fanno giocare poco, se li salti ti fanno fallo, quando alzano i palloni per Gucci e accorciano serve essere più veloci.
Non possiamo neppure pretendere che il nostro ragazzino classe 2000 faccia miracoli.
Mi fate sempre la stessa domanda sul Rezzato, siete forti entrambi chi avrà più equilibrio mentale e resistenza psicologica vincerà. Tempo fa eravate disperati  e adesso siete lì. Serve equilibrio che a Busto non c'è. Parlo per esperienza, ricordo i miei primi tre mesi. Furono difficili. Poi, ho la mia idea su questo punto. Ossia che non esistono piazze facili e piazze difficili, ma solo società forti e società deboli.
Deluso per oggi? Mi aspettavo qualcosa in più sul piano del palleggio e sulle scelte. Siamo una squadra di ragazzi giovani, certamente mi spiace per come è andata, ma anche il goal annullato lo vorrei rivedere. La Pro Patria all'andata non ci ha fatto giocare e anche oggi ha fatto lo stesso, gioca sulle seconde palle dopo aver pressato i portatori. Stimo Javorcic, ma oggi non credo che il campo abbia impedito di giocare, noi ci abbiamo comunque provato. Le Noci è stato bravo, ma, a maglie invertite, avrebbe trovato un Pettarin che prima di farlo calciare gli avrebbe "spezzato le gambe".
Flavio Vergani