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La Pro Patria perde per uno a zero a Dro, scivola al quinto posto e inizia a sentire il fiato delle inseguitrici per l’ultimo posto valido per disputare i play off. Dopo Monza la squadra si è esclissata e nelle ultime quattro partite ha perso tre volte.
I motivi di questo rendimento deludente non li conosciamo, ma siamo vecchi del mestiere per non considerare i corsi e i ricorsi della storia che in genere hanno sempre avuto una e una sola risposta per queste situazioni. Opinione personale che rimane tale e vale come il due di picche quando a briscola comanda quadri, per cui atteniamoci ai fatti e ai numeri, ossia alla oggettività e alle costanti.
SCONFITTE COSTANTI: Tre partite perse su quattro contro Pontisola, Ciliverghe e Dro, con un pareggio in rimonta a Seregno. Decisamente un ruolino di marcia da play out, non da play off. Perché?
OTTO FINALI? Qualche giocatore nelle interviste settimanali ha dichiarato che da qui a fine campionato la Pro Patria giocherà otto finali per centrare il secondo posto. Sono queste le finali? Per fortuna non sono semifinali, altrimenti?
INFORTUNI COSTANTI: Da Monza in poi si sono ripetuti infortuni che, a parte Barzaghi, hanno colpito sempre gli stessi. Colombo, dopo la misteriosa assenza di Monza, ha giocato a singhiozzo. Bortoluz ha ritrovato la salute solo nella parentesi del Torneo di Viareggio. Santana, nonostante mister Bonazzi avesse ripetutamente affermato dopo i suoi infortuni che trattasi di “cosa lieve, con uscita precauzionale”, non è riuscito a ristabilirsi dopo 3 settimane di pausa. Per fortuna erano infortuni lievi. 
ELETTRICISTI BIANCOBLU': Per qualcuno i tigrotti hanno staccato la spina dopo Monza. A dir la verità sembrerebbe che abbiano staccato l’interruttore generale dell’alta tensione, visti i risultati. Perché? La presidenza continua a staccare gli assegni, per cui non si capisce il motivo per il quale la squadra debba staccare la spina. Serve una scossa!
I DEBOLI ALIBI DI MISTER BONAZZI: “Questa squadra è competitiva quando è al completo”, ha dichiarato il tecnico dopo la rifinitura di sabato scorso. D’accordo, ma se si tratta di incontrare le prime della classe. Pensare che il discorso valga anche contro il Dro ci sembra davvero un alibi debole, una giustificazione che non sta in piedi. Oseremmo dire una mancanza di ambizione e di convinzione nei propri mezzi. Una squadra che ha 20 punti in meno dei tigrotti non può far paura anche se manca Santana. Tra l’altro, il Santana degli ultimi tempi è del tutto sostituibile con qualsiasi esterno presente in rosa. Colombo è bravo, ma non mancano i difensori altrettanto bravi e Gionta era il portiere titolare a inizio stagione. Bortoluz? Beh, c’è Cappai, c’è Gherardi, non crediamo sia questo il problema. Scuderi? Non lo ha ordinato il dottore di farlo giocare.
MOTIVAZIONI AL CAPOLINEA? Che qualche giovane si senta disorientato, o forse, deconcentrato dalle voci di mercato non sembra essere ipotesi campata per aria. Che qualche senior venuto in serie D per rilanciarsi dopo gravi infortuni o stagioni negative , magari per vincere subito e facile, abbia raggiunto lo scopo e stia tirando i remi in barca è ipotesi altrettanto plausibile. Che le due ipotesi siano false occorre dimostrarlo sul campo, con i risultati. Che siano finali, semifinali o gironi eliminatori del torneo dell’oratorio. Diversamente brillano come il sole.
VOLEMOSI BENE: La società sta facendo miracoli e giustamente la tifoseria la rispetta con uno stile “fair” anche nei momenti difficili. Il rischio è di scambiare questo clima con la possibilità di fare, o meglio non fare, quello che questa squadra può e deve fare. I risultati degli ultimi periodi sono un’offesa a chi sta mettendo soldi e passione per riportare in alto la Pro Patria. Questa squadra non vale il quinto posto. Questa squadra ha il dovere di lottare per vincere i play off. Con assenze o meno. Zero alibi, please.
SERVE LA SCOSSA: Serve riattaccare la tensione e dare la scossa. Qualunque sia il problema va risolto alla radice, a costo di tagliare quello che nel tempo è seccato.
Flavio Vergani



La Pro Patria ritrova il campionato dopo tre settimane  con molti giocatori infortunati o non al meglio della condizione. Out Colombo, Bortoluz e Santana, che ha dato forfait dopo l'allenamento di rifinitura per il solito problema muscolare che lo infastidisce da settimane. Mister Bonazzi lancerà il giovane Scuderi in difesa, affiancato da Ferraro e Zaro, mentre in porta torna Gionta a cui viene data la possibilità di far vedere il suo valore dopo le presenze di inizio stagione. Centrocampo con il bravo Santic, che torna dopo l'infortunio, Pedone, Di Sabato, Piras e Barzaghi che rientra dopo il problema di pubalgia, seppur non ancora al meglio.
Gherardi e Cappai saranno le punte. Mercoledi alle 15 si tornerà in campo allo Speroni con la Grumellese, mentre domenica prossima, sempre  a Busto,ecco il Fanfulla Cavenago. Insomma, una settimana da gestire con tre gare, dopo tre settimane di sosta. Questo campionato vive di estremi, cinque squadre forti e il resto nebbia, lunghe pause associate a tour de force, qualche centinaio di spettatori in qualche campo e poche decine in altri, molte squadre che ambiscono alla promozione, ma solo una sale e, delle molte, poche che hanno le strutture per rispettare le regole di ingaggio per la categoria superiore. La serie D è proprio un inferno, chi aveva qualche dubbio, ora ne ha la certezza.
Flavio Vergani

Giorgio Giacomelli, un pozzo di storia, che oggi ha emozionato la platea del "Baff", sa emozionare anche lo scrivente a cui dedica un bel pensiero. Dice Giacomelli: “Caro Flavio, tu rappresenti una parte della Pro Patria. Dopo, tuo nonno e tuo zio, ci sei tu. Hai una peculiarità, racconti le cose non con interesse, ma con tempestività. Entri nel vivo e se a uno non vanno bene è costretto a dire la sua. Metti la gente in calcio d’angolo, per il bene della Pro Patria. Ho festeggiato la tua zia Maria nei suoi compleanni centenari, la conoscevo dai tempi della posta. Sono amico di tuo zio Valerio, persona splendida e onesta e attaccata alla Pro Patria. Tu ti sei elevato in una funzione di massima responsabilità nei tempi moderni e questo ti fa onore. Ti fa onore perchè sei vicino ai valori della Pro Patria, mettendoti a disposizione di un gruppo che deve tornare quello di una volta. Ho un attestato di stima del 1970 rilasciatomi da Brasca, un fondatore del club. Per tornare a quei livelli la società deve tornare ai vecchi fasti. Ci vuole tempo dopo gli acidiosi fatti del recente passato. La gente di Busto non si meritava certe vigliaccate, scommettere sulla sconfitta della propria squadra è grave. Occorre stare vicini a Patrizia. Se la Pro Patria ritroverà la vittoria arriveranno nuovi tifosi. Non ti nego che quest'anno ho visto più partite del girone A che del nostro girone. Mi piacciono squadre che giocano a calcio, non che tirano pallonate. In quel girone più di un squadra merita attenzione".
Giorgio, hai citato nel tuo racconto odierno, la miglior partita che ricordi e il miglior giocatore. Ora, fai il nome del tifoso numero uno della Pro Patria, a chi dai l’Oscar del tifoso biancoblù che ricordi con maggior piacere, dopo cos' tanti anni di Pro Patria.
Risponde Giacomelli, attingendo dalla storia:” Lasciamo stare i mostri sacri e parliamo di un operaio che ha speso parte del suo stipendio per costruire un bandierone enorme che ha portato a Genova. Arrivato là gli è stato sequestrato dai Carabinieri. Ha dovuto vedere la partita senza il suo bandierone. Guarda che ha un grande significato, togliere l’affetto a qualcosa che aveva richiesto tempo e soldi per dimostrare la sua passione verso la Pro Patria è una grande sofferenza.
Per me è a lui che va dato l’Oscar del tifoso numero uno, il suo nome è Valerio Bollini.

Flavio Vergani 

 L’”Ammiraglio” della Pro Patria, come lo ha definito Gigi Farioli, commenta il momento della squadra bustocca: “Siamo tornati nel salotto buono della città, ma non solo. Siamo tornati al centro delle attenzioni ,anche di manifestazioni importanti come il Baff.
Siamo ripartiti dalle macerie e stiamo costruendo una struttura completa, un settore giovanile e quanto serve per raccogliere i frutti nel futuro. Questa presenza significa proprio questo, far conoscere la nuova realtà bustocca per cercare nuove simpatie in città, dopo averle perse per le note vicende societarie. Vogliamo ritornare in categorie che la Pro Patria merita. Un board di grande valore in ambito societario, come il nostro, è un’occasione unica per entrare in società e raccogliere i frutti. Speriamo davvero che presto qualcuno possa aiutarci, le condizioni ci sono tutte”.
Tutto questo c’è anche un merito da attribuire ad Alberto Armiraglio, dopo qualche critica per le precedenti dirigenze arrivate nel passato, oppure no?
"Certamente si, dice Armiraglio- questa volta ero coinvolto in prima persona nella ricerca di una soluzione per la crisi societaria, in quanto ero assessore allo sport. Aver trovato Patrizia Testa è stata per me una bella soddisfazione. Per le dirigenze arrivate prima, diciamo che non le ho scelte io, per cui non ho grandi responsabilità. Zoppo lo scelse Vender, seppur fossi io il presidente della società, mentre quando se ne andò la famiglia Vender e a Busto rimase il deserto, arrivarono i Tesoro. Certamente li trovai io, ma non direttamente, bensì tramite un professionista di Busto che mi rappresentava. Comunque, in quel momento servivano anche i Tesoro, visto che hanno salvato la Pro Patria dal fallimento. Lo stesso discorso vale per Vavassori, che  seppur se ne dica, ha salvato la Pro Patria. Diciamo che sono stati due mali necessari per salvare la Pro Patria che rischiava di sparire. Ora, ecco Patrizia Testa, il bene necessario per un futuro ricco di soddisfazioni.

Flavio Vergani

 Il vice presidente Nazareno Tiburzi mostra felicità per la partcipazione al Baff della Pro Patria e dice: “Sono orgoglioso e onorato per questa attenzione verso la Pro Patria. Sono di Legnano, o meglio, adottivo di Legnano, visto che sono nato a Viterbo, ma mi piacerebbe superare ogni campanilismo. E’ vero che siamo in tempo di antiglobalizzazione, ma credo che lo si possa fare. Spero di uscire da questa categoria fin dal prossimo anno per far decollare il progetto. Ho scelto di dare una mano a Patrizia, il fatto di essere diventato vice-presidente è per darle vicinanza e non farla sentire sola o trascurata. Il mio compito, però,non cambia rispetto a prima. Certamente, mi sento orgoglioso di far parte di questa squadra. La Pro Patria è di tutti, non è mia o di Patrizia. Per crescere dobbiamo lottare insieme. Pensate cosa accadrebbe se andassimo prima in Lega Pro e poi in serie B. Pensate a 50 persone che danno 10 mila euro a testa come cambierebbero le prospettive! Ci impegneremo sui giovani, perché la Pro Patria deve essere dei giovani. I nuovi campi in arrivo ci aiuteranno in questo. In più, grazie a Ghidotti padre e figlio che ci stanno dando una mano sulla comunicazione, che a mio avviso in questo momento manca, possiamo trasmettere la nostra forza al territorio: siamo persone trasparenti e corrette che nulla c’entrano con il passato. Ognuno può venire, controllare e rendersi conto della nostra assoluta voglia di fare calcio pulito. Non vogliamo mettere soldi tanto metterli, ma spenderli per far crescere un progetto.

Flavio Vergani

Patrizia Testa commenta l'opportunità avuta grazie al "Baff" per dare visibilità alla Pro Patria. Dice la presidente del sodalizio bianco blu:”Grazie alla mia amicizia di lunga data con l’Avvocato Munari, ci è stata data la possibilità di godere di questo momento di visibilità. Un primo passo per coinvolgere la città che non deve finire qui. Durante la presentazione di Giacomelli ho sentito molte volte citare il legame con il Torino che la Pro Patria ha avuto nel passato. Mi piace sottolineare che questo feeling con la società granata prosegue tutt'oggi, visto che nelle fila biancoblù milita Elia Bortoluz, una giovane promessa che potrebbe far parlare di noi in futuro”.
Flavio Vergani

Lezione di storia e lingue classiche nel salotto buono di Busto Arsizio. La lezione si è svolta nell’aula sita in Piazza San Giovanni che ospita il “fuori festival” del Baff. Ha moderato la lezione Gigi Farioli, ex sindaco e presidente degli “Amici del Baff”. Docente di storia Giorgio Giacomelli, “il Treccani della Pro Patria”, come lo ha definito Farioli. Quest’ultimo ha introdotto la lezione del professore di storia slalomeggiando tra le lingue classiche, le lingue eterne e quindi contemporanee, come ha tenuto a precisare l'ex sindaco. Un modo per lanciarsi l'assist e paragonare la Pro Patria ai classici, definiti unici, inimitabili, che non muoiono mai. Proprio come la Pro Patria. L'appuntamento era dedicato alla presentazione del libro "Tigrotti. Oltre un secolo con la Pro Patria", edito da Geo Edizioni con la firma di Carlo Fontanelli, ma del libro si è parlato davvero poco visto il trasporto con il quale Giorgio ha portato la platea a spasso nella storia. Giacomelli ha espresso il suo desiderio di veder riconosciuto in forma ufficiale il grande talento di Lello Antoniotti, strappando a Farioli un impegno di interessamento in tal senso. Ha ricordato con rispetto e commozione molti ex tigrotti, non mancando di
ricordare i giornalisti Aldo Restelli e
 Giorgio Romussi, dei quali si parlerà questa sera in occasione della serata che il Baff dedicherà a Telealtomilanese.  A, proposito,

non sono mancate le lodi per Peppino Mancini, grande protagonista di un pezzo della storia tigrotta e del basket locale. “I bustocchi sanno fare le scarpe alle formiche”, ha detto Giacomelli , frase che ha sintetizzato in modo esemplare l’ingegno, la furbizia e la creatività che da sempre caratterizzano gli abitanti di Busto Arsizio. Lodi per Patrizia Testa, aristocratica nel nome, razionale nel cognome, come ha sottolineato Farioli, per quello che sta facendo, qualche frecciatina alle “facce di cartone” che, secondo Giacomelli, non fanno il bene della Pro Patria. Il veleno sta come sempre nella coda, per cui a fine incontro lo storico per eccellenza si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, tenendo fede alla sua natura di uomo schietto, diretto e trasparente. Difetti per molti, qualità per altri, ma sempre conseguenze di passionalità. E, chi ha passione ama e chi ama è sempre perdonato. Belle le parole dell’ex questore Casazza che ha preso la parola sul finale di giornata per sottolineare che: “i tifosi di Busto sono sempre stati di grande civiltà ed educazione e che è grazie anche a loro se la Pro Patria ha sempre avuto grande valore. Ha poi aggiunto:  “ Vanno bene i giocatori, vanno bene i dirigenti, ma senza i tifosi non ci sarebbe una grande squadra. E, i tifosi di Busto sono sempre stati fantastici”, Intervento sintetico, ma profondo, che ha colpito e ammutolito la platea per qualche istante, prima di tributagli un convinto applauso.  Presenti tra il pubblico, oltre a vecchie glorie biancoblù o a parenti stretti, il board societario e numerosi tifosi. Per il nostro club Giulio Stagni e Giannino Gallazzi. Presente anche il direttore artistico del Busto Film Festival Steve Della Casa. Apertura con filmati da brividi, quelli della serie A, poi viaggio nel passato, tenuti per mano da uno spumeggiante Giorgio Giacomelli. Ricordi, ritagli di giornali, foto, aneddoti, pescati qua e là dal suo museo personale che ha sede in parte a casa sua e in parte nella sua memoria storica. La “reason why” della giornata era la presentazione del libro  
Infine, giusta attenzioni a Stefano Ghidotti e Stefania Salmerigo che dovranno scrivere il presente e il futuro della società, per il loro impegno in ambito di marketing e comunicazione, che hanno saputo riaccendere i riflettori sui tigrotti. E, questa presenza al Baff, significa che il film continua dopo aver corso il rischio in più di un'occasione di vedere scorrere i titoli di coda.
Grazie a Giovanni Garavaglia per le foto dell'evento.

Flavio Vergani 


Al peggio non c’è mai fine. Si parla ancora di penalizzazione (-2) e di multe (20 mila euro) per la famosa inchiesta “Dirty Soccer”. E’ attesa per lunedi la sentenza del Tribunale Federale per il primo grado del terzo filone di indagini avviate dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro. Tornano alla ribalta i nomi dei “soci occulti e direttori di fatto” Mauro Ulizio, Massimiliano Carlucci e Marcello Solazzo. La scorsa sentenza, riferita ad altra sentenza del settembre 2016, punì la Pro Patria con 1.000 euro di ammenda, al posto dei tre punti di penalizzazione vista l’estraneità dell’attuale dirigenza con i reati commessi. Ora, si torna in aula con l’avvocato Di Cintio per una nuova partita. Sono passate due dirigenze diverse, è cambiata la categoria, si è dovuto rinunciare ad un ripescaggio per le colpe commesse, ma ancora ci si deve confrontare con questa storia. Responsabilità oggettiva di una società che non esiste più. Responsabilità di una dirigenza immacolata sotto il punto di vista etico che ha messo in una mano il portafoglio e nell’altra la pala per ricostruire una società e la credibilità dopo che la stessa era stata polverizzata. Non basta, occorre punirla ulteriormente, farla sentire in colpa per qualcosa non commesso, occorre far passare la voglia di fare calcio a chi vorrebbe farlo. Punti e soldi per far capire la lezione a chi neppure l’aveva studiata in quanto non prevista nel programma didattico di una società sportiva e non di scommesse. Puniamo chi ha fatto liberamente circolare chi nel passato si era già reso protagonista di gestioni societarie non inappuntabili e non chi con passione e sacrificio sta ridando credibilità al calcio cittadino. Chi ha sbagliato ha un nome e un cognome, per cui si puniscano i responsabili, non gli innocenti. Siate seri per favore.

Flavio Vergani

Nell'ambito delle manifestazioni previste dal "Baff", domani pomeriggio, alle ore 16, in piazza San Giovanni, una delegazione di giocatori della Pro Patria, composta da Garbini, Gionta, Colombo, Arrigoni, Piras e Scanu, incontrerà i tifosi Pro Patria.
Animerà l'incontro l'ex sindaco Farioli. Saranno presenti anche Patrizia Testa e Alberto Armiraglio, componenti del board biancoblù.
Iniziativa che, sommata a quella svoltasi nello scorso week end con la presentazione del libro su Re Cecconi e a quella prevista per sabato prossimo dove si parlerà di sceneggiatura dedica alla Pro Patria, aiuta a dare nuova visibilità al brand bustocco.
"L'importante è che se ne parli...", si diceva nel passato, marketing virale si dice nel presente. Il senso non cambia, l'importante è cogliere l'occasione e  il bravo Stefano Ghidotti, marketing manager della società, sta dimostrando di avere idee chiare per rilanciare e modernizzare il fascino dei tigrotti.
L'appuntamento di domani è aperto a tutti i tifosi, non servono inviti o pass particolari per partecipare. La location propone 30 posti a sedere, ma nel caso dovessero andare esauriti si potrà assistere comunque all'evento sostando nel parterre.
Flavio Vergani


La lunga sosta diluisce le ansie agonistiche e invita alla riflessione che porta ai primi bilanci. Una stagione iniziata male, proseguita meglio, che può essere conclusa con un risultato importante per premiare l’impegno di una dirigenza impagabile sotto tutti i punti di vista. Purtroppo, la serie D chiede molto ma restituisce poco, troppo poco. Vince una sola squadra e spesso questa è una nobile decaduta che fa corsa a sè ( Parma,Monza, Piacenza, Mestre), poi il deserto. Deserto di pubblico, deserto di ambizioni, deserto di strutture. Lo scorso anno, nell’altro girone, vinse il Bellinzago che preferì sparire dal calcio piuttosto che accettare la Lega Pro. Venne chiesto alla Caronnese di salire nella categoria superiore, ma anche da qui arrivò il “no grazie”. Quasi fosse una disgrazia la possibilità di salire di categoria. Clamoroso, direbbe Piccinini. Questo è un campionato dilettantistico con presenza di professionisti retrocessi, ma l’equazione professionismo uguale promozione non è scontata e il rischio di rimanere all’inferno per molto tempo è alto. Spesso, vince chi non è interessato alla vittoria, perde chi lo è. Il nostro girone è deprimente quanto a qualità media, è invece esaltante(più o meno) quanto a qualità massima, anche se cncentrata in sole cinque squadre, di cui una sopra la media. Il resto non conta, o quasi. Chiaro che pretendere seguito da parte del pubblico/sponsor diventa un’impresa. In più, la qualità media del gioco risente pesantemente dell’obbligo di schierare i giovanissimi. Apprezzabile l’obiettivo di dare una vetrina a questi ragazzi, ma la conseguenza è sotto gli occhi di tutti. Spesso portiere e difensori sono under e non si può dire che lo spettacolo ne benefici. Muoversi da casa per match con il Dro, lo Scanzorosciate o il Levico (con massimo rispetto per queste squadre) non è molto stimolante, soprattutto se fa freddo. A questi incontri, non propriamente premium in termini di appeal, si somma un livello di gioco imbarazzante, che non aiuta a rilanciare questa categoria. Una categoria ibrida, composta per il 25% da profili ex C2 e per il 75% da profili serie D pura. Di questo 25 % la metà, anche in caso di ripescaggio, non avrebbe le strutture regolamentari per la serie superiore. Per esempio, Ciliverghe Mazzano e Virtus Bergamo in caso di ripescaggio potrebbero avere problemi di stadio, se quanto affermato dal direttore sportivo della Pro Patria fosse confermato. Ossia, che non è dato modo di giocare in strutture sportive presenti in città confinanti. Per cui, niente Montichiari per Ciliverghe. Quindi? Quindi, qualcosa non quadra. La soluzione sarebbe paradossale, ma vista la realtà diventa persino valutabile. Se in Lega Pro ci si preoccupa all'atto dell’iscrizione di garantire la capacità di portare a termine il campionato con pagamenti regolari dei tesserati, la serie D dovrebbe preoccuparsi della potenzialità delle società in caso di vittoria finale. E’ una provocazione, ovviamente, ma Castiglione, Caronnese e Bellinzago giustificano il ragionamento. Da rivedere è senza dubbio alcuno la formula del campionato. Trovarsi a fine del girone di andata con i giochi virtualmente chiusi per la promozione e con unico obiettivo motivante i play off .del tutto inutili, o quasi, per il salto di categoria, non aiuta a creare interesse intorno alla prima serie dilettantistica. Le “grandi” si mettono in coda per vincere il campionato visto che solo una sale in Lega Pro. Di anno in anno si è costretti a incrementare il budget se si vogliono avere speranze concrete, sperando di non incappare nel Parma o nel Piacenza di turno che renderebbe vano anche un forte investimento. Insomma, il purgatorio della serie D rischia di diventare un inferno senza fine, anche per chi avrebbe quel che serve per stare in Paradiso. Paradiso perso per peccati gravi non certamente attribuibili all’attuale dirigenza che ne paga e ne pagherà solo le colpe. Ma, come sempre, le colpe dei padri ricadono sui figli.

Flavio Vergani


Nel  2006 Gigi Bellotti e Marco Candiani , docenti al Liceo  Daniele Crespi di Busto Arsizio, autori della sceneggiatura Novantesimo Minuto, son  premiati al BUSTO ARSIZIO FILM FESTIVAL per la  migliore opera prima.
Poi, Gigi e Marco, sui temi della sceneggiatura riadattata, pubblicano il libro La maglia di Tommi, che racconta  le vicende di un tredicenne bustese, vezzeggiato e ribelle, sicuro  di sfondare nel calcio che conta, a zero sacrifici. Per Tommi le cose non vanno per niente bene, e, buon per lui, gli si avvicina  un allenatore già avanti nell'età fermamente determinato ad imporre regole essenziali per crescere non solo sul campo, bensì a riportare serenità nei rapporti con il padre,  fatto tutto d'un pezzo.
L'allenatore è Arnaldo Fasoli, attaccante della Pro Patria  anni trenta/quaranta, astuto e lesto goleador, cardine della compagine che nel '41 riconquista la  serie B a suon esaltanti vittorie.
Purtroppo con gli alleati sbarcati in Sicilia , all'inizio dell'anno 1942 Fasoli  ritorna alle armi , destinazione Grecia. Dopo l'8 settembre 1943, è catturato dai Tedeschi, da alleati diventati nemici invasori, e, tradotto in campo di concentramento.
Ritorna a casa nell'estate 1945 alquanto mal messo. Le cure riabilitative non sono brevi, gioca la prima gara solamente a fine aprile 1946.Un mese dopo contro la Reggiana a Busto subisce la frattura del timpano , lo spostamento  della mascella ed il benservito della Pro Patria.
Ritorna a far scarpe al Calzaturifio Borri, accolto con simpatia da proprietà e maestranze. Gioca ancora tra le file di Monza, Domodossola e Castanese.
Nel 1953 entra nello staff dell'Antoniana di Busto Arsizio.  Per  anni impone norme basilari per giocar bene e crescere nel rispetto altrui con lealtà e correttezza.
In data 3 febbraio 1973 riceve dal presidente della Repubblica Giovanni Leone  l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica.
Giorgio Giacomelli


Stesso ruolo, stessa squadra in due occasioni: la Pro Patria e la Casertana. Poi, i destini si dividono, si intrecciano, si scontrano. Gemelli diversi, uguali nel ruolo, ma diversi nello stile, nel modo di essere e di giocare. Uno che si è reinventato dopo il doloroso taglio del cordone ombelicale che lo teneva legato alla mamma biancoblù, l’altro che ha rincorso l’ambizione e l’affermazione senza coglierla come forse avrebbe voluto.Compagni fino a ieri a Caserta, poi uno ha scelto di andare a Fondi per cercare il rilancio, l’altro è rimasto fedele alla Casertana, cercando di ripetere l’ottimo campionato vissuto l’anno prima a Pesaro.L’altro ieri il faccia a faccia che ha dato ragione a Francesco Giorno. Luca Giannone ha masticato amaro, la sua scelta sembrerebbe non pagare. Fondi-Casertana 1-2 .Casertana settima, Fondi decimo. Chi si accontenta gode? Vedremo…
Flavio Vergani
 


Si andava in giro armati, era l’epoca di “piombo” e si aveva paura di tutto e di tutti. I gioiellieri, i banchieri, i pezzi grossi dell’industria, i commercianti, e persino i giocatori di calcio viaggiavano armati. Si aveva timore per sé e per i propri cari. L’epoca brutta degli omicidi romani e dei rapimenti di fine anni settanta era così. In quel periodo ogni minuto accadeva qualcosa di tragico;  sequestri, estorsioni, omicidi, rapine e perfino stragi erano quotidiani e la gente “bene” aveva rabbia e soprattutto timore. Nel 1977 Luciano Re Cecconi entrava in una gioielleria e veniva freddato dal proprietario del negozio perché “si dice avesse cercato di inscenare una rapina”. Il gioielliere che aveva già subito furti e minacce ha colpito senza troppi indugi per paura di essere ucciso da quel “ladro” che si scoprirà essere poi un famoso giocatore della Lazio. Questi sono i fatti narrati nel libro presentato al BAFF oggi, “Aveva un volto bianco e tirato”, di Guy Chiappaventi, che ci ricorda quei tristi momenti dove l’ex tigrotto Re Cecconi moriva a Roma ancora giovane e forte nel pieno della sua scintillante carriera. Ancora oggi i risvolti di quel tragico giorno non sono del tutto chiari. Ancora oggi non sappiamo cosa sia successo, l’unica cosa certa è che un biondissimo atleta passato per Busto alcuni anni prima se ne è andato tra incredibili misteri. L’ex tigrotto Re Cecconi, non si sa se per “scherzo”, “per un fraintendimento” o
solo
per “uno scambio di persona” è stato ucciso senza che si potesse fare nulla. In giro per quel quartiere e per quei negozi era facile riconoscerlo, alto, biondo e sempre allegro, eppure il negoziante stranamente non lo ha riconosciuto. Da una parte abbiamo quindi la legittima difesa del gioielliere che si è sempre proclamato incolpevole del suo operato, dall’altra parte un ragazzo cordiale che secondo molti non avrebbe mai “scherzato su una cosa simile” rimasto ucciso da chissà che strana sorte. Questo libro non fuga i dubbi sul “caso Re Cecconi”, ma vuole solo raccontare cosa è davvero avvenuto quel tragico 18 gennaio del 1977. Oggi, al BAFF, il figlio, parlando con me e con i giornalisti resta ancora perplesso sull’accaduto.  Forse neanche lui crede alla “tragica messa in scena” della rapina, ma come detto sopra, oggi non c’era mistero!…non c’era voglia di indagare!, semmai voglia di commemorare un ragazzo di Nerviano che a Busto con i colori bianco-blu è cresciuto e diventato davvero un  grande. Pane, latte e calcio nella sua povera fanciullezza si sono trasformati in dolce vino, ottimo cibo e sempre quel pallone amico tra i piedi che lo ha reso uno dei migliori dell’epoca. Re Cecconi anima e cuore laziale viene ancora citato e rimpianto qui a Busto da molti tifosi. La maglia della Lazio e quella bianco-blu della Pro si fondono oggi per ricordare questo bravo ma sfortunato ragazzo…
Al BAFF oggi si è voluto salutare il grande Luciano….solo per ciò che aveva dato sul campo da gioco…e non per come le “chiacchiere” o le “sentenze” ce lo vogliono far ricordare.
Un biondo atleta, forte bravo e generoso che oggi rimpiangiamo con tutto il cuore sia noi di Busto, sia a Roma…e forse un pochino tutta l’Italia.

Nelle foto:
La copertina del libro presentato al BAFF e Stefano Re Cecconi figlio del grande Luciano che mostra una "vecchia" maglia della Pro.


Simone Merlotti.

5 a 0 facile per i tigrotti. Troppo forti per le giovanili del Como. Un allenamento che serve solo a sgranchirsi le gambe. Buona prestazione corale che da morale alle tigri di Busto. Stadio semi-deserto con però una discreta rappresentativa di "papà " comaschi in tribuna a tifare per i loro ragazzi. Adesso giù la testa e concentrarsi sui prossimi impegni. Il campionato è dietro l'angolo. 

Simone Merlotti 

Nella seconda gara del Torneo di Viareggio la rappresentativa di serie D ha pareggiato per uno a uno con il Napoli Primavera.
In campo ben due tigrotti Monzani e Bortoluz che ha segnato il goal del pareggio, dopo che i campani si erano portati in vantaggio con Russo.
Insomma, Elia non scherza nemmeno al torneo di Carnevale.
Flavio Vergani

Interessi privati in atti d'ufficio? Si, è vero, è  mia zia, ma credo se lo meriti. Lei e i suoi fratelli Giannino e Luigi per una vita tifosi della Pro e lei anche. Ora, il nipote Valerio Bollini. Tutto ampiamente giustificato.
Flavio Vergani


FONTE: WWW.INFORMAZIONEONLINE.IT


GRANDE FESTA ALLA PROVVIDENZA
Maria Bollini spegne 103 candeline
Super-compleanno per la bustocca Maria Bollini, ex dipendente modello delle Poste, che ha raggiunto l'ambito traguardo dei 103 anni. Per lei, tifosissima della Juve, gli auguri della città
      
Grande festa all’istituto bustocco La Provvidenza per Maria Bollini che ha spento ieri ben 103 candeline. A portarle gli auguri, il sindaco Emanuele Antonelli, con il suo vice Stefano Ferrario, ma anche l’ex primo cittadino Gigi Farioli che già aveva partecipato a tanti compleanni di Maria ed è sempre doppiamente contento di far visita alla festeggiata perché con lei condivide la fede calcistica per la Juventus.
Maria è infatti un’accanita tifosa della Juve; amava andare a vedere le partite della squadra del cuore allo stadio, insieme al marito Luigi Crespi. Ne conserva cimeli e striscioni ed è anche tifosissima della Pro Patria, appassionata di sport e anche di ballo. Il sindaco Antonelli le ha regalato un bel mazzo di fiori mentre Farioli, come da tradizione, le ha intonato l’immancabile ritornello di “Rose Rosse per te”  scherzando con Maria sulla fede bianconera.
Maria è sempre molto attiva, ama condividere il tempo con le amiche e partecipa a tutte le attività dell’istituto, insieme allo staff di animazione. Per quarantaquattro anni, è stata un’impiegata modello dell’ufficio postale di Busto. Ha esercitato la sua professione per una vita intera  e così il suo impegno è stato riconosciuto ufficialmente dalle Poste in occasione  del suo compleanno. La  filiale di Busto si è fatta promotrice di una ricerca negli archivi, dove sono stati recuperati attestati di benemerenza, fotografie e medaglie ricevute dal Ministero delle Poste dell’epoca, “per il lodevole servizio” svolto. Dopo aver ottenuto la licenza di avviamento commerciale,  ha iniziato come supplente presso l’ufficio postale nel 1936, per essere poi assunta di ruolo nel 1957 con la qualifica di ufficiale di prima classe, applicata  presso l’ufficio di Busto. Oltre alla professione, svolta in modo così eccellente, è sempre stata dedita alla famiglia, nel tempo disponibile aiutava anche i genitori in campagna occupandosi inoltre della cura dei  suoi tre figli.


Silvia Bellezza (www.informazioneonline.it)
   

Alberto Pedotti vince il 4° Torneo di Scala 40 organizzato dal Pro Patria Club precedendo Vincenzo Vergerio. Sul podio anche Renzo Trotti che si aggiudica la medaglia di bronzo mentre al quarto posto si classifica Riccardo Pesenti.


LUGANO - Paolo Tramezzani, ex-calciatore ed ex-opinionista TV, da gennaio allenatore del Football Club Lugano, ieri ha messo in pratica il sogno recondito di molti tifosi: mettere la propria squadra del cuore di fronte al mondo del lavoro, quello vero.

Domenica scorsa il Lugano, che vivacchia a metá classifica della Super League svizzera, ha perso malamente, per 5-2, con il Thun, dimostrando poca voglia di lottare. Una sconfitta che ha fatto infuriare il "Trame", come lo chiamano nell'ambiente, facendogli promettere una punizione esemplare. Così, ieri mattina, alle 6 in punto, il pullman della squadra ticinese era parcheggiato, con i giocatori sonnecchianti a bordo, davanti a una fabbrica di vernici di Davesco, nella periferia di Lugano. "Vi serve un bagno di umiltá", il messaggio di Tramezzani che ha accompagnato, per un'oretta, i calciatori, a sbattere il muso con chi, tutti i giorni, deve alzarsi presto la mattina, per guadagnarsi lo stipendio.

"C'é un po' di populismo nella scelta di Tramezzani, però indubbiamente ha messo la squadra, dimostratasi indolente, di fronte alla realtá quotidiana della vita", dice a Repubblica Sergio Ostinelli, per lunghi anni commentatore di calcio alla TV pubblica elvetica. "Tanti, in presenza di risultati negativi, fanno fare ai giocatori una levataccia per allenarli di primo mattina, Tramezzani, invece, ha deciso per qualcosa di inedito e, magari, un po' più efficace", aggiunge Ostinelli.

Anche il presidente del Lugano, Angelo Renzetti, non mette becco nella scelta inconsueta del suo allenatore.
"Non voglio immischiarmi - ha dichiarato al Corriere del Ticino -Tramezzani, con la squadra può fare ciò che vuole". Una cosa comunque é certa. Molti di quei calciatori che, di punto in bianco, si sono ritrovati faccia a faccia con la dura vita della gente comune, a fine mese ricevono l'equivalente dello stipendio di un operaio. Il Lugano, infatti, é una squadra povera, con un budget di poco superiore ai 5 milioni di euro l'anno.


Da sinistra in alto:X Zocchi, Corio,X, Gallazzi,Bacchi G, Bottigelli A,X
Rigon; Bottigelli A,Martignoni?, Rogora, Bacchi M,Cantoni, Lombardoni,Colombo,
Lualdi, Fontana, Malvestiti.

Il tempo passa, qualcuno non viene più allo stadio, altre se ne sono andati per sempre e fanno il tifo da lassù. Aprire il cassetto dei ricordi, come ha fatto Dario Malvestiti, tifoso da sempre dei nostri colori, fa sempre emozionare. Non c’era “il colore”, le foto nascevano da un rullino, ci voleva del tempo per sapere se erano venute bene.


Poi, scopri che anche quelle sfuocate riviste decenni dopo ti fanno venire il magone. Per come eravamo, per quelli che c’erano, per quelli che non ci sono più. Tutti non ce li ricordiamo, aiutateci a farlo.

Grazie Dario! 

 

Flavio Vergani

La 15° edizione del Busto Arsizio Film Festival (18/25 marzo),diretto per il quarto anno consecutivo da Steve Della Casa, prevede in agenda tre appuntamenti dedicati alla Pro Patria.
La location che ospiterà il corner point dove si alterneranno ospiti e big eventi sarà "Lo Spazio Festival di Piazza San Giovanni" che si colorerà di bianco e blu  nei giorni di Domenica 19 (ore 11), Mercoledì 22 (alle 16) e Sabato 25 (alle 11).
L’incontro di domenica sarà dedicato alla presentazione del libro del giornalista di La7 Guy Chiappaventi “Aveva un volto bianco e tirato”. L'opera tratta la tragica scomparsa dell'ex tigrotto Luciano Re Cecconi, avvenuta  40 anni fa.
Flavio Vergani

Debiti per 5,9 milioni di euro è questa la realtà economica del Latina calcio che il 30 giugno prossimo andrà all'asta nelle speranza che qualcuno possa rilevare la società. La squadra proseguirà il suo torneo di serie B grazie all'esercizio provvisorio, ma il destino è segnato. Per la dirigenza pronta una denuncia per bancarotta fraudolenta.
Intanto, in serie D è stato escluso dal campionato il Due Torri Piraino (in provincia di Messina) che ha deciso di non scendere più in campo. E' la terza squadra di Serie D che viene esclusa dopo Chieti e Foligno.
Flavio Vergani

Tigrotti a riposo fino a domani dopo l'amichevole di sabato scorso con il Verbania terminata per uno a uno con goal del ritrovato Cappai. Occhi puntati sulle seconde linee per farle crescere in minutaggio con l'obiettivo di avere alternative pronte nelle ultime otto partite di campionato.
L'amichevole ha lasciato in eredità un infortunio per il giovane centrale Jacopo Triveri, uscito con una caviglia malconcia.
In attesa della ripresa del campionato che per la Pro Patria avverrà domenica 26 Marzo a Dro, i tigrotti giocheranno in amichevole mercoledì prossimo alle 16,15 a Novarello dove incontreranno la Primavera azzurra, mentre è in via di definizione l'amichevole di sabato prossimo allo Speroni con la Primavera del Como.
Intanto, i tigrotti Bortoluz e Monzani hanno raggiunto la rappresentativa di serie D impegnata al Torneo di Viareggio. Esordio previsto per domani alle 15 contro il Bari, poi, secondo match previsto per giovedì alle 14 contro il Napoli (differita su Rai Sport alle 20,30) e, infine, domenica 19 Marzo alle ore 11 contro gli argentini dal Camioneros.
Flavio Vergani
  


Da questa mattina il museo della Pro Patria ha un gioiello in più. Luccica come la chioma bionda dell’indimenticabile Luciano Re Cecconi. La sua foto ha trovato casa nella sua casa ed ora tutti potranno ricordare l’ex tigrotto. La cerimonia ha visto presenti Pino, fratello di Luciano, il figlio Stefano,Alberto Armiraglio, Giannino Gallazzi,Carlo Regalia  e Sandro Turotti. Ringraziamo Lorenzo Pisani (comitato 100 anni di Pro)per il contributo fotografico e i contenuti di questo articolo.

Flavio Vergani


Virtus -Verbania contro Pro Patria poteva essere molto di più di una semplice amichevole.
Poteva divenire una sfida esaltante se fossimo stati nel girone A della serie D. Oggi, invece, a confronto ci saranno due nobili squadre decadute con futuri alquanto diversi. Uno più roseo per la squadra di Busto, vicino ai play off, e uno più difficile, quella del Virtus vicina al baratro dei play out. Oggi il vento sembra cambiare, però, “in quel lembo di Ossola” dove il calcio purtroppo non è mai decollato se non in anni davvero lontani. In tempi addietro, citiamo la Juve-Domo e lo stesso Verbania che cercavano di rimanere nell'allora serie C2 spesso senza fortuna, creando false illusioni in una provincia che non ebbe mai un football vincente. Il Verbania oggi cerca di riportare questa terra più in alto possibile a livello di fama grazie ad un gruppo coeso che “strizza l’occhio” a giovani anche della zona. Con una nuova dirigenza capace di unire vari team locali e assemblarli sotto un’ unica entità sportiva, si è creato un vero nucleo calcistico che sembra davvero oggi convincere. Dopo il “triplete” in eccellenza di alcuni anni fa (Coppa, Super Coppa e Campionato di categoria) la squadra del VCO si è persa per strada. Sulla panchina “laghina” si sono accomodati pure due nostri ex allenatori, Oliva e Mastropasqua con però davvero poca fortuna. Varie retrocessioni e la mancata iscrizione del Verbania calcio 1959 (nome originale) nel 2016, hanno portato il gruppo della Virtus ad acquistare i diritti, i colori sociali e la gestione della compagine, con la conseguenza di proseguire in maniera adeguata la gloriosa storia di questo team. Oggi ci godiamo dagli spalti colori sgargianti, quelli della nostra amata Pro e quelli strani del Verbania. Due casacche che ritengo tra le più belle d’Italia si affronteranno solo in tono amichevole…aspettando che il loro futuro le faccia incontrare in categorie superiori.
Davvero di cuore va il mio augurio che la nostra Pro e il Virtus trovino la strada giusta per ritornare grandi.
Buona amichevole…alla mia bellissima squadra del cuore la Pro e alla mia squadra per la quale un pochino simpatizzo il Verbania.
 
Simone Merlotti.
 


Ho appreso della morte di Giancarlo Gualdoni: è stato consigliere del PPC negli anni 80, molto attivo ai tempi di Gildo Pozzi, Luigi Marra, Giannino Gallazzi, Ballerio ecc: Un caro ricordo di un amico sincero.

Ieri sera ci ha lasciato un grande:Pinuccio Asta, mio coscritto, una vita spesa sopratutto per gli altri.
Un abbraccio alle famiglie.
 Eugenio Crespi



Mentre la città si prepara al Baff (Busto Arsizio Film Festival) al Pro Patria Club va in onda il “Gatt”, il Ghidotti, Armiraglio, Testa, Turotti festival che nella serata di ieri sono stati protagonisti sul palco del club di via Pozzi. Una visita a sorpresa molto gradita dai molti consiglieri presenti nella storica sede del sodalizio presieduto da Roberto Centenaro e da qualche tifoso accorso per gustarsi la sfida di Chiampion League. Stefano Ghidotti, nuovo marketing manager della Pro Patria ha lanciato il “brain storming” utile per valutare nuove idee in grado di rilanciare il brand Pro Patria e gli spunti non sono mancati. Qualcosa è già in fase “beta” come il merchandising che da settembre sarà acquistabile tramite l’E-commerce, oltre che in qualche negozio che vorrà ospitare un corner dedicato ai colori biancoblù. Intanto, luci del Baff puntate sui tigrotti con tre eventi dedicati: uno vedrà ospite la squadra, un altro verrà dedicato all’autore del libro su Re Cecconi, l’ultimo tratterà i colori biancoblù come protagonisti in un concorso cinematografico. Si lavora intanto sul nuovo sito internet che presto avrà nuovi contributi da specialisti del settore. Patrizia Testa ha confermato la sua disponibilità a proseguire la sua avventura al timone della barca biancoblù ancora per un anno, facendo presente che il suo impegno non potrà essere ulteriormente prolungato nel caso che nessun’altro socio si avvicinasse alla società nel prossimo futuro. Il più “interrogato” della serata è stato il direttore sportivo Turotti che ha risposto con grande disponibilità alle molte domande dei presenti.  Riportiamo alcune pillole estratte dalle dichiarazioni di Turotti:

Direttore, discorso tecnico a parte, che tipo di obiettivi vi siete posti per l’immediato futuro?

Gli obiettivi futuri della società sono focalizzati sui giovani sia in termini di presenza nelle scuole, sia nello sviluppo del settore giovanile. Importante sarà la presenza di giovani allo stadio che verranno coinvolti con speciali iniziative. Dobbiamo a tutti i costi essere presenti tra i giovani in un periodo nel quale, seniors a parte, solo i quarantenni vanno allo stadio. Gli altri stanno davanti alla televisione. Dobbiamo portarli allo stadio. L’abbonamento per gli under 18 a soli 10 euro è passato sotto traccia. Il prossimo anno dovremo comunicarlo meglio e nelle sedi opportune. Dovremo essere anche più presenti con i tifosi per garantire un rapporto proficuo a capire i molti aspetti che spesso vengono diversamente interpretati per la distanza tra società e tifoseria.

Deluso dalla partita di Monza?

La vorrei rigiocare senza il turno infrasettimanale di Lecco…

Chi è più forte della Pro Patria?

Nessuno, nemmeno il Monza, se solo avessimo avuto più tempo all’inizio per scegliere i giovani e assettare la squadra saremmo qui a giocarcela. Purtroppo, il discorso riammissione ci ha penalizzati e siamo partiti un po’ tardi.

Prenderebbe ancora mister Bonazzi?

Certamente si. Da fuori appare diverso da quello che è. Prepara le partite molto bene, quando serve ribalta lo spogliatoio, tecnicamente è molto preparato, se proprio dovessi trovare un punto di miglioramento direi il modo di comunicare con l’esterno. Un’ area di miglioramento che a mio avviso gli servirà per il suo futuro professionale che sarà senza dubbio di prospettiva.

Però, dice Giordano Macchi, ha perso tutti i match importanti…

Non è vero, ha asfaltato Virtus Bergamo e Pergolettese in casa, nessun’altro ha messo sotto la Pro Patria in modo netto. La stessa partita di Seregno dice che i brianzoli che erano partiti con le nostre stesse ambizioni, ora sono a 12 punti dalla Pro Patria, nonostante un attacco di assoluto livello per la categoria.

Santana sta rendendo secondo le sue aspettative?

Mario ha avuto diversi infortuni che hanno influito sul suo rendimento.

Ma, a livello di leadership?

Ognuno è leader in modo diverso. Mario è un esempio per lo spogliatoio, quando sta bene è sempre il primo della fila negli allenamenti senza risparmiarsi. Poi, ci sono altri giocatori come Colombo e Ferraro che hanno altre doti da leader. Con la differenza che Colombo ha modi più “fair” soprattutto con i giovani, il secondo è più istintivo e diretto e a volte spaventa.

A proposito di giovani, mediamente l’hanno soddisfatta?

Qualcuno ha dato più del previsto, altri meno. Non è facile giocare a Busto, qualcuno di loro fino a poco tempo fa piangeva negli spogliatoi tra il primo e il secondo tempo per la tensione e per gli errori fatti.

Il segretario Giancarlo Bacchi aggiunge che il presidente del Pontisola ha affermato che con 250 mila euro e i suoi giovani riesce a sbancare il lunario. Perché noi non ci riusciamo?

I giovani del Pontisola non sono del Pontisola, sono dell’Atalanta. Non è la stessa cosa! Qualcuno di loro verrebbe di corsa alla Pro Patria e di questo ho le prove. Per cui…Non pensiate che un giovane che gioca con il Pontisola arrivi alla Pro Patria e trovi la stessa realtà. Qui puoi sbagliare una volta, al massimo due, con il Pontisola qualche volta in più. Dico questo perché ho vissuto questa esperienza con l’AlbinoLeffe, isola felice per gli under.

L’ingaggio di Colombo ha portato valore aggiunto?

Certamente si, nello spogliatoio è diventato un punto di riferimento e in campo ha dato alternative a mister Bonazzi.

A proposito di mister Bonazzi, sarà confermato?

E’ presto per affrontare questi discorsi. Ci sono dei play off da giocare e vincere. Tra l’altro, squadre come il Ciliverghe e Virtus Bergamo non dispongono di uno stadio a norma, per cui… Chi dice che il Ciliverghe andrà a Montichiari a giocare in caso di ripescaggio non sa che lo norme non lo permettono.

Andrea Scalvi va sul pratico chiedendo se esiste un premio in denaro riservato a chi vince i play off che potrebbe dare stimoli anche alle squadre senza requisiti per il salto di categoria.

Ci sono premi in denaro solo per squadre con molti giovani e quindi per quelle da metà classifica in giù. Per cui, questo rischio non esiste.

E, se invece mister Bonazzi dovesse scegliere di lasciare Busto per una squadra di Lega Pro, potrebbe avverarsi il sogno di molti tifosi a nome Jacolino?

No, conosco molto bene questo allenatore, ma per problemi personali non credo si possa allontanare molto dalla sua residenza attuale.

Bortoluz va a Pisa?

Non credo proprio. Non abbiamo avuto contatti con la squadra toscana. Diciamo che se fossi un direttore sportivo di una squadra di serie B punterei su di lui senza dubbi. Poi, lo farei maturare in Lega Pro. Adesso Elia ha un’occasione per mettersi in mostra con il torneo di Viareggio, se la sfruttasse…

Altri giocatori in rampo di lancio?

Mai dire mai, ma oggi come oggi tutti cercano attaccanti giovani.

Cosa si aspetta da qui a fine anno?

Riprendere il passo che abbiamo perso per qualche errore difensivo di troppo. Quello che non dovrà succedere sarà vedere la squadra sedersi in queste ultime otto partite.

Il nostro settore giovanile darà giocatori alla prima squadra nel breve periodo?

Abbiamo dovuto ripartire da zero, occorre vincere almeno a livello di allievi nazionali per poter essere soddisfatti. Comunque, qualche elemento potrebbe presto orbitare nella rosa della prima squadra.

 La partita con la Grumellese il 29 Marzo alle 14,30?

Non è detto, con il cambio dell’ora potremmo giocarla alle 15, anche se abbiamo chiesto di posticiparla almeno alle 17,30.

Flavio Vergani


La lunga pausa che attende la Pro Patria non poteva arrivare in un momento migliore. Dopo la lunga rincorsa alla prima posizione, che ha avuto esito negativo, la squadra si è seduta sia a livello fisico, sia a livello mentale. Le pile sono scariche per cui i venti giorni che separano dal prossino match di Dro permetteranno una sorta di preparazione bis per mettere benzina nei serbatoi tigrotti in vista di un finale di campionato che si sta complicando. Il secondo posto, obiettivo minimo per una squadra ricca di qualità come quella biancoblù, è distante sei punti con lo scontro diretto previsto a Crema. Una situazione critica che andrà affrontata con diverso atteggiamento rispetto alle ultime gare ( un punto in tre partite)quando la squadra ha perso la sua impermeabilità difensiva che l’aveva caratterizzata nelle gare del girone di andata. Centrocampo che non filtra e difensori in difficoltà sul passo sono le evidenti cause del problema che va risolto al più presto. Intanto, qualcosa si muove sul fronte extracalcistico. Settimana scorsa abbiamo avuto il piacere di conoscere il dottor Stefano Ghidotti che da qualche tempo collabora volontariamente con Stefania Salmerigo per lo sviluppo del marketing biancoblù. I primi interventi sul sito e sulla comunicazione societaria sono già visibili, ma il progetto è ambizioso e presto potrebbero arrivare buone nuove sul punto. Stefano è venuto a trovarci nella sede del nostro club, accompagnato dal papà, figura nota in città nel campo della consulenza finanziaria e dell’ex sindaco Gianluigi Farioli che si sta spendendo per creare un evento importante in occasione del prossimo Baff. L’uscita del libro di Guy Chiappaventi “Aveva un volto bianco e tirato”, dedicato a Luciano Re Cecconi, potrebbe essere un link perfetto per una giornata culturale con sfondo a tinte biancoblù, in grado di focalizzare l’attenzione sulla Pro Patria. La percezione che si avverte nell’aria riguarda un progetto cittadino atto a dare visibilità al brand Pro Patria tramite azioni crossing, utili per per creare un trend da seguire, un modo per essere “alla moda”, un pass per essere “vip” in città. Insomma, sembra sia giunto il momento nel quale il marketing relazionale, il passaparola e l’azionariato popolare diventano strumenti strategici per lo sviluppo del progetto biancoblù. Patrizia Testa ha sdoganato la società bustocca da qualsiasi dubbio riguardante la serietà delle persone e del progetto biancoblù, per cui è tempo di vestire questa affidabilità con i colori della città. I campi di allenamento saranno un primo passo che testimonierà vicinanza alla società di via Cà Bianca, ora è tempo di rendere virale il progetto per coinvolgere tutte le anime cittadine. Lo sviluppo dell’aspetto relazionale organizzato cercherà d ingaggiare tutte le potenziali aree interessate al progetto per poterlo alimentare con le necessarie risorse. La Pro Patria 2.0 dovrà iniziare a vincere fuori dal campo per poterlo poi fare in campo. E, chi meglio di Patrizia Testa sa che le case vanno costruite partendo dalle fondamenta? Un anno è servito per rimuovere le macerie, adesso è tempo di iniziare a costruire. Sul posto, da tempo ci sono l’ingegner Asmini e il geometra Turotti. Ossia, due garanzie per una costruzione tecnicamente a norma. Si cercano gli investitori per far si che la nuova “Cà Bianca e Blu” possa raggiungere il cielo che i tifosi da sempre sognano e che non può per sempre rimanere in una stanza.

Flavio Vergani


Mister Andreoletti (Seregno) ci tira le orecchie: "Ho cercato la  probabile formazione della Pro Patria sul sito del vostro club, senza trovarla...!".
Poi, passa all'analisi del match:"Partita strana contro una Pro Patria che ha valori superiori ai nostri. Nonostante questo, potevamo vincere. I miei giocatori hanno avuto un grande cuore. A loro chiedo da qui a fine campionato di onorare sempre la maglia come hanno fatto oggi.
La Pro Patria venne da me indicata come una pretendente alla vittoria finale fin dalla gara di andata quando arrivava da un periodo negativo. Mi presero per pazzo, ma continuo a pensare che Monza a parte, possa comunque essere protagonista dei play off".
Poi, bella autocritica del mister, cosa non così diffusa in questo mondo dove è sempre colpa degli altri quando non si vince. Dice Andreoletti: "Non commento gli episodi arbitrali in quanto non voglio in nessun modo che gli stessi incidano sulla valutazione di quanto di buono o meno buono hanno fatto i miei ragazzi. Sto vivendo una bellissima esperienza qui a Seregno, molto formativa. Sono giovane e devo fare esperienza, ho sbagliato molto quest'anno, ma mi serve per migliorare. Questo lavoro mi piace di più rispetto a quello di calciatore. Per cui, mi servono gli errori per crescere. Ci ho sempre messo la faccia anche quando facevo il portiere e voi di Busto lo sapete. Ho sempre preferito dire che sbagliavo io, piuttosto che dare la colpa ad altri."

Mister Bonazzi:
Siamo partiti bene, ma una ripartenza del Seregno ci ha puniti.Secondo tempo ben interpretato, potevamo anche vincere ma la palla non entrava.
Bene Cappai che ha dato profondità, meno bene Di Sabato, ma ci sta che dopo molte gare ben giocate possa avere un calo. Il nostro problema è di testa. Abbiamo perso la nostra garanzia difensiva. Prima non ci tiravano in porta, adesso prendiamo molti goals. Quando hai paura a livello psicologico fai l'indispensabile senza rischiare niente e questo non va bene. La pausa ci servirà per ritrovare la nostra solidità difensiva. Faremo anche un richiamo atletico per mettere benzina nel serbatoio che ci verrà utile per la fase finale del torneo.
Flavio Vergani

MONZANI: 5,5
Il giovane portiere bustocco non sprizza sicurezza da tutti i pori. Anzi, quando esce dai pali sprizza preoccupazione. Aperitivo dal gusto amaro.

ANGIOLETTI: 5
L'angelo della difesa non fa il custode su Capogna che diventa imprendibile come lo Spirito Santo. Penitente.

COLOMBO: 5,5
Poca luce, molte tenebre, il girone dantesco lo imprigiona e le sofferenze sono inenarrabili. Sofferente

GARBINI: 5,5
Solita presenza soft del centrale bustocco bello da vedere, difficile da apprezzare. Ombroso.

 FERRARO: 6
Il meno peggio di una difesa in versione discount. L'esperienza lo aiuta a mascherare una giornata nata male e che poteva finire peggio.

DI SABATO: 5
Decide di fare beneficenza in occasione del primo goal locale regalando la palla con grande generosità. Missionario.

PEDONE: 6,5
In versione scacchistica percorre tutta la scacchiera perchè sa che il pedone può diventare regina. Strategico.

ARRIGONI: 5,5
La spia della riserva è accesa da tempo, stringe i denti in attesa della sosta che per lui è come la manna del deserto. In panne.

PIRAS: 5,5
L'impegno e la dedizione non mancano, l'ossigeno si. Il campo diventa lungo e la lucidità ne risente. Cotto.

BORTOLUZ: 6,5
Un punto in più per il goal realizzato. Per il resto si vede perchè è tanto...ma solo per quello. Prestante.

SANTANA: s.v.
L'infortunio preventivo lo toglie dal gioco dopo una manciata di minuti, a naso non era giornata nemmeno questa volta. Ci si aspettava che facesse vedere i muscoli, invece sono i muscoli a non aver fatto vedere Santana. Cagionevole.

MISTER BONAZZI: 5,5
La settimana dei confronti interni sembrava avesse dato nuova energia al motore tigrotto. Invece, solito ingolfamento di puntine, carburatore rotto e freni a disco rossi ormai da tre domeniche.
Frenato.