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Sono aperte le iscrizioni al torneo di bocce del Pro Patria Club che ricorderà per l'ottava volta Mario Cocco e per la prima volta Angelo Piccinini.
Il torneo avrà inizio l' 8 Giugno e si concluderà il 10 Giugno con le premiazioni e i festeggiamenti. Il tutto si svolgerà nel centro parrocchiale di Madonna Regina. La partecipazione è aperta a coppie e singoli fino al raggiungimento di 32 partecipanti con un costo di iscrizione pari a 20 euro. Iscrizioni nella sede del Pro Patria Club nelle serate di martedì e venerdì.


1978 ANNATA D.O.C.
Una vita da campione, un esempio in campo e fuori, il papà che tutti vorrebbero avere, l’amico che tutti sognano. In una sola parola non è facile descriverlo. O, forse si, basta dire “Il Capitano” per comprendere il valore del personaggio. Un Capitano che fa rima con Bomber visto che quest’anno nel Venezia dei miracoli ne ha messi dentro ben venti più uno nella fase scudetto. Matteo Serafini è il bomber di tutte le stagioni e di tutte le categorie, un giocatore che non teme il “soddisfatti o rimborsati” e neppure il calcio dei giovani con lo zainetto pieno dei soldi di papà. Lui, in campo scenderà sempre, perché è uno di quelli che non invecchia mai. Un capitale umano e tecnico che Busto si è lasciato sfuggire.
Matteo, era inevitabile?
Direi di si, sono andato via per cause di forza maggiore. Non si capiva cosa sarebbe successo dopo il disimpegno di Vavassori e, a parte una telefonata del direttore sportivo Alessandro Merlin, nessuno si era fatto vivo con il sottoscritto. Per cui ho preso atto della situazione e ho scelto Venezia.
Poi è successo quello che è successo…
Purtroppo, nonostante l’arrivo di persone nuove, la realtà non è cambiata e questo mi è molto dispiaciuto.
Però nel mercato di Gennaio potevi tornare, oppure no?
C’è stata una telefonata di cortesia della signora Testa, ma nulla di più. Ci siamo fatti gli auguri di Natale. Tutto qui, senza aver ricevuto una proposta concreta.
Così ti sei divertito a vincere un altro campionato.
Si, venti reti, quindici assist, vinte trenta partite su quaranta. Non mi lamento. Mi sento ancora in piena forma fisica e con il giusto equilibrio mentale, per cui in settimana mi incontrerò con la dirigenza per parlare del futuro.
Che comprende un ritorno a Busto?
La Pro Patria è una delle tre squadre nelle quali ho militato che sceglierei per un ritorno. Ma, non credo sia possibile che questo avvenga. Come Calzi ambisce ad avvicinarsi a casa, anche io ho lo stesso desiderio, per cui il mio futuro dovrà essere vicino a casa mia. Ora abito a Treviso e questo aiuta a vivere serenamente la mia vita extra calcistica.
Questo da calciatore, ma poi…
Il dopo calcio è tutto da scrivere, ma ho avuto garanzie dal Venezia per un ruolo societario. Qui hanno grandi ambizioni e si creeranno opportunità in tutti gli ambiti societari. Per cui, sarei felice di sposare questo progetto in una nuova veste. Avrei voluto fare lo stesso a Busto, ma le condizioni sono cambiate e non ho percepito esistesse questa possibilità per cui ho scelto Venezia. Mi spiace solo per aver giocato nella Pro Patria 199 partite, non mi è andata giù di non disputare la duecentesima.
Un Serafini che a 38 anni segna molto più di tanti presunti baby fenomeni...
Oggi un genitore che ha il figlio nel settore giovanile è convinto che avrà un figlio calciatore e spesso fa l’impossibile per far si che il desiderio si avveri. Il calcio ha una selezione naturale che non può essere influenzata da altri fattori. Se hai i numeri giochi, altrimenti no. Inutile insistere.
Che dici di Vavassori, lo senti ancora?
No, sento il direttore Ferrara ogni tanto, ma il patron l’ ho perso di vista.
A Busto eri l’idolo di Silvio Peron, giornalista della Prealpina. Anche a Venezia c’è qualcuno che stravede per te?
I giornalisti fanno il loro lavoro e in queste categorie uniscono la passione per la squadre del cuore con la professione che esercitano. Sotto questo profilo sono encomiabili visto che impegnano i week end per seguire la squadra a discapito della famiglia. Vi do atto che questa passione è un valore aggiunto che si percepisce quando si leggono i vostri articoli che trasudano di attaccamento ai colori locali. Salendo di categoria questo aspetto si perde e si trova più distacco. Con Peron non sono mai andato a cena e neppure preso un caffè, seppur lo farei con piacere, ma, evidentemente, la sua stima nei miei confronti nasce dal campo e da quello che ho saputo regalargli durante la mia carriera. Comunque, io ho avuto rapporti belli con te, con Castiglioni, con Toia e con chi ha sempre rispettato i ruoli. Pochissime volte mi è capitato di alzare il telefono per rivendicare qualcosa  ed è capitato solo quando non mi sono sentito rispettato. Poi, alcuni li preferisco per lo stile con il quale scrivono e altri meno, ma fortunatamente siete tutti diversi e non si può piacere a tutti. Sono sempre stato al servizio dell’azienda che mi ha dato la possibilità di lavorare con grande disponibilità e passione, credo che Silvio, più di altri, si sia accorto di questo.
Un'altra vittoria a Venezia, questa volta più semplice rispetto al passato?
Non direi. La pressione era alta, dovevamo vincere obbligatoriamente e da noi “anziani”ci si aspettava il valore aggiunto. Non è semplice sopportare questa pressione, soprattutto alla mia età. Alla fine abbiamo vinto, ma pagato lo stress accumulato con una prestazione non all’altezza nella finale scudetto.
Quindi, unica possibilità di rivederti allo Speroni sarà in Pro Patria Venezia, in caso di goal alla tua ex squadra esulteresti?
L’esperienza di qualche anno fa mi servirà. Ero stato ceduto dall’Arezzo al Siena e lì per sei mesi me ne capitarono di tutti i colori con poche presenze in campo. Venni ceduto al Catania e la prima partita dopo il lungo  calvario fu proprio con l’Arezzo. Segnai un goal e per rispetto  verso i nuovi tifosi esultai. Cadde il mondo! Mi accusarono di non aver rispettato i colori dell’Arezzo con i quali vinsi un campionato. Per cui, dopo sei anni di Pro Patria direi che non è proprio il caso di esultare se dovessi segnare da ex tigrotto.
Flavio Vergani


Regolamento 12° Torneo di Bocce

PRO PATRIA CLUBS 2016

8° TROFEO “MARIO COCCO” alla MEMORIA

1° TROFEO “ANGELO PICCININI” alla MEMORIA

 

IL Torneo si svolgerà presso il Centro Parrocchiale di Madonna Regina Via Favana, Busto Arsizio (VA)

 

  •             TORNEO DI BOCCE A COPPIE E SINGOLO (32 PARTECIPANTI)
  •          ISCRIZIONE €. 20,00 OGNI PARTECIPANTE
  •         LA PARTECIPAZIONE AL TORNEO E’ APERTA A TUTTI
  •         I GIOCATORI VERRANNO ESTRATTI A SORTE
  •         GLI EVENTUALI RIENTRI SONO RISERVATI ESCLUSIVAMENTE 
    AGLI ELIMINATI
  •         LA BOCCIA CHE TOCCA LE ASSI VIENE CONSIDERATA NULLA IN
    OGNI CASO
  •         PER LA DISTANZA DEL PALLINO, LA DECISIONE E’ A GIUDIZIO
    INSINDACABILE DELL’ARBITRO DELLA GARA. PER EVENTUALI
    CONTESTAZIONI IL GIUDIZIO DEL GIUDICE DI GARA SARA’ IRREVOCABILE
  •        RITROVO e INIZIO GARA H. 20,30; MASSIMO RITARDO
    CONSENTITO 15 MINUTI, OLTRE TALE TEMPO LA PARTITA SARA’
    PERSA A TAVOLINO DAL GIOCATORE IN DIFETTO.
  •         CHI NON FOSSE IN REGOLA CON L’ISCRIZIONE ALL’INIZIO
    DEL TORNEO NON SARA’ AMMESSO ALLA GARA
  •         IN CASO DI DANNI A COSE e/o PERSONE, L’ORGANIZZAZIONE
    DECLINA OGNI RESPONSABILITA’
           INIZIO TORNEO
  •             07/08 - GIUGNO 2016 - BATTERIE
  •         09 GIUGNO 2016 - SEMIFINALI
  •         10 GIUGNO 2016 - FINALE
  •         A SEGUIRE PREMIAZONI dei VINCITORI con BUFFET DOLCE


Pronto con i remi in mano per recarsi all’ultimo allenamento in gondola, Giampaolo Calzi ripercorre la vittoriosa stagione con il Venezia, senza dimenticare Busto e la  "sua"Pro Patria.

Come va “Giampa"?

Sto bene, quest’ anno mi ha un po’ infastidito la pubalgia, ma adesso va molto meglio. E’ terminato un campionato denso di soddisfazioni nel quale ho segnato quattro goal. Eravamo obbligati a vincere e abbiamo vinto, peccato solo per la finale scudetto dove siamo arrivati un po’ scarichi.

Hai seguito quello che è successo a Busto?
Certamente si. Leggo tutti i giorni il blog del Pro Patria Club per cui sono informatissimo. Ho sofferto per la situazione della Pro Patria nella quale gioca Pisani che considero un fratello. Purtroppo, troppi fattori hanno causato quanto accaduto. La stagione è partita troppo tardi, pensa che a Venezia da un mese stanno programmando la prossima, per cui è chiaro che chi ritarda poi paga le conseguenze. Inoltre, le dieci sconfitte consecutive e la paura dei venti punti di penalizzazione hanno influito negativamente sul campionato. Sono certo che l’organico della Pro Patria è migliore rispetto a chi si è salvato o sta giocando i play out. Santana, Ferri, Pisani, D’Alessandro e Montini sono giocatori di qualità.

E’ vero che nel mercato di Gennaio sei stato contattato per un ritorno a Busto?

Confermo, ho incontrato Patrizia Testa per trovare il modo di tornare in biancoblù, ma il Venezia non ha voluto liberarmi e così non si è fatto niente.

Che differenza hai trovato tra i tifosi di Busto e quelli di Venezia?

Nonostante la vittoria in campionato a Venezia si sono visti 4000 spettatori solo in occasione del derby. Nelle altre partite si arriva a 1200 spettatori.  Per un tifoso locale andare allo stadio significa prendere il battello alle 11 di mattina e tornare a casa alle 8 di sera. Questo non aiuta. Si attende lo stadio su terraferma da oltre 30 anni, ossia ai tempi di Zamparini, ma ancora non si vede all’orizzonte. Certamente la passione è rinata dopo questa vittoria in campionato, ma i due fallimenti subiti in pochi anni pesano ancora. Busto è una piazza passionale che mi è rimasta nel cuore.

Quindi torneresti volentieri a Busto Arsizio?

Mi vedrò in settimana con i dirigenti del Venezia per capire il  mio futuro. Certamente se la Pro Patria dovesse chiamarmi tornerei di corsa. Non mi interessa la categoria e l’ho dimostrando venendo in laguna in serie D. Conta la programmazione e le persone che supportano il progetto.

Beh, a Busto non siamo messi così  male con Patrizia Testa e Salvatore Asmini…

Patrizia Testa è innamorata della Pro Patria ed è la persona giusta per regalare ai tifosi le soddisfazioni che si meritano. Con persone come lei si ha la certezza di una dirigenza seria che non ha come obiettivo quello di lucrare. E, oggi come oggi, non è facile trovare profili del genere. Asmini era con me alla Sampdoria quando mi portò a Genova dalla Castellettese. C’era lui e Marotta e credo che questo basti per certificare la sua competenza calcistica. Ha avuto qualche problema di salute che lo hanno consigliato di staccare un po’ la spina, diversamente anche oggi sarebbe in serie A o serie B.

Quindi, Asmini Testa fuori dal campo, Calzi con Santana, Ferri, Pisani in campo. Un sogno o una possibile realtà?

Oggi vivo a Treviso, se dovessi andare via da qui l’unica opzione che prenderei in considerazione sarebbe una squadra vicina a casa mia. Insomma, hai già capito dove andrei…

Senti ancora i tuoi ex compagni della Pro Patria?

Si certo, sento Pisani, Nossa, Bruccini, Sala,Taino, tutti amici con i quali ho passato ottimi momenti.

E Vavassori…?

No, non l’ ho più sentito. Seguo solo la Pro Patria e il Montevarchi delle mie ex squadre. La Reggiana per me è solo un triste ricordo, non mi sono trovato bene a Reggio e credo nemmeno lui visto che se ne è andato

Ci vediamo presto allo "Speroni"?

Per ora pensiamo alle meritate ferie, poi vedremo…è chiaro però che la Pro Patria fa parte di me. Per cui, se ci fosse la possibilità non mi tirerei indietro.

Oppure, ci vediamo per Pro Patria Venezia in Lega Pro. Una curiosità , se dovessi segnare un goal ai tigrotti esulteresti?

Assolutamente no. I colori biancoblu sono tatuati sul mio cuore

Flavio Vergani

 


 
                        

 
Gran tifoso biancoblù e politico galantuomo
Angelo Borri era il capo carismatico di quei tifosi che, in occasione delle partite casalinghe della Pro Patria, si ritrovavano in buon anticipo sugli spalti dello Stadio di via Ca’ Bianca, vigili, attenti a percepire le ultime nuove sui biancoblù che dovevano scendere in campo. Si sistemava a centrocampo, agitava un bandierone a larghe strisce, incitava i Tigrotti all'assalto tanto da invogliare, nel mese di maggio 1949, Angiulèn Turconi a sparare da oltre 30 metri due tremende bordate, finite alle spalle del portiere del Milan, sconfitto per 3 a 2. Era ben visto, nonostante inevitabili solerti punzecchiature, dai dirigenti della Pro Patria. Partecipava alle Assemblee dei soci, caratterizzate da calor bianco dall'inizio sino alla fine. Entrava accalorato nel vivo delle roventi discussioni, cercò di porre fine alla diatriba sorta tra i detrattori del presidente Cerana, accusato di manica larga nella gestione della vicenda dell'asso magiaro Kubala, ed i consiglieri in carica. Gli andò storta: ci rimase male, accusandosi di massima ingenuità.
 
Nel '55, deluso dalle vicende biancoblù, riprese a frequentare l'Oratorio di Sant'Edoardo, accolse l'invito dell'Assistente Ecclesiastico Don Valerio Sosio e, dopo breve chiacchierata, fondò l'Ardor, con il preciso intendimento di valorizzare i giovani calciatori dell'Oratorio e non lasciarli andare altrove.
Nell'arco degli anni l'Ardor crebbe gradualmente, sfornò decine di giocatori validi, non semplici comprimari, buon ultimo Michelino Ferri, captato dal Milan, migliorato sensibilmente non solo sui fondamentali del gioco del calcio, spedito, con profitto, in massime compagini di serie A. Dopo sessant'anni l'Ardor prosegue con riscontri positivi nella crescita non solo sportiva dei giovani dell'Oratorio, in ossequio a precisi dettami dei fondatori. Angelo Borri nel'60 si avvicinò al mondo politico, superò difficoltà contingenti con determinazione e massima trasparenza tanto da essere eletto negli anni '80 Sindaco della Città di Busto Arsizio. Ѐ stato il Sindaco buono, attento alle esigenze dei più deboli, onesto, trasparente, pronto al dialogo con l'opposizione, paladino di quella formazione culturale che nei tempi ha gettato le basi per far divenire la nostra Città Busti Grandi.
 
Giorgio Giacomelli




 
                                
 
 

Il Direttivo del Pro Patria Club è vicino a Roberto Blanco per la scomparsa della mamma Ada Ruggiero di anni 68.
I funerali si svolgeranno lunedi alle ore 10,45 nella chiesa di san Edoardo.
A Roberto le più sentite condoglianze.
Direttivo Pro Patria Club


Seppur manchi ancora l’ufficialità sembra davvero vicino il primo colpaccio dell’era Testa che ha messo gli occhi su Salvatore Asmini per affidargli il ruolo di direttore generale. Il possibilissimo ingaggio di Asmini rappresenta un vero e proprio capolavoro della neo presidente biancoblù visto che Asmini ha un curriculum così importante che lo pone in cima ai desideri di qualsiasi società calcistica.

 Il palmares di Salvatore Asmini da dirigente è composto da molte importanti società del calcio nazionale : dieci anni come direttore sportivo alla Sampdoria, Venezia, Ravenna, Atalanta, Monza, osservatore per l’estero al Milan oltre ad altri club come Varese, Como, Pro Patria, Solbiatese, dove ha ricoperto ruoli di carattere tecnico.

Nei periodi sampdoriani è stato persino vittima di uno scherzo di Cassano che racconta:” Lo scherzo più bello forse l’ho fatto a Salvatore Asmini, ex d.s. Samp: con un passepartout gli sono entrato nella camera d’albergo, mi sono nascosto nell’armadio e con un telecomando universale gli cambiavo i canali della tv. E’ uscito in mutande in corridoio, si cag... addosso dalla paura.”

Asmini,  fino a ieri impegnato come direttore generale della Castellanzese non ha negato il suo dispiacere nell’abbandonare il progetto del presidente Affetti, ma il richiamo della Pro Patria e soprattutto di Patrizia Testa lo hanno affascinato al punto di non esitare nel prendere la strada che porta allo Speroni. Per lui tanto lavoro per ristrutturare il settore giovanile, dare solidità al progetto tecnico e scegliere il direttore sportivo. Se il bel tempo si vede dal mattino si può dire che la nuova Pro Patria è partita con il piede giusto.
Flavio Vergani


Leggendo gli ultimi avvenimenti che da qualche giorno stanno accadendo in casa Pro Patria, stiamo assistendo ad grande piano di ricostruzione, che poi era negli auspici e progetti di tutti. Tutto ciò mi ricorda, con tutti i dovuti raffronti, il celeberrimo “piano Marshall” promosso dopo la Seconda Guerra Mondiale che contribuì a risollevare l’intera Europa.
Sempre tarando i paragoni la Pro Patria esce da questa stagione rasa al suolo come l’Europa del ’45; distrutta nell’animo e nei sentimenti ma sempre con quella fiammella di speranza che prima o poi il vento fosse cambiato. La nostra barca infatti, ferma da alcuni anni in mezzo alla bonaccia, finalmente sembra veder rigonfiare le sue vele da un deciso vento pronto a rimetterla tra le onde.
Certo, la cautela è sempre d’obbligo, ma l’ottimismo e gli indizi che trapelano sembrano tutti convergere in una sola buona direzione; come proprio alla fine di una guerra ci stiamo stringendo intorno ai nostri simboli e alle persone di cui ci fidiamo. Certo è che la “casa” Pro Patria aspetta ancora i permessi per sapere su quale terreno iniziare a ricostruire le proprie fondamenta: in Lega Pro o in Serie D? Parlando questa volta in generale spero solo che presto sia fatta chiarezza per tutti, in particolare verso le società che prenderanno parte ai vari campionati, per permettere così a tutti di costruire squadre all’altezza del torneo che si andrà a disputare. Se si vuole che tutti rispettino le regole, i primi a farlo dovrebbero essere coloro stessi che le promuovono.
Eccessivo ottimismo per queste notizie? Io penso proprio di no: certo, come ho detto prima, bisogna andare sempre con “i piedi di piombo” non certo per mancanza di fiducia (anzi tutt’altro) nei protagonisti che si stanno accollando la ricostruzione del club, piuttosto un auspicio a far lavorare in pace chi lo sta facendo, senza mettergli addosso inutili tensioni, pressioni ed eccessive aspettative. Perché il lavoro, quello vero, non i proclami, paga, e a Busto abbiamo visto dove “le fanfare” portano. Eccessivi quindi no, ma ottimismo sì: già una piccola rivincita verso chi per un anno (anche stessi presunti tifosi) auspicava il peggio (o come dice un mio amico “tragedie su tragedie”) e che magari adesso che la matassa sembra srotolarsi pensa pure di tornare: certo la porta è sempre aperta ma, come si è ripetuto in queste giorni, “se non la ami quando perde, non amarla quando vince”. Un vero e proprio mantra che dovrebbe essere inciso nella mente di tutti i tifosi, non solo della Pro. Nella speranza che d’ora in avanti si celebrino solo vittorie; anche se il ritrovare dignità, rispetto, orgoglio e soprattutto amore verso questi colori sarebbero già un bel passo avanti.
Forza Pro!
ANDREA D’EMILIO


Le molte disgrazie capitate al popolo bustocco nel recente passato lo hanno assuefatto e anestetizzato al punto che ultimamente nulla più lo colpiva o feriva. Un corpo ricoperto da una corazza spessa, formatasi nel tempo quasi in modo naturale. Una mutazione genetica provocata da una persistente negatività societaria. L’accettazione dell’ineluttabile si è sposata con una cieca rassegnazione che nel tempo ha addirittura annebbiato ogni speranza di riscatto. La coda dell’anestetico è ancora così presente che ha influito nella percezione di  qualcosa di grande, anzi grandissimo, capitato alla Pro Patria. La Pro Patria ha un presidente, o meglio, una presidentessa bustocca. Anzi, quasi due, se si considera che a fianco di Patrizia Testa agisce la figlia Stefania che sempre più avrà un ruolo fondamentale nella gestione societaria. Quante volte abbiamo sentito le voci nel deserto che invocavano la salvezza identificandola in un “presidente bustocco”che da troppo tempo non si materializzava in via Cà Bianca? Quante volte si è chiesto e ci si è chiesti il motivo per il quale Busto non producesse un interesse forte per la Pro Patria? E’ accaduto talmente tante volte che si era caduti nella rassegnazione. Bene, ora il presidente di Busto c’è e per questo occorre gioire e guardare avanti con ottimismo. Se nel passato si era certi che solo l’arrivo di un bustocco/a potessero ridare fiato alle trombe, adesso questa certezza va confermata e sostenuta visto che il sogno è diventato realtà. Che fra tutti i bustocchi che potessero arrivare alla Pro Patria sia arrivata la migliore è un dato confermato dall’oggettività, in quanto Patrizia è da sempre tifosa della Pro Patria e questo la sdogana fin da subito da qualsiasi potenziale “altro interesse” che le presidenze portano spesso con sé. Il suo impegno rinnovato dopo un anno nel quale avrebbe avuto mille comode occasioni per defilarsi per non pagare colpe non sue, conferma la sua ferma volontà di lottare per riportare i colori biancoblù dove meritano. E, quando si dice dove meritano, si pensa non ad una categoria superiore, ma ad un modo di essere e ad un profilo di serietà lontani dalle umiliazioni vissute in campo e fuori negli ultimi anni. Si pensa a un calcio pulito, con in campo giovani promettenti e non solo giovani, magari del territorio, con forte passione per i nostri colori. Significa avere la certezza che qualsiasi strategia la dirigenza deciderà di adottare, giusta o sbagliata che sia, sarà solo ed esclusivamente “pro” Patria. Un fatto nuovo e importante del quale poter esultare con convinzione. Non conosciamo nel dettaglio il progetto tecnico e societario di Patrizia Testa, ma certamente se fossero confermate le voci che circolano in questi giorni c’è da dormire sonni tranquilli tra due guanciali. Abbiamo sentito parlare di coinvolgimento della Valle Olona, di possibili sinergie con Busto 81, di una volontà di rivoluzionare il settore giovanile, di portare a Busto qualcuno tra Asmini, Abbate e Andrissi. Seppur sia tutto da confermare, crediamo che si possa facilmente intuire la serietà del progetto e dei suoi attori noti per quanto di buono hanno fatto nelle loro carriere. Se questi nomi non venissero confermati, ne arriverebbero altri di pari valore, etica e serietà. Questo è un altro motivo per esultare con convinzione. Patrizia Testa ha imparato molto e in fretta dalla precedente stagione tanto da mostrare una svolta con il passato da subito incisiva. Tra tante opportunità ha individuato anche il fattore di rischio e le sue parole lo confermano: “Non voglio aspettare fino ad agosto per sapere in che categoria giocherà la Pro Patria”. Un rischio che il radar di Patrizia ha individuato e che vuole disinnescare fin da subito. Un’attenzione matura figlia di un passato troppo sofferto da chi ha la Pro Patria nel cuore che certifica il fatto che ora le leve del comando sono in mano ad una figura completa che sposa la passione con la razionalità, il sogno con  la strategia. Questo è un elemento importante per il quale esultare con convinzione. Con questo non si vuole dire che non esistono e non esisteranno i soliti problemi di tutte le società che lottano in questa categoria e nemmeno si vuole dire che la Pro Patria vincerà in qualsiasi campionato parteciperà, ma solo che tutto quello che accadrà avrà una dignità e un senso. Sarà figlio di un progetto. Questo è un motivo per il quale esultare con convinzione. Auguriamo a Patrizia Testa ogni soddifazione stringendole la mano per il coraggio e l’abnegazione dimostrati. Ci sta regalando giorni nei quali si parla di calcio e non di mancate fidejussioni. Giorni nei quali si parla di “possibile ritorno a Busto di qualche ex tigrotto” e non dell'arrivo di personaggi in cerca d’autore prestati al calcio. Ci sta regalando una anormale normalità e non una normalità anomala. E ,questo ,è un regalo di grande valore, gocce di acqua fresca che sgorgano dopo aver attraversato il deserto. La Pro Patria ha finalmente un presidente bustocco, un grande motivo per esultare con convinzione.

Flavio Vergani