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 Dall'Australia una notizia terribile che scuote la Triestina rimasta orfana del suo Presidente Mario Biasin, di 71 anni.

Il Pro Patria Club porge le più sentite condoglianze alla famiglia, alla società e a tutti gli amici tifosi triestini.

Direttivo Pro Patria Club





 Se il campo, invece che in sintetico, potesse essere fatto in lana o in cotone, mia nonna lo avrebbe già finito all'uncinetto o con i ferri della maglia. Anzi, in tutti questi anni, passati ad aspettarli dall'Amministrazione Comunale, ne avrebbe fatti ben più di due. Gli altri li avrebbe venduti su Ebay.

Si deve essere arreso persino l'ex Sindaco Gianluigi Farioli, che nei giorni scorsi ha messo sul tavolo l'idea di vendere lo stadio "Speroni" per favorire l'arrivo a Busto di persone serie, attratte dal possibile business indotto che potrebbe nascere intorno allo stadio.

Per la serie, prima che dello stadio non rimanga più nulla, visto che i campi in sintetico sono pure illusioni, il simil posteggio ceduto all'Antoniana e la società ceduta a chi , di fatto , la sta facendo sparire, meglio vendere quel che è rimasto e non pensarci più.

L'anno prossimo, Busto sarà "Città dello Sport", da capire a quale sport ci si riferisca: del ghiaccio no, visto quello che (non)è accaduto in zona Beata Giuliana, dove il  ghiaccio si è sciolto prima di formarsi, e del calcio, forse e si vedrà ( dopo aver regalato il titolo sportivo del Busto 81 al Varese, ora si tenta l'impresa di perdere anche la Pro Patria).

Così, il tempo passa e la Pro Patria attende il suo nuovo proprietario. Per ora si parla di manifestazioni di interesse, da capire cosa interessi e cosa no. Certamente interessa il brand Pro Patria, meno i costi da affrontare per chiudere la stagione, ossia costi relativi ai versamenti previdenziali, agli stipendi e al pagamento della fatture in scadenza. Ovvio che Sgai, come molti allegramente dicono, non potrà pretendere il pagamento della società dopo quanto accaduto, ma certamente chi arriverà dovrà accollarsi i costi di gestione corrente, che ad occhio e croce potrebbero valere quanto pagato da Sgai la società.

Insomma, non bruscolini.

Manifestazioni di interesse che si spera portino ad una concreta offerta che, dopo quelle rispedite al mittente del recente passato provenienti da un gruppo romano e dall'attuale presidente del Novara ( che dopo la promozione dalla D alla C, punta alla serie B con Galuppini e Monachello in pole position), siano in grado di togliere i tigrotti dal pantano nel quale sono caduti dopo l'incredibile cessione firmata Patrizia Testa al gruppo Sgai.

A Busto si attende la fumata bianca e blu, mentre il tempo scorre veloce e la sopravvivenza della Pro Patria è sempre più a rischio.

Flavio Vergani




Esercizio finale del campionato è il classico pagellone. Ovviamente, regna la soggettività per cui non prendetevela male, niente di assoluto, ci mancherebbe, ma solo un parere che vale uno. Per quelli che vorranno commentare, una mail o la compilazione del form che trovate qui sulla destra e vi sarà data parola. Ovviamente, solo agli educati e ai contenuti degni di pubblicazione.

CAPRILE: 8

Fa dimenticare subito il pur ottimo Greco e fa nascere immediatamente la domanda che non ha ancora una risposta: cosa ci fa uno così in serie C?

MANGANO: n.g.

Gioca poco, anche se ultimamente ha fatto capire che il portiere del prossimo campionato potrebbe essere lui.

MOLINARI: 6

Rendimento mediamente sufficiente, anche se è mancato un miglioramento concreto su debolezze del passato ancora da limare

BOFFELLI: 7

In campo fa quello che ha sempre fatto, fuori gli straordinari per essere quel faro esperto nelle frequenti mareggiate societarie.

SPORTELLI: 6,5

Sorpresa del campionato tigrotto che si merita un voto alto per la sua capacità di farsi trovare pronto, anche quando la difesa imbarcava più acqua del Titanic.

VAGHI: N.G.

LOMBARDONI: N.G.

SAPORETTI: 6

Un’obbligazione a basso rischio e a rendimento noto, non certamente un’azione che si muove tra picchi e flessi, ma un tasso fisso rassicurante.

NICCO: 6+

Non lo dice e quindi non lo nega, ma se lo dicesse non lo negherebbe, con Mister Prina non si è proprio preso bene con una prima parte di campionato nella quale è stato irriconoscibile, poi molto meglio, ma la media ne risente.

BERTONI: 7

Quando non c’è si sente e quando c’è pure, metronomo di un centrocampo low quality che fa affidamento sui sui suoi piedi di velluto e cervello da intellettuale del calcio.

FIETTA: 6

Un jolly che ha dispensato esperienza in campo e fuori, a centrocampo e in difesa, senza mai arrendersi all’età.

COLOMBO: 6+

L’anno giusto per avere un ruolo extra campo che si prende con la solita diligenza e generosità. In campo lotta con l’età, ma alla fine vince sempre lui.

GHIOLDI: 6

Drupi canterebbe piccolo e fragile, piccolo non è, ma fragile si e questo comincia ad essere un problema.

BRIGNOLI: 6-

Idem come sopra, ma con un rendimento al di sotto delle aspettative: da capire il rapporto tra rendimento e problemi fisici che sembra essere il vero rebus di questo giovane.

GALLI: 6-

Non un campionato indimenticabile per l’esterno e interno biancoblu che fatica a trovare il passo e la fiducia nei suoi mezzi. Troppo timido e timoroso per un giovane che ha nel passato aveva mostrato ben altre potenzialità.

VEZZONI: 6,5

Sempre in crescendo il suo rendimento, peccato sia terminato il campionato mentre stava decollando. Rimane il rimpianto di tante, troppe assenze.

PIZZUL: 6

Il soldatino diligente risponde sempre presente quando chiamato in causa con prestazioni mediamente sufficienti.

PIEROZZI: 8

Nove reti, tanta corsa, tanta qualità e tanta voglia per un giovane con la maglia di un esperto e con la potenzialità di un campione.

FERRI: 6,5

Altra bella sorpresa del campionato che dispensa qualche partita eccellente e qualcun’altra più normale. Realtà propria dei giovani in crescita e lui sta molto crescendo.

PIU: 8

L’ennesima scommessa vinta da Turotti che pesca questa punta a zero minuti e zero goal dall’Arezzo e lo riporta ai suoi tempi migliori.

PARKER: 6

Pochi goal, troppo pochi per uno come lui, che paga un inizio di campionato difficile per vari motivi. Finisce in crescendo, ma il campionato rimane in chiaroscuro.

CASTELLI: 6--

Il goal di Verona vale una montagna di pepite, ma il resto è ben sotto le aspettative. Qualche lampo, ma il barometro segna brutto tempo.

STANZANI: 6

Una piccola manciata di goal diluiscono un campionato iniziato sotto ben altre aspettative. Si perde con Prina per ritrovarsi con Sala, ma, l’impressione è che abbia dato molto bene di quello che avrebbe potuto.

BANFI: NG

MISTER PRINA: 5

D’accordo le assenze patite a inizio torneo, d’accordo i problemi societari che hanno destabilizzato l’ambiente, d’accordo il Covid che ha colpito la sua gestione, ma i risultati parlano chiaro. Non aver accettato di pensare al passato per coniugarlo al presente è errore imperdonabile.

MISTER SALA/ LE NOCI: 10

Salvano la squadra senza nemmeno troppa fatica (percepita), raggiungono il secondo turno di playoff, impresa non riuscita neppure al suo illustre predecessore, rinforzano la peggior difesa del campionato e rivitalizzano il peggior attacco, per la serie peggiore per caso e non per scelta loro, ma di altri.

PATRIZIA TESTA: 5

La premessa dovrebbe essere inutile, ma diventa indispensabile per gli improvvisati avvocati difensori d’ufficio che confondono il passato con il presente, deformando il secondo per amplificare il primo. Il passato di Patrizia Testa è valutato 10 e lode, quello che ha fatto lei in questi ultimi anni lo hanno fatto in pochi, anzi pochissimi,  forse nessuno, per cui giù il cappello e un vagone di ringraziamenti. Quello che è accaduto dopo ha tutt’altra valutazione, che non può e non deve risentire di presunte influenze della “riconoscenza” da taluni sbandierata. Se il marito di vostra figlia avesse un passato impeccabile da volontario della Caritas, della Croce Rossa e dopo aver fatto il chierichetto per lunghi anni e frequentato le missioni, cadesse in tentazione e ammazzasse la moglie, avreste identica stima in virtù del suo passato da incorniciare? Suvvia, un po' di onestà intellettuale e realismo non farebbe male.

La strategia di “fast exit” è stata largamente insufficiente per i modi, i tempi e le scelte. Dopo aver inseguito per anni  concetti di alta compliance e profonda eticità del progetto, rifiuta differenti interlocutori che l’avrebbero garantita, per affidare la società ad un gruppo rivelatosi fin da subito non in grado di portare avanti il progetto. Sconcerta i tifosi che l’avevano premiata con il voto, certi di un impegno “pro” Patria a 360 gradi. Una grande illusione da subito disillusa, è proprio volando in comune che è obbligata dalle norme a togliersi la maglia biancoblu, norme peraltro note a tutti, tranne alla maggior parte dei votanti che si sono ritrovati mazziati e cornuti. Ovviamente, solo la parte che aveva simpatizzato per la candidata per questo obiettivo a tinte biancoblu, gli altri felici erano e felici rimangono della loro legittima scelta politica. Per la serie: averlo saputo prima...

 Delude gli uomini di riferimento dello staff  societario con una mossa  clamorosa che avrebbe meritato almeno l’ovvia preventiva condivisione, che, a loro detta, non c’è stata.


CONSORZIO SGAI: 0

Si materializza solo con un dipendente al quale è stata attribuita la carica di Presidente senza portafogli, mentre la proprietà è impegnata a difendersi da accuse importanti. Il progetto di fatto muore prima di nascere e l’aborto lascia senza eredi la Pro Patria, costretta per l’ennesima volta a darsi in adozione. Chi si era illuso che i "fatti" sui quali è stato steso un velo pietoso nella conferenza stampa di welcome fossero relativi al passato, tanto da tacitare chiunque lo mettesse in dubbio, si scontra con la realtà dei fatti che dicono il contrario. Forse la peggior cessione societaria della storia della Pro Patria.

DIRETTORE SANDRO TUROTTI: 10

I fatti lo costringono a trasformarsi da Direttore Sportivo a Direttore Generale facente funzione. La delusione di essere stato lasciato solo e abbandonato dalla precedente proprietà è percepibile anche solo ascoltando il suo respiro, ma da professionista Premium quale è ha comandato la barca fino a portarla in porto, nonostante le quotidiane mareggiate. La tentazione di mandare tutto a fanculo è stata forte, la resilienza ancora di più e di questo gli va reso merito. Uno così è difficile da trovare e facilissimo da perdere. Che non sia ancora accaduto è solo un caso, urgente evitare che accada.

ADDETTO STAMPA NICOLO’ RAMELLA: 10

Il titolo, oltre che riduttivo, diventa ridicolo per chi conosce cosa ha fatto e come lo ha fatto durante questo campionato. Un saldatore che ha cementato gli anelli della catena che si indebolivano giorno dopo giorno per quello che succedeva, o non succedeva, fuori dal campo, pur di non far collassare la struttura portante della società lasciata in balia degli eventi da scelte incommentabili.

Un punto di riferimento costante che ha saputo mantenere dritta la barra con un impegno andato ben oltre i confini della sua responsabilità diretta.

LO STAFF: 10

Beppe Gonnella, Cristian Moroni, Andrea Stramare, Mario Beliusse, Bruno Chiericoni, Catullo, Pacchioni, Coltro, Giussani, Gabriella, i medici Valcarenghi, Monti e Besnati, sono stati i marinai che hanno saputo navigare senza il loro comandante. Gente che con i fatti ha dimostrato l’amore per il proprio lavoro e per la Pro Patria, lasciando ad altri le parole. Qualcuno di loro vive di Pro Patria per cui non è stato facile gestire un vuoto di poter che ha alzato il livello di preoccupazione, non solo in ambito sportivo, ma personale e famigliare. Non hanno mollato un centimetro, facendosi trovare pronti ogni giorno al loro posto con la voglia di sempre, nonostante tutto e tutti. Hanno sudato come sempre la maglia che sarebbe da incorniciare per ricordare l’impresa. Peccato sia così brutta da essere dimenticata, tanto quanto tutto il resto.

Flavio Vergani



Happy hour biancoblu il 19 Maggio, alle ore 19,30, nella sede del Pro Patria Club di via Pozzi, quando si celebrerà il giorno del ringraziamento ai tigrotti, accogliendo una rappresentanza della squadra e dello staff per brindare insieme al grande successo ottenuto.
Saranno presenti il Direttore Sportivo Turotti, Mister Sala, 'addetto stampa Ramella, il team manager Gonnella e i giocatori Molinari, Ferri, Mangano, Caprile e Colombo.
La partecipazione è aperta a tutti i tifosi.
Vi aspettiamo
Direttivo Pro Patria Club

 

Quando si giunge al termine di un percorso, molte sono le sensazioni che ci pervadono come ad esempio la nostalgia di gesti ed emozioni che hanno riempito per molti mesi le nostre settimane da oggi temporaneamente svuotate da eventi di campo e con l'auspicio invece di essere riempite di notizie e prospettive che possano garantire un futuro a questa entità sportiva che da oltre un secolo rappresenta uno dei simboli più significativi di una città che spero si svegli dal torpore imperante fino ad oggi e che riprenda ad essere parte attiva in questo progetto che ha assunto ormai anche forma di investimento su persone (giocatori e staff tecnico) assolutamente di livello sia umano sia professionale.

Quindi oggi é tempo di arrivederci e di ringraziamenti uniti a tutta la riconoscenza dovuta a tutti i nostri splendidi ragazzi che ci hanno regalato l'ennesimo scudetto, figlio di un impegno e di una attitudine a soffrire senza mai mollare non comune.

Grazie in tutte le lingue del mondo ancora una volta al nostro DS che durante una gita in Toscana "per lavare i panni in Arno" ci ha portato in visione un autentico diamante grezzo, che sarà destinato in futuro a palcoscenici prestigiosi se le promesse espresse saranno mantenute confermando la maturità e la tecnica dimostrata con la nostra maglia.

Grazie anche alla "terra di Albione" che ci ha concesso, anche per un solo campionato, un estremo difensore che si é rivelato autentica certezza fornendo prestazioni eccellenti e garantendo ad una difesa, già orfana di elementi importanti, sicurezza di rendimento e fiducia nella capacità di essere risolutivo anche nelle situazioni più difficili.

Ovviamente, come ciliegina sulla torta,  non poteva mancare un ultimo ringraziamento anche al "pantofolaio" (alias Max ed evito lo scontato cognome) che almeno ci ha garantito argomenti di confronto dialettico ed alcune osservazioni ironiche in merito alla sua presenza virtuale con corredo di un grazie particolare alla Ditta Panini per averci fornito la sua rara figurina.

In sintesi comunque questo gruppo ha dimostrato di essere il vero "dream team" con una spina dorsale di assoluto rispetto e valore costituito da dirigenti e responsabili tecnici che molte società ci invidiano.

Analizzando la posizione societaria come di consueto, oggi siamo ancora in una fase embrionale di una gestazione che non ha ancora una madre certa e definita a questo punto, malgrado le solite voci gratuite di politici che si atteggiano ad improbabili sostenitori della causa (frase storica di una rappresentante "oggi che ci sono difficoltà NON SI PUO' SPARIRE), ma  non possiamo attendere i fatidici NOVE MESI per assistere alla nascita della nuova creatura.

L'auspicio é sempre quello ovvero che si riesca a porre rimedio in tempo breve all'errore matrice commesso forse per troppa fiducia o certificazioni drogate all'origine ponendo finalmente fine alla proprietà "ghost" liberandoci al più presto da quello sgradevole suono onomatopeico "sgai-sgai" che ricorda solo il lamento di un cagnolino al quale abbiamo involontariamente urtato una zampa.

Ricordando infine che "il cuore biancoblù" non tradisce mai", per quanto mi riguarda, attendo solamente di conoscere la data di sottoscrizione del nuovo abbonamento n.1 come riconosciuto con foto nel corso del campionato appena concluso.

Sandro Lupidi

 






























 

Con le mani...con le mani ...con le mani Ciao Ciao ( foto Andrea Macchi)

Alcuni trasfertisti presenti a Trieste ( grazie ad Andrea Macchi per la foto)

Volere è dovere per i più talebani, volere è potere per i più determinati, vorrei ma non posso per i sognatori, potrei ma non posso per i menefreghisti.

La sintesi della sintesi dei quattro target di tifosi nel rapporto con le trasferte della Pro Patria. Tema che da sempre appassiona Andrea Macchi che con Alessandro Bianchi rappresentano i top performer dei trasfertisti biancoblu. Sempre presente il secondo, con una sola assenza il primo.

Tempo, soldi, sacrificio, passione, resilienza, determinazione, forza di volontà, sono gli elementi caratterizzanti il profilo di chi ha deciso di seguire la squadra a prescindere da tutto e da tutti, dandole priorità e centralità assolute.

Non basta un solo elemento, ne servono molti e tutti insieme, da qui l'impresa diventa complicata.

Soldi tanti, visto il costo di carburante, pedaggi autostradali e biglietto di entrata, ma fosse solo questo il problema, che comunque rimane un problema per molti, visto il momento che stiamo vivendo, Ccè dell'altro, molto altro.

Il tempo è la seconda variabile da considerare, visto che trattasi di immolare l'intero giorno, o quasi per vivere 90 minuti di partita. Qui, non si tratta di poterselo permettere solo in tema economico, ma richiede una scelta di vita decisa e prioritaria, che può essere spiazzante per chi vive con il tifoso itinerante. Meno vincoli famigliari ci sono e meglio è, oppure la situazione perfetta è sognare una famiglia o una coppia tutta appassionata, per trasformare il desiderio di uno in quello di tutti. Qui, però, attenzione all'aspetto economico, che potrebbe diventare davvero importante in quanto si moltiplicherebbe a dismisura.

Altro tema frenante è la solitudine o l'insicurezza alla guida. La media età della tifoseria bustocca è piuttosto elevata, seppur in questo target si annidi la passione forte della tifoseria. Il guidare da soli anche per poche decine di chilometri, magari in condizioni ambientali non ottimali, piuttosto che il non aver neppure rinnovato la patente di guida, diventano un problema tra chi vorrebbe andare, ma non si sente di poterlo fare in auto(nomia).

Una parziale conferma di tutto questo viene dai pullman gratuiti o quasi che hanno messo a disposizione i club per le recenti trasferte di Seregno e Crema. Prezzi bassi e servizio comodo hanno risvegliato il tifo trasfertista che ha colorato le tribune e le curve degli stadi di destinazione.

Pullman che hanno ragione di esistere a patto che i costi di noleggio siano coperti dai partecipanti, purtroppo manca ancora questo step, che a questo punto è di chiara origine economica, visto che ultimamente i pullman organizzati dai club faticavano a registrare una numerica di presenze soddisfacente.

In sintesi, il tifo disposto a seguire la squadra c'è ancora, numericamente piccola in modalità "talebana", occasionalmente numerosa in modalità cherries pickers, ossia di chi coglie al volo le occasioni low price e una molto potenziale, ma ancora da coltivare, relativa a chi sarebbe sempre presente se non fosse per i vincoli economici e famigliari che impediscono una presenza costante.

Il futuro? Difficile parlare di futuro dei tifosi senza conoscere quello della società, ma, volendo sforzarsi e ragionare per sommi capi, si potrebbe pensare che solo unendo i pochi si diventa tanti.

Inutile girarci intorno, il passato ha consegnato al presente una tifoseria divisa, frammentata, segmentata in tutto quello che fa. 

Ci sono quelli del Pro Patria Club, quelli del Tigrotto, gli Ultrà, i cani sciolti, quelli della trasmissione, quello del Museo, quelli del Centenario, quelli del Tigrottino, quello che racconta la storia e quello della Mascotte, quasi fossero mondi diversi, popolazioni autoctone, residenze parallele, uno, nessuno o centomila in base alla maschera indossata per l'occasione.

Frammenti di un unico mondo che sgretolano l'unità comune a tutti, segmentano la base, la differenziano e la specializzano in base all'obiettivo inseguito. Un esercizio perfetto di individualismo collettivo, dove prevale l'io", piuttosto che il "noi" relativo, che spesso pretende , sottende e pericolosamente insegue il noi assoluto. Ossia, il delirio di considerarsi non parte dell'intero, ma l'intero stesso. Identità anche forti, ma piccole, rappresentanze storiche, ma diluite dal tempo e poco impattanti sull'ecosistema biancoblù.

Gerarchie più numerose della customer base che vivono nel ricordo di come eravamo, di quanti eravamo e di cosa facevamo che si avviluppano su loro stesse producendo cariche persino invidiabili sulla carta, ma del tutto inutili nella realtà.

Piccoli mondi spesso antichi che perpetuano modi di essere del passato completamente fuori moda, o tentano di ispirare followers nostalgici di una supremazia da esercitarsi in una numerica di tifosi sempre meno numerosa e quindi poco adatta per aspirare a ruoli di leadership riconosciuta e plebiscitaria.

Frammenti attivi che producono progetti spesso paralleli, gemelli e spesso clonati, che disperdono soldi ed energie in cambio di una fin troppo ricercata autonomia. Due pullman mezzi vuoti che partono in parallelo, oppure nessuno. Qualche macchina mezza vuota in trasferta che pagano carburante e pedaggio doppio, una manciata di siti di tifosi che parlano di Pro Patria, senza che nessuno li rappresenti nell' interezza, un giornale storico dei tifosi che potrebbe parlare di tutti e invece fatica a parlare di sè stesso, se non fosse per lo sforzo dei soliti, una trasmissione televisiva che trova energie grazie agli stessi del Tigrottino, o dei trasfertisti talebani o degli speaker di oggi e di ieri. Ossia, pochi, sempre quelli che cantano e portano la croce.

Logica vorrebbe che un esercizio di buonsenso, ma soprattutto di sviluppo culturale figlio dei tempi, possa stravolgere il modo di pensare ormai obsoleto del passato, basato sul "valgo se esisto", trasformandolo nel "esistiamo perchè valiamo". Uno switch tra il protagonismo obbligatorio e il collaborazionismo volontario che porti a unire le forze per raggiungere un'identità matura di tifoseria coesa e unita nelle diversità. Diversità che devono esserci quale contributo positivo alla crescita relazionale, ma gestita non con il conflitto, bensì con il confronto. Certamente servirà dare un calcio a quello che si era o che si pensava di essere, mettendo da parte titoli, meriti ed eredità di un passato che non c' è più. Pensare di fregiarsi di un carisma guadagnato nel mondo di ieri facendolo valere in questa nuova realtà fa correre il rischio di diventare patetici, ridicoli, persino banali. I molti che fanno qualcosa per la Pro Patria lo fanno per il suo bene, su questo nessun dubbio, ma mettono la firma con il proprio nome sul libro della storia che verrà spazzato via dal tempo, se lo si facesse con un'unica firma, quella dei tifosi, rimarrebbe eterna.

Richiede sforzo, come ogni cambiamento. Richiede rinuncia ad essere quello che si è sempre stati e che forse faceva piacere essere, per un ruolo più alto, uno standing ambizioso che prevede di mettere da parte un po' di sè stessi per rendere più grande la Pro Patria. Ognuno ha qualcosa di suo che sa fare bene da solo, ma che assieme agli altri lo farebbe diventare fantastico. Gli esempi, anche se piccoli, sono sotto gli occhi di tutti: chiunque in questi anni ha messo da parte antiche rivalità e assurde competizioni per unire le forze per un progetto comune ha una grande storia da raccontare. Gli altri, solo episodi di poca rilevanza, anche se qualcuno vive l'illusione di essere stato protagonista assoluto di qualcosa che assomiglia poco al tanto e molto al niente.

Il segreto del cambiamento? Non aspettare che faccia il primo passo qualcun altro, ma avere il coraggio di essere il primo con l'ambizione di farsi seguire da molti.

Facciamolo insieme!

Flavio Vergani


 Queste le prossime sfide dei playoff: 

Pescara-Feralpì Salò

Foggia-Entella

Triestina-Palermo

Monopoli-Cesena

Juventus U23-Renate

 

Federico Gatti premiato al Gran Galà dello Sport a Castiglion Fiorentino (Ar)
come miglior giovane della serie B ( grazie a Massimo)

Chiacchierata a 360 gradi con il Direttore Sportivo Sandro Turotti su temi caldi che non meritano più nemmeno una parola, si aspettano solo i fatti, ma anche occasione per chiarire da una fonte autorevole quanto si è sentito in giro relativamente a "obblighi contrattuali" che, secondo qualcuno non sono stati esercitati dalla Pro Patria e chissa perchè in occasione della vendita di Gatti al Frosinone.

Prima domanda: C'era la fila per avere Gatti. "No, risponde Turotti, c'era il Frosinone e un'altra squadra, le offerte non differivano di molto, abbiamo sentito anche il parere di Gatti che ha preferito Frosinone".

Si narra di un obbligo da parte del Frosinone di versare una percentuale sulla rivendita del calciatore che non sarebbe stato inserito nel contratto, come mai? "Semplicemente perchè non c'è nessuno obbligo, ma è solo una possibilità. Per chiarezza, si può scegliere di incassare subito una certa cifra, oppure decidere di scontare questa cifra e prevedere una percentuale di premio in caso di rivendita del giocatore. In sintesi, di più subito, oppure, di più dopo e forse, qui ognuno fa una scelta. Certamente adesso è facile dire che era meglio la seconda ipotesi, ma prima non era così scontata".

Quindi, niente trippa per Gatti? "Assolutamente no, aggiunge Turotti, la Pro Patria riceverà un premio  quando Gatti esordirà in serie A e per ogni trasferimento all'estero che farà, questo è un premio federale che esula dagli accordi contrattuali".

A quanto ammonta questo premio? " Dipende da diversi fattori che lo possono moltiplicare, il primo trasferimento non comporta una cifra esagerata, ma potrebbe diventare anche elevata in futuro"

Tipo? "Quando si trasferì in Germania Aubameyang la Pro Patria avrebbe avuto diritto a 400 mila euro"

Perchè avrebbe, non sono stati incassati? "Purtroppo no, la società fu dichiarata fallita e i soldi vennero assorbiti dalla Lega"


Flavio Vergani

 

 

Pro Patria Clubs presente a Trieste ( Foto Mario Beliusse)

E’ Trieste il capolinea della Pro Patria, che perde per due a uno con gli alabardati degli ex Giorno e Sarno e saluta i playoff.

Nelle carrozze di prima classe hanno viaggiato i calciatori, mister Sala e Le Noci, il preparatore atletico e tutto il fantastico staff chiamato agli straordinari per portare a termine nel migliore dei modi il lungo e tormentato viaggio.

Nelle carrozze di coda viaggia Sgai, che si accomoda nella vettura riservata a chi non ha il biglietto pagato per viaggiare e sarà fatto scendere alla prossima stazione. Vagoni di coda anche per Patrizia Testa che a treno in corsa ha azionato lo scambio, o meglio il cambio, che ha variato la direzione del treno,  indirizzandolo dapprima verso un binario morto e poi verso il deragliamento.

La Pro Patria, intesa come parte agonistica e staff operativo ottiene il miglior risultato degli ultimi cinque anni raggiungendo il secondo turno di playoff, dopo un anno nel quale ha visto più la coda del treno che la testa, ma grazie al temperamento, la dedizione, la resilienza e la determinazione di uomini veri attaccati al loro lavoro e di giovani ricchi di qualità umane e professionali, hanno saputo svoltare, prima da una conduzione tecnica mai metabolizzata e poi da un dirigenza fantasma mai palesatasi fisicamente, se non per mezzo del Presidente Citarella, ministro senza portafoglio del gruppo Sgai che ha cercato di far apparire normale quello che normale non è mai stato, fino ad essere elegantemente invitato a stare lontano da chi stava compiendo un’ impresa sul campo tutta da invidiare da parte di chi, fuori dal campo, più che imprese stava realizzando pessime figure.

I giocatori e lo staff riconsegnano alla città la Pro Patria nella stessa categoria e addirittura con un turno di playoff in più rispetto di quando l'hanno presa, nonostante l’abbandono improvviso subito dalla sua Presidente di riferimento e dal non arrivo di una dirigenza sulla quale fare riferimento,. Insomma, la Pro Patria ha combattuto la buona battaglia, ha mantenuto la categoria, ha fatto il suo dovere, a differenza di altri che alle parole hanno fatto seguire ancora le parole.

Il Direttore Sportivo Turotti restituisce alla Pro Patria una valorizzazione importante dei prestiti lucrosi, come quelli di Pierozzi e Caprile, incrementa il valore del gioiellino Ferri, mette in vetrina Sportelli, rivaluta Più, consacra di fatto mister Sala come allenatore di livello e con Scirea fa capire che si aveva già in casa tutto, senza bisogno di cercare altrove.

Ovviamente, da non dimenticare che la Pro Patria, top performer quanto alla presenza di giovani nella distinta del match, porta a casa un bell’assegno dalla Lega. Raggiungere i playoff con una quota giovani di tali dimensioni non ha prezzo e questo certifica e qualifica ancora di più il lavoro svolto dalla parte tecnica.

Nicolò Ramella non dimenticherà mai questo anno che lo ha costretto ad entrare in modalità multitasking: accanto al suo ruolo di addetto alla comunicazione della società, svolto con la solita eccellenza, è stato chiamato ad essere punto di riferimento per svariate attività parallele operative, ma non solo, svolgendole con apprezzabile spirito di sacrificio.

Chi sa potrà spiegare meglio di chi intuisce, ma il suo supporto morale, motivazionale e di resilienza indotta ha toccato livelli accademici senza i quali oggi la Pro Patria potrebbe essere orfana di parte del suo potenziale strategico di riferimento.

Se si pensa al bel lavoro svolto da Emanuele Gambertoglio e dalla sua Mascotte, che ha garantito la presenza di giovani allo stadio, sempre più a rischio di alopecia diffusa, si può capire quanto si sia gettato il cuore oltre l’ostacolo pur di tenere viva la fiamma biancoblu.

Negli anni scorsi non era mai stato facile pensare a questi progetti, quest’anno sono stati realizzati, proprio mentre era in atto il fuggi fuggi di chi c’era e di chi è andato via senza mai arrivare.

Questa è un'impresa che pochi possono vantare e per la quale tutti devono essere riconoscenti a questi uomini che dall'abbandono subito hanno tratto la forza di dare di più, quando avrebbero potuto rispondere con la normale amministrazione.

Al secondo turno dei playoff sono arrivati tutti loro e solo loro, con i tifosi, ovviamente, che hanno saputo vivere con grande stile l’abbandono di Patrizia Testa, molti di loro dopo averla votata per favorirne inconsciamente l’abbandono, poi hanno saputo sopportare in silenzio una catena di risultati negativi per poi gioire per lo splendido risultato ottenuto. Una dimostrazione di maturità e amore per la Pro Patria che rimane un esempio da imitare da parte  di chi da tempo simula identica passione, peraltro senza troppa convinzione.

La partita di ieri pesantemente influenzata da un calendario ridicolo che ha obbligato la Pro Patria a dover vincere due match in trasferta in tre giorni, lasciandone agli avversari dieci per riposarsi, ha mostrato una Pro Patria stanca, anche se non disposta ad arretrare di un centimetro di fronte agli avversari.

Una doppietta di Gomez, una su rigore, alla quale ha risposto Pesenti per la Pro Patria è la sintesi del tabellino, ma la cosa più importante della giornata è stato guardare negli occhi di mister Sala a fine partita e sentire le sue parole di stima e gratitudine profonda verso i suoi ragazzi che gli hanno e ci hanno regalato il meglio di loro. Gli occhi certificavano le parole come vere, autentiche, che venivano dal cuore, perchè di parole quest'anno ne abbiamo sentite molti, ma occhi come quelli del Mister visti davvero pochi, anzi, nessuno.

Citazione d’onore a chi si è sciroppato centinaia di chilometri in una giornata lavorativa per essere vicino alla squadra. Le trasferte non sono tutte uguali, questa era diversa e chi c’era questa volta è diverso da chi c’era la volta prima, quando il pullman costava poco, la destinazione era vicina e la giornata festiva.

Grazie a tutti quelli che si sono spesi per questa stagione difficile, agli altri un caldo invito: risolvete il danno fatto e toglietevi di mezzo.

Flavio Vergani

Se è vero che l'ottimismo è la droga dei poveri, è anche vero che questa volta si è andati in overdose. Infatti, le informazioni ricevute e relative alla trasferta di Trieste erano davvero esagerate. Nessun minibus da 20 posti, ma solo uno da 9 posti, tra l'altro in cerca di un driver. Insomma, Giovanni Pellegatta si è lasciato coinvolgere dall'entusiasmo raddoppiando la disponibilità del  mezzo, che però vale proprio mezzo e non il doppio e da qui si è generato l'equivoco.


 Un ultrà della Pro Patria scavalca la rete del "Rigamonti Ceppi", in preda all'euforia per la vittoria di Lecco.

Il ragazzo abbraccia ad uno ad uno gli undici tigrotti e rimane in campo per cinque minuti.

Forse, questa volta, l'inutile quarto uomo, decide di incidere sul match e dare un senso a quello che un senso non ce l'ha e segnala il tutto sul referto arbitrale di fine gara.

Risultato: 2.000 euro di multa alla Pro Patria: 181 euro per abbraccio, ossia 400 euro al minuto.

Flavio Vergani

 La partita tra Triestina e Pro Patria, in programma mercoledì 4 Maggio e valida per il secondo turno di playoff si giocherà alle ore 20,30


 "Non ho più la testa per continuare, mi voglio riprendere la mia vita, terminare quello che ho lasciato in sospeso, ho aiutato come e quanto ho potuto", con queste parole Ivan Vavassori mette la parola fine alla sua partecipazione alla guerra in Ucraina e torna a casa.

Un sospiro di sollievo per papà Pietro e per chi gli vuole bene. Da valutare la posizione di Ivan per la giustizia italiana che punisce i cittadini che si arruolano per combattere guerre in terra straniera.

Flavio Vergani

 Lui ci è sempre stato, non solo in campagna elettorale quando il red carpet si sposta dal "Baff"e viene steso allo "Speroni".

Facili passerelle, dove sfila l'ipocrisia, la finta passione per qualcosa che viene poi ignorata fino alla prossima volta. Giacche stirate con appuntata la spilla della Pro Patria, pronta ad essere tolta quando l'abito va in lavanderia, dopo aver celebrato la festa.

Per cui, Gigi Farioli merita la citazione e lo spazio, negato con convinzione a chiunque altro che non disponga della stessa passione. In questo caso, par conditio chi ti conosce.

Scrive Gigi Farioli: 

Un grazie di cuore a tutti coloro che oggi , a cominciare dai ragazzi e dallo staff , dal pro Patria Club che ha  organizzato i pullman , a tutti coloro che ci hanno permesso di continuare a vivere una favola in cui mai come oggi  occorre uno sforzo comune per un  lieto fine . Forza !!!! Io ci spero ... Ci credo .... Oggi sotto il Resegone la Pro Patria  ci ha dimostrato il suo insopprimibile desiderio di farci sognare . A differenza della nota poesia il sole non cala dietro  il Resegone ... Attendiamo vigili e operosi buone notizie . Dal campo . Ma non solo. Grazie ancora a tutti . Anche ai  simpatici compagni di viaggio . Arrivederci a Trieste ?

Flavio Vergani

 Un foto che rimarrà nella storia. Quelle che rivedi dopo anni e torna l'emozione, quel brivido caldo che fa ricordare ogni momento di quel giorno: i compagni di viaggio, la partita, le paure e le gioie proprie di queste partite.

Ci si cercherà tra quei volti, si rimpiangerà l'età che si aveva, il calcio che era, ma nulla scolorirà il colore della passione di chi c'era.

Una "Tigrottata" stile vecchi tempi che è tornata prepotente per ringraziare chi merita di essere ringraziato.

Un ringraziamento che è davvero troppo poco per molti, esageratamente troppo per altri
ospiti indesiderati della nostra storia.

Flavio Vergani



 La Pro Patria vola in Paradiso, vince a Lecco per due  zero, passa il primo turno di playoff e nell'anno peggiore degli ultimi cinque ottiene il risultato migliore.

Meglio della Pro Patria grandi firme dello scorso anno, meglio di ogni partecipazione ai playoff dell' era Testa.

Under di nome, over di prestazione, loro sono Sportelli e Pizzul che firmano la grande impresa con un goal per tempo, che stendono un Lecco annichilito dai tigrotti che non gli hanno letteralmente fatto vedere la porta. Il portiere Caprile aveva minacciato lo sciopero e coinvolto i sindacati di categoria, è il Primo Maggio, festa dei lavoratori, non gli sembrava corretto dover giocare, ma i compagni lo hanno rassicurato: vieni a Lecco, vedi il lago che non hai mai visto e senza pagare ti facciamo vedere la partita sotto la curva, ti divertirai.

Detto e fatto, lavoro zero, se non da raccattapalle, in modalità "questa la prendo anche io".

Mister De Paola, il profeta mancato, quello che dopo un pareggio in  Pro Patria Pergolettese in serie D, disse che la Pro Patria avrebbe avuto zero possibilità di vincere il campionato a favore del Rezzato, era certo di fare un solo boccone della Pro Patria, ma anche questa volta la profezia ha cozzato contro la realtà. Nemo è profeta in Pro Patria.

Il tecnico lecchese gridava dalla panchina: "Ci abbiamo messo cinque mesi per conquistare i playoff, dovete sputare sangue".

Sapesse quanto ci ha messo la Pro Patria per conquistare questi playoff: lasciata sola in un batter di ciglia dalla Presidente ritenuta la più affidabile che potesse esserci in tema di vendita societaria, ceduta alla società a occhio meno affidabile tra quelle che si erano candidate, gestione approssimativa per lunghi mesi, battibecchi da casa di cortile tra le parti, con in mezzo un cambio di tecnico che era certo dell'incerto e incerto del certo.

Sarebbe bastato considerare questa situazione per capire la rabbia che avrebbe animato i ragazzi, supportati da un'onda biancoblù che li ha seguiti in quel di Lecco con due pullman pieni a firma Pro Patria Club e Tigrotto, con a bordo 10 under 18 e qualche politico bustocco, nei quali si speri possa arrivare un assist per dare un futuro alla società.

Un miracolo in campo, ma anche sugli spalti, visto che la società fantasma, quella che da mai si è materializzata e che ha alzato le mani a riguardo del futuro a causa dell'incapacità finanziaria di portare avanti il progetto, è riuscita a farsi notare con la presenza di una rappresentanza persino numerosa.

Per loro, il solito invito da parte della curva in modo esplicito e di tutti gli altri tifosi in modo associativo di togliersi dai piedi il prima possibile cedendo la società a costo zero, visto che ci sono e ci saranno impegni economici dovuti alla corrente gestione da saldare la cui somma non autorizza a nessuna richiesta extra da parte del Consorzio.

Dirigenza in esilio, visto che giocatori e staff gli hanno fatto capire senza ombra di dubbio di tenersi lontana dagli spogliatoi, evitando di prendersi meriti di sponda per quanto accade in campo. 

Il goal di Pizzul allo scadere è un segno del destino, visto che il giovane tigrotto è un ex Triestina, per cui, chi meglio di lui poteva indicare la strada verso la città degli ex Giorno e Sarno?

Domenica che va in archivio con la sintesi perfetta: la Pro Patria prende a Sportellate il Lecco e stasera Pizzul e birra per tutti.

Mercoledì si viaggerà verso Trieste per il secondo turno dei playoff, mentre la dirigenza non è nemmeno ai preliminari di vendita  della società.

Questa Pro Patria  merita i suoi giocatori. il suo staff e i suoi tifosi, ma non la sua dirigenza.

Un cenno di merito all'arbitro Acanfora di Castellamare di Stabia, direzione perfetta in un match non semplice.

Flavio Vergani



CALCIO LECCO 1912 – AURORA PRO PATRIA 1919    0 – 2    (0 – 1)

Marcatori: 15′ p.t. Sportelli (PPA), 45′ s.t. Pizzul (PPA).

 

CALCIO LECCO 1912 (3-5-2): 1 Pissardo; 13 Battistini, 6 Marzorati, 19 Merli Sala (9′ s.t. 33 Zambataro); 2 Celjak, 27 Masini, 5 Lora (9′ s.t. 23 Capoferri), 21 Kraja (43′ s.t. 24 Morosini), 11 Purro (32′ s.t. 90 Ngock); 30 Nepi (32′ s.t. 32 Tordini), 9 Ganz.

A disposizione: 12 Libertazzi, 3 Enrici, 8 Lakti, 10 Petrovic, 14 Vasic, 29 Sparandeo, 99 Buso. All. De Paola.

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Caprile; 6 Sportelli, 13 Boffelli, 4 Saporetti; 17 Vezzoni (32′ s.t. 15 Pizzul), 10 Nicco (45′ s.t. 21 Colombo), 14 Bertoni, 3 Galli (32′ s.t. 25 Ferri), 11 Pierozzi; 7 Stanzani (45′ s.t. 32 Pesenti), 9 Parker (27′ s.t. 30 Castelli).

A disposizione: 12 Mangano, 29 Cassano, 2 Vaghi, 8 Brignoli, 15 Pizzul, 19 Lombardoni, 24 Giardino, 25 Ferri, 31 Caluschi. All. Sala

 

ARBITRO: Marco Acanfora di Castellammare di Stabia (Emanuele Bocca della Sezione di Caserta e Giuseppe Centrone della Sezione di Molfetta. Quarto Ufficiale Marco Ricci della Sezione di Firenze).

 

Angoli: 5 – 2. 

Recupero: 1′ p.t. – 5′ s.t.

Ammoniti: Nepi, Celjak, Battistini, Buso, Marzorati (LEC); Stanzani, Vezzoni, Pierozzi (PPA).

Espulsi: Battistini (LEC) per doppia ammonizione.

Note: Giornata mite e nuvolosa Terreno di gioco (sintetico) in buone condizioni.


 Per fortuna ha riaperto la sala stampa che ha permesso al duo Sala- Le Noci di ricevere i meritati elogi per l'impresa raggiunta dalla Pro Patria. Con loro, presente quel Nicolò Ramella che, anche se non in campo, ha dimostrato di potersi fregiare del titolo di vero "bomber", proprio come papà Ernestino, per il quale lo scrivente stravedeva. Il suo ruolo è andato ben altro il suo compito e solo grazie a forti doti di resilienza ha tenuto insieme quel che andava tenuto insieme e questo non ha prezzo.

Mancava il preparatore atletico Scirea, che a nostro avviso è un protagonista importante di questo successo, per cui, per lui complimenti digitali, ma ugualmente meritati.

Per il resto, non mancava nessuno, giocatori concentrati sul campo, Direttore Sportivo Turotti pronto a caricare la squadra e staff pronto a supportare questa ennesima sfida playoff.

Presenti gli ultrà che prima hanno inaugurato la loro "personale", galleria d'arte con opere dedicate a Sgai e Citarella, caldamente invitati a farsi da parte.

Presenza non solo scenografica, ma anche "in voce" con cori, e due forti esplosioni che hanno fatto vibrare l'intero Buon Gesù.

Mancava la proprietà di maggioranza, ma questa non è una novità.

Il succo della conferenza stampa, siate bravi, leggetelo da un'altra parte, oggi la nostra presenza era 100% nella veste di tifosi, l'occasione per attribuire complimenti a chi li meritava e per guardare negli occhi chi abbandonati al loro destino da un momento all'altro, ha saputo mantenere dritta la barra, mentre intorno a loro si parlava di arresti, di clausole non mantenute, di accordi non rispettati, di futuro non garantito.

In quei giorni, la Pro Patria era a tre punti dalla retrocessione diretta, oggi è ai playoff, vincendo la classifica avulsa con l'AlbinoLeffe e la Virtus Verona e relegando ai playout il Trento di Bocalon e di altre grandi firme.

Tutto questo rappresenta un successo paragonabile e forse migliorativo dei precedenti playoff, ottenuti in ben altre condizioni di esercizio e della stessa promozione dalla serie D.

Il segreto? Il lavoro, l'equilibrio, la capacità di non copiare tutto quello che era stato fatto prima, ma solo le pagine a colori, quelle in bianco e nero erano fin troppe e le hanno lasciate agli altri,
che ancora le stanno riempiendo di parole tante, fatti pochi, anzi, zero.

Questa la sintesi delle dichiarazioni ufficiali, ma inutile girare intorno al problema, questa squadra se da un punto di media partita con mister Prina è passata ai due punti della gestione Sala, vuol dire che il feeling con il precedente mister e con il suo preparatore atletico non è mai nato, cresciuto e sbocciato.

La manifestata sicurezza di mister Prina che da sempre aveva dichiarato che a fine campionato la Pro Patria avrebbe ottenuto la salvezza, mancava di un pezzo finale, ossia con un altro allenatore.

Non perchè Prina non valga chi è arrivato dopo, ma solo perchè forse il cambiamento in panchina doveva far seguito al cambiamento in campo, diversamente si corre il rischio che in campo si pensi come prima e non come Prina.

Acqua passata non macina più, guardiamo avanti e pensiamo al Lecco.

Chi l'avrebbe mai detto?

Flavio Vergani



 La Pro Patria è una grande emozione, quando ci sono le elezioni, che diventa un imbarazzo dopo una cessione societaria del c...o (la rima giustifica il francesismo).

Busto Arsizio, dopo aver perso il basket maschile di serie B, chiamato Omega Bilance e il basket di serie A, chiamato Ceramiche Forlivesi, regalato a Varese la possibilità di risorgere dalle sue ceneri grazie al numero di matricola del Busto 81, dopo aver promesso, ma non concesso, la realizzazione di due campi in sintetico per la Pro Patria e dopo aver costruito lo scheletro del Palaghiaccio per poi donarlo ai ratti di Beata Giuliana, tenta l'impresa impossibile, mai riuscita nemmeno a candidati illustri quali Zoppo e Tesoro, di far sparire la Pro Patria. Una mission che da impossibile sta diventando possibile, visto il capolavoro realizzato in sede di cessione societaria che ha la scelto il modo perfetto e il candidato modello per centrare la grande impresa. Sarebbe un capolavoro da incorniciare nell'anno dell'elezione di Busto a città europea dello sport, ma , anche e soprattutto, nell'anno delle prossime elezioni politiche.

Chissà, se dopo le sfilate degli scorsi anni, quando con orgoglio i candidati si stimavano dell'appartenenza al popolo tigrotto, qualcuno dopo aver raggiunto lo stadio solo grazie a Google maps, questa volta si stimeranno di essere stati parte attiva di questa impresa: cancellare la Pro Patria dalle mappe del calcio italiano.

Nel passato il compito era stato persino più semplice, infatti spesso la società annegava nei debiti, per cui sarebbe stato troppo facile affondarla. Colpa di Alfredo, direbbe Vasco Rossi, invece siamo ancora qua. eh già... e ce la passiamo persino bene.

Conti societari perfetti, grazie alla gestione sostenibile di Patrizia Testa, giocatori di proprietà che sono piccoli tesoretti (Ferri su tutti), conto corrente rinforzato dai soldi della cessione di Gatti più contributi giovani top nella categoria, squadra ai playoff, ossia non composta da scappati di casa come sembrava essere, staff altamente qualificato, tanto da essere invidiato e un Direttore Sportivo che tutti vorrebbero, visto che con due zucche e tre meloni sa far nascere i campioni.

Un quadro generale così perfetto sembrerebbe rendere impossibile l'impresa, ma, come diceva quello che ha il figlio in guerra, "a Busto l'acqua scorre al contrario", per cui, tutto diventa possibile, soprattutto l'impossibile.

Così, proprio mentre la Lega di serie C annuncia la prima lista di obblighi da espletare per la prossima iscrizione al campionato, alcune delle quali da risolvere entro Maggio, a Busto si pensa ancora a come non risolvere il problema, rincorrendo soluzioni trite e ritrite, alcune delle quali poste e riproposte e che fanno rima con un portiere che c'era prima e che speriamo si riprenda presto, ma che non torni più.

Altri, guardano oltreconfine: sono gli amanti della benzina che costa meno,  del cioccolato fondente e degli orologi a cucù. Ossia, la soluzione perfetta per una suoneria personalizzata che canti più o meno così: Cucù...Cucù..la Pro Patria non c'è più. 

Altri, sono certi  che la soluzione ci sarebbe, ma non c'è, grazie alla solita cordata locale, che però è così locale da avere problemi nel comprendere il dialetto napoletano, per cui vorrebbe un' interprete, o meglio, vorrebbe trattare con un proprietario diverso, come se esistesse, come se fosse possibile, come se fosse normale comprare una società da chi l'ha appena venduta!

In sintesi, il quadro perfetto per centrare l'obiettivo, un distintivo da appuntarsi al petto nelle prossime elezioni politiche per dire che "io c'ero, io sono stato protagonista di questa impresa, io ho fatto sparire la Pro Patria".

Se Patrizia Testa, anche grazie ai molti voti dei tifosi bustocchi che hanno creduto all'equazione "con lei in Comune, la Pro Patria ci guadagna",  è riuscita a diventare la "top scorer" della lista, figuriamoci che bagno di folla potranno ricevere i protagonisti di un'impresa mai riuscita a nessuno come far sparire la Pro Patria. Almeno questa volta non ci saranno sorprese e non si correrà il rischio di votare per la propria condanna, perchè la condanna non sarà postuma, ma già ben formalizzata. Una sparizione che sarebbe la soluzione perfetta per tacitare i soliti quattro gatti (quello buono è stato venduto) che reclamano per i posteggi che c'erano e non ci sono più e anche qui servirebbe l'orologio a cucù, questa volta con la suoneria:Cucù...cucù...il parcheggio non c'è più, ma anche per spazzare via i soliti pessimisti che si erano sorpresi nel vedere cotanta disinvoltura in sede di due diligence pre cessione societaria, o frettolosi rimbalzi al mittente serviti a personaggi che, a occhio e croce, non avevano nulla di meno e forse qualcosa di più del candidato scelto dalla candidata eletta.

Dubbi leciti, supportati da segnali forti, che li giustificavano, ma, come spesso accade nelle realtà "allineate e coperte", volutamente interpretati nel modo sbagliato. Ossia, non motivi di riflessione per la scelta migliore, ma attacchi di "lesa maestà", in uno scenario disarmante nel quale hanno ragione solo quelli che la pensano come me.

Gli altri sono quelli che  non amano la Pro Patria, solo perchè non sono come noi, pensano diversamente da noi, non ci sono mai e parlano sempre.

Il modo perfetto per riempirsi di certezze, rinunciando agli spunti positivi del "brainstorming conflittuale", un'arte dai confini sottili, che se ben colti generano copiosi benefici, qui completamente trascurato a favore di bilici di consensi fini a sè stessi e che si stanno sciogliendo come neve al primo tiepido sole primaverile.

Insomma, siamo sulla strada giusta per centrare l'impresa, per gli amanti dei cucù, nel senso più esteso e generale del termine, il consiglio è di iniziare ad attaccare il chiodo al muro, la suoneria verrà rilasciata dopo il 30 Giugno.

Flavio Vergani 




 Disinteresse per continuare nella gestione della Pro Patria, cartello Vendesi esposto sulla porta della società, impossibilità ad operare per sequestro dei beni aziendali e messa alla porta degli spogliatoi da giocatori e staff sembrerebbero non essere sufficienti per allontanare la dirigenza tigrotta dalla Pro Patria. Infatti, domenica prossima sugli spalti del "Rigamonti Ceppi" di Lecco è del tutto probabile la presenza di un paio di rappresentanti della società (Presidente Citarella e consigliere Alvino), che avrebbero già in tasca il biglietto aereo per un aeroporto lombardo. Poi, macchina a noleggio confortevole per viaggiare verso Lecco a tifare Pro Patria.

Tutto questo, mentre incombono alcune deadline a Maggio che se non rispettate potrebbero far calare il sipario sulla Pro Patria.

Che interpretazione dare a questa presenza? Occasione per incontrare qualche persona interessata alla Pro Patria?

Potrebbe essere vero, se è vero quanto si sente da fonti del tutto affidabili su possibili sviluppi della vicenda con interlocutori che potrebbero anche non parlare l'italiano.

Flavio Vergani 


 

Il giornalista Giovanni Toia al TG1, pressanti richieste del Tg3 a Danilo Grassi, ex team manager della Pro Patria, per avere news, ricerca spasmodica tra la tifoseria di persone in grado di dare informazioni, ha scatenato una vera e propria tempesta mediatica la notizia proveniente dall ‘Ucraina relativa a Ivan Vavassori, vittima di un attacco di guerra da parte dei soldati russi.

Davvero eccessivo e poco giustificata questa morbosa ricerca dello “scoop” per una vicenda la cui unica importanza è che Ivan è vivo. Forse per qualcuno non la migliore notizia per far notizia, ma la vera e unica informazione che interessa veramente.

Sul resto, davvero non si capisce cosa si possa sapere di più di quel che già si conosce, tra l’altro facilmente reperibile in uno dei mille siti presenti online.

Flavio Vergani

 


La Pro Patria chiama e i suoi tifosi rispondono.

Il Pro Patria Club c’è, il club “Il Tigrotto c’è” e anche Emanuele Gambertoglio c’è, tanto da migliorare ancora di più la già allettante promozione riguardante i giovani che potranno salire sul pullman per Lecco non più a 5 euro, grazie allo sconto offerto da Giovanni Pellegatta, ma addirittura gratuitamente, questa volta grazie alla “Mascotte di Busto, da Busto, per Busto, che coprirà l’intero importo rimanente di 5 euro.

C’è di più, gli under 18, oltre che viaggiare gratuitamente, riceveranno una succosa merenda gratuita offerta dalla mascotte, che viaggerà sul torpedone biancoblu.

Per avere tutto questo, una sola regola: salire sul pullman indossando un capo biancoblu ( cappellino, sciarpa, maglietta, ecc).

Per tutti gli altri tifosi, il costo del pullman sarà di soli 10 euro.

Davvero emozionante lo slancio della tifoseria bustocca che risponde presente alla chiamata e lo fa con attenzione verso i più giovani, linfa per il futuro del tifo che va coltivato come si sta facendo con queste bellissime iniziative.

Grazie al Pro Patria Club, grazie al “Tigrotto” e grazie a Emanuele Gambertoglio per l’entusiasmo e la disponibilità con le quali hanno voluto sostenere queste iniziative.

Appuntamento per Domenica 1 Maggio ore 12, allo stadio “Speroni” per vivere la trasferta più bella del campionato.

Coordinamento trasferte Pro Patria Club- Il Tigrotto.

 


L'ex tigrotto Ivan Vavassori, arruolatosi come volontario nella guerra in Ucraina, non ha più dato notizie di sè dopo che il mezzo sul quale stava viaggiando con il quarto battaglione dell'esercito ucraino è stato colpito e distrutto dai soldati russi.

L'attacco è avvenuto nella notte e chi gestisce le pagine social di Ivan Vavassori fa sapere di non avere più avuti contatti con lo stesso ormai da ore.

 Si spera che  Ivan sia stato portato in qualche struttura per la cura di eventuali ferite, o che lo stesso possa essere sfuggito all'attacco nemico, ma, ovviamente la preoccupazione per quanto accaduto è ai massimi livelli.

Flavio Vergani