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Sono la mamma di un ragazzo del'98 che gioca nella categoria allievi nazionali, per quel che può servire ( se non altro che a uno sfogo), vorrei segnalare che anche per noi ovviamente il sevizio pulmino per raggiungere gli allenamenti è a pagamento.
Da noi non ci sono state rivolte però il costo annuale per giocare in una società professionista che quest’anno si aggirerà circa intorno ai 600 euro (al momento …stiamo aspettando anche noi il conto per l’abbigliamento….! )  che inciderà  pesantemente sul bilancio familiare in quanto non preventivato. Questa noviità è stata la bella ciliegina sulla torta che  si aggiunge a questo periodo di incertezze e smembramenti ( 5 nostri validi ragazzi hanno accettato di andare a Reggio)che ci accompagna dalla fine della stagione scorsa.
 
L’anno scorso eravamo competitivi e abbiamo avuto degli ottimi risultati quest’anno stiamo facendo la figura dei cioccolatai (ovviamente è  cambiato  anche il mr che aveva lavorato tutto l’anno scorso in preparazione di quest’anno) !
 
Peccato…perché noi tutti che in questa società ci crediamo stiamo perdendo sempre più fiducia, speriamo che questo inizio di stagione nebuloso  si riesca a trovare un po’ di cielo azzurro !
 
Buona giornata
Antonella


 
Aurora Pro Patria comunica le modalità per acquistare i tagliandi della gara di sabato 4 ottobre alle ore 16.00 con il Mantova.
Tutti i tagliandi del Settore Ospiti potranno essere venduti ai soli residenti a Mantova e provincia di Mantova che sono in possesso di Tessera del Tifoso. La prevendita sarà attiva sino alle ore 19.00 del giorno antecedente la gara, venerdì 3 ottobre 2014.

Le prevendite appartenenti al circuito BookingShow sono già attive nei seguenti punti vendita:

Busto Arsizio e provincia di Varese:
- Le Marmotte di Armonia s.r.l., Via Crispi 26 - Varese
- Tabaccheria Ricevit. Computerizzata Tribbia Mara Rosangela, Via Magenta 16/b - Busto
Arsizio
- Casa del disco, Piazza Podestà, 1 - Varese
- Caru Dischi, Piazza Giuseppe Garibaldi, 6 - Gallarate
- Viaggi Da Urlo, Via Isonzo, 22/f - Busto Arsizio
- Mondolibri Morosini, Via Morosini, 10 - Varese
- Bar Savoia di Roberto Caimi, Via XXII Marzo, 2 - Busto Arsizio

Mantova e provincia:
- Bar & Sport Torresani, Via Romana Zaita 26 - Bagnolo San Vito
- Il Panda Viaggi, Piazza Teofilo Folengo 16 - San Benedetto Po

 

Fonte facebook
Eccolo sorridente dopo l'operazione alla spalla, Fabio Lamorte promette che tornerà più forte di prima.
Ti aspettiamo tigrotto, tanti auguri di immediata guarigione.

Seppur manchi l'ufficialità, sembra certo che Fabio Tricarico sarà il nuovo direttore sportivo della Pro Patria.
La necessità di comunicare alla Lega l'organico della società, pena altri punti di penalizzazione, obbliga a trovare a brevissimo anche un team manager, un segretario sportivo e un medico sociale per rispondere alle richieste federali.
Insomma, continua la provvisorietà in casa Pro Patria in attesa che i nuovi acquirenti possano insediarsi in via Cà Bianca e sembra che il 2 ottobre possa essere la data ultima per il dentro o fuori. Una situazione davvero sconfortante che può essere solo sopportata con rassegnazione, purtroppo i tanti proclami d'amore verso questi colori sembrano persi nel passato e oggi quel che traspare è solamente tanto disinteresse e lontananza.
Flavio Vergani


In mattinata è stato operato alla spalla il difensore Fabio Lamorte,  dopo l’infortunio riportato nella gara con il Novara. L’operazione, svoltasi in una clinica di Novara (segno del destino?), è perfettamente riuscita. Tempi di recupero previsti tra 40 e 60 giorni.

Continua l'assurda programmazione del campionato spezzatino che piace solo a Macalli e alla corte che lo sostiene per gli incentivi economici che copiosamente riceve , dopo la  gara di sabato prossimo alle 16 con il Mantova, la Pro Patria giocherà Venerdì alle ore 19,30 in quel di Como, poi ecco la gara con il Giana Gorgonzola prevista per Domenica 19 Ottobre alle 12,30.
Prima due gare in sei giorni e poi una nei seguenti dieci. Ovviamente mai di domenica.
Macalli si stima che nelle gare domenicali alle ore 12,30 Sporttbe ha registrato quasi centomila contatti. Bravo Macalli! Adesso però spiegaci quanti spettatori erano presenti allo stadio. Facile rendere difficile la vita dei tifosi e poi stimarsi per l'audience televisiva via streaming. Diciamo le cose come stanno: contributi giovani più contributi diritti televisivi fanno gola e permettono campionati a costo zero, proprio come quello della Pro Patria.
Flavio Vergani


Vuoi interagire con la redazione del Tigrottino per complimenti, segnalazioni o richieste particolari? Da oggi è facilissimo, invia una mail a iltigrottino@gmail.com e subito avrai la possibilità di avere riscontro dal direttore o dai suoi redattori.

Ci sono tanti proverbi che parlano del mattino e prospettano l'andamento della
giornata in base a come questa stessa si presenta e quello che vi sto per
raccontare vi convincerà di come ieri i cattivi presagi si siano susseguiti a
cominciare dall'alba.
Chi conosce Andrea Macchi sa che, soprattutto in occasione delle trasferte,
ben poco può essere lasciato al caso e che sulla puntualità non si scherza ed a
questo punto scatta il primo campanello d'allarme della giornata.
Arriva infatti con qualche minuto di ritardo rispetto all'orario previsto per
la partenza a causa di un problema col mezzo che ha visto Arianna costretta ad
attivarsi per supportare dei pigri tergicristalli nello svolgimento del proprio
lavoro.
Non siamo tutti presenti e, dopo telefonate, messaggi su WhatsApp e SMS non
andati a buon fine, decidiamo di concedere il famoso quarto d'ora accademico al
nono passeggero che tarda a presentarsi all'appello.
C'è chi fuma, chi mette un'opzione sul posto che occuperà durante il viaggio,
chi fa pronostici e chi ne approfitta per svegliare il buon Giuseppe che, visto
il perdurare dell'attesa, ci invita a parcheggiare le auto "al sicuro".
Sono ormai le 7.30 e, una volta perse le speranze di avere Giovanna con noi,
partiamo alla volta di Bolzano.
La gestione dell'aria condizionata sembra essere una costante delle trasferte
di quest'anno ma grazie ad un provvidenziale intervento di Caterina, che doveva
fare l'ingegnere e non l'architetto, anche la bocchetta in erogazione continua
di aria gelida viene sistemata.
Il viaggio procede liscio ma ecco il secondo alt ... incidente e conseguenti
rallentamenti ... i ragazzi tirano un sospiro di sollievo consapevoli che il
passaggio in Thun, tanto auspicato da noi femmine, è con tutta probabilità
compromesso!
Arrivati! Bolzano ci accoglie con un cielo spettacolare, non c'è una nuvola,
la temperatura è ottima e troviamo al volo un parcheggio così qualcuno auspica
il ritorno della buona sorte.
Ci incamminiamo verso la cattedrale e scopriamo che le bancarelle dei
mercatini di Natale, che tanto abbiamo apprezzato lo scorso anno, hanno
lasciato spazio a degli stand ricreativi per i bambini (ai quali oggi sembra
davvero tutto permesso) e che le melodie natalizie sono state rimpiazzate dalla
musica di piccole bande che, in abiti rigorosamente tirolesi, allietano lo
struscio dei residenti e dei turisti qua e là tra le vie del centro.
Dopo vari tentativi di convincere i propri compagni di viaggio ad andare al
ristorante, Mario Beliusse si arrende all'evidenza ... oggi non metterà le
gambe sotto il tavolo per pranzo ... impossibile resistere alla tentazione di
un bel panino con lo speck e il formaggio acquistato sulle bancarelle!
Quattro passi ancora e poi, in pieno clima pre partita, eccoci al Druso dove
troviamo Roberto Centenaro con Laura, l'immancabile Giannino, Ruggiero e gli
altri "innamorati" che arrivano alla spicciolata per sostenere i ragazzi, tutti
rigorosamente corredati di sciarpe e striscioni.
Sull'onda dell'entusiasmo post pareggio col Novara ci si aspetta qualcosa di
buono ma, anche questa volta, ci vediamo costretti a lasciare lo stadio a
orecchie basse con la consapevolezza che le prestazioni della Pro Patria a
Bolzano sono proprio da dimenticare!

Cristina Castelli

PERILLI 6 Reattivo sulla conclusione
in avvio di Fink, deve inchinarsi
alla giornata di grazia di Fischnaller
che gliene fa addirittura
quattro: due annullati per off
side, ma due buoni.
GUGLIELMOTTI 6 Generoso e diligente
come sempre, nella ripresa
confeziona da solo l’azione
del possibile pareggio, prima di
farsi espellere per un brutto intervento
a gamba tesa su Branca
che gli farà saltare la sfida salvezza
col Mantova.
ZARO 5.5 Pur impegnandosi,
non brilla
come col Novara, soffrendo
la qualità degli
avanti di casa.
ANDERSON 5.5 Il britannico
prova a tenere
duro, ma a tratti si
perde e si perde gli
avanti avversari.
PANIZZI 5 Marras lo manda in
aria sull’1-0 . Troppo spesso in
affanno: non convince.
GRAHAM 5.5 )Subito titolare,
il primo giocatore neozelandese
della storia della Pro fatica
ad entrare in partita, soffrendo
la verve degli esterni biancorossi.
Da rivedere.
ULIZIO 5 Né carne, né pesce.
Non riesce a dare né sostanza al
centrocampo, né tantomeno qualità.
GIORNO 5 Non è nato centrocampista
ma da un calciatore
della sua tecnica è giusto pretendere
sempre di più.
TAINO 5.5 Solito carattere, solita
generosità, solita abnegazione:
ma stavolta non basta.
SERAFINI 5.5 Se non si gioca a
pallone, ma a tirare la palla lunga
in avanti, il capitano diventa
quasi inutile.
BACLET 5.5 Generoso in fase di
ripiegamenti difensiva, a tal punto
da rischiare per irruenza un
doppio giallo, il francese in avvio
di ripresa non arriva d’un soffio
alla deviazione vincente sul
traversone di Guglielmotti.
ARATI 6 E forse la note più lieta
della trasferta di Bolzano. Anche
se la condizione non c’è ancora,
dimostra di essere
l’unico vero centrocampista
di questa
Pro Patria.
TERRANI sv Prova a
farsi notare nella ripresa
con un tiro insidioso
dalla distanza, ma
nulla più.
CASATINI sv Entra in
occasione dell’espulsione
di Guglielmotti, per provare
a riequilibrare la squadra ed
evitare un passivo più pesante.
OLIVEIRA 5.5 Il materiale è quello
che è, ma l’approccio avuto
dalla Pro Patria nel primo tempo
è assolutamente da rivedere.
Nella ripresa, con cambi ed accorgimenti
tattici, riesce comunque
a rianimare la squadra che,
dopo aver sfiorato il pareggio, si
perde nell’ennesima ingenuità
difensiva. 

Simone Perilli 5,5:  L’uscita è sempre tabù. Concorso di colpa sul raddoppio. Aitante

Liam Graham 6: Parte a fionda. Finisce in riserva. Asciugato
Giovanni Zaro 6,5: Ci mette spirito, gamba e sbattimento. Voluttuoso
Myles Anderson 5,5: Manca sempre un penny per fare una sterlina. Cheap
Erik Panizzi 5: Sul vantaggio di Fischnaller la solita amnesia. Smemorato
Davide Guglielmotti 5,5: Il rosso è lasco ma zavorra una prova altrimenti gagliarda. Sciupone
Francesco Giorno 5: Un tempo e spiccioli di falò delle vanità. Frivolo. (dal 50′ Giovanni Terrani 6: Qualche lampo lontano dalla porta. Salutare)
Andrea Ulizio 5: Gioca a nascondino e si ritrova in panca. Noncurante. (dal 50′ Matteo Arati 6: È lui la soluzione a centrocampo? Indizi precisi e concordanti per il sì. Reazionario)
Marco Taino 6: Il Barba morde il freno ma stavolta liscia il contropelo. Sfrangiato
Alain Baclet 5,5: Torna l’anca-bacino ma sparisce il killer instinct. Boombastico. (dal 74′ Matteo Casantini s.v. Quarto d’ora a buoi scappati. Assolto)
Matteo Serafini 6:  Non sempre ci si può aggrappare a Nonno Teo. Esigente
 
Lulù Oliveira 5,5: La farina della sconfitta non è tutta del suo sacco. L’undici iniziale si’. Attapirato
 
Arbitro: Alessandro Pietropaolo di Modena (Moraglia / Saccenti) 5,5 Obbliga i tigrotti ai calzettoni orange. Aggiungete un paio di sofismi e l’insufficienza è fatta. Acrilico

Mister Lulù Oliveira
Le parole di mister Oliveira a fine match pesano come un macigno: “I giocatori non mi ascoltano, da adesso tirerò dritto per la mia strada, ho dato troppe opportunità a chi non le ha sapute sfruttare”.
Il riferimento chiaro e tondo per l'ultima affermazione era per Ulizio e Giorno.
Il fatto che i giocatori non ascoltino il mister pone una semplice domanda: allora chi ascoltano?
Il fatto che da adesso in poi il mister tirerà diritto per la sua strada cosa significa? Che prima ne seguiva un’altra? Quale? Indicata da chi?
Su Giorno e Ulizio il mister ci trova d’accordo da sempre, forse si è tardato troppo a prendere posizione e nel frattempo si è perso qualcuno di molto importante che a quelle conclusioni ci era già arrivato.
Quattro occhi vedono meglio di due, soprattutto quando serve l’esperienza di chi da più tempo vive le panchine professionistiche. Forse sarebbe bastato dire prima quello che si è detto dopo per evitare di trovarsi soli.
Avere il coraggio di uscire allo scoperto reclamando attenzioni dalla dirigenza è stato apprezzabile, ma forse occorreva anche parlare d’altro. Era l’occasione giusta.
Sbagliare è umano, ma ieri si è perseverato e solo a fine gara si è fatto ammenda.
Meglio tardi che mai, adesso il mister ha detto chiaro e tondo quello che pensa e le scelte che farà.  La squadra se è con lui dovrà dimostrarlo con i fatti e non con le parole.
Con Il  Mantova inizierà il nostro campionato, gli esperimenti sono terminati, chi ha fiato, gambe, tecnica e voglia di indossare la nostra maglia sarà benvenuto, per gli altri il consiglio è sempre lo stesso: fatevi da parte! 

Flavio Vergani


 
Cari amici del Pro Patria Club,
quella che vedete nella foto non è ovviamente l’Aurora Pro Patria, bensì la squadra svizzera del FC Rapid Lugano che, oltre ai colori sociali, ho notato avere in comune lo sponsor tecnico.
Perché ne parlo?
Avendo trovato e letto l’articolo de “Il Resto del Carlino”, segnalatovi via mail mercoledì scorso e poi apparso anche sul vostro sito, dove si cita Lugano oltre a Varese, ho immediatamente intrapreso un tour di fonti svizzero-italiane online: nessuna traccia “elvetica” del Patron, ma è comunque saltata fuori un po’ per caso la sopracitata squadra che è comunque di livello inferiore rispetto al ben più noto FC Lugano.
Se il buon Pietro, qualora andasse a vivere là, volesse anche farci calcio e mantenere nel contempo un nitido ricordo “cromatico” di quello che però tarda a divenire il suo passato, questa potrebbe essere un’idea, non vi pare?
Certo, i gradini da salire sarebbero molti…
Relativamente alle vicende societarie, credo di essere al corrente di tutto, o almeno di tutto quello che è possibile sapere online: non so cosa dire, non nascondo il disorientamento, ma la situazione dovrà pur sbloccarsi prima o poi, confidando che l’inevitabile -1 che arriverà non abbia compagnia…
Chiudo con una domanda: che voi sappiate, come stanno le cose con l’attaccante Matthias Lepiller?
Buona serata.
 
                                                Stefano Castiglioni – Villanuova sul Clisi (Brescia)

La Pro Patria esce sconfitta per due reti a zero dal Druso di Bolzano rispettando la tradizione che la vuole sconfitta con le squadre avversarie allenate da Rastelli. Pro Patria inguardabile sia esteticamente, sia tecnicamente.
Esteticamente per quei calzettoni rossi che niente ci"azzeccano"con i nostri colori sociali che sembrano prestati dai locali. Lo scorso anno una dimenticanza dello staff bustocco ci costrinse a giocare con i pantaloncini del Venezia, oggi ci viene il dubbio che sia risuccesso.
Tecnicamente per una gara a tratti imbarazzante per l'undici di Oliveira che mai ha visto nemmeno l'ombra della porta avversaria. Tre trasferte, tre sconfitte, nove goal subiti, sono numeri che parlano da soli.
Le colpe? Certamente non dei ragazzi, loro fanno quello che possono, ma in primo luogo di patron Vavassori che per il secondo anno consecutivo ha infarcito la squadra di giovani per incassare i copiosi contributi della Lega,  fregandosene altamente dei risultati sul campo. Lo scorso anno la giustificazione era che "tanto non si retrocede", quest'anno "che tanto non è più affar mio", risultato sempre lo stesso: il fondo della classifica.
Vincere due campionati di fila peraltro con la struttura tecnica avuta in eredità dai Tesoro (Polverini, Bruccini, Calzi; Serafini, lo stesso Cozzolino mandato a Busto da Antonio Tesoro ai tempi del Como)per poi depotenziare la squadra progressivamente negli anni vendendo i giocatori di categoria a favore dei giovani è stata operazione fruttuosa a livello finanziario per la sua gestione, ma che ha lasciato una eredità tecnica del tutto inadeguata alla categoria. Ci chiediamo se i campionati li abbia vinti lui o noi.
Seconda colpa e non sappiamo bene se attribuirla a Oliveira o a qualcuno di diverso. Vorremmo sapere il motivo per cui il centrocampo bustocco non può fare a meno di Ulizio dopo che in tutte le gare ha sempre collezionato insufficienze (vedi media voti del nostro Andrea Scalvi sul Tigrottino della scorsa domenica). Visto che in questo ruolo si è detto di no al ritorno di Calzi, vorremmo sapere il motivo della scelta, visti i risultati sotto gli occhi di tutti. Ê una precisa scelta dell'allenatore, oppure ci sono altre logiche che spiegano questa insistenza che pare obbligatoria? Non ci si venga a dire che in quel ruolo non ci sono alternative o soluzioni tattiche differenti. Qualsiasi esperimento sarebbe giustificato visto i risultati finori ottenuti.
Non che il suo compagno di reparto abbia brillato, questo Giorno sta perdendo un' occasione irripetibile. Lo scorso anno sembrava ci fosse una forma di ostracismo da parte di mister Colombo che lo penalizzava, quest' anno gli sono state date le chiavi del centrocampo, ma lui continua a giocare in punta di piedi con lanci imprecisi e poca sostanza.
Con un centrocampo del genere non si va lontano. Abbiamo visto una partita ricca di lanci in avanti sperando in un miracolo delle punte, poco gioco e tanto disordine tecnico tattico. Per non parlare del portiere Perilli che in occasione del secondo goal ha confermato tutti i dubbi espressi su di lui nelle partite precedenti.
Fortunatamente in questo ruolo è arrivato un sostituto, per ora non lo chiamiamo ancora rinforzo visto che non conosciamo il nuovo arrivato, ma almeno c'è speranza.
Non male l'esordio dell' esterno Graham che potrà dare una mano fin dalla gara con il Mantova vista l'evitabile espulsione rimediata da Guglielmotti, che si è fatto espellere per un fallo di frustrazione.
Imbarazzante telecronaca del commentatore di Sportube che ha confuso per novanta minuti Zaro con Anderson e chiamato per circa mezz'ora Arini il nostro Arati. Ci chiediamo se leggere una distinta ufficiale sia impresa così difficile, visto che anche nelle precedenti gare abbiamo assistito a errori del genere, come per esempio quel tale che al posto di dire Giorno pronunciava Giorgio.
Mio nonno avrebbe detto: " O Signur, a ghe chi una cà da ratt!"
Flavio Vergani

Si alza la protesta dei genitori del settore giovanile della Pro Patria che come riporta "la Prealpina" non le hanno mandate a dire al responsabile Massimo Venturini. I genitori dei Giovanissimi del 2001 dopo aver cambiato quattro allenatori sono sbottati e minacciano lo sciopero in occasione della gara di domenica con il Pavia. Dopo lo sciopero del vin brulè, lo sciopero dei ragazzini del settore giovanile ex eccellenza nazionale vantata dal patron. Ora di eccellente c'è solo l'incertezza e il disorientamento che dalla prima squadra arriva alle giovanili. Ultima novità, da oggi per giocare nella Pro Patria serve pagare: 250 euro per il materiale sportivo e 70 euro di abbonamento per il pullmino che effettua servizio di trasporto degli atleti da casa al campo di allenamento. Circa mille euro all'anno per ragazzo. Insomma, per giocare occorre pagare, lo si sappia fin da subito per non sorprendersi dopo.
Flavio Vergani

Di seguito i tigrotti partiti nel pomeriggio per Bolzano. Presente il nuovo portiere Melillo, mentre rimangono a casa D'errrico, Candido, Romeo e ovviamente Lamorte.
Mister Oliveira potrebbe far esordire Graham come esterno basso, portando Guglielmotti a centrocampo.

Probabile formazione:
Perilli, Graham, Panizzi, Taino, Anderson, Zaro, Guglielmotti, Cannataro ,Arati,  Baclet,, Serafini.


 - Myles Anderson
- Matteo Arati
- Alain Baclet
- Lorenzo Bianciardi
- Nicolas Bovi
- Alessandro Cannataro
- Alessio Cannoni
- Matteo Casantini
- Francesco Giorno
- Liam Matthew Graham
- Davide Guglielmotti
- Vincenzo Melillo
- Erik Panizzi
- Simone Perilli
- Matteo Serafini
- Marco Taino
- Giovanni Terrani
- Andrea Ulizio
- Giovanni Zaro

Cacciamo i raccomandati, gli sponsorizzati e i figli di papà. Per un calcio migliore spazio alla meritocrazia, diciamo no agli allenatori con lo "zainetto"!

Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com
25.09.2014 08:00 di Vittorio Galigani articolo letto 5033 volte
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
Il mercato parallelo della Lega Pro. Una situazione insostenibile che sta portando la categoria al “default” tecnico e finanziario. Non esiste più crescita professionale. La meritocrazia è andata a farsi benedire. Lavori se ti presenti con lo “zainetto”. Vale per tutti. Dirigenti, tecnici e calciatori. Un miscuglio di situazioni che antepone, a tutto, l’ interesse finanziario di taluni. La società di calcio usata come bancomat personale. Esiste un tariffario per tutte le categorie professionali. Un “quid” per allenare, un “tot” per giocare. La connivenza con particolari situazioni finanziarie, per entrare a far parte dell’organigramma societario. Vale in Lega Pro, nei settori giovanili e nei dilettanti. A nulla valgono, al proposito, le “rincorrenti” smentite dei soliti noti. La realtà dei fatti è palese ed è sotto gli occhi di tutti.
Crescono a dismisura le lamentele del partito dei genitori che hanno coperto, con lauta “sponsorizzazione”, la firma di un contratto. Promesse di presenze mai mantenute, con ragazzi lasciati a marcire in panchina o spediti, senza alcuna considerazione, in tribuna. Rimborsi per vitto ed alloggio corrisposti male ed in ritardo.
Da qualche tempo si è insediata una nuova figura nel mondo del calcio. Quella del “procacciatore” di sponsorizzazioni, il tizio, sempre presente su tutti i campi, con il solo scopo di scovare un padre facoltoso e consenziente al quale far credere che un aiuto finanziario faciliterebbe la carriera calcistica del proprio rampollo.
Accade anche a livello di settore giovanile. Settore che la moda attuale ha suggerito, a tanti presidenti, di cederlo in gestione con il pretesto di eliminare un costo. L’ ampio spazio, anche finanziario, concesso al foraggiato operatore di turno, non giustifica, mai, la pratica di operazioni che nulla hanno a che vedere con la crescita tecnica dei giovani calciatori. Prestazioni squallide, di squadre infarcite di figli di papà, che a malapena conoscono i fondamentali del calcio, sono all’ ordine del giorno. Il tutto per una occulta, neanche tanto, ripartizione di quegli squallidi proventi.
Capita spesso di ribadire ai miei interlocutori che il mondo del calcio non è fatto di santi. Nella mia generazione fiorivano le operazioni per gli “orfanelli” (cosi venivano chiamati). Delle royalties che dovevano essere riconosciute, per ogni operazione, a chi ne facilitava la felice conclusione. Una sorta di tacito patto tra addetti ai lavori al quale dovevi, alle volte anche piacevolmente, soggiacere se non volevi essere tagliato fuori dal “mercato”. Non occorreva e non bisognava essere puritani. Tutti i presidenti ne erano a conoscenza e sapevano, al proposito, di dover chiudere un occhio.
Nell’ attuale si è stravolto tutto. La comparsa, anche non recentissima, della figura del tecnico “sponsorizzato” ha cambiato le regole del gioco. Crescono a dismisura, giorno dopo giorno, gli accordi tra presidenti ed allenatori che si garantiscono il posto di lavoro portandosi dietro il tanto famigerato “zainetto”. Non si scandalizzi il partito dei presidenti né quello degli allenatori. Per carità che nessuno si scandalizzi. Ben sappiamo che, anche all’ interno di quelle categorie, queste cose accadono. Purtroppo, ma accadono. Il guaio è che a corredo di quello zainetto, oggetto di quella sponsorizzazione, ci sono anche dei ragazzi, ignari del loro destino, carenti dal punto di visto tecnico, che vengono illusi del prossimo spalancarsi di una carriera da professionisti della pedata.
Genitori, ben forniti di portafogli, che desideravano per i propri figli una carriera di calciatore ne ho conosciuti tanti anche io. Nella maggior parte dei casi si trattava di appassionati di questo sport che riponevano sui loro ragazzi la speranza di una affermazione a loro sfuggita, in questo settore. A nulla serviva metterli davanti alla realtà. Sconsigliarli dal fare quel passo. A nulla serviva evidenziare che sarebbero andati ad infoltire il partito degli scontenti. Per delusioni ricevute dal punto di vista tecnico e per il rammarico del denaro gettato al vento. In alcuni casi, i più estremi, è andata a farsi benedire anche una consolidata amicizia.
L’ aspetto più negativo di tutta la vicenda coinvolge la gestione di alcune Società che, più della altre, sono dedite a questo tipo di operazioni. Esiste una mappa consolidata di addetti ai lavori, referenti di un discreto numero di Società, che operano congiuntamente, in tal senso, con la piena accondiscendenza dei rispettivi presidenti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Una connivenza che apre al dubbio di ulteriori situazioni.
Ai vertici della Lega, interessati, nel recente, a ben altre vicende di discutibile natura elettorale (su quella alleanza con Lotito sulla scelta di Tavecchio, permangono dubbi sostanziali), il compito di rilevare l’ inadeguatezza di tali comportamenti. Lo “spezzatino” servito via streaming ed il know how della struttura con le tante altre iniziative programmatiche e promozionali della categoria vanno senza dubbio elogiate.
L’ avvio del campionato ha però posto in evidenza un grande impoverimento della qualità tecnica messa in campo. Cancellare totalmente la categoria cuscinetto, la C2, nel tempo potrebbe risultare essere stato un errore. Senza quel diaframma il salto è notevole e di grande difficoltà. Le individualità migliori provengono da strutture, appartenenti alle categorie superiori. L’ impoverimento dei settori giovanili, anche per i motivi sopra esposti, è evidente. Difficile se non impossibile vedere affermarsi, non solo in categoria, un ragazzo proveniente dalla squadra Berretti.
A livello di Lega sarebbe giusto interrogarsi sul perché di tutto questo, ma, opportunamente, saper anche offrire risposte convincenti sulle reali e concrete possibilità di una futura crescita qualitativa della categoria. Stante che, nell’ attuale, la riforma non ha affatto sortito gli effetti desiderati.
Se è vero come dovrebbe essere e, come recita Lotito nel suo lessico forbito, che questo governo del calcio è stato eletto per il “fare”… mica per le chiacchiere!


Mister Oliveira (foto VaresePress)

 Questa sera, il tecnico dell’Aurora Pro Patria 1919 Lulù Oliveira sarà in diretta radiofonica su Radio 1 Rai, all’interno del programma "Storie e Personaggi della Lega Pro".

La trasmissione, condotta da Luca Purificato, va in onda all’interno del contenitore sportivo serale di Radio 1 Rai "Zona Cesarini", presentato da Maurizio Ruggeri.

Lulù Oliveira si racconterà ai radioascoltatori a partire dalle 21.30.


Lele e Gianmrco Magni guardano in cielo e dicono a papà del primo trofeo a lui dedicato
 L’amore di una vita lasciato in eredità ai figli Lele e Gianmarco Magni meritano una celebrazione che ricordi per sempre una passione forte. Così il prossimo 5 Ottobre ai Molini Marzoli verrà proposto un torneo di Subbuteo per ricordare Giannino Magni, storico tifoso tigrotto scomparso otto anni fa. Sedici squadre iscritte che dalle ore 15 si contenderanno il primo trofeo Giannino Magni. Ci saranno tanti tifosi che hanno conosciuto Giannino e tanti altri che lo vorranno conoscere attraverso i ricordi dei figli. Non mancheranno ex giocatori della Pro Patria e non mancherà la voglia di stare insieme nel nome di chi per sempre ha inciso il suo nome sugli spalti dello Speroni.

Flavio Vergani


Non passa giorno senza che la stampa di Reggio Emilia dedichi spazio a patron Vavassori. Come sono cambiati i tempi, al suo esordio nel calcio che conta era infastidito dal solo flash dei fotografi, ora la sua sovraesposizione mediatica fa parte della normalità. Una notorietà figlia dei risultati sul campo che sempre più sta però diventando figlia delle persistenti attese dei reggiani nei suoi confronti al momento ancora insoddisfatte.
D’altra parte a Reggio aspettano da troppo tempo l ’arrivo del conquistatore, dopo che lo stesso ha mandato in avanscoperta il suo esercito di fanti e ufficiali, piazzandoli sul campo di battaglia e nelle tende della fureria, dove si decidono le strategie. Si parla di lui più dove non è ancora arrivato di quanto si faccia dove , suo malgrado, è rimasto. Davvero una anomala normalità.
Oggi per conoscere il pensiero di Vavassori occorre acquistare il Resto del Carlino o il Gazzettino di Reggio piuttosto che Provincia e Prealpina, in quanto il patron sembra comunicare in esclusiva solo con questi organi di informazione. Una anomala normalità, oppure una normale anomalia?
Leggendo tra le righe le sue dichiarazioni crediamo si giusto stimarsi per aver portato a Reggio Emilia tanta qualità, un po’ meno quando ci si riferisce a Spanò, dapprima dimenticato a Busto e poi arruolato per l’infortunio di De Biasi. Quanto invece alla consulenza su chi debba battere i rigori espressa nell’intervista pubblicata ieri, ci immaginiamo l’espressione sorpresa di mister Colombo nel sentire quanto dichiarato dal patron, nella realtà normale si tratterebbe di una decisione tecnica di competenza dell’allenatore, e non del presidente, uscente od entrante che sia. Bruccini lo conosce molto bene Colombo più che Barilli, per cui…
Persino il commento del patron sulle esternazioni di Antonelli ci arriva da Reggio. Fatti certamente anomali che sono diventanti una normalità da qualche tempo a questa parte, in linea con la famosa anomala normalità con la quale si è cercato di giustificare (male) nel recente passato quello che c’era da giustificare.
Certamente hanno dato fastidio a patron Vavassori le esternazioni di Antonelli, sappiamo quanto il team del patron sia sempre stato allineato e coperto durante la sua dirigenza bustocca e un motivo ci sarà pure stato.
Un gesto coraggioso quello di Pippo che apprezziamo molto in quanto in una situazione di normalità un direttore generale ha il dovere di comunicare al suo referente gerarchico quello che non funziona, cercando di trovare insieme azioni correttive. Diversamente perderebbe di importanza il ruolo, ammesso ovviamente che lo abbia.
Certamente quello che si può imputare ad Antonelli è che questo venga fatto comunicando “one to one” con la proprietà e non rivolgendosi alla stampa. L’accusa però cade da subito visto che lo stesso Antonelli ha fatto presente che è stato impossibile  contattare il patron. Ci chiediamo se lo stesso risponda ai giornalisti di Reggio ma non ai suoi diretti riporti che dovrebbero avere motivi ben più importanti di quelli della stampa per cercare un contatto.
E, onestamente, non capiamo nemmeno il motivo per cui un dirigente, seppur giovane e agli inizi “debba stare zitto” quando si trova in difficoltà e non riesce a trovare un interlocutore riconosciuto con il quale interagire. Doveva forse comportarsi come altri dirigenti del passato che seppur con diversa esperienza e “seniority” hanno preferito un produttivo silenzio ad una coraggiosa denuncia?
Un direttore generale dovrebbe disporre della disponibilità quotidiana del suo referente, diversamente fa benissimo a segnalare le sue difficoltà, un direttore generale dovrebbe poter agire con ampi poteri e deleghe per operare come braccio destro della proprietà, ma qui sembra esserci un’altra anomala normalità che impedisce che questo avvenga. I mancati ingaggi di Parodi e Calzi si sommano a tanti altri episodi nei quali il direttore non ha potuto dirigere. In ogni azienda le consulenze esterne sono ammesse, basta che non siano in conflitto di interesse e che si limitino ai consigli, senza sconfinare e influenzare le decisioni esecutive.   
Per cui forse occorre, per prima cosa , chiarire i ruoli e le competenze, solo così si eviterebbe di sorprendersi dei “mal di pancia” dei propri collaboratori.
Lo stesso Oliveira che sarà giovane come esperienza di allenatore, ma certamente non un pivello del mondo del calcio, ha ritenuto di doversi lamentare con la proprietà per il progressivo stato di abbandono rilevato. Per cui, forse un fondo di verità c’era. Ogni tanto anche gli altri hanno ragione e tutti possono sbagliare, ma non è consigliando di “stare zitti” che si passa dalla parte della ragione, anzi…
I due, pur sapendo i rischi connessi a tale esposizione, hanno trovato il coraggio della chiarezza comunicativa e questo lo apprezziamo molto. Siamo innamorati da sempre del pane ( e salame) al pane e del vino(brulè) al vino e metterci la faccia come hanno fatto di due è dimostrazione di personalità .
Certamente la prossima volta sarà meglio lavare i panni sporchi in casa propria, ma sarà anche preferibile stenderli nel cortile di casa, evitando di farlo in quelli fuori regione.
Flavio Vergani


Reggiana, Vavassori glissa: “Vi ho mandato gente in gamba, io punto su Varese e Lugano“


 

La società ha comunicato nel pomeriggio che il portiere Melillo e il difensore Gerolino sono stati ingaggiati dalla Pro Patria.
Benvenuti

La Pro Patria chiude la porta agli spifferi con l'ingaggio di Vincenzo Melillo, classe 1986, ex Paganese e Ascoli, lo scorso  anno a Giulianova in serie D. Quindi tre nuovi volti per la difesa, Gerolino, Graham e Melillo, a testimonianza che qualcosa si muove ai vertici della società. Prevista per settimana prossima la cessione delle quote ad un gruppo milanese-brianzolo che potrebbe finalmente liberare Patron Vavassori dal suo ormai logoro legame con la Pro Patria

Il presidente della Reggiana si stima della sua difesa che è la migliore del girone e sottolinea che i fenomeni sono giocatori di proprietà della Reggiana. Ci complimentiamo per aver vinto la concorrenza di altre squadre che li volevano, accapparandoseli in blocco: Messina, Feola; Spanò, Andreoni, Mignanelli e De Biasi. Davvero un esempio di strategia e di lungimiranza che ha portato questi giovani fenomeni a Reggio, Non se ne sono fatti scappare nemmeno uno. Siamo orgogliosi dei nostri ex ragazzi che ora fanno la fortuna della Reggiana. Un mercato condotto con competenza e conoscenza della categoria, raro esempio di tempismo per sottrarre all'ingrosso i talenti di un'unica squadra. Crediamo che lo stesso Macalli sia fiero della Reggiana, un esempio di attenzione ai giovani (degli altri), ai saldi di stagione e ai fuori tutto della grande distribuzione.

Siamo ancora in credito di punti»

Barilli: «L’imbattibilità della difesa è una lieta sorpresa. Vavassori? Non vedo problemi, lo aspettiamo ma serve pazienza»  

 

REGGIO EMILIA. E’ stato un fine settimana ricco di soddisfazioni per il presidente Alessandro Barilli: sabato il buon pareggio in casa della capolista Pisa e domenica la bella vittoria degli allievi regionali contro il Varese.
Ha preferito gli allievi alla Sampdoria?
«Non ho avuto dubbi, una scelta vincente. Quest’anno la squadra allievi nazionali è uno spettacolo da vedere».
Ancora in gol Buffagni.
«E’ il figlio di Stefano, il nostro team manager. Una doppia soddisfazione».
Cosa sta accadendo tra Vavassori e la Pro Patria?
«Niente di particolare. Non conosco a fondo la situazione ma credo che in una trattativa per la cessione di un club sia normale che ci siano accelerazioni e rallentamenti».
Sabato ci doveva essere il passaggio delle consegne da Vavassori a un gruppo milanese-monzese.
«Può essere ma non vedo all’orizzonte difficoltà».
I tifosi reggiani ormai aspettano con ansia l’arrivo di Vavassori.
«Mi fa piacere ma al momento è giusto dire che Vavassori è il presidente della Pro Patria. Punto».
Ha qualche dubbio?
«Nessun dubbio e nessuna certezza. Aspettiamo».
Antonelli, diesse dei bustocchi, si è detto preoccupato e vorrebbe chiarezza.
«Credo che Antonelli abbia altre responsabilità ma non sono affari miei».
E sulla partita della Reggiana a Pisa?
«Una prestazione di grande personalità dei granata al cospetto della formazione maggiormente attrezzata per vincere il campionato».
La Reggiana ha la miglior difesa del girone con solo due gol subiti?
«Sembrerà strano ma segno evidente che la squadra ha una buona organizzazione difensiva. Merito di tutti, non solo dei difensori. Aveva ragione Ferrara a credere in questi giovani».
Un pacchetto difensivo baby.
«E’ un elemento importante ma che sta a significare come la carta d’identità conta fino a un certo punto. Piuttosto vorrei sottolineare che si tratta di giocatori di proprietà della Reggiana».
Vuol dire che questo organico ha un futuro?
«E’ così, perché tutti i giovani, tratte Tremolada, sono sotto contratto».
Ha qualche rimpianto per il mancato arrivo di un centravanti?
«Ci abbiamo provato fino alla fine ma non è stato possibile. Non possiamo sbagliare la scelta anche per mantenere l’attuale equilibrio del gruppo».
Bocalon ha già segnato tre gol.
«L’Inter l’ha voluto dare a tutti i costi al Prato».
E adesso?
«La nostra arma vincente deve essere la squadra nel suo insieme».
Si può dire Reggiana fortunata?
«Il punto a Forlì ci manca perché il gol di Siega era valido, così come i due rigori fallito a Grosseto gridano vendetta. Poi ci sta tutto».
Terzo posto a tre punti dalla capolista Pisa.
«E’ vero ma siamo solo alla quinta di andata e quest’anno ci sono 38 partite».

Adolfo Gerolino, 24 anni, lo scorso anno a Forlì e prima a Bellaria, potrebbe rinforzare la difesa della Pro Patria.
 La trattativa con il calciatore napoletano è avanzata e non si esclude la firma a brevissimo

Di seguito le informazioni per acquistare i biglietti per la gara Sud Tirol Pro Patria in programma allao stadio "Druso"di Bolzano, sabato 27 settembre alle ore 14,30.

Dove acquistare : Tabaccheria Liana Lodini- Corso Italia 18- Busto Arsizio
                               Buffet della Stazione -Piazza Giovanni XXIII- Gallarate

Cosa si può acquistare:   Tribuna Canazza 10 euro- Tribuna Canazza settore ospiti 10 euro
                                           Tribuna Zanvettor 14 euro

Cosa serve allo stadio: la tessera del tifoso e la carta di identità

Cosa succede se a Bolzano non si ha la tessera del tifoso e si è nati un Lombardia: non si entra allo stadio

Biglietterie dello stadio aperte dalle 12,30 con possibilità di acquisto se in regola con quanto sopracitato.

Flavio Vergani



 Dopo la mietitura dell'estate, il settore giovanile torna a produrrre i primi frutti, anche se trattasi di piante sopravvissute al taglio e quindi di vecchia semina.
Il portiere Salvatore De Tommaso e il centrocampista Roberto Roveda sono stati convocati per uno stage nella nazionale under 18 di categoria. I due raggiungeranno Monza(di moda in questi giorni a Busto)per partecipare ad un'amichevole che si svolgerà sabato 27 settembre presso l'invidiato centro sportivo di Monzello.
Intanto, la prima squadra attende un cenno da patron Vavassori, chiamato in causa dal direttore generale Pippo Antonelli dopo la gara con il Novara, affinchè dica forte e chiaro quale sarà il futuro della società. Il patron è impegnato ormai da anni nella ricerca di un nuovo proprietario, ma ancora sembra non aver trovato la soluzione al rebus. Per ora si vedono all'orizzonte solo potenziali acquirenti ai quali sembrerebbe siano state date le chiavi della sede, ma non la combinazione della cassaforte, per cui di fatto si vive quotidianamente con una sensazione di disorientamento e senza punti di riferimento.
Davvero inspiegabile il comportamento di patron Vavassori che dopo aver voluto a Busto Antonelli e Oliveira, ora li ha abbandonati al proprio destino senza preoccuparsi di dare loro il necessario supporto.
Speriamo che il patron si ravveda e provveda a garantire quanto necessario e promesso a squadra e collaboratori. Vediamo troppe dimissioni, l'ultima di un uomo noto per il suo stile da gentleman, che ci sorprendono e ci preoccupano.
Non vorremmo possano essere le prime di una lunga serie. Tutto avremmo pensato tranne che a un finale del genere che di fatto fa dimenticare quanto di buono è stato fatto nel passato. La situazione giorno dopo giorno assomiglia sempre più a quanto vissuto nel periodo pre Vavassori. Che si debba tirare fuori nuovamente la griglia per i salamini e il vin brulè sempre di moda a Busto, ma si badi bene,  non per scelta, bensì per obblighi imposti dall'evolversi delle situazione societatie.
 
Flavio Vergani
 
 
 
 


 Alberto Pedotti sugli scudi dopo le belle iniziative prodotte per la gara con il Novara. La sua bandiera della Svizzera sventolata in segno di solidarietà verso i novaresi che minacciavano di iscriversi al campionato  elvetic  è stata notata e apprezzata dai novaresi che sul loro “muro” hanno scritto a tale riguardo.
Lo striscione ”Bentornati!!!” che Alberto ha dedicato ai piemontesi  per un perfetto welcome back ha vinto il “premio fair play della giornata”,  tanto da meritare l’home page del sito ufficiale dell’Aurora Pro Patria.
D’altra parte la creatività di Pedotti e la sua intraprendenza non hanno confini, ricordate la sua partecipazione ad “Avanti un altro” quando arrivò in finale con una condotta di gara perfetta?
Bravo Alberto!


Florenzi, giocatore della Roma dopo il goal segnato al Cagliari corre verso la nonna presente sugli spalti e la abbraccia dedicandole il goal. Un gesto che commuove gli spettatori per la spontaneità e per l'insolito pensiero. Appena rientrato in campo l’arbitro ammonisce Florenzi reo di aver esultato in maniera non regolamentare.
Una dimostrazione di ottusità al cubo che conferma quanto siano superati e vecchi i vertici federali che non sanno distinguere un’esultanza eccessiva e provocatoria da un gesto rivolto ad un familiare che mai avrebbe potuto offendere la tifoseria avversaria.
Stessa sorte sarebbe dovuta capitare a tevez per il ciuccio tenuto nelle parti intime per settanta minuti e poi “ciucciato”in diretta. Gesto che  da regolamento avrebbe meritato una ammonizione causa oggetto non autorizzato portato in campo, ma evitata grazie al buonsenso dell’arbitro. 
A voi offendono questi gesti? A noi no. Ci offende molto di più non saper distinguere il bene dal male, declinandolo sempre al peggio.

PREALPINA DEL 22 SETTEMBRE 2014
La rassegna stampa odierna ripropone dubbi e preoccupazioni già ampiamente trattati su questo blog.
PROVINCIA DEL 22 SETTEMBRE 2014
La “Provincia di Varese” fa appello a patron Vavassori invitandolo a rispondere alle domande di Pippo Antonelli che dopo il match con il Novara è uscito allo scoperto denunciando la situazione insostenibile creatasi dopo le scelte di Vavassori. Ci si augura che il patron non rovini quanto fatto di buono a Busto con un finale che non lo assolverebbe da responsabilità precise.
Si pone l’attenzione sul senso di abbandono del patron nei riguardi della sua creatura e della necessità di dare risposte concrete a chi lui stesso ha presentato al pubblico di Busto durante la sua ultima conferenza stampa.

PROVINCIA DEL 22 SETTEMBRE 2014
La “Prealpina” invece si fa una domanda che qui è da molto che ci facciamo, ossia se il direttore generale del Monza Ulizio sia in qualche modo coinvolto nelle operazioni di mercato della Pro Patria.
Ulizio, padre del calciatore in rosa alla Pro Patria, ha un passato da dirigente nel Montichiari e nel Bellaria ed ora è direttore generale del Monza.
Un ruolo che gli impedirebbe di agire per nome e per conto di altre società, soprattutto se iscritte nello stesso girone dei brianzoli, ma anche in altri visto che il concetto di multiproprietà sposato da Lotito non è ancora stato regolarizzato.

La domanda che si pone la Prealpina ha certamente un senso visto che se l’arrivo da Monza di diversi giocatori potrebbe avvalorare questa tesi, oppure essere solo una coincidenza (e non un indizio). Sta di fatto che più di un episodio accaduto recentemente rende concreto il dubbio e apre un inquietante scenario a tale proposito.

Per cui si attende una risposta chiara di patron Vavassori alle domande poste da Antonelli, occasione per chiarire i ruoli interni alla società e i motivi per i quali sorgono domande a riguardo di interlocutori di mercato che, seppur non in organigramma, vengono ripetutamente accostati dagli addetti ai lavori alla Pro Patria. 

Flavio Vergani


Monza, Pea in silenzio. Il dg Ulizio: "Vogliamo che la squadra resti tranquilla. Il tecnico non rischia"

   
Acque agitate in casa Monza: la sconfitta interna col Real Vicenza - che arriva dopo il passo falso di Bolzano - porta il direttore generale Mauro Ulizio a parlare in sala stampa in prima persona: "Non siamo soddisfatti, ma vogliamo che il nostro tecnico e i ragazzi stiano tranquilli (nessuno infatti dello staff e dei giocatori si presenterà ai taccuini dei cronisti nel dopo gara, ndr). Le responsabilità me le prendo io, così come il dt Pasini e il ds Califano. Oggi siamo stati molli, senza cuore e senza carattere. Mister Pea rischia? No. Torniamo sul mercato degli svincolati? No, il nostro mercato era chiuso già prima di Rampi".