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 Molto spesso il pessimismo risulta avere il dolce retrogusto che accompagna l'impresa quando castiga le facili previsioni avverse.

In questa occasione i sogni sono diventati realtà e non sono stati dissolti dal sorgere del sole come da poetica definizione.

Dobbiamo riconoscere che i nostri ragazzi hanno risposto sul campo con due prestazioni non solo degne di applausi ma fornendo una testimonianza tangibile della volontà di dimostrare che gli episodi che avevano penalizzato gli ultimi incontri erano stati solamente condizionati da alcune circostanze negative, determinanti anche a livello valutativo del giudizio conclusivo.

A costo di essere ripetitivi e noiosi ricordiamo che l'organico a disposizione è sempre notevolmente ridotto e quindi, ampliando le prospettive future, potremmo ipotizzare che il rientro di elementi importanti che possano dare anche un ricambio tecnicamente valido nei ruoli cardini dello schieramento, possa avere una incidenza determinante sulle prestazioni ed anche sui risultati, disegnando orizzonti forse impensabili allo stato attuale ma assolutamente nelle corde delle possibilità dei componenti della nostra squadra, forse non sufficientemente valorizzati considerando le capacità tecniche ed agonistiche.

Nello specifico la partita con l'Albinoleffe ha evidenziato soprattutto una serenità gestionale nel corso dell'incontro dove l'occhio del tifoso ha percepito che il risultato poteva essere modificato solamente a nostro favore, non individuando mai un senso di pericolo per la nostra porta ed attendendo, quasi come atto previsto e fatalisticamente dovuto, la realizzazione della rete incidente sull'esito finale.

La squadra é rimasta sempre corta ed attenta a non fornire le opportunità agli avversari per le incursioni sulle fasce che erano state, in precedenti occasioni, motivo di pericoli corsi o motivo di realizzazioni ai nostri danni, certificando all'osservazione dello spettatore una impermeabilità difensiva quasi perfetta.

L'incontro con il Pordenone, qualitativamente ritenuta la migliore squadra del lotto del nostro girone, ha rivelato invece una Pro diversa, schierata in campo con una leggerezza mentale quasi invidiabile, forse anche figlia del risultato acquisito in quel di Zanica.

Spesso gli esiti positivi hanno molteplici origini ed implicazioni e così, in questa occasione, lo schieramento proposto all'inizio, che come di consueto ci ha sorpreso in relazione ai protagonisti, ha avuto lo scopo di non fornire alla difesa avversaria i canonici punti di riferimento, attuando un movimento continuo dei protagonisti nelle fasi di attacco, denotando come unico difetto forse quello di scarsa attenzione sulle traiettorie aeree nella nostra area (doppietta del centrale del Pordenone).

Da rimarcare inoltre come la squadra abbia sempre avuto la capacità quasi rabbiosa ed immediata di reazione dopo le reti subite, quasi a mettere in pratica sul campo la teoria fisicamente contemplata che recita come segue : ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Non possiamo quindi, come scontato, che ringraziare tutti i nostri ragazzi per quanto hanno dimostrato durante queste due trasferte, tanto a priori temute, evidenziando ancora una volta il tanto conclamato spirito di gruppo, granitico caposaldo per trasformare le idee in fatti concreti, messo in risalto durante l'intervista dal nostro Angelo Ndrecka, il nostro Italo sulla fascia sinistra, autore anche dell'assist in occasione della rete risolutiva contro l'Albinoleffe da parte di Castelli.

Come da tradizione il tifoso é sempre esigente e l'appetito aumenta quando si proviene da situazioni che arricchiscono la contabilità in termini di punti e quindi domenica ci attende l'incontro con il Lecco, secondo in graduatoria e nostro storico rivale, per il quale siamo stati per molti anni autentica bestia nera, almeno fino alla partita di ritorno dello scorso campionato

Sicuramente come sempre la rivalità consolidata sarà il sale della partita che auspico abbia anche un ampio contorno in relazione alle presenze, doveroso tributo di riconoscenza e supporto a quanto recentemente dimostrato sul campo e necessaria contrapposizione di voci alla tifoseria contrapposta che dovrebbe essere, come nel passato, consistente in termini di numeri.

Ogni partita ha la sua storia e, come già puntualizzato, i pronostici sono redatti per essere smentiti e modificati, spero ovviamente a nostro favore, ma sono certo, pur peccando di mitigato ottimismo, che potrebbe essere possibile, con tutte le difficoltà prevedibili, proseguire nella tradizione recentemente interrotta.

In sintesi l'aspirazione a stento nascosta anche dalle dichiarazioni del nostro mister continua ad essere quella di tornare a respirare l'aria di alta classifica, non tanto per scarsa stima delle capacità e qualità tecniche ed agonistiche degli avversari quanto per un oggettivo e sostanziale apprezzamento delle nostre potenzialità che abbisognano solamente di essere completate da una piccola caratteristica ovvero la "continuità".

...e per domenica non chiudiamo la porta ai sogni ma trasformiamoli in realtà!!!

Sandro Lupidi

Matteo Lovisa, responsabile area tecnica del Pordenone non le aveva mandate a dire all'arbitro alla fine del primo tempo della gara con la Pro Patria e sotto trovate il risultato.

Anche nel dopo partita non l'aveva certamente toccata piano: "Sarei venuto in sala stampa anche se avessimo vinto. Oggi non abbiamo fatto assolutamente bene. Ci sono mancate cattiveria e voglia di soffrire. Premesso il giudizio non positivo della nostra prestazione- e non vuole essere un alibi-non è possibile vedere arbitraggi così. Non tanto negli episodi chiave, ma nella mancanza di rispetto, nella gestione dei cartellini e dei tempi della partita. Oggi in modo particolare, ma anche in altre gare. Chiediamo più attenzione: a noi come a tutti, alla capolista come all'ultima. Siamo solo alla sedicesima, il campionato è lungo. Non possiamo continuare così senza dire niente. Ciò non toglie che oggi dovevamo fare meglio".

Le nostre domande e considerazioni : 

1)Quali sarebbero gli episodi chiave?

2)Quale la gestione dei cartellini?

3)Di che tempi della partita si parla?

4)E' capitato con l'AlbinoLeffe di incontrare un arbitro un poì "naif" verso i tigrotti, che però hanno vinto lo stesso.

Il livello del calcio di serie C è questo e gli arbitri sono la diretta conseguenza, trattasi della terza categoria e quindi della terza qualità. Può succedere di incontrare arbitri non eccelsi, come può capitare di trovare giocatori non eccelsi o dirigenti non eccelsi. E' il destino della categoria. Inutile bestemmiare inutilmente, forse meglio rammaricarsi per essersi fatti rimontare due volte, di cui l'ultima a poco dal termine. In quel caso, sui tempi della partita avrebbe avuto da dire la Pro Patria, visto il costume del calcio italiano e non solo di gestire gli ultimi minuti di gioco in modo scandaloso se in vantaggio. Viva il tempo effettivo che forse risolverebbe una volta per tutti questi finali di partita dove i giocatori svengono, i crampi appaiono, i palloni spariscono e le uscite dei giocatori sostituiti sono più lenti di una lumaca.

Flavio Vergani 

INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITÀ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETÀ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 15 DICEMBRE 2022 ED EURO 500 DI AMMENDA

LOVISA MATTEO (PORDENONE)
per avere, al termine del primo tempo, tenuto una condotta ingiuriosa e irriguardosa nei confronti dell’arbitro, pronunciando al suo indirizzo parole lesive della sua capacità e per aver, in seguito alla notifica dell’espulsione, rivolto allo stesso una frase ingiuriosa e pronunciato una frase blasfema. Misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma 2, 36, comma 2, lett. a) e 37 C.G.S. C.G.S., valutate le modalità complessive della condotta (p. aggiuntiva)



 


 



Vi piace questa squadra? Non è fantastica? Coperta in tutti i ruoli, ricca di qualità e di quantità ( sono in 13), composta da giovani promesse e solide certezze.

E' la squadra che scenderà in campo Martedì 13 Dicembre nella sede del Pro Patria Club, quando il magic team  incontrerà i tifosi per gli auguri di Natale.

Una partita da non perdere per nessuna ragione al mondo, un'occasione unica per incontrare i ragazzi che tante soddisfazioni stanno regalando al popolo biancoblu.

Vi ricordiamo che l'incontro è aperto a TUTTI i tifosi, soci e non soci del club.

Segnatevelo in agenda!

Direttivo Pro Patria Club

 

DEL FAVERO

PEROTTI

VEZZONI

SAPORETTI

BOFFELLI

LOMBARDONI

FERRI

PIRAN

BERTONI

STANZANI

PITOU

PIU

CHAKIR

DIRETTORE SPORTIVO: SANDRO TUROTTI

ADDETTO STAMPA: NICOLO' RAMELLA

TEAM MANAGER: BEPPE GONNELLA




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Giù il cappello per questa Pro Patria che, dopo la vittoria con l'AlbinoLeffe, porta a casa un meritatissimo punto dalla trasferta di Lignano Sabbiadoro, dove pareggia per due a due con la capolista Pordenone.
Due imprese, una più bella dell'altra, che cancellano qualche passo falso del recente passato a conferma di un gruppo d'acciaio inox che ha saputo far fronte alle molte assenze con una resilienza, un orgoglio e un senso di appartenenza davvero speciali.
Mister Vargas sfida prima il freddo della bellissima località friulana in maniche corte, poi con un turn over coraggioso con Pitou e Gavioli subito in campo, infine con l'illuminata sostituzione che portava in campo Stanzani, che ricambiava la fiducia col goal del pareggio ad una manciata di minuti dal termine, proprio subito dopo il vantaggio del Pordenone.
Recuperare due volte lo svantaggio in casa dalla capolista non è certamente cosa semplice, segnare due reti in casa della capolista nemmeno, anche se il telecronista di Eleven Sport , dopo l'esordio zoppicante durante il quale comunicava che "oggi fa freddo a Pordenone", senza accorgersi che si giocava a Lignano Sabbiadoro e non aver imbroccato in nessuna occasione il nome del marcatore bustocco, pescava il jolly della giornata e faceva sapere che la Pro Patria è in testa alla speciale classifica delle squadre che segnano di più negli ultimi minuti di gioco. Mai tale profezia fu azzeccata con Stanzani che teneva in testa i tigrotti con un goal in zona Cesarini.
Giù il cappello anche a chi si è sciroppato più di 700 chilometri in giornata per essere presenti alla partita.
La ricompensa è stata doppia: incontro con Mister Javorcic, che è sempre nei cuori di tutti i tifosi e le tifose ( o quasi) della Pro Patria e dal risultato assolutamente prestigioso ottenuto dai biancoblu.
Due trasferte zero punti era la previsione diffusa nel dopo Pro Patria Juventus Next Generation, due trasferte quattro punti la realtà dei fatti.
Vargas,a  chi diceva che la vittoria di Zanica è stata sorprendente rispondeva che la sorpresa non è stata la sua, adesso c'è una doppia sorpresa da condividere, ma la risposta questa volta è prevedibile.
Lui, a inizio campionato aveva sentenziato che : "la Pro Patria al completo è forte", questa mezza Pro Patria lo è altrettanto. Che un po' di meriti siano anche dal mister in maniche corte?
Flavio Vergani 

PORDENONE – AURORA PRO PATRIA 1919   2 – 2    (0 – 0)

Marcatori: 5′ E 39′ s.t. Ajeti (POR); 15′ s.t. Castelli (PPA), 41′ s.t. Stanzani (PPA).

 

PORDENONE (4-5-2): 1 Festa; 3 Bruscagin, 31 Pirrello, 15 Ajeti, 29 Ingrosso; 33 Zammarini, 8 Burrai (30′ s.t. 5 Giorico), 23 Torrasi (30′ s.t. 11 Piscopo); 20 Pinato; 27 Candellone (22′ s.t. 14 Palombi), 7 Dubickas.

A disposizione: 22 Martinez, 40 Giust, 10 Deli, 16 Maset, 17 La Rosa, 21 Biondi, 26 Bassoli, 70 Baldassar, 77 Bottani. All. Di Carlo.

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Del Favero; 6 Sportelli, 13 Boffelli, 4 Saporetti; 2 Vaghi, 20 Gavioli (13′ s.t. 7 Stanzani), 10 Nicco, 18 Piran (13′ s.t. 25 Ferri), 3 Ndrecka (45′ s.t. 19 Lombardoni); 32 Pitou (24′ s.t. 16 Fietta), 30 Castelli (24′ s.t. 27 Piu).

A disposizione: 22 Cassano, 5 Molinari, 17 Citterio, 24 Caluschi. All. Vargas.

 

ARBITRO: Adalberto Fiero di Pistoia (Riccardo Pintaudi della Sezione di Pesaro e Roberto Allocco della Sezione di Bra. Quarto Ufficiale Sergio Palmieri della Sezione di Conegliano).

 

Angoli: 11 – 3.

Recupero: 1′ p.t. – 4′ s.t.

Ammoniti: Ajeti, Di Carlo, Ingrosso (POR); Nicco (PPA).

Note: Giornata fredda e ventosa. Terreno di gioco in ottime condizioni.



 Il 13 Dicembre, alle ore 20,30, nella sede del Pro Patria Club, in via Pozzi, a Busto Arsizio, si terrà la Festa degli Auguri di Natale.

Un'occasione per tutti i tifosi per scambiarsi gli auguri di Natale e applaudire la dirigenza, i giocatori e lo staff della Pro Patria che interverranno con una folta rappresentanza.

L'invito è aperto a tutti i tifosi dei biancoblu.

Vi aspettiamo numerosi.

Direttivo Pro Patria Club

 














Mangano

Perotti

Molinari

Bertoni

Rossi

Brignoli

Ghioldi

Chakir

Piu

Parker

Vi piace questa squadra? In difesa magari potrebbe soffrire, ma centrocampo e attacco sono davvero di qualità.

Cosa ci azzecca? Direbbe Di Pietro, ci azzecca eccome, rispondiamo noi. Trattasi di una formazione non schierabile in campo. In che senso? Direte voi.

Nel senso che è formata da giocatori che ieri non erano disponibili per Mister Vargas a causa di infortuni, una formazione ricca di qualità che amplifica i meriti di chi è sceso in campo ieri vincendo con l'AlbinoLeffe.

Mister Vargas non ama gli alibi, non si è mai nascosto dietro le assenze, anche per responsabilizzare e motivare quelli che scendono in campo, ma è innegabile che la quantità e la qualità dei giocatori non iscrivibili a referto è davvero alta e incidente sulle scelte del mister. Una realtà e non un alibi.

La vittoria di ieri, arrivata dopo un periodo non semplice e su un campo non dei più facili, ha quindi un doppio valore che certifica l'ottimo lavoro svolto in settimana per trovare soluzioni alternative valide per contrastare l'avversario. La squadra vista ieri ha ricordato quella di qualche tempo fa, ossia un serpente a sonagli rintanato nella sua buca, ma pronto a mordere con velenosa rapidità. Una squadra umile, operaia, pronta ad eseguire il progetto che l'architetto Vargas gli aveva consegnato a inizio lavori. E' piaciuta l'assoluta capacità di gestire la partita difendendosi quando serviva e offendendo quando possibile, senza che mai l'avversario abbia dato l'idea di poter scompigliare la strategia bustocca.

Si è avvertita la sensazione di solidità, prima mentale e poi fisica e strategica. Si è percepita la calma dei forti, la certezza degli ottimisti.

Una partita che Mister Vargas dice di valere tre punti come le altre, ma, visto quando, come e dove è avvenuta, potrebbe essere uno snodo della stagione biancoblu, che giunta sulla borderline tra il centro e la bassa classifica ha saputo darsi un colpo di reni importante che convince l'intero ambiente a riguardo dei veri valori di questa squadra, seppur orfana di dieci suoi interpreti principali.

Mercoledì ci sarà la possibilità di sfidare la capolista con la mente libera e questo potrebbe fare la differenza. Da Sesto rimbalzano voci di un Pordenone di alta qualità, ma al contempo di grande umiltà. Una squadra attaccabile  se aggredita con un comportamento garibaldino, dinamico, molto istintivo e poco ragionato. Insomma, ci sarà modo per tentare di portare a casa la ciliegina, dopo la torta già gustata ieri , da come si erano messe le cose domenica scorsa, pensare di avere la pancia piena è già un successo, quando invece si pensava a due turni di probabile digiuno.

Flavio Vergani 

 

 Giallo a Zanica dove la Pro Patria tira fuori gli artigli e porta a casa una vittoria meritata e utilissima per dare un calcio alla crisi.

Nei primi venti minuti, i tigrotti schierano un oggetto misterioso che il cronista di Eleven Sport chiama Castellani. Forse un nuovo acquisto per far fronte all'ennesima lista di infortunati che comprendeva i soliti più Piu ( faringite), Shakir e Bertoni? O forse, un clandestino impossessatosi della maglia biancoblu per un'incursione in campo? Se così fosse, speriamo che Alessandro Bianchi, il collezionista di magliette, non si sia fatto sfuggire questa chicca. Sarebbe di un valore impagabile la maglia di un abusivo in campo, peraltro sparito dopo 20 minuti, quando in campo è sceso Castelli.

Il quale, preoccupato da questo imprevisto concorrente, ha pensato bene di farsi notare con un goal salvastagione.

Si faceva anche notare per qual paio di guanti che faceva molto inverno che contrastavano con quelle maniche corte di mister Vargas che si è piegato ai pantaloni lunghi, ma non al capo invernale per eccellenza.

Prima, finalmente un tiro in porta di Ferri e una capocciata del bentornato Lombardoni. Era da un po' che mancavano!

Quando c'è lui (Lombardoni) la Pro Patria raddoppia il suo rendimento, così scriveva il Giovanni Castiglioni in settimana. Mister Vargas ha letto e lo ha messo dentro senza indugi.

Lo stadio di Zanica dicono sia bellissimo e non lo mettiamo in dubbio, certo è che le riprese televisive sembravano dall'elicottero, a qualcuno è servita la pastiglia per le vertigini,  il terrapieno con dietro il buio totale dal quale venivano rilanciati in campo i palloni scagliati fuori persino inquietante. Dietro le porte dei bungalow per gli ottimsiti, dei "camanotti" per i soliti polemici, insomma, poco di bello a livello paesaggistico, ma bellissimi i tigrotti che hanno fatto quello che dovevano e sanno fare. 

AlbinoLeffe non pervenuto e non solo per loro demeriti. La Pro Patria ci ha messo molto del suo per disinnescare i padroni di casa con una partita attenta, intelligente e tatticamente ineccepibile.

C'è molta Pro Patria in questa vittoria limpida, meritata, persino facile per come è stata ottenuta. Del Favero quasi inoperoso e questo vorrà pur dire qualcosa.

Adesso, si va a Lignano Sabbiadoro, mercoledi, alle 14,30, con l'animo sollevato in cerca dell'impresa contro il fortissimo Pordenone, oggi fermato dalla sempre più sorprendente Pro Sesto di mister Andreoletti.

Gli ottimisti dicevano che sarebbe arrivato un punto in due trasferte, i pessimisti dicevano zero. Non ci hanno preso ne gli uni e ne gli altri: tre punti in una partita e ne manca ancora una.

Insomma, va bene così.

Flavio Vergani 

ALBINOLEFFE – AURORA PRO PATRIA 1919   0 – 1    (0 – 0)

Marcatori: 6′ s.t. Castelli (PPA).

 

ALBINOKLEFFE (3-5-2): 22 Pagno; 33 Borghini, 13 Milesi (22′ s.t. 7 Tomaselli), 4 Saltarelli; 16 Gusu, 6 Doumbia (14′ s.t. 14 Brentan), 23. Gelli F., 30 Piccoli (14′ s.t. 19 Cocco), 11 Zoma; 10 Manconi, 9 Cori (35′ s.t. 20 Petrungaro).

A disposizione: 1 Pratelli, 12 Facchetti, 8 Muzzio, 26 Gelli J., 27 Miculi, 29 Rosso, 42 De Felice, 99 Toma. All. Biava

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Del Favero; 2 Vaghi, 19, Lombardoni, 13 Boffelli; 11 Vezzoni (30′ s.t. 6 Sportelli), 10 Nicco, 16 Fietta, 25 Ferri (37′ s.t. 18 Piran), 3 Ndrecka (46′ s.t. 4 Saporetti); 7 Stanzani (46′ s.t. 20 Gavioli), 30 Castelli (37′ s.t. 17 Citterio).

A disposizione: 22 Cassano, 24 Caluschi, 32 Pitou. All. Vargas.

 

ARBITRO: Gabriele Sacchi di Macerata (Pierpaolo Carella della Sezione di L’Aquila e Pierpaolo Vitale della Sezione di Salerno. Quarto Ufficiale Samuel Dania della Sezione di Milano).

 

Angoli: 7 – 5.

Recupero: 0′ p.t.

Ammoniti: Boffelli, Fietta, Vargas, Vezzoni (PPA);

Note: Serata fresca e serena. Terreno di gioco in ottime condizioni.



Una neo laureata in economia e marketing della prestigiosa Università Bocconi di Milano stava presentando all'Amministratore Delegato di una grande azienda del largo consumo  i risultati di una campagna pubblicitaria da lei ideata.

La ragazza era piena di entusiasmo e utilizzava termini celebrativi per condividere quello che per lei era un successo clamoroso. Citava il numero dei pezzi venduti nel periodo promozionale di riferimento, ponendo l'accento sulla numerica esageratamente alta e record rispetto alle settimane precedenti.

L'Amministratore Delegato, ad un certo punto, chiese in modo laconico: "Quanto mi è costata l'operazione promozionale? ".

La laureata andò subito in affanno, arrossì in viso, le si seccò la bocca e, vicina ad una crisi di panico, cerco di salvarsi in calcio d'angolo dicendo:" In che senso quanto è costata"? L'Amministratore Delegato disse con celato sarcasmo e una punta di soddisfazione generati dalla sua esperienza di marciapiede che stava dando una lezione alla eccellente laureata bocconiana: "Nel senso che, se vado in stazione centrale a Milano e regalo un prodotto a chi scende dal treno, la redemption dell'operazione promozionale sarà del 100% e assegnerei milioni di pezzi, ma sarebbe una disfatta a livello di conto economico se l'obiettivo fosse stato il fatturato, invece, se l'obiettivo fosse stato di far provare il nostro prodotto, di ingaggiare nuovi consumatori, di popolare un database di potenziali interessati alle nostre marche, allora sarebbe stato un successo. Però, tu non hai specificato questo obiettivo, parlando solo di risultati finanziari, per cui temo che la tua promozione si avvicini al fallimento e non al successo".

Un fatto realmente accaduto per spiegare senza altre parole quanto sta accadendo a Torino, dove in occasione del match di serie C tra Juventus Next Generation e Mantova, all'Allianz Stadium ( quello della Juventus), ci saranno 30 mila persone.

Qui l'Amministratore Delegato direbbe: "Quanto costa entrare allo stadio". Non costa niente, è la risposta, tutto gratis.

Qual è l'obiettivo di questa operazione che cade perfetta in un periodo di digiuno calcistico?

Non è la stessa di quando nello stesso stadio ci fu il sold out per Juventus Fiorentina del campionato femminile?

Il gratis è la forma migliore per far conoscere il prodotto, un investimento che, se ben pianificato, dovrebbe generare il noto ROI, ossia : Return On Investment. Tanta gente, uguale tanto interesse degli sponsor, tanto interesse dei media, tanti soldi.

Se invece il prodotto fosse mediocre, l'autogoal finanziario sarebbe dietro l'angolo, proprio come regalare a chi scende dal treno un prodotto fake.

La domanda che sorge spontanea è la seguente: Che partita vedranno i 30 mila esteti del calcio abituati ad altri palcoscenici? Più o meno la qualità vista in campo a Busto la scorsa settimana?

Questo sarebbe uno spot per la serie C? Oppure, si giustificherebbe tutto dalla magica parola "gratis" che fa rima col famoso cavallo donato?

Domanda: la Juventus Next Generation è in testa alla classifica delle squadre in termini di costo ingaggio giocatori. Potrebbe essere alta l'aspettativa del tifoso che non conosce questo mondo? Probabilmente si. Sarebbe soddisfatta? Probabilmente no.

Quanti nuovi tifosi tra i trentamila presenti a Torino andranno a vedere la squadra quando tornerà nella sede di Alessandria, dove i bianconeri di futura generazione normalmente giocano?

Quale è il vero obiettivo di questa operazione? Forse far credere che la serie C ha un potenziale di tale valore? Quasi declinando la filosofia del rugby, ossia siamo in tanti sugli spalti e quindi siamo forti da "Sei nazioni"?

La Juventus Next generation fa della sua eccezionalità e diversità un marchio di fabbrica: gioca in una città diversa da quella che rappresenta, fino a ieri si chiamava "under 23", ma schierava giocatori ben più anziani, adesso si chiama "nuova generazione", ma schiera giocatori della vecchia generazione, spesso la formazione schierata è in modalità "open doors". Ossia, è un po' come la borsa che va su e giù, a volte ci sono i campioncini disponibili perchè la prima squadra non li convoca per vari motivi, altre volte è orfana di molti di loro per impellenti necessità di mister Allegri. Ovviamente, senza che gli alti vertici della Lega obiettino a riguardo della regolarità del campionato.

La Pro Patria, due anni fa, ebbe la "sfortuna" di incontrare i bianconeri nei playoff, quando si presentarono con l'abito della festa, ossia con tutti i pezzi forti al loro posto, uscendo dal torneo.

Questa volta sarà il Mantova a portare la coda alla sposa, giocando di fronte a trentamila tifosi e non a trenta come spesso accade,  che si sgoleranno per sostenere una squadra fino a ieri nemmeno troppo conosciuta.

Insomma, l'eccezione che conferma la regola di una categoria composta da ricchi e poveri, da chi fatica a salvarsi sul campo e da chi non gli è permesso retrocedere, da chi lancia i giovani per rendere sostenibile il bilancio e da chi da quei giovani trae marginalità fuori categoria.

Manca solo la Var per scimmiottare il calcio di categoria superiore al quale ci si ispira nei programmi di politica sportiva dei reggenti, ma che mai neppure si sfiora quanto a copertura dei costi e appeal commerciale. Orari segmentati, stewards, stadi da 30 mila posti esauriti, nomi sulle maglie, biglietti in prevendita con relativi costi accessori per i tifosi, live televisivi, c'è tutto quello serve per illudersi di dire che tutto è uguale, anche se tutto è diverso, a partire dai dirigenti a capo delle rispettive leghe. Forse, il cambiamento dovrebbe partire proprio da qui.

Flavio Vergani




 Non sempre il detto popolare, ereditato dai nostri maestri latini, "repetita iuvant" conduce ad effetti soddisfacenti come hanno testimoniato le nostre ultime esibizioni in quel di Novara e sul terreno amico con la Juventus, quest'ultima autentica squadra laboratorio, senza particolari stimoli, che ha espresso oltremodo un gioco assolutamente prevedibile, forse ordinato ma senza significativi acuti, giustificando il "senza voto" del nostro estremo difensore, mai impegnato in azioni a difesa della porta, sapiente interprete solo in occasione delle rimesse in gioco, senza alcuna responsabilità derivata dalla rete subita.

L'anemia di conclusioni a rete sta diventando perniciosa e non si evidenziano miglioramenti significativi mentre l'erosione dei punti di sicurezza che ci distanziavano dalla zona a rischio continua nella sequenza degli incontri, aumentando negli attori una progressiva e consequenziale ansia e nei tifosi una naturale preoccupazione in relazione all'esito dei prossimi impegni.

Come già evidenziato in altre sedi le prestazioni di qualunque tipologia sono figlie di situazioni psicologiche delicate e spesso, non riuscire a realizzare quanto nelle possibilità reali, comporta un incremento di non lucidità mentale e frenesia di azione assolutamente controproducenti ai fini di un risultato che possa concludersi in maniera gratificante.

Quando la squadra subisce una rete si nota la reazione immediata del gruppo, ma spesso la razionalità dei protagonisti viene castigata e superata dalla volontà istintiva a muoversi in modo non coordinato ed approssimativo, favorendo di conseguenza la capacità difensiva degli avversari che, chiudendo le linee di passaggio e riducendo gli spazi tra i reparti, hanno sempre vita facile nei confronti dei nostri tentativi di offendere, non rischiando quasi mai di essere puniti in occasione di situazioni potenzialmente pericolose.

Ovviamente l'analisi, come da logica consequenziale, deve coinvolgere tutto l'organico ed in prima istanza le decisioni e la programmazione del nostro mister che spesso ci sorprende con le scelte degli interpreti di inizio incontro, talvolta non condivise da noi tifosi a causa di alcune valutazioni sulla rinuncia in partenza a soggetti ritenuti più adatti ed utili al contesto dell'incontro in esame.

Dalla tribuna ogni spettatore si ritiene naturalmente un tecnico in embrione e quindi non posso permettermi di tranciare a priori giudizi in merito all'utilizza di certi elementi in alternativa a quelli schierati, perché non essendo presente durante le sedute di allenamento in settimana, non sono in grado di avere il polso delle reali condizioni fisiche dei singoli : pertanto le mie capacità di giudizio si devono fondare unicamente sulla conoscenza dei ruoli e delle caratteristiche tecniche dei giocatori tutti in condizioni psicofisiche ottimali.

Siamo tuttavia impazienti di rivedere quella squadra che ci aveva piacevolmente impressionato ad inizio del torneo e che aveva abbinato ai risultati una consequenziale attitudine ad occupare il campo con movimenti molto ordinati, senza fratture tra i reparti e capacità di trasformare l'azione difensiva in offensiva con ripartenze veloci supportate con più elementi e permettendo al portatore di palla più soluzioni di scelta.

Occorre se possibile ritrovare al più presto tale attitudine a suo tempo dimostrata in quanto recentemente é troppo facile per gli avversari controllare e neutralizzare i nostri tentativi di offendere, portati talvolta con tipologia di movimenti forse troppo prevedibili e con qualche errore di troppo anche in fase conclusiva.

Sarebbe ottimale poter procedere alla modifica dello schieramento della squadra in corso d'opera, anche in seguito ad uno sviluppo non positivo di un incontro, ma comprendo altresì tutte le remore evidenziate in sede di dichiarazioni dal nostro mister riguardanti caratteristiche, attitudini ed automatismi ormai consolidati da tempo e non facilmente variabili.

E' evidentemente un periodo difficile troppo condizionato, come già sottolineato, da storici infortuni e rientri graduali con risultati talvolta non soddisfacenti nel breve e quindi l'operato del tecnico deve essere valutato di conseguenza e con tutte le giustificazioni del caso ma nella emergenza, molto spesso, si riescono a trovare risorse e modalità di cambiamento che in seguito si rivelano determinanti e risolutive nel miglioramento dei risultati.

Ci attendono due trasferte impegnative e difficili: quindi occorre dare un segnale di svolta ad iniziare da quella che ci propone l'incontro con l'Albinoleffe, squadra assolutamente non trascendentale ed alla nostra portata, ma capace di prestazioni importanti se l'andamento del confronto dovesse avere un esordio per noi in salita e quindi fornendo ai nostri avversari la possibilità di poter agire con veloci ripartenze, caratteristica riconosciuta e punto di forza della squadra orobica, dimostrata nelle ultime prestazioni anche contro compagini di maggior livello.

Successivamente ed in infrasettimanale la trasferta contro il Pordenone sarà veramente sulla carta un confronto impari, considerando l'organico dei ramarri che annovera ancora elementi protagonisti durante il campionato cadetto, ma forse sarà la partita più facile da preparare dove gli stimoli a dare sul campo il 110% avranno un riscontro naturale e potrebbero essere determinanti, almeno sul piano della prestazione, anticamera di qualcosa di non previsto in sede di pronostico annunciato.

Premesso quindi che gli errori che hanno causato i nostri ultimi ZERI in classifica spero possano essere gli evidenziatori per migliorare quanto avverrà nel prossimo futuro, é sempre importante dare fiducia comunque ai nostri giocatori ed allo staff tecnico per affrontare le prossime prove con la necessaria concentrazione e con il doveroso rispetto nei confronti delle squadre suddette, ricordando sempre che non si parte mai battuti e tutte le previsioni hanno solamente un valore simbolico e statistico e possono essere stravolte nella realtà del campo.

Forza ragazzi....siamo sempre tutti con Voi!!

Sandro Lupidi




 Gli Ultrà della Pro Patria festeggiano il cinquantesimo anniversario con un calendario esclusivo in limited edition che racconta i momenti più importanti del gruppo di tifosi.

Un calendario imperdibile proposto ad un costo davvero simbolico di 12 euro.

Obbligatorio averlo in casa o in ufficio per rivivere ogni mese una storia  lunga 50 anni.

Flavio Vergani

 Il Comitato tifosi ha pronto un pullman con 20 tifosi pronti per partire per la trasferta di domenica prossima, quando la Pro Patria affronterà l'AlbinoLeffe.

Il pullman ha capienza fino a 31 posti. Per cui, mancano 11 tifosi per riempirlo. Una squadra di tifosi che vorrà sostenere l'altra squadra, quella biancoblu. E' solo martedì, forza fatevi sotto e chiamate i numeri presenti nella locandina.

 


Quasi mai qualità fa rima con quantità. A meno di poter disporre di budget elevatissimi.

E' più facile che in un box ci sia una Ferrari e non due. Più facile che ci siano due Fiat 500.

Ci si può illudere per un periodo di guidare una Ferrari. Succede quando si compra una Fiat 500 nuova, magari con gli interni in pelle e le ruote di dimensioni maggiorate. L'emozione è così forte che potrebbe far percepire un comfort paragonabile, un motore scattante tanto quello del Cavallino rampante. Poi, passa il tempo, le sospensioni cominciano a scaricarsi ed a far avvertire le buche, lo spunto e la velocità rallentano e le gomme non hanno più la performance delle "slick"  di Maranello.

Cambia la musica, anche se magari le due auto hanno entrambe montato l'impianto della Bose.

Capire esattamente la vera potenza del motore diventa importante per non andare in testacoda. Testacoda? Parliamo della testa? No, dai, meglio di no.

Meglio parlare della coda. La testa è un ricordo di qualche giornata fa, sfiorata e persino accarezzata a lungo, una sensazione unica regalata per un attimo alla tifoseria. Ovviamente stiamo parlando della classifica, meglio chiarire per non scomodare il fotografo.

Dimenticata la testa, è tempo della coda, che appare sempre più vicina ai tigrotti.

Dopo la sgommata iniziale, l'auto del driver Vargas si è ingolfata, batte in testa, anzi in coda e ha frenato la sua velocità iniziale, senza nemmeno far stridere le gomme.

Gomme a terra a quanto sembra. Serve un cambio di marcia.

Il pilota è persona che dalla muretto box ci dicono molto umile, tanto che domenica scorsa al collega che chiedeva se tutti i tigrotti fossero abili e arruolati ha detto sì, anche se così non era, visto che poi si è saputo che Piu e Bertoni non erano al meglio. Qualcuno le chiama bugie di pretattica, se così fosse, anche se davvero fatichiamo a credere che abbiano influenza, non hanno funzionato. Anzi, si è rischiato il doppio danno. In campo e sugli spalti.

Un modo per non cercare alibi, l'interpretazione ufficiale di questa scelta, anche se a nostro avviso gli infortuni sono fatti concreti e non giustificazioni. Attenzione a correre il rischio di far percepire che l'auto ha nel bagagliaio una ruota di scorta gonfia e nuova, mentre non si ha nemmeno il ruotino di scorta e neppure il kit per le forature. Saperlo è meglio che accorgersi.

L'auto biancoblu da sempre assicura non eccessiva velocità, ma una buona regolarità, garantite dai suoi optional storici. Uno per reparto: Lombardoni, Bertoni, Piu/Parker. Senza nulla togliere agli altri sia chiaro, ma tutti sono utili, qualcuno indispensabile e loro lo sono.

Optional che per un motivo o per l'altro non sempre, anzi quasi mai , sono stati in campo regolarmente.

Non sono alibi, un'auto, che si chiami Fiat 500 o Ferrari, senza i pezzi migliori non sono le stesse. Al di là della differenza di qualità intrinseca. Inutile illudersi.

Per ovviare all'assenza lunga di chi è e sarà in carrozzeria a lungo si è tentato di acquistare un pezzo di ricambio. L'impressione che sia un pezzo non originale e neppure compatibile è elevata. Difficile chiamarla sostituzione, forse neppure imitazione e questo non è un alibi, ma una constatazione.

Se rinunci agli optional di qualità e i pezzi di ricambio non funzionano, il pilota non può pensare sicuramente alla pole position, ma rischia di non passare nemmeno le qualifiche Q3.

Le prossime uscite dell'autostrada si chiameranno Zanica e Lignano Sabbiadoro, dove sarà importante usare l'utilitaria brutta, sporca e cattiva, ma in grado di resistere ai colpi di una squadra normale e di una corazzata. Sarebbe meglio il carro armato, ma questa Pro Patria è troppo fragile fisicamente per sperare a così tanto. Meglio far conto sul vero acciaio inox che da sempre caratterizza la carrozzeria tigrotta, ossia il carattere, la resilienza, la capacità di soffrire e di vendere cara la pelle.

L'assicurazione di questa auto è da tempo la stessa, Propone una Kasko a copertura dei danni totali con una polizza low cost. Auto con motore e vetri rotti? Ci pensa Turotti! Questo il claim perfetto per sintetizzare il vero asset della Pro Patria, la vera Ferrari che vorremmo dire è posteggiata fuori dallo stadio, anche se non lo possiamo dire perchè il posteggio non c'è più. Un'assicurazione che ha garantito un'auto sempre performante nei rally della salvezza con qualche giro da protagonista in griglia alta.

Tutto questo nonostante un budget da ultime file, collaudatori giovani ed inesperti e piloti spesso poco più che esordienti nella categoria.

Una garanzia che anche questa volta farà la differenza per comprendere i problemi del motore biancoblu e trovare pezzi e strategie di muretto che possano tornare a far correre veloce la nostra 500 che a tutti da sempre appare una Ferrari, seppur le Ferrari biancoblu esistano solo nella nostra fantasia.

La realtà dice che non abbiamo una Fiat 500 e nemmeno una Ferrari, ma sicuramente una bella Mini che sa farci sentire sempre in prima classe, nonostante il nome non sia sinonimo di ambizione, ma, come sempre, il piuttosto è meglio del niente e piuttosto che andare a piedi, meglio andare in Mini.

Flavio Vergani 





 Appuntamento fissato alle ore 20,45, nella chiesa di San Giuseppe, in viale Stelvio, per ricordare i tifosi della Pro Patria defunti.

Don Giuseppe, parroco dalla nota fede milanista, celebrerà una messa dedicati a chi ci ha lasciti e guarda da lassù le partite dei biancoblu. Un modo per ricordarsi di chi ha scritto pagine o capitoli della storia della Pro Patria.

Pro Patria Club


 DEL FAVERO: N.G

Il ragazzo è stato fermo per infortunio per due anni e vorrebbe tornare a giocare, ma nelle ultime due partite raccoglie solo due volte il pallone dalla rete. Inoperoso

VAGHI: 6

Dopo le pazzie comportamentali delle scorse partite, torna a giocare a calcio. Rinfrancato

BOFFELLI: 6,5

Dirige bene la difesa, legna come un fabbro quando gliele fanno girare. Battitore mai battuto.

SAPORETTI: 7

Partita perfetta del centrale bustocco che ridicolizza Soule e quando, come al sedicesimo del primo tempo, dribbla l'avversario con un solo tocco e d'esterno lancia per la punta, persino la Madonna appoggia il bambino che ha in braccio e applaude. Miracoloso.

NDREKA: 6,5

Si danna l'anima, non si arrende, propone spunti pregevoli, ma non basta. Iperattivo.

VEZZONI: 5,5

Andamento lento di un talento che tarda a sbocciare. Anonimo nelle due fasi, trasmette più insicurezza che certezze. Ipoattivo.

NICCO: 6+

Solito cuore tigrotto che non molla di un millimetro, garantisce la quantità, non sempre la qualità. Irrinunciabile.

FIETTA: 6

Nel primo tempo si vede quello che era, nel secondo quello che è. Gli anni passano e quando hai di fronte la "Next Generation" diventano più pesanti. Veterano

FERRI: 6

Quelli bravi dicono che fa un lavoro oscuro, chi ne capisce poco dice che fa poco. Misterioso.

CASTELLI: 6

Tanto movimento, tanta voglia di riscattare l'errore di Novara, ma il tutto rimane nelle intenzioni. La porta? Chi l'ha vista? Missing.

STANZANI: 6

Sulla distinta sembrerebbe essere il secondo attaccante, ma siamo proprio sicuri?

CHAKIR: 5

Passa il tempo ma non si notano miglioramenti. La butta sempre in caciarra e quando ha lì l'occasione della vita la spreca senza nemmeno troppo stile

GAVIOLI: N.G

Si attendono notizia da questo giovane che doveva essere il Rossi della situazione.

PIU: N.G.

Un ritaglio di partita per la miglior punta dell'organico spesso sacrificata da un turn over incomprensibile, senza senso e persino autolesionistico.

PITOU: 6

Certamente il meno peggio degli attaccanti visti oggi, ha numeri, classe e voglia, ma per lui serve rinunciare al mantra di questa Pro Patria che si chiama 3-5-2. Forse sarebbe ora di saltare il fosso, altrimenti meglio lasciar perdere di acquistare le mezze punte a favore di un bomber di razza.

PEROTTI: N.G

Mai interrogato, difficile assegnare voti.

MISTER VARGAS: 5

Le scelte offensive non convincono, la rinuncia a Bertoni nemmeno. 




I numeri dicevano che il rendimento interno della Pro Patria era tra i migliori del girone e che il rendimento esterno della Juventus Next Generation il peggiore. o quasi, del girone, con tre pareggi e zero vittorie fuori casa.

La realtà dice che i bianconeri vincono per uno a zero, con tanti saluti ai numeri.

I più attenti dicono che a Novara e contro la Juventus Next Generation la Pro Patria ha subito due tiri in porta e incassato due reti.

Tutti gli altri dicono che nelle due partite sopracitate la Pro Patria non ha mai tirato nello specchio della porta, riuscendo a non centrarlo nemmeno con Nicco, Castelli e oggi Shakir con palloni più semplici da mettere dentro la porta che fuori.

La classifica dice che la Pro Patria è ormai ad un passo dai playout. 

Il calendario dice che le due prossime partite saranno durissime: in trasferta con l'AlbinoLeffe e sempre in trasferta con il capolista Pordenone.

Noi diciamo che la Pro Patria di inizio stagione, quella corta, brillante e propositiva non c'è più. C'è una squadra che non gioca male, non corre eccessivi rischi, non si fa mettere sotto da nessuno, ma che incassa sempre un goal e quasi mai lo segna.

La girandola di attaccanti è stucchevole,vani tentativi di dare qualità ad un reparto la cui vera qualità è nota ai sassi: Parker, che non c'è e Piu che gioca e non gioca.

Il motivo per cui questo accade è una open question. Però, per favore, non parliamo di panchina lunga, perchè di lungo c'è solo il tempo di attesa per un tiro in porta. Chakir rimane un oggetto misterioso, dalla sua ha solo il plus di essere un under, ma qui servono over. Come, per esempio, quel Gucci che ieri si è accasato ad Arezzo. Certamente, lui avrebbe fatto il supplente di Parker in altro modo, ma ha il difetto di avere 32 anni e quindi di costare troppo. Stanzani fa il suo, ma la punta la ricorda più che esserlo, Castelli rimane un buona alternativa, ma appunto alternativa.

Noi preferiamo da sempre uno da 60 mila euro, piuttosto che due da 30 mila, giusto per sparare delle cifre casuali, ma che spiegano il concetto. Rimane il fatto che se tutti valgono tutti e questi sono i risultati, significa che abbiamo un problema.

A centrocampo, la squadra vive il dilemma Bertoni, fino a ieri era il sinonimo del centrocampo bustocco, l'uomo imprescindibile, fino a poco tempo fa la riserva di Brignoli, oggi relegato in panchina a favore di Fietta. Qualcosa rispetto al passato è cambiato, visto che pilastri come Piu e Bertoni si siedono spesso in panchina, tutto accettabile fino a che i risultati arrivano, ma se poi il trend cambia i tifosi si fanno delle rispettabilissime domande e nessuno se la prenda male se gli stessi vanno in modalità "obiezione", parola che ancora esiste e che ha il suo significato, anche se qualcuno la vorrebbe cancellare dal dizionario della lingua italiana.

Peccato, perchè oggi il calcio si è riconciliato con sè stesso: tribune affollate di spettatori come non si vedeva da tempo, bel gioco nel primo tempo con scambi pregevoli di entrambe le squadre, tempo mite per la stagione, persino troppo sole che ha reso inutile l'accensione alle 15,30 dei fari dello stadio, alla faccia del costo dell'energia e delle proposte di giocare alle 12 per saving time. Che senso ha accenderli quando si vede?

Come dice l'Alberto Brambilla, quando arriva la gente e potresti mandare in onda uno spot "pro Patria", arriva puntuale la sconfitta ( terza nelle ultime quattro partite).

Ora, tutto è più difficile e sfangare una realtà dove i pronosticati per la retrocessione diretta, come ad esempio la Pro Sesto di mister Andreoletti si permettono il secondo posto in classifica, non sarà semplice, soprattutto se la saving policy dovesse essere confermata nel mercato di Gennaio.

Flavio Vergani

AURORA PRO PATRIA 1919 – JUVENTUS NEXT GEN     0 – 1   (0 -0)

Marcatori: 12′ s.t. Palumbo (JUV).

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Del Favero; 2 Vaghi, 13 Boffelli, 4 Saporetti; 11 Vezzoni (28′ s.t. 32 Pitou), 10 Nicco, 16 Fietta (34′ s.t. 21 Perotti), 25 Ferri (34′ s.t. 20 Gavioli), 3 Ndrecka; 7 Stanzani (16′ s.t. 27 Piu), 30 Castelli (28′ s.t. 26 Chakir).

A disposizione: 12 Mangano, 6 Sportelli, 14 Bertoni, 17 Citterio, 18 Piran, 19 Lombardoni. All. Vargas.

 

JUVENTUS NEXT GEN (4-3-3): 12 Raina; 26 Barbieri, 6 Riccio, 13 Poli, 15 Verducci; 20 Iocolano, 24 Palumbo, 27 Besaggio; 29 Soule (21′ s.t. 10 Compagnon), 31 Pecorino (21′ s.t. 9 Da Graca), 11 Cudrig (37′ s.t. 3 Stramaccioni).

A disposizione: 1 Garofani, 55 Senko, 2 Savona, 4 Muharemovic, 5 Nzouango, 7 Sekulov, 17 Bonetti, 18 Rafia, 19 Cotter, 21 Lipari, 23 Ntenda. All. Brambilla.

 

ARBITRO: Domenico Castellone di Napoli (Pio Carlo Cataneo della Sezione di Foggia e Michele Fracchiolla della Sezione di Bari. Quarto Ufficiale Nicolò Zammarchi della Sezione di Cesena).

 

Angoli: 7 – 2.

Recupero: 0′ p.t. – 5′ s.t.

Ammoniti: Pecorino, Barbieri, Riccio, Compagnon (JUV); Vezzoni, Fietta, Boffelli, Gavioli (PPA).

Note: Giornata mite e serena. Terreno di gioco in buone condizioni.




 


Il Tigrottino celebra la riconferma alla presidenza del Pro Patria Club di Giovanni Pellegatta, che guadagna così la copertina e un'intervista ad ampio raggio.

Un'intervista che spazia tra il recente passato e il futuro prossimo, toccando progetti in cantiere da una parte e dovute precisazioni dall'altra, rivolte a chi gli fa una colpa per avere invitato Domenico Citarella al Pro Patria Club, quando lo stesso arrivò a Busto in rappresentanza del gruppo napoletano che Patrizia Testa aveva selezionato quale "best solution" per garantire un futuro certo alla Pro Patria.

L'invito, parso ai più come una scelta del tutto normale, naturale e persino dovuta per conoscere il nuovo arrivato, ma che ha dato origine a stucchevoli polemiche che forse andrebbero definitivamente sfumate e archiviate, se proprio non si vogliono chiarire, per guardare avanti e non indietro e per unire la tifoseria e non dividerla. I tifosi il passo lo hanno già fatto con la nascita del Coordinamento, che unisce tutte le anime del tifo per il bene della Pro Patria. Chi li ama, li segua e diventi parte di questo intero.

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Flavio Vergani 

 Mauro Gritti per l'occasione in versione fashion da cerimonia con camicia bianca d'ordinanza é stato il conduttore della intervista su Rete 55 al nostro presidente con corredo di quesiti mirati e concertati con la regia dietro le quinte della  tripla A.

L'ampio e diversificato panorama affrontato è stato lo scenario più consono alle posizioni assunte in senso di dichiarazioni e commenti, dove tutto è stato esposto in modo esplicito e trasparente senza dare adito ad interpretazioni ambigue.

In particolare, come prevedibile, il primo argomento ha riguardato i rapporti e l'incondizionato apprezzamento nei confronti dello staff dei collaboratori (Turotti - Ramella - e tecnici) dove sarebbe comunque un tentativo di autolesionismo mentale quello di mettere in discussione fino ad oggi l'operato dei cardini della macchina organizzativa e dirigenziale biancoblu, costituita da elementi, non solo preziosi a livello professionale, ma con una aggregata dote, non sempre comune, ovvero quella della serietà comportamentale associata ad una capacità di programmazione con ottimale utilizzo delle risorse non infinite a disposizione.

In seguito sono stati toccati in successione altri punti quali :

- consolidata delusione per la mancata adesione nei termini numerici auspicati alle tessere di abbonamento (argomento già affrontato l'anno scorso tema di un        mio   articolo titolato "Il botteghino malinconico") anche in considerazione delle iniziative intraprese per la riduzione dei costi in particolare per i giovani

- moderata ma non larvata critica nei confronti degli organi di stampa responsabili di avere fornito notizie non propriamente attendibili ed in alcuni casi inesatte          durante il difficile periodo della cessione delle quote a SGAI e le vicende legate all'incarico istituzionale negli organi del Comune.

- inoltre scontata esternazione di insoddisfazione nei confronti della imprenditoria locale spesso contattata per fornire un supporto importante alla gestione con la    realtà Sudtirol portata ad esempio sicuramente testimonianza che solo con una convinta e coerente unione di intenti di un gruppo coeso e solidale di imprenditori "del territorio" sarebbe possibile fare quel salto di qualità che forse noi veri appassionati meritiamo, ovviamente senza modificare o distruggere, per mania di protagonismo, un tessuto sano e competente che ha permesso alla società di sopravvivere in modo meraviglioso nel contesto professionistico al contrario di altre realtà che sono naufragate dopo aver costruito progetti con investimenti considerevoli non confortati dai risultati sportivi attesi e quindi destinati, nella migliore ipotesi, ad un drastico ridimensionamento o peggio alla consegna dei libri contabili in tribunale.

La nostra presidente, a livello economico, è sempre stata la sola che ha garantito la continuità della società (ricordando anche i momenti dell'esordio sul panorama calcistico a fianco di personaggi che avrebbero dovuto essere testimoni di esperienza e professionalità quali Nitti e Collovati) ed anche la parentesi negativa con SGAI è stata derubricata a livello di incidente di percorso (tale riferimento è stato quasi laconicamente liquidato con un semplice "niente più rapporti nemmeno per un caffé).

Al termine non sono mancati simpatici rimproveri al comportamento comunicativo di Gatti, vera intuizione turottiana, reo di non citare mai in sede di interviste la società che gli ha permesso di fare i suoi primi passi nell'ambito professionistico ed infine i ringraziamenti di rito a Rete 55 per la visibilità fornita alla società supportando la trasmissione dedicata ai tifosi della nostra ultracentenaria PRO PATRIA.

Grazie Patrizia.

Sandro Lupidi