Header

 Anche i guerrieri più forti hanno un punto debole e, proprio come Achille, è il tendine a far cadere Manuel Lombardoni che dovrà operarsi per la lesione subita nella gara con il Novara.
Per lui stagione finita e tanti auguri di pronta guarigione da tutti i tifosi bustocchi.

Flavio Vergani

 Crolla il Como a Olbia nel recupero giocato nel pomeriggio.

Tre a zero per i sardi che fanno un passo avanti per la salvezza, mentre il Como ne fa tre indietro per la promozione diretta. 

Ora l'Alessandria di Mora, Giorno e Bruccini fa più paura: un solo punto da recuperare per i grigi e scontro diretto a Como fra due domeniche. Spera anche la Pro Vercelli che ha 5 punti in meno dei lariani ma una gara da recuperare con il Lecco.

Il calendario delle pretendenti al salto di categoria:

Domenica prossima: 

Alessandria Pergolettese

Livorno Como

Pontedera Pro Vercelli


Mercoledi 21 Aprile: 

Pro Vercelli Lecco


Domenica 25 Aprile:

Como Alessandria

Pro Vercelli Piacenza


Domenica 2 Maggio 

Alessandria Pro Patria

Novara Como

Carrarese Pro Vercelli





 La partita di ieri ha confermato un trend che da inizio campionato contraddistingue la Pro Patria: l'incapacità di pareggiare o ribaltare la partita quando va in svantaggio.

I tigrotti sono andati in svantaggio per otto volte in questo campionato, sette volte hanno perso e una sola volta sono riusciti a pareggiare.

Renate (1-0), Como ( 1-0), Juventus U23(3-1), Pergolettese (0-2), Pontedera (0-3), Grosseto (1-0), Novara (1-3) sono le partite perse, Grosseto (1-1) l'unica rimediata.

Ovviamente, pesa come un macigno la poca propensione al goal della Pro Patria che ama farsi attaccare per poi offendere l'avversario e, quando colpito, l'arrocco dei biancoblù diventa inespugnabile.

Diverso è quando la squadra è chiamata ad attaccare difese schierate di squadre in vantaggio che chiudono ogni spiffero non permettendo ai tigrotti di avere vita facile.

Il trend è chiaramente definito dai numeri e questo sarà un elemento di miglioramento per mister Javorcic che già nel dopo gara di ieri ha rilevato questo aspetto, ripromettendosi di lavorare sul punto.

Non è da escludere un aspetto psicologico che potrebbe togliere certezze, soprattutto ai più giovani, creando ansia e diminuita serenità che potrebbero influire sull'andamento del match.

Certo è che quando ieri la squadra è stata resa più offensiva dai cambi e in particolare dall'ingresso di un ispirato Le Noci, che quanto a tasso tecnico non ha eguali in questa rosa, si è visto un altro calcio. Peccato che la coperta è diventata corta e le ripartenze del Novara sono state micidiali.

Trovare il balance è esercizio difficile ma non impossibile per diventare una squadra coperta ma sbarazzina, per un playoff frizzante e sorprendente.

Tanto alla fine, cosa c'è da perdere ?

Flavio Vergani

 I tre goal subiti ieri costano cari alla Pro Patria che, oltre alla partita, perde il titolo di miglior difesa del campionato di serie C.

Con 25 reti subite i tigrotti scendono al terzo posto delle retroguardie meno battute, meglio di loro Padova con 23 reti al passivo e Sudtirol con 24 reti subite.

A pari merito con i tigrotti il Modena di Zaro con 25 reti subite.

Nel girone dei biancoblu rimane prima la Pro Patria, seguita dall'Alessandria con 26 reti al passivo.

La sconfitta casalinga della Pro Patria è la numero cinque, con sette vittorie e sei pareggi, per un totale di 27 punti, settimo miglior rendimento de girone. Primo il Como con 11 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte.

Pro Patria da serie B se si giocasse solo in trasferta con primo posto a pari merito con Como Alessandria e Pro Vercelli, anche se Alessandria ha una partita in più della Pro Patria, il Como due in meno.

Come con attacco atomico, ben 50 reti realizzate, seguito dalla Juventus U23 con 47 e l'Alessandria con 46 goal.

Pro Patria in zona play out con 33 reti all'attivo, sedicesima posizione.

Flavio Vergani

 


 


Il ritorno allo stadio dei tifosi dovrebbe passare dal rispetto delle regole degli addetti ai lavori che lo stanno attualmente frequentando.

Sarebbe un modo per trasmettere la diversità degli sportivi e favorire la riapertura degli impianti con l'esempio.

Ebbene, per quanto visto oggi allo "Speroni" siamo distanti anni luce.

Il senso civico e il rispetto delle regole è stato eluso proprio dalla folta dirigenza ospite posizionata ( chissà perchè) in tribuna laterale e dai giornalisti ospiti.

Dirigenza ospite che ha chiesto ripetutamente e con toni poco amichevoli a qualche bustocco il motivo della presenza allo stadio con il tono del " io sono io... chi cazzo siete voi" . 

Ci si riferiva al fatto che io posso esserci perchè sono dirigente e tu noi perchè non le sei.

Ebbene, un richiamo alle regole fatte con mascherina non indossata correttamente o addirittura mancante.

Inutile i richiami da parte degli addetti e dei presenti a volere regolarizzare tale aspetto, prima di pretendere il rispetto delle norme da parte degli altri.

Il Dottor Pane, responsabile della sicurezza, ha dovuto alzare la voce per convincere i riottosi dirigenti ospiti ad osservare le regole che non ne volevano sentire ragioni.

Da che pulpito viene la predica!

La tribuna stampa è stata invasa da un onda di giornalisti novaresi che hanno di fatto reso impossibile mantenere la distanza di un seggiolino dal confinante e su questo si può chiudere un occhio, ma non sul fatto che praticamente la totalità dei presenti ha indossato male la mascherina, oppure non l'abbia proprio indossata con la ridicola giustificazione che "essendo in diretta la mascherina non permetteva di far sentire la voce ai telespettatori".

Il personaggio in questione, con toni da mercato del pesce, invocava l'intervento dell'addetto stampa in quanto accusava di  "non poter lavorare", invitando chi gli faceva notare di rispettare le regole di "andare da quelli di Sky obbligandoli a mettere la mascherina".

Richiesta ridicola, in quanto i giornalisti di Sky e di tutte le tv nazionali serie la mascherina la indossano sempre e correttamente e la voce la si sente perfettamente. Forse è il caso di cambiare i microfoni o alzare la voce evitando ridicole piazzate. Soprattutto quando si è nel torto marcio.

Che piaccia o no ci sono delle regole che non esentano "chi fa le dirette", a fare quello che vuole, per cui ci si rassegni e si eviti di cadere nel ridicolo.

Patetico il sostegno e il gioco di squadra di alcuni altri giornalisti ospiti che hanno generosamente offerto solidarietà al collega per niente rispettoso delle regole e del tutto insensibile al rischio che causa sua stava procurando ai vicini.

Regole disattese anche da chi si rilassava in tribuna stampa stando in piedi e fumando una sigaretta, ovviamente senza mascherina e alitando sulle persone sedute davanti.

Da ultimo, spiace che una collega e un collega, che da sempre seguono la Pro Patria dalla loro postazione assegnata,  siano stati costretti a migrare in tribuna laterale per evitare eccessiva vicinanza con chi ha saccheggiato i posti senza rispetto dei prenotati.

Sorte che ha rischiato anche lo scrivente se non ci fosse stato il buon Andrea che ha lottato per mantenere libera la solita la posizione.

Forse tale ala delocalizzata della tribuna stampa andrebbe diversamente presidiata dal personale di servizio, per evitare di dover ingaggiare duelli rusticani solo per ottenere il rispetto delle regole da parte dei presenti e per potersi sedere nei posti assegnati.

Se questo è un campione rappresentativo del comportamento delle persone verso il rispetto del protocollo sanitario, allora la riapertura degli stadi si allontana  e non ci si chieda per colpa di chi.

Flavio Vergani



 GRECO: 6-

Qualche colpa sul primo goal? Chi lo sa

PIZZUL: 6

Solita partita di sostanza, diligente e attento nei suoi compiti

COLOMBO: 6

Alle prese con il baby Zunno, talento segnalato dal sempre informato Andrea, fa il papà con il figlio e a volte gli tira anche qualche legnata istruttiva

BOFFELLI: 6

Un voto in più per il goal che diluisce la delusione di una partita non impeccabile.

GATTI: 6-

Fa la sua parte con scioltezza, peccato quella punizione che si poteva evitare.

LOMBARDONI: 5,5

Il voto conta poco, l'importante è che non si sia fatto troppo male dopo quanto successo a fine partita

BRIGNOLI: 5+

Poche idee e confuse.

NICCO: 5,5

Le idee sono molte, l'esecuzione troppo lenta e scontata.

BERTONI: 5,5

Non il solito geometra del centrocampo con tutti quei muratori che lo assalivano con in mano la calce viva

PARKER: 6+

Due pali e un assist, ma manca sempre il goal.

LATTE LATH: 5,5

Spazi stretti e corridoi chiusi, non era la sua giornata

MISTER JAVORCIC: 5,5

La partita l'aveva annunciata proprio come è stata, ma le contromosse non sono state vincenti. Un po' meno vivo del solito anche in panchina, quasi se lo aspetasse.




Fragorosa sconfitta della Pro Patria nel derby del Ticino che rilancia le ambiziosi di playoff per il Novara.

Finisce tre a uno per gli ospiti apparsi più affamati e determinati nel raggiungere la vittoria.
La Pro Patria è stata imbrigliata nella rete che il tecnico Banchieri ( ex giovanili Pro Patria)ha teso a centrocampo per neutralizzare le fonti di gioco bustocco e per imprigionare le ripartenze di Latte Lath.
Fase d'attacco delegata a ripartenze veloci e ficcanti che hanno bucato più volte la retroguardia biancoblù.
Tigrotti dapprima non pervenuti in fase di attacco, Parker fa sponda ma manca la buca, Latte Lath è grippato e i centrocampisti sono troppo lontani dalla porta.
La riscossa avviene troppo tardi, ossia quando mister Javorcic cambia volto alla squadra dandole una struttura più spregiudicata.
Così arriva il goal di Boffelli su assist di Parker e poi il palo dello stesso centravanti che bissa quello rocambolesco avvenuto a inizio partita.
Tutto inutile, in quanto il Novara trova la terza rete cavalcando le immense praterie lasciate aperte dai difensori tigrotti.
Insomma, una giornata storta da una parte e meriti degli avversari dall'altra che hanno interpretato al meglio il loro copione e vinto la strategia.
Peccato aver perso il derby che non è mai una partita come le altre, ma questa sconfitta nulla toglie al campionato dei tigrotti che rimane da incorniciare.
Flavio Vergani


AURORA PRO PATRIA 1919 – NOVARA CALCIO   1 – 3   (0 – 0)

Marcatori: 5′ s.t. Lanini (NOV), 12′ s.t. Rossetti (NOV); 36′ s.t. Boffelli (PPA), 50′ s.t. Malotti (NOV).

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Greco, 6 Gatti, 19 Lombardoni, 13 Boffelli; 21 Colombo (18′ s.t. 10 Le Noci), 20 Nicco (26′ s.t. 3 Galli), 14 Bertoni, 8 Brignoli (18′ s.t. 26 Masetti), 15 Pizzul (35′ s.t. 16 Fietta); 24 Latte Lath (26′ s.t. 11 Kolaj), 9 Parker.

A disposizione: 12 Mangano, 4 Saporetti, 5 Molinari, 7 Cottarelli, 17 Spizzichino, 25 Ferri, 30 Castelli. All. Javorcic.

 

NOVARA CALCIO (4-2-3-1): 2 Lanni; 20 Lamanna (40′ s.t. 26 Cisco), 6 Pogliano, 25 Bellich, 3 Cagnano (37′ s.t. 33 Colombini); 25 Collodel, 10 Buzzegoli;  39 Malotti, 9 Lanini, 18 Zunno (21′ s.t. 11 Panico); 29 Rossetti (37′ s.t. 28 Hrkac).

A disposizione: 31 Desjardins, 17 Morto, 19 Gonzalez, 21 Pagani, 24 Piscitella, 32 Tordini, 37 Ivanov, 38 Pellegrini. All. Banchieri.

 

ARBITRO: Gianluca Grasso della Sezione di Ariano Irpino (Luca Testi della Sezione di Livorno e Roberto Terenzio della Sezione di Cosenza. Quarto Ufficiale Francesco Burlando della Sezione di Genova).

 

Angoli: 4 – 3.

Recupero: 0′ p.t. – 5′ s.t.

Ammoniti: Gatti (PPA);

Note: Giornata fresca e nuvolosa. Terreno di gioco in ottime condizioni. Gara disputata a “porte chiuse”.


 



CLICCA E LEGGI

I numeri dicono che la Pro Patria di oggi in 34 partite ha portato a casa solo due punti in meno del "Dream Team"dell'anno 2008/2009.
Tigrotti quindi pronti per il salto di categoria?
La parole di Mister Javorcic non lasciano adito a nessun dubbio.
Flavio Vergani

 



 


Le vittorie stuzzicano la fantasia. Il presente ingaggia il passato. Il sogno si confronta con la realtà.

La sintesi in una domanda: questa Pro Patria vale il Dream Team?

Un confronto pericoloso, in tutti i sensi.

Un complimento nelle intenzioni, che potrebbe sfociare in un’offesa nella percezione.

O, forse, un paragone senza senso, perché relativo a due diverse dimensioni e due diversi pianeti.

Dream Team fa rima con sogno, qualcosa che accade nella notte, che a volte entusiasma, altre volte fa vivere un incubo, nel caso specifico entrambi. Il sogno dura poco e alla mattina svanisce, lasciando cicatrici nell’anima che rimane impregnata di una profonda delusione

Real Team fa rima con qualcosa che accade ogni giorno e che si fa toccare, accarezzare, sfiorare. Qualcosa di duraturo, concreto, con dei pilastri solidi che non lo fanno tremare al primo refolo di vento.

La realtà è razionale e ragiona con la “Testa”, il sogno è aleatorio, monco nell’afferrare la vittoria, “Zoppo” nel camminare verso un piano concreto di sviluppo.

Il Dream Team era l”apparire”, il “Real Team” è “l’essere”.

Il sogno è svanito senza vincere, la realtà è duratura, ha vinto, vince e vincerà.

Il sogno era poliedrico, un film a volte entusiasmante, altre drammatico, a volte persino comico, con un finale da giallo. Ancora si cerca il nome dell’assassino, o forse, degli assassini, anche se dalle indagini sembrerebbe sia stato un suicidio.

La realtà è seria e seriosa, ha un unico copione, un’unica trama, un unico finale: la vittoria sostenibile.

Il “dream Team” era straniero fin dal nome: Music, Fofana, Correa, Toledo, Barjie, Do Prado, Petr, Jelinek.

Il “Real Team”, parla italiano, a parte due eccezioni che confermano la regola.

Il Dream Team poteva vincere con tutti e decidere di perdere con chiunque.

Il Real Team può vincere con tutti e perdere con tutti, senza poter scegliere.

Il sogno aveva i giovani in panchina, la realtà in campo.

I Dream Team aveva numeri dispari, la realtà pari.

Il costo della realtà non è noto, ma è immaginabile, quella del sogno è custodito in un cassetto dove sono archiviate le più grandi delusioni della storia della Pro Patria dal 1972 ad oggi. Un foglio con stipendi lordi, netti e di “diritti d’immagine”, che avrebbero dovuto essere la magia per trasformare il sogno in realtà. Lo trasformarono in un incubo. Ebbene, carta canta e dice che 5 dreamers costavano come un anno di realtà.

Dovevano essere euro, diventarono bitcoin. La realtà adotta la moneta corrente.

O forse, la vera differenza tra sogno e realtà è intuibile dalle foto che pubblichiamo: un'orchestra unita la realtà, tanti solisti il sogno.

Il campo, da che parte sta?

Risultati del Dream Team dopo 34 partite?

Eccoli: 58 punti, 16 vinte, 10 pareggiate, 8 perse, goal fatti 50, goal subiti 27. Secondo in classifica

Risultati del Real Team dopo 34 partite?: 56 punti, 15 vinte, 11 pareggiate, 8 perse, goal fatti 32, goal subiti 22. Quinta in classifica.

Siamo lì nei numeri, posizione in classifica a parte.

Il sogno che diventa realtà?

Si apre il dibattito e si formano i partiti che parlano di partite.

L’attacco atomico del Dream Team contro la difesa ermetica della realtà.

Cosa è meglio? Vincere in goleada, oppure di misura senza subire. La soggettività fa scegliere, i numeri dicono che è uguale.

Nel sogno Il veleno era nella coda, ma questo è un altro discorso e del senno di poi ne sono piene le fosse.

Il passato, il presente e il futuro saranno sempre popolati da protagonisti e comparse, da uomini e caporali, da professionisti e da mestieranti. La scelta produce il risultato, il sogno o la realtà.

Consentito rimpiangere il sogno, obbligo è tifare per la realtà.

Nel passato abbiamo dovuto addormentarci per sognare e il risveglio è stato un fallimento, in tutti i sensi.

Oggi, si possono dormire sonni tranquilli con la certezza che a volte si sognerà meno, ma mai ci si sveglierà per i brividi freddi di un’incubo.

Flavio Vergani

 


Nasceva ventidue anni fa a Marino (RM) il talentuoso Aristidi Kolaj, un giocatore di classe sopraffina che il Sassuolo ha mandato a Busto per deliziare la platea con colpi di classe che fanno bene al calcio.

Auguri di Buon Compleanno da tutti i tifosi della Pro Patria.

Flavio Vergani


 


Federico Gatti è un giovane che ha già una storia da raccontare.

Nasce il 24 Giugno del 1998 a Rivoli, in provincia di Torino. Inizia a giocare a calcio nelle giovanili dell'Alessandria per poi passare al Pavarolo in Eccellenza dove gioca centrocampista e realizza ben sette reti. L'anno successivo passa al Verbania, sempre in Eccellenza, dove realizza tre reti e vince il campionato. In serie D conferma le tre reti e trova la sua nuova dimensione di difensore centrale nel quale si mette in luce grazie a senso della posizione, fisicità, doti tecniche e caratteriali perfette per il ruolo.

La mattina lavora, su e giù dai tetti come un vero "gatto" con in spalla secchi di cemento, di sera gli allenamenti, sempre coltivando un sogno che la passione rende inossidabile.

L'occhio lungo di Sandro Turotti lo vede e lo porta a Busto Arsizio in serie C.

Una ascesa inarrestabile. Mette piede allo "Speroni" e gli sembra di essere al Santiago Bernabeu.

Ci prova, ma sa perfettamente che la difesa tigrotta conta su nomi quali Lombardoni e Boffelli, non sarà facile vincere la concorrenza.

Lui, però, è tigrotto dentro, sa cos'è la sofferenza, sa che nulla viene per caso, che bisogna crederci e lui ci crede.

Fin dall'inizio convince anche i tifosi più scettici che comprendono che questo ragazzo ha le qualità proprie dei veri tigrotti nel Dna.

Grinta, cattiveria agonistica, determinazione, senso di appartenenza, voglia di ribellarsi al destino, alla normalità.

Lui li ricambia sul campo e diventa subito un beniamino per il suo modo di essere e di vivere la sua splendida favola.

Non so voi, ma io e Andrea ogni volta che Federico attraversa il campo per tentare il goal sui calci d'angolo, diciamo che segnerà Gatti. Un forte desiderio per regalare a Federico il premio definitivo in onore del suo impegno e della sua performance strabiliante che sta garantendo alla squadra.

A Lecco è arrivata la consacrazione, il meritato riconoscimento per questo ragazzo d'acciaio inox che dai tetti di Verbania è pronto a salire sui tetti del calcio che conta.

Per lui si sono accese le attenzioni di tutta la serie C e di mezza serie B. Come sempre, da una parte c'è l'orgoglio di vedere un tigrotto desiderato da tutti e la felicità per la realizzazione della sua carriera, dall'altra il dispiacere di perdere un ragazzo di tale qualità umana e tecnica.

Non sarà facile trattenerlo a Busto, ma, comunque vada, a Federico vanno i complimenti per la sua resilienza e resistenza che lo hanno contraddistinto. Per ora, godiamocelo, poi ...si vedrà.

Flavio Vergani




































 

 La sorpresa di Pasqua è un prezioso regalo di Giorgio Giacomelli, memoria storica della Pro Patria, ma non solo, che dispone di un museo personale davvero invidiabile.

Giorgio non è geloso del suo patrimonio costruito con pazienza e competenza e ha deciso di regalarci un tributo a Omar Sivori, utile per rivivere il calcio in bianco e nero ( in tutti i sensi), le tribune stracolme di persone e di passione che stridono con il calcio di oggi, facendoci vivere intensi momenti di nostalgia.

Grazie Giorgio!