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 Il Sud Tirol di mister Javorcic e degli ex tigrotti Zaro e Casiraghi, vince il recupero con la Triestina con un goal di Voltan e vola a 50 punti in classifica, distaccando il Padova di 5 punti con una gara in meno per ragazzi di Bolzano.


 

La nostra vita è costituita da un crogiuolo di sensazioni ed, entrando allo Speroni domenica, ho percepito quella della vacuità.

Pochi presenti come da tradizione, assenza assoluta della proprietà , sia antica (e sono rimasto deluso!!) sia nuova virtuale, distanziamento doverosamente rispettato e non solo per covid-dipendenza, mascherine d'ordinanza forse anche per non rivelare completamente la propria identità, onde evidenziare solo gli sguardi a metà tra tristi e preoccupati.

L'attesa di conoscere il definitivo destino societario sta diventando argomento ricorrente nei commenti in tribuna e confesso che essere ancora in un limbo è diventata immagine abbastanza stucchevole e, come tale, non conducibile ad una conclusione che possa fotografare un futuro sereno.

Tutto questo a dispetto di una prestazione sul campo dei nostri ragazzi che, malgrado la riduzione numerica dell'organico, figlia dei soliti infortuni e positività dell'ultima ora, è stata assolutamente degna di applausi e non confortata da un risultato bugiardo nei numeri e quasi paradossale nell'esito finale (ndr- il nostro estremo difensore si è meritato in pagella un "senza voto" pur avendo subito due reti!!).

Certamente l'aspetto positivo, che si riscontra dalla situazione in essere, risiede nel distacco assoluto delle vicende di campo da quelle che si configurano dietro le scrivanie e pertanto voglio avere, almeno per questa settimana, uno sguardo di ottimismo anche se il prossimo test(sabato in quel di Padova) sarà sicuramente ostico e quasi proibitivo per molteplici motivi antichi e sicuramente ambientali.

Lo spirito dimostrato con il Piacenza induce a credere ancora nell'operato del nostro tecnico, al quale forse rimprovero "troppa signorilità" in campo dove nella categoria ho assistito a prestazioni più sanguigne da parte di allenatori sia verso i propri giocatori sia nei confronti di direttori di gara in caso di decisioni non condivise ed avverse.

Nasce quindi sempre il vecchio dilemma del dare o avere ovvero : DARE fiducia a tutti coloro che si occupano delle vicende di campo o AVERE conferme certe da chi decide i destini derivati da penna e contratti certificati dalle solite ed uggiose carte bollate ?

Ho sempre odiato, per mia conformazione mentale, l'immobilismo perché non è mai simbolo positivo anzi rinnegato dal detto latino "progredi aut regredi" ovvero se non si sviluppa una ipotesi di progresso sempre con nuovi progetti inconsciamente si tende a tornare indietro e quindi auspico in tempi brevi il chiarimento definitivo della questione societaria che ai nostri occhi comunque continua a presentare aspetti in chiaroscuro e non facilmente comprensibili.

Mi spiace essere contraddetto e quindi certificato, come già in precedenza, di previsioni e conclusioni non confortate da fatti certi, ma in questa occasione spero di essere smentito per il bene della nostra squadra.

Con il solito cuore BIANCOBLU' ...E NON bianco/azzurro!!

Sandro Lupidi

 Mercato in uscita per la Pro Patria che cede a titolo temporaneo Bryan Zeroli, classe 2003 che va alla Caronnese.


 La partita tra Pro Patria e Trento, prevista per Martedì 1 Febbraio alle 18, è stata anticipata alle ore 14,30, sempre dello stesso giorno.

Un cambio orario per niente rispettoso dei tifosi che lavorano e men che meno degli abbonati che, al contrario di chi non si è abbonato, se non partecipasse all'evento, lo avrà comunque pagato.

Una volta gli altri pagano 2 euro e loro 10 euro (distinti), un'altra volta gli altri pagano 5 euro e loro sempre 10 euro e adesso anche questo cambio per nulla attento alle esigenze dei tifosi.

In futuro, pregasi astenersi dall'aspettarsi fidelizzazione da parte dei tifosi, visto il trattamento "barba e capelli" che gli viene dedicato, nemmeno a giorni alterni.

Forse qualcuno non conosce le realtà aziendali dei giorni nostri e la fatica che si fa per avere un permesso o qualche ora di ferie, che chieste il 26 Gennaio per l'1 Febbraio hanno quasi sempre risposta negativa.

Maggior tempismo nelle decisioni e maggior rispetto delle esigenze dei tifosi sarebbero cose gradite.

Che poi Trento è lontano ed è meglio giocare prima che dopo per favorire il rientro degli ospiti, lo sa anche il gatto, ma questo poco consola, anzi, indispone ancor di più.

Flavio Vergani

countdownmail.com

E' iniziato il countdown per conoscere il destino della Pro Patria. La deadline sarà il prossino 31 Gennaio, quando il notaio dirà se la Pro Patria tingerà di azzurro napoletano il suo futuro, oppure se tornerà nella mani di Patrizia Testa.
I tifosi fanno il sperano che esca "testa", ma se potrebbe uscire "croce".
Il Consorzio Sgai, dopo tutte le vicende accadute in questi mesi, avrà ancora voglia, tempo e soldi per proseguire nella sua avventura bustocca, oppure, valutata anche la diffidenza dell'ambiente, deciderà di farsi da parte?
In questo caso, come si risolverebbe l'incompatibilità della carica di presidente per Patrizia Testa, ora nel consiglio comunale di Busto Arsizio?
Dubbi che tormentano i tifosi, ripiombati in situazione che avevano dimenticate.
Le famose "settimane decisive" che si susseguivano senza una fine, nell'attesa della soluzione di ingarbugliate situazioni societarie, sembrano tornate d'attualità.
Situazioni simili, ma non identiche, viste che, almeno questa volta, vengono meno i tormentoni di mercato, per cui si rimane orfani del famoso "dovrebbe arrivare Zalla", prolifico centravanti del Mantova, ai tempi sogno di ogni tifoso, che veniva accostato a Busto una giorno sì e uno anche, per poi disilludere i tifosi con l'arrivo di qualche mezza pippa.
Oggi non si corre quel rischio, i bomber di categoria si chiamano Galuppini, ma prendono la strada verso Bolzano, dove il nostro indimenticabile mister Javorcic sta portando il Sud Tirol in serie B. Almeno questa ce la siamo risparmiata!
Stay tuned !
Flavio Vergani 



 Ieri, i tifosi dei distinti coperti hanno trovato una gradita sorpresa all'ingresso dello stadio.

Emanuele Gambertoglio e Sergio Marra hanno consegnato a tutti gli spettatori una tortina, tipo plum cake, o un pacchetto di patatine fritte, accompagnati da una confezione di tè Sigma.

Una merenda graditissima da tutti e utile per sopperire alla mancanza di un ristoro organizzato.

Insomma, se Maometto non va alla montagna...

Complimenti agli ideatori di questa iniziativa.

Flavio Vergani 

 CAPRILE: S.V

In stato confusionale dopo il fischio finale dell'arbitro, vagava per il campo chiedendosi se fosse vivo e desto, visto che prendere due goal senza aver visto un tiro in porta, destabilizza anche la psiche di un freddo killer talebano.

VAGHI: 6

Non era per niente semplice esordire dall'inizio in un match così delicato. Lui ci è riuscito. Bene all'inizio, meno bene alla fine, quando la coppia con Galli sulla destra non è stata indimenticabile.

PIZZUL: 6

Sfortunato in occasione dell'autorete, sufficiente il suo solito generoso contributo.

BOFFELLI: 6

Ingenuo nel calcio di rigore e questo abbassa il voto da contratto.

MOLINARI: 6

Bene quando difende, rivedibile quando tenta l'impostazione o il passaggio non semplice.

PIEROZZI: 7

Il goal da vero bomber di area di rigore gli vale un punto in più. Non al meglio, forse vittima di qualche male di stagione, manca di brillantezza, ma non di generosità.

GALLI: 7-

Un punto in più per il goal che suggella una prestazione a corrente alternata con un finale da dimenticare.

NICCO: 6

Gioia e dolore. Strappa l'applauso e poi la maledizione, in una gara tutta di favolosi picchi e pericolosi flessi. Manca sempre uno per fare cento.

FERRI: 7,5

Chapeau! Fa tutto bene e lascia tutti a bocca aperta. Prestazione da top player da incorniciare e standing ovation alla sua uscita dal campo.

GHIOLDI: 6,5

Riecco il Ghioldi che conoscevamo. La panchina non lo ha arrugginito, anzi! Finalmente si rivede un po' di classe e tecnica, ne sentivamo la mancanza.

PIU: 7+

Prestazione super positiva per l'attaccante bustocco che fa tutto bene con giocate che solo chi ha conosciuto la serie maggiore osa solo pensare. Peccato quel possibile assist non concretizzato per troppo egoismo.

MISTER PRINA: 7

Capolavoro di mister Prina che senza mezza squadra riesce a mettere in campo un simil 3-4-2-1 che sconcerta il Piacenza. Rilancia Ghioldi e Ferri che da oggi sanno di valere molto di più del minutaggio finora avuto e porta a casa un pari solo sulla carta. La partita è stata stravinta, poi, il calcio ha le sue regole, ma davvero non si può dire che la Pro Patria non abbia meritato la vittoria.

Flavio Vergani


 


Clamoroso allo "Speroni", il Piacenza segna due reti, senza mai tirare in porta.

Questa la sintesi del pareggio per due a due tra una bella Pro Patria e uno scialbo Piacenza.

Capolavoro di mister Prina che, orfano di mezza squadra tra Covid e infortuni vari e della dirigenza di Sgai assente sulle tribune, inventa uno schema con Più unica punta con a sostegno Ferri e Ghioldi.

Il Piacenza ci capisce poco niente e la Pro Patria va a nozze,  trovando il vantaggio a pochi minuti dall'inizio con Pierozzi che cede la sua fascia di competenza a Ferri per un cross perfetto incornato dallo stesso Pierozzi, centravanti per l'occasione.

Il primo tempo è accademia biancoblu, con un Ferri ispiratissimo, un Ghioldi delizioso e un Piu in versione Premium.

Dietro, la difesa è orfana di Saporetti e, siccome non è tempo di Cresime o Comunioni, rimane solo il matrimonio di un amico a giustificare la sua assenza, oppure, rimane quel che tutti sanno ma non si può dire. 

Cambia poco, Vaghi, lo sostituisce al meglio e meriterà la citazione di mister Prina.

La partita, saldamente nelle mani dei tigrotti, veniva sparigliata da un rigore per gli ospiti, causato da un fallo di mano di Boffelli che in scivolata lasciava aperto l'alettone del DRS e costringeva lo scarsissimo arbitro di giornata ad indovinarne una.

Cesarini toglieva la ragnatela al "sette" della porta di Caprile, disturbato per l'occasione, dopo un intero tempo da reddito di cittadinanza.

La Pro Patria odierna non poteva essere scalfita da un episodio del genere e in effetti non lo è stata.

La reazione è stata rabbiosa e immediata ed ecco il raddoppio con Galli che depositava in rete una respinta del portiere su tiro dell'indiavolato Piu.

Poi, tante altre occasioni buttate al vento, in particolare una di Piu, ingannato dall'egoismo della punta, che non serviva un Ghioldi libero davanti alla porta per il più facile dei goal.

Alla fine, ecco il pari degli ospiti che giocavano a bigliardo di sponda e trovavano l'autorete di Pizzul che chiudeva la partita.

Prima, l'espulsione del solito Cosenza che, dopo aver dato il peggio di sè con le solite sceneggiate in campo e polemiche sterili con arbitro e avversari, guadagnava la doccia in anticipo per un fallo su Parker.

Niente di nuovo su questi schermi. Il lupo perde il pelo , ma non il vizio.

Il bicchiere mezzo pieno è la prestazione davvero convincente della Pro Patria, il mezzo vuoto è relativo al fatto che se non si vincono queste partite, difficile pensare a quali si potranno vincere.

Intanto, occhi puntati sulla partita societaria che si giocherà in settimana.

Gli ultrà, si sono uniti ai primi tifosi che fin da subito avevano contestato l'arrivo della proprietà napoletana e hanno chiesto educatamente "Sgai quando te ne vai"?

Adesso, non manca più nessuno nel sottoscrivere la richiesta, tardiva per alcuni.

Peccato che chi lo ha chiesto subito è andato nella solita black list, mentre gli altri guadagnavano punti sulla fidelity card, dando fiducia ad una realtà che neppure la più ottimistica delle "due diligence" avrebbe consigliato di fare.

Intanto, sugli spalti zero presenza per la dirigenza, mercato congelato e tutti dentro a 5 euro, ospiti compresi, alla faccia degli abbonati, che, magari avranno chiesto indietro i soldi del Covid, ma poi, pagano il doppio degli altri. Per par conditio e onestà intellettuale, anche questo fatto, al pari dell'altro, andrebbe confidato in "camera caritatis".

 In attesa del regalino che speriamo faccia giustizia.

Un recente ex presidente diceva che a Busto il mondo gira al contrario, come dargli torto?

Flavio Vergani

AURORA PRO PATRIA 1919 – PIACENZA CALCIO 1919    2 – 2    (1 – 0)

Marcatori: 3′ p.t. Pierozzi (PPA); 6′ s.t. Rig. Cesarini (PIA), 10′ s.t. Galli (PPA), 37′ s.t. Autorete Pizzul (PIA).

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Caprile; 2 Vaghi, 13 Boffelli, 5 Molinarii; 11 Pierozzi (21′ s.t. 8 Brignoli), 25 Ferri (44′ s.t. 16 Fietta), 10 Nicco, 3 Galli, 15 Pizzul; 23 Ghioldi (27′ s.t. 9 Parker), 27 Piu.

A disposizione: 12 Mangano, 6 Sportelli, 7 Stanzani, 18 Banfi, 24 Giardino. All. Prina.

 

PIACENZA CALCIO 1919 (3-5-2): 1 Pratelli; 4 Nava (14′ s.t. 25 Armini), 3 Cosenza, 13 Marchi (1′ s.t. 27 Munari); 15 Parisi, 26 Gonzi, 14 Castiglia, 24 Marino, 21 Giordano (21′ s.t. 9 Dubickas); 10 Cesarini (34′ s.t. 7 Lamesta), 39 Raicevic.

A disposizione: 12 Libertazzi, 35 Galletti, 2 Rillo, 5 Tafa, 34 Boffini. All. Scazzola.

 

ARBITRO: Niccolò Turrini di Firenze (Giacomo Monaco della Sezione di Termoli e Lorenzo D’Ilario della Sezione di Tivoli. Quarto Ufficiale Alfredo Iannello della Sezione di Messina).

 

Angoli: 4 – 3.

Recupero: 2′ p.t. – 4′ s.t.

Ammoniti: Marino, Castiglia (PIA).

Espulsi: al 46′ s.t. Cosenza (PIA) per gioco falloso su Piu.

Note: Giornata fredda e soleggiata. Terreno di gioco in buone condizioni.

                                             

 Mancheranno Bertoni, Lombardoni, Vezzoni e Castelli, più due positivi al Covid nella gara di domani con il Piacenza.

Mister Prina, nelle dichiarazioni della vigilia ha fatto notare che gli ospiti hanno tesserato cinque nuovi giocatori, per cui sarà una partita diversa da quella dell'andata.

Diversa anche grazie al rendimento dei tigrotti che nelle ultime quindici partite hanno avuto una performance da undicesimo posto e la sosta è servita per un ulteriore miglioramento qualitativo.

Una sosta lunga che mister Prina conosce bene, visto che ha esperienza nei dilettanti , dove questo fatto è una consuetudine.

Intanto, oggi Beppe Le Noci spegne 40 candeline e su di lui mister Prina non ha dubbi: "vede il gioco, ha doti da allenatore, farà bene".

Insomma, la Pro Patria trova al suo interno il modo per essere ottimista e fare festa, mentre i suoi presunti dirigenti sono in ben altre faccende affaccendati.

Flavio Vergani

Rubiamo dal profilo Facebook di Giorgio Giacomelli, il suo ricordo di Pippo Taglioretti.

Chi più di lui lo può ricordare come merita di essere ricordato?

Nessuno.


I “ ragazzi “ della Pro Patria nell’agosto 1954 son 2 portieri, 2 terzini, 5 mediani, 5 attaccanti. Tra i terzini, Taglioretti Giuseppe " Pippo ", arrivato dalla vicina Fagnano Olona, via " Castellanzese ". Tassotto, tarchiato, ben messo, nonostante un colpo proibito ricevuto in allenamento da un titolare ormai un po’ giù di corda, si impone in marcatura asfittica, tale accidiosa per l'avverasrio di turno. Diviene poi " libero " utile alla " bisogna " per totali 15 campionati in BIANCOBLU, ossia 393 gare. L'esordio " in prima " è contro la Lazio a Roma( 14^ serie A ), persa per 2 a 0, nonostante l'assidua cura riservata dal Pippo al nazionale azzurro, Vivolo, girato alla larga. Taglioretti si ripropone sette giorni dopo a Busto contro la Juventus, su campo pesantissimo per l’abbondante nevicata. Esuberante, utile, irruente, si guadagna la maglia biancoblu per le due partite successive.Rientra da infortunio il titolare Cattani, Pippo torna nei ranghi. Passa al Siena nel 1958/59 per ragioni di Servizio Militare, rientra alla Pro Patria, colleziona con massima professionalità le restanti gare per arrivarne a 393. Forma con GianCarlo Amadeo una " coppia " granitica, accostabile alla miglior tradizione bustocca identificabile da Mara/ Fizzotti, Monza/ Agosteo, Crespi/Ivaldi, Azimonti/ Viney.

Sin ad un paio di anni addietro era d'obbligo la gara allo Speroni al Suo fianco. Scarno, incisivo, sorridente, sempre sul pezzo...il calcio giocato c'e l'aveva dentro.
L'ho sentito al telefono cinque giorni addietro...non il solito gioioso Pippo...ho ancora il groppo in gola.
Guardati in giro, se trovi il mio Andrea, stagli accanto, siete simili dentro.
Giorgio Giacomelli.

 


Quando è il momento di scrivere un ricordo per un gigante che se ne va in cielo, cresce il disagio e sale forte il senso di inadeguatezza.

Soprattutto quando sai che mai riuscirai a trasmettere a chi lo ha conosciuto quello che si aspetta.

In questo momento, vorrei avere seduto qui, di fianco a me, Giorgio Giacomelli, per lasciargli sedia e tastiera per leggere io quello che scrive lui. Ne ha titolo, io no.

Lo potrà fare, se vorrà, aggiungendo quel che serve per celebrare un grande, un grandissimo tigrotto che ci ha lasciati: Pippo Taglioretti.

Fagnanese, classe 1936, il 12 Gennaio aveva appena spento 86 candeline, prima di spegnere la sua vita dedicata alla Pro Patria con il record di presenze, ben 389!

Lo ha tradito il suo grande cuore all’ospedale di Gallarate, volando in cielo con il ricordo della sua ultima partita vista della Pro Patria, quella con l’Arezzo del 16 Febbraio 2020.

Per lui non basterebbe un libro per descrivere la sua carriera.

Lanciato in serie A nel 1956 da Carletto Reguzzoni, ha vestito la nostra maglia per 15 stagioni. Nel 1963 si è permesso il lusso di segnare un goal a Dino Zoff.

Poi, ha allenato diverse squadre, lanciando dalla Gallaratese, il portiere Ottorino Piotti, giunto in serie A.

Oggi, è partito per la sua ultima trasferta.

Allenerà gli angeli e quando giocherà la Pro Patria, da lassù, farà il tifo per i biancoblu.

Un minuto di silenzio e il lutto al braccio nella partita con il Piacenza è il minimo che gli si possa dedicare.

La società, ovviamente lo ha chiesto, ma…mai dire mai.

Ciao Pippo!

Il Direttivo del Pro Patria Club, con il suo Presidente Giovanni Pellegatta, si uniscono al dolore dei famigliari e porgono le più sentite condoglianze.

Flavio Vergani

Direttivo Pro Patria Club



Nella nebbia societaria, sbuca anche un raggio di positività.

Purtroppo, trattasi di una negativa positività, visto che trattasi di due giocatori con il Covid.

Uno è una new entry, l'altro è uno dei tre già colpito che non ha ancora sconfitto il virus.

Nel mondo dei social, dei localizzatori satellitari, delle webcam piazzate su ogni angolo della città e di "Siri" che permettono a tutti di sapere dove sei, con chi sei, cosa fai , cosa dici e cosa scrivi, viene data sempre più importanza alla "privacy" che vieta di diffondere i nomi degli infetti.

Quasi che avere il Covid, virus presto declassificato a endemica influenza, fosse un disonore.

In altri tempi, il coraggio di fare outing era per ben altre faccende.

Risolte quelle sembrava si fosse fatto un passo in avanti. Parrebbe di no.

Flavio Vergani



Conta solo il countdown che porterà al 31 Gennaio, quando tutti, o quasi, sperano che la nuova dirigenza getti la spugna e restituisca la Pro Patria a Patrizia Testa.

Cosa accadrà dopo si vedrà, l’importante è quello che succede adesso e la speranza è che il consorzio Sgai faccia un passo indietro.

La rassegna stampa anche oggi è ricca di testimonianze di clienti di Sgai che hanno qualcosa, anzi molto, da dire a riguardo della società di Roberto Galloro, per cui l’orizzonte è nuvoloso, tendente alla tempesta.

I tifosi ingannano il tempo in modi diversi. C’è ancora chi ha continuato il match a distanza con il Presidente Citarella sul suo profilo Facebook. I toni si sono alzati notevolmente, fino a che in serata è arrivata la saggia decisione di limitare i commenti, dopo che si sono raggiunti livelli davvero poco edificanti e sconfinati in apprezzamenti per niente rispettosi nei confronti di qualche tifoso che ha speso la sua vita per seguire la Pro Patria.

Ovvio, i tifosi non sono stati teneri con Citarella, ma il loro stato d’animo va compreso, visto quanto sta accadendo a Sgai. Per cui, è logico che qualcuno possa trascendere, basterebbe evitare di rispondere sui social e farlo nelle sedi ufficiali e con stile manageriale, evitando attacchi personali riferibili addirittura alla scarsa conoscenza della lingua italiana. A Busto, colti e ignoranti, ricchi e poveri, lavoratori e pensionati, hanno un unico obiettivo: il bene della Pro Patria.  Tutti contano uno e tutti hanno il diritto di esprimersi per quello che sono e per quello che sanno, anche quelli che dicono "viva il Pro Patria", o che li chiamano i biancoazzurri. Poco “fair” è far notare la differenza.

Questa gente ha il sangue biancoblu e la Pro Patria è il loro primo pensiero del mattino e l’ultimo della sera. Gente che da sempre ha voluto bene alla Pro Patria con i fatti e non con le parole, con chilometri percorsi e non con comunicati stampa annoianti. Gente che nel recente passato ha sviluppato anticorpi forti verso chi è venuto a Busto con l’idea di poter vendergli fumo. Gente resistente e combattente che non molla mai.

Gente foderata con una corazza acciaio inox, temprata da situazioni societarie esasperanti nella loro totale nullità, che hanno infangato il nome storico della Pro Patria. Quelle dirigenze ora non ci sono più, ma i tifosi restano, scalfiti ma non sconfitti, certamente più smaliziati e con il radar aggiornato per localizzare ogni altro pericolo potenziale. Difficile, anzi impossibile, confonderli con le parole, facile convincerli con i fatti.

Forse, come ha scritto in queste ore  uno storico rappresentante dei tifosi della Pro Patria:” qualche tifoso è diventato vecchio, in altri tempi situazioni del genere avrebbero avuto una reazione diversa”.

Molto meno social e più concreta, per dettagli chiedere a Tonellotto e Pattoni, gentilmente accompagnati alla porta, quando compreso che nella valigetta in pelle c’erano tante parole, ma pochi soldi.

Gente che può darsi zoppichi con la lingua italiana scritta o parlata, ma che con le mani ha sempre lavorato bene e sodo per la Pro Patria, tanto da mantenerla in vita durante una vacanza dirigenziale del recente passato, quando la si abbandonò al suo destino dopo averla corteggiata in sede d’asta fallimentare.

Insomma, non la piazza perfetta per menarla per il naso.

Una piazza che molto ama chi la rispetta, ma combatte tenacemente chi non la rispetta.

Affidabilità del progetto, risorse per supportarlo e serietà etica sono le password perfette per farsi volere bene.

Tre “conditio sine qua non” che la Pro Patria di ieri aveva e che anche quella di domani dovrà garantire.

Inutile illudersi del contrario.

Flavio Vergani



Nel passato, le discussioni tra i tifosi della Pro Patria avvenivano il giovedi e il sabato in Piazza Mercato, oppure, in via Milano, durante le innumerevoli "vasche" coperte dai pensionati, o dai lavoratori che si ritagliavano dieci minuti, prima o dopo l'entrata in banca o in posta, per dire la loro sulla situazione dei tigrotti.

Le contestazioni invece, quelle vere e serie, avevano come location irrinunciabile lo stadio.

Per le contestazioni low profile, il giorno giusto era la domenica dopo la partita, quelle top durante la settimana, quando tutto avveniva a luci spente e con grande efficacia. Per i più giovani o gli appena arrivati, pregasi citofonare Tonellotto.

I tempi cambiano, lo smart work impigrisce, il mondo diventa sempre più digital, così cambia anche il modo per dirsene quattro.

La piazza viene abbandonata e rimane solo il mercato, che diventa virtuale e l'arena si trasforma nella sua versione più evoluta di digital arena, chiamasi anche social arena.

Ieri, il canale più gettonato è stato quello di Facebook e più precisamente il profilo del Presidente della 

Pro Patria Domenico Citarella, che ha avuto una serata movimentata per rispondere colpo su colpo ai commenti dei tifosi.

L'invito unanime, o quasi, visto che la sola  tifosa Lucia gli ha regalato un apprezzato ( da Citarella)"welcome", è stato quello di lasciare Busto e non tornare più. Altri, hanno chiesto il motivo per cui non si operi nella campagna acquisti e altri ancora hanno chiesto conto sui problemi societari.

Citarella ha combattuto come un leone, anzi, come una tigre, anche se, a onor del vero, non ha per nulla convinto la tifoseria, assettata di fatti e non di parole.

Tifoseria che, dopo quanto accaduto negli ultimi anni, ha sviluppato il giusto fiuto per identificare e profilare le situazioni al primo annusamento.

Citarella ha invitato i tifosi che chiedevano di operare sul mercato dicendo loro di "informarsi", visto che la Pro Patria può al massimo acquistare un giocatore. Da capire il motivo per cui questo non sia avvenuto, visto che uno è meglio di zero.

Il Presidente ci ha tenuto a precisare che lui non è il proprietario della Pro Patria e non è un dipendente di Sgai, ma solo un manager chiamato a gestire la Pro Patria.

Per cui, ha invitato i tifosi a chiedere conto della situazione ai proprietari. Da capire chi siano questi proprietari e come contattarli, visto che non si sono ancora materializzati in quel di Busto, nonostante ormai da mesi abbiano annunciato l'acquisto della società.

Citarella ha infine fatto sapere che a breve sarebbe stato reso noto un comunicato stampa di Sgai in risposta alle notizie uscite ieri a riguardo della società campana.

Ovviamente, la cosa ha poco o nulla interessato i tifosi che di questi comunicati ne hanno le tasche piene.

Anche perchè, trattasi di tifosi della Pro Patria e non di Sgai, per cui, al limite, interesserebbero comunicati stampa, o meglio, conferenze stampe relative alla Pro Patria e non a Sgai.

Conferenze stampe meno asettiche e anestetizzanti rispetto alla prima e unica finora offerta, dove poter chiedere quello che conta e non solo sentire quello che poco interessa, perchè troppo scontato.

Il tempo delle parole è terminato, ci di diverta pure sui social, ma poi si agisca per il bene della Pro Patria, oppure, ci si faccia da parte.

C'è una storia da rispettare e una maglia faticosamente ripulita dal fango negli ultimi quattro anni, che tutti facciano la loro parte per evitare di tornare  in un attimo dove eravamo partiti.

Flavio Vergani

 

Il sospetto che la deadline, termine ultimo del passaggio di proprietà, nasconda la dichiarata incapacità di poter onorare le promesse dell'investimento e di conseguenza la assoluta impossibilità solo di concepire il pensiero di effettuare modifiche all'organico, è sempre di più certezza e quindi di riflesso aumentano le incertezze in merito alle vicende in termini sportivi di campo ed economici di società.

E' stato richiesto a tutti noi anche di avere pazienza perché certe acquisizioni richiedono i famosi "tempi tecnici" ma a questo punto non possiamo concedere ulteriori proroghe per la definizione della questione in quanto Giobbe era un fenomeno mentre, per quanto mi riguarda, e mi espongo a titolo personale, io non riesco ad essere simile al personaggio!!

Sin dall'inizio la trattativa, anche in sede embrionale, ha mostrato crepe importanti in relazione alla credibilità e stabilità economica dei nuovi acquisitori che, oltre  a non essersi manifestati fisicamente, se non con un presidente virtuale, hanno dimostrato fino ad oggi assenza di progettualità e di conseguenza mancanza di qualunque linea di programmazione, forse anche per difficoltà di esperienza in un ambito lontano da quello praticato professionalmente.

Le ospitate TV del sig Citarella (Radio TV Kiss Kiss emittente di Napoli calcio), che mi auguro rappresenti solamente un riferimento simbolico ad interim, a dispetto delle dichiarazioni di facciata, sollecitate da un intervento in studio, che hanno giustificato le motivazioni della volontà di acquisire "una società calcistica del nord", non sono sicuramente sinonimo di certezze e capacità imprenditoriali ancora da dimostrare in tale sede e al massimo possiamo giustificare tale presenza come "ambasciatore senza portafoglio".

Inoltre lo sviluppo delle vicende giudiziarie oggi in corso non autorizzano scenari diversi da quelli che possano prevedere il ritorno allo "status quo ante" ovvero il timone riportato nelle mani di chi ha costruito e fatto navigare, anche in mari agitati, la nostra nave.

In ultima analisi la richiesta, che è quasi una preghiera derivata dalla situazione in divenire, è logicamente quella di avere il riscontro in tempi brevissimi della chiusura della trattativa in termini positivi o in alternativa la dichiarata non volontà di adempiere agli impegni previsti, per non creare ulteriori danni a breve e a lungo termine.

Non sempre la bonaccia in mare è sinonimo di buona navigazione, soprattutto se si procede a vela e senza carburante nel motore ausiliario : quindi in attesa....forse occorre remare tutti insieme!!

Sandro Lupidi


Patrizia Testa con il presidente Domenico Citarella


Preoccupanti notizie arrivano da "Treviso Today", giornale online che da tempo sta seguendo con particolare attenzione le vicende del Consorzio Sgai e che oggi aggiorna la situazione con dovizia di particolari.

Notizie che aggiungono fatti a quelli contestati al Presidente Roberto Galloro nello scorso novembre, quando fu arrestato. Fatti che nella anestetica conferenza stampa di presentazione della nuova proprietà furono sbrigativamente archiviati come "riferibili al passato e non coinvolgenti il Consorzio Sgai".

Ebbene, il risveglio dalla narcosi, restituisce una realtà aumentata nella dimensione del fatto e nel coinvolgimento.

Poi, ovviamente, spazio al garantismo che dice che tutti sono innocenti fino a prova contraria, ma l'impressione è che lo scouting dell' ex presidente Patrizia Testa per trovare la "best solution" per la cessione societaria, non sia stata finora molto fortunata.

Di seguito la ricostruzione dei fatti, tratta da quanto pubblicato da "Treviso Today".

Secondo la Guardia di Finanza, il Consorzio avrebbe beneficiato di oltre 109 milioni di euro di crediti di imposta poi ceduti a intermediari finanziari, monetizzandoli per 83 milioni di euro.

L'inchiesta che a Novembre aveva portato all'arresto di Roberto Galloro, è proseguita con perquisizioni e sequestri nella case di 21 persone fisiche, 3 sedi di enti/società, nonchè sequestri preventivi di credito presso 16 soggetti ( istituti finanziari, società e persone fisiche).

Il Consorzio, attraverso una rete di procacciatori, scrive "Treviso Today", si sarebbe proposto nei confronti di privati cittadini di effettuare lavori rientranti nell'applicazione del "bonus 110%", facendo stipulare loro contratti per "appalto lavori con cessione del credito di imposta", per poi interrompere ogni lavoro, eseguendo solo attività burocratica.

Il Consorzio, ricevuti i contratti, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti dei privati committenti che si sono ritrovati a loro insaputa tali fatture nei propri cassetti fiscali.

La Procura di Napoli, sezione criminalità economica ha quindi ottenuto la misura cautelare d'urgenza , eseguita con decreti di perquisizione e sequestro, per interrompere la circolazione dei crediti, individuare i responsabili e consentire agli ignari cittadini coinvolti di adottare misure legali per la propria tutela.

Le attività di Polizia Giudiziaria eseguite bei confronti del Consorzio e dei relativi membri del consiglio di amministrazione, dei cessionari finali del credito, degli intermediari, nonchè dei professionisti che avrebbero rilasciato le asservazioni o il visto di conformità, hanno interessato le regioni di Campania, Friulia Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto.

Flavio Vergani

 



Puntuale come le tasse, riecco il Tigrottino che torna per la prima gara dei tigrotti del 2022.

La copertina consiglia la strada da seguire per ottenere la salvezza. "Testa e cuore," ma quella T maiuscola non è utilizzata a caso o solo perchè la grammatica la richiede.

Andrea Macchi lo spiega bene nel suo pezzo, da dove si comprende chiaramente che, più che attendersi rinforzi nel mercato invernale, servirebbe il ritorno di un "bomber" dietro la scrivania.

Una "conditio sine qua non" peraltro condivisa da tutta la tifoseria poco convinta del nuovo corso comes from Sgai.

Alessandro Bianchi ha dovuto correre forte per stare dietro a Pierozzi, il nostro "Frecciarossa", che è stato radiografato con una bella intervista che merita la vetrina.

Presentazione del Piacenza da parte di Fabrizio Sciacco, numeri del sempre preciso Andrea Scalvi e Vitamina C di Simone Merlotti completano un numero ricco di notizie.

E, l'arbitro Serra? Quello di Milan Spezia? Chi se lo ricorda a Busto? Scopritelo sul Tigrottino. I fenomeni non si smentiscono mai e l'effetto Serra fa danni sempre e comunque.

Non vi resta che sedervi comodi sul divano e CLICCARE QUI

 


Dopo la lunga sosta natalizia allungata, con una spruzzata di Covid stand bye, domenica si torna in campo contro il Piacenza.

Cosa è cambiato rispetto a prima di Natale? Niente!

Pro Patria ferma sul mercato in attesa che si chiarisca la vicenda societaria.

La scadenza dovrebbe essere il 31 Gennaio, ossia il giorno perfetto per non poter operare sul mercato di riparazione.

Insomma, si scherza sul fuoco, vista la performance della squadra, nella speranza che quel che c'è basti per una salvezza molto complicata. 

Intanto, il Presidente Citarella è intervenuto a Radio Kiss Kiss Tv per commentare il match del Napoli con il Bologna. Con lui, il giornalista Alvino, anche lui nel board societario

Uno spettatore, intervenuto in diretta, ha chiesto al presidente i motivi per i quali abbia deciso di dirigere una  squadra del nord.

Citarella ha risposto che essendo la proprietà napoletana, ha colto questa occasione, anche per la sua passione per il calcio. 

E fin qui tutto bene, mentre sul fatto che i colori del Napoli e della Pro Patria siano affini, ci sarebbe da discutere. L'azzurro e il blu non sono la stessa cosa e guai a chiamare "biancoazzurri" i tigrotti, come nel passato qualcuno osò fare.

Si è parlato anche della lodevole iniziativa societaria che domenica permetterà ancora una volta l'ingresso allo stadio ( distinti e popolari scoperti) a soli 5 euro.

Dai banchi dell'opposizione si alza la comprensibile obiezione, ossia il motivo per il quale i tifosi che si sono abbonati debbano pagare il doppio rispetto allo spettatore che ha scelto la Pro Patria occasionalmente. Da che mondo e mondo, si sono sempre premiati i fedelissimi che anticipano il versamento cumulativo in unica soluzione, con il rischio di non poter godere di tutte le partite per motivi vari ( e mai come in questo periodo il rischio è alto).

Ma, anche qui, la calma e la pazienza sono la virtù dei forti, Basterà attendere la prossima partita casalinga per avere giustizia, visto che gli abbonati riceveranno un regalo dalla società che li premierà per la loro fidelizzazione 

Intanto, ecco le raccomandazioni per i tifosi che dovranno presentarsi allo stadio con mascherina FFP2 e green pass rafforzato.

Nelle indicazioni manca la raccomandazione più importante, visti i precedenti, ossia, non solo di portarla la mascherina, ma anche e soprattutto di indossarla.

Aspettativa che andrà, come al solito delusa, senza che i preposti al controllo abbiano da obiettare.

Insomma, tutto come prima, in campo, fuori dal campo e sugli spalti.

Benvenuto 2022!

Flavio Vergani


 Il Pro Patria Club porge sentite condoglianze a Bruno Chiericoni, ex magazziniere della Pro Patria, per la morte della mamma Luigia

Il funerale verrà celebrato martedì, alle ore 14, nella chiesa di San Giuseppe.

Direttivo pro Patria Club

 


Il corso di inglese al quale partecipo propone la possibilità di telefonare a 40 insegnanti madrelingua dislocati in tutto il mondo, in modo da interagire con pronunce e culture diverse.

In pratica, si seleziona la roulette e si viene collegati con insegnanti che vivono in Europa, in America, in Asia o in Africa.

Ieri, il sistema random mi ha indirizzato verso un insegnante inglese che vive in Ungheria.

Come sempre, all’inizio della chiamata è frequente approfondire la conoscenza reciproca condividendo hobbies e passioni.

La mia passione per il calcio ha stimolato la curiosità del “teacher” che, tenendo in considerazione la mia residenza lombarda, ha azzardato che tifassi per il Milan o l’Inter.

Ho fatto presente che la squadra per la quale faccio il tifo da sempre non appartiene al gruppo delle squadre più famose.

Quindi, l’insegnante ha nuovamente tentato di indovinare la mia squadra preferita puntando sull’Atalanta. 

Ho fatto presente che la squadra non milita nella serie maggiore italiana, ma nella terza divisione, per cui, ritenevo molto difficile che la potesse conoscere.

Ho quindi rivelato il nome della squadra, dicendo “è la Pro Patria”.

Appena sentito questo nome, l’insegnante ha esclamato: “Wow! Pro Patria, Busto Arsizio, Tigrotti, it is a prestigious team!”.

Mi ha colpito l’entusiasmo della reazione, la convinzione con la quale ha utilizzato l’aggettivo “prestigioso”.

Ha aggiunto: “Conosciamo la Pro Patria in Inghilterra, ere in Premier League italiana tanti anni fa e sappiamo che ha la maglia uguale (o meglio l’aveva prima del pessimo cambiamento registrato a inizio stagione-n.d.r) dei Queen Park’s Rangers".

L’insegnante si stupiva del fatto che un team così “prestigious” fosse in serie C, chiedendomene conto.

Mi sono giustificato dicendo che il mio livello di inglese non mi permetteva di spiegare con chiarezza i motivi di questo downgrade, completamente a disagio nel dover spiegare come un team noto persino fuori confini, fosse così poco considerato nella città dove vive.

Identico imbarazzo nello spiegare i motivi per i quali “Mister Berlusconi” ha scelto il Monza e non la Pro Patria.

Per tutta la serata mi è rimbalzato nella testa l’aggettivo “prestigiuos” accostato alla Pro Patria, quel “Wow” spontaneo e  proveniente dal cuore dall’insegnante. Mi sono chiesto perché questo “Wow”non lo abbia mai sentito  pronunciare dal bustocco medio, che al massimo dedica ai tigrotti un sarcastico sorriso di compatimento.

Prima di passare al “next step, il teacher ha chiesto chi fosse il presidente attuale della Pro Patria e che progetti avesse.

Ho risposto che: “ President is there, but I don’t know if  he will be there”.

What? E’ stata la contro risposta dell’insegnante. Ovvio, il suo dubbio sul fatto che il mio inglese non stesse dicendo quello che stavo pensando.

E, invece, mai come questa volta si trattava di “perfect english”, che mi ha aiutato a gestire un disagio che gelava il sangue.

Come avrei potuto deludere chi considera “prestigious” la Pro Patria, rivelandogli la verità? Ossia, che pochi la vogliono e nessuno la tiene?

Flavio Vergani

 



La situazione di stallo, creatasi in società dove la nuova proprietà, identificata solamente in termini visivi da un presidente, puramente simbolico e quindi senza autonomia decisionale ed operativa, ha sicuramente causato nella tifoseria una situazione di sfiducia ed incertezza che ha richiamato nella nostra mente situazioni di un passato spiacevole che non avremmo mai voluto rivivere.

L'intervista, pubblicata su Tutto C, con le dichiarazioni del nostro DS Turotti, non ha certamente dissolto le nebbie comparse all'orizzonte e, nella evidenza e nella sincerità dei messaggi, trasmette la assoluta difficoltà ad intraprendere qualunque azione, comprese quelle di un ipotetico mercato, in mancanza di un referente attendibile che possa garantire la certezza di un impegno serio e costruttivo.

Anche la tempistica decisionale, prospettata con termini di fine gennaio, tende ad avvalorare la tesi che la squadra non potrà essere modificata in alcun modo in quanto giustamente, senza una chiara linea di condotta da seguire, supportata ovviamente anche in termini economici, non sarà possibile intervenire con modifiche dell'organico, anche in caso di interessanti opportunità fossero a disposizione.

La normalità di una società dovrebbe essere certamente diversa, dove parametri come sicura identità dei referenti, progetti non costruiti su terreni sabbiosi e presenza costruttiva sul campo dovrebbero essere coniugati in modo armonico per fornire, a chi deve agire nella costruzione della squadra, strumenti adatti a sostenere la validità delle iniziative volte a rinforzare l'organico dove si ritiene opportuno agire.

Oggi, mi auspico non domani, per non essere accusato di pessimismo cosmico, la situazione in corso non fotografa panorami sereni, anche se la porta socchiusa su antichi orizzonti, in caso di non rispetto di clausole, per impegni non onorati, lascia ancora uno spiraglio di luce per non fare naufragare completamente quanto fino ad oggi costruito con serietà, lungimiranza ed equilibrio economico.

Si dice che l'attesa, nella vigilia di un evento, sia forse più emozionante di quanto sarà sentito al verificarsi dello stesso ma, in questo specifico caso sono disposto a rinunciare a qualunque sensazione preventiva per avere subito riscontri certi e positivi.

Come ultima considerazione vorrei porre l'accento (senza accenni polemici) sulle ultime dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa dal consorzio SGAI il quale si pone in posizione assolutamente difensiva in relazione alla sua credibilità professionale, dissociandosi in modo netto dalle responsabilità penali attribuite al suo presidente (senza fare riferimento alcuno alla recente acquisizione nell'ambito sportivo) quasi che tutto quanto esposto debba implicitamente costituire garanzia assoluta di fattivo impegno senza dubbi di sorta.

Restiamo quindi alla finestra per osservare e lasciamo la porta socchiusa in modo che, chi attendiamo, non debba usare le chiavi ma solamente spingere la maniglia per entrare, sperando che il nostro invitato non stia leggendo la Bibbia!!

Repetita iuvant....spero.

Sandro Lupidi


C'è qualcuno che sta aspettando qualche bomba di mercato della Pro Patria?

 Ebbene, se così fosse, metta nel cassetto ogni illusione.

La società bustocca nemmeno ha messo la bancarella in Piazza Mercato, come comunicato da Sandro Turotti, suo direttore sportivo, sul portale "Tutto C".

Nessun nome è accostabile alla Pro Patria, ha confermato Turotti, in quanto non dispone di nessun mandato per operare sul mercato da parte del Presidente Domenico Citarella e nemmeno da Patrizia Testa, socia di minoranza sulla carta, ma potenzialmente ancora candidata a diventare nuovamente proprietaria del team, nel caso non venissero rispettate alcune clausole contrattuali da parte dei nuovi entranti.

Turotti fa sapere che i due rinforzi della Pro Patria si chiamano Vezzoni e Lombardoni, due giocatori infortunati, il secondo in modo molto serio, che potrebbero tornare in squadra con tempi diversi, ma, è chiaro al mondo che l'aspettativa è ben altra da parte dei tifosi.

Nonpossono essere il rientro di un giovane, tutto da vedere e di un top player al rientro dopo un anno di stop per un infortunio, i rinforzi attesi per una squadra sterile in attacco e con pesanti problemi difensivi.

 Insomma, uno stand bye che cristallizza la situazione in casa Pro Patria e apre il libro delle domande.

Come mai il presidente Citarella, in sede di presentazione, faceva presente che i rinforzi di Gennaio li avrebbe decisi con Turotti, mentre oggi, lo stesso parla di situazione ferma?

Cosa succederà se il 31 Gennaio la nuova proprietà non onorerà gli accordi con ritorno della società a Patrizia Testa?

Come mai, ormai a distanza di mesi, non si sono ancora presentati a Busto gli altri componenti del board?

A che punto è l'espletamento delle clausole vincolanti per la cessione della Pro Patria? Sono in corso? Oppure, ferme? Che tempo segna il barometro societario?

Mister Prina, nelle sue ultime dichiarazioni, ha ripreso un paio di volte il fatto di "non dimenticarsi la situazione che stiamo vivendo a livello societario". Quale è questa situazione? Perchè è citata come elemento incidente sulla normale attività della squadra? Non è stato un normale passaggio di proprietà con l'arrivo di una nuova dirigenza? Che cosa preoccupa? Si avverte la presenza della nuova proprietà, oppure ci si riferisce ad una situazione di instabilità e di mancanza di punti di riferimenti? In questo caso, quale è la risposta del Presidente Citarella? Perchè l'ambiente avverte questo disagio?

In altri tempi, situazione del genere hanno sempre preoccupato la tifoseria con precise richieste a garanzia del futuro della Pro Patria.

Oggi, la presenza in filigrana di Patrizia Testa rassicura tutti e viene avvertita come una "kasko"a copertura di qualsiasi incidente, tanto da far dormire sonni tranquilli a tutti, o quasi.

Certamente un merito ulteriore per Patrizia Testa, che ha trasmesso alla tifoseria una tranquillità inseguita da decenni, ma anche un po' ingenerosa nei suoi confronti.

Patrizia Testa ha dato molto a questa società, adesso vorrebbe vivere una esperienza diversa che non contempla il possesso della Pro Patria. Sperare che la trattativa vada male per rivederla al timone dei biancoblù è speranza comprensibile, anche se profondamente egoistica, da parte dei tifosi, ma certamente non un regalo verso l'ex presidente che si ritroverebbe tra le mani un intralcio per la sua carriera politica. Per quanto tempo e come avrà voglia e tempo per dedicare risorse per la Pro Patria?

Illudersi che è stato tutto uno scherzo e si andrà avanti come prima contando sull'amore per la Pro Patria di Patrizia Testa è esercizio del tutto fuori luogo e pensare che la scelta politica sia stata l'unico motivo della cessione societaria è del tutto fuorviante.

Patrizia Testa ha messo sul piatto qualche milione di euro in questi suoi anni di presidenza, pensare che lo possa fare ancora, al di là del suo impegno a Palazzo Gilardoni, è pretenzioso, ingeneroso, illusorio e persino irriverente.

Forse, più che sperare in un back flash che riporti le cose come prima, occorre preoccuparsi per un futuro che prevede di salvare la squadra per preservare quel minimo di interesse commerciale che la serie D azzererebbe, confermare la nuova dirigenza o trovarne una alternativa entro giugno, in grado di garantire la fidejussione per il prossimo campionato e gli investimenti per costruire un nuovo progetto.

Sperare che santa Patrizia possa fare ancora una volta il miracolo è lecito, ma molto rischioso. 

O forse, San Gennaro le darà una mano?

Flavio Vergani



Torna di moda il Covid in casa Pro Patria, dove si registrano tre positivi. La variante Omicron non fa sconti e tiene col fiato sospeso l'intero movimento calcistico che, dopo aver ridotto la capienza degli stadi, potrebbe dover riconsiderare il suo calendario per garantire la regolarità del torneo.

Intanto, fuori dal campo si cerca di intuire quale sarà il futuro societario.

Diventerà predominante la "variante Citarella", oppure si dovrà riconsiderare la "variante Testa"?

Fare il tampone al presente per capire se positivo alla variante napoletana non è per niente semplice.

Certamente non basta un tampone rapido, visto che i tempi di sviluppo della vicenda sono più da molecolare, in quanto, dal giorno dell'insediamento in via Cà Bianca della nuova variante, non si sono registrati passi in avanti per curare la negatività della Pro Patria.

I tifosi sono in vigile attesa e cercano di togliere la mascherina ad una situazione che non appare semplice da decodificare.

Tifosi che, anche se vaccinati da tempo e con parecchie dosi, verso malattie societarie, avevano perso l'abitudine alla sofferenza, dopo aver sperimentato la cura Testa, che aveva tolto loro ogni sintomo.

Ora, qualche grado di febbre inizia a salire, visto che i giorni passano, ma ancora non si registrano movimenti di mercato e neppure una presenza rassicurante dei nuovi proprietari, per ora manifestatesi solo con occasionali apparizioni del Presidente Citarella.

Rimane da scoprire se le vicende che hanno investito il consorzio Sgai e il suo presidente Galloro, possano essere un ostacolo per ottemperare tutte le clausole inserite nell'atto di vendita che, se non garantite, farebbero decadere il diritto di proprietà.

Consorzio Sgai che si è fatto vivo con una comunicato stampa per chiarire che quanto riportato dalla stampa trevigiana relativamente al modo di operare del consorzio stesso non è corrispondente alla realtà dei fatti.

La precisazione non può che far piacere e far sperare che la conseguenza di questa affidabilità societaria garantita e ribadita possa far decollare il progetto biancoblù con una ristrutturazione stile 110% che porti fin da subito concreti rinforzi in campo e fuori.

Come noto, l'uscente Patrizia Testa ha consegnato ai nuovi proprietari la lista dei compiti da fare a casa per essere promossi e ottenere il rogito di acquisto. Da capire entro quando questi compiti dovranno essere espletati.

Rumors parlano di una deadline fissata per fine Gennaio, ossia la peggior data che si poteva scegliere in relazione alla vicenda sportiva. Infatti, quel giorno il mercato sarà chiuso e, chiunque sarà al timone della società, non potrà rinforzare la squadra. Alibi che, comunque vada, non potranno essere una giustificazione.

Per ora, sul tema rimangono le parole del Presidente Citarella che aveva dichiarato in sede di presentazione che le operazioni di mercato sarebbero state vincolate a precise richieste del Direttore Sportivo Turotti.

Per cui, se questo fosse ancora valido, ci si aspetta la prima mossa dal biellese, sempre che si ritenga di intervenire su una rosa che ai più sembra essere mancante di almeno due pedine.

Non sarà semplice ottenere il green pass per la salvezza, per cui è bene valutare con grande attenzione l'opportunità concessa dal mercato di riparazione, per evitare di dovere penare in terapia intensiva nei prossimi mesi per salvare la pelle della Pro Patria.

Flavio Vergani




 L'imprinting del nostro DS Turotti è sempre stato quello di formare la squadra ad inizio campionato ed in seguito non avere ripensamenti in merito alla certezza della costruzione originaria, con risultati ottenuti fino ad oggi che hanno sempre confortato tale posizione mentale.

Ritengo tuttavia, nella mia modestia di osservatore, che nella situazione evidenziata nel corso di questa porzione di campionato, condizionata certamente da una sequenza di infortuni, alcuni di lungo corso ed altri con sequenze ravvicinate che hanno impedito l'utilizzo di elementi importanti da parte del nostro tecnico, che si è trovato a dover fare scelte obbligate e talvolta non adeguate alle esigenze  richieste in quella fase della partita, sia necessario pensare ad una modifica del progetto originario.

Sarebbe quindi il momento forse di fare, per la prima volta, un riesame critico e funzionale dell'organico a disposizione con analisi delle possibilità di inserimento, compatibile con le esigenze di bilancio e disponibilità di scelta, di un elemento nel reparto di difesa (Lombardoni quando sarà disponibile?) e di una punta centrale (abbiamo vissuto per lungo tempo sopperendo a questa mancanza con esterni veloci e tecnici o inserimento di seconde punte a supporto di azioni  sostenute da iniziative dei centrocampisti).

E' ovvio che la valutazione suddetta è figlia del rendimento avuto in termini di capacità realizzativa, avuta in questo girone di andata, e dalla permeabilità difensiva che spesso ci ha costretto ad affannose rimonte o alla perdita di punti determinanti in situazioni di vantaggio.

Sarebbe quindi auspicabile, dopo necessario confronto chiarificatore che analizzi i progetti della nuova proprietà, accolta da tutti noi con fisiologica diffidenza e dalla quale ci attendiamo segnali tangibili e non velato assenteismo, ricevere un riscontro rassicurante che possa garantire la difesa, senza troppe incertezze, del mantenimento della categoria, tanto faticosamente raggiunta e valorizzata nel corso degli ultimi anni.

Come sempre è il tifoso che esprime desideri e giudizi, solo forse per TROPPO AMORE nei confronti di una istituzione sportiva che da sempre (oltre 100 anni) ha identificato la città come simbolo della stessa e che, nella ricerca di coniugare passione e razionalità, talvolta può essere censurabile.

Pertanto, quanto da me esposto, non deve essere inteso come critica fine a sé stessa né suggerimento agli addetti ai lavori per quanto potranno e vorranno fare, ma solamente espressione del desiderio di vedere al più presto raggiunto il risultato obiettivo di questa stagione e...comunque meglio non promettere quello che non si è certi di mantenere perché la nostra semplice filosofia quotidiana é quella di valutare i risultati dopo averli conseguiti.

Fiducioso OGGI che la speranza possa tingersi di realtà.

Sandro Lupidi

 Si allungano le vacanze per la Pro Patria che vede rinviata la gara con il Trento del 9 Gennaio 2022 al 2 Febbraio.

L'intera giornata è stata infatti posticipata per l'aumento dei contagi Covid.

Flavio Vergani

 Il Presidente Giovanni Pellegatta e tutto il consiglio direttivo del club augurano alla società Pro Patria, ai giocatori, allo staff e ai tifosi un 2022 ricco di soddisfazioni personali e professionali.

La speranza è di liberaci dal Covid e festeggiare insieme la salvezza dei tigrotti.

Direttivo Pro Patria Club


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Termina l’anno ed è tempo di bilanci. 
L’anno solare comprende sempre due anni calcistici che per la Pro Patria sono stati due mondi completamente diversi. Dodici mesi nei quali si sono realizzate speranze inconfessabili, ma anche delusioni inaspettate che hanno sfumato e diluito le molte gioie dello scorso campionato con ombre che avvolgono quello in corso.

Sul campo

Non è tutto oro quel che luccica. Se è vero che il quinto posto ottenuto in classifica è stata un’impresa che nessuno si aspettava, è però mancato quel passaggio del turno playoff che avrebbe migliorato la performance dello scorso anno. La prestigiosa, ma alquanto dannosa, vittoria di Alessandria nell’ultimo turno di campionato, è stata un vero e proprio autogoal, visto che tutti sapevano che la Juventus U 23 dei playoff sarebbe stata ben più forte di quella rabberciata del resto del torneo. Gli infortuni hanno poi completato il quadro, impedendo ai tigrotti di gustare la soddisfazione del passaggio del turno.

Rimane il campionato denso di soddisfazione, ma quel quinto posto avrebbe potuto essere il trampolino di lancio verso una costante presenza nei piani alti della classifica, invece, ancora una volta, il progetto è terminato sul più bello con l’uscita di scena del miglior allenatore della categoria, quel mister Javorcic che ha lasciato Busto con la lacrime agli occhi e solo dopo aver avuto la certezza che le ambizioni del club tigrotto sarebbero rimaste quelle di sempre. Uscita importante, ma non determinante, visto che la vera rinuncia è stata quella della Presidente Testa che , come da lei dichiarato, ha deciso l'uscita di scena proprio nel mese di Aprile, periodo nel quale si pianifica il futuro e si costruiscono le squadre.

E' in quei giorni che è nata la Pro Patria di oggi e nulla accade per caso. 

Busto non ha e forse mai avrà le ali per volare e questa generazione dovrà accontentarsi della quasi serie B del 2009 e di estemporanee soddisfazioni alle quali mai fa seguito quel salto di categoria da sempre sognato.

Una città che, terminati gli alibi del passato, quando si giustificava l’ingiustificabile con mancanza di fiducia verso chi non aveva scritto sulla carta di identità il nome di Busto nella casella “nato a “, ha tenuto identico comportamento freddo e distaccato verso una presidenza 100% made in Busto Arsizio, con reputazione a cinque stelle e serietà da vendere.

Non è bastata la serietà fuori discussione della presidente per dotare la Pro Patria di strutture da società professionistica e nemmeno la sua casa ha goduto di attenzioni particolari. Basti pensare che fino a qualche tempo fa non era udibile l’altoparlante nel settore distinti, non esiste un bar dove ristorarsi e dove i servizi igienici non sono dotati neppure del minimo indispensabile per meritarsi l’aggettivo che li dovrebbe qualificare.

Cos'altro si pretende dalla dirigenza per dare una mano a livello di istituzioni e tessuto commerciale bustocco? Che inventi il moto perpetuo?

Quello che chiedeva quello prima, non è stato dato al quella dopo e sempre così sarà, perché questa città ha la Pro Patria in bocca, ma non nel cuore.

La prova provata che se prima faceva comodo affermare che la città non risponde a chi viene da fuori, adesso non ha risposto nemmeno a chi qui è nata e vive. Anzi, una volta che si è capito il suo valore, si è scelto di arruolarla, invece di aiutarla.

Giovani sì, ma…

I giovani sono la “conditio sine qua non” per poter sostenere i costi della categoria e la Pro Patria da sempre ha sposato questa filosofia. Lo scorso campionato mister Turotti ha centrato l’acquisto di Federico Gatti. Un campionato da top player con il decollo immediato in serie B. Per lui un assegno da 240 mila euro entrato nella casse societarie. Sembrava grasso che colava, ma, alla luce delle valutazioni odierne ci si mangia le mani. L’affare lo ha fatto il Frosinone.

Applausi anche per Latte Lath e Kolaj volati in cadetteria, ma rimane il disappunto che, premio di valorizzazione a parte, chi ci guadagna di più sono le proprietarie del cartellino, ossia Atalanta e Sassuolo. In casa Pro Patria i giovani che portano ( poco) minutaggio sono Mangano, Banfi e Ghioldi, scoperte della vecchia gestione del Direttore Ferrara, l’eccezione è Ferri, un prodotto della nuova gestione. La domanda è quanto mai importante: i nostri giocano poco niente e le nuove proposte sono sempre meno. Cosa manca per autoprodurre giocatori di proprietà che, Gatti insegna, porterebbero ben altra linfa economica alla società? Se il progetto si basa sui giovani, il settore giovanile deve essere il primo serbatoio per la prima squadra. Il proprio, non quello degli altri.

Dietro le scrivanie

Arriviamo alla vera delusione e amarezza dell’anno con la (possibile) uscita di scena della Presidente Patrizia Testa. Che, prima o poi, questo sarebbe avvenuto era cosa nota, preventivata e preventivabile, quello che ha lasciato senza parole sono stati i tempi.

Rapita dalla politica, Patrizia Testa ha avuto un vero e proprio plebiscito nell’urna, risultando la più votata in città. La visibilità che la Pro Patria le ha regalato, la sua gestione eticamente perfetta e i risultati ottenuti, sono stati un perfetto booster che l’hanno fatta decollare verso Palazzo Gilardoni.

Molti voti sono arrivati dai tifosi biancoblù, che mai immaginavano che votando Patrizia Testa stavano firmando la loro “condanna”, visto che le regole parlano chiaro da sempre e l’incompatibilità tra i due ruoli è solida realtà. Regole non così note a tutti e apprese quando era troppo tardi per valutare se il gioco valesse la candela.

L’aspettativa era una cessione in famiglia che non si è realizzata in quanto non rispettosa delle stesse regole di prima, ma la speranza, che era una certezza, era posta nella garanzia che da sempre Patrizia Testa aveva dichiarato. Ossia, che avrebbe ceduto solo a persone serie e in grado di portare avanti il suo progetto.

Ora, il tempo dirà se la sua scelta è stata in linea con le intenzioni. Certo è che tutto ci si aspettava tranne una provenienza così lontana dei nuovi proprietari, dei quali al momento si è materializzato il solo Presidente Domenica Citarella, mentre gli altri componenti del board non sono ancora stati avvistati allo “Speroni” e questo un po' lascia perplessi.

Preoccupano i fatti e i rumors legati alla società di riferimento della nuova proprietà, ossia quella Sgai, rimasta orfana del suo Presidente Galloro, dopo l’arresto da parte della Guardia di Finanza per fatti risalenti a un periodo temporale precedente all’attuale gestione e molto chiacchierata dalla stampa locale di Treviso per alcuni problemi emersi con clienti che si erano affidati al consorzio per i lavori “bonus 110%".

Non è mai presto per preoccuparsi, ma certamente va dato tempo e modo alla nuova proprietà di dimostrare le intenzioni e i progetti che vorranno portare avanti. Certo è che nell’immaginario collettivo era presente una soluzione del tutto diversa da quella che si è materializzata.

Nuova proprietà chiamata ad operare sul calciomercato che si aprirà tra qualche giorno e che sarà un ‘indizio sulle ambizioni dei nuovi dirigenti. Un’occasione per dimostrare ai tifosi che la diffidenza che li ha accolti al loro arrivo non aveva ragione d’essere e iniziare il nuovo anno con rinnovate certezze.

Rimane anche da considerare che la cessione societaria sarà da considerasri “done” solo dopo l’espletamento di alcune “conditio sine qua non", a tutela del futuro della società.

Da valutare con attenzione la deadline concordata nella speranza che, nel malaugurato caso che questo avvenga, ci sia il tempo materiale per eventuali ritocchi di mercato, evitando l’effetto ”era sua e non lo ha fatto, adesso è mia ma non c’è più tempo”.

L'anno che verrà

Cosa chiedere all'anno che verrà? La salvezza, questa la risposta istintiva e scontata, ma, forse non è questa la speranza più importante.

Ci verrebbe da chiedere la certezza di un futuro sereno anche dopo la fine del campionato, quando ci sarà una fidejussione da versare, investimenti da pianificare, un progetto da sostenere.

Vorremmo che il 2022 porti felicità a tutti: alla Presidente uscente la possibilità di dedicarsi alla politica, senza ulteriori preoccupazioni calcistiche da risolvere, al Presidente Citarella e ai suoi soci i successi sul campo e fuori dal campo per scacciare via ogni perplessità sul loro progetto, ai tifosi la certezza di un futuro sereno e garantito dai nuovi proprietari.

A tutti l'augurio che quanto sperato possa diventare realtà e poter gioire tutti insieme per altre soddisfazione colorate di biancoblu.

Flavio Vergani



 Non c'è pace per il nostro consigliere Mauro de Bernardi che, dopo la sofferenza per l'intervento chirurgico recentemente subito, perde il padre Peppino, di anni 92, proprio alla vigilia del Natale.

A Mauro e famigliari giungano le più sentite condoglianze del Direttivo del Pro Patria Club e del suo Presidente Giovanni Pellegatta.

Direttivo Pro Patria Club

 Fine anno, tempo di bilanci, di sorrisi per traguardi raggiunti, di rimpianti per quanto si poteva fare e quanto non siamo riusciti a realizzare, in ogni caso tempo di progetti con nuove idee da concretizzare e con nuova voglia di essere protagonisti di eventi positivi.

In questo scenario voglio inserire le vicende della nostra PRO che in questo scorcio di campionato finora ci ha proposto una altalena di sensazioni e di sentimenti spesso contrastanti, con alternanza di eventi che non sempre ci hanno regalato sorrisi ed ottimismo.

Premesse queste valutazioni, dopo l'incontro di martedì scorso, risulta forse facile dare giudizi assolutamente lusinghieri in relazione alla prestazione fornita ed al risultato positivo conseguito sul nuovissimo terreno di gioco di Zanica, ma tuttavia mi permetto, come mia abitudine, di entrare nel merito degli aspetti più nascosti che la nostra squadra ha evidenziato anche negli ultimi tre incontri senza sconfitta, due facce della stessa medaglia, contrassegnate dalle streghe viste durante il primo tempo con la Pergolettese (palo a portiere battuto e gol annullato per fuorigioco benevolo) e dalla esaltazione emotiva dopo l'intervallo con il ribaltamento del risultato a cui è seguita la dimostrazione di compattezza con l'Albinoleffe, assolutamente da elogiare sotto tutti i punti di vista, ed ammirevole con applicazione di impegno negli schemi preparati ed importante dimostrazione di rabbia agonistica che dovrebbe essere ora ed in futuro la caratteristica fondamentale per raggiungere il nostro obiettivo.

Per onestà intellettuale, occorre anche considerare sicuramente le difficoltà di organico a disposizione del nostro tecnico, per il quale diventa difficile anche procedere alla sostituzioni in corso d'opera e su questo mi auguro che la sosta temporale permetta il recupero di elementi che costituiscono un asse nevralgico nella nostra organizzazione di gioco.

Desidero ancora, come sempre e forse sarò giudicato ripetitivo e noioso, rimarcare il solito metodico assenteismo del pubblico che, malgrado le iniziative proposte dalla nuova proprietà per aumentare le presenze, ha preferito dedicarsi ad altre attività anche se il sacrificio economico aveva il costo di un caffè....al tavolo! ( ndr- absit iniuria verbis - non voglio generalizzare la critica ma è rivolta solo a chi veramente non aveva problematiche più importanti da risolvere).

Per chiudere ovviamente mi auguro che la proprietà agisca seriamente e valuti, in pieno accordo con il nostro DS, la possibilità di procedere all'inserimento di qualche nuovo innesto nelle posizioni dell'organico che fino ad oggi hanno dimostrato qualche carenza.

Canonici Auguri a tutti ma, scusate la nostalgia, in particolare a Patrizia Testa.

Sandro Lupidi

PS/ Se posso permettermi una segnalazione di un giovane elemento promettente che forse è già stato individuato ovvero :

      Matteo Spada - 2003 - portiere in forza alla Arconatese

 


Quest'anno, avevo nella tasca destra un mare di progetti, li avrei spostati nella tasca sinistra, appena conclusi.

Il Covid ha cucito la tasca e sono rimasti quasi tutti lì.

La mia squadra non si è arresa, si è inventata di tutto e di più pur di essere più forte della realtà e questo mi ha reso felice.

Ha saputo cucire un nuovo abito che il club ha indossato con orgoglio e fierezza. Grazie ragazzi!

Ringrazio di cuore tutto il mio team per la resilienza che ha permesso di raggiungere traguardi diversi da quelli che avevo in tasca, ma che, proprio per la loro diversità, sono stati ancor più sorprendenti.

Mi sono sentito presidente di un gruppo vivo, dinamico, motivato, che ha mantenuto l’entusiasmo, nonostante tutto.

Spesso è stata la mia squadra a darmi entusiasmo, a sorreggermi nei momenti di scoramento e questo mi rende felice e orgoglioso.

Ho ricevuto il grande regalo di vedere tornare nel mio gruppo chi si era allontanato e per questo li ringrazio. Spero che altri seguano la stessa strada per essere ancora più forti quando la morsa del virus si allenterà.

E’ stato un anno denso di soddisfazioni sul campo con un esaltante quinto posto che ha diluito l’amarezza di non aver potuto seguire le tigri nella nostra casa di sempre.

Purtroppo, il finale dell’anno ci ha restituito antiche preoccupazioni con l’uscita di scena di Patrizia Testa e con le zoppicanti preoccupazioni della squadra.

La Pro Patria è sempre una storia da raccontare piena di colpi di scena, nuovi attori, cambi di abito, trame ingarbugliate e finali inaspettati.

Una storia sempre ben raccontata dalla mia squadra di commentatori del “Tigrottino” e del sito www.propatriaclubs.com. Li ringrazio per come sanno ogni giorno regalarci un’ informazione libera, trasparente, sempre diretta e senza filtri, come deve essere la voce dei tifosi. Senza maschere o mascherine e sempre per il bene della Pro Patria.

Una redazione forte e qualificata che comprende anche chi distribuisce con puntualità il Tigrottino nelle edicole. Solo grazie a loro, potete comodamente trovare il giornale in anticipo e con la possibilità di gustarvelo nelle vostre case.

Ringrazio anche gli sponsor che ci permettono di far sentire la nostra voce da sempre.

Ringrazio chi ci ha sostenuto il club regalandogli un momento del loro tempo, una parola di incoraggiamento, un complimento o una critica, sempre utile per crescere.

Vasco Rossi direbbe “io sono ancora qua” e questo è l’augurio che mi faccio e che vi faccio, per poter risentire questa musica alla nostra Festa della Birra che tanto ci manca. Sarà il segnale di una normalità ritrovata.

Quel giorno, scucirò la mia tasca destra e svuoterò sul tavolo tutti i progetti rimasti ostaggio della pandemia e darò me stesso per regalarvi un tempo migliore.

Auguri ai giocatori della Pro Patria e a tutto lo staff, regalateci la salvezza.

Auguri al Presidente Domenico Citarella, regalaci la serenità economica

Auguri ai tifosi, regalateci la vostra presenza allo stadio

Auguri a Busto città, regalaci la vicinanza e le attenzioni che meritiamo.

Auguri ai soci e ai consiglieri del Pro Patria Club, regalatemi il mio sogno di un club sempre più forte, coeso e con il coraggio di sognare.

A tutti, il mio più affettuoso augurio di Buon Natale e Felice Anno nuovo.

Il Presidente

Giovanni Pellegatta