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Per ora lo sfogo è con gli amici di Facebook, ma la sensazione è che presto sputerà il rospo pubblicamente. E’ una Patrizia Testa nervosa quella che sale sul “Pendolino” per Roma dove cercherà la prima vittoria esterna della stagione  portando a casa il ripescaggio in Lega Pro. Nella serata di ieri ha sbottato sui social, dopo aver represso per lungo tempo, troppo tempo, quello che avrebbe voluto dire e vorrà dire su quanto accaduto tra lei e qualche suo compagno di viaggio.. La coscienza di questa donna coraggiosa è a posto “so con assoluta certezza che quello che era nelle mie possibilità l’ho fatto e sono andata oltre per cercare di restare in Lega Pro” è il suo commento. Poi, ecco la sciabolata rigida verso chi “per lui non sarebbe stato un problema far fallire la Pro Patria”, obbligando di fatto la presidente in carica ad onorare impegni per non vedere morire i colori biancoblù. Persone che finalmente la Pro Patria “si è scrollata di dosso”, per usare le stesse parole di Patrizia Testa. Il fiume è in piena e rompe gli argini: “Si vergogni, si vergogni per tutte le bugie che ha detto e per l’incapacità di farsi carico degli impegni che aveva preso! Si vergogni e trovi il coraggio di chiedere scusa alla nostra maglia, alla nostra città e vada pure altrove a recitare la parte del lord inglese”. Poi, ecco la mezza promessa di rendere pubblico quanto accaduto, ipotesi che la rete sposa con decisione invitando la presidente a mettere nero su bianco su quanto accaduto: “Prima o poi si potrebbe pubblicare quanto ha combinato dietro le quinte”. Di chi si sta parlando? La rete ha pochi dubbi, ma qualcuno mischia le carte alludendo a qualcuno di diverso. Ma, è solo uno su molti, gli altri hanno ben chiaro chi sia il destinatario dello sfogo e l’idea che non ci si riferisca al passato recente, bensì al presente è del tutto confermata.Insomma, nervi tesi in casa Pro Patria e sembrerebbe proprio che la parte infiammata risieda tra la testa e il collo.
Flavio Vergani





 


Dopo la delusione di Venezia con la non conferma, nonostante un'annata culminata con la promozione in Lega Pro, l'ex capitano della Pro Patria Matteo Serafini si accasa a Trieste vestendo la gloriosa casacca della Triestina. Una seconda Pro Patria visti i rapporti di gemellaggio che sono attivi tra le due società.
La Triestina milita in serie D e per Matteo si prospetta un altro anno ai vertici della categoria.
In bocca a lupo Matteo!
Flavio Vergani


“Check in” pronto per l’avvocato Di Cintio e per la presidente Patrizia Testa che domani saliranno sul Pendolino della speranza viaggiando verso Roma per tentare  di  vedere il Papa. Si attende la fumata bianca dal ricorso presentato dalla società bustocca  che canonizzerebbe il  miracolo di un nuovo ripescaggio in Lega Pro. Un miracolo che richiederà un’offerta di ben duecentocinquantamila euro. Soldi che valgono una messa? Sembrerebbe di si vista la determinazione con la quale si insegue il ripescaggio, o riammissione, chiamatela come volete. L’equazione è persino semplice: più facile salvarsi in Lega Pro che vincere la serie D e meglio avere i contributi per la legge Melandri che non averli, per cui avanti tutta.Duecentocinquamila euro a fondo perso non sono bruscolini visto che occorre anche mettere mano al portafoglio per la famosa fidejussione che fino a ieri è stata una specialità del’ex patron, persino quando sembrava non fosse così, ma, adesso, la solfa dovrà cambiare e la firma anche. Quindi, comunque vada a finire Patrizia Testa meriterà il Paradiso. San Pietro prenda nota e i farisei se ne facciano una ragione. Insomma, Patrizia santa subito. Punto. In caso di news positive da Roma il prossimo appuntamento sarà per il 4  Agosto quando il Consiglio federale dovrà certificare il miracolo. E, quel giorno, ci sarà la presentazione dei tigrotti in Piazza san Giovanni. Chissà che si possa far festa fin da subito con una promozione virtuale che resusciterebbe i tigrotti dopo la Passione dello scorso campionato. Intanto, a Biella si suda e domani sarà tempo della prima amichevole con Ce.Ver.Sa.Ma. (formazione militante nel campionato di Promozione). Appuntamento alle ore 17 allo stadio La Marmora di Biella. Si vedrà anche un giocatore in prova, il centrocampista svedese classe ’93 Anton Andersson (un nome che assomiglia a un triste ricordo).Insomma, la stagione è partita in campo e fuori e ci sarà da divertirsi. Amen
Flavio Vergani


Francesco Giorno
L’appuntamento è da "Mimmo due",nell’ex covo dei tigrotti dove è appesa la foto di Polverini con Cerci e dove i titolari snocciolano i nomi degli ex biancoblù con grande conoscenza e competenza. Francesco Giorno  è persona squisita, un ragazzo perbene, bello fuori e profondo dentro e, seppur con stile ed eleganza, da quello che racconta si capisce che ha molto da dire per quanto gli è capitato circa un anno fa. Fatti che lo hanno colpito e ferito nel profondo dell’anima e la cicatrice fatica a rimarginarsi, anche se oggi quel ragazzo è diventato un uomo più forte in campo e fuori. Dice Francesco: “Ricordo che arrivai allo stadio e il presidente Nitti consultò una lista di nomi e mi disse che non ero compreso, per cui avrei dovuto cercarmi un’altra squadra. Rimasi attonito, chiesi spiegazioni ma Nitti mi disse di parlare con Collovati che  però era costantemente al telefono e non mi diede l’impressione di voler chiarire oltremodo. Ricordo che tornai a casa con un groppo in gola, un magone infinito e una profonda delusione. Non tanto per il taglio tecnico che può starci nel nostro mondo, ma per il fatto che Collovati non mi conosceva, non mi aveva mai visto giocare, per cui non comprendevo i motivi per i quali venivo allontanato. Ricordo che anche Marco Taino subì la mia stessa sorte, anche se successivamente tornai allo Speroni per avere un chiarimento a riguardo di quella decisione e seppi che lui fu reintegrato in rosa dopo specifica richiesta. Io non me la sentii di chiedere a Patrizia Testa di tenermi a Busto dopo essermi sentito escluso e decisi di andare via”. Per la serie non tutti i mali vengono per nuocere, vero Francesco? “ Qualche tempo dopo Collovati mi chiamò scusandosi  per l’accaduto, mi disse che non sapeva che ero da tempo a Busto e che avrebbe tenuto in considerazione il mio nome per eventuali esigenze future. Era metà settembre, le squadre tutte fatte, ma grazie al mio procuratore trovai sistemazione a Pesaro. Una squadra di serie D penultima in classifica dove venni accolto a braccia aperte. Ho anche favorito l’arrivo di Falomi grazie ad una mia buona recensione fatta alla proprietà e da lì iniziò un anno denso di soddisfazioni. Falomi con la sua attenzione agli aspetti nutrizionali mi ha maturato anche sotto questo profilo.
Grande soddisfazione per la salvezza ottenuta con molte giornate di anticipo e grande affetto dei tifosi locali nei mie confronti  che mi hanno fatto un mondo di bene”. Una maturazione fuori e dentro il campo, vero?” Certamente, non ero mai stato lontano da casa e devo dire che mi sento molto maturato come calciatore e come uomo. Ed ecco l’attenzione di molti procuratori nei tuoi confronti, insomma partita vinta. su tutti i fronti. In effetti le prestazioni in campo sono state ottime e per me ci sono state attenzioni di Fano, Novara, Lucchese e Casertana. Fano, con mister Cusatis sarebbe stata una destinazione gradita, ma non potevo tradire il pubblico di Pesaro che vive una accesa rivalità con Fano. Per cui, alla fine mi va bene qualsiasi altra soluzione, l’importante è tornare  a  giocare in Lega Pro". Ti senti ancora con i compagni di un tempo? “Si certo, li sento un po’ tutti e sempre parliamo di quel maledetto play out che abbiamo perso con il Lumezzane. Se non ci fosse stato  lo scandalo del calcioscommesse lo avremmo vinto. Mister Montanari aveva ricostruito lo spogliatoio, ci aveva dato gioco e convinzione, non potevamo perdere quello spareggio. Quanto ancora brucia quella sconfitta”. A Busto, ti hanno cercato per il prossimo anno? "Non ho sentito più nessuno, mi è capitato di incontrare casualmente Patrizia Testa in un 'occasione, ma non ci siamo parlati. Mi è molto spiaciuto dover andare via, soprattutto per il modo con il quale sono stato allontanato, ma ormai il passato è passato. Il mio anno di purgatorio me lo sono fatto e alla fine ha avuto ragione il mio procuratore che mi ha subito detto che avrei dovuto andare via da Busto per una serie di ragioni. Adesso, eccomi pronto per il ritorno in Lega Pro e di questo sono molto felice". Notizia di oggi è che Francesco Giorno raggiunge Luca Giannone alla Casertana centrando il suo sogno di tornare in Lega Pro. Non con le solite scorciatoie, ormai diffuse in questa categoria, non con le raccomandazioni  di mamma e papà facoltosi , ma con pieno merito e grazie alla sua volontà di sacrificarsi lontano da Busto per garantirsi un futuro. A Francesco l’augurio di  continuare e vivere il suo sogno trasformandolo ogni giorno in una realtà. Purtroppo, nella vita capita di dover essere giudicati  negativamente da chi crede di avere la patente di esperto solo per aver vinto un gran premio di formula uno o per il fatto di fregiarsi del titolo di opinionista di qualche televisione a bassa audience. Ma, alla fine, i valori emergono sempre e così  Giorno torna in Lega Pro, mentre la Pro Patria è in serie D grazie a queste presunte competenze tecniche che hanno  portato a Busto il peggio degli ultimi cinquant’anni di storia. Francesco, non ti guardar di loro e prosegui  la tua strada, d’altra parte “nessuno è profeta in patria e questo è noto da sempre e non certamente da e per un “Giorno”.
Flavio Vergani


Anche il Como se ne va dal calcio giocato..."fallimento su tutti i fronti"
Così almeno riporta la prima sentenza del tribunale di oggi.
Se non si troveranno i fondi per la Lega Pro, questo potrebbe essere il destino dei Lariani.
Oppure ancora peggio fare come il Varese, ripartire dalla ben peggior Eccellenza.
I comaschi giurano battaglia legale, ma c'è poco da fare se di soldini non ve ne sono, per salvare il salvabile.
A noi della Pro Patria potrebbe anche far piacere, visto l'acerrima rivalità con i cugini "laghini", ma la cosa triste sarebbe ritrovarceli in D.
Varese, Legnano, Como e Varesina. (Per citare alcuni derby) ....Un girone infuocato, degno della miglior commedia Dantesca.
Lasciato per un attimo da parte la questione della categoria Lariana, mi viene da pensare che ancora una volta si è di fronte all'ennesimo
scempio calcistico. Una vecchia realtà del football italiano che si perde via dopo poche stagioni decenti.
Chi paga per simili errori?
....credo solo i tifosi che dal sogno serie B si ritrovano adesso allo sbando più totale.
Dalla promozione in serie cadetta, ora si arriva davanti ad un giudice per ottenere almeno la Lega Pro...incredibile!
A questo punto mi viene ancora più da dire, meglio cento giorni da pecora, sempre in Lega Pro, ma fatti con onore e continuità,  piuttosto che una stagione da leone
fatta in serie B ma che poi magari, paghi per tutta la vita!!!
E' una mia opinione certo... ma molto spesso si vedono compagini calcistiche fare grandi cose per solo poco tempo e poi finire in campionati dimenticati da Dio!

Al Como spero e auguro miglior fortuna, davvero di cuore, perché anche se sono un vero tigrotto.....
vedere fallire un'altra società della nostra zona fa male a tutto il calcio Lombardo.
mi chiedo dove andremo a finire?
...fallimenti a parte;
Questie spese da sostenere nel calcio sono diventate pazzesche!
Se avessero mantenuto la C1 e la C2 a costi "umani" magari non si sarebbero viste certe cose e soprattutto non si vedrebbero
società NON iscriversi a campionati superiori, ottenuti  meritatamente sul campo.
Una buona idea poteva essere una C1 a 40 squadre...una specie di BEST TEAM dai costi un poco più alti....
....e una C2 sempre a 40 squadre con oneri appena superiori alla serie D, fatta da squadre insomma che se la possono di certo permettere senza doversi ogni anno svenare.
ovviamente è un'altra mia idea, che però tra qualche anno potrebbe divenire realtà, visto che il ritorno alle due divisioni, è stato discusso in Lega poco tempo fa...
..... notato le difficoltà di iscrizione che ogni anno diventano sempre più ampie, non sarebbe affatto male tornare a campionati all'altezza di tutti....e non categorie fatte solo per poche facoltose squadre!


Simone Merlotti.

Josip  Santic


https://www.youtube.com/watch?v=4bRmmOz20G8

Da questo video scovato in internet mi sembra un tipo molto bravo.
Buona visione di gioco e un piedino niente male.
Passaggi davvero molto precisi.

Da quel che vedo una carismatica pedina nel centrocampo bianco blu.

Simone Merlotti


Con la squadra in ritiro a Biella, si cercano ora gli ultimi innesti per rinfoltire questa squadra che manca ancora di qualche pezzo.

Le strade da percorrere per il nostro DS, sono tre.

La prima è cercare giovani talenti, magari provenienti da grandi scuole calcio, come per esempio, è avvenuto nell’ acquisto di Alex Pedone.

Milan, Inter o altre squadre sono “officine” che costruiscono i futuri protagonisti del calcio che conta.

Ovviamente chiedere a simili squadre ragazzi per la serie D, è meno facile che domandarli per La lega Pro, categoria, di certo molto più importante dei dilettanti.

Credo che comunque,  ci siano ragazzi che possano fare al caso nostro. Gente , magari dei dintorni, che aspetta la prima occasione vera, per uscire fuori da quel mondo “ovattato” delle scuole calcio primavera.

La seconda è rubare agli avversari  talenti e veterani che possano dare qualcosa in più per innalzare il livello della squadra quel tanto che basta. Il costo di certi “arrembaggi” è in taluni casi molto alto. Chi possiede  bravi giocatori difficilmente li vende all’ avversario.

Ma sappiamo che molto spesso in simili trattative ci può sempre scappare “l’occasione” giusta.

La terza soluzione, è cercare negli svincolati della D e lega Pro “l’esperto” elemento che dia carattere e che gestisca ,quasi da “allenatore in campo”, i propri compagni di squadra.

L’anno scorso Santana, Ferri e D’Alessandro, nei rispettivi reparti, gestivano il team molto bene.

La loro grande conoscenza del calcio, ci ha permesso di migliorare parte della nostra ossatura tecnica.

Anche se da fuori non sembrava, in campo c’era un pochino più di ordine e di logica.

Oggi tra gli svincolati ci sono elementi di sicuro molto appetibili.

Vi faccio dei nomi?

Gaetano D’Agostino, Andrea Soncin, Dario Barraco, Daniele Portanova, Daniele Ficagna, Salvatore Mastronunzio, Alessandro Sgrigna, Fabiano,  Massimiliano Guidetti, ed Elvis Abbruscato, per citarne alcuni di famosi.

Se peschiamo in serie D ci sono alcuni bei pezzi pregiati, che a tanti non diranno nulla ma che se analizzati bene, si potranno chiaramente intuirne le buone potenzialità.

Io punterei su almeno cinque ragazzi che in queste stagioni non hanno fatto di certo male.

Vladimir Mikhavloskly 30 presenze a Gozzano nel ruolo di difensore, con buona media di voti.

Nicolas Santiago Marin, centrocampista ex Argentina, che ha collezionato molte presenze con buoni voti.

Alessandro Fogacci, roccioso difensore sempre del Gozzano, molto apprezzato nelle scorse stagioni.

Gabriele Piantoni centrocampista ex Chieri,  con una buona media presenze.

Emanuele Bardelloni, proveniente dal Santarcangelo, scuola calcio Brescia,  girovago attaccante con buona esperienza.

Magari tra di essi, c’è il nostro futuro giocatore.(ricordo che il mercato cambia di ora in ora, qualcuno dei miei nomi citati in questo articolo, magari mentre scrivevo, ha trovato una sistemazione)

Per la mia consulenza alla dirigenza, come al solito niente costi….

ehhe ehhee eheheh

….buon ritiro Tigrotti!

…E buon buon mercato Pro!

Simone Merlotti


Foto Roberto Blanco (vietata ogni riproduzione)
Il confermato presidente del Pro Patria Club Roberto Centenaro si gode il momento di successo postumo alla 7^Festa della Birra e guarda avanti fissando gli obiettivi del suo prossimo trienno alla guida del club di via Pozzi.
Presidente, anche questa volta un grande successo…
Certamente! Grande presenza di pubblico, ottima cucina, grande impegno da parte della mia squadra, insomma, tutto come previsto, anche se, come sempre, non ci accontentiamo e stiamo già pensando a come migliorare.

Festa che è partita con qualche polemica legata alla location, molto bella , ma sensibile per le orecchie dei vicini.
La location è bella e la vorrei confermare per i prossimi anni, comoda, vicina al centro, ben ristrutturata dall’amministrazione comunale. Sarebbe un peccato perderla. Abbiamo rispettato gli orari e credo che questo sia un modo civile per risolvere il problema.

Tanti tifosi della Pro Patria presenti al tessile, ma anche tanti non tifosi, per te questo è un successo o una sconfitta.
Senza dubbi un successo, lo scopo della festa è far sentire alla città che noi ci siamo, abbiamo voglia di calcio e vogliamo avvicinare chi non conosce la Pro Patria per poi ritrovarlo allo stadio. Gli stessi spettacoli che organizziamo sono rivolti ai giovani in modo da coinvolgerli e avvicinarli.

Grande novità di quest’anno è stata la presenza della dirigenza della Pro Patria, mai vista in precedenza. Cambiato il vento?
Un bel segnale che ci stimola ad andare avanti con entusiasmo, la prossima volta porteremo anche i giocatori per avvicinare la gente alla Pro Patria. Ringrazio la dirigenza per l'attenzione rivolta al Pro Patria Club.

Non c’è stata la crisi del settimo anno, adesso si punta alla decima edizione che coinciderà con il Centenario della Pro Patria quando. Ci sarannno effetti speciali?
La crisi del settimo anno per fortuna non c’è stata, a parte qualche tensione di troppo figlia dello stress, adesso puntiamo a migliorarci visto che c’è ancora da migliorarsi. Poi, anche se molti consiglieri sono ultrasessantenni, non faranno mancare il loro entusiasmo ed energia per una edizione speciale in vista de Centenario della Pro Patria. Siamo talmente carichi che qualcuno del club pensa già all'ottava edizione!

Una festa che ha anche un’anima solidale visto che devolverete ad Asda una cifra importante in beneficienza.

Certamente, non facciamo questa festa per business, siamo partiti sette anni fa con l’idea di offrire divertimento alla gente e stare vicini a chi ha bisogno. Spettacoli e prezzi bassi dimostrano che non cerchiamo la performance economica, per cui quello che ci rimarrà in tasca sarà per Asda.
Un episodio della festa che ti ha colpito ed emozionato che ti ha reso fiero ed orgoglioso di rappresentare il club.

Ogni anno mi colpisce qualcosa nel profondo  del cuore e mi commuove. Lo scorso anno la serenità con la quale lo staff addetto alle pulizie e alla spazzatura  svolgevano il loro umile, ma importante servizio. Quest’anno la differenza l’hanno fatta le donne. Hanno lavorato con passione e grande energia. Spesso siamo abituati a dare per scontato quello che le nostre mogli fanno. Invece, non è per niente scontato, anzi è sempre speciale. Donne a volte nemmeno interessate alla Pro Patria che si sono sacrificate, rinunciando a vedere gli spettacoli per svolgere al meglio il loro lavoro. Cito mia moglie che è stata parte di questa splendida squadra rosa, ma anche tutte le altre. Quest’ anno sono state loro la marcia in più.

Sei stato confermato come presidente del Club e sarai il presidente del Centenario, ti poni qualche obiettivo particolare? Che progetto sposi?
Ho alle spalle sei anni di presidenza difficile causa le note vicende societarie. Il club è comunque migliorato, ci sono figure ben definite all’interno del sodalizio che sono cresciute come Pellegatta e Bacchi che sono fortemente identificate come persone di riferimento del club. Questo mi inorgoglisce perché era un mio obiettivo. Il club non deve essere solo di Centenaro, ma di tutti. Una persona da sola non può fare nulla. Molti consiglieri sono cresciuti e questo è stato un successo. Ho incassato anche delusioni come il fatto di non essere riuscito a coinvolgere i giovani e su questo aspetto bisogna lavorare. Spero che la Pro Patria possa crescere molto e sviluppare un progetto che sia da traino per il club. Dico che chi arriva qui deve però prima dimostrare le sue qualità  per avere ruoli importanti. Noto che spesso i giovani non vogliono la gavetta, imponendosi da subito nel modo sbagliato. Occorre dimostrare valore prima di pretendere visibilità e responsabilità. Per ora i soci anziani garantiscono grande organizzazione e grandissime qualità. Servono i giovani, ma i vecchietti sono indispensabili. Nella vita c’è da imparare da tutti. Ai giovani dico sempre che occorre rispettare i nostri consiglieri senior, entrando al club in punta di piedi. Solo dopo si potrà collaborare con reciproco rispetto. Questo spesso viene a mancare, i giovani pensano di contare di più e poter stravolgere tutto. Invece, sul campo i vecchietti anche stavolta hanno vinto la loro partita senza alcun dubbio.

Pro Patria al via della nuova stagione, cosa dici ai tifosi?
Finalmente abbiamo quello che sempre abbiamo desiderato: una dirigenza locale. Mettiamo da parte ogni polemica e diamo sostegno. Spero nella Lega Pro, ma anche se dovessimo rimanere in serie D facciamolo con serenità. Solo così potremmo avvicinare qualche altro facoltoso. In mezzo alle polemiche la gente scappa. Diamo l’esempio, facciamo vedere che l’ambiente è coeso e tranquillo e chissà che qualcuno decida di dare una mano a Patrizia Testa e ai suoi compagni di viaggio.


Flavio Vergani

Un artista della fotografia che sa cogliere l'attimo per dare valore ad un momento, Roberto Blanco sa trasformare in eterno il tempo fuggevole. Lo ringraziamo di cuore per aver raccontato la Festa della Birra in modo straordinario.
Direttivo Pro Patria Club