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E’ passato un altro giorno senza novità sul fronte societario e nessuno si stupisce più di nulla. Sembrerebbe proprio che patron Vavassori non riesca o non voglia vendere la società. Lo scorso anno ci fu una clamorosa imbarcata con il gruppo bergamasco con il quale si trattò per lungo tempo per poi scoprire che era una bufala .Da lì la decisione di proseguire la sua avventura a Busto Arsizio nonostante i mille mal di pancia causati da un ambiente dal quale non si sentiva e non si sente amato. Durante lo scorso campionato i propositi di abbandono del patron sono stati comunicati più volte fino alla cessione virtuale alla merchant bank svizzera, una risposta provocatoria all’entrata in scena del gruppo inglese dell’avvocato Golda Perini che indispose il patron per lo stile utilizzato per presentarsi alla piazza. Dopodichè, per lungo tempo, venne detto che niente e nessuno si era materializzato in via Cà Bianca per rilevare la Pro Patria suscitando preoccupazioni diffuse. Però, non sembra essere così,  visto che l’avvocato Rimoldi ieri informava che la proposta del gruppo Sergnese era datata 7 febbraio e non ricordiamo che in quel periodo di parlasse di alternative, anzi.
 Arrivati a fine giugno il patron ha iscritto la squadra onde poter operare il trasferimento dei giocatori in quel di Reggio e ,a quanto si dice, alleggerire i costi fissi degli ingaggi per accontentare la richiesta del gruppo Sergnese. Ci vien da dire che se è questo il motivo per il quale si è deciso di andare in tale direzione poi occorrerebbe chiudere con tale gruppo visto che l’azione fa capire l’intenzione. Se si era certi che il gruppo Sergnese non disponesse della fidejussione per che motivo non è stata accolta la richiesta?
Dopodichè spunta il duo Pugliese-Valentini in corsa con il gruppo emiliano-lombardo.
Non si chiude la trattativa con nessuno di loro e il patron è costretto a versare la fidejussione cosa a questo punto normale in quanto essendo il proprietario del club è compito a lui assegnato, a meno che non si voglia cessare l’attività perdendo in tale caso quel poco o quel tanto che le diverse cordate offrono lui.
Si arriva ai giorni nostri e quando venerdì scorso si è diffusa la notizia che il patron non avrebbe incontrato il gruppo Sergnese in quanto un competitor aveva avuto la meglio, la logica imponeva che il tutto si fosse risolto. Invece, così non è. Ci si chiede a questo punto il motivo per cui si chiude una porta senza avere una alternativa valida. Come mai non ci si è presentati all’appuntamento con il gruppo Sergnese e al contempo non si è chiuso con l’altro pretendente? Come mai si è dato per scontato che il gruppo Sergnese non avesse le garanzie bancarie richieste senza neppure incontrare i rappresentanti e magari emettere un comunicato congiunto che spiegasse i motivi per cui la trattativa non si è conclusa? Che senso ha per la tifoseria sapere due versioni opposte di una stessa realtà? Qui è chiaro che qualcosa non è chiaro, ma non possiamo continuare ad andare ad intuito per capire chi ha ragione e chi ha torto.
Ci sembra davvero strano che tutti i candidati che si siedono al tavolo delle trattative non dispongano della risorse economiche di base, ossia fidejussione, per arrivare all’acquisto della società. Sono tutti mitomani desiderosi di visibilità (negativa diremmo)che sfruttano un momento di gloria occupando le pagine dei giornali per una botta di notorietà(negativa diremmo)?
Cosa muove un gruppo di imprenditori seri, perché sappiamo che il patron tratta solo con imprenditori seri, a perdere tempo per allestire trattative fiume sapendo in partenza che mai avranno la fidejussione disponibile e quindi mai avranno la società?
Oppure i motivi che impediscono il passaggio di proprietà sono altri? Prezzo troppo elevato, condizioni generali di acquisto eccessivamente penalizzanti per i subentranti, eccessive richieste sui tempi di pagamento o similari ?
Ieri ci era stato detto che il problema era la mancanza di fidejussione del gruppo Sergnese, ok, ammesso sia vero ( cosa smentita categoricamente dall’avvocato Rimoldi)ci chiediamo a questo punto il motivo per cui chi dovrebbe disporre della fidejussione  avendo addiritturain tasca più soldi (emiliani-lombardo)non abbiano ancora acquisito la società.
Non la si vuole vendere a nessuno a prescindere ? lo si dica chiaramente.
Flavio Vergani


Oggi una telefonata l’abbiamo fatta disturbando l’ Avvocato Rimoldi, ossia il rappresentante della cordata Sergnese.  Obiettivo? Il solito, capire cosa è successo nei giorni scorsi e perché la trattativa è andata in fumo.L’avvocato è molto gentile e disponibile, stavolta ci è andata di lusso  rispetto all’altra volta con l’altro avvocato. Giura di dire la verità, nient’altro che la verità? Lo giuro risponde convinto l’avvocato.E, allora, avanti con le domande, ma prima una premessa del legale: “Mio padre ha giocato nella Pro Patria e io ne sono tifoso, ho accettato questo compito a titolo gratuito e non ho interessi di parte da difendere, ci terrei però che siano noti a tutti in maniera chiara i motivi per cui la cordata Sergnese non ha acquisito la Pro Patria”.
A noi risulta per mancanza della fidejussione…
“Vi risulta male, la fidejussione era l’ultimo dei problemi,  potevamo presentarla senza problemi  e questo era noto a tutti. Un gruppo di imprenditori seri quali sono quelli da me rappresentanti sa perfettamente cosa serve per acquisire una società, compresa la fidejussione”.
 
Però chi vende vuole giustamente garanzie immediate e non sul medio-lungo periodo...
“Logicamente, ma esistono diversi tecnicismi a tale riguardo per garantire l'impegno preso, lettera d’intenti, accordo preliminare con garanzia di subentro della fidejussione, vendita della società contemporanea alla presentazione delle garanzie richieste. Non era questo il problema".

Allora come mai è andata diversamente?
Il gruppo ha presentato a patron Vavassori una offerta fin dal 7 Febbraio 2014 dove garantiva la fidejussione  di 600 mila euro e 500 mila euro come costo di acquisizione della società. Una valutazione che a nostro avviso superava il reale valore della societò, secondo analisi di esperti del settore. Tale offerta è rimasta  invariata fino a venerdì scorso quando avevamo programmato per le 16,30 un incontro con l’attuale proprietario.  L’incontro non è avvenuto in quanto Vavassori ha fatto sapere di avere in mano un’offerta migliorativa . Per cui ci siamo ritirati dalla trattativa. Ritengo che Vavassori  abbia il diritto di vendere a chi vuole, senza che nessuno se ne debba risentire, per cui abbiamo preso atto senza nessun tipo di rancore della realtà.  E’ normale che di fronte ad una offerta più vantaggiosa si scelga quella, ma ripeto, ci siamo ritirati relativamente alla valutazione della società e non per mancanza di fidejussione da parte nostra. La fidejussione non è un problema per  il nostro gruppo.

Però avete fatto scadere una opzione di acquisto…
“Un giovedì di metà luglio ci è stata inviata l’opzione di acquisto da Vavassori che scadeva il lunedì successivo. Impossibile in così poco tempo esercitare tale opzione. La nostra proposta di acquisto era nelle mani del patron da febbraio, arrivare luglio e dover chiudere in due giorni lavorativi mi è sembrato esagerato”.

Cosa ci dice relativamente ai  200 mila euro extra che sembrerebbe siano stati richiesti dal patron proprio venerdì scorso?
A noi non interessava quanto fossero i debiti della società al momento dell’acquisizione, abbiamo sempre detto che avremmo dato 500 mila euro per l'acquisto  e 600 mila di fidejussione. Se nel contempo la società haacquisito altri debiti  non lo consideriamo un nostro problema, la cifra sarebbe rimasta quella del 7 febbraio. Per cui, saputo che altri offrivano 800 mila euro e constatato che Vavassori non intendeva incontrarci  ci siamo ritirati in buon ordine. 

Cosa crede si sarebbe potuto fare meglio per un esito diverso?
“Credo che venerdì scorso si sarebbe potuto mantenere fede all’impegno preso. Non so se Sergnese avesse accettato o meno l’extra costo per arrivare alla società, ma sedendosi intorno ad un tavolo è  possibile trovare un accordo. Invece così non è avvenuto, Vavassori ha annullato l’impegno in quanto ha ritenuto più favorevole l’altra proposta. Ripeto, ha il diritto di vendere a chi vuole, ma non accetto che si dica in giro  che il nostro gruppo non disponeva della fidejussione. Era l’ultimo dei problemi".

Cosa è andato perso?
“Un progetto ambizioso, avevo personalmente contattato persone del territorio che avevano in mente qualcosa di bello per il rilancio della Pro Patria, è andata male, pazienza, ci abbiamo provato,  l’importante è che la Pro Patria abbia un futuro”.
 
Mi piacerebbe che quanto mi ha detto lo potessero sentire i tifosi dalla sua voce, sa com’è, a volte si corre il rischio di non scrivere quello che si sente…
“Nessun problema da parte mia, invitatemi quando volete al Pro Patria Clubs e dirò ai tifosi quello che ho detto a lei oggi. Questa mattina mi sono arrivati diversi messaggi sulla questione e mi è parso di capire che qualcuno abbia inteso una realtà errata. Non siamo arrabbiati con patron Vavassori per il fatto che  non ci ha ceduto la società, ma nemmeno si può dire che  il problema fosse la fidejussione. Ripeto per l'ennesima volta, il problema è stato una diversa valorizzazione economica della società”
Flavio Vergani
 


Dopo le domande, ecco le risposte. Bene, anche se il metodo è davvero singolare e persino un po’ buffo.L’avvocato Rimoldi spiega le sue ragioni ai lettori della Prealpina, patron Vavassori risponde dalle colonne della Provincia di Varese.I canali di comunicazione della società sono chiusi per ferie ormai da mesi, non rimane che rivolgersi al quotidiano di riferimento per avere la certezza che carta canti e dica quel che le parole insegnano. Certo è che in tempi di crisi obbligare al doppio acquisto del giornale per sapere è quasi una esagerazione. I più dribblano il problema e preferiscono leggere i riporti gratis, con tutti i rischi dei riporti. Faremo gli studenti modello e imponendoci del lavoro straordinario attaccheremo persino la carta che canta per respingere l’accusa di non scrivere quello che viene detto. Puntiamo al Purgatorio.
 Detto questo, passiamo al dunque. Come sempre gli interlocutori sembrano parlare due lingue diverse.  Uno dice che il prezzo è salito di 200 mila euro, l’altro replica che in realtà trattasi di un debito che avrebbero dovuto pagare i subentranti, ma siccome la scadenza di pagamento si avvicina e siccome i subentranti non sono subentrati in attesa di una fidejussione ancora virtuale, ecco che il patron pagherà questi 200 mila euro entro il primo agosto per poi recuperarli in seguito dagli acquirenti. Quindi nessun aumento, ma solo diversa allocazione dei costi in termini temporali. Difficile ? No. Vero? Non sappiamo, non c'eravamo.
Fidejussione? Chi è costei? Uno dice di averla, l’altro replica di non averla mai vista. Mettetevi d'accordo , il tempo stringe. Certo è che se dopo tutto questo tempo ancora non vi siete capiti su un tema così importante, mi sa che era meglio lasciar perdere da subito.
Quindi?  No news is bad news, ma esiste una nuova(?) ennesima trattativa, diversamente ecco il piano B. Cosa avete capito che andiamo in serie B? Si, ci mancherebbe anche questa così poi il prezzo sale ancora e non ci compra neppure Briatore.
 Vuol dire salvezza societaria sicura  tentando quella sul campo con la solita masnada di giovani che costano poco, corrono molto e a volte rendono tanto. Insomma, solita minestra, ma è meglio che saltare la finestra.
Diversamente presentatevi con la fidejussione e 500 mila euro cash. Punto e stop
Flavio Vergani 

"Opti Poba è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio", questa è stata la dichiarazione del settantenne Carlo Tavecchio, numero uno della Lega dilettanti e candidato a presidente del FIGC nelle prossime elezioni.
Poi, non contento dellla dichiarazione razzista, Tavecchio h aumentato la dose  facendo riferimento al campionato inglese nel quale questi "mangiatori di banane" non avrebbero spazio se non con un comprovato "pedigree".
Pedigree è un termine che equivale ad albero genealogico, usato per indicare l’elenco completo degli ascendenti paterni e materni di un animale, quale risulta da appositi libri genealogici. Praticamente in Inghilterra fanno giocare gli animali, ma solo quelli di razza. In Italia vanno bene anche i meticci.
Ancor più gravi le sue giustificazioni del post dichiarazione quando Tavecchio ha candidamente affermato  di "non ricordarsi di aver usato questi termini". Peccato che lo stesso sia stato inchiodato alle proprie responsabilità dalle registrazioni audio-video. Il solito tentativo maldestro di dare la colpa agli altri, o meglio ai giornalisti che scriverebbero quello che vogliono e non quello che i presidenti dicono.
Un personaggio del genere a nostro avviso non può aspirare a diventare presidente della Federazione italiana gioco calcio .
A Busto in riferimento ai cori razzisti è andata come è andata, adesso qualcuno ci dica se queste dichiarazioni non sono anche loro da "daspo permanente"oppure se occorre chiudere ancora una volta gli occhi e turarsi il naso premiando questo personaggio con la massima carica del calcio italiano. Non non facciamo finta di niente e diciamo forte e chiaro che interventi del genere sono da censurare e chi le pronuncia deve essere inibito da qualsiasi carica di rappresentanza del calcio italiano.
Per chi non ci credesse : clicca e senti le dichiarazioni di Tavecchio
Flavio Vergani


Premessa importante: non facciamo il tifo per nessuna cordata, ma solo per la Pro Patria. Non sappiamo nulla di quello che accade dietro le quinte, per cui non possiamo giudicare. Possiamo solo sentire quello che viene detto, quel poco che viene detto. Per cui, poi non offendetevi se qualcuno capisce male o interpreta male. Lo fa comunque  in buona fede. Questo sarebbe da sottolineare sempre, insieme al resto, ma non solo il resto.
 Quello che sappiamo oggi perché ce lo hanno detto, anzi è scritto, è che la cordata locale, quella di Sergnese e company ha dichiarato di avere la fidejussione, o meglio, l’avrebbe a breve, ossia a fine agosto. Per cui, detta così sembrerebbe che il più é fatto. Poi, però , viene un dubbio.
Nel frattempo che la banca si prende i suoi tempi tecnici ( 30 giorni?)cosa succede per chi cede ?Deve fidarsi che tutto fili liscio? C'è un modo per garantire che la fidejussione torni dalle ferie e si materializzi a fine mese liberando l'impegnato di Vavassori?
Chiediamo con cortesia giusto per non scrivere decaloghi e peccare per l’ennesima volta senza mai aver avuto assoluzione.
Siamo già all'inferno, ma vorremmo almeno essere ospitati in un girone confortevole. Il Paradiso è a Reggio, qui si soffre, ma il girone dei sette vizi capitali è duro da sopportare, meglio far intravedere la voglia di redimersi seguendo la retta via, magari facendoci delle domande come ci hanno consigliato di fare e non dare solo delle risposte. I decaloghi, o meglio i 10 comandamenti, sono venuti bene solo a Uno, vuoi ""mica" che gli facciamo concorrenza? Anzi, ci ispiriamo per non cadere in tentazione, difficile resistere, ma le bugie non le diciamo e almeno su questo  punto ci sentiamo in pace con la coscienza. Sperando che Dante ne tenga conto. Puntiamo alla salvezza, almeno al purgatorio senza passare per i play out. Per ora siamo sottobraccio a Caronte e vediamo Lucifero (uno che si intende di espulsioni dal Paradiso per la rivolta contro Dio), ma un sms a Catone Uticense lo abbiamo mandato per raccomandarci l'anima. 
 Per cui...
Domanda: esistono formule tipo “put and call”praticabili? Ossia, “te la do ( la società, cosa pensavate?), ma se poi non righi dritto la riprendo”?
E’ scritto sulla Divina Commedia edizione locale che la cordata del vin brulè offre 500 mila euro per coprire i debiti della presente gestione( sottodomanda: anche i rimborsi dei biglietti del Milan?), ma sembra che il patron abbia alzato il prezzo di listino proprio in tempi di saldi e l’affare non s’ha da fare. Come mai questo extra price proprio in dirittura d'arrivo quando sembrerebbe che si tratti sulla cifra da san Valentino?
Cordata due: ignoti al 100%, due emiliani e uno lombardo, domanda: hanno subito in mano la fidejussione? Non si sa. Hanno i 500 mila più i 200mila (ritocchino last minute) che hanno fatto scappare i locali? Oppure è troppo anche per loro? Altra domanda: si è vuotato il parco giocatori perché lo aveva chiesto qualcuno? I locali ? Gli emiliani? Nessuno dei due? Tutti e due? Oppure è stata una facilitazione volontaria del patron che alla fine non ha centrato l'obiettivo?
Ultima domanda (per oggi): se rimanesse patron Vavassori il prezzo della Pro sarebbe destinato a scendere o a salire? Dipende dai risultati direbbe il saggio, ma con gli under 21 il rischio di andare malino sarebbe alto, non è che poi occorrerà fare i saldi fuori stagione?
Sono solo domande, non si arrabbino lor signori e non evidenzi in rosso l’incalzante ignoranza, è solo un tentativo per riflettere e cercare di capire quello che da fuori non è semplice comprendere. Ogni giorno sembra essere quello giusto per concludere la trattativa ed essere al 28 luglio senza squadra, senza proprietà, o quasi, mentre tutti stanno giocando le amichevoli non è certamente cosa normale. Per cui, crediamo sia lecito cercare di capire cosa ancora impedisce il passaggio di proprietà, fino a ieri sembrava la fidejussione, oggi viene qualche dubbio (seppur comprendiamo che averla dopo è diverso da averla subito), mentre spunta un aumento di prezzo che ha gelato l'intero ambiente. Chi è in Paradiso e sa, potrebbe dire a Beatrice di telefonarci con qualche news? Il nostro telefono, mai come in questi giorni, è libero e sempre raggiungibile.
Flavio Vergani



Buongiorno,
Quando ho visto l'intervista del signor (?) Macalli mi sono chiesto se non fosse uno scherzo dell redivivo Groucho Mark o se non si trattasse di un Pesce d'Aprile...  


Impossibile, siamo a luglio!.

E invece era vero! E leggendo quel crescendo kafkiano di dichiarazioni surreali e acrobazie dialettiche non mi sono tanto sentito preso in giro come tifoso (si aggiunge alla schiera dei tanti che già lo hanno fatto sulle spalle dei tifosi e della società)  quanto ho reputato quelle parole un'offesa alla mia intelligenza e quella di tutti i tifosi della Pro Patria.

Forse che per far sorgere qualche dubbio in più al signor Macalli sulle "vaghe anomalie" di questa situazione sia necessario che la Reggiana comunichi (tra le altre cose) un cambio di colori sociali dagli attuali a quelli  Bianco-Blu? O che cambi il nome in Pro Reggiana?
Amedeo C.



Amedeo Cocco

Un’atmosfera magica che subito raggiunge l’anima e ti fa stare bene. Ti guardi intorno e vedi solo amici. Non importa se con loro ieri o l’altro ieri magari non ti sei trovato d’accordo. Nessun rancore. Guardi i volti ed è come aprire un libro di storia. La nostra storia. Ognuno di loro ti proietta in un momento della tua vita riportandoti ai tempi della gioventù, della maturità o solo di qualche giorno fa.
C’è il Lele Magni e mi appare la sua corsa a perdifiato per rincorrere l’arbitro Pieri, quel giorno facevo il tifo per lui dagli spalti sperando facesse giustizia anche per me. C’è il Sergio Marra che mi ricorda il papà, quanto mi ha voluto bene quando da piccolo mi teneva lontano dai pericoli degli stadi più bollenti. C’era il Bacchi, il Rigon, l’Enrico Colombo e guardandoli mi è venuto in mente il Cuore Biancoblù e anche chi ora non c’è più.
C’è il Lorenzo Pisani, lui mi ha fatto vedere il Papa, mi tornano in mente giornate splendide, indimenticabili e guardandolo lo ringrazio con il pensiero. C’è il presidente Centenaro che ha trovato la formula del successo per rendere speciale quel che prima era normale. Ha aperto le porte, quella gente che oggi mi ha emozionato fino a qualche tempo fa non c’era. Vuoi mettere la differenza tra autocelebrarsi e venire celebrati? Vuoi mettere la differenza tra il noi e il voi? Vuoi mettere il coraggio di unire rispetto alla facilità con cui si divide? Poi ho guardato in giro. Le donne tigrotte erano tante e hanno dato quel tocco in più pennellando di colore un quadro ricco di dettagli. C'è il Roberto Blanco che dipinge quadri d'autore con la sua Canon per rendere eterno un momento sfuggevole.
Dettagli che fanno la differenza, ogni volta  sorprende la cura con la quale si pensa a tutto. Le paste, le pizze, il melone, l’anguria, gli affettati, gli spiedini di verdure, le bevande di ogni tipo trasmettono la meticolosità con la quale si è preparato l’evento e l’attenzione verso tutti. Le coppe sono luccicanti e imponenti per non correre il rischio di far brutta figura con il campione. C’è l’assessore allo sport Alberto Armiraglio a dare ufficialità alla serata e la sua presenza impreziosisce l’evento con l’aureola che solo certe presenze sanno trasmettere.
Poi, ecco entrare Amedeo Cocco ed è come se passasse la “Papa mobile”. La gente si scosta e apre un corridoio come quando passa la maglia rosa del Giro d’Italia. Si leva un applauso che nasce dal profondo del cuore. I più anziani rivedono i tempi che furono, lui racconta che ospitava a casa sua i  giocatori tigrotti, orgoglioso di averli conosciuti, li ricorda ad uno ad uno. L’emozione serpeggia tra la gente, si placano le grida e si concentrano le attenzioni sul Tigrotto doc. Solo il Nando Pellegatta è come lui, gli altri sono in cielo. Come Mario che saluta dal cielo il papà, la sua gente , i suoi colori. Sentire il suo nome è per molti l’inizio di un viaggio nel tempo. Ognuno ricorda un episodio vissuto insieme e una lacrima corre sul viso.
Mario è qui con noi e tutti gli allungano la mano per tirarselo vicino.
Vicinanza reciproca, piacere di stare insieme, orgoglio di sentirsi uniti per una passione comune, condivisione di emozioni forti , un mix che produce una energia magica che rende esclusiva l’appartenenza e forte i legami.
C’è stata anche una premiazione, perché questa era la serata  del decimo torneo di bocce del Pro Patria Club, ma lo abbiamo detto solo alla fine perché sarebbe  stato riduttivo farlo all’inizio.
Ha vinto la coppia Gallazzi- Gambarotto a loro tanti complimenti, ma davvero crediamo che abbiano vinto tutti, perché tutti erano lì per il piacere di esserci a prescindere dal motivo.
Ha vinto ancora una volta la magia che trasforma qualsiasi momento di aggregazione in qualcosa di speciale. Che ti pulsa dentro, che non ti fa venire voglia di andare a casa, che ti spinge a regalare un sorriso a tutti, ascoltare tutti, ringraziare tutti. Ringraziamo quelli che c’erano, quelli che ci hanno fatto star bene, quelli che hanno pensato a tutto e di più. Pensavano di organizzare un torneo di bocce, ma ancora una volta hanno fatto molto di più. Questo vuol vivere la Pro Patria, sentirla in fondo all’anima che pulsa nel nostro cuore. Guardando l’altro ti specchi in te stesso, augurandoti che quello che ricevi da loro lo possa dare anche tu agli altri.
Sentimenti ed emozioni che vengono da lontano che si sono radicatI in maniera indissolubile tra la nostra gente. Sensazioni forti che non sono in vendita, quindi destinate a pochi, a quelli che non mollano, a quelli che non crollano, a quelli che non sfollano. Radici forti che tengono ancora l’albero nonostante le molte bufere. Chi non ha legami forti con il territorio vola via seminando campi di altre città. Noi, invece, siamo duri a morire, siamo come la zizzania e siamo ancora qua… eh già…

Flavio Vergani















































Alessandro CannataroPRIMA DIVISIONE

Pro Patria, c'è un acquisto misterioso

Non c'è la società ma arriva un giovane centrocampista di scuola Inter. Un indizio verso la prosecuzione della proprietà "camuffata" di Vavassori?


Alessandro Cannataro
Busto Arsizio - La società non c'è ma ci sarebbe il primo acquisto per la Pro Patria. Da Pistoia infatti, arriva la notizia dell'arrivo a Busto del centrocampista Alessandro Cannataro. Tra Cannataro e la Pistoiese la trattativa è saltata nonostante sembrasse tutto già fatto, il ragazzo scuola Inter, che lo scorso campionato ha giocato in prestito nella Primavera del Livorno, approderebbe alla Pro Patria anziché agli arancioni di Lucarelli, con la formula del prestito. A causare questo improvviso cambio di rotta è stato il mancato accordo sull'ingaggio fra il giovane calciatore e la Pistoiese. Il cartellino di Cannataro appartiene all'Inter. Se fosse confermato questo ingaggio, ci sarebbe un ulteriore indizio che sarà Vavassori (magari con qualche prestanome) a gestire il futuro dei tigrotti. Sempre all'insaputa del presidente della LegaPro, Mario Macalli


Stimatissimo presidente, sono un bambino di otto anni innamorato del calcio e della Pro Patria. Avevo tre anni quando il mio papà, lo scrivente, mi portò per la prima volta al Carlo Speroni ad assistere alla gara di coppa italia: Pro Patria- Gela. M’innamorai subito dei colori biancoblù e di tutto quello che veniva fuori dal rettangolo di gioco. Iniziai così a non perdermi neanche una partita nonostante il freddo della stagione invernale faceva litigare la mamma con il papà. Non puoi rimanere a casa con tuo fratello? No mamma, devo andare allo stadio a vedere il mio amico Giannone e non ti preoccupare perché il papà ha diversi amici che mi riscaldano con il loro affetto e pensa, mi portano anche la coperta da mettere sulle gambe. I popolari coperti il mio posto preferito. Poi, carissimo presidente, un giorno il mio papà viene a casa e mi dice una cosa sconcertante: lo sai che forse la Pro Patria rimane un ricordo? Non capivo e mi feci spiegare meglio cosa volesse dire quella frase. Anzi chiamai Luca (Giannone) per salutarlo e provai a chiedergli se lo avrei ancora visto giocare su quel campo. Mi disse che probabilmente sarebbe andato a giocare altrove con la promessa di chiamarmi al mio compleanno (fatto!!!) e che non si sarebbe mai più scordato di me. Appesi e richiesi al mio papà cosa stesse succedendo perché, essendo ancora troppo piccolo, non riuscivo a capire. Mi fece sedere e disse: stanno andando tutti in un'altra città. Come tutti? Allenatore, segretario, team manager, preparatori e giocatori hanno fatto le valigie e sono pronti per giocare un campionato non molto lontano da qui. A Reggio Emilia. Papà è lontano? No, non ci vuole moltissimo! In un paio d’ore si arriva. E allora perché non andiamo a vedere, tanto sarà come essere allo Speroni. Stesse facce, stesso mister non credi sia come vedere la PRO? Ho anche letto che sabato per la prima uscita stagionale Reggiana A- Reggiana B i bambini saranno sul campo a giocare. Papà perché qui a Busto non si può fare la stessa cosa? Ho letto anche che offrono l’aperitivo a tutti i presenti. Papà perché a Busto quando abbiamo vinto non abbiamo festeggiato? Senti papà, mi sono stufato di farti un sacco di domande. Non è che puoi dirmi tu come la pensi?Hai ragione figliolo. E’ difficile da spiegare. Mi credi se ti dico che ancora non ci ho capito granché. Anch’io credo che sarebbe come vedere la Pro! Purtroppo però non è così perché non si gioca a Busto e non sono così sicuro che lì trovi qualcuno disposto a offrirti una coperta per l’inverno. E poi, visto che sono a credito, non vorrei investire ancora soldi e rischiare di dover, un domani, andare in un'altra città.Se proprio vuoi, visto che ti piace giocare a calcio e fare come il tuo papà, farlo alla Pro, chiedi a qualcuno di questi signori se due volte alla settimana ti viene a prendere a casa e poi ti riporta indietro. A SPESE SUE! 

Luca Cirigliano

Questa sera, al bocciodromo del bar Ponchielli verranno disputate le semifinali e quindi la finale per eleggere il decimo campione che riceverà il trofeo alla memoria di Mario Cocco.
Poi, festa con tutti i partecipanti con un rinfresco che potrebbe anche salutare l'avvenuta cessione societaria attesa per queste ore.
Vi aspettiamo numerosi

Andrea Fazzari, fondatore del museo della Pro Patria
Una certezza tra tante incertezze. A Settembre aprirà il Museo della Pro Patria che verrà ospitato nei locali posti sotto la tribuna centrale dello stadio. Lo storico Andrea Fazzari, da vero tigrotto, non ha mollato un centimetro e con determinazione ha superato tutti gli ostacoli che lo separavano dall’obiettivo, riuscendo a concretizzare un idea fantastica che adesso tutti possono coltivare per rendere il museo la nostra storia che parla.

Quindi, se disponete di foto storiche, maglie, bandiere, striscioni, biglietti, abbonamenti, gadgets, palloni, libri o qualsiasi altro oggetto riguardante la Pro Patria lo potrete donare al museo per condividerlo con chi verrà dopo di noi.

E’ possibile consegnare gli oggetti direttamente ad Andrea Fazzari per chi lo conosce oppure rivolgendosi ai club organizzati.

Sta nascendo qualcosa di meraviglioso e fantastico, per questo ringraziamo Andrea ma anche chi ha dato la sua disponibilità a supporto del progetto. Adesso tocca a tutti noi, forza, rovistiamo nei cassetti e diamo luce ai colori biancoblù, unici, inimitabili e inossidabili. Guardiamo al futuro ricordando il passato, l’antro della tigre aspetta i vostri cimeli e siamo sicuri che non deluderete le aspettative di Andrea.

Flavio  Vergani


Domanda: ma a chi piace questo talento visto che chi c'è  se ne sta andando via e chi dovrebbe arrivare non è ancora arrivato? Chi è questa Pro Patria cui piace il talento dell'Inter?

CALCIOMERCATO

Pro Patria, piace un talento dell'Inter

24.07.2014 12:00 di Nicolò SCHIRA Twitter: @NicoSchira   
 
La Pro Patria ha messo gli occhi sul giovane centrale, classe '95, Alessandro Cannataro dell'Inter. Si lavora ad un prestito con i nerazzurri, che hanno già avallato l'operazione. Resta da convincere il ragazzo a sposare il progetto bustocco.


Dopo Andrea Sala , passato dalla Ternana alla Pro Patria, dalla Pro Patria alla Reggiana e dalla Reggiana alla Ternana, ecco Luca Giannone passare dal Crotone alla Pro Paria, dalla Pro Patria alla Reggiana, dalla Reggiana al Bologna. Il prossimo dovrebbe essere Cristian Andreoni, che passerà dalla Pro Patria alla Reggiana, dalla Reggiana al Varese.
Insomma, la Reggiana si sta dimostrando uno splendido esempio di agenzia di collocamento, prima ha dato lavoro a 17 lavoratori ex Pro Patria disoccupati dopo la dismissione aziendale, poi ha trovato eccellenti soluzioni lavorative per i tre curricula migliori. In confronto OpenJob, Monster o Trovalavoro sono dei dilettanti. Viene quasi voglia di inviare un curriculum!


Abbiamo letto su un giornale locale che un gruppo di tifosi della Pro Patria ha ritenuto “inelegante”la class action del Pro Patria Club attuata per avere il rimborso dei biglietti di Pro Patria Milan. Si poteva agire diversamente secondo questi tifosi, per esempio recuperando il credito con forme più “fair”. Quali? Presto detto: un bonus a favore del tifoso per assistere gratuitamente a qualche gara della Pro Patria, oppure uno sconto sull’abbonamento, oppure qualche trasferta gratis.
Seguendo il consiglio che ci è stato fatto, prima di scrivere il decalogo ci facciamo qualche domanda per non cadere nei vizi capitali, li abbiamo persino pubblicati per ricordarceli ogni giorno, anche se spesso non troviamo corrispondenza tra la colpa commessa e il peccato capitale, forse anche qui manca la fidejussione che rende farlocco il capitale.
Ecco le nostre domande:

1)A un tifoso del Milan interesserebbero le forme di credito proposte ? Non crediamo visto che erano alla partita per vedere il Milan e non certamente la Pro Patria e degli sconti proposti non saprebbe che farsene.
2)A chi spetta proporre ai tifosi uno sconto sull’abbonamento o sul biglietto di ingresso? Al Pro Patria club? Oppure alla società? Vi risulta siano state proposte forme alternative per avere i soldi? A noi no.
3)Quanti tra i tifosi presenti alla partita con il Milan vanno poi in trasferta con la Pro Patria? Tutti? Non ci risulta. Molti? Non ci risulta. Pochi? Pochissimi e quei pochissimi spendono così tanti soldi che del rimborso se ne fanno un baffo, avranno già buttato via il biglietto e aggiunto la perdita al proprio conto economico che certamente non verrà inficiato da tale cifra.
 A tutti gli altri cosa rimborsiamo? Come rimborsiamo? Ma, soprattutto, quando rimborsiamo? Se è inelegante la class action, troviamo qualcosa di più elegante, ma facciamolo, per ora la realtà è che i tifosi che hanno creduto alle promesse sono rimasti in braghe di tela. per ben 18 mesi Essere eleganti in braghe di tela è esercizio molto difficile anche per i migliori stilisti del mondo, per cui essere ineleganti ne diventa una conseguenza e non una scelta, ma non ce ne vogliano i cultori del fashion, non è colpa nostra se nessuno ci ridà quel che serve per coprirci.

Flavio Vergani

Pro Patria, spunta un nuovo nome per la panchina

 
 
Nella lista dei papabili mister della Pro Patria spunta il nome di Maurizio Braghin, ex Pro Vercelli e Carrarese.


Giornata di stop delle trattative quella di ieri a causa dell’assenza di patron Vavassori localizzato da google maps a Barcellona, forse a trattare Messi per la Reggiana. Scherzi a parte, ma sorridere ogni tanto fa bene visto che qui da troppo tempo si piange o si litiga, sembrerebbe che la giornata decisiva per le sorti della Pro Patria possa essere  domani quando il patron incontrerà le cordate interessate all’acquisto della Pro Patria per un definitivo dentro o fuori. La tifoseria è vigile e segue con apprensione e attenzione quanto sta accadendo pronta a sostenere con entusiasmo i nuovi arrivati, un po’ meno a sostenere un progetto con ancora patron Vavassori a capo della società, se questo vorrà dire una squadra di under 21. Certamente, in mancanza di alternative, questo sarebbe il male minore, ma in tal caso occorrerà spiegare bene, per filo e per segno, l’effettiva incapacità dei candidati rimasti sul campo a  coprire quel che occorre coprire, ossia garantire la fidejussione e disporre dei fondi necessari per i costi di gestione. Inutile dire che il clima che si è creato dopo le dichiarazioni di Vavassori alla stampa hanno definitivamente contrariato la tifoseria che richiede, oggi più che mai, aria fresca per ricominciare una nuova stagione che possa  azzerare un passato dove si è vinto  molto sul campo, ma si è perso fuori,  a causa di una discutibile politica comunicativa che ha arato e reso sterile qualsiasi relazione tra tifosi e società. Una frattura grave che deve essere ricomposta per ridare la Pro Patria ai suoi tifosi generando al contempo un nuovo “engagement” della città che non potrà chiamarsi fuori nuovamente di fronte a nuovi proprietari. Se il problema era Vavassori, non potrà continuare ad esserlo anche quando non ci sarà più, diversamente il problema avrebbe un altro nome, ma a quel punto sarebbe una giustificazione e non più una motivazione.
Un abbonamento in più dell’anno prima, un euro di incasso in più dell’anno prima, un bambino in più allo stadio dell’anno prima, questo, a nostro avviso, potrebbe essere la sfida iniziale del prossimo anno se la società avesse un futuro stimolante. Obiettivi minimi, ma che darebbero un segnale. Ma, ovviamente è presto per parlare di futuro, occorre risolvere il presente, ma la voglia di ripartire è tanta e ci piace fin da subito fantasticare. Se, invece non arrivassero novità, inutile nasconderci dietro un dito, sarebbe un anno sgonfio di stimoli e candidato perfetto per battere ogni record negativo sul campo e fuori. Crediamo non convenga a nessuno.
La giornata di ieri è stata persino divertente sui social network dove sono state commentate con ironia e sarcasmo le dichiarazioni del presidente Macalli rilasciate alla Prealpina dove con un esercizio di raro equilibrismo dialettico si è goffamente cercato di comunicare la convinzione che patron Vavassori nulla abbia a che spartire con l’esodo dei giocatori e dello staff della Pro Patria verso Reggio Emilia. Seppur non esista documento che comprovi l’acquisizione di quote della società granata da parte dell’attuale proprietario della Pro Patria proprio per l’impossibilità dello stesso a detenere quote di due società frequentanti la stessa categoria, i tifosi si sono dapprima risentiti e poi divertiti sull’argomento.
Non esiste documento che certifichi il fatto che la terra giri intorno al sole, eppure ogni giorno assistiamo all’alba e al tramonto, non esiste documento che certifica che si nasce e poi si muore, eppure tutti i giorni succede e, nonostante la mancanza della prova provata,  tutti credono all’alba e al tramonto, alla nascita e alla morte. In questo caso, tutti sono convinti di quello che il solo Macalli ritiene improbabile per mancanza di certificazione ufficiale. Il tempo sarà come sempre galantuomo e ci dirà se i destini sportivi del patron coincideranno con le certezze dei molti o con quelle di Macalli.
Intanto, inviamo tanti auguri a Riccardo De Biasi gravemente infortunatosi al ginocchio dopo il suo primo allenamento con la Reggiana, nel suo ruolo possiamo offrire alla Reggiana il bravo Spanò che già lo scorso anno si dimostrò valido sostituto di Polverini in quella posizione. Si propone un contratto di solidarietà a titolo gratuito.
Oppure, se si volesse qualcuno dal fisico più prestante, proponiamo Zaro un giovane granatiere. Potrebbe essere un’occasione da non perdere e forse un errore da non ripetere. Dopo aver discutibilmente perso Zaro padre, non si perda Zaro figlio, a noi rimarrebbe solo lo Spirito Santo, ma ce lo faremo bastare.

Flavio Vergani

Inizia male l'avventura dell'ex tigrotto Riccardo De Biasi che durante il primo allenamento con la Reggiana ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio con interessamento del menisco. Per lui un lungo stop.
Auguri di pronta guarigione al giovane centrale granata

Sport
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“SOLO CHIACCHIERE” PER IL NUMERO UNO DELLA LEGAPRO
Vavassori dalla Pro Patria alla Reggiana? Macalli cade dalle nuvole
BUSTO ARSIZIO - Due indizi - si dice - fanno una prova. Non per il presidente della LegaPro Mario Macalli che, di fronte al passaggio alla Reggiana di ben undici giocatori della Pro Patria (senza contare tecnici, dirigenti e il portiere Sala già rigirato alla Ternana), non riscontra nessuna stranezza. Nell’intervista pubblicata oggi sul quotidiano “La Prealpina”, il numero uno della categoria difende di fatto l’operato dei suoi consiglieri di Lega (Alessandro Barilli, attuale presidente della Reggiana, e Pietro Vavassori, patron dei tigrotti), disconoscendo le ricorrenti voci di un ingresso dell’attuale numero uno biancoblù nella società granata.
Il leader massimo della categoria non si scompone di una virgola (“ma questo, scusi, chi l’ha detto?”), respingendo ogni riferimento al fatto che Pietro Vavassori stia amministrando, contemporaneamente, due club nella stessa categoria. Una gestione contraria alle regole federali.
“Se così fosse agiremmo immediatamente - è la chiosa lapidaria di Macalli - Da noi contano le regole e finora anomalie non se ne vedono. L’unico dato reale è il trasferimento di calciatori che avviene secondo la procedura corretta, il resto sono solo chiacchiere”.
Ma i tifosi della Pro Patria sono davvero così stupidi da non comprendere la realtà dei fatti? Più di qualcuno non ci sta a farsi prendere per il naso e sui social sta nascendo un’originale forma di protesta per farsi sentire tra le alte sfere del calcio italiano.
a.m.
pubblicato il: 22/07/2014