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Dall'intervista rilasciata alla Gazzetta di Reggio da Vavassori si leggono due notizie: la prima che segue le gare della Pro Patria, evidentemente in streaming, la seconda che ha già fatto le sue consuete previsioni mettendole in busta chiusa. Ci piacerebbe sapere se c'è una busta anche per la Pro Patria con scritto "salvezza" oppure se il pronostico è  dedicato solo alla Reggiana. In questo caso sarebbe troppo semplice.

Vavassori consiglia alla Reggiana l'acquisto di Giannone.

REGGIO EMILIA. «Prima della partita avevo detto a Bruccini, da bordo campo, che avrebbe fatto gol. E lui mi ha accontentato».
Ha dunque doti di preveggenza?
«No, nulla di particolare, solo che qualche volta, anzi spesso, ci azzecco».
Sa anche come finirà la Reggiana questo campionato?
«In effetti ho già scritto le mie previsioni e le ho messo in una busta dopo averle mostrate a qualche amico. Vedremo se ci ho azzeccato».
Intervistare Pietro Vavassori è davvero un piacere. Puoi anche fare domande scomode che lui ti risponde con una battuta sorridente. Ti invita solo ad una limitazione «Per favore non chiedetemi dell'aspetto societario. Qui le cose stanno già al loro posto e non penso che per il momento ci sia bisogno di me. La squadra offre uno spettacolo gradevole, si muove bene, ha un pubblico caldissimo. Penso basti e avanzi».
Ma Lei non ha detto di voler lasciare la Pro Patria? Come mai è a Reggio?
«Perché i ragazzi di Busto Arsizio hanno giocato nel pomeriggio e io, in 45 minuti in treno, sono comodamente arrivato fino a qua dove ho trovato diversi amici. E poi si sa che a Reggio si vive ottimamente. Qui si mangia bene, ci sono donne graziose il chè non guasta, e c'è ampio spazio per la cultura. Cosa si può pretendere di più?».
Non batte ciglio mentre esprime questi giudizi e ti chiedi: ma scherza o dice sul serio?
«No, non ho motivo di raccontare storie. Alla mia età si dice sempre a verità».
Capito: inutile insistere sui dettagli esterni. Andiamo allora alla partita cui ha assistito in uno dei palchi insieme ad Alessandro Barilli e al dg Ferrara.
«Ho sofferto - racconta - e si capisce perché: tifavo per la Reggiana. L'Aquila è però un'ottima squadra e il gol che ci ha fatto nei primi minuti ha messo un po' in affanno tutti. La difesa ancora una volta, sebbene sia composta da molti giovani, si è però comportata bene: aver subito così pochi gol ne è una conferma. Qualcun altro invece potrebbe fare di più. Se c'è qualche lacuna da colmare mi pare sia là davanti. Sarebbe utile compiere un paio di innesti per rendere la squadra capace di pungere molto di più. Allora sì che ci sarebbe da divertirsi».
Ha qualche nome da suggerire?
«Uno lo conoscete bene: questa sera era in tribuna a guardare la partita».
Allude a Giannone?
«L'avete detto voi. E poi servirebbe anche qualcun altro disposto a venire qui. E penso ci sia».
E' vero che vuole cedere la Pro Patria?
«L'ho affermato e lo confermo. Comunque la Pro Patria si è battuto bene pareggiando».
Pensa che l'innesto di Alessi poteva avvenire prima?
«Alessi è un grande, o per meglio dire lo è stato. Ora è giusto far largo ai giovani. Il mister lo sa».
Tornerà presto a rivedere la Reggiana?
«Senza dubbio. Anche perché voglio verificare se il mio pronostico è azzeccato». (l.v.)

Monza, Criscitiello attacca Ulizio: "È una delusione e ha debiti con noi. Intervenga il sindaco sulle questioni societarie"

Mauro Ulizio
Lunga intervista rilasciata ai colleghi di Monza-News.it dal direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello. Il conduttore televisivo ha punzecchiato senza mezzi termini il direttore generale del Monza, Mauro Ulizio. Queste le affermazioni rilasciate al collega Simone Castelli:
"Ulizio è una delusione sotto il punto di vista umano più che professionale. Vi racconto questa: mi chiamò per presentare in piazza la squadra e mi chiese anche una presenza femminile di Sportitalia. Per simpatia e gentilezza accettamo di mandare a Monza Katia Nicotra con la troupe e facemmo la diretta. Sapete bene che per fare una diretta i costi sono alti. Pattuimmo che non ci avremmo guadagnato nulla, ma i costi vivi dovevano essere del Monza. Bene, dopo 3 mesi Sportitalia ancora non ha recuperato i suoi soldi e Ulizio non risponde alla nostra amministrazione e al sottoscritto via mail. Questione assurda e senza precedenti. Dovrebbe intervenire il Sindaco di Monza sulle sorti del club".

Caso-Pergocrema: Macalli prosciolto

 
Questa mattina presso il Tribunale di Firenze, Mario Macalli, presidente della Lega Pro è stato prosciolto dall'accusa di abuso d'ufficio in relazione ad un'inchiesta sul mancato versamento alla società Pergocrema dei diritti tv.
 Fonte: www.tuttolegapro.com

Mario Macalli, presidente della Lega Pro, è stato convocato per questa mattina alle ore 11 al Tribunale di Firenze in merito al procedimento nei suoi confronti per il caso Pergocrema . Gli ex dirigenti del club hanno denunciato Macalli per il fallimento della società, causato dalla sospensione di un bonifico di 256.488,80 euro destinato al Pergocrema e bloccato dallo stesso Macalli - senza motivo. Ma non solo: il presidente della Lega Pro è stato anche deferito per la violazione dell'art. 1 della Figc, in quanto sono stati registrati a suo nome quattro marchi riconducibili al club poi fallito e per aver poi ceduto il titolo dell'Us Pergolettese 1932 all'As Pizzighettone che ha poi di fatto partecipato alla Seconda Divisione nel 2012/2013. 
Fonte: tuttolegapro


Pro Patria Giana Erminio iniziava alle 12,30. Reggiana L’Aquila alle 18.00. Patron Vavassori avrebbe potuto presenziare ad entrambe. Ha scelto Reggio Emilia. Forse per respirare l’aria della prima in classifica o per ammirare uno stadio con 4.400 presenze, o forse  solo per sedere a fianco di personaggi di spicco dei quali Reggio ne è ricca. I cinesi stanno acquistando l’aeroporto di Parma per convertirlo a scalo commerciale con 7 voli quotidiani verso la Cina. Una ghiotta occasione per Italsempione. Giusto esserci dove il business chiama.
A Reggio attendono il patron mentre a Busto attendono che se ne vada.
Potendo scegliere il patron decide per dare attenzione alla Reggiana che non è sua, trascurando la Pro Patria di cui detiene la proprietà. Sceglie un prodotto concorrente come se Giovanni Rana acquistasse i tortellini della Fioravanti.
Vuole vendere il suo passato che lo tormenta nel presente, ma non riesce. Come venditore sembra essere meno bravo che come produttore. Troppo tempo sta passando senza risultati e in una compravendita i tempi lunghi sono sempre forieri di cattive novità.
L’errore di base è stato commesso appena si è messo il prodotto sul mercato. Dapprima svalutato e dequalificato con una campagna “media” che ha fatto rabbrividire gli esperti del marketing comunicativo, utile solo a prendersi piccole rivincite verso chi meritava, a suo avviso, una tiratina d’orecchie.
Poi il prodotto è stato saccheggiato dei suoi “asset” con la migrazione delle eccellenze verso Reggio Emilia. Un tentativo disperato di abbassare il prezzo di listino, realizzando utili tramite la dismissione del reparto produttivo. Non è bastato.
Si è quindi pensato di affittare il ramo d’azienda a terzi utilizzando il modello “franchising” seppur anonimo. Un negozio senza insegna affollato da figure che non possono dire, fare o disfare. Chi decide sta nel retrobottega e a volte nemmeno lì.
Incassata la rata di affiliazione, il patron ha cercato di dimenticare Busto e la “sua “creatura distraendosi in quel di Reggio Emilia seduto nel salotto che conta.
Un comportamento discutibile visto che la Pro Patria per lui aveva radici lontane che affondavano negli affetti personali. Come può assistere in silenzio a quanto sta accadendo ai biancoblù?
Questo è quello che ci sorprende di patron Vavassori che ben abbiamo conosciuto nel passato come uomo con molte più qualità di quelle che sono emerse durante il suo vicariato. Qualità spesso annegate dal suo stile comunicativo e dalla sua difficoltà ad incidere nella comunicazione relazionale. Mai avremmo creduto che potesse cadere in tale disinteresse per la sua creatura. Molti dicono che lo stia facendo per fargliela pagare a Busto. Può essere, ma il primo a pagare sarebbe lui. In tutti i sensi. Retrocessione uguale rinuncia a contributi federali.Mancata vendita uguale mancato ingresso nelle Reggiana. Mancata vendita uguale costi di gestione a  suo carico fino a fine anno.Qui c’è qualcosa che non funziona. Ci sembra strano tutto quello che sta accadendo per reputarlo normale.
Vien da pensare che la Pro Patria sia viva solo grazie ai contributi federali del passato anno con i quali si sfamano le bocche dei giocatori e di quelli futuri che potrebbero tenere in vita il club. Questo però sarebbe sopravvivere e non vivere!
Sinceramente, da uno come Vavassori ci aspettavamo una soluzione diversa, del tutto in linea con le sue qualità di manager di successo. Il fatto che non lo stia accadendo apre inquietanti scenari. Forse qualcosa è andato storto nella sua programmazione  e il rischio che si ritrovi con il cerino in mano è alto. Ovviamente, in tal caso, il problema non sarebbe solo suo.
Flavio Vergani

Sappia il presidente di Lega Pro Mario Macalli che nella puntata odierna di Striscia la Notizia è andata in onda la sceneggiata del giocatore del Como Fietta che è caduto a terra come se fosse stato colpito dal fulmine dopo che Baclet gli aveva appoggiato la fronte  sul capo.
Bordate di risate per il pubblico di Striscia che ha ironizzato sulla simulazione plateale del giocatore del Como.
Un po' meno ridono i tifosi della Pro Patria che si sono visti privati del proprio giocatore per due turni.
Sarebbe bastato dare un occhio alla prova televisiva(visto che adesso c'è pure la diretta streaming) per capire cosa fosse realmente accaduto e squalificare Fietta e non Baclet.
Ma evidentemente la televisione serve solo per far soldi, oppure come nel caso di Striscia la notizia per far ridere.
Non si è persa l'occasione per far sapere a tutti quanto ancora questo calcio sia lontano da una minima credibilità.  Un giorno venga a Busto presidente Macalli, sarà un piacere raccontarle le migrazioni di massa dei nostri giocatori verso Reggio Emilia, le gestioni sportive effettuate da non identificati dirigenti mentre patron Vavassori si gode le partite al Mapei stadium di Reggio Emilia (casualmente), partite giocate dalla Pro Patria non con la miglior formazione a causa di giocatori relegati volontariamente in tribuna per costringerli ad autoridursi lo stipendio Che cos'è tutto questo? La solita anomala normalità?
A Busto facciamo più ridere che Striscia la notizia, ma non per colpa dei tifosi! Qualcuno, qualche tempo fa  si scandalizzava per qualche salamella e del vin brulè preparate dai bustocchi, ma se si considera quello che sta accadendo oggi i tifosi della Pro Patria erano solo dei dilettanti.
Loro almeno facevano ridere, adesso qualcun' altro sta facendo piangere.
Flavio Vergani

Riceviamo una lettera cartacea con tanto di busta e francobollo. Scritta a mano, in corsivo e già questo trasmette un valore particolare. Quasi un cimelio da Museo della Pro Patria. Chi ha avuto questo desiderio di esprimere il proprio rammarico per le vicende societarie è un gruppo di tifosissime senior.
Una lettera da leggere tutta in un fiato.


Siamo un gruppo di vecchie tifose della Pro Patria stufe, stanche e deluse, di vedere improponibili e inguardabili partite dei ragazzi(Vicenza, Mantova, Como). Ma dove sono finiti i tigrotti? Le tigri combattono, cadono, si rialzano lottando con orgoglio per ottenere ciò che vogliono…A noi, ultimamente, sembrate della pappemolli che entrano in campo svogliate, per tirare due calci al pallone senza spirito né agonismo quasi incapaci di mantenere il vantaggio..

Paura di vincere? Una vittoria è una benedizione?E  il popolo bustocco ne fa fiero ma rischiate di trovarvi con le Speroni vuoto se giocate da polli.
È così bello tornare a casa dopo aver conquistato i tre punti e dire ai nostri fidanzati, mariti e amanti che abbiamo vinto! Olè stasera si festeggia!
Grazie a mister Oliveira che sta gestendo questa non semplice situazione, siamo certe che se potesse metterebbe le scarpette e via in campo con Matteo!

Non sappiamo il motivo del no di Calzi, troppi soldi? Ogni tanto un sacrificio si può fare per far tornare a Busto un giocatore del suo calibro.
Signor Vavassori che intenzioni ha? La società ha bisogno di costante sicurezza e stabilità. Il suo comportamento sempre in dubbio non agevola le cose. Se decide di restare bene, ma non tenga il piede in due scarpe, non ne vale la pena. Busto non merita di essere trattato così.

Grazie per lo sfogo e sempre Forza Pro Patria!
(Seguono firme)

Pubblichiamo una selezione di foto scattate dal mago delle immagini Daniele Belosio. Nella galleria fotografica potrete vedere l''intero servizio
 



















MELILLO 7 - Tiene a galla una difesa in balia degli
avversari. Il pari è anche merito suo.
GUGLIELMOTTI 5.5 - Si fa ammonire ed esce praticamente
dalla partita. Non spinge e fatica a tenere
in fase difensiva.
TAINO 5 - Smarrito dopo il brillante inizio di campionato.
Il ruolo di terzino sinistro non fa per lui.
GEROLINO 5.5 - Dovrebbe dare un minimo di
esperienza alla difesa e invece si perde nei momenti
topici.
ZARO 5.5 - Discreto nei contrasti ma deve migliorare
sul piano tattico ed essere più disciplinato.
BOVI 6 - Fin quando ha gamba dà il suo contributo,
sfiorando anche il gol.
CANDIDO 6 - Quando ha spazio e accelera diventa
imprendibile. Ora serve il salto di qualità con un
pizzico di cinismo. TERRANI
sv
CANNATARO 6 - Il centrocampo
a tre non è
quello che preferisce.
Spende tanto e cala alla
distanza. BIANCIARDI
sv
SERAFINI 6.5 - Attaccante,
centrocampista
a volte difensore. Se fa
pure il magazziniere...
D’ERRICO 5 - L’espulsione
è colpa sua. La prima ammonizione è gratuita
ma sacrosanta, la seconda affrettata. Risultato:
lascia in dieci i compagni e salterà Lumezzane.
MOSCATI 5.5 - Dalla tribuna alla maglia da titolare
il salto è troppo grande. Almeno per adesso visto
che ha giocato poco e la condizione è approssimativa.
CANNONI sv
ALL. OLIVEIRA 6 - Il 4-3-3 è azzardato ma anche
in linea con la sua mentalità. Corregge in corsa e
salva il pareggio.
 


Vincenzo Melillo 6,5:  Lo stellone è dalla sua. Mette un paio di pezze guadagnando la giornata. Invitto

Davide Guglielmotti  6:  La briglia non è sciolta come al solito. Risparmioso
 
Adolfo Gerolino  5,5:  Guida la linea con piglio da film muto. Soffuso
 
Giovanni Zaro  5,5: Mulina le pertiche procurando qualche brivido. Irrequieto
 
Marco Taino 5,5:  Il Barba rimpiange i bei tempi a centrocampo. Nostalgico
 
Roberto Candido  6:  Si accende nella ripresa quando ha campo da attaccare. Sfrontato (dall’85′ Giovanni Terrani  s.v.: Gli spiccioli di gara non gli garbano e si vede. Inappagato).
 
Nicolas Bovi  6,5: Sfiora il bersaglio dalla distanza mostrando nerbo finchè c’è birra in corpo. Fermentato
 
Alessandro Cannataro  5,5:  C’è ordine ma non il pelo necessario a quelle latitudini.
Flou. (dall’82′ Lorenzo Bianciardi  s.v.: Timbra il biglietto in vista del capolinea. Passeggero).
 
Andrea D’Errico  5,5: Non è al top e il grip nel motore gli regala un pomeriggio ansioso. Fibrillante
 
Matteo Serafini  6,5:  E’ l’Ibrahimovic della categoria (Cesare Albè dixit). Serve fosforo in mediana? No problem! C’è il Capitano. Multitasking
 
Filippo Moscati  6:  Prova ad incidere senza dare nell’occhio. Abbottonato. (dal 55′ Alessio Cannoni  5,5: Ha una chance da esterno. Non se la gioca al meglio. Sottile).
 
Allenatore: Lulù Oliveira  6: In dieci si gioca meglio. Lo diceva Liedholm. Comincia a pensarlo anche Lulù. Formattato
 
Arbitro: Lorenzo Bertani di Pisa (Biasini / Bianchini) 5: Prende la targa di D’Errico e non si dà pace fino a quando non lo caccia. Virale
 
 
 

Melillo: 6,5
Partita attenta del portiere tigrotto che salva il risultato con due parate impegnative. Giocare con davanti a sé una difesa del genere potrebbe causargli aritmia cardiaca, ma lui rimane tranquillo e risponde presente quando chiamato in causa

Guglielmotti: 6
Condizionato dalla immediata ammonizione gioca la sua onesta partita cercando di sdoppiarsi nelle due fasi, ma la coperta è corta e quando si sgancia dietro si apre il baratro

Taino: 5
Ha perso il passo del difensore. In sala stampa mister Oliveira ha detto che nel ritiro di agosto si è accorto che non è un terzino sinistro, ma un ala viste le caratteristiche di spinta. Ma, occorre fare legna con quello che si ha per cui il sacrificio è dovuto. Il risultato però è del tutto insufficiente.

Zaro 5
A parte le consuete incertezze in fase di impostazione, conferma le difficoltà mostrate a Como quando l'avversario lo punta in velocità. Nel primo tempo condivide la responsabilità con Gerolino quando i due fanno le belle statuine e il centravanti avversario colpisce indisturbato il pallone di testa.

Gerolino: 5
È il più esperto, dovrebbe comandare la difesa ma rimane timido al suo posto senza dare sicurezza al reparto. Pianto greco quando salta di testa e non ne prende una nemmeno per sbaglio.

Bovi: 6,5
Giocatore di un altro pianeta in quanto a classe e visione di gioco. Quando sarà a posto fisicamente diventerà un lusso per questa categoria.

Candido: 5,5
In calo rispetto all'inizio di campionato, meno frizzante e brillante anche se nel secondo tempo si sfianca a correre per due.

Cannataro: 5
Anonimo in fase di impostazione, sterile in fase di contenimento. Corre spesso a vuoto trovandosi fuori posizione. Soffre la categoria.

Serafini; 6,5
L'"Ibrahimovic della categoria", questa la definizione coniata dall'allenatore ospite per lui. Alla sua età non è facile trovare calciatori con questo spirito di abnegazione. Difende, attacca, "spizza" e si fa in quattro per dare l'esempio a qualche suo giovane compagno un po' troppo fighettoso.

D'Errico: 5
Paga l'espulsione. Lo avevano capito anche i muri che era nella black list dello scarsotto arbitro pisano. Ci casca come un pollo.

Moscati: 5,5
Tanta volontà ma con poco risultato. Soffre il ritmo partita dopo la lunga assenza. Questo ragazzo nelle giovanili del Novara segnava a valanga. Non si sarà imbrocchito tutto in un colpo, ma occorre capire cosa gli manca per diventare un giocatore di valore.

Oliveira: 5
Per diventare allenatori di successo occorre saper dire di no. Di fronte ad una chiara limitazione di scelta tecnica imposta da terzi che non dovrebbero avere competenze tecniche, occorre prendere gli opportuni provvedimenti. Diversamente si diventa complici di una situazione che ha dell'assurdo. Poi, inutile prendersela con gli altri giocatori, si schierino i migliori e solo allora si potrà avere la certezza di aver fatto tutto il possibile.


Si scalda la sala stampa nel dopo partita quando un paio di prime firme dei più noti quotidiani locali mettono alle strette Lulù Oliveira chiedendo i motivi della mancata convocazione dei dissidenti Arati e Botturi.  La risposta del "Falco"è la solita, ma il seguito questa volta è diverso: “Non chiedete a me ma alla società, risponde l'allenatore  tigrotto”. Antonelli è presente ma non apre bocca. Ma i giornalisti incalzano, alzano  la voce e invitano caldamente mister Oliveira a dimostrare di "avere le palle" facendo giocare i due esclusi a prescindere dalle indicazioni del governo ombra.
 La stampa presente si compatta e più o meno tutti fanno presenta al mister che questa scelta è dovuta, visto che influisce  direttamente sulla sua performance.
Oliveira dopo aver ascoltato lo sfogo replica con un sibillino: "È la prima volta che mi sostenete".  
In settimana vedremo se "il Falco" troverà il coraggio di sfidare le decisioni dell'"Innominato brianzolo" a difesa della sua autonomia gestionale.
Tornando a parlare di calcio, mister Oliveira commenta:"Voglio parlare dell' arbitro per prima cosa il quale non ha visto troppe cose a nostro favore. Non vedono quello che devono vedere ormai da troppo tempo".
Per quanto riguarda la prestazione aggiunge: " I ragazzi hanno ancora in testa la trasferta di Como, troppa paura nel far girare la palla. Siamo ingenui nelle espulsioni, non sappiamo temporeggiare, non sappiamo gestire le palle scoperte. Sono fondamentali delle scuole calcio! Ė da sempre che insegno queste cose, ma non vedo miglioramenti. Abbiamo giocato meglio nel  secondo tempo per i maggiori spazi che avevamo. I miei giocatori dicevano che vedevano avversari in ogni parte del campo, questo perchė loro si muovevano meglio in  rispetto a noi. Per salvarci dobbiamo cambiare atteggiamento"




Melillo(portiere Pro Patria)
Melillo (portiere Pro Patria): "In dieci abbiamo giocato meglio che in undici  Certo è che ci manca un leader, parliamo poco tra di noi e  mancano i giusti movimenti. Regaliamo troppo agli avversari, anche se questa volta ci ė andata bene. A Busto mi trovo bene anche se manca il sole delle mie zone, sono ancora in albergo e questo mi causa qualche disagio".


Albė (allenatore Giana Erminio): " Il nostro ė un calcio sano, siamo una realtà diversa dalla vostra, arrivando qui ho visto lo stadio e conosciuto la storia della Pro e devo dire che è un altro pianeta.
Nel secondo tempo abbiamo giocato male, la Pro pressava bene e devo dare atto che sono stati bravi a contenerci. Abbiamo sbagliato molto soprattutto nel primo tempo. Serafini ė fantastico ė l' Ibrahimovic della categoria. Ha fatto recuperi difensivi incredibili, ha preso palla di testa e offerto occasioni ai suoi compagni. A riguardo dell'arbitro dico che sono tutti permalosetti, molti sono scarsi e sbagliano molto- In questa categoria pensavo di trovare più qualità di gioco, invece era meglio in serie D. Qui tutti giocano sulla seconda palla, pure il Bassano che è una ottima squadra, gioca in questo modo. Giocare a mezzogiorno è una sacrificio da accettare per sopravvivere a livello economico grazie ai contributi, rimpiango i vecchi tempi di tutto il calcio minuto per minuto quando l'orario delle partite era per tutti uguale.
Flavio Vergani

Sappia Mario Macalli, presidente della Lega Pro, che anche oggi la Pro Patria non ha schierato la miglior formazione, privandosi volontariamente di due giocatori importanti dell'organico biancoblù regolarmente sotto contratto: Arati e Botturi, tra i pochi ad avere decine e decine di presenze in campionati professionistici. Il motivo lo può chiedere direttamente all'amico Vavassori che sembra avere fatto l'affare della sua vita affittando la gestione sportiva a non identificati esperti del settore, attenti più al proprio portafoglio che a costruire una squadra affidabile. Un affare per entrambi a quanto sembra, per il patron che ha incassato una cospicua rata di affitto e per i fantasmi brianzoli che fanno e disfano nell'ombra con movimenti di mercato del tutto discutibili. La solita normale anomalia con la quale il patron in  modo sbrigativo liquidò la sua vendita all'ingrosso alla Reggiana dei nostri giocatori.
Fatta questa doverosa premessa, prima che il presidente di Lega possa dire che non gli era stato detto, passiamo alla partita.
Un "bitter amaro"l'aperitivo offerto allo Speroni all'ora di pranzo. Partita modesta sotto tutti i punti di vista. L'arbitro ci ha messo del suo fin dall'inizio e anche i ciechi hanno visto che la sua persecuzione nei confronti di D'Errico lo avrebbe portato al cartellino rosso e cos' è avvenuto, ma la qualità del direttore di gara è stata proporzionale a quella dei ventidue in campo.
Troppi espulsi in casa Pro Patria, Ulizio, Baclet, D'Errico gli ultimi di una lunga lista, occorre un diverso atteggiamento. Già la Pro Patria non è irresistibile in undici contro undici, figuriamoci in inferiorità numerica.
Oggi è andata bene che i gorgonzolesi non hanno approfittato sbagliando l'incredibile, soprattutto con il centravanti Ricino che ha evitato di somministrare ai tigrotti l'olio dall'amaro sapore.
In tribuna era presente Calzi che ha confermato che sarebbe venuto a Busto al minimo di stipendio pur di rivestire la maglia tigrotta, ma qualcuno gli ha detto no. Evidentemente il progetto di indebolire il centrocampo rinunciando a Arati e Calzi avrà il suo perché. Per ora lo intuiamo, sperando di sbagliarci. Chiaro è che due indizi fanno una prova e le fette di salame sugli occhi non le abbiamo. Siamo esperti in vin brulé e salamini alla griglia, per cui sfidarci su questo campo è impresa molto difficile. Per ora osserviamo con attenzione l'evolversi della situazione, sperando di sbagliarci.
Per il resto nulla da segnalare, inutile insistere su concetti ormai detti e stradetti. Difesa non adatta per la categoria, centrocampo inesistete ad esclusione di Bovi, attacco che oggi  ha dovuto fare gli straordinari per rinforzare il fortino. Unico appunto a D'Errico, scende in campo con dolori post stiramento, lo fa per il bene della Pro e qui gli diciamo bravo, ma quando il dolore si fa intenso meglio la sostituzione che inutili rassicurazioni al mister. Il palo colpito dagli ospiti è conseguente ad un suo mancato ripiegamento, non effettuato per non forzare a livello muscolare.
Flavio Vergani

 
Riportiamo l'articolo 42 del regolamento che norma e disciplina le attività della Lega professionisti.
Il comma 4 precisa che solo in caso di amichevole è possibile non schierare la miglior formazione, comunicandolo agli spettatori. Ne segue che in campionato non esistono deroghe.
Per cui giocatori come Arati e Botturi che vantano un considerevole numero di gare tra i professionisti esclusi addirittura dalla presenza in panchina a nostro avviso rappresentano un elemento di riflessione sul rispetto delle regole. I due sono sotto contratto e quindi a disposizione del tecnico Oliveira, tutto quello che ne impedisce l'utilizzo meriterebbe un approfondimento da parte degli organi competenti e del Associazione calciatori. Soprattutto considerando il livello medio(basso)dei reparti di competenza.
 
 
 
Art. 42

Norme generali per l'attività

1. I calciatori tesserati per le società associate alla Lega non possono, senza il nulla-osta della

F.I.G.C. e della società di appartenenza, partecipare a gare ufficiali od amichevoli in squadre di

società estere.

2. Le società non possono far partecipare a gare o ad allenamenti calciatori tesserati per altre

società, o valersi di essi o di altri tesserati professionisti per qualsiasi attività sportiva, senza la

preventiva autorizzazione della società di appartenenza.

3. I calciatori e gli altri tesserati professionisti non possono fornire comunque le proprie prestazioni

per altre società, senza la preventiva autorizzazione delle Leghe competenti e della società di

appartenenza.

4. Le società che non intendono schierare la migliore formazione nelle gare amichevoli devono

darne tempestiva comunicazione alla Lega e notizia al pubblico a mezzo di comunicato stampa.

I convocati per la gara di domani, mancano ancora Botturi e Arati per i quali l'obbligo imposto dalla società di ridursi l'ingaggio è ancora un diktat.
- Bianciardi
- Bovi
- Candido
- Cannataro
- Cannoni
- Casantini
- D'Errico
- Gerolino
- Graham
- Guglielmotti
- Melillo
- Moscati
- Panizzi
- Perilli
- Ryustemov
- Serafini
- Taino
- Terrani
- Zanier
- Zaro



Aurora Pro Patria 1919 comunica che domenica, giorno della gara Pro Patria – Giana Erminio, le biglietterie dello Stadio "Carlo Speroni" resteranno aperte dalle 10.00 sino all’inizio della partita.

Dopo la riunione del GOS di questa mattina, si comunica inoltre che sarà possibile acquistare i tagliandi, per tutti i settori dello Stadio "Carlo Speroni", anche per i tifosi ospiti della Giana Erminio purché muniti di regolare Tessera del Tifoso.

Si invitano, comunque, tutti i sostenitori ad acquistare i biglietti online e in tutti i punti vendita BookingShow per prevenire code ai botteghini e facilitare le operazioni di ingresso all’impianto. (http://www.bookingshow.it/spettacolo/descrizione.asp?idevento=55290)

Aurora Pro Patria informa inoltre che, oltre ai canali tradizionali di prevendita, a partire da oggi sarà possibile utilizzare la biglietteria on-line (stampa a casa il biglietto) di per acquistare i titoli di ingresso di tutte le gare casalinghe dei tigrotti.

L'accesso all'impianto sportivo avverrà sempre tramite il controllo elettronico dei tornelli. Per essere ammessi allo stadio sarà necessario esibire all'ingresso quanto segue:

 Valido "Documento di Identità" con cui si è acquistato il titolo di ingresso on line

 La tessera di fidelizzazione/Tessera del tifoso (specialmente per i tifosi ospiti)

 Stampa cartacea ben conservata del titolo elettronico contenente il codice a barre ben leggibile dal tornello

Vi aspetta in tutte le edicole di Busto il nuovo numero del Tigrottino del direttore Andrea Fazzari. Numero da collezione con contenuti graffianti del sempre ispirato Marco Grecchi, i sempre approfonditi editoriali della "Zanzara Tigre", la storia raccontata con precisione e competenza da parte di Sergio Marra, l'intervista a Marco Taino da parte dello stesso Fazzari, la presentazione del match di domani da parte del bravo Marco Mariani che ha fatto la radiografia agli avversari e infine, come sempre, Andrea "Statistiche" Scalvi che dà i numeri.
E poi, tante pillole che informano sulla vita di club.
Cliccate ed entrate nel magico mondo del "Tigrottino".
CLICCA QUI PER LEGGERE IL TIGROTTINO

Dopo la gara aperitivo di domani alle 12,30, dopo la trasferta di Lumezzane prevista per venerdì prossimo alle 19,30 , dopo la gara casalinga con il Bassano di sabato 1 novembre alle 17.00 e la trasferta di Pordenone prevista per sabato 8 novembre alle 15.00, i tigrotti giocheranno la prima gara della stagione di domenica pomeriggio.
Pro Patria Arezzo sarà infatti giocata domenica 16 novembre alle 14,30. Finalmente la Lega Pro si è accorta che esistiamo anche noi, ma forse solo grazie a qualcuno che ha fatto presente il fatto. Uno che alle parole preferisce da sempre i fatti e per questo ringraziamo di cuore.
Flavio Vergani

Questa sera l'attaccante biancoblù Alain Baclet sarà ospite della prima puntata di Bustosport Magazine, che andrà in onda in diretta  su Bustolive (www.bustolive.it) alle ore 21.00


La trasmissione sarà condotta da Giovanni Castglioni e Samuele Ferretti. Oltre all'ataccante tigrotto saranno ospiti anche Arianna Castiglioni, nuotatrice bustocca medaglia di bronzo agli Europei di Berlino, e il suo coach Gianni Leoni.

Per tutti i tifosi della Pro Patria sarà possibile interagire in diretta, e rivolgere domande e curiosità ad Alain Baclet, mandando un'email all'indirizzo diretta@bustolive.it oppure via sms e Whatsapp al numero 347 3862105.


Qualcuno ha tirato un sospiro di sollievo per il pagamento di stipendi e contributi, interpretando questo segnale come uno sviluppo positivo della vicenda societaria. Noi non siamo tra quelli.
Il mancato pagamento degli stipendi comporta punti di penalizzazione di altra natura rispetto a quelli conseguenti al mancato versamento della fidejussione.
La grande differenza è che non permettono di ricevere i sostanziosi contributi federali concessi alle società attente ai giovani calciatori.
Per cui, visto che l’architrave che sorregge il progetto bustocco ormai da anni è il finanziamento di parte del budget con i contributi federali, è ovvio e scontato che si sia dovuto procedere in tale direzione.
Vero anche quello che dice l’amico Andrea Chinello, ossia che è del tutto ridicolo stupirsi di fronte ad un datore di lavoro che paga i propri dipendenti. Dovrebbe essere scontato e dobbiamo dire che con la presidenza Vavassori lo è sempre stato. Ma, ultimamente sembra che succeda solo quello che si vuole che accada.
Il progetto tecnico affittato da Vavassori a attori ben identificati dai fatti, ma non ufficialmente comunicati, poggia su politiche di saving a largo raggio che al momento sembrano privilegiare tutto tranne l’aspetto tecnico.
Rinunciare a Calzi, mettere in tribuna due giocatori come Botturi e Arati regolarmente sotto contratto ma ai quali viene proposta o meglio imposta una riduzione di ingaggio, l’arrivo a Busto di giocatori che non sembrano offrire particolari bonus tecnici ma forse solo margini economici derivanti da ingaggi ridotti, la rinuncia ad un secondo allenatore, fanno pensare che il primo pensiero degli attuali gestori sia quello di almeno pareggiare la rata di affitto pagata al patron per poter gestire il ramo d’azienda.
Lo step due, ossia l’arrivo della cordata di imprenditori con in tasca la fidejussione, avrebbe dovuto chiudere il cerchio, allargando le prospettive. Abbiamo scritto “avrebbe dovuto” in quanto sembrerebbe che la persona con in possesso le credenziali per presentare la fidejussione, abbia più di un problema che lo potrebbero allontanare dal progetto.
Se così fosse si azzererebbe nuovamente il timer delle dead line alle quali nessuno più ci fa nemmeno caso visto la loro totale inaffidabilità.
Ci ritroveremmo con 30 giocatori di qualità media insufficiente per garantire la salvezza ai quali andrà proposto non solo di abbassarsi lo stipendio(per molti impossibile visto che la metà di zero è sempre zero), ma convincerli nel mercato di gennaio a scegliersi altre destinazioni. Ovviamente, ammesso e concesso che qualcun altro si presenti in sede con l’ormai leggendaria fidejussione. Diversamente occorrerà sperare in un lampo di orgoglio di Vavassori che lo convinca ad agire. Certo è che dopo aver vinto due campionati non sarebbe per niente vincente essere ricordato come il presidente della retrocessione. Onore riservato ad altri con profilo del tutto opposto a quello del patron. Certi record, meglio lasciarli ad altri.

Flavio Vergani


La Pro Patria ha ripreso ieri gli allenamenti trovandosi sul “groppone”le due giornate di squalifica per Baclet che salterà così le sfide salvezza con Giana Erminio e Lumezzane. Inutile appellarsi a prove televisive e alibi di seconda mano, chi gioca a calcio da una vita sa perfettamente che le sceneggiate in area di rigore o fuori sono all’ordine del giorno, occorre farsi furbi e non cadere nelle trappole tese. Fosse stato un giovane, forse avremmo avuto più comprensione, ma da uno navigato come Baclet non ci si aspettava tale ingenuità.
Punto due : facciamo fatica a capire il programma di lavoro della squadra di mister Oliveira. È vero che sono state giocate due partite in una settimana nella gara precedente l’infausta serata di Como, ma concedere alla truppa un week end lunghissimo di vacanza (da venerdì sera a martedì mattina) ci sembra davvero esagerato e ingiustificabile.Vista la deficitaria tenuta atletica della squadra e visto che la Pro Patria ha nelle gambe pochissimi giorni di ritiro, ci sembra davvero strana tutta questa voglia di vacanza.
Vero che mister Oliveira ha necessità di tornare in Sardegna frequentemente per motivi personali e che l’assenza di un secondo rende difficile organizzare l’allenamento, ma occorre con urgenza trovare una soluzione a questo in quanto la situazione non crediamo autorizzi a vacanze stile scolastico.
Situazioni che dovrebbero essere gestite da un presidente che nel nostro caso è “missing”, o da un direttore sportivo (Tricarico) che viene segnalato in Cina per motivi di lavoro, o da un direttore generale(Antonelli) che sembra depotenziato dopo l’arrivo di Tricarico.
Chi paga? Chi decide? Chi gestisce?
Nessuno per le ultime due domande, qualcuno speriamo per la prima. Tutto questo favorisce l’anarchia gestionale e i risultati sul campo sono sotto gli occhi di tutti.
Davvero non c’ è fine al peggio. Si diceva in passato che l’acqua a Busto va verso l’alto per come i tifosi avevano gestito il rapporto con Vavassori. Oggi abbiamo la conferma di quessto è proprio da quello che sta avvenendo in casa Pro Patria. E non per colpa dei tifosi…

Flavio Vergani


Domani sarà il giorno delle grandi scadenze. I tifosi dovranno provvedere a versare la prima rata della “Tasi”, patron Vavassori o i “nuovi”, versione riveduta e corretta di “mister X” dei tempi che furono, saranno alle prese con i versamenti degli stipendi e dei contributi per i calciatori della Pro Patria.

Intanto, come ormai da qualche tempo, tutto “Tasi” sulla vicenda societaria che evidentemente ha diversi nodi da sciogliere. Le voci che circolano a tale riguardo sono molteplici, alcune inquietanti come sempre avviene quando si sceglie di rifugiarsi in un indecifrabile silenzio. Certo è che il tempo passa, la situazione rimane in stallo con le logiche conseguenze sul campo.

Un ultimo posto figlio di assurde decisioni tecniche e discutibili strategie societarie che hanno fatto sfumare in un attimo quanto costruito nel passato. Persino la “reputation” del patron tra quei  tifosi suoi sostenitori da sempre è ai minimi storici. In molti sono stati colpiti e affondati dal suo repentino allontanamento dal ponte di comando che ha provocato la situazione attuale.

Ora l’unica speranza è che tutto questo tempo che il patron si è preso sia almeno utile per gettare le basi per un progetto credibile che possa dapprima garantire la salvezza e poi una stabilità societaria.

Per ora, cari amici tifosi, mano al portafoglio per la Tasi, poi zitti zitti tutti in attesa che qualcun altro metta mano al portafoglio. D’altra parte se chi possiede una casa è chiamato a pagare le tasse, chi possiede una società è tenuto a pagarne i contributi.

Flavio Vergani


Diamo i numeri: 5-5-1, 3-4-3, 4-4-2, 5-5-1. Sorvoliamo su altri numeri: 5 punti in classifica che diventeranno 4 dopo la penalizzazione,  18 goals subiti record negativo e 4 a 3 a Como dopo che si vinceva per 3 a 0.
Numeri che non sembrano avere la stessa valenza, anche se la matematica è una sola.
Ai tempi di Bonfanti e Pantano volavano in 3 in pagella, nessuna pietà per i giovani, nessun alibi dopo i risultati negativi. Tutti, noi per primi sia chiaro, istituimmo processi, eppure una società c’era e pure solida.
“Improponibili” fu l’aggettivo che definì quei giocatori che non sapevano crossare. Nessuna pietà.
Con loro ci salvammo, anzi fu una promozione, seppur virtuale, una delle tante
Forse il patron con le sue prediche è riuscito ad educare la piazza o forse è solo un primo segnale di rassegnazione. Sta di fatto che si beccano valanghe di reti, si perde quasi sempre, qualche cross in più si vede, ma in difesa è un pianto greco e tutto tace, più o meno. Ci si concentra di più sul modulo e meno sui punti, si attendono i “nuovi” con pazienza infinita e sembra che chi c’ è sia esentato da colpe e responsabilità.
L’estrema gioventù della squadra la protegge e la rende simpatica, applausi sempre e comunque a fine gara, anche dopo batoste storiche, l’ultima umiliante.
Un torpore rotto solo da qualche picco di energia repulsiva che coincide con qualche solletico che fa prudere l’orgoglio. Il non ritorno di Calzi per esempio , ma subito dopo ci sia accontenta di bulgari classe 1995, a qualche “fuori rosa”tattico abituandosi però ad un centrocampo nel quale Daniele Greco sarebbe un lusso, per non parlare di Ghidoli.
Atmosfera ovattata o forse finalmente(per qualcuno) rassegnata. Ognuno ha una giustificazione che tiene saldo il proprio alibi: c’è chi vuole cedere ma per colpa della fidejussione non ci riesce per cui non è affar suo, chi vorrebbe arrivare ma è in cerca del centesimo mancante e vuole iniziare a comandare, ma senza pagare perché non è affar suo. Chi scende in campo e siede in panchina becca batoste storiche ma senza una società alle spalle, senza un interlocutore (sigh… Tricarico e Antonelli chi sono?)niente è dovuto e tutto perdonato.
I tifosi non se la sentono di chiedere di più dopo anni di sfinimento. Tutto sembra sempre uguale a prima e tutto sembra sempre finire allo stesso modo. Questa volta sembrava diversa, si parlava di affetti per questa maglia, di amore per la propria creatura. Ma anche stavolta sembra abbandonata a sé stessa, proprio come quando la si trovò debolmente in vita e sfamata dalle salamelle dei tifosi. Ancora una volta l’Aurora è violentata dai fatti, stuprata sul campo da conquistatori che hanno vita facile per la debolezza della preda. Ancora una volta è lasciata al suo destino da chi fino a ieri manifestava amore eterno.
Quanto tempo è passato inutilmente. Quanto tempo per ritrovarsi da dove eravamo partiti. Ma questa volta sembra che manchi la forza anche agli amici che faticano a difendere la loro amata.
Le anomale normalità stanno diventando normali anomalie. Le dead line del patron per la cessione hanno molto di “dead” e poco di “line”. Dobbiamo fare qualcosa dice qualcuno. Cosa? Rispondono gli altri.
Forse c’è poco da fare contro il destino. È da troppo tempo che va in un certo modo, Zoppo, Tesoro e ora Vavassori. Non ci è riuscito nessuno a far strambare il destino biancoblù che sta scivolando verso l’oblio.
La delusione ha anestetizzato le coscienze e le aspettative sembrano sfiorare la dolce morte. In altri tempi si sarebbe pensato ad un omicidio, oggi al suicidio o forse solo all’eutanasia di una passione che scivola sempre più verso il baratro.
Numeri che dicono fondo classifica, peggior difesa, rosa di giocatori incredibilmente vasta ma con poca qualità, sponsor ai minimi storici, settore giovanile saccheggiato, bilancio societario sotto pressione per una gestione delegata a terzi con obiettivi tutti da definire, giocatori invitati a ridursi lo stipendio per rivedere il campo di gioco.
Tutto questo dopo una presidenza definita dagli addetti ai lavori forte sotto il punto di vista della credibilità etica ed economica. Per fortuna...
Ci si chiede chiunque arriverà da dove ripartirà. Ma, soprattutto, per che cosa lo farà e chi glielo farà fare.
Nel frattempo i tifosi aspettano, questa volta senza pianti, senza eccessive speranze, lontani da illusioni.
Hanno dato tutto per la Pro Patria in questi anni, in cambio sono stati processati, umiliati, contestati e abbandonati. Illusi con due promozioni e delusi con due quasi retrocessioni, una evitata con i regolamenti, l’altra all’orizzonte.
Forse si sono scocciati anche loro di celebrare funerali e hanno deciso di cantare e ballare anche se ben sanno che il Titanic potrebbe affondare.
E allora, giusto così. Divertiamoci con i numeri e litighiamo sul 4-4-2 o il 3-4-3. Che è diverso dal 4-3 di Como e del 5-3 di Pavia…ma chissenefrega!
Flavio Vergani

Chiedo ospitalità per chiarire che anche il collega Silvio Peron si è accorto della difesa a tre della Pro Patria. Infatti, scrive testualmente nel suo articolo: il 4-4-2 di base diventa, a tratti un efficace 3-4-3.
Peron, che di calcio se ne intende più di certi "professori da bar", ha visto la partita giusta. Forse è l'amico Danilo che stavolta, in scia ai pregiudizi sulla Prealpina da parte di una società biancoblù allo sbando, ha letto un altro giornale.
Chiedo scusa per il disturbo
il caporedattore centrale della Prealpina
Vincenzo Coronetti

Pro Patria, spunta una nuova alternativa per la panchina

12.10.2014 19:00 di Nicolò SCHIRA     
Non solo Antonio Soda fra i papabili alla successione di Luis Oliveira sulla panchina della Pro Patria. Il tecnico è sotto osservazione e non sono piaciute alcune sue dichiarazioni sopra le righe nei confronti di dirigenza e calciatori. Come alternativa è spuntata anche la pista che conduce l'ex tecnico della Viterbese Sandro Pochesci.

Che strano destino quello di patron Vavassori. Ultimo in classifica con la sua Pro Patria e primo con la Reggiana, squadra clone dei biancoblù da lui in larga parte costruita, seppur a distanza e seppur disconoscendone la paternità.
Ultimo con la Pro Patria per averla indebolita e impoverita dei suoi talenti e del suo staff proprio per rinforzare la Reggiana che ora vola alta grazie al blocco ex biancoblù.
Un unico errore ma fatale quello del patron: quello di non aver ben calcolato i tempi di uscita dal passato per entrare nel futuro. Tra passato e futuro c'è sempre il presente dal quale il patron non riesce a fuggire. Un presente  dolce e allo stesso tempo amaro per lui da suddividere tra le obbligate e silenziose gioie che gli provengono dall'Emilia e il calice amaro dell'ultimo posto della Pro Patria, squadra che di fatto gli appartiene.
Per lui un futuro di speranze e preoccupazioni al tempo stesso. La speranza di raggiungere il calcio che conta appena riabbraccerà i suoi preferiti in quel di Reggio, ma anche una atroce preoccupazione messa nelle mani di chi arriverà dopo di lui a Busto.
Una speranza che è quasi una preghiera che lo salvi da una retrocessione che se avvenisse avrebbe impressa la sua responsabilità.
Troppe scelte sono a lui riconducibili per non sentirsi parte in causa di un eventuale finale amaro. Dopo tutto quel che sta capitando a Busto con la sua presidenza ancora in carica, come sarà possibile esiliarsi da responsabilità? Impossibile.
Sarebbe davvero paradossale che a fine campionato il patron possa gioire solo a metà per la sua creatura che potrebbe volare in serie superiore, disperandosi per la morte calcistica della primogenita della quale ne conserverebbe la paternità.
Essere primo e sentirsi ultimo non è certamente piacevole, ma forse il tutto poteva essere gestito diversamente. Nessuno impedisce al patron di disegnarsi un futuro ricco di soddisfazioni lontano da Busto, ma lo stile con il quale sta gestendo la sua uscita dalla Pro Patria è perlomeno discutibile. Lo stato di abbandono e il disinteresse mostrati verso la squadra che fino a prova contraria gli appartiene potevano essere facilmente evitati. Sembra quasi una ripicca verso un ambiente dal quale non si è mai sentito amato. Ma, se così fosse,  vorrebbe dire che ha scelto di far soffrire anche  quei tifosi "vecchietti" per i quali era rimasto dopo la prima decisione di lasciare Busto.
Una incoerenza ingiustificabile che ha come conseguenza una mezza felicità. Peccato che la media del pollo è conseguenza di una felicità intera (la Reggiana)e una amarezza piena (la Pro Patria). E noi, come sempre, siamo la parte sofferente.
Padova, Pergocrema, Feralpi Salò sono state conseguenze di dirigenze discutibili sotto il punto di vista della gestione finanziaria, il campionato scorso e l'ultimo posto di quest'anno conseguenze di una dirigenza capricciosa e astiosa verso la città e parte dei tifosi. Cambiando i fattori il risultato non cambia, è sempre e comunque negativo per questi colori. E, per favore, lasciamo perdere i due campionati vinti (ossia uno...)perché dopo uno quasi vinto (quello con Zoppo)seguì una retrocessione (con Tesoro) e dopo i due vinti con Vavassori è seguito un campionato anestetizzato ma che avrebbe voluto dire play out e ora una retrocessione annunciata.
Se così fosse era meglio lasciare perdere da subito.
Flavio Vergani

Gentile redazione di www.propatriaclubs.com, vi chiedo cortesemente di ospitarmi sul vostro blog per darmi modi di esprimere la mia opinione su quanto letto sulla "Prealpina "di oggi.
Ieri sera ho visto la partita  di Como e mi sembrava chiaro che  la Pro Patria avesse scelto un modulo tattico con tre difensori: Gerolino, Zaro e Anderson.
Questa mattina leggo nell'articolo pubblicato sulla "Prealpina"a firma Silvio Peron che la Pro Patria avrebbe giocato con quattro difensori.
Sono rimasto sorpreso e allibito da questa affermazione che a mio avviso non corrispondeva a realtà ed ho quindi verificato su "Gazzetta dello Sport" e Provincia di Varese" la fondatezza di quanto riportato sulla "Prealpina".
Ebbene, entrambi i quotidiani confermavano che il modulo scelto da mister Oliveira prevedeva una difesa a tre.
Mi chiedo quale partita abbia visto Silvio Peron.
Ringraziandovi per l'ospitalità, vi saluto cordialmente.
Danilo Grassi.