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Nessuno comanda a casa sua

Nel nostro mondo del calcio può succedere anche di questo. Non so se quanto sto per scrivere è la pura e semplice verità ma sono certo che ci si avvicina. Pietro Vavassori è di fatto ancora il proprietario della Pro Patria ma la società la comandano, in termini gestionali e di scelti, dei futuri e per il momento sconosciuti, acquirenti che, però, non hanno messo fuori nemmeno un euro. O per lo meno non sono ancora arrivati a dama. Vavassori lascia fare perché il suo cuore, è evidente, è ormai proiettato verso la Reggiana.
Alessandro Barilli è nelle stesse condizioni. E’ ancora proprietario della Reggiana detenendo l’84% delle quota ma di fatto la campagna acquisti, le scelte tecniche e strategiche sono di uomini che fanno riferimento a Vavassori. Non sto parlando solo di giocatori ma di tutto lo staff organizzativo. Una situazione che Barilli ha accettato perché confida nell’arrivo a Reggio di un azionista forte come Vavassori.
Ma è un gatto che si mortde la coda: Vavassori non può cedere la Pro Patria e così non può arrivare a Reggio, Barilli non può disimpegnarsi fino a quando Vavassori non ha venduto la sua società. sono le stranezze del calcio.
Come andrà a finire? Nessuno lo può dire con certezza. Vavassori potrebbe rimanere, di facciata, a Busto e interagire con la Reggiana oppure Barilli potrebbe stancarsi e vendere le sue quote ad altri. La cosa più semplice è la cessione della Pro Patria a un altro gruppo e forse Barilli si sta impegnando per questo.


Ringrazio anticipatamente per la pubblicazione del mio
sfogo e spero che non venga cestinato come hanno fatto in sede.
Sono un “tifoso” dei ragazzi del settore giovanile della
Pro, vorrei far presente la drammatica situazione che si è venuta a creare
intorno ai ragazzi 98.
Cominciamo dal responsabile (Venturini) che non conosco
personalmente, ma essendo colui che sceglie lo staff sia tecnico che
dirigenziale, dovrebbe almeno
Interessarsi se il lavoro svolto da tutti i componenti è all’altezza
della gloriosa società che rappresentano.
Sono sei partite disputate e altrettante sconfitte, ma a
prescindere dai risultati che nel settore giovanile dovrebbero contare
relativamente, è tutto quello che
Sta succedendo intorno ai ragazzi. Tutti i sig. che lavorano
per la squadra dichiarano spudoratamente, anche ai genitori stessi, che i loro
figli non sono all’altezza
Né fisica, nè tecnica per affrontare questo campionato, che
i ragazzi più bravi sono partiti per Reggio(4), personalmente aggiungerei anche
l’allenatore non
È più quello dell’anno scorso (ancora inconcepibile la non
riconferma dopo il lavoro svolto ).
Il problema è che i ragazzi tornano a casa sempre più
afflitti, perché non sentono la fiducia dell’allenatore e della società.
Lo sport che a questa età dovrebbe essere fondamentale per
il divertimento e la crescita dei ragazzi, sta diventando un peso per tanti di
loro, soprattutto a livello
Mentale.
Siamo stanchi di sentir dire che una squadra che l’anno
scorso si divertiva e faceva divertire il pubblico, quest’anno non riesce
neanche ad essere competitiva.
Perché distruggere in tre mesi tutto quello che si era
costruito l’anno prima?
Perché non riconfermare un allenatore che i ragazzi
stimavano ?
Perché denigrare i ragazzi e non assumersi le proprie
responsabilità?
Qual è l’obiettivo finale del settore giovanile? (farli
crescere?)
Sarebbero ancora tante le situazioni spiacevoli venutesi a
creare, ma preferisco tacere, sperando che qualcuno si ravveda e ponga rimedio
al più presto
Prima che qualche ragazzo decida di mollare tutto!!!, questo
sarebbe la sconfitta più grande.
Distinti saluti
Alessandro
(mail disponibile in redazione)

Potremmo evitare di scrivere questo articolo. Basterebbe un copia e incolla dei precedenti. Le variabili sono diventate costanti:  Pro Patria in vantaggio per ben due volte con il goal di Candido e l'autorete di un difensore locale che si fa raggiungere dagli avversari.  Difesa di burro, centrocampo senza filtro e attacco sopra le righe a parte Serafini da troppo tempo non sui suoi soliti standard. Questa volta, per fortuna, è cambiato il risultato finale e dopo le umiliazioni di Pavia, Como, Vicenza e Bolzano  è arrivato il primo punto della stagione in trasferta. Troppo poco! Il Lumezzane è stato  davvero poca cosa e aver concesso ai bresciani due reti è stato un vero e proprio delitto. Anzi un suicidio.
Le assenze di Baclet, Lamorte e D'Errico hanno indubbiamente pesato ma crediamo che il tempo delle giustificazioni sia ampiamente terminato.
Da troppo tempo non cambia niente in campo e fuori. I ritornelli sono sempre i soliti: i ragazzi danno il massimo ma devono migliorare, i nuovi non arrivano e Vavassori pensa a Reggio Emilia.
Intanto, c'è chi nell'ombra seppur senza fidejussione ha il privilegio di gestire la baracca.
Anche questo è cosa nota, per cui inutile perdere tempo nello scriverlo nuovamente.
Rimaniamo in attesa di novità anche se nessuno crede più a niente. La credibilità di tutti, nessuno escluso, è ormai ai minimi termini. Stima zero per tutti, nessuno escluso e diffuso senso di nausea della tifoseria per questa situazione in bilico tra l'allucinante e il ridicolo.
I tifosi come sempre fanno la loro parte, in attesa che altri la facciano, ma il dubbio che sia vana speranza è del tutto concreto.
Flavio Vergani

Continua a regnare l'incertezza in casa bustocca dove le decisioni vengono prese da una sorta di Innominato di manzoniana memoria che da tempo sembra avere l'ultima parola, senza aver mai presentato il suo volto e il suo nome ai tifosi.
Oggi,  intorno alle ore13 sembrava che il matrimonio con Arati e Botturi non "s'aveva da fare" con mister Oliveira che ancora una volta chinava la testa("devo seguire le direttive societarie") rinunciando ai due calciatori.
Qualche ora dopo le prime convocazioni ecco la sorpresona con le stesse che vengono miracolosamente rettificate con l'inserimento di Arati e Botturi. Probabilmente una telefonata dal quartier generale ha sbloccato la situazione. Domenica scorsa i "bravi" giornalisti, o meglio, i giornalisti "bravi" avevano alzato la voce e messo Oliveira di fronte alle proprie responsabilità.
Lui dava l'impressione di condividere l'appoggio della stampa, ma evidentemente solo a parole.
Quella di oggi è una soluzione "taia e medega" come direbbero i nostri vecchi utile per ovattare l'ambiente e salvare le apparenze in caso di sconfitta a Lumezzane,  costruendosi un alibi di ferro.
Non ci piace quando mister Oliveira parla di decisioni societarie senza citare la fonte. Chi gli dice di non schierare i due giocatori? Chi è il suo referente? L'altra domenica diceva che sentiva poco l'appoggio della stampa, crediamo  occorra meritarselo con la trasparenza e la coerenza tra quello che si pensa e quello che si fa. Tenere il piede in due scarpe non è conveniente per lui, questo è lampante. Molto meglio tenerlo in una sola, quella della società per garantirsi il posto, ma poi non si cerchi solidarietà da chi queste situazioni non le condivide per niente e ha solo da perderci nell'accettarle.
Flavio Vergani

#LumezzaneProPatria, elenco convocati
Per la gara di domani sera, venerdì 24 ottobre, alle ore 19.30 a Lumezzane il tecnico Lulù Oliveira ha convocato 19 giocatori.

Ecco l'elenco completo:
- Arati
- Bovi
- Botturi
- Candido
- Cannoni
- Casantini
- Gerolino
- Giorno
- Graham
- Guglielmotti
- Melillo
- Moscati
- Perilli
- Romeo
- Serafini
- Taino
- Terrani
- Ulizio
- Zaro

Indisponibili: Anderson, Cannataro, Lamorte.

Squalificati: Baclet, D'Errico.

Ufficio Stampa
Aurora Pro Patria 1919


Nell'intervista rilasciata a "Tuttolegapro", Mattero Mascetti ex team manager di Brescia e Verona,  risponde tra le tante a questa domanda:  Si parla tanto di mister, dirigenti e giocatori con la sponsorizzazione. È un fenomeno che, da neo-diesse, hai notato?
La sua risposta è agghiacciante:
"Ti dico soltanto che è un tema talmente patetico che vorrei evitare, ne sono schifato. Mi fa piacere che si cominci a parlarne perché chi ha necessità di presentarsi con la valigetta per allenare, dirigere o giocare è ancora più scarso di quanto ha, o non ha, dimostrato sul campo".

 Fa piacere che si "cominci"a parlarne, dalle parole di Mascetti si evince che il tema è da molto che è silente.
Sembra che qui non ci siano dubbi sull'esistenza del fenomeno giocatori con lo zainetto pieno con i soldi di papà che spiega il motivo per il quale in campo da qualche tempo si vedono clamorose pippe che qualche decina di anni fa non sarebbero entrate in campo nemmeno per fare i raccattapalle.
Non è la prima volta che leggiamo di tali mezze realtà raccontate da esperti del settore. Il presidente Macalli invita chi sa a denunciare, lavandosene le mani e i piedi.
Domanda: ma se mancano le denunce in presenza però  di chiari indizi, la Lega Pro non potrebbe aprire una inchiesta che avvalori o zittisca queste voci insistenti a prescindere dalle denunce?
Se si dice in giro che la moglie va a letto con un altro, stai sereno e tranquillo fin che nessuno lo denuncia? Anche se ride tutto il paese quando passi? Oppure ti preoccupi di cercare l'eventuale infedeltà? O forse, non interessa scoprire quello che va bene a molti?
Flavio Vergani


Il 26 Ottobre verrà inaugurato il “Museo della Pro Patria, l’antro della tigre” fortissimamente voluto da Andrea Fazzari che ci racconta l’evoluzione di un sogno diventato realtà.

 

Andrea, come ti appresti a vivere l’inaugurazione del museo, crediamo che per te sarà un emozione paragonabile a quando sei diventato papà.

In un certo senso quel giorno sarà un parto perchè, come dici tu, questo figlio l'ho voluto fortemente non per vivere nei ricordi ma per testimoniare una volta di più che questa squadra è patrimonio e vanto della città di Busto Arsizio. La passione per la storia della Pro Patria mi ha portato a collezionare cimeli biancoblù che non volevo che rimanessero patrimonio personale ma che venissero condivisi con tifosi, appassionati e chiunque (soprattutto giovanissimi) volesse  avvicinarsi ai Tigrotti

 

In tanti hanno creduto nel tuo sogno aiutandoti a farlo diventare realtà, chi vuoi pubblicamente ricordare ?
È difficile ricordare tutti e spero di non dimenticare nessuno: a cominciare da Roberto Centenaro e tutto il Pro Patria Club di cui sono consigliere, Sergio Marra e il “Tigrotto”, Mario Bianchi e i ragazzi di “Bustocco.it “e tutti i tifosi che hanno donato o prestato i cimeli. Naturalmente un grazie ad Alberto Armiraglio per aver trovato la location, Mario Beliusse e Silvio Merlo per aver imbiancato le pareti; un grazie speciale lo devo ad Andrea Luppi, un mio caro amico; ha cominciato ad aiutarmi nell'allestimento del museo e si è talmente appassionato che era difficile fermarlo! Tra l'altro ora non si perde una partita della Pro dopo che l'ho portato per la prima volta nella sfida contro l'Albinoleffe. Dulcis in fundo un ringraziamento a Federica Lancini, addetta stampa della Pro Patria che si è spesa per soddisfare le mie richieste.

 

Dove sorgerà il museo e come si potrà visitarlo?
Sarà sotto le tribune centrali dello stadio Speroni, quindi la casa della Pro. In questo momento non posso dire con certezza i quali orari si potrà visitare ma sicuramente di sabato e domenica. Saranno inoltre previste delle visite guidate su prenotazione ed in questo senso ho in agenda di contattare il Provveditore agli Studi per avvicinare le scolaresche a questa iniziativa.

 

Quale è il cimelio che consideri “numero uno” e quale non hai ancora in bacheca e che sogni di avere?
Il numero uno è la copia della Domenica Sportiva del 1931 dove Bruno Roghi definisce Tigrotti i giocatori della Pro ma il cuore dice che il cimelio a cui sono più affezionato è la maglia della stagione 87/88, quella di Andrea Cecotti.
Sogno di avere un pallone degli anni cinquanta, quando la Pro era in serie A.

 

Come possono i tifosi donare al museo qualche loro ricordo? Cosa interessa e cosa no?
Possono contattare il Pro Patria Club o me direttamente scrivendo a iltigrottino@gmail.com

 

Come proseguirà la sviluppo del progetto? Coinvolgerai scuole, oratori e associazioni culturali nelle visite ?
Come ho detto prima, contatterò il Provveditore per le scuole; sicuramente illustrerò il progetto a tutte le Associazioni e gli Oratori di Busto ai quali scriverò quanto prima

 

Che tu sappia, quali altre squadre hanno un museo simile ?
Oltre a qualche squadra di serie A, in Lega Pro c'era il Padova, ora retrocesso in serie D; attualmente  mi risulta che siamo gli unici ad avere un museo fisico, mentre altre  società hanno  musei virtuali.

 

Come sarà organizzata la giornata dell’inaugurazione? Chi taglierà il nastro?
Posso solo dire che, oltre alle istituzioni, ci saranno giocatori vecchi e nuovi.
Su chi taglierà il nastro...voglio che sia una sorpresa.
A proposito seguirà buffet!
 

Sei sorpreso che prima di te nessuno abbia mai pensato ad un progetto del genere?
So che all'epoca della famiglia Vender c'era un progetto del genere che però non è stato portato a termine. Probabilmente mancava un pazzo come me!

 

Vuoi invitare i tifosi all’inaugurazione?
Con vero piacere: Tifosi della Pro, simpatizzanti o comunque bustocchi
vi aspetto il 26 ottobre alle ore 11,30 per fare un salto nel passato e per assistere al primo vagito del PRO PATRIA MUSEUM - L'antro della Tigre!!
Grazie a tutti!

 

 

Ultime pennellate. ultimi colpi di scalpello e poi l'opera dell'artista Andrea Fazzari sarà completata. Si fa per dire, perché le opere importanti vengono completate nel tempo, o meglio si perpetuano nell'eternità.
Un sogno diventato realtà grazie alla caparbietà dell'artista, alla forza d'animo e alla volontà di ferro che solo i veri tigrotti hanno nel sangue.
Il Museo della Pro Patria, l'antro della tigre  dello storico e ora artista Andrea Fazzari è pronto per il taglio del nastro. Domenica prossima alle ore 11.30 vi aspettiamo numerosi per stringergli la mano, per dirgli semplicemente grazie per quello che ha fatto e che farà per questa nostra maglia.
I musei fanno parlare la storia, Andrea ha fatto ruggire la tigre dalla sua nascita ai giorni nostri e nessuno può dire di no al suo invito.
Il Museo, per chi non lo sapesse è sito allo stadio Speroni. Il miglior regalo per Andrea? Presentatevi con qualcosa di storico da donare al museo. Mogli escluse ovviamente!
Flavio Vergani

Sebastian Donzella parla di cambio societario in casa Reggiana con l'avvento di Vavassori. Sa anche per caso chi è arrivato in casa Pro Patria visto che due società non si possono avere e qui non è arrivata nessuna notizia a tale proposito?

Reggiana, dopo tre anni tornano ad affollarsi le tribune

22.10.2014 13:20 di Sebastian DONZELLA     
 
Il cambio societario ha regalato da subito grosse soddisfazioni ai tifosi della Reggiana. L'avvento di Vavassori in plancia di comando e del duo Ferrara-Armonia all'area tecnica ha riportato, in questa prima fase della Lega Pro unica, la Regìa al primo posto. Un primato seguìto con grande attenzione dai tifosi che, dopo tre anni, sono tornati a riempire gli spalti del "Città del Tricolore". Come riporta una curiosa statistica di TuttoReggianaWeb.com, la sfida dell'ultimo week-end contro L'Aquila ha regalato 4322 spettatori. Numeri che non si vedevano dal 2011, quando all'allora "Giglio" si presentò la Salernitana, in una partita vista da 4813 paganti. E sabato arriverà il Tuttocuoio, in un'inedita sfida al vertice. Chissà se il record verrà ritoccato verso l'alto.

Fonte: www.tuttolegapro.com

Dall'intervista rilasciata alla Gazzetta di Reggio da Vavassori si leggono due notizie: la prima che segue le gare della Pro Patria, evidentemente in streaming, la seconda che ha già fatto le sue consuete previsioni mettendole in busta chiusa. Ci piacerebbe sapere se c'è una busta anche per la Pro Patria con scritto "salvezza" oppure se il pronostico è  dedicato solo alla Reggiana. In questo caso sarebbe troppo semplice.

Vavassori consiglia alla Reggiana l'acquisto di Giannone.

REGGIO EMILIA. «Prima della partita avevo detto a Bruccini, da bordo campo, che avrebbe fatto gol. E lui mi ha accontentato».
Ha dunque doti di preveggenza?
«No, nulla di particolare, solo che qualche volta, anzi spesso, ci azzecco».
Sa anche come finirà la Reggiana questo campionato?
«In effetti ho già scritto le mie previsioni e le ho messo in una busta dopo averle mostrate a qualche amico. Vedremo se ci ho azzeccato».
Intervistare Pietro Vavassori è davvero un piacere. Puoi anche fare domande scomode che lui ti risponde con una battuta sorridente. Ti invita solo ad una limitazione «Per favore non chiedetemi dell'aspetto societario. Qui le cose stanno già al loro posto e non penso che per il momento ci sia bisogno di me. La squadra offre uno spettacolo gradevole, si muove bene, ha un pubblico caldissimo. Penso basti e avanzi».
Ma Lei non ha detto di voler lasciare la Pro Patria? Come mai è a Reggio?
«Perché i ragazzi di Busto Arsizio hanno giocato nel pomeriggio e io, in 45 minuti in treno, sono comodamente arrivato fino a qua dove ho trovato diversi amici. E poi si sa che a Reggio si vive ottimamente. Qui si mangia bene, ci sono donne graziose il chè non guasta, e c'è ampio spazio per la cultura. Cosa si può pretendere di più?».
Non batte ciglio mentre esprime questi giudizi e ti chiedi: ma scherza o dice sul serio?
«No, non ho motivo di raccontare storie. Alla mia età si dice sempre a verità».
Capito: inutile insistere sui dettagli esterni. Andiamo allora alla partita cui ha assistito in uno dei palchi insieme ad Alessandro Barilli e al dg Ferrara.
«Ho sofferto - racconta - e si capisce perché: tifavo per la Reggiana. L'Aquila è però un'ottima squadra e il gol che ci ha fatto nei primi minuti ha messo un po' in affanno tutti. La difesa ancora una volta, sebbene sia composta da molti giovani, si è però comportata bene: aver subito così pochi gol ne è una conferma. Qualcun altro invece potrebbe fare di più. Se c'è qualche lacuna da colmare mi pare sia là davanti. Sarebbe utile compiere un paio di innesti per rendere la squadra capace di pungere molto di più. Allora sì che ci sarebbe da divertirsi».
Ha qualche nome da suggerire?
«Uno lo conoscete bene: questa sera era in tribuna a guardare la partita».
Allude a Giannone?
«L'avete detto voi. E poi servirebbe anche qualcun altro disposto a venire qui. E penso ci sia».
E' vero che vuole cedere la Pro Patria?
«L'ho affermato e lo confermo. Comunque la Pro Patria si è battuto bene pareggiando».
Pensa che l'innesto di Alessi poteva avvenire prima?
«Alessi è un grande, o per meglio dire lo è stato. Ora è giusto far largo ai giovani. Il mister lo sa».
Tornerà presto a rivedere la Reggiana?
«Senza dubbio. Anche perché voglio verificare se il mio pronostico è azzeccato». (l.v.)

Monza, Criscitiello attacca Ulizio: "È una delusione e ha debiti con noi. Intervenga il sindaco sulle questioni societarie"

Mauro Ulizio
Lunga intervista rilasciata ai colleghi di Monza-News.it dal direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello. Il conduttore televisivo ha punzecchiato senza mezzi termini il direttore generale del Monza, Mauro Ulizio. Queste le affermazioni rilasciate al collega Simone Castelli:
"Ulizio è una delusione sotto il punto di vista umano più che professionale. Vi racconto questa: mi chiamò per presentare in piazza la squadra e mi chiese anche una presenza femminile di Sportitalia. Per simpatia e gentilezza accettamo di mandare a Monza Katia Nicotra con la troupe e facemmo la diretta. Sapete bene che per fare una diretta i costi sono alti. Pattuimmo che non ci avremmo guadagnato nulla, ma i costi vivi dovevano essere del Monza. Bene, dopo 3 mesi Sportitalia ancora non ha recuperato i suoi soldi e Ulizio non risponde alla nostra amministrazione e al sottoscritto via mail. Questione assurda e senza precedenti. Dovrebbe intervenire il Sindaco di Monza sulle sorti del club".

Caso-Pergocrema: Macalli prosciolto

 
Questa mattina presso il Tribunale di Firenze, Mario Macalli, presidente della Lega Pro è stato prosciolto dall'accusa di abuso d'ufficio in relazione ad un'inchiesta sul mancato versamento alla società Pergocrema dei diritti tv.
 Fonte: www.tuttolegapro.com

Mario Macalli, presidente della Lega Pro, è stato convocato per questa mattina alle ore 11 al Tribunale di Firenze in merito al procedimento nei suoi confronti per il caso Pergocrema . Gli ex dirigenti del club hanno denunciato Macalli per il fallimento della società, causato dalla sospensione di un bonifico di 256.488,80 euro destinato al Pergocrema e bloccato dallo stesso Macalli - senza motivo. Ma non solo: il presidente della Lega Pro è stato anche deferito per la violazione dell'art. 1 della Figc, in quanto sono stati registrati a suo nome quattro marchi riconducibili al club poi fallito e per aver poi ceduto il titolo dell'Us Pergolettese 1932 all'As Pizzighettone che ha poi di fatto partecipato alla Seconda Divisione nel 2012/2013. 
Fonte: tuttolegapro


Pro Patria Giana Erminio iniziava alle 12,30. Reggiana L’Aquila alle 18.00. Patron Vavassori avrebbe potuto presenziare ad entrambe. Ha scelto Reggio Emilia. Forse per respirare l’aria della prima in classifica o per ammirare uno stadio con 4.400 presenze, o forse  solo per sedere a fianco di personaggi di spicco dei quali Reggio ne è ricca. I cinesi stanno acquistando l’aeroporto di Parma per convertirlo a scalo commerciale con 7 voli quotidiani verso la Cina. Una ghiotta occasione per Italsempione. Giusto esserci dove il business chiama.
A Reggio attendono il patron mentre a Busto attendono che se ne vada.
Potendo scegliere il patron decide per dare attenzione alla Reggiana che non è sua, trascurando la Pro Patria di cui detiene la proprietà. Sceglie un prodotto concorrente come se Giovanni Rana acquistasse i tortellini della Fioravanti.
Vuole vendere il suo passato che lo tormenta nel presente, ma non riesce. Come venditore sembra essere meno bravo che come produttore. Troppo tempo sta passando senza risultati e in una compravendita i tempi lunghi sono sempre forieri di cattive novità.
L’errore di base è stato commesso appena si è messo il prodotto sul mercato. Dapprima svalutato e dequalificato con una campagna “media” che ha fatto rabbrividire gli esperti del marketing comunicativo, utile solo a prendersi piccole rivincite verso chi meritava, a suo avviso, una tiratina d’orecchie.
Poi il prodotto è stato saccheggiato dei suoi “asset” con la migrazione delle eccellenze verso Reggio Emilia. Un tentativo disperato di abbassare il prezzo di listino, realizzando utili tramite la dismissione del reparto produttivo. Non è bastato.
Si è quindi pensato di affittare il ramo d’azienda a terzi utilizzando il modello “franchising” seppur anonimo. Un negozio senza insegna affollato da figure che non possono dire, fare o disfare. Chi decide sta nel retrobottega e a volte nemmeno lì.
Incassata la rata di affiliazione, il patron ha cercato di dimenticare Busto e la “sua “creatura distraendosi in quel di Reggio Emilia seduto nel salotto che conta.
Un comportamento discutibile visto che la Pro Patria per lui aveva radici lontane che affondavano negli affetti personali. Come può assistere in silenzio a quanto sta accadendo ai biancoblù?
Questo è quello che ci sorprende di patron Vavassori che ben abbiamo conosciuto nel passato come uomo con molte più qualità di quelle che sono emerse durante il suo vicariato. Qualità spesso annegate dal suo stile comunicativo e dalla sua difficoltà ad incidere nella comunicazione relazionale. Mai avremmo creduto che potesse cadere in tale disinteresse per la sua creatura. Molti dicono che lo stia facendo per fargliela pagare a Busto. Può essere, ma il primo a pagare sarebbe lui. In tutti i sensi. Retrocessione uguale rinuncia a contributi federali.Mancata vendita uguale mancato ingresso nelle Reggiana. Mancata vendita uguale costi di gestione a  suo carico fino a fine anno.Qui c’è qualcosa che non funziona. Ci sembra strano tutto quello che sta accadendo per reputarlo normale.
Vien da pensare che la Pro Patria sia viva solo grazie ai contributi federali del passato anno con i quali si sfamano le bocche dei giocatori e di quelli futuri che potrebbero tenere in vita il club. Questo però sarebbe sopravvivere e non vivere!
Sinceramente, da uno come Vavassori ci aspettavamo una soluzione diversa, del tutto in linea con le sue qualità di manager di successo. Il fatto che non lo stia accadendo apre inquietanti scenari. Forse qualcosa è andato storto nella sua programmazione  e il rischio che si ritrovi con il cerino in mano è alto. Ovviamente, in tal caso, il problema non sarebbe solo suo.
Flavio Vergani

Sappia il presidente di Lega Pro Mario Macalli che nella puntata odierna di Striscia la Notizia è andata in onda la sceneggiata del giocatore del Como Fietta che è caduto a terra come se fosse stato colpito dal fulmine dopo che Baclet gli aveva appoggiato la fronte  sul capo.
Bordate di risate per il pubblico di Striscia che ha ironizzato sulla simulazione plateale del giocatore del Como.
Un po' meno ridono i tifosi della Pro Patria che si sono visti privati del proprio giocatore per due turni.
Sarebbe bastato dare un occhio alla prova televisiva(visto che adesso c'è pure la diretta streaming) per capire cosa fosse realmente accaduto e squalificare Fietta e non Baclet.
Ma evidentemente la televisione serve solo per far soldi, oppure come nel caso di Striscia la notizia per far ridere.
Non si è persa l'occasione per far sapere a tutti quanto ancora questo calcio sia lontano da una minima credibilità.  Un giorno venga a Busto presidente Macalli, sarà un piacere raccontarle le migrazioni di massa dei nostri giocatori verso Reggio Emilia, le gestioni sportive effettuate da non identificati dirigenti mentre patron Vavassori si gode le partite al Mapei stadium di Reggio Emilia (casualmente), partite giocate dalla Pro Patria non con la miglior formazione a causa di giocatori relegati volontariamente in tribuna per costringerli ad autoridursi lo stipendio Che cos'è tutto questo? La solita anomala normalità?
A Busto facciamo più ridere che Striscia la notizia, ma non per colpa dei tifosi! Qualcuno, qualche tempo fa  si scandalizzava per qualche salamella e del vin brulè preparate dai bustocchi, ma se si considera quello che sta accadendo oggi i tifosi della Pro Patria erano solo dei dilettanti.
Loro almeno facevano ridere, adesso qualcun' altro sta facendo piangere.
Flavio Vergani

Riceviamo una lettera cartacea con tanto di busta e francobollo. Scritta a mano, in corsivo e già questo trasmette un valore particolare. Quasi un cimelio da Museo della Pro Patria. Chi ha avuto questo desiderio di esprimere il proprio rammarico per le vicende societarie è un gruppo di tifosissime senior.
Una lettera da leggere tutta in un fiato.


Siamo un gruppo di vecchie tifose della Pro Patria stufe, stanche e deluse, di vedere improponibili e inguardabili partite dei ragazzi(Vicenza, Mantova, Como). Ma dove sono finiti i tigrotti? Le tigri combattono, cadono, si rialzano lottando con orgoglio per ottenere ciò che vogliono…A noi, ultimamente, sembrate della pappemolli che entrano in campo svogliate, per tirare due calci al pallone senza spirito né agonismo quasi incapaci di mantenere il vantaggio..

Paura di vincere? Una vittoria è una benedizione?E  il popolo bustocco ne fa fiero ma rischiate di trovarvi con le Speroni vuoto se giocate da polli.
È così bello tornare a casa dopo aver conquistato i tre punti e dire ai nostri fidanzati, mariti e amanti che abbiamo vinto! Olè stasera si festeggia!
Grazie a mister Oliveira che sta gestendo questa non semplice situazione, siamo certe che se potesse metterebbe le scarpette e via in campo con Matteo!

Non sappiamo il motivo del no di Calzi, troppi soldi? Ogni tanto un sacrificio si può fare per far tornare a Busto un giocatore del suo calibro.
Signor Vavassori che intenzioni ha? La società ha bisogno di costante sicurezza e stabilità. Il suo comportamento sempre in dubbio non agevola le cose. Se decide di restare bene, ma non tenga il piede in due scarpe, non ne vale la pena. Busto non merita di essere trattato così.

Grazie per lo sfogo e sempre Forza Pro Patria!
(Seguono firme)

Pubblichiamo una selezione di foto scattate dal mago delle immagini Daniele Belosio. Nella galleria fotografica potrete vedere l''intero servizio
 



















MELILLO 7 - Tiene a galla una difesa in balia degli
avversari. Il pari è anche merito suo.
GUGLIELMOTTI 5.5 - Si fa ammonire ed esce praticamente
dalla partita. Non spinge e fatica a tenere
in fase difensiva.
TAINO 5 - Smarrito dopo il brillante inizio di campionato.
Il ruolo di terzino sinistro non fa per lui.
GEROLINO 5.5 - Dovrebbe dare un minimo di
esperienza alla difesa e invece si perde nei momenti
topici.
ZARO 5.5 - Discreto nei contrasti ma deve migliorare
sul piano tattico ed essere più disciplinato.
BOVI 6 - Fin quando ha gamba dà il suo contributo,
sfiorando anche il gol.
CANDIDO 6 - Quando ha spazio e accelera diventa
imprendibile. Ora serve il salto di qualità con un
pizzico di cinismo. TERRANI
sv
CANNATARO 6 - Il centrocampo
a tre non è
quello che preferisce.
Spende tanto e cala alla
distanza. BIANCIARDI
sv
SERAFINI 6.5 - Attaccante,
centrocampista
a volte difensore. Se fa
pure il magazziniere...
D’ERRICO 5 - L’espulsione
è colpa sua. La prima ammonizione è gratuita
ma sacrosanta, la seconda affrettata. Risultato:
lascia in dieci i compagni e salterà Lumezzane.
MOSCATI 5.5 - Dalla tribuna alla maglia da titolare
il salto è troppo grande. Almeno per adesso visto
che ha giocato poco e la condizione è approssimativa.
CANNONI sv
ALL. OLIVEIRA 6 - Il 4-3-3 è azzardato ma anche
in linea con la sua mentalità. Corregge in corsa e
salva il pareggio.
 


Vincenzo Melillo 6,5:  Lo stellone è dalla sua. Mette un paio di pezze guadagnando la giornata. Invitto

Davide Guglielmotti  6:  La briglia non è sciolta come al solito. Risparmioso
 
Adolfo Gerolino  5,5:  Guida la linea con piglio da film muto. Soffuso
 
Giovanni Zaro  5,5: Mulina le pertiche procurando qualche brivido. Irrequieto
 
Marco Taino 5,5:  Il Barba rimpiange i bei tempi a centrocampo. Nostalgico
 
Roberto Candido  6:  Si accende nella ripresa quando ha campo da attaccare. Sfrontato (dall’85′ Giovanni Terrani  s.v.: Gli spiccioli di gara non gli garbano e si vede. Inappagato).
 
Nicolas Bovi  6,5: Sfiora il bersaglio dalla distanza mostrando nerbo finchè c’è birra in corpo. Fermentato
 
Alessandro Cannataro  5,5:  C’è ordine ma non il pelo necessario a quelle latitudini.
Flou. (dall’82′ Lorenzo Bianciardi  s.v.: Timbra il biglietto in vista del capolinea. Passeggero).
 
Andrea D’Errico  5,5: Non è al top e il grip nel motore gli regala un pomeriggio ansioso. Fibrillante
 
Matteo Serafini  6,5:  E’ l’Ibrahimovic della categoria (Cesare Albè dixit). Serve fosforo in mediana? No problem! C’è il Capitano. Multitasking
 
Filippo Moscati  6:  Prova ad incidere senza dare nell’occhio. Abbottonato. (dal 55′ Alessio Cannoni  5,5: Ha una chance da esterno. Non se la gioca al meglio. Sottile).
 
Allenatore: Lulù Oliveira  6: In dieci si gioca meglio. Lo diceva Liedholm. Comincia a pensarlo anche Lulù. Formattato
 
Arbitro: Lorenzo Bertani di Pisa (Biasini / Bianchini) 5: Prende la targa di D’Errico e non si dà pace fino a quando non lo caccia. Virale
 
 
 

Melillo: 6,5
Partita attenta del portiere tigrotto che salva il risultato con due parate impegnative. Giocare con davanti a sé una difesa del genere potrebbe causargli aritmia cardiaca, ma lui rimane tranquillo e risponde presente quando chiamato in causa

Guglielmotti: 6
Condizionato dalla immediata ammonizione gioca la sua onesta partita cercando di sdoppiarsi nelle due fasi, ma la coperta è corta e quando si sgancia dietro si apre il baratro

Taino: 5
Ha perso il passo del difensore. In sala stampa mister Oliveira ha detto che nel ritiro di agosto si è accorto che non è un terzino sinistro, ma un ala viste le caratteristiche di spinta. Ma, occorre fare legna con quello che si ha per cui il sacrificio è dovuto. Il risultato però è del tutto insufficiente.

Zaro 5
A parte le consuete incertezze in fase di impostazione, conferma le difficoltà mostrate a Como quando l'avversario lo punta in velocità. Nel primo tempo condivide la responsabilità con Gerolino quando i due fanno le belle statuine e il centravanti avversario colpisce indisturbato il pallone di testa.

Gerolino: 5
È il più esperto, dovrebbe comandare la difesa ma rimane timido al suo posto senza dare sicurezza al reparto. Pianto greco quando salta di testa e non ne prende una nemmeno per sbaglio.

Bovi: 6,5
Giocatore di un altro pianeta in quanto a classe e visione di gioco. Quando sarà a posto fisicamente diventerà un lusso per questa categoria.

Candido: 5,5
In calo rispetto all'inizio di campionato, meno frizzante e brillante anche se nel secondo tempo si sfianca a correre per due.

Cannataro: 5
Anonimo in fase di impostazione, sterile in fase di contenimento. Corre spesso a vuoto trovandosi fuori posizione. Soffre la categoria.

Serafini; 6,5
L'"Ibrahimovic della categoria", questa la definizione coniata dall'allenatore ospite per lui. Alla sua età non è facile trovare calciatori con questo spirito di abnegazione. Difende, attacca, "spizza" e si fa in quattro per dare l'esempio a qualche suo giovane compagno un po' troppo fighettoso.

D'Errico: 5
Paga l'espulsione. Lo avevano capito anche i muri che era nella black list dello scarsotto arbitro pisano. Ci casca come un pollo.

Moscati: 5,5
Tanta volontà ma con poco risultato. Soffre il ritmo partita dopo la lunga assenza. Questo ragazzo nelle giovanili del Novara segnava a valanga. Non si sarà imbrocchito tutto in un colpo, ma occorre capire cosa gli manca per diventare un giocatore di valore.

Oliveira: 5
Per diventare allenatori di successo occorre saper dire di no. Di fronte ad una chiara limitazione di scelta tecnica imposta da terzi che non dovrebbero avere competenze tecniche, occorre prendere gli opportuni provvedimenti. Diversamente si diventa complici di una situazione che ha dell'assurdo. Poi, inutile prendersela con gli altri giocatori, si schierino i migliori e solo allora si potrà avere la certezza di aver fatto tutto il possibile.


Si scalda la sala stampa nel dopo partita quando un paio di prime firme dei più noti quotidiani locali mettono alle strette Lulù Oliveira chiedendo i motivi della mancata convocazione dei dissidenti Arati e Botturi.  La risposta del "Falco"è la solita, ma il seguito questa volta è diverso: “Non chiedete a me ma alla società, risponde l'allenatore  tigrotto”. Antonelli è presente ma non apre bocca. Ma i giornalisti incalzano, alzano  la voce e invitano caldamente mister Oliveira a dimostrare di "avere le palle" facendo giocare i due esclusi a prescindere dalle indicazioni del governo ombra.
 La stampa presente si compatta e più o meno tutti fanno presenta al mister che questa scelta è dovuta, visto che influisce  direttamente sulla sua performance.
Oliveira dopo aver ascoltato lo sfogo replica con un sibillino: "È la prima volta che mi sostenete".  
In settimana vedremo se "il Falco" troverà il coraggio di sfidare le decisioni dell'"Innominato brianzolo" a difesa della sua autonomia gestionale.
Tornando a parlare di calcio, mister Oliveira commenta:"Voglio parlare dell' arbitro per prima cosa il quale non ha visto troppe cose a nostro favore. Non vedono quello che devono vedere ormai da troppo tempo".
Per quanto riguarda la prestazione aggiunge: " I ragazzi hanno ancora in testa la trasferta di Como, troppa paura nel far girare la palla. Siamo ingenui nelle espulsioni, non sappiamo temporeggiare, non sappiamo gestire le palle scoperte. Sono fondamentali delle scuole calcio! Ė da sempre che insegno queste cose, ma non vedo miglioramenti. Abbiamo giocato meglio nel  secondo tempo per i maggiori spazi che avevamo. I miei giocatori dicevano che vedevano avversari in ogni parte del campo, questo perchė loro si muovevano meglio in  rispetto a noi. Per salvarci dobbiamo cambiare atteggiamento"




Melillo(portiere Pro Patria)
Melillo (portiere Pro Patria): "In dieci abbiamo giocato meglio che in undici  Certo è che ci manca un leader, parliamo poco tra di noi e  mancano i giusti movimenti. Regaliamo troppo agli avversari, anche se questa volta ci ė andata bene. A Busto mi trovo bene anche se manca il sole delle mie zone, sono ancora in albergo e questo mi causa qualche disagio".


Albė (allenatore Giana Erminio): " Il nostro ė un calcio sano, siamo una realtà diversa dalla vostra, arrivando qui ho visto lo stadio e conosciuto la storia della Pro e devo dire che è un altro pianeta.
Nel secondo tempo abbiamo giocato male, la Pro pressava bene e devo dare atto che sono stati bravi a contenerci. Abbiamo sbagliato molto soprattutto nel primo tempo. Serafini ė fantastico ė l' Ibrahimovic della categoria. Ha fatto recuperi difensivi incredibili, ha preso palla di testa e offerto occasioni ai suoi compagni. A riguardo dell'arbitro dico che sono tutti permalosetti, molti sono scarsi e sbagliano molto- In questa categoria pensavo di trovare più qualità di gioco, invece era meglio in serie D. Qui tutti giocano sulla seconda palla, pure il Bassano che è una ottima squadra, gioca in questo modo. Giocare a mezzogiorno è una sacrificio da accettare per sopravvivere a livello economico grazie ai contributi, rimpiango i vecchi tempi di tutto il calcio minuto per minuto quando l'orario delle partite era per tutti uguale.
Flavio Vergani

Sappia Mario Macalli, presidente della Lega Pro, che anche oggi la Pro Patria non ha schierato la miglior formazione, privandosi volontariamente di due giocatori importanti dell'organico biancoblù regolarmente sotto contratto: Arati e Botturi, tra i pochi ad avere decine e decine di presenze in campionati professionistici. Il motivo lo può chiedere direttamente all'amico Vavassori che sembra avere fatto l'affare della sua vita affittando la gestione sportiva a non identificati esperti del settore, attenti più al proprio portafoglio che a costruire una squadra affidabile. Un affare per entrambi a quanto sembra, per il patron che ha incassato una cospicua rata di affitto e per i fantasmi brianzoli che fanno e disfano nell'ombra con movimenti di mercato del tutto discutibili. La solita normale anomalia con la quale il patron in  modo sbrigativo liquidò la sua vendita all'ingrosso alla Reggiana dei nostri giocatori.
Fatta questa doverosa premessa, prima che il presidente di Lega possa dire che non gli era stato detto, passiamo alla partita.
Un "bitter amaro"l'aperitivo offerto allo Speroni all'ora di pranzo. Partita modesta sotto tutti i punti di vista. L'arbitro ci ha messo del suo fin dall'inizio e anche i ciechi hanno visto che la sua persecuzione nei confronti di D'Errico lo avrebbe portato al cartellino rosso e cos' è avvenuto, ma la qualità del direttore di gara è stata proporzionale a quella dei ventidue in campo.
Troppi espulsi in casa Pro Patria, Ulizio, Baclet, D'Errico gli ultimi di una lunga lista, occorre un diverso atteggiamento. Già la Pro Patria non è irresistibile in undici contro undici, figuriamoci in inferiorità numerica.
Oggi è andata bene che i gorgonzolesi non hanno approfittato sbagliando l'incredibile, soprattutto con il centravanti Ricino che ha evitato di somministrare ai tigrotti l'olio dall'amaro sapore.
In tribuna era presente Calzi che ha confermato che sarebbe venuto a Busto al minimo di stipendio pur di rivestire la maglia tigrotta, ma qualcuno gli ha detto no. Evidentemente il progetto di indebolire il centrocampo rinunciando a Arati e Calzi avrà il suo perché. Per ora lo intuiamo, sperando di sbagliarci. Chiaro è che due indizi fanno una prova e le fette di salame sugli occhi non le abbiamo. Siamo esperti in vin brulé e salamini alla griglia, per cui sfidarci su questo campo è impresa molto difficile. Per ora osserviamo con attenzione l'evolversi della situazione, sperando di sbagliarci.
Per il resto nulla da segnalare, inutile insistere su concetti ormai detti e stradetti. Difesa non adatta per la categoria, centrocampo inesistete ad esclusione di Bovi, attacco che oggi  ha dovuto fare gli straordinari per rinforzare il fortino. Unico appunto a D'Errico, scende in campo con dolori post stiramento, lo fa per il bene della Pro e qui gli diciamo bravo, ma quando il dolore si fa intenso meglio la sostituzione che inutili rassicurazioni al mister. Il palo colpito dagli ospiti è conseguente ad un suo mancato ripiegamento, non effettuato per non forzare a livello muscolare.
Flavio Vergani

 
Riportiamo l'articolo 42 del regolamento che norma e disciplina le attività della Lega professionisti.
Il comma 4 precisa che solo in caso di amichevole è possibile non schierare la miglior formazione, comunicandolo agli spettatori. Ne segue che in campionato non esistono deroghe.
Per cui giocatori come Arati e Botturi che vantano un considerevole numero di gare tra i professionisti esclusi addirittura dalla presenza in panchina a nostro avviso rappresentano un elemento di riflessione sul rispetto delle regole. I due sono sotto contratto e quindi a disposizione del tecnico Oliveira, tutto quello che ne impedisce l'utilizzo meriterebbe un approfondimento da parte degli organi competenti e del Associazione calciatori. Soprattutto considerando il livello medio(basso)dei reparti di competenza.
 
 
 
Art. 42

Norme generali per l'attività

1. I calciatori tesserati per le società associate alla Lega non possono, senza il nulla-osta della

F.I.G.C. e della società di appartenenza, partecipare a gare ufficiali od amichevoli in squadre di

società estere.

2. Le società non possono far partecipare a gare o ad allenamenti calciatori tesserati per altre

società, o valersi di essi o di altri tesserati professionisti per qualsiasi attività sportiva, senza la

preventiva autorizzazione della società di appartenenza.

3. I calciatori e gli altri tesserati professionisti non possono fornire comunque le proprie prestazioni

per altre società, senza la preventiva autorizzazione delle Leghe competenti e della società di

appartenenza.

4. Le società che non intendono schierare la migliore formazione nelle gare amichevoli devono

darne tempestiva comunicazione alla Lega e notizia al pubblico a mezzo di comunicato stampa.

I convocati per la gara di domani, mancano ancora Botturi e Arati per i quali l'obbligo imposto dalla società di ridursi l'ingaggio è ancora un diktat.
- Bianciardi
- Bovi
- Candido
- Cannataro
- Cannoni
- Casantini
- D'Errico
- Gerolino
- Graham
- Guglielmotti
- Melillo
- Moscati
- Panizzi
- Perilli
- Ryustemov
- Serafini
- Taino
- Terrani
- Zanier
- Zaro



Aurora Pro Patria 1919 comunica che domenica, giorno della gara Pro Patria – Giana Erminio, le biglietterie dello Stadio "Carlo Speroni" resteranno aperte dalle 10.00 sino all’inizio della partita.

Dopo la riunione del GOS di questa mattina, si comunica inoltre che sarà possibile acquistare i tagliandi, per tutti i settori dello Stadio "Carlo Speroni", anche per i tifosi ospiti della Giana Erminio purché muniti di regolare Tessera del Tifoso.

Si invitano, comunque, tutti i sostenitori ad acquistare i biglietti online e in tutti i punti vendita BookingShow per prevenire code ai botteghini e facilitare le operazioni di ingresso all’impianto. (http://www.bookingshow.it/spettacolo/descrizione.asp?idevento=55290)

Aurora Pro Patria informa inoltre che, oltre ai canali tradizionali di prevendita, a partire da oggi sarà possibile utilizzare la biglietteria on-line (stampa a casa il biglietto) di per acquistare i titoli di ingresso di tutte le gare casalinghe dei tigrotti.

L'accesso all'impianto sportivo avverrà sempre tramite il controllo elettronico dei tornelli. Per essere ammessi allo stadio sarà necessario esibire all'ingresso quanto segue:

 Valido "Documento di Identità" con cui si è acquistato il titolo di ingresso on line

 La tessera di fidelizzazione/Tessera del tifoso (specialmente per i tifosi ospiti)

 Stampa cartacea ben conservata del titolo elettronico contenente il codice a barre ben leggibile dal tornello

Vi aspetta in tutte le edicole di Busto il nuovo numero del Tigrottino del direttore Andrea Fazzari. Numero da collezione con contenuti graffianti del sempre ispirato Marco Grecchi, i sempre approfonditi editoriali della "Zanzara Tigre", la storia raccontata con precisione e competenza da parte di Sergio Marra, l'intervista a Marco Taino da parte dello stesso Fazzari, la presentazione del match di domani da parte del bravo Marco Mariani che ha fatto la radiografia agli avversari e infine, come sempre, Andrea "Statistiche" Scalvi che dà i numeri.
E poi, tante pillole che informano sulla vita di club.
Cliccate ed entrate nel magico mondo del "Tigrottino".
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Dopo la gara aperitivo di domani alle 12,30, dopo la trasferta di Lumezzane prevista per venerdì prossimo alle 19,30 , dopo la gara casalinga con il Bassano di sabato 1 novembre alle 17.00 e la trasferta di Pordenone prevista per sabato 8 novembre alle 15.00, i tigrotti giocheranno la prima gara della stagione di domenica pomeriggio.
Pro Patria Arezzo sarà infatti giocata domenica 16 novembre alle 14,30. Finalmente la Lega Pro si è accorta che esistiamo anche noi, ma forse solo grazie a qualcuno che ha fatto presente il fatto. Uno che alle parole preferisce da sempre i fatti e per questo ringraziamo di cuore.
Flavio Vergani