Header

Ieri, senza che nessuno o quasi lo sapesse, la squadra ha affrontato il Chiasso di mister Zambrotta. Nell'anomalo ma normale silenzio stampa Serafini parla con la stampa reggiana e qui manco si sa che ci sono le amichevoli.
Tra l'altro qualcuno dice che non è stata proprio un'amichevole visto l'agonismo in campo che ha richiesto l'intervento di Zambrotta per calmare gli animi. E' finita zero a zero ma la formazione schierata lascia non è stata quella che ci si aspettava. Fuori Serafini per febbre(da trasferimento?)ecco Baclet con Candido e D'Errico, ma in mezzo al campo riecco Ulizio con Cannataro e Calzi. In difesa? Botturi, ossia uno squalificato per domenica con Zaro e i soliti Guglielmotti e Taino, Melillo in porta.
Bovi, Arati e Lamorte? Chi li ha visti?  In rosa o nel vaso? In genere il giovedi si prova la squadra per il match successivo. Se queste sono le indicazioni siamo a posto.
Intanto si parla di mercato, in uscita. Serafini sembra desiderato da mezzo modo, Lumezzane offre Ferrari in cambio, il Mantova non si sa, la Reggiana Sinigallia.
Per la serie vendo uno esperto di cui so il valore e ne prendo un altro altrettanto esperto da testare in questo ambiente. Evidentemente il guadagno è di tipo economico e farà felice Vavassori o chi per lui. Gli attesi rinforzi difensivi possono aspettare, intanto le giornate passano e il destino si compie inesorabile.
Il silenzio imposto parla più di ogni discorso e appare persino banale. Quasi fosse un rito, una scaramanzia alla quale ricorrere quando le cose non vanno bene. Alla faccia della comunicazione, della chiarezza e della trasparenza.
Ma in fondo qua di chiaro non c' è proprio nulla, per cui continuateci a farvi e a farci del male. Con una certezza, voi prima o poi sarete da altre parti, qualcuno lo è già senza essere svincolato dal passato, ma i tifosi saranno sempre qui. Ovunque, in qualunque serie, con qualsiasi dirigenza. Colpiti si, affondati mai.
Flavio Vergani

La quinta giornata di campionato vedrà impegnati i tigrotti a Novara in data sabato 7 febbraio con inizio alle ore 19,30.
Buon aperitivo al Bar Novara


Leggendo le pagine dei giornali e sentendo le opinioni più disparate di chi è più vicino alla Pro Patria ne esce un quadro sempre più sconsolante.
La Pro è ahimè come un malato terminale in coma e che si trova su di un letto cui attorno ci sono tutti i suoi parenti che devono decidere il dà farsi; da una parte ci sono i parenti più stretti che non vogliono staccare la spina (noi tifosi) mentre dall’altra ci sono quelli che si vedono ogni “morta di papa” che invece non vedono l’ora di staccarla al più presto, come se quella persona sia diventata una scarpa vecchia da buttare. Queste persone cercano di convincere gli altri all’espianto di organi vitali non per il bene del degente ma per accelerarne il decesso, millantando che ciò farebbe bene al loro caro. Anche se un po’ forte mi sembra questo l’esempio più calzante per spiegare la situazione della nostra Pro alla quale si vuole privare l’organo più importante, il cuore, che ha la faccia di Matteo Serafini che, in una nostra ipotetica “hall of fame” farebbe parte di diritto tra coloro che meglio hanno impersonato il carattere e i valori della Pro. Tutto ciò vuole essere fatto passare come sacrificio necessario per il futuro … ebbene “io non ci sto”!
Partendo dal presupposto che si spieghino di quale futuro parlano, mi piace e trovo calzante riprendere in questo caso le parole dell’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il quale si opponeva al gioco al massacro mediatico di Tangentopoli; seppur per ragioni diverse facciamo nostre quelle parole, stufi di essere ancora “presi per il naso” perchè magari, a detta di qualcuno ai piani alti, noi tifosi non brilleremo d’intelligenza ma abbiamo ancora un cuore e vogliamo tenere ancora in vita il nostro “malato”, sperando che la nostra pazienza sia ripagata e avvenga quel miracolo che noi tutti speriamo. I tifosi della Pro sono in questi giorni come Paperon de Paperoni che difendeva, con tutti i suoi mezzi, la sua “numero 1” (Serafini) dalle grinfie della strega Amelia che, rubandola, la voleva usare per le sue magie.
In più non ci stiamo più a tutte queste voci di corridoio su una soluzione societaria in breve tempo o inventandosi a parole un fantomatico mercato che manco al fantacalcio uno farebbe … oramai abbiamo chiuso le porte di quei corridoi e ci siamo trasferiti in sala d’aspetto desiderosi di avere buone nuove dalla sala operatoria. Non ci stiamo inoltre alla ridicolizzazione della nostra passione, quasi fossimo gli “scemi del villaggio”, o alle reazioni stizzita quando diciamo che le cose non vanno, senza rendervi conto che se la dirigenza facesse le cose “come Dio comanda” ci avrebbero al nostro fianco come abbiamo sempre fatto con chi si è impegnato per il bene della Pro nel passato. Forse questo nostro grido e disappunto è stato colto dai giocatori che nell’ultima partita hanno messo in mostra quel che chiedevamo, dimostrandoci finalmente quel rispetto che noi meritiamo e che lo loro meriteranno se continueranno su questa via, sperando solo che non abbiano giocato così solo questa volta per mettersi in mostra agli occhi della dirigenza della prima della classe.
Infine mi rivolgo al “padrone del vapore”; non agisca come forse fece l’imperatore del Giappone durante la seconda guerra mondiale il quale, trovandosi accerchiato dai suoi generali, non ebbe la forza d’impedire il massacro cui andò incontro il suo popolo, muovendosi solo quando era ormai tardi. Per favore, non aspetti Hiroshima e Nagasaki per agire!
Andrea D'Emilio

Anomala normalità questo silenzio stampa di Matteo Serafini che seppur a colpi di "non posso dire altro per rispettare il silenzio stampa", riempie le colonne della Gazzetta di Reggio con un'intervista zeppa di lodi per la  (pro)patria del patron
O forse il motivo è che Matteo si sente già un ex?
Flavio Vergani,

Reggiana, spunta l’idea Matteo Serafini

Il bomber della Pro Patria: «Non so nulla, non ho procuratori ma a Reggio ho tanti amici-sponsor quindi mai dire mai»

REGGIO EMILIA. E’ solo un’idea, un pensiero ricorrente o molto più semplicemente una deduzione vista la corsia preferenziale tra Reggiana e Pro Patria, sta di fatto che nei progetti di rafforzamento dei granata potrebbe rientrare il centravanti Matteo Serafini, attuale capitano dei bustocchi. Un attaccante ideale per la Reggiana di Alberto Colombo, in pratica un giocatore di “famiglia” che conosce bene lo staff e i giocatori granata.
La Pro Patria è in silenzio stampa e Serafini si attiene a questa regola e fa solo un’eccezione per spiegare la sua situazione contrattuale.
«Non ho procuratori – spiega Serafini – quindi mi giunge strana questa ipotesi. Al momento mi sento di escludere un mio possibile approdo alla Reggiana ma in periodo di mercato, mai dire mai». Procuratori no ma a Reggio ha tanti sponsor e amici a iniziare dal dg Raffaele Ferrara.
«Ferrara ascolta tutti ma poi decide con la sua testa – sottolinea Serafini – E’ vero che tra noi c’è grande rispetto, abbiamo fatto un percorso calcistico assieme, una bella e importante esperienza che ha generato un profondo legame. Raffaele è approdato a Reggio, mi fa piacere che stia facendo bene ma io sono rimasto a Busto». Ma non c’è solo il digi dato che Alberto Colombo è uno dei suoi primi sponsor: «Sono felice che il mister stia ottenendo apprezzamenti e i risultati che merita. E’ una brava persona, un eccellente tecnico, un allenatore che lavora bene con i giovani. So che la Reggiana pratica un calcio eccellente. La seguo». Per completare il cerchio basterebbe pensare a un tridente con Siega e Giannone. Verrebbe da dire la Pro Patria-2. «Conosco quasi tutti i giocatori della Reggiana, forse per questo non ne vale la pena, però non si può mai sapere». Anche perché Serafini e Ruopolo potrebbe essere una bella coppia d’attacco. «Parliamo la stessa lingua del calcio per cui la coesistenza sarebbe perfetta. Sì, non sarebbe male come coppia». Se poi vogliamo aggiungere un altro particolare in granata c’è un certo Paolo Zanetti. «Abbiamo giocato assieme, siamo amici, so che ora ha fatto il salto della staccionata e studia da allenatore». L’unica controindicazione è la carta d’identità. «E’ vero, 36 anni sono tanti, però mi difendo ancora bene. Fino a oggi ho segnato 6 gol e fatto tanti assist. Diciamo che non ho perso il vizio del gol e ora mi specializzo nel mandare in gol i compagni». Un pò come sta facendo Ruopolo.
Serafini non va oltre rispettando le direttive della società che impongono di non parlare della critica situazione della Pro Patria. Resta l’idea che potrebbe sfociare anche in una trattativa vera e propria, magari inserendo come contropartita Davide Sinigaglia, bustocco di nascita.
Radio mercato, a onor del vero, parla anche di Matteo Guazzo dell’Alessandria. Un attaccante che i tifosi conoscono bene per la sua milizia nel Castellarano, in serie D, anche se sono passati sette anni e Guazzo ha fatto tanta strada e tanti gol. Per lui, però, c’è il forte interessamento della Salernitana.

Secondo quanto scrive la "Provincia di Varese" i quattro fuori rosa sono tornati in rosa. L'addetta stampa Federica Lancini conferma che non ci sono notizie ufficiali a tale proposito ma che forse assistendo all'allenamento di ieri ci si sarebbe potuti fare un' idea. Per cui la notizia potrebbe essere vera. Non abbiamo la fortuna di poter assistere agli allenamenti, ma la credibilità del quotidiano è massima per cui prendiamo per certo che quanto scritto sia avvenuto.
Siamo felici di questo. Il mercato è difficile in tutti i sensi. La scomparsa della C/2 toglie molte opportunità di parcheggio per giocatori in uscita. Difficile trovare collocazione in Lega Pro a chi è rimasto ai margini della prima squadra in un mercato che mira al rafforzamento delle squadre in difficoltà.
L'opzione C/2  negli scorsi anni permetteva ai calciatori in esubero di trovare un posto nel professionismo seppur di ultimo livello e questo agevolava le operazioni in uscita.
Ora, dopo la Lega Pro c'è il baratro del dilettantismo che nessuno vuole raggiungere, soprattutto in giovane età.
Per cui, molto meglio chiedersi con buonsenso se quello che si decide di mettere sul mercato sia davvero inutile alla causa.
A nostro modestissimo parere un centrocampo con Calzi, Arati e Bovi non è da buttare via.
Se poi si puntellasse la difesa sull'esterno di sinistra e con un centrale si potrebbe essere felici senza imbarcarsi in situazioni di mercato complicate.
Non crediamo che esista un budget tale da permettere l'arrivo di molti giocatori di prima fascia, meglio concentrare le risorse per un arrivo eccellente, massimo due.
Domenica saranno fuori per squalifica Giorno e Botturi, per cui non c'è occasione migliore per far "esordire" Lamorte e Arati.
Intanto Radio mercato annuncia che Matteo Serafini è richiesto da Mantova e Castiglione(capolista in serie D)per cui potrebbe lasciare Busto.
Ovviamente il discorso fatto sopra vale solo se si decidesse di confermare le eccellenze di questa squadra. Se invece con Serafini si deve coprire il mancato incasso per la non vendita di D'Errico allora il discorso non torna e il buonsenso va a farsi benedire.
Flavio Vergani

Quattordici euro più di diritti di preventiva più costi di trasporto uguale a circa ventisei euro!
Una volta si chiamavano cinquantaduemila lire.
Se venissero anche moglie o figli  la cifra diventa inaccettabile per una gara tra le ultime della classe di Lega Pro.
Questi diritti di preventita sono una vera e propria presa in giro quando non viene permesso l'acquisto del biglietto al botteghino. La prevendita dovrebbe essere un servizio disponibile all'utenza che non desidera fare code al botteghino il giorno della gara e dovrebbe quindi essere una possibilità, non un obbligo.
Quel "più diritti di prevendita" sempre citato dopo il costo del biglietto di fatto scompone un costo fisso che sottende un totale al quale non è possibile sottrarsi.
Altrettanto ridicolo e immotivato sapere che di fatto sono spariti i biglietti ridotti per i minori o per le donne o per gli invalidi o per gli aventi diritto. Il sistema non li prevede dicono i prerivenditori. Perchè? Non si sa. .

Di fatto andare allo stadio sta diventando sempre più complicato e caro, ma quello che fa più male è dover accettare questi balzelli incorporati per giustificare costi in grande aumento.

Ci sarà il diritto di prevendita, ma ci vorrebbe anche il dovere di offrire biglietti scontati e il non obbligo di pagare un diritto che è unilaterale e che diventa sinonimo di obbligo. Un obbligo è in genere una legge e non un diritto, ma il mondo va al rovescio.

Flavio Vergani

Aurora Pro Patria comunica le modalità per acquistare i tagliandi della gara di domenica 25 gennaio alle ore 16.00 con l’Albinoleffe.

Il costo di ogni singolo tagliando del Settore Ospiti è di 14€ ai quali andranno aggiunti i diritti di prevendita. La prevendita terminerà sabato 24 gennaio alle ore 19.00, giorno antecedente la gara.

Potranno acquistare i biglietti solo coloro che sono in possesso di tessera del tifoso.

La società U.C. Albinoleffe non aderisce all’iniziativa “Porta un Amico”.

I tagliandi, appartenenti al circuito Best Union – Viva Ticket, potranno essere acquistati presso i seguenti punti vendita:

- BAR SAVOIA - via XXII Marzo, 2 Busto Arsizio (VA)

- INTERNET POINT - Via Luinese 6 Cunardo (VA)

- OKEG VIAGGI DI BOSELLO TIZIANA - via Torino, 59 Gallarate (VA)

- TABACCHERIA STEVENAZZI - Via Cascina Costa 2 Lozza (VA)

- CASA DEL DISCO - piazza Podestà 1 Varese (VA)

- COOP VARESE C/O UFFICIO SOCI - Via F. Daverio, 44 Varese (VA)

Ufficio Stampa
Aurora Pro Patria 1919


Interessante analisi proposta dal "Bustocco.it"che analizza le performance dei diversi allenatori della Pro Patria di questo campionato.


FONTE: WWW.BUSTOCCO.IT

Il confronto tra gli ultimi due tecnici biancoblù a parità di cammino

ALDO MONZA
5 punti in 5 partite - media punti 1 a partita
Gol fatti 6 Gol subiti 8
Prende la squadra terzultima a 3 punti dal Pordenone (ultimo) ed a 5 dalla Giana (sestultima e salva)
Lascia la squadra terzultima a 8 punti dal Pordenone (ultimo) ed a 4 punti dalle quintultime (Renate-Mantova una salva, una play out)
MARCO TOSI
5 partite 1 punto - media punti 0,2
Gol fatti 5 Gol subiti 14
Prende la squadra terzultima a 8 punti dal Pordenone (ultimo) ed a 4 punti dalle quintultime (Renate-Mantova una salva, una play out)
Penultimo ad 1 punto dal Pordenone (ultimo) 14 punti dalle sestultime (Arezzo-Torres-Mantova)
LULU' OLIVEIRA
11 partite 8 punti - media punti 0,727





MELILLO
GUGLIELMOTTI
TAINO
ARATI
LAMORTE
BOTTURI(ZARO)
D'ERRICO
CALZI
SERAFINI
BOVI
BACLET(CANDIDO)





Cosa manca alla Pro Patria? Niente, anzi ha qualcosa in più di quel che serve. Ha un proprietario scorbutico per molti, antipatico per tutti gli altri che però ha sempre onorato gli impegni economici. Ha pure una competenza sportiva se è vero che a Busto ha fatto bene fin che ha deciso di farlo e a Reggio con l’impalcatura bustocca ha scalato la classifica. Allora cosa manca ?
Manca il proprietario e questa è la prima assurdità. Qualcuno pensa che sia lontano con gli occhi ma vicino con il cuore. Altri, e stanno aumentando, pensano che  sia lontano con il cuore e con gli occhi. Ma, realtà dice che c’è perché paga, ma al tempo stesso non c’ è perché non si vede e non si sente.
Ma, alla fine un presidente c’è, ha un nome e un cognome.  Sono altri i nomi e soprattutto i cognomi che mancano.
Cosa altro manca? Mancano i giocatori per salvare la pelle, dice il mister. Discutibile. Se a chi ha giocato sabato scorso si dovessero aggiungere quelli che sono stati messi in tribuna di giocatori ne avremmo da regalare. Abbiamo tanti giocatori, persino troppi. Qualcuno porta il pallone da casa e gioca sempre, altri se lo devono fare prestare e altri ancora non ce l’hanno e nemmeno hanno i soldi per comprarselo per cui stanno a guardare. Titolo del film: le stelle stanno a guardare.
 I giocatori bravi hanno un nome e un cognome e anche un curriculum, gli altri no. Viva chi ha inventato la soggettività, un modo onesto per giustificare l'ingiustificabile e dire quello che si vuole sempre e comunque.
Strumento forte per combattere il buonsenso e la maggioranza conclamata. Chiedi a un tifoso quale è il miglior centrale visto quest'anno e tutti, più o meno,dicono Lamorte. La soggettività stende la maggioranza e lo confina in tribuna.
Bovi e Arati li mettereste in squadra o in tribuna? Tutti, più o meno, direbbero in campo, ma la soggettività autorevole la pensa diversamente, annichilisce il buon senso e agisce al contrario. La soggettività vincente porta a un punto in cinque partite ,ma ecco spuntare la seconda scoperta del secolo: il calcio non ha la controprova, con gli altri forse ne avremmo fatti meno. Fino a che l'equazione inizia a tendere verso lo zero. Allora la matematica sconfigge la filosofica interpretazione soggettiva: il doppio o la metà di zero è sempre zero. Chi lo ha detto che al peggio non c'è mai limite? E allora continuiamo a farci del male raccontando le favole ai tifosi che dopo averle sentite soggettivamente decidono che le stesse sono barzellette e chi le racconta nemmeno sa far ridere. Chi di soggettività ferisce, di soggettività perisce!
Chi ha la responsabilità delle scelte tecniche ha o dovrebbe avere un nome e un cognome, ma il dubbio è che non per tutti coincidano con la stessa identità. Chi sa non parla...podù no parlà...chi non sa è più certo di chi sa.
Quindi abbiamo un presidente ma non lo abbiamo, abbiamo un sacco di giocatori ma qualcuno invoca rinforzi, prima dicendo che quelli che ha non sono tonici, non sono dinamici e non sono pronti, per poi dichiarare che da martedì si cambia, ossia che chi sbaglia sta fuori. Quindi finora non è stato così?  Perchè?
E allora ci si chiede se abbiamo o meno un allenatore autonomo nelle decisioni, oppure ci si chiede che influenze subisca da apparati societari o parasocietari.
Avevamo due direttori sportivi, adesso ne abbiamo uno.  Al Pro Patria club mister Tosi ha dichiarato che “Vavassori farà mercato con i soldi incassati da D’Errico”. Abbiamo la soluzione in casa si sono detti i tifosi. Peccato che il giocatore non poteva essere ceduto a meno di infinocchiare alla grande l’acquirente, rifilandogli un giocatore non utilizzabile. Tentativo fallito con la Lucchese dove Giovanni Galli ,che di calcio ne capisce ,ha parato con stile il “cucchiaio”. Meglio così, genio e sregolatezza è forte e ce lo teniamo stretto anche  grazie al regolamento che che c’è e non può essere cambiato o messo in tribuna.

Alla fine: abbiamo un presidente ma ne stiamo cercando un altro, abbiamo dei giocatori ma ne stiamo cercando altri, abbiamo un direttore sportivo ma si annuncia di vendere chi è incedibile, abbiamo un allenatore che è il terzo ma ha fatto peggio o uguale ai due precedenti.
Abbiamo tutto quello che ci manca. Anomala normalità da guiness dei primati.
Manca una cosa sola forse, che ognuno prenda coscienza di quel che ha fatto e di quel che non ha fatto e si metta sul mercato per primo.
Prima di mettere in tribuna gli altri si abbia il coraggio di mettere in discussione sé stessi a meno che non si sia così convinti di non essere la causa del problema. Dopo aver ottenuto questa certezza si passi alla domanda numero due chiedendosi se oltre a non essere la causa del problema ci si considera la soluzione.
Diversamente si traggano le conclusioni e per il bene di tutti ci si faccia da parte. Se chi sbaglia in campo da domani starà fuori, si abbia il coraggio di applicare il metodo anche per le altre figure. Per par conditio, anzi per la Pro Patria
 
Flavio Vergani


Gli eventi della partita di ieri mi ha riportato alla mente la scena di “Rocky V” in cui il pugile cinematografico sembra cadere sconfitto sotto i colpi inferti dal suo allievo Tommy Gunn. Invece, quando tutto sembra perduto, ecco che Rocky ha la forza di rialzarsi grazie all’intervento del suo antico maestro Mickey che, dall’aldilà, lo incita a continuare perché non ha ancora sentito la campana. Così Rocky fa quanto chiestogli dal maestro, si rialza, suona come un tamburo il suo avversario e porta a casa l’ennesima vittoria.

Ebbene finalmente ieri anche i nostri giocatori hanno dimostrato che, come Rocky, non hanno sentito la campana e hanno la forza di risollevarsi. Il pugile cinematografico batteva i suoi avversari con il cuore e la dignità e i nostri ragazzi hanno dimostrato che, se vogliono, hanno queste caratteristiche, sebbene siamo usciti sconfitti. Potremmo dire che il risultato di questo match si avvicina al primo film di Rocky in cui perde ai punti ma esce come vero vincitore dell’incontro.

La speranza è che questa reazione non sia un “fuoco di paglia” ma lo scatto d’orgoglio che tutti noi chiedevamo perché possano dimostrare a chi ci e li comanda che noi il cuore e la dignità li abbiamo, per quanto riguarda loro … a voi l’ardua sentenza.

Ieri noi, e finalmente i nostri ragazzi, abbiamo dimostrato alla nostra dirigenza che noi non abbiamo ancora sentito la campana perché pure noi, dal cielo, abbiamo un nostro Mickey che ci sprona.

Permettetemi di dedicare queste righe a mio zio Angelo che oggi è venuto mancare, il quale, sebbene tifasse Napoli, si è sempre interessato alle vicende della nostra Pro Patria … mantenere la lucidità non è mai facile ma io sono sicuro che con l’aiuto di mio zio, come ha fatto proprio Mickey da lassù, mi dia la forza di trasformare il dolore nella gioia del suo ricordo.

Andrea D'Emilio 

Il Pro Patria Club organizza un servizio autobus per la trasferta di Bergamo.
Partenza ore 14.00 dallo stadio
Costo : 12 euro per soci e non soci
Partecipate numerosi!

Nonostante la bella gara di ieri, la stampa ha praticamente all'unanimità assegnato voti insufficienti a tra tigrotti: Giorno, Gerolino e Taino.
Giorno gioca fuori ruolo, è sempre stato una seconda punta o agito dietro gli attaccanti, per cui il ruolo assegnatogli non lo mette nelle miglior condizioni. In rosa manca un sostituto di ruolo, per cui il ragazzo va assolto. O perlomeno, ci sarebbe stato in rosa un valido sostituto, tale Bovi che tutti hanno apprezzato a inizio torneo ma che è stato messo sul mercato per ragioni note solo a pochi.

Taino da tempo manifesta animo tigrotto e per questo è amato dalla tifoseria, ma una analisi tecnica esente da sentimentalismi e da questioni di cuore ha l'obbligo di segnalare che su quella fascia i problemi sono spesso evidenti. Anche qui non esistono alternative per cui il ragazzo e il mister vanno assolti e la speranza è che Marco possa prendere fiducia nei propri mezzi.

Gerolino invece merita un discorso a parte. Le insufficienze sue e di Anderson sono da tempo una costante della pagella bianco e blù, ma nonostante questo i due hanno saputo  sempre vincere la concorrenza di Lamorte e Zaro. Il primo giudicato da mister Tosi ancora indietro nel recupero fisico dopo l'infortunio, ma poi messo fuori rosa, il secondo giudicato dal mister ancora non maturo per la categoria.

Discorsi che non hanno convinto per niente la tifoseria che vista la qualità media dei componenti difensivi fatica a comprendere come le riserve possano fare peggio dei presunti titolari.

 Mister Tosi ha finalmente cambiato la coppia di difesa nella gara di ieri, poi ha cambiato Gerolino durante la partita non senza comunicargli i motivi della sua insoddisfazione per poi tuonare in sala stampa che da martedì non farà più sconti a  nessuno.

Evidentemente sono stati fatti nel passato. Intanto Zaro sembra essere maturato velocemente in cassetta, sorry in panchina e tribuna, tanto che ieri non è per niente apparso acerbo. Anche perché con l' altezza che si ritrova sarebbe già andato in "canna". Invece la sua prestazione ha fatto nascere ancora una volta la domanda: "ma perché non giocano Zaro e Botturi o Botturi e Lamorte o Lamorte e Zaro?

Dopo gli sconti del passato è tempo di tre per due, per cui male che vada il mercato mettiamoli tutti e tre.

A spanne non si perderebbe molto, si valorizzerebbero due giovani di cui uno del nostro vivaio e si trasmetterebbe un evidente segnale di meritocrazia.

Segnale che in quella zona del campo ( e non solo) non sempre si percepisce.

Flavio Vergani

Sopra i cartelloni di Coop le lenzuola illeggibili di Bmw ( o almeno così ci dicono)
Durante la gara di ieri sono apparsi timidi segnali di una attività di mini marketing che ha portato alla sponsorizzazione delle distinte ufficiali con il brand di qualche sponsor locale. Sulla pista di atletica era presente un auto difficilmente identificabile. Sulla "ramata" dei popolari si vedevano quattro nuova lenzuola bianche con delle scritte minuscole che nemmeno un falco sarebbe riuscito a leggere. E non solo perché i falchi non sanno leggere, ma soprattutto perché le lettere avevano dimensione microscopica.
Il mio amico "Silvio" informava la tribuna stampa che gli striscioni erano una sponsorizzazione della Bmw e che l'auto in pista era pure una Bmw.
Visto che si parla di marketing ci chiediamo quale sia la "reason why" dello sponsor? Ha come focus quello di non farsi leggere? Di non farsi identificare? Di provare a capire chi tra i tifosi della tribuna disponeva di un cannocchiale incorporato per leggere la propria pubblicità?
Visto che da quest' anno c'è in organico un responsabile marketing forse dovrebbe telefonare a questo investitore facendogli presente che la comunicazione è praticamente illeggibile per cui non ci si aspetti elevata redemption commerciale di derivazione.
Flavio Vergani

Puntuale come l'Imu, fastidioso come la Tasi, inutile quanto la lunetta dell'area di rigore ecco tornare in casa Pro Patria il silenzio stampa di cui da troppo tempo non se ne sentiva la mancanza.
Proprio in vista della importante gara di Bergamo e dopo i pubblici elogi ricevuti dai tigrotti da tutta la stampa locale si è deciso di non cavalcare l' onda, di non sfruttare l'energia positiva scaturita dal match di ieri per rinchiudersi nel silenzio e meditare il futuro.
Da oggi si spera parlino i risultati.

Aurora Pro Patria in silenzio stampa
La società Aurora Pro Patria 1919 comunica che a partire da oggi nessun tesserato della società potrà rilasciare alcuna dichiarazione agli organi di stampa.

Sino a successiva comunicazione, dunque, Aurora Pro Patria 1919 è in silenzio stampa.

Solito bagno di folla per mister Cusatis accolto dai tifosi con il solito affetto

 
ALTRE FOTO NELL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO





















Dopo la nebbia del mattino, la pioggia e le nuvole del pomeriggio, un raggio di sole ha illuminato lo Speroni. Un segno che qualcosa sta cambiando non solo in campo?

Maspero (allenatore Pavia):
"Sapevo che la Pro Patria non era morta e che disponeva di un attacco forte e di una difesa debole.
Bravi i ragazzi a ribaltare la gara, questa per me era una trasferta terribile.
Ho cambiato Ferretti perché aveva un dolore. Ho cambiato nella ripresa il modulo passando al 4-4-2 per aprire il centrocampo bustocco che lo vedevo sofferente se attaccato sulle fasce e da quel momento Corresi è stato devastante. Sull'arbitro dico che ha fischiato in modo corretto e ammonito nel modo giusto i falli da dietro.
Applauso ai nostri tifosi che in trasferta ci hanno aiutato e che  per la prima volta ho sentito vicini e determinanti".

Tosi(allenatore Pro Patria). Sono senza parole, abbiamo fatto una grande partita mettendo sotto la capolista ma ci troviamo a mani vuote.
Da adesso in poi però chi sbaglia sta fuori per cercare di far giocare chi sbaglia meno, non possiamo buttare via una partita in cui siamo in vantaggio con errori clamorosi che non posso più  accettare.
Non so se la dirigenza mi confermerà, ma mi sento di aver sbagliato solo la gara con il Venezia e mezzo tempo con la Torres per cui mi ritengo soddisfatto del mio lavoro. Con innesti di qualità oggi avete visto come cambia la situazione. Aspetto l'arrivo di almeno due difensori e un centrocampista esperti, senza questi non abbiamo possibilità di salvarci. Mi chiedete di Bovi, Lamorte e Arati e vi rispondo che ho avuto modo di vederli poco per via di problemi fisici, ora sono sul mercato e non li posso schierare per cui chiedete alla dirigenza il motivo, non a me. Comunque, io non abbandonerò la barca anche se non arrivasse nessuno.
Perché non ho tolto Giorno? Avevamo quattro ammoniti, non potevo cambiarli tutti.
Baclet dobbiamo tenerlo in un urna e gestirlo al meglio, dopo il primo tempo mi ha detto di avere ancora autonomia per cui non l' ho cambiato subito.

Flavio Vergani

Melillo: 6,5
Nessuna responsabilità sui goal, decisivo quando ipnotizza l'attaccante pavese su un uno contro uno che il portierone sventa con grande abilità. Fa in modo corretto quello che deve fare

Guglielmotti: 7,5
Il tigrotto perfetto, persino mister Cusatis si sorprende  dai distinti per quanto corra questo ragazzo. Indomito attacca gli avversari con la voglia di sbranarli, li morde, li artiglia, sembra un leone che sente odore di sangue

Taino:5,5
Lui è tigrotto dentro e seppur a volte la tecnica non lo sostenga come dovrebbe non molla l'osso fino alla fine. Deve migliorare nella precisione in fase di impostazione.

Botturi: 5,5
L'espulsione pesa sulla sua prestazione rubandogli mezzo punto, ma il ragazzo può solo crescere vicino ad un centrale di esperienza che tutti attendono.

Gerolino: 5
Mister Tosi lo cambia e gli spiega anche i motivi in diretta "live". Troppa gente libera in area, tu dove sei ? Soncin lo punta e lo salta sempre, con Zaro invece la storia cambia. Ci sarà pure un motivo. 

Calzi: 7
Seppur condizionato da un'ammonizione subita nei primi minuti di gara gioca una signora partita facendo sentire tutto il suo peso tattico, il suo carisma, il suo senso della posizione. Faro sicuro per i suoi compagni e diga invalicabile per gli avversari. Bentornato tigrotto!

Giorno: 5
Non c'è conferenza stampa in cui mister Tosi non lo citi come elemento di grandi potenzialità. La maturazione va però accelerata e non può far rima con l'ingenuità commessa che ha pesato come un macigno sul match.

D'Errico: 8
Un esempio perfetto di genio e sregolatezza. Quando decide di giocare diventa funambolico, imprendibile, entusiasmante. Cosa ci faccia uno così in Lega Pro ha una sola risposta: la sregolatezza. Se mettesse da parte e se si concentrasse solo sul genio sarebbe subito proiettato lo in alto.Come minimo a Reggio Emilia. Taglia la difesa avversaria come lama nel burro .Corre fino al novantesimo fregandosene altamente che la sua squadra è in nove contro undici. Fantastico.

Candido: 8
Che dire di questo settepolmoni che da inizio campionato non molla un centimetro? Giù il cappello per la sua bravura e per la sua umiltà che lo ha fatto entrare nel cuore dei tifosi. Anche oggi una gara da incorniciare senza una sbavatura

Serafini: 7,5
È tornato il Serafini che da tempo aspettavamo. È bastato affiancargli un giocatore di categoria che parla lo stesso linguaggio per rivedere i suoi colpi da maestro. Anche se non segna ha fatto segnare, poi è andato vicino ad un eurogoal ed è stato punto di riferimento costante per la squadra. Il Capitano che sempre vorremmo vedere.

Baclet: 7,5
Nonostante la condizione fisica deficitaria dopo il lungo stop, il francese non si tira indietro giocando una partita generosa impreziosita da una rete. Nonostante mister Tosi ci dica di non esagerare, abbiamo visto con i nostri occhi che a fine primo tempo è uscito dal campo sorretto da sue persone per come era stremato. Un grande giocatore che va gestito con intelligenza e attenzione.

Mister Tosi: 6,5
Tarda a sostituire Giorno che tra gli ammoniti era certamente quello che aveva dimostrato minor brillantezza. Mezzo voto in più per una coraggiosa sostituzione in stile "Oliveira"e per aver imbrigliato la capolista con una partita ben preparata e ben giocata. Tenendo conto del mercato di rafforzamento al contrario che finora gli ha dato un giocatore e gliene ha tolti quattro, il tecnico dimostra che con la qualità dei singoli sa fare quel che serve. Chissà se basterà a salvargli una panchina che appare molto traballante. Da settimana prossima intanto avrà un nuovo secondo, Stefano Cavalli, tecnico della Beretti ed ex giocatore delle giovanili biancoblù




IL FENOMENO DELLA GIORNATA MAINARDI DI BERGAMO
Chissà se il signor Mainardi di Bergamo, arbitro della gara odierna tiene all’AlbinoLeffe o all’Atalanta. Sembrerebbe all’AlbinoLeffe viste le sviste clamorose di cui si è reso protagonista.

Un difensore del Pavia tocca la palla in area con la mano e il fischietto bergamasco fischia fallo contro la Pro Patria credendo che fosse Serafini ad avere commesso il fallo. D’Errico viene steso da due avversari che lo affrontano contemporaneamente e l’arbitro fischia fallo contro la Pro Patria.  . Espelle Botturi per un fallo di mano provocato da una scivolata e non punisce Carotti del Pavia che già ammonito scalcia da dietro un tigrotto nell’identico modo di Giorno, con la differenza che il tigrotto viene espulso per doppia ammonizione
Complimenti al designatore per l’opportunità concessa all’arbitro bergamasco di arbitrare la Pro Patria.
Complimenti a Macalli che permette quanto sopra.
Passiamo alla gara disputata con lo stadio “Speroni” listato a lutto dal Pro Patria Club e poi seguito dal “Tigrotto” che hanno coperto gli striscioni bincoblù con un drappo nero per manifestare la propria amarezza per la situazione venutasi a creare dopo la cessione della gestione sportiva ad un governo ombra da parte di patron Vavassori.
In campo si rivede la tigre Calzi a centrocampo, la panterona Baclet in attacco e mister Cusatis nei distinti centrali che viene accolto dal solito bagno di folla.
La Pro Patria perde per tre a due, ma per come siamo fatti noi è come se avesse vinto. Gioca, lotta e corre fino alla fine, nonostante l’inferiorità numerica, la scarsità o forse la prevenzione dell’arbitro e la forza degli avversari primi in classifica. I tigrotti entusiasmano nel primo tempo, ma stavolta non crollano nel secondo tempo e fino alla fine tengono aperta la partita. Dopo prestazioni del genere ci si chiede se sia così necessario ricorrere al mercato o se solo con Bovi e Arati vicini a Calzi, Lamorte  là dietro con uno Zaro che quando è entrato non ha certo fatto rimpiangere Gerolino e con il recupero di Baclet, si potrebbe tentare la grande impresa comunque.
 La forza offensiva dei tigrotti è devastante quando al completo, un fine tuning a centrocampo e nel reparto difensivo quadrerebbe il cerchio. Ma, forse, quel che serve è già disponibile in tribuna.
Comunque sia, se arrivasse anche la retrocessione dopo gare del genere si sarebbe onorata la maglia e il tutto sarebbe meno amaro. Oggi abbiamo visto undici tigri indomite vinte solo dal caso. Oggi abbiamo visto una squadra con un’anima. Oggi abbiamo visto una squadra orgogliosa, battagliera, a volte spregiudicata e terribilmente tigrotta. Chi cerca unità con i tifosi ha avuta la prova che basta poco per ottenerla. I fatti e non le parole.
Poi sia fatta la volontà del patron, l’importante sarà arrivare in fondo con questo spirito. Mai contesteremo chi onora i colori della Pro Patria. Si potrà anche perdere sul campo, ma con la maglia sudata si sarà sempre vinto.
Domenica ci sarà un big match importante per evitare l’ultimo posto, tenere questo spirito sarà indispensabile per centrare la meritata vittoria. Bravi tigrotti!

Flavio Vergani



REGGIO EMILIA. “Bella questa Reggiana, ma purtroppo “fate” fatica a metterla dentro”. E’ tornato Pietro Vavassori e la chiacchierata del dopo partita si trasforma in un divertimento. Si vede – e lui lo conferma elencando i successi ottenuti – che era un ottimo slalomista. Sguscia fra le domande dei cronisti come faceva fra i pali sulla neve.
Allora, con l‘arrivo del nuovo anno possiamo annoverarla fra i componenti della società granata?
«Come potete vedere tutte le volte che posso sono insieme a loro. Talvolta ho dovuto assentarmi, per lavoro, come in occasione della trasferta a San Marino.
 
Indossava una vistosa sciarpa con i colori della squadra granata? Medici e Compagni hanno detto che con il nuovo anno ci saranno novità.
«Probabilmente hanno intenzione di aumentare le proprie quote. La sciarpa ovviamente l’ho messa a collo per ripararmi dal freddo. Quando si sono superati i quarant’anni è bene coprirsi per tutelare la salute».
 
Che dire, farà anche freddo ma ci fa male vedere il presidente della Pro Patria con la sciarpa della Reggiana (anomala normalità). Farà anche freddo, ma nessun tifoso della Pro Patria si coprirebbe con una sciarpa con i colori di un'altra squadra. Faceva freddo? Anche a Busto negli anni scorsi ha fatto freddo ma non abbiamo mai visto che il patron  indossasse la sciarpa biancoblù.
Che della Pro Patria non gliene freghi più di tanto è molto probabile, ma crediamo che fino a che si rimane proprietari sarebbe utile evitare identificazioni così clamorose.
Flavio Vergani

 
fonte: Gazzetta di Reggio (l.v)

Questo Giannone è interessante»

Vavassori debutta come sponsor e fa il mercato: «Servono terzino e bomber»
  
       
REGGIO EMILIA. «“Stamane dovevo salire in aereo per andare in Sardegna ma la nebbia ha impedito il decollo. Allora ho deciso di venire a vedere la partita della Reggiana e ne sono lieto. Anche se debbo dire che mi accontento…dei tre punti. L’importante era riuscire a non buscarle».
Pietro Vavassori, presidente della Pro Patria ma da ieri sponsor granata (la sua Italsempione è tra gli sponsor apparso sul led allo stadio) gioca sull’equivoco e analizza la gara contro Forlì con occhio apparentemente distaccato. «Avete fatto risultato pieno – aggiunge – dunque meglio di così non era immaginabile. Il punteggio poteva però essere più rotondo se Bruccini e Ruopolo la mettevano dentro. Certo che con la difesa che “avete”. Quel numero tre (Gueye ndc), ad esempio, gioca sempre all’indietro per…indurre in errore l’avversario e prenderlo d’infilata con le ripartenze. La Reggiana a mio giudizio ha grandi potenzialità e ho notato anche un buon innesto, lì davanti, quel Giannone…Ora potrebbero servirebbe un difensore mancino e suggerirei anche un giocatore capace di metterla dentro. Un paio di debutti e poi ci siamo per il salto di qualità».
Più che una analisi sulla vittoria maturata con il Forlì sembra un progetto per la campagna acquisti.
«No, per quella mi affido alla signora qui presente, che ne sa più di tutti». E così facendo presenta ai cronisti la moglie del direttore granata, Raffaele Ferrara.
E’ iniziato il 2015 e si potrebbe ipotizzare anche un suo ingresso nella stanza dei bottoni. La presenza come sponsor è un primo passo?
«Più che a nuovi soci – la replica immediata – penserei a nuovi giocatori. La Reggiana mi sembra stia vivendo in un ambiente sereno, senza attriti, con le idee chiare e con un pubblico che è a dir poco fantastico. Certo che se entrano altri componenti in società non c’è che da rallegrarsi».
Oggi mancava suo figlio: è sempre grande tifoso dei granata?
«Assolutamente sì ma era impegnato con la squadra giovanile dove gioca come portiere. Poco fa mi ha telefonato dicendomi che hanno centrato una bella vittoria, loro che erano ultimi, per 3 a 0. A proposito, perché non pensare ad una amichevole con i giovani della Reggiana. Vero Medici?».
«Si può fare – si inserisce Gianfranco Medici che ha assistito al dialogo – e per quel che riguarda poi la nostra società ammetto sta diventando sempre più che appetibile. Molto spesso offre bel calcio e si vive un clima di armonia e di entusiasmo. Chi è interessato sia il benvenuto». Una frase che non casuale perché lì accanto, dopo una lunga assenza, c’è un rampollo della famiglia Romani (settore ceramico) una dinastia da sempre appassionata del gioco del calcio. Se son rose fioriranno.



Il tecnico Marco Tosi ha convocato 20 giocatori per la gara in programma domani con il Pavia delle ore 17.00 allo Stadio "Carlo Speroni".

Ecco l'elenco completo:
- Anderson
- Baclet
- Botturi
- Calzi ...
- Candido
- Cannataro
- Cannoni
- Casantini
- D'Errico
- Gerolino
- Giorno
- Guglielmotti
- Melillo
- Romeo
- Ryustemov
- Serafini
- Taino
- Terrani
- Zanier
- Zaro

Ischia, la stoccata di Iodice contro Macalli

 
 
Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta diramata dal direttore generale dell'Ischia Pino Iodice, il quale sferra un deciso attacco contro il Consiglio direttivo della Lega Pro e contro il presidente Macalli, rei di non voler accettare un malcontento che sarebbe diffuso tra la maggioranza dei club iscritti.
"E meno male che esistono leggi e regolamenti che dovrebbero garantire la legittimità delle azioni svolte da una maggioranza che fermamente intende cambiare lo stato dell'arte!!!
Non è, infatti, il massimo prendere coscienza di una vergognosa ostinazione messa in scena dall'ex Presidente Macalli e dal Consiglio Direttivo della Lega Pro in toto, di voler a tutti i costi stare con le chiappe sulle poltrone delle stupende stanze della Lega di Firenze. Non oso fare commenti all'azione politica dell'attuale governance della Lega Pro, perché non ho mai stimato la persona che nell'ultimo ventennio ne ha retto le sorti. Ma credo che adesso la misura è colma!
Sono sempre stato convinto che quando si arriva a lambire la sfera personale significa che non si hanno più argomenti; è proprio la mancanza di politica che genera l'offesa. Rifiutare, con una punta di malcelato fastidio, di accettare l'attuale realtà, ostinandosi ad andare avanti in barba ai regolamenti, vuol dire non prendere coscienza che i tempi son cambiati.
Macalli e alcuni componenti il Consiglio Direttivo, sembrano gli Dei barricati sull'Olimpo, incuranti delle necessità delle società che compongono la Lega Pro!!! Non vogliono rendersi conto che il malcontento cresce giorno dopo giorno, sconfinando su pagine di illustri quotidiani nazionali, macchiando quindi in maniera indelebile l'immagine della Lega e delle società che la compongono. Tutto questo sta succedendo perché questa Presidenza ha completamente disatteso i principi di trasparenza e di lealtà che dovrebbero rappresentare i capisaldi del vero presidente. Un bilancio che chiude con un passivo di un milione di euro!!!! E' vergognoso. No, è offensivo nei confronti dei Presidenti delle società. Altro che Assemblea da invalidare, andrebbero denunciati gli artefici di questo collasso economico, che forse non ha precedenti nella storia!!! Capisco perfettamente che, all'epoca del silenzio e dell'accettazione tacita di tutto quello che succedeva in Lega, la maggioranza delle società ancora non era andata in fibrillazione, e i numeri li nascondevano come cazzo volevano, oggi, con un Direttore Generale licenziato, quindi con la spada di Damocle sul collo, hanno dovuto denunciare i fatti così come sono avvenuti nella realtà, ed è bastato così poco a far scoppiare il bubbone! Continuo a non comprendere perché viene messo ostinatamente da parte il futuro della Lega e quindi delle società che la compongono, quando è così evidente che non si hanno più i numeri per governare, cercando di voler a tutti i costi rimanere in auge, sebbene si ha coscienza che il terreno sotto i piedi frana quotidianamente. Noto una sottile vena di ipocrisia in questo comportamento.
La nuova Lega deve ispirarsi alla sfida del confronto giorno dopo giorno e accogliere, per valorizzarlo, tutto quello che di buono possa essere proposto da ognuno di noi. Il Presidente Macalli avrebbe dovuto ben capire che questo è il senso al quale avrebbe dovuto ispirarsi, accettando il dialogo quando era in posizione di forza, non adesso che è marcatamente con l'acqua alla gola! Due anni e mezzo fa, Macalli fu eletto Presidente, illustrando alle società un lungimirante programma economico-finanziario, che in concreto, avrebbe dovuto dare ampio respiro alle società che avrebbero composto l'organico di LEGA PRO. Un programma che, alla luce dei fatti, si è rivelato assolutamente fallimentare. E' questo cari Presidenti non è un GOSSIP. Questa è la triste realtà dei fatti.
Per concludere, sottolineo che, solo adesso Macalli & C. si accorgono di aver bisogno di consensi, ma ritengo che ormai il banco è saltato, siamo alla resa dei conti! Voglio ricordare a Macalli & C che in politica il metodo quasi sempre diventa merito. Ma, ovviamente, partendo da presupposto che tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile. A cominciare da loro".

Il ritorno di Giampaolo Calzi è l'unico movimento di mercato della settimana per cui con il Pavia si dovrà contare sulle stesse forze ( meglio debolezze) del passato, Anzi con qualcuna in meno visto che mancheranno gli esodati Moscati, Arati, Bovi e Lamorte. Unica consolazione la dichiarazione d'amore condizionata (dal regolamento) di D'Errico che dopo aver capito di non poter sposare la Lucchese si è rinnamorato della Pro Patria . Unica novità è la presenza al campo di allenamento di Matteo Anania, fratello del portiere Luca, che si è aggregato al gruppo. Difensore di 31 anni con passato al Pisa, al Perugia e al Gubbio. Il nostro consulente di mercato Andrea Macchi,  non in organigramma ma del tutto presente nella gestione di questo blog con una collaborazione ombra, ci informa che Anania è un terzino fluidificante per cui al momento non sembrerebbe in discussione la posizione del duo Anderson. Gerolino
Intanto  la traballante Lega Pro ha diramato l'orario della gara Pro Patria Real Vicenza che verrà disputata l'1 Febbraio alle 12,30 su espressa richiesta dell'ex Dario Polverini che desiderava pranzare con gli amici Serafini e Calzi. Prenotato il ristorante per le 14,00 per un suo agevole ritorno in quel di Vicenza.
Intanto i tifosi stanno preparando una esclusiva coreografia per la gara di domani per celebrare con stile il non entusiasmante momento che stanno vivendo ormai da tempo.
Flavio Vergani



Aurora Pro Patria 1919 è lieta di annunciare il ritorno di Giampaolo Calzi che da oggi è ufficialmente un nuovo giocatore a disposizione del tecnico Marco Tosi.

Per il centrocampista, nato a Varese il 09/09/1985, si tratta del terzo ritorno in maglia tigrotta con la quale ha già collezionato 66 presenze impreziosite da 6 marcature.

Ecco le prime parole di Giampaolo Calzi dopo la firma sul contratto: "Sono davvero felice di essere tornato qui a Busto dopo un’esperienza poco felice. Ho fatto una scelta di cuore. Sono consapevole del momento che sta attraversando la squadra: aleggia questa paura di retrocedere, ma sono convinto che questa squadra possa salvarsi. La piazza qui arriva da stagioni in cui si sono fatti risultati importanti, ma credo che una salvezza quest’anno equivalga a una vittoria di un campionato. Sono a disposizione per la partita di sabato con il Pavia, ci aspetta una gara difficilissima. Io sto bene, ho fatto l’ultima partita il 30 novembre, poi ho avuto un piccolo problemino, ma sto bene e sono pronto a scendere in campo".

Bentornato dunque a Giampaolo da parte di tutta la grande famiglia tigrotta!

Welcome back Gianpaolo Calzi nel nuovo Tigrottino in edicola da oggi. Leggilo qui in anteprima.
LEGGI IL TIGROTTINO