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Fabio Gallazzi, uno che di ripescaggi se ne intende
Gozzano, Ciliverghe, Triestina, Trastevere, Imolese, Massese, Vis Pesaro, Rende, Nocerina e Rieti sono le vincenti dei play off di serie D. Cosa hanno vinto? In teoria la possibilità di essere ripescate in Lega Pro, in pratica niente, visto che i criteri di ripescaggio dipendono da una serie di fattori non solo attribuibili alla vittoria sul campo. Uno dei punti fondamentali richiesti riguarda la struttura della squadra potenzialmente ripescabile, ossia lo stadio, che deve assicurare requisiti non sempre di facile realizzazione. Si pensi alla Caronnese che lo scorso anno rispose “no grazie” alla richiesta di ripescaggio sottopostole dalla Lega per non incorrere in investimenti esagerati nella messa a norma dello stadio. Ripescaggi che dipenderanno anche dal numero di squadre che non saranno in grado di iscriversi alla Lega Pro. Per ora, sembrano messe male Mantova, Latina, Maceratese, Trapani, Vicenza, ma siamo solo all’inizio e la lista potrebbe allungarsi. Chi tra le vincenti dei play off potrebbe sfruttare il ripescaggio? Difficile da dire, si può solo azzardare luce verde per Triestina, Massese,Vis Pesaro e Nocerina. Tra le perdenti della finale play off il Savona potrebbe dire la sua nel caso fossero molti i posti liberi. Ciliverghe rimane un punto interrogativo, la struttura non è all’altezza delle richieste, si ipotizza un trasferimento di sede a Montichiari con ristrutturazione dello stadio locale grazie a Sterilgarda, main sponsor dei bresciani. Da capire se l’azienda saprà fare a Ciliverghe quello che non riuscì a garantire al Castiglione che rinunciò al passaggio in Lega Pro per gli stessi motivi. Da capire cosa succederà se il numero di queste ripescabili non sarà sufficiente per comporre i gironi di categoria superiore. In questo caso tutto tornerebbe in gioco e le sorprese non sono escluse.

Flavio Vergani





Primo tassello per il nuovo Treviso “targato” Alessio Pala. Il club veneto acquista un ex tigrotto, Mosè Guercilena, in forze alla Pro nella stagione 2015-2016. Fortemente voluto da Pala per rinforzare la sua nuova squadra, Mosè si aggregherà al suo nuovo club  appena dopo la pausa estiva. Nel frattempo in casa bianco-blu, si cercano le prime conferme dagli attuali giocatori. Si mormora che il primo nome da tenere assolutamente a Busto, sia Donato Di Sabato. Vedremo presto chi lascerà la squadra e chi sarà di nuovo con noi l’anno prossimo.  

Simone Merlotti


 
In casa Pro Patria è tempo di programmazione. La sconfitta ai play off aiuta a fissare l’obiettivo fin da subito, senza pensare a improbabili ripescaggi. In settimana è probabile che Patrizia Testa si sieda al tavolo con Sandro Turotti per tracciare le linee guide per la prossima stagione. Da definire budget, strategia e organigramma che appare  (troppo)sontuoso in rapporto alla categoria. Non si esclude che qualche figura potrebbe venire accorpata, ad esempio, ma non solo, quella del direttore generale le cui responsabilità potrebbero essere assegnate allo stesso Turotti. Un modo, oltre che per fare saving, per attribuire massima importanza e totale fiducia all’ex Carrarese. Da decidere anche la sorte i mister Javorcic, il cui impatto è stato positivo, seppur senza centrare l’obiettivo play off. Da valutare se affidare la squadra ad un allenatore che non ha allenato in serie D  e mai condotto squadre con ambizioni di promozione, o se affidarsi ad un guru della categoria alla “Zaffaroni”. Invece, tutto più chiaro in ambito societario, dove la proposta firmata Simonini- Galli è stata rispedita al mittente. L’attuale dirigenza non ha gradito la modalità “uno più uno” legata all’offerta dei due potenziali nuovi investitori, che imponevano l’arrivo a Busto di Raineri, braccio destro di Simonini a Inveruno e di Gorrasi, uomo di fiducia di Galli al Busto 81. Gorrasi, tra l’altro, è anche il commissiario di Forza Italia a Busto Arsizio, per cui avrebbe rappresentato un nuovo trait d’union con l’amministrazione comunale ed è forse per questo che l'amministrazione comunale aveva caldeggiato il matrimonio tra Patrizia Testa e i nuovi dirigenti. Non è invece sfumata la trattativa con Pirola di Unet energia, già sponsor dei tigrotti durante questa stagione, che potrebbe esercitare la modalità “non lascio e raddoppio”, entrando nel board societario con il titolo di socio in tasca. Insomma, settimana calda per la Pro Patria che sta lavorando per costruire una stagione da protagonista. Intanto, i protagonisti sono ancora i ragazzi della Juniores che vincendo per quattro a zero con il Sestri Levante sono ancora in corsa per passare il turno delle finali nazionali.

Forza ragazzi!

Flavio Vergani





Arconatese. promossa in serie D
 In attesa degli esiti dei play out di Lega Pro, si incomincia a delineare la nuova serie D  per il  campionato 2017/2018. Esce il Legnano, retrocesso in Eccellenza ed entra l’Arconatese. Questa la notizia più rilevante per la Pro Patria, che spera di non ritrovarsi il Lumezzane nell’inferno della serie D. I bresciani, impegnati nel play out di Lega Pro ,hanno pareggiato gara uno con il Teramo, per cui servirà l’impresa per non retrocedere. E, si sa, quanto sia ostica per i tigrotti questa squadra.




Ecco la nuova serie D:


LOMBARDIA: LOMBARDIA
Pro Patria
, Arconatese, Bustese, Caravaggio, Caronnese, Ciserano, Ciliverghe Mazzano, Crema, Darfo Boario, Folgore Caratese, Grumellese, Inveruno, Lecco, Pergolettese, OltrepoVoghera, Pergolettese, Pontisola, Pro Sesto, Rezzato, Scanzorosciate, Seregno, Varese, Varesina, Virtus Bergamo

PIEMONTE
Borgosesia, Borgaro, Bra, Castellazzo Borminda, Gozzano, Chieri, Casale


TRENTINO
Dro, Trento, St. Pauls

LIGURIA: Albissola, Argentina, Finale Ligure, Lavagnese, Ligorna, Savona, Sanremese


Ultimi verdetti in serie D con le gare di play off e play out disputatesi ieri. Ciliverghe Mazzano conferma la posizione di classifica ottenuta in campionato vincendo il play off del girone B. Vittoria  per due a uno con la Virtus Bergamo, con doppietta di Galuppini, che fa le veci dell’assente Bertazzoli. Nessuna gioia per il Varese che, nella finale play out  del girone A, cade in casa con il Gozzano e perde anche il presidente Baraldi che rassegna le dimissioni. Il futuro in casa biancorossa si annuncia molto difficile. Nel girone C vince il play off la Triestina di Matteo Serafini che si candida per il ripescaggio in Lega Pro. Capitolo play out: vince il Lecco a Olginate e si garantisce la permanenza in serie D, come lo Scanzorosciate che pareggia con il Levico e lo condanna alla retrocessione. Nel girone A lutto in casa Legnano che capitola per tre a zero in casa della Bustese retrocedendo in Eccellenza. Impresa della Varesina che batte il Verbania mantenendo la categoria.
Flavio Vergani


Dalla lettura della Prealpina di ieri ho appreso che sono state comminate alla società ProPatria altre sanzioni: 1500 euro per i soliti fumogeni e una giornata a porte chiuse(con la condizionale)  Ora facendo i conti della serva se fossero 20 ultras a fare questo x 100 euro di abbonamento ciascuno, sembra che abbiamo già di molto   superato l'esborso' rispetto  alle sanzioni, con un importo di 2000 euro di incasso e multe di 600 + 500 +1500 euro nelle ultime settimane. COSI' NON SI FA CERTO INTERESSE PER CHI SBORSA TANTI QUATTRINI PER MANTENERE VIVA UNA SQUADRA IN QUESTA DIVISIONE. Penso che la Signora Testa possa fare una dichiarazione di responsabilità  verso certa tifoseria invitando la stessa ad essere coerenti con la propria fede calcistica e non continuare in quelle azioni che possano portare danni alla società stessa. Spero solo che questo  mio auspicio venga preso per un buon consiglio a tutti e dimostrare che si può essere tifosi senza cadere in azioni che arrechino danno a persone che mettono anima, cuore e quattrini . Un abbraccio a tutti i tifosi. Eugenio Crespi


Alessio Pala, ex allenatore della Pro Patria, si accasa a Treviso retrocesso dal girone B dell'Eccellenza.  Zaffaroni, ex capitano della Pro Patria, continua la sua avventura con il Monza promosso in Lega pro. Il presidente dei biancorossi lo ha definito “un fuoriclasse”.

Il sondaggio promosso da questo sito ha premiato Santana come miglior giocatore della stagione con il 32% delle preferenze. Dietro di lui Disabato con il 28% delle presenze e Zaro con il 24%. Nella categoria giovani vince Piras con il 43% delle presenze, seguito da Barzaghi con il 23% e Bortoluz con il 13%. Nella categoria portieri vince Gionta con l' 80% delle preferenze.


Avanti dritta! Sembra questa la rotta scelta da Patrizia Testa che “taglia la testa” a possibili collaborazioni di nuovi candidati con decisione e tempestività. Sponsor si, soci con soldi freschi si, gestione sportiva no. In sintesi: io pago e quindi scelgo. Questa sembra essere la sintesi della sintesi del messaggio presidenziale. Scelgo Turotti, non altri…prendere o lasciare. Meglio diventare rossi prima che dopo, soprattutto quando l’interlocutore ama “il pane al pane e il vino al vino”, come intuito dalle dichiarazioni lette ieri. Un esordio alla “Bonazzi” nei confronti dei tifosi, che, tanto per dirne una, parlano e chiedono perché ci sono e questo va sempre riconosciuto. Parlano perché qui, a differenza di altre piazze, la possibilità di vincere esiste ed è concreta. Non manca lo stadio come in altre realtà vicine che hanno detto no al ripescaggio per mancanza di strutture. Qui manca solo la vittoria, non altro. Insomma, a Busto l’importante è vincere, in altri posti l’importante è partecipare. La differenza non è da poco e il modo di essere diventa proporzionale. Patrizia Testa sposa il modello Monza ,sperando di percorrere lo stesso percorso dei brianzoli, delusi e sconfitti il campionato scorso e vincenti quest’anno. Cosa manca alla Pro Patria rispetto al Monza? Poco. I brianzoli hanno una società con un presidente del territorio, la Pro Patria anche. Un pubblico appassionato e ambizioso, la Pro Patria anche. Un direttore sportivo come Antonelli che tutti conoscono, la Pro Patria ha Turotti che non è da meno(capita a tutti di sbagliare, ma il valore è fuori discussione). La differenza l’hanno fatta l’allenatore, loro Zaffaroni esperto di serie D ad alto livello, la Pro Patria  Bonazzi, che si è rivelato poco adatto ad una piazza come quella bustocca. Il Monza ha degli attaccanti da doppia cifra, la Pro Patria no. E, infine, mediamente il valore dei giovani del Monza è risultata superiore a quelli della Pro, in virtù di una programmazione a lungo periodo che il Monza ha potuto svolgere e la Pro Patria no. Allenatore, punta e giovani, questi gli obiettivi della Pro Patria, chiamata a programmare fin da subito una categoria certa: sarà serie D e questo aiuta a pianificare al meglio e senza ritardi. La prossima stagione è già iniziata e questa volta senza ritardi o attese di sentenze. La continuità voluta da Patrizia Testa aiuterà a dare mandato agli uomini di fiducia di lavorare fin da subito per non perdere opportunità. L'esperienza del passato aiuta a crescere, nessuno è nato imparato. L'inesperienza non è un difetto, ma solo uno stato transitorio. Tra qualche tempo si vedrà chi tra esperti e meno esperti sarà salito più in alto. Sempre che interessi salire più in alto. Per perdere non serve una grande esperienza, ci erano riusciti persino Nitti e Collovati.

Flavio Vergani






Nei giorni scorsi era circolato il nome di Simonini, imprenditore bustocco e patron dell'Inveruno, come possibile nuovo socio o sponsor della Pro Patria. Uomo calcisticamente molto competente, dal carattere deciso, amico dell'ex patron della Pro Patria  Pietro Vavasssori, questo il profilo dell'imprenditore molto noto in città per la sua brillante performance manageriale a capo della sua azienda che opera in campo elettronico.
L'intervista pubblicata oggi sulla Prealpina, con firma di Francesco Inguscio, spazza via qualsiasi dubbio. Simonini non verrà a Busto per le ragioni citate nell'estratto che pubblichiamo: 

FONTE LA PREALPINA DEL 16 MAGGIO 2017 (FRANCESCO INGUSCIO)


Si dice di un suo interesse per la Pro Patria... Ha parlato con la presidentessa Testa? 
«Diciamo che abbiamo bevuto un caffè insieme. Ma non vedo le basi per avviare un progetto comune. Credo che questi discorsi non sfoceranno in nulla di concreto. Anzi, glielo do per certo». 


Da dove deriva questa certezza? 
«Valutando i pro e i contro dico che non mi interessa. E forse è meglio così. Quella di Busto Arsizio è anche una piazza particolarmente esigente». 

Forse per il glorioso passato... 
«Ma è un passato ormai lontano, bisogna rendersene conto. Ho notato che il pubblico del Varese sostiene sempre la squadra, anche nelle difficoltà. Mi dicono invece che a Busto i tifosi vanno a chiedere spiegazioni ai giocatori: ma quali spiegazioni? Se hai perso vuol dire che gli avversari sono stati più bravi, stop. Il tifoso deve fare il tifoso: applaudire, fischiare. Le decisioni vanno lasciate a chi tira fuori i soldi di tasca propria». 

Che impressione le ha fatto la presidente? 
«La conosco bene. È una gran brava persona, ma inesperta del mondo del calcio e dei suoi meccanismi». 

Non vi siete dati altri appuntamenti? 
«Al momento no. Ho letto che si è dimesso il dg Asmini, ma credo che la Pro Patria possa far bene con gli uomini che ha. Io resto a Inveruno». 

La Casertana vince il primo turno dei play off di Lega Pro con il Siracusa e viaggerà verso Alessandria per il secondo turno. Migliore in campo Francesco Giorno che sta disputando un' ottima annata a Caserta. Solo adesso ci rendiamo conto dei motivi per i quali  lo scorso anno si liquidò il giovane bustocco, reputandolo non adatto al progetto biancoblu. Il progetto della precedente gestione tecnica ha centrato il minimo storico dei punti della storia della Pro Patria. Per cui, solo adesso risulta chiaro che Francesco Giorno sarebbe stato troppo forte per centrare tale l'obiettivo. Per cui, valutazione perfetta, vuoi mettere Guercilena, Margaglio, Bigazzi e  Coppola?
Tuttolegapro descrive così la prestazione del fantasista bustocco:
TOP: Giorno (Casertana), gara maiuscola per il centrocampista rossoblu che, oltre al gol che sblocca il punteggio, corre, imposta, ripiega per tutti i 90 minuti, senza concedersi un attimo di pausa. Di gran lunga il migliore in campo in assoluto. TOTALE


Flavio Vergani



Da questa sera tutti al Centro sportivo di via San Carlo 155 a Marnate per seguire il "DaghidaPonta", torneo di calcio che ormai da anni ricorda il tifoso biancoblu Solbiati. Ricchissimo il programma  firmato da "100 anni di Pro"che riportiamo sotto con le cover proposte dalla sezione creativa del team di organizzatori. Quindi, non solo calcio, ma anche tanta attenzione al sociale. In particolare, segnaliamo l'appuntamento di mercoledì con la presenza del tifosissimo Daniele De Grandis ,che sarà ospite dell'evento con i ragazzi della sua associazione. Giovedì fari puntati sulla "Casa di Chiara", nata per ricordare la figlia scomparsa del tifoso biancoblu Marco Cirigliano, mentre venerdì sarà il turno della "Sartoria Sportiva Calcio Retrò di Milano" con una serata dedicata alla maglia di Re Cecconi. Insomma, ogni sera un appuntamento imperdibile per tifosi e non, per vivere la magia del calcio da protagonisti, senza perdere di vista altri aspetti importanti della vita che non possono non far parte della mentalità di un vero sportivo.
L'ingresso è gratuito.

F.V.


 


E’ terminato un altro anno e ci sentiamo sempre più vecchi. I caratteri del Tigrottino sono diventati oversize per poterli leggere senza occhiali. Molti, in inverno, hanno disertato per il freddo. In troppi non sanno l’ultima sui tigrotti, perché leggono solo e sempre la Prealpina. Il digitale chi è questo sconosciuto? Le notizie le dà da sempre “il Peron”, il resto “in dumà stupidai”. La lista dei play off o out persi diventa sempre più lunga e i vecchi se le ricordano tutta, dall’inizio alla fine, perché c’erano tutte le volte. Qualche ruga sulla pelle, molte di più nell’anima, sempre più malinconica per i tempi che furono e che non tornano più. Tempi che per i molto vecchi riservano qualche perla che ancora brilla. Per tutti gli altri solo pochi piacevoli ricordi confinati a vittorie in Eccellenza, serie D e C2. Una gioventù spesa nella speranza di vivere qualcosa di bellissimo da ricordare ai figli e ai nipoti che se ne va senza senza lasciare nemmeno la mancia. Sempre più vecchi, ma sempre più convinti che non tutto quello che è nuovo sia migliore. Il passato è ricco di delusioni, ma anche di irrinunciabili valori che hanno connotato una storia lunga cent’anni. Valori che non sono e mai saranno in discussione. Uno di questi è lo stile, che forse può apparire fuori moda, ma che ai nuovi vecchi importa eccome. Non si dice di aprire una portiera ad una donna, non si dice di cantare la serenata sotto le finestre dell’innamorata e nemmeno di inviare un mazzo di rose rosse in forma anonima, ma solo di essere fino in fondo quello che si rappresenta per gli altri. Anche nel caso, ora lampante, di non sentirsi quello che la gente pensi che tu sia. A volte basta la presenza per giustificare un’assenza. Basta una parola per spiegare un silenzio. Basta un gesto per essere meno indigesto. Obblighi per chi sceglie di mettersi i gradi che consentono di accedere a molti diritti, ma inchiodano a molti doveri. La differenza tra uomini e capitani. Si può naufragare mentre sul Titanic o sulla Costa Crociera si balla e si canta, oppure si può scegliere di essere il capitano Shackleton: “incapace di dimenticare, anche per un istante, la sua posizione e la responsabilità che comportava. Gli altri potevano riposare o riuscire a svagarsi adempiendo i lavori del momento. Shackleton non si concedeva né riposo, né evasione. La responsabilità era sua per intero e non si poteva essere in sua presenza senza avvertirlo”. L’ordine di abbandonare la nave fu impartito alle cinque pomeridiane. Per la maggior parte degli uomini, comunque, non sarebbe stato neppure necessario: sapevano che la nave era condannata e che ogni sforzo per salvarla sarebbe stato ormai inutile. Non ci furono segni esteriori di paura o di apprensione. Avevano lottato senza posa per tre giorni e avevano perduto. Accettarono il loro destino quasi apaticamente. Erano troppo stanchi per preoccuparsene>>.Il Capitano Shackleton, vigilerà sull'incolumità dei suoi uomini sotto il peso della responsabilità e li salverà tutti. (Endurance: LEGGI DI PIU'). Questione di stile, di coscienza e di riconoscenza e di intelligenza nel saper comprendere che questi nuovi vecchi amano l’uomo giocatore e non il giocatore uomo. Sarebbe bastato esserci, anche senza numero, per trasmettere vicinanza e appartenenza. La fascia? Forse per i giovani un pezzo di stoffa colorato, per noi vecchi un pezzo di storia che obbliga a stringersela al braccio solo se certi che non fa abbassare la pressione. L’esperienza dei vecchi aiuta a capire il presente, confrontandolo con il passato. Diventa più facile capire quando erano illusioni e quando erano realtà.  Era illusione, ci siamo sbagliati. Lo pensavamo solo silenzioso, alla fine è stato anche deludente.


Flavio Vergani


Purtroppo, o per fortuna, il calcio ha sempre più le regole di un’azienda. Con un investitore che finanzia, dei dirigenti che decidono e dei dipendenti che eseguono. A fine progetto si tirano le somme. L’allenatore è il primo che paga è un concetto che vale da sempre e vale ancora, ma non è più il solo e nemmeno l’ultimo capro espiatorio. Questione di tempo e il tempo è arrivato. Il direttore sportivo Sandro Turotti ha sempre dichiarato che il secondo posto sarebbe stato un fallimento e non vincere i play off pure. Il campo ha dato il suo esito. Le azioni tigrotte sono in caduta libera, nonostante a inizio campionato fossero le più quotate. Senza dubbio gli osservatori di mercato guardavano con qualche apprensione la scelta dell’allenatore che non era certamente una garanzia, rischio bilanciato dalla presenza in rosa di molti ex professionisti di grande livello. La struttura societaria con due direttori esperti, un mago dei giovani, uno staff numeroso e di esperienza, era valutata con cinque stelle. Un lusso per la categoria, che tradotto in parole povere significa tanti soldi investiti. Il ritorno dell’investimento è da red line. Salvatore Asmini ha probabilmente anticipato il proprio destino con le  dimissioni odierne. Il progetto era triennale ed era ad  ampio respiro, non prevedeva la vittoria subito, ma nemmeno la sconfitta, questo tipo di sconfitta. Un divario abissale dal Monza, fuori dai play off alla prima partita con il Ciliverghe. A Busto certi nomi fanno più male di altri per via di una storia importante. Per cui, inutile tentarci, nessuno si abituerà mai a perdere a Dro, o a Boario o a Ciliverghe. Sconfitte che valgono doppio solo per l’origine geografica. La si può raccontare come si vuole, ma la Pro Patria è sempre la Pro Patria e sugli spalti lo si è sempre visto. Tornare con le pive nel sacco da trasferte non conosciute nemmeno dal navigatore satellitare fa più male che perdere un derby con il Legnano o il Varese. La dirigenza ha commesso errori strategici, gli impiegati errori tattici, è per tutti tempo di valutazioni che non di annunciano per niente semplici e indolori. Il progetto tecnico potrebbe subire una decisa svolta e non escluso con  attori diversi. Gente che con meno ha ottenuto di più. Un modo per far spendere meno all’investitore dando valore alle azioni, o forse, un modo per cambiare radicalmente la strategia ridimensionando la struttura che sembrerebbe apparire sovradimensionata agli osservatori esterni. Basta dare un occhio all’altro girone per scoprire che realtà come Caronnese, Gozzano, Borgosesia e lo stesso Inveruno, abbiano centrato risultati importanti paragonabili a quelli dei tigrotti, senza disporre di uguale budget, uguali strutture societarie e uguale indotto. Da considerare anche che a Busto c’è una squadra che vince in una categoria in meno della Pro Patria senza follie economiche, eppure è una squadra della stessa Busto che da anni incassa solo delusioni con il biancoblù. Giusto allargare il progetto cercando soci, ma è certamente utile fermarsi a riflettere per capire se tutto serve, se tutto deve avere queste dimensioni, se tutto deve avere questa importanza, o se fosse possibile avere di più con meno.
Flavio Vergani

Pubblico bustocco da categoria superiore a Ciliverghe dove i tifosi bbiancoblù sono arrivati in grande numero. Curva chiassosa e colorata che per tutto l'incontro ha sostenuto a gran voce i tigrotti. Purtroppo, è arrivata l'ennesima delusione in un "play" di fine stagione, dopo quella con il Padova (off), con il Pergocrema ( out) , Feralpi Salò (off) e Lumezzane(out) In mezzo, la retrocessione umiliante dello scorso anno con solo 7 punti all'attivo. Saranno anche maleducati questi tifosi ( per qualcuno), ma dopo quello che hanno sofferto negli ultimi anni (un titulo e basta), hanno forse perso l'educazione ma non la passione e oggi è arrivata l'ennesima dimostrazione. La presenza di Patrizia Testa in curva è stato un gesto di ringraziamento molto apprezzato che non richiede altre parole di commento. Lei sa che questa gente la ama e sarà sempre al suo fianco per sostenere i suoi sforzi.
A fine gara la delusione è comunque tanta, dice Giovanni Pellegatta, vicepresidente del Pro Patria Club: "Abbiamo giocato bene, li abbiamo messi sotto, poi abbiamo regalato un goal agli avversari. In pratica,il loro goal lo abbiamo fatto noi, mentre noi non abbiamo fatto il nostro. Bene Disabato".
Massimo De Bacco, tifoso da sempre, individua con chiarezza le colpe della sconfitta: "La dirigenza ha fatto degli errori, i responsabili devono pagare. Si è data fiducia a Cappai che avrebbe garantito molte reti e invece non è accaduto. Un vero e proprio flop. Il Ciliverghe ha le punte e vince. Con Santana sarebbe finita diversamente, ma non mi è chiaro se la sua assenza è per infortunio o per qualcosa di diverso. I migliori di oggi? Gherardi, Disabato e Pedone".
Giulio Stagni, consigliere del Pro Patria Club: "Sono deluso da tutto. I ragazzi mi sono piaciuti, ma abbiamo sbagliato tre goals fatti. Siamo sfortunati. Non capisco l'assenza di Santana, con lui sarebbe cambiata la partita. Non capisco nemmeno il  motivo per cui Colombo si è fatto espellere. Per il futuro occorre fare scelte attente. I giovani sono andati meglio degli anziani, questo fatto va considerato."
Giancarlo Bacchi, segretario del Pro Patria Club: "Quando sbagli tre goals e hai un centravanti come Cappai, che non capisco dove e perchè siano andati a prenderlo, non  puoi pretendere di vincere. Davanti siamo scarsi, avessimo il loro nove e il loro dieci... Questa squadra è da rifare, non segna e balla in difesa. Serve un portiere, un difensore, un centrocampista e una punta di categoria superiore. Mi spiace dirlo, ma anche Bortoluz non è di categoria. Siamo partiti con un allenatore non di categoria, con un attacco non di categoria e chi come Colombo doveva dare valore aggiunto cade in queste ingenuità. Fosse per me lo manderei via subito.
Giordano Macchi, vice segretario del Pro Patria Club: "Bene i primi dieci minuti, poi il loro goal ha reso la strada in salita. Bella la mossa del mister di arretrare Colombo e avanzare Disabato con positivi riscontri. Purtroppo, il centravanti che finora ha segnato era in panca con mille problemi fisici e chi lo ha sostituito non ha fatto un tiro in porta in novanta minuti. Questo non può essere un centravanti!Colombo ha fatto un errore da dilettante nel farsi espellere, ma succede anche in serie A, non lo condanno per questo. Arbitro troppo fiscale nei suoi confronti. Santana?Non sarebbe cambiato niente, non mi è piaciuto il suo atteggiamento. Disabato migliore oggi, ma migliore da sempre. Per il futuro serve tenere parte del gruppo odierno, non vorrei diventassimo l'Inter della serie D con continui cambi radicali della rosa".
Infine, Andrea Scalvi, capo  statistiche del Tigrottino:" Meritavamo di vincere la partita di oggi, ma la stagione è complessivamente negativa. Oggi rimprovero Colombo, un giocatore con la sua esperienza non può cadere in questi errori. Comunque, buona partita , ma non ho visto valore aggiunto. Mi aspettavo di più. Sono da sempre "filosocietario" per cui speravo che la situazione si ribaltasse nei play off, ma così non è avvenuto. L'errore più grande della stagione è stata la mancanza di una punta. Cappai è stato un flop, doveva garantire 15 reti, invece tra infortuni e partite deludenti non ha soddisfatto le aspettative. Per il futuro terrei Disabato, un giocatore che può farci vincere il campionato e Zaro per l'attaccamento alla maglia.
Flavio Vergani

GIONTA: 6
Unico sforzo di giornata è stato quello di chinarsi per raccogliere due palloni entrati nella sua porta senza responsabilità, Spettatore non pagante.

SCUDERI: 6,5
Assist perfetto per il goal del pareggio dopo insistita azione personale e zero errori in fase difensiva. Peccato averlo trovato tardi. Promettente

BARZAGHI: 5,5
L'errore determinante è il suo e la pagella ne risente. I cross sono quello che sono. Recidivo

PIRAS: 6-
L'unico che tiene alta la bandiera dei sardi con una partita attenta, seppur senza la brillantezza dei tempi che furono . Mirto svaporato.

ZARO:6
Le sue lacrime a fine partita la dicono lunga sul fatto che il ragazzo ha il sangue biancoblù. Pure troppo quando perde la posizione per dare l'assalto alla porta avversaria, scatenando le ire di Disabato. Tigrotto dentro, deluso fuori

FERRARO: 6
Normale amministrazione, ma da uno come lui ci si aspetterebbe qualcosa in più. Contrattuale.

PEDONE: 6,5 
A tratti il Pedone dei tempi migliori, uno degli ultimi ad arrendersi. Coriaceo

DISABATO: 8,5
Un voto in più per il goal che ha impreziosito una partita imperfetta solo per la tenuta atletica ridotta.
Uscito lui si è spenta la luce. Popi Bonnici.

COLOMBO: 5
Espulsione  a parte (che comunque pesa moltissimo) non apporta valore aggiunto. L'aspettativa per l'ex serie A era ben diversa, ma anche nella gara decisiva del campionato è apparso compassato nel passo e lento nel ragionamento.

CAPPAI: 5
Non indovina un movimento che uno sotto porta. Nel momento migliore della Pro Patria i palloni in area piovevano dal cielo, ma lui era sempre al riparo dei difensori locali. Attaccare il primo palo è un privilegio che il sardo non si è mai voluto concedere, di testa non la vede, pretendere di segnare diventa un'illusione. Deludente

GHERARDI: 6
Bello da vedere, trasmette l'idea di poter sorprendere da un momento all'altro. Per lui, come per altri tigrotti, parla il curriculum...ma spesso parla e basta. Le punte dovrebbero anche incidere ogni tanto.

MISTER JAVORCIC: 6,5
Annulla il divario con il Ciliverghe che da abissale diventa quasi nullo. Dispone la squadra con intelligenza tattica contenendo l'attacco locale. Non riesce nell'impressa di rendere fecondo quel che da sempre è sterile: l'attacco biancoblù, peraltro orfano dell'unico in double digit.


Il titolo potrebbe essere “La Pro Patria batte la Pro Patria per due a uno", visto che i tigrotti devono solo cantare  il “mea culpa” per  la sconfitta rimediata nella prima gara di play off. Un errore difensivo clamoroso ha consentito ad un dimesso Ciliverghe di portarsi sul due a uno, dopo un inizio di secondo tempo che ha visto dapprima la Pro Patria pareggiare il goal locale d Galuppini con Disabato, per poi prendere a pallonate la porta del  Ciliverghe, senza tuttavia trovare la rete del vantaggio. Se nelle partite precedenti i bresciani erano apparsi migliori della  Pro Patria, oggi non si è vista tutta questa differenza, anzi…La gara ha ricordato quella di  Monza in due aspetti: una misteriosa assenza a  Monza, quella di Colombo, un’altrettanta misteriosa assenza nella gara odierna, ossia quella di Santana. “Marito”, seppur avvistato in campo nel riscaldamento, si è presentato già in “borghese”. Una sorpresa per tutti, visto che  nè Patrizia Testa, nè l’addetta stampa Stefania Salmerigo, erano a conoscenza della sua assenza. Una rapida indagine portava alla notizia che Santana soffriva di problemi all’inguine, per qualcuno noti fin  da ieri, quando avrebbe abbandonato la rifinitura in anticipo consegnando la sua pettorina a  Gheradi, per altri novità di giornata. Seconda analogia con Monza un’espulsione determinante sul match, a Monza fu Bortoluz a meritarsi il cartellino rosso, oggi Colombo. Se dal giovane ce lo si poteva aspettare, dal navigato centrocampista bustocco no. Dal canto suo il Ciliverghe perdeva dopo la mezz’ora il suo bomber Bertazzoli per uno stiramento muscolare, pareggiando di fatto l’assenza illustre di Santana in casa tigrotta. Da quel momento in poi i tigrotti salivano in cattedra, senza però trovare il guizzo vincente. Mister Javorcic aveva centrato tutte le mosse per bloccare l’attacco ospite, ma non è riuscito trovare  la  soluzione per l’attacco della sua squadra. Un punto debole conclamato da inizio stagione che non è stato corretto in sede di mercato invernale. Cappai, risolti i suoi infortuni, doveva essere la soluzione, ma anche oggi a deluso nei  fondamentali che una punta dovrebbe conoscere. Quando un laterale scarta l’uomo e entra in area, l’avvoltoio da area di rigore ha un unico movimento: attaccare il primo palo. Chi per ben tre volte non lo fa,non ha l’istinto killer della punta. Inutile coltivare altre aspettative.
Con Bortlouz non in condizioni fisiche perfette, Santana in tribuna e Gherardi dirottato in altro ruolo dopo l’uscita di Disabato, rimaneva il giovane Casiraghi al quale non si può chiedere i miracoli. A fine gara, il direttore generale Salvatore Asmini rassegnava la dimissioni. Una decisione che non coglieva nessuno impreparato, visto che da tempo lo stesso direttore aveva mostrato segni di chiara insofferenza per una realtà che non sentiva più sua.
Scorrono i titoli finali di una stagione deludentissima, iniziata male e finita peggio. Oggi in campo si è vista una Pro Patria che avrebbe potuto dire la sua in modo diverso se solo si fosse guardata in faccia la realtà fin da subito, correggendo errori di costruzione clamorosi. Un allenatore non tagliato per  una realtà come quella bustocca, una punta mancante da sempre e una gestione dello spogliatoio più attenta  hanno portato a questo risultato negativo. Alla fine, il progetto rimane incompiuto e l’impressione è che ripartirà con molti attori diversi in campo e forse fuori. Imparare dagli errori è un obbligo.

Flavio Vergani

Colorare la curva di biancoblù per spingere i ragazzi alla vittoria. Questo l'appello degli ultrà bustocchi che condividiamo per vincere sugli spalti, al di là di come andrà a finire.
Per cui, chi seguirà la squadra a Ciliverghe, non dimentichi di portare una maglietta, un cappellino, una sciarpa o qualsiasi altra cosa biancoblù per tingere lo stadio con i colori della Pro Patria

Mister Javorcic è fiducioso in vista della gara di play off di domani a Ciliverghe:" Abbiamo passato una settimana molto qualitativa sotto il punto di vista del lavoro svolto. Ci siamo preparati ad una strategia che prevede di difenderci stretti per dare pochi spazi ai loro attaccanti. Metà Ciliverghe lo conosco bene in quanto ho allenato molti suoi giocatori a Brescia, sono ragazzi di qualità che giocano in un certo modo per la certezza che i due davanti spesso segnano. Domani avranno due risultati su tre, ma noi abbiamo l'occasione per cambiare la storia di questo campionato. Al momento siamo cinque a zero per loro, ma nel calcio non conta il pronostico. Dalla nostra parte abbiamo l'ambiente che ci spingerà. Sono fiducioso, è vero che la Pro Patria in trasferta contro le big non ha mai vinto, ma nelle due ultime tras
ferte qualcosa di buono si è visto.
Sarà una bella partita, un pomeriggio di bel calcio e ricco di emozioni". Sulla formazione dubbio Garbini-Ferraro, che verrà sciolto solo domani mattina mentre appare  difficile il recupero di Bortoluz che si è allenato questa mattina per la prima volta.
Flavio Vergani

Complimenti Mavillo, Bravo Donato, grande Michele e fantastica Federica…
Complimenti al bravo Michele Ferri che ieri sera si è aggiudicato la nomination al premio Varese-Sport 2017 come miglior atleta dell’anno della nostra provincia. Nella splendida cornice delle Ville Ponti, il nostro ex tigrotto non vince la classifica generale nella quale erano inseriti atleti di varie discipline ma viene comunque elogiato per la sua fantastica annata al Varese. Presente nella suddetta classifica c’era anche il nostro “tigrotto” Donato Di Sabato. Per Michele questo riconoscimento è la degna conclusione di una meravigliosa carriera da vero protagonista nel mondo del calcio italiano. Ferri in giro per l’Italia con le maglie delle varie squadre che ha vestito, ha in un certo senso ha rappresentato la sua provincia e la sua città natale che è Busto, davvero da grande professionista. Questo riconoscimento insomma, incornicia non solo la storia calcistica del bravo Michele ma anche, la straordinaria stagione con la casacca del Varese. Ferri è stato uno dei protagonisti di un campionato che lo vedrà affrontare i play off per il salto di categoria nella Lega Pro. Michele Ferri, che in estate, non è entrato a far parte del nuovo progetto bianco-blu, si prende la sua rivincita personale lontano da Busto, indossando la casacca “dei rivali” bianco-rossi.  A questo punto ci chiediamo come mai il nostro ex capitano non sarebbe potuto rimanere con noi anche in questa stagione, visto che la Pro, lo ha sostituito con un suo “quasi clone”. Se si è dato un taglio netto al passato, non rinnovando tutti i contratti, ad eccezione di Zaro, Santana e Filomeno, non vedo perché anche Michele non poteva essere inserito nella lista dei “salvabili” da questo drastico sfoltimento della rosa. Credo che questa domanda non avrà mai una risposta, o forse non servirà comunque saperla….il presente e le sorti della squadra non cambierebbero…credo però che l’assenza in squadra di Michele quest’anno rimarrà uno dei tanti rimpianti della stagione. Il premio è stato vinto dalla pallavolista Federica Stufi che ha preceduto gli altri atleti. Alla brava Federica della Unendo Yamamay va il nostro applauso, come va anche un bell’applauso al nostro Donato Di Sabato che ha “colorato” un pochino di bianco-blu questa importante kermesse sportiva. Da citare anche un altro bravo varesotto Mavillo Gheller, che ha ottenuto il premio alla carriera come miglior calciatore della nostra Provincia. A 41 anni appende le scarpette al chiodo per gestire la sua scuola calcio a Cassano Magnago. Sperando che l’anno prossimo possa vincere un "tigrotto" facciamo ancora una volta i complimenti a tutti i protagonisti sportivi di questa manifestazione. Essere comunque entrati nella classifica finale per questi atleti è una cosa straordinaria.

Simone Merlotti

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E' tempo di Giro D'Italia. E meno male , perchè assorbire talune dissertazione calcistiche  locali d'attualità, diventa  alquanto arduo.
D'altronde a Busti Grandi  le brucianti vittorie sul filo di lana della saetta  Michelle Mara  stavano quasi alla pari  delle memorabili prestazioni calcistiche  del funambolo   Carletto Reguzzoni.
Dal dopoguerra in poi Lello Antoniotti soppiantò per raggiunti limiti d'età Carletto Reguzzoni, Luisòt Casola , Michele Mara.
Casola, altalenante, bruciava all'arrivo ben più celebrati campioni, tanto da meritarsi l'epiteto di pazzo volante.
Stravagante,partecipa ad una battuta di caccia con Coppi, Servadei e Ricci. Spara in centro abitato, si qualifica quale figlio del generale Casula,comandante della Polizia in Sardegna, la passa liscia.
Poi abbassa la testa, lavora mezza giornata dal presidente Peppino Cerana.
Vince via via la il Giro di Campania, la 6^ tappa del Giro d'Italia, la Coppa Placci( 1948), la Milano Torino, l'8^ tappa del Giro d'Italia(1949), il Giro del Veneto(1950), l'8^ tappa del Giro d'Italia, la Coppa Bernocchi(1951).
Non perde il vizio di sfottere e non offendere e, se la cava bene anche a Genova, accusato di vilipendio ad un Vigile Urbano.
Nel 1960 si trasferisce in Messico, entra nel mondo del ciclismo, si fa promotore  del nuovo Velodromo Olimpico a Città del Messico, entra nello staffo di Moser , recordman sulla pista del Deportivo.
Nel 1970 da una mano assai efficace alla sistemazione logistica della  nazionale di calcio azzurra , giunta   alla  finale dei Campionati del Mondo, persa contro il Brasile targato Pelè, passata alla storia anche per i soli sei minuti fatti giocare al fuoriclasse azzurro Gianni Rivera.
Luisòt , bustocco, scherzoso, beffardo, micidiale sul filo di lana, ha tenuto alto l'onore di Busti Grandi, senza scomodare il tamburo principale della Banda d'Affori.

Giorgio Giacomelli.

Il Monza degli ex D'Errico e Zaffaroni
Complimenti a Monza, Ravenna, Bisceglie, Fermana, Cuneo, Mestre, Gavorrano, Sicula Leonzio e Arzachena, promosse in Lega Pro.


Il Capitano è di poche parole. In campo parla al pallone, accarezzandolo, nascondendolo agli avversari, quasi fosse un suo secondo figlio da proteggere e curare. Il Capitano non alza mai la voce, potrebbe farlo per carisma e curriculum, ma preferisce dare l’esempio e sfidare un campionato dove si dice prevalga l’agonismo sulla tecnica. Così, al novantesimo pressa l’avversario, nonostante la morsa dei crampi. E’ arrivato in doppia cifra, un po’ tardi, ma non per colpa sua. Qualche infortunio e qualche ruolo molto creativo, figlio della precedente gestione tecnica, lo hanno allontanato dalla porta. Appena il buonsenso è spuntato, Santana ha puntato…Il Capitano parla, quando serve, con i gesti, con gli atteggiamenti, con il silenzio che parla. Nel recente passato bastava guardarlo a fine partita per leggere il libro del suo cuore. Rimane una domanda senza risposta: chissà cosa vorrà dire quel suo allontanarsi dal campo in solitudine a fine partita lasciando soli i compagni a ricevere gli applausi del pubblico. Questa gente ha bisogno del suo Capitano, sempre e comunque. Quando si perde e quando si vince. Perché una famiglia non può prescindere dal suo capofamiglia.

Flavio Vergani

Sabato 13 maggio alle ore 11, sarà presente al Pro Patria Museum l'ex Tigrotto Ermanno Berra (160 partite in biancoblu negli anni settanta), per apporre la propria firma sul muro dei Tigrotti.
Si invitano i tifosi a partecipare all'incontro per salutare Ermanno e ringraziarlo per il suo attaccamento ai nostri colori


Raccogliamo con piacere l’invito degli ultrà a tutti i partecipanti alla trasferta di domenica prossima a Ciliverghe per colorare la curva con le tinte della nostra passione. Per cui tutti portino una maglietta, o una sciarpa, o un cappellino, o qualsiasi cosa biancoblu, per onorare e far risaltare i nostri colori. Comunque vada a finire, dovremo vincere sugli spalti.

Tutti a Ciliverghe!

Per un refuso in sede di editing, non è stato incluso il nome di Mattia Brazzelli Lualdi nell'elenco dei giornalisti editorialisti che hanno collaborato con il Tigrottino di quest'anno.
Ci scusiamo con Mattia, ovviamente il ringraziamento per la disponibilità mostrata va anche a lui che è da sempre tra i primi a garantire il suo contributo al giornale.
Grazie Mattia!
Redazione de "Il Tigrottino"


Nessun corteo in centro per il risultato ottenuto, sul punto nessun dubbio. Il raggiungimento del playoff da quinti non è certamente un inno alla gioia. Soprattutto, per come è arrivato e per quando è arrivato. La valigia dei rimpianti è piena e la cerniera fatica a chiudersi. Questione di tempi, sempre troppo lunghi. Un modulo tattico difeso troppo a lungo, un allenatore protetto troppo a lungo, alcune scelte tecniche troppo lungamente discusse. Poi… cambi il modulo e vinci, cambi allenatore e segni, cambi alcuni giocatori e, quasi fosse un incanto, ne rispuntano altri, fino a ieri in chiaroscuro, che trovano la loro identità. Le scelte obbligate, come Monzani, giustificate dall’esigenza under, trovano l’alternativa Scuderi e la difesa che prima ballava ad ogni refolo di vento diventa solida come una quercia con una nuova radice (Garbini). Si poteva fare prima? Certamente si. Soprattutto se, come si è sempre detto, non era una questione di modulo, ma di testa. Sintesi della puntata? Semplice, in questa categoria non basta la competenza, serve la conoscenza. E, più si è abituati al paradiso e più si fatica a conoscere l’inferno. Questo è l’inferno. Chi, pur spendendo meno, molto meno, della Pro Patria si trova da anni (e non da ieri)stabilmente ai vertici delle classifiche di serie D, ha sviluppato la conoscenza di questa categoria, assorbendone tutti i rischi e le opportunità. Ha ragione il direttore sportivo Turotti quando dice che molti tigrotti giovani a inizio torneo piangevano negli spogliatoi al termine del primo tempo, spaventati dalla pressione e dalla tensione che lo Speroni gli trasmetteva. Una variabile da conoscere in sede di valutazione del profilo del giocatore. Lo stesso mister Bonazzi fu sorpreso dal pubblico di Busto, mettendone in luce l’aspetto a suo avviso negativo. Un aspetto che vero o falso che sia, deve essere conosciuto fin dal momento dell’analisi del profilo del candidato. Chi sceglie di venire alla Pro Patria non verrà mai a giocare in una squadra di serie D. Troverà sempre un ambiente passionale che nulla c’entrerà con la categoria. Troverà gente che molto dà e moltissimo pretende. Gente che molto aiuta chi molto merita e gente che molto critica chi poco dimostra di essere tigrotto dentro. Inutile pensare che basti il talento per farsi amare, prendere o lasciare. Secondo punto: il progetto deve sposare il territorio. Soci, sponsor, istituzioni della zona sono chiamati a dare sostegno alla Pro Patria e dare un’impronta locale ai colori bianco blu. Benissimo, ma si estenda il progetto anche in campo.  La Juniores ha vinto anche a Carate Brianza per tre a due, accedendo alle finali nazionali. Un risultato fantastico grazie a ragazzi di talento, alcuni dei quali già sotto la lente d’ingrandimento di società di serie superiore. Sono ragazzi del 1999, ossia l’anno perfetto per gli under del prossimo anno. Inutile far finta di niente, qualcuno ci sarebbe piaciuto vederlo in prima squadra fin da subito, ma il playoff centrato solo ieri non ha aiutato in tal senso. Ma, da oggi in poi, il futuro non potrà non comprendere i vari Agosti, Ghioldi e Becerri e tutti gli altri ragazzi delle nostre giovanili. Anche solo per dare loro una possibilità. La si è data a chi è arrivato da lontanissimo, obbligo darla a chi è nato dietro l’angolo.
Flavio Vergani
 
 

Il Pro Patria Club organizza un pullman per la trasferta di Ciliverghe di domenica prossima.
Partenza ore 13,15 dallo stadio
Costo: 10 euro.
Prenotazioni in sede o telefonando ai numeri presenti nella sezione contatti di questo sito

L'allenatore ospite Del Prato è soddisfatto dell'andamento del campionato dei suoi ragazzi che dopo un girone di andata deficitario si sono riscattati nel girone di ritorno. Il cambio di sette giocatori (con la rinuncia all'ex tigrotto Arioli), ha cambiato il passo al Darfo Boario che da terz'ultimo è arrivato a  pochi punti dal quinto posto.
Al momento le preoccupazioni vertono solo sulla parte societarie che deve garantire un futuro che al momento appare indecifrabile.
A riguardo dei play off il tecnico bresciano dice che Pro Patria e Virtus Bergamo sono  più solide, la Pergolettese gioca bene, il Ciliverghe vive sui suoi attaccanti.
Flavio Vergani