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Pippo Antonelli ha superato l'esame sostenuto a Coverciano per  il conseguimento del patentino di Direttore Sportivo.
Con lui sono stati promossi altri 51 partecipanti.
Complimenti a Pippo dal Pro Patria Clubs.



Ecco quel che accade nel mondo biancoblù che non è certo povero di tuoni, lampi e fulmini. Peccato solo che non piova mai e che la manna del deserto sia sempre un'aspettativa delusa. 

Test Atletici:
Sono previsti per oggi i test atletici annunciati dal direttore Tricarico per sondare il livello di preparazione dei tigrotti. Ovvio attendersi risultati preoccupanti visto il rendimento atletico fin qui mostrato che di fatto hanno permesso ai tigrotti di essere squadra da play off nei primi tempi e squadra da play out nei secondi tempi. 

Le dimissioni di Ulizio: 

A Monza sono state ufficializzate le dimissioni del direttore generale Ulizio spesso accostato al gruppo di “monzesi” che avrebbero o forse ancora potrebbero rilevare la Pro Patria. Grecchi diceva che “due Ulizi fanno una prova”. La tifoseria seppur senza grandi speranze e nessun entusiasmo sta alla finestra per capire se il governo ombra potrà insediarsi ufficialmente sul colle. 

Voci da Reggio Emilia:
 Ecco quanto riporta la Gazzetta di Reggio a riguardo delle vicende societarie: “Per il momento non è possibile ipotizzare l’ingresso in società di Pietro Vavassori anche se l’imprenditore milanesieè un evidente punto di riferimento del club granata. Prima del match con l’Ascoli, Vavassori ha avuto un lungo vertice con Barilli e Compagni offrendo rassicurazioni sulla sua volontà di sbarcare a Reggio. L’incognita sono i tempi di realizzazione di questo progetto non il suo impegno. Vavassori è ormai innamorato della realtà granata e soprattutto il figlio per cui è solo una questione di tempo. Una garanzia che potrebbe indurre Stefano Compagni a compiere il grande passo per assumere il ruolo di presidente. Una decisione fortemente caldeggiata dalla tifoseria granata dato che in questi mesi è stato un costante punto di riferimento per il Gruppo Vandelli e le Teste Quadre”.

In altra intervista Compagni dichiara che Vavassori arriverà prima di Natale, anzi il suo ingresso nella Reggiana è imminente. Se questo fosse vero (ormai il dubitativo è da applicare sempre e comunque)potrebbe essere vicina ad una svolta anche la situazione societaria a Busto. 

La voce del patron:
Vavassori intanto risponde ai tifosi che sabato scorso minacciavano di andarlo a trovare in ItalSempione con testuali parole: “Li aspetto, ditemi quando venite in quanto non vorrei essere all’estero o impegnato in altre attività”. Poi aggiunge: “Ho visto che volete mettermi nella black wall del Museo della Pro Patria nel caso dovessi retrocedere, forse è meglio mettere il Sindaco di Busto, l’assessore allo sport e gli industriali bustocchi, visto che non sono in grado di produrre nemmeno una fidejussione per salvare la Pro Patria”. A riguardo dei possibili acquirenti aggiunge: “Aspetto ancora Valentini che doveva venire con te  e con la fidejussione, non vi ho visti. Quando vedo una pattuglia della Polizia con acceso il lampeggiante penso sempre che sia Valentini, o l’avvocato Golda Perini o l’avvocato Rimoldi che abbiano trovato la fidejussione e stanno arrivando a rilevare la Pro Patria. Ma sono sempre false illusioni”.

Vi aspetto ancora, ma temo inutilmente. Ho perso e sto perdendo un sacco di tempo per la Pro Patria. Mi chiedete di rinforzare la squadra, perché mai dovei farlo visto che se non arriva l’acquirente a giugno non potrò iscriverla?. Ormai chi mi conosce non perde occasione per farmi notare che sto pagando regolarmente stipendi e contributi per una città che non perde occasione per offendermi e invitarmi ad andarmene. Mi chiedo se tutto questo abbia un senso e se ancora debba spendere dei soldi a gennaio. Non credo proprio. Chi vuole salvare la Pro Patria porti la fidejussione e vedrete che sul prezzo di cessione una soluzione la troviamo. Ha ragione il vostro segretario Bacchi quando dice che se non ho i soldi è meglio che me ne vada…seguirò il suo consiglio.”
 
Flavio Vergani


In che serie è Busto  Arsizio ?

In serie A come il volley, oppure in Prima Divisione come il calcio? Oppure in nessuna di queste categorie?

Visto chi è a capo delle stesse, ci verrebbe da dire che è già retrocesso,o forse non è mai stato promosso. Non c’è un bustocco ai massimi vertici dirigenziali dello sport cittadino.

Mancano da anni!

Perché? Come mai le eccellenze storiche dello sport come la Pro Patria le cui gesta sono raccontante addirittura da un museo, oppure quelle recenti che hanno portato Busto al titolo tricolore e a vittorie internazionali non fanno innamorare i bustocchi lasciandoli lontani dal ponte di comando?

Come mai la Pro Patria non trova uno straccio di estimatore nella Busto che conta? Caduto l’alibi del passato quando acquistare la società voleva dire esporsi a rischi finanziari derivanti da gestioni allegre, non ci si capacita a riguardo del motivo per cui non ci si presenti da Vavassori per rilevare la società.

Diamo per scontato che lo stesso sia brutto, cattivo e antipatico. Diamo per scontato che ha tradito con la cessione dei gioielli di famiglia alla Reggiana. Diamo per scontato che ha sub-affittato la gestione sportiva a non identificati personaggi. Una cosa non possiamo non dare per scontato : che sia una persona affidabile sotto il punto di vista della credibilità finanziaria e ben referenziato. Per cui oggi non è più come ieri quando non ci si voleva sporcare la reputazione incontrando chi non aveva dato esempio di correttezza.

La Pro Patria è in vendita da tre anni, il prezzo di acquisto è del tutto abbordabile, ma soprattutto trattabile. Solo una condizione non è trattabile: la fidejussione.

Soldi non da spendere, ma solo da depositare. Busto non riesce a produrla facendosi tenere in ostaggio da Vavassori che tutti vorrebbero lontano da Busto, lui compreso e per primo. Perché Busto non si libera da questa prigionia? Perché Busto è costretta a convivere con Vavassori? Perché Busto non produce un liberatore da questa tirannia? Perchè Busto deve umiliarsi a contestarlo prima, ringraziandolo subito dopo per aver garantito la vita della società in questi anni? Perchè essere costretti ancora a sperare che rinforzi la squadra o cambi allenatore? Questa è la sofferenza da cui liberarsi, con orgoglio e fierezza bustocca.  Perchè non si riesce a respirare aria nuova?

Delle due l’una: o qualcuno con le carte in regola si è recato negli uffici di ItalSempione ed è stato respinto, oppure nessuno lo ha fatto. Nel primo caso per favore ci venga comunicato chi e quando è accaduto e il motivo del rifiuto. Ci penseremo noi ad organizzare un confronto  per capire di più.

Nel secondo caso occorre chiedersi dove stia il problema per capire a chi interessa questa Pro Patria. A noi “quattro pirla” senza dubbio, ma siamo troppo pochi e troppo poveri per incidere sul futuro della Pro Patria.

Cosa può fare Busto per risolvere la situazione? Cosa possono fare le istituzioni? Cosa possono fare i tifosi? Cosa possono fare gli industriali? Cosa possiamo fare tutti insieme per festeggiare la riconquista della nostra Pro Patria ora occupata da una dirigenza sgradita.

Pensare che Vavassori finanzi il progetto di rinforzo della squadra può essere una opportunità seppur remota, quello che è certo è che lo stesso non iscriverà la squadra la prossima stagione.

Questa è una certezza. Occorre capire cosa ognuno delle parti in causa può fare per arrivare a fine campionato con una soluzione in tasca.

Per intenderci : la voglia di mandare a quel paese (eufemismo)chi ci ha portati prima alle stelle e poi alle stalle è legittima e del tutto attuale. Ma, visto che solo facendo questo la situazione non si risolve, occorre affiancare all’istinto la razionalità. Noi possiamo fare poco, perché niente abbiamo, ma chi conta e possiede potrebbe fare un gesto per non far retrocedere la Pro Patria. Anzi, Busto Arsizio.
 

Flavio Vergani


 Due sconfitte consecutive interne con cinque reti subite sono il bilancio di mister Monza che non ha saputo invertire il trend dopo l’allontanamento di Oliveira.
Il direttore Tricarico ha dichiarato in sala stampa che con “Arezzo e Alessandria ci sta anche di perdere la partita”. Noi aggiungiamo che ci stava anche con Bassano e Novara, per esempio, ma si è pareggiato. Non siamo mai stati teneri con “Lulù”, il quale a nostro avviso avrebbe potuto gestire diversamente alcune gare, ma la realtà impone di affermare che con Monza si è fatto un passo indietro. Oltre a continuare a prendere reti, non si pareggia nemmeno più. Forse quando detto dal presidente del Pro Patria Club Roberto Centenaro sull’inutilità del cambio di guida tecnica aveva un senso?
Se fossimo degli allenatori di squadre avversarie non avremmo difficoltà ad impostare la gara con i tigrotti. Pressarli alti nel primo tempo inaridendo le fonti di gioco, limitare eventuali goal al passivo per poi, nella ripresa, approfittare del calo fisico dei biancoblu per colpirli. Visto che si è giustamente messo sotto accusa l’allenatore precedente (e quello attuale), è giunta l’ora di verificare anche il lavoro del preparatore atletico per capire se i metodi proposti siano compatibili con le necessità dei tigrotti. L’alibi di non aver fatto il ritiro deve essere spazzato via. Era luglio il periodo del ritiro, oggi è novembre. Mai si è visto un trend in miglioramento, sempre abbiamo visto una squadra sofferente nella ripresa. Si dica quando il lavoro porterà i primi frutti, oppure, si riparta da zero con una preparazione dedicata chiedendo ai giocatori di rinunciare alle vacanze natalizie, visto che ne hanno goduto in abbondanza la scorsa estate. Lo stesso mister Monza ha dichiarato che per un periodo si è lavorato poco in settimana per vari motivi, per cui esiste un credito da vantare verso i giocatori. Lo si sfrutti. Sarebbe anche un modo per far capire loro che, sempre come dice Tricarico, nessuno nel calcio regala nulla. Bene, visto che i ragazzi tutto possono dire tranne di non percepire lo stipendio, allora si inizi a farli trottare con qualche giorno di vacanza in meno e qualche sudata in più. Giusto per renderli partecipi al progetto come piace a noi.
Ci sono giocatori che camminano in campo, soprattutto nella ripresa, altri che conosciamo da tempo che non hanno smalto e occhi da tigre, altri che continuano a fare le star atteggiandosi per quello che non sono e non saranno mai.
Chi ha costruito questa squadra non ci ha mai messo la faccia trincerandosi dietro un simil anonimato,a tratti imbarazzante. Certo è che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza al ruolo portando a Busto o dei giocatori improponibili per la categoria, oppure doppioni in molti ruoli e pesanti mancanze in altri.
 Adesso occorre capire chi metterà mano sulla rosa per equilibrare una delle peggiori squadre mai viste a Busto negli ultimi 20 anni.
Patron Vavassori dopo aver vinto due campionati portando la Pro Patria dalla quasi certa retrocessione del campionato con i tredici punti di penalizzazione alla Prima divisione, rischia di lasciare i tigrotti addirittura in una categoria inferiore a dove l’aveva presa. Un rischio che vanificherebbe in un solo colpo quanto di buono fatto sul campo che gli darebbe la triste possibilità di entrare nel museo della Pro Patria occupando la “black wall”, la parete che il buon Fazzari ha riservato ai presidenti retrocessi.
Abbiamo sentito per troppe volte l’elenco degli alibi: ritiro non effettuato, troppi errori da parte dei ragazzi, fragilità psicologica che colpisce i tigrotti dopo aver subito un goal, difetti comportamentali da parte di qualcuno.
A nostro avviso sono solo un elenco di scuse senza senso. E lo speriamo per loro che così sia, diversamente non potrebbero aspirare a fare i calciatori con questi limiti tecnici e caratteriali.
La vera realtà è che non si corre come gli avversari, si arriva sempre secondi sul pallone e nella ripresa non si vede la porta avversaria nemmeno con il binocolo. Altro che fragilità psicologica, questo da sempre si chiama in altro modo: mancanza di fiato.
Detti i problemi occorre trovare una soluzione. Per il momento la sensazione è che si stia brancolando nel buio. Si mostri alla tifoseria dei fatti concreti con i quali si intende risolvere almeno un problema.
Agli svincolati è stato detto no, ai ritorni come quello di Calzi è stato detto no, si è preferito investire in un nuovo direttore quando già ne avevamo uno. Qualcuno adesso prenda le giuste decisioni per sterzare da una situazione sempre più grave.
Un ‘ultima cosa ai giocatori: nel dopo partita è giusto andare sotto la curva per raccogliere fischi o spesso applausi(non c’è più il calcio di una volta quando avrebbero preso calci fin dalla prima sconfitta, ma è meglio così), ma ognuno si faccia l’esame di coscienza chiedendosi se ha dato tutto prima di recarsi sotto gli spalti. E, se così non fosse, si prenda subito la strada degli spogliatoi. È più serio e rispettoso, verso sé stessi e verso gli altri.
La sconfitta di oggi ha tagliato quel legame di affetto che la gente aveva stabilito con i ragazzi, finora assolti per quanto accadeva in campo. Ma, siccome in troppi hanno tirato indietro la gamba e risparmiato fiato per la serata in discoteca del sabato, adesso occorre crescere in fretta e iniziare a pedalare. Dal primo all'ultimo, giovanissimi, giovani e anziani. Diversamente si chieda di andare altrove. Vogliamo solo vere tigri e non mezze tigri.

Flavio Vergani

Vincenzo Melillo  5,5: Cambiando l’ordine dei portieri, i papaveri in saccoccia sono minimo due e massimo tre. Matematico.

 Andrea Botturi  6
: Si scorna spesso con Marconi. Verdetto pari (o quasi) Tenace.


Fabio Lamorte  5,5: Ce lo ricordavamo solido. Lo ritroviamo un po’ infiacchito. Ombreggiato (dal 79′ Alessandro Cannataro  s.v.: Entra a cose fatte e squadra sfatta.
Testimone).


 Marco Taino  5,5
: Monza lo fa girar come fosse una bambola. Il Barba non capisce, ma si adegua.
Trasformista.


 Davide Guglielmotti  5
: Mora soffre di solitudi
ne. Tenergli compagnia sarebbe cosa buona e giusta. Negligente.

Matteo Arati 5,5: La Pro morde quando può saltare il centrocampo. Ehm, non proprio un complimento.
Aggirato.


 Nicolas Bovi  5,5
:  Non trova spazio per buttarsi dentro e finisce col navigare a vista.
Incupito.


 Alessio Cannoni  5,5
: Sul suo personalissimo cartellino la leggerezza che fa svoltare il match.

Avventato (dal 69′ Alain Baclet  5,5: Ha l’occasione per raddrizzare la baracca ma si incarta sul più bello. Disarmato).

Andrea D’Errico 5: Accende e spegne con netta preferenza per l’oscurità. Tenebroso (dall’83′ Manuel Romeo  s.v.: Il cambio politico per D’Errico gli concede passerella ingrata. Mansueto)

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Matteo Serafini  5,5:  Dialoga con la panchina palesando qualche dubbio. Sintomatico.


Roberto Candido  6,5:  Disegna l’iperbole del vantaggio ed è l’ultimo a darla su. Stiloso.


Allenatore: Aldo Monza  5: La pausa di riflessione dopo il rosso a Mora regala il break ai grigi. Mister, se non ora quando? Temporeggiatore   

    Arbitro: Edoardo Paolini di Ascoli Piceno (Margini / Pizzagalli)  5: Rigore è quando arbitro fischia. Il penalty munifico gli manda di traverso la partita. Filantropo. 

Solite bellissime foto di Daniele che quest'oggi scava nell'animo dei protagonisti con scatti davvero emozionanti. Foto che parlano e che dicono quello che non si riesce a scrivere. Bravo Daniele!
VEDI TUTTE LE FOTO NELLA GALLERIA FOTOGRAFICA















Melillo: 6
Non ha colpe sui goal, nel primo tempo salva il risultato dopo la traversa colpita da Marconi gettandosi con reattività sui piedi dell'avversario pronto a colpire a botta sicura.

Guglielmotti: 5,5
Puntato e saltato regolarmente da Mora non trasmette sicurezza. Fuori ruolo se lo si schiera alto a centrocampo.

Taino: 5
Involuzione di un giocatore che sta girando per il campo con ruoli sempre differenti. Il primo a non capirci nulla è proprio lui, ma la colpa non è solo sua.

Lamorte: 6
Positivo il suo ritorno che ha dato stabilità nella zona centrale di difesa. È un giocatore sul quale costruire la salvezza.

Botturi: 6
Partita sufficiente del giovane difensore rinfrancato dalla presenta del compagno di reparto.

Arati: 5,5
Troppo poco svolgere il compitino con diligenza ma senza dinamicità e passione. La salvezza richiede undici leoni e lui è solo un agnellino.

Bovi: 5,5
Dinamicamente spento anche se con qualità tecniche importanti non riesce a prendere in mano le redini del centrocampo.

Cannoni: 5,5
Dopo un buon inizio si spegne alla distanza. Dotato di buoni colpi necessita di carburare per trovare miglior sicurezza.

Candido: 7
Un voto in più per il goal ma anche per l'impegno che lo vede sempre tra i protagonisti. Lotta da solo contro la difesa avversaria non cedendo di un metro fino al novantesimo. Tigrotto.

D'Errico 4,5
Croce e delizia del pubblico. A tratti esaltante con colpi di altra categoria, altre volte insolente, provocatorio nell'atteggiamento e irridente con gesti evitabilissimi. Uno così se è ancora in Lega Pro lo deve solo al suo caratteraccio. Un voto in meno per il comportamento.

Serafini: 5
Dove è finito il capitano? Appare abulico sotto porta, fisicamente in difficoltà, ma soprattutto senza atteggiamenti da leader visti in altre occasioni. Sembra distaccato da quanto accade in campo e poco coinvolto. Quasi non avvertisse più la sua leadership. O forse si è solo rassegnato ad una realtà che gli sembra immutabile. Crediamo che da oggi sia in ballottaggio con Baclet.

Mister Monza: 5
Espulsione incredibile e meritata per essere addirittura entrato in campo per parlare con Serafini. L'adattamento di Taino a centrale di difesa in luogo di Zaro lascia perplessi. Se si prepara la partita in settimana in un certo modo, cambiarla dal primo minuto non sembra cosa raccomandabile. Dopo l'espulsione di Mora tarda ad effettuare il cambio. In sala stampa si è giustificato dicendo che attendeva di capire se l'Alessandria si fosse disposta con uno o due punte. Santo cielo, ma se si fosse messa a due punte e noi avremmo messo la nostra punta, poi avrebbero dovuto contenerla con un difensore in meno. Qui Oliveira non avrebbe avuto dubbi!!!
Sta di fatti che pensa adesso e pensa dopo, il goal al posto di farlo lo abbiamo preso.


La  Pro Patria perde per tre a uno con l’Alessandria e si scatena la contestazione. Un gruppo di tifosi senior minaccia di manifestare alle porte di ItalSempione, azienda di patron Vavassori ormai lontano dallo Speroni da tempo, mentre i più giovani attendono fuori dagli spogliatoi capitan Serafini per imputargli lo scarso impegno. In sala stampa è invece il direttore generale Tricarico che fa sapere di non avere gradito il comportamento di qualche tigrotto che verrà invitato a farsi subito da parte se per lui la permanenza a Busto fosse un problema. Lo stesso allenatore Monza dichiara che qualche prestazione comportamentale è stata insufficiente e in settimana si faranno i conti con chi non suda la maglia. Intanto ( e finalmente aggiungiamo noi)viene confermata per martedì una sessione di test atletici per verificare lo stato dei tigrotti.

Non che servano i test per capire che questa squadra manca di resistenza per il mancato ritiro effettuato in maniera molto soft. Occorre anche verificare se il preparatore atletico non abbia responsabilità per questo mancato miglioramento fisico che ancora una volta ha visto i tigrotti in vantaggio nel primo tempo con rete di Candido per poi farsi rimontare dall’Alessandria prima con un rigore di Marconi e poi con altre due reti nonostante la superiorità numerica dei tigrotti per l’espulsione di Mora (noto a queste latitudini per il suo vizietto con il cartellino rosso).

Mister Monza cambia la formazione iniziale nonostante la scorsa settimana avesse dichiarato la buona prestazione della squadra con l'Arezzio. Fuori il portiere Perilli con difesa a tre: Gerolino, Lamorte e Botturi. Gerolino si  infortuna in allenamento così il tecnico decide di spostare in difesa Taino e non Zaro che è centrale di ruolo. Interpellato in sala stampa al riguardo il tecnico ha dichiarato di non ritenere pronto Zaro per giocare titolare per la sua giovane età. In mezzo al campo Bovi , Arati e Cannoni con Candido e D’Errico esterni a supporto di Serafini. Il sacrificato è Baclet. Ossia niente di più e niente di meno di quello che il buonsenso consigliava dopo la valanga di reti incassata.
A questa squadra manca un regista, un incontrista, un terzino sinistro e un centrale di difesa. Questo lo sanno anche i sassi, ma crediamo che la differenza di rendimento tra i primi tempi e i secondi fotografi il fatto che la variabile condizione fisica sia del tutto incidente sulla performance.
O si è brocchi sempre o bravi sempre, bravi per un tempo e brocchi nei secondi vorrà pur dire qualcosa.
Serve ripartire da zero sfruttando la sosta natalizia per mettere benzina nei muscoli dei tigrotti. Poi serve un diverso atteggiamento sia nei giovani, sia nei meno giovani (Serafini in  primo luogo) per invertire il trend. Per quanto riguarda D’Errico occorre capire se le voci uscite in settimana che lo darebbero in partenza (Lucchese)siano le solite voci alimentate dai procuratori o se il ragazzo ritiene terminata la sua esperienza a Busto. Crediamo fosse lui l’imputato numero uno che Tricarico e Monza citavano in sala stampa, per cui si risolva il tutto con celerità.
Tricarico diceva che i ragazzi nonostante non vedano il patron regolarmente, vedono regolarmente i soldi e questo dovrebbe bastare per tranquillizzarli e metterli in condizioni ideali per giocare al meglio.
Per cui, da domani nessun alibi per nessuno. La pazienza è terminata e tutti devono fare la loro parte.
Può accadere di retrocedere, ma occorre farlo con onore. Oggi la prestazione è stata vergognosa e poco rispettosa dei tifosi. E questo non è ammissibile. Per cui se qualcuno si è già tirato da parte, lo dica e segua il suo destino. A Busto su una cosa non si transige: l'impegno e il rispetto della maglia. Questo si sappia adesso per non sorprendersi dopo, quando sarà troppo tardi.

Flavio Vergani

LEGGI IL TIGROTTINO


Mancherà Anderson nella gara con i grigi di Alessandria di sabato prossimo (ore 16.00)incappato in squalifica per ammonizioni recidive.
In attesa di Fabio Lamorte che dovrebbe tornare in campo a fine mese, si tenterà di recuperare Botturi per tamponare una zona del campo nella quale nessuno tra quelli finora visti in campo ( ad esclusione di Lamorte)ha dato garanzie.
Mister Monza è anche chiamato a ridisegnare l’assetto tattico della squadra  per dare maggior solidità difensiva alla squadra con la seconda peggior difesa dei campionati professionistici italiani con 26 reti al passivo. Solo il Parma ha fatto peggio con 28 reti subite.
L’unica mossa tattica che mister Monza ha inventato al suo arrivo è stata finora ininfluente sul risultato finale. Candido adattato a mezz’ala non ha pienamente convinto in quanto il ragazzo perde la sua caratteristica migliore, ossia la possibilità di saltare l’uomo, se allontanato dalla fascia laterale, mentre in difesa continua la grandinata di goal.
Anche la scelta del portiere non ha convinto dopo quanto accaduto a Pordenone, occorre una riflessione a tale proposito per capire chi tra i due portieri è il titolare e se esiste la necessità di intervenire sul mercato per questo delicato ruolo.
Flavio Vergani

FONTE: VARESE SPORT

A.S. Varese 1910, Unendo Yamamay

Unendo nuovo sponsor del Varese. Pirola: “Lo sport è energia”. Laurenza: “Progetto per il nuovo stadio”

Unendo Energia Italiana da Busto Arsizio a Varese. Il main sponsor della Futura Volley sbarca anche nel calcio come nuovo sponsor del Varese 1910. “Abbiamo raggiunto un accordo importante con Unendo Energia di Giuseppe Pirola – ha annunciato Nicola Laurenza –. Io e Giuseppe ci conosciamo da tempo, ringrazia Vito Romaniello che ci presentò; entrambi siamo presenti nel volley. Giuseppe è un amministratore di aziende che sta investendo molto nello sport. Già da un anno stavamo lavorando ad un piano di marketing. L’accordo nasce dallo stesso modo di intendere il business”.
La sponsorizzazione è legata all’efficientamento energetico del nuovo stadio. “C’è un progetto infrastrutturale – spiega Laurenza – e due settimane è fa partito uno studio di settore con consulenti internazionali anche Uefa. Stanno analizzando tutti i numeri del territorio e del club per fare un abito su misura indipendentemente dalla localizzazione. Sono consigliere di B Futura che si occupa di innovare il calcio italiano. Studia da tempo il modello di business inglese e abbiamo una decina di studi di fattibilità avviati, compreso Varese. Con Unendo ci sarà un efficientamento energetico delle strutture del Varese e del futuro impianto sportivo”.
Nel concreto in cosa consiste la sponsorizzazione? “Non vogliamo parlare di cifre perché c’è anche molto altro. Diciamo che si tratta di più di mille euro e meno di un milione di euro”.
Il marchio di Unendo sarà il secondo sponsor di maglia. “Se sono qui è grazie a Nicola – dice Pirola, presidente e amministratore delegato di Unendo Energia Italiana. Laurenza è un grande imprenditore giovane dal quale bisogna prendere esempio. Mi ha convinto come persona. Il Varese è una realtà molto seguita in provincia. Abbiamo chiuso un accordo e sapete tutti di cosa si occupa la mia azienda, ovvero fare energie rinnovabili su tutto il nostro territorio. Siamo partiti dal 1957 dal gas fossile e lo sport è un veicolo per farci conoscere. Prima il volley, adesso il calcio, ma sponsorizziamo anche il tennis femminile di Serie A. Probabilmente faremo anche canoa. Senza energia lo sport non esiste. Sono sicuro che la collaborazione con Laurenza e il Varese possa funzionare. Mi piacerebbe replicare il progetto Busto. Abbiamo sconti sui tifosi della squadra”.
Si vocifera che a fine stagione possa lasciare il volley: “Il progetto su Busto è appena iniziato e continua. Uno continua a sponsorizzate se ha un ritorno non solo economico, ma anche di divulgazione del brand” risponde Pirola che dunque non smentisce.
L’arrivo del nuovo sponsor ha già portato i primi frutti permettendo al Varese di pagare i contributi ed evitare altri punti di penalizzazione. E la scadenza di dicembre? “Il Varese sta navigando sempre di più in buone acque. La tempesta si sta acquietando. Ci saranno delle burrasche, le difficoltà ci sono come in tutti gli altri club, ma in alcuni giorni ci sarà il mare piatto”.
Elisa Cascioli


Il cambio di allenatore doveva avere un obiettivo: incassare meno reti. Per ora l’obiettivo è fallito. Neppure la vittoria di Pordenone può essere considerata una passo in avanti per come è maturata.

Occorre il coraggio per scelte coraggiose. Certamente lo spogliatoio potrebbe risentirne, ma occorre l’intelligenza per essere intelligenti. Il buonsenso dice che la quadratura migliore prevede uno tra Baclet e Serafini  come punta centrale con Candido e D’Errico esterni. Un centrocampo a tre e una difesa a quattro attendendo Lamorte e con un innesto sulla sinistra.

Certamente piange il cuore dover pensare ad una rinuncia, ma le quattro punte hanno senso con un centrocampo mastino e una difesa di ferro.

Diversamente è pura accademia per gli avversari centrare la porta dell’insicuro Perilli.

Il cambio di allenatore deve migliorare la percentuale di errori dei giovani tigrotti, ma non può continuare a ricorrere all’alibi della gioventù. Questa è una realtà nota e non certamente una sorpresa.

Il cambio di allenatore deve portare cambiamenti importanti che possano far deviare da un andamento lento della passata gestione. Ricalcarne le orme o solamente camminare parallelamente alla traccia non ha senso.

Sacrificare Candido in una posizione non sua e sacrificare Baclet in una posizione non sua, significa sacrificare due giocatori invece di uno. E questo, a nostro avviso, non ha senso. Soprattutto se i risultati in termini di goal incassati non si sposta di una virgola dal passato.

Tredici gare, ventisei reti subite, due goal a partita nel passato, due goal a partita nel presente (Pordenone/Arezzo).

Così non si va lontani, si provi a cambiare per giustificare il cambio

Flavio Vergani

PierVittorio Belfanti
Il dopo partita di Pro Patria Arezzo si tinge di rosa per una insolita richiesta da parte di Cinzia, da sempre tifosa della Pro Patria.
Presente nel dopo conferenza stampa di luglio quando il patron annunciò il possibile arrivo a Busto di una nuova dirigenza capitanata da un "bellissimo uomo che farà sognare le tifose bustocche", ora Cinzia ha terminato la pazienza e chiede al patron di sapere almeno il nome del presunto play boy.
"Quando vedi il patron prova a chiedere se ti dice il nome, sono davvero curiosa di conoscere  questo super bello", è questa la richiesta ufficiale fatta pervenire dalla tifosa bustocca.
Accanto a lei il sempre informato "Andrea-Braghin-Statistiche Scalvi" fa sapere di aver individuato in PierVittorio Belfanti il bello indicato da Vavassori. Re delle discoteche, in passato presidente del Trento e recentemente accostato al Monza calcio, Belfanti ha tentato la scalata in diverse società calcistiche come il Rimini senza mai riuscire nell'intento.
Bello e impossibile direbbe la Nannini visto che sembra proprio che anche lui faccia parte della numerosa categoria dei fidejussione free. Per cui, per ora cara Cinzia ti dovrai accontentare di quel che c'è anche se non si vede. 
Flavio Vergani

Simone Perilli  5,5:  Evita innocenti evasioni ma la regola del 2 (fichi a partita) sa tanto di maledizione. Stregato

Davide Guglielmotti  6,5:  Costringe Capuano a metter mano allo scacchiere. Tumultuoso (dal 71′


Liam Graham  6: Il Kiwi si getta nella mischia rispettando le consegne. Collaterale)

Adolfo Gerolino 5,5: Il giro palla arretrato meriterebbe più sussiego. Impulsivo


Myles Anderson 6: L’attacco aretino è sfuggente. Lui bada al sodo finchè può. Equalizzatore


Marco Taino  6:  Il Barba segue lo spartito senza improvvisare. Sommesso


Roberto Candido 6:  L’unico a buttarsi dentro neutralizzando l’imboscata amaranto. Aggressivo


Matteo Arati 5: Cercasi centro di gravità permanente. La cabina di regia necessita altra pasta. Destituito

(dal 64′ Francesco Giorno  6: Frigge in panca prima di giocarsi la chance della stagione. Smanioso)

Nicolas Bovi  5,5:  A centrocampo i conti non tornano e l’energia non basta a tappare le falle. Azzimato (dal 90′ Giovanni Terrani  s.v.: Il cambio della staffa a babbo (quasi) morto. Accessorio)


Andrea D’Errico 6:  Se la prende comoda accendendosi solo quando il gioco si fa duro. Contundente


Matteo Serafini  6:  Il Maschio Alfa salva il tabellino con il tap in della speranza. Illusorio


Alain Baclet  5,5:  Lontano da Serafini vive di stenti sognando l’area di rigore. Emarginato


Allenatore: Aldo Monza 5: Indossa lo smoking pensando alla cena di gala ma si ritrova in trattoria. Spiazzato    

 Arbitro: Fabio Schirru di Nichelino (Lacalamita / Viola)  6: Amante del giallo, lo abbina a nastro a chi gli capita a tiro. Monomaniaco

Vedi altre foto nella galleria fotografica
 














Perilli:5,5
Ha diviso lo stadio sui due goal, pe qualcuno poteva e doveva pararli entrambi, per altri erano imparabili. Rimane la sua costante incertezza mostrata in più di una occasione. Si riscatta nel finale con una paratona nll'"one to one"con la punta avversaria.

Guglielmotti: 5,5
Non nella sua miglior giornata, soffre le contromisure a lui dedicate da mister Capuano. Esce prima della fine tra la sorpresa del pubblico.

Taino: 5,5
Il ruolo non fa per lui, non è carne quando difende, non è pesce quando attacca.

Anderson: 5,5
Suo papà in tribuna accanto al direttore generale del Monza Ulizio avrebbe detto ad Andrea Scalvi che "my son is very good, but defense is bad". Insomma, colpa degli altri. Non ci convince.

Gerolino: 5,5
Copre la sua zona di competenza senza mostrare autorevolezza. Continua a non essere un punto di riferimento per la difesa.

Arati:5
Ci si aspettava una sua crescita proporzionale al minutaggio a lui concesso dopo la diatriba contrattuale. Pressato da Erpen perde la bussola e si incaglia negli scogli della mediocrità.

Bovi: 5,5
In regresso rispetto alle precedenti gare non mostra doti di leadership di centrocampo dove non brilla come in precedenti occasioni

D'Errico: 6,5
Solito furetto indiavolato che prende a sportellate da solo la difesa avversaria. Ha idee, scatto e fiato fino a dopo il  novantesimo quando attacca persino le difese di mister Capuano. Qualcuno lo da già in serie B al Modena a gennaio.

Serafini: 6
Il mezzo punto in più regalato a chi segna lo porta in zona di sufficienza, ma da uno come lui ci si aspetta molto di più

Baclet: 5
La peggior partita da quando è arrivato a Busto. Soffre la posizione che mister Monza gli assegna che non è per niente tagliata su misura per lui.

Candido: 6
Quando viene riportato nel suo ruolo diventa incontenibile, come mezzala è invece uno qualunque. Davvero un suicidio rinunciare ad uno schema con lui e D'Errico esterni e uno tra Baclet e Serafini al centro dell'attacco. Sarebbe così semplice...

Mister Monza: 5
Perde la sfida a scacchi con Capuano prevedendo un atteggiamento tattico avversario completamente diverso da quello reale. Insiste con una formazione a trazione anteriore illudendosi che il freno a mano tirato con Candido possa equilibrare la convergenza. Becca altri due goal che con quelli di Pordenone fanno quattro. Per la serie :cosa è cambiato da quando c'era Oliveira?"

Flavio Vergani



Mister Monza (allenatore Pro Patria): "Siamo stati leziosi  nel giro palla, facciamo troppi errori e prendiamo goal evitabili.  L'Arezzo ha ottimi giocatori molto pericolosi sulle palle da fermo Ho detto ai ragazzi che mi sono piaciuti, ma che gli errori pregiudicano la prestazione. Occorre maggior attenzione
Consideriamo che la nostra media anagrafica è di 22 anni, quella dei nostri avversari odierni di 26 anni. Guglielmotti ha avuto problemi in settimana per cui era affaticato e ho deciso di cambiarlo. Non sono d'accordo con chi dice che Candido non rende nella posizione di mezzala". 

Mister Capuano (allenatore Arezzo):"Per noi aver fatto 19 punti  fin qui è come aver fatto un miracolo dopo il ripescaggio dell'ultimo minuto. Punti tutti meritati.
Salvarci sarà come aver fatto un capolavoro, in quanto copriamo i nostri difetti con applicazione maniacale negli allenamenti. Se ci salviamo ė come se vincessimo il campionato. Oggi la partita l'abbiamo stravinta.
Io la partite le preparo dedicando 18 ore al giorno allo studio. Ho visto la Pro Patria e sapevo dove colpirla. Se permetti alla palla di arrivare alle punte i tigrotti diventano pericolosi. Li ho attaccati bassi e così ci hanno regalato ben sette transizioni. Sapevo che avevano difficoltà nel' impostazione, ho preparando una gara perfetta. La Pro Patria ha un giocatore cone Baclet che è tanto forte quanto matto, poteva giocare in serie A con un'altra testa. Lo temevo moltissimo per questo ho chiesto particolari accorgimenti tattici ai miei centrali".

In molti avranno notato il battibecco a fine gara tra D'Errico e l'allenatore ospite Capuano.
È lo stesso allenatore a chiarire quanto accaduto: "D'Errico mi ha detto che l'Arezzo è una squadra di m... e mi scuso per dover pronunciare questa parola, ma è proprio quella che lui ha pronunciato.Gli ho risposto che per fortuna noi siamo una squadra di m... con 19 punti, mentre la sua fatta di campioni è in zona play out".


Finisce più o meno nel solito modo: due goal subiti e, questa volta, solo uno fatto. Così l’Arezzo sbanca lo Speroni interrompendo la mini serie positiva dei tigrotti
La gara l’ha vinta mister Capuano che dopo aver studiato attentamente le caratteristiche della Pro Patria decideva di pressarla alta per bloccare i rifornimenti all’attacco atomico. Erpen asfissiava Arati nella fase di impostazione, una mossa che ha colto di sorpresa mister Monza che nel pre parttia aveva dichiarato che l’Arezzo avrebbe atteso la Pro Patria nella propria metà campo. Niente di più sbagliato e scacco matto di Capuano al tecnico bustocco. I due certamente non si amano per precedenti episodi e, infatti, a inizio partita non è stato semplice rompere il ghiaccio. Solo dopo un dialogo riservatissimo tra i due si è arrivati ad una stretta di mano. Mister Monza ha dichiarato che di fronte a una mano tesa lui non la rifiuta mai, ma certamente la sconfitta gli sarà bruciata ancor più del solito vista le ruggine che ha ossidato per lungo tempo i rapporti tra i due.

Pensavamo che il cambio di allenatore portasse ad una variazione tattica che potesse interrompere o arginare la debolezza difensiva tigrotta. Pensavamo che si ponesse fine ad un modulo spregiudicato che presenta in campo due ali offensive come Candido e D’Errico e due punte come Serafini e Baclet.

Nulla di tutto questo. Dopo le due reti di Pordenone, ecco la doppietta dell’Arezzo. Si è addirittura peggiorata la situazione facendo quadrare il cerchio con Candido impiegato  nel ruolo di mezzala dove il ragazzo perde la sua straordinarietà. Rendere normale un giocatore straordinario cambiandogli ruolo lo troviamo del tutto assurdo e improponibile. Giustificare per l’ennesima volta una sconfitta citando “i troppi errori dei ragazzi” ci sembra riduttivo e poco costruttivo. Siamo sicuri che gli errori non abbiano origine da un modulo che finora ha portato pochi punti e record negativi di goal incassati?

Capitolo a parte merita il portiere Perilli che dopo aver ritrovato un posta da titolare è incappato in una serie di errori clamorosi nelle gare di Pordenone e in quella odierna dove non ha certamente mostrato grande sicurezza.

Ci chiediamo il motivo per cui non si notino progressivi miglioramenti in questo ragazzo e il motivo per il quale si perseveri in questa scelta.

Molto strana è la composizione della panchina nella quale mancano giocatori che fino a ieri erano titolari quasi inamovibili come Cannattaro e Zaro. Uno dei tanti punti interrogativi di questa stagione dove capire quel che capita non è per niente semplice.

Flavio Vergani


Ventisette anni fa moriva Andrea Ceccotti colpito da trrombosi carotidea mentre era in campo con la maglia della Pro Patria.
Non saremmo in grado di ricordarlo con la stessa intensità e partecipazione mostrata dagli amici di www.bustocco.it in questi anni
 Non solo a parole, ma con iniziative concrete, alcune delle quali avrebbero meritato maggior considerazione.
Lasciamo a loro la parola perchè è giusto così, pubblicando il loro toccante ricordo.
Ciao Andrea.

DA WWW.BUSTOCCO.IT

14 NOVEMBRE 1987 - 14 NOVEMBRE 2014

Udine 10 Gennaio 1962
Treviso 14 Novembre 1987
E' passato un altro anno e siamo arrivati a ventisette.
Rimane sempre il buco per i famigliari, e quello per i tifosi della Pro. Quel buco ha sempre un retrogusto amaro, perchè la storia personale di Andrea, dopo l'attimo fuggente della giornata del suo ricordo, finisce poi in un angolino, messa li quasi per non dar fastidio. Fino a quando purtroppo non succederà un caso simile al suo. Anche in quel caso la sua storia rimarrà lì, un nome messo in un angolo di un articolo di giornale, nulla di più.
Di Andrea non si è mai parlato, è questa l'amarezza di fondo.
I suoi torti? Tanti a quanto sembra....
Essere stato un ragazzo a modo, schivo, riservato, educato e gentile e pensare al futuro della sua famiglia. Giocare in una squadra che in quel momento era in quarta serie, vedeva pochi soldi (se li vedeva) e non avere attorno tutto il circo mediatico che c'è ora.
Un po' di colpa è anche un po' nostra, intesa come tifosi della Pro Patria. In 27 anni, per vari motivi, non siamo ancora riusciti ad intitolargli qualcosa che lo ricordi. Una vietta attorno allo stadio, una tribuna al “Carlo Speroni” o altro.
Si dice ogni anno al 14 Novembre, è giunto finalmente il momento di porre rimedio, ma il giorno dopo, tutto poi torna come sempre nel dimenticatoio.
Cinque anni fa, nel corso dei festeggiamenti per i 90anni dalla fondazione della Pro Patria, furono raccolte più di mille firme per intitolare una via, una parte dello stadio di Busto Arsizio a Cecotti.
Firme raccolte, consegnate e protocollate in comune. Ma tutto è rimasto lettera morta.
Lo ripetiamo, ancora una vola senza assolutamente nessuna vena polemica, ma solo profondo rispetto di fronte alla morte ed alla tragedia umana e personale di Piermario Morosini, il quale purtroppo nella sua breve vita (non facile) ne aveva viste e passate di cotte e di crude. La fascia di capitano della Pro Patria, la scorsa stagione, portava l'effige stilizzata di Morosini, che era stato compagno di squadra del capitano tigrotto Matteo Serafini al Vicenza. Il ricordo è giusto e sacrosanto, prima come sportivi e poi come tifosi della Pro Patria siamo contenti che ci sia stato.
Però c'è una domanda, perchè un pensiero simile per Andrea Cecotti, non è stato mai fatto? Era un ragazzo che meritava e meriterebbe altrettanto rispetto. Andrea scomparve a soli 25 anni, il 14 Novembre 1987, dopo una settimana di coma all'ospedale di Treviso, dopo aver lasciato il campo mentre indossava la maglia biancoblù.
Quest'anno ci ha messo lo zampino anche il calendario, perchè Sabato 23 Novembre ci sarà Pro Patria - Alessandria, le ultime due squadre di Andrea.
Il nostro pensiero è per Nadia e Desy, a cui dedichiamo un lungo, affettuoso e grande abbraccio.
Lo staff


Enzo Barbaro (Unendo-Yamamay)
L’Eu­ro­pa di Busto ini­zia dolce e senza ha­sh­tag. Nel senso che la terza av­ven­tu­ra con­se­cu­ti­va in Cham­pions Lea­gue è co­min­cia­ta con una par­ti­ta fa­ci­le. Le fin­lan­de­si del Salo al Pa­la­Ya­ma­may hanno visto ri­bal­tar­si il mondo: a casa loro sono abi­tua­te a vin­ce­re sem­pre (hanno con­qui­sta­to gli ul­ti­mi sei scu­det­ti e sono già prime anche ora) e l’anno scor­so erano belle con­ten­te di esser ar­ri­va­te ai quar­ti di Coppa Cev, ma in Cham­pions e con Busto è un’altra cosa. Anche senza Ha­vel­ko­va: la cui co­scia si­ni­stra con­ti­nua a dar pro­ble­mi e così ha de­but­ta­to in Cham­pions la De­gra­di. In pra­ti­ca quel­le del Salo sono state avan­ti solo sul 13-14 nel 2° e sul 3-6 (poi su­bi­to 7-6) nel 3°. Per la ras­se­gna­zio­ne dei loro 20 ti­fo­si ar­ri­va­ti dalla Fin­lan­dia con ma­gliet­te rosse e ban­die­ri­ne. Poca par­ti­ta e nien­te ha­sh­tag, si di­ce­va. Le far­fal­le di Busto sulla schie­na nor­mal­men­te por­ta­no il co­gno­me pre­sce­du­to dall’ha­sh­tag (#), il sim­bo­lo che per­met­te di iso­la­re gli ar­go­men­ti sui so­cial net­work. Cosa che la Cev non per­met­te.

Esem­pio E non solo quel­lo: anche per la te­le­ca­me­ra so­spe­sa sul sof­fit­to che fa da kiss-cam come in Nba e in Mlb sa­reb­be ser­vi­to un per­mes­so spe­cia­le. Tutti par­ti­co­la­ri da poco, ma che spie­ga­no molto. A chi vuole ascol­ta­re, ma­ga­ri anche alla Cev. Con­tri­bui­sco­no a rac­con­ta­re com’è che la Unen­do Ya­ma­may Busto molto spes­so riem­pie il suo pa­laz­zet­to. E cioè con tutta una serie di ini­zia­ti­ve uni­che nella pal­la­vo­lo ita­lia­na e non solo. Ba­sterà dire che il suo re­spon­sa­bi­le mar­ke­ting, Enzo Bar­ba­ro (già vi­ce-Ver­mi­glio a Tre­vi­so 10 anni fa e ora mente crea­ti­va della UYBA con Mas­si­mo Al­de­ra e Gior­gio Fer­ra­rio) di re­cen­te è stato re­la­to­re a una con­fe­ren­za in­ti­to­la­ta «Obiet­ti­vo pub­bli­co» della Lega Cal­cio di Serie B. Uno del vol­ley che spie­ga a quel­li del cal­cio come por­ta­re gente in tri­bu­na.

Pala per­so­na­liz­za­to Gli ha­sh­stag di cui si di­ce­va, per esem­pio, ser­vo­no per ini­zia­ti­ve vi­ra­li on­li­ne. Tipo la ca­te­na lan­cia­ta qual­che gior­no fa in cui Ha­vel­ko­va ese­gue una serie di ba­gher e sulla fal­sa­ri­ga dell’Ice Buc­ket Chal­len­ge no­mi­na tre per­so­ne e le in­vi­ta a fare al­tret­tan­to. E non è che un esem­pio. Come la mu­si­ca dal vivo al Pa­la­Ya­ma­may, con la band o il DJ set, con tanto palco che do­mi­na la tri­bu­na cen­tra­le. O come il baby par­king con ani­ma­tri­ci. O, più di tutto, come la per­so­na­liz­za­zio­ne del Pa­la­Ya­ma­may, che dà alla gente un senso di iden­ti­fi­ca­zio­ne quasi da Nba. Cosa pos­si­bi­le gra­zie al con­trat­to di ge­stio­ne in esclu­si­va dell’im­pian­to (col co­mu­ne) fino al 2019. E dun­que ieri è stato solo un al­le­na­men­to, in tutti i sensi. Il gran­de spet­ta­co­lo sarà do­po­do­ma­ni, per l’an­ti­ci­po in casa con No­va­ra. Re­sta­no si e no 200 bi­gliet­ti...

 
Fa molto piacere leggere il cordoglio della società Pro Patria nei riguardi  di  Paolo che conferma il nuovo corso promosso dalla sempre attenta Federica Lancini e dal suo staff.
 

Ecco l'anteprima del "Tigrottino" che sarà disponibile in edicola nelle prossime ore.
Solito lavoro "well done"da parte della redazione capitanata dal direttore Andrea Fazzari con tanti articoli di approfondimento, numeri e anticipazioni. Buona lettura!
CLICCA E LEGGI IL TIGROTTINO


Ieri parlavamo con il “Bacchi”. Lui è uno pane al pane e vino al vino. Ci diceva: “Non voglio dire che sono passato dalla parte del patron, ma devo dire che vede lontano e il fatto di non averla data ai “puffatti”che fanno fallire altre società di calcio mi fa capire che forse lui vede dove noi non vediamo. Questo è un merito di Vavassori, anche se a volte con il suo tira e molla mi ha fatto incazzare”.
È la sintesi perfetta dell’articolo da noi recentemente pubblicato che ci risulta letto e condiviso da molti tifosi.
Bacchi, che non è mai stato tenero con il patron, ha voluto esprimere la sua riconoscenza sul punto, quasi un ringraziamento silenzioso che, seppur non allontana l’amarezza per precedenti dissapori con il patron, ne certifica in maniera onesta un merito. Questa realtà sta evidenziandosi tra la tifoseria combattuta tra contestare il patron per non aver concluso la vendita della società e la constatazione che dopo la conferenza stampa estiva che ha messo in fuorigioco più di un gruppo di aspiranti acquirenti “fidejussione free” e il no secco a Pugliese  liquidato dopo un buon caffè, il patron di fatto ha salvato la Pro Patria da un futuro a tinte fosche.
Ora, rimane da spiegare il perché sia stata affidata la gestione societaria a persone che mai hanno convinto la tifoseria e lontani anni luce dal Vavassori’s style. Ma,  forse, il tempo risponderà anche a questa domanda.
Nelle nostre “trattative”con un gruppo interessato alla Pro Patria abbiamo avuto modo di condividere alcuni dubbi del main investor che ci chiedeva: “Ma secondo lei quanto mi darà la città nel caso rilevassi la Pro Patria?”. Per poi aggiungere: “Questa città non ha strutture sportive importanti, come farò a sostenere il progetto?”
E infine: ”Il settore giovanile è tutto da rifare, quanto mi costerà”. Dubbi, troppi dubbi, anche se sensati dubbi.
Un' analisi non diversa da quella del passato denunciata dall’attuale e dalle precedenti dirigenze.
 Il settore giovanile? “Non me ne può fregar de meno”, è questa la risposta che più o meno tutti i tifosi davano qualche anno fa a riguardo. Poi il patron lo fece rifiorire tanto da diventare il focus del suo modo di fare calcio. 
Un progetto tecnico che ha coniugato la passione per i giovani con l’esigenza di sostenere i costi gestionali con entrate differenziate.
Certamente veder partire i migliori giovani prodotti dal settore giovanile fa male, ma è anche importante riflettere sul fatto che una società impoverita dei suoi calciatori di maggior valore in prima squadra e di quelli del settore giovanile faccia fatica a trovare un acquirente. Ci si chiede cosa succederebbe se queste eccellenze fossero ancora parte integrante del valore del club.
Non compro perché la società è stata svuotata fa rima con non compro perché occorrono troppi soldi per averla. Il risultato è lo stesso.
Se pensiamo che il prezzo di acquisto è il punto due del processo ci viene da piangere. Il punto uno si chiama fidejussione, ossia soldi non da spendere, ma solo da depositare e questo nonostante ne abbiamo sentite di cotte e di crude non siamo ancora riusciti a vedere nemmeno l’ombra della signorina fidejussione.
Pensare che anche Pugliese aveva confermato di averla e dopo di lui una lunga lista che al momento della convocazione del patron si è squagliata come neve al sole.
Risultato finale: la reputation di Vavassori tra i tifosi è in aumento o almeno tra quelli meno “talebani” disposti ad accordare al patron qualche merito, nonostante il forte distacco causato dai precedenti strappi.
Si è almeno capito che la teoria del “prima o poi la dà al primo che passa per vendicarsi di Busto non è credibile”.
Certamente ha ragione anche mio cuggino che a tale riguardo dice che non lo ha mai fatto in quanto se la Pro Patria poi fallisse il principio della retroattività colpirebbe i suoi beni. Ma chissenefrega, se questo serve per indurre alla ragione chi potrebbe perderla per seguire istinti selvaggi ben venga la retroattività.
 Come sempre rimaniamo pronti per chiunque disponesse della soluzione e oggi lanciamo persino uno slogan giusto per darci una botta di marketing creativo.
“SE HAI LA FIDEJUSSIONE VIENI CON NOI ALLA ITALSEMPIONE”

Lasciamo una Busto ancora un po' addormentata, ma con un tiepido sole, confidando che il bel tempo ci accompagni fino a destinazione.
Certo le immagini circolate venerdì sul web, che ritraevano il campione olimpico di K1 Daniele Molmenti "uscito per l’allenamento quotidiano con la canoa ... lungo le strade della città", non ci fanno ben sperare.
Qualcuno ci ha consigliato addirittura di portarci la muta da sub: é vero che sono una subacquea in crisi d'astinenza ma ... non esageriamo! Siamo comunque super attrezzati con ombrelli, rigorosamente senza punta, cappelli, mantelle e cerate.
I chilometri che ci dividono dalla meta diminuiscono velocemente forse perché la guida del "nocchiero" Andrea Macchi, mai termine fu più scaramanticamente appropriato, è tranquilla e le argomentazioni di quell'arguto intrattenitore che é Giovanni Castiglioni rendono il tragitto più lieve a tutti i presenti ... o quasi. E si perché il cucciolo del gruppo, all'anagrafe Alessandro Bianchi, probabilmente stremato dalle fatiche scolastiche, piomba in un sonno profondo più o meno all'altezza di Bergamo dolcemente adagiato alla spalla di Arianna che prontamente scatta e pubblica su fb un eloquente selfie.
Si risveglia solo all'arrivo in autogrill, siamo in prossimità dello svincolo di Venezia (!), si mangia un bel panozzo e compra un gratta e vinci sperando di riuscire a pagare la trasferta a tutti ma senza il successo auspicato visto che la vincita è pari a quanto investito.
Finalmente eccoci in una Pordenone decisamente accogliente, non piove e la città è poco affollata, probabilmente sono già tutti a pranzo e anche noi, cucciolo a parte, sentiamo il bisogno di rifocillarci.
Aspettiamo Mario e Romeo che si sono infilati in una pasticceria a prendere un dolce tipico, non ho capito bene cosa sia ma ha a che vedere con la grappa, un saluto ai genitori di Guglielmotti (visto come è andata direi che dovrebbe diventare un rito pre-partita!) e ci concediamo una pizza prima di andare allo stadio ma i minuti passano e le cibarie non arrivano ... che ansia ... non vediamo l'ora di raggiungere il Bottecchia.
Quella sensazione di ansia aumenta quando allo stadio l'attesa per l'emissione dei biglietti é interminabile ... 14.10 ... 14.20 ... la mia tessera del tifoso e quel di Simone Lamperti non vengono accettate dal sistema! 14.35 tutto OK per Alessandro Bianchi, poi è il turno di Arianna Colombo e Andrea Macchi e anche per loro tutto fila liscio, alle 14.50 Paolo Rezzin riesce a superare la barriera umana di steward e forze dell'ordine, stanno annunciando le formazioni ma io e Simone siamo ancora li!
Arrivano anche gli ultras bustocchi coi gemellati triestini e al primo tentativo di fare il biglietto con la formula "porta un amico" il sistema si blocca! Il ragazzo alla biglietteria, gentile e carino, si scusa e chiama rinforzi ... al fischio d'inizio siamo sempre li ... 15.05 finalmente, dopo la perlustrazione della borsa ed il controllo col metal detector, siamo dentro, unica consolazione non aver visto segnare il Pordenone ci ha risparmiato un'ulteriore inkazzatura!
L'uno a uno e il due a uno ci galvanizzano ma il pareggio ci riporta coi piedi per terra ... sempre a soffrire per questa splendida maglia ... poi arriva la telefonata della mamma che, per dare ai gemelli Franchin la situazione del match in tempo reale tra l'acquisto di un arrosto e di qualche spiedino, si procura la foratura di un timpano al tre a due di D'Errico!
Eccoci finalmente al 90', dopo i festeggi di rito, lasciamo lo stadio e, una volta recuperato l'addetto stampa, riprendiamo la via di casa!
Sappiamo quali sono i limiti della nostra squadra ma tre punti galvanizzano sempre tutti ... o quasi!
Ebbene si, per dirla alla Simone Lamperti "anche cambiando posto la musica non cambia", il nostro cucciolo torna a dormire anche se questa volta deve accontentarsi di un appoggio decisamente meno confortevole di quello dell'andata! 
Cristina Castelli

È improvvisamente mancato all'affetto dei suoi cari Silvano Rezzin di anni 74, padre del super tifoso biancobl Paolo.
Il Pro Patria Club si unisce al dolore di Paolo e dei suoi familiari porgendo le più sentite condoglianze
Alle  ore 21.00  di oggi 12 Novembre si celebrerà il Santi Rosario  nella chiesa dei Santi  Apostoli, mentre domani alle ore 9.30 è previsto il funerale sempre ai Santi Apostoli

Direttivo Pro Patria Club

Aurora Pro Patria informa che da domani, martedì 11 novembre alle ore 12.00, verranno aperte le prevendite per la gara di domenica 16 novembre alle ore 14.30 con l’Arezzo.

Tutti i tagliandi del Settore Ospiti potranno essere venduti ai soli possessori di Tessera del Tifoso e residenti nella regione Toscana. La prevendita sarà attiva sino alle ore 19.00 del giorno antecedente la gara, sabato 15 novembre 2014.

Ulteriori modifiche e variazioni verranno comunicate tempestivamente su questo stesso sito.

Le prevendite appartenenti al circuito BookingShow saranno attive online sul sito www.bookingshow.it e  nei seguenti punti vendita:

Busto Arsizio e provincia di Varese:
- Le Marmotte di Armonia s.r.l., Via Crispi 26 - Varese
- Tabaccheria Ricevit. Computerizzata Tribbia Mara Rosangela, Via Magenta 16/b - Busto Arsizio
- Casa del disco, Piazza Podestà, 1 - Varese
- Caru Dischi, Piazza Giuseppe Garibaldi, 6 - Gallarate
- Viaggi Da Urlo, Via Isonzo, 22/f - Busto Arsizio
- Mondolibri Morosini, Via Morosini, 10 - Varese
- Bar Savoia di Roberto Caimi, Via XXII Marzo, 2 - Busto Arsizio

Arezzo e provincia:
- TABACCHI DI PIAZZA di Trippi Alberto, Piazza S. Donato, 1 - Arezzo