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Calcio - Un viaggio attraverso i tifosi della squadra bustocca e la loro passione incondizionata per i colori biancoblù

Per chi prova ad entrare nel mondo Pro Patria, pur conoscendolo da pochi giorni, risulta abbastanza semplice l’ambientamento. Non perchè l’esemplare in questione sia prossimo alla convivenza in ogni habitat, ma perchè seguire la squadra bustocca è facile, perchè nonostante tutto quanto accaduto nel recente passato si respira una grande aria di positività, perchè la Storia, quella con la S maiuscola, parla biancoblù.
Per cercare di capirla al meglio il nostro esemplare ha contattato Roberto Centenaro, presidente del Pro Patria Club, «L’unico autorizzato nel 1969» ci tiene a sottolineare. Ma perchè Pro Patria? «Siamo tifosi di una maglia, siamo tifosi di una squadra, siamo figli di una tradizione», comincia così Centenaro e, da buon esteta, prosegue antropologicamente: «È una delle maglie più belle anche a livello di estetica con quelle strisce orizzontali. Personalmente mi sono affezionato alla Pro Patria che ero un ragazzino perchè era la squadra della mia città, ma amavo quella maglia. Erano gli anni 50 e mi ricordava un po’ i carcerati sporchi di fango che lottavano per portare a casa una partita, il calcio è anche romanticismo no?». Romanticismo o campanilismo? «Entrambe le cose, non scherziamo. Se sei di Busto non puoi tifare per il Legnano o per il Varese, siamo stati fondati nel 1919, siamo prossimi al centenario, come si fa a pensarla diversamente?».
Pro Patria simbolo di una città quindi, Pro Patria simbolo di una tradizione che si rinnova, Pro Patria simbolo di un territorio conosciuto proprio per il calcio: «Quando per lavoro mi capitava di muovermi e andare nel centro o nel sud Italia e dicevo che ero di Busto nessuno sapeva collocarlo, quando però nominavo la Pro Patria tutti annuivano. Abbiamo un passato in serie A, non si può scherzare con questa cosa. Il recente passato ha visto l’avvicendamento di diversi presidenti che poco centravano con Busto. Non amavano la squadra, facevano i propri interessi, hanno distrutto quel che di buono era rimasto creando un disamore intorno alla squadra. L’anno scorso abbiamo vinto una sola partita, il tifoso così si allontana, quando si perde chi non ce l’ha nel cuore cerca rifugio altrove, è più che comprensibile. Siamo passati da 1000 presenze allo stadio a qualcosa come 300 o 400, una cosa che fa davvero male al cuore. Siamo però fiduciosi per quest’anno, se cominciamo a vincere qualche partita i tifosi rientrano allo stadio ne sono certo».
Clima di positività portato da Patrizia Testa, dal suo entusiasmo, dall’amore per una squadra e per una città che è già riuscito a fare breccia nei tifosi: «Patrizia Testa sta ripartendo bene, è entrata in una fase nuova, è tifosa ed è di Busto e questo basta per darle credito. Purtroppo si è trovata una squadra distrutta, c’è tutto da ricostruire, è ripartita totalmente da zero ed è importante che non rimanga sola, tutti noi ci auguriamo che qualcuno di Busto si avvicini e le dia una mano perchè lei, veramente, aveva davanti il nulla o forse peggio, le macerie».
Guai a fare polemica quindi, bisogna stare vicini alla squadra anche in modo concreto e la campagna abbonamenti arriva a pennello in tal senso: «Ho sentito di polemiche sterili sugli abbonamenti, ma di cosa stiamo parlando? 7 euro a partita? 8 euro a partita? Quello che dico a tutti è che, al di là del fatto che mi sembra una cifra accettabile, anche se si dovesse dare qualche euro in più sono euro usati per la crescita della Pro Patria. Stop alla botte piena e alla moglie ubriaca, rimbocchiamoci le maniche e diamo una mano noi per primi alla rinascita di questa gloriosa squadra».
Non solo tifosi però, siamo andati a parlare anche con le istituzioni trovando la disponibilità del già assessore Alberto Armiraglio che non nasconde l’entusiasmo per il nuovo corso a firma Testa: «Siamo contenti per il fatto che la società sia tornata in mano a persone di Busto, purtroppo le retrocessioni e il calcio scommesse non hanno aiutato la piazza ad avvicinarsi nell’ultimo periodo ma siamo pronti a supportare la dirigenza in un lavoro a 360 gradi che torni a coinvolgere i vecchi tifosi ma anche quelli nuovi, quelli che potranno scoprire una Pro Patria bella come un tempo».
Contatti da altri imprenditori per aiutare la concretizzazione del progetto? «Qualcuno si è avvicinato ma ogni tipo di contatto è stato rimandato a dopo le ferie, speriamo che si possano concludere positivamente. Nessuno ha chiuso la porta in faccia, e questo è già un primo punto positivo, ma ci sono diverse cose da vedere e capire. Ultimamente c’è stata troppa anarchia, Patrizia Testa invece è ripartita dalle basi, con tutto quello che serve alla società, dirigenza inclusa, e questo è il miglior punto di partenza che si potesse auspicare».


Ovunque guardavi vedevi un uomo della società. Massimo Tribuzio, in tribuna, vigilava che gli addetti ai lavori avessero la distinta con le formazioni, dopo che erano andate esaurite per un overbooking di richieste dei tifosi. Beppe Gonnella prima in panchina e poi in sala stampa si impegnava affinchè tutto andasse bene con il solito fervore. Seduta vicina a mister Bonazzi, ecco la presidente Patrizia Testa che nel dopopartita partecipava attivamente all’incontro con la stampa.Sullo sfondo ecco apparire il direttore generale Asmini, mentre il sempre discreto Tiburzi occupava una sedia della platea. Persino il "Bruno" è tornato al suo posto. Troppa grazia sant’Antonio ci verrebbe da dire dopo che per molto tempo si è dovuti convivere con presenze fantasma, ombre di personaggi in cerca d’autore o non identificati protagonisti di vicende da dimenticare. In campo, giocatori che danno del tu al pallone, dopo i molti del recente passato che non avevano mai preso confidenza con il pallone. La gente sugli spalti finalmente con il sorriso per aver ritrovato la vera Pro Patria.Santana, Di sabato, Pedone, Mauri, hanno finalmente saziato la fame di calcio vero del popolo tigrotto, i giovani tutti hanno fatto capire di voler sfruttare l’occasione di indossare una maglia storica.La passerella sotto la curva dritta dello Speroni ( ultima anomale normalità rimasta)è stata meritata e crediamo che sia bastata per far venire un brivido di emozioni ad un gruppo di ragazzi che vivranno una splendida stagione in quel di Busto, dimenticandosi e facendoci dimenticare la serie D.Qui, la passione è da serie A e lo Speroni da ieri in poi tornerà ad essere un catino bollente. Sarà difficile per tutti portare a casa la pelle senza scottarsi.
Bentornata a casa Pro Patria!

MONZANI: 6
Svolge compiti di normale amministrazione, non  impegnato dagli avanti sestesi passa un caldo pomeriggio di tranquillità

TONDINI: 6 -
Troppo timido nelle due fasi e a volte non preciso nella lettura dei movimenti di compagni e avversari.

BARZAGHI: 6,5
Secondo mister Bonazzi potrebbe dare molto di più, ma il suo esordio ha mostrato qualità e quantità

ZARO: 6
Nonostante la giovane età ha esperienza per essere considerato un veterano per cui da lui ci si aspetta valore aggiunto. Non sbaglia quasi niente, ma quel quasi andrebbe limato con un po' più di concentrazione.

GARBINI: 6
Mai in difficoltà se non su qualche ripartenza veloce sul finale di partita. Sembra ancora un po' imballato a livello fisico.

SANTANA: 6,5
Parte sulla fascia sinistra e questa scelta lo nasconde un po' dal vivo del gioco. Riportato a centrocampo sul finale orchestra la squadra dandole tempi e metodo.

PEDONE: 7
Gran bel giocatore, signore del centrocampo, ha fisico, tocco di palla e fosforo nel cervello.

DISABATO: 7
Il gemello diverso di Pedone, paga l'occhio che quel suo gioco elegante e da tempo mancante su questi schermi. Manda fuori giri l'intero reparto ospite concedendo al pubblico giocate di grande qualità

BORTOLUZ: 6
Grande e grosso come cerca ancora la miglior condizione fisica, ma il ragazzo con la complicità della divisa nera indossata dalla Pro Patria sembrava un pilone degli All Blacks. Tanta roba!

MAURI:7,5
Un primo tempo scintillante a cui ha fatto seguito una ripresa più spenta. Autore del goal che gli vale un punto in più, dimostra tutte le sue qualità.

DE VINCENZO: 6,5
Partita positiva del giovanotto che si permette di centrare un palo e offrire giocate di buon livello. Crescerà e sarà una bella sorpresa per chi non lo conoscesse già

MISTER BONAZZI: 7
Avverte l'aria di svaccamento nell'ultimo allenamento e non le manda a dire ai suoi ragazzi che si sentono obbligati ad una prestazione riparatoria. Dà sempre l'idea di conoscere perfettamente gli avversari preparando la partita con le dovute cure.


Prima stagionale allo Speroni che più che uno stadio sembrava un forno per via di una temperatura infame che scaldava un ambiente già caldo e pieno di aspettative che, come vedremo, oggi non sono state tradite.

In primis però le emozioni; la prima è stata quella di ritornare a calcare le gradinate dello Speroni lasciate l’anno passato con il groppo in gola per come era andata una stagione mai iniziata. La seconda è stato il momento di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto in Centro Italia le cui immagini di devastazioni sono vive nei nostri occhi. Ricordiamo come l’intero ricavato del match sia andato in favore proprio dei terremotati.

La partita; una Pro Patria pimpante che ancora non ha novanta minuti nelle gambe ma che quando ha ossigeno nei polmoni, e non si accende la spia della riserva, gioca in maniera veramente buona. Una squadra che sa quello che deve fare in campo, che ha finalmente un’idea di gioco con un buon possesso palla che ha contribuito a far dettare lei i ritmi della partita davanti ad una Pro Sesto, data per ottima squadra, ma che oggi non ha risposto alle aspettative. Meglio così!

Parlando dei singoli la coppia Pedone-Disabato si è dimostrata una bella diga in mezzo al campo, De Vincenzi ha dimostrato di essere di essere un giovane dalle grandi potenzialità mentre Bortoluz si sta via via rivelando quel terminale offensivo capace di fare salire la squadra e fare reparto da solo, oltre che fare goal. Proprio da una sua sponda è nata l’azione della nostra rete; forse non bisognava tanto cercare lontano per avere un giocatore di queste caratteristiche invece di uno che, fino a poco tempo fa, ricopriva lo stesso ruolo e ci era stato spacciato per campione ambito pure dalla Serie A (a parziale giustificazione non era stata specificata di quale nazione si trattasse).

I tifosi della Pro quest’anno potranno poi gustarsi un caffè di prima qualità, il “Caffè Mauri”, il migliore oggi in campo e autore del goal vittoria. E’ un caffè dall’aroma forte per palati fini e che ha il grande pregio di svegliare tutti con le sue giocate, sia chi sta sugli spalti e che magari si distrae, sia di riesumare anche le azioni che sembrano oramai perse. Un aroma e un sapore che speriamo ci inebri; un numero 10 che sta mantenendo le aspettative di chi indossa quel numero di maglia. Continua così Mattia!

Come prima allo Speroni non c’è male; dalle prime uscite questa squadra sembra promettere di divertire. Di una cosa però sono certo; non vedremo più certamente partite e atteggiamenti da oratorio, con tutto il rispetto che si possa avere per l’oratorio.

Forza Pro!

P.S. Eguagliato il numero di vittorie casalinghe della Pro nella scorsa stagione in gare ufficiali tra le mura amiche. Invece battuto il record di vittorie totali della intera scorsa stagione in gare ufficiali. Scusate l’humor un po’ british …

ANDREA D’EMILIO

 

 

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La Pro Patria vince la prima partita casalinga del 2016 battendo la Pro Sesto nel secondo turno i Coppa Italia con una prova convincente. Bastano le parole del super tifoso Paolo Chinello che a fine gara commentava che "finalmente si è tornati a giocare a calcio" per sintetizzare l'aria nuova che si respira in casa Pro Patria.
La gara ha visto una Pro Patria brillante nei primi 30 minuti con triangolazioni, movimenti e schemi di buona fattura interpretati da giocatori che amano il possesso di palla e il gioco ragionato che hanno disorientato una Pro Sesto ancora indietro sotto il punto di vista della preparazione atletica, come confermato in sala stampa da mister Delpiano.
Pro Patria con buone individualità come Mauri, Pedone, Disabato, oltre al solito Santana e giovani di prospettiva come Bortoluz e De Vincenzo e il nuovo Barzaghi.
Nella ripresa si è visto Ferraro, nuovo arrivato in difesa, che dovrebbe dare il valore aggiunto al reparto.
In settimana è previsto l'acquisto di una punta esterna per completare l'organico, ma sembra proprio che questa squadra possa dare le giuste soddisfazioni ai tifosi che l''hanno caldamente applaudita a fine match.
Mauri, autore della rete della vittoria in sala stampa si è detto estremamente motivato per cercare la vittoria finale e in casa Pro Patria si cura il dettaglio per centrare il traguardo tanto che dopo l'allenamento di sabato scorso mister Bonazzi ha alzato la voce per un atteggiamento soft di alcuni tigrotti. Insomma, ordine e disciplina ritrovati dopo la vacanza dello scorso anno quando gli allenamenti sembravano quelli del Borgorosso football club.
L'incasso della gara è stato devoluto ai terremotati del centro Italia.
Flavio Vergani

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Dedicato a tutti i tifosi della Pro Patria, a quelli veri, sempre presenti nel bene e nel male.
Dedicato a Giorgio Giacomelli che potrebbe  raccontare ogni istante di questo video. Dedicato a Amedeo Cocco, a Nando Pellegatta, a Giannino Gallazzi e a tutto il grande popolo tigrotto, impossibile da citare tutto, ma tutto importante allo stesso modo
Forza magica Pro Patria!
Flavio Vergani

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Domenica 28 Agosto - ore 16.00-Stadio Carlo Speroni a Busto Arsizio

2° Turno di Coppa Italia dilettanti

Biglietti: in vendita dalle ore 14,30 ai botteghini dello stadio, non serve la tessera del tifoso

Prezzi

Popolari scoperti e Distinti coperti: 5 euro
Tribuna laterale e centrale: 10 euro

L'INTERO INCASSO VERRA' DEVOLUTO AI TERREMOTATI DEL CENTRO ITALIA


Domani alle 16 prenderà il via la stagione ufficiale casalinga della Pro Patria che dopo essersi sbarazzata del Caravaggio affronta la Pro Sesto dell’ex Jacopo Colombo ( d.s dei milanesi)nel secondo appuntamento di Coppa Italia. Una gara che oltre ad avere un forte sapore solidale con la devoluzione dell’incasso ai terremotati, segna l’inizio di una nuova era sportiva piena di  vecchie novità. La Pro Patria ha ritrovato la normalità perduta, una novità che rompe finalmente con il passato, presentandosi ai nastri di partenza con una società non lamentosa, organizzata nei suoi ruoli chiave con professionisti noti, con giocatori di categoria in campo ( con il lusso Santana) e, finalmente, con uno sponsor di spessore sulle maglie. Normalità dei tempi passati che erano diventate anomalie ( le famose anomale normalità o normali anomalie) che per lungo tempo hanno imperato a Busto. Della Pro Patria sono rimaste le ossa, dopo che la carne è stata dapprima sezionata e trapiantata in quel di Reggio Emilia e poi succhiata fino all’ultimo centimetro da chi non ha perso l’occasione per stabilire il record negativo della storia della Pro Patria. La prima vittoria che a qualche nostalgico sta sfuggendo è di essere al via del nuovo campionato con una struttura societaria di livello e con quanto serve per fare calcio. Quale sarà il risultato finale lo dirà il campo, ma almeno si è ritrovata la necessaria serietà e competenza per non essere presi in giro nei campetti di periferia che si dovranno frequentare per espiare le colpe dei padri che ricadranno inesorabili sui figli. Campetti di periferia che porteranno sofferenza, chi pensa di vincerle tutte si metta il cuore in pace per evitare cocenti delusioni.Sarà un vero e proprio inferno e la squadra, seppur potenzialmente costruita per lottare per il vertice, non è certo strutturata come il Parma dello scorso anno in serie D per potersi permettere di vincere a man bassa il girone. Quello che è importante è che il progetto ha finalmente un profilo serio e chi lo sta sviluppando non minaccia di andarsene ad ogni piè sospinto, oppure non mira ad incarichi politici sportivi e neppure vende fumo solo per il fatto di aver un curriculum sportivo importante. Oggi la Pro Patria ha in tutto i suoi ruoli le persone giuste al posto giusto e questo certifica al volontà di fare bene. Altre squadre hanno questa caratteristica e solo una vincerà. Per cui, nulla sarà semplice e scontato, ma se lo scorso anno non si è fatto nulla ( o quasi) per la salvezza, quest’ anno si è fatto tutto per la promozione. E di questo occorre rendere merito fin da subito alla società. Comunque vada a finire.

Flavio Vergani

Come di consuetudine il Pro Patria Club ringrazia chi ha collaborato alla realizzazione della Festa della birra con una cena durante la quale il Presidente Centenaro esprime la gratitudine per il lavoro svolto e per il successo sempre crescente dell'iniziativa.
Quest'anno si è deciso di non effettuare questo momento conviviale destinando il budget che era stato previsto per la cena ai terremotati. La proposta ha trovato l'unanime approvazione del consiglio del club e di tutti gli invitati alla cena che si sono dichiarati del tutto d'accordo con la scelta di questo gesto solidale.
Ovviamente, se qualche tifoso desiderasse aggiungere una propria donazione per tale scopo, lo potrà fare contattando il club. La scelta del destinatario di quanto raccolto sarà accuratissima per avere la certezza che quanto donato andrà a buon fine per un progetto preciso e monitorato di ricostruzione nell'ambito sociale.
Direttivo Pro Patria Club


 Una ventata di gioventù, in campo e fuori. Una pennellata di femminilità che ingentilisce un ambiente a volte fin troppo increspato dagli aliti della polemica, della delusione, della rassegnazione. La nuova Pro Patria ha un profumo diverso, profuma di nuovo e il suo alito è fresco come quello di un neonato. Si è scelto di tagliare il cordone ombelicale che legava al passato e questo è stato un atto di coraggio. In campo e fuori. Scelte radicali che obbligano a rinunciare a tutto, compreso quello che magari si sarebbe voluto tenere. Lo si deve fare per rendere credibile la scelta e certificarne l’aggettivo di radicale. Un po’ come quando di svuota la cantina e si parte con l’idea di rottamare tutto, poi gli affetti, i ricordi e le malinconie segmentano la scelta, con il risultato di riempire lo scaffale tanto quanto lo era prima. La Pro Patria ha svuotato il campo dai giocatori, molti dei quali in altri tempi sarebbero stati graziati dalla scelta, e dietro le scrivanie dove si è scelto di affidarsi a professionisti noti nell’ambiente o conosciuti in società, per via del loro passato tigrotto. Un mix tra gioventù ed esperienza con la prima che potrà beneficiare dei consigli della seconda. Il front office colpisce in modo particolare e rappresenta una grande novità, un taglio netto col passato. Chi in questi giorni si recherà in segreteria per sottoscrivere l’abbonamento troverà Stefania Salmerigo, figlia della presidente Patrizia Testa, nuova press manager, oltre che figura di riferimento dell’area comunicativa della società. Un salto di qualità nell'interpretazione del ruolo con deciso guadagno sotto il punto di vista della presenza. Certamente non un dettaglio se si considera quanto questo aspetto venga curato da tutte le aziende competitive che possono fregiarsi di un marchio importante da valorizzare. La cura della brand identity si coltiva proprio dall'efficacia dei propri testimonial.  Stefania è il “welcome” per chi dopo anni di assenza deciderà di dare fiducia al nuovo corso e subito si accorgerà che questa volta alle parole sono seguiti i fatti. Inutile dire che una mente giovane, oltre ad essere “friendly” con le nuove tecnologie, i social e le moderne forme di “engagement”, porta con sé una forte carica motivazionale ed energia positiva per lo sviluppo continuo. Senza nulla togliere a chi prima di lei ha gestito la stessa area con competenza, passione e professionalità, non si può negare che una “figlia del nostro tempo” possa apportare benefici sotto il punto di vista del marketing comunicativo. Una testimonial credibile anche sotto il punto di vista della visibilità, utile a coinvolgere il cluster dei giovani bustocchi facendoli innamorare dei colori biancoblù. Se la Pro Patria dovrà diventare una moda per i giovani di Busto è obbligatorio che il testimonial sia una di loro. Se poi, questa moda sarà prettamente femminile, o meglio, se la stessa dovesse essere un fenomeno promosso dalle quote rosa per poi allargarlo al segmento maschile, ben venga che il management strategico e tattico sia in mano al gentil sesso. Infine, la presenza della proprietà nella quotidianità societaria firma il progetto di autenticità. Non “dirigenti per caso” in cerca di egoistici scopi individuali con numero di presenze paragonabili a qualche nostro parlamentare europeo, ma una famiglia che ha scelto di adottare la Pro Patria come fosse una figlia. Una donna sola al comando… la sua maglia è biancoblù…il suo nome è Patrizia Testa è un claim che rappresenta la realtà, ma la speranza è che lo stesso perda di attualità per lasciare spazio a uno slogan in grado di premiare il concetto di squadra. Testa è in Testa, ha tirato la volata, ma sotto lo striscione del traguardo finale si dovrà arrivare con un’ammiraglia piena di sponsor in grado di dare energia alla fuggitiva. “Unendo” le forze, per esempio. La Pro Patria è bella, la Pro Patria è femmina, la Pro Patria profuma di nuovo, una fragranza con forte nota di "Testa" che dovrà far perdere la testa a tutti. In campo e fuori. Occorre dare un nome a questo profumo per renderlo perfetto. Il più indicato potrebbe essere "Profumo di Vittoria". Ma, è presto per pensare a questo, prima occorrerà vedere come funzionerà la nuova formula. Accontentiamoci di sentirlo nell'aria...che è tutta un'altra aria rispetto al tanfo del passato e questo per ora basta.
Flavio Vergani
 
 
 

Flavio Vergani

Bella iniziativa concordata da Pro Patria e Pro Sesto che devolveranno l'intero incasso della gara di Coppa Italia in programma domenica a Busto ai terremotati.
Un' iniziativa spontanea promossa dalle due società , conferma Stefania Salmerigo, responsabile dell'area comunicazione della società bustocca, che precisa anche i prezzi dei biglietti della gara:
Popolari scoperti e distinti coperti: 5 euro
Tribuna centrale e laterale: 10 euro.
Insomma, il derby delle due "Pro" avrà un terzo" pro solidale e questo da un significato ancora più bello alla prima gara ufficiale dei tigrotti allo Speroni.
Flavio Vergani

 


Il secondo impegno stagionale della Pro è alle porte; domenica infatti i tigrottI dovranno vedersela con la Pro Sesto, un’altra Pro che non ci fa battere il cuore come la nostra ma che lo farà pulsare lo stesso per le emozioni che si sperano di vedere in campo, visto che poi è sempre stato un avversario ostico.

Sarà anche la prima ufficiale tra le mura amica dello Speroni che aspetta un restyling a livello di tifo e di partite visto lo scempio della passata stagione. Lo stadio spera fin da domenica di rivedere una squadra degna di questo nome ma soprattutto di risentire riecheggerà le urla di gioia che da molti anni sono diventate un pallido ricordo e che risuonano oramai come le voci dei fantasmi. La voglia è quella di riscrivere, fin da subito, una storia vincente e degna del passato.

In settimana non poche cose sono successe in casa Pro Patria; nuovi giocatori ma soprattutto l’arrivo della sponsorizzazione della Unendo Energia, realizzando così quella unità sportiva tra le realtà territoriali di Busto, quale calcio e pallavolo, che si auspicava nei cuori dei bustocchi che ancora pulsano d’amore per la propria città. Non è vero quindi che le tigri e le farfalle non possano convivere assieme; sarò bello pensare che il nostro felino non sarà più solo ma avrà una compagna con cui condividere il suo viaggio.

La strada imboccata è quella giusta, quella che tutti noi sognavamo; oramai tutte le “scuse” per non seguire la Pro Patria cadono di giorno in giorno. Non ci sono più scuse; già da domenica speriamo che tanti bustocchi tornino ad occupare gli spalti dello Speroni.

Forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

Unendo energia sposa il progetto Pro Patria diventando main sponsor dei tigrotti. È Giuseppe Pirola, presidente dell'azienda energetica, a confermare l'avvenuto matrimonio dopo qualche mese di avances da parte dell'amministrazione comunale uscente e da parte di Patrizia Testa. Unendo, che già da anni ha sposato il volley locale affiancando il proprio brand a quello di Yamamay, ha voluto essere presente sulle maglie della Pro Patria definita da Pirola come " storia"del calcio per ampliare lavisibilità del marchio sul territorio. Un segnale importante che potrebbe dare avvio ad altre collaborazioni utili per rilanciare la Pro Patria.
Flavio Vergani

La nostra prossima rivale ha una storia lunga come quella tigrotta.
Fondata come Alzano Lombardo nel 1909 e poi in seguito rinominata come Alzano Cene, vede il suo primo vero impegno fuori dall’ambito dilettantistico nel dopo guerra. Nel 1946-47 disputa infatti il suo primo campionato di serie C. Tra gli anni 50 e i fine 70, un altalenarsi di vittorie e sconfitte, la porta costantemente a partecipare a vari campionati tra la prima e la terza categoria. Promozioni e retrocessioni in questo periodo sono una costante per l’Alzano. Nel successivo decennio un nuovo progetto calcistico porta questa squadra a divenire una realtà del suo territorio molto importante e con una reputazione davvero gloriosa. Raggiunge la promozione in prima categoria dopo la stagione 85/86. Nel 1990 il nuovo stadio raccoglie un bacino d’utenza maggiore e l’Alzano proprio in quel decennio arriva al raggiungimento della promozione in Eccellenza.  Dopo tre anni di caduta libera, dalla serie C1, raggiunta con notevole bravura, alla serie D, una nuova dirigenza nel 1993 decide di fondersi con il Virescit Boccaleone. Due forze si uniscono e da quel momento il Football Club Alzano Virescit, prende forma divenendo una compagine davvero molto forte sia sul piano del gioco sia nell’ambito finanziario. Dalla serie D, alla B in meno di sei stagioni. Tra le fila dei nero bianchi ,nel campionato cadetto, arrivano Marco Asara,(che diverrà un tigrotto poco anni dopo) e ilò bravissimo Matjaz Florijancic. Armando Madonna, oggi tecnico del team, faceva parte anch’esso, di quella squadra in serie B. Una nuova altalena di emozioni negli anni successivi porta l’Alzano Virescit nella serie C2 dopo solo tre campionati. Uno in B e due in C1. Nel 2003 la squadra prende il nome di FC Alzano  Cene 1909 in memoria del suo anno di fondazione. Una nuova dirigenza prende il comando e partendo dal fallimento della Virescit, (caduta in eccellenza),  conquistando immediatamente una promozione in serie D. Nella stagione seguente, perdono i play-off per la serie C1 dopo un discreto campionato.  Nell’anno del centenario la squadra festeggia con varie manifestazioni.  Un torneo con le vicine Atalanta e Albinoleffe decreta la fine dell’anno del le celebrazioni che durano ben nove mesi. Dopo quattro anni passati nei dilettanti, la squadra di Bergamo retrocede in Eccellenza dopo aver perso i play out con il Borgomanero.  Nell’anno successivo una ultima fusione vede L’Alzano, unirsi con l’Aurora Seriate. Da questo sodalizio si arriva fino ad oggi. Il nome scelto è l’odierno Virtus Bergamo 1909 Alzano Seriate. Nell’ultimo campionato li vede conquistare, una salvezza non del tutto tranquilla disputando 38 match, 12 vinti 9 pareggiati e ben 17 persi, con 43 gol fatti e 60 subiti. Alla fine sarà un sedicesimo posto , cioè ultimo prima dei play out, che è stato raggiunto a pari merito della Bustese Roncalli,  non senza troppe difficoltà. 
I suoi giocatori migliori:
L’attaccante Giovanni Amodeo, girovaga punta,  ex tra l’altro di grandi squadre come Trapani, San Marino e Carpi. Uno che ha all’attivo ben 182 gol in meno di 15 anni di carriera, con ben 60 reti nelle ultime tre stagioni con varie maglie.
Il centrale Michele Magrin ex di Monza , Seregno e Bellinzago.  Con le sue 303 presenze tra lega pro e D, è un vero e proprio perno della Virtus.
Gaetano Porcino, classe 88, è un attaccante non troppo prolifico ma comunque da considerarsi una buona pedina nello scacchiere Bergamasco. È stato uomo assist in parecchie partite.
Il difensore scuola Milan, Davide De Angeli, 237 presenze nei dilettanti ne fanno un “maestro” di questa categoria. Arrivato dall’Olbia quest’anno per migliorare la retroguardia della Virtus.
L’allenatore 
Armando Madonna è stato una brava e famosa ala destra, da giocatore ha vestito le maglie gloriose di Atalanta e Lazio, prima di divenire la bandiera dell’Alzano dalla serie B fino alla D. Da tecnico è stato per due stagioni tra le file degli allievi della stessa Alzano, per poi passare all’Albinoleffe. Qui la sua prima esperienza da allenatore di una prima squadra. Passa a guidare negli anni successivi,  Piacenza, Livorno e Portogruaro. Torna all’Albinoleffe nella stagione 2013/2014. Dal 2015 è il tecnico della Virtus Bergamo.  Ama giocare spesso con un 4-2-3-1, molto tecnico, ma non disdegna anche i moduli tradizionali, quali il 4-4-2 e il 4-3-3.
(Simone Merlotti)

Dario Scuderi, terzino classe 1998, è un giocatore della Pro Patria. Scuderi è un giovane di prospettiva ambito da diverse società giunto a Busto grazie ad un colpo da maestro del direttore sportivo Turotti. Benvenuto Dario.

Un torrido sole in quel di Casorate e l’ora (15:30) poco incline ad un allenamento di calcio, visto la stagione.
Si sta provando forse anche il “fattore clima” nel lungo cammino che vede i tigrotti verso il loro esordio di campionato di domenica prossima.
Solo in due siamo ad assistere oggi all’ allenamento io e un giornalista della Prealpina.
Pochi ma buoni!
Mi accosto per captare la sua lunga intervista con il nostro DS Turotti e scopro che domani ci sarà una nuova faccia tra le fila bianco-blu.
Il nome non è stato pronunciato, ma dalle parole del DS, dovrebbe provare con la Pro, un attaccante, o qualcuno del reparto offensivo.  Tra Bortoluz e Cappai ci sarà un terzo tigrotto per lo maglia di punta?
Turotti è alla ricerca di una seconda pedina bianco-blu da inserire in rosa.
Questa secondo giocatore credo che metterà la parola fine al mercato della Pro.
Sia io che il bravo giornalista cerchiamo di capire chi mai possa essere.
Turotti non si sbilancia, però ci fa intuire che per forza non debba essere solo “italiano”.
Un arrivo “straniero” come quello di Santic e Andreasson.
Intanto oggi si è provato schemi prettamente offensivi con il mister che, coadiuvato da Santana, ha gestito triangolazioni e tiri incocciati. Il mister prova e riprova lo stesso schema con le punte che si alternano al tiro, quasi sempre su assist del nostro capitano.
Schemi che prevedono scambi velocissimi e scatti sulle fasce continui, una Pro insomma fatta di muscoli e polmoni.
Si vuole probabilmente gestire col Bergamo una partita a trazione anteriore che ci vedrà attaccare sin dal primo minuto.
Si è rivisto in campo Simone Vernocchi, che però si allena con i tigrotti solo per mettersi in forma. Il ragazzo è ancora alla ricerca di una squadra.
Me ne vado dopo quasi due ore di attenta osservazione.
Il caldo insopportabile si attenua leggermente mentre continuano gli ultimi schemi in quel di Casorate.
P:S
Se volete vedere gli allenamenti, armatevi con ogni tipo di repellente possibile contro gli insetti.
Moscerini, mosche, zanzaroni, vespe e calabroni si alterneranno attorno a voi senza sosta!
Buona serata e sempre Forza Pro!
Simone Merlotti.

La Pro  Patria si rinforza in difesa con Riccardo Barzaghi, terzino classe 1996 proveniente dal Lecco. Intanto, è stata programmata un'amichevole a Casorate  Sempione con l'Uboldese, squadra che milita in Promozione. La gara si svolgerá a partire dalle 17.30.

Pro Patria che passa il turno di Coppa Italia in quel di Caravaggio dove i locali svengono sconfitti per 7-6 ai calci di rigore dopo che, nei tempi regolamentari, era finita 2 a 2 con reti di Pedone e di Mauri, con la Pro per due volte in vantaggio e recuperata entrambe le volte. Ci sarà da lavorare quindi per arrivare al meglio all’inizio del campionato!
Fin qui la mera cronaca fermandomi per rispetto di chi si è fatto i chilometri per andare a vederla (anche se il buon Pedotti, e lui l’ha vista,mi ha fatto capire come Santana sia elemento imprescindibile di questa squadra). Preferisco quindi parlare di sensazioni, cioè di quello che mi lascia questa prima vittoria, eguagliando il numero di vittorie dell’armata Brancaleone della scorsa stagione. Ironia ma questi sono stati gli impietosi numeri … e fermiamoci qua!
Parlando di sensazioni non so chi di voi ha visto il film “Il patriota”, al cui centro della storia vi è la vicenda dell’indipendenza americana. Ad un certo punto del film il figlio del protagonista raccoglie in terra una bandiera americana in condizioni pietose; bucata, sfilacciata, sporca! Il ragazzo prende la bandiera stringendola amorevolmente al petto ma viene redarguito da un soldato che gli urla: “Lascia perdere, è una causa persa!”. Ecco, questi pochi minuti del film mi hanno particolarmente colpito per le similitudini con la nostra recente storia.
Infatti fino a pochi mesi fa la bandiera della Pro Patria versava nelle stesse condizioni; abbandonata a terra, calpestata e umiliata, con nessuno all’orizzonte che sembrava volesse raccoglierla. C’è una persona invece, il cui nome e cognome è risaputo da tutti, che ha avuto questo coraggio; una gran donna che ha fatto lo stesso gesto del ragazzo del film raccogliendo e stringendo al petto quella bandiera che, non solo per lei, significavaqualcosa. E se nella pellicola era solo la voce di uno sparuto soldato che consigliava di lasciare perdere, qui le voci erano molteplici seppur magari,chi fino a poco tempo fa lo diceva a pieni polmoni, ora fa “l’indiano”.
Questa donna sta facendo quindi come il ragazzo del film; anch’ella infatti, dopo aver raccolta quella bandiera, l’ha ricucita, ripulita e nuovamente issata accollandosi, senza non pochi sacrifici, la “causa” che,come primi frutti, sta riportando dignità e onore ad una piazza violentatanegli scorsi anni nella propria passione.
E’ solo l’inizio certo, non c’è da montarsi troppo la testa ma le sensazioni buone che il vento sia cambiato continuano ad essere confermate. Una cosa però è certa; la nostra bandiera è stata ricollocata al posto che le spetta e sta tornado a sventolare sul cielo di Busto. A noi aiutare chi è riuscita a issarla nuovamente sul pennone riapPROpriandoci del nostro destino.
ANDREA D’EMILIO

La Pro Patria non vive la crisi del settimo risultato utile e vince, seppur ai calci di rigore, il primo turno di Coppa Italia con il Caravaggio. Dopo il due a due dei tempi regolamentari con reti di Pedone e Mauri, i tigrotti si dimostrano più bravi gli avversari dagli undici metri portando a casa il passaggio,del turno. Pro Patria con molti assenti in difesa è ancora sul mercato in cerca di un bomber, per cui è presto per i giudizi tecnici, certo è che sette vittorie su sette incontri dicono che la squadra ha una struttura interessante, seppur bisognosa di un lifting finale.
Domenica prossima esordio casalingo con la Pro Sesto nel secondo turno di Coppa Italia.

Caravaggio-Pro Patria: 6-7 dopo calci di rigore (0-1; 2-2)

Marcatori: Pedone (P) al 2'pt, De Angelis (C) al 20'st, Mauri al 32'st, DelCarro A. su rigore al 45'st
CARAVAGGIO: Pala, DelCarro A., Pelizzari, Lamesta, DelCarro F, Buzhala, Baldrighi, Pesce, De Angelis (dal 33'st Gabellini), Crotti (dal 39'st Bontempi), Sonzogni (dal 33'st Ubizzoni)
A disposizione: Seveso, Teoldi, Legramandi, Nicolosi, Comandulli, Zaffino. Allenatore: Marco Bolis
PRO PATRIA: Gionta, Tondini, Veroni (De Vincenzi), Angioletti (dal 21'st Zaro), Disabato, Garbini, Santana, Pedone, Cappai (dal 21'st Bortoluz), Mauri, Arrigoni.
A disposizione: Monzani, Marcone, Palmieri. Allenatore: Roberto Bonazzi.
ARBITRO: Marco Ricci di Firenze (Abantuono, Razvan)

Ripartire da Caravaggio, ripartire sempre con una fede incrollabile, non importa quante volte scossa.
Per non mischiare sacro e profano visto che andiamo in un luogo di un importante santuario, chiamiamola fiducia. E questo primo turno di Coppa Italia in terra bergamasca la racconta tutta, nelle aspettative e nella trepidazione del popolo tigrotto. Per molti c’è tuttora aria di ferie, qualcuno si sta godendo ancora le meritate vacanze, ma il pensiero e le conversazioni vanno lì, al chiudo fisso: alla Pro Patria, alla ripresa della stagione, al primo test della Coppa Italia e al campionato che si aprirà. Chi se ne frega se senza derby: ci siamo noi, basta e avanza, e vogliamo cambiare in fretta scenario. 
Siamo in serie D, ma non si vede. E se qualche consueto rompiscatole gracchierà “Si vedrà nei  numeri allo Speroni”, gli rispondiamo… No anzi, non gli rispondiamo affatto.
La fiducia non è un azzardo. Non è solo legata alla passione. Questa volta abbraccia il progetto che c’è dietro, dentro questa stagione e ci vuole credere con una razionalità nuova.  Vede fatti e altri ne vuole vedere, in campo. Perché tutto è stato orchestrato a dovere –e a duro prezzo – perché la musica sia quella giusta.
C’è solo un buco nero in quest’avventura che si apre. E purtroppo anch’esso si lega alla consuetudine: la Busto che non segue, non con il tifo, bensì con il sostegno concreto al progetto Pro Patria dell’era Patrizia Testa. La Busto che “ci  sono altre cose a cui pensare, ben altre necessità”. Come se un progetto serio che coinvolge i giovani e il pallone, in un mondo dai valori dello sport feriti profondamente non rientrasse tra le necessità.
Ma siamo così folli – e qui sì, entra in campo la passione – da pensare che qualche bustocco si sveglierà. In caso contrario, faremo la Rossella O’Hara di turno: ci penserò domani, qualcosa ci inventeremo. Oggi deve giocare la Pro.
Marilena Lualdi
Giornalista de “La Provincia"


Eccoci qua … finalmente domenica inizia ufficialmente la nuova stagione agonistica della nostra Pro Patria! 
Quanto è stato atteso questo giorno da tutti noi; non solo per il semplice fatto di essere “malati di Pro” ma perché non si vedeva l’ora di cancellare l’onta della passata stagione. Mai e poi mai si era vista una squadra del genere, neppure nei peggiori incubi; quello che più lasciava allibiti era la “mollezza” messa da chi scendeva in campo che, a parole, erano come Garibaldi nella campagna nel regno delle Due Sicilie ma che poi, nei fatti, erano peggio del generale Custer a Little Big Horn. Una vera e propria violenza al nostro tifo, alla nostra dignità e alla nostra passione da parte di chi doveva portare la nostra bandiera ma che poi non l’avevano mai tirata fuori dal ripostiglio! Danneggiando non solo la squadra ma una città intera dato che Busto e Pro Patria sono in simbiosi, seppur negli ultimi tempi questo legame pare essersi affievolito! Speriamo anche qui in una ripresa...
Non pensare più a quella stagione è giusto e doveroso ma resettare tutto proprio no; se ci ricordiamo delle vittorie ci dobbiamo rammentare anche di questi momenti perché è proprio nel dolore che si cresce, s’impara e non si ricasca negli errori del passato … se ci saranno momenti difficili, anche se ci auguriamo di no, se avremo voglia di lamentarci nessuno lo impediràa patto che si resti nel “sensato” e non “nell’insensato”, ricordandosi poi dove si era fino a poco tempo fa.
Non bisogna nemmeno resettare quanto è successo a livello societario; senza fare nomi e cognomi sappiamo chi dobbiamo ringraziare se respiriamo ancora e di chi ci dobbiamo fidare, cioè di chi progetta amando la Pro, parlando poco (e cioè il giusto e non a vanvera) e che fafatti rispetto a chi ha parlato tanto ma non ha fatto nulla. Sì una cosa l’hanno fatta; ci hanno fatto del male!
Infine la nostra nuova compagine, formata a quanto sembra da giocatori validi, deve resettare le “sette bellezze” collezionate nelle amichevoli fino ad ora disputate; anche qui non bisogna cancellare tutto bensì trarre quelle motivazioni per partire al meglio, consapevoli dei propri mezzi e della propria forza mostrata in queste prime partite e che, da domenica, non si “scherzerà” più. Non bisogna fare l’errore di montarsi la testa per delle vittorie in amichevoli che, a conti fatto, non portano un tubo a livello di stagione, se non quelle cose che ho elencato prima. Forza ragazzi!
Infine un in bocca alla tigre al nostro capitano Mario Santana; sulle sue spalle grava una grandissima responsabilità che, oltre a quella della fascia, è di “età”, essendo il più maturo del gruppo e quindi faro dei giovani che guarderanno a lui come un esempio, sulle cui qualità c’è da mettere la mano sul fuoco. Primo capitano straniero della nostra storia (almeno di un mio clamoroso svarione dovrebbe essere così, correggetemi se mi sbaglio), certamente non vorrà sfigurare.
Domenica quindi non si scherzerà più: speriamo finalmente di aprire un nuovo capitolo della nostra storia, sperando che sia sereno ma soprattutto vittorioso! Senza dimenticare il passato … 
Forza Pro!
ANDREA D’EMILIO

La Pro Patria cala l'asso portando in rosa Salvatore Ferraro difensore con oltre 300 partite in Lega Pro. Ferraro, scuola Inter, ha assaporato il calcio di serie A ed europeo con presenze in età giovanile per poi essere punto fermo di San Marino, Lumezzane, Grosseto, Catanzaro, Pavia, Benevento, fino alla promozione in serie B con la Ternana. Lo scorso anno ha collezionato 27 presenze con 2 reti nel Tuttocuoio.
Un giocatore di grande esperienza con i suoi 33 anni che sarà il punto di riferimento per gli schemi difensivi di mister Bonazzi. Benvenuto a Salvatore.

Domani alle ore 17 a Casorate Sempione, amichevole con la Sestese che milita nel campionato di Eccellenza.

Solo per aprire la stagione del tifo,visto che le vacanze sono finite. 

Ci vediamo a Caravaggio!

Forza tigri
Beniamino Cataldo


Con il primo turno di Coppa Italia previsto per domenica prossima a Caravaggio avrà inizio la stagione ufficiale della Pro Patria. Sarà serie D, una categoria con troppe squadre sconosciute per essere considerata una C2, ma al contempo una categoria con troppe squadre con un passato glorioso per essere considerata una serie D. Categoria ibrida, un girone dell’inferno dantesco ove lottano i peccatori, ossia chi è arrivato quaggiù per colpe gravi e imperdonabili, mischiato a chi è nato disperato e cerca un’occasione per vendicarsi del destino prevalendo sui forti retrocessi. La Pro Patria non sarà con i cugini lilla e i biancorossi di Calzi e Ferri e questa realtà ha una duplice lettura. Due rivali in meno per la vittoria finale, ma anche quattro partite in meno da preparare con gli occhi da tigre. I derby impegnano tutta la settimana a livello fisico e psicologico tenendo alta la pressione. Diverso è preparare gare come con il Caravaggio o lo Scanzorosciate. E, qui nasce un mare di rischi. I più anziani si ricorderanno di come andavano a finire le trasferte con la Virescit Boccaleone, l’Alzano, Il Bolzano, la Benacense o il Trento. Campi difficilissimi di squadre spesso composte da giocatori ad alta identità territoriale. Paesi che utilizzavano la squadra di calcio come strumento per riscattarsi da una realtà anonima e a bassa visibilità. L’aria che si respirava in quei campi era elettrica e non ci voleva molto a capire che in campo e fuori ci si preparava alla madre di tutte le partite. Soprattutto, quando l’avversario si chiamava Pro Patria, un’occasione storica per scrivere una pagina indimenticabile sul libro dei ricordi. Quante batoste e sofferenza doppia per i tifosi che spesso si accostavano a queste trasferte con la ferma convinzione di far valere il blasone dei biancoblù. Non è quasi mai bastato nel passato e sicuramente non basterà nel  futuro. Uno degli avversari più forti della Pro Patria sarà la Pro Patria stessa. Solo se sarà in grado di svestirsi del suo glorioso passato e del suo blasone e saprà calarsi nel ruolo della provinciale in cerca di un’impresa si sarà compiuta metà dell’opera. Da non dimenticare che oltre alle citate squadre che hanno sempre usato l’arma della grinta e dell’entusiasmo per sopperire alle differenze tecniche, ci saranno squadroni veri e propri come Seregno e, soprattutto, il Monza che partiranno con la ferma intenzione di vincere il campionato. Lo chiamano campionato dilettanti, ma per talune realtà come quella bustocca di dilettantistico non c’è proprio nulla. Come può la parola dilettante far rima con un certo Santana? O con un certo Asmini? O con un certo Turotti? Come è possibile pensare ad una squadra di dilettanti se per emergere dal girone dantesco la dirigenza dovrà mettere mani al portafogli per circa 800 mila euro? La serie D è una campionato professionistico vestito da dilettante, inutile nascondersi dietro un dito e la riforma voluta dai vertici federali che ha tolto la serie C2 per poi accorgersi di non avere squadre sufficienti nemmeno per la ex C1 ,ha causato il disastro. Un mare di giocatori disoccupati che cercano  un ingaggio in serie D, ovviamente con stipendio da Lega Pro. Quelli che chiamasi “valore aggiunto” che si affiancano ai giovani obbligatori e a quelli con lo  zainetto sulle spalle. La grande e bella novità è che a Busto quest’ultimi non ci saranno più e questa è la notizia più bella della giornata. Grazie a Patrizia Testa, ma speriamo presto di dover ringraziare qualcun altro, perché il progetto è serio e le persone anche. Per cui le giustificazioni, adesso, stanno a zero. 

Flavio Vergani

La Pro Patria farà il suo esordio in campionato in trasferta affrontando la Virtus Bergamo, squadra che gioca ad Alzano Lombardo, nata dalla fusione tra lo stesso Alzano e il Seriate. La gara è prevista per il 4 settembre alle ore 15.00.  Sette giorni più tardi ecco arrivare allo " Speroni" il Lecco. Poi, trasferta a Caravaggio e quindi big match con il favoritissimo Monza di mister Zaffaroni, indimenticabile ex tigrotto. Previsti due turni infrasettimanali: uno all’andata, in concomitanza con la festività dell’Immacolata dell’8 dicembre (Pro Patria-Scanzorosciate); l’altro il 13 aprile (Pro Patria-Levico Terme). Giornata di sosta il 12 marzo, mentre per le festività natalizie la pausa è prevista dal 19 dicembre al 7 gennaio.


Ecco il calendario completo.

1 GIORNATA ANDATA 4/9/16 RITORNO 8/1/17
Virtus  Bergamo - Pro Patria
2 GIORNATA ANDATA 11/9/16 RITORNO 15/1/17
Pro Patria - Lecco
3 GIORNATA ANDATA 18/9/16 RITORNO 22/1/17
Caravaggio - Pro Patria
4 GIORNATA ANDATA 25/9/16 RITORNO 29/1/17
Pro Patria - Monza
5 GIORNATA ANDATA 2/10/16 RITORNO 5/2/17
Pro Patria - Ciserano
6 GIORNATA ANDATA 9/10/16 RITORNO 12/2/17
Virtus Bolzano - Pro Patria
7 GIORNATA ANDATA 16/10/16 RITORNO 19/2/17
Pro Patria - Ciliverghe Mazzano
8 GIORNATA ANDATA 23/10/16 RITORNO 26/2/17
PontIsola - Pro Patria
9 GIORNATA ANDATA 30/10/16 RITORNO 5/3/17
Pro Patria - Seregno
10 GIORNATA ANDATA 6/11/16 RITORNO 19/3/17
Grumellese - Pro Patria
11 GIORNATA ANDATA 13/11/16 RITORNO 26/3/17
Pro Patria - Dro
12 GIORNATA ANDATA 20/11/16 RITORNO 2/4/17
Cavenago Fanfulla - Pro Patria
13 GIORNATA ANDATA 27/11/16 RITORNO 9/4/17
Pro Patria - Pergolettese
14 GIORNATA ANDATA 4/12/16 RITORNO 13/4/17
Levico Terme - Pro Patria
15 GIORNATA ANDATA 8/12/16 RITORNO 23/4/17
Pro Patria - Scanzorosciate
16 GIORNATA ANDATA 11/12/16 RITORNO 30/4/17
Pro Patria - Olginatese
17 GIORNATA ANDATA 18/12/16 RITORNO 7/5/17
Darfo Boario - Pro Patria


Un piccolo “bigino” per orientarsi in questo girone B della Serie D che la Pro Patria dovrà affrontare, conoscendo un po’ le realtà che avremo davanti.
CARAVAGGIOcittà in provincia di Bergamo nota soprattutto per il famoso santuario dove proprio la squadra, nel prato del porticato del famoso luogo religioso, iniziò a giocare. L’anno passato hanno chiuso il campionato al 17° posto. I colori sociali sono il bianco e il rosso. L’allenatore è Marco Bolis
U.S.D. CISERANOdi Barbaiana di Lainate, in provincia di Milano, fondati nel 1951dalla stagione 2014-2015 milita nel campionato di D. I colori sociali sono il rosso e il blu. La squadra è allenata da un ex Pro Patria, e cioè mister Aldo Monza.
GRUMELLESE: di Grumello del Monte, in provincia di Bergamo, ha chiuso l’anno passato all’11 posto. I colori sociali sono il giallo e il rosso. Sono l’ex squadra dei nostri Simone Angioletti e di mister Bonazzi. L’allenatore è Giuliano Melosi.
MONZA: qui direi che c’è poco da dire, dato che li conosciamo “abbastanza”. L’allenatore è il nostro grande ex Marco Zaffaroni che militò nella Pro Patria dal 2000 al 2004. Tra le sue fila anche l’ex Andrea D’Errico. 
PONTE SAN PIETRO ISOLA: rappresenta la fusione di tre realtà della provincia di Bergamo, e cioè Ponte San Pietro, Terno d’Isola e Chignolo d'Isola. Militano in D dal 2009. I colori sociali sono il bianco e il blu. L’allenatore è Giacomo Turioni
SEREGNO: città in provincia di Monza e Brianza. Il colore sociale è l’azzurro. Dal febbraio 2016 è entrato a far parte del settore giovanile, come preparatore dei portieri, il noto opinionista televisivo locale Vito Elia (permettetemi la nota di “colore”). L’allenatore è un altro nostro ex, Matteo Andreoletti, che difese la porta della Pro Patria dal 2010 al 2012.
CAVENAGO FANFULLA: di Lodi. Prendono il nome dal celebre condottiero Fanfulla da Lodi che partecipò alla disfatta di Barletta. I colori sociali sono il bianco e il nero. L’allenatore è Alexandro Dossena
DARFO BOARIO: di Darfo Boario Terme, in Val Camonica, in provincia di Brescia. Sono tornati in D l’anno passato vincendo 12 su 13 partite nel girone di ritorno. I colori sociali sono nero e verde. L’allenatore è Ivan Del Prato.
LECCOanche loro, come il Monza, sono una nostra vecchia conoscenza. Pure loro hanno tentato fino all’ultimo il ripescaggio. Squadra di Paolo Vignal, ex tigrotto.L’allenatore è Stefano Cuoghi.
OLGINATESE: di Olginate, in provincia di LeccoLo scorso campionato di D hanno chiuso al sesto postoI colori sociali sono il bianco e il nero. L’allenatore è Fabio Corti. 
VIRTUS BERGAMO: la sede è a Ceno ma rappresentano le città di Alzano Lombardo e Seriate, tutte località nel bergamasco. Società pluricentenaria (nelle sue varie fusioni è confluito il Virescit), i colori sociali sono il bianco e il nero. L’allenatore è l’esperto Armando Madonna.
CLIVERGHE MAZZANOCliverghe è una frazione del comune bresciano di Mazzano. I colori sociali sono il giallo e il blu. Purtroppo in questo caso sono riuscito a reperire solo queste pochissime informazioni. Chiedo scusa.
DRO: si trova (ahinoi) nella provincia autonoma di Trento. Ha chiuso al dodicesimo posto lo scorso campionato di D. I colori sociali sono il giallo e il verde. L’allenatore è Cristian Soave. 
LEVICO: anch’esso geograficamente situata come il DroI colori sociali sono il giallo e il blu. E’ tornato in D due anni fa dopo 32 anni d’assenza. L’allenatore è Marco Melone. 
PERGOLETTESE: la squadra di Crema ha incrociato diverse volte il cammino della Pro. I colori sociali sono il giallo e il blu. L’allenatore è Pierpaolo Curti; in passato è stata allenata anche dall’ex juventino Tacchinardi.
SCANZOROSCIATE: in provincia di Bergamoha vinto il suo scorso campionato d’Eccellenza in maniera inaspettata. I colori sociali sono il giallo e il rosso. L’allenatore è Nicola Valenti. 
VIRTUS BOLZANO: altra trasferta in Trentino! E’ una società recente nata dalla fusione di due realtà del luogo, e cioè l’F.C. Bolzano e l’A.S. Virtus Don Bosco. I colori sociali sono il verde e il bianco. L’allenatore è Luca Lomi.
ANDREA D’EMILIO