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Le foto sulle pareti della cameretta hanno sostituito quelle di Anania e di Tramezzani. La ragazza cresce i gusti cambiano ma la passione rimane sempre la stessa. Sveva, tifosa della Pro Patria da sempre, ha ora un solo beniamino: Francesco Giorno. L'altra sera la ragazza
quando sentiva mister Tosi parlare a riguardo del centrocampista bustocco era felice come una Pasqua, anche se siamo a Natale. Diceva il mister: "Giorno è un ottimo giocatore che può giocare in qualsiasi ruolo di centrocampo, anche se lo vedo bene come centrale basso davanti alla difesa. Sveva era d'accordo con il mister, anzi fosse per lei lo farebbe giocare anche in porta pur di vederlo in campo.  

L'altro ieri ci ha lasciati l'ex consigliere del Pro Patria Club Francesco Guerreschi. Aveva 70 anni. L'ultimo saluto avverrà questa mattina alle ore 10,45 nella chiesa di Sant' Edoardo. Il Pro Patria Club è vicino ai famigliari in questo triste momento inviando le più sentite condoglianze.
Direttivo Pro Patria Club.

L
L''Altovicentino, serie D girone C, è pronto ad accogliere Giuseppe Cozzolino lasciato libero questa mattina dal Delta Porto Tolle Rovigo. L'attaccante aveva ricevuto parecchie richieste in questa fase di mercato, economicamente più vantaggiose rispetto all'accordo coi biancazzurri
 

Rovigo – Giuda, mercenario, il più dialettale e tipico “palancaro” sono solo alcuni degli epiteti che i tifosi più accaniti del Delta Porto Tolle Rovigo hanno riservato a Giuseppe Cozzolino, l'attaccante che è stato svincolato questa mattina dalla società.
In una nota la dirigenza biancazzurra spiega così le ragioni della rescissione dall'attaccante che aveva totalizzato 16 gol da inizio campionato fino adesso: “è un giocatore di grande valore, che ha sempre bisogno di stimoli nuovi, e dopo le numerose richieste arrivate  con l'apertura del mercato, a seguito delle ottime prestazioni, il giocatore non aveva più la tranquillità che serve alla nostra società in questo momento”. 
Una tranquillità che ora Cozzolino troverà nell'Altovicentino del fumantino presidente Rino Dalle Rive, che non ha problemi a spendere per raggiungere l'obiettivo di vincere la serie D. Dai numeri e dai pretendenti in rosa non pare che il Delta torni sul mercato per tamponare la falla, di abbondanza nel reparto anche senza il bomber ce n'è, domandare a Mattia Baldrocco ed Enrico Gherardi che non vedono l'ora di dimostrare attaccamento alla maglia e le loro qualità, messe da parte fino adesso per lasciare spazio alla punta campana.

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Per la gara di domani (ore 15.00) con il Venezia sono stati convocati i seguenti giocatori:

 -Anderson
- Arati
- Botturi
- Candido
- Cannataro
- Cannoni
- Casantini
- D'Errico
- Gerolino
- Giorno
- Lamorte
- Melillo
- Moscati
- Perilli
- Romeo
- Ryustemov
- Serafini
- Taino
- Terrani
- Zaro

Il libro "Promossa", realizzato per il Pro Patria Club da Flavio Vergani, Luca Cirigliano e Roberto Blanco per celebrare l' ultima promozione della Pro Patria,  trova spazio nella Biblioteca cittadina diventando così testimone del tempo, perpetuando quanto vissuto da questa generazione  a quelle future.
Martedì prossimo alle ore 11 in Biblioteca comunale avverrà la catalogazione ufficiale del libro nel  alla presenza di una rappresentanza del club e dell'amministrazione comunale.
Successivamente verrà donata un copia del libro alle biblioteche di tutte le scuole cittadine in modo che i ragazzi possano conoscere il fascino del biancoblu. Ringraziamo l'assessore allo sport Alberto Armiraglio per quanto fatto a tale proposito
Direttivo Pro Patria Club

Questa Pro Patria in lotta per la promozione in serie B? Questa Pro Patria a soli tre punti dalla capolista? Si, proprio così. I tigrotti se avessero nelle gambe i 90 minuti oggi sarebbero al terzo posto a tre punti dalla capolista Novara. È quanto emerge dalla speciale classifica redatta da Andrea "Statistiche" che tiene conto solo dei risultati del primo tempo. In quella finale la Pro Patria è sempre terza, o meglio, terz'ultima. Che non è la stessa cosa. Magari con un po' di allenamento in più non si dice in serie B ma almeno la salvezza potrebbe arrivare.

CLASSIFICA DOPO I PRIMI TEMPI:

Novara: 31
Pavia: 29
Pro Patria 28
Como: 28
Real Vicenza: 28
Sud Tirol: 24
Venezia: 23
Alessandria: 23
Bassano: 23
Torres: 23
Monza: 22
Feralpi Salò: 20
Cremonese: 19
Arezzo: 18
Lumezzane: 17
Mantova: 16
Giana: 16
Renate: 15
Pordenone: 12
Albinoleffe: 11


Ci piace la schiettezza, forse siamo un po' toscani dentro e ci troviamo bene con chi lo è di natura. Il campo ci dirà il suo valore di tecnico, ma Marco Tosi è una persona che al primo impatto ci è piaciuta. Disponibile a rispondere a tutte le domande con modi aperti e trasparenti. Alla nostra domanda sui motivi per i quali ha scelto Busto non ha dato la solita stucchevole risposta di "essere onorato di allenare una squadra con blasone, storia,  e gloria", ma ha detto che ci sono 1.650 allenatori sul mercato e che a Coverciano, dove sta partecipando ad un corso, gli dicono sempre di prendere la prima panchina che viene offerta". Meglio alla Pro Patria che disoccupato dopo che a Busto avrebbe dovuto arrivare fin dall'agosto scorso. Sul motivo per cui non ha fatto giocare determinati calciatori ha risposto che a lui non piacciono quelli con il passo compassato per cui le scelte andranno in tale direzione. Piaccia o non piaccia l'allenatore è lui, ma almeno noi tifosi sappiamo come la pensa fin da subito. Bovi in panchina ad esempio non lo capivamo dopo che ha assaggiato la serie A. Adesso ce lo ha spiegato. E domani ci sarà anche Lamorte. Il motivo è più o meno lo stesso, anche se il ragazzo sta recuperando dall'infortunio e il passo tornerà.
Ci piace la risposta. Avrebbe potuto dire la solita banalità di essere appena arrivato e dover valutare la rosa. Invece ha già detto chiaro e tondo chi giocherà domani e perché. Cannoni in luogo di Guglielmotti ad esempio. Scandalo?" No, è quello che ho", risponde il mister. Sui rinforzi dice che servono e non si nasconde come spesso accade ad allenatori che temono la propria ombra: "minimo quattro- dice il tecnico- ma spero anche qualcosa in più. Il patron me li ha promessi e io credo nelle persone". Sulle bandiere non ha dubbi: "ho parlato chiaro con tutti, giovani e vecchi. Chi non corre sta fuori. Siamo messi male, non posso regalare il posto a nessuno. Parla il campo e non il curriculum".
Sul passato non si nasconde e non si arrocca come molti che sanno ma non dicono: "questa squadra non ha imparato a giocare insieme, ha solo individualità. Non ha chi si prende la responsabilità di gestire il pallone, ma vedo anche che in settimana si allenavano con poca intensità. Occorre superare la soglia della fatica per avere riserve di energia in partita. Sul mini ritiro che non si potrà fare lo motiva con precisione sindacale: "per legge dobbiamo concedere sette giorni di riposo, per cui lavoreremo molto negli altri. Se le tabelle del nostro preparatore non basteranno a mettere benzina nelle gambe dei tigrotti, vorrà dire che aggiungerò un po' di lavoro straordinario io". Si rende conto che dopo le sfortunate annate di Milazzo e Poggibonsi, qui potrebbe vincere all'Enalotto:" Mi volevano in altra città, ma è sempre sfumato il tutto. Potevo andare a Santarcangelo, squadra che diversamente da quello che dicono altri, ha una buona qualità, andatevi a leggere i nomi che ha in rosa. Qui l'impresa è difficile, stateci vicini e magari ai play out ma possiamo farcela. Dobbiamo fare la corsa su Albinoleffe, Giana; Lumezzane, Mantova e forse Torres". D'Errico? "Se vuole darmi una mano lo può fare, se vuole andare via occorre che ne arrivi uno come lui. La Torres lo vorrebbe? Mi dia Maiorino in cambio...!" Fosse per lui parlerebbe tutta sera e questo ci piace molto. Federica Lancini lo disattiva e con sbrigativa dolcezza lo strappa dalla fauci di Andrea Statistiche. Può bastare così per stavolta. Esame superato mister.
Flavio Vergani

Dopo l'espulsione rimediata a Cremona, Ulizio junior dovrà stare fuori per una giornata, ma mister Tosi potrebbe anche aggiungerne un'altra per punire il comportamento recidivo del ragazzo.
Ma non solo, secondo gli informatissimi agenti segreti presenti nella tifoseria bustocca, il mister potrebbe aver convocato Ulizio senior,  proprio come si faceva a scuola, per far presente la condotta del ragazzo. Ovviamente è solo una ipotesi nata dopo aver visto Tosi e Ulizio senior confabulare al bar Charlotte in orario di happy hour. Chissà cosa si stavano dicendo si chiedono gli "agenti 007"nostrani che ancora non sono riusciti ad organizzarsi per intercettare i dialoghi che stuzzicano la fantasia.
Flavio Vergani

Si è tenuta ieri sera la tradizionale Festa degli Auguri del Pro Patria Club che ha visto la partecipazione di un buon numero di tifosi. Bello vedere la presenza di numerosi volti appartenenti al  club "Il Tigrotto" capitanato dall'inossidabile Sergio Marra e altri tifosi non appartenenti a club organizzati che hanno voluto salutare mister Tosi e i calciatori Gerolino e Cannoni. Presente anche Giovanni Castiglioni, ex responsabile del Tigrottino e ora giornalista di Varese Sport online.
L'assessore allo sport Alberto Armiraglio era presente per conto delle istituzioni cittadine.
Certamente ci si aspettava una partecipazione di calciatori più numerosa e qualificata, ma la sempre inappuntabile addetta stampa Federica Lancini,seppur abbia fatto i salti mortali per riuscire nell'impresa, nulla ha potuto di fronte ai soliti "altri impegni" che hanno reso vana ogni insistenza.
Durante la serata è stato premiato il presidente Roberto Centenaro con un orologio celebrativo della sua seconda passione, ossia la Juventus, regalatogli dai consiglieri del club
Anche il segretario Giancarlo Bacchi ha ricevuto un riconoscimento per l'impegno profuso. Premiata anche la redazione del Tigrottino
Si è avuto modo di conoscere mister Tosi che ha risposto alle curiosità dei tifosi e dopo il tradizionale brindisi si è tenuta una doppia partita di mercante in fiera con mazzo di carte speciale che riproducevano i calciatori della Pro Patria di ogni tempo e altri simboli legati ai colori biancoblu.
Un' idea di Andrea Fazzari anche lui premiato per la fattiva collaborazione con il sodalizio di via Pozzi.
Flavio Vergani







CLICCA E LEGGI IL TIGROTTINO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La sempre precisa e tempestiva Federica Lancini informa che Bovi è out causa malanno di stagione per cui non sarà presente alla Festa degli auguri di questa sera. Al suo posto ecco il giovane Cannoni.

Questa sera alla festa degli Auguri del Pro Patria Club ci sarà anche mister Tosi che risponderà alle domande dei tifosi. Sarà un modo per conoscere il nuovo tecnico e far sentire lui la vicinanza dei tifosi per sostenerlo nella grande impresa.
Non perdetevi questa occasione


Questa sera a partire dalle ore 19,30  nella sede del Pro Patria Club in via Pozzi, si terrà la serata degli auguri di Natale. Sarà presente Federica Lancini, addetta stampa della società Pro Patria con i calciatori Bovi, Gerolino e Zaro.
Dopo il rinfresco verrà proposto uno speciale “Mercante in Fiera”con delle speciali carte da gioco raffiguranti i calciatori della Pro Patria di ogni tempo.

La serata è aperta a tutti, per cui vi aspettiamo numerosi. 

Direttivo Pro Patria Club



Mattinata  di ieri alternativa e ricca di umanità per alcuni ragazzi della Prima Squadra che hanno portato un sorriso ai piccoli ricoverati nel reparto di Pediatria dell’Ospedale di Busto Arsizio.

Matteo Serafini, Matteo Arati, Simone Perilli, Filippo Moscati ed Erik Panizzi, accompagnati dal direttore sportivo Fabio Tricarico, si sono recati nel nosocomio cittadino e hanno fatto visita ai bimbi che stanno vivendo un momento difficile.

I nostri ragazzi hanno portato alcuni giocattoli, e si sono quindi immedesimati nelle vesti di Babbo Natale nel consegnarli ai bambini rendendoli felici e spensierati.

Oltre ai doni per i più piccoli hanno anche consegnato al reparto una maglia autografata, un pallone e diversi altri gadget.

Una bella iniziativa, dunque, che avvicina i colori della Pro Patria al territorio e ha portato un momento di felicità a chi ora ne ha davvero bisogno.


La sorpresa di molti è stata la scelta del mister di far giocare Ulizio a Cremona. Perché sorpresa si chiederebbe un tifoso lontano dalle vicende societarie? Il centrocampo della Pro Patria non ha certamente fra le sue fila dei fenomeni per cui un allenatore nuovo ha il diritto e il dovere di provare nuovi soluzioni per quadrare il cerchio. Se non avesse giocato Ulizio chi lo avrebbe potuto fare? Bovi? Casantini? E che dire di  quelli che hanno giocato? Giorno? Cannataro? Con tutto rispetto per tutti, non ci sembra che le alternative siano tali da far gridare allo scandalo per la scelta Ulizio. Però, fermi tutti. C’è un però che incide pesantemente sulla valutazione e che vorremmo una volta per tutte che venga chiarito. Anche per la tranquillità del giocatore vittima suo malgrado della situazione.
 Inutile girarci intorno, da tempo si sentono rumors o per qualcuno certezze che identificano in Ulizio padre il responsabile della gestione sportiva della Pro Patria. Indizi che così tanto virtuali non sono visto che in diverse occasioni e da diverse persone dell’ambiente ( per non parlare di qualche giocatore) l’accostamento è stato fatto con la quasi certezza. Niente di male sia chiaro, anche perché dopo le dimissioni dalla sua carica di direttore generale a Monza non sussisterebbero nemmeno conflitti di interesse o non rispetto delle regole federali. È proprio questa certezza incerta, tanto per parafrasare la famosa anomala normalità, che fa nascere nei tifosi una serie di dubbi e interpretazioni della realtà che tenta di certificare passando dalla strada della congettura quello che sembra essere nascosto.
Come sempre detto al patron e qui lo confermiamo, il non dire le cose come stanno realmente genera interpretazioni personalizzate che giuste o sbagliate che siano diventano popolari tra la gente. Poi diventa inutile rettificarle dopo che le stesse hanno assunto il profilo del dogma.
L’incertezza genera la cultura del sospetto che magari è solo tale, ma se non spiegata e motivata aleggia come un falco pronto a carpire la preda.
Logico che senza spiegazione alcuna si è autorizzati a farsi delle domande sul motivo per il quale Arati, un centrocampista di buon valore,  sia stato messo alla porta. Forse per fare un favore a qualcuno?
 Logico avere dei dubbi sulle scelte degli allenatori. Vavassori ha cambiato tre allenatori in tre anni e non tre in sei mesi. L’arrivo dal Monza di Anderson e Candido insieme a Ulizio figlio, ossia dalla squadra dove lo stesso Ulizio padre era direttore generale, diventa un indizio se inquadrato nella situazione di dubbio sopra citata.
Persino la panchina di Lamorte nelle scorse giornate è stata ricondotta da qualcuno alla volontà di rispettare determinate volontà che potrebbero non rispecchiare le reali gerarchie prodotte dal campo.
Ci stupiamo che Vavassori non si pronunci a tale proposito. Che la gestione sportiva sia stata delegata a terzi è chiaro come il sole, poco chiaro è il motivo per il quale si eviti di definire con chiarezza il nome dei consulenti. Ci stupiamo che si lascino nascere le più disparate interpretazioni sull’argomento senza replicare e senza motivare. Ci stupiamo che si accetti senza proferir parola una situazione che potrebbe essere spiegata in poco tempo e con molta utilità per l’intero ambiente.
Passiamo all’argomento due, che sta infiammando da tempo il web. Parliamo di Serafini.
Molti fanno presente che il rendimento del capitano non sia in linea con le aspettative senza che nessuno lo segnali. Altri lo assolvono con costanti sufficienze in pagella, altri ancora scantonano l’argomento. Altri ci accusano di non parlarne per una sorta di paura di toccare gli intoccabili.

Ogni tanto, quando siamo presenti e non guardando lo streaming,  le pagelle le facciamo anche noi. Basta andare a leggersele e rifarsi la domanda, trovando da soli una risposta.
Se non basta aggiungiamo qui che non siamo certamente soddisfatti del rendimento del Capitano, come non siamo soddisfatti del rendimento di tutti gli altri, società compresa.
Lo vorremmo più alla Tramezzani, condottiero fuori e dentro il campo, costante spronatore, un po’ più incazzato in campo. Qualche giovane a fine gara ha detto : “speriamo arrivi qualcuno esperto che ci trasmetta fiducia e tranqullità”. Evidentemente quella del capitano e di Baclet aggiungiamo noi, non bastano. Dovrebbero bastare. Chi può essere più guida del Capitano?
Forse è qui che il Capitano può dare di più. In campo tutti più o meno avvertono momenti di crisi che prima o poi passerà. Occorre anche comprendere che ha la sua età. In genere giunti a questo punto si chiede all’atleta di stazionare in area di rigore per finalizzare il gioco. Qui viene chiesto un lavoro dispendioso per coprire le falle di una barca vicina all’affondamento. Lo pagano, risponderebbe l’accusa. E bene…aggiungerebbero i più sdegnati. Tutto vero rispondiamo noi, ma se paghi un direttore di banca per asfaltare un’autostrada il rischio che non venga perfetta è alto.
Sento una voce che chiede: “Si va bene, ma allora che voto gli avresti dato a Cremona, visto che lo difendi”’
Risposta 5 secco.
Era un tentativo di analisi critica, ma come sempre con i numeri si è più sintetici e incisivi.

Flavio Vergani

Se al ristorante mi arriva una pietanza cucinata male non me la prendo col cameriere che, poverino, fa quello che può e che si trova in prima linea di fronte al cliente.
Chiedo di parlare con lo chef, per sentire le sue ragioni. E se costui si giustifica lamentandosi del fatto che la materia prima che il proprietario gli fornisce, non è di prima qualità e con questa non si riesce a fare di meglio, allora esigo di parlare col proprietario. E a quest’ultimo dico: “Io pago per mangiare qualcosa di buono, non per un cibo immangiabile”.
Adesso mi rivolgo al (ai) proprietari della società Aurora Pro Patria o più precisamente ai gestori di questa azienda, che si chiamino Ulizio o Vavassori.
Mi rivolgo a loro perché quello che settimanalmente vedo non mi piace, perché chi gestisce questa società ha assemblato senza criterio una rosa di doppioni o di giocatori impreparati alla categoria (materia prima non di qualità….e non si può cavar sangue da una rapa!!)
Badate bene, questa non è una richiesta da tifoso né da giornalista dilettante; è una richiesta da CLIENTE.
Voglio sapere chi è il proprietario di questa società e chi è il gestore, voglio avere un confronto con loro per sapere se posso fidarmi e ritornare a servirmi di questo “ristorante” oppure se è meglio che io rimanga a casa.
Un’ultima cosa: ci saranno altri avventori con me, perché non sono l’unico a non avere digerito quello che ci state propinando.
Andrea Fazzari


Niente di nuovo su questi schermi con la Pro Patria che perde per tre a uno a Cremona dopo essere passata in vantaggio nel primo tempo con una autorete dell’ex Gambaretti. Una replica di un film penoso già visto e stravisto. Inutile aggiungere parole.
La novità del giorno è la scelta del nuovo allenatore Tosi che rispolvera Ulizio a centrocampo il quale sfrutta l’assist della messa fuori rosa di Arati per cercare gloria. Ma l’ex monzese fa parlare di sé non per quello che combina in campo, bensì per la solita espulsione per reazione che lo vede protagonista a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Una perla di buonsenso da parte del ragazzo che genera un alibi doc per giustificare l'ingiustificabile.
Anche perché nelle ultime tre partite casalinghe gli avversari in inferiorità numerica non hanno mai perso, a noi capita sempre.  Una espulsione che fa parte anch'essa di un film già visto. Un record il rapporto tra minuti giocati ed espulsioni subite da Ulizio. Per lui niente gara con il Venezia. Il ragazzo non riesce proprio a giocare in questa Pro Patria, nonostante si faccia di tutto per offrigli una chance.
Il secondo tempo della Pro Patria è stata l’accademia dell’anticalcio. In vantaggio si è fatta schiacciare con irridente facilità dalla Cremonese non superando mai la linea di centrocampo. Subito il pareggio la situazione è rimasta invariata con la squadra rintanata nel suo fragile bunker e neppure quando è stata in svantaggio ha ritenuto opportuno occupare l’area avversaria, limitandosi a difendere la sconfitta. Un errore clamoroso di Gerolino ha reso perfetto il finale con l’ennesima umiliazione per i tifosi della Pro Patria.
Questa squadra produce utili alla società, produce contributi per i giovani e diritti televisivi. Eticamente bisognerebbe devolvere le somme incassate in beneficienza in quanto derivanti da una squadra no profit. Questa Pro Patria è una onlus che dapprima decide di fare beneficienza rinunciando volontariamente ai suoi tesserati per dare spazio a giocatori improponibili e poi termina l’opera di beneficienza regalando agli avversari i secondi tempo delle partite. Crediamo che ricevere soldi dalla Lega dopo aver offerto questi spettacoli pietosi sia un insulto alla decenza.
Il patron ha sempre invitato i tifosi a non fischiare i giocatori dopo le sconfitte per una forma di rispetto nei loro confronti.
Vorremmo chiedergli che tipo di rispetto la società sta avendo nei confronti di chi ha ancora voglia e tempo per seguire questa squadra. Vorremmo chiedere al patron il nome e il cognome di chi ha costruito questa squadra e se lui si sente responsabile o vittima della situazione. Vorremmo chiedergli a chi pensa di vendere questa squadra senza capo e senza coda che in un girone ha saputo pareggiare a Salò e Lumezzane e vincere solo a Pordenone , perdendo tutte le altre gare in trasferta spesso in goleada.
Ci piacerebbe chiedergli come si sente a vedere la sua creatura violentata costantemente dagli avversari senza che abbia la forza nemmeno di difendersi. Vorremmo chiedergli cosa si prova a cedere la gestione sportiva a terzi che sembra proprio non ne abbiano azzeccata una. Vorremmo chiedergli cosa si prova a cambiare tre allenatori con identici risultati e chi sceglie questi allenatori.
Vorremmo chiedergli come ci si sente a vedere questi spettacoli horror avendo  poi la serenità di seguire la vera Pro Patria in quel di Reggio senza avvertire il minimo rimorso.
 Vorremmo chiedergli il coraggio di dire apertamente la Pro Patria di oggi da chi è gestita e perché.
Ma forse la cosa non è così importante. Basterà attendere la fine del campionato per trovare una nuova dimensione. Non importa quale sarà. Importerà solamente ritrovare i valori che da sempre hanno contraddistinto la storia di questi colori. Piuttosto che ostaggi in Lega Pro meglio la libertà a costo di dover calpestare i campi di serie inferiori.
Ci sono valori che non saranno mai barattabili o in vendita per i quali non bastano neppure dieci fidejussioni per garantirne il valore.  C'è una storia fatta da gente povera ma orgogliosa che deve essere rispettata. L'onore della bandiera sventolata dai nostri nonni, dai nostri padri, dalle nostre donne. Questi sono gli affetti che ci legano a questa maglia. Affetti forti che ci incatenano a questa squadra anche sul più spelacchiato campo di periferia. A noi non interessa il Mapei Stadium. A  noi non interessa la categoria, interessa solo la Pro Patria. A noi non interessano giovani che generano contributi, ma solo giovani che amano la maglia, la rispettano e la desiderano. Se abbiamo questo ci sentiamo in serie A. Oggi invece ci sentiamo in terza categoria, con rispetto parlando per chi gioca in questa categoria molti dei quali non sfigurerebbero in questa Pro Patria.
Non è possibile continuare a subire queste umiliazioni e dover persino sentirci in dovere di ringraziare chi paga per mantenere in vita questo scempio.
A tutto c’è un limite e crediamo lo si sia abbondantemente superato. Se veramente non si vuole l’eutanasia di questa società lo si dimostri senza troppi ma o troppi se. Mettendo mano al portafoglio.
Il resto sta a zero ed è solo noia.

Flavio Vergani


Bambino, lo sai che a Natale arriva il Babbo Natale Iacopino? La vigilia di Natale alle ore 16.00 corri in viale Lombardia n°6 per incontrare il Babbo Natale che si fermerà al Bar Brandi per lasciare i suoi doni. È l’amico dei bambini il Babbo Iacopino che accende al suo passaggio ogni pino. Non fa niente se sei grande o piccino è comunque festa con il Babbo Iacopino.
Ricordati, il 24 dicembre alle 16.00 al Bar Brandi di viale Lombardia n° 6

A Busto piove sul bagnato
Finisce il 2014 ma non sembra passato un anno in casa Pro Patria visto che tutto è rimasto uguale a prima. Vavassori sul ponte di comando e squadra sul fondo della classifica. Sentiamo il presidente del nostro club Roberto Centenaro sulla situazione venutasi a creare.
Presidente, tutto uguale a prima e non si scorge una nuova alba, deluso dal mancato cambiamento?
“Alla Pro Patria non c’è voglia di cambiare, siamo lontani dall’idea dello sport. È cambiato che lo scorso anno eravamo in mille sugli spalti quest’ anno siamo meno. La gente si sta stancando di questa situazione e non viene nemmeno più in trasferta.
Non voglio parlare solo di Pro Patria ma di calcio in generale dove vedo che non esiste più la passione di un tempo dei dirigenti. Oggi tutti sono legati a progetti personali da realizzarsi tramite l’acquisizione di club calcistici presenti in determinate aree di interesse. Non mi aspetto niente di nuovo qui e altrove. Occorre una rivoluzione del calcio che affermi che lo stesso è uno sport e non un modo per realizzare il proprio business”.
Un tuo bilancio sull’anno del Pro Patria Club, come è andato a livello di raggiungimento obiettivi?
“Dopo i successi degli scorsi anni, quest’ anno è stato interlocutorio. Manca interesse intorno alla squadra e di conseguenza non è possibile coinvolgere i tifosi in iniziative importanti. Come è possibile che un presidente dica ogni due per tre che vuole andarsene, vuole vendere, vuole fallire, vuole liquidare, costruendo squadre all’ultimo minuto con gente che va e gente che viene? Sono testimone del fatto che alla terza giornata di campionato del primo anno di presidenza Vavassori lo stesso mi disse che aveva intenzione di andarsene. Stiamo giocando con la passione della gente. Vavassori ha comprato una fuoriserie per poi venderne singolarmente il motore, i fari e le ruote. Adesso cosa pretende di vendere? I quattro sedili? Ormai la fuoriserie se ne è andata. Ho l’impressione che chi ha comprato la Pro Patria l’abbia fatto per distruggerla. Siamo senza squadra con limiti a centrocampo e in difesa. Una squadra che va in campo e cerca di giocare ma senza speranza alcuna. La gente ne ha piene le scatole di polemiche, ripicche e critiche”.
La presenza di Vavassori in tribuna con il Renate è passata nell’indifferenza, molti lo hanno scantonato, come spieghi questa realtà?
“Dimostrazione che il popolo di Busto è civile. In altra piazza sarebbe successo di tutto e di più. Busto si conferma una città civile e di buonsenso.Non possiamo certamente  contestare chi vuole andare via, anche se non ci riesce.
L’indifferenza è la conseguenza di quanto Vavassori ha seminato in questa città. Nel tempo la gente si è stancata della situazione che ha creato e di conseguenza lo ignora.
Flavio Vergani


Per la gara di domani sera a Cremona sono stati convocati 20 giocatori. Torna D'Errico dopo i capricci ma non Arati per i capricci societari. Situazione ormai stucchevole che a gennaio porterà Arati a lasciare Busto. Speriamo che questo voglia significare l'arrivo di un altro valido giocatore e non una scusante per far giocare qualche panchinaro oggi chiuso dall'ex Reggiana.

Ecco i convocati:

 -Anderson
- Bovi
- Candido
- Cannataro
- Casantini
- D'Errico
- Gerolino
- Giorno
- Guglielmotti
- Lamorte
- Melillo
- Moscati
- Perilli
- Romeo
- Ryustemov
- Serafini
- Taino
- Terrani
- Ulizio
- Zaro

È circolata tra i tifosi la notizia secondo la quale Giampaolo Calzi non potrebbe essere trasferito dal Savoia alla Pro Patria in quanto lo stesso ha già militato in tre squadre durante la stagione.
La notizia è solo in parte corretta in quanto il regolamento stabilisce che un calciatore può indossare al massimo tre maglie ma questo non vieta di tornare ad indossarne una delle tre . Per cui Calzi non potrà scegliersi una quarta squadra, ma potrà tornare al Vicenza o alla Pro Patria.
Per cui ci piacerebbe venisse sfruttata l'opportunità concessa dal regolamento riportandolo alla sua casa naturale: la Pro Patria.
Flavio Vergani

Monza, Anastasi: "Aspettiamo il 15 dicembre per il nostro futuro. Ulizio? Ci sentiamo superiori dal punto di vista umano"

12.12.2014 11:00 di Nicolò SCHIRA Twitter:
 
Il centravanti Valerio Anastasi, ospite di Sportitalia, ha analizzato cosi il momento difficile del Monza: "Dobbiamo dire grazie ai tifosi che ci hanno permesso di andare a Pordenone. Le nostre gare in trasferta sono a rischio. Aspettiamo la data del 15 per capire cosa accadrá a livello societario. Prossime tre gare ravvicinate? Puntiamo a fare sei punti in casa e a giocarcela a Bassano. L'addio di Ulizio? Nelle ultime interviste ci ha dato contro senza motivo. Evito di commentare, perché faremmo solo il suo gioco. Ci sentiamo superiori dal punto di vista umano".

La stoccata di Pedullá: "Ulizio a Monza ha fatto danni gravissimi. Dirigenti così non dovrebbero più operare nel calcio"

12.12.2014 12:00 di Nicolò SCHIRA 
 
Parole durissime durante la trasmissione Calcio€Mercato da parte del giornalista Alfredo Pedullá all'indirizzo dell'ex direttore generale brianzolo Mauro Ulizio: "Questo signore ha fatto danni gravissimi a un club come il Monza. Dovrebbe tacere invece di attaccare i giocatori e lo staff tecnico, che si stanno dimostrando professionisti esemplari. Avrebbe dovuto tutelarli e non l'ha fatto. Spiace vedere ragazzi in difficoltà a causa della gestione di chi avrebbe dovuto invece proteggere i calciatori. Servirebbe una scuola per direttori e Ulizio dovrebbe andarci. Se i risultati sono questi, certi dirigenti non dovrebbero più operare nel calcio".

Buongiorno a tutti,
Inizio con il complimentarmi con la vostra redazione per i vari articoli
che toccano i reali problemi di questa società e squadra.
Ho iniziato sin da piccolo a seguire questa prestigiosa squadra
accompagnato allo stadio dal nonno Nino Merlo e dal papà Gianluigi
Reguzzoni.
Mio papà e' stato per anni (fino all anno scorso ) la persona che segnava
il campo del Carlo Speroni, i campi di allenamento e i campi dove la "Pro "
si recava nel ritiro precampionato .
E qui arriva il bello !!!!! Come e' capitato per il Sig. Carlo Merlo, un
giorno intanto che stava pulendo la mitica macchinetta per la segnatura dei
campi, e' stato chiamato in sede e senza nessuna spiegazione gli e' stato
chiaramente detto di consegnare le chiavi del magazzino in quanto alla
società non serviva più la sua collaborazione. Senza una spiegazione e un
perché !!
Qualcuno dice che i bustocchi non amano la Pro Patria e nessuno si fa
avanti !!! Invece mi sembra che chi ama questa squadra venga allontanato
senza un perché !!!
Mio papà , ricordo che con acqua, pioggia, vento e neve non si è' mai e
dico mai esortato dalle sue responsabilità per il bene della squadra.
Chiedete la veridicità delle mie parole!!!! Tutti e dico tutti lo
conoscono!!!!!
È' rimasto talmente male per la immensa delusione che non segue più la sua
squadra del cuore con molto rammarico.
Vi sembra corretto un tale comportamento ???
Scusate lo sfogo ma ci tengo che venga menzionato in uno dei vostri
prossimi memorabili articoli
Grazie
Cordiali saluti
Massimiliano Reguzzoni

Come anticipato ieri sera, la Pro Patria ha ufficializzato l'ingaggio di Marco Tosi come allenatore della prima squadra.
Lo stesso verrà presentato alla stampa nella serata odierna ( ore 18.00)


“Un corpo e un’anima” cantavano Wess e Dori Ghezzi e la canzone rappresenta molto bene la realtà in casa Pro Patria.
C’era un corpo animato da un’anima che le dava vita. Un’anima dai comportamenti a volte discutibili, ma sempre coerenti. Un’educazione precisa data a un corpo che doveva essere giovane e di qualità. Giovani ai quali veniva chiesta disciplina ed educazione. In cambio si offriva rispetto delle regole, soprattutto quelle finanziarie, ma non solo. Opportunità per tutti dopo la stage che seppur poco retribuito apriva il mondo dei sogni per i più bravi. Per gli altri, quelli con famiglia, la tranquillità, il rispetto, la gratitudine. Per chi non superava l’esame  la scuola serale con il torneo a sette.
Giovani pescati dagli “Erasmus”, pronti alla tesi finale per laurearsi campioncini. Un corpo vincente seppur a volte sofferente per qualche professore di troppo che li ha precocemente processati in sede d’esame, seppur fossero al primo giorno di scuola.
Il rettore dell’università è lo stesso, ma sono cambiati i docenti. È rimasto il corpo, ma è sparita l’anima.
Tre cambi di allenatore nel girone di andata dopo che in tre anni se ne erano cambiati tre. Non perché scarsi, ma per diversi motivi tutti rispettabili e condivisibili. Una masnada di giovani dei quali solo uno appare pronto per una carriera importante. Uno iscritto al corso precedente che non ha frequentato solo per motivi di salute. Troppi stagisti senza speranza, troppe mezze matricole messe fuori corso per problemi con l’iscrizione che non appare adeguata al dirigente aggiunto che non frequenta l’ateneo.
È rimasto il corpo, si è venduta l’anima. A chi? Perché?
Nessuno mai ci potrà convincere che questa squadra e soprattutto questa organizzazione sia figlia delle precedenti. Troppo diverse, troppo lontane dal modus operandi, troppo figlie dell’improvvisazione, troppo lontane da concetti di investimento sul lungo periodo, troppo vicine al business now or as soon as possible.
Sentiamo parlare di ritiri non svolti e ci chiediamo cosa si sia fatto nella settimana passata nel vicentino. Ci chiediamo il motivo per cui dopo aver compreso che i giocatori non erano fisicamente a posto non si sia prolungata la preparazione in città, magari decidendo di sacrificare le prima giornate di campionato per ultimare la preparazione.
Ci chiediamo il motivo per il quale oggi ci si accorge che manca un centrale difensivo di esperienza, un incontrista e, aggiungiamo noi, un terzino sinistro, dopo aver avuto mille occasioni per far arrivare a Busto queste figure mancanti. Pensare che nel ruolo di centrale di difesa ci sono in rosa: Andersonn, Zaro, Botturi, Gerolino e Lamorte. Giocano in due, ma ne manca ancora uno! A chi vanno fatti i complimenti per le scelte ? A Oliveira? A Monza? A chi altro? Manca un incontrista, vogliamo contare quanti centrocampisti sono in rosa? Fatelo voi, non abbiamo tutto questo tempo per contarli. Ne manca uno? Il treno che da Vicenza andava a Savoia fermava a Busto. Bastava pagare il biglietto ridotto. Il patron afferma che non sarebbe stato gratis come qualcuno osava affermare. Ma, forse,  l’affare si poteva fare. Colpa di Oliveira? Di Monza? Della preparazione fisica?
Con rispetto parlando crediamo che “le pippe” anche se fisicamente preparate, pippe rimangano. Probabilmente correranno un po’ di più, ma non è certo questa la via più semplice per arrivare all’obiettivo.
Meglio l’anima del corpo in questi casi. Un anima costa meno di cinque corpi anche e vale di più.
Se poi quelli che non sono pippe le si mandano dietro la lavagna per mille e un motivo crediamo che riferirsi alla mancanza di preparazione fisica per giustificare le bocciature nei primi esami sostenuti sia esercizio sterile e persino un po’ fuorviante.
Molte analogie, forse troppe con l’anno della retrocessione “tesoriana”, anche in quel tempo era arrivata una camionata di difensori tra i vari Pivotto, Barbagli, Chiecchi e Rinaldi che garantirono una umiliante retrocessione. Anche quell’anno ci fu il valzer degli allenatori suonato a terzine stonate per scelte sbagliate.
Soluzioni? Correre durante la pausa invernale, magari con un ritiro riparatorio, chiarezza nella gestione sportiva con scelte razionali e non istintive o dettate da obiettivi economici sul breve periodo, stop agli alibi e voglia di farcela a tutti i costi.
C’è da sfoltire la rosa, ma occorre anche tagliare le spine. In campo e fuori. 

Flavio Vergani

 

 Sebastian DONZELLA         
Fermarsi? No, grazie. Marco Tosi non perde tempo: l'ex secondo di Mazzarri e Donadoni, da oltre un lustro allenatore in Lega Pro, non si demoralizza dell'essere uno dei tanti tecnici a spasso. Il suo futuro e le considerazioni sulla terza serie italiana le potete leggere in quest'esclusiva di TuttoLegaPro.com.
Progetti per il nuovo anno calcistico?
"Intanto frequentare il corso master per continuare il mio percorso personale e avere l'abilitazione per allenare in serie superiori. Cerco sempre di aggiornarmi per migliorare l'atteggiamento sia in campo che fuori, per poter arrivare in serie maggiori alla Lega Pro, dopo aver visto certe categorie da allenatore in seconda. Nel frattempo aspetto un incarico, ho tanta voglia di ripartire già adesso.
Entrare in corso d'opera? Non mi spaventa, l'ho già fatto diverse volte negli ultimi anni raggiungendo gli obiettivi prefissati. Certo, la difficoltà è maggiore perché bisogna calarsi subito in un contesto nuovo, non hai lo stesso tempo di chi conduce la preparazione estiva. Devi trovare la chiave d'accesso della squadra, la metodologia giusta; tirare fuori il meglio da tutti quanti, anche dal magazziniere e dal custode".

Purtroppo arrivi da due stagioni molto particolari...
"Partiamo da due anni fa: il campionato di Milazzo nemmeno lo considero, sono stato praticamente inattivo. Ho avuto solo tanta sfortuna, ho guidato la squadra solo in due partite, prima di dover abbandonare per motivi personali. Appiopparmi quella retrocessione è ingiusto e sbagliato, anche perché non ero stato io a costruire quella squadra. E dire che venivo da due buone stagioni con San Marino e Vibonese e pochi mesi prima ero riuscito a salvare, da subentrante, il Giulianova, ottenendo la riconferma prima che non iscrivesse.
Riguardo la stagione appena conclusa c'è a dire che pochi colleghi accettano certe situazioni, magari temporeggiano per avere stipendi o situazioni migliori. Per me l'importante è lavorare, quindi accetto anche sfide difficili. Come quella di Poggibonsi: la squadra, quest'anno, era giovanissima, per scelta della società dopo aver perso una forte sponsorizzazione da parte del Montepaschi Siena, e dunque fortemente inesperta. Tanti ragazzi provenivano da Primavere o dalla Serie D, erano quindi alla prima esperienza tra i Pro: solo Pera e Croce avevano una certa carriera alle spalle.
Nel girone d'andata eravamo messi benissimo, in piena lotta salvezza, addirittura siam stati quarti per alcune settimane. Al giro di boa c'erano i presupposti per salvarci, poi il mercato di gennaio è stato deficitario: ho dovuto condividere scelte che non mi piacevano ma ho cercato di tirare avanti perché un allenatore deve farsi da parte solo se fa male. Al mio esonero avevamo ancora otto partite a disposizione con un paio di scontri diretti. Ero convinto di potercela fare, la società ha fatto un'altra scelta ma è arrivata la retrocessione: io so che ho ottenuto 30 punti in un girone e mezzo, senza contare che al ritorno ho perso a lungo diversi uomini per infortunio".

In pochi anni i team di Lega Pro sono passati da più di 90 a 60: praticamente un terzo in meno. Sarà un problema per voi tecnici?

"La situazione economica mondiale è precaria: è giusto e doveroso scremare le società professionistiche, sto dalla parte del presidente Macalli. La ristrutturazione attualmente è ben fatta, anche se il percorso è stato troppo veloce: 18 retrocessioni in un solo anno e in due soli gironi francamente mi sembrano troppe: si potevano tranquillamente spalmare.
A livello lavorativo, comunque, non ho paura: ho lavorato con Mazzarri e Donadoni, ho guidato per tante stagioni le formazioni giovanili del Livorno, da sette anni sono in Lega Pro. Credo di avere l'esperienza giusta, anche se dispiace per i tanti professionisti rimasti a casa".


A proposito di colleghi esperti rimasti a casa, cosa pensi dei tanti esordienti sulle panchine Pro?
"Ancora scontiamo l'effetto Guardiola, ma non tutti gli allenatori sono come Pep o come Montella. Vedere gente che passa dai giovanissimi alla prima squadra un po' mi fa riflettere. Mi sembra una ventata di freschezza avventata: la vecchia e cara gavetta sembra ormai passata di moda, ora la parola d'ordine è spregiudicatezza. In una Lega Pro unica che somiglia tanto a una Serie B avere tanti esordienti sulle panchine è un rischio. In ogni caso, io che l'ho sperimentato, posso tranquillamente dire che senza settore giovanile alle spalle perdi una componente importante. A me piace lavorare con i giovani, ma sento di aver ancora molto da dare: quando mi renderò conto di non trasmettere più ai ragazzi voglia ed entusiasmo mi farò sicuramente da parte".

Seppur manchi l'ufficialità sembra vicinissimo l'ingaggio del cinquantunenne Marco Tosi alla guida della Pro Patria.
Cognome bustocco, ma di fatto livornese, vanta diverse esperienze di categoria,  dopo essere stato secondo di Mazzarri e Donadoni.
Un allenatore navigato anche se le sue due ultime esperienze a Milazzo e Poggibonsi non si possono certamente definire fortunate.
Buon lavoro al nuovo mister.
Flavio Vergani


 

Aurora Pro Patria 1919 comunica che Aldo Monza non è più l’allenatore della Prima Squadra. Il tecnico è stato sollevato dall’incarico quest’oggi, martedì 9 dicembre.

La guida tecnica della Prima Squadra è stata affidata temporaneamente all’allenatore in seconda Fabio Castellazzi che dirigerà l’allenamento pomeridiano.

Aurora Pro Patria 1919 ringrazia sentitamente Aldo Monza per la professionalità dimostrata e per l’impegno profuso in questi mesi a Busto Arsizio e augura a lui le migliori fortune professionali e personali.

Ufficio Stampa
Aurora Pro Patria 1919