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Qualche volto molto noto, altri nuovi dell'ambiente, così la domanda dei pochi affezionati corsi oggi allo Speroni(chi sono?)trova risposta grazie all'obiettivo di Roberto Blanco che li ha colti durante l'allenamento odierno.

Manca quel tocco di dolce femminilità regalato lo scorso anno da Federica Lancini, ex addetta stampa della Pro Patria, per lei una nuova stimolante e meritata opportunità nel team dell'ufficio stampa della Juventus. In bocca al lupo Federica!

Da sinistra a destra:

Cristian Moroni:Team Manager

Alessandro Merlin: Direttore Sportivo

Roberto Adici: Responsabile Settore giovanile

Matteo Battilani: Responsabile Scuola calcio

Saverio Granato: Inossidabile Segretario sportivo


Alessandro Merlin-foto Blanco
 In mattinata sgambata dei tigrottini allo Speroni sotto l’occhio vigile di Alessandro Merlin alle prese con la scrematura della rosa  da chi, dopo il periodo di prova, dovrà cercare miglior fortuna altrove.Intanto, da domani, la squadra sarà in quel di Olgiate Olona per un simil ritiro , ossia senza  il pernottamento  dei calciatori.Un modo inedito per cercare di trovare la quadratura tecnico tattica con un occhio, anzi due, al portafoglio. Nota di colore della giornata le bermuda di Alessandro Merlin , direttore sportivo del club, tendenti al lilla che da queste parti non è molto gradito.
Flavio Vergani

Gli ultimi incredibili, ma che dico impensabili, nuovi scenari accaduti alla Pro Patria mi fanno venire in mente la famosa trasmissione di Mike Bongiorno “Lascia o raddoppia?” in cui al concorrente veniva data la possibilità di raddoppiare il suo montepremi, arrivando ad un tetto massimo, rispondendo a delle domande su di un singola categoria.
E quale migliore titolo per spiegare cosa sta succedendo nella Busto sportiva? In queste ultime settimane abbiamo assistito ad una proprietà che, fino alla fine di giugno ed inizi di luglio, ha professato in lungo e in largo di volersene andare nel bene, vendendo ad una cordata locale, o nel male, non iscrivendo neppure la squadra facendola del tutto morire. Poco più in là gli stessi soggetti si smentiscono iscrivendo la squadra alla Serie D paventando persino di mettere il grano per la riammissione alla Lega Pro, frutto questo di un autentico miracolo dato che il procuratore Palazzi non ha riconosciuto la responsabilità oggettiva della nostra compagine nella nuova indagine sul calcio-scommesse (e da me pronosticato in tempi non sospetti). Una notizia buona ed insperata che si va ad aggiungere alla risoluzione positiva del caso Boateng, montato ad arte da certa stampa e da talune emittenti televisive.
La notizia che però si aspettano tutti i tifosi è quella di una chiarezza societaria che, per tutti, è quella del congedo dell’attuale proprietaria in favore di quella capitanata dalla Testa che più di una simpatia ha già iniziato a riscuotere in quel di Busto. Quando avverrà ciò non è dato sapere siccome le notizie che ci arrivano sono frammentarie e a tratti confuse e che, il più delle volte, danno vicino al fallimento.
Quello che tutti si chiedono è cosa l’attuale proprietà voglia fare della nostra Pro Patria. Perché certi proclami di guerra corrispondono poi a queste azioni? Per una volta per tutti vorremmo sapere dai diretti interessati il perché … ci riusciremo? Ne dubito … come dubito che la convivenza possa essere in futuro serena dato che i rapporti ormai sono logori …. Forse, anzi sicuro, è meglio per tutti separare le proprie strade … senza però una soluzione “alla Filippi come mi è parso di capire.
La speranza è l’ultima a morire … speriamo di non trovarci al suo capezzale!
Forza Pro!
ANDREA D’EMILIO


Calciomercato, passaggio societario, Calzi e Serafini al Venezia, Barilli alla Pro Patria, possibile riammissione in Lega Pro, penalizzazione per il calcioscommesse. Argomenti che nel passato avrebbero scatenato il popolo bustocco in commenti, saluti e ringraziamenti, ansiose speranze, dialoghi e dibattiti.Argomenti che erano il sale della vita dei tifosi, che li tenevano vivi e gli facevano gustare i sapori della passione.Oggi? Zero al cubo. Non c’è notizia positiva o negativa che possa fare breccia nella delusione serpeggiante per l’ennesimo epilogo della vicenda societaria  e per un futuro che sembra non possa essere diverso dal quello del passato. Squadra smembrata, calcioscommesse, retrocessione, involuzione del progetto sportivo, disinteresse verso ala tifoseria.Il countdown imposto dallo stesso Vavassori doveva portare ad una rinascita in tutti i sensi: o dentro o fuori e la consapevolezza di correre il rischio di ripartire da zero è stata analizzata ed accettata con favore dalla tifoseria. Un prezzo da pagare per liberarsi di una realtà diventata inaccettabile.Non interessa più niente e nessuno di quello che sta accadendo,  non ha valore la categoria  o chi arriverà a Busto come giocatore, non interessa minimamente quanti punti di penalizzazione subirà la Pro Patria per il calcioscommesse e nessuno ha certamente esultato per aver schivata la responsabilità diretta.
Interessa solo liberarsi di una presenza sgradita e responsabile di un periodo troppo lungo nel quale si è avvertita una mancanza di rispetto verso i tifosi che spesso si sono sentiti sopportati dalla proprietà e mai considerati. Se fino a qualche tempo fa  il timore che la non iscrizione da parte di Vavassori della Pro Patria alla serie D, impensieriva qualcuno, oggi ci si duole che lo stesso, non mantenendo fede alle promesse ,abbia compiuto un atto che se nel passato poteva avere un senso, oggi sembra essere stato utile solo a ledere la credibilità  dell’esecutore.“Tanto ha detto che non ha fatto”, questa la sintesi del pensiero dei tifosi sorpresi, ma non troppo, dall’ennesimo dietrofront del patron di fronte ad un’intenzione spesso sbandierata, ma mai realizzata, di non iscrivere la squadra.L’impressione che la paura di non iscriversi fosse solo sua è oggi del tutto avvertibile, visto che tutti gli altri erano pronti a questa eventualità, tanto da rammaricarsi della scelta piuttosto che compiacersene.
Una iscrizione che non ha senso se si pensa alla possibilità di cedere la società a persone serie e disponibili che questa volta, senza ombra di dubbio, si sono presentate al suo cospetto. Che la constatazione di aver trovato un interlocutore con le carte in regola per l’acquisizione della Pro Patria sia in qualche modo dispiaciuta al patron è impressione del tutto reale. Il fatto di aver dovuto giustificare una non cessione a chi per sua stessa ammissione risultava essere persona seria e credibile, ha richiesto una diversificazione del solito copione che prevedeva un finale noto quanto stucchevole: “ chi vuole la Pro Patria non ha  le carte in regola per averla”. Questa volta non sembra essere così, ma il passaggio di proprietà langue, viene rimandato, non agevolato. Nonostante questo e nonostante i tifosi non lo avessero richiesto e nemmeno gradito, è stata fatta l’iscrizione al campionato. Per chi? Perché?  Per cosa? Per tenere vivo qualcosa che per i tifosi è già morto da tempo? Per dar vita ad un progetto che fin da subito parte con un budget così risicato che non prevede neppure(per il secondo anno di fila)un ritiro pre campionato? Con un budget che di fatto esclude fin da subito giocatori con un ingaggio superiore al minimo contrattuale? Il tutto, mentre qualcuno ipotizza che qualsiasi sarà la categoria di partenza per la Pro Patria potrebbero esserci fino a 15 punti di penalizzazione?Che senso ha tutto questo? Soprattutto, se si ha la testa da un'altra parte continuando ad apparire su altri schermi?  La tifoseria ha ormai rinunciato a rispondere a questa domande. Il chissenefrega di quello che succede è così diffuso che ha creato una anestetizzazione generalizzata.I vecchi temi che limitavano l’azione per paura di perdere qualcosa, ormai stanno a zero. La percezione di non avere più nulla in mano e quindi più niente da perdere potrebbe far saltare il banco.Un po’ come quando al novantesimo il portiere va in area di rigore avversaria per segnare un goal importante, incurante del fatto che l’avversario possa ripartire e segnare a porta vuota.La ripartenza di Vavassori questa volta non ha fatto contento nessuno, solo la speranza che sia stata fatta per dar modo a Patrizia Testa di entrare nella trattativa finale ha indotto qualcuno ad un’ulteriore pazienza, ma il sospetto che se le cose non terminassero in tempi brevi  anche i più pazienti diventerebbero impazienti è del tutto percepibile.Per cui, si faccia in fretta nel caso ci sia questa opportunità, diversamente si tenga presente che non conviene a nessuno iniziare un altro anno da separati in casa.I tifosi avrebbero accettato una separazione senza alimenti e con la certezza di dover ricominciare da zero . Altri,  dopo aver giurato di abbandonare la casa coniugale, hanno deciso di rimanervi.Tutti hanno rinunciato a capirne i motivi, certo è che non conviene a nessuno sopportarsi ancora a lungo. Per cui, il buonsenso suggerirebbe di trovare subito una soluzione diversa da quella di una permanenza fino a fine campionato. Per il bene di tutti, soprattutto della Pro Patria.
Flavio Vergani


Che dire se non che chi ci capisce è bravo? Dalla paura di sparire, alla possibilità di ripartire in Eccellenza, alla certa partecipazione in serie D fino alla possibile riammissione in Lega Pro.

E che dire dei due transfughi della cordata Testa che sono corsi a Varese senza risultati? A Busto sembra sia stata la proprietà a sbarragli la porta, a Varese, dove la proprietà non esisteva l’impresa non è ugualmente riuscita.

Domanda, quanto valevano e cosa avrebbero dato alla causa bustocca? Forse, l’impressione che Patrizia Testa fosse sola prima e sola adesso non era certamente sbagliata e la sensazione di esserci persi poco dopo le dichiarazioni fuoco e fiamme dei due esodati era corretta.

Se, come qualcuno dice, i due erano uno degli ostacoli per la cessione societaria, ora le ombra sono state spazzate via e la situazione è ideale. Patrizia Testa ha tutto quel che serve per acquisire la società: disponibilità economiche, sostegno delle istituzioni locali, serietà, passione. Insomma, il curriculum perfetto da sempre richiesto dal patron.  Occorre non farsela scappare adesso che le giustificazioni stanno a zero.

Non ci sono più ragazzini o ragazzoni che possano impedire la finalizzazione della cessione, ma solo una donna, una tifosa, una imprenditrice che sa il fatto suo e non sta certamente facendo perdere tempo a nessuno.

Ci stupisce molto che si sia messa in vendita una società che di fatto richiedeva tempi medi lunghi per la regolarizzazione del debito pregresso. Che tipo di aspettative si avevano? Di trovare un benefattore che pagasse il prima e il dopo? Sinceramente ci aspettavamo un diversa chiusura dei conti che permettesse immediati margini di manovra per i nuovi.

Si era sempre detto che la società sarebbe stata ceduta senza debiti, senza però specificare che sarebbero serviti tempi lunghi per estinguerli.

Sempre ammesso che sia questo il vero motivo della ritardata cessione. Ormai, meglio non dare nulla per scontato e non credere a nessuno.

Quel che è certo è che prima mancavano gli acquirenti, adesso che ci sono, diventa una questione di tempi. Pensare che il Milan, che è il Milan, in quattro e quattr’otto ha ceduto quel che doveva cedere.

Davvero singolare che anche a Reggio Emilia i tifosi si chiedano i motivi di una così lunga trattativa per l’ingresso di Vavassori nel consiglio della Reggiana, la stessa domanda che si fanno i tifosi di Busto sui tempi di uscita dello stesso.
Da dove nasce tutta questa complessità?

Chi ci capisce è veramente bravo. Ma bravo bravo…

Flavio Vergani


Clamorosa Pro Patria, sarà riammessa in Lega Pro?Clamorosa Pro Patria, sarà riammessa in Lega Pro?

31.07.2015 14:40 di Sebastian DONZELLA         
Era stata la pietra miliare dello scandalo calcioscommesse ma potrebbe tornare incredibilmente in Lega Pro. La Pro Patria, infatti, non sara deferita per responsabilità diretta ma oggettiva, dal momento che sotto indagine non vi è alcun dirigente: Mauro Ulizio, considerato il diggì ombra, non aveva alcun ruolo ufficiale nella società lombarda.
I bustocchi, assistiti dall'avvocato Cesare Di Cintio, aspettano quindi di conoscere il destino della Torres: se i sardi verranno retrocessi (sul loro capo pende un'accusa di responsabilità diretta per il coinvolgimento del presidente Capitani nella presunta combine tra rossoblu e Pisa in Coppa Italia), a esser riammessa potrebbe essere, quindi, la Pro Patria.


Ho provato a mettere ordine tra notizie e idee, in questi giorni, ma mi è rivelata fallimentare l’impresa su entrambi i fronti.
Ho scosso la testa, mi sono infuriata, mi sono sentita ferita e ho avuto anche paura.
No, non mi fanno paura quelli che giocano a palla con la Pro Patria. Non mi incutono il minimo timore, perché possono affossarci, certo, ma non cancellarci. Se andrà tutto male – mi sono ripetuta in queste settimane – da qualche parte rinasceremo, forse, anzi sicuramente migliori. Me lo sono detta tra le lacrime, mica a cuor leggero.
C'è altro, che mi turba. Non sono in sintonia con tutto ciò che sento e leggo. Oggi come ieri, non concordo sempre con le parole o i toni di tutti i miei compagni di tifo e la stessa cosa vale per loro con me.
Eppure oggi nutro una convinzione: bisogna stare uniti, anche contro ogni evidenza. Mi piace vincere facile, perché io nell’evidenza non credo. Ma la natura umana ci induce talvolta a infiammarci per una frase, un’interpretazione, una battuta troppo conciliante o troppo dura.
Va bene, tuttavia c’è un rischio, un rischio che mi secca tantissimo: fare il loro gioco. Fare il gioco di chi non ama la Pro. Di chi vuole dividerci.
Questa non è una guerra, preciso e ribadisco: è un gioco, tra i più belli del mondo. E una passione, che ci riporta a generazioni di ieri e - speriamo, vogliamo - di domani.
Io non capisco cosa diavolo stia succedendo, so solo che da più parti - e non solo con sforzi plateali a Busto - stanno cercando di non farmi amare più il calcio.
E non ho voglia di lasciarli vincere, perché qualcosa dalla storia tigrotta devo pur avere imparato; in un modo o nell’altro vinceremo noi. Perché tutto ciò che abbiamo è la Pro. E forse tutto ciò che ha la Pro, siamo noi.
Marilena Lualdi
Giornalista de “La Provincia”

Dopo Zangari , non ha perso tempo il duo Ragazzoni- Tiburzi che nemmeno ha atteso le dichiarazioni della capocordata Patrizia Testa sul presunto disimpegno per l'acquisizione della Pro Patria e hanno imboccato frettolosamente l'autostrada per Varese per salvare i biancorossi da un ingloriosa fine.
Che dire, in genere i componenti delle cordate, se in difficoltà, si aiutano a vicenda fino al campo base, qui invece si è persino lasciata sola una donna nei pressi della cima senza nemmeno accompagnarla alla tenda.
Suvvia non è molto carino, un po' di cavalleria non guasterebbe.
Beh certamente lei a Varese non verrebbe mai, al cuor non si comanda, a tutto il resto si...
In bocca al lupo.
Flavio Vergani

FONTE: VARESENEWS.IT

È durato circa mezzora l’incontro di questo pomeriggio in comune con i possibili nuovi soci fondatori del Varese Calcio che sarà.
Il sindaco Attilio Fontana ha parlato con due nuovi interlocutori, che hanno contattato Silvio Papini nella mattinata di mercoledì 29 luglio e hanno chiesto informazioni. Si tratta di Nazareno Tiburzi e Stefano Ragazzoni, il primo commercialista di Legnano, l’altro uomo di calcio con esperienze a Tortona, Santhià e Voghera con vari ruoli; assieme a loro l’allenatore Alessandro Oliva.

Dopo l’incontro, il sindaco Attilio Fontana ha concesso loro tempo fino a domani alle ore 12, quando dovranno presentare il progetto definitivo e soprattutto i soldi per l’iscrizione e l’inizio attività.
Silvio Papini spera, come tutti, che quest’ultimo tentativo possa andare a buon fine: «Ora sono tornati a casa, si confronteranno e domani si dovrebbero presentare con l’offerta pronta. Loro qualche soldo ce l’hanno da parte, magari con la sinergia dei vari imprenditori che hanno confermato l’apporto (Orrigoni, Maccecchini, Fontana e Milanese, ndr), speriamo di concludere questa vicenda. L’importante è esserci, sarebbe triste sparisse il calcio a Varese».
La situazione sta diventando molto più complessa di quanto si potesse attendere nella serata di martedì. Paolo Sudanti non ha più dato risposte, i due imprenditori varesini interpellati hanno declinato l’offerta, e l’unica possibilità all’orizzonte sembra essere quella svelata in questo pomeriggio.
I due soci, tra l’altro, si sono interessati al Varese dopo che la trattativa con la Pro Patria non è andata a buon fine, ma in questo caso mancheranno i soldi che a Busto Arsizio avrebbe garantito Patrizia Testa, che però in questo affare, per ora, non è stata inserita.


 Bocche cucite al Pro Patria Club per paura di esagerare nei confronti di Vavassori dopo che lo stesso è rimasto a Busto, nonostante le promesse. Si tappa la bocca il segretario Bacchi (“ne direi troppe, meglio tacere”), il consigliere Danilo Castiglioni che ricorre ad un “no comment”, mentre il vice segretario Giordano Macchi appena tornato da una vacanza vip ricorre al silenzio per mancanza di informazioni, nonostante avesse incontrato Patrizia Testa nella località marina che lo ha ospitato.

Presente in sede anche Silvio Cassina che dribbla l’invito a parlare, certo che potrebbe esagerare nei confronti del patron. Ecco allora Giovanni Pellegatta (vice presidente del club) che si offre per un commento sulla situazione societaria.

Patron Vavassori ha ripetutamente detto : “me ne vado, non  iscrivo la Pro Patria, il calcio a Busto finirà se nessuno rileverà la società , tante parole, ma pochi fatti, Vavassori è ancora qui, nonostante sia indesiderato dalla piazza. Cosa ne pensi?

L’ennesima buffonata, prima Vavassori proclama che se ne sarebbe andato al 100%, poi paga l’iscrizione, di questa persona non se ne può più…

Patrizia Testa ha speranze di entrare a tuo avviso?

Credo che insieme ad altri soci voglia entrare e mandare via Vavassori

Se fossi tu il Sindaco avresti chiuso le porte dello stadio a Vavassori?

No, non lo avrei fatto, ha pagato l’iscrizione per cui ha diritto di frequentare lo stadio. E’ stato un atto intimidatorio per farlo allontanare, ma alla fine ha messo i soldi

Hai lavorato molto per la Festa della birra e hai ottenuto un grande risultato, te l’aspettavi?

No, avevo timori per la data a Luglio, invece sono arrivate moltissime persone. Tanto caldo e tanto lavoro ma un risultato che ci rende orgogliosi. Ringrazio tutti i consiglieri e le persone che ci hanno aiutati.

Gli sponsor in primo luogo. Stiamo già pensando al prossimo anno e grazie ai molti che ci aiuteranno anche come nuovi consiglieri faremo qualcosa di ancora  più importante.
Flavio Vergani


Chiacchierata con il Presidente Centenaro a riguardo della situazione societaria

Sorpreso di quanto accaduto, oppure situazione  transitoria che ti tranquillizza?
Un po’ sorpreso a riguardo del cambio di rotta di Vavassori certamente, ma anche poco tranquillo. per l'evolversi della situazione. Iniziamo la stagione da separati in casa. Il marito se ne vuole andare e la moglie non ne può più che se ne vada.
Perché siamo arrivati a questa situazione, si parlava che il comune non avrebbe concesso la convenzione per l’uso dello  stadio e invece l’ha concessa, Vavassori aveva giurato di andarsene invece è ancora qui.
Sono le solite situazione del calcio, si dicono determinate cose e poi se ne fanno altre. Si demotiva la gente, il calcio è fatto di passioni e di entusiasmi che alla Pro Patria mancano. Personalmente vado allo stadio per la  maglia e non certamente per queste situazioni che mi hanno stomacato.
Patrizia Testa non ha detto ancora no alla trattativa con Vavassori, cosa manca perché avvenga il passaggio di proprietà?
Se c’è la volontà di vendere e di comperare un accordo lo si trova, io non so se Vavassori voglia davvero vendere e la Testa comperare non conoscendo i termini della questione. Non sono però l’ultimo arrivato, nella mia vita ne ho viste di trattative e sempre se c’è la volontà un accordo si trova. Conosco personalmente Patrizia Testa e la reputo persona seria e rispettabile, per cui credo che la volontà di acquistare ce l’abbia. Mi auguro solo che questa situazione finisca presto, sono stanco, molto stanco di questa realtà, spero finisca in fretta per il bene della Pro Patria. Da troppi anni ci stanno prendendo in giro, questa situazione porta  il male alla Pro Patria, se qualcuno se ne vuole andare, lo faccia rapidamente e la smetta di cercare mille cavilli per rimanere. La gente si è davvero stancata di questa situazione. I tifosi sono considerati di serie B, anzi di serie D e non si sentono minimamente coinvolti. Da tempo sento mille versioni sulla vicenda, nessuno ci comunica le cose come stanno. Ognuno racconta la sua verità. Ci credono dei burattini o dei bambini dell’asilo? Vogliamo rispetto e questo vuole dire raccontarci le cose come stanno, le verità senza nascondersi dietro a cose dette e non dette, vado, torno, mi hanno detto e non mi hanno detto. Dove sono i programmi? Serve partire da zero? Ma chissenefrega!

Vavassori ha salvato la Pro Patria?
Ma per favore…ha salvato i suoi interessi, non si ama una squadra in questo modo.

Mezzo stadio chiuso…
Fosse per me lo chiuderei tutto, non mezzo. Lo chiuderei ed è finita qua, l’ ho già detto a chi avrebbe il potere di farlo…

E allora perché non lo si è fatto?
Per i soliti motivi, oggi si dice una cosa, domani se ne fa un’altra…poi un’altra ancora e noi siamo in balia degli eventi, senza sapere in che categoria  giocheremo, con quali giocatori, ma che calcio è questo? Io vado avanti perché ho responsabilità nel club, ma per un mese ci siamo presi in giro, di cosa stiamo parlando?

Patrizia Testa non ha mai detto no, diciamo che è stata un po’ al gioco, tu che la conosci come interpreti il suo comportamento?
E’ una grande tifosa, grande amante della Pro Patria, sta facendo l’operazione mandando giù più di un boccone amaro per il bene della Pro Patria. Credo che stia facendo di tutto per non rompere la trattativa per non far naufragare il possibile accordo. Capisco il suo comportamento riflessivo, ma la mia passione mi fa pensare cose che razionalmente penserei in altro modo.

Festa della Birra, un grande successo?
Si, grandissimo, colgo occasione per ringraziare tutti i miei consiglieri e chi ci ha aiutati. E’ stato qualcosa di inaspettato che ha premiato il nostro lavoro.

 Flavio Vergani


Ha suscitato differenti tipologie di reazione il nostro pezzo di ieri che qualcuno, come GianMarco e Andrea, ha voluto commentare educatamente dal loro opposto punto di vista e di questo li ringraziamo.
Altri, hanno invece preferito ricorrere alla storia trita e ritrita secondo la quale un accredito farebbe cambiare opinione alle persone. Rispondiamo che quello è generalmente garantito a prescindere dal pensiero che si esprime visto che non è stato mai negato, nonostante occupiamo da tempo lo scomodo primo posto nella black list di Vavassori, per cui il riferimento è del tutto fuori luogo, oltre che del tutto inutile alla discussione.

Detto questo, non abbiamo ben capito quale sia la proposta alternativa. Se esiste, ben felici di analizzarla. Per ora abbiamo sentito solo quello che non va bene, ma non quello che sarebbe utile fare per uscire da questa situazione.

Comunque, giusto per chiarire, nessuno ha cambiato idea a riguardo della necessità di avere una nuova proprietà a Busto, non sono cambiate le idee, ma è cambiata la situazione, o perlomeno così a noi sembra.

Fino a ieri si temeva la non iscrizione e la possibilità di ripartire dall’eccellenza. Ipotesi che non dispiaceva a nessuno, noi compresi, se questo avesse portato ad una ripartenza con una nuova dirigenza locale.

Un’ipotesi che era addirittura garantita dal fatto che qualcuno e non certamente noi, avesse fatto presente che non sarebbe stata concessa la convenzione per l'utilizzo dello stadio a Vavassori nel caso fosse rimasto a Busto, spalancando le porte per una iscrizione in Eccellenza.

Poi, spunta la cordata Testa e le frequenti dichiarazioni che davano “per fatta” la trattativa dopo incontri ricchi di feeling e di comprensione reciproca.

Poi, spunta un riunione dove viene data per presente la stessa Testa, mentre la stessa si dichiarava in altri affari affaccendata.

Poi, spunta che rimane Vavassori, ma nonostante questo la convenzione veniva confermata in quanto ritenuto atto dovuto. Avevamo capito male evidentemente. Pazienza.

Poi, si dice che Testa è “d’accordo su tutto” con il patron, ma serve qualche mese per regolarizzare la posizione e questo è un fatto nuovo che fa pensare positivo a riguardo del finale della telenovela.

Da questo punto in poi la situazione si cristallizza, la Testa e Vavassori sembrano d’accordo nel piano condiviso e a nostro avviso si genera una situazione che a breve potrebbe portare alla normalità e all'obiettivo iniziale, ossia il cambio di presidenza.
E qui, sinceramente non vediamo dove stia il problema. Obiettivo raggiunto, categoria mantenuta, futuro certo.

Onde per cui, se questa e ripetiamo se questa è la realtà e si presume che  sia così visto che la stessa imprenditrice bustocca non ha mai dichiarato il contrario, non vediamo cosa ci sia di così negativo nell’accompagnarla per il tempo che serve alla vetta della società bustocca. Ovviamente meglio se si fosse verificato subito il passaggio, ma piuttosto che niente, meglio piuttosto, soprattutto se con fondate speranze che diventi tutto a breve.

Vuol dire accettare il Vavasssori quater? No, e ripetiamo no, vuole dire che se i due stanno lavorando in tale direzione sapranno cosa stanno facendo. Diversamente dicano: la trattativa è saltata e la Pro Patria rimane a Vavassori fino a fine campionato. ma lo dicano però.

Ne prenderemo atto e da quel momento non sarà più normale normalità. Oggi leggiamo che Ragazzoni dichiara questo dicendo che poi lo dichiarerà anche Patrizia Testa.

E qui ci chiediamo se un gruppo, o cordata come la si voglia chiamare, possa annunciare il proprio disimpegno singolarmente e non in maniera congiunta.  A noi sembra che ci sia dell'altro. Ci appare feeling tra la proprietà e Patrizia Testa e frizioni con gli altri soci o con parte di essi. Sbagliamo? Può darsi, ma leggiamo solo i segnali.

Domanda: non è che all’interno del gruppo non esiste tutta questa unione e che siano in atto manovre per assettarne la composizione? E’ forse per questo che necessita tempo? Se così fosse ben venga. Diversamente, il gruppo e non i singoli, in modo forte e chiaro dicano come stanno le cose per farci capire quello che oggi solo intuiamo.
Allora, come prima e come sempre,  faremmo presente il nostro totale disappunto, o forse siamo i soli a non aver capito che il disimpegno c'è già stato e stiamo fantasticando? Nel caso fatelo sapere, saremmo i primi a dispiacercene e a chiedervi scusa per le bestialità scritte.
 

Flavio Vergani


Il dare il benvenuto alla nuova stagione è “grasso che cola” viste le premesse di poche settimane fa con giornate infuocate non solo a livello climatico, ma anche, nel nostro caso, calcistico.

Chi pensava d’iniziare una nuova annata con una nuova proprietà si è sbagliato di grosso seppur l’attuale proprietà aveva assicurato il contrario, facendo aleggiare pure il fantasma della non iscrizione in caso del non passaggio di mano. Della non sparizione del nostro “marchio” siamo grati ma questo certamente non ripaga delle mancanze della passata stagione che hanno portato al declassamento della Pro, il tutto per via dei numerosi tira e molla sulla nostra sorte futura che ha origine proprio dai ritardi dell’estate scorsa, con una squadra e una preparazione allestita in fretta e furia con i risultati che ben tutti conosciamo.

Di chi sia la colpa di tutta questa situazione lascio a voi la scelta; per capirci qualcosa bisogna fare proprie le parole che l’attore Kevin Spacey disse a Samuel L. Jackson nel film “Il Negoziatore”; quando Jackson, assediato nel palazzo dove cercava di scoprire chi l’aveva incastrato per appropriazione indebita e omicidio, chiese un’opinione a Spacey, che era il negoziatore, questi gli disse: “Io quando voglio scoprire come sono andati dei fatti cerco di reperire tutte le informazioni possibili e, dopo averlo fatto, traggo le mie conclusioni e mi faccio una mia idea”. Ecco, fate lo stesso pure voi e vedete un po’ cosa vi viene fuori.

A parte la digressione cinematografica la stagione nuova porta vecchie domande: che ne sarà della Pro? Continuerà l’attuale proprietà per tutta la stagione o vi sarà durante essa il tanto sospirato per tutti passaggio di mano? E se continuerà questa proprietà cosa ci dovremo aspettare? Sarebbero tantissime le domande che ci dovremmo porre; l’unica cosa buona che vedo è aver iniziato la stagione più o meno nei tempi prefissati senza i ritardi della passata stagione. Speriamo che a questi auspici corrispondano i risultati.

La nuova guida tecnica, Tomasoni, ha sparso oggi entusiasmo e ottimismo paventando una stagione senza patemi; ci permetta che al suo umore non corrisponda il nostro fiaccato da tante promesse mai mantenute. Mi sento di fare un in bocca al lupo a tutti, giocatori compresi, i quali sono quasi tutti per lo più volti nuovi o ragazzi provenienti dalle giovanili, nella speranza che qualche grande “vecchio” si unisca alla ciurma.

Non ci resta che stare calmi e sperare nel meglio e che finalmente anche la nostra Pro Patria abbia quella serenità che gli manca da anni.

Sempre forza Pro!

ANDREA D’EMILIO


Con l’avvio della nuova stagione sembrano tornare la normale normalità dopo le vicende dello scorso anno che vorremmo definitivamente dimenticare.
Parte la stagione con un organico composto da persone per bene come mister Tomasoni e l’ex tigrotto Merlin e quando si parla di ex tigrotti si parla di garanzie.
Si parte con la preparazione e con una situazione societaria consolidata dopo i dubbi del passato. Non sappiamo e non ci interessa quale sia, quante quote abbia o meno in mano Patrizia Testa e quante Pietro Vavassori, sono cose che non ci competono. Quello che ci interessa è sapere che la Pro Patria è salva, parteciperà al campionato e che probabilmente ci sarà chi garantirà un futuro. Quando, come e perché, non lo sappiamo e non lo vogliamo sapere. Basta che ci sia.
Ci interessa la normale normalità, ossia poter andare allo stadio e tifare la nostra squadra, che non è di Vavassori o di Testa, ma è la nostra, di tutti noi.
Ci hanno dato molto fastidio gli episodi accaduti nel recente passato e siamo stati in prima fila ad esprimere la nostra amarezza e indignazione, ma crediamo che occorra buttarli alle spalle e dimenticarli. Non cancellarli, ma solo archiviarli per evitare che il passato possa incidere sul presente e sul futuro.
Si sono fatti errori? Certamente sì, ma li abbiamo già pagati a sufficienza.
Forse, soprattutto in questo periodo, meno se ne parla e meglio è per tutti, a meno che non ci si diverta a remare contro la Pro Patria a costo di vedere colpito il proprietario.
Certamente tutti, noi per primi, abbiamo sofferto per gli esodi, i franchising gestionali, il modo con cui è arrivata la retrocessione e tanto altro di cui abbiamo qui scritto, ma dobbiamo guardare avanti e avere fiducia nel duo Vavassori-Testa.
Due nomi certi sui quali fare riferimento, uno in grado di chiudere le pendenze debitorie passate, l’altra di garantire un futuro sereno. Due alpinisti d’alta quota di sicuro affidamento finanziario. Gente che non ha bisogno di troppi sherpa nel proprio team in cerca di gloria o che potrebbero subire le conseguenze dell’aria rarefatta delle alte quote o gente che si confonde sul fatto che prima di piantare la bandiera in cima alla montagna occorre scalarla e non solo vederla in fotografia.
Inutile, a nostro avviso, chiedersi il motivo per il quale si riparta da Vavassori che forse con la sua mossa ha spiazzato tutti e tutti, soprattutto chi aveva sposato la causa ed era vicino a realizzare l’impresa.
Chissenefrega se il risultato finale garantisce continuità. E’ chiaro al mondo intero che tra Vavassori e Testa è accaduto qualcosa che ha sparigliato le carte del mazzo iniziale.
Cosa non lo sappiamo, lo possiamo solo immaginare, ma se questo significa un vantaggio la Pro Patria ben venga. Chissà che per una volta dal mazzo non si peschi il jolly invece della solita “peppatencia”. Chissà che al posto di avere in mano una coppia di fanti non sbuchi un poker d’assi.
Certamente, in un mondo ideale ci saremmo aspettati un passaggio di mano immediato, ma non è avvenuto, ma prima o poi avverrà. Chissà perché non subito ma dopo non lo sapremo mai, certo è che questo non ci sembra un motivo di instabilità così preoccupante e nemmeno elemento per scatenare mille perché e per come. Sono altre le anomale normalità che ci hanno dato fastidio, questa è al confronto una normalissima normalità che ci facciamo bastare. Adesso forza ragazzi, quelli sul campo che sono l'orgoglio della nostra passione.

Flavio Vergani


 

Sveglia puntata e vacanze finite per i tigrottini che alle 8,30 di questa mattina si sono presentati allo Speroni agli ordini di mister Tomasoni per iniziare la stagione calcistica 2015/2016. Tanti giovani provenienti dalla “Beretti” con due “fuoriquota” come Vernocchi e Zaro che hanno già assaggiato il calcio professionistico.
Non escluso che nei prossimi giorni qualche “tigrotto dentro” accetti il declassamento in serie D per sostenere la causa e parliamo di Giorno, Taino, Pisani e, anche se molto difficile, di Serafini.
L’obbligo di schierare almeno 5 giovanissimi impone scelte strategiche ben definite, per cui il neo direttore Merlin dovrà bilanciare attentamente il mix tra giovani e senior per trovare la formula perfetta per un cocktail vincente.
Si riparte con Vavassori in cabina di regia, seduta al suo fianco l’immobiliarista Patrizia Testa, juventina fino alle viscere, innamorata della Pro Patria che farà stage alla corte del patron in attesa di prendere le redini della società, appena i tempi saranno maturi.
Flavio Vergani


Chi è caduto senza salvagente dalla barca della Lega Pro ed è stato risucchiato dai gorghi della retrocessione, vede all’orizzonte un motoscafo che lo potrebbe salvare.
A bordo un team di salvataggio dalle strategie di salvataggio a dir poco particolari. Salva solo chi ha soldi da perdere, ossia chi ha soldi per pagare il ripescaggio.
Non salva i primi che trova, ma solo chi mostra un assegno da 500 mila euro per pagare il gasolio.
Dopo che il Monza si autoannegato nel mare dei suoi debiti, ecco salire a bordo Pordenone e AlbinoLeffe che oggi hanno consegnato alla Capitaneria di Porto la signorina fidejussione (400 mila euro) e un assegno da 500 mila euro (depositato sul fondo perso)come spese di ripescaggio in alto mare.
Complimenti vivissimi alle due squadre che dispongono di 900 mila euro cash ai quali andranno aggiunti i soldi per poter gestire il prossimo campionato.
Insomma, non un ripescaggio sportivo in grado di premiare classifiche di merito ottenute sul campo, bensì un salvataggio oneroso solo per coloro che se lo possono permettere.
La Pro Patria ha salutato il motoscafo con il gesto dell’ombrello, col kaiser che ti diamo 500 mila euro di mancia per il tuo passaggio in business class.
E, stavolta siamo d’accordo, non sarebbe serio vincere in questo modo il campionato. A tutto c’è un limite che non può essere varcato pagando.
Flavio Vergani


Finalmente si torna in campo. Domani la Pro Patria si radunerà al Busto Arsizio dove rimarrà per tutto il periodo di preparazione. Tanti giovani per ora, più Zaro e Vernocchi (che rientra da Reggio Emilia) agli ordini di mister Tomasoni, mentre il nuovo direttore sportivo Merlin avrà il compito di completare la rosa con quel che serve per un campionato senza patemi.

Per i due è pronto un contratto biennale, una eccezione delle regole vavassoriane che hanno sempre preferito i contratti annuali.

Forse  una blindatura strategica per dare sicurezza a Merlin e  Tomasoni  e rispondere con incisività a chi, prima ancora di acquistare l’appartamento, pensava già di cambiare i mobili e le piastrelle.

Il padrone sono io e decido io, questa la sintesi di patron Vavassori che è “il nuovo” proprietario della Pro Patria dopo che la stessa è stata data per ceduta diverse volte durante questi mesi, senza che quel “è tutto fatto” portasse al passaggio delle quote.

Il feeling tra Vavassori e Patrizia Testa ritenuta dal patron persona seria e degna di accedere ai posti di comando di via Cà Bianca potrebbe avere aperto scenari importanti inaspettati per la stessa imprenditrice bustocca.

L’uscita di Vavassori dalla Pro Patria si prospetta ora più certa che nel passato, quando mancavano interlocutori seri e con disponibilità economica, ma con tempi medio lunghi e con un passaggio di consegne articolato e molto dettagliato in termini di scadenze da rispettare.

In questo periodo la sensazione è che il patron possa condividere con Patrizia Testa  le esperienze sportive fin qui maturate con un ruolo consulenziale di primo livello, utile per potersi muovere con maggior sicurezza e disinvoltura in questo difficile mondo.

Un modo per chiarirsi le idee anche sotto il punto di vista dello staff che la dovrà accompagnare nel suo futuro impegno di timoniere dei tigrotti.

E questo, a nostro avviso, è senza dubbio un valore aggiunto per la Pro Patria, si potrà dire tutto e il contrario di tutto su Vavassori e il suo staff, ma a livello di competenza sportiva e conoscenza dei giocatori la discussione sta a zero. Vavassori e il fido Ferrara hanno avuto fiuto nello scovare nuove promesse e centrare obiettivi importanti a Busto e a Reggio. Un solo grande errore, ossia il franchising gestionale con Ulizio, non può certamente cancellare una realtà che sotto questo punto di vista è inopugnabile.

Poter contare su questa vicinanza durante il periodo di passaggio delle consegne è cosa importante e che potrebbe anche avvicinare a Patrizia Testa figure di riferimento non per forza riconducibili a quelle del gruppo iniziale.

Insomma, Vavassori potrebbe vivere il suo periodo di “preavviso” a stretto contatto con la sua sostituta in un clima sereno e di collaborazione utile per il miglior insediamento di Patrizia Testa in via Cà Bianca.

Abbiamo sognato l’altro giorno a riguardo della riammissione della Pro Patria in Lega Pro, oggi ci concediamo un altro piccolo sogno e ci chiediamo che realtà potrebbe vivere Busto con una dirigenza formata da tre persone che si stimano e si rispettano come Vavassori, Testa e Zaro.

Ma chi vive sognando…

Flavio Vergani


Seppur manchi l’ufficialità sembrerebbe che l’allenatore della Pro Patria sarà Paolo Tommasoni, già a Busto nel settore giovanile. Con lui, ecco Alessandro Merlin, ex tigrotto, come direttore sportivo. Che tra l’altro ha recentemente procurato l’ingaggio all’ex Tigrotto Aldo Monza alla Novese.

Fin qui tutto normale. Meno normale è leggere che Stefano Ragazzoni che nel mondo del calcio ha rivestito ruoli di presidente, procuratore, direttore sportivo e procacciatore di sponsor in Sestrese, Derthona, Santhià e Vogherese e che dovrebbe essere, insieme al commercialista di Legnano Nazareno Tiburzi, il socio di Patrizia Testa nella nuova avventura societaria, dica che in caso di acquisizione della società da parte del suo gruppo la realtà tecnica muterebbe.

Ossia, Ragazzoni stesso sarebbe direttore della parte tecnica, mentre Alessandro Oliva ex Solbiasommese, sarebbe l’ allenatore.

Preoccupante in quanto sappiamo quanto incida sui risultati della squadra un ribaltone a stagione in corso. Lo abbiamo provato sulla nostra pelle proprio lo scorso anno, quando a gennaio non si riuscì ad invertire la rotta della precedente gestione sportiva.

Non crediamo si lavori con tranquillità con il fiato sul collo e senza una tranquillità gestionale che possa essere proiettata sul medio lungo periodo.

Che il quadro tecnico non sia ancora ufficializzato e già si sentano possibili sostituti di chi non è nemmeno arrivato è davvero spiacevole.

Non vorremmo ripartire con le anomale normalità che hanno fatto franare la solita normalità che ci aveva fin qui garantito la Lega Pro.

Capiamo che chi comanda scelga i propri uomini, ma se si prospetta un cambio societario sul breve periodo ci sembra davvero pericoloso dover ripartire da zero dopo aver costruito l’ossatura della squadra.

A questo punto, l’impressione è che Vavassori inizi e termini l’anno con la sua presenza o con la sua collaborazione, non crediamo proprio che visto lo stile che da sempre ha avuto con i suoi collaboratori possa esporli ad un rischio del genere.

Flavio Vergani


Quanto vale la Pro Patria? Per molti poco, per altri niente, per altri ancora molto. Un prezzo che per molti andrebbe scontato in vista della probabile penalizzazione del calcio scommesse. Sono tutti d’accordo , pessimisti e ottimisti, chi spera e chi dispera, grassi e magri, uomini e donne.Gli inglesi consiglierebbero di ragionare “out of the box”, fuori dagli schemi, per cercare di trovare una opportunità anche nei momenti dove si vedono solo problemi.Proviamo a farlo interpretando lo scenario di questi giorni, certi che non siamo gli unici ad aver avvertito questa sensazione, ma i più attenti lo hanno già persino segnalato.Sicuri che la Pro Patria avrà una penalizzazione? Perché no, direbbero i pessimisti inconsolabili. Probabile direbbero gli ottimisti realisti. Domanda, in questi giorni stiamo sentendo molti casi di responsabilità diretta delle società coinvolte nello scandalo : Torres , Catania, Barletta (scomparso per problemi economici), Savona, Brindisi e Teramo La Pro Patria? Mai sentita. Calma, forse non si è ancora arrivati al dunque e sarà questione di tempo.Ma, l’ottimista vero spera. Anzi sogna. Avete sentito che è cambiato il verbo di moda del periodo? Prima si coniugava “ripescare”, adesso “riammettere”.Dal ripescaggio oneroso, molto oneroso, alla riammissione gratuita. E la Pro Patria che posizione occuperebbe in questo caso? Buona, buonissima posizione.Rifacciamo la domanda, quanto varrebbe la Pro Patria in questo caso? Poco? Tanto? Come prima o più di prima? Di più senza dubbio. Meglio vendere adesso o dopo? Meglio comperarla adesso o dopo? Boh, chissenefrega, ma se gli ottimisti avessero ragione non sarebbe male per tutti, nessuno escluso.Bad company diventerebbe good company. Poi si lancerebbe la moneta per il Testa o croce, sperando che basti la stessa moneta di prima, o forse ne servirebbe qualcuna in più, ma vuoi mettere evitare l’inferno della serie D?Scusate un attimo…mi sta suonando il cellulare…è uno che dice : “ma chi te le dice tutte queste cazzate…”? Sarà un ottimista, un pessimista o un disfattista? Forse solo un non sognatore.

Flavio Vergani


Dalla carestia all’abbondanza. Da un patron deciso ad andarsene a prescindere da tutto e tutti e da una aspirante presidente(ssa)che ieri sembrava avesse gettato la spugna a un patron che senza troppi fronzoli sdogana la percentuale dello 0,01% di probabilità di rimanere a Busto portandola in un batter di ciglia al 100%. Il tutto mentre Patrizia Testa fa sapere tramite il patrocinio del comune che lei non se ne è mai andata e che pronta a pagare quel che serve per iscrivere la squadra e acquisire le quote societarie.

Insomma, questa Pro Patria sembra che nessuno/a la voglia, ma tutti la cercano.

Chi non ne poteva più di andarsene sembra rimanere e che sembrava arrivare sembra andarsene, seppur la voglia di entrare è tanta.

Che dire? Tutto molto strano, molto anomalo e certamente molto inquietante.

La soluzione più ovvia è che i due trovino una soluzione sul lungo periodo che possa tutelare i rispettivi interessi e , da quanto sappiamo, la proposta inviata ieri da Patrizia Testa a tale riguardo, è stata positivamente considerata dallo staff che segue patron Vavassori nella trattativa.

Ovviamente, mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco, soprattutto in casa Pro Patria, ma certo è che si sono fatti passi in avanti

 

Flavio Vergani



Come da noi anticipato, l'Amministrazione comunale ha emesso un comunicato per puntualizzare lo stato dell'arte della trattativa societaria.


Sono ore febbrili, non solo per responsabilità di Caronte, ma anche per le molte situazioni che le città della provincia si trovano ad incrociare con il calcio, purtroppo non giocato.

A proposito della Pro Patria, si conferma che l’Amministrazione segue con discrezione e collaborazione le vicende connesse all’iscrizione e all’eventuale passaggio di proprietà. Alla luce delle informazioni, spesso contraddittorie, che si alternano sui media, l’Amministrazione ha ancora una volta avuto ampia rassicurazione da Patrizia Testa e dai suoi compagni di avventura che persiste la volontà di contribuire concretamente alla iscrizione e alla gestione della Pro Patria.
A riprova di ciò, nelle giornate di ieri e di oggi, sono continuate le proposte orali e scritte, così come è già stato concretamente messo a disposizione quanto necessario a garantire l’iscrizione, anche eventualmente in collaborazione con l’odierna proprietà.
 
L’Amministrazione comunale, pur in assenza di convenzione sull’utilizzo dell’impianto, ha ufficialmente confermato e sottoscritto la dichiarazione di disponibilità del “Carlo Speroni” e dei terreni annessi per la disputa dei campionati. Nel pieno rispetto della libertà ed autonoma responsabilità di ciascuno, l’Amministrazione ribadisce che continuerà a seguire le vicende societarie con discrezione, ma attenta disponibilità, ricordando che, nelle pur difficili condizioni contingenti, il primario interesse della Città è la salvaguardia di ogni suo patrimonio, compreso quello non azionario o proprietario, ma simbolicamente significativo, della sua massima rappresentanza calcistica.
 
Sin d’ora va il ringraziamento sentito dell’Amministrazione agli sforzi di chiunque, in buona fede, ha consentito e consentirà alla Pro Patria di vivere, a cominciare ovviamente dal patron Vavassori e, in questo momento, da Patrizia Testa, la cui generosa passione non può certamente essere né strumentalizzata, né sottaciuta”.


L’ennesima doppia versione sulla situazione societaria uscita sui giornali odierni potrebbe in realtà celare la stessa realtà, seppur spiegata in modi diversi e ancora mutabile dai fatti.

E’ probabile che a minuti l’Amministrazione comunale darà  il suo contributo in termini di informazione ai tifosi spiegando che i confini della vicenda non sono così delineati e invalicabili come riportato da parte della stampa e che Patrizia Testa rimane interessata al club di via Cà Bianca, a patto che la stessa Testa riceva le garanzie richieste dal patron.

Insomma, non si sono interrotti i rapporti cordiali tra le parti e il fatto che Vavassori abbia deciso di iscrivere la squadra è la “conditio sine qua non”per mantenere ancora in vita la società e permettere quindi di approfondire la trattativa.

Nessuno è scappato e nessuno si è tirato indietro, trattasi solo di trovare la quadra.

E questo crediamo sia la cosa più importante da sapere

Flavio Vergani


Avete presente i grandi balli che si facevano una volta (e che vediamo oggi nei film) in cui la bellona di turno viene contesa sempre da due giovanotti? Se avete presente non c’è immagine migliore per raccontare quello che sta vivendo in queste ultime settimane la nostra Pro Patria.

Da qualche tempo a questa parte l’attuale proprietà ha imbastito una trattativa con una cordata interessata all’acquisizione del nostro brand che, seppur negli ultimi anni è stato bistrattato, è sempre sinonimo di storia e qualità. Sebbene in questi casi il silenzio è d’obbligo non è giustificabile il muro d’ovatta creatosi intorno alle sorti della nostra beneamata arrivando, le varie testate giornalistiche locali, a predicare chi ottimismo chi invece a dire che tutto è finito nel peggiore dei modi.

Ecco, forse questo adesso fa più rabbia che la trattativa in sé o le recriminazioni contro, a quanto pare, ancora l’attuale proprietà; perché il tifoso o il semplice appassionato deve rimanere all’oscuro di tutto essendo il fruitore del prodotto? Il rischio è quello di creare, oltre ad un danno d’immagine e cadere nel ridicolo, ulteriore disinteresse e disinnamoramento verso la squadra con ricadute in marketing, vendita di biglietti, partecipazioni alle manifestazioni intorno alla squadra ecc … E ve lo dice uno che di economia ci capisce ben poco …

Quello che non si riesce anche a capire è l’atteggiamento dell’attuale proprietà la quale lancia il sasso ma poi ritrae la mano. Senza voler ledere o creare un danno d’immagine a nessuno dato che la mia è solo una considerazione, non riesco proprio a capire l’amore e odio che si ha verso la Pro Patria e suoi tifosi dato che un giorno si dice che mai e poi mai si sarebbe continuati quest’avventura per poi invece metterci ancora “il grano” perché non se la sente di farla morire. Gesto nobile a cui siamo grati ma perché allora tutte quelle dichiarazioni negative? Cosa si vuole fare realmente della Pro?

In questo momento bisogna mettere in secondo piano le trattative di vendita, o meglio non devono essere la necessità primaria; quello che serve ora è quello di creare in  tempo uno staff tecnico e una squadra che non ci faccia intercorrere negli imperdonabili ritardi della passata stagione con le conseguenze che abbiamo visto e pagato a caro prezzo. A patto però che si crei qualcosa di decente, non un cosa campata per aria affidandola magari a persone di dubbio curriculum. Nel frattempo se l’intenzione è quella di passare la mano dopo questi aggiustamenti si continui nelle trattative o se ne intavolino altre e, costruire una squadra appetibile, è nell’interesse di chi vuole passare la mano il quale potrebbe ricavarci qualcosa e non nulla come in questo momento.

In attesa di schiarite e notizie fresche che abbattano la calura che ci opprime climaticamente e calcisticamente … sempre forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

La realtà come abbiamo imparato ormai da tempo in casa bustocca ha due volti. Dipende da quale giornale di legge al mattino e in che ordine.
Testa o croce ci verrebbe voglia di dire, Testa per la Prealpina, Croce o meglio Via Crucis senza crocifissione per la Provincia che riporta una versione del tutto differente di quanto scrive la Prealpina.
Provincia che comunica la volontà di Patrizia Testa di abbandonare la trattativa lasciando nelle mani di Vavassori l'onere dell'iscrizione ( già effettuata) e la scelta dello staff tecnico (già scelto). Per cui, tutto come prima, il buon cuore del patron ha prevalso su tutto il resto e ha permesso alla Pro Patria di vivere.
Per cui tutti uguale a prima o quasi, lo 0,01% o anche meno che Vavassori stimava come possibilità che fosse lui ad andare avanti, alla fine ha prevalso sul 99,99 % e l'ennesimo miracolo si è avverato.
Valanghe di telefonate per chiedere chi dei due quotidiani la racconta giusta. Risposta: non lo sappiamo.
Come sempre da qualche tempo a questa parte, attendiamo una dichiarazione ufficiale unica per tutti, del resto abbiamo imparato a diffidare da chiunque per cui manteniamo cautela.
Se volete un nostro parere e una nostra impressione, allora vi diciamo che a nostro avviso, a fiuto però sia chiaro, sono entrambe vere, diremmo necessarie.
Come sempre, il tempo sarà galantuomo.
Flavio Vergani

Ringrazio di cuore tutte le persone che hanno contribuito all'ottima riuscita della Festa della Birra del Pro Patria Club.
Sono fiero ed orgoglioso di voi per lo sforzo che avete voluto regalare al Pro Patria Club. Vi ho visti sudati, affaticati, ma sempre con il sorriso sulle labbra e la voglia di fare. Qualcuno di voi ha lavorato nonostante le conseguenze di recenti infortuni, altri, nonostante l'età,  hanno sfidato il caldo di questi giorni con spirito tigrotto e senza lamenti. Altri ancora hanno sacrificato molti giorni delle proprie ferie pur di non lasciar mancare il loro sostegno per la buona riuscita della manifestazione
Una squadra fortissima in maglia arancione, la divisa da trasferta della Pro Patria, scelta per rendere ancora più importante la vittoria. I commenti della gente, i sorrisi dei presenti, i complimenti spontanei che uscivano dal cuore della gente hanno testimoniato l'importanza di quello che è stato fatto.
Abbiamo vissuto tutti insieme un'emozione stupenda per quello che abbiamo realizzato. Un'emozione in più l'ha vissuta la mia anima quando ha visto ancora una volta le altre anime del tifo sedute al tavolo con noi. Una soddisfazione grande per chi come me ha sempre lavorato per l'unità del tifo cittadino.
Ringrazio di cuore lo staff del Pro Patria Club, gli artisti che hanno animato la manifestazione, gli sponsor che hanno creduto nella festa con il loro importantissimo contributo, l'Amministrazione comunale per il patrocinio, gli artigiani le cui bancarelle hanno trasmesso calore e colori, RadioVideoMusic per aver trasmesso in diretta la nostra festa, dandole un sapore internazionale, la Pf Sound che ha saputo soddisfare le richieste degli artisti regalandoci luci e suoni di alto livello. Un pensiero ad Asda, l'associazione che segue le persone disabili per le quali vorrei fare e dare sempre di più e su questo già posso dire che lavoreremo nel futuro prossimo per essere ancora più vicini ai momenti solidali.
Grazie a tutti e forza Pro Patria.
Il Presidente
Roberto Centenaro

Il tempo stringe, i legali non legano e i commercialisti non commerciano e la Pro Patria non riesce ad uscire dal tunnel dell'incertezza societaria.
Domani occorre regolare l'iscrizione versando i soldini e l'unica soluzione che sembra praticabile prevede una gestione societaria condivisa che consentirebbe agli interlocutori di dormire sonni tranquilli.
Per cui, l'iscrizione e la fidejussione verrebbero pagati più o meno a metà tra Testa e Vavassori il quale rimarrebbe ancora per un po' di tempo, non si esclude tutta la stagione, con i mano la maggioranza delle quote societarie. Nel frattempo il patron salderebbe i debiti a lui ascrivibili, mentre Patrizia Testa svolgerebbe la normale gestione sportiva pagando i conti della stagione entrante.
Ovviamente, la Testa firmerebbe fin da subito una proposta di acquisto irrevocabile che la obbligherebbe a ritirare la società nel caso padron Vavassori paghi i debiti pregressi nelle scadenze concordate.
Insomma , la tigre si trasformerebbe in gattopardo, almeno per un po' di tempo.
Flavio Vergani

Si è spento Luigi Armiraglio, detto Gigi, papà del nostro consigliere Giorgio.
Questa sera alle ore 18.00 verrà recitato il Santo Rosario nella chiesa di San Giovanni, mentre domani alle 14.00 sono previsti i funerali, sempre a San Giovanni.
Il direttivo del Pro Patria Club è vicino a Giorgio e famigliari e porge le più sentite condoglianze.
Direttivo Pro Patria Club


Notai, commercialisti, bozze di accordi, tutele reciproche, assicurazioni, modalità, sono parole sentite ripetutamente in questi giorni.

Azioni e riflessioni corrette che al contempo tengono lontano la Pro Patria da una soluzione finale.

Obblighi imposti dal mondo nel quale viviamo ricco di imprevisti, di furbi, di opportunisti che hanno creato i precedenti e quindi le prevenzioni al rischio.

Il mondo sulla materia si è evoluto al contrario, passando dalla stretta di mano agli accordi superblindati. Spesso necessari, ma non sempre. E questo è un caso dove non servirebbe che una stretta di mano, non ammessa dai malpensanti per non far la figura degli sprovveduti in caso di tradimento.

Ma non potrà esserci tradimento tra due persone serie, stimate e rinomate nelle loro attività professionali come Pietro Vavassori e Patrizia Testa.

Chi dei due perderebbe la propria onorabilità non rispettando un patto sulla parola per cifre importanti senza dubbio, ma non determinanti per le loro posizioni finanziarie. Chi perderebbe il  proprio statement per una vicenda così pubblica, così virale in termini  comunicativi in caso di mancato rispetto degli accordi. Chi si giocherebbe la propria onorabilità e la propria dignità per la Pro Patria?

Uno a capo di una azienda che opera in tutto il mondo con cariche prestigiose negli ambiti associativi di categoria, l’altra con un passato alle spalle che parla da solo. Due persone per bene che stanno negoziando l’acquisto e la vendita di qualcosa che assomiglia più ad un hobby che ad una attività industriale.

Siamo certi che se potessero, se non venissero taggati di superficialità, se l’agire comune non fosse un obbligo per non sentirsi dare dell’ingenuo, tutto si potrebbe risolvere guardandosi negli occhi e stringendosi la mano.

Nessuno dei due mancherebbe di rispettare l’accordo, anzi, forse proprio per quella sfida fondata sull’onestà farebbero a gara per non deludere la controparte. Che forse sarebbe meglio chiamare la”stessa parte” visto che entrambi lo stanno facendo per dare vita alla Pro Patria.

Flavio Vergani


Trionfale sesta edizione della Festa della Birra terminata ieri sera con il concerto tributo a Vasco Rossi di Sensazioni Forti. “E va bene, va bene…va bene così”, potrebbe essere proprio la frase dell’artista di Zocca a riassumere quanto accaduto in questi tre giorni del Museo del tessile.Record di presenze e indice di gradevolezza altissimo tra le gente che ripeteva la stessa frase: “ma come è bella questa festa, sempre più bella…complimenti”.In effetti appena entrati nella location che ha ospitato la kermesse del Pro Patria club ci si sentiva avvolti da una magica atmosfera, le luci delle bancarelle degli artigiani  pre annunciavano lo splendore che attendeva i visitatori appena passata la soglia del museo. Bancarelle che offrivano prodotti esclusivi e di qualità, come quella del mio amico Davide che ha colto nel segno per la particolarità della bigioteria artigianale che brillava quanto gli occhi azzurro intenso della consorte. E figlia d’arte non mente.Le maglie arancioni che vestivano lo staff del club trasmettevano l’idea di collettivo, proprio come quello esaltato dalla grande Olanda di Cruiff. Nota lieta vedere molti giovani dietro il distributore della birra, o alla preparazione delle crepes, o in cucina, un patrimonio da coltivare per dare un futuro degno a questo club composto da tantissimi “Serafini” e “Tramezzani”, ma bisognoso di under 30 per perpetuare i successi del passato.Bello anche vedere  “la Pamela”, la “Cristina”, “il Sergio”, “il Lorenzo”, “il Lele” e tanti altri partecipare attivamente alla festa a testimoniare che si è finalmente sdoganata l’assurda divisione tra la tifoseria di qualche anno fa. Ora, pur abitando in condomini diversi, tutti partecipano ai lavori comuni. E, il buon Andrea Fazzari ne è stato un valido precursore che ha tracciato la direzione.Lo spettacolo di ieri sera doveva essere il clou della tre giorni e in effetti non ha deluso le aspettative, ma la festa è stata così ricca di contenuti spettacolari offerti da EffettoLiga, Octave, Excellent, Wonderlust, Samsoara e Flamboyan che è davvero difficile stilare una classifica di gradimento. Un’offerta differenziata e per tutti i gusti che di fatto elegge tutte le tre serate come regine della tre giorni.Il Presidentissimo Roberto Centenaro gongolava dalla gioia gettando lo sguardo nel futuro: “basta code in cucina, il prossimo anno dovremo migliorare e più beneficienza perché tutto questo ha uno scopo se fa star meglio gli altri”.Giovanni Pellegatta , deus ex machina della manifestazione, trasmetteva gioia da ogni poro, ma anche voglia di ripartire fin da subito, quasi che alzarsi questa mattina senza nessun impegno da dedicare alla festa lo facesse sentire orfano di qualcosa che lo fa sentire vivo.Bella anche l’iniziativa del torneo di Subbuteo dedicato alla memoria di Luigi Marra, uno che per il Pro Patria Club ha dato l’anima, torneo dove hanno vinto tutti i partecipanti.Non è semplice ringraziare nel giusto modo chi ha dato l’anima per la sua riuscita. Si rischierebbe di dimenticare qualcuno/a, oppure di spendere parole più significative per qualcuno e non per altri e questo sarebbe una punizione davvero non meritata da nessuno. Per cui ci limitiamo nelle citazioni, ognuno sa cosa ha fatto per la festa e cosa hanno fatto gli altri e questo basta e avanza.Un successo di squadra è tale solo se tutti partecipano per quel che possono, alla festa della birra tutti hanno dato di più di quel che potevano e quindi non si parla più di successo, ma di trionfo.

“Eh già… va bene, va bene così “ direbbe Vasco Rossi e il presidente Centenaro, fan del Blasco, non potrebbe che essere d’accordo.
 

Flavio Vergani


Giornata finale della sesta Festa della Birra che inizierà a mezzogiorno con il pranzo condiviso con tutte le anime della tifoseria bustocca.
A seguire le finali del torneo di Subbuteo dedicato alla memoria di Lugi Marra e quindi la cena con le specialità di Roberto Lusetti.
A seguire torna Flamboyan con una esibizione di danza moderna e quindi le "Sensazioni Forti" con le cover di Vasco Rossi.
Un gran finale meritato per una festa che ha riscosso un successo senza precedenti.
Flavio Veregani

Tiziana Finetto, la "dea della musica"
La seconda serata della sesta Festa della Birra del Pro Patria Club riesce nell'impresa di superare il numero di presenze della prima serata, evidentemente la voce che al Museo del tessile sta andando in scena qualcosa di imperdibile è serpeggiata veloce in città.
Nel pomeriggio era partito il torneo di Subbuteo alla memoria di Luigi Marra, un tifoso che ha fatto la storia della Pro Patria, poi, dopo aver scaldato la piastra con le specialità sapientemente preparate dal "Cracco" del Pro Patria Club che risponde al nome di Roberto Lusetti, ecco partire gli spettacoli.
Dopo la danza del ventre della scuola Samsoara che ha lucidato gli occhi dei presenti, ecco il menù musicale che è stato sorprendente.
Chi pensava che Octave, il gruppo specializzato nella musica anni 80, potesse venir stritolato dalla presenza in cartellone di nomi più noti come gli EffettoLiga e le Sensazioni Forti, ha dovuto ricredersi.



Octave Live
Far ballare la gente è la prerogativa di ogni gruppo, ma farlo con le temperature di questi giorni potrebbe sembrare impresa impossibile. Invece, gli Octave hanno saputo compiere il miracolo trasformando il Museo del Tessile in una discoteca a cielo aperto. Piccoli e grandi, giovani e meno giovani hanno cantato, saltato e ballato per tutta la serata sulle note di Disco Inferno, Long Train Running, Knock on wood, Ymca, La mia banda suona il rock, Amore disperato, The best e tanti altri successi degli anni 80.
Il gruppo non ha trascurato nessuno dettaglio a partire dall'impatto scenografico con i musicisti in elegante bianco a manica lunga, sfidando in maniera intrepida il caldo di questi giorni, mentre la cantante Tiziana Finetto indossava un raffinato abito il cui color code ricordava la tinta del logo del gruppo.
Un'attenzione al dettaglio che ha fatto la differenza.
Lo spettacolo ha proposto molti medley che hanno fatto assaggiare e ricordare molti pezzi del passato, ma anche momenti ludici e di interazione con il pubblico, Gadget per i più fortunati e fuori programma con il presidente Roberto Centenaro ( bassista in gioventù)che con la first lady Laura e il vicepresidente Giovanni Pellegatta si sono esibiti un una versione riarrangiata di "Io vagabondo"
Due ore e più di energia allo stato puro offerte da un indemoniato Flavio Vergani alla batteria, dal timoniere del ritmo Roberto Gianquintieri al basso, dalle eleganti sonorità e dai raffinati arrangiamenti di Fausto Reina alla tastiera e dagli accattivanti riff e incisivi assoli di Vincenzo Polizzi.
Una base musicale sulla quale si è appoggiata la cantante Tiziana Finetto, in particolare stato di grazia, che non si è risparmiata valicando confini vocali di grande difficoltà in pezzi come Ti sento e Città vuota. Cantante versatile in grado di spaziare in diversi generi musicali coninvidiabile disinvoltura e senza mai perdere la grinta da tigre, particolarmente apprezzata in un contesto dove la tigre è il simbolo di una passione.
Prima degli Octave hanno colpito l'occhio e l'orecchio un gruppo tutto rosa, le Wonderlust, sedicenni scatenate che se manterranno lo stesso spirito potrebbero dire la loro nel variegato panorama musicale italiano.
Quando si sono spente le luci del Museo del tessile si udivano nelle strade adiacenti molte persone che canticchiavano i motivi degli Octave, un modo per prolungare una festa che è stata una gioia. E questo ha mille significati. Insomma, sfida vinta per il gruppo della dea della musica.
Durante la serata la rappresentante di Asda, associazione che segue le persone disabili, ha ritirato una somma donata in beneficienza dal Pro Patria Club.