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Il gelo “fantozziano” che ha colpito Lecco nello scorso week end ha impedito di disputare la partita con la Pro Patria, unica gara sospesa nei gironi A e B di serie D. Mentre a Darfo e non solo un esercito di volontari spalavano il campo, a Lecco il sindaco ha fermato le pale sostenendo che la gara non “s' ha da fare”. Una scelta manzoniana del tutto in linea con i paesaggi del sotto Resegone la cui mole ha forse fatto ombra allo stadio Rigamonti provocando una gelata invidiata persino dal palaghiaccio. Intanto, la società lecchese cerca di arruolare spalatori, anzi no …giocatori, che possano allontanarli dal fondo della classifica, ovviamente dopo l’ok del curatore fallimentare che sta interessandosi alla vicenda dei nerazzurri. Una gelata con i fiocchi ci par di capire visto che sposterà la gara al 1 febbraio o all’8 febbraio. L’accordo tra le società, almeno su questo punto, sembra essere stato trovato, ora si attende l’ok dei vertici. Insomma, collocazione perfetta per il Lecco che a mercato chiuso avrà fatto quello che doveva fare, mentre per la Pro sarebbe forse stato meglio risolvere la pratica prima del match con il Monza, ma è andata così che ci volete fare. Contento anche il questore che con la “ferialità” del giorno di recupero avrà vita facile nel controllare l’orda di guerriglieri maori pronti ad invadere Lecco con la clava in mano, a bordo della famosissima “carovana” stile Far West richiesta dai protocolli di sicurezza. Molti di questi guerriglieri hanno un hobby durante la settimana chiamato “lavoro” che, seppur a malincuore e non per scelta propria, diventa spesso prioritario rispetto a qualunque altra opportunità. Compresa quella di andare a Lecco di mercoledì pomeriggio per vivere una giornata di ordinaria follia. Partenza in carovana, probabile assalto degli indiani prima dell’arrivo alla meta, successiva presa in consegna da parte degli sceriffi e persino possibile rodeo con caduta dal cavallo per opera dei nuovi soldati del Lecco, assoldati nel mercato di riparazione. Davvero troppo e senza dubbio non meritevole di una scornatura con il capo che ormai ha capito che quando chiedi ferie di mercoledì c’è un recupero o un turno settimanale di campionato, per cui ti fissa una importantissima riunione a cui non puoi mancare per le 14,30. Così non puoi nemmeno far finta di chiamare un fornitore con l’auricolare, mentre dallo stadio il “Bacchi”, che è in pensione e quindi ha tempo anche per i recuperi, ti racconta la partita via cellulare. Insomma, una vera tragedia quella causata dal ghiaccio lecchese. Forse bastava un po’ di sale nei giorni precedenti, ma il sale costa e poi fa salire la pressione con conseguenti rischi per la salute e quindi per la sicurezza dell’ordine pubblico. Per cui, in caso di sale le presenze ammesse sarebbero state la metà, solo quaranta. Un problema per il Pellegatta, visto che non è semplice trovare carovane da 40 posti, solo i pullman tengono quel numero. Avrebbe dovuto ripiegare sui sidecars, venti sidecars scortati dal presidentissimo Roberto Centenaro a far da staffetta con la sua potente moto. Una vera e propria   safety car, anzi una safety moto. Ma, il Giannino ha fatto sapere che fa troppo freddo con il sidecar per cui il Bacchi ha chiesto alla Mercedes un sidecar coperto, ma nemmeno a lui l’hanno concesso, nonostante sia un top client.Rimaneva la soluzione individuale con cavalli a noleggio. Subito la presidente Patrizia Testa ha messo a disposizione i suoi, ma la questura li ha chiesti senza zoccoli di ferro per motivi di sicurezza, così anche questa opzione è caduta. Niente da fare, ha proprio ragione Alessandro Manzoni: “Questa trasferta non s’ha da fare…”

Flavio Vergani


Sasà Ferraro (foto Garavaglia- tutti i diritti riservati)
Il sondaggio promosso dal sito ufficiale della società per premiare il miglior tigrotto del girone di andata vede in testa Sasà Ferraro che guida la classifica con ben 251 voti. Dietro di lui Santic con 82 voti, Gherardi con 81 voti, Santana con 79 voti e Di Sabato con 78 voti. Non mancano le sorprese come il giovanissimo Veroni che non ha praticamente mai visto il campo nel girone di andata premiato con ben 20 voti, ossia più di Zaro, più di Mauri, più di Barzaghi, più di Piras, più di Garbini. Sorpresa fino ad un certo punto se si considera che il sondaggio non limita il voto ad uno per account al di là delle volte che si entra nel sito, ma permette di votare ad ogni accesso, per cui basta avere amici e parenti disponibili a votare con frequenza per godere di un risultato del tutto lontano dalla realtà. D'altra parte lo si capisce anche dal numero dei presunti votanti che ad oggi sono più di 800, di più degli spettatori medi presenti allo Speroni che, vista l'età media, dubitiamo che siano così avvezzi al mezzo online, tanto che tutti si siano preoccupati di votare. Insomma, pur di vedere il nome del proprio caro in cima alla classifica non si fanno sconti nemmeno al buonsenso.
Flavio Vergani

Non erano bastate nove vittorie su dieci partite alla Pro Patria per accorciare sul Monza. La soluzione sembra stare nel paradosso: basta non giocare per fermare i brianzoli. Così la Pro Patria riposa per non scivolare sul ghiaccio di Lecco e  il Monza frena a Darfo, terra infausta non solo per i colori bustocchi. Primo punto perso per i brianzoli in trasferta dopo un girone di andata a punteggio pieno lontano dal Brianteo.
Insomma, un vero e proprio big event.
Cade anche la damigella d’onore Pergolettese impallinata tra le mura amiche dal Bolzano, vola la Virtus Bergamo con la manita ai danni dell'Olginatese.
Intanto. le tigri riposano pensando al match di domenica prossima con il Caravaggio. Poi, si entrerà in zona big match con la madre di tutte le partite che vedrà i tigrotti viaggiare verso Monza proprio qualche settimana prima di Papa Francesco. Tempo di miracoli? Perché no?


Flavio Vergani

Sopralluoghi avvenuti in queste ora hanno costatato parecchio ghiaccio sugli spalti e in parte,anche attorno al campo. Sul manto erboso oltre ad altre lastre gelate, c’è pure la neve caduta nelle ore scorse che è divenuta, difficilmente eliminabile in tempi brevi. La crosta ghiacciata mischiata alla coltre nevosa ha di fatto reso il terreno di gioco “una vera e propria pista di pattinaggio”.
Su portale di lecco-channel troverete le immagini dello stadio "Rigamonti imbiancato".
Visto che la serie D gioca tutte le domeniche (in alcuni casi il sabato), questo match, sarà sicuramente dirottato ad una data infrasettimanale. A questo punto crediamo che l’assenza sugli spalti dei Lecchesi, sarà considerevole e si mischierà a quella totale di noi Bustocchi costretti già a casa per motivi di “ordine pubblico”.
Insomma se non si giocherà in ore “decenti” Lecco-Pro Patria passerà alla storia come la partita tra le meno “seguite dai tifosi“ della storia della serie D.
Simone Merlotti.

La partita Lecco Pro Patria è stata sospesa per le avverse condizioni climatiche che hanno ghiacciato il terreno di gioco. La gara verrà recuperata in data da destinarsi. Lo rende noto la società bustocca con un comunicato ufficiale apparso sul sito.

I tifosi fanno fronte comune dicendo no alle discutibilissime restrizioni imposte dalla questura di Lecco che ha consentito la partecipazione alla trasferta di soli 80 tifosi bustocchi . Nella giornata di ieri i club organizzati hanno fatto sentire la loro voce con due comunicati che hanno confermato la volontà di non partecipare alla trasferta viste le inaccettabili condizioni poste dagli organi competenti. Un presa di posizione che il Pro Patria Club condivide pienamente come già comunicato nei giorni scorsi.  Seppur consapevoli che la decisione di fatto va incontro all'aspettativa della questura di Lecco che fin dall'inizio avevo l'obiettivo di non far partecipare nessun tifoso di Busto alla trasferta,  parallelamente si ritiene di dover esprime con tale scelta tutto il dissenso per queste restrizioni che sempre più frequentemente si rilevano nel mondo del calcio. Se altre volte la scelta poteva avere un senso, almeno sulla carta, questa volta la decisione appare del tutto fuori luogo, per cui la risposta della tifoseria appare come la migliore per manifestare tutto il rammarico e la delusione per quanto accaduto.
Flavio Vergani


IL COMUNICATO DEGLI ULTRAS
Di fronte alle imposizioni dettateci dalla Questura lecchese, siamo giunti ad una sofferta, ma unanime decisione: non saremo presenti a Lecco questa domenica nonostante aspettassimo questa partita da tutto l’anno. Questa scelta nasce dal fatto che non accettiamo e non accetteremo mai di viaggiare come ci viene imposto da Questure/Prefetture che siano.
Per noi è inconcepibile che ci venga negata la libertà di come viaggiare (in carovana scortata andata e ritorno) e in quanti viaggiare (massimo 80 posti disponibili), quando si prevedevano facilmente numeri nettamente maggiori considerate l’importanza della gara e la rivalità.
Noi non saremo mai schiavi di niente e di nessuno, perché non siamo quelli che gli altri desideravamo che fossimo, ma quelli che NOI abbiamo scelto di essere!
LIBERTÀ DI TIFO!
Ultras Pro Patria 1919

IL COMUNICATO DE IL TIGROTTO
Il Club “Il Tigrotto” sposa in toto la linea di pensiero dei nostri Ultras Pro Patria 1919 in merito alle limitazioni imposte dalla Questura, in relazione alla trasferta di Lecco. Pertanto si è arrivati alla sofferta decisione di non presenziare alla partita, sia per protestare contro queste restrizioni assurde che ci impediscono di vivere appieno la nostra passione per la Pro Patria e per il calcio, che per dimostrare il nostro sostegno a chi, come e forse più di noi, onora i nostri colori seguendo la squadra in modo incondizionato.


Giorgio Giacomelli la memoria storica della Pro Patria
 Storie  di calcio bustocco
Le storie di oggi tutte le conoscono, quelle di ieri sono di un tempo lontano, sono ormai dimenticate.
Nessuno le ha scritte e se qualcuna ha avuto il nero degli inchiostri, sembra aver fatto il suo tempo. I giovani non le conoscono, i meno giovani ne han solo sentito vagamente parlare, ma sono storie vere che i giovani d'oggi nemmeno possono immaginare.
Dicon PRO PATRIA, di un passato glorioso, eroico ed a sentire gli anziani c'è da rimanere  sbalorditi ed incantati.
A metà anni venti la Pro Patria era in piena ascesa. Gli incontri erano scontri a manico d'ombrello fra i tifosi delle varie città. E Como e Busto non potevano certo esserne esenti.
I Tigrotti giocavano dunque a Como( 18-4-1926 -1  a 1 ) ed i Comaschi, che a Busto avevano ricevuto una grande accoglienza, aspettavano solo l'occasione di rendere pan per focaccia, presto trovata con l'avvenuta espulsione di un  aitante calciatore bustocco, uscito  attraverso un corridoio di tifosi avversi armati d'ombrello. Per quanto sveglio e lesto arrivò agli spogliatoi assai malconcio con evidenti ecchimosi sul volto e sul groppone. Al termine della burrascosa partita nessun giocatore biancoblu s'azzardò a lasciare il terreno di gioco. I dieci rimasti  si portarono a centro campo, ma essendo il campo della Camerlata privo di reti di protezione, vennero  assaliti dagli inferociti e mai sazi di rivalsa tifosi comaschi.
I bustocchi peraltro non eran della solfa dei ciàpa su e porta a cà. Nel tragitto di avvicnamento alla stazione  F.N. Como Borghi entrarono in un'osteria , trincarono alla grande, se ne andarono non tirando  fuori un becco d'un quattrino. Poi presero di mira il pollaio del Capo Stazione di Como Borghi ed i pennuti finirono a Busto per un banchetto di circostanza. Il capostazione denunciò il furto a carico d'ignoti e, inconsapevolmente il Maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Busto Arsizio, inviato a banchetto, gustò la parte migliore di un pollastro comasco.
Col tempo il reato venne estinto, circolò voce che c'eran di mezzo  quelli della Capuana, temutissimi tifosi biancoblu ad oltranza.
Giorgio Giacomelli

Scampato pericolo per Mario Santana che ha riportato solo un lieve risentimento muscolare al tricipite surale. L'esame ecografico ha escluso qualsiasi nuova lesione strutturale. Per lui si prospetta un recupero in tempi brevi.



Il tentativo della società è stato lodevole e le motivazioni piene di buonsenso. Il direttore generale Asmini ha fatto presente al questore che all’andata nulla accadde tra le tifoserie di Pro Patria e Lecco e che ormai l’ultimo incontro si perde nella notte dei tempi. Tutto inutile, lo sport ha perso un’altra volta, dopo aver perso durante la composizione dei gironi con Pro Patria chiamata a giocare a Levico Terme ma non a Legnano, a Bolzano ma non a Varese, a Darfo ma non a Caronno. La questura di Lecco si è detta disponibile a gestire non più di 80 tifosi della Pro Patria, uno in più sarebbe stato un problema. Parliamo di tifosi, non di delinquenti, quelli stanno (o dovrebbero stare, in galera). Prevenire è meglio di curare dice il dottore, ma non si può nemmeno pensare di non nascere per non correre il rischio di morire. A tutto c’è un limite e il buonsenso a volte dovrebbe prevaricare le rigide prese di posizioni che di fatto rendono impossibile quello che è sempre stato possibile. Il derby con il Legnano, per esempio. Giocato da sempre, quando non c’erano telecamere in campo, tornelli, biglietti nominativi e tessera del tifoso, senza che cadesse il mondo. Eliminato con un “taglia” e “incolla” del nome Pro Patria dal girone A al girone B. Adesso è il turno di Lecco Pro Patria che in un mondo pieno di problemi veri diventa una gara ad alto rischio, quasi richiamasse le barriere antisfondamento in piazza Duomo (ma i concerti si fanno lo stesso), oppure i minuziosi controlli in aereoporto ( ma gli aerei partono lo stesso). Paragone infelice dirà qualcuno, può darsi, ma il concetto è lo stesso, se ci si fa fermare dalla paura, se si dichiara che la sicurezza è garantita per ottanta persone non una in più, se si cancella il problema senza tentare di risolverlo, non si crescerà mai e la si darà sempre vinta a chi gode nell’osservare questa debolezza. Pensare che nel 2017 non si riesca a gestire una gara di serie D che anche se l’ingresso fosse gratuito attirerebbe meno di 1000 persone è davvero preoccupante, oltre che deprimente. Appellarsi eternamente ad un fatto del passato, condannabile fin che si vuole ma comunque passato, per giustificare il divieto pressochè eterno di frequentazione dello stadio di Lecco significa dichiarare l’incapacità di punire i responsabili preferendo punire anche i senza colpe. I latini, nel passato, dissero che occorreva punirne uno per educarne cento (Unum castigabis, centum emendabis), oggi si preferisce punirne cento per educarne uno, o poco più. E poi qualcuno dice che il latino non serve a niente...

Flavio Vergani

Copyright Giovanni Garavaglia vietata ogni riproduzione senza il permesso dell'autore.



































Il Direttivo del Pro Patria Club comunica chem in seguito alle limitazioni imposte dalla questura di Lecco che ha consentito la presenza di soli 80 tifosi nella trasferta di domenica prossima, ha deciso di non partecipare alla trasferta stessa. Una decisione presa con rammarico che impedisce di seguire la squadra meritevole di ogni sostegno e attenzione, ma purtroppo impedita da discutibili limitazioni che purtroppo è possibile solo subire.
Direttivo Pro Patria Club

Campionato 2015/2016- Serie D- Girone B
A fine girone di andata la corazzata Monza ha raccolto ben 44 punti. I brianzoli squadra dei records? No, lo scorso anno ci fu chi fece meglio nel girone di competenza dei tigrotti con ben 50 punti dopo la prima parte del girone. Questa squadra si chiamava Piacenza che poi realizzò altri 46 punti nella seconda parte della stagione. Piacenza primo con 96 punti.
La proiezione relativa al Monza porta a 88 punti finali (44 per 2), la Pro Patria avendo chiuso il girone di andata a 35 punti dovrebbe realizzare ben 53 punti per pensare al primato. Ovviamente, dando per scontata la vittoria nello scontro diretto a Monza con punteggio favorevole ai tigrotti per vincere l’eventuale parità finale. Diversamente servirebbero 54 punti totali, un’impresa matematicamente impossibile.
Ecco cosa accadde negli altri gironi.  Nel girone A il Bellinzago e la Caronnese terminarono il girone di andata con 41 punti, poi, nel ritorno i piemontesi fecero 45 punti mentre la squadra allenata da Zaffaroni, ora al Monza, fece gli stessi punti dell’andata (41) con conseguente secondo posto in classifica. Questo non conferma quanto alcuni sostengono a riguardo delle squadre da Zaffaroni che avrebbero un calo nella seconda parte della stagione. In realtà lo scorso anno fu il Bellinzago ad accelerare e non la Caronnese a cedere. Bellinzago primo con 86 punti.
Nel girone C vetta per Campodarsego con 45 punti seguito dal Venezia a 44 nella prima parte della stagione con ritorno a favore dei veneziani con 46 punti e solo 34 per il Campodarsego che fu battuto nella seconda parte di stagione anche dall’ Este con 40 punti e Luparense con 38 punti. Quindi, Venezia vincente con 89 punti.
Nel girone C ecco la corazzata Parma che chiudeva la prima parte con 46 punti seguito dall’Altovicentino con 36 punti. Nel ritorno 48 punti per il Parma e 40 punti per l’Altovicentino con la Correggese a far meglio con 43 punti. Quindi, Parma vincente con ben 94 punti totali.
Nel girone D exploit del Gubbio che chiudeva l’andata con soli 28 punti al sesto posto con recupero nella seconda parte del torneo con 46 punti scavalcando la Valdinievole che dopo i 35 punti dell’andata non si confermava nel ritorno con soli 28  punti. Gubbio primo con 74 punti.

 Infine, nel girone F dominio Sambenedettese con 41 punti nell' andata e 40 nel ritorno. Vittoria finale a 81 punti per la Sambenedettese.
Flavio Vergani

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“Vogliamo vedere chi è più forte”, ha dichiarato mister Bonazzi alla vigilia del match con la Virtus Bergamo. “E’ la squadra più forte del girone, lo dico da sempre” ha affermato il direttore generale Asmini nel dopo gara. Due modi diversi e indiretti per affermare la stessa cosa, ossia che questa Pro Patria è la più forte di tutti visto che con i bergamaschi non ha mai perso. L’unica debolezza della Pro Patria è la Pro Patria stessa quando si specchia nelle proprie virtù trascurando i propri difetti. La gara di Darfo pesa come un macigno sulla classifica dando alla capolista un vantaggio da gestire che gli permetterebbe di perdere lo scontro diretto mantenendo una distanza rassicurante. Ieri, allo Speroni, si è vista una squadra che ha saputo vincere pur cambiando pelle, a dimostrazione che lo schema vincente non è uno e unico e che non ci sono titolari e riserve, ma un unico grande gruppo. Quando le cose andavano male e mister Bonazzi picchiava sul punto relativo al gruppo, alla necessità di consolidarlo, in molti pensarono che fosse una sterile giustificazione per negare una realtà tecnico-tattica non soddisfacente. Invece, il mister sapeva cosa diceva e riteneva quella la strada da percorrere prima di altre. La mancanza di Bortoluz, Ferraro, Santana da quasi subito e Mauri, faceva temere il naufragio di fronte alla corazzata bergamasca, invece, in campo sono scesi i sostituti senza far rimpiangere gli assenti. Si aggiunga che il comandante ha saputo comprendere da che parte tirava il vento issando le giuste vele per prendere l’abbrivio perfetto. Santana a sinistra e non a destra, Colombo terzo di difesa con conseguente adattamento del modulo con un centrocampo under, ma over, grazie ad un Piras in costante crescita, dimostra che questa squadra ha mille anime e mille soluzioni ben note all’allenatore. Un uomo semplice che ama parlare poco con le parole e molto con i fatti, un professionista che non ha certamente un profilo “marketing” utile per l’autopromozione o per la facile giustificazione che ha saputo e voluto rimanere sé stesso anche quando gli veniva fatto notare che “qui non siamo a Grumello”. Ne ha prese tante di parole rimanendo in silenzio, o quasi, forse mentalizzando che qualcuno di quei “remarks” era da prendere in considerazione. Ha saputo correggere il modulo, ma soprattutto ha saputo far crescere la squadra in maniera sinergica ed armonica. Ha forgiato i giovani trasformando Barzaghi e Piras, aspettato Di Sabato e Pedone, ha inserito Santic, ha visto in Zaro una soluzione per la difesa traballante, ha trasformato un under come Bortoluz in un veterano vista la personalità con la quale il ragazzo interpreta uno dei ruoli più delicati dello scacchiere biancoblù. Ha creato valore e questo è un aspetto fondamentale per la crescita societaria. Comunque vada a finire l’anno avrà portato utili e l’azione Pro Patria avrà preso valore. E, questo, non è un dettaglio. Se prima si dubitava di tutto e di tutti, ora si è certi che la competenza è ben distribuita dietro le scrivanie, in campo e in panchina. Questa è la vera vittoria di questa stagione. Certamente rimane il rammarico di vedere davanti alla Pro Patria squadre che nulla hanno in più della stessa se non nove punti di distacco. Il calcio non ha e non può avere la controprova per cui il discorso del “se lo avessimo fatto prima” è legittimo ma sterile. La presidente Patrizia Testa raccoglie la sua soddisfazione con il titolo di “Bustocca dell’anno” dimostrando a chi avesse ancora dei dubbi che i bustocchi ci sono (seppur pochi) e in grado di vincere. Nel passato si era vinto, ma l’idea che si stesse costruendo un progetto a largo raggio non era mai stata percepita. Ora, si lavora con pari attenzioni su diversi aspetti rendendoli sinergici e ugualmente prioritari. Prima squadra, settore giovanile, marketing, relazioni con il territorio, sviluppo strutturale, sono le leve che quando gireranno tutte insieme potranno dare nuova potenza al motore biancoblù. Lo sponsor sulla maglia è già una novità che differenzia rispetto al passato, la struttura societaria ha un organigramma da Lega Pro, o qualcosa in più, la presidenza fa il suo rimanendo ai margini del progetto tecnico ma fortemente coinvolta in quello di sviluppo. I dettagli fanno la differenza e il nuovo sito lanciato settimana scorsa, che vi invitiamo a visitare, testimonia l’attenzione verso la comunicazione. Aspetto totalmente trascurato dalla precedente gestione e da quella ancora prima con grave conseguenze che hanno portato al totale isolamento dei suoi protagonisti. Intanto, i tifosi reclamano un merchandising di livello per inondare Busto con i colori biancoblù e qui crediamo ci sia ancora molto da fare. La voce dei tifosi che si è alzata ieri sul finale di gara dimostra che la passione è tornata a fare battere forte il loro cuore. La primavera aiuterà a far tornare i più pigri allo stadio, magari riservandogli dei mini abbonamenti di “welcome back” poco utili al bilancio economico immediato, ma vitali per la fidelizzazione.

Insomma, il dado è tratto, la Pro Patria è tornata, il futuro l'attende.

Flavio Vergani

Mister Madonna (Virtus Bergamo) non si presenta in sala stampa e i colleghi di Bergamo comunicano che ormai da tre mesi il tecnico non parla alla stampa. Sembra viva in un isolamento mediatico che non prevede chat, facebook e neppure la risposta al telefono visti i vani tentativi di contatto non concretizzatisi in settimana da parte della stampa. E' il direttore sportivo Poloni a commentare la gara:"Bella Pro Patria, diversa da quella da noi osservata a Darfo. Favorita da un rigore netto non concesso nel primo tempo. Noi abbiamo dominato i primi 15 minuti e lì avremmo dovuto segnare. Siamo troppo leziosi a volte. Comunque grande Pro Patria che ha saputo prima portasi in vantaggio con due belle reti e poi gestire il risultato. Tra Pro Patria e Monza dico che i brianzoli hanno una panchina più lunga e una grande compattezza che non li fa mai disunire. Noi abbiamo vinto a Monza senza meritare, vedo difficile una rimonta sia per noi, sia per gli avversari. Ma, comunque, ci proveremo. Eravamo venuti a Busto per vincere, siamo una squadra costruita per giocare a calcio e lo abbiamo fatto anche oggi, seppur non come nelle nostre migliori giornate."

Mister Scandroglio

Mister Scandroglio (Pro Patria): "Termina qui la mia esperienza e sono felice che sia arrivata la vittoria. Ho sostituito mister Bonazzi e avrei dovuto aiutare la squadra, spesso è stata la squadra ad aiutare me e questo testimonia quanto sia forte questo gruppo. Sono felice per l'opportunità che ho avuto. Il 3-4-3 con Colombo in difesa credo abbia sorpreso gli avversari. Mossa eccezionale di Bonazzi. La sconfitta di Darfo è servita perchè si cresce nelle sconfitte. Una caduta aiuta a vincere, anche se a livello nervoso non siamo stati in grado di prepararla al meglio a causa di infortuni e tre partite un sette giorni.

Salvatore Asmini (Direttore Generale): "Grande gruppo e bella la sofferenza del secondo tempo affrontata tutti insieme. La Virtus Bergamo per me è la squadra più forte del girone sotto tutti i punti di vista. Santana ha avuto un infortunio muscolare al polpaccio che valuteremo in settimana. Positivo è che chi subentra sostituisce al meglio chi esce. C'è voluto quello che c'è voluto per costruirla ma diamo merito a Turotti per aver scelto questi giocatori e a mister Bonazzi che non lascia nulla al caso. Ho seguito con lui la partita rendendomi conto di quanto ci mette nel suo lavoro. Voglio lodare mister Scandroglio che conosco da sempre, una persona seria, umile e preparata a cui auguro di salire il più in alto possibile. Un complimento a Piras un ragazzo che è un esempio del lavoro che facciamo. Dopo Pontisola. è arrivata la serenità dell'ambiente che aiuta a crescere tutti e soprattutto i giovani. Aspetto la crescita di Scuderi e Tondini e di tutti gli altri. Mi chiedete quali siano i miei meriti? Nessuno, se non di aver portato a Busto Turotti. Vivo defilato, dormo lo stesso la notte anche se non sono al centro dell'attenzione. Ho accettato questo incarico per portare alla normalità questa società e anche se ho trovato più difficoltà del previsto, ora stiamo crescendo come gruppo. Un fattore importantissimo".

Piras (giocatore Pro Patria): "Sono felice per il goal che arriva dopo il mio compleanno. Lo dedico alla mia famiglia, mi manca la Sardegna ma a Busto sto benissimo. Grande piazza. Sto migliorando di partita in partita, mi trovo molto bene con i ragazzi, siamo un grande gruppo. Che voto mi assegnerei? Nessuno, lascio agli altri le pagelle. Il mio difetto da migliorare? Senza dubbio le palle lunghe, devo migliorare la posizione con l'aiuto dei compagni. Oggi, siamo stati compatti in un finale difficile.

Il collega di Bergamo stuzzica il direttore generale Salvatore Asmini a riguardo della limitazione dei biglietti per Lecco e lo stesso comunica il suo impegno sul tema: "Sono stato a parlare con il questore per avere almeno 100 biglietti, ma senza ottenerli. la posizione di partenza era di non far partecipare i tifosi di Busto alla gara. Si aspettano una battaglia per cui non derogano sulla decisione presa. Ho fatto presente che all'andata è stata una giornata di sport senza incidenti e che da sei anni le due squadre non si affrontano, ma non ho avuto successo nella mia richiesta. Mi spiace per i tifosi, per il Pro Patria Club e per gli Ultrà che ultimamente ci stavano seguendo numerosi in trasferta".

MONZANI: 5

Dopo la frittata di Darfo serve il bis agevolando il goal degli ospiti con una palla non trattenuta. LKa versione "All you can eat" è indigesta. Cambiare menù, please!

PIRAS: 7+
Un voto in più per il goal che corona la sua crescita costante. Fa il suo con diligenza e attenzione senza perdere di vista le due fasi.

BARZAGHI: 6
Partita sufficiente in fase difensiva, meno in quella offensiva dove è stato meno incisivo del solito.

COLOMBO: 6,5
Bella partita del fagnanese che limita il raggio d'azione di Morosini. Puntuale e preciso nella posizione e nell'interpretazione tattica non si lascia sorprendere dal forte attacco ospite. Una garanzia.

GARBINI: 6
Onesta partita del capitano di giornata che fa quello che deve fare senza strafare o cadere in inutili protagonismi.

ZARO: 6,5 
Baluardo inespugnabile sul quale si infrangono le onde alte degli avversari. Un faro di riferimento per tutta la difesa, uno scoglio a cui aggrapparsi quando si alza il vento forte, un capitano virtuale di questa squadra che ha nel sangue.

DI SABATO: 7
Primo tempo da ricordare e secondo un po' meno brillante, ma lui è "tanta roba" in questa squadra. Ha tecnica, corsa e senso tattico che con la categoria non c'entrano niente

PEDONE: 6
Sufficienza si, ma non è il Pedone di qualche tempo fa . Fa il suo, ma sa fare molto di più, su questo nessun dubbio.

ARRIGONI: 6
Ormai è diventato una garanzia, in mezzo al campo lui c'è sempre dall'inizio alla fine, non molla un millimetro e più passa il tempo e più migliora nella lucidità mentale per tutta la gara.

CAPPAI: 6,5
Quante ne ha prese e quante ne ha date. Il vero centravanti fisico che non si tira mai indietro. Fa legna tenendo alta al squadra con i giusti movimenti che aprono la difesa ospite. Gli manca solo il goal, ma presto arriverà.

GHERARDI: 7
Solito punto in più per la rete segnata e valutazione positiva per aver dato segni di miglioramento sotto il punto di vista fisico. E' giocatore di grande qualità che da qui in poi crescerà sotto tutti i punti. si vusta .Ritrovato.

MISTER BONAZZI: 7
La mossa Colombo in difesa l'ha studiata bene e alla fine esce vincente nello scontro tattico con il quotato mister Madonna. Sul finale inventa la difesa a sei con marcatura uomo contro uomo come fossr una partita di basket portando a casa il match. Lungimirante.



Esordio con il botto per la Pro Patria che nella prima gara del 2017 stende la quotatissima Virtus Bergamo per due a uno. Mancavano in tanti e non di poco conto come Bortoluz, Ferraro, Mauri e dopo una manciata di minuti Santana (problema muscolare al polpaccio), ma la rosa biancoblù ha tanti petali e poche spine per cui mister Bonazzi ( altro assente per squalifica)ha ovviato con cambi di qualità a cui ha sommato scelte tattiche che hanno pagato. Colombo terzo difensore, per esempio, una scelta che alla vigilia aveva lasciato qualche dubbio subito spazzati via dalla realtà del campo. Tanta qualità a cui sommare tanta gioventù come quella dell’under Piras che dopo un inizio di torneo difficile ha coronato la sua crescita fisico-tattica con il primo goal della stagione che ha sbloccato la partita. Per il giovane sardo un meritato regalo per il suo compleanno festeggiato settimana scorsa.
La Virtus Bergamo è apparsa squadra quadrata e con un Morosini in più, anche se rispetto alla partita di andata è sembrata meno incisiva, soprattutto nei suoi esterni Somare e Sek oggi ben contenuti dai tigrotti. C’è anche da dire che la Pro Patria di oggi rispetto a quella di inizio campionato è ben diversa per cui è chiaro che meriti e demeriti vanno sempre identificati tenendo conto della realtà dell’avversario.
Il secondo goal tigrotto porta la firma di Gherardi e questa è una bella notizia che testimonia quanto è cresciuto e quanto crescerà questo giocatore  di indubbie qualità, frenato a inizio stagione da un brutto infortunio. Con lui, con Mauri, con Bortoluz e con Santana la Pro Patria farà divertire fino all’ultimo i  propri tifosi anche là davanti dove fino a qualche tempi fa erano concentrati i maggiori problemi della squadra.
La squadra dopo questa bella vittoria con una diretta concorrente alla vittoria finale dovrà crescere nell’aspetto motivazionale che recentemente ha causato cadute di tensione come quella di Darfo che sta pesando e peserà sulla classifica. La Pro Patria è forte con le forti, ora dovrà esserlo anche con le meno forti non dando per scontata la vittoria. A partire da domenica prossima con il Lecco, fanalino di coda da non sottovalutare.

Flavio Vergani



Su disposizione della Questura di Lecco, Aurora Pro Patria comunica a tutti i propri Tifosi che per la Gara di Campionato “Lecco – Pro Patria” di Domenica 15 Gennaio 2017 che si disputerà allo Stadio “Rigamonti – Ceppi” di Lecco, saranno disponibili i tagliandi d’ingresso nel numero massimo di 80, dovranno essere prenotati solo ed esclusivamente presso la Segreteria della Società dal Giorno Lunedì 9 Gennaio al giorno Mercoledì 11 Gennaio dalle ore 11:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:30 alle ore 19:00; gli Acquirenti del biglietto dovranno fornire alla Segreteria al momento dell’acquisto il nominativo che verrà scritto sul titolo d’ingresso ed il documento d’identità che dovrà anche essere fornito all’ingresso dello stadio. I tagliandi sono disponibili nel solo settore Ospiti e in nessun altro settore dello stadio al prezzo unico di € 10,00. Il ritiro dei biglietti potrà avvenire da Venerdì 13 Gennaio dalle ore 11:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:30 alle ore 19:00 ed il giorno Sabato 14 Gennaio dalle ore 10:30 alle ore 13:00 presso la Segreteria.
Si rende noto inoltre che la Tifoseria dovrà recarsi allo stadio di Lecco con pullman organizzati o mezzi propri in unica carovana per essere poi scortati dalle Forze dell’Ordine e che presso lo stadio “Rigamonti – Ceppi”  le biglietterie saranno chiuse.

Aurora Pro Patria 1919 S.r.l.
Ufficio Stampa


Mattia Montini
I tigrotti lavorano sodo, dopo l'amichevole con il Busto 81 vinta per tre a zero, la truppa di mister Bonazzi sta sudando per preparare la gara con la Virtus Bergamo. Dopo Natale e i Re magi a Busto è già tempo di vedere la Madonna. L'allenatore dei bergamaschi è chiamato a riscattare un girone di andata così e così se paragonato alle aspettative della vigilia che davano i suoi ragazzi come favoriti per la vittoria finale. Un pronostico condiviso anche da mister Bonazzi e dal direttore sportivo Sandro Turotti. Tra i tigrotti mancherà Sasà Ferraro che sconterà la seconda giornata di squalifica e Bortoluz per il noto infortunio muscolare. Sotto osservazione "Swarosky" Cappai che deve dimostrare che i suoi infortuni sono terminati tanto da coniugare al passato i tristi ricordi( "inCappai in qualche infortunio"). Sul fronte mercato si valuta il difensore centrale classe 1997 Triveri, svincolatosi dall'Olginatese. La strategia è chiara: inserire un under in difesa per poter far giocare Cappai come centravanti senza sacrificare il centrocampo tutto fosforo con Santic, Di Sabato e Pedone.
Intanto, a proposito di punte ha fatto scalpore la trattativa che sta portando a Sassuolo Mattia Montini, la punta conosciuta a Busto lo scorso anno che anche lui non scherzò quanto ad infortuni.
Dopo i suoi 11 goal realizzati con il Monopoli per lui si è mosso patron Squinzi con la proposta di un contratto quadriennale. Probabile che poi verrà girato in serie B, seppur se sulle tracce del romano sembra esserci anche il Lecce che punta alla vittoria finale nel girone C di Lega Pro.
Altro gioiello cercato da mezza serie B è la punta classe 94 Terrani, lo scorso anno a Busto che la Lucchese ha messo sul mercato per capitalizzare il  suo investimento, visto che il ragazzo è in scadenza di contratto.
Insomma, La Gorga sta andando in B con l'Alessandria, Montini punta alla serie A, Terrani lo vogliono in B, i vari Marra, Salifu, Capua giocano in pianta stabile in Lega Pro, per cui sorge spontanea la domanda sui motivi per i quali la Pro Patria dello scorso anno fosse così scarsa. Misteri del calcio.
Flavio Vergani

E’ partito per la sua trasferta più lunga portando nello zaino i colori della sua vita: la maglia rossonera del Milan e la sciarpa della Pro Patria. Poi, è salito sul pullman che lo porterà tra le stelle applaudito dai suoi amici di sempre: Giancarlo, Gianni, Enrico, Erminio, Lelio, Dario e i moltissimi altri che lo avevano e hanno nel cuore.
Una vita da mediano, quelli che corrono, lottano, soffrono e vincono per sé e per gli altri, tanto da meritarsi uno striscione tutto per lui: quello dell’Avis.
Ha lasciato una eredità preziosissima che non è sfuggita anche a chi non l’aveva conosciuta prima: la figlia Barbara. Quello che ha fatto, come lo ha fatto, quello che ha detto, come lo ha detto e quello che ha scritto e come lo ha scritto, non lascia dubbi sul fatto che sia “figlia d’arte” di un grande uomo che ha saputo regalarle il meglio di sé. Ora, la guarderà con orgoglio dall'alto mentre lei con fierezza continuerà a far vivere il papà non come un ricordo, ma come un esempio.
Al termine dell’ultima partita i suoi amici lo hanno festeggiato, si festeggiato, perché proprio Barbara ha parlato di “un ultima festa” alla quale Aldo stava partecipando, con lo stile che lui stesso avrebbe preferito. Qualche battuta, un po’ di sorrisi e molta serenità. Tanto che Dario, che lo conosceva meglio di altri, ha assicurato che “è come se Aldo fosse qui con noi”. Un ultimo regalo di Aldo che ha voluto andarsene in modo coerente con il suo stile di vita: una straordinaria normalità.
Ciao Aldo!

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