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La Pro Patria non è più ultima. Questa è la novità che dovrebbe far gioire. Dovrebbe far sperare.
Una goccia di felicità, dopo un mare di amarezze. In campo e fuori. Chi ha ancora voglia di volgere lo sguardo al passato? Nessuno. Si parlerebbe di play off, play out, retrocessioni, finte vendite, acquisti simulati, governi ombra, migrazioni di giocatori verso la terra promessa.
Realtà e non voci inattendibili che sono state toccate con mano da questa encomiabile tifoseria, ancora presente sugli spalti, nonostante tutto. Altri sono gli assenti. L’amore non si dichiara, si misura con i fatti.
C’è chi assolve e giustifica solo riferendosi ai doveri rispettati, quasi fossero un merito e non un obbligo. Ci si riferisce ad altre parti dove i patti non sono rispettati, ma il paragone ai suoi tempi giustamente sdegnò chi si sentì offeso dal confronto.
Obblighi imposti dall’etica del ruolo che si sceglie di interpretare. Nulla di più, nulla di meno. Inutile ricorrere ai sensazionalismi.
Serve fare corpo unico per salvare la pelle? Facciamolo, ma troviamo il coraggio di farlo tutti insieme senza la puzza sotto al naso o con l’eterna voglia di vantarsi di essere nello schieramento giusto.
Dopo quanto accaduto quest’anno tentare di santificare qualcuno o farne un eroe senza macchia è esercizio impossibile.
Il colpa mia, colpa tua ha fatto il suo tempo. I crediti sono finiti per tutti e un era sta per chiudersi, sotto tutti i punti di vista.
Tra le mani ci rimane ben poco, la squadra ci è stata strappata l’estate scorsa, il settore giovanile fiore all’occhiello da sempre vantato privato dei suoi elementi migliori, spalti desolatamente vuoti per l’esodo degli spettatori. Spettatori che si differenziano dai tifosi per la loro lucidità d’analisi che li rende capaci di scegliere, di valutare, di accordare fiducia o meno al prodotto loro offerto. Senza giudizi appannati dalla passione che lavora nell’animo del tifoso distorcendo le realtà, armando le speranze, convincendoli sempre e comunque del contrario.
Occorre fare gruppo seguendo mister Montanari, un esempio virtuoso di professionista serio che sta dando un volto e un anima alla squadra. Con semplicità, con poche parole, ma con molti fatti.
Una guida sicura, una luce che può portarci fuori dal tunnel di un anno dove si è sbagliato in campo, ma soprattutto fuori con scelte gestionali da brividi.
Salvarsi sarà una grande impresa, ma non equivarrà ad una promozione, perché quest’ultima produce un anno di gioie intense. Qui è da troppo tempo che si vivono tristezze immense.
Un anno di amarezze immense per quanto visto in campo e fuori.
Ma non solo. Mentre quella piccola goccia di gioia per l’abbandono dell’ultimo posto sta dissetando la sete di salvezza del popolo biancoblù, leggiamo dell’indagine della magistratura a riguardo dell’esposto di Federbet che ha rilevato puntate anomale su alcune gare della Pro Patria.
Si legge addirittura di un potenziale rischio retrocessione nel caso che quanto denunciato fosse ritenuto valido dagli organi competenti.
Sarebbe l’ultima beffa che questa gente non si merita. Salvarsi sul campo e non essere ancora certi di avercela fatta sarebbe una ulteriore coltellata per la tifoseria bustocca.
Se esiste giustizia crediamo sia il momento che la stessa si materializzi e premi chi, nonostante tutto, è ancora qui. Con la bandiera in mano, la passione nel cuore e la speranza nell’animo.

Flavio Vergani




Chi non ricorda le lamentele delle avversarie del “Dream Team”nel campionato 2008/2009?
Il Cesena si fece portavoce delle lamentele di tutte le squadre che inseguivano i play off come Padova e Ravenna ritenendo ingiusto che una società vicina al fallimento come la Pro Patria potesse usurpare loro la promozione.
Corsi e ricorsi della storia ci portano ai giorni nostri. Il regolamento parla chiaro, la penultima classificata a fine campionato giocherà  il play out con la quart’ultima. Finisse oggi lo scontro sarebbe Pordenone  (31 punti) contro Monza(38 punti).
Un vero e proprio fake. Infatti, il Monza sul campo ha realizzato 44 punti e non 38, per cui di fatto il Pordenone si troverebbe a giocare non contro la quart’ultima, ma con una squadra più forte secondo quanto dice la classifica.
Questo è corretto? Che colpe ha la penultima in classifica se il Monza non ha rispettato le leggi fuori dal campo? Perché mai dovrebbero pagarne loro le conseguenze incontrando una squadra che sul campo non ha meritato i play out?
Punto due: nel caso il Monza si salvasse e subito dopo il tribunale lo dichiarasse fallito, che beffa sarebbe per la penultima? Che senso avrebbe?
Lo stesso discorso vale per il Novara che sarebbe l’indiscusso capolista del girone ma che probabilmente dovrà disputare i play off da quarta classificata. Pensate che chi sta lottando per arrivare seconda in campionato e quindi garantirsi l’accoppiamento con una delle quarte, ossia con delle squadre sulla carta più deboli, incrocerebbe la potenziale vincitrice del girone, per via della penalizzazione comminata ai piemontesi(8 punti). Davvero un affarone per le damigelle d’onore che vedrebbero sfumare i vantaggi del secondo posto incontrando la corazzata novarese.
Insomma, spareggi pesantemente influenzati dai punti di penalizzazione che ancora una volta si abbattono sulle squadre della Lega Pro, sempre più categoria debole del calcio italiano, nonostante il presidente  Macalli si ostini a dichiarare il contrario. Pensate che anche le squadre che pagano gli stipendi, cosa che sta diventando un assurdo merito e non un chiaro dovere per chi ha deciso di acquistare una società, si vedono iscritte nella black list dei penalizzati. La Pro Patria, per esempio, nonostante la conclamata solidità economica che ha sempre contraddistinto l’era Vavassori per due anni di fila è stata punita con un punto di penalizzazione  per ritardato versamento della famosa fidejussione.

Domanda: se nel 2009 la Pro Patria non era degna di essere promossa, nel 2015 il Monza è degno di salvarsi a spese di chi, a parte qualche peccatuccio originale, è a posto con i conti.
Macalli, lei che dice? Tutto a posto? Solita anomala normalità? Oppure, almeno questa volta, c'è qualcosa che non quadra.
Non sarebbe meglio che si salvasse chi può...pagare?

Flavio Vergani


I sogni sono desideri che però alle volte possono avverarsi … se fino a qualche tempo fa nessuno avrebbe puntato un fiorino sulla Pro Patria eccoci ricrederci perché, con la vittoria di oggi, le tigri si portano al terz’ultimo posto sebbene la differenza con l’ultima, che vale la retrocessione diretta, è di soli tre punti ma ciò, oltre a farci godere il momento, ci permette di ritornare padroni del nostro destino senza dover per forza rimanere con un orecchio su quello che succede dagli altri campi.

La situazione e le ultime evoluzioni della Pro mi ricordano il quadro “La zattera della Medusa” di Gericault. I nostri infatti parevano alla deriva inghiottiti dalla forza impetuosa del mare e strozzata dalle spire di Medusa che li stava portando nel baratro della retrocessione diretta.  Però, nell’attimo in cui tutto sembrava perduto, nel “momento in cui la rovina della zattera poteva dirsi completa” ecco il moto d’orgoglio dei nostri giocatori/naufraghi che, non più in balia del fato e della natura, come nel celebre quadro hanno preso in mano il proprio destino che gli ha portati, dopo un’estenuante lotta, ad avvistare una nave che gli avrebbe salvati, che per noi è quella dei play out. Oggi ci siamo finalmente saltati dentro, starà a noi cercare di non abbandonarla per trovarci nuovamente nella tempesta.

Dopo questa partita il grigiore della giornata non è stato più avvertito dai tifosi biancoblu i quali hanno il loro barometro che segna bel tempo; se sono così è merito di questi ragazzi i quali, dopo aver usato il bastone, mi sembra giusto ora dargli la carota. In un ipotetico mazzo di carte i nostri jolly avrebbero le facce di Serafini, Terrani, Palumbo e Melillo.

Il primo riveste ancora una volta i panni di “Iceman” e apre le danze dal dischetto, Terrani prima arrotonda il risultato abbassando la cresta al portiere avversario Galli, e poi entra nella modalità “Oliver Hutton” creando e servendo Palumbo che, con un’autentica sberla,  mette in ghiaccio il risultato. Il quarto jolly, Melillo, dimostra ancora una volta tutte le sue qualità da super portiere da cartone animato prendendo prima l’ascensore su di un colpo di testa messo in angolo e applicando l’attaccatutto sui suoi guantoni in un’altra occasione, sfiorando pure la parata sul rigore avversario (il fallo mi sembra ci fosse ma bisognava capire se fosse in area o no). Se abbiamo questa classifica dobbiamo ringraziare pure lui!

Dato il risultato non me la sento di recriminare su di un possibile altro rigore non dato anche se consiglierei agli arbitri la massima attenzione per le ultime gare, mentre la Lega dovrebbe designare direttori di gara all’altezza per non inficiare la lotta salvezza, dando così uguali possibilità ai contendenti in gara.

Con la gioia nel cuore per una posizione in classifica insperata ci restano ancora due gare che decideranno il nostro destino ma, con questa nuova Pro, non possiamo che sperare bene. Ancora un piccolo sforzo per il rush finale! Venezia e Monza stiamo arrivando!

Forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

 

Mister Montanari (Pro Patria):
Ottima prestazione, la Cremonese non ha regalato niente. Questo ė il giusto spirito, a Meda eravamo disarmati oggi tutto il contrario. Il rigore di Meda ci ha fatto capire di essere stati fortunati, oggi abbiamo cercato di trovare la soluzione prima del novantesimo. Giocare alti ė rischioso ma favorisce le nostre punte. Condizione fisica, cadaveri a Meda, oggi  molto meglio, ma il goal e il bel gioco aiutano a giocare e sentirsi meglio.. Panizzi ė un ragazzo che si allena con volontà, non ero preoccupato nello schierarlo, nonostante da tempo non giocasse. Arati ha troppa frenesia, dovrebbe impostare meglio di quello che fa.


Mister Giampaolo (Cremonese)
La Pro Patria ha meritato di vincere per cattiveria agonistica. Volevamo migliorare il nostro processo di crescita, ma il campo ha detto un' altra cosa. La differenza di motivazione, mentale e fisica ha fatto si che la Pro Patria vincesse, loro avevano altre motivazioni. Il mondo del calcio va così, ossia nelle ultime giornate le squadre meno motivate spesso soccombono,ma noi vogliamo andare diversamente. Sono partite particolari che dovrebbero essere interpretate diversamente anche per il domani, oggi ho visto alcune cose di cui terrô conto in futuro. Vogliamo capire margini e prospettive per il futuro, il prossimo anno vorremmo lottare per qualcosa di importante. L' arbitro avrebbe potuto far meglio, il rigore per la Pro era dubbio, le ammonizioni di Briganti a mio avviso sono state esagerate

Melillo (portiere Pro Patria)
Sul due a uno ci siamo abbassati  troppo, ma poi ci siamo ripresi. Il loro rigore non mi ha convinto, ma siamo riusciti a vincere con il carattere. Dobbiamo fare buoni play out, con Montanari abbiamo raddrizzato, nel girone di ritorno siamo tra le prime dieci come rendimento. Siamo giovani per cui ci manca cattiveria, ma Pisani ha dato sicurezza . Lui ci mette sempre grinta ed è persona disponibile.  Grazie a Macchi (preparatore atletico portieri), mai avrei pensato di trovare  un mister così bravo in una società con mille problemi come la Pro Patria.

Terrani (attaccante Pro Patria):

Grande partita da parte nostra con cambio di atteggiamento rispetto a Meda . Con questa mentalità tutto è più semplice. Il.rigore era  inesistente, ho preso la palla lui si è allacciato. Bello sentire il pubblico al nostro fianco. Alla fine abbiamo visto i risultati delle altre e questi si favoriscon, ma dobbiamo guardare noi stessi. Se potessi scegliere la squadra per  i play out eviterei il Monza, troppo bravo mister Pea, difficile segnargli.
Per cui, prenderei il Lumezzane
Il mio futuro ? A Busto sto bene e sono vicino a casa, ma sono di proprietà Monza, per cui staremo a vedere cosa succederà al club brianzolo.




































Melillo: 6
Presente quando serve, seppur con qualche indecisione nella uscite alte. Ipnotizza Brighenti che lo potrebbe impallinare con facilità, lo sguardo di ghiaccio del portierone gela la punta cremonese e la Pro salva la pelle.

Panizzi: 6
Ordinata prova del terzino che tornava in campo dopo molto tempo. Buona corsa e buona volontà nell'appoggiare la fase offensiva.

Guglielmotti: 6,5
Dopo aver provocato tre rigori ne porta a casa uno dopo una sua discesa. Appare più disciplinato e meno irruento

Pisani:6
Svolge la normale amministrazione tenendo a bada le punte grigiorosse, soprattutto Brighenti che spesso nel passato ha purgato i tigrotti.

Lamorte: 6
Ormai standartizzatosi su prestazioni sufficienti, mostra sempre più sicurezza e senso di posizione.

Arati: 5,5
Con la destra tesse, con la sinistra disfa. Intercetta una serie industriale di palloni e regolarmente li regala agli avversari. Benefattore.

Giorno: 5
Continua a deludere il talento bustocco che non ne vuole sapere di mostrarsi per quello che potrebbe essere. Troppe ingenuità, palle perse gratuitamente e poca personalità. In cerca di una identità da troppo tempo.

Candido: 5,5
Sbaglia un goal a inizio gara e questo lo demoralizza. Il tutto si somma ad una condizione in calo da tempo della mezzapunta tigrotta che ha bisogno di riposo.

Bovi: 5,5
Da lui ci si aspetta di più, molto di più.

Serafini: 8
Partita perfetta del Capitano che oltre al goal propone tutto il suo repertorio quasi fosse una "demo" per promuovere il bel calcio. A Madrid hanno CR7, a Busto abbiamo MS9

Terrani: 7
Altra bella partita della punta monzese che ha il solo difetto  di far fare brutta figura all'arbitro che fischia un rigore semplicemente ridicolo dopo un suo presunto fallo. Il fatto che Terrani fosse in area a difendere fa capire che il ragazzo ha dato l'anima e alla fine il risultato lo premia.

Mister Montanari: 6,5
Voto che tiene conto del bel lavoro fatto dal suo arrivo a Busto. La Pro Patria vince con due goal di scarto e la cosa non è certamente frequente. Se la crescita proseguirà, il play out potrebbe sorridere ai suoi ragazi


La Pro Patria supera per tre reti a uno la Cremonese con reti di Serafini, Terrani e Palumbo e approfittando dello stop dell’AlbinoLeffe a Lumezzane, lascia ai bergamaschi la scomoda poltrona dell’ultimo posto che significa retrocessione diretta.
La Cremonese aggiunge una "T" alle tre che da sempre la caratterizzano, T di tre, ossia dei goal al passivo che da qualche tempo i ragazzi di mister Giampaolo subiscono. I colleghi cremonesi a fine gara hanno processato l’allenatore per tale andamento lento dei grigiorossi. Lui, che è uomo del mestiere, con pazienza ha spiegato loro che la lotta per l’ottavo posto non è proprio il massimo delle motivazioni per i suoi ragazzi. In poche parole, il nostro campionato è terminato e si stanno valutando le potenzialità per il prossimo anno, ma ovviamente non è semplice tenere la squadra sulla corda.
La Pro Patria ha fatto quel che doveva spinta dal suo pubblico e in particolare da una chiassosissima curva che, dopo il chiarimento avvenuto in settimana con la squadra, ha scelto di appoggiare i ragazzi con grande calore. Tifosi ripagati da una buona prestazione dei tigrotti apparsi diversi nell’atteggiamento rispetto a Meda.
Quanto sia stato diverso l’approccio e quanto la Cremonese abbia favorito questo processo di rinnovamento di atteggiamento non è semplice da capire, ma l’importante erano i tre punti e  i tre punti sono arrivati.
Fondamentale sarà la gara di Venezia, portando a casa punti dalla laguna il “sogno” play out potrebbe avverarsi.
Certamente non il massimo delle soddisfazioni, ma la Pro Patria di Montanari merita di giocarsi le sua carte di salvezza visto il rendimento del girone di ritorno che colloca la Pro Patria tra le squadre più positive del girone.

Flavio Vergani

Fresco di stampa arriva il Tigrottino con tanti articoli interessanti proposti dalla redazione. Sergio Marra, Marilena Lualdi, Andrea D'Emilio, Flavio Vergani, Marco Mariani , Marco Grecchi, Andrea Scalvi con Silvia Torretta all'editing dei testi e Daniele Belosio alla fotografia d'autore, formano la fortissima squadra allenata dal Direttore Andrea Fazzari che anche quest'anno ha saputo vincere il campionato dell'informazione biancoblù con un prodotto editoriale di qualità.
Tigrottino lucido e profumato, come da sempre, grazie all'amore e alla passione del personale della stamperia Grafica Olona che cura il giornale come se fosse un figlio. E, un po',lo è davvero.
Con loro, Alberto Pedotti, deus ex machina della parte commerciale e logistica, ossia colui che raccoglie gli sponsor (ancora grazie a tutti gli amici che nonostante la crisi hanno aperto il portafoglio per il Tigrottino)e distribuisce il giornale nelle edicole cittadine.
Grazie a tutti!

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Da giorni in tutto il territorio si parla della storia, sfortunata, di Deborah, una giovane donna affetta da una malattia rarissima: la MSC, ovvero Sensibilità Multipla Chimica.

Deborah, mamma di due ragazzi, vive a Sangiano, rinchiusa nella sua stanza, dove è costretta a letto con una mascherina: è allergica a tutto. Chiunque entri in contatto con lei deve essere decontaminato da profumi e sostanze chimiche, a causa della malattia che le impedisce di vivere.

Dopo tanti anni alla malattia è stato dato un nome, ma l’unica ancora di salvezza è una clinica di Dallas negli Stati Uniti che è pronta ad accoglierla il prossimo 2 maggio. È evidente che i costi sono ingenti ed è dunque scattata una grande gara di solidarietà che ha visto coinvolte tante persone e tante associazioni.

I tifosi tigrotti, si sa, hanno un gran cuore e possono contribuire ad aiutare Deborah a vincere la sua personale partita: anche lei, come noi, lotta per la salvezza.

Chiunque voglia aiutarla può donare attraverso un conto corrente creato appositamente, intestato a Iori Deborah. Credito Bergamasco Iban IT05Y0503450250000000005155


Lo sconforto mi prende mentre mi appresto a pigiare il mio povero dito sulla tastiera, quanta pena prova un tifoso della Pro Patria ogni volta che quest’anno rivolge il proprio pensiero alla squadra del cuore.E quanto è triste terminare un pezzo ancora una volta intriso di amara ironia pensando a quando si poteva parlare anche di calcio.Questa orribile stagione ha “regalato” al pubblico superstite di tutto e di più con risvolti persino divertenti, forse proprio perché farciti di involontaria comicità, già risalenti ad annate precedenti.
Si iniziò tempo fa con la doppia finale di Coppa Italia di Lega Pro in cui un nepotismo autolesionistico ci espose al pubblico ludibrio in Eurovisione.Si continuò quando, proprio nel momento dell’ormai dimenticata ultima promozione, ci si aspettava una festa ed invece ci si stava preparando a “farci la festa” trasferendo baracca e burattini nella patria del cicciolo.
Poi venne il tempo del penoso rosario delle trattative “riservate”, regolarmente sfociate in nulla, e di quelle annunciate urbi et orbi e finite nello stesso modo.Dimenticheremo sicuramente molte altre “panzane” nel frattempo propinateci; mi sovvengono, citati alla rinfusa, grandi gruppi economici e facoltosi personaggi fuggiti da Busto, proprio al momento della firma, per colpa di uno sciopero di qualche tifoso avvinazzato.
Brucia poi la ferita ancora aperta ogni volta che da Reggio Emilia rimbalzano stucchevoli interviste in cui il nostro si rivolge alla Reggiana usando un “voi” tanto fasullo quanto ipocrita, ironico e fastidioso all’ennesima potenza.
Il comunicato ufficiale dello scorso otto aprile poi, con uno stile che ricorda la lettera di Totò e Peppino alla Malafemmina, bacchetta ancora una volta alcuni giornalisti “cattivi” ed indica le linee guida per l’acquisizione societaria (nel caso si decidesse davvero di volerla cedere), riproponendo il fantomatico ed immancabile “patto di riservatezza”.
L’ultima perla in ordine di tempo sembrava la presentazione in stile funebre del Presidente “a sua insaputa” Carlo Filippi, già ampiamente commentata e “sgamata”.
Eppure chi sta scrivendo la storia di questa stagione aveva in serbo per noi un’altra beffarda sorpresa, ovvero il comunicato ufficiale pubblicato sul sito della società in cui si rende noto ciò che tutti già sapevano: tanto fumo e zero arrosto ancora una volta.
Con un linguaggio pomposo e proprio per questo esilarante, viene ringraziato il Dottor Carlo Filippi per il “prezioso contributo” fornito.
Alzi la mano chi non ha sorriso a tale lettura e non si è sentito preso in giro da quelle parole.
Ma per favore! Non basta sfornare periodicamente comunicati per pretendere di insegnare ad altri una serietà negli atti e nelle affermazioni che da tempo è scomparsa da Busto.
Per quanto tempo ancora dovremo leggere stantii decaloghi di comportamento e l’ormai classico lessico venuto a nausea ai più?
Per quanto ancora persone tutto sommato normali dovranno sentirsi trattati come avessero l’anello al naso e sorbirsi prese in giro siderali quasi senza potersene lamentare, senza che i soliti sparuti ma irriducibili difensori si inalberino ed alzino al cielo lamenti strazianti per il benefattore incompreso?
Peccato che la legittima, e per molti versi comprensibile, scelta del disimpegno si sia poi realizzata attraverso farsesche trovate, veri e propri colpi di teatro, ed il mai dimenticato trafugamento di ogni cosa e persona potesse essere portata a Reggio.
Indipendentemente dalle vicende di campo (che si spera evolvano positivamente), ci si regali allora un po’ di serietà; vogliamo continuare ad essere maltrattati, come pare piaccia ad alcuni di noi, ma senza più storielline da bimbi ad indorare la pillola.
Se fine deve essere, che sia una fine dignitosa e senza che nessuno possa pensare di averci preso in giro fino all’ultimo.
Non siamo a Varese e nessuno di noi reagirà con modalità che non ci appartengono, ma non rinunceremo mai, in nome della passione per questi colori, al diritto di critica e ad analizzare con implacabile attenzione le prossime “sorprese” che ci verranno propinate.
Cerchiamo quindi di mantenere la categoria sul campo, ma prima di tutto salviamoci …….. dal ridicolo.
Marco Grecchi

Ringraziamo Andrea D'Emilio per il bel pezzo che ricorda il compleanno di Matteo Serafini al quale vogliamo aggiungere due righe per Marco Taino, visto che anche lui oggi compie gli anni. Beata gioventù, sono passati solo 22 anni da quando il "barba" nacque un quel di Tradate.
Un ragazzo dal fisico e dalla volontà d'acciaio inox, tigrotto vero dentro e fuori, ragazzo che qui è nato e cresciuto, a parte una parentesi per lui felicissima in quel di Savona.
Spesso lo pizzichiamo nelle pagelle per stimolarlo a cercare il meglio, certi che può dare molto di più, ma di lui apprezziamo sempre e comunque il suo spirito tigrotto, la sua grinta, la sua determinazione e la sua voglia di sudare la maglia. E non è poco, perché se tutti prendessero spunto da questa qualità forse non saremmo qua...ma più in alto.
Auguri Marco!
Flavio Vergani


21 aprile 2015 … per la maggior parte delle persone è un giorno come un altro … per noi tifosi della Pro no perché oggi si festeggia il compleanno del nostro capitano, Matteo Serafini.

Caro Matteo, sono 37 … ma sinceramente noi non ce ne accorgiamo perché per noi ormai sei immortale, sei come il Che Guevara sulle magliette dove, nonostante il tempo passi, il suor ricordo non sbiadisce, anzi rimane più vivo che mai.

Sembrava ieri quando nel 2009 approdasti nei nostri lidi e forse nemmeno t’immaginavi quanto bella sarebbe stata la tua avventura con noi sebbene tutti gli accidenti, non certo per colpa tua, sono accaduti nel corso del tempo. Insieme però ci siamo tolti anche delle soddisfazioni come la promozione di qualche anno fa, che sembra lontana anni luce ma che è così vicina che, se ci dovessimo sporgere, potremmo ancora toccarla.

Il giorno più bello della tua carriera ci hai fatto intendere è stato la volta con cui, con la maglia gloriosa del Brescia, mettesti a segno una tripletta alla Juventus bucando un certo Gigi Buffon, il portiere più forte del mondo degli ultimi vent’anni. Per noi invece la partita più bella è quella che deve venire perché ogni volta sai stupirci facendosi nel contempo gioire per i tuoi goal in campo.

Negli ultimi tempi, con le società che si susseguivano alla nostra guida al ritmo del mariti avuti da Elizabeth Taylor, tu sei sempre stato la nostra ancora di salvezza, non solo in campo, ma anche fuori; l’unico su cui si poteva contare perché c’era sempre e, giorno dopo giorno, hai incarnato sempre di più lo spirito e i valori di chi ha vestito questa maglia il cui spirito aleggia sullo Speroni sebbene qualcuno, armato di aspirapolvere, sta cercando di risucchiarli e svendendo al mercato al pari dei mercanti del tempio scacciati da Gesù. Perché tu, nonostante le opportunità che hai meritatamente avuto, non hai mai mercanteggiato i nostri valori non abbandonando una nave che va sempre più a picco insegnandoci che ogni buon capitano è l’ultimo che abbandona la barca o l’ultimo a dare battaglia. Per questo ti ho paragonato a William Travis, il comandante del forte di Alamo che fu l’ultimo ad arrendersi al nemico perché tu, ogni volta che scendi in campo, ci dimostri sempre di essere l’ultimo a mollare anche in una giornata storta. Perché se se ne va Serafini allora tutto è perduto e non c’è più speranza … finchè tu ci sarai allora possiamo ancora crederci!

Tanti oggi avranno aneddoti da raccontare su di te; personalmente mi ricordo di come, qualche anno fa, ti chiesi, in occasione della presentazione della squadra in piazza, una foto.  Pensando “figurati se questo che ha fatto tre goal a Buffon si fa la foto con me” mi è rimasta impressa la tua cortesia e gentilezza dato che interrompesti un tuo dialogo con dei dirigenti per farti una foto con me, che ancora conservo, e che mi piacerebbe in futuro ripetere. Non è da tutti lasciare indietro cose importanti per farsi una foto con un perfetto sconosciuto se per lo più a farlo è uno con un curriculum come il tuo.

Caro Matteo, se leggerai questa mia (e spero di interpretare il sentimento di tutti) ti voglio esprimere tutta la stima, l’affetto e la riconoscenza che io e tutti della Pro abbiamo per te. Quando andrai via ci sentiremo tutti più soli e sarà finita un’era; potremo però dire che siamo vissuti “al tempo di Serafini”!

Auguri!

ANDREA D’EMILIO


Possiamo tranquillamente dirlo … ieri ci è andata bene; tra il salvataggio sulla linea di Lamorte e il rigore ad un minuto dalla fine non ci possiamo certamente lamentare con la dea bendata dalla quale, finalmente, abbiamo riscosso l’ampio credito che vantavamo. L’unica cosa da salvare è solo il risultato e il carattere dei ragazzi che hanno offerto una prova incolore ed impalpabile, ma hanno avuto il carattere per portare a casa un punto che, alla fine, potrebbe risultare decisivo ai fini della classifica.

Se ultimamente ci siamo spesi a lodare quanto i ragazzi hanno fatto oggi purtroppo alla buona volontà non è corrisposto il riscontro sul campo e solo un rigore ci ha salvato dalla sconfitta; rimaniamo ultimi ma certamente l’aver agganciato l’Albinoleffe ed aver rosicchiato un punto al Pordenone può far solo bene al morale dei nostri, consci che anche nei momenti di difficoltà e nelle giornate storte, se ci si crede fino alla fine, si può arrivare al risultato. D’altronde è quello che gli chiedevamo dall’inizio della stagione; dove non arrivano le gambe ci arrivi il cuore, e il carattere di crederci fino alla fine è la dimostrazione e l’esaudimento del desiderio di quello che noi tifosi volevamo vedere in campo da questi ragazzi.

Se siamo critici con i nostri non possiamo però spendere parole di elogio al Renate che, seppur ha fatto vedere di più, certamente non aveva messo in campo una prestazione da rimanere negli annali del calcio da far dire “Vittoria nitida e senza appello”; il goal infatti nasce da una carambola su angolo con la palla che trova il giocatore, e non il contrario, con spettatori e diretto interessato quasi increduli di aver ritrovato così la rete, dopo 46 giorni, in quella maniera.

Quando le pantere brianzole pensavano di aver portato a casa la pelle ecco che la tigre ha avuto un sussulto e grazie a Baclet, bravo a crederci su un pallone perso, porta a casa un rigore che Matteo Serafini, oggi in versione “Ice Man”, dal dischetto non sbaglia facendosi in anticipo il regalo per il suo compleanno. Qualcuno si lamenterà che il rigore non era poi così nitido … vogliamo allora parlare della cintura sempre su Baclet che, ad un certo punto, si trova a terra senza sapere chi dover ringraziare? Per tutte le volte che ci hanno sempre fischiato contro se per una volta ci danno qualcosa favore in un’occasione dubbia … quindi Renate, anche se sei il malcapitato, per tutte le volte che abbiamo pagato noi per una volta siano glia altri a leccarsi le ferite per meriti non loro!

In una squadra che non ha messo in campo quanto ci ha abituato vedere nelle ultime settimane, una nota di merito va al nostro portiere, Melillo, sempre più nei panni di Benjamin Price del cartone animato “Holly e Benji”; se oggi siamo qui a parlare di pareggio è anche merito suo che, almeno in due occasioni, ci ha tenuto a galla. Bravo!

Una sottolineatura, seppur in tono minore, per il nostro capitano, bravo e deciso a prendersi la responsabilità di tirare il penalty che può valere una stagione, e Baclet che si è procurato il rigore e mosso bene in un paio di occasioni, compresa quella dubbia in area. Speriamo che la nostra “perla nera” si riprenda; la sua bravura ci servirà nelle ultime tre gare finali.

Sperando che i punti che tutte le squadre del campionato si sono conquistate sul campo li tengano (vista la settimana passata) ripartiamo con fiducia al grido di “forza Pro Patria!”.

ANDREA D’EMILIO


Qualche tempo fa leggemmo sul quotidiano la “Provincia di Varese” un accorato appello a patron Vavassori, firmato da Federica Artina, che lo invitava a correre al capezzale del Varese per trarlo in salvo dalle sabbie mobili dei debiti che lo stanno affogando.
Per stuzzicare il patron gli si garantiva che “ a Varese siamo diversi”. Diversi da chi non lo si esprimeva in modo chiaro, ma il buonsenso suggeriva che ci si stava riferendo ai tifosi bustocchi, visti i problemi avuti da Vavssori con la piazza bustocca.
Bene, crediamo che tale differenza varesina non sia una dote che affascini patron Vavassori. Pensate che qui a Busto ebbe di che lamentarsi per quattro fischi rivolti alla squadra dopo una prestazione penosa, figuriamoci cosa avrebbe fatto di fronte alla demolizione del campo di gioco del Franco Ossola avvenuta nei giorni scorsi.
La diversità è spesso figlia della realtà che si sta vivendo, è passeggera, influenzata dagli umori del momento, forgiata dalle speranze che rischiano di far evadere dalla realtà con pericolosi voli pindarici che fanno sentire quello che non si è.
E’ il sentirsi diversi che nasce dall’innamoramento che fa sentire le novelle coppie diverse da quelle routinarie. Poi il tempo parlerà e giudicherà con impietosa giustizia.
E’ bello sentirsi diversi quando sei in serie B e per anni hai puntato ai play off, addirittura centrandoli in una occasione.
 Diverso è sentirsi diversi quando sei in fondo alla classifica, senza speranza di salvezza e con una voragine finanziaria insanabile. Facile fare la corte a chi non ha saputo farsi amare dalla piazza bustocca, nonostante le vittorie, senza comprendere i motivi di tale disaffezione, puntando su una diversità figlia dell’entusiasmo. Una diversità effimera.
A Varese siamo diversi? Diciamo che anche a Busto lo siamo, tanto che, nonostante i play off vinti sulla carta e sempre persi sul campo, nonostante le umiliazioni subite dalla tifoseria bustocca da dirigenze non certamente indimenticabili quanto a relationship e nonostante un ultimo anno nel quale se ne sono viste di tutti i colori, anzi, spesso si vedevano più ombre che colori, ieri al “Città di Meda” la curva era presente numerosa e vociante.
A Meda, alle ore 18.00 della domenica con la gara trasmessa in streaming e con la squadra ultima in classifica. In Lega Pro, non in serie B.
Si, Busto è proprio diversa, peccato che tale diversità venga spesso solo notata in una sola direzione, quella negativa.
Peccato che alla presenza fedele in curva della tifoseria bustocca, non faccia riscontro la presenza fedele di Vavassori  in tribuna, che , fino a prova contraria, è ancora il proprietario di questa società
Il fatto che non riesca a vendere la società non crediamo possa essere una colpa attribuibile ai tifosi, per cui non si capisce la sua disaffezione alle Speroni.

 Non è certo bello vederlo spesso presente in altri stadi e sempre assente nel suo stadio.
Anche questa è diversità o anomala normalità come si usa dire in questo periodo. Certo è che ne abbiamo viste e ne stiamo vedendo delle belle. Ma, la nostra diversità e proprio questa qua. Sempre e comunque vicini alla nostra Pro Patria, nonostante tutto e nonostante tutti.
Se a qualcuno non andasse bene e ci vorrebbe diversi, ci dica come ci vorrebbe. Ma temiamo che non ci sia molto spazio per la trattativa, visto che i tifosi la loro fidejussione la versano ogni anno in soldi, passione e fedeltà. Questo è il loro dovere e questo è quello che fanno. Per eventuali altri colpe gravanti sulla attuale situazione, pregasi rivolgersi altrove.
Flavio Vergani
 
 
 



Inutile dire che questa squadra ha limiti tecnici che non possono magicamente essere cancellati. L'ultimo posto è figlio di questi limiti. Ma, a nostro avviso, qualcosa in più si potrebbe dare in termini di grinta. Oggi diamo un voto anche allo spirito tigrotto, giusto per essere chiari e dire da chi ci si aspetta di più. Molto di più.

Melillo: 6,5
Anche oggi il nostro portiere si fa trovare pronto quando serve, soprattutto nel primo tempo in occasione del doppio salvataggio organizzato con l'aiuto di Pisani.
Spirito tigrotto: 8
Era partito male e la diffidenza nei suoi confronti per aver frequentato in precedenza squadre riconducibili al governo ombra era alta. Tenacemente, da vero tigrotto, si è messo a lavorare chiudendo la bocca a tutti.

Botturi: 5,5
Non è il suo ruolo e si vede, incide poco in fase offensiva e spesso balla quando puntato. Inesistente la fase di rilancio dell'azione sempre affidata a improbabili lanci lunghi.
Spirito tigrotto: 6
Dopo le umiliazioni subite dal governo ombra  ha saputo tenere duro e riconquistarsi un posto in squadra.

Taino: 5,5
Centra la sua undicesima ammonizione che lo terrà ai box con la Cremonese, questo a dimostrazione che anche oggi ha sofferto le pene dell'inferno. A differenza di Botturi, appoggia con coraggio la fase offensiva macinando chilometri, ma siccome non ha le ali, poi paga lo slancio in fase di copertura.
Spirito tigrotto: 10
Crediamo che molti debbano prendere esempio dal"barba" che senza paura dell'avversario e sprezzante persino dei suoi difetti, getta sul terreno di gioco ogni goccia di sudore, senza paura. Questo vorremmo vedere da molti altri, niente di più e niente di meno. Chiediamo troppo?

Pisani: 6,5
Solita prestazione gagliarda del centrale bustocco che si improvvisa addirittura portiere con esiti positivi.
Spirito tigrotto: 10
Tornato a Busto per salvare la sua Pro Patria dopo lo sgarro di Pro Patria Padova, gli si legge negli occhi la selvaggia voglia di vincere la sfida. Un guerriero senza paura.

Lamorte: 6
A volte sembra che faccia il compitino e forse è quello che fa, ma visti i personaggi in cerca d'autore passati per quel ruolo ce lo facciamo andare bene.
Spirito tigrotto: 6,5
Quante ne ha dovute subire questo ragazzo sbattuto in panchina da allenatori fenomeno che lo ritenevano peggiore di Gerolino e Anderson? Ha tenuto duro e adesso i fenomeni sono a casa, lui gioca.

Arati: 4,5
Partita da dimenticare per il centrocampista bustocco che ne ha combinate di tutti i colori. Anzi, non ha combinato proprio niente. Una comparsa per 90 minuti.
Spirito tigrotto: 4
Timido con gli avversari e con se stesso, non morde, non si prende responsabilità, sembra costantemente al primo giorno di scuola.

Giorno: 4,5
Occorre decidersi su che cosa di vuole fare da grande? Il giocatore di calcio? Bene, allora serve cambiare approccio. Non è possibile non mettersi in mostra mai una volta in novanta minuti di gioco.
Non un assist, non un intervento di copertura degno di nota, non un dribbling vincente. Si ricorda di lui solo una montagna di palloni sbagliati, o persi malamente. Sveglia!
Spirito tigrotto: 4,5
Beato ragazzo, sei nato a Busto, ha i tifosi che ti adorano e molto ti hanno perdonato, cosa aspetti a ricambiarli con qualcosa di indimenticabile? Non si può eternamente pretendere gratitudine se non si dimostra mai riconoscenza. Come? Sputando sangue in campo.

Palumbo: 5,5
Fuori condizione fa quello che può. Bello un suo disimpegno difensivo con elegante palombella all'avversario e successivo ricontrollo di palla da campione. Si spegne alla distanza e si incazza quando va in panchina. E questo è un bel segno che lo premierà nella successiva valutazione.
Spirito tigrotto: 6,5
Non lo conosciamo molto, ma il fatto di mostrare disappunto per la sostituzione è un segnale di vita del centrocampista ex Reggiana che fa ben sperare.

Candido: 5,5
Continua il momento di crisi del ragazzo che ha perso brillantezza rispetto a qualche mese fa. Le doti tecniche le ha e si vede che fa di tutto per dribblare lo stato di crisetta che lo ha colpito.
Spirito tigrotto: 9
Questo non molla mai, da inizio campionato si è ben capito che il ragazzo ha il dna del tigrotto. Ha sempre lottato senza risparmiarsi e anche oggi, seppur con meno risultati, non si è tirato indietro.

Terrani: 5,5
Rispetto al passato un passo indietro per la giovane punta apparsa fin da subito abbastanza appannata
Spirito tigrotto: 6,5
Non molla mai, anche dopo aver perso il posto in squadra per l'arrivo di D'Errico e Baclet, ha lavorato con determinazione ritrovando la maglia da titolare.

Serafini: 7
Buona prestazione del capitano che ha saputo rimanere freddo nel calciare un rigore che se sbagliato lo avrebbe fatto precipitare in un incubo. Nel finale di partita accorcia la squadra con un lavoro di raccordo da manuale.
Spirito tigrotto: 10
Quante ne ha passate a Busto questo ragazzo? Eppure, eccolo in doppia cifra anche quest'anno. Chapeau! Questi sono i fatti, Poi ci sono le interpretazioni di quello che per taluni dovrebbe essere e non è: trascinatore, motivatore, leader dai toni e dai modi bruschi. Lui non è come altri, altri non sono come lui. Ognuno è diverso che piaccia o no.
 La curva ultimamente lo becca perché lo ritiene troppo "vavassoriano" e questo crediamo sia l'unica cosa che lo fa tremendamente soffrire. Per il resto darebbe tutto se stesso per la salvezza per lasciare questa maglia nella stessa categoria di quando arrivò.

Mister Montanari: 5

Lasciare in panchina Bovi con il centrocampo di oggi non ci ha molto convinti. Come non ci ha per niente convinti non aver sostituito Terrani che appariva molto provato. Se in panchina abbiamo dei nazionali di categoria, facciamoli giocare. Da capire la sorte di D'Errico. Se out per motivi disciplinari ok, diversamente rinunciare a lui perché incapaci di gestirlo è un suicidio tattico.


La Pro Patria pareggia con il Renate a un minuto dalla fine con un rigore trasformato da Serafini e questo è l’unico aspetto positivo della giornata. Per il resto la prestazione dei tigrotti è da dimenticare.
In settimana ci si riempie la bocca con dichiarazioni ad alto livello di sensazionalismo e si parla di cinque finali da sostenere. Poi, alla domenica, si offrono ai tifosi prestazioni al cloroformio con la Feralpi e alla camomilla con il Renate. Grinta? Determinazione? Spirito di squadra? Chi li ha visti?
In campo taluni giocatori passeggiano e quando ricevono il pallone fanno di tutto per liberarsene consegnandolo quasi sempre agli avversari. Altri, che per qualità dovrebbero fare la differenza, sono addirittura assenti: D’Errico nemmeno in panchina, Bovi tra le riserve quando in campo ci sono delle controfigure di giocatori. Badate bene, non stiamo parlando di aspetti solamente tecnici, quello che non vediamo è l’animo tigrotto. Taino, per esempio, trasmette costantemente l’idea di mettercela tutta, di aggredire anche le sue debolezze tecniche pur di mordere l’avversario. Altri, anche più dotati a livello tecnico, trasmettono l’esatto opposto.  Questo è inaccettabile.
Inseguire i play out con questo spirito a nostro avviso ha poco senso. Verremmo piallati da chiunque. Il Renate di oggi, ad esempio, meritava di vincere senza nessun dubbio e solo uno del mestiere come Baclet(anche lui relegato in panchina)poteva trovare il modo per indurre l’arbitro a fischiare un rigore apparso perlomeno dubbio. L’altro escluso, ossia Guglielmotti, ha fatto in pochi minuti quello che altri non hanno fatto in novanta, dando almeno un po’ di dinamicità ai pigrotti scesi in campo in quel di Meda.
Quando si parla di “finali” si pensa a partite ove dare tutto con generosità, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Ci si immagina giocatori con la bava alla bocca, a partite terminate con ammonizioni, con crampi ai muscoli e con sfinimento fisico.  Quello che abbiamo visto oggi in termini di grinta non è nemmeno paragonabile a quella che è possibile vedere in una finale di un torneo di scacchi.
Delle due l’una, o questa squadra è mentalmente e fisicamente scarica da non aver la forza di trovare energie, neppure se stimolate dalla possibilità di scavalcare le dirette avversarie perdenti in questo turno di campionato, oppure qualcosa di diverso non funziona nella rosa di mister Montanari.

I tifosi, anche oggi encomiabili per presenza, iniziano ad averne le tasche piene e non lo hanno certamente mandato a dire. A Vavassori, in particolare, saranno suonate molte volte le orecchie. Per fortuna che capitan Serafini, anche lui non risparmiato da qualche coro della curva, ha trovato il coraggio di realizzare un rigore pesantissimo che ha fatto passare un buon compleanno al supertifoso “Holligano”.
Domenica felice anche per il Direttore Carlo Regalia che ha portato fortuna alla Pro Patria. Infatti, proprio mentre il suo amico Bruno gli stava comunicando l'esito negativo del match. ecco arrivare il calcio di rigore che l'ex tigrotto ha potuto vivere in diretta, gioendo con il popolo tigrotto. I tigrotti veri perdono il pelo ma non il vizio, tanto da riuscire a aiutare la Pro anche solo con il pensiero.
Alla fine, un punto che tiene a galla la barca biancoblù, ma certamente ci si aspettava molto di più.

Flavio Vergani


In queste ultime settimane abbiamo assistito ad una graticola di punti di penalizzazione che hanno riscritto e ridisegnato la classifica che il campo, nel bene e nel male, aveva delineato.

Questo campionato sarà ricordato come quello della “falce e del martello” e non perché l’Italia, tutto in un colpo, abbia abbandonato il sistema politico democratico all’occidentale per uno social-comunista tipo Unione Sovietica; esso infatti rappresenta le armi che chi comanda questa Lega sta usando nei confronti delle  compagini che in esso vi militano. Con una mano infatti falciano i punti mentre con l’altra tirano martellate nei denti (per non usare un’altra parte anatomica per non incorrere nella giusta censura) delle società ma soprattutto dei tifosi, i veri beneficiari delle decisioni cervellotiche dei vertici della Lega. Mi sembra quasi di assistere alla scena del “Marchese del Grillo” che buttava giù ai poveri le monete bollenti per puro godimento … Qui invece mi sembra si goda nel far diventare matti gli appassionati … veramente, non c’è limite al peggio!

E qui mi sorge una domanda;  ma cosa giochiamo a fare se tanto i campionati vengono decisi a tavolino? Sinceramente mi sembra di assistere a quando io da bambino giocavo decidendo gli spostamenti di mercato, chi veniva promosso e chi retrocedeva … direi che la mia fantasia di bambino si è trasformata incredibilmente in realtà dove discutibili personaggi decidono chi va e chi viene, sovvertendo così il verdetto del campo. A parte colpe o non colpe gli otto punti di penalizzazione al Novara, così in botto solo, fanno rabbrividire ed impallidire; tra poco manco alla Juventus in Calciopoli avevano dato così tanto!

Una gestione e decisioni del genere in un paese credibile porterebbero ad una seria riflessione sul dove si vuole arrivare … bisognerebbe ridiscutere le regole se non l’intera sistema partendo dal presupposto che chi si disimpegna, a parte clamorosi fallimenti improvvisi tipo crisi del 1929, è costretto ad onorare tutti gli impegni finanziari inerenti alla vita del club. Se così non fosse allora dovrebbe scattare la radiazione a vita da ogni attività sportiva, persino la sola sponsorizzazione per la squadra dell’oratorio. Ma come possiamo pretendere di cambiare le cose nel paese che per eccellenza non cambia mai? Come possiamo pretendere di farlo nel calcio quando l’attuale Presidente della Figc Lotito (quello vero, non il fantoccio) ha detto quello che sappiamo sul Carpi e sulle squadre senza appeal? Che poi sono gli stessi che si riempiono la bocca della favola Chievo Verona il quale però, seguendo i loro parametri, manco dovrebbe avvicinarsi al professionismo … e così ci tolgono pure i sogni e le storie tanto che, avanti di questo passo, il povero Federico Buffa rimarrà pure lui disoccupato.

Nei miei pezzi ho sempre dato “al campo” il ruolo di sommo giudice della sorte; alla vista di ciò dovrò per forza cambiarla. Aiutatemi voi a trovarne una adatta!

Alla prossima falciata e martellata!

ANDREA D’EMILIO


Se il campionato finisse oggi la Pro Patria sarebbe retrocessa. Pensate, proprio per colpa di quel punto di penalizzazione che come ogni anno viene assegnato alla società per il deposito ritardato della fidejussione.
Sarebbe una beffa incredibile, una società a posto con i conti pagherebbe cara una propria negligenza, anche se recidiva, con la retrocessione diretta.
Il Monza e il Novara precipitano in classifica dopo la vendemmiata di punti di penalizzazione assegnati tra ieri e oggi e vedono sfumare i rispettivi obiettivi che fino a ieri sembravano raggiunti, o quasi. La Pro Patria ha visto sfumare tempo fa una promozione certa per lo stesso motivo. Intanto in serie A il fallito Parma ha solo tre punti di penalizzazione e ci si chiede cosa abbia di diverso dai tredici inflitti alla Pro Patria ai tempi o ai sei del Monza che ha avuto recente analoga storia.
Misteri, ma anche disgrazie del calcio moderno, che premia il fair play finanziario non sempre in maniera chiara e paragonabile.
Sta di fatto che la Pro Patria sul campo sarebbe pronta a giocarsi i play out ( e non la salvezza diretta come letto recentemente da qualche parte), mentre rischia di perdere questa possibilità per colpa di una penalizzazione seguita a un capriccio societario.
Per un punto Martin perse la cappa? No, dai, non possiamo essere così sfigati.

Flavio Vergani

Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, presieduto dall’Avv. Salvatore Lo Giudice, ha inflitto 12 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva e un’ammenda di 20mila euro alla Reggina, sanzionando con 13 mesi di inibizione il presidente del Cda Pasquale Foti. Il Tribunale ha inoltre inflitto 8 punti di penalizzazione e un’ammenda di 10mila euro al Novara, sanzionando con 15 mesi di inibizione il presidente del Cda e legale rappresentante pro-tempore della società Massimo De Salvo e con 3 mesi di inibizione il presidente del Collegio Sindacale Alberto Gatti. Le due società erano state deferite a seguito di segnalazione della CO.VI.SO.C. per alcune irregolarità amministrative.


Dopo il tifoso isolato che ha offeso l'arbitro con conseguente multa, il Giudice sportivo ha preso ancora la targa della Pro Patria verbalizzandole una nuova multa di 500 euro. Questa volta per colpa della "marmitta" che ha emesso troppi fumi.

Il Giudice Sportivo ha inflitto 500€ alla società Aurora Pro Patria 1919 "perché propri sostenitori introducevano e accendevano un fumogeno che veniva lanciato sul terreno di gioco, senza conseguenze".

Un turno di squalifica a Marco Chimenti del Renate, mentre entra nuovamente in diffida Marco Taino alla decima ammonizione stagionale

Scure sul Monza che paga l'allegra gestione finanziaria con altri 4 punti di penalizzazione che la fanno piombare in piena lotta retrocessione. Una bella notizia per Torres, Renate e Mantova che ora si trovano a un passo dalla salvezza.
Ecco la nuova classifica:


Interessante analisi di www.stadiopostcards.it a riguardo delle presenze allo stadio registrate dopo 17 giornate di campionato.
L’analisi presenta i dati puntuali per ogni giornata di campionato con minimi e massimi estendendo la rilevazione a tutte le categorie nazionali.
I tanto bistrattati tifosi bustocchi, nonostante le molte vicende patite negli ultimi anni sul campo e fuori dal campo, tengono duro e riescono ad occupare un onorevolissimo tredicesimo posto con 958 presenze medie. Nel girone di riferimento fanno peggio di loro i tifosi di : Renate, Real Vicenza, Pordenone, Lumezzane e Feralpi Salò. Praticamente i bustocchi non retrocederebbero e nemmeno farebbero i play out.
Curiosando in casa Reggiana si scopre che la media spettatori registrata è di 3343 spettatori , quarto posto nel girone di riferimento.
Per cui, visto che Busto conta circa 80.000 abitanti la percentuale dice che va allo stadio l’1,2 % dei residenti, mentre Reggio Emilia che ha circa 170.000 abitanti manda allo stadio l’1,96% della popolazione reggiana.
Vista la differente posizione in classifica della Reggiana, l’entusiasmo per il presunto e probabile arrivo di nuove forze societarie, l’arrivo della colonia bustocca ambita da mezza serie B e la potenzialità della città da tutti riconosciuta,  diremmo che la differenza percentuale sia minima e del tutto sotto le aspettative.
 Questo, ancora una volta qualifica la passione e la fedeltà della tifoseria bustocca, inossidabile nel tempo, nonostante tutto.  Stavolta parlano i  i numeri .  E chi più di loro possono godere della qualifica di attendibilità?
Flavio Vergani
 

 


Mister Montanari ( foto Belosio-VaresePress)
In casa Pro Patria si serrano le fila per focalizzare le attenzioni sul progetto salvezza. La squadra sta trovando i propri equilibri con mister Montanari, un allenatore vero, al quale sono stati dati a gennaio dei rinforzi che si stanno dimostrando determinanti per raggiungere l’obiettivo.
Un allenatore che ha dovuto ricostruire una condizione fisica imbarazzante ereditata da tre allenatori che per un motivo o per l’altro non hanno saputo portare la squadra ad un livello atletico accettabile.
L’arrivo del mister è anche coinciso con la messa in discussione di antiche gerarchie che sono sfociate nella promozione di alcuni giocatori prima poco considerati e la bocciatura di altri sui quali si era insistito nel passato.
Dopo l’esclusione di D’Errico dall’undici titolare, domenica scorsa è toccato a Baclet che non è andato neppure in panchina. Qualcuno dice per una indisposizione dell’ultima ora che molti altri definiscono del tutto diplomatica.
Un destino che da qualche settimana colpisce regolarmente chi a parere di Montanari non sta interpretando nel giusto modo il proprio ruolo e chi non sembrerebbe voler accettare la lotta dura senza paura richiesta per raggiungere la salvezza.
Certamente sorprende vedere i due fuori dall’undici, D’Errico ha doti tecniche indiscutibili, ma purtroppo ha periferie caratteriali che lo tengono lontano dalla centralità del successo, Baclet è invece giocatore d’esperienza che forse paga più di altri la scarsa preparazione atletica ricevuta .
Bravo Terrani a cogliere l’occasione e a ripagare il mister della fiducia accordatagli, il ragazzo ha dapprima sopportato le molte esclusioni, per poi riscattarsi appena gli è stata data occasione.
Crediamo che mister Montanari sia uomo saggio e con l’esperienza necessaria e sufficiente per gestire al meglio questo finale di campionato, per cui l’appello ai giocatori fatto negli ultimi periodi deve bastare loro per comprendere cosa ci si aspetta da loro. In campo e fuori.
Una salvezza da conquistare in campo, ma anche fuori. Dopo che sono state diffuse le "golden rules"per l'acquisizione della società, in città sembra che si abbiano le idee molto più chiare su cosa fare e come fare per tentare l'assalto della cima dell'Everest.
Qualcuno era persino allo stadio a visionare i tigrotti e chissà che gli sia venuta voglia di diventare protagonista della imminente futura storia della nostra amata Pro Patria.
Flavio Vergani

L’ultima giornata di campionato, oltre ad averci confermato il buon momento della Pro e del Pordenone, ha risucchiato in un ipotetico gorgo della lotta salvezza anche l’Albinoleffe e il Lumezzane. 
La Pro, a parte lo stop di Alessandria e quello di Bassano (anche se sappiamo come andò a finire), ha dimostrato di aver trovato finalmente quella condizione che tutti, dall’inizio dell’anno, speravamo alla quale è corrisposta la continuità di risultati che ci sta permettendo di lottare fino alla fine. Merito di tutto ciò è dei ragazzi che scendono in campo, forse spinti anche dalla voglia di dimostrare il loro valore verso chi pensava di avere la retrocessione assicurata con le loro prestazioni, e di mister Montanari, il vero colpo di mercato, il quale, anche nei momenti più difficili, ha dimostrato di crederci (forse anche più di alcuni di noi),sbattendosi per trovare la quadra con il materiale umano a disposizione, dimostrando una grande capacità camaleontica di cambiare la squadra a seconda del momento e dell’avversario. Dando a Cesare quel che è di Cesare pure la campagna acquisti è stata mirata e, ad oggi, efficace; finalmente dall’asse Reggio-Busto sono arrivati giocatori validi i quali, con il ritorno di Calzi e Pisani (il che dimostra che non sempre le minestre riscaldate nel calcio sono così indigeste.) hanno dato quel qualcosa in più che è servito a farci ritrovare speranza ed entusiasmo. C’è però da chiedersi chi ha fatto il mercato e chi quindi dovremmo ringraziare per questi rinforzi, vista la chiarissima situazione societaria che c’è alla Pro. 
Così, quando tutti davano un testa a testa tra Pro Patria e Pordenone per l’ultimo posto in classifica, ecco che il gorgo salvezza ha risucchiato violentemente Albinoleffe e Lumezzane, i quali forse pensavano di giocarsi tutte le loro chance nel play out. Essi perònon avevano fatto i conti con i due là dietro i quali, spinti anche dalla disperazione, hanno riaperto, contro tutte le aspettative, il discorso salvezza. Vai a vedere che alla fine sarà una delle due a rimetterci la pelle? Certamente, almeno noi, ce lo auguriamo anche per fare un dispetto a chi gufa e aspetta di spartirsi le nostra spoglie; riprendendo le parole del mio articolo precedente “Alamo non è ancora caduta!”.
Calendario alla mano la Pro ne ha due in case con Cremonese e Monza, le quali sono secondo me abbordabili, e due fuori con Renate e Venezia. Se quest’ultimo è sempre stato un campo ostico a Meda con il Renate possiamo dire alla nostra sperando di emulare il Pordenone, uscito vittorioso su quel campo con un avversario che forse non ha fatto molto per vincere. Speriamo sia così anche per noi!
Non ci resta quindi che augurarci il meglio sebbene prima dobbiamo pensare a noi stessi mettendo in campo quella grinta e quella voglia che abbiamo visto di questi ultimi tempi. Daje Pro!
Andrea D' Emilio