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Il calciomercato come si sa smonta il giorno dopo le certezze del giorno prima, per cui è sempre meglio andare cauti. Ma, nessuno può impedire di sognare alla piazza biancoblu pronta a sostenere a grande voce il nuovo corso di Patrizia Testa e la notizia di oggi, seppur non ufficiale, porta una ventata di positività. Da fonti del tutto attendibili giunge voce che oltre alla prossima chiusura del nuovo allenatore come qui comunicato ieri (Roberto Bonazzi), sembrerebbe vicinissimo il rinnovo di contratto per Mario Santana pronto a rivestire la maglia biancoblu per la prossima stagione. Un colpo da maestro dell'entourage bustocco che, se confermato, sarebbe un primo fuoco d'artificio di una campagna acquisti che si preannuncia esplosiva.
Flavio Vergani


Mentre si attende a giorni l’ufficializzazione del nuovo tecnico che dovrebbe essere Roberto Bonazzi,  che sembra averla spuntata su Armando Madonna, i tifosi sono in pieno fermento per l’imminente calciomercato. Che squadra regalerà Patrizia Testa agli affezionati supporters biancoblù? Difficile prevederlo anche se dalle parole della numero uno bustocca sembrerebbe che la strategia sia molto chiara. Si partirà dall’identificare dei giovani di valore visto che la serie D impone di schierarne quattro obbligatoriamente con anni di nascita compresi tra il 1996 e il 1998 e qui sembra che il direttore sportivo Turotti abbia già identificato gli obiettivi sui quali puntare. Ci sarà anche un’analisi sui giocatori della zona ora lontani da Busto per identificare qualche profilo adatto alla categoria che porterebbe un saving sotto il punto di vista delle spese logistiche. Conferme e ritorni illustri? Tutto da valutare, anche se l’impressione è che in via Cà Bianca si voglia tagliare con il passato e aprire un nuovo ciclo. Ovviamente si valuterà caso per caso, ma forse quello che poteva sembrare ovvio e scontato potrebbe non esserlo. A tale proposito sembra essersi raffreddata la pista Calzi, il giocatore dopo essere stato liberato dal Venezia non ha nascosto il suo desiderio di tornare a vestire la maglia della Pro Patria, che non sembra però rientrare nei piani tigrotti. Discorso aperto per Michele Ferri, altro giocatore come Calzi conosciuto dal direttore generale Asmini quando era alla Sampdoria, il giocatore attende le scelte societarie con il piacere di poter contribuire al progetto come elemento di riferimento, ma ancora non ci sono certezze in tal senso. Intanto, si sta definendo la sede del ritiro, in ballotaggio Arona, Baveno e la Val Serina con leggera preferenza per quest'ultima.
 

Flavio Vergani




Rumors indicano Roberto Bonazzi come nuovo allenatore della Pro Patria. Bonazzi ha condotto la Grumellese in serie D. E' stato il secondo di Alessio Pala nell'Albinoleffe nel campionato 2013/2014 in Lega Pro per poi sostituirlo
per sole tre giornate dopo l'esonero dello stesso Pala.


Tutto pronto in casa Pro Patria Club per la consueta Festa della Birra che si terrà al Museo del Tessile dal 15 Luglio al 17 Luglio. Ricchissimo il programma curato da Giovanni Pellegatta, deus ex machina “della manifestazione, che non ha trascurato nessun dettaglio per migliorare lo strepitoso successo dello scorso anno. Nel week end biancoblù non mancheranno le sorprese , ma affinchè rimangano tali non vi anticipiamo nulla, mentre vengono confermate le certezze dello scorso anno dietro il bancone dove Roberto Lusetti sarà il regista ai fornelli,coadiuvato dal solito volenteroso team di supporto. Museo del Tessile che si animerà nella tre giorni con la presenza dei mercatini degli hobby con tantissime proposte artigianali, mostre di motociclette d’epoca e tanta , tantissima musica live. Nella serata inaugurale di Venerdì 15 Luglio, dopo la “maccheronata gratuita” ,ci sarà la prima esibizione della scuola di ballo Perfecta Combinacion. Subito dopo, a grande richiesta, ecco la musica live degli "Octave" che presenteranno una suite musicale con i migliori pezzi degli anni 80 italiani e stranieri magistralmente interpretati da Tiziana Finetto, anche nota come "la Dea della musica anni 80". Octave che presenteranno sul palco anche una grande novità, un vero e proprio maestro della musica con il quale ci si potrà divertire tutti insieme. Sabato sarà dopo l'esibizione di ballo della Perfecta Combination sarà il turno delle “Sensazioni Forti”, noto gruppo tributo a Vasco Rossi che torna sul palcoscenico per il terzo anno consecutivo a testimonianza del successo degli scorsi anni. Gran finale la domenica sera con serata finale della Perfecta Combination e con la “Sugar Band”, gruppo tributo a Zucchero che conta ben otto artisti sul palco a garanzia di una qualità musicale di tutto rispetto. Ovviamente, il tutto tra fiumi di birra che quest’anno sarà spillata direttamente da un “tank”a garanzia della genuinità della stessa e da tante nuove offerte culinarie calde e fredde per soddisfare qualsiasi esigenza.
E la Pro Patria? Tranquilli... non mancherà una grande sorpresa per i tifosi biancoblu...

Tenetevi liberi nei girni 15-16 e 17 Luglio per non perdervi una festa senza precedenti! 

Direttivo Pro Patria Club


Patrizia Testa fa sapere che lei c’è, ma gli altri no. Tranne uno, la cui identità è tenuta segreta, anche se basta fare uno più uno per capire di chi si tratta. Passa il tempo, cambiano le proprietà senza che cambi la realtà. Sembra che a Busto si arrivi al massimo a uno, che è poco, ma due sembrano essere troppi. Da capire il motivo per cui non decolli un team di dirigenti rimanendo sempre e solo alle gestioni solitarie. Durante le crisi societarie abbiamo sentito spesso dichiarare da parte dei tifosi che “se va via questo, non arriva più nessuno…”, un timore che ha spesso ha fatto accettare il “piuttosto” per la paura del “niente”.In realtà, uno o una è sempre arrivato e la storia della Pro Patria potuta proseguire. Da capire il motivo per cui non si riesca ad averne due o più utili alla causa. Quando c’erano i Tesoro, Vavassori curava il settore giovanile della Pro Patria, senza però supportare la gestione societaria di prima fascia, Poi, arrivò Vavassori, ma senza i Tesoro, mentre Patrizia Testa era tra il pubblico. Via Vavassori, ecco Patrizia Testa che ha tra le sue qualità e virtù quella di essere stata in grado di avere feeling con il patron tanto da averne pubblico elogio dall’uomo della ItalSempione. Ma, anche in questo caso non è bastato per avere due guide al comando. Sembra che la presenza di uno escluda l’altro, questo sarebbe normale se la dirigenza decidesse di far da sé, ma vista la costante ricerca di aiuti sorge spontanea la domanda: perché uno va e l’altro viene senza che mai rimangano in due? Il 2 Maggio della scorso anno pubblicammo quanto sotto. Si parla di una famiglia seria, appassionata e ancora vicina alla Pro Patria con presenza assidua di elementi della famiglia fino all’ultima giornata dello scorso anno. La disponibilità sembrava totale in presenza di altri compagni di avventura. Domanda: con una persona seria come Patrizia Testa perché non unirsi per conquistare un sogno? Ovviamente, vale per tutte le persone serie (e ce ne sono molte) che potrebbero con poco aiutare molto. Se prima ci si appellava a mille scuse, alcune persino pertinenti, ora le giustificazioni stanno a zero. Dirigenza e staff sono top quality, il progetto serio. Fatevi avanti

Flavio Vergani
 
PUBBLICATO IL 2 MAGGIO 2015

L’intervista di Roberto Vender, ex patron della Pro Patria, rilasciata alla “Provincia di Varese”, da una parte alimenta una speranza, dall’altra celebra un rimpianto. Sentite cosa risponde Roberto Vender a precisa domanda di Giovanni Toia, giornalista del quotidiano varesino:
È possibile un suo ritorno?
 È possibile un suo ritorno?  

 "In questi anni non ho più sentito nessuno. Nessuno mi ha interpellato".

 

 Questa si che è una notizia sensazionale: vorrebbe dire che se qualcuno l’avesse chiamata lei È possibile un suo ritorno?   

 "Per natura non ho mai chiuso la porta a nessuno. Se qualcuno mi avesse interpellato, avrei ascoltato quanto aveva da dire sulla Pro Patria. E se adesso qualcun altro ha una sua proposta, ci sediamo al tavolo e discutiamo il progetto. Diciamo che non ho pregiudizi".

 

 Voglia di calcio o nostalgia della Pro Patria?  

 Faccio una precisazione per non alimentare illusioni o interpretazioni un po’ troppo allargate. I tempi sono diversi da quando ero alla Pro Patria; la crisi economica ha cambiato molte cose ed anche diverse prospettive nel mondo del lavoro ed anche in quello del calcio. Ciò non vuol dire che non sia disposto a prendere in esame una proposta per un lavoro comune con altre persone. Non è più il tempo di fare pazzie e quindi di andare da soli nel calcio come abbiamo fatto come famiglia. Con altre persone che hanno un progetto serio, valuterei”.

 

Di Vender ne parlammo a patron Vavassori tempo fa, ci rispose che la pista era già stata esplorata, senza successo. Qui invece leggiamo che c'era disponibilità a sedersi ad un tavolo. Che dire, forse tutta questa voglia di condividere la leadership societaria non c’è mai stata, tenendo anche conto di come è finita con Zaro.

Adesso, quello che conta è il futuro e accanto alle possibili opzioni che da tempo circolano in città provenienti da fonti più che attendibili e delle quali vi abbiamo giù riferito, spunta anche questa bella disponibilità di un amico della Pro Patria da sempre.

Se son rose fioriranno, certo è che Vender potrebbe garantire non una, ma dieci fidejussioni, per cui, crediamo che questa volta l’ostacolo primario sia del tutto superabile.

Volere è potere, sempre ammesso che si voglia.


Giordano Chatzsivassiliou la scorsa notte ha dormito poco. Non solo perché era reduce dalla grande emozione del premio Bustocco ad honorem (scelto dalla Famiglia Bustocca proprio per il grande amore che lui ha sempre mostrato per la nostra città)
Questo signore greco, che per la prima volta arrivò qui a studiare nel 1952 e poi sviluppò solidi rapporti di amicizia e lavoro, non poteva permettersi di dormire dopo la bellissima cerimonia in municipio anche per un altro motivo.
"Dovevo leggere i libri che mi hanno regalato - ha confessato questa mattina Giordano, 83 anni a ottobre e uno spirito tenace e appassionato - stupendi, grazie a tutti. L'Almanacco della Famiglia Bustocca, l'aviazione, i pittori, tutti meravigliosi. Poi dovevo cercare la mia Pro Patria".
Sì perché Giordano ha una forte fede tigrotta e si è commosso venerdì alla patronale nel ricevere il libro della storia biancoblù di Giorgio Giacomelli dalle mani del mitico Gipo Calloni. Ha ripassato tutti i giocatori e le partite degli anni da lui trascorsi stabilmente a Busto: dal '52 al '57 ha sfoggiato il certificato di residenza. Ma lui, che era anche amico del grande pugile Bruno Bisterzo, segue la Pro con uguale costanza oggi. Tant'è che quando chiama le amicizie bustocche, chiede sempre: come stiamo andando?
Vi sveliamo una chicca: il 12 maggio 2013 Giordano era qui e vide sfilare i pullman dei tifosi di ritorno da Casale esultanti. Si rivolse alla figlia Despina, al suo fianco: "Ce l'abbiamo fatta". Sì, era promozione. Lui porta anche bene, insomma.

Grazie tigre Giordano!

Marilena Lualdi
Giornalista de La Provincia


La conferenza stampa tenutasi ieri (20 giugno per chi avrà in modo di leggere in seguito) ha confermato, sempre se si aveva ancora bisogno di ulteriori prove, che l’aria in casa Pro Patria è cambiata.
Si potrebbe parlare di “rivoluzione copernichiana” ma io preferirei più parlare di “riforma goldoniana”. Riforma e non rivoluzione perché quello che di buono si è fatto in passato non verrà gettato via bensì semmai sarà perfezionato. “Goldoniana” perché il “modus operandi” che Carlo Goldoni adottò per la riforma del teatro ha molte similitudini con le manovre che stanno avvenendo in casa Pro Patria.
Punto prima; via “l’arte dell’improvvisazione” per passare a quella della “programmazione”, e cioè si seguirà un copione ben definito e preciso tralasciando quello “dell’andare a caso”. Infatti si parte dalla base, e cioè dai più piccoli, per cercare di creare i giocatori del futuro; un binomio molto semplice ma che purtroppo non sempre è stato seguito. D’altronde, se vuoi che le pannocchie crescano nel campo di granoturco devi prima arare e gettare i semi altrimenti non crescono solo per opera dello Spirito Santo. Mi sono piaciute le parole del dottor Scapini il quale non ha fatto delle promosse politiche, come “tutti diventeranno dei campioni”; egli ha sottolineato che non tutti potranno raggiungere il traguardo di diventare giocatori, precisando che il compito primo di un settore giovanile è quello di creare delle persone e, perché no, anche dei tifosi. Lo scopo quindi è di lasciare uno spirito di riconoscenza e dei buoni ricordi soprattutto in chi, seppur non diventato giocatore, deve anche alla Pro Patria la propria crescita personale. Per questo anche l’uso del termine “istruttori” e non “allenatori”. Cose ovvie ma non sempre questo canovaccio è stato seguito.
Secondo punto di questa riforma è quello dell’eliminazione delle maschere; finalmente abbiamo delle persone che, nel bene e nel male, mettono la propria faccia senza nascondersi dietro a nulla e nessuno. Penso che qui non ci sia nulla d’aggiungere. Per questo mi permetto di lodare l’atteggiamento del dottor Asmini il quale con decisione (senza entrare nel merito della questione) ha difeso la società Pro Patria. Un deciso passo avanti visto che negli ultimi anni non c’erano mai colpevoli ma solo innocenti. Meglio provare e sbagliare ma dimostrando dedizione e impegno invece di stare sempre in panchina dando indicazioni, senza poi fare nulla di concreto; penso che la gente preferisca i primi che i secondi. Un sentito grazie quindi al dottore per aver ribadito e difeso un senso di appartenenza che pian piano sembra stia tornando a scorrere tra le vene del tifo bustocco.
Infine, e non ultima, una moralizzazione; se il senso in Goldoni, raffrontato alla Pro Patria, era diverso, possiamo però prendere questa parola per spiegare che l’aria in casa biancoblu è cambiata. E’ finita l’epoca delle parole e dei comportamenti “brillanti”; da ora testa bassa, lavoro (e fatti) e poche parole, e cioè quelle che servono. Chi ha orecchi per intendere … intenda!
Continuiamo così!
ANDREA D’EMILIO

Gioanìn Ferrari, mandrogno, mezz'ala sinistra campione del Mondo Azzurro nel 1934 e 1938, Campione d'Italia con la Juventus dal 1931 al 1935, con l'Ambrosiana nel 1938 e 1940, con il Bologna nel 1941. Rientrò alla Juventus nell'estate 1941 nella veste di allenatore. In data 12 ottobre 1941 fu costretto a scendere in campo contro la Pro Patria per i sedicesimi di Coppa Italia,  per  impreviste carenze di titolari. La Juventus vinse 5 a 0 ed al termine della gara, Ferrari, accompagnando Turconi negli spogliatoi, gli pronosticò felice futuro calcistico.
 
All'ultima del campionato di serie A 1947/48 la Pro Patria sconfisse al Comunale di Torino la Juventus per 4 a 0 con due reti di Angelo Turconi, presenti il C.U. azzurro Vittorio Pozzo nonché Gioanìn Ferrari, suo stretto collaboratore. Dopo la gara Pozzo segnalò ai dirigenti biancoblu l'inserimento di Turconi  e dell'altro biancoblù Cavigioli nella formazione azzurra ammessa alle Olimpiadi di Londra.
 
Turconi, nativo di Solbiate Olona, è arrivato, costo zero, alla Pro Patria sul finire anni trenta, ha lasciato la Pro Patria per il Como nell'estate 1950 dietro congruo compenso di 25 milioni di vecchie.
Il neo DG biancoblù Asmini abita a Castellanza, a meno di cento metro dal fiume Olona. Ben sa che, dal ponte di Cairate in giù, oltre ai fratelli Turconi, Alfonso Borra, Gaetano Colombo, mitico portiere anni '30, Pippo Taglioretti, Dino Rogora e non pochi altri tutt'altro che comprimari hanno dato lustro alla Valle Olona intera, contribuito a convogliare centinaia di tifosi al Comunale di Busto Arsizio. Asmini è in grado di muoversi fattivamente per ricompattare la Valle Olona alla causa biancoblù, servono peraltro campi di allenamento limitrofi alla sede dell'azienda, perché mandare i virgulti dalla parti della Cascina del Pero lascia il tempo che trova.
FORZA TIGRI.
 
Giorgio Giacomelli

Vista dall'alto di Serina(Bg)
L'esperienza insegna così, dopo il simil ritiro della scorso anno, la società sta già pensando a quello di quest'anno per trovare la miglior soluzione per i giocatori e lo staff.
Due le opportunità che sembrano essere state prese in considerazione dall'entourage biancoblù:
 una sul Lago Maggiore, l'altra nel bergamasco in quel di Serina. Serina è un comune di poco più di 2000 abitanti, situato nell’omonima valle, laterale della val Brembana, al centro delle Prealpi Orobie che vanta buone strutture, a cominciare dal campo sportivo Comunale Serina (ai piedi del Monte Castello, con un manto in erba naturale da far invidia ai terreni di gioco della massima serie), già testato nel recente passato dalla dall'AlbinoLeffe ai tempi proprio della dirigenza Turotti. 
E, non ci vuole molto a capire che se così fosse l'hotel prescelto sarà il "Carrara", un nome che è nel destino del direttore sportivo Turotti, vista la sua ultima provenienza.
In un caso o nell'altro i tifosi bustocchi sono pronti a mettersi in marcia per sostenere fin da subito la squadra e dire grazie di persona alla dirigenza per la svolta che hanno dato alle sorti biancoblù.


 


Dopo l’Italia invasa dagli immigrati, dopo le nostre squadre ripiene di calciatori stranieri, dopo la nazionale con larga presenza di calciatori italiani per parentela, ecco arrivare la nuova migrazione regionale che attraversa il Ticino con il barcone per inseguire il sogno della salvezza. Orde di piemontesi sono stati avvistati sulle sponde del Ticino pronti per essere accolti nel campo di accoglienza allestito al Franco Ossola di Varese. Migranti che portano in dote un “titulo” che vale di più di un permesso di soggiorno, in quanto permette di prendere una scorciatoia che farà comodo anche ai varesini che diventerebbero migranti diretti verso la Lega Pro. Un viaggio della speranza che non chiede nemmeno di pagare il biglietto di imbarco, né tantomeno la multa per essere a bordo senza i documenti richiesti. La regola è chiara, migranti piemontesi e protezione civile varesina non possono frequentarsi per la diversa etnia che non è confinante. Ma, qui entrano in gioco gli strateghi del foro che hanno già trovato il modo per sconvolgere la geografia tanto da rendere confinante Varese con Bellinzago. Un colpo da maestri che non prevede battaglie o ridisegnazione dei confini secondo le intenzioni leghiste. Qui si parla solo di Lega Pro e ci vuole poco per soddisfare le richieste degli eredi di Macalli. Sembra possa bastare spostare la sede legale di chi oggi ha scritto “piemontese” di Bellinzago sulla carta di identità per trasformarlo in lombardo doc candidabile al matrimonio con lo spasimante varesino.La nuova famiglia prenderebbe il cognome di entrambi giusto per il periodo della luna di miele, poi il signor Sporting Varese si regalerebbe un nick che lo riporterebbe al passato diluendo la presenza dell’immigrato e tornando alla varesinità cento per cento. Un matrimonio di interesse che se consumato potrebbe costituire un precedente da imitare per chi dopo aver vinto la serie D potrebbe metterla all’asta sperando che club prestigiosi caduti in disgrazia possano richiedere il passaporto per sbarcare in porti di categoria superiore. La Lombardia magicamente confinerà con la Toscana, la Liguria con la Sicilia e le Marche con la Sardegna. Basterà chiamare Grillo Antonino e prenotare un trasloco di sede sociale in un monolocale vicino allo stadio a norma dove si potrà tranquillamente consumare l’incesto.

Flavio Vergani

I soci del Pro Patria Club sono convocati in assemblea il giorno 1 Luglio alle ore 12.00 in prima convocazione e alle ore 21.00 dello stesso giorno in seconda convocazione nella sede di Via Pozzi 7 a Busto Arsizio con il seguente ordine del giorno:

  1. Nomina del Consiglio per il triennio 2016/2019
  2. Nomina del Presidente
  3. Nomina dei consiglieri
  4. Attribuzione cariche del Consiglio.
Il Segretario Giancarlo Bacchi


Una chiamata non risposta. L’interlocutrice merita rispetto e il dispiacere di non aver potuto rispondere con immediatezza è quasi un rimorso. Cosa sarà accaduto? La mente spazia tra le cose bellissime e quelle più pessimistiche. Non c’è un minuto da perdere, “la Patrizia” non è mai banale e quando chiama ha sempre qualcosa da dire. Sempre meno di quello che vorrebbe, se solo potesse. Ha sempre paura di disturbare, invece la vorremmo sentire tutti i giorni, ma il suo stile è quello di donna perbene e nel calcio non è facile trovarne di simili. Anzi, quasi impossibile. Sta partendo per una tre giorni all’estero e vuole chiarire subito quello che i soliti benpensanti potrebbero imputarle. E’ chiara come acqua di sorgente e dice: “ Quello che stanno pensando di fare  a Varese (fondersi con il Bellinzago per acquisire la Lega Pro) era un opportunità che conoscevamo perfettamente, ma avrebbe voluto dire perdere la nostra identità. Ci saremmo potuti chiamare “Sporting Pro Patria” e  perdere il nostro settore giovanile. Oppure, avremmo dovuto costituire una nuova società con nuova matricola e nuovo nome, sinceramente non ce la siamo sentita di barattare la nostra anima per una categoria in più. C’erano altre strade da percorrere per arrivare all’obiettivo che tra l’altro erano vantaggiose a livello economico per la cancellazione di antichi debiti ( fusione con Busto 81 n.d.r.), ma abbiamo preferito continuare sulla nostra strada. Faremo il possibile a livello legale per tornare in Lega Pro, compreso un ricorso nel caso non fossero chiare le regole utilizzate per scegliere le squadre riammesse o ripescate”. Come darle torto? Perché perdere la nostra identità con un rapporto extra coniugale con un piemontese per far nascere una squadra bastarda? Che dire di più sul tema di quanto già detto da Patrizia Testa?Ha dato fastidio la fuga dei cervelli, anzi, dei piedi buoni verso Reggio, figuriamoci cosa accadrebbe se dovessimo dire grazie al Bellinzago per tornare in Lega Pro. Sporting Pro Patria? No , grazie.

Flavio Vergani

Sporting Bellinzago, una piccola-grande realtà (diecimila abitanti) che nel giro di dieci anni ha realizzato un sogno che adesso però rischia di sfumare sul più bello; a tenerlo vivo però c’è il Varese Calcio che, fondendosi col club novarese, realizzarebbe a sua volta il desiderio di tornare ai professionisti. Il presidente dello Sporting Bellinzago è Antonio Massaro, solido patron che detiene la Tecnova, azienda fondata nel 1982 che si occupa della produzione di macchinari e impianti di riciclaggio delle materie plastiche. La squadra, partita nel 2006 in Terza Categoria, ha compiuto una vera e propria scalata culminata quest’anno con l’approdo in Lega Pro. Nello scorso campionato lo Sporting guidato in panchina da Alessandro Siciliano, il suo vice è l’ex biancorosso Carlo Prelli, ha vinto il Girone A della Serie D a discapito della Caronnese, squadra che poi a sua volta ha vinto i playoff e che dunque ha buone possibilità di essere ripescata.
Il Bellinzago però si è reso conto di non essere in grado di reggere da solo la categoria per una serie di motivi, vuoi il discorso economico, vuoi anche il problema dello stadio che non è a norma per la categoria e non c’è la disponibilità del Comune di sostenere le spese necessarie al restyling; troppo oneroso inoltre il trasferimento al “Piola” di Novara. Che fare allora? L’idea è quella di fondersi col Varese e di giocare le partite casalinghe al “Franco Ossola”. “Questa è l’unica opzione che scongiurerebbe la nostra rinuncia alla Lega Pro e la perdita del titolo sportivo” ci spiega il direttore generale nonché braccio destro di Massaro, Mauro Turino.
Le due realtà si sono subito messe in moto, fondamentale è stata la regia dell’avvocato verbanese Luca Scolari, e ieri hanno annunciato di aver trovato l’accordo. Tuttavia non basta perché serve il sì della Figc che non è così scontato.
“Se si sono mossi avvocati, commercialisti e notai credo proprio che ci siano buone probabilità che la cosa vada in porto – il parere di Turno -. L’operazione è stata definita nei dettagli e abbiamo presentato tutto. Adesso aspettiamo la risposta. Qualche ostacolino c’è, ma crediamo di aver trovato la soluzione”.
Da regolamento la fusione è possibile tra due realtà della stessa provincia e a comuni confinanti di province diverse, ma della stessa regione. Bellinzago è in provincia di Novara, ovvero in Piemonte. L’ostacolo però sarebbe possibile aggirarlo spostando la sede del club a Lonate Pozzolo, comune confinante con Bellinzago che però è in provincia di Varese. La Federazione valuterà il tutto e si esperimerà entro breve: entro il 30 giugno dovrà essere effettuata l’iscrizione al campionato di Lega Pro. In caso di sì, la nuova realtà nascente manterrà la categoria più alta (la vecchia Serie C).
Come ha reagito la cittadina alla notizia? “Sicuramente i nostri tifosi non sono contenti, ma ne erano consapevoli e accetteranno la soluzione. Siamo disposti a mettere a loro disposizione un pullman che tutte le domeniche li porti alle partite. Si tratta di una trentina di appassionati, la nostra è una realtà piccolissima”.
L’unione fa presupporre ad un grosso cambiamento a livello dirigenziale e di organigramma. Massaro entrerà in società detenendo delle quote, la struttura sarà sicuramente più snella e a questo punto area tecnica e staff potrebbero subire uno scossone. Si vocifera che come direttore sportivo possa rimanere Domenico Cicciù, attuale ds dello Sporting, mentre l’allenatore difficilmete sarà Siciliano. Le parti sono pronte, ora la palla passa alla Federazione.

Elisa Cascioli


In attesa di ulteriori novità sul futuro della Pro Patria (e fino ad ora non ci possiamo lamentare, anzi … ) e di quella di rivedere sul campo da gioco giocatori degni di questa maglia, l’appassionato di calcio si starà gustando gli Europei in corso.

Il tifoso della Pro Patria, oltre a tifare per l’Italia (senza dimenticare anche quegli stranieri, magari trapiantati a Busto, che si sono appassionati alla nostra squadra), ha un occhio di riguardo per la nazionale dell’Albania che, come tutti sappiamo, vede come vice di De Biasi il nostro Paolo Tramezzani che, seppur ha appeso gli scarpini al chiodo, non è mai andato via dai nostri cuori.

Il mio parlare dell’Albania qui oggi, oltre che per Paolo, è presto spiegato; la prova espressa nella seconda partita dalla piccola nazionale balcanica contro la corazzata francese, oltre a ricordarmi la biblica sfida Davide contro Golia, ha fatto vedere sul campo un’Albania che ha dato tutto in campo, finendo sfinita ma senza rimproverarsi nulla nonostante la sconfitta, ricevendo da tutti solo applausi. Ebbene il carattere e il cuore messo in campo dagli albanesi mi ha ricordato quello “spirito tigrotto” che quest’anno non è mai stato messo in campo da chi (indegnamente) ha vestito la nostra maglia. L’Albania infatti, non partendo sconfitta, ha lottato su ogni palla, non ha mollato un centimetro agli avversari e solo la sfortuna non le ha permesso di passare in vantaggio, fermata solo da un palo infame.

Mi piace pensare che quello spirito visto in campo sia in parte derivato dal contributo del nostro Paolo che, già guerriero di suo, ha forgiato, plasmato e trovato compimento di quel suo spirito gladiatorio qui a Busto, dove il carattere messo in campo, quello che ci fece chiamare tigri, ci ha resi famosi in tutta Italia. Senza nulla togliere allo spirito indomito albanese, mi perdonino questi se, romanticamente, mi piace pensare che, magari anche in piccola parte, abbiamo anche noi contribuito alle loro fortune tramite il nostro “figlio prediletto”. L’auspicio è che in futuro questo spirito, per rivederlo, basti andare “all’origine”, e cioè ogni qual volta si vada a vedere una partita della Pro.

L’altro giorno il nostro Flavio ha parlato di brand della Pro Patria da rilanciare, e quale miglior “marchio di fabbrica” da esportare se non il nostro carattere? Sta però a chi vestirà in futuro i nostri colori rilanciare quest’immagine offuscata in questi anni.

Infine una cosa mi ha insegnato la partita dell’Albania con la Francia; non sempre chi esce vittorioso dal campo è quello che il tabellino fa risultare vincente. Certo, nel calcio conta solo il risultato ma, secondo me, c’è vittoria e “vittoria”: forse è quello che non si è compreso nel recentissimo passato da chi ha vestito questa maglia!

Forza Pro, forza Paolo!

ANDREA D’EMILIO

In casa Pro Patria si lavora per completare un struttura societaria che possa garantire organizzazione e perfetta gestione di tutti gli aspetti operativi. Con questo obiettivo si è scelto di creare un team di scouting utile per scovare i giovani talenti di altri squadre investendo su di loro.
 La responsabilità di questa importante area  sarà affidata ai Sig. Dalè Enrico e Ferrero Enrico


Se la Pro Patria fosse un brand di mercato oggi sarebbe la gioia e la disperazione di qualsiasi marketing manager. Una “case history” per un laureando bocconiano che potrebbe essere chiamato ad un progetto “challinging” per il rilancio del marchio. L’esercizio sfidante potrebbe partire dalla conoscenza di quel che ha rappresentato la “marca” Pro Patria nella storia, utile per identificarne il grado si svalutazione attuale, per arrivare a scrivere un progetto di rilancio che possa ridare lustro e competitività allo stesso. La Pro Patria ha nel suo animo il fascino delle cose di una volta, di quelle che si ricordano fin da bambini. E’ come lo spot pubblicitario del Cynar con Ernesto Calindri seduto al tavolino in una trafficatissima piazza metropolitana. Pro Patria è sinonimo di “quel tempo che fu” del quale in molti sentono nostalgia. I “markettari” amano rispolverare il passato declinandolo al presente, si pensi alla Fiat con l’operazione 500 che ha sbancato le vendite delle utilitarie puntando sul “sentiment” degli acquirenti, propensi a rivivere i tempi passati, ma anche sulla voglia di vintage che caratterizza le nuove generazioni. La Pro Patria è brand forte sotto il punto di vista della “top of mind”, anche se il riflesso positivo è circoscritto al passato, mentre al presente evoca una marca che ha subito un down sotto il punto di vista del posizionamento a scaffale: dalla top position del main trade alla corsia di un hard discount. L’avvento della gestione Testa sta accelerando il processo di riqualificazione del brand, anche se oggi ancor non si comprende il brand positioning che andrà ad occupare per via dell’attesa legale. Per cui ,si possono solo ipotizzare percorsi di sviluppo macro, ma senza targettizzazioni del cliente finale. E questo non è un elemento di secondaria importanza. Certamente affidare ad un esperto del mercato la gestione della marca Pro Patria consentirebbe di sviluppare un progetto strategico arioso e strutturato e non solo basato sulla raccolta pubblicitaria spiccia e figlia della simil beneficienza. Oggi la Pro Patria è una marca credibile che non deve essere proposta tramite offerte svalutatrici della sua brand equity, ma desiderata da chi vorrà accostare il proprio nome con lo storico prodotto biancoblù. Oggi è possibile proporre all’investitore commerciale non solo una presenza allo stadio o sulla maglia, ma la possibilità di essere protagonista di un sogno a tutto beneficio della visibilità del marchio sponsorizzante. Di questa Pro Patria si parlerà non solo e per forza di quello che farà sul campo, ma di quello che svilupperà fuori dal campo in termini di eticità, sostenibilità, organizzazione strutturata e attenzione ai giovani. Una versione 2.0 i cui principi sposeranno il social sportivo con l’eticità gestionale. Un mix che darà energia alla marca non solo per quanto saprà fare in termini di performance sul campo, ma anche e soprattutto per la credibilità dell’azienda e dei sui top manager chiamati alla scelta di assets societari di grande valore. L’occasione da non perdere passa per una moderna soluzione gestionale dell’area media e pubblicitaria che dovrà creare un brand gioiello che possa fare “status” per chi lo frequenta e lo possiede. Senza voler proporre paragoni impossibili e fuori luogo, ma giusto per capire il concetto, scomodiamo Apple e la sua forza di vendere non solo un prodotto, ma un marchio, un modo di essere, un senso di appartenenza simile a quello degli amanti della “Vespa” o della “Harley Davinson”. Certamente il rilancio di un brand richiede sacrifici economici importanti, unica via per comunicare la rinascita del prodotto al mass market, ma se si è certi della qualità del progetto il famoso “Roi”, ossia il ritorno di investimento, sarà figlio di un conto economico con marginalità interessante. Chi spende milioni di euro in pubblicità spesso appare un pazzo ai non addetti ai lavori, ma tutto trova giustificazione dal fatto che solo comunicando si esce dalle sacche anonime dell’oblio e solo parlando ai consumatori si riesce a stabilire un legame fidelizzato e prezioso. Quando il prodotto è serio come è seria questa Pro Patria, noto come è nota questa Pro Patria e vincente come vincente sarà questa Pro Patria, l’investimento avrà la garanzia di un bund tedesco. L’errore da evitare è di affidarsi al mercato secondario dei derivati dove tutto diventa volatile. Sappiamo che anche su questo fronte la società si sta affidando a professionisti del settore e questo è senza dubbio lodevole e segnale che l’importanza del marketing comunicativo è nei pensieri del board. Certamente non sarà semplice riverniciare il brand arrugginito, ma è anche vero che la potenzialità della marca è così forte che non servirà un miracolo per superare l’esame bocconiano.

Flavio Vergani



 Il destino spesso ama fare scherzi rendendo impossibile quel che potrebbe sembrare ovvio, sorprendendo al contempo con quel che nessuno si aspettava. Pensate all’esodo dei vari Bruccini, Spanò, Mignanelli, Di Biase, Feola E Siega a Reggio Emilio con la quasi certezza di inseguire e realizzare un sogno. Tra gli “scartati”di quell’export massivo ci furono Dario Polverini, Matteo Serafini e Giampaolo Calzi che vennero lasciati al loro destino in quanto non ritenuto idonei al progetto granata. Ebbene, il destino ha scelto per loro premiandoli quest’anno con grandi soddisfazioni: Serafini a Calzi hanno ottenuto la promozione in Lega Pro con il Venezia, mentre per Dario Polverini addirittura la promozione in serie B con il Pisa che pareggiando a Foggia il match di ritorno svoltosi ieri ha centrato uno storico traguardo. A Reggio, invece, lacrime  dopo un campionato sotto le aspettative. Persino Mignanelli è sembrato vittima del destino visto che ha lasciato Pescara nel mercato di gennaio non partecipando alla promozione in serie A dei granata. Complimenti a questi ex tigrotti che hanno trovato quel che altri cercavano, ma nel posto sbagliato.

Flavio Vergani


Aria frizzante nell’ambiente biancoblù per nulla abbattuto dalla recente retrocessione in serie D. Si lavora su tutti i fronti con grande entusiasmo ed energia. Vediamo qualche dettaglio su ciascuna area gestionale.

FRONTE LEGALE:

L’avvocato Di Cintio lavora per una ricorso che possa  stabilire una netta differenza tra la responsabilità oggettiva e  laresponsabilità diretta che se riconosciuta potrebbe rendere possibile la riammissione della Pro Patria in Lega Pro. Un modo per dribblare i paletti piantati dal Consiglio Federale che al momento non permetterebbero ai tigrotti di essere candidati per il ripescaggio.

 

FRONTE SOCIETARIO:

La situazione è dinamica su tutti i fronti. La prossima assemblea potrebbe ratificare l’investitura a presidente di Alberto Armiraglio  che porterebbe in dote l’impegno economico di  un paio di persone del territorio che hanno deciso di sposare il progetto di Patrizia Testa. Si attende anche il rientro dall’estero di Pirola di Unendo che potrebbe dare “energia”al progetto tramite una sponsorizzazione o con un’acquisizione delle quote.

 

FRONTE ORGANIGRAMMA:

Non passa giorno senza che venga annunciato un nome nuovo che va ad arricchire il già prestigioso organigramma di via Cà Bianca. Dopo i veri Asmini, Turotti , Scapini e Tribuzio, ecco la new entry Beppe Gonnella nel ruolo di team manager. E, si fa per dire new entry, visto che per Beppe è un ritorno in un ruolo già ricoperto a lungo prima dell’arrivo a Busto della famiglia Vender.

 

FRONTE ALLENATORE:

Si susseguono le voci che vorrebbero a Busto Salvatore Iacolino, tecnico di grande curriculum che ha portato il Cuneo in Lega Pro, anche se secondo gli addetti ai lavori l’obiettivo è un altro, seppur di identico spessore qualitativo.

 

FRONTE GIOCATORI:

Silenzio impenetrabile circonda la vicenda delle possibili conferme di qualche giocatore tigrotto e quella dei nuovi arrivi. La categoria dove giocherà la Pro Patria farà la differenza, ma non si dispera di trattenere in serie D Santana e Ferri. Bocche cucite per l’eventuale ritorno di Calzi, mentre c’è grande attenzione per la scelta dei giovani che in caso di serie D dovranno essere sempre schierati con questi obblighi uno nato dopo l’1.1.1996, due dopo l’1.1.1997 e uno dopo l’1.1.1998. Ovviamente, visto che si dovrà garantire la presenza in campo di questi quattro giovani è scontato averne in panchina un pari numero per gestire le sostituzioni.

 

FRONTE TIFOSI:

I tifosi sono colpiti e persino sorpresi da quanto sta accadendo, tutto pensavano tranne che qualche settimana dopo la retrocessione la situazione potesse cambiare in modo così repentino e stanno dando fiato alle trombe per riportare entusiasmo interno ai tigrotti.

Dopo la cena dell’Associazione dei “100 anni di Pro”, la domenica di bagordi in un agriturismo piemontese organizzato dal club “ Il Tigrotto”del presidentissimo Simone Lamperti, anche il Pro Patria Club sta preparando la sua tre giorni di festa che si terrà nei giorni 15-16-17 Luglio al Museo del tessile, dove tra birra, salamini, musica e balletti, si festeggerà il nuovo corso societario con grande energia.

Dulcis in fundo è stata la promozione del Legnano in serie D avvenuta proprio ieri con la vittoria ai supplementari sul St Georgen, nonostante i lilla fossero rimasti in nove uomini  per le espulsioni di Rovrena e Valtulina.

Insomma, un segno del destino che ha deciso che l’anno prossimo Pro Patria, Varese e Legnano dovranno giocare nella stessa categoria, anche se forse non nello stesso girone.


Foto from 100 anni di Pro ( pagina Facebook)
 Seratona allo Speroni con spalti gremiti, anzi, tavoli imbanditi per la cena organizzata dall’ associazione “100 anni di Pro” che ha radunato tutta la tifoseria per una serata conviviale. Ospiti d’onore la presidente Patrizia Testa con il golden staff composto da Asmini e Turotti che hanno raccolto l’invito dell’associazione. Presente anche Carmelo Dato, un tigrotto doc che non si fa pregare quando c’è da tornare allo Speroni che ha voluto esserci per confermare la sua “tigrottità”.Una serata magicamente organizzata dallo staff dell’associazione che è una vera e propria fabbrica delle iniziative a supporto dei tigrotti che vedrà la sua consacrazione nel 2019 con iniziative speciali ed esclusive per celebrare i 100 anni di Pro Patria. E in quel tempo, se il buongiorno si vede dal mattino, ci sarà più di un motivo per festeggiare visto che con al timone Patrizia Testa questa barca sembra destinata a solcare non i laghi locali, ma i mari nazionali.

Flavio Vergani


News is bad news, Patrizia Testa torna da Roma con lo zaino vuoto di speranze per un eventuale ripescaggio, o riammissione come la si voglia chiamare. I rumors diventano certezze e dicono per chi non ha avuto dieci in condotta negli anni scorsi la riammissione alla classe precedente non s’ha da fare. Patrizia fa sapere che non si fermerà qui e il carro armato legale guidato dal talentuoso avvocato Di Cintio è già in partenza per una nuova guerra legale che, se vinta, restituirebbe la perduta verginità alla Pro Patria. Una “conditio sine qua non " per poter aspirare a sposare la Lega Pro, ma l’impressione è che questa volta niente potrà togliere i biancoblù dall’inferno della serie D. “Pago colpe non mie” dice la presidente che potrebbe lasciare presto la carica ad Alberto Armiraglio, e l’assunzione è corretta. Certo è che la realtà era nota e nessuno aveva mai detto che la subentrante fosse esentata dagli errori del passato. Anzi, in questi casi si è vittime predestinate di quel che si sa, ma, anche e soprattutto, di quel che non si sa e questo è forse il peso maggiore da sopportare visto che le amare sorprese sembrano non finire mai. Una serie D che la Pro Patria frequenterebbe con il vestito della festa fuori dal campo con un entourage di tutto rispetto come quello formato da Asmini, Turotti e Scapini e , si spera, in campo con una squadra che avrà l’obbligo di tentare l’immediata scalata in Lega Pro. Diversamente non si giustificherebbe un organico societario di tale qualità. Da capire chi vorrà vestire la maglia nei dilettanti e parliamo soprattutto di Ferri e Santana, visto che degli altri papabili alla riconferma di cui si sente parlare davvero non sapremmo cosa farcene.  A breve il tutto sarà svelato. Intanto, i tifosi festeggiano con la cena organizzata nella serata di oggi dall’Associazione del Centenario che ripete quanto già fatto lo scorso anno con successo. Con 10 euro si potrà mangiare il mondo e stare in compagnia in attesa della nuova stagione che già stuzzica l’appetito. Per cui, meglio iniziare con un ricco aperitivo.
Flavio Vergani

Pronostici rispettati al Torneo di Bocce del Pro Patria Club svoltosi al centro sportivo di Madonna Regina nei giorni scorsi.
Il Torneo che ricordava Angelo Piccinini e Mario Cocco ha visto la partecipazione di 32 giocatori nel torneo di singolo e 16 coppie in quello di categoria.
Tra i singoli vince Dino Gambarotto che ha ricevuto l'ambito trofeo dalla moglie di  Angelo Piccinini. Dietro di lui si è classificato Gianni Rigon, mentre il terzo posto è stato per Osvaldo Coltro.
Nella categoria coppie ha vinto il duo Coltro-Beliusse che hanno battuto in finale la coppia Bortolin- Magni Marco, dietro di loro Gambarotto-Armiraglio.
Presenti alle gare e coinvolti nelle premiazioni la famiglia Cocco presente con la figlia Cinzia, la nipote e il signor Cocco.
Post gare prelibato con la fine pasticceria dei fratelli Magni che come sempre hanno addolcito la bocca dei perdenti e festeggiato al meglio i vincitori.
Un grazie a Giorgio Armiraglio per l'impeccabile organizzazione.
Direttivo Pro Patria Club





 

L'Aurora Pro Patria 1919 S.r.l. comunica che il Sig. Tribuzio Massimo ricoprirà la carica di Segretario del Settore Giovanile a partire dalla prossima stagione. 


                        
Salvatore Asmini, cessata nell'estate 1981 l'attività agonistica nelle fila della Castellanzese, come portiere, accoglie l'invito del presidente Giancarlo Colombo, opportunamente imbeccato dal DS Francesco Laghi, di allenare i portieri più giovani nonché la squadra più giovane della Pro Patria,ovvero la formazione denominata  Pulcini B.
Le cose da fare sono molte e, Salvatore, visto che i ragazzi rispondono con entusiasmo, ci dà dentro a modo Suo. Impone schemi, li corregge, non pretende molto all'inizio, conscio che i giovani debbano maturare con pazienza e tanto lavoro.
Non sta a me rammentare lo status di Asmini, ma è al di là di ogni ragionevole dubbio che l'approdo alla Doria è maturato per meriti indiscussi certificati da prestazioni calcistiche positive in varie società di calcio.
 
Giorgio Scapini, è entrato a far parte del Settore Giovanile della Pro Patria nel 1978. Nell'estate 1981 gli viene affidata la cura della formazione esordienti, composta da giovani compresi nell'età tra i 12 e i 14 anni, ovvero una squadra parecchio rinnovata per aver incorporato alcuni Pulcini , ma anchealcuni acquisti tra il mediano Paolo Rossi, nome di effetto, da sempre, nel mondo del calcio. Giorgio lavora sodo, fa capire ai giovani, che lo seguono con attenzione, che prima bisogna imparare a giocare al calcio, possibilmente bene, poi pensare al risultato. Gli esordienti locali della Pro Patria diventano ben presto la squadra da battere.
 
Asmini e Scapini si ritrovano al capezzale della squadra biancoblu, alquanto malmessa, riassettata da Patrizia Testa fermamente intenzionata a far rispuntare gli artigli ai Tigrotti. Buon lavoro amici, buon lavoro signor Turotti, certo che un biellese, aduso ad essere in piedi anche alle cinque di mattina, a Busto, non può che far bene.
FORZA PRO.

 
Giorgio Giacomelli


Unico, esclusivo, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Lui è l’originale che tutti tentano di imitare senza riuscirci. Un po’ come la Settimana Enigmistica. Un cuore grande così, una passione senza confini per i colori che da sempre ha sulla “Pelle”.

Cinquantadue volte auguri Giovanni!

Direttivo Pro Patria Club

Ecco quanto deciso dal consiglio federale in tema di ripescaggi nei Campionati Professionistici per la stagione sportiva 2016/2017. Ravvisata la necessità di stabilire i criteri e le procedure di ripescaggio, il Consiglio Federale ha deliberato di fissare nel contributo di 5 milioni di euro per la Serie A, 1 milione di euro per la Serie B e 250 mila euro per la Lega Pro. Sono elevati invece i parametri per quanto concerne la disciplina sulle materie infrastrutturale e di ottemperanza del pagamento degli emolumenti. Il Consiglio, inoltre, ha stabilito in 150 mila euro il contributo da versare per le eventuali Società che richiedono, ex art. 52 comma 10, di essere ammesse al Campionato di Serie D e di 50 mila euro per quei Club interessati all’ammissione ai campionati di Eccellenza.




Pro Patria giovanissimi Regionali B

“Ragazzi restate qui, non andate in altre squadre”, è questo l’appello di Giorgio Scapini, neo responsabile del settore giovanile della Pro Patria. Un invito utile per comunicare che l’aria è cambiata in casa Pro Patria rivolto a chi ha vestito la casacca biancoblù, ma anche a chi cerca altrove quello che potrebbe avere a portata di mano. L’impressione è che tra qualche tempo ci sarà la fila per essere presi alla Pro Patria e non solo in prima squadra. Qui, qualcuno si mangerà le mani per non aver dimostrato di poter rimanere con un atteggiamento poco tigrotto, giocandosi una possibilità di un rilancio che sta diventando prezioso per i fortunati che potranno rivestire la gloriosa casacca biancoblù. Nel settore giovanile è invece una certezza la nuova dimensione che lo trasformerà in un fiore all’occhiello della gestione Patrizia Testa. L’appello di Scapini è dovuto e apprezzabile, anche se crediamo che chi oggi avesse un giovane calciatore in casa avrà ben compreso quanto sta accadendo a Busto e senza alcun dubbio si metterà in fila per essere preso in considerazione. Scapini è una garanzia senza scadenza in termini di competenza e crediamo che non si lascerà sfuggire un talento che uno. Talenti che già crescono in casa bustocca con la prestigiosa vittoria  dei  Giovanissimi Regionali "B" che vincono il prestigioso Memorial Enrico Cucchi sul cui albo d’oro figurano squadre di assoluto prestigio come Inter, lazio, Padova, genoa, Bayer di Monaco, Eintrach Francoforte. Inoltre, i Giovanissimi Regionali hanno partecipato al "Leiria International Football Cup", riservato alla categoria U14, svoltosi in Portogallo nel week end del 04-05 Giugno!.E' stata l'occasione per misurarsi contro squadre del calibro di Benfica, Estoril, Vitoria Setubal, Uniao de Leiria e Deportivo La Coruna.Inoltre, la squadra ha vinto il premio Fair Play! Insomma, se sono rose fioriranno, ma quel che è certo è che il giardiniere è tanta roba!
Flavio Vergani

Parte questa sera il torneo di bocce del Pro Patria Club che quest'anno offre la doppia opzione a coppie e singolo.
Il torneo ricorda Mario Cocco e Angelo Piccinini e vede la partecipazione di 16 coppie e 32 partecipanti al torneo di singolo.
La battaglia a colpi di bocciate avverrà nell'impianto di Madonna Regina a partire da questa sera quando si giocheranno le gare preliminari che scremeranno i partecipanti.
Il torneo si concluderà venerdì sera con le finali e le premiazioni.
I favoriti? Difficile pronosticare un vincitore nella categoria coppie visto che il sorteggio ha mischiato campioni a inguaribili "pippe", mentre nella gara singola godono dei favori del pronostico Gianmarco Magni per il suo passato di giocatore di ottimo livello, ma anche i bravi  Osvaldo Coltro, Giorgio Armiraglio, Massimo De Bacco, Mario Beliusse, Gianni Rigon , il sempre verde Giannino Gallazzi e Renzo Toni. Tra i possibili outsider Roberto Centenaro  e Pamela Carezzato,unica presenza femminile che vorrà tenere alte le quote rosa.
Siete tutti invitati alle gare per tifare il vostro preferito e bere un bicchiere in compagnia.
Direttivo Pro Patria Club




Il nuovo sindaco di Busto Arsizio
Busto si è svegliata con due certezze: Emanuele Antonelli nuovo sindaco, dopo la vittoria alle elezioni al primo turno e la Pro Patria il cui nuovo corso gode del 100% delle preferenze dei suoi tifosi. Due notizie fresche che stuzzicano il futuro alimentando nuove energie di una città che non si arrende mai. Una città che nei momenti più bui sa far nascere un nuovo domani attingendo dalle sue fondamenta che hanno radici che affondano nella seria laboriosità dei suoi cittadini.  Come Patrizia Testa, sindaco della Pro Patria al primo turno, che sta costruendo un capolavoro, comunque vada a finire. E’ incredibile e fa un po’ rabbia pensare che la Pro Patria con un organico di prim’ordine come quello composto dalla numero uno bustocca possa partecipare ad un campionato dilettantistico. Sarebbe un insulto ai curriculum di Asmini, Turotti e Scapini che delle sport potrebbero essere gli assessori di qualsiasi comune per la competenza maturata negli anni.  Le parole di Ciavarella, presidente del Varese , sono dolci come il miele per i tifosi bustocchi:” Scapini è andato a Busto in quanto la nostra offerta economica e il nostro progetto non possono competere con l’offerta della Pro Patria”. Insomma, sembra che sia cambiato il vento in casa bustocca e questo riempie di orgoglio. Domani ci sarà il Consiglio Federale che detterà le regole per il ripescaggio, chissà che l'eco di quello che sta avvenendo a Busto possa far ragionare chi di dovere e aprire una speranza.
Tempo di elezioni anche in casa Pro Patria Club che a inizio Luglio sarà chiamato a eleggere il proprio presidente per il prossimo triennio. Insomma, è tempo di ripartire con una squadra motivata e coesa per riscattare un recente passato troppo amaro per essere vero. E, a proposito di futuro, da segnalare che sabato prossimo allo stadio ci sarà un importante appuntamento organizzato dall’”associazione 100 anni di Pro” che sta scaldando i motori per festeggiare con grande attenzione e partecipazione il  Centenario della Pro Patria del 2019. Si “bissa” un successo dello scorso anno con la cena collettiva della tifoseria che verrà proposta allo stadio. Il ritrovo è fissato per le 19 sotto la tribuna centrale dello Speroni, ossia fuori dal Pro Patria Museum. La cena prevede aperitivo, primo, secondo, dolce e acqua, al costo di 10 euro. Ci si può prenotare entro giovedì 9 giugno attraverso la pagina Facebook “The Tigers are coming – 100 anni di Pro”, oppure contattando direttamente i tifosi Andrea Fazzari, Lorenzo Pisani e Lele Magni.

Flavio Vergani

Il Direttivo del Pro Patria Club porge sentite condoglianze a Giorgio Romussi, giornalista che da sempre ha narrato le vicende biancoblù, per la scomparsa della moglie Fernanda Brambilla. I funerali si svolgeranno domani mattina alle 10,45 nella chiesa di Sant' Edoardo.
Direttivo Pro Patria Club

Giorgio Scapini
Poker d'assi in casa Pro Patria dove all'asso di cuori Patrizia Testa, al direttore generale Salvatore Scapini e al direttore sportivo Sandro Turotti si aggiunge un carico da novanta: Giorgio Scapini.
Uomo di calcio di grandissimo livello, da sempre, stimatissimo per la sua etica professionale e per la sua competenza, Scapini è un investimento a rendimento sicuro che andrà a ricoprire la carica di responsabile del settore giovanile e dell'area tecnica. Strappato al Varese grazie ad un progetto affascinante che lo ha colpito arriva a Busto a completare una struttura societaria con i fiocchi  che in serie D sarebbe davvero sprecata. Se il buon giorno si vede dal mattino, in casa Pro Patria sarà una splendida giornata.
Flavio Vergani