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Dopo la vittoria con l’Olbia, la Pro Patria torna in campo questa sera alle 18, 30 contro il Siena.
Mister Javorcic inserisce la modalità turno over e manda in campo Molnar e Lombardoni per Battistini e Boffelli, Santana per Le Noci e Gucci per Mastroianni, Sanè per Galli.
A centrocampo a parte l’intoccabile Bertoni, possibile che Ghioldi riposi a favore di Fietta che si è ristabilito dall’infortunio, mentre Pedone contende un posto a Ghioldi. Turno over che non comprende ancora Disabato o la sorpresa è dietro l’angolo?

Tifosi bustocchi al seguito che beneficeranno della giornata iniziale del Progetto 3P che partirà
proprio in occasione della partita di campionato  tra Siena e Aurora Pro Patria.

Il Progetto 3P versione 1.1,  che vede coinvolte la Polizia di Stato e la società di calcio senese. La Robur Siena è stata scelta, infatti, insieme ad altre società della serie C, da Lega Pro e Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive per farsi promotrice del “Progetto 3P” (Patto, Passione, Partecipazione). Il progetto vedrà varie iniziative indirizzate a famiglie di tifosi bianconeri e dei tifosi ospiti.

In particolare, sono state organizzate per le famiglie di tifosi ospiti, accompagnate dallo SLO (Supporter Liaison Officer) e dal referente per il progetto della questura di Siena, in accordo con il Magistrato delle Contrade, visite guidate ai musei delle 17 Contrade, per far conoscere le tradizioni e la cultura del Palio. Domani, il museo della contrada del Valdimontone aprirà le proprie porte ai tifosi della Pro Patria.

Per quanto riguarda le famiglie dei tifosi bianconeri, a partire da domenica 10 febbraio, per la partita con l’Alessandria (stadio Artemio Franchi, ore 14:30) sarà inaugurato il “Walk, About Robur!”, riservato ai bambini che scenderanno in campo con la terna arbitrale nell’ambito dell’iniziativa 
“Siamo una Squadra, scendi in campo e divertiti con noi”. I protagonisti del “Walk, About Robur!”, insieme alle loro famiglie, avranno l’opportunità di vivere un’esperienza unica: una visita durante la quale potranno scoprire gli spogliatoi del Rastrello, prima dell’inizio della partita, camminare lungo il sottopassaggio che porta al terreno di gioco, sedersi sulla panchina della Robur Siena, seguire l’arrivo delle squadre nella Mixed Zone, visitare la sala stampa, assistere al riscaldamento delle formazioni da una postazione privilegiata, entrare in campo con la divisa arbitrale insieme alla terna e alle squadre, e poi seguire la partita dalla tribuna centrale.

Flavio Vergani


Una partita più facile da perdere che da vincere. Un risultato che certifica la maturazione di una squadra vera, basta guardare le immagini dopo il goal della vittoria: tutti, proprio tutti, che corrono verso Gucci per far festa. Un’immagine intensa che sintetizza profondi significati senza aggiungere inutili parole.
Una squadra che non ha solisti, ma musicisti di una stessa orchestra che vanno a tempo con il loro direttore che muove la bacchetta per dettare lo spartito.
Un' esecuzione sincrona che fa dimenticare gli assenti, ieri mancavano due primi violini come Mora e Fietta, ma non si è sentita nessuna stonatura.
Solo qualche interferenza che veniva dal loggione che a un certo punto ha preteso il cambio strumentista quando si sentiva forte l’odore della sconfitta.
Il direttore d’orchestra è rimasto concentrato sullo spartito sapendo di avere in tasca il profumo della vittoria a marchio Gucci, che non è l’ultimo arrivato ma che ancora fatica a farsi riconoscere come bomber originale, quasi fosse una fragranza falsa da mercato che ricorda l’essenza solo per il nome. Sono otto i goals per lui, tanti quanti quelli di Cacia del Novara, tanto per fare il nome di un bomber desiderato e invdiato da qualche tifoso bustocco.
Soddisfazione doppia per il direttore d’orchestra che ha chiuso il concerto con una standing ovation trasformando le interferenze in applausi convinti.
Troppo vecchio del mestiere per rompere il violino a fine concerto e troppo signore nel profondo dell’animo per rovinare un concerto perfetto con una stonatura nel camerino.
Certo è che questo direttore d’orchestra sconosciuto ai più e venuto nella presunta Scala del calcio locale a vincere due Awards come campionato e scudetto e poi 30 punti dicasi trenta alla seconda di ritorno in serie C qualche qualità dovrebbe averla, a meno che non si tratti di pura fortuna. E, anche se così fosse, ben venga questa qualità.
Può piacere o meno la sua musica, ma certo è che spesso fa ballare le difese avversarie dopo averle stordite con quel cambio di metronomo sul finale del concerto.
Sorprende quando niente sembra cambiare e invece tutto cambia, perché spesso sono le sfumature e i colori delle note che valgono di più della marca dello strumento dalle quale provengono.
Ottava sinfonia vincente per il croato dal nome impronunciabile per il “Giacomelli”, ottavo posto nella hit parade del girone A.
Cosa chiedere in più al direttore d'orchestra? Di cambiare? Cosa? Le note? I musicisti? Lo spartito?

Flavio Vergani

Rivediamo la bella partita di ieri per godere anche di lunedì

TORNAGHI: 6
Bene ma non benissimo, ma  meglio così che peggio.

BOFFELLI: 5,5
Avversario tosto che lo impegna sul piano fisico come non mai. Esce perdente dal duello.

ZARO: 7
Finale da vero gladiatore quando affronta alla baionetta a uno a uno gli avversari vincendo ogni duello.

BATTISTINI: 5,5
Troppo lento e molle per contrastare la fisicità degli avanti sardi.

GALLI: 5,5
Lui è veloce ma Pinna di più e quando difende lo perde e quando attacca spesso entra in modalità flipper con palloni spesso respinti dalla sponda.

COLOMBO: 6
Non garantisce la spinta di Mora ma contrasta con i tempi giusti e con tanta esperienza. Cala nel finale ma fino ad allora fa quel che serve e lo fa bene.

BERTONI: 5+
Il record man dei contrasti e dei passaggi precisi contrasta poco e male e passa ancora meno e quando lo fa è  spesso al compagno più comodo e vicino. Se non lo fa lui chi imposta l'azione in un centrocampo senza Fietta?

GAZO: 6
Generoso, puntuale, resiliente, l'esempio di uno sherpa che sa aiutare il capocordata ad arrivare in cima.

GHIOLDI: 5,5
Il giovane tigrotto appare in riserva di energie e a disagio in un centrocampo oggi non particolarmente propositivo per l'assenza di Fietta. Troppa fisicità lo circondava senza trovare il ritmo necessario per affrontarlo.

LE NOCI: 7
Un punto in più per il goal che nobilita una partita non semplice da gestire a livello fisico per lo strapotere ospite.

MASTROIANNI: 6
Stretto nella morsa della difesa sarda si ingegna torre e porto sicuro del pallone per tenere alta la squadra. A volte ci riesce, altre no, ma l'impegno è da citazione.

GUCCI: 8,5
Citazione speciale per bomber Gucci che in tempo di saldi rivaluta la sua marca non concedendo sconti ai sardi. Micidiale il suo impatto sulla partita con due goal sporchi e quindi da vero bomber. A Busto da sempre si chiede a Turotti un bomber, ma forse da sempre il bomber c'è e si chiama Gucci,

MISTER JAVORCIC: 7
Resiste all' Olbia che sembra voler sbranare la sua creatura, all'arbitro che manda intimamente a quel paese per mancati gialli e a parte del pubblico che incessantemente lo invita a cambiare e che manda a fanculo( quando cè và cè vò) con stile silenzioso e perfetta gestione del linguaggio del corpo  per poi dissimulare il tutto in sala stampa con una spiegazione sconfinante nella più nobile filosofia.

Flavio Vergani




Non giocava la Juventus e neppure l’Inter e neanche il Milan, i saldi sono iniziati da un po’ e Natale è finito da settimane, ma allo Speroni erano in 836. La teoria Sky che terrebbe lontani i tifosi precipita clamorosamente e testimonia che la vera realtà è che, a parte i presenti, gli altri hanno inserito la modalità”chissenefregadellapropatria”. Oppure, erano tutti a casa a vedere Fiorentina Sampdoria e questo sarebbe davvero da depressione.

Chi non c'era ha fatto male a non venire, anzi malissimo perché lo spettacolo più bello del week end è andato in onda proprio in via Cà Bianca.

Partita maschia, dura, a tratti spigolosa, tremendamente complicata da un Olbia tutta grinta e fisicità con in attacco due “ottomila”come Ceter, un predestinato a categorie superiori e Ogunseye che andrà in doppietta. Un Everest e un K2 di fronte ai quali i tigrotti sembravano degli “sherpa”.

Ma, alla fine in cima ci sono arrivati proprio loro dopo avere sofferto le pene dell’inferno per grande parte della partita per l’aria rarefatta proveniente dalla Sardegna.

In vantaggio con Le Noci i tigrotti sono stati rimontati dalla doppietta di Ogunseye e l’impressione che sotto ai piedi dei tigrotti presto si sarebbe aperto il crepaccio era realtà percepita anche dal campo base dove più di un esperto mandava a quel paese il capocordata Javorcic per avere sbagliato gli scalatori. La richiesta di sostituire chi sembrava scivolare sulla roccia bagnata è diventata quasi una supplica.

Come in ogni scalata che si rispetti per arrivare in cima serve il “Messner” della situazione che si è materializzato nel solito Gucci che lasciata la tenda delle riserve ha attaccato la cima senza preoccuparsi della nebbia virtuale e del gelo più o meno reale per piantare la bandiera tigrotta in cima alla vetta.

Tre a due il risultato finale per la gioia dei reclamanti che sentono loro la vittoria per i cambi invocati, per la gioia del capocordata che a fine scalata ha fatto sapere di aver sentito l’eco delle voci ma di averle gestite nella propria intimità ( un modo elegante per dire che li ha gentilmente e dolcemente mandati a quel paese) e dei giocatori che da sherpa si sono trasformati in top performer della montagna.

C’era una partita da vendicare, quella dell’andata, il cui andamento è stato simile alla prima parte del match odierno con tigrotti in vantaggio e Olbia che aveva ribaltato il risultato. Oggi è andata meglio anche perché nessuno si è mosso in modo improvvido causando pericolose “valanghe” e alla fine si è giunti all’obiettivo.

Partite come quelle di oggi obbligano ad autoalimentare l’autostima e pensare a qualcosa in più dell’obiettivo iniziale anche visto quello che sta accadendo sul fondo della classifica.

Tra squadre modeste, penalizzazioni e squadre fantasma che appaiono e scompaiono pare davvero difficile pensare che la Pro Patria possa temere di arrivare dietro queste formazioni. Per cui sognare non costa niente, anzi diventa un obbligo.

Flavio Vergani

Bizerba, azienda tedesca con sede in Italia, attiva nel campo della pesatura certificata e delle bilance di precisione, entra nel mondo Pro Patria sposandola come sponsor ufficiale per la stagione 2018/2019.




Chi è il giocatore della Pro Patria che vale di più sul mercato finanziario del calcio di serie C?

In realtà sono due: Christian Mora e Ansoumana Sanè il cui valore è stimato in 200 mila euro.

La fonte è “Transfermark, sito tedesco che da anni monitora i campionati di tutta europa con valutazioni sportivo-finanziarie che ha analizzato la squadra tigrotta.

Vediamo ruolo per ruolo il valore dei tigrotti secondo questo sito.

Portieri: (età media 22 anni)

Potenziale diviso giovane età produce un risultato lusinghiero per Mangano che vale 75 mila euro, dietro di lui Tornaghi con 50 mila euro di valore. Angelina, terzo portiere, vale 25 mila euro.

Difensori ( età media 23,4 anni)

Detto di Sanè e Mora, ecco Lombardoni e Molnar al top di valutazione con 175 mila euro, seguiti da Battistini con 150 mila , Zaro e Galli 125 mila, Boffelli 100 mila e 25 mila euro per Marcone.  Il jolly Colombo vale 50 mila euro.

Centrocampisti: (Età media 26,33 anni)

Bertoni e Pedone con valutazione 150 mila euro, Fietta e Gazo 100 mila. Disabato paga le poche presenze in campionato degli ultimi anni con una minus valenza di 50 mila euro, seguito dal solo Ghioldi a 25 mila.

Attaccanti ( età media 31,75 anni)

Il top è Mastroianni con 175 mila euro di valorizzazione seguito da Gucci con 125 mila. Il duo senior Santana- Le Noci vale 75 mila euro cadauno.

Valore reparti:
Portieri: 150 mila euro
Difesa: 1,33 milioni
Centrocampo: 575 mila euro
Attacco: 450 mila euro

Totale squadra:

Il totale squadra vale 2.5 milioni di euro. La Carrarese, tanto per fare un esempio di squadra spendacciona vale 4,350 euro, la capolista Pro Vercelli vale 4,850 milioni, il Piacenza 4,65 milioni, il Novara  6,350 milioni. L'Alessandria vale 4,08 milioni.
 Scendendo verso la realtà Pro Patria ecco il Gozzano con 2,6 milioni di valorizzazione, il Cuneo a 3,3 milioni, il Pontedera  e la Lucchese 3 milioni, l'Albissola 2,48 milioni, l'Arzachena 2,5 milioni, la Pistoiese 3,45 milioni. E, l' Olbia, prossima avversaria dei tigrotti? Valutazione super per i sardi con ben 5,13 milioni.

La matematica dice che in proporzione i tigrotti stanno facendo molto bene, viste le differenze di valore riscontrate nei riguardi di squadre con ben altro potenziale economico. Questo testimonia una volta di più l'ottimo lavoro svolto in casa biancoblù in grado di annullare le differenze economiche con la cultura del lavoro e della massima valorizzazione delle risorse.

Flavio Vergani


Alessio Marcone con mamma Cinzia, sua prima tifosa
Vacanze finite in casa Pro Patria. Dopo i sette giorni natalizi e il doppio riposo di fine settimana, i tigrotti si rimettono in tuta per sudare agli ordini di mister Javorcic per preparare la gara casalinga con l’Olbia di domenica prossima (ore 14,30). Tutti disponibili i giocatori biancoblù con conseguenza ampia possibilità di scelta per il tecnico tigrotto. Domenica prossima mancherà Cristian Mora incappato nelle ire del giudice sportivo. In mancanza di una back position di ruolo si dovranno valutare soluzioni alternative di adattamento. Due le possibili soluzioni che sono al vaglio del tacnico: Riccardo Colombo o Alessio Marcone. Nel primo caso si sceglierebbe l’esperienza, nel secondo la voglia di mettersi in mostra. Chi dei due? Vista la relativa tranquillità in classifica dei tigrotti e il valore medio dell’avversario non ci dovrebbero essere dubbi nel preferire il giovane Marcone. Quale miglior opportunità per metterlo alla prova e dargli una “reason why” utile per dare un senso alla sua stagione finora confinata in panchina? Ricordiamo che dopo la gara con l’Olbia i tigrotti viaggeranno in quel di Siena in data Mercoledì 23 Gennaio per poi giocare nuovamente in casa con la Carrarese in data domenica 27 gennaio. Il 3 Febbraio nuovo turno casalingo per i tigrotti con la Juventus U23. Insomma, ben 3 domeniche consecutive giocate in casa per la Pro Patria che ha la possibilità di decollare definitivamente in classifica allontanando la zona retrocessione con un colpo d’ala che potrebbe far sognare scenari impensabili fino a qualche tempo fa.
Flavio Vergani


Il ristorante è stato quello dell’Idea verde ma tutto il resto era biancoblù dagli ospiti al tema della serata. Regista dell'incontro Salvatore Loschiavo, presidente del Lions Busto Arsizio Cisalpino Europa, che ha colto l’assist di qualche tempo fa di Marilena Lualdi per dare fiato al primo evento celebrativo dei 100 anni di Pro  Patria fuori dal circuito sportivo.
Parterre de roi con Patrizia Testa, Gipo Calloni, Sandro Turotti, Roberto Centenaro, Luca Calloni e Ginetto Grilli, moderati da Marilena Lualdi per un giro intorno al mondo Pro Patria visto da diverse angolazioni.
I temi affrontati hanno spaziato tra il recente passato e l’imminente futuro. Un passato che fa rima con vittoria, un presente che fa rima con stabilità e un futuro che potrebbe far rima con ambizione se la condizione del coinvolgimento della città venisse raggiunta. Non è mancato il solito appello  nella speranza che finalmente qualcosa venga messo nel cappello.

Sentiamo dalla viva voce del nostro presidente Roberto Centenaro le impressioni sulla serata: "Incontro interessante in una prestigiosa realtà come quella rappresentata dai Lions. Abbiamo condiviso le reciproche speranze e aspettaive per il futuro: Patrizia Testa ha fatto appello alla città affinchè possa essere parte integrante del progetto, Turotti ha dato risalto ai potenziali asset tecnici rappresentati dai giovani biancoblù, Ginetto Grilli ha stemperato il clima formale della serata con qualche passaggio in dialetto bustocco che ha colto nel segno. Gipo Calloni ha ricordato la storia che lo ha visto  protagonista. Infine, Luca Calloni ha illustrato l'attività dell'associazione "100 anni di Pro"che presiede da ormai  4 anni".
"Da parte mia-aggiunge Centenaro-posso dire di aver vissuto una forte emozione quando è stata condivisa con i presenti la foto del Papa con la maglia della Pro Patria sulla spalla. Lanciai io quella maglia e credo che sia stata direzionata sulla spalla del Papa da una mano divina di qualche tifoso che dal cielo l'ha telecomandata, davvero non riesco a darmi una spiegazione diversa per quel lancio perfetto, nonostante fosse stato fatto in una bolgia infernale. Tornando alla serata dei Lions ho tenuto a sottolineare la difficoltà di inserire giovani nel nostro club. Mi ha parzialmente consolato il fatto che anche per i Lions la situazione sia la medesima. Sembra proprio che il mondo sia cambiato e che i ragazzi non sentano l'esigenza di vivere un'associazionismo reale utile alla relazione sociale e all'informazione su temi a loro cari in quanto preferiscono vivere in real time sui social per un aggiornamento live".

Flavio Vergani






Lezione di storia contemporanea alla Iper di Solbiate Olona dove Giorgio Giacomelli, gran rettore della facoltà di storia biancoblu, ha radunato intorno a sé l’anima e il cuore della Pro Patria in occasione dell’”up date” del suo precedente lavoro”Tigrotti, oltre un secolo con la Pro Patria”. Il battesimo ha trasmesso all'anagrafe il nome del nuovo arrivato : "Tigrotti Tricolori". Il genitore numero due della nuova creatura è Carlo Fontanelli che come sempre ha supportato Giacomelli non solo nella rima del cognome ma anche e soprattutto nel lavoro di editing. 
Un’appendice all’opera precedente  "Tigrotti"che Gigi Farioli, assessore allo sport, ha definito “la Treccani della storia della Pro Patria”, comprendente i risultati del triennio 2015/2018.

Gioie e dolori per un triplete che partito con la prospettiva dei “zero tituli”(7 punti in campionato nell’era Nitti)si è riscattato con la vittorie firmate Patrizia Testa.

Alla presenza dell’intera rosa della Pro Patria, hanno preso la parola, oltre a Giorgio Giacomelli, Gigi Farioli, Patrizia Testa, Sandro Turotti, Ivan Javorcic, Beppe Gonnella, Roberto Centenaro, il giovane tifoso Candiani e lo special guest Riccardo Ferri che, forse su preciso mandato di Beppe Marotta, nuovo dirigente interista, nonché amico di Patrizia Testa, ha donato alla presidente un gagliardetto nerazzurro. Un modo per tentare di convertirla alla sua nuova fede nerazzurra?

Patrizia Testa, juventina fino al midollo, ha ben incassato il colpo mostrando di gradire il regalo, mantenendo una mimica facciale neutrale e un linguaggio del corpo indecifrabile.

Ora, si accettano scommesse su dove sia finito il gagliardetto: nel cassetto dei regali da riciclare, nel camino della sua taverna o abbandonato in un locker di Amazon in via Milazzo?

Giorgio Giacomelli ha incantato la platea con la consueta narrazione di aneddoti storici personalmente vissuti, mostrandosi a suo totale agio nel percorrere le vicende tigrotte anche le più datate.
Una vera e propria bibbia biancoblù comprendente un vecchio e un nuovo testamento “secondo Giorgio” che rappresenta una preziosa impronta che lo storico bustocco ha voluto dedicare alla passione della sua vita.

La serata ha voluto ricordare Andrea, figlio di Giacomelli prematuramente scomparso, che è stato un professionista serio e stimato del gruppo Iper. Da qui la scelta della location dell’evento.

Si è ricordato anche Gigi Salmerigo, marito della presidente Patrizia Testa, scomparso lo scorso anno.

Presente tramite le pennellate dei suoi colori e l’arte delle sue fotografie Giovanni Garavaglia, recentemente partito per la trasferta eterna che ha realizzato le foto dello short book.

Poi, happy hour top level con un buffet ricco e qualitativo seguito da un risotto con luganiga da favola (si sono sprecati i bis) e un doppio dessert da record glicemici: panna cotta e tiramisù indimenticabili.

Insomma, nulla è stato lasciato al caso in termini organizzativi perché quando di mezzo c’è Giacomelli “è sempre la solita storia”: emozioni tutte da raccontare, tutte da ascoltare, tutte da ricordare.  

Flavio Vergani

Nell'ambito della ricerca di una possibile alternativa a Mora il diesse Turotti potrebbe valutare il ritorno a Busto di Niccolò Cottarelli, classe 1998, in forza all'Alessandria con la quale non è mai sceso in campo, se non in Coppa Italia.
Fonti vicine alla società grigia definiscono possibile l'affare.
Cottarelli arriverebbe a Busto con la formula del prestito semestrale.
Flavio Vergani

Tutto pronto per la presentazione del libro "Tigrotti Tricolori" di Giorgio Giacomelli e Carlo Fontanelli.
Lo storico bustocco, dopo aver raccontato la storia antica del club di via Cà Bianca, racconta la storia contemporanea dei tigrotti concentrandosi sul triennio 2015/2018.
Giacomelli e Fontanelli non si sono dimenticati del Pro Patria Club che, proprio nell'anno del suo Cinquantesimo di fondazione, trova spazio nel volume con una citazione storica che ne traccia gli attimi della fondazione e i suoi protagonisti. Ringraziamo gli autori per l'attenzione riservata al nostro sodalizio.
Libro che si focalizza sulla presidenza di Patrizia Testa e sulle vittorie recentemente ottenute.
L'insolita location scelta per la presentazione ha il suo perchè legato al fatto che  Andrea, figlio di Giorgio Giacomelli, prematuramente scomparso, era un dipende del gruppo Iper.
La presentazione, prevista per domani 9 Gennaio, alle ore 18,30, vedrà la presenza dei colleghi di Andrea, dell prima squadra della Pro Patria e dei dirigenti biancoblù. Si ricorderà anche Gigi Salmerigo, marito della presidente Patrizia Testa, scomparso lo scorso anno.
Special guest sarà Riccardo Ferri, ex colonna interista.
Flavio Vergani


Il dilemma è sempre lo stesso, soprattutto nella fase del calciomercato invernale. Chi serve comprare e soprattutto serve comprare qualcuno? Nel caso di una squadra che non rende al cento per cento la risposta sarebbe ovvia, ma nel caso della Pro, acquistare tanto per farlo nuocerebbe sia alle finanze sia all’armonia del gruppo. Facendo un rapido focus sulle pedine mancanti, ci sarebbero solo due indizi che porterebbero ad un acquisto mirato. Un attaccante per sostituire Pllumbaj e un centrale alla Disabato che potesse fungere da vero “jolly” a centrocampo. Il primo non sarebbe però una vera necessità. Le Noci, Gucci, Santana e Mastroianni, fanno già un reparto degno della categoria, ma una pedina in più come ad esempio un giovane interessante non guasterebbe. In questo caso il bravo Turotti con le sue conoscenze avrebbe solo bisogno di “un giro di telefonate” per ottenere un ragazzo meritevole della Pro. In caso di punta esperta invece, la paura è che si possa interferire con l’armonia dello spogliatoio. La storia insegna che troppe “vecchie volpi” spesso litigano per la titolarità. Quest’anno poi che tutto sembra filare liscio, questo rischio andrebbe davvero eliminato. Nel caso del centrocampista “jolly” la faccenda è ancor più complessa. Se si acquista un potenziale giovane in quel ruolo, lo si deve far giocare, altrimenti lo si brucia in partenza. Nessuna squadra darebbe in prestito ad esempio un “primavera” di talento per vederlo solo sedere in panchina. Mentre la scelta per un giocatore di alto livello vale lo stesso discorso di prima, o lo si acquista per dare fantasia e un vero gioco nuovo e produttivo, (con alternative soprattutto in chiave offensiva), oppure si arriverebbe a gestire “macchiavelliche” soluzioni che poco potrebbero concernere al vero apporto tecnico in quel reparto così delicato , con il rischio di osservare un buon giocatore solo in determinate circostanze. Insomma eseguire acquisti di mercato quest’anno sembra davvero una cosa particolare, soprattutto perché il nostro campionato guardandolo nel globale sta andando molto bene. È necessario quindi, davvero acquistare qualcuno in questo momento? Una domanda difficile che solo un bravo DS come Sandro Turotti può darci.

Simone Merlotti


BIANCHI: Tornaghi, Zaro, Battisitni, Molnar, Mora, Fietta, Bertoni, Gazo, Galli, Gucci, Santana.

BLU: Mangano, Boffelli, Lombardone, Colombo, Sanè, Disabato, Ghioldi, Marcone, Le Noci, Mastroianni, Pedone.

Se giocassero una partita i Bianchi contro Blu, chi vincerebbe? Chi lo sa, forse sarebbe un pareggio vista l’assoluta parità di potenziale delle due formazioni.

Il nostro è un gioco per introdurre il tema calciomercato partendo da un’altra angolazione, ma neppure troppo un gioco visto che la rosa di mister Javorcic è composta da elementi in grado di formare due squadre con identica potenzialità.

I risultati del campo lo confermano ampiamente, per cui niente mercato? A posto così?

Il direttore sportivo Turotti ha fatto sapere che la rosa è confermata e, a meno di particolari occasioni, non si opererà in entrata e in uscita.

Questa è la scelta societaria, ma come sempre occorre considerare anche la volontà dei giocatori con particolare riferimento a quelli che hanno trovato meno spazi durante il girone di andata.

Rimane libero anche l’armadietto di Pllumbaj che ha lasciato anzitempo la Pro Patria per accasarsi in serie D all’Arzignana.

Verrà sostituita la punta albanese? Gli indizi fanno capire che il problema non è così impellente in casa tigrotta e che si valuteranno eventuali occasioni, con particolare riferimento ad un giovane di valore.

Tutto qui? Turotti dice di si, ma proviamo a disegnare anche un altro scenario per cercare di leggere quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni. Naturalmente trattasi di considerazioni personali, letture oggettive della realtà tigrotta che non si riferiscono a nessuna notizia ufficiale o ufficiosa.
Una semplice interpretazione dell'attuale fotografia in casa bianco blu.

A occhio diremmo  che potrebbero esserci fari puntati sul giovane Marcone che fin dall’estate ha avuto molte richieste (Lecco in primis) cadute nel vuoto per la conferma ricevuta dalla società biancoblù che lo ha fortemente voluto anche in serie C.

Mister Javorcic sembra avere un progetto definito per lui che lo vedrebbe interprete di un ruolo ancora non assimilato dal giovane tigrotto: quinto di centrocampo e non terzo di difesa . Un cambiamento che ha richiesto tempi medio lunghi di adattamento che hanno tenuto fuori il talento bustocco. Il processo è alla fine e Marcone è pronto per calcare da protagonista la serie C, oppure no?

La sensazione è che sia molto probabile che si mandi Marcone a maturare in qualche realtà interessante che permetta lui di scendere in campo regolarmente e affinare le sue doti tecnico-tattiche per poi riportarlo a Busto pronto per la prossima stagione.

Altro indiziato per un possibile cambio di casacca potrebbe essere Disabato. Il giocatore conosciuto dai tifosi nella prima stagione di permanenza a Busto ha lasciato ricordi splendidi.

Un mix di tecnica, abilità nel dribbling e più di un goal che avevano fatto entrare Dido nel cuore di tutti i tifosi tanto da augurarsi che non venisse tentato da richieste di categoria superiori.

Po, tutto è cambiato.

Il modulo di mister Javorcic non sembra essere “tailor of made” per Dido che ha conosciuto la panchina sia in serie D, sia in serie C con prestazioni non indimenticabili quando sceso in campo.

Davvero una brutta sorpresa per i molti che lo avevano visto dominare il centrocampo bustocco con prestazioni indimenticabili.

Ovvio pensare che, vista l’età del talentuoso centrocampista e il difficile impatto con il 3-5-2- di matrice “javorciciana”, Donato possa almeno valutare possibili alternative che gli ridiano la gioia di un posto fisso, o quasi, nell’undici di partenza.

Una perdita che la tifoseria mai vorrebbe accadesse viste le doti tecniche ma anche umane di Disabato, ma è ovvio che a una certa età la panchina fa doppiamente male, soprattutto dopo aver dimostrato che la serie C è del tutto nelle corde del talento varesino.

Flavio Vergani

Per qualcuno un caso, per altri un segno del destino, chiamatelo come volete ma la prima nata del 2019 si chiama Aurora, come la Pro Patria.
E' nata a Palermo, città ove risiede il suo capitano Alberto Santana.
Il 2019 è iniziato con due attenzioni all'Aurora Pro Patria nell'anno del suo Centenario che ci piace pensare non casuali. 
E' se anche lo fossero. va bene così.
Flavio Vergani


Ultima gara dell'anno da dimenticare per la Pro Patria che perde per tre a uno a Pistoia.
I tigrotti deconcentrati, sconclusionati e tatticamente disordinati riescono a far diventare grande una modesta Pistoiese, seppur rivitalizzata da mister Asta con il solito ricorso ad un agonismo intenso, vero e proprio marchio di fabbrica del tecnico ex granata.
Persino l'attaccante Cellini, che da mesi non segnava, ha trovato il modo per farsi l'ultimo regalo dell'anno trafiggendo per la terza volta Tornaghi, dopo che la Pro Patria aveva deciso di ricorrere al "palla lunga e pedalare" per recuperare il risultato. Una scelta lontana dal dna di questa squadra ma unica alternativa rimasta da provare in un pomeriggio sterile di soluzioni.
Squadra anche snaturata nella sua composizione con l'innesto di punte e centrocampisti offensivi in quantità industriale e trasformata nel gioco con schemi lontani da ogni razionalità che non hanno prodotto risultati tangibili. Unico risultato dello sterile assedio finale è stato il terzo goal della Pistoiese che ha dilatato il risultato oltre la realtà, facendolo apparire decisamente sproporzionato per quanto visto in campo. Rimane comunque il merito dei padroni di casa relativamente all' interpretazione della gara e all'approccio decisamente migliore di quello tigrotto.
Arancioni di casa sempre primi su ogni pallone in ogni zona del campo, grazie ad una maggiore fame agonistica conseguente alla traballante situazione di classifica. Il centrocampo bustocco è invece apparso lento e compassato con un Bertoni troppo didattico e scontato per incidere sul match e un Fietta mediocre. In difesa giornata da dimenticare per Sanè che ha propiziato l'immediato vantaggio della Pistoiese ( al 2' del primo tempo)con una sciagurata gestione della palla in fase difensiva che ha di fatto regalato il goal ai padroni di casa.
Davanti la partita di Santana è durata poco meno di mezz'ora visto che il cambio con Le Noci è pressoché immediato per motivi da indagare. L'argentino è apparso la fotocopia in bianco e nero di sé stesso. Da citare il goal di rara bellezza di Le Noci che ha messo la firma sul quadro affrescato nel 2018 con un autografo d’autore .
Una Pro Patria double face che vince con i forti e stenta con i deboli. Lo scorso anno non si vincevano gli scontri diretti di alta classifica, quest'anno non si è invertito il trend: si fatica negli scontri diretti di bassa classifica, ma si vincono gli scontri ( non diretti) di alta classifica.
Misteri del calcio, certo è che, potendo scegliere, va bene così. Vuoi mettere vincere a Novara, Chiavari e Pisa? Si, ok, in caso di arrivo a pari punti...bla...bla...bla. Ma, va bene così lo stesso. Basta non arrivare a pari punti, ma un punto in più degli altri. E, vincendo a Pisa, Chiavari e Novara il punto in più alla fine si trova. O, no?
Insomma, per chiudere: si è vista una Pro Patria con la testa già in ferie e senza stimoli visti i buoni risultati ottenuti nel girone d'andata che l'hanno collocata in un'invidiabile posizione di classifica.
Peccato aver terminato l'anno con questa brutta sconfitta, ma trattasi di un dettaglio che non incide minimamente su un anno fantastico che ha dato ai tifosi ogni soddisfazione con una promozione, uno scudetto e un inizio di serie C da favola.
Scoccia sempre perdere ma davvero non si può imputare nulla a questa squadra se non augurarle di trascorre al meglio le meritatissime vacanze per regalare nuove emozioni nell'anno del Centenario.
Buone ferie Tigrotti.
Flavio Vergani



 Mister Javorcic nelle dichiarazioni di fine gara ha commesso un errore: ha detto che ieri la partita è stata vinta con 7/11 della scorsa stagione. Impreciso, in realtà sono 8/11, lui non si è contato anche se c’era.

Questo per sottolineare quanto il tecnico sia parte integrante di questo processo che ha promosso la squadra nella sua essenza, nel suo modello, nel suo sviluppo.

Può sembrare un dettaglio ma non lo è. Si possono vincere i campionati in molti modi: con squadre fortissime per la serie D ma non per la serie C, oppure con squadre già pronte per la serie C che sopportano un campionato di serie inferiore quale parte integrante del progetto si sviluppo.

La Pro Patria non fa parte di nessuna di queste ipotesi. La squadra in serie D ha avuto le sue difficoltà nel centrare la promozione, non era composta da fuori categoria ma nemmeno da mestieranti della categoria. A testimonianza di questo viene il dato citato da mister Javorcic nel commento del post gara di ieri.

Sette più uno scesi in campo ieri provengono dalla serie D e vincono in serie C.

Il progetto biancoblù poggia su una filosofia ben precisa che mira a diventare prima che ad essere.

Punta ad una crescita prospettica più che ad una nascita immediata, ha nel dna un disegno architettonico da realizzare più che un affresco da ammirare.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo ai tempi della creazione quando l’aspettativa della piazza era concentrata su allenatori di nome, bomber di razza, registi alla "Popi Bonnici", per vincere a man bassa la serie D.

Javorcic? Gucci? Gazo? Chi sono costoro? Ripieghi, scarti del Varese, ci vuol bene altro per vincere la serie D. Questa l’opinione comune.

Si è vinta la D e ora si è ad una manciata di punti dalla Carrarese che tanto assomiglia al Rezzato dello scorso anno: Maccarone, Coralli, Tavano. Vuoi mettere la differenza?

Comprensibili reminiscenza del passato quando il nome di grido doveva coprire le falle di progetti con le fondamenta sulla sabbia.

Dare in pasto il nome di grido alla folla era l’unico fragile assett sul quale vendere sogni a buon mercato e percorrere la scorciatoia verso la exit strategy.

Nulla a che vedere con l’attuale portafoglio biancoblù arricchito non con titoli spazzatura o con bond a basso rating ma da investimenti virtuosi che poggiano prima sul valore del management sportivo e poi sugli assett finanziari.

Quanto vale oggi sul mercato finanziario la coppia Javorcic-Turotti? Indubbiamente le azioni dei due sono in fortissimo rialzo visto quello che hanno fatto e con chi lo hanno fatto.

Non mega budget da sperperare per ingaggiare i soliti nomi noti, non strategie a breve termine con le blue chips del mercato, ma perspicacia e pazienza da certosini per far crescere un progetto nel tempo con attenzione maniacale agli indicatori societari in termini di eticità, sostenibilità finanziaria e di sviluppo dell’autofinanziamento.

I sette undicesimi scesi ieri in campo sono l’interesse maturato dal titolo serie D 2017/2018, ma pensiamo a Mora, Sanè, Ghioldi, Boffelli, gente con rating tripla A messi in cassaforte  e pronti a staccare la cedola nei prossimi mesi. Una cedola il cui valore premia più l'intuito di chi li ha scelti che l'effettivo valore economico. In questa categorie pagano di più le intuizioni che gli effettivi realizzi.

Il rendimento dei titoli “JT” emessi da via Cà Bianca hanno stracciato tutti gli andamenti del mercato con una promozione, uno scudetto e una posizione in classifica figlia dei rialzi record nelle piazze di Novara, Chiavari e Pisa. Per la disperazione dei bookmakers che hanno pagato somme folli a chi ha creduto nel progetto bustocco, anche quando le quotazioni quasi lo deridevano.

Oggi si gioisce per quello che c’è sul conto corrente, che è molto e al di sopra delle aspettative, ma il vero valore è il patrimonio immobiliare biancoblù che si fonda su un’architrave solida in grado di assorbire senza crollare le scosse telluriche proprie di ogni mondo finanziario.

Si pensi al down dello scorso anno quando tutti compravano le azioni Rezzato o a quello di inizio campionato quando in molti hanno disinvestito dal biancoblù dopo le prime cadute.

La vera promozione è avvenuta fuori da campo, quando accaduto e accade in campo ne è solo la logica conseguenza di scelte vincenti .

Questo va a onore di chi ha sempre creduto ciecamente nel direttore di filiale tanto da non prendere in considerazione nessuna “Opa” di acquisto a meno che la stessa non comprendesse la sua conferma.

Per cui, per essere precisi bisogna dire che ieri hanno vinto i 9/11 dello scorso anno. Il nono, o meglio la nona, è la vera sinfonia di Beethoven che ha creduto nella partitura del direttore d'orchestra e del primo violino il cui nome sconosciuto ai più ha saputo non stonare in una piazza che da sempre si considera la "Scala"del calcio locale.

Flavio Vergani

TORNAGHI: 6
Poco lavoro sbrogliato con la solita sicurezza. Da quando ce lui la dietro è tutto più facile.

MOLNAR: 6
Gissi è un cliente difficile e il croato rientra dopo qualche turno di stop. Ci mette un attimo a disincrostare la ruggine per poi ruggire come ai vecchi tempi,

ZARO: 6,5
Errori zero, domina di testa e spazza di piede, non ce ne per nessuno.

GALLI: 6
Mai sorpreso in fase difensiva, bene quando si sgancia.

LOMBARDONI: 6
Ritrova la maglia da titolare guadagnandosi una stirata sufficienza. Meno brillante rispetto a inizio campionato.

MORA: 6+
Il goal di Pisa gli ha dato sicurezza, di partita in partita acquista in maturità e consapevolezza.

BERTONI: 5,5
Inizio negativo con errori ripetuti e poca incisività in fase di verticalizzazioni. Poi, sparisce dai radar fino a sparire dal campo dopo che mister Javorcic lo toglie dalla partita.

GAZO: 6
Poco appariscente ma molto convincente quando gli si chiede di fare quello che sa fare e oggi la richiesta era perfetta. Si vede poco e legna tanto, questo è quello che gli si chiede.

PEDONE: 5,5
Il suo potenziale è ben diverso da quello che dimostra in campo. Ha fisico e corsa di qualità ma spesso si perde in slalom speciali senza che ci sia la neve.

LE NOCI: 7 
Un punto in più per il goal che ne meriterebbe due per la bellezza. Il resto è la solita classe messa a disposizione della squadra.

GUCCI: 7,5
Solito punto in più per il goal che rende perfetta un'ottima prestazione. Peccato solo per non aver sfondato la rete in occasione del mancato rigore concesso. Era chiaro al mondo che aspetta il fallo, ma l'arbitro non fa parte di questo mondo.

MISTER JAVORCIC: 7
Per Natale si fa regalare una scacchiera nuova e decide di giocare con i neri anche se con i bianchi aveva spesso vinto. Scacco matto in due mosse all'avversario e un mare di punti "Elo"in classifica.




Boxing day perfetto per la Pro Patria, da rivedere per arbitro e speaker.
Tigrotti padroni del campo contro il Cuneo dell’ex presidente Emiliano Nitti che torna in Piemonte con due goal nel vano bagagli del pullman. 
Cuneo che deve ringraziare l’arbitro che, probabilmente ancora sotto l’effetto dei superalcolici di Natale, non vede un clamoroso rigore su Gucci, un altro meno evidente su Pedone e non si accorge di un pallone finito chiaramente in fallo laterale, trasformandolo in un calcio d’angolo. Ai confini con la realtà anche altre decisioni arbitrali, o meglio non decisioni, visto che spesso l’arbitro di Castellamare di Stabia ha  celebrato il Boxing Day con un arbitraggio simil “all’inglese” nelle intenzioni ma che spesso dell’Inghilterra ha ricordato solo i pub.

Tigrotti in goal con un euro goal di Riccardo Gucci, o meglio di Niccolò Gucci, ma lo speaker sembra aver fatto tardi anche lui ieri sera e dedica di suo spontanea volontà la rete ad un non identificato Riccardo Gucci, forse un modo per dedicarlo a  Riccardo Colombo, ai box per infortunio, con un cocktail di anagrafiche che ricorda l’ultimo “Margarita” della passata serata.

Episodi che hanno divertito i 774 spettatori che hanno rinunciato al pranzo lungo di Santo Stefano per entrare nel freezer a cielo aperto dello Speroni, un vero e proprio congelatore Miele in categoria cinque stelle.

L’incasso? 5.655 euro. Colpa dei bustocchi, dell’orario, del freddo, delle festività? Chi lo sa, rimane il fatto che questa squadra che non perde da 8 turni porta una manciata di euro a chi ne spende un bilico per mantenerla. La curiosità di vedere che classifica dovrà avere la Pro Patria per arrivare a quota mille è tanta e speriamo di soddisfarla da qui a fine anno.

Mister Javorcic mischia il mazzo e butta dentro rispetto alla partita di Pisa: Molnar per Battistini, Pedone per Ghioldi, Lombardoni per Boffelli, Le Noci per Santana, Gucci per Mastroianni, Galli per Sanè, per la serie squadra che vince si cambia. Tanto, ormai sa che cambiando non solo l’ordine ma anche gli addendi il risultato non cambia. E, così succede: zero a due a Pisa, due a zero a Busto.
Il secondo goal è di Le Noci che ruba il telecomando della playstation regalata ieri a suo figlio per teleguidare il suo tiro su punizione che scavalca la barriera e si insacca nella porta del Cuneo. Goal in modalità avanzata che porta il bomber tascabile bustocco in cima alla top ten dei players online della console di Sony.

I tifosi sognano e in piccolo si sentono come la Juventus quanto a rosa e possibilità di cambiamenti tattici e di interpreti senza vedere soffrire il risultato e alla fine l ‘applauso che investe i tigrotti è il ringraziamento per un anno fantastico che ha portato una promozione, uno scudetto e una invidiabile posizione in serie C.

Se si pensa a qualche partita buttata via (Albissola, Juventus U23, Pro Piacenza) e ai torti arbitrali di Olbia e Carrara, viene facile comprendere dove potrebbe essere oggi la Pro Patria. Una squadra che vince a Novara, Pisa e Chiavari non può essere una casualità.

Domenica si chiude l’anno a Pistoia nella prima giornata di ritorno. Un risultato positivo sarebbe la firma su un capolavoro da incorniciare.

Flavio Vergani

Ultimo numero dell'anno del Tigrottino con un pensiero a Giovanni Garavaglia che ci legge da lassù.
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Sold out nella Chiesa dei Frati per salutare per l’ultima volta Giovanni Garavaglia, "il fotografo di Busto" come giustamente definito dal sindaco Antonelli.

Una folla impressionante in rappresentanza dell’amministrazione comunale, della Pro Patria (presente con la presidente Patrizia Testa e con l’addetto stampa Nicolò Ramella), del Baff e di tutte le associazioni finite nell’obiettivo di Giovanni durante la sua intensa attività di fotografo.

Don Pasquale che ben conosceva Giovanni ha saputo celebrare al meglio la figura di questo uomo amico di tutti ma sono state le parole del sindaco Antonelli ad emozionare i presenti con un ricordo   incisivo  che ha descritto alla perfezione le qualità e le virtù dello scomparso.

Don Pasquale ha fatto presente che la chiesa così piena la si vede nella messa di Natale e nella domenica delle Palme a testimonianza di quanto amore ha seminato Giovanni e quanto abbia raccolto nel giorno della sua partenza eterna.

Insomma, nessuno ha voluto mancare all’ultimo saluto per questo uomo di grande valore.

Unico rammarico per i molti tifosi della Pro Patria è stata la totale assenza dei giocatori della Pro Patria al rito funebre. Si sa in queste occasioni quanto sia alta l'aspettativa per rispettare quel senso di famiglia e di appartenenza di cui i giocatori sono l'elemento fondamentale.

Flavio Vergani


Tutti in curva alla "Taverna Biancoblu" con inviti selezionatissimi e porte chiuse a doppia mandata per i non aventi dirittO
Un pomeriggio in amicizia in nome della Pro Patria per festeggiare il prossimo Natale e la vittoria della Pro Patria a Pisa. Ovviamente, con una lacrima sugli occhi perché Giovanni non c'è più ma basta guardare il Tigrottino e lui magicamente torna con noi.
Il Giannino non è mai preso alla sprovvista e sotto il bancone ha sempre quel che serve per far festa: dolce, salato e un buon vino.

Il Giulio stupisce tutti con una sua specialità : la scorza di arancia zuccherata. La qualità è ottima ma il "Cracco" biancoblù non svela la ricetta; "Servono arance non trattate e tanto altro che non dico". Intanto, da Pisa giungono buone nuovo e la curva esplode in un boato.
Il "Piso"è in ansia e ogni quarto d'ora fuma nervosamente, "Pamela"digita ossessivamente il cellulare,   Nando manda a quel paese l'arbitro,  Mario guarda il campo del Pisa e si rende conto che non ha nulla da invidiare, gli altri soffrono in silenzio per poi gioire intensamente.
E' fatta, la torre abbattuta, il ricordo di Giovanni onorato.
Qualche augurio frettoloso con la certezza che fra pochi giorni sarà di nuovo tempo di Pro Patria.
Un Natale così piace a tutti di più.
Flavio Vergani


Ci piace pensare che nulla accade per caso e che le vittoria di oggi abbia le iniziali di Giovanni Garavaglia.
Infatti, nulla è accaduto per caso, perché quando si vince come si è vinto non esiste il caso.
Si può vincere quasi per caso, vincere con merito o stravincere. Oggi la Pro Patria ha stravinto.
Più di qualcuno si è chiesto se le immagini trasmesse da "Eleven Sport" fossero reali o se il collegamento fosse con qualche altra città e categoria tanto era bella la Pro Patria.
Indiscussa padrona del campo con un Mora in formato "premium" e un Fietta in versione full optional.
In porta un'assicurazione sulla vita, anzi sulla vittoria, ad altissimo rendimento.
Una forza quella dei tigrotti quasi magica che ha letteralmente cancellato dal campo i pisani.
Nel giorno del suo compleanno Santana si regala un goal su rigore e conferma che per lui il tempo è come il count down. Ringiovanisce ad ogni compleanno.
Il secondo? No, non si può raccontare perché si rovinerebbe l'arte e la poesia di una conclusione a rete di Mora che rischia di diventare il goal dell'anno. "Sombrero"sul difensore, palla colpita al volo di esterno, palla in rete nell'angolo più lontano. Un capolavoro!
Novara, Entella, Arezzo, Pisa, pronostico zero tituli, realtà dieci punti. Zitti tutti e mosca, questa è la Pro Patria.
Un anno gold per i tigrotti che dopo la vittoria in campionato e lo scudetto stanno dimostrando la loro forza anche di fronte a vere e proprie corazzate.
Ampiamente al di là delle aspettative finora, adesso l'effetto sorpresa verrà meno e per confermarsi servirà alzare l'asticella.
Ma, per ora, pensiamo al Natale.
Flavio Vergani

La tua ultima copertina
Sei stato uno di noi. Ti cercavamo spesso, persino troppo, perché senza le tue foto nulla avrebbe avuto senso.
Senza scrivere una parola eri la persona più presente nel giornale che hai saputo magnificamente colorare, pennellandolo di bianco e blu.
Non serviva la firma perché le tue foto parlavano di te in modo unico ed esclusivo.
Ricordiamo i tuoi lunghi silenzi, i tuoi sorrisi improvvisi che sembravano l'arcobaleno dopo il temporale, la tua sottile ironia a bassa voce che sembrava una dolce carezza che nasceva da un viso dolce, nonostante quella barba carta vetrosa che ti rendeva ancora più artista.
Ti ringraziamo per quello che eri, per come lo eri, per quello che facevi e per come lo facevi.
Ora, fotografa gli angeli, non ti servirà il flash perché dove sei c'è tanta luce per illuminare la tua arte.
Ciao Giovanni.
Redazione de"Il Tigrottino"




Da piccoli quando si sfogliano i libri e non si sa leggere si guardano le figure… da grandi si leggono le pagine ma le foto sono sempre le prime ad attrarre l’attenzione, proprio come da piccoli. Giovanni Garavaglia era un bravissimo fotografo, che immortalava immagini che tutti noi abbiamo visto in internet o sulla carta stampata. Quando allo stadio si apriva il "tigrottino", ecco per prime le immagini del “GioGaravaglia” come si faceva chiamare lui, rappresentazioni visive che attraevano tutti coloro che osservando quelle pagine riconoscevano immediatamente i suoi scatti.ecco quanto sono sempre importanti le foto...in ogni contesto e il Gio lo sapeva. Il Gio era un uomo davvero incredibile. Sempre attento ad ogni singolo movimento della partita sempre attento a cogliere le diverse sfumature dello Speroni. Con lui l’anno scorso abbiamo “visualizzato” giorno dopo giorno la nostra cavalcata vincente.Giovanni come detto sopra è entrato nella nostra memoria storica visiva, con molte immagini che ci ricorderemo per sempre. Le facce tristi dei tifosi dopo una retrocessione o una sconfitta casalinga, ma anche le risa di tutti noi ad ogni promozione, e vittoria….e lui rideva con noi….sempre con la sua immancabile “amica” in mano. La macchina fotografica che non lasciava mai, come se fosse l a sua bimba da custodire. In sala stampa era uno dei primi ad arrivare, spesso già “armato” di una immensa volontà di immortalare i presenti seduti ad aspettare il mister o qualche dirigente. Ricordo di lui le passeggiate appena fuori gli spogliatoi, sempre a scattare foto allo Speroni o ad aspettare giocatori e dirigenti per mitizzarne i loro visi o i loro aspetti più particolari. Con il cappellino di paglia, con la divisa della “stampa”, con la t-shirt della Pro, o con una giacca a vento che lo avvolgeva a bordo campo, ognuno di noi lo ricorda a modo suo. Io lo voglio ricordare con la sua foto del profilo, con lui raggiante davanti al cavalletto che sostiene il pallone della serie D….con dietro un cielo azzurro…proprio quel cielo che lo accompagnerà adesso per il resto del suo cammino. La sua foto invece che mi legherà sempre a lui, è quella dei tifosi aggrappati alla recinzione a festeggiare l’ultimo campionato vinto.  In fondo aveva vinto anche lui con noi quella stagione lunga e faticosa. Ciao Gio ti ho voluto bene davvero…grazie per le tue emozioni….e per le bellissime immagini che ci hai donato…

In fondo………Che cos’è una foto?

È imprimere in un attimo la vita….perchè in fondo della vita non durano che gli attimi.
Simone Merlotti

Un ultimo click nella gara interna con l'Alessandria e poi l'obiettivo della sua macchina fotografica si è chiuso per sempre.
Giovanni Garavaglia, 62 anni, vola in cielo dove troverà il fratello recentemente scomparso.
Un viaggio che sapeva prossimo, visto che agli amici aveva confidato con grande realismo che era prossimo alla partenza.
Giovanni era un artista e come tutti gli artisti rimarrà presente nella storia della Pro Patria con i suoi capolavori che hanno illuminato le nostre domeniche, i nostri pensieri, le nostre emozioni, il nostro Tigrottino con quelle copertine che parlavano di lui.
Giovanni era l'occhio e la memoria dei tifosi, l'archivio perfetto dove gustarsi con calma i momenti esaltanti della nostra Pro Patria.
Giovanni è stato un fotografo senza bianchi e neri perché aveva l'anima a colori.
Chi come lo scrivente ha avuto modo di vivergli accanto negli ultimi tempi ha potuto comprendere quanto amasse i nostri colori con una presenza eroica dove serviva esserci, nonostante la morsa della malattia che lo sfidava ogni giorno.
Saluteremo Giovanni domani pomeriggio alle 15,15 nella chiesa dei Frati.
Il Direttivo del Pro Patria Club porge le più sentite condoglianze alla moglie Laura, ai figli Carlotta e Martino e ai famigliari.
Flavio Vergani

 

 Siamo alla fine di un anno finalmente vittorioso. Ha vinto la Pro Patria, abbiamo vinto noi tifosi

Guardando dietro di me vedo giorni sereni, forti emozioni e ricordi indimenticabili.

Credo che ce li siamo meritati.

Guardando intorno a me vedo i sorrisi e le soddisfazioni dei miei consiglieri, doppiamente felici per aver vinto da tifosi della Pro Patria e da giocatori del Pro Patria Club.

Credo che se lo siano meritati.

Hanno sempre sudato la maglia, lottato con grinta e carattere, portato a casa la vittoria.

Dedico loro una frase del grande Michael Jordan:

Il talento fa vincere le partite, ma l’intelligenza e il lavoro di squadra fanno vincere i campionati”.

Credo sia perfetta per loro e motivo di orgoglio per me.

Regalo una frase anche a chi non è ancora convinto della forza del “noi”, tratta da un'insegnamento Koan Zen che dice:

“Qual è il suono di una sola mano che applaude?

Auguro ai consiglieri del Pro Patria Club, a tutti i tifosi, alla dirigenza della Pro Patria, allo staff e ai giocatori un felice Natale e un 2019 ricco di soddisfazioni.

Roberto Centenaro

Presidente Pro Patria Club.