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In casa  Pro Patria Club si torna alla normalità con la riapertura della sede che avverrà domani sera alle ore 20,30.
Locali disinfettati, mascherine disponibili e gel igienizzante garantiranno il rispetto delle norme per la massima sicurezza dei consiglieri e dei soci che vorranno tornare a respirare l'aria della normalità.
Per cui, tutti al Pro Patria Club!
Direttivo Pro Patria Club



Uno degli ospiti consigliati agli amici Andrea Macchi, Andrea Scalvi, Alessandro Bianchi e Mauro Gritti per la prossima trasmissione "Bianco Blu", in onda su Rete 55, potrebbe essere al Khwarizmi.

Purtroppo, la candidatura non è nemmeno proponibile, visto che il matematico persiano è vissuto nel IX secolo d.C., per cui, ha lasciato questo mondo da tempo.

Di lui, però, soprattutto in questo periodo si parla molto.

Infatti, è da lui che deriva il nome di quel procedimento o programma che risolve una classe di problemi attraverso un numero finito di istruzioni elementari, chiare, non ambigue.

Stiamo parlando dell'algoritmo che è entrato da tempo nelle nostre vite, anche se a volte non ce ne accorgiamo.

Basterà digitare il nome di un prodotto desiderato nella barra di ricerca di Amazon, ed è ecco che l'algoritmo indagherà sul tipo di prodotti correlati acquistati nel passato, sul tipo di pagine visitate nel passato e vi restituirà una lista di proposte che a suo avviso hanno un'alta possibilità di essere le vostre preferite.

Chissenefrega, dirò qualcuno di voi. "Cosa ci azzecca con la Pro Patria", direbbe Antonio Di Pietro.

Certo che ci azzecca, eccome se ci azzecca.

Possiamo addirittura dire che l'algoritmo fa il tifo per la Pro Patria, tanto da privilegiarla in classifica rispetto a quanto dice la realtà.

Infatti, visto lo stop del campionato a causa del Covid 19, si sta cercando il modo per assegnare le posizioni in classifica per la partecipazione ai play off e play out.

Una delle ipotesi è quella di chiedere all'algoritmo quale sarebbe stata la classifica finale in base alle variabili di performance delle squadre, rapportandole alle future partite da disputare.

In pratica, un campionato virtuale basato sulla previsione teorica di quello che potrebbe accadere in campo basandosi sulle qualità e difetti di ciascuna squadra manifestati nel passato.

Ebbene, se la scelta dei leaders federali fosse quella di utilizzare questo tool statistico per definire la classifica finale, per la Pro Patria potrebbero spalancarsi le porte dei play off.

Basterà che la Juventus U 23 vinca la Coppa Italia di categoria nella finale contro la Ternana e i tigrotti centrerebbero per il secondo anno consecutivo i play off.

Altri vantaggi elargiti dall'algoritmo sono per il Novara che guadagnerebbe una posizione a sfavore dell'AlbinoLeffe.

Il resto, tutto uguale alla realtà dei fatti. Per cui, come non dire che l'algoritmo tifa Pro Patria!

Che poi la società decida di giocarli o meno è tutto da stabilire, ma al momento non si può che non gridare a tutta voce: Forza Algoritmo e Forza Juventus U 23.


Monza 86.75
Carrarese 62.02
Renate 59.27
Pontedera 57.27
Robur Siena 55.55
Alessandria 54.89
Novara 54.34
AlbinoLeffe 53.97
Arezzo 51.59
Juventus U23 48.74
Pro Patria 45.49
Pistoiese 45.16
Como 44.99
Pro Vercelli 43.93
Lecco 38.61
Pergolettese 35.92
Giana Erminio 35.08
Olbia 32.18
Pianese 32.17
Gozzano 28.41

Flavio Vergani







 

Il famoso quotidiano sportivo ieri ha dato due delle sue preziose pagine alla nostra Pro. Una sorta di “speciale” sui tigrotti molto ben scritta, che dà risalto alle imprese degli ultimi anni.

L’intervista alla nostra presidentessa patrizia Testa, è stata utile ancora una volta per confermare quanto essa ami Busto e la nostra squadra. Si toglie qualche sassolino dalla scarpa, quando descrive gli ultimi 4/5 anni passati a pagare di tasca propria tutte le problematiche sportive ed economiche del team.

Una sorta di rivincita su quelli che a Busto dicevano che era impossibile “fare sport”, con mezzi e disponibilità limitati.

Evince un articolo atto a chiarire quanto la Pro sia rinata dalle sue ceneri, e da anni bui relegati in una serie D che non ci apparteneva.

Due pagine ricche di storie soprattutto legate a Patrizia Testa e Sandro Turotti, che sembrano un binomio vincente anche per gli anni futuri.

Dall’amore per Moser, per la Juve, per Busto, il Judo e i cavalli, la nostra presidentessa si racconta in maniera cristallina.

Nell’articolo si analizzano bene anche i nostri giocatori, dando loro lustro e confermandone le potenzialità, soprattutto descrivendo Ghioldi, Parker e Kolaj come promettenti e forti.

Finalmente due pagine che fanno chiarezza su come “la tigre” di Busto sia tornata in forma. Una sorta di felino che “ammaestrato” da Patrizia Testa Sandro Turotti e Ivan Javorcic , sfiderà in futuro gli altri “animali” della serie C.

Grazie a Tutto Sport che ha dato lustro e spazio ai bianco blu.

Davvero un bel articolo!

 

Simone Merlotti.

 

 


Derby di fuoco nel pomeriggio per il nostro segretario Riccardo Cazzani, impegnato a Legnano in una partita da vincere a tutti i costi.
La tempra "inox"di Riccardo, la sua resilienza e il suo essere tigrotto, faranno la differenza e per lui la vittoria sarà assicurata.
In bocca al lupo Riccardo, ti aspettiamo in sede per brindare insieme.
Direttivo Pro Patria Club



Tornano le lezioni di storia del professor Giacomelli che ci fa rivivere una partita storica dei "Tigrotti"con la Juventus.
Quanti file da aprire ci sono nell'archivio di Giorgio, che ha avuto la fortuna di vivere momenti indimenticabili della nostra Pro Patria. 
E, infatti, non se ne è dimenticato uno!
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4 Luglio 1948, ultima del campionato 1947/48, Juventus, in blu, quasi certa del 2° posto, Pro Patria a metà classifica, salva.

Avvio sul fiacco, un tiro di Kinces, un gol annullato ma Boniperti da parte juventina, l’uscita del biancoblu Molina per distorsione alla caviglia.

Sul finire assist di Candiani per Pozzi, 1^ comoda rete della Pro Patria.

Al rientro 10 juventini si ammassano nella metà campo avversaria, assaltano il portiere biancoblu Bubo Uboldi, vanno in bianco.

Per contro la mezz’ala destra ospite Angiulèn Turconi s’invola nel lato sinistro della schieramento avversario, nel  giro di sei minuti - 8’, 9’, 14’- marca due gol, scocca poi una micidiale bordata malamente ribattuta dal portiere avversario Sentimenti IV°, facile preda del lesto Antoniotti per la quarta rete biancoblu.

Turconi si guadagna la convocazione tra gli azzurri per le Olimpiadi di Londra 1948, dietro anche segnalazione del ex campioni del Mondo 1938 Meazza e Ferrari, rimasti  devoti al  CT. Azzurro “Monsù” Vittorio Pozzo.  Angiulèn, da par suo, combatte non demorde , non basta allo strapotere della Danimarca sull’Italia sconfitta 5 a 3. Tra i danesi Pilmark e Jensen passati al Bologna, K.A.Hansen all’Atalanta, J.Hansen e Praest alla Juventus l’anno dopo.

Turconi, biancoblu dal 1939, costo zero, passa al Como nel 1950 per lite 25 milioni. Buon emulo di Reguzzoni, Monza , Masera , Merlo , Azzimonti, Borra, altri  praticanti sui campetti di periferia scovati da papà Caimi, Carlo Speroni, Carletto Colombo e collaboratori biancoblu nel segno del buon calcio bustocco dalla S.S.Aurora in poi.

Giorgio Giacomelli   

 

 


 

“In medio stat virtus”, sembra essere questa la password per risolvere il rebus della ripartenza del campionato di serie C.

Tra, non gioca più nessuno e giocano tutti, ecco la via di mezzo: gioca chi vuole.

Tradotto, gioca chi ha soldi per farlo e quindi garantire un protocollo folle e giustificabile solo da chi è fortemente interessato a salire in serie B. Fatto salve le prime in classifica: Monza, Vicenza e Reggina che volerebbero in serie B per meriti sportivi maturati sul campo, la quarta promossa uscirà tra le squadre che, avendone i diritti, vorranno scegliere di tornare in campo.

Una dimostrazione concreta e immediata della loro struttura solida e adatta ala salto di categoria.

Insomma, una specie di curriculum sportivo a cui si aggiungono “skills” finanziari a completamento del profilo generale societario.

Insomma, il modo perfetto per dare ai soliti noti l’opportunità di arrivare dove si vorrebbe, ma, al momento, non si potrebbe.

Quindi niente “bari” con improbabili estrazioni a sorte, finora paventate, “pari” opportunità per le società con i soldi in tasca che potrebbero ricevere un vantaggio insperato dalla propria solidità economica.

I soldi non garantiscono la salute, non comprano la felicità, ma aiutano sempre.

Identico discorso per i play out? Certamente no. I disperati nascono per soffrire e devono farlo fino in fondo, che abbiano i soldi o che non li abbiano.

Tutti in campo, o quasi.

Bocciature immediata per le ultime tre dei gironi ( Gozzano, Rieti e Rimini hanno già pronta la diffida), più Bisceglie e Rende colpevoli di avere più di 9 punti di distacco da chi le precedono.

Per le altre, mano al portafogli e via con i play out: Pianese- Pergolettese , Fano-Ravenna e Arzignano Imolese, che pagherebbero a caro prezzo( in tutti i sensi)  la loro posizione di classifica deficitaria.

In soldoni: i ricchi ridono e si giocano la promozione, tutti gli altri sceglieranno di salutare la compagnia e pensare al futuro, qualcuna si ritroverà retrocessa da maglia nera, altre si troveranno in serie D per il congelamento della classifica che penalizza i basso performanti e altri avranno l’obbligo di scendere in campo per difendere la categoria.

Questa l’articolata proposta della Lega di serie C pensata per far felice molti, ossia chi ha il pensiero fisso della promozione in B e  chi non vuole più giocare e scontentare pochi: gli ultimi condannati al loro presunto destino e chi non avrebbe nessuna voglia di giocare, ma che per coerenza di meccanica devono tenere bordone, fingendosi felici di non esserlo.

Muoia Sansone, ma non i Filistei.

Flavio Vergani


A breve uscirà credo, l'ultimo tigrottino della stagione. Su di esso in questi mesi ho scritto poco, per vicissitudini personali e di salute, ma le volte che ho narrato qualcosa è stato magnifico fatlo. Volevo ringraziare tutti i miei compagni di viaggio che sono stati pazienti, gentili  e che hanno capito ciò che mi stava accadendo. Con alcuni ho ripreso contatti, con altri ho continuato una bella amicizia e con un paio di persone è stato un piacere immenso fare la loro conoscenza. Sono sempre stato in disparte, chi mi conosce lo sa che sono così.
Ma nonostante questo ho voluto lo stesso farmi sentire e dare voce alla gente bianco blu. Il nostro direttore Alessandro è stato davvero bravissimo. Largo ai giovani se hanno questo talento. Degli altri compagni di redazione, non posso che dire il meglio possibile. Tutti fenomenali a "cucire" un prodotto giornalistico degno della serie A. Per un periodo sono stato negli spogliatoi per riprendere fiato, ora vorrei davvero giocare il mio secondo tempo ancora scrivendo su queste pagine intrise di storia. In queste righe ringrazio gli amici veri che mi hanno sostenuto ed  apprezzato. Spero che l'anno prossimo ci sia spazio ancora per me è per le mie rubriche che apprezzano in tanti e che bacchettato in molti, ma la vita è fatta così, non sempre la propria idea è condivisa. Ma credo che i tra cuori bianco blu, l'unico comune denominatore resti l'amore per certi colori e certe storie.

Uso il sito per dare un abbraccio a tutti quelli che mi hanno dato tanto, facendomi sentire parte di un bel progetto,di un bel viaggio.

Grazie davvero a: Flavio, Alessandro, Andrea M., Andrea S., Marilena, Sveva, Fabrizio, Roberto, Giovanni, Annalisa e Marco G.

Con loro vorrei ringraziare Patrizia Testa, tutto il mio bellissimo club. Gli ultras che fanno tanto per questa squadra e il tigrotto, altro club molto importante per la città, diretto bene dal bravo Simone. Andrea e il suo museo, che custodisce la nostra storia... e che storia!

Un abbraccio ad Alberto, con il quale ho pianto e riso in questi mesi. Tutte e due ci siamo sempre capiti.

Un abbraccio a chi ci ha lasciato, in un anno piano di tristezza per tanti cuori bianco blu andati via troppo presto

Come sempre detto questa è la mia seconda casa, e uno a casa si sente sempre bene e questo grazie a voi tutti.

Grazie per questo bel percorso ci vediamo presto allo stadio, intanto godetevi il tigrottino, che sempre ci sarà per farci compagnia.

Un giornale fatto col cuore per tutti i cuori che amano i nostri colori.

Forza Pro....

Simone Merlotti.


Il Corona virus ha cambiato le abitudini di tutti noi: molti hanno scoperto lo smart working, altri le videoconferenze, altri l’ E-commerce.
Il Tigrottino, da buon giornale senior, ma aperto alle novità, non ha tardato a mettersi al passo e per la prima volta nella sua storia esce solo in edizione digitale.

Chi lo avrebbe mai detto?

D’altra parte il popolo tigrotto è sveglio e sa vivere la storia, oltre che raccontarla, basta vedere l’esempio di Giorgio Giacomelli, che non è certamente un under, impazzare sul web con la sua pagina Facebook ricchissima di documenti e fotografie storiche. Grande versatilità che fa naufragare l’ipotesi di molti (in special modo dei piu’ impediti), che il mondo digital sia cosa per i soli nativi.

Non è l’unica novità di questo Tigrottino pensato come ad un “gran finale” di stagione con la sfilata sul palco di tutti gli attori, o quasi, facenti parte del mondo della tifoseria bustocca.

Quindi, voce all’associazione 100 anni di Pro”, agli Ultrà, al museo "l’Antro della Tigre”, a “Bustocco” e a tanti altri rappresentanti dei colori biancoblù.

Non manca il bel ricordo scritto da Sveva Vergani per Vincenzo De Bernardi, amico della Pro Patria, del Torneo Daghiponta e in particolare di Lele Magni e Lorenzo Pisani,la cui scomparsa ha intristito un momento già funereo di suo.

Tutti sul palco pieni di passione e, si spera, con sempre meno divisioni, per stringersi in un unico abbraccio e vivere insieme questo periodo, durante il quale tutti soffrono la mancanza della nostra Pro Patria.

Vi chiediamo un regalo, sperando ce lo vogliate concedere, condividete questo Tigrottino con i vostri amici, non per noi, non per far vedere quanto siamo bravi o quanto siamo scarsi, ma solo per dare ai nostri sponsor quella visibilità che si meritano e che ultimamente non è stata loro garantita.

Poi, magari, qualcuno si innamorerà anche della Pro Patria, in questo caso si prenderebbero due piccioni, o meglio tigrotti, con una fava.

Grazie

Redazione online Tigrottino

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In piazza Garibaldi a Busto nei primi mesi del’49 danno per quasi certo l’arrivo alla Pro Patria dell’asso  Ladislao ( Laslo ) Kubala, squalificato a vita dalla FIFA dietro istanza formulata dal  Vasas S.C. di Budapest, proprietaria del cartellino.

Il  13 marzo 1949, a metà tempo  della gara  Pro Patria-Padova, il presidente Cerana accompagna a bordo campo Laslo Kubala, già bardato di  biancoblu dalla testa ai piedi.

Inizia una serie di contatti promossi dalla Pro Patria con la controparte ungherese per ottenere il Nulla Osta utile al tesseramento di Kubala, purtroppo , sin dall’inizio dall’esito negativo.

Al balzo  la Congregazione  dei   “Cagnamagra “,  già allora fattiva e perniciosa , fa girare la voce  “ Kubàla che bàla”.

Per Carnevale, la “ Baraonda 1949 “ propone   una propria  rielaborazione degli   eventi formulata con   telegrammi intercorsi tra le due parti  , fedelmente riportati :

“ Milioni insufficienti stop inviando impastatrice Pensotti assicurandovi Nulla Osta. Federazione Magiara.”

“Anche Impastatrice insufficiente Stop……..Ulteriori difficoltà frappongosi ottenimento Nulla Osta. Federazione Magiara”.

“ Est perfettamente superfluo formulare altre proposte perché col cacchio Nulla Osta avrete. Federazione Magiara”.

Orbene  nonostante copiose elargizioni  fatte affluire dal presidente Cerana  oltre cortina, pressioni di varia natura proposte nelle sedi opportune, l’amnistia promulgata dalla Federazione Ungherese, l’utile  Nulla Osta non viene rilasciato alla Pro Patria.

Ai primi del 1950 Kubala gioca con l’Hungaria, squadra composta da giocatori esuli dai paesi dell’Est, alcune partite in Spagna.

Va forte, incanta pure l’esperto Josè   Samitier, scaltro DS del Barcellona F.B.C., che lo naturalizza spagnolo, gli fa ridurre la squalifica ad 1 anno, lo tessera per gli azulgrana.

Il F.B.C. Barcellona decide di liquidare la questione del trasferimento del giocatore Ladislao Kubala con un versamento alla Società Pro Patria et Libertate di  Pesetas 300mila , oltre al ricavato di una gara da giocare a Busto entro settembre 1953.

Il 3 settembre 1953 a Busto   c’è poca gente per motivazioni diverse. L’incasso è quasi nullo e  lo squadrone Catalano chiude la vertenza con  ulteriore  versamento di Pesetas 500mila regolarmente affluite  nelle casse della società bustese.

Nel 1949 l’Italia è governata da  un parlamento democratico, l’Ungheria  da un regime totalitario, la Spagna da altro regime totalitario di segno opposto.

Kubala scappa da una dittatura, approda ad un’altra, a Busto rimangono con il naso all’insù in attesa dei Re Magi.

Giorgio Giacomelli.

  



Il Sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli in versione tigrotta con pregevole mascherina
  



E' nata la mascherina firmata Pro Patria Club, proposta e ideata dal presidente Giovanni Pellegatta, che da ieri è disponibile per l'acquisto.
Una mascherina "FPP", che non significa quello che state pensando, ma qualcosa di ben più importante: Forza Pro Patria.
Un gadget imperdibile per il tifoso che avrà modo di sfoggiare i colori biancoblu everywhere.
Flavio Vergani


Ridere per non piangere, questo è l’unica sintesi possibile per commentare l’intenzione dei vertici calcistici di far riprendere il calcio di serie C. Non esiste un motivo valido per farlo, a meno che non si debba per forza trovare il modo per scontentare molti, per accontentare pochi

O meglio, scontentare quasi tutti, per accontentarne uno.

Certamente il Covid è stata una sorpresa per tutti, una variabile non controllabile, ma, sarebbe bastato essere primi in classifica a Marzo, piuttosto che avere la certezza di esserlo a Maggio e, forse, il campionato sarebbe già chiuso per tutti, senza lamentele da parte di nessuno.

Invece, eccoci nuovamente caduti nella farsa che tenta di far credere che il calcio professionistico è tutto uguale, solo per il fatto di chiamarsi tale.

Così, mentre le plurimilionarie società di serie A faticano a trovare un protocollo che possa garantire un minimo di sicurezza per gli atleti, nonostante dispongano di soldi, strutture di clausura per i calciatori, apparati sanitari interni e convenzionati di primissimo livello, si chiede alla serie C di ricominciare a giocare senza disporre di nulla, o quasi, di tutto ciò.

Un film davvero comico, così comico che sembrerebbe ci sia dietro un esperto del settore.

Che sia davvero così?

Chiedere ai presidenti di serie C di adeguarsi ad un protocollo, non solo costosissimo, ma anche difficile da realizzare a livello operativo, significa non avere il minimo rispetto per chi mette soldi nel calcio con passione, per vivere e far vivere un sogno.

Una mancanza di attenzioni che potrebbe portare all’abbandono di molti di loro.

D’accordo una sana pazzia per i colori del cuore, ma è chiaro che nessuno è così folle da accettare diktat senza senso che arrivano da chi dovrebbe preoccuparsi di tutelare la categoria e non affossarla con decisioni assurde e senza senso.

Il presidente della Pergolettese ha fatto sapere che non farà scendere in campo la sua squadra.

Come dargli torto?

Se tutti facessero così il problema sarebbe risolto in un batter di ciglia: partite perse per chi non scende in campo e vinte per sceglierebbe di giocare. Così, si semplificherebbe il problema e in serie B salirebbero le prime in classifica e chi dimostrerebbe che in questa serie C proprio non ci vuole stare.

Non è questo il vero problema?

 

Flavio Vergani


L''amico Massimo Vannucci di Arezzo, condivide la bella iniziativa della società toscana che ha realizzato una bellissima mascherina il cui ricavato andrà in beneficenza all'ospedale San Donato di Arezzo.
Aggiorniamo il nostro precedente articolo, per condividere i fantastici risultati ottenuti dall'iniziativa: ben 1700 mascherine vendute con un incasso totale di 13,600 euro, con obiettivo di arrivare a 2.000 mascherine.
Bravi!


Mai dire mai, questa la sintesi della situazione che sta vivendo il nostro calcio.
E, con nostro, intendiamo la serie C che, pronta ad abbassare il sipario sulla stagione 2019/2020 dopo le decisioni dell'Assemblea di Lega Pro, deve rimandare lo stop. Anzi, forse non ci sarà nessuno stop e si tornerà a giocare. 
Il Consiglio Federale conclusosi pochi minuti fa,  ha infatti deciso che si proverà a portare a termine i tornei calcistici, sia in Serie A che in B e in Lega Pro.
 Passa quindi la linea del presidente della FIGC Gravina, mentre viene respinta la proposta dell'Assemblea di Lega Pro di chiusura anticipata del torneo. Adesso però la palla dovrà inevitabilmente passare dal Governo e dalla riunione del 28 maggio tra il ministro Spadafora e i vertici della Federcalcio. Decisiva la curva dei contagi dei prossimi giorni. 
La stagione dovrà concludersi entro il 30 Agosto per esigenze contrattuali e , presumibilmente, si preparerà un calendario con termine il 20 Agosto.
Flavio Vergani




In cerca di normalità, questo l'obiettivo di tutti dopo il lockdown time che ha spente le nostre passioni, rubato molti affetti, fatto soffrire molti di noi.
Si riparte da quello che più conta per ritrovare la serenità persa e per uscire da un isolamento totale che non sarà facile dimenticare.
Si riparte senza il nostro calcio, ma il primo passo per ritrovarlo sarà quello di ritrovarci.
Quale miglior luogo per farlo, se non nella nostra sede di via Pozzi?
Sono in corso i lavori di sanificazione dei locali e dal 5 Giugno si tornerà a parlare di Pro Patria e non solo.
Ovviamente, il protocollo di sicurezza sarà la bibbia per azzerare, o quasi, il rischio di contagio.
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Lo stop del campionato non è ancora ufficiale, ma ormai tutti pensano al prossimo torneo.
La Pro Patria si è già portata avanti con la conferma del Direttore sportivo Sandro Turotti e questo vale l'acquisto di un bomber da 20 reti.
Altra certezza non da poco, visti i tempi che corrono, è la presenza al timone della società di Patrizia Testa, che ha recentemente confermato che porterà avanti la società anche nel prossimo campionato.
Il progetto è già stato delineato, seppur debba ancora essere ufficializzato dopo gli incontri con Sandro Turotti per la definitiva strategia da seguire, e vedrà protagonisti molti giovani, molti dei quali già sotto contratto come i vari Mangano, Ghioldi, Molinari, Spizzichino, Galli, Ferri, Parker, Cottarelli.
Il gioiello Kolaj farà rientro al Sassuolo per fine prestito, ma un tentativo di riportarlo a Busto sarà cosa certa.
A loro potrebbe essere affiancato qualche giocatore di esperienza non con ingaggio top, probabilmente prima di guardarsi intorno, si proverà a sondare la disponibilità dei già presenti in rosa con due nomi su tutti: Colombo e Le Noci.
Fronte caldissimo quello dell'allenatore, visto che mister Javorcic potrebbe ambire al salto di categoria dopo i risultati ottenuti a Busto. Per lui interessamenti anche da parte di un paio di società ambiziose di serie C e di una nobile decaduta che sta tornando nel calcio che conta dopo l'inferno delle serie D.
Javorcic sul tema è abbottonatissimo e la risposta alla domanda sul suo futuro è un disco rotto: "non è il momento di parlarne, lo farò con la società al momento opportuno". Idem la risposta della presidentessa Testa,che sul punto chiede di pazientare ancora un po'.
Certamente non sarà semplice trattenere il mister a Busto la cui crescita professionale non è sfuggita a più di un operatore di mercato. Inoltre, il post Corona virus imporrà a molte società, Pro Patria compresa, un downsizing delle proprie ambizioni, per cui non è escluso che la voglia di crescere del croato lo possa portare altrove.
Ovviamente, i tifosi di Busto si augurano il contrario, ma, oggettivamente, oggi la firma di Javorcic appare molto meno scontata che nel passato.
Intanto, si inganna il tempo con il toto allenatore, come ha fatto il portale "Malpensa 24" che si è divertito a proporre una lista infinita di possibili alternative al croato che comprende soluzioni difficilmente realizzabili, visti gli stipendi premium di alcuni di loro, tra cui : Beppe Scienza del Monopoli, Luca Prina ex Entella, mentre più abbordabili sembrano i nomi di Matteo Serafini, Marco Zaffaroni.
Suggestive, ma assai complicate, le proposte Oscar Brevi, Alberto Gilardino, David Sassarini o Roberto Bacchin.
L'impressione è che, in caso di addio di mister Javorcic, il direttore Turotti saprà proporre un outsider in grado di seguire la strada tracciata, che prevede nomi poco noti da far crescere, piuttosto che privilegiare curriculum già importanti.
Flavio Vergani






Funny time per Giorgio Giacomelli, lo storico per eccellenza della Pro Patria, che ha utilizzato la reclusione forzata del lockdown per mettere insieme 42 gare di serie A della Pro Patria che oggi ci regala insieme a foto di grande emozioni.
Quelle tribune stracolme, quei giocatori che indossavano con orgoglio e fierezza la nostra maglia, quel calcio che non c'è più, sono sensazioni forti, molto forti. Grazie Giorgio! 
 
 
 



L''amico Massimo Vannucci di Arezzo, condivide la bella iniziativa della società toscana che ha realizzato una bellissima mascherina il cui ricavato andrà in beneficienza all'ospedale San Donato di Arezzo.
Aggiorniamo il nostro precedente articolo, per condividere i fantastici risultati ottenuti dall'iniziaitva: ben 1700 mascherine vendute con un incasso totale di 13,600 euro, con obiettivo di arrivare a 2.000 mascherine.
Bravi!


Patrizia Testa, presidentessa della Pro Patria, è stata ospite a Bianco Blu, la trasmissione dei tifosi di Rete 55, curata da Mauro Gritti, Andrea Macchi, Andrea Scalvi e Alessandro Bianchi.
Tra i tanti punti toccati dall'intervista, emerge la strategia del prossimo campionato che sarà ancora più basata sui giovani, passaggio obbligato per contenere i costi di gestione, soprattutto dopo il Corona Virus che ha di fatto influito anche sullo sviluppo di partnership con possibili endorser.
Annunciata anche la possibilità di trasformare la festa di chiusura del Centenario societario che non potrà essere svolta in centro città, in un appuntamento in streaming.
Flavio Vergani



Occasione unica per portarsi a casa una mascherina* in tiratura limitatissima (100 pezzi), ricordare il tifoso Vincenzo De Bernardi, recentemente scomparso e  aiutare chi non ha di che mangiare.

L’idea è firmata da Lele Magni e Lorenzo Pisani, due tifosi che non hanno bisogno di presentazione, che hanno realizzato una mascherina celebrativa della Pro Patria 1928/1929, quella dei Reguzzoni, Marcora e Kregar. 

Le mascherine verranno cedute a titolo gratuito a chi, con identica generosità, darà in cambio scatolame di alimentari che tramite i canali aperti degli Ultrà e della Comunità Giovanile verranno recapitati ai più bisognosi.

Contattate i due protagonisti dell’iniziativa tramite i canali social per maggiori informazioni.

Flavio Vergani

*Mascherina celebrativa da non utilizzarsi come dispositivo di protezione individuale, indossarla con una regolare mascherina certificata.


Revisione del motore, con particolare attenzione alla pompa della benzina, per il nostro segretario Riccardo Cazzani, che da qualche giorno è fermo nell'officina di piazzale Solaro.
"Non ho il Covid, sto meglio e saluto tutti", questa la dichiarazione rilasciata ieri sera da Riccardo ad un inviato del nostro sito.
Per cui, non ci resta che mandagli un grande in bocca al lupo per rivederlo presto con noi per altri 100 mila chilometri di vita.
Forza Riccardo, ti aspettiamo!
Direttivo Pro Patria Club




Il Pro Patria Club è vicino alla famiglia di Vincenzo De Bernardi, amico della Pro Patria e del Comitato 100 anni, con le più sentite condoglianze.
Nella foto ( primo a sinistra)è è con Lele Magni, storico tifoso biancoblu e Paolo Tramezzani, ex giocatore e capitano della Pro Patria e con il figlio Diego.

Condoglianze senza confine anche per la famiglia di Andrea Rinaldi, ventenne giocatore del Legnano, che non ha vinto la partita con un' emorragia celebrare.
Direttivo Pro Patria Club

Ricevere i complimenti per il nostro blog, da un giornalista di RCS, dovrebbe renderci orgogliosi.
Flavio e il club in questi anni hanno accresciuto la fama di questo sito.
Sentire da un giornalista accreditato, che il nostro sito web è una realtà bella e ricca di contenuti, credo sia molto gratificante. Uno spettacolo di blog, che è continuato anche in serie D, quando compagini più accreditate non avevano neanche uno stralcio di web personale.
Non siamo mai spariti e questo è un vanto.
Non posso dire chi è il giornalista ma è un ragazzo seguito da tanti follower.
uno abituato ad articoli su serie A e B. spesso in trasmissioni televisive del Piemonte.
intanto...
Colgo l'occasione per ringraziare la redazione di Rete55, per avermi ospitato in trasmissione.
Ho ricevuto tanti complimenti, anche dalla società, ho risposto a tutti dicendo che ho semplicemente detto la verità e ho raccontato le emozioni di essere tigrotto.
Anche in questo caso mi piacerebbe dire che una trasmissioni così avrebbe bisogno di molto più tempo. Il mondo bianco-blu merita più spazio.
Speriamo che l'anno prossimo ci sia questa  possibilità.
Parlando di attualità....
Intanto iniziano, come volevasi dimostrare, le prime diatribe tra C e D.
Il Bari, il Palermo e il Foggia hanno già chiesto la promozione quasi in maniera perentoria.
La risposta della federazione deve arrivare presto per non trovarci ancora una volta in una situazione spiacevole, con i calendari ed altro sempre in ritardo.
Questa volta c'è tutto il tempo per discutere e non arrivare a luglio ancora senza una linea precisa sui campionati.
Estate calda sotto il profilo giuridico e sportivo ?
Vedremo!, intanto scorgere lo Speroni deserto a Maggio mette tristezza.
Anche qui qualcisa da raccontare alle prossime generazioni di tigrottini.
Magari tra qualche anno in Tv.
Con o senza mascherina
con o senza campionato...
Sempre e solo forza Pro Patria!

Simone Merlotti 


Il campionato è terminato. Il Covid 19 ha tirato giù il sipario sulla stagione 2019/2020 e, presumibilmente, sul calcio di serie C, come finora inteso.

Il tentativo reiterato dei vertici federali di scimmiottare il calcio che conta è miseramente fallito ed è tempo di pensare ad un futuro basato più sulla realtà che sulla fantasia.

I gironi verticali per assomigliare alla serie B e alla serie A, le maglie con il nome, gli stadi con i seggiolini, gli stewards con gli annessi e i connessi resi eleganti da inglesismi raccapriccianti, le luci più potenti per riprese televisive,  anzi no, in simil streaming, dove alcuni commentatori litigavano con i nomi dei calciatori e inciampavano sul “gender” della Pro Patria  che spesso diventava “il Pro Patria”, non sono stati sufficienti a patentare il sistema come un modello Premium. Per fortuna, ci viene da dire.

Al contrario, hanno indebitato le già traballanti società di terza serie con una scomparsa a nastro delle stesse, salutata dal palazzo come “selezione naturale” per un calcio sano. Una visione miope, egocentrica e ai limiti con la fantascienza portata avanti per anni, troppi anni, fino al disastro finale.

Ci si è persino inventati una legge (Melandri)per dare un tocco di socialità al movimento e dare al contempo ossigeno alle società con la trovata dell’avviamento allo sport dei giovani che ha dequalificato il livello medio della categoria, con promozione a titolari di giovani che qualche decennio fa avrebbero fatto i raccattapalle in serie D.

Altro, e per fortuna ultimo tentativo della farsa, è stato quello di qualificare il movimento come “formatore sociale” dei giovani, con sviluppo di progetti last minute comprendenti visite alle scuole o attività di prossimità alla collettività.

Uni modo per vantare diritti al tavolo negoziale e rivendicare una defiscalizzazione derivante da attività di simil onlus. Lasciamo perdere il fatto che il punto due del fantastico progetto prevedeva l’obbligo per le società di costruire impianti sportivi per togliere dalla strada i teppistelli e avviarli allo sport. Pensando che alcune società nemmeno hanno lo stadio dove giocare, viene difficile capire come possano costruire un centro sportivo.

Tanta energia concentrata sul modello da sviluppare che ha però perso di vista i veri protagonisti da sempre di questo calcio: i tifosi.

Costretti ad acrobazie per acquistare un biglietto, a pagare extra costi di prevendita per assistere a partite in stadi semivuoti, o, al contrario, esauriti dopo l’ingresso di un paio di centinaia di persone (storia vera accaduta in quel di Gozzano), spesso in orari semplicemente ridicoli e in giorni feriali, molti di loro hanno gettato la spugna.

Così, mentre si rincorrevano i nuovi tifosi con deboli attività di recruiting, si perdeva la zoccolo duro della tifoseria più fedele,  portata allo stremo da ossessive richieste di adattamento ad un modo di vivere il calcio non accettabile.

Insistere nel voler definire professioniste società che chiudono regolarmente i bilanci in perdita è esempio di cocciutaggine cronica. Pensare che società senza sponsor o quasi, senza copertura televisiva seria, senza un bacino di utenza ricco che possa interessare una potenziale investitore, possano svilupparsi nel tempo con una crescita organica e sana è semplicemente ridicolo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Chi dispone di quanto sopra citato (poche), frequenta la categoria giusto il tempo necessario per essere promosso in B, chi non ha niente di tutto ciò, o quasi, ma un presidente eroe che copre i buchi con impagabile generosità, sopravvive nella parte bassa della classifica senza nemmeno immaginare il salto di categoria, tutti gli altri hanno il duplice pensiero di salvarsi sul campo prima e a livello economico dopo.

Questa sarebbe una categoria professionistica? Quale sarebbe il professionismo? Qualcuno in settimana ha parlato di possibile la trasformazione delle società di serie C in semiprofessionistiche, senza possibilità di lucro. Chissà quanti presidenti avranno pensato al suicidio per il rischio di perdere questo lucro.

Evidentemente c’è ancora qualcuno che si convince e pensa di convincere che questo calcio sia sostenibile come quello di categorie superiori.

Serve un passo indietro, o forse due. Questo è il calcio della passione, tenuto in piedi dai tifosi.

Da quelli anziani rimasti e dai pochi giovani che hanno ereditato questa passione. La legge Melandri dovrebbe incentivare i giovani tifosi, di giovani giocatori ce ne sono a bizzeffe. Al limite, l’obbligo, potrebbe essere di schierare quelli del proprio vivaio, non quelli degli altri. Un modo per centrare anche il secondo obiettivo dell’impatto sociale del calcio sui giovani.

Le defiscalizzazioni dovrebbero agire per permettere alle società di praticare prezzi popolari per far tornare i tifosi allo stadio e non per farli rimanere di fronte ad uno schermo del computer spesso in clessidra.

Insistere nel non far entrare allo stadio la stampella del signore ottantenne appena operato al femore, o il piccolo cane del tifoso storico, o la bomboletta dell’ossigeno del Giulio Stagni, alla fine comporta che allo stadio non verranno più i proprietari della stampella, del cane e della bombola dell’ossigeno.

Di conseguenza i seggiolini nuovi, pur belli che siano, rimarrebbero vuoti.

Non serve aver frequentato la Bocconi per capirlo.

Purtroppo, il campionato è finito a febbraio, ma, per fortuna, ci sarà molto tempo per discutere sul futuro.

Una parte di questo tempo è stato sprecato per decidere quello che il buonsenso avrebbe già deciso ( Monza, Vicenza e Reggina in B e stop), ma qualcuno gareggia con Borrelli cercando di dare un ‘interpretazione ai dati che fa rabbrividire : una magia, che farebbe l’invidia di Silvan, porterebbe il Carpi in serie B.

Ingoiata l’ultima perla di saggezza di questa serie C, si spera che il futuro possa restituire il nostro calcio.

Inutile descriverlo, perché chi frequenta la serie C lo sa riconoscere. Al limite, andrebbe spiegato quello attuale.

Chi frequenta questo calcio ha la passione e la competenza di un tifoso professionista, ma un animo da dilettante, inteso nel senso pregevole del termine e nessuno di loro vuol diventare diverso da quello che è sempre stato.

 Iniziamo a regalargli il calcio giocato di domenica alle 14,30, questo sarebbe già un buon inizio.

Flavio Vergani

Purtroppo è così, il nostro campionato si chiude qui.

La lega ha deciso per lo stop definitivo  come era nell'aria.

3 promosse; Monza, Vicenza e Reggina.

la quarta per media punti e partite giocate dovrebbe essere il Carpi, anche in assemblea si è parlato di possibile merito sportivo per la salita nella serie cadetta.

A questa stregua Bari sognebbe la B dopo una sola stagione nel campionato di C.

Ci si prepara  quindi ad una diatriba tra Carpi e Bari.?

Se il consiglio generale darà il consenso allora tutte le squadre romperanno le righe e andranno in ferie.

Anche i nostri tigrotti saranno liberi da ogni prestazione sportiva.

Chi in tutto questo ci perde?

Il pubblico che non vedrà le partite che tanto aspettava. 

Ovviamente anche le società che non incasseranno introiti da qui fino a settembre. 

Nei prossimi giorni ci sarà quindi la fine della nostra stagione. Salvo pazzi ripensamenti, questo passerà alla storia come una dei campionati più corti di sempre. Forse solo in periodi bellici ci si è dovuti fermare prima del tempo.

Il coronavirus ha vinto la sua partita!

peccato!!, ma diversamente sarebbe stato pericoloso continuare.

Su questo molti di noi sono d'accordo.

 

Simone Merlotti.

 


Il consiglio della Lega calcio si riunirà oggi alle 14. 

All'ordine del giorno la quasi sicura decisione dello stop definitivo del campionato di seri C.

I 60 medici dei vari team, non sono tutti propensi alla ripresa dei match.

Anche per le modalità di chiusura della stagione si stanno vagliando alcune possibilità.

3 sole promozioni o 3 promozioni e la quarta in attesa di un nulla osta.

Per i play out, possibile la cancellazione senza nessuna squadra retrocessa.

Anche la finale di coppa dovrà essere giocata ma anche qui la data è ancora dubbia. Juve23 e Ternana, le due finaliste, aspettano l'assemblea per capire se e come giocheranno.

Una prima ipotesi sarebbe a settembre con pubblico o a giugno a porte chiuse, magari con partita unica su campo neutro.

Anche le modalità del futuro calciomercato estivo saranno presto in discussione.

Date, location e tipologia di lavoro saranno al vaglio della Lega.

Molto probabile uno smart working nelle varie sedi dei team, con i contratti depositati via email pec. 

tutto per evitare assembramenti.

 

Simone Merlotti