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Per un ‘Italia che non parteciperà ai prossimi campionati del mondo, c’è una Pro Patria che potrebbe darci una grande soddisfazione che varrebbe come una vittoria a "Russia 2018". Sono i nostri campioni del mondo che vengono dalla Croazia, dall’Argentina, dall’Italia e da Busto. Sono loro la nostra speranza mondiale e si meritano la copertina del Tigrottino, in uscita proprio in queste ore dalle rotative della Grafica Olona. Come sempre anteprima esclusiva per i nativi digitali. All'interno tanti temi interessanti: l'editoriale della nostra direttrice Marilena Lualdi da leggere tutto in un fiato, ilparere di Francesco Mazzoleni, giornalista di VareseNews i numeri di Andrea Scalvi che non mentono mai, la presentazione del Trento da parte di Simone Merlotti, l'intervista  ad Augusto Rasori, il nostro bravissimo preparatore dei portieri, che ci parla di portieri mondiali e locali. Ovviamente, non manca la vita di club con la bella novità delle nuove bandiere che verranno issate allo “Speroni”. Perché, altrimenti, che stadio mondiale sarebbe?

Buona lettura!

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A Busto Arsizio, in via Treviglio, c'è una scuola guida. Fin qui niente di speciale. La curiosità sta nel fatto che qui ha conseguito la patente un campione affermato, mentre un futuro campione lo farà a breve. Il patentato celebre è Stefan El Shaarawy, detto il Faraone, che ai tempi della sua permanenza al Milan ha frequentato l'autoscuola bustocca. Il campione futuro è Elia Bortoluz, prossimo a sostenere gli esami per conseguire la patente.
Da qui l'invito al signor Mario De Bernardi, proprietario della scuola guida, per una bella pubblicità sul nostro Tigrottino, magari con una bella convenzione per tutti i ragazzi del settore giovanile della Pro Patria e i tifosi biancoblù, che potrebbero colorare di biancoblù l'autoscuola. Sveva, giovane tifosa della Pro Patria, garantisce che la qualità dell'insegnamento è alta dopo averla recentemente frequentata.
Tutti all'autoscuola Mattioni, l'autoscuola dei campioni!


Ci ha lasciati questa mattina Amedeo Cocco, grande tifoso della Pro Patria e amico del nostro Club. Aveva 92 anni.
Ha raggiunto in cielo il figlio Mario prematuramente scomparso e da tutti ricordato per il suo amore verso i nostri colori.
Il funerale sarà celebrato martedì alle ore 14,30 nella chiesa di Santo Stefano a Olgiate Olona.
Il direttivo del Pro Patria club è vicino ai famigliari con le più sentite condoglianze.
Direttivo Pro Patria Club

Mister Curti è felice per la prestazione della Pergolettese e spiega come ha impostato la gara:"Non ho studiato  le debolezze della Pro Patria, anzi, sono partito dalla sua forza, ossia la precisione dei passaggi. Sapevo che avrebbe giocato con il 3-5-2 o con 3-4-1-2 che abbiamo entrambe preparati in settimana.
Per la prima volta ho fatto una cosa che non è da me: arginare la squadra avversaria. Ho voluto giocare sugli avversari per una volta, quando in genere la partita la facciamo noi. 
Mi piace il possesso palla, oggi ho scelto il contrario. Insisteremo su questa via se questi sono i risultati. Impatta bene il 4-5-1 in fase difensiva e il 4-3-3 in fase offensiva. Non mi piace il 3-5-2 uno schema che non capisco visto che da molti punti di riferimento. Quando incontro squadre con questo schema le metto sempre in difficoltà, come a noi mettono in difficoltà chi applica il 4-4-2. Della Pro Patria avrei temuto il 3-4-3 che  diventa 5-4-1 in fase offensiva . Temevo anche l'opzione 3-4-1-2 con la mezzapunta, lì sarei andato in difficoltà. Così , invece, avevamo molti punti di riferimento. Quando la catena lavora con 3 giocatori contro uno e gli altri scalano li puoi mettere in difficoltà perchè tu ne hai due sicuramente in appoggio e due che lavorano, loro uno sicuro e il terzo centrocampista che deve correre sul lungo. Se lo fai bene è uno schema che puoi prevedere.
Abbiamo giocato molte volte come oggi, a Darfo abbiamo fatto un partitone finito zero a zero.
Ci siamo automotivati sapendo che era l'ultima occasione per agganciare il treno della promozione. Una sana paura che ci ha aiutati, ci mancano punti per errori arbitrali e sfortuna."
Flavio Vergani

L'analisi di mister Javorcic dopo la gara: "Siamo stati inadeguati nel primo tempo quando siamo stati dominati. Nel secondo tempo la partita è stata più equilibrata".
Cosa è mancato?"Tante cose: fisicità e intensità a centrocampo a causa delle condizioni di qualche nostro giocatore. Non credo sia solo una questione tattica. Loro sono una buona squadra e abbiamo pagato dazio. Il goal subito è un episodio, ma loro hanno questo giocatore che ha vinto il campionato lo scorso anno e Dragoni che seguo dallo scorso anno".
Chi di pressing ferisce, di pressing perisce?:"Si,ci hanno pressato il play basso come facciamo noi, ma non era la prima squadra che lo ha fatto, le altre volte era andata diversamente".
Una sconfitta salutare?"Può darsi, il campionato è difficile e equilibrato, dobbiamo ripartire da qui migliorandoci dagli errore commessi. A volte la sconfitta è più utile di una vittoria con errori mascherati".
La scelta di Molnar per Zaro?"E' stato il migliore, ha marcato molto bene un attaccante molto forte. Non è stato Molnar il nostro problema".
FlavioVergani

MANGANO: 5,5
In versione "camomilla"nel primo tempo, quando non esce su due palle comode rimanendo immobile, quasi ipnotizzato, nonostante gli inviti dei compagni a farle sue. Sul goal l'impressione è che in settimana si era preparata quella situazione di gioco, ma lui se l'è scordata.

SCUDERI: 5,5
Da qualche domenica non è più quello di inizio campionato e oggi ricade in una partita piena di indecisioni e poco attenta.

MOLNAR: 6,5
Seppur con fatica mette la museruola a bomber Ferrario, ma, alla fine, perde il duello. In sala stampa fa capire che la colpa non è stata sua visto che quello schema degli avversari era a noto a tutti e doveva andare diversamente. Non cita il nome del colpevole, mezzo punto in meno per la reticenza.
Rimane la convinzione che in questo ruolo non si possa prescindere da Zaro,

COLOMBO: 6
A noi piace vederlo davanti, dietro molto meno, ma si porta a casa la sufficienza dopo un inizio un po' tribolato.

GALLI: 6
L'impegno per portare palloni in area con cross all'inglese non manca, il risultato non è il massimo, ma nemmeno il minimo.

COTTARELLI: 5,5
Chi lo ha visto? Nessuno. Gli avversari andavano al doppio della velocità quando lo puntavano, mentre lo aspettavano senza patemi nelle poche volte che si è affacciato nell'area avversaria.

PETTARIN: 6
Non benissimo, non bene ma nemmeno male, il minimo sindacale con qualche conclusione affrettata  figlia della confusione che oggi è  scesa in campo con i tigrotti.

GAZO: 5,5
Non era lui, l'infortunio gli ha tolto  smalto, ritmo e sicurezza. Forse era meglio lasciarlo ai box.

PEDONE: 5,5
Fotocopia in bianco e nero e sgualcita del Pedone degli ultimi tempi. Non gli viene niente al quadrato.

SANTANA: 5,5
"Marito" in versione 2015/2016: lezioso, lento, spesso anticipato e poco ispirato. Anche per lui il tempo rimasto fermo ha ossidato lo splendido giocatore visto a inizio campionato. Serve un po' di "Svitol"

GUCCI: 5,5
Giornata complicata per la punta bustocca stretta nella morsa di una difesa che non gli ha concesso la specialità della casa: il colpo di testa.

MISTER JAVORCIC: 5,5
Questa volta perde il match con il collega che lo imita bloccandogli le fonti di gioco. Non esiste controprova, ma la scelta di far star fuori Zaro non è sembrata così vincente. Cambi non vincenti e persino discutibili.


Flavio Vergani




 La Pro Patria trova la prima sconfitta stagionale al “Voltini” di Crema, campo da sempre ostile ai tigrotti.
Prima o poi doveva accadere e il fatto che sia avvenuto oggi non è per nulla casuale visto che alla bella prestazione di locali si è sommata una mediocre prestazione della Pro Patria.
Mister Javorcic a fine gara ha dichiarato che la Pro Patria del primo tempo è stata “Inadeguata”, facendosi dominare da una Pergolettese superba che per bocca del suo allenatore Curti ha fatto presente che per loro era l’ultima occasione per rimanere attaccati al treno delle prima posizioni trovando così le giuste motivazioni per una super gara.
Mister Javorcic rinuncia a Zaro per Molnar centrale con l’obiettivo di contenere bomber Ferrario. Compito svolto con diligenza dal croato, tranne in un’occasione: quella fatale.
Episodio a parte, la Pro Patria è apparsa stanca nei suoi uomini di centrocampo, con Pedone e Gazo a scartamento ridotto, mentre in difesa Scuderi ha mostrato insicurezza. Attacco sterile e poco servito che mai ha dato l’idea di potersi rendere pericoloso. I locali hanno corso e rincorso per novanta minuti, a tratti asfissianti e ben organizzati nella strategia. Mister Curti si è vestito da Javorcic presentando la sua specialità in versione casalinga: pressing alto sul player basso per chiudere ogni fonte di gioco. La ricetta è stata perfetta e il dolce “Freccia del sud, donato a inizio partita ai tigrotti da parte di un pasticcere locale è rimasto indigesto.
Le Frecce in campo sono state solo quelle in maglia giallo-blu e la Pro Patria è stata letteralmente asfaltata nel primo tempo, chiuso comunque sullo zero a zero.
Questa Pro Patria ha bisogno dei suoi uomini di valore quali Le Noci, Santana, Disabato e Bortoluz al meglio per poter dare il cambio a chi ha corso per tre per sopperire alla mancanza dei big. Il campionato è molto equilibrato con Rezzato e Darfo  che affiancano i tigrotti in vetta alla classifica. Ma, appena dietro si vedono le ombre di Pontisola, Lecco, Ciliverghe e la stessa Pergolettese, rilanciata dalla vittoria odierna. Ci sarà da sudare e parecchio.
Una sconfitta da resettare subito per ripartire con il piede giusto nella prossima gara interna con il Trento con la speranza di rivedere in campo chi da molto tempo soffre in tribuna.

Flavio Vergani

Ivan Javorcic (foto GioGaravaglia-tutti i diritti riservati)
Tutto pronto in casa Pro Patria per il big match con la Pergolettese che mister Javorcic teme particolarmente:” Una squadra attrezzata e organizzata per tentare il salto di categoria”.
L’approccio? “Come al solito-dice Javorcic-contando sulla nostra forza, la concentrazione e la capacità di  leggere la partita. Ci saranno delle difficoltà, con umiltà dovremo primeggiare da prima in classifica per arrivare ad un risultato positivo”.
Disabato e Le Noci?”Sono guariti, ma serve pazienza per trovare la condizione fisica. Ci saranno diversi steps, Le Noci domani viene con noi, vedremo in base a come andrà la partita se schierarlo o no”.
Sorprese tattiche!”Possibile tornare al 3-5-2 con impiego di Molnar al posto di Zaro. Ma, non è detto che prima di domani possa cambiare idea”.
Scelte derivanti dall’avversario? ”Si, hanno caratteristiche particolari, soprattutto gli attaccanti che devono essere marcati con impatto fisico più che con lettura tattica”.
Ansia Rezzato che in settimana ha acquistato altri due giocatori. Se Javorcic fosse l’allenatore del Rezzato condividerebbe questo “modus operandi”, oppure si affiderebbe a scelte diverse? “Ho avuto a Mantova gli attuali proprietari del Rezzato. Li conosco, so che sono ambiziosi e hanno disponibilità economiche, per cui le scelte non sono sorprendenti.  
Noi abbiamo un'unica altra strada. Qui c’è una piazza importante. Qui c’è una cultura da rispettare, fatta di sacrifici, altruismo, rispetto. Cose nelle quali la gente si riconosce. A Rezzato non c’è questa storia. C’è un campo sportivo e dei giocatori ben pagati. Non c’è una conferenza stampa pre partita con sette giornalisti, per cui i riferimenti sono diversi. 
A Busto devi lavorare seguendo questa cultura per rispettare i valori di questo posto, devi offrire gente grintosa come Gazo, di qualità come Santana, e quanto altro desidera questo popolo in base alla sua cultura. Occorre rispettare i riferimenti dei luoghi ove si lavora".

Flavio Vergani

La signora catturata dalla Nikon ( e non dalla Canon come precedentemente scritto)del nostro Giovanni Garavaglia si è riconosciuta nella foto e le manca un passo per ricevere il pallone firmato da Molnar, Pedone e Le Noci che il nostro segretario Bacchi ha fatto autografare nella giornata di ieri.
Le basterà venire a trovarci in sede per la foto di rito e la consegna del premio.
Segreteria Pro Patria Club

Ultime ore per prenotare il pullman del Pro Patria Club per Crema. Partenza alle 12,30 dallo stadio con soli 10 euro.
Bella notizia arriva da Crema dove la Pergolettese metterà a disposizione dei tifosi bustocchi biglietti di ingresso a 5 euro.
Per cui, pullman+biglietto stadio a 15 euro. Un affare! Costa di più stare a casa!
Prenotatevi!

Pro Patria Bustese 2-0CLICCA E VEDI

Molti tifosi si saranno accorti che i tre pennoni dello stadio sono orfani della bandiere che, per lungo tempo, hanno sventolato alle spalle della porta lato "Buon Gesù".
Questo particolare non è sfuggito al nostro segretario Giancarlo Bacchi che ne ha chiesto il motivo a Gonnella, team manager della Pro Patria. Il motivo sell'assenza è molto semplice, delle tre bandiere solo una (quella di Busto)è disponibile, mentre le bandiere dell'Italia e della Pro Patria sono state smarrite.
Giancarlo non ha perso l'occasione ed ha subito proposto al consiglio direttivo del club di far confezionare due nuove bandiere per vederle sventolare nuovamente allo Speroni.
Proposta accolta ed ecco che Danilo Castiglioni si è preso carico del progetto e. a brevissimo, punterà verso lo stadio con le due nuove bandiere  che verranno issate per colorare i pomeriggi dei tifosi biancoblù.
Segreteria Pro Patria Club.


L'amico del Pro Patria Club Mauro Bottigelli ci invia questo simpatico articolo tratto da Bresciaoggi.it.
Grazie Mauro!

Serafini rivede Buffon ko «Ma è un’Italia di gregari»

Stavolta non è il nemico da battere. È il capitano per cui tifare. Ma è nel destino di Matteo Serafini, vedere Gigi Buffon piangere. Stavolta non per una sua tripletta. «No, stavolta è l’apocalisse». Italia-Svezia. Il portiere più forte del mondo, forse di tutti i tempi, costretto alla resa da una squadra di nerboruti scandinavi.
ALMENO quando toccava a Serafini mettere in ginocchio Buffon, e la Juventus tutta, nel suo Brescia c’era gente come Hamsik. «Adesso a qualificarsi al Mondiale è davvero un niente-di-che», si rammarica l’ex attaccante biancazzurro.
Seduto davanti alla televisione nella sua casa di Calvisano, le ha provate tutte per mandare vibrazioni positive all’Italia. Con la sua torcida di tesori in salotto: la moglie Silvia che ha preparato tiramisù e caffè, i piccoli Davide e Luca (5 e 3 anni) più grintosi di Bonucci. E Luna, barboncina minuta che applica il detto mazzoniano: Si marca nella zona… a uomo. (...)


Iniziamo la giornata con una bella notizia. L’entusiasmo crescente per le prestazioni della Pro Patria ha  riacceso la voglia di trasferta dei tifosi che hanno già riempito il pullman del Pro Patria Club con size L. Ma, nessuna paura per chi volesse aggiungersi con noi per trascorrere una piacevole domenica. E’ pronto l’ up grade per un pullman misura XL . Quindi, fatevi sotto e prenotatevi per poter tifare i nostri ragazzi in quel di Crema

Segretaria Pro Patria Club

“Cos’hai fatto quel giorno?” Matteo Serafini si racconta: dalla tripletta alla Juventus alla telefonata che smascherò il calcioscommesse

Siamo a Ciserano, a due passi da Zingonia, dove l’Atalanta di Gasperini si allena tutti i giorni. In questo piccolo paesino della provincia bergamasca ad aspettarmi c’è Matteo Serafiini. Se non lo conoscete già fermatevi un attimo, andate su youtube, e cercate “Serafini gol Juventus”. Troverete una tripletta, e che tripletta! Pallonetto dalla trequarti, rovesciata e tiro da venti metri. Tutto questo contro Buffon, era l’anno della B e il Brescia quel giorno ha fatto una vera e propria impresa, grazie ai tre gol di Serafini. “Quella partita è la ciliegina sulla torta della mia carriera, era un bel giorno, c’era il sole…” ci racconta in esclusiva a GianlucaDiMarzio.com. “Adesso quando vado a giocare in altre squadre ci sono ragazzi, più piccoli, che vedono il video e dicono: “cos’hai fatto quel giorno?”
Eh sì, quel giorno è a dir poco indimenticabile, ma la carriera di Serafini è anche (tanto) altro. Un totale di 87 gol fatti in più di 350 presenze tra Serie A, B e altre minori. Oggi gioca a Ciserano dove, a 39 anni è il leader della squadra ed ha segnato 4 gol in questa stagione (per ora). “Mi vesto come un ragazzino, devo essere credibile con chi ha vent’anni meno di me”. Serafini vive questa nuova esperienza con tanta carica, si vede. E’ un fiume in piena: “Compagni più forti? Hamsik e Nainggolan che era con me a Piacenza, ma senza dimenticare i vari Protti, Chiesa e Tavano, mi hanno aiutato a crescere”. Giocava anche Hamsik in quel Brescia-Juventus del 2007: “Già allora era un giocatore completo, aveva la forza di un adulto e la testa per imporsi, un professionista nato”. Ma anche Eder, compagno ai tempi di Empoli (2005-2006): “Era più mingherlino, adesso ha messo forza. La sua grande dote è l’aspetto umano e la tenacia, ti assicuro che più sali di livello più trovi gente semplice, l’ho visto recentemente e mi ha detto che grazie alla mia generazione è riuscito ad arrivare in alto, mi ha fatto piacere”.
Valori che Serafini mette al centro della sua vita, soprattutto dopo aver vissuto in prima persona lo scandalo scommesse ai tempi della Pro Patria. Era il capitano e aveva notato qualcosa di strano: “Un fulmine a ciel sereno. La mia era stata un’esternazione, perchè vedevo che alcuni si comportavano in maniera strana, poi è finita nelle intercettazioni, ma non pensavo la situazione fosse così brutta. Questa cosa ci ha penalizzato, perchè avevamo trovato una quadratura, due giorni prima dei playout è scoppiato lo scandalo e la squadra non ha retto mentalmente. Ognuno vende la propria immagine, alcuni pensano di farla franca, ma alla fine le cose vengono a galla. La cosa più brutta è che tutto l’ambiente ne ha pagato le conseguenze, a partire dai tifosi”. E sono proprio loro a cui Serafini è rimasto più legato: “Alla Pro Patria ho fatto sei anni stupendi, è capitato di tutto, retrocessioni, promozioni, cambi di proprietà. Mi ha insegnato di credere sempre nel lavoro e che il capitano deve dare l’esempio. Recentemente sono tornato a giocarci ed è stata un’emozione unica, i tifosi con me sono sempre stati fantastici, giocare allo “Speroni” da avversario mi ha fatto impressione”.
Dopo la Pro Patria, Serafini è andato a giocare a Venezia, nella stagione 2015-2016, la prima della gestione Tacopina. Un anno in D da protagonista, 19 gol in 33 partite, ma all’inizio non è stato facile: “Quando sono arrivato non c’era niente. In ritiro non c’era nulla se non pantaloncini e magliette. C’erano poche certezze, ma giorno dopo giorno abbiamo costruito un grande campionato, e intorno a noi c’era grande affetto. Perinetti (l’allora ds del Venezia oggi al Genoa ndr.) e Tacopina volevano riportare Venezia in alto in due anni e ci sono riusciti. Quest’anno in B devono consolidare la categoria, ma se continuano così sono sicuro che il Presidente farà uno sforzo a gennaio”.
Ma cosa vuole fare da grande Serafini? “L’allenatore, il mio approccio è sempre stato quello di rubare qualcosa da tutti gli allenatori che ho avuto. Studio, vedo le partite e seguo i giocatori, questo lavoro richiede costante aggiornamento, è come ricominciare da zero”. A proposito di allenatori, a Brescia nell’anno in cui ha fatto 14 gol tra Serie B e Coppa Italia (2006-2007) c’è stato quello più importante nella carriera di Serafini: “Mario Somma mi ha cambiato ruolo, trasformandomi tra centrocampista offensivo a trequartista alla Perrotta, grazie a lui sono arrivato a giocare in categorie importanti. A Brescia quell’anno non siamo andati ai playoff perchè c’erano Juve, Napoli e Genoa. Non sono rimasto, ma non ho rimpianti, ringrazio ancora Corioni (ex Presidente del Brescia ndr.) per avermi dato la possibilità di giocare nella squadra che tifo”.
Ci salutiamo, Serafini deve allenarsi. I suoi compagni sono arrivati al campo, sono dei ragazzini. Mi chiedo cosa lo fa andare avanti a giocare, mi risponde secco: “Lavoro lo faccio con passione, sennò starei a casa con i miei figli”. Giusto, la passione. Quella non li manca di certo, altrimenti non sarebbe così a 39 anni. Come Buffon, che proprio come lui è del 1978. Quel giorno del 2007 però la sfida Buffon-Serafini l’ha vinta l’ex attaccante del Brescia: “quel giorno non mi ha detto nulla, non l’ho più rivisto, vorrei rivederlo così glielo ricordo io…”
Francesco Porzio---> www.giancarlodimarzio.it


Persi Disabato, Le Noci e Santana non ha fatto una piega. Ha cambiato lo spartito e continuato a suonare la stessa musica. Mancano i solisti? Pazienza, canta il coro. Persino quando qualche solista sarebbe pronto per l’acuto, non si fa influenzare lasciandolo nel foyer. Ha scelto la sintonia che chiede agli orchestrali quale primo requisito per partecipare al concerto. Sintonia che prevede la coralità prima di tutto. Gli assoli sono graditi, ma non indispensabili. Nessuna stonatura, nessuna stecca, solo tanta aria uscita dai polmoni di questa band di pochi tromboni e tanti violini. Se Santana non suona la chitarra, ci pensa Colombo a suonare il violino, che sembra uno Stradivari. Se Disabato non accorda il flauto, ci pensa Gazo a soffiare nel sax. La gente ascolta la melodia ed applaude, stupita dall’intonazione del coro. Lui, non usa la bacchetta per dare il ritmo, ma tanto buonsenso. Persino le voci bianche dei musicisti under non perdono il tempo e battono forte il tamburo, quasi si sentissero ancora in curva con gli ultrà. Il maestro cambia i tempi :a volte quattro quarti, a volte il terzinato, altre il 3-4-3, altre ancora il 3-5-2. Programma il metronomo Pettarin e la band suona a tempo, cambia la pagina dello spartito, ma sembra sempre la stessa opera. Un’opera prima senza la macchia della stonatura. Il maestro non ama il falsetto, la sue note sono dirette e trasparenti.
Non si odono i baritoni, ma solo la voce del coro, perché il maestro non ama gli eccessi. La sua musica è ricca di sincronismi, di ordine esecutivo, di ritmo e grinta. Passa dal soul al rock and roll, dall heavy metal al blues, quando cambia i musicisti a concerto in corso assegnandogli una parte che spesso è dissonante da quanto fin ad allora eseguito. Settimane intense passate ad accordare gli strumenti per essere pronto per suonare il concerto più importante. Quello che per il palcoscenico della Scala, dove il maestro presenterà la sua migliore formazione per festeggiare la promozione.
 Non gli manca nulla per essere un direttore d’orchestra importante, nemmeno il nome e  il cognome che hanno da sé  quel magico suono dei grandi compositori: Ivan Javorcic

Flavio Vergani

Luca Paolelli con Giordano Macchi ( vice segretario PPC)

Il nostro Giovanni Garavaglia  lo aveva messo nel mirino della sua Canon e lui si è riconosciuto nell'indovina chi pubblicato sul "Tigrottino".
Trattasi di Luca Paolelli che si è aggiudicato il pallone firmato da un giocatore della Pro Patria.
Piccola deroga al regolamento per Luca che ha ritirato il premio allo stadio, ma dalla prossima volta non ci saranno eccezioni. Aspettiamo il vincitore o la vincitrice nella nostra sede di via Pozzi. Un piccolo sforzo per ricevere un grande premio.

Alex Pedone vince il titolo di "man of the match"nella gara con lo Scanzorosciate. Ora, è tempo di votazioni per premiare il migliore della gara con la Bustese. Moltissimi in lizza, da bomber Gucci, ad un ispirato Pettarin, a un Galli super, piuttosto che un Pedone sempre più re. O, che sia tempo per un outsider?
Votate, votate, votate!

Il Pro Patria Club organizza un pullman per la trasferta di Crema di domenica prossima con partenza alle ore 12,30 dallo stadio.
Special price deciso dal direttivo del club per portare a Crema più tifosi possibile: solo 10 euro!
Non mancate!
Segreteria Pro Patria Club

Mister Cusatis ha lasciato un buon ricordo a Busto testimoniato dall'affetto con il quale in molti lo hanno salutato. Aspetto sottolineato dall'allenatore di Portichetto: "E' sempre un piacere tornare qui. Sono stati tre anni importanti e oggi ho rivisto persone che da tempo non incontravo".
Sulla gara:"La Pro Patria è una squadra forte e composta da giocatori che hanno militato in categorie superiori. Rispetto al Rezzato l'ho trovata più compatta. Il Rezzato ha più individualità che possono accendere la partita. Lotteranno queste due squadre fino alla  fine. Ma, questo girone è una  vera serie C. Un girone più difficile del girone A dove ci sono meno squadre attrezzate per vincere il campionato. Qui oltre a Pro Patria e Rezzato ci sono Crema,  Pergolettese, Ciliverghe e altre con organici importanti".
Sorpreso dalla tattica di Javorcic?:"No, lo conosco e lo apprezzo, so come gioca. Con la qualità che ha in mezzo al campo gioca con il vertice rovesciato, andando a pressare il playmaker avversario con le tre punte, oppure, con il vertice basso con movimenti tradizionali. Nel primo tempo ci ha creato difficoltà, nel secondo, grazie ad alcuni accorgimenti tattici, siamo riusciti a prenderli in mezzo giocando meglio". Un rigore negato?:" Non lo so. Il ragazzo dice che è stato atterrato e poi c'era un fallo di mano, ma non commento mai questi episodi. Nessun alibi, l'arbitro non ha fischiato e si è continuato a giocare. Punto."
Dispiace però...? "Dispiace aver subito il secondo goal durante il nostro periodo migliore. Tra l'altro su un nostro errore di disimpegno. Ma, giocando contro squadre forti sul palleggio come la Pro Patria è normale poter sbagliare qualcosa".
Classifica bugiarda quella della Bustese?"Se siamo in questa posizione un motivo ci sarà..."
Flavio Vergani

Gucci si gode il momento e supera l'esame Javorcic che, seduto tra i giornalisti, chiede alla punta biancoblù il suo obiettivo stagionale. Pronta la risposta di Gucci:"Lo stesso della squadra".
Una risposta che vale un goal e molto gradita al tecnico .
Sulla prestazione odierna Gucci fa presente che sono arrivati i goals,ma anche quando non segnava le prestazioni sono state positive. Sulla classifica c'è totale allineamento con il suo allenatore: "La guarderemo più avanti".
Sulla concorrenza interna nel parco punte: "Sapevo fin da subito che sarei venuto in una squadra di vertice che deve necessariamente avere alternative di valore".
Goals casuali?Non proprio: "Sono conseguenza di quanto preparato in settimana".
Insomma, nulla al caso, tutto programmato tanto da apparire fin troppo semplice.
Flavio Vergani

Mister Javorcic dapprima si siede tra i giornalisti e intervista Gucci, poi prende posto dietro la scrivania e commenta la vittoria odierna con soddisfazione:"il primo tempo migliore della stagione".
E il secondo? Un po' meno, il tecnico croato chiede maggior capacità di chiudere le partite per evitare di :"dominarle rischiando di non vincerle". 
Lodi ai tutti i suoi ragazzi, in particolare a Colombo e Pettarin "due con intelligenza tattica superiore. Colombo aveva bisogno di ritrovarsi, anche quando qualcuno lo criticava sapevo del su valore che oggi ci fa vincere le partite".
Le condizioni di Gazo non sembrano preoccupanti:"vedremo martedì, ma mi ha chiesto se potrà allenarsi. E' un ragazzo particolare, nemmeno voleva uscire dal campo".
Sulla concorrenza:" E' verò, il Rezzato non ha vinto con le "piccole"come Levico, Bustese e Scanzorosciate, numeri che hanno un significato, il primo è che questo girone è difficilissimo e molto equilibrato".
Sull'assenza di Le Noci: "Ieri si è allenato, ha sentito un dolore al tendine e visto cosa ci aspetta nelle prossime gare ho preferito preservarlo."
La prima mini fuga è una svolta della stagione? Non ditelo nemmeno per scherzo sembrerebbe voler far intendere Javorcic:"No, nessuna svolta, se pensassimo così il campo ci darebbe una lezione".
Flavio Vergani

MANGANO: 6,5
Prende freddo per novanta minuti, al novantunesimo sfoggia una paratona che strappa l'applauso anche se la mani dei tifosi sono ormai gelate.

GALLI: 7
Primo tempo da favola con un assist perfetto e tanta corsa.

COTTARELLI:6,5
Sempre meglio, grande corsa e senso della posizione.

SCUDERI: 6
Benino, ma non benissimo. Appannato dopo diverse partite scintillanti. Ha forse festeggiato troppo il goal i domenica scorsa. Risultato: sostituito. Qui non si può scherzare nemmeno per un minuto senza incorrere nella "Sentenza Javorcic"

ZARO: 6,5
Bene nel primo tempo, meno ordinato nel secondo. Dettagli, ma ormai da lui ci si aspetta la perfezione

MOLNAR: 6
Partita meno brillante del solito per il biondo croato che a volte si incarta apparendo in difficoltà. Niente di grave, ma abituati ad ostriche e champagne...

COLOMBO: 7
Cambia ruolo durante la partita ma non cambia il giudizio: bravissimo. Un mix di intelligenza calcistica, fisicità e senso della posizione.

GAZO: N.G
Meriterebbe dieci per la voglia di rimanere in campo, nonostante l'infortunio. Ma, meglio  pensare alle conseguenze per sè e per la squadra piuttosto che inseguire un pericoloso eroismo.

MOZZANICA: 6
Questo ragazzo ha doti, ma ancora non è quello dello scorso anno. Sufficiente si, ma da lui ci si aspetta di più.

PETTARIN: 7,5
Un po' più avanti, un pò più indietro, un po' più a destra  o po' più a sinistra. Dove lo metti sta dirigendo l'orchestra senza perdere il bit. Il "Pirlo" della Pro Patria sta rispondendo al pirla che di lui disse:" il Mestre lo ha lasciato andare perchè è finito".

GUCCI: 8
Due mezzi punti in più per il goal che coronano una prestazione magistrale. Di testa, di piede, di forza o di classe lui la palla la prende sempre e la butta dentro.

PEDONE: 7
Un piacere vederlo quando palla al piede cerca un fazzoletto di campo libero per ingaggiare un duello sulla velocità con l'avversario. Palla incollata al piede, gambe che mulinano e la sensazione che qualcosa di bello potrebbe accadere. Se solo si convincesse di quello che è...


MISTER JAVORCIC: 7
Il disegno tattico è perfetto, mette i giocatori al posto giusto e poi si diverte a cambiare ruoli e giocatori pescando da un mazzo pieno di assi e jolly. Fa scopa con i re, tenendo in tasca gli assi.


La Pro Patria fa splendere il sole nel cielo grigio e uggioso dello Speroni con una netta vittoria nel derby con la Bustese di mister Cusatis.
Una vittoria firmata da Gucci, lo stilista del goal, che si veste con l’abito della festa per accompagnare la sua sposa in cima alla classifica. Infatti, approfittando del turno di riposo del Darfo Boario e del sorprendente pareggio casalingo della corazzata Rezzato con il Levico, i biancoblù volano in testa alla  graduatoria con tre punti di vantaggio sugli inseguitori e una partita in meno.
Doppio petto Gucci, anzi doppietta  Gucci, ma eleganza e qualità anche in tutti gli altri tigrotti che hanno incantato un pubblico che il tabellino indica come sotto le mille presenze, ma che l’occhio percepisce come molto più numeroso. Chissà, forse un’illusione ottica dovuta ai cappotti pesanti e voluminosi apparsi allo Speroni in questo primo pomeriggio di freddo vero.
Chi c’era si è divertito come al Luna Park con le discese di un Galli davvero bravo nel servire a Gucci un assist al bacio, oppure con le invenzioni di un Pettarin, regista alla Popi Bonnici, piuttosto che le prodezze di un Colombo in versione lusso. Chi non c’era veda di esserci la prossima volta perché questa Pro Patria merita l’attenzione di tutta Busto.
Se si considera che  questa squadra sta giocando senza i  tre  fuori quota Santana (entrato nel secondo tempo e autore di un tiro al novantesimo che meritava il prezzo del biglietto), di Disabato e Le Noci ancora in tribuna, si può comprendere il valore di questa squadra e di questo allenatore che se ne inventano una ogni domenica per sorprendere gli avversari.
Oggi, per esempio, ecco un 3-4-3 con Colombo e Pedone allineati a fianco di Gucci. Indovina chi sono  gli intrusi di questo attacco? Facile. Ma, chi a inizio anno avrebbe pensato che la Pro potesse schierare un attacco del genere?
Forse, per una volta, bisognerebbe dare onore al merito a questo tecnico dal nome difficile e sconosciuto  ai più con un applauso meritato. Giocare senza Santana, le Noci e Bortoluz davanti e vincere tutte le partite o quasi, crediamo sia sufficiente per dare merito al nostro stratega che oltre a non considerare nessuno titolare o riserva, sembra non considerare neppure i ruoli dei suoi calciatori. 
Un centrocampista e un difensore che diventano attaccanti con questi risultati sono tanta roba.
Adesso basta, altrimenti ci si monta la testa e finisce la festa. La strada è ancora lunga, ma sembra quella giusta. Avanti Pro !

Flavio Vergani

Mister Giovanni Cusatis
Cambiano i tempi e cambiano i derby. Niente più lilla o varesini, ma bustesi ,protagonisti di una bella favola che li ha portati in serie D.
Bustesi che contemplano anche dei bustocchi d’adozione: mister Cusatis e Tondini. Il primo protagonista di una esaltante cavalcata nell’allora C2, il secondo un giovane che non ha saputo convincere il board tecnico tigrotto, dopo che su di lui si erano intraviste buone potenzialità.
Un ritorno per i due tigrotti che cercheranno di rendere la vita difficile alla capolista Pro Patria, decisa ad approfittare del turno di riposo del Darfo Boario per volare da sola in cima alla classifica. Impresa non facile, la Bustese, seppur stia registrando un ruolino di marcia inferiore alle aspettative iniziali, ha saputo fermare la corazzata Rezzato proprio nella prima domenica nella quale sedeva in panchina mister Filippini. Quindi, niente di scontato in questo inedito derby. Nella Pro Patria torneranno disponibili Santana e Disabato, ma entrambi potrebbero sedere in panchina in attesa della forma migliore. La gara successiva in casa della Pergolettese merita attenzioni, per cui mister Javorcic valuterà attentamente le possibili alternative ai due super tigrotti convalescenti.  

Flavio Vergani

Solito regalo ai navigatori online che possono leggere il nuovo "Tigrottino" direttamente dal loro digital device.
Numero davvero interessante dedicato alla "Famiglia Pro Patria". Tante braccia di un unico corpo costituito da pubblico, giocatori e società, che stanno dimostrando un attaccamento fortissimo alla causa biancoblù.
In copertina i figli appena maggiorenni, under di nome, ma super di fatto: Leonardo Galli che ha voluto essere del match, nonostante la morte del papà, e Dario Scuderi che ha dedicato il suo primo goal nei professionisti alla sua famiglia. Due tigrottini veri che meritano la ribalta della primissima pagina, firmata dal nostro bravissimo grafico Andrea.
Una famiglia che ha riabbracciato il suo figlio maggiorenne Matteo Serafini, dopo il suo ritorno a Busto con il Ciserano e che si appresta a riabbracciare quel Giovanni Cusatis che, oltre a vincere un campionato a Busto, ha saputo entrare nel cuore dei tifosi bustocchi.
Nel magazine troverete anche i contributi della sempre graffiante penna di Giovanni Castiglioni, nostro special guest di giornata, oltre ai soliti giornalisti per caso che hanno cercato di supportare al meglio la leggendaria Marilena Lualdi in cabina di regia. Da non dimenticare Giovanni Garavaglia, che con i suoi colori, luci e sfumature sa dipingere il giornale con vena artistica.
Una squadra fortissima, sempre più felice di raccontare le vicende della famiglia biancoblù alla quale tutti ci onoriamo di appartenere. Leggetelo tutto, compresi i box degli sponsor raccolti da Alberto Pedotti, perché anche grazie a loro questo giornale esiste.
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REDAZIONE TIGROTTINO

Galli ha vinto il titolo di miglior tigrotto nella gara con il Ciserano. Una dimostrazione di affetto dei tifosi che, oltre alla sua prestazione in campo, hanno apprezzato la sua generosità e disponibilità nel scenderein campo, nonostante le morte del padre avvenuta qualche ora prima del match.
Ora, sotto con le votazioni relative alla gara con lo Scanzorosciate.
Il miglior tigrotto a fine stagione verrà premiato con il Trofeo Macchi Immobiliare.

Un campo le cui misure ricordavano quello del Subbuteo. Un recinto come settore ospite, senza alcun confort. Una tribunetta, oggi sold out, senza i requisiti minimi  di sicurezza. Se, oggi, le scintille verbali tra le due tifoserie fossero degenerate, non c'era spazio di manovra per muoversi, visti i tubolari stretti e scivolosi con i quali è stata ricavata la tribuna.
Giornalisti costretti a lavorare senza una presa di corrente, senza un tavolo, accovacciati in tribunetta con il portatile sulle ginocchia.
Campo confinante con un muro di cemento dietro le porte e con la "ramata" ai lati, con paletti ricoperti di gommapiuma per attutire gli impatti. Guardalinee al quale si potevano contare i "piogi" dalla tribuna.
Con tutto il  rispetto per tutti e con la piena consapevolezza di essere in una categoria dilettantistica, ciò non toglie di dover dire che servirebbe garantire il minimo sindacale. Non si chiede la luna, ma che si costringa un tifoso pagante a vedere la partita al livello del campo, con davanti una rete è davvero eccessivo. Come pericoloso è vedere tifoserie miste in una tribuna stipatissima, dove sarebbe bastata una spinta di qualcuno per creare un effetto domino pericolosissimo. Essere dilettanti non può e non deve giustificare tutto e tutti. Non si chiede la luna, ma il minimo indispensabile.
Flavio Vergani

Dario Scuderi commenta il goal che ha chiuso la partita:" Lo Scanzorosciate ci stava attaccando e ho visto che erano rimasti dietro solo in due. Ho  dato la palla a Le Noci, quando ho visto che li ha puntati, nonostante fosse il novantacinquesimo, ho trovato la forza per scattare, battere in velocità l'avversario e mettere in rete. Uno scatto veloce, tanto che anche Bortoluz si è stupito di essere stato superato, nonostante partissi da dietro. Vorrei dedicare questo goal alla mia famiglia che mi sostiene tutti i giorni anche se a migliaia di chilometri da me".
Il tuo rendimento è lievitato rispetto allo scorso anno:" Si, è così. Lo scorso anno fu il primo in serie D, arrivavo dal settore giovanile e con i più grandi ho dovuto prendere le misure. Quest' anno va decisamente meglio".
L'avversario che ti ha messo più in difficoltà?:" Senza alcun dubbio Bertazzoli del Rezzato".
Sulla gara odierna:" Primo tempo di grande qualità, poi un calo fisiologico dopo le fatiche di mercoledi. Loro buttavano la palla avanti e ci attaccavano continuamente, ma, alla fine, è andata bene. Possiamo dirci soddisfatti e che questa squadra lotterà fino alla fine per qualcosa di importante".
Flavio Vergani

Mister Javorcic a fine partita è raggiante: "E' quasi ripetitivo fare i complimenti a questi ragazzi, ma anche oggi lo si deve fare. Onore a loro. Abbiamo chiuso questo mini ciclo di tre partite con sette punti, con due vittorie esterne. Sono soddisfatto. Inoltre, sono terminate le otto partite dopo le quali avevo detto si sarebbe potuto dire con esattezza chi fosse la Pro Patria. Bene, posso dire che possiamo stare dove stiamo e lottare fino alla fine per qualcosa di importante. Una squadra di spirito, abituata a lavorare nelle difficoltà".
Sulla gara odierna: "Primo tempo giocato benissimo, poi abbiamo avuto un calo fisiologico".
La beffa con il Pontisola ha insegnato molto?:" Il fatto che lo rimarchiate voi mi fa piacere. Probabilmente si,, è servita".
Un complimento in particolare per qualche giocatore?:" Si, voglio citare Galli per la bella partita che ha disputato".
Giovani, ma non solo, dice il croato:"I nostri giocatori esperti hanno dato tantissimo, l'esperienza non si compra chi ce l'ha ci ha aiutato moltissimo".
Ieri, un giornalista aveva fatto presente che su un campo di dimensioni ridotte, sarebbe servito Bortoluz...:"Ogni nostra conferenza stampa è qualcosa in più anche per me. Non vi nego che qualche vostra riflessione poi la analizzo per conto mio. Il suggerimento su Bortoluz ci stava, è una giusta riflessione, lucida e interessante".
Su Colombo: "Grande partita la sua. Mi sono ricordato che anche lo scorso campionato andò in goal qui. Ho tenuto tutto in cosiderazione... Colombo mezzala, persino l'albergo, per non alterare gli equlibri".
Sul girone:" Qui nessuno molla mai. Faccio i complimenti allo Scanzorosciate E' molto formativo, non regala niente nessuno".
Finalmente i goals dei centrocampisti: "Si, ho preparato la partita certo che la loro qualità tecnica ci avrebbe potuto aiutare".
Un Pedone così è un lusso per la serie D...:" Se Pedone gioca in serie D un motivo c'è e io lo conosco bene. Glielo detto questo motivo, ma gli ho detto anche quello che penso di lui.Rimane tra me e lui. Ho giocato a calcio e questo mondo lo conosco, so perfettamente dove potrà arrivare Pedone. Se lavora bene potrà riprendersi quello che finora si è perso".
Un sold out in tribuna, ha sentito il calore del pubblico:"Ci pensavo nel secondo tempo quando siamo andati sul due a uno. Ho sentito rimbombare la tribuna,sembrava di giocare in casa. Questo aspetto ci trascina. Tutta la gente ha la consapevolezza di essere in serie D e che bisogna lottare e combattere tutti insieme. Sentivo continuamente inviti a non mollare e a combattere, non avete idea di quanto serva questo ai ragazzi. Tutti abbiamo capito dove siamo, è molto importante".
Con il rientro di Disabato e con questo Pedone dovrà fare scelte non semplici: "Le farò molto volentieri, basta che tornino tutti subito".
Sulla scelta del portiere:" Guadagnin ci ha dato moltissimo ed è stato determinante nelle scorse partite. Voi stessi lo avete sempre scritto. Adesso, a mio avviso è più in forma Mangano, sia  fisicamente, sia psicologicamente, per cui è il suo momento.

Flavio Vergani