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Il tecnico Lulù Oliveira ha convocato 21 giocatori per la gara di domani pomeriggio alle ore 17.00 contro il Bassano.

Ecco l'elenco completo:
- Anderson
- Arati
- Baclet
- Botturi
- Bovi
- Candido
- Cannataro
- Casantini
- D'Errico
- Gerolino
- Giorno
- Graham
- Guglielmotti
- Melillo
- Perilli
- Romeo
- Serafini
- Taino
- Terrani
- Zanier
- Zaro

Ufficio Stampa
Aurora Pro Patria 1919


Scelto l'allenatore iin seconda della Pro Patria, trattasi di Aldo Monza. Vanta esperienze nel settore giovanile del Novara, nella Folgore Verano e nel Seregno dopo aver militato come giocatore in squadre come Parma, Modena, Taranto e Nocerina.
Scelta fatta dal direttore sportivo Tricarico all'insaputa di Pippo Antonelli il cui ruolo è sempre più confinato a comparsa da parte del governo ombra che sembra reggere le sorti biancoblù anche dopo la scadenza del 30 ottobre. Evidentemente Vavassori è rimasto ancora una volta con il cerino in mano è ha deciso di concedere altre proroghe al gruppo che gestisce la Pro Patria. Sappiamo per certo che sul tavolo del patron sono arrivate in queste ore proposte di acquisto concrete, ma sembrerebbe che il patron sia arroccato su richieste economiche molto elevate che di fatto potrebbero essere sinonimo di non volontà di vendere la società. 
Non è escluso che Antonelli a breve possa lasciare il suo incarico visto che di fatto è stato emarginato dalle decisioni importanti ormai in mano ad altri. Una brutta figura per Vavassori che dopo averlo investito di pieni poteri lo ha lasciato solo di fronte alle decisioni dei "ghost manager"che gestiscono da dietro le quinte uno spettacolo che sempre più non è il più bello del week end.

Flavio Vergani

Ennesima perla del direttore Andrea Fazzari e della sua redazione che hanno prodotto un "Tigrottino"graffiante e ricco di contenuti.
Ormai nessuno può rinunicare al magazine del Pro Patria Club e la corsa alle edicole per avere l'edizione cartacea lo dimostra. Complimenti a tutti!
CLICCA E LEGGI ILTIGROTTINO


Prometto ai miei pochi lettori che dalla prossima volta tornerò a parlare di calcio giocato (sigh), ma le tragedie agonistiche della Pro Patria sono ormai annodate a filo doppio con la sovraesposizione mediatica del nostro pluriosannato patron.

In attesa che, in barba a ogni regolamento vigente, il nostro si invaghisca di qualche altra squadra, tanto per gradire, a noi non resta che tentare di isolarci dagli scodinzolamenti vanesi che giungono da Reggio Emilia e dagli ossequiosi complimenti che vengono rivolti all’artefice della rinascita granata.

Ed egli “gongola facendo la ruota” e si diverte un mondo a rispondere con arguzia e finta modestia. Peccato però che la comunicazione globale ci consegni in tempo reale tali interviste e che queste facciano ribollire il sangue di chiunque abbia la Pro Patria nel cuore.

Basta, per favore! Stop a questi stucchevoli minuetti che sanno tanto di presa in giro. Bloccate se potete le fonti informative emiliane e la circolazione dei media su carta e in rete; in altre parole, concedeteci una moratoria sulle notizie che giungono da Reggio Emilia!

Risparmiateci per favore le interviste prone e melense, cui già facciamo fatica ad abituarci a casa nostra, e le risposte “simpatiche” con consulenze tecniche, vaticini e ammiccamenti alla qualità del cibo e delle donne di Reggio Emilia. Vada per l’aspetto enogastronomico, ma rivendico alla nostra terra la presenza di una componente femminile almeno di pari livello.

Ma queste sono facezie per ingraziarsi la nuova piazza; particolarmente triste è invece ogni accenno a possibili innesti di mercato per i granata o al numero di presenze allo stadio, dato che a queste latitudini scontiamo l’opera di demolizione della squadra e di deforestazione dello Speroni attuate da Vavassori con indubbia abilità e impegno certosino.

Capirete bene che la litania di manfrine zuccherose che provengono dal nuovo centro degli affetti vavassoriano, e ancor più i passaggi in cui egli si atteggia a vate o luminare, per poi schermirsi timidamente, non possono che provocare reazioni vagamente allergiche nei tifosi biancoblu.

Quale sarà la prossima puntata in questo gioco di provocazioni? Il passaggio casa per casa con scherzi al citofono? Oppure, visto il periodo dell’anno, il bimbo Vavassori busserà alle nostre porte recitando la frase “cicciolo o scherzetto?”.

Se non comprendessimo, come invece facciamo, l’interesse professionale dei giornali emiliani a osservare il “fenomeno Vavassori”, nuovo e per il momento vincente, potremmo vedere queste interviste come improntate a un gusto sadico nell’infierire spargendo sale su ferite ancora ben aperte.

Come non bastasse, ci tocca pure seguire le gesta televisive del sempre più corvino Macalli il quale, con il suo giovane amico gaffeur, segue la Nazionale nel mondo al tepore di una copertina di lana.

E così, mentre da Reggio Emilia provengono periodicamente cronache beffarde della luna di miele in corso (ora tocca a loro), ci vediamo costretti a vivere questa stagione terrificante, tristi come cani abbandonati in autostrada.

La sensazione amara che stiamo sperimentando in questi mesi è così quella di un figlio di primo letto di un padre andatosene di casa, che deve vedere la prole del secondo matrimonio del proprio genitore viaggiare in limousine con autista mentre a lui tocca recarsi a scuola a piedi e con le scarpe bucate.
 
Marco Grecchi

 

 

Di chi si parla nella parte sottolineata?

EDITORIALE TLP

Monza non va condivisa con il silenzio assenso. Lega Pro girone A: un campionato falsato. Che fai da grande? Il salto della quaglia dei “bamboccioni”. Combattere gli abusivi non è solo un dovere del Palazzo


Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com
 
Il girone A della Lega Pro. Un campionato falsato. Dispiace dirlo, ma è una realtà. Hanno un bel dire a Monza che quelle, della rinuncia agli emolumenti da parte dei tesserati, sono scelte condivise. L’elogio alla professionalità del tecnico e dei calciatori nell’assumere certe decisioni. Ci mancherebbe, hanno solo inteso tutelare se stessi. Dopo i silenzi stampa, dopo smentite sia verbali che con comunicati, ora è ufficiale, in tutta la sua cruda verità. La Società brianzola, per stessa ammissione dei sui rappresentanti delegati, naviga in pessime condizioni economiche.
I regolamenti sono di una trasparenza assoluta. In passato, in un passato anche recente, Società che hanno attraversato le medesime difficoltà e non sono ricorse allo stesso stratagemma, hanno dovuto patire pesanti sanzioni, di classifica e pecuniarie. L’inadempienza di alcune ha portato addirittura alla radiazione dai ranghi. La cancellazione dai campionati professionistici, sancita dal Consiglio Federale.
Le dichiarazioni, rese in conferenza stampa, dai responsabili del Monza Calcio sono disarmanti. Di una gravità assoluta. La sopravvivenza della Società transiterebbe, al momento, attraverso una ipotetica, quanto al momento aleatoria, promozione in Serie B.
"Il Monza è una società che per sua natura, per quello che sono i costi di gestione, per sostenersi deve andare in Serie B, non può stare in Lega Pro. Oppure deve trovare un presidente che butti via almeno 3 milioni di euro ogni anno”. Questo ha pubblicamente dichiarato il responsabile della gestione della Società! Assurdo. Come non si sapesse che l’iscrizione al campionato cadetti transita sempre dall’avere i conti in regola.
I compensi ai quali si fa riferimento, nella rinuncia, sono relativi alle mensilità di luglio ed agosto. Con una stagione intera ancora da affrontare. Senza alcuna certezza economica. Figurarsi a gennaio quando ci sarà, inevitabilmente, l’esodo generale di tanti calciatori verso altri lidi. Non si può fare calcio professionistico in questo modo. Non è concesso per correttezza verso le altre Società, per la regolarità del torneo e per la corretta osservanza delle norme federali e di Lega. Per il dovuto rispetto, infine, di quel “budget” stabilito dal piano finanziario che ogni Società è tenuta ad esibire a corredo della pratica necessaria per l’ottenimento della licenza Uefa nazionale.
Quanto potrà durare la farsa delle rinunce alle retribuzioni. Il conseguente mancato pagamento degli oneri fiscali e sociali. Un palliativo temporaneo per evitare la caduta immediata. Il tentativo, inutile, di una autogestione destinata a fallire miseramente.
Dispiace per Il Monza Calcio e per i suoi tifosi. Come dispiace per tutti i tesserati appartenenti a quella Società. Dirigenti, collaboratori, tecnici e calciatori. Gli stessi problemi, peraltro amplificati dalla cassa di risonanza degli eventi, si ripresenteranno alla metà di dicembre. Quando si dovranno affrontare le scadenze relative ai pagamenti delle mensilità di settembre ed ottobre. Un continuo, perenne, stillicidio. Fatto di fornitori che bussano alla porta e di calciatori con manifeste necessità di denaro.
I vertici della Lega Pro ed il competente Organo di controllo federale hanno l’obbligo di intervenire. Dopo le ufficiali dichiarazioni stampa, rese dagli attori principali della vicenda, non si può far finta di non sapere. L’inadempienza è palese. Il silenzio assenso, di fronte a quanto verificatosi, assumerebbe il valore di una autorizzazione a poter ricorrere, ove necessità economica lo richiedesse, a tali misere scappatoie. Varrebbe per tutti!
Certamente il calcio italiano sta vivendo un periodo particolare. Frutto di una crisi strisciante. Lo si nota da tante piccole cose. In tanti settori. Non ci sono più controlli. Mi rifiuto ad esempio di pensare, diversamente da come qualcuno vorrebbe insinuare, che il Settore Tecnico organizzi i corsi di qualificazione per tecnici e collaboratori sportivi al solo scopo di incamerare denaro. In ogni caso capita però che più d’uno, in possesso del diploma di allenatore, poi si iscriva anche al corso per direttori sportivi o viceversa. Spinti dalla ricerca spasmodica di un posto di lavoro. Numerosi sono i casi ed in tanti fanno, di sovente, il salto della quaglia tra un indirizzo tecnico ed uno sportivo o di gestione. Indecisi su quale professione esercitare quando saranno grandi. E questo vale anche per qualche procuratore.
Il problema è di base. Ripeto, latita il controllo. In passato l’una qualifica precludeva l’esercizio dell’altra. Nessuno tra quelli iscritti all’albo degli allenatori poteva iscriversi a quello dei direttori sportivi e viceversa. Pena una pesante squalifica. Oggi non è più così.
Nel sistema attuale le maglie si sono allargate e di molto. Capita così che, a dispregio di ogni norma regolamentare, il rispetto dei ruoli vada a farsi benedire. Come, per esempio, nel caso di quel componente del Consiglio di Lega Pro, presidente di Società, che come direttore sportivo ha assunto una persona che mai ha potuto iscrivere a censimento, con quel ruolo, in quanto priva del relativo titolo. Se questo è l’insegnamento che viene dalla stanza dei bottoni, a pioggia cosa ci si deve attendere? E l’Adise fa orecchie da mercante anche se a lavorare vanno gli squalificati
Nota a margine. A Firenze, al 19 di via Jacopo da Diacceto, sono sempre vuote le poltrone del direttore e del segretario generale. Non se n’è più parlato. Ruoli che debbono rimanere vacanti o il buon Claudio è ancora indeciso sul… “fare”?


Scade oggi l’ennesima “dead line”per l’acquisto della società concessa al  governo ombra che si è affidato all’”Innominato” per la (fallimentare)gestione sportiva della Pro Patria. Una scadenza che fa quasi ridere se si pensa a quante volte si è citata la famosa “settimana decisa” seguita sempre e comunque dal congelamento di qualasiasi nuova realtà.
Mesi duranti i quali patron Vavassori ha saputo vendere tutto tranne la società. Mesi spesi alla ricerca della fidejussione senza esiti positivi. Mesi passati sugli spalti del “Mapei stadium” stimandosi per la qualità dei giocatori portati a Reggio, mentre a Busto i pochi buoni arrivati da Reggio sono stati messi in castigo per non aver accettato una riduzione di stipendio. La moda del momento. A Monza viene chiesto di rinunicare ad uno stipendio, a Busto a parte dell’ingaggio. Sembra una moda lanciata in zona Brianza e approdata(casualmente?) in quel di Busto.
Intanto le voci corrono veloci e molte danno per certo che patron Vavassori continui a rifiutare ogni opportunità di vendita a personaggi più o meno noti che si sarebbero affollati nell’ufficio del suo legale.
Qualcuno più di altri è convinto di avere in mano quel che serve a livello di fidejussione, mentre sul prezzo di acquisto (e debiti societari)occorrerebbe una trattativa. Ma qui sembra che il patron non senta ragione.
Inutile dire che queste voci lasciano il tempo che trovano in quanto difficilmente certificabili, quello che però si rischia è di dipingere la solita realtà diversa da quella effettiva e questo non aiuta nessuno.
La nostra disponibilità a caricare in macchina qualcuno che disponga della fidejussione e delle garanzie necessarie per acquistare la Pro Patria nell’ufficio di Vavassori è ancora valida. Qualcuno in effetti ci ha contattati ma sembrerebbe che la fidejussione avesse un vizio di forma rispetto alla richiesta Questione di lana caprina per loro, di fondamentale importanza per il patron. Per cui, nel caso trovaste un accordo noi siamo qui con il motore acceso.
Ci sono poi quelli che cercano soci per formare una cordata unica che da tempo dicono che “manca uno per far 100”, anche per loro l’invito è valido, se ve ne manca uno solo crediamo non sia un problema, ammesso che gli altri 99 ci siano e abbiano la fidejussione. Pronta però, non tra venti giorni o tra quaranta.
Poi, se Vavassori effettivamente dirà di no, mandateci la mail che la pubblicheremo, almeno per una volta le cose saranno chiare a tutti. Per ora di mail abbiamo visto solo quelle mostrate da Vavassori e poi il buio.
Chi vuole la Pro Patria da oggi la può prendere, dimostrateci che la volete e nel caso che Vavassori non ve la cede fatecelo sapere con "carta che canta". Delle dead line non sappiamo più che farcene.

In attesa di un gentile riscontro. 

Flavio Vergani


Novità in casa Pro Patria Club. A partire da quest’anno la tradizionale Santa Messa in ricordo dei tifosi defunti non si terrà più nella chiesa di San Giuseppe ma diventerà itinerante. Ogni anno il ricordo dei defunti sarà celebrato in una chiesa cittadina diversa per dare modo a tutti di poter condividere il momento di preghiera. Si parte dalla Chiesa del Redentore domenica 9 Novembre alle ore 10.00, vi aspettiamo numerosi per ricordare i tifosi biancoblù che ci guardano da lassù.


Buon Compleanno Busto Arsizio arrivato al secolo e mezzo di vita.
Un ottimo motivo per celebrare 150 anni di una città? Volerne festeggiare (almeno) altri 150. Per questo, giovedì 30 alle ore 15 la Famiglia Bustocca e la Famiglia Sinaghina, con la città di Busto Arsizio, vogliono dare spazio agli auguri dei cittadini al parco Milani (Frati). 

E tra i biglietti augurali se ne troveranno diversi speciali, di tigrotti e tifosi. Con sorprese che renderanno davvero felici il popolo della Pro Patria e tutti i bustocchi. 

 







Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia del 30 ottobre 1864
Vittorio Emanuele II

Per grazie di Dio e per volontà della Nazione
Re d’Italia
Sulla proposta del Nostro Ministro dell’Interno,
Vista la deliberazione del Consiglio comunale di Busto Arsizio (Milano), abbiamo decretato e decretiamo :
Articolo unico.
È accordato al comune di Busto Arsizio (Milano) il titolo di Città.
Ordiniamo che il presente Decreto, munito del Sigillo dello Stato, sia inserito nella Raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.


Per l’incontro con la capolista Bassano in programma sabato prossimo alle ore 17.00, mister Oliveira potrà contare sull’intero organico,  fatta eccezione per il difensore Lamorte che rivedrà il campo a fine Novembre.
Da valutare le condizioni di D’Errico i cui guai muscolari continuano a perseguitarlo fin dal suo arrivo a Busto.
Imbarazzo della scelta quindi per “Lulù” Oliveira che dovrà attentamente riflettere sul modulo da scegliere contro la temibile avversaria.
Giocare con due punte come Serafini e Baclet e con due ali prettamente offensive come Candido e D’ Errico, se da una parte garantisce propulsione offensiva di alto livello, dall’altra espone la squadra sotto il punto di vista difensivo.
Senza un frangiflutti a centrocampo e con i centrali difensivi non sempre ineccepibili si impone un attento ragionamento. La Pro Patria è la peggior difesa del campionato, questo è un fatto, capire se tutto dipende dalla difesa è la domanda.
Spesso, come a Como per esempio, un atteggiamento tattico più attento avrebbe potuto portare punti in cascina soprattutto dopo il triplo vantaggio.
Da capire se anche con il Bassano si vorrà puntare tutto sull’attacco con un atteggiamento “zemaniano” o si preferirà coprirsi visti i primi freddi dell’anno.
Poi, nel caso la situazione societaria trovasse uno sbocco, sarà indispensabile acquistare il cappotto e la speranza che la marca si chiami “Calzi” potrebbe non essere ancora del tutto sfumata.
Crediamo che mai come in questo momento occorra riflettere bene su quanto si è ottenuto e come lo si è ottenuto. A nostro avviso a questa squadra mancano alcuni punti lasciati sul campo non per demerito dei singoli ma per qualche scelta tattica discutibile. Per cui, dato per certo che la coperta è corta, occorre scegliere se tenere sempre al caldo la testa o i piedi.

 

 

Flavio Vergani

Aurora Pro Patria comunica le modalità per acquistare i tagliandi della gara di sabato 1 novembre alle ore 17.00 con il Bassano Virtus.

Le prevendite saranno attive da domani, martedì 28 ottobre alle ore 12.00.
Tutti i tagliandi del Settore Ospiti potranno essere venduti ai soli residenti nella Regione Veneto che sono in possesso di Tessera del Tifoso. La prevendita sarà attiva sino alle ore 19.00 del giorno antecedente la gara, venerdì 31 ottobre 2014.

Le prevendite appartenenti al circuito BookingShow sono disponibili online, collegandosi al sito www.bookingshow.it e nei seguenti punti vendita:

Busto Arsizio e provincia di Varese:
- Le Marmotte di Armonia s.r.l., Via Crispi 26 - Varese
- Tabaccheria Ricevit. Computerizzata Tribbia Mara Rosangela, Via Magenta 16/b - Busto Arsizio
- Casa del disco, Piazza Podestà, 1 - Varese
- Caru Dischi, Piazza Giuseppe Garibaldi, 6 - Gallarate
- Viaggi Da Urlo, Via Isonzo, 22/f - Busto Arsizio
- Mondolibri Morosini, Via Morosini, 10 - Varese
- Bar Savoia di Roberto Caimi, Via XXII Marzo, 2 - Busto Arsizio

Vicenza e provincia:
- Tab.e Ricev.n°14 Edicola Gabri, Via L. Da Vinci, 75 - Schio
- Tabaccheria Sella Renzo, Corso SS. Felice e Fortunato 360 - Vicenza
- Edicola Gioia, Viale Venezia, 4 – Cassola

De Salvo, patron del Novara dichiara a "Tuttolegapro": "Per ora mi godo i nostri giovani. Oggi (ieri per chi legge ndr) abbiamo giocato con un '94, due '95 e un classe '96 titolari dal primo minuto. Abbiamo un vivaio eccellente che sta sfornando diversi elementi di qualità. Per me ciò è motivo d'orgoglio e voglio sottolineare che a differenza di altri club da noi i giovani giocano perché sono bravi e fanno la differenza, non per altri motivi...".

Solita domanda: Quali sarebbero gli altri motivi?

Presidente Macalli ha letto l'articolo? Cosa ne pensa? Non ha le nostre stesse curiosità? Perchè non ritaglia tutti gli articoli apparsi recentemente sul tema e apre una inchiesta? Procura federale, cosa ne pensate a riguardo? Perchè tutti più o meno dicono la stessa cosa? Di cosa stanno parlando ? E le favole? Sono favole...? O no ?


Quanta gente c’era allo stadio ieri mattina per l’inaugurazione del “Pro Patria Museum, l’antro della tigre”.  “Non mi aspettavo tutta questa gente”, questa la frase più ascoltata tra gli organizzatori. Questo a testimonianza dell’affetto che questa squadra produce in città. Probabilmente molta di questa gente diserta lo stadio dopo quanto accaduto negli anni scorsi. Episodi che hanno demolito ogni credbilità e che nemmeno i recenti successi hanno saputo mitigare. Troppo profonde le ferite inferte all’animo. Forse avevano ragione loro, visto che dopo l’effimera gioia tutto sembra uguale a prima. Dirigenti missing e ultimo posto in classifica. Cosa è cambiato?
C’erano i tigrotti di un tempo, quelli che hanno giocato in serie A e serie B, ma anche chi ha onorato la maglia in categorie inferiori come Elli e Alessio. A tutti, categoria a parte, è rimasto nel sangue l’amore per i nostri colori.
Presenti anche i giovani di oggi Giorno, Taino e Romeo con mister Oliveira che idealmente hanno stretto in un unico abbraccio il presente con il passato. Molti volti non erano noti e per fortuna che qualcuno si è presentato di spontanea volontà come il figlio del compianto presidente Giorgio Campo. Per lui un applauso spontaneo in ricordo del padre, uno che la Pro Patria l’ha amata davvero mettendoci tutto del suo ( a quel tempo non c’erano i contributi tv, i premi di valorizzazione e quelli della Lega Pro).
Come spesso accade da qualche tempo, mancava la società. Logicamente diremmo, ma forse di due direttori sportivi/generali ci si poteva aspettare di più. I tifosi vanno incontrati quando possibile e non solo verbalmente randellati sulle tribune degli stadi come accaduto nella trasferta di Lumezzane. Mancanza di rispetto verso gente che ha fatto centinaia di chilometri per questi colori, lo si tenga conto prima di parlare e ferire una passione che ha origini lontane.
Solita domanda tra la gente: “ ci sono novità sul fronte societario?”.
Qualcuno dice no, altri che sanno sempre tutto ripetono la solita stucchevole frase “ a podù no parlà” che dice tutto e dice niente.
Sono mesi che per queste persone dovrebbe succedere qualcosa in base alle loro informazioni di prima mano. Ma tutto tace mentre c'è chi si è messo a scrivere favole per far capire la realtà. Ma saranno davvero favole? O storie vere?
Peccato che qualcuno crede che sia sempre il lupo a prenderlo in quel posto, mentre oggi come oggi è più facile che sia la tigre.
Gli ottimisti dicono che sia spuntato un gruppo torinese interessato alla Pro Patria, i pessimisti dicono che sono già scappati in quanto il patron chiede cifre spropositate. L’idea che si sta diffondendo è che il patron in effetti non abbia tutta questa voglia di vendere per cui di fatto le trattative potrebbero sfumare per sua volontà.
Noi pensiamo che il patron abbia la testa a Reggio Emilia e vorrebbe vendere, ma non svendere la Pro Patria. Diversamente non si spiegherebbero troppe cose.
Forse è proprio qui il punto: in troppi pensano che si possa acquistare in saldo quello che invece è in vendita a prezzo di listino. Da decidere se dopo l'operazione "svalutazione"operata da Vavassori il prezzo sia ancora giusto: basta vedere i pullmini in giro per la città con "brand"Aurora Pro Patria per rendersi conto dello stato societario. L'unico pullmino decente i ben informati lo hnno localizzato in quel di Reggio Emilia. Insomma, non solo uomini ma anche mezzi dirottati verso la città emiliana.
Certo è che con la gestione del governo ombra non si andrà lontani, per cui chi è proprietario del bene dovrà entro brevissimo decidere a riguardo.
Finora abbiamo fatto finta di credere alle favole, adesso vorremmo iniziare a conoscere i volti e i nomi di una storia vera. Perché la Pro Patria ha una storia e persino un museo da rispettare e vorremmo che tutti iniziassero a farlo. Sul serio però ed entro date certe. 

Flavio Vergani


Federica Lancini, la nuova addetta stampa della Pro Patria, ha subito saputo farsi apprezzare dai giornalisti e dai tifosi per la sua professionalità e competenza. Brava, giovane e bella questo è quello che tutti hanno potuto vedere, ma nessuno sa nulla di più di lei. Per cui abbiamo curiosato nella sua vita per conoscerla più da vicino

Federica, parlaci un po’ di te e di quello che hai fatto prima di arrivare a Busto.
“Sono di Cittiglio, dopo aver frequentato il liceo scientifico mi sono laureata in scienze della comunicazione. Poi ho lavorato per la Prealpina, per Varese Sport e a Radio News di Varese. Ho avuto esperienze in squadre di calcio come il Varese che so non essere molto amato a Busto, Verbano calcio e Verbania. Lo scorso anno mi sono concessa un anno sabbatico durante il quale ho cambiato il mio lavoro principale”.
Quindi addetta stampa per hobby?
“Direi di no, sogno di svolgere questo lavoro come occupazione principale, ma visti i tempi che corrono ho accettato un lavoro vicino a casa di tutt’altra natura”.
Come è la giornata tipo di una addetta stampa?
“La giornata inizia alla mattina presto con la rassegna stampa che invio allo staff tecnico e ai dirigenti. Poi organizzo eventuali conferenze stampa o quel che serve in quel determinato momento. Sono molto attenta ad aggiornare il sito societario dando visibilità al settore giovanile che reputo molto importante essendo la Pro Patria del futuro”.

Chi sono i dirigenti della Pro Patria che ti chiedono la rassegna stampa? Vavassori?
“No, Vavassori non è tra i richiedenti, bensì Antonelli, Tricarico e  mister Oliveira”.
 
Hai incontrato problemi a Busto? Ti sei subito ambientata?

“Sono stata fortunata, ho trovato ottimi giornalisti che vogliono il bene della Pro Patria. Per cui è stato semplice lavorare senza che nessuno mi abbia ostacolato. Ho cercato di collaborare con tutti in modo che avessero facilità nel lavorare e nell’intervistare i giocatori”.

Chi ti ha voluta a Busto?

“Ho fatto tutto io, ho mandato una mail con il mio curriculum e Antonelli mi ha chiamata. Avevo voglia di rimettermi in gioco”.

Cosa vorresti fare a Busto nel futuro?

“Per ora è sufficiente così, poi vorrei ispirarmi al modello Yamamay  per coinvolgere maggiormente i tifosi e l’intera città in iniziative a supporto della Pro Patria”.

Tifi per il Varese?

“No, per la Juventus. Sono affezionata al Varese per averci lavorato, ma adesso sono vicina alla Pro Patria”.

Sei fidanzata? Che hobby hai”?

“ Da qualche anno non ho un fidanzato, ho poco tempo da dedicare a particolari hobby, mi piace stare davanti alla televisione a vedere le partite. Non me ne perdo una”.

Sul web abbiamo visto molte tue foto in compagnia di giocatori importanti…?

“Con il mio lavoro frequento molti stadi ed ho conosciuto persone importanti. Ad esempio domenica sera sono stata al “Meazza” per Milan Fiorentina”.

Come ti trovi in questa Pro Patria senza punti di riferimento societari?

Cerco di essere autonoma anche se devo rendere conto ad Antonelli o a volte anche a Granato. Certamente sarebbe meglio avere una struttura completa, ma non soffro molto questa situazione”.

Hai particolari preferenze per qualche giocatore della Pro Patria? Sono tutti molto giovani e quindi della tua età a parte il Capitano.

“Serafini è il punto di riferimento, gli altri sono tutti ragazzi seri con i quali mi trovo molto bene”.

Quale è il tuo sogno? Dove ti immagini tra cinque anni?

Domanda difficile, sogno di lavorare per una squadra di serie A, questo lavoro mi affascina, ma ho anche timore a lasciare il mio impiego a tempo indeterminato. Vedremo cosa succederà, per ora vivo alla giornata”.

Due parole a riguardo del museo della Pro Patria, Andrea Fazzari ha compiuto il miracolo…

“Ho tantissima stima nei riguardi di Andrea che dal nulla ha creato qualcosa di importante per la città. Cercherò di pubblicizzare ilmuseo e di renderlo sempre più conosciuto. Colgo occasione per  ringraziare tutti i tifosi che mi hanno aiutata fin dal primo giorno che sono arrivata non solo nella realizzazione del museo ma anche con una accoglienza fantastica. Spero di migliorare sempre di più per il bene della Pro Patria”.
Flavio Vergani


Riportiamo uno stralcio di un lungo articolo firmato da Nicolò Schira  pubblicatio sul portale www.tuttolegapro.com 
Ognuno legga e si chieda se crede o meno alle favole, ognuno si chieda se riconosce situazioni reali vicine o lontane a squadre a lui note e, infine, ognuno si chieda se questa favola potrebbe a suo avviso tramutarsi in realtà. O forse si è già trasformata e si sta solo attendendo il finale?

(tratto da: LA CREMONESE E UN SOGNO CHIAMATO BRAIDA. W CASSANO E VACCA: QUANDO LE INTERVISTE NON SONO BANALI. QUEL DIRETTORE CHE LAVORA PER DUE CLUB di Di Nicolò Schira-www.tuttolegapro.com)
..............Come tutte le favole che si rispettino non possiamo esimerci dall'iniziare con il più classico dei c'era una volta. C'era una volta appunto un direttore che lavorava contemporaneamente per due squadre. Arrivato da qualche anno nel mondo del calcio dall'isola che non c'è, si era prima fatto conoscere al Nord Italia per poi allargare i propri orizzonti. Il fallimento del club in cui lavorava l'aveva condotto in riva al mare, dove in due anni era riuscito prima a brillare e poi a steccare. Fallimenti sul campo e dietro la scrivania. Il nostro direttore era, però, dotato - come ogni eroe che si rispetti - di superpoteri. Il suo era un quaderno magico, grazie al quale poteva trovare calciatori gratis. La maggioranza dei quali addirittura disposti a pagare di tasca loro, pur di essere tesserati nelle sue squadre. Incredibile ma vero. Forte di queste doti ammaliatrici il superdirector tornava nei mesi scorsi al Nord della penisola, dove iniziava a lavorare per uno dei club più gloriosi della categoria. Le formazioni del Settore Giovanile venivano così riempite di ragazzini muniti di valigetta. Per la gioia dei loro munifici papà. In Prima Squadra grandi colpi e contratti da mille e una notte. Biennali e triennali a tutto spiano. Tutti i principali talenti sul mercato facevano così a gara per essere ingaggiati, questa volta senza pagare. E i "poveri" talenti segnati sulla sua agendina? Un peccato dilapidare il patrimonio di costoro e la loro "voglia" di giocare. Così il dirigente decide di mettere gli occhi su un club della stessa zona, che vive un momento societario non facile. Il presidente l'ha messo in vendita e non appare intenzionato ad effettuare grossi investimenti. Gli acquirenti non affondano il colpo e la fidejussione arriva last-minute. Così il nostro eroe offre le proprie consulenze e capacità e da vero pater familias porta amici, parenti, alcuni suoi ex allievi ed esuberi del nuovo team per completare l'organico di tale compagine, rimpinguandone al contempo anche le casse. Col trascorrere delle settimane qualcosa, però, dev'essere andato storto al protagonista del nostro racconto. Da uomo-copertina lodato per la bontà degli acquisti effettuati, tanto da vantarsene, tronfio, nelle riunioni con gli altri colleghi e in alcune occasioni pubbliche, si ritrovava nell'occhio del ciclone. La cassa vuota e i calciatori non pagati sul piede di guerra. Mi chiamo Wolf e risolvo problemi deve aver pensato, sotto gli effetti di qualche pellicola di Quentin Tarantino, il protagonista della nostra storia virtuale. Dichiarazioni livorose e farneticanti per negare l'evidenza e minacce nei confronti di coloro che smascheravano, umilmente, le problematiche e le incongruenze del caso. Metodi da far-west che mal si conciliano con la laboriosità del suo popolo. Qualcosa dev'essere andato storto nel nuovo progetto del nostro eroe, che ora procaccia - come un leone nella savana - possibili "vittime" per aggiustare i propri forzieri rimasti - ahilui - senza cimeli all'interno. Non tutte le favole hanno un lieto fine e per l'ennesima volta l'epilogo a giugno potrebbe essere doloroso per i club in cui sta operando. A meno che dall'agendina magica non spunti qualche nuovo benefattore-filantropo che pur di veder scendere in campo il proprio pargolo stacchi assegni a più zeri. In modo da garantire la semi-sopravvivenza della squadra. Altrimenti c'è sempre la possibilità, sguazzando in più situazioni, di vestire i panni divinatori del veggente, indovinando in anticipo i risultati di qualche partita. Si sa, i prestigiatori guadagnano bene. Mago Merlino docet. Chissà se la realtà possa superare davvero la nostra fantasia...
* ogni riferimento a nomi, persone o cose realmente accadute è puramente casuale. Se qualcuno dovesse riconoscersi in questo racconto, dovrebbe domandarsi il perchè









































È stato inaugurato questa mattina il Pro Patria Museum fortemente voluto da Andrea Fazzari sito allo stadio Carlo Speroni.
Presenti numerosissimi tifosi, ex calciatori biancoblù, attuali componenti della rosa con mister Oliveira e l'addetta stampa Federica Lancini.
Dopo il discorso di Alberto Armiraglio, assessore allo sport del comune di Busto Arsizio che ha fatto le veci dell'indisposto sindaco Farioli, c'è stato il taglio del nastro che ha reso una realtà il sogno di Andrea.
Il museo presenta diverse aree tematiche: la biglietteria, lo spogliatoio, la tribuna stampa, le passioni, la galleria fotografica e il campo. Belle le frasi scelte per identificare la mission del museo: "Il passato rivive ogni giorno perché non è mai passato" che ben si abbina con la reason why del museo stesso : "La storia di questa passione, di questa maglia, di questa squadra, ha trovato casa".
Il museo sarà visitabile durante le partite interne della Pro Patria oltre che su appuntamento.
Complimenti ad Andrea per quanto realizzato e per le emozioni che ha fatto rivivere a chi questa mattina ha voluto essere presente alla cerimonia di inaugurazione.
Flavio Vergani

       


Nessuno comanda a casa sua

Nel nostro mondo del calcio può succedere anche di questo. Non so se quanto sto per scrivere è la pura e semplice verità ma sono certo che ci si avvicina. Pietro Vavassori è di fatto ancora il proprietario della Pro Patria ma la società la comandano, in termini gestionali e di scelti, dei futuri e per il momento sconosciuti, acquirenti che, però, non hanno messo fuori nemmeno un euro. O per lo meno non sono ancora arrivati a dama. Vavassori lascia fare perché il suo cuore, è evidente, è ormai proiettato verso la Reggiana.
Alessandro Barilli è nelle stesse condizioni. E’ ancora proprietario della Reggiana detenendo l’84% delle quota ma di fatto la campagna acquisti, le scelte tecniche e strategiche sono di uomini che fanno riferimento a Vavassori. Non sto parlando solo di giocatori ma di tutto lo staff organizzativo. Una situazione che Barilli ha accettato perché confida nell’arrivo a Reggio di un azionista forte come Vavassori.
Ma è un gatto che si mortde la coda: Vavassori non può cedere la Pro Patria e così non può arrivare a Reggio, Barilli non può disimpegnarsi fino a quando Vavassori non ha venduto la sua società. sono le stranezze del calcio.
Come andrà a finire? Nessuno lo può dire con certezza. Vavassori potrebbe rimanere, di facciata, a Busto e interagire con la Reggiana oppure Barilli potrebbe stancarsi e vendere le sue quote ad altri. La cosa più semplice è la cessione della Pro Patria a un altro gruppo e forse Barilli si sta impegnando per questo.


Ringrazio anticipatamente per la pubblicazione del mio
sfogo e spero che non venga cestinato come hanno fatto in sede.
Sono un “tifoso” dei ragazzi del settore giovanile della
Pro, vorrei far presente la drammatica situazione che si è venuta a creare
intorno ai ragazzi 98.
Cominciamo dal responsabile (Venturini) che non conosco
personalmente, ma essendo colui che sceglie lo staff sia tecnico che
dirigenziale, dovrebbe almeno
Interessarsi se il lavoro svolto da tutti i componenti è all’altezza
della gloriosa società che rappresentano.
Sono sei partite disputate e altrettante sconfitte, ma a
prescindere dai risultati che nel settore giovanile dovrebbero contare
relativamente, è tutto quello che
Sta succedendo intorno ai ragazzi. Tutti i sig. che lavorano
per la squadra dichiarano spudoratamente, anche ai genitori stessi, che i loro
figli non sono all’altezza
Né fisica, nè tecnica per affrontare questo campionato, che
i ragazzi più bravi sono partiti per Reggio(4), personalmente aggiungerei anche
l’allenatore non
È più quello dell’anno scorso (ancora inconcepibile la non
riconferma dopo il lavoro svolto ).
Il problema è che i ragazzi tornano a casa sempre più
afflitti, perché non sentono la fiducia dell’allenatore e della società.
Lo sport che a questa età dovrebbe essere fondamentale per
il divertimento e la crescita dei ragazzi, sta diventando un peso per tanti di
loro, soprattutto a livello
Mentale.
Siamo stanchi di sentir dire che una squadra che l’anno
scorso si divertiva e faceva divertire il pubblico, quest’anno non riesce
neanche ad essere competitiva.
Perché distruggere in tre mesi tutto quello che si era
costruito l’anno prima?
Perché non riconfermare un allenatore che i ragazzi
stimavano ?
Perché denigrare i ragazzi e non assumersi le proprie
responsabilità?
Qual è l’obiettivo finale del settore giovanile? (farli
crescere?)
Sarebbero ancora tante le situazioni spiacevoli venutesi a
creare, ma preferisco tacere, sperando che qualcuno si ravveda e ponga rimedio
al più presto
Prima che qualche ragazzo decida di mollare tutto!!!, questo
sarebbe la sconfitta più grande.
Distinti saluti
Alessandro
(mail disponibile in redazione)

Potremmo evitare di scrivere questo articolo. Basterebbe un copia e incolla dei precedenti. Le variabili sono diventate costanti:  Pro Patria in vantaggio per ben due volte con il goal di Candido e l'autorete di un difensore locale che si fa raggiungere dagli avversari.  Difesa di burro, centrocampo senza filtro e attacco sopra le righe a parte Serafini da troppo tempo non sui suoi soliti standard. Questa volta, per fortuna, è cambiato il risultato finale e dopo le umiliazioni di Pavia, Como, Vicenza e Bolzano  è arrivato il primo punto della stagione in trasferta. Troppo poco! Il Lumezzane è stato  davvero poca cosa e aver concesso ai bresciani due reti è stato un vero e proprio delitto. Anzi un suicidio.
Le assenze di Baclet, Lamorte e D'Errico hanno indubbiamente pesato ma crediamo che il tempo delle giustificazioni sia ampiamente terminato.
Da troppo tempo non cambia niente in campo e fuori. I ritornelli sono sempre i soliti: i ragazzi danno il massimo ma devono migliorare, i nuovi non arrivano e Vavassori pensa a Reggio Emilia.
Intanto, c'è chi nell'ombra seppur senza fidejussione ha il privilegio di gestire la baracca.
Anche questo è cosa nota, per cui inutile perdere tempo nello scriverlo nuovamente.
Rimaniamo in attesa di novità anche se nessuno crede più a niente. La credibilità di tutti, nessuno escluso, è ormai ai minimi termini. Stima zero per tutti, nessuno escluso e diffuso senso di nausea della tifoseria per questa situazione in bilico tra l'allucinante e il ridicolo.
I tifosi come sempre fanno la loro parte, in attesa che altri la facciano, ma il dubbio che sia vana speranza è del tutto concreto.
Flavio Vergani

Continua a regnare l'incertezza in casa bustocca dove le decisioni vengono prese da una sorta di Innominato di manzoniana memoria che da tempo sembra avere l'ultima parola, senza aver mai presentato il suo volto e il suo nome ai tifosi.
Oggi,  intorno alle ore13 sembrava che il matrimonio con Arati e Botturi non "s'aveva da fare" con mister Oliveira che ancora una volta chinava la testa("devo seguire le direttive societarie") rinunciando ai due calciatori.
Qualche ora dopo le prime convocazioni ecco la sorpresona con le stesse che vengono miracolosamente rettificate con l'inserimento di Arati e Botturi. Probabilmente una telefonata dal quartier generale ha sbloccato la situazione. Domenica scorsa i "bravi" giornalisti, o meglio, i giornalisti "bravi" avevano alzato la voce e messo Oliveira di fronte alle proprie responsabilità.
Lui dava l'impressione di condividere l'appoggio della stampa, ma evidentemente solo a parole.
Quella di oggi è una soluzione "taia e medega" come direbbero i nostri vecchi utile per ovattare l'ambiente e salvare le apparenze in caso di sconfitta a Lumezzane,  costruendosi un alibi di ferro.
Non ci piace quando mister Oliveira parla di decisioni societarie senza citare la fonte. Chi gli dice di non schierare i due giocatori? Chi è il suo referente? L'altra domenica diceva che sentiva poco l'appoggio della stampa, crediamo  occorra meritarselo con la trasparenza e la coerenza tra quello che si pensa e quello che si fa. Tenere il piede in due scarpe non è conveniente per lui, questo è lampante. Molto meglio tenerlo in una sola, quella della società per garantirsi il posto, ma poi non si cerchi solidarietà da chi queste situazioni non le condivide per niente e ha solo da perderci nell'accettarle.
Flavio Vergani

#LumezzaneProPatria, elenco convocati
Per la gara di domani sera, venerdì 24 ottobre, alle ore 19.30 a Lumezzane il tecnico Lulù Oliveira ha convocato 19 giocatori.

Ecco l'elenco completo:
- Arati
- Bovi
- Botturi
- Candido
- Cannoni
- Casantini
- Gerolino
- Giorno
- Graham
- Guglielmotti
- Melillo
- Moscati
- Perilli
- Romeo
- Serafini
- Taino
- Terrani
- Ulizio
- Zaro

Indisponibili: Anderson, Cannataro, Lamorte.

Squalificati: Baclet, D'Errico.

Ufficio Stampa
Aurora Pro Patria 1919


Nell'intervista rilasciata a "Tuttolegapro", Mattero Mascetti ex team manager di Brescia e Verona,  risponde tra le tante a questa domanda:  Si parla tanto di mister, dirigenti e giocatori con la sponsorizzazione. È un fenomeno che, da neo-diesse, hai notato?
La sua risposta è agghiacciante:
"Ti dico soltanto che è un tema talmente patetico che vorrei evitare, ne sono schifato. Mi fa piacere che si cominci a parlarne perché chi ha necessità di presentarsi con la valigetta per allenare, dirigere o giocare è ancora più scarso di quanto ha, o non ha, dimostrato sul campo".

 Fa piacere che si "cominci"a parlarne, dalle parole di Mascetti si evince che il tema è da molto che è silente.
Sembra che qui non ci siano dubbi sull'esistenza del fenomeno giocatori con lo zainetto pieno con i soldi di papà che spiega il motivo per il quale in campo da qualche tempo si vedono clamorose pippe che qualche decina di anni fa non sarebbero entrate in campo nemmeno per fare i raccattapalle.
Non è la prima volta che leggiamo di tali mezze realtà raccontate da esperti del settore. Il presidente Macalli invita chi sa a denunciare, lavandosene le mani e i piedi.
Domanda: ma se mancano le denunce in presenza però  di chiari indizi, la Lega Pro non potrebbe aprire una inchiesta che avvalori o zittisca queste voci insistenti a prescindere dalle denunce?
Se si dice in giro che la moglie va a letto con un altro, stai sereno e tranquillo fin che nessuno lo denuncia? Anche se ride tutto il paese quando passi? Oppure ti preoccupi di cercare l'eventuale infedeltà? O forse, non interessa scoprire quello che va bene a molti?
Flavio Vergani


Il 26 Ottobre verrà inaugurato il “Museo della Pro Patria, l’antro della tigre” fortissimamente voluto da Andrea Fazzari che ci racconta l’evoluzione di un sogno diventato realtà.

 

Andrea, come ti appresti a vivere l’inaugurazione del museo, crediamo che per te sarà un emozione paragonabile a quando sei diventato papà.

In un certo senso quel giorno sarà un parto perchè, come dici tu, questo figlio l'ho voluto fortemente non per vivere nei ricordi ma per testimoniare una volta di più che questa squadra è patrimonio e vanto della città di Busto Arsizio. La passione per la storia della Pro Patria mi ha portato a collezionare cimeli biancoblù che non volevo che rimanessero patrimonio personale ma che venissero condivisi con tifosi, appassionati e chiunque (soprattutto giovanissimi) volesse  avvicinarsi ai Tigrotti

 

In tanti hanno creduto nel tuo sogno aiutandoti a farlo diventare realtà, chi vuoi pubblicamente ricordare ?
È difficile ricordare tutti e spero di non dimenticare nessuno: a cominciare da Roberto Centenaro e tutto il Pro Patria Club di cui sono consigliere, Sergio Marra e il “Tigrotto”, Mario Bianchi e i ragazzi di “Bustocco.it “e tutti i tifosi che hanno donato o prestato i cimeli. Naturalmente un grazie ad Alberto Armiraglio per aver trovato la location, Mario Beliusse e Silvio Merlo per aver imbiancato le pareti; un grazie speciale lo devo ad Andrea Luppi, un mio caro amico; ha cominciato ad aiutarmi nell'allestimento del museo e si è talmente appassionato che era difficile fermarlo! Tra l'altro ora non si perde una partita della Pro dopo che l'ho portato per la prima volta nella sfida contro l'Albinoleffe. Dulcis in fundo un ringraziamento a Federica Lancini, addetta stampa della Pro Patria che si è spesa per soddisfare le mie richieste.

 

Dove sorgerà il museo e come si potrà visitarlo?
Sarà sotto le tribune centrali dello stadio Speroni, quindi la casa della Pro. In questo momento non posso dire con certezza i quali orari si potrà visitare ma sicuramente di sabato e domenica. Saranno inoltre previste delle visite guidate su prenotazione ed in questo senso ho in agenda di contattare il Provveditore agli Studi per avvicinare le scolaresche a questa iniziativa.

 

Quale è il cimelio che consideri “numero uno” e quale non hai ancora in bacheca e che sogni di avere?
Il numero uno è la copia della Domenica Sportiva del 1931 dove Bruno Roghi definisce Tigrotti i giocatori della Pro ma il cuore dice che il cimelio a cui sono più affezionato è la maglia della stagione 87/88, quella di Andrea Cecotti.
Sogno di avere un pallone degli anni cinquanta, quando la Pro era in serie A.

 

Come possono i tifosi donare al museo qualche loro ricordo? Cosa interessa e cosa no?
Possono contattare il Pro Patria Club o me direttamente scrivendo a iltigrottino@gmail.com

 

Come proseguirà la sviluppo del progetto? Coinvolgerai scuole, oratori e associazioni culturali nelle visite ?
Come ho detto prima, contatterò il Provveditore per le scuole; sicuramente illustrerò il progetto a tutte le Associazioni e gli Oratori di Busto ai quali scriverò quanto prima

 

Che tu sappia, quali altre squadre hanno un museo simile ?
Oltre a qualche squadra di serie A, in Lega Pro c'era il Padova, ora retrocesso in serie D; attualmente  mi risulta che siamo gli unici ad avere un museo fisico, mentre altre  società hanno  musei virtuali.

 

Come sarà organizzata la giornata dell’inaugurazione? Chi taglierà il nastro?
Posso solo dire che, oltre alle istituzioni, ci saranno giocatori vecchi e nuovi.
Su chi taglierà il nastro...voglio che sia una sorpresa.
A proposito seguirà buffet!
 

Sei sorpreso che prima di te nessuno abbia mai pensato ad un progetto del genere?
So che all'epoca della famiglia Vender c'era un progetto del genere che però non è stato portato a termine. Probabilmente mancava un pazzo come me!

 

Vuoi invitare i tifosi all’inaugurazione?
Con vero piacere: Tifosi della Pro, simpatizzanti o comunque bustocchi
vi aspetto il 26 ottobre alle ore 11,30 per fare un salto nel passato e per assistere al primo vagito del PRO PATRIA MUSEUM - L'antro della Tigre!!
Grazie a tutti!

 

 

Ultime pennellate. ultimi colpi di scalpello e poi l'opera dell'artista Andrea Fazzari sarà completata. Si fa per dire, perché le opere importanti vengono completate nel tempo, o meglio si perpetuano nell'eternità.
Un sogno diventato realtà grazie alla caparbietà dell'artista, alla forza d'animo e alla volontà di ferro che solo i veri tigrotti hanno nel sangue.
Il Museo della Pro Patria, l'antro della tigre  dello storico e ora artista Andrea Fazzari è pronto per il taglio del nastro. Domenica prossima alle ore 11.30 vi aspettiamo numerosi per stringergli la mano, per dirgli semplicemente grazie per quello che ha fatto e che farà per questa nostra maglia.
I musei fanno parlare la storia, Andrea ha fatto ruggire la tigre dalla sua nascita ai giorni nostri e nessuno può dire di no al suo invito.
Il Museo, per chi non lo sapesse è sito allo stadio Speroni. Il miglior regalo per Andrea? Presentatevi con qualcosa di storico da donare al museo. Mogli escluse ovviamente!
Flavio Vergani

Sebastian Donzella parla di cambio societario in casa Reggiana con l'avvento di Vavassori. Sa anche per caso chi è arrivato in casa Pro Patria visto che due società non si possono avere e qui non è arrivata nessuna notizia a tale proposito?

Reggiana, dopo tre anni tornano ad affollarsi le tribune

22.10.2014 13:20 di Sebastian DONZELLA     
 
Il cambio societario ha regalato da subito grosse soddisfazioni ai tifosi della Reggiana. L'avvento di Vavassori in plancia di comando e del duo Ferrara-Armonia all'area tecnica ha riportato, in questa prima fase della Lega Pro unica, la Regìa al primo posto. Un primato seguìto con grande attenzione dai tifosi che, dopo tre anni, sono tornati a riempire gli spalti del "Città del Tricolore". Come riporta una curiosa statistica di TuttoReggianaWeb.com, la sfida dell'ultimo week-end contro L'Aquila ha regalato 4322 spettatori. Numeri che non si vedevano dal 2011, quando all'allora "Giglio" si presentò la Salernitana, in una partita vista da 4813 paganti. E sabato arriverà il Tuttocuoio, in un'inedita sfida al vertice. Chissà se il record verrà ritoccato verso l'alto.

Fonte: www.tuttolegapro.com

Dall'intervista rilasciata alla Gazzetta di Reggio da Vavassori si leggono due notizie: la prima che segue le gare della Pro Patria, evidentemente in streaming, la seconda che ha già fatto le sue consuete previsioni mettendole in busta chiusa. Ci piacerebbe sapere se c'è una busta anche per la Pro Patria con scritto "salvezza" oppure se il pronostico è  dedicato solo alla Reggiana. In questo caso sarebbe troppo semplice.

Vavassori consiglia alla Reggiana l'acquisto di Giannone.

REGGIO EMILIA. «Prima della partita avevo detto a Bruccini, da bordo campo, che avrebbe fatto gol. E lui mi ha accontentato».
Ha dunque doti di preveggenza?
«No, nulla di particolare, solo che qualche volta, anzi spesso, ci azzecco».
Sa anche come finirà la Reggiana questo campionato?
«In effetti ho già scritto le mie previsioni e le ho messo in una busta dopo averle mostrate a qualche amico. Vedremo se ci ho azzeccato».
Intervistare Pietro Vavassori è davvero un piacere. Puoi anche fare domande scomode che lui ti risponde con una battuta sorridente. Ti invita solo ad una limitazione «Per favore non chiedetemi dell'aspetto societario. Qui le cose stanno già al loro posto e non penso che per il momento ci sia bisogno di me. La squadra offre uno spettacolo gradevole, si muove bene, ha un pubblico caldissimo. Penso basti e avanzi».
Ma Lei non ha detto di voler lasciare la Pro Patria? Come mai è a Reggio?
«Perché i ragazzi di Busto Arsizio hanno giocato nel pomeriggio e io, in 45 minuti in treno, sono comodamente arrivato fino a qua dove ho trovato diversi amici. E poi si sa che a Reggio si vive ottimamente. Qui si mangia bene, ci sono donne graziose il chè non guasta, e c'è ampio spazio per la cultura. Cosa si può pretendere di più?».
Non batte ciglio mentre esprime questi giudizi e ti chiedi: ma scherza o dice sul serio?
«No, non ho motivo di raccontare storie. Alla mia età si dice sempre a verità».
Capito: inutile insistere sui dettagli esterni. Andiamo allora alla partita cui ha assistito in uno dei palchi insieme ad Alessandro Barilli e al dg Ferrara.
«Ho sofferto - racconta - e si capisce perché: tifavo per la Reggiana. L'Aquila è però un'ottima squadra e il gol che ci ha fatto nei primi minuti ha messo un po' in affanno tutti. La difesa ancora una volta, sebbene sia composta da molti giovani, si è però comportata bene: aver subito così pochi gol ne è una conferma. Qualcun altro invece potrebbe fare di più. Se c'è qualche lacuna da colmare mi pare sia là davanti. Sarebbe utile compiere un paio di innesti per rendere la squadra capace di pungere molto di più. Allora sì che ci sarebbe da divertirsi».
Ha qualche nome da suggerire?
«Uno lo conoscete bene: questa sera era in tribuna a guardare la partita».
Allude a Giannone?
«L'avete detto voi. E poi servirebbe anche qualcun altro disposto a venire qui. E penso ci sia».
E' vero che vuole cedere la Pro Patria?
«L'ho affermato e lo confermo. Comunque la Pro Patria si è battuto bene pareggiando».
Pensa che l'innesto di Alessi poteva avvenire prima?
«Alessi è un grande, o per meglio dire lo è stato. Ora è giusto far largo ai giovani. Il mister lo sa».
Tornerà presto a rivedere la Reggiana?
«Senza dubbio. Anche perché voglio verificare se il mio pronostico è azzeccato». (l.v.)

Monza, Criscitiello attacca Ulizio: "È una delusione e ha debiti con noi. Intervenga il sindaco sulle questioni societarie"

Mauro Ulizio
Lunga intervista rilasciata ai colleghi di Monza-News.it dal direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello. Il conduttore televisivo ha punzecchiato senza mezzi termini il direttore generale del Monza, Mauro Ulizio. Queste le affermazioni rilasciate al collega Simone Castelli:
"Ulizio è una delusione sotto il punto di vista umano più che professionale. Vi racconto questa: mi chiamò per presentare in piazza la squadra e mi chiese anche una presenza femminile di Sportitalia. Per simpatia e gentilezza accettamo di mandare a Monza Katia Nicotra con la troupe e facemmo la diretta. Sapete bene che per fare una diretta i costi sono alti. Pattuimmo che non ci avremmo guadagnato nulla, ma i costi vivi dovevano essere del Monza. Bene, dopo 3 mesi Sportitalia ancora non ha recuperato i suoi soldi e Ulizio non risponde alla nostra amministrazione e al sottoscritto via mail. Questione assurda e senza precedenti. Dovrebbe intervenire il Sindaco di Monza sulle sorti del club".

Caso-Pergocrema: Macalli prosciolto

 
Questa mattina presso il Tribunale di Firenze, Mario Macalli, presidente della Lega Pro è stato prosciolto dall'accusa di abuso d'ufficio in relazione ad un'inchiesta sul mancato versamento alla società Pergocrema dei diritti tv.
 Fonte: www.tuttolegapro.com

Mario Macalli, presidente della Lega Pro, è stato convocato per questa mattina alle ore 11 al Tribunale di Firenze in merito al procedimento nei suoi confronti per il caso Pergocrema . Gli ex dirigenti del club hanno denunciato Macalli per il fallimento della società, causato dalla sospensione di un bonifico di 256.488,80 euro destinato al Pergocrema e bloccato dallo stesso Macalli - senza motivo. Ma non solo: il presidente della Lega Pro è stato anche deferito per la violazione dell'art. 1 della Figc, in quanto sono stati registrati a suo nome quattro marchi riconducibili al club poi fallito e per aver poi ceduto il titolo dell'Us Pergolettese 1932 all'As Pizzighettone che ha poi di fatto partecipato alla Seconda Divisione nel 2012/2013. 
Fonte: tuttolegapro