Header



 Il dopo partita Pro Patria Sud Tirol prevede un importante appuntamento al Museum della Pro Patria che inaugurerà una area tematica dedicata agli allenatori più longevi sulla panchina della Pro Patria.

Sul podio non poteva mancare Mister Javorcic, ospite d'onore alla cerimonia di taglio del nastro.

Sarà presente anche Fiorenzo Magni, nipote di Piero Magni, che, oltre ad essere stato l'unico giocatore al mondo ad aver ricoperto tutti i ruoli del calcio, indossando le maglie dall'uno all'undici, è stato anche recordman della panchina tigrotta.

L'appuntamento sarà aperto ai tifosi, con preghiera di rispetto delle norme anti Covid.

Flavio Vergani


 




CLICCA QUI PER LEGGERE IL TIGROTTINO

 

"Leoni da tastiera o tigri da stadio", questo il claim scelto dalla società per il lancio della campagna abbonamenti 2021/2022, che ha l'obiettivo di ripopolare uno spolpato stadio "Carlo Speroni, ai minimi storici come presenze.

Previsti sconti per i ragazzi dai 10 ai 20 anni e gratuità per quelli da 0 a 9 anni che entreranno allo stadio gratis, senza necessità di sottoscrivere l'abbonamento e quindi la supporter card.

Abbonamenti validi dalla gara con la Pro Vercelli alla penultima di campionato con il Mantova.

Dove abbonarsi?

Ai botteghini dello stadio Martedi 19 Ottobre, Giovedi 21 Ottobre e Venerdì 22 Ottobre, dalle 17 alle 19.

Oppure, al Tabaccaio di Corso Semipone 16, a Olgiate Olona (Buon Gesù) o Bar Savoia di via 22 Marzo a Busto Arsizio.

L'abbonamento verrà caricato su "Supporter Card" che non ha più scadenza di 5 anni. Senza questa tessera NON verrà rilasciato l'abbonamento.

Valgono le supporter card di altre squadre, quindi è possibile caricare sulla supporter card di una squadra di serie A l'abbonamento della Pro Patria.

I prezzi : 

TRIBUNA TOP SPONSOR: 500. euro   

TRIBUNA CENTRALE: 350  euro  Over 65 : 300 euro

TRIBUNA LATERALE: 200 euro   Over 65: 180 euro

DISTINTI COPERTI: 140 euro        Over 65 : 120 euro    RIDOTTO RAGAZZI 100 euro  

POPOLARI SCOPERTI: 90 euro     Over 65 : 70 euro     

Flavio Vergani


 


Era arrivato da sconosciuto, se ne è andato da “figlio della Pro Patria”, come lui stesso ama definirsi.

Mister Javorcic fa parte di quelle figure che magicamente sanno penetrare il cuore dei tifosi, fissandosi per sempre nei loro ricordi.

Persone che perdono la loro anima di giocatori o allenatori, per trasformarsi in benchmark di riferimento, non solo nel presente.

Riferimenti che dividono le epoche in prima e dopo di loro, in quanto capaci di incidere con assoluta energia sulla realtà, tanto da costituirne un termine di paragone che regge al passare del tempo.

I risultati positivi facilitano il processo, ma non bastano per alimentarlo.

Mister Javorcic ha saputo suonare tutte le note intonate per comporre un suo personalissimo inno dedicato ai colori, ai giocatori, ai tifosi, che da lui hanno ricevuto tanti fatti concreti, ma anche tante parole armonizzate con la partitura di riferimento, che le gente biancoblù da sempre apprezza e ama ascoltare.

Mister Javorcic spesso ha parlato con il silenzio, ha dribblato abilmente i crepacci del passato, ha evitato le insidie dei primi tempi, quando il suo nome sembrava troppo difficile per essere ricordato da un popolo che da sempre guarda storto tutto quello che non conosce.

Ha saputo mantenere le distanze perfette da tutti, riuscendo nell’impresa di esserci anche quando non c’era, di parlare anche quando stava in silenzio, di essere amico di nessuno nella realtà, ma di tutti nell’immaginario.

Se ne è andato molto dopo di quanto ci si aspettasse, molto prima di quanto si desiderasse, lasciando la sua firma sul quadro più bello del recente presente della Pro Patria, con quel quinto posto ottenuto nel vuoto della cattedrale del calcio bustocco. Un destino baro per i tifosi che, da sempre abituati a presenziare a ricorrenti funerali, si sono visti privare dell’unico matrimonio con la vittoria.

Il giorno dopo ha restituito un quadro ancor più bello, quando anche gli scettici inconsolabili hanno compreso la sua capacità di far apparire come pregi i difetti.

Da buon scacchista qual è, ha compreso che spesso giocando con i neri serve difendersi, prima di attaccare.

Ora, che gioca con i bianchi, ha il compito di dare scacco macco agli avversari e a chi lo sopportava per i risultati, ma non per il gioco. Sembra ci stia riuscendo.

L’era Javorcic ha scritto una importante pagina della storia biancoblù, permessa anche, ma non solo, dalla lucida strategia societaria.

Di suo ci ha messo la silenziosa leadership, seppur, qualche spiffero dica che poi così silenziosa non era.

Il comandante non era certo un uomo senza una dura scorza, come un leader deve essere, ha il merito di è aver sempre saputo lavare i panni sporchi in casa e di essere rispettoso di una storia centenaria e della sua gente con educato rispetto e con vicina distanza.

Torna a Busto pe ricevere un applauso arretrato, quello che i tifosi non hanno potuto regalargli per colpa di un virus beffardo che , idealmente, ha voluto anticiparne la partenza da Busto.

Torna come figlio della Pro Patria, un privilegio che viene concesso dai tifosi ai pochi che se lo sanno meritare.

Presenterà al check -in la stessa carta di identità mostrata al check -out: la miglior difesa d’Italia con un solo gol subito.

Un valore che mai come oggi assume la sua importanza e fa capire che a volte il piuttosto è meglio del niente.

Torna il condottiero e rivedendolo automatico sarà il flash back dei tanti momenti belli vissuti insieme.

Se qualcuno li avesse dimenticati, legga il nuovo Tigrottino per riviverli tutti.

Sarà difficile per lui passare davanti a quella panchina, senza sedersi.

Guadandola rivedrà un po’ del suo tempo migliore e quando sentirà l’applauso della sua gente dovrà violentare la sua scorza dura di guerriero indomabile e lanciare per una volta il pressing verso i suoi sentimenti più profondi, affinchè non gli diano scacco macco, subendo il gol da parte delle lacrime.

Domenica, il figlio della Pro Patria torna a casa, non importa con quale maglia, quel che conta è che quella maglia l'abbia saputa indossare, rispettare e ricordare.

Questo è quello che si chiede ai figli della Pro Patria e lui lo è.

Sembra facile, ma è più difficile del previsto.

Grazie Mister.

Flavio Vergani

 

Quali sentimenti saranno importanti e domineranno lo stato d'animo di Javorcic in occasione dell'incontro tra il suo ieri ed il suo oggi ?

L'amore per la squadra che ha plasmato o la ragione di stato di essere comunque al di sopra del cuore e legato alla esigenza del presente, figlio della necessità contingente del freddo risultato ?

Emozione e razionalità conoscendo il personaggio, saranno in forte conflitto nella sua mente e in ogni caso, sarà doveroso il rispetto dell'uomo e la riconoscenza per tutto quello che ci ha dato nel recente passato in termini di professionalità e dedizione alla causa biancoblu'.

Auspico quindi che in questa occasione nella testa dei nostri ragazzi scatti quel senso di orgoglio nei confronti del tecnico che ha costituito una guida costante per oltre tre anni e quindi sia uno stimolo importante per dare alla prestazione in campo un maggior spessore in termini di attenzione e capacità di soffrire, contro una squadra che da analisi obiettiva risulta essere, almeno sulla carta, più attrezzata tecnicamente della nostra.

Non è quindi il momento di fare processi preventivi a nessuno (giocatori-allenatore-dirigenza) ma è importante invece essere veramente vicini alla nostra squadra garantendo una maggiore e costante presenza sugli spalti che deve essere fisicamente costante e numericamente più cospicua di quella avuta fino ad oggi.

Purtroppo spesso la mancanza di attenzione e partecipazione è figlia del mancato entusiasmo derivante dai modesti risultati recenti ma proprio l'incontro di domenica 17 p.v. potrebbe essere la motivazione per uno scatto di ripartenza ed una inversione di tendenza rispetto al trend di percorso tenuto fin ad oggi.

Quindi per i tifosi valga ancora di più  CUORE e solamente CUORE!!!

                                                                                                  FORZA PRO PATRIA fino alla fine 

Sandro Lupidi

 



Cosa c'entra l'Arezzo con la Pro Patria?

C'entra, eccome se c'entra.

Lo dobbiamo all'amico Massimo, conosciuto nell'ultimo match casalingo dei tigrotti, prima che si scatenasse il Covid, il quale non manca occasione per inviarci il suo "in bocca al lupo", prima di ogni partita della Pro Patria.

Inoltre, Massimo ci ha regalato una artigianale raccolta dei risultati della Pro Patria dello scorso anno, vergata a mano. Un lavoro di grande pazienza e di eccellente qualità con cui ha dimostrato tutta la sua vicinanza alla Pro Patria.

Massimo, è un po' l'Andrea Macchi dell'Arezzo, non si perde una trasferta da sempre e ha il sangue amaranto.

Lo scorso anno ha vissuto un anno di passione, culminato con la retrocessione dell'Arezzo in serie D.

Un stagione di pura sofferenza per lui, per l' ex tigrotto Sala e per il neo tigrotto Piu.

Da lì è partita la riscossa e oggi l'Arezzo viaggia alla grande in serie D, capolista e con un pubblico da invidiare.

Ben 1500 spettatori paganti nell'ultima gara casalinga e ben 350 trasfertisti ieri in quel di Rieti ( foto), dove l'Arezzo si è imposto per 3 a 1.

Complimenti a squadra, pubblico e, ovviamente, a Massimo.

Flavio Vergani



 Meglio i risultati che le prestazioni, questa la sintesi delle ultime due partite della Pro Patria, che porta a casa quattro punti in due partite con dirette concorrenti nella lotta per la salvezza, pur non giocando partite indimenticabili sotto il punto di vista della qualità del gioco.

Meglio così e non il contrario, chiunque avrebbe firmato per quattro punti in due partite, anche se la fatica servita per arrivare all’obiettivo è stata tanta, forse troppa, lasciando aperta la domanda relativa a come sarebbe finita di fronte ad avversari più strutturati.

La partita di Sesto è stata pesantemente condizionata dall’assenza di attaccanti in casa bustocca, ma forse si poteva osare di più, anche solo in termini di coraggio. Lo stesso coraggio mostrato da mister Prina nella gara di Lecco, quando si è messo mano al turnover in ruoli molto delicati, pagandone dazio.

Questa volta ne sarebbe servito molto meno.

L’utilizzo di Giardino, unica punta sana rimasta a disposizione, poteva essere un’alternativa qualificata rispetto all’ adattamento di Ghioldi al ruolo, scelta risultata per nulla incisiva, mentre lo è stato l’ingresso in campo di Giardino. Sarebbe cambiato qualcosa? Chi lo sa, forse no, ma a livello teorico meglio una punta di ruolo, che un adattamento che, alla fine si è rivelato dal tutto ininfluente.

Come detto alla vigilia da mister Prina, i numerosi cambi a disposizione, permettono di gestire due partite in una.

Concetto del tutto centrato dal tecnico biellese, ma, forse, per la Pro Patria le partite sono tre in una, vista la diversità di comportamento tra il primo e il secondo tempo, costante che la perseguita da inizio campionato, senza trovare una soluzione vincente. Ieri, qualche tifoso invocava la partecipazione ad un campionato dove le partite durano 45 minuti, dove la Pro Patria sarebbe ben più competitiva.

Tornando al concetto delle due partite in una, vista la Pro Sesto del primo tempo, si poteva osare di più, senza correre il rischio di bruciare il giovane, tra l’altro, già autore di prove convincenti in precampionato.

Se il futuro è dei giovani, regaliamogli il presente quando c’è l’occasione e ieri c’era.

Rimane il fatto che, ad occhio, Virtus Verona e Pro Sesto potrebbero essere due candidate ad arrivare dietro ai tigrotti. Questa è la “good news” di giornata. Ora, cercasi altre tre squadre che possano completare l’opera.

Sul fronte tifosi, la bella notizia è aver rivisto gli Ultrà allo stadio, questo potrà dare una mano ai tigrotti nel ritrovare “l’effetto casa”, fin dalla prossima gara di domenica prossima con il Sud Tirol degli ex Zaro, Casiraghi e mister Javorcic.

Ultrà che, oltre al calore, garantiranno una numerica di presenze meno deprimenti rispetto al passato.

C’è disamoramento verso i tigrotti, questo è il dato di fatto e lo sottolinea ancora una volta Giovanni Pellegatta, presidente del Pro Patria Club, che, preoccupato e amareggiato, commenta:” In 40 anni di stadio non ho mai visto così poche persone allo stadio, nemmeno in Eccellenza. Oggi, come sempre, ho chiesto se qualcuno volesse unirsi a me per vedere la partita in televisione, dopo che il tentativo di organizzare un pullman è miseramente naufragato per adesioni vicine al sottozero. Ebbene, eravamo in quattro. La Pro Patria non interessa più nemmeno in televisione. Spero che la società proponga idee per far tornare le persone allo stadio, altrimenti saremo sempre meno e senza futuro. Visti i risultati credo sia importante agire in questa direzione, la squadra ha bisogno del pubblico, ma con queste condizioni, difficile pensare ad una risposta numerosa.

Un tema che ripropone, per prima cosa, la necessità di tornare alla normalità dopo il brutto periodo di Covid. Normalità che fa rima con abbonamenti scontati per i tifosi, iniziative di marketing dedicate per lo scouting di nuovi spettatori, coinvolgimento della città, dei giovani e delle scuole.

Progetti in parte già attivi per i giovanissimi, adesso mancano i giovani, quelli un po' meno giovani e magari le donne. Insomma, tutti, tranne i pensionati, al momento unici premiati in termini di discount ticket e questo lascerebbe spazio ad una riflessione strategica non di poco conto.


Flavio Vergani

 La partita di domenica prossima Pro Patria Sud Tirol prevista per le ore 17,30, si giocherà alle 14, 30.


 Finisce in parità il derby delle "Pro", un punto per ciascuno che non serve a nessuno, visto che le due formazioni rimangono impantanate nei bassifondi della classifica.

Pro Patria senza punte per necessità, vista la squalifica di Banfi e gli infortuni di Parker e Castelli, Pro Sesto per scelta, visto che il 5-4-1 scelto da mister Banchieri prevede il solo Capogna come terminale d'attacco.

Niente di nuovo su questi schermi, tigrotti pericolosi nel primo tempo con uno scatenato Pierozzi che non entra il goal in due occasioni favorevoli e solita ripresa con il freno a mano tirato con iniziativa lasciata agli avversari.

Una costante che non sembra avere fine e che piomba la Pro Patria a prestazioni sempre identiche l'una con l'altra e senza percepibili miglioramenti.

Oggi, il gol nella ripresa è arrivato dall'unico pericolo offensivo in campo, ossia da Capogna, lasciato libero da Saporetti in uno stacco aereo bello da vedere, ma tremendamente favorito da una marcatura non impeccabile.

Se non fosse arrivato il pareggio, sarebbe stata una Pro Patria in versione "acqua di Lourdes", in grado di resuscitare chi, come la Pro Sesto, non vince sul suo terreno di gioco dal 29 Novembre 2020, ossia da quasi un anno.

Per fortuna, Saporetti si riscattava mettendo in porta, a pochissimo dal termine, una punizione calciata da Bertoni, ristabilendo la parità.

Lasciamo perdere il discorso del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto relativo alla partita e concentriamoci sul rendimento esterno dei tigrotti che viene aggiornato a due sconfitte e due pareggi.

Mister Prina continua ad affermare che non è questo il tempo per i bilanci, certamente non lo è per quelli finali, ma i parziali, che spesso determinano i definitivi, sono molto preoccupanti. Invidiamo l'ottimismo del Mister, che lui chiama realismo, ma la realtà dice che questa Pro Patria è fragile dietro e sterile davanti, un trend ormai consolidatosi.

Non riuscire a vincere con questa Pro Sesto, anzi, rischiare di perdere, lascia aperti molti punti interrogativi su dove i tigrotti potranno fare legna lontani dallo "Speroni".

Domenica prossima arriverà il Sud Tirol di mister Javorcic, una partita delicatissima e piena di insidie.

Flavio Vergani 

PRO SESTO 1913 – AURORA PRO PATRIA 1919      1 – 1     (0 – 0)

Marcatori: 27′ s.t. Capogna (PRS); 45′ s.t. Saporetti (PPA)

 

PRO SESTO 1913 (4-4-1-1): 1 Del Frate; 3 Maldini, 5 Pecorini, 19 Caverzasi, 6 Della Giovanna (22′ p.t. 2 Mazzarani); 24 Gianelli (16′ s.t. 32 Ghezzi), 14 Brentan (29′ s.t. 7 Capelli), 4 Gattoni (16′ s.t. 8 Gualdi), 10 Scapuzzi; 26 Cerretelli (1′ s.t. 29 Marchesi); 20 Capogna.

A disposizione: 12 Bagheria, 9 Buongiorno, 11 Grandi, 13 Marzupio, 16 Lucarelli, 17 Motta, 23 Giubilato. All. Banchieri.

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Caprile; 5 Molinari, 13 Boffelli, 4 Saporetti; 11 Pierozzi, 16 Fietta (29′ s.t. 24 Giardino), 14 Bertoni, 10 Nicco, 15 Pizzul; 23 Ghioldi (8′ s.t. 17 Vezzoni), 7 Stanzani (22′ s.t. 27 Piu).

A disposizione: 12 Mangano, 22 Bergamo, 3 Galli, 6 Sportelli, 8 Brignoli, 21 Colombo, 25 Ferri, 26 Zeroli. All. Prina.

 

ARBITRO: Andrea Bordin di Bassano del Grappa (Roberto D’Ascanio della Sezione di Roma 2 e Francesco Arena della Sezione di Roma 1. Quarto Ufficiale Fabrizio Ramondino della Sezione di Palermo).

 

Angoli: 5 – 6. 

Recupero: 4′ p.t. – 5′ s.t.

Ammoniti: Gianelli, Mazzarani, Banchieri (PRS); Saporetti, Fietta, Pizzul, Bertoni (PPA).

Note: Giornata mite e serena. Terreno di gioco in buone condizioni. 

 Domenica, alle 14,30, la Pro Patria farà visita al fanalino di coda Pro Sesto di Mister Bancheri, ex allenatore del settore giovanile tigrotto.

In cabina di regia, l'ex tigrotto Jacopo Colombo, che ha costruito una squadra al momento non irresistibile.

Per i sestesi due punti in sette partite, frutto di due pareggi e cinque sconfitte.

In casa un solo punto ottenuto su tre partite giocate.

Attacco anemico con tre reti all'attivo, difesa colabrodo con 10 reti subite e quindi migliore di quella tigrotta che ne ha incassata una in più. Mal comune, mezzo gaudio.

Tra i sestesi ecco il classe 1988 Riccardo Capogna, alla Pro Patria nel 2012 con tre presenze.

A disposizione di mister Bancheri, anche Christian Maldini, classe 1996, figlio di Paolo che ha fatto la storia del Milan.

Tigrotti senza unghie per l'assenza dei punteros Castelli, per lui frattura dello zigomo, Parker con una costa incrinata, Banfi squalificato, dovranno trovare soluzione alternative per affiancare a Stanzani un compagno di reparto. In pole position il giovane Giardino, classe 2003 che bene si è comportato nelle amichevoli di inizio anno, anche se il campionato è un'altra cosa.

Possibili adattamento di altri giocatori al ruolo o cambio di modulo.

Una partita di vitale importanza per entrambe le squadre alle prese con le sabbie mobili della bassa classifica. Una sconfitta vorrebbe dire crisi per entrambe.

I bookmakers di Snai puntano sulla vittoria dei locali, quotata a 2,5 , il pareggio a 2,9 e la vittoria della Pro Patria a 3

Il no goal a 1,65 e te credo con queste difese.

Flavio Vergani 

 La Pro Patria allarga la sua rete di osservatori con l'ingresso nel team scouting di Andrea Braghini, che si affianca a Enrico Ferrero e Alberto Lazzarini.

Un potenziamento strategico di un area vitale per una società che ha sposato un progetto di autosostenibilità nel tempo.

Benvenuto ad Andrea.

Flavio Vergani

 












 Nuovo sponsor di maglia per la Pro Patria che chiude l'accordo di sponsorizzazione con Saint Jane Hotel & Suites, una catena alberghiera che conta 17 tra hotel e resort su tutte il territorio nazionale.

Da 70 anni Saint Jane offre vacanze top quality in pieno relax.

Il marchio dell'hotel verrà ospitato sulla manica sinistra della maglia biancoblu.

Insomma, dal nome avrete capito che non si tratta proprio di un marchio bustocco, per quelli c'è libera tutta la parte bianca superiore della maglia, creato per lo scopo, ma che, al momento, è ancora bianca.

Fatevi sotto bustocchi e non tutti insieme per non fare coda.

Flavio Vergani



 Castelli, dopo lo scontro con il difensore della Virtus Verona, ha riportato la frattura dello zigomo, della parete laterale dell'orbita e dell'osso nasale. Non sarà necessaria l'operazione chirurgica.

Intanto, Banfi, per il "gioco violento" verso un avversario e la conseguente espulsione ha avuto due giornate di squalifica.

In pratica, Busellato del Padova colpisce con una gomitata Stanzani e non succede nulla, Castelli esce con le ossa rotte dal contatto con il difensore della Virtus Verona e non succede nulla, Banfi colpisce un avversario e prende due giornate di squalifica. Tutto regolare? 

Flavio Vergani

 Bad news dall'infermeria tigrotta che si affolla con l'entrata di Castelli. Per lui, possibile frattura dello zigomo che lo terrebbe lontano dal match salvezza con la Pro Sesto di domenica prossima.

Parker ha una costa incrinata, Banfi sarà squalificato e Piu ha problemi fisici, per cui, mister Prina dovrà inventarsi l'attacco biancoblu, che vede arrruolabile il solo Giardino, un classe 2003 di ottime potenzialità, ma decisamente acerbo per un match di tale portata.

Infermeria già affollata dal lungodegente Lombardoni, per lui il rientro potrebbe avvenire nel 2022 e Brignoli, giocatore che negli ultimi anni ha passato più tempo in infermeria che in campo e questo fatto meriterebbe una valutazione approfondita.

Non certamente un periodo fortunato per i tigrotti che stanno cercando di uscire dalle paludi della zona retrocessione con fatica superiore alle aspettative. La partita di domenica scorsa ha lasciato perplessi per mancanza di miglioramento rispetto al recente passato. Preoccupano i secondi tempi della Pro Patria, vissuti sempre in trincea, senza sapere proporre trame di gioco o ripartenze convincenti, tanto da dare coraggio all'avversario. 

E, qui, parlano i numeri : 8 reti su 11 subite nel secondo tempo con più della metà (6), incassate negli ultimi 15 minuti, a fronte di 4 reti su 5 realizzate nei primi 45 minuti. 

Trend che apre la domanda sullo stato fisico dei tigrotti che appaiono in riserva con spia rossa sempre accesa nel secondo periodo di gioco.

Flavio Vergani

 

 Il Pro Patria Clubs organizza un torneo di freccette aperto a tutti. Il costo dell'iscrizione è di 5 euro.

Per iscrizioni, recarsi in sede il martedi o il venerdi.

Direttivo Pro Patria Clubs

 

Galli e Pizzul felici dopo la vittoria

E' finita e la vittoria in tasca

Colombo non delude mai

Rosso a Banfi

Nicco, cuore tigrotto

Saracinesca Caprile

Pierozzi, un balzo in classifica

La musica è sempre quella

Molinari, il gol è anche suo


Metronomo Bertoni


Nicco, cartellino cercato

Stanzani, tanti pali, pochi gol

Welcome


 Sarebbe ingiusto e soprattutto non corretto scaricare sul nuovo Mister tutte le responsabilità del momento negativo della nostra Pro Patria legato a risultati sul campo che ovviamente oggi non rendono sereno il futuro.

Occorre tuttavia fare anche un'analisi del materiale umano al momento a disposizione, figlio di cessioni ed infortuni di elementi, che hanno costituito nell'ultimo campionato l'asse portante della squadra che ci ha stupito anche a stadi vuoti.

Greco, Gatti, Lombardoni, Kolaj, Latte Lath sono stati assolutamente determinanti per garantire solidità del pacchetto arretrati e fantasia e concretezza in fase offensiva e pertanto i nuovi innesti (a parte Caprile e Stanzani)non hanno fornitor il contributo immediato che ci eravamo attesi,

In ogni caso, è proprio questo il momento di essere presenti e partecipanti per dare fiducia ad un gruppo che a mio avviso non deve essere processato in modo assoluto dopo solo sei sette giornate di campionato ma giudicato dopo altre prove che possano consolidare gli automatismi e le condizioni fisiche di alcuni interpreti.

Sandro Lupidi

Foto inviata da un tifoso in coda per 45 minuti per un biglietto

Ha provocato delusione e sconcerto la marcia indietro della società a riguardo l'emissione dei miniabbonamenti, comunicata per qualche istante sul sito ufficiale e poi precipitosamente rimossa.

Ormai tutte le società stanno offrendo abbonamenti ai propri supporters e non si capisce il motivo per cui a Busto questo non accada. La società, per bocca dell'addetto stampa Nicolò Ramella ha fatto sapere che "trattasi di una decisione della Presidente", senza precisare il motivo dell'improvvisa retromarcia.

Parrebbe, secondo rumors raccolti da consiglieri del club che il motivo sarebbe legato alla necessità di sostituire il sistema di emissione biglietti, non in grado di emettere mini abbonamenti.  

Il punto è stato trattato nell'ultimo consiglio del Pro Patria Clubs che all'unanimità ritiene necessario l'emissione di abbonamenti per il girone di ritorno e di mini abbonamenti per quello di andata.

Un modo per evitare la perdita di tifosi e "l'effetto casa", importantissimo per una squadra che deve salvarsi.

Invitare i ragazzi giovani è un ottimo modo per pensare al futuro, ma non ci si defocalizzi sul presente che vede uno stadio sempre più vuoto, con partite giocate nel silenzio spettrale di una cattedrale gotica.

Sul punto, il Presidente Giovanni Pellegatta, ha sintetizzato il pensiero del club:" Ormai allo stadio viene sempre meno gente, anche per le prestazioni della squadra, è un autogol non fidelizzare i tifosi con abbonamenti, come fanno tutte le altre squadre. Già non è semplice acquistare il biglietto per i botteghini chiusi il giorno della partita, se poi si pretende di avere persone allo stadio senza fare nulla per incentivarle, allora poi non si reclami per le poche presenze. E' la società che deve ingaggiarli con opportune azioni, per cui gli abbonamenti sono indispensabili.

Tra l'altro, venerdì scorso, a causa di un guasto al sistema, l'attesa per avere un biglietto è stata di 45 minuti. Qualche tifoso si era presentato con in mano la tabella dei miniabbonamenti, ma è stato rimbalzato, dicendogli che gli stessi non erano previsti, nonostante fossero stati comunicati.

Qualcuno di loro stizzito, ha deciso di non acquistare il biglietto per vendicarsi di tale promessa non mantenuta. Insomma, altri in meno, ai già pochi presenti e questo è gravissimo.

Il Pro Patria Clubs nella sua unanimità chiede alla Presidente Patrizia Testa, l'emissione degli abbonamenti, per evitare ulteriore perdita di tifosi e quale segno di vicinanza a chi segue i tigrotti, nonostante le difficoltà del momento, sottoponendosi a veri e propri tour de force per soddisfare le mille richieste organizzative, senza ricevere in cambio identica attenzione.

Direttivo Pro Patria Clubs.

 

Lo speaker Andrea Scalvi

Anche ieri, per l'ennesima volta, l'impianto audio dello stadio "Speroni" ha avuto problemi.

Ormai è da sempre che nel settore "distinti" non si sente nulla, mentre nel settore tribuna a volte si sente, a volte no, a volte troppo forte (la musica) o troppo piano ( la voce).

Inutile a fine partita prendersela con lo speaker Andrea Scalvi, che svolge il suo compito al meglio, con diligenza e competenza, ma con chi da sempre non è in grado di dotare lo stadio di un audio ottimale.

Ora, non sappiamo di chi sia la competenza, qualcuno dice che la società interpellata sul punto abbia risposto che non è competenza della Pro Patria, ma rimane il fatto che la stessa è organizzatrice dell'evento, gli spettatori pagano per questo evento e sarebbe il caso di fornire loro i servizi previsti.

Se la competenza è di terzi, si contattino i terzi in modo che possano intervenire in maniera definitiva.

Per ora, per favore, evitiamo di prendersela con lo speaker, lui, più che accendere il microfono e parlarci dentro non può fare, oppure avete delle idee alternative?

Flavio Vergani 


 Castelli, colpito ad una tempia da una gomitata avversaria, è ricoverato in ospedale in osservazione.

Il bollettino medico parla di trauma cranico da monitorare, anche se il ragazzo è cosciente e mostra buone condizioni generali.

A lui, i migliori auguri di pronta guarigione.

Flavio Vergani

 CAPRILE: S.V

La Virtus ha nomi in attacco come Arma e Marchi che una volta facevano paura. Una volta, non adesso

MOLINARI: 6,5

Il gol di Pierozzi ha molto di suo

BOFFELLI: 6

Qualche pasticcio rimediato con l'esperienza e per la pochezza degli avanti avversari.

SAPORETTI: 6,5

Prestazione di spessore, ma non era oggi l'esame di stato

PIZZUL: 6+

Un ragazzo tutto impegno e sostanza che non tira mai indietro la gamba. Un esempio da imitare per qualche suo pari età, o quasi, che da settimane non vince un contrasto e neppure tenta di farlo.

BERTONI: 6

Più rapido nel pensare che nell'eseguire.

NICCO : 5

Dovrebbe dare l'esempio, vista la sua esperienza, si fa ammonire dopo essere stato graziato per un fallo da giallo, prendendolo per proteste. La sensazione è che manchi di concentrazione, fame e grinta. 

PIEROZZI: 7,5

Nel primo tempo gioca praticamente solo lui, segna il gol ed esce tra gli applausi del pubblico.

FIETTA: 6,5

Cosa si pretende da questo over chiamato a giocare sempre e comunque nel suo ruolo e spesso anche no?

BANFI: 5

Avulso dal gioco, si spende in fase difensiva, ma di lavoro dovrebbe fare l'attaccante, si fa espellere. la serie C è un'altra cosa rispetto alla serie D dove spopolava.

STANZANI: 6

Meno brillante del solito, non litiga con la traversa come con Padova e Lecco, ma nemmeno ci tenta. D'altra parte ha il peso dell'attacco tutto sulle sue spalle, cosa può fare di più?

MISTER PRINA.: 6

Centra l'obiettivo del risultato, ma il resto è ancora working in progress.



 La Pro Patria vince per uno a zero con la Virtus Verona, grazie al goal di Pierozzi.

Causa ed effetto coincidono, serviva vincere e si è vinto e il fatto che lo si sia fatto anche in inferiorità numerica per l'espulsione di Banfi, è un merito che va messo a tabellino.

Il commento potrebbe fermarsi qui, sperando che nessun lettore chieda come si è vinto, perchè subentrerebbe dell'imbarazzo nello spiegarlo.

Un tiro in porta in 97 minuti e un goal e il resto del tempo passato a far di tutto , tranne che cecare di imbastire una fase di palleggio, un'azione di gioco organizzata, un'idea di geometria applicata.

Le assenze erano molte, soprattutto in attacco e a queste si è aggiunta l'uscita dal campo di Castelli colpito duro ad una tempia ( il ragazzo è ricoverato in ospedale in osservazione), ma davvero non ci si aspettava una Pro Patria così dimessa e rinunciataria al cospetto di una Virtus Verona che di virtù ha solo quella  implicita nel nome, visto il suo curriculum in campionato che parla di zero vittorie e un punto su quattro partite in trasferta.

Mister Prina alla vigilia della gara ha dichiarato di non essere ne un masochista e nemmeno un ottimista, ma un realista, Lo vogliamo essere anche noi e la realtà parla di una squadra che anche oggi non ha mostrato margini di miglioramento nel gioco, una difesa sempre e troppo preoccupata,  un centrocampo lento e compassato e un attacco completamente inesistente.

Va bene parlare di assenze in attacco, per cui sospendiamo il verdetto, ma le assenze difensive sono dovute alle strategie di calciomercato e preoccupa vedere Lombardoni in tribuna ancora claudicante e con dolori ancora presenti, che ne allontanano la speranza di vederlo in campo a breve.

Uno spettacolo deprimente per i 400 spettatori ( un centinaio nei distinti centrali, comprese le "Cuffie Colorate", special guest di giornata), che senza dubbio si sono pentiti dei soldi spesi per una partita si vincente, ma avara di emozioni.

Non si chiede di soddisfare i palati fini degli esteti del calcio, ma, almeno di avere una parvenza di gioco e non l'impressione di una costante improvvisazione e di un continuo disordine organizzato.

Due passi indietro rispetto alla gara con il Padova, un passo indietro rispetto a quella di Lecco e tre passi in avanti in classifica. Questo è il lato positivo di un pomeriggio grigio sotto tutti i punti di vista.

Flavio Vergani

AURORA PRO PATRIA 1919 – VIRTUSVECOMP VERONA    1 – 0   (1 – 0)

Marcatori: 45′ p.t. Pierozzi (PPA).

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Caprile; 5 Molinari, 13 Boffelli, 4 Saporetti; 11 Pierozzi (36′ s.t. 17 Vezzoni), 16 Fietta, 14 Bertoni (36′ s.t. 21 Colombo), 10 Nicco (23′ s.t. 3 Galli), 15 Pizzul; 7 Stanzani (23′ s.t. 23 Ghioldi), 30 Castelli (6′ p.t. 18 Banfi).

A disposizione: 12 Mangano, 2 Vaghi, 6 Sportelli, 24 Giardino, 26 Zeroli. All. Prina.

 

VIRTUSVECOMP VERONA (3-4-2-1): 22 Sibi; 4 Cella, 6 Daffara, 23 Pellacani; 14 Amadio (16′ s.t. 24 Metlika), 18 Tronchin (25′ s.t. 8 De Rigo), 17 Lonardi, 99 Zarpelloni (1 s.t. 9 Arma), 25 Zugaro (1′ s.t. 3 Mazzolo); 10 Danti, 11 Pittarello (13′ s.t. 32 Marchi).

A disposizione: 1 Giacomel, 12 Bragantini, 5 Munaretti, 7 Danieli, 19 Carlevaris, 28 Silvestri, 30 Acampora. All. Fresco.

 

ARBITRO: Domenico Leone di Barletta (Francesco Piccichè della Sezione di Trapani e Andrea Maria Masciale della Sezione di Molfetta. Quarto Ufficiale Jules Roland Andeng Tona Mbei della Sezione di Cuneo).

 

Angoli: 4 – 0. 

Recupero: 3′ p.t. – 4′ s.t.

Ammoniti: Nicco, Stanzani, Caprile, Galli (PPA);

Espulsi: Banfi (PPA) al 37′ s.t. per gioco falloso su Danti.

Note: Giornata fresca e nuvolosa. Terreno di gioco in ottime condizioni. 




Il direttivo del Pro Patria Club è vicino a Orazio Tallarida, consigliere comunale e da sempre tifoso della Pro Patria per la tragica scomparsa del figlio Cristian.

A Orazio e ai famigliari le più sentite condoglianze da parte del Presidente Giovanni Pellegatta, dai consiglieri e da tutti i soci del club.

Direttivo Pro Patria Clubs

 

CLICCA E LEGGI IL TIGROTTINO


L’anno scorso…l’anno scorso... l'anno scorso, questo è il ritornello che spesso ripetono i tifosi della Pro Patria per analizzare il presente e confrontarlo con il passato, ma il “benchmark” è completamente sbagliato.

Impossibile il paragone con due realtà diverse, composte da attori diversi e con prospettive diverse.

Esercizio inutile e fuorviante che rischia di generare aspettative impossibili da realizzare con conseguenti ricadute sul momento già non troppo positivo di suo.

Cosa è cambiato rispetto all’anno scorso che non permette di rendere sostenibile il paragone con il presente?

Vediamo punto per punto.

PORTIERI

E’cambiato poco, perso Greco, che tutti pronosticavano in serie B, oppure in una squadra di serie C alta e invece fa il secondo a Marcone in quel di Potenza, è arrivato Caprile che garantisce identico rendimento. Il secondo è sempre Mangano. Può piacere o no, ma la società su di lui ha puntato, garantendogli contratti pluriennali, è un classe 1999, logico che qualche occasione gli venga garantita e il turn over lo comprende quest’anno come lo comprendeva lo scorso anno.

 

DIFESA

Perso Gatti, volato in serie B e perso Lombardoni per infortunio, si è scelto di aspettare il secondo, seppur i tempi di recupero potrebbero allungarsi fino a fine anno, mentre il nuovo Sportelli non sembra poter essere paragonabile a Gatti. Fiducia a Molinari e questo fa parte del copione, ma l’impiego di Fietta o  Colombo possono essere chiamati in vari modi, a voi la scelta: adattamento, scommessa, rischio, azzardo.

 

CENTROCAMPO:

Batteria di centrocampisti confermata in blocco per quanto riguarda il nucleo centrale con il plus del ritorno di Ghioldi. Da capire il motivo per il quale lo stesso non sia più una “Prina scelta”, vista la gerarchia che sembra composta da Galli, poi Ferri e poi Ghioldi. Probabile che lo stesso sia visto non come alternativa di questi due. Fietta ha un anno in più come gli altri, ma ovviamente, ad una certa età il peso è maggiore. Galli è in curva discendente rispetto al primo anno di Pro Patria (in serie D, però), mentre Pierozzi nulla ha da invidiare ai chi c’era prima. Vezzoni è da scoprire, che sia lui la sorpresa dell’anno?

 

ATTACCO:

Persa la velocità, la fantasia e i goals di Latte Lath volato in serie B, persa l’imprevedibilità di Kolaj anche lui volato in serie B e persa l’esperienza di Le Noci, ecco la conferma di Castelli dopo un anno più in scuro che in chiaro, ecco la giusta conferma di Parker e l’arrivo di Piu, una scommessa visto il curriculum degli ultimi anni e di Banfi di ritorno dopo l’esperienza in serie D. L’impressione è che le punte si assomiglino molto e nessuna offra la velocità e fantasia di chi se ne è andato. Oltre , ovviamente allo score di reti precedente.

Sul punto la politica societaria è chiara da sempre e non prevede bomber a doppia cifra di goals e doppia cifra a bilancio. L’obiettivo è far crescere in termini di goals chi magari in precedenza non li aveva garantiti, leggasi Gucci, Mastroianni, Parker e lo stesso Latte Lath, certo è che nelle prime sei partite di campionato non si sono visti bagliori da parte di nessuna delle quattro punte in organico.

 ALLENATORE

Mister Prina ha il difficile compito di far dimenticare Javorcic, un allenatore anche lui pescato dal mazzo dei disoccupati, al quale è stata data una Ferrari per vincere la serie D. Fortuna vuole che il Lecco, che ieri ha ferito, sia stato in grado di far perire il Rezzato, diversamente la favola Javorcic avrebbe potuto terminare ben prima del felice finale. Questo per dire, che a volte le qualità non bastano per costruire i sogni se non si è assistiti da episodi, a volte impensabili e incredibili, che remano verso l’obiettivo.

L’espulsione non avvenuta del patavino Busellato, l’incrocio dei pali di Stanzani con il Padova, la traversa dello stesso con il Lecco, sono variabili che spostano i destini di un allenatore nei momenti border line con la crisi.

Giustificazioni? Assolutamente no, ma elementi per alimentare una disamina trasparente e oggettiva che eviti di esaltare eccessivamente l’uno e affossare l’altro senza pietà.

Mister Prina ha vinto campionati nel passato, per cui non è uno sprovveduto. Certamente i risultati non sono dalla sua ed è logico il processo. Fa parte delle regole del calcio, ci mancherebbe, ma sia chiaro il fatto che il paragone con l’allenatore di prima non regge in quanto la squadra di prima, non è quella di Prina.

Giusto invece chiedersi se il downsizing qualitativo che gli ha consegnato un motore con meno cavalli abbia previsto una tale perdita di potenza o se è il nuovo pilota a non saperla guidare al meglio.

L’auto dello scorso anno aveva il tetto coperto e non era cabriolet e aveva il turbo con il DRS, questa ha il motore aspirato con quattro cavalli, neppure purosangue.

PROGETTO SOCIETARIO

Non è cambiato, attenta gestione del conto economico con investimento sui giovani che devono trovare spazio in modo generoso nella distinta consegnata all’arbitro. Un progetto non semplice la cui difficoltà la si percepisce quando le cose vanno male. Troppo semplice concordare e sostenere con energia il progetto quando si arriva quinti con la miglior difesa del torneo. Un’eccezione che conferma la regola e la regola dice che progetti del genere sono ambiti e desiderati dal mondo intero, ma pochi hanno il coraggio di iniziarli e pochissimi di realizzarli con successo. In serie D, sta andando in scena il “derby” Novara-Varese. Più avanti, quello con il Legnano. Un motivo ci sarà.

Andare nella sede del calciomercato con il libretto degli assegni in tasca a comprare quel che serve dopo aver letto le strabilianti performance del giocatore è esercizio facile e alla portata di tutti.

Diverso è pescare Gatti dal Verbania e rivenderlo in serie B, piuttosto che valorizzare giovani sconosciuti per farli affacciare al calcio che conta.

Non sempre si pesca il jolly e quando non accade serve accettare che questo non sia accaduto. Un modo concreto per confermare la bontà del progetto a fatti e non solo a parole dopo aver raggiunto i playoff e non i playout.

Male che vada, la Pro Patria retrocederà e i suoi 516 spettatori, meno 111 patavini, piangeranno, mentre gli altri ottantamila bustocchi continueranno a fregarsene beatamente in tutt’altre faccende affaccendati.

Se poi tutto questo avverrà lontano dal periodo elettorale…meglio ancora.

Flavio Vergani

 Pro Patria a picco al Rigamonti Ceppi dove il Lecco dilaga per tre a zero e i tigrotti precipitano sul fondo della classifica.

Mister Prina alla vigilia del match dispensava ottimismo da tutti i pori e diceva che prima o poi la Pro Patria si salverà, ma, i numeri dicono che sicuramente potrebbe accadere più poi che prima, ammesso che accada, viste le quattro sconfitte in sei partite, il pareggio subito in rimonta e in superiorità numerica e l'unica vittoria contro una non trascendentale Juventus.

L'allenatore sembra amare il rischio e proprio nella gara ad alto rischio, fa turnover: in porta fuori la garanzia Caprile a favore dell'incognita Mangano, che non lo ripaga della fiducia fin dal primo minuto di gioco, quando un tiro non irresistibile di Masini buca la rete tigrotta.

 Poi, il numero dodici tigrotto si riscattava con parate importanti, per poi favorire la rete del tre a zero con un'uscita imperfetta. Insomma male, ma non malissimo.

Fosse solo questo il problema sarebbe risolvibile facilmente, ma, purtroppo, c'è ben altro. In svantaggio dal primo minuto, non è accettabile che la squadra produca solo un tiro di Stanzani che colpiva la traversa e uno di Bertoni parato dal Pissardo. Troppo poco.

Difesa sbadata con un inguardabile Saporetti che in fase di appoggio sbagliava l'impossibile, centrocampo con un Fietta in versione "dead man walking", un Ferri che è riuscito nell'impresa di far rimpiangere Galli. In attacco Castelli a  dir poco evanescente e uno Stanzani troppo solo, completano la stonata opera di una squadra che fino a ieri aveva una difesa di ferro e oggi subisce l'undicesima rete in sei partite.

Così non va per niente bene.

Inutile piangere sul latte versato, è chiaro al mondo intero che le rinunce di Gatti e Lombardoni (quando tornerà e come tornerà?), imponevano l'arrivo di un centrale di qualità. Si è corso il rischio di far bastare quello che c'era e la scommessa è stata persa. In attacco Latte Lath e Kolaj sono stati sostituiti da Banfi e Piu, il primo dalle serie minori e il secondo con zero minuti in un retrocesso Arezzo. Insomma, prima di dare la colpa a Mangano prima e al mister dopo, bisognerebbe allargare l'analisi a 360 gradi per evitare di trovare capri espiatori a buon mercato.

Domenica l'ultimo treno per allontanare la crisi, serve un solo risultato con la Virtus Verona: vincere.

Flavio Vergani

CALCIO LECCO 1912 – AURORA PRO PATRIA 1919      3 – 0        (1 – 0)

Marcatori: 2′ p.t. Masini (LEC), 44′ s.t. Giudici (LEC), 45′ s.t. Kraja (LEC)

 

CALCIO LECCO 1912 (3-4-2-1): 1 Pissardo; 19 Merli Sala (19′ s.t. 13 Battistini), 6 Marzorati, 3 Enrici; 2 Celjak, 27 Masini, 5 Lora, 33 Zambataro (10′ s.t. 7 Giudici); 17 Iocolano (25′ s.t. 99 Buso), 32 Tordini (10′ s.t. 21 Kraja); 23 Mastroianni (25′ s.t. 10 Petrovic).

A disposizione: 22 Ndiake, 4 Galli, 8 Lakti, 9 Ganz, 14 Di Munno, 20 Reda, 21 Kraja, 25 Bia. All. Zironelli.

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 12 Mangano; 5 Molinari, 4 Saporetti, 13 Boffelli; 11 Pierozzi (37′ s.t. 17 Vezzoni), 10 Nicco, 16 Fietta (1′ s.t. 14 Bertoni), 25 Ferri (1′ s.t. 3 Galli), 15 Pizzul (25′ s.t. 23 Ghioldi); 7 Stanzani, 30 Castelli (1′ s.t. 18 Banfi).

A disposizione: 1 Caprile, 2 Vaghi, 6 Sportelli, 21 Colombo, 24 Giardino, 26 Zeroli. All. Prina.

 

ARBITRO: Giorgio Vergaro di Bari (Ferdinando Pizzoni della Sezione di Frattamaggiore e Paolo Cipolletta della Sezione di Avellino. Quarto Ufficiale Fabrizio Carsenzuola della Sezione di Legnano).

 

Angoli: 5 – 6. 

Recupero: 0′ p.t. – 4′ s.t.

Ammoniti: Tordini, Mastroianni, Giudici, Marzorati (LEC); Molinari, Saporetti, Nicco (PPA).

Note: Serata mite e serena. Terreno di gioco (sintetico) in buone condizioni.