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Appena arrivati lo smistamento dei tifosi avveniva in maniera alquanto strana. I vestiti bene in tribuna, quelli troppo colorati di bianco blu nella tribunetta scoperta. Una sorta di scelta molto particolare. Come se i tigrotti vestiti bene fossero di una categoria migliore degli ultras. Il biglietto era lo stesso per ogni settore. A questo punto, o tutti da una parte o tutti dall’altra. In serie C ricordo al Gozzano che sarà così…Il buon Giordano Macchi trova poi estrema difficoltà nel mettere lo striscione del nostro club sulla ringhiera dello stadio. Come se ci fossero scritte chissà quali bestemmie…cosa molto ridicola. Mai visto prima. 
Passiamo alla sfida.
Partita intensa solo per 45 minuti o quasi. Un clima sereno e disteso come se quasi non ci si giocasse il passaggio di un turno. Per la Pro Patria poco in palio, per il Gozzano invece molto. Alla fine, rigore di Le Noci sbagliato a parte, c’è stato poco o nulla. Degno di nota il bel tiro di Colombo nel primo tempo e qualche vena “artistica” di Le Noci e Di Sabato, sempre pimpanti e pronti a far vedere che sono di una categoria superiore. Per il resto,davvero una partita soporifera. Il buon Giordano Macchi si legge addirittura il giornale, tanto in campo non ci stpressoché nulla degno di nota. Sbadigli e commenti sulle “bellezze locali” e sul territorio antistante erano argomenti molto più interessanti rispetto al match. Se ci mettiamo che al trentesimo del secondo tempo, tutte e due le squadre si sono “arrese” a un gioco molto blando…diciamo tutto. La cosa ci pare comunque giusta, visto che alla fine lo 0 a 0 era utile per entrambe. Insomma, se si andava a casa al 50° minuto non si perdeva nulla di particolare. Anzi, forse c’era meno traffico.
Ai punti avrebbe vinto la Pro, che per di più ci ha messo maggiore grinta e ha avuto le occasioni migliori…..ma sul campo è andata diversamente.
Bella la premiazione del Gozzano con la coppa “serie D” del proprio girone. Lo speaker dice “Siamo nella storia”, parole che dipingono appieno la bella impresa di un club che ha meritato questa promozione, lasciandosi alle spalle club molto più blasonati. 
Andrea “Statistiche” anche questa volta sul passaggio del turno ci ha visto lungo…e anche sul risultato. 
Adesso ci recheremo da lui in massa per farci dare i numeri del lotto visto che “vede e prevede” ogni cosa…e ci azzecca sempre.
Adesso la fase finale ci attende! Forza ragazzi!...
P.S.
Benvenuta alla “nuova cronista” Sveva Vergani! Quota rosa che finalmente aumenta al PPclub! 
Il primo articolo è andato……adesso sotto con gli altri!...brava Sveva!
(il papà Flavio sarà orgoglioso!)

Simone Merlotti.

Poule scudetto, la parola fa il suo effetto, ma solo per chi è coinvolto direttamente. Trattasi di una rispettabilissima poule, ma di serie D con il connotato della regionalità delle contendenti.
Quattro squadre, una lombarda, una ligure e una piemontese, più la quarta che viene comunque da lontano, dalla Calabria.
Logica e buonsenso dicono che potendo scegliere la sede dopo aver conosciuto le contendenti ci si orienti per una location mediamente comoda per i tifosi di tutte le squadre, o quasi.
Giusto per dare un senso, per vedere lo stadio pieno, almeno nella finale  per permettere trasferte in giornata. Oppure, favorire il week end in location attraenti e meritevoli di un investimento famigliare che giustifichino il long bridge.
Domanda: che interesse avrà per i residenti toscani una finalissima tipo Pro Patria Vibonese, alle 20,30 di sabato 2 Giugno? Siamo prossimi allo zero.
Lontano per lontano almeno si conceda il fascino del grande stadio, magari Torino, giusto per respirare l'aria di uno scudetto, o Firenze per respirare l'aria della pole.
Certi che anche i calabresi avrebbero viaggiato molto ma per qualcosa di interessante.
Questa miopia organizzativa non ha occhiali per correggerla, da qualsiasi punto di vista la si guardi la si vede comunque annebbiata.
Flavio Vergani

Quando pronti?

L’accesso alle final four apre la finestra sul futuro della Pro Patria. Finalmente il biancoblù si sprovincializza, si allontana dalla dimensione interregionale, si affaccia al calcio che conta.
Finalmente si parlerà di Pro Patria a livello nazionale e si tornerà in stadi dove c’è la corrente elettrica e dove sarà possibile telefonare o mandare una mail con la certezza di lettura e, magari, con la speranza di una risposta. Cosa che ancora è impossibile per qualcuno che si appresta ad accompagnargli nella serie superiore e che dovrebbe affrettarsi ad uscire in fretta dal puro dilettantismo.
 Le promozioni aiutano a crescere e a confrontarsi con una realtà che evolve e che non richiede solo una squadra forte che scende in campo, ma anche e soprattutto, una società organizzata dietro li quinta.
Si tornerà a giocare sotto il Po, l’ultima volta che la Pro Patria sconfinò non lo fece per giocare, ma per essere esportata in blocco quel di Reggio Emilia. Una cessione di “ramo d’azienda” che fece toccare alla storia tigrotta il penultimo gradino della sua centenaria storia. L’ultimo fu quello riferibile al calcio scommesse.
Tornare con la “Testa” alta oltreconfine, con uno sponsor etico sulla maglia che vende energia pulita e con una promozione in tasca, dopo solo qualche anno dai disastri delle passate dirigenze, fa capire quanto sia stato vincente il progetto dell’attuale board societario.
Quella “donna sola al comando” che in molti, forse in troppi, aspettavano al varco per identificarla come incompetente, agnello sacrificale in un mondo di lupi, ha dimostrato di saperci fare molto di più dei presunti competenti che vantavano curriculum con ampie prospettive internazionali e persino mondiali.
Una donna che ha mantenuto quello che aveva promesso, una donna che ora aspetta di avere quello che le era stato promesso. Una donna di Busto che ama la Pro Patria che aspetta risposte su quanto Busto ami la Pro Patria. Una donna di Busto che ha messo soldi per la Pro Patria che attende di capire quanti soldi Busto metterà per la Pro Patria. Festeggiare il centenario della Pro Patria avrà un costo. Servirà il vestito della festa, per evitare di non ricevere l'invito o, peggio ancora, di essere ospiti indesiderati. Servirà pensare ad un regalo per la festeggiata. Non basteranno le parole.
Busto, ultimamente sembra essere rinato quanto a dinamicità e voglia di fare. Basta guardarsi intorno per vedere il progetto via Lonate che cambierà il volto alla viabilità periferica, basta vedere la nuova sede della Polizia da tempo attesa e ora realizzata, la nuova sede dei Carabinieri ormai in via di definizione. Si è penato persino al posteggio in zona san Michele.
Oppure, che dire del progetto multifunzionale che investirà l’area ove ora spicca lo scheletro del mai terminato palaghiaccio? 
In una Busto letteralmente stravolta ed energizzata dalla giunta Antonelli crediamo non ci sia più nessun dubbio sul fatto che anche quel che attende da troppi anni possa trovare compimento. Tra un trasloco e l’altro e una gittata di catrame e l’altra, non dovrebbe mancare il tempo per realizzare dei campi di allenamento, che non sono per la Pro Patria, ma per Busto, per i ragazzi di Busto, per lo sport di Busto.
Se le precedenti gestioni societarie per qualcuno non meritavano attenzione per svariati motivi che spaziavano dallo scarso feeling ai dubbi sull'etica di certi personaggi, ora le scuse stanno a zero. 
La Pro Patria ha cambiato dirigenza, ha cambiato marcia, ha cambiato categoria, la città ha l’obbligo di accompagnare questo progetto con diversa attenzione.
Se, anche nel prossimo campionato, dovranno partire dei pullmini verso altre città con a bordo i giocatori delle giovanili della Pro Patria, o meglio, con a bordo i ragazzi di Busto Arsizio che vogliono giocare a calcio nella Pro Patria, crediamo che in qualcuno debba nascere uno spontaneo disagio. Se, non accadesse, significherebbe che della Pro Patria e dei giovani di Busto forse interessa poco, anzi niente.
Sostenere la Pro Patria vuol dire tenerla presente nelle sue necessità primarie e non solo presentarsi quando conviene o nei giorni di festa quando fa "figo" esserci. 

Flavio Vergani

Scelte le sedi per la Final Four di serie D. Si giocherà a Montevarchi e San Giovanni Valdarno nelle giornate del 31 Maggio, 1 e 2 Giugno. Ancora non note le date e gli orari
La Pro Patria incontrerà in semifinale l'Albissola di Pablo Garbini a Montevarchi.
Poi, la finale a San Giovanni Valdarno alle 20,30 di sabato 2 Giugno.
Montevarchi dista 383 chilometri da Busto Arsizio.


Gozzano e Pro Patria pareggiano a reti bianche nel terzo turno della pole scudetto e vanno entrambe alle finali nazionali che si disputeranno dal 31 Maggio al 2 Giugno in location al momento non nota, seppur trapelino i nomi di Riccione e Rimini per semifinali e finale o di San Giovanni Valdarno.
Pareggio doveva essere e pareggio è stato in una gara giocata solo nei primi quarantacinque minuti per poi spegnarsi progressivamente fino al finale da sbadigli. Insomma, clima da “volemosi bene” facilmente prevedibile alla vigilia visto che il pareggio qualificava matematicamente entrambe le squadre come prima del girone e miglior seconda.
Pochi gli spunti da segnalare se non che Le Noci trovava il modo di arricchire il record dei rigori sbagliati di questo campionato facendosi parare il tiro dal portiere locale. Per il resto poco niente se non una prestazione sopra le righe di Donato Disabato che ha regalato momenti di assoluta qualità. Mister Javorcic ha dato spazio a diversi giocatori che hanno visto meno il campo di gioco durante il campionato per offrire loro la giusta vetrina. Bene la prova del giovane Ugo che merita la citazione.
In tribuna gli ex Calzi e Cappai, sugli spalti moltissimi fedelissimi biancoblù con folta rappresentanza del nostro club. Presente anche l'allenatore del Lecco Alessio Tacchinardi sentitamente ringraziato dai tifosi bustocchi per lo stop imposto al Rezzato risultato determinante per la vittoria finale dei tigrotti.
Sorteggio delle final four previsto per giovedì. Per i tigrotti una tra Vibonese o Albisola dell'ex Pablo Garbini.
Sveva Vergani

Un goal del solito Ferrario permette alla Pergolettese di vincere la finale play off con il Darfo Boario.
Ride Matteo Serafini e piange Marco Taino nella finale play out con salvezza per il Ciserano e retrocessione per il Lumezzane.Nel girone A vince il play off il Como che regola ai tempi supplementari il Chieri.
F.V.

E' possibile acquistare direttamente allo stadio la maglia da allenamento della Pro Patria a 25 euro.
Disponibili le misure: M- L-XL
Perchè acquistarla? Punto primo per dare un contributo concreto alla società, punto due perchè la qualità è ottima.
Lo speciale tessuto in Lycra traspirante rende davvero confortevole questa maglietta.
Lo scrivente l'ha provata in confronto a quelle di costo inferiore(tipo Decathlon brand)e la differenza è abissale.
Tessuto ad alta vestibilità che anche dopo il lavaggio rimane perfetto, alta traspirazione ,oltre all'orgoglio di correre per le vie di Busto con il logo Aurora Pro Patria ben evidente.
Flavio Vergani

Compito in classe per la Pro Patria che, dopo l'allenamento odierno, è stata chiamata in classe per una esame scritto di storia.
Infatti, i tigrotti sono stati ospiti del "Museum della Pro Patria", anche detto L'Antro della Tigre, per firmare indelebilmente il muro della vittoria.
Un modo per ricordare gli eroi di questa promozione che ha ridato la serie C al popolo biancoblù.
Andrea Fazzari, ideatore e manager del museo, è apparso raggiante di felicità e svela l'origine dell'iniziativa: "E' stata una mia promessa fatta a Santana a inizio stagione-dice Fazzari- quando il capitano venne a firmare il muro. Promisi che in caso di promozione avrei aperto le porte del museo a tutti i tigrotti per celebrarli. Così è stato e sono felicissimo di mantenere la promessa. Anzi, la rinnovo per il prossimo campionato!"
Un museo che cresce e punta sempre più in alto e per questo obiettivo Fazzari si sta spendendo con energia:" Il progetto è sempre in modalità work in progress per poterlo far crescere costantemente anche in collaborazione con  identiche realtà nazionaliHo incontrato l'assessore  affinchè il museo possa essere  a livello cittadino in modo possa crescere in maniera organica. Credo debba essere un valore condiviso con cittadini, tifosi, club organizzati e amministrazione comunale. 
Siamo ormai prossimi al centenario della Pro Patria un'occasione da non perdere anche per valorizzare il museo. Vorrei presto rivivere la stessa grande emozione che provai all'inaugurazione di questo spazio storico, un giorno davvero indimenticabile per le molte persone presenti”

Flavio Vergani




Per gente come noi la promozione della Pro Patria equivale ai momenti importanti della nostra vita.
Come un matrimonio, come la nascita di un figlio. Un popolo che cresce tramandando una storia da non dimenticare. Noi eravamo i figli dei nostri padri, i nipoti dei nostri nonni, ora siamo i padri dei nostri figli, i nonni dei nostri nipoti.
Noi siamo quelli che siamo perché il ricordo ci ha permesso di vivere questa passione con lo stesso stile di chi c’era prima di noi. Un’eredità pesante tanto quanto entusiasmante.
Ecco l’importanza di chi in questo momento sta scrivendo il presente per consegnarlo al futuro. Noi siamo testimoni del nostro tempo, responsabili di non portare via nulla di quello che servirà a chi verrà dopo di noi per essere come noi.
C’è chi, come Giovanni Garavaglia e il leggendario Belosio hanno preparato l’album fotografico della vittoria, c’è chi, come Andrea Fazzari, “Museum manager dell’Antro della Tigre, proprio oggi si appresta a far firmare le partecipazioni a tutti i giocatori protagonisti del matrimonio con “Vittoria” e chi invece ha scritto sul registro della storia i nomi di amici e parenti legati alla sposa.
Giorgio Giacomelli, per esempio, che il 16 Maggio ha voluto ricordare il compianto figlio Andrea con un regalo dei suoi. Ha consegnato nella mani dei giocatori biancoblù il volume “Tigrotti”, testo ufficiale della facoltà di storia sportiva  della università bustocca della quale è rettore da sempre.
A Santana e Le Noci un regalo in più con le foto storiche di Antoniotti e relativa narrazione storica, un modo silenzioso, ma estremamente significativo, per dire loro quanto siano stati importanti per centrare la vittoria finale. I paragoni non sono mai eleganti, ma c’è chi trova il modo per attribuire le giuste importanze e i proporzionali valori tenendo conto del contesto nel quale si muove la storia.
Giacomelli non si è dimenticato dello staff della Pro Patria, capitanato dal team manager Beppe Gonnella, che ha avuto pari trattamento quale elemento fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo.
Alla cerimonia era rappresentato il board societario con Patrizia Testa e Sandro Turotti, oltre a mister Javorcic, che è apparso visibilmente felice per queste attenzione nei suoi riguardi e dei suoi ragazzi.
“Dulcis in fundo” i cenni relativi alla nascita del conio “Tigrotto, raccontati da Giorgio con la consueta maestria e proprietà della narrazione storica.
Grazie a chi sta scrivendo questo capitolo della storia al quale ci onoriamo di appartenere.
Flavio Vergani


Domani alle ore 11,45, al termine dell’allenamento, bella cerimonia al Museo della Pro Patria dove tutta la rosa della Pro Patria metterà la firma sul muro della vittoria.
Un modo per autografare la grande impresa e renderla eterna e perpetua. 
Sarebbe bello riempire il museo con i tifosi per regalare ai ragazzi un altro meritato applauso.



Premessa: scrivere del Gozzano per uno che simpatizza Verbania non è affatto facile..
È un po' come per un tigrotto scrivere dei “cugini Lilla”...non è piacevolissimo…
A parte questo, bisogna comunque dare onore e merito a questo team che in pochi anni ha deciso di fare il “salto di categoria” e c’è riuscito appieno. Il Gozzano, che è un insieme di molti giovani stranieri “naturalizzati”, in questa stagione ha compiuto un vero e proprio miracolo lasciandosi alle spalle club più quotati, uno fra tutti il Como. I suoi uomini in campo hanno dimostrato caparbietà e concentrazione, arrivando davanti a tutti nonostante in alcuni momenti ci sia stato qualche risultato non bellissimo. Come il nostro bravo Sandro Turotti, il Ds del Gozzano Casella (coadiuvato dal general Manager Diciannove) ha formato una squadra di forti elementi molto ben amalgamati tra di loro. Come al solito andiamo ad analizzarli da vicino:
Axel Gulin, ala destra classe 95, è un famoso giocatore del reality della Fiorentina Primavera; ha superato la fame “VIP” per trasformarsi appieno in un vero e proprio giocatore a tutti gli effetti. Spento i riflettori della TV si è rimboccato le maniche e ha iniziato una carriera molto intensa. Per lui esperienze positive a Campobasso e Pordenone. A Gozzano ha trovato l’ambiente giusto per migliorarsi ancora.
Vladimir Mikhaylovskiv. Questo difensore russo lo abbiamo segnalato noi del PPclub, come valida pedina per i Dilettanti, già nell’estate 2016 mentre si stava costruendo la prima Pro da serie D. In due anni è divenuto un perno della difesa del Gozzano mantenendo ciò che già si sapeva sulla sua bravura.
Riccardo Capogna, ex tigrotto nella stagione 2011/2012, è un valente attaccante molto bravo e di spessore. Degne di nota le sue esperienze di Parma, Chieti, Lecco e Seregno.
Roberto Guitto. Attaccante classe 91, per molti anni è stato seguito da molti club famosi. Le sue esperienze a Empoli, Ravenna, Chieti, Gavorrano e Lecco sono state positive. Nonostante ciò il vero salto di qualità non è mai avvenuto. La serie C gli porterà fortuna?
Guillermo Perez Moreno, è uno spagnolo cresciuto addirittura tra le giovanili di Valencia, Abacete e Deportivo. Nato nel 1987, dopo le varie “Cantére” gira mezza Europa fermandosi soprattutto in Grecia alcune stagioni migliorandosi calcisticamente e dando ottimi risultati a livello tecnico.
Ci sarebbero almeno 4 o 5 elementi ancora da segnalare ma lasciamo che la partita di settimana prossima ce li faccia scoprire. (Mercoledì 23 Maggio. Salvo cambiamenti ore 16:00)
L’indirizzo per la trasferta sarà: STADIO ALFREDO D'ALBERTAS, Strada Provinciale Gozzano 46 - 28045 Gozzano NO.

Simone Merlotti.



Gli ultrà cantavano” vinceremo il tricolor”, Patrizia Testa andava sotto la curva con in mano la coppa dei vincitori del campionato. Sogno o realtà? Realtà, stavolta è pura realtà.
Le è sfuggita la Champion League con l’altra sua squadra, ma questa vale molto di più per lei e per tutti.
Vincere questa serie D è stato più difficile che vincere in Europa, lei ci è riuscita bagnando il naso ai chi  faceva il tifo per il Rezzato, anche se non bresciano di nascita.
I suoi meriti? Tanti. Molti facilmente identificabili come il suo sacrificio economico, altri più nascosti che pochi conoscono ma che non per questo valgono meno.
Ad esempio, non noti a chi fa i conti per approssimazione sul costo di questo campionato e dimentica che c’è ancora un passato da pagare che grava sulla gestione economica corrente dilatandone l’importo.
Per cui, chi preventiva per “difetto” lo fa in tutti i sensi : economico e letterale, sbagliando in entrambe le modalità.
Meriti che comprendono la fiducia totale e il rispetto delle persone con le quale ha condiviso il suo percorso vittorioso.
Sandro Turotti, per esempio, vera e propria “conditio sine qua non”del progetto, il quale ha ricevuto costanti dimostrazioni di riconoscenza, non solo a parole ma con i fatti.
Chi ha bussato alla porta della sede societaria per discuter trattative, partnership sportive o economiche, modelli più o meno creativi di gestione parallelamente convergente, ha sempre trovato un “must” da accettare che faceva rima con Turotti.
Questa attenzione, se da un lato ha causato qualche perdita di marinai in corso di navigazione, ha dall’altra cementato il ponte di comando con sviluppo di un forte senso di appartenenza.
Un Turotti che, parliamoci chiaro come sempre qui avviene (che piaccia o no, ma se non piace basta non leggere,) sarebbe stato per tutti il capro espiatorio perfetto in caso di perdita del campionato per il mancato arrivo dell’attaccante.
Giusto ora rendere merito a lui e alla presidente a riguardo delle scelte effettuate rivelatesi vincenti. Che mancava la punta lo si è detto e stradetto fino al 5 Maggio, dal 6 Maggio non lo dice più nessuno. Serviva o no? Forse si, forse no, ma almeno il “forse” ora è obbligatorio pronunciarlo se proprio si vuole mantenere la precedente vacillante posizione.
Meriti che comprendono la capacità di Patrizia Testa di coltivare il poco per far crescere il molto. Unet Energia di Pirola è un esempio perfetto  sul tema. Dopo aver scritto il proprio nome sulla maglia della Pro Patria, ora potrebbe scriverlo sulla sua anima. Una escalation logica e conseguente all’apprezzamento che Patrizia Testa ha suscitato nel management di Utet che ha trovato logica e automatica consacrazione con il possibile sviluppo di progetti più radicati.
Meriti che comprendono uno stile paziente, per qualcuno fin troppo paziente, verso chi le ha fatto promesse e fatica a mantenerle. La realizzazione dei campi di allenamento in sintetico sta diventando un caso da “Striscia la notizia”, ma lei preferisce “l’understatement” piuttosto che alimentare lo sterile fiume della polemica.
Uno stile apprezzabile che andrebbe riconosciuto e premiato, seppur si abbia l’impressione che qualcuno lo stia usando e abusando.
Una coppa piena di meriti che Patrizia Testa mette in bacheca alla faccia di chi aveva la pretesa di insegnarle quello che non sapeva, solo in virtù di un’aureola di campione del mondo che fa curriculum nello sport ma non nella vita.
Una rivincita verso chi l’aveva frettolosamente etichettata come incompetente destinata ad essere fagocitata in questo mondo pieno di squali.
Lei ha avuto il merito di imparare, di pagare in tutti i sensi (economico e non)il suo noviziato, di selezionare le persone e di credere in esse fino in fondo.
Alla fine ha vinto dimostrando il valore del progetto.
Ora la Pro Patria è in serie C ripulita nell’immagine etica, nel conto economico, valorizzata nel settore giovanile. Assets indispensabili per poter crescere nel breve periodo.
In città l’entusiasmo è timido, prevalgono le paure e la domanda che più o meno tutti fanno è la stessa: ma ce li ha i soldi per la serie C?
Domanda completamente sbagliata. Quello che serve chiedere è : Ci sono i campi per fare la serie C, o no?
Riposta alla domanda sbagliata: Si soldi finora ci sono sempre stati e li ha messi Patrizia Testa e qualche amico.
Risposta alla domanda giusta: No, i campi non ci sono, non ci sono mai stati, avrebbero dovuto esserci da 5 anni a questa parte ma non sono ancora pronti. Erano stati promessi dall’amministrazione comunale a quello di prima e poi a quella di adesso senza che nessuno li abbia mai visti. La pazienza è la virtù dei forti? Patrizia Testa è paziente e forte, ma non esageriamo con i proverbi…passiamo ai fatti per una volta.
Flavio Vergani

New entry tra le mogli o compagne dei calciatori della Pro Patria è Federica Le Noci che sabato scorso ha seguito la rifinitura dei tigrotti.
Con lei abbiamo scambiato qualche parola:

"Sono qua con le mie tre bambine: Amelia di 3 anni , Rebecca e Rachele che sono gemelle e hanno 18 mesi.

Beppe ha giocato in molte società, dove lo hai incontrato?
A Como, una storia lunga, io avevo 15 anni e lui 16 anni. Siamo cresciuti insieme e poi l' ho sempre seguito in tutte le sue tappe. 

Le bambine sono quindi comasche?
No, sono nate a Cremona per via di un'amicizia con un ginecologo là residente.

Cosa significa essere la moglie di un  calciatore? Richiede doti di ambientamento per le diverse città che si raggiungono?
Non mi ha mai pesato questo fatto. Sono nuove esperienze che vivo felicemente. Se Beppe è contento lo sono anche io.

In che città vi siete trovati meglio?
In tutte, se proprio devo scegliere dico Verona per le sue bellezze artistiche e Teramo.

La scelta Busto Arsizio è stata condivisa?
Certamente si, l'importante è che stia bene lui e che sia contento.

Non ti vediamo allo stadio...
E' tecnicamente impossibile organizzarsi con tre bambine, oggi è la prima volta che sono riuscita a venire all'allenamento.

Come ha vissuto Beppe le ultime giornate, era teso?
Moltissimo, io e le bambine abbiamo cercato di allentare questa tensione standogli vicino e alla fine è andato tutto bene.

Beppe è abituato a vincere, come ha vissuto questa impresa? 
Come le altre, niente di meno, ne abbiamo parlato a lungo a casa ed era davvero felice del risultato.

Adesso le ferie?
No, prima la pole scudetto, prima il lavoro e poi le ferie.

E dopo...?
Noi siamo entusiasti di rimanere a Busto, per cui lo speriamo...

Flavio Vergani








Emanuele Zaro


Ad Angelo Zaro piacciono le cose fatte bene, provate ad entrare al Tigros e giunti al banco della macelleria chiedete la sua carne, porterete a casa qualcosa di straordinario. Provare per credere.
Un’attenzione alla qualità che è diventata una ragione di vita per lui e per i figli che si stanno dimostrando dei  veri e propri campioncini.
Giovanni lo conosciamo tutti, ma a casa Zaro c’è anche Emanuele che, proprio nello stesso giorno nel quale il fratellone gioiva per la vittoria della Pro Patria, vinceva lo spareggio di Promozione con la Rhodense e portava la Castanese in Eccellenza.


Sugli spalti  dello “Speroni”papà Angelo si gode e commenta il momento: “Come passa il tempo, Giovanni è già alla centesima partita. Le prime non bellissime, ma adesso molto meglio e poi la soddisfazione di vincere il campionato è impagabile. Sono felice che, nonostante le richieste ricevute da altre società abbia deciso di rimanere. Lo volevo anche io e sono felice per lui.
L’importante è la squadra ma sono contento che abbia saputo dare il suo contributo.
Felicissimo anche per l’altro mio figlio Emanuele che ha vinto il campionato di Promozione. E’ un centrale di difesa, classe 1999, meno alto, più strutturato fisicamente rispetto a Giovanni e più cattivo.
Adesso la serie C, sono certo che questi grandi uomini e grandi giocatori con qualche innesto potranno far bene.
Per me una domenica pazzesca quella appena passata, me la  godo..!"
Flavio Vergani


















Grazie a Giovanni Garavaglia e Aurora Pro Patria

Le foto della premiazione: Giancarlo Bacchi premia Mario Santana



Zaro conn Giordano Macchi di "Immobiliare Macchi"
Giovanni Zaro si gode la vittoria e i premi portati a casa. Sentiamo il suo commento:
Settimana perfetta per me: sabato il mio compleanno, oggi due premi e la vittoria, più di così è difficile chiedere.
Era decisivo vincere la prima in casa e così abbiamo fatto. Come avete visto il gruppo è sempre stata la nostra forza e oggi si è avuta una dimostrazione.
A questo punto vogliamo prenderci la scudetto da cucire sulla maglia. Da quando sono a Busto è la mia prima soddisfazione e questo mi rende felice. Le prime partite in maglia biancoblù mi hanno regalato molto a livello individuale ma non di gruppo visto che non abbiamo vinto e spesso associavano il mio nome al calcio scommesse e retrocessioni. Adesso i tifosi si ricorderanno di me per una vittoria e questo è stato il mio obiettivo fin da quando ho detto a Turotti che sarei rimasto volentieri.
Sono cresciuto molto grazie al mister che mi ha corretto soprattutto sulla concentrazione che prima a volte perdevo.
Doppia promozione a casa mia visto che mio fratello Emanuele ha vinto il campionato di Eccellenza con la Castanese che ha vinto contro la Rhodense proprio il giorno in cui io vincevo con la Pro Patria il mio campionato. Grande festa quindi in famiglia.
Adesso non vedo l'ora di giocare in serie C un campionato tecnicamente non così distante dal nostro girone di serie D ma fisicamente più "tosto".
Flavio Vergani

Il commento di mister Javorcic:
E' stata una partita importante contro un avversario di valore. Chiudiamo la stagione allo "Speroni"da vincenti come abbiamo iniziato. 
Prima di vincere era importante rispettare il gruppo dando possibilità a chi ha giocato meno. Nessuno si è accorto che abbiamo cambiato sette giocatori e questo dà valore ai ragazzi scesi in campo.
La vittoria ci permette di fare un passo in avanti in questo torneo. Il momento della vittoria è fugace, dura poco, rimane per sempre il percorso fatto e il modo con il quale è stato fatto.
Mozzanica ha fatto un'azione individuale importante che testimonia la sua qualità e personalità. A Ciliverghe è stato determinante Arrigoni, oggi Mozzanica, a dimostrazione che questi ragazzi sanno mandare messaggi importanti.
Ci stiamo divertendo, vogliamo andare avanti e proteggere questo momento molto raro.
Vedere i miei ragazzi felici e il pubblico gioire è la cosa più bella della mia professione.
Cottarelli ha avuto una crescita costante grazie alla sua qualità e capacità di apprendere. Dal primo giorno di ritiro abbiamo lavorato su di lui e altri come Galli che sono molto migliorati grazie al lavoro quotidiano. Ghioldi è il più giovane del gruppo, sono debole nei suoi confronti. Ha grandi qualità lo voglio proteggere da quello che gli sta intorno. Lui viene da una famiglia importante, di qualità e quello che dà in campo lo dimostra ed è una logica conseguenza. E' un valore che l'ambiente deve tutelare perchè è una patrimonio della città e del settore giovanile biancoblù.

Flavio Vergani

Giornata di festa perfetta allo "Speroni"con i tigrotti che passano all'incasso di premi e applausi.
Giovanni Zaro fa indigestione con la coppa per il miglior tigrotto dell'anno, offertagli all'Immobiliare Macchi, con la targa societaria per le 100 partite in biancoblù e per il goal che porta in vantaggio i tigrotti con la Virtus Verona.
Santana va a casa con il Trofeo Aldo Bacchi alla memoria per il miglior bomber biancoblù.
Non finisce qui: a fine gara ecco la splendida coppa della Lega Nazionale Dilettanti che premia la vincente del campionato. Tutti sotto la curva con davanti la presidente Patrizia Testa per far festa con i tifosi e poi passerella davanti ai distinti coperti. Un'emozione che non ha prezzo.
La scorsa domenica c'era una stupenda cornice di pubblico, oggi è rimasta solo la cornice. Troppa la fatica di venire due volte di fila allo stadio per i bustocchi occasionali, per cui ritorno alla normalità assoluta. Meglio così, quella coppa era per quelli che c'erano e se la sono goduta tutta.
In campo? Pro Patria che ha sempre inserito la quinta con vittoria netta per tre a uno contro un avversario che è parso, oltre che meno strutturato dei tigrotti, anche reduce da una settimana di festa, come confermato da un giornalista veronese che ha rivelato che nella scorsa settimana sono stati portati a termine solo due allenamenti.
Quattordici goal in quattro partite per la Pro Patria che nel finale di stagione ha voluto sottolineare di aver rimesso a posto i valori del sangue biancoblù che per molti avevano definito come "anemico".
Adesso siamo ai confini con la bulimia e a rischio obesità.
Goal di Zaro, di bomber Cottarelli e di Mozzanica che ha realizzato un goal capolavoro che valeva da solo il prezzo del biglietto.
Tigrotti brillanti e sul pezzo per tutta la partita nonostante le molte assenze dei presunti titolari e con una freschezza atletica impressionante in rapporto al periodo .
Ma, come ormai si sa, questa rosa è formata da gente di qualità che sa farsi trovare pronta all'occorrenza e da esperti professionisti che hanno saputo curare il dettaglio per far giungere i tigrotti in perfetta forma a fine campionato.
Partita sopra le righe per il giovanissimo Ghioldi che ha impressionato per tecnica e personalità, Molnar e Mozzanica che non ha fatto rimpiangere Pettarin.
Intanto, la corazzata Rezzato perde in casa con il Darfo Boario e chiude mestamente il suo campionato. La finale play off sarà tra Pergolettese e Darfo Boario. Un'occasione per mister De Paola di mordere le caviglie e vincere il platonico titolo di vincitrice tra le perdenti. Perchè, da sempre, una vince (la Pro Patria) e tutte le altre perdono. Play off si o play off no.
Flavio Vergani

Queste sono quasi finite , ma c'è ancora molto per colorarsi di biancoblu'.
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Oggi, come tra anni fa, il popolo bustocco è felice per una promozione. O, forse, di più...
La gioia del dopo Casale si è tramutata in un incubo, un inferno, oggi sappiamo non sarà così
Grazie ragazzi! Grazie Patrizia!


Appena uscito dalle mani dell'incisore che ha scritto il nome di Mario Santana, ecco il trofeo messo in palio da Giancarlo Bacchi in memoria del papà Aldo.
Davvero un bel riconoscimento per il nostro bomber che domani metterà la coppa nella sua bacheca a ricordo perenne di quanto fatto con la Pro Patria.
Segreteria Pro Patria Club

Giordano Macchi, titolare dell'omonima immobiliare, premierà Giovanni Zaro, il muro della difesa bustocca, con il trofeo al miglior tigrotto della stagione secondo i lettori di questo sito. 
La premiazione sarà effettuata prima della gara di domani.
Segreteria Pro Patria Club

Conferenza stampa post rifinitura ancor più serena del solito quella con mister Javorcic che spazia con disinvoltura tra differenti argomenti senza perdere competenza, equilibrio e razionalità.
Un piacere ascoltare la dialettica dell'allenatore che compensa abbondantemente il suo predecessore davvero avaro di parole.

Come è trascorsa la settimana?
Bene, mi sono rilassato lunedì, martedì fremevo già per tornare in campo. Un momento felice molto fugace che dopo averlo gustato ti fa tornare quello di prima. Rimane il percorso che è stato fatto, lì rimane il vero valore. Il tempo farà apprezzare ancor di più quello che è accaduto.

La sua più grande soddisfazione che  sente sua?
Difficile dire cosa è mio, è stato un lavoro di team. Direi la consapevolezza di aver costruito una vera squadra di calcio con filosofia, etica e lavoro ben radicati nei ragazzi.

Pole scudetto un obiettivo?
Certamente, è un torneo prestigioso ma prima della vittoria viene il rispetto, per cui domani giocheranno i giovani che hanno avuto meno spazio. Prima di tutto il rispetto, la squadra che avete visto oggi in campo e quella che giocherà domani. 

Questa squadra si salverebbe in serie C?
Il livello è simile, il nostro girone è stato molto competitivo. Difficile fare paragoni, ma certamente si si sarebbe potuta confrontare con le ultime della serie C

Cosa differenzia la serie C dalla serie D?
Ieri ho visto la partita di play off a Bergamo, lo scorso anno ho visto 300 partite di serie C, per cui la conosco bene. Diciamo che struttura, esperienza e fisicità sono le differenze importanti.

La pole scudetto fa proseguire la magia della vittoria?
Certamente si, ci si allena con serietà per un obiettivo e questo fa continuare la magia stando tutti insieme.

Virtus Verona con lo stesso allenatore dal 1982...
Una bella storia, mi sono informato sul loro ambiente e ho capito che manda un bel messaggio. In questo calcio fugace e superficiale è bello vedere questo senso di appartenenza.

Se fosse accaduto a Busto quanto successo a Como?
Fa parte dell'imprevedibilità del calcio e questo dà ancora maggior valore alla nostra impresa. L'Alessandria lo scorso anno perse la promozione pareggiando con una squadra già retrocessa. Se non si riescono a gestire le emozioni il rischio di sbagliare è alto.

Ha ricevuto i complimenti da Rezzato?
Si, mi hanno chiamato alcune giocatori e l'allenatore complimentandosi e riconoscendoci con sportività la vittoria. Questo gli fa onore, mi hanno fatto piacere questi messaggi di riconoscenza.
Ho ricevuto molti complimenti anche da altri, persino dalla serie A. Quando si vince chiamano tutti, fa piacere, ma so riconoscere i complimenti  veri da quelli di circostanza che fanno parte del nostro mondo.
Anche qualche proposta...?
Da Rezzato no, ovviamente qualcun'altro ha fatto sondaggi per capire la mia posizione. Il contratto scade a fine giugno, ne parlerò con la società, ma. ovviamente, la mia scelta prioritaria è di rimanere a Busto se mi venisse chiesto.

Aver accettato di guidare la Pro Patria nelle ultime tre partite dello scorso anno è stato un merito che ha pagato quest'anno?
Si, grazie a mia moglie che, come tutte le donne, è sempre avanti. Mi ha convinto che questo fosse il modo per ripartire e avere un'opportunità. Aveva ragione.

Sua moglie cosa le ha consigliato per il prossimo anno?
Non si è ancora espressa, ma credo sia corretto e per rispetto verso il club e la piazza sia quello di parlarne per dare attenzioni a questa società.

Quando vi siederete al tavolo con la società chiederà garanzie a riguardo delle strutture ?
Certamente si, è il mio strumento di lavoro,  le infrastrutture sono indispensabili per la crescita. Il campo in sintetico è un "must" per crescere. Il nostro Mario ha fatto miracoli quest'anno, ma negli ultimi mesi ha avuto troppi problemi. La cultura e la mentalità che prevedono il gioco e non servire le punte a pallonate devono prevedere un campo in sintetico. Guardate Monza, Pordenone, Novara, Atalanta, sono cresciute grazie alle strutture. La Pro Patria ha un valore sociale che può fare da traino 
per la città. Si cresce solo con queste disponibilità di strutture.

Per cui, vittoria che vale doppio, visto che è stata ottenuta senza strutture.
Certamente, grazie alla presidente e al direttore che ci hanno permesso di lavorare con serenità.

Una presidentessa donna che incide in qualche modo?
Si, un valore aggiunto in termini di sensibilità nel rapporto umano. E' legata al territorio a differenza di imprenditori che vengono da fuori che spesso non hanno il senso di appartenenza. Ricordo di lei quando dopo la vittoria a Lecco è salita sul nostro pullman e con poche parole ci ha fatto capire il suo valore. Quel momento è stato uno dei più belli della nostra annata.
 Patrizia Testa ha affrontato con dignità e equilibrio la conferenza stampa, non era facile visto che abbiamo preso botte e parole per tutto il pomeriggio.

Questo calcio di serie C è in crisi?
Certamente, qualcosa deve cambiare, le vicende di Modena, Vicenza e l'ultima con la retrocessione a tavolino del Santarcangelo sono realtà inaccettabili. Se fosse capitato a noi? Cosa avremmo detto?

Al termine della partita di domenica scorsa lo speaker del Mantova ha annunciato la promozione della Pro Patria che è stata applaudita da tutto lo stadio che non ama la dirigenza del Rezzato. Sente che quell'applauso sia stato rivolto anche a lei?
Non lo so, io cerco di essere sempre me stesso, a volte mi riesce vincere a volte no. 

E' arrivato anche un messaggio da parte di De Paola, allenatore della Pergolettese? 
No, nessun messaggio. Diciamo che sono rimasto sorpreso dalle sue previsioni. Prima ha detto che la Pro Patria ha sbagliato l'approccio alla partita con i cremaschi, dicendo che si aspettava mordessimo le caviglie come loro avrebbero fatto la settimana dopo con il Crema, ma poi hanno perso. Ha detto che il campionato era chiuso a favore del Rezzato, abbiamo vinto noi. La vita, a volte, sa essere giusta!
Flavio Vergani







Mister Javorcic, dopo la rifinitura, svela in anteprima la formazione di domani che darà spazio anche a chi ha avuto meno occasioni per mettersi in mostra durante il campionato. "Una questione di rispetto-dice il tecnico croato - verso chi ha lavorato per questa vittoria".
Ecco l'undici iniziale:

Guadagnin
Colombo
Molnar
Zaro
Disabato
Charion
Mozzanica
Arrigoni
Ghioldi
Gucci
Santana

Non tutti i tifosi lo conosceranno, si chiama Nazareno Tiburzi. Tecnicamente un dirigente della Pro Patria, realisticamente un amico di Patrizia Testa che ha voluto starle vicino fin dall'inizio della sua avventura dirigenziale.
Tiburzi, oltre ad uno stimato commercialista, è una persona davvero speciale per il suo stile "british", i suoi modi da gentiluomo, il suo sorriso che comunica serenità. 
Una qualità che  si sposa con la sua positività, mostrata soprattutto nei momenti difficili vissuti in questo anno.
Ce ne vorrebbero tanti come lui che alla nostra domanda sui motivi della sua scelta ha risposto con semplicità:" per dare una mano a Patrizia che stimo da sempre".
Una scelta fatta con il cuore, senza troppi se o troppi ma. Questo è il valore prezioso di questa Pro Patria che ha saputo vincere prima fuori dal campo e poi in campo. E, con un commercialista di questo livello i conti sono tornati. Ha un solo difetto, ma non si può essere perfetti. Non abita a Busto, ma nella città subito dopo...
Grazie Nazareno!
Flavio Vergani

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Red carpet per i giocatori della Pro Patria che sfileranno sulla passerella dei vincitori prima e dopo la partita di domenica prossima con la Virtuscomp Verona.
Prima, quando la presidentessa Patrizia Testa premierà "The tower"Giovanni Zaro per la sua centesima partita con la maglia della Pro Patria. Zaro riceverà anche il premio  "Macchi Immobiliare"messo in palio dal consigliere del Pro Patria Club Giordano Macchi per il miglior tigrotto votato dai tifosi su questo sito.
Premio anche per bomber Mario Santana che riceverà il premio da Giancarlo Bacchi in ricordo del papà Aldo messo in palio per il miglior marcatore tigrotto.
Dopo la partita cerimonia da non perdere ( per cui non correte a casa al fischio finale)quando Teresa Montaguti, consigliere del Dipartimento Regionale della serie D, consegnerà il trofeo alla Pro Patria quale squadra vincitrice della serie D.
Un momento emozionante per tutti quelli che da tempo hanno atteso questa vittoria, diventata realtà grazie ai nostri ragazzi, al mister, a Turotti, a Patrizia Testa, allo staff e agli immensi tifosi che li hanno sostenuti su tutti i campi.

FORZA PRO PATRIA!

Flavio Vergani