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 La sua maglia, la numero 26 , era rimasta piegata nell'armadietto dello spogliatoio.

Un segno del destino o solo l'attesa di un arrivederci che oggi ricongiunge l'esterno sinistro Andrea Masetti al biancoblu.

Il classe 1998 lo scorso anno aveva vestito la nostra storica maglia ben 24 volte con una rete.

Tornato all'Arezzo si è svincolato ed oggi torna a Busto con un contratto in tasca fino a fine Giugno, poi si vedrà.

Bentornato Andrea!

Flavio Vergani

 Bella notizia riguardante l'orario di inizio di Pro Patria Piacenza che dall'improponibile ore 12,30 è stato spostato al più umano ore 15, sempre di domenica 7 Marzo.

Questo è il calcio che ci piace.

Flavio Vergani

Bad news da Sesto dove il difensore Lorenzo Saporetti si è procurato un infortunio che non lascia sperare niente di buono.

Infatti, l'ufficio stampa societario comunica la probabile rottura dei legamenti della caviglia sinistra.
Domani gli esami strumentali daranno maggiori informazioni a riguardo di questo sospetto.
Auguri di pronta guarigione a Lorenzo

Pareggio a reti bianche nel derby delle "Pro"in una partita tutta che "barba che noia, che noia che barba".

La Pro Patria non ripete a livello estetico la bella prova di sabato scorso con il Como e, complice anche il solito turn over proposto da mister Javorcic, il gioco non decolla.

Attacco non pervenuto con un Kolaj evanescente tutto dedito al dribbling personale poco utile al gioco di squadra, Latte Lath appannato e senza centrocampisti ispirati in fase propositiva.

La difesa, come sempre tiene, ma il divertimento non è certamente garantito da palloni spesso rimbalzanti, errori a nastro in fase di impostazione e zero tiri verso la porta di Livieri.

Gli ingredienti perfetti per un soporifero zero a zero che, se è vero che porta un punto in cascina e anche vero che serve poco ad entrambe, visto che da queste squadre che hanno ampiamente centrato l'obiettivo minimo stagionale della salvezza, ci si aspetterebbe il coraggio di correre qualche rischio in più per centrare i tre punti, piuttosto che accontentarsi del pareggio con tale tipo di atteggiamento remissivo.

Dicevamo del turn over, ormai nel calcio moderno è reato parlare di giocatori titolari e giocatori riserva, un concetto che viene francobollato come vecchio, risalente ai tempi dello scrivente che non è di primo pelo. Per cui, tutti trend setter di quanto accade nelle serie maggiori, dove le rose sono ampie e segmentate per ruolo ed è un "must", un vanto, una "conditio sine qua non", affermare la pariteticità della rosa e quindi demolire il concetto squalificante e degradante della "riserva".

Una modernità filosofica più fittizia che reale, in quanto, spesso, anzi quasi sempre e in qualsiasi occasione, quando ci si allontana dall'undici titolare le performance subiscono chiare ed evidenti ripercussioni.

Se poi si scende di categoria, dove spesso si fatica a mettere insieme undici titolari di qualità, ci si chiede come si possa pretendere di averne 22 o 25 giocatori tutti di pari qualità tali da rendere ininfluente la loro rotazione.

E' chiaro al mondo intero che trattasi di un'illusione, seppur spesso vestita da realtà apparente.

Per cui, inutile inseguire i sogni, le gare ravvicinate che obbligano o meglio consigliano un turn over sistematico, non possono non influire sul livello qualitativo medio della performance generale e, dopo la gara con la Pergolettese, oggi si è avuta la prova provata.

Rimane il punto che muove la classifica e permette ai tigrotti di allungare una striscia di risultati positivi che, gara con la Pergolettese a parte, ha garantito punti dal lontano mese di dicembre.

Insomma, cosa si vuole di più?

Flavio Vergani

PRO SESTO 1913 – AURORA PRO PATRIA 1919    0 – 0     (0 – 0)

 

PRO SESTO 1913 (4-3-3): 22 Livieri; 3 Maldini, 5 Pecorini, 19 Caverzasi, 32 Franco; 37 Sala, 8 Gualdi, 29 Marchesi (14′ s.t. 6 Di Munno); 11 Cominetti (27′ s.t. 35 D’Amico), 18 Mutton (33′ s.t. 9 Ngissah), 10 Scapuzzi (33′ s.t. 28 Maffei).

A disposizione: 1 Del Frate, 15 Bertoli, 25 Bosco, 36 Ruggiero. All. Parravicini.

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Greco, 6 Gatti, 13 Boffelli, 4 Saporetti (14′ s.t. 5 Molinari); 7 Cottarelli, 20 Nicco (27′ s.t. 8 Brignoli), 16 Fietta, 3 Galli (42′ s.t. 21 Colombo), 15 Pizzul; 11 Kolaj (27′ s.t. 30 Castelli), 24 Latte Lath (14′ s.t. 9 Parker).

A disposizione: 12 Mangano, 10 Le Noci, 14 Bertoni, 17 Spizzichino, 19 Lombardoni, 25 Ferri, 30 Castelli, 31 Vaghi. All. Javorcic.

 

ARBITRO: Eugenio Scarpa di Collegno (Antonio Marco Vitale della Sezione di Ancona e Fabrizio Aniello Ricciardi della Sezione di Ancona. Quarto Ufficiale Aleksandar Djurdjevic della Sezione di Trieste).

 

Angoli: 2 – 2.

Recupero: 0′ p.t. – 4′ s.t.

Ammoniti: Boffelli, Molinari, Brignoli (PPA); Marchesi (PSE).

Note: Giornata mite e serena. Terreno di gioco in buone condizioni. Gara disputata a “porte chiuse”.

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 GRECO: 7

Inoperoso per lunghi tratti della partita, poi Danielson spara all'incrocio e lui vola e respinge, poi Danielson spara ancora all'incrocio e lui vola e respinge. Mezzo voto in meno perchè non si ricorda che senza pubblico si sente tutto, anche quando dice al raccattapalle "fai sparire quel pallone" per ritardare la rimessa. Birbante!

PIZZUL: 7+

Danielson fisicamente ricorda Do Prado e in qualche giocata ( poche)lo ricorda, sembra la lotta tra Davide e Golia, ma vince la "Golia". A inizio partita qualche presente ospite sorrideva chiedendosi se fosse "Bruno Pizzul". Ride bene chi ride ultimo.

GATTI: 7

Baluardo insuperabile per tutti e soprattutto per il suo pari specie Gatti. Il micio comasco ha miagolato, il gatto bustocco ha ruggito

BOFFELLI: 7

Tanta "Cazzima", con lui dietro la difesa è un 'altra cosa. Ha nel dna la qualità del leader e questo è un'assicurazione in modalità "kasko" per la difesa tigrotta.

LOMBARDONI: 7

Lombardoni fa rima con Gabrielloni, finisce qui la similitudine. Il tigrotto gioca, il comasco parla e l'attacco comasco è facilmente disinnescato. Per la miglior difesa del torneo servono fatti e non parole per batterla.

COLOMBO:7

Esperienza da vendere e tanto lavoro di diplomazia con un arbitro che è meglio perderlo che trovarlo. 

NICCO: 7,5

Standing ovation per una prestazione perfetta per intensità e qualità. Nonostante l'ammonizione che dovrebbe frenarlo, accellera quando serve e detta i tempi quando è necessario.

BERTONI: 7

Calcio d'angolo vincente per Latte Lath, spedisce negli spogliatoi Crescenzi, lucido e freddo in cabina di regia.

LATTE LATH: 8

Goal, assist, corsa, imprevedibilità per una vera e propria standing ovation alla sua uscita dal campo. Si sta sempre più disciplinando e integrando con il gioco dei tigrotti dimostrandosi di valore assoluto.

PARKER: 7,5

Un punto in più per il goal che incornicia una prestazione generosa. Spesso la testa suggerisce giocate di qualità che i piedi non riescono a produrre, quando testa e piedi si parleranno farà il salto di categoria che insegue da tempo.

MISTER JAVORCIC. 8

Inseguiva questa vittoria di prestigio da tutto il campionato e la ottiene con una partita perfetta. Non sbaglia una mossa, imbavaglia le trame del Como con una pressione a 100 atmosfere, riparte con l'arma letale Latte Lath servendo al posto dell'aperitivo un cappuccino caldo al tecnico ospite Gattuso. Non è giornata per gli allenatori con questo cognome.



 


 

 Capolavoro Pro Patria che stende per due a uno la capolista Como dopo una partita perfetta che ha regalato ai tifosi la più bella soddisfazione dell’anno.

Cosa chiedere ancora a questa squadra che spazza via gli ultimi remarks dei tifosi più schizzinosi che facevano presente che non si vince mai con chi sta davanti: ecco la vittoria sulla capolista e che non segnano mai gli attaccanti: ecco i goal di Latte Lath e Parker.

Il Como, nel primo tempo ha fatto vedere di che pasta è fatto con un’organizzazione di gioco di primo livello. Senza dubbio la miglior squadra vista allo “Speroni”, ma la Pro Patria ha saputo colpire a freddo con l’indemoniato Latte Lath che, prima scaldava le mani al portiere ospite con un tiro a giro dei suoi e poi incornava nell’angolino sul successivo calcio d’angolo.

Era il quinto minuto del primo tempo e per il Como era già una gara in salita.

I lariani spinti dal nuovo arrivato Danielson andavano due volte vicino al pareggio con due punizioni magistralmente battute dallo stesso giocatore che esaltavano il portiere biancoblu Greco che volava come un angelo in cielo respingendo da campione i pericoli.

Alla ripresa dopo la sosta, altro instant goal bustocco con Parker su assist di Latte Lath, una vera e propria anguilla scivolosa nella difesa comasca. Goal che arrivava dopo un cross telecomandato di Nicco, il signore del centrocampo che ha disputato una partita di grande spessore

Il  Como perdeva progressivamente ritmo e qualità trovando un goal abbastanza casuale con Walker, imbeccato dal troppo polemico Gabrielloni che più che giocare ha speso il tempo a protestare risultando tra i peggiori in campo.

Como che rimaneva in dieci per l’espulsione di Crescenzi su per fallo su Bertoni, con seguente incredibile teatrino con protagonista il comasco, che aveva la faccia tosta di dichiararsi innocente per un fallo da arresti domiciliari.

La Pro Patria spinta dei suoi ultrà  dalla improvvisata curva posta fuori dallo stadio e dai numerosi, ma corretti, accreditati teneva botta alla reazione finale del Como e si portava a casa la più bella vittoria del campionato.

A fine gara è scoppiata la festa, rovinata dalla reazione fuori luogo di alcuni accreditati comaschi che accusavano di maleducazione il pubblico bustocco, esaltando invece l’educazione, il rispetto e l’accoglienza che, a loro parere, riservano ai loro ospiti.  Chi è stato a Como almeno una volta potrà giudicare la valenza di tale affermazione. Giusto per onore di cronaca non si capisce a quali episodi ci si riferisse per tale inutile polemica, visto che nulla è accaduto al di fuori di quanto normalmente si sente in uno stadio durante una partita. Davvero incomprensibile questa incapacità di gestire una sconfitta, prendendosela con i presenti locali.

Chiusa parentesi, oggi è un giorno di festa per la Pro Patria che festeggia al meglio il suo recente compleanno (26 Febbraio) spegnendo la 102esima candelina con una vittoria che è davvero tanta roba.

Bravi tigrotti!

Flavio Vergani

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 Mauro De Bernardi, consigliere del Pro Patria e distributore del Tigrottino nelle edicole della città è stato lo special guest allo Speroni per la partita con la Pergolettese.

L'occasione giusta per sentire le sue impressioni sul ritorno allo stadio.

Mauro, che emozioni hai vissuto necl rivedere lo Speroni?

E' stato un ritorno a casa mia, mi sono sentito nel posto dove sto bene con me e con gli altri. La Pro Patria non è solo la partita, è ritrovarsi insieme e stare bene insieme.

Quegli spalti vuoti, quel silenzio che avvolge lo Speroni cosa ti hanno trasmesso?

Guardavo dalla tribuna i distinti coperti da dove seguo le partite e mi dicevo: io sono là, sono sempre là, quello è il mio posto. Sul silenzio, beh, diciamo che da dove ho visto la partita non c'era tutto questo silenzio. Ero con Mario Beliusse, Giannino Gallazzi e Silvio Merlo ed era come essere in curva.

Commento sulla partita?

Peccato non aver visto una bella partita, come quelle seguite in televisione, ma è andata così. Credo che il nostro allenatore abbia sottovalutato la Pergolettese presentando una formazione inziale che non ha dato risultati. Fietta era convalescente dopo l'infortunio, la difesa senza Gatti e Boffelli non è la solita e Lombardoni si perde senza di loro. Oppure, ha sopravvalutato i sostituti, sta di fatto che nel secondo tempo siamo andati meglio, ma era troppo tardi.

L'attacco della Pro Patria come lo giudichi?

Non abbiamo un vero e proprio attacco, ma una fase offensiva che tramite il gioco arriva a segnare gol. Parker si è perso dopo la fase iniziale del campionato, Kolaj va a corrente alternata, Castelli è ingiudicabile. Mi piace Latte Lath, l'unico che dà brio alla manovra.

Dove arriverà questa Pro Patria?

Tra il quinto e il decimo posto.

Chi ti ha maggiormente impressionato nel girone?

Nessuno in particolare, non c'è il Monza dello scorso anno. Bene l'impianto della Pro Vercelli, ma certamente la Pro Patria se la giocherà con chiunque nei play off.

Vedere le partite in televisione è tutta un'altra cosa?

Certamente si, manca il gruppo, a volte le vediamo insieme ad altri tifosi, ma lo stadio trasmette diversa vicinanza. Speriamo di tornare presto, almeno per i playoff.

Anche la vita del Pro Patria Club è ferma, pensi si rischi il disaffezionamento?

Certamente si, non vedendoci da così tanto tempo, temo che qualcuno possa allontanarsi prima dallo stadio e poi dal club. Io, distribuendo il Tigrottino nelle edicole qualcuno vedo, ma altri del club sono mesi che non ho modo di incontrali, per cui il rischio di perdersi è alto.

Ho visto sugli spalti uno striscione nuovo, sai qualcosa?

Si, certo che lo so. Ho convinto il titolare del Bar Bandi ad esporre uno striscione con il suo nome. Vado spesso in quel locale a giocare l'Enalotto e dopo vari tentativi è capitolato e così ora c'è uno striscione in più allo Speroni.

Flavio Vergani



 



 




La sconfitta della Pro Patria ha riportato la normalità di sempre.

Dopo 11 risultati positivi la notizia dovrebbe essere la straordinaria performance ottenuta, invece la ribalta è tutta per la sconfitta, le sue cause e i suoi effetti.

Fa più rumore un albero che cade, che undici che crescono.

E’ tornata la normalità, dopo settimane di noiosi silenzi, di vittorie e pareggi eccellenti, archiviati frettolosamente e con persino imbarazzante semplicità.

Quasi un andamento noioso, destimolante, anestetizzante, per una normalità poco ingaggiante, una tranquillità poco sfidante, una realtà esageratamente rilassante.

Tutti bravi in campo e fuori, classifica che dovrebbe dare sensi di vertigine e invece non procurava antiche passioni e popolari partecipazioni.

Per fortuna è arrivata la sconfitta, caro vecchio termine inciso nel Dna del tifoso di questa generazione, che l’ha conosciuta a fondo, frequentata per anni, combattuta vanamente per decenni.

Offerta in differenziati menù: spontanea, procurata, scommessa e persino programmata.

Un all inclusive da quattro stelle con portate generose e differenziate.

Nella prima domenica di Quaresima, come poteva mancare il digiuno della vittoria per riproporre, almeno per un attimo, la sensazione della sconfitta ormai dimenticata, per far rivivere per un attimo la solita realtà di sempre. Quell’amarezza profonda che ti stringe lo stomaco e abilita il cervello a giudicare tutto e tutti con precisione da cecchino?

Un giorno indimenticabile, il giorno del ricordo dei tempi che furono, la possibilità di rivivere quello che si era e che da tempo non si è più.

Gli special guest presenti sugli spalti che non le mandano certamente a dire ai tigrotti, le scelte dell’allenatore chiaramente sbagliate, i giocatori senior che “non ce la fanno più”, i giovani che sono “naranzi”, gli avversari lodati per il gioco, per la tattica, per l’organizzazione.

Tornano i negazionisti (“ l’ ho sempre detto che non siamo da quarto posto”), i disfattisti ( “qualche giocatore di questi non giocherebbe nemmeno in serie D”), i complottisti ( “ ci stiamo tirando indietro per non andare in B”) e gli specialisti(“hanno ragione quelli di TuttoLegaPro a dire che Javorcic non può allenare in B, oggi l’ha persa lui la partita”).

Le difese di ufficio che fanno notare che la Pergolettese aveva 16 punti in meno dei tigrotti, che i nostri giocatori hanno diversi meriti attestati dai numeri e che l’allenatore è lo stesso che ha vinto quello che sappiamo, vengono spazzate via da cotanta competenza e supponenza che non può essere combattuta.

Un salto nel nostalgico passato, un flash back d’autore per qualche corvo che è tornato a volare basso, una domenica di gloria per chi si sente vivo quando può dare soluzioni indiscutibili, inappellabili, incontrastabili, inoppugnabili.

E' Quaresima, tempo di digiuno, ma non per tutti, per loro è un peccato non aver mangiato la "Crema", tutti in croce la conseguenza, sperando nella resurrezione.

Tornano le urla allo Speroni, si odono gli echi che rispondono da casa, bentornata normalità.

Flavio Vergani