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Bruciati nel pomeriggio gli ultimi quattro posti per la trasferta di Crema, in casa Pro Patria Club non si perde tempo ed è già stato prenotato un pullman più grande per poter ospitare altri tifosi che vorranno seguire la squadra in trasferta.
Per cui, fatevi avanti, il posto (per ora) c'è.
Team trasferte Pro Patria Club

Emoziona e persino commuove l'attenzione e la dedizione riservata ai tifosi bustocchi in partenza per Crema. Un'attenzione che ricorda i tempi della Colonia di Alassio o dell'Aprica, quando ci si spostava in file ordinate e con la mano nella mano.
Inoltre, ci si preoccupa di comunicare l'indirizzo dello stadio, risparmiando ai tifosi di doverlo digitare nel navigatore satellitare dell'auto o del proprio cellulare.
 Si raccomanda, anzi si obbligano, i tifosi a seguire le indicazioni verticali per non correre nessun pericolo e non perdersi nei labirinti cremaschi e, infine, si rassicurano i tifosi sul fatto che verranno assistiti dalla, udite bene, Protezione Civile per qualsiasi necessità.
Insomma, un trattamento da veri e propri Vip.
Manca, ma lo aggiungiamo noi, la raccomandazione di attraversare sulle strisce pedonali, coprirsi bene perchè potrebbe fare freddo e di non mangiare pesante a pranzo per evitare congestioni.
Così, avrete la certezza che quel senso di nausea che già avvertite dopo aver letto questo articolo non sarà causato sicuramente dal menù di mezzogiorno.
Flavio Vergani

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Il team trasferte del Pro Patria Club comunica che sono disponibili gli ultimi quattro posti sul pullman per Crema.
Chi fosse interessato a partecipare contatti i referenti per non rimanere a piedi.
Well done boys!

Paolo Tornaghi ha ringraziato il Pro Patria Club per il pensiero di ieri tramite un post sul suo profilo Facebook.
Grazie a te Paolo e forza Pro Patria.















 La presenza di mister Javorcic nella sede della Pro Patria non poteva non essere occasione per tornare a parlare della partita di sabato scorso.
Questo il commento di Javorcic:
“Prima di tutto dobbiamo considerare che ci è stato tolto un goal valido di Mastroianni. Lo abbiamo rivisto e la posizione non è nemmeno in discussione, non serve neppure la Var per capire l’assoluta regolarità della posizione del nostro giocatore.
Detto questo, se avessi commentato la gara in sala stampa avrei detto le stesse identiche cose che avevo detto nel prepartita, ossia che la gara l’avrebbe vinta chI avesse sbagliato di meno.
Noi abbiamo sbagliato più dell’Albinoleffe e abbiamo perso. Gli ospiti non incassano così frequentemente due reti, per cui è chiaro che hanno sbagliato anche loro, ma noi di più.
Devo dire che non ci aspettavamo questa performance in quanto dopo la sosta i giocatori si sono presentati in forma perfetta, nessuno con chili da smaltire. A questo si è aggiunta una preparazione intensa che non lasciava presagire quanto visto in campo.
Pensate che anche oggi abbiamo monitorato la seduta di allenamento e abbiamo rilevato che mediamente i ragazzi hanno  percorso 10 km, ossia tanto quanto si percorre in una partita. Sono carichi di lavoro importanti, paragonabili a quelli dell’Atalanta.
A riguardo degli infortunati stiamo recuperando Brignoli, serve cautela per il tipo di fisico importante che ha il ragazzo.
Adesso ci aspetta la gara di Crema che, come tutte le altre, bisogna vincere.
Colgo occasione per ringraziare il Pro Patria Club per il gesto di affetto nei confronti della mia famiglia. Non sono abituato a queste manifestazioni di vicinanza per cui non trovo le parole per trasmettervi il mio apprezzamento, dico solo che ancora una volta tocco con mano tutta la vostra passione e vicinanza per questi colori.
Flavio Vergani




Sold out al Pro Patria Club con sede esaurita in ogni ordine di posti per l’arrivo di due, anzi tre, ospiti importanti che hanno dedicato un po’ del loro tempo per passare qualche ora lieta nella casa dei tifosi.
Mister Javorcic, il portierone Paolo Tornaghi e l’addetto stampa Nicolò Ramella si sono fatti in quattro per dare la loro disponibilità e rispondere “presenti”, nonostante il preavviso non fosse stato così comodo e di questo li ringraziamo di cuore.
Il motivo della visita? Più di uno!
Innanzitutto la nascita di Livia, secondogenita di mister Javorcic, poi la premiazione del nostro portiere risultato il miglior difensore durante le sei partite nella quali i valutatori hanno posto gli occhi su questo reparto.
Curiosi di sapere quali sono stati i premi? Eccovi accontentati: per Livia uno splendido maxi peluche della Trudi, per il portiere un ricco buono acquisto da utilizzarsi su Amazon. 
Ma, i tre non si sono presentati a mani vuote donando al club i guanti da portiere di Tornaghi, autografati e con dedica per il club. Un pensiero inatteso e di grande valore che ha colpito nel segno i presenti. Ora, la nostra sede è ancora più bella con questo pezzo unico ed esclusivo da
museo. Grazie!
Prima del congedo i tre sono stati “sciarpati” da Giannino Gallazzi, felice come un bambino di poter parlare face to face con tre rappresentanti della sua inarrivabile passione.
Una serata semplice ma al tempo stesso di grande valore, perché per noi avere ospite la Pro Patria non ha prezzo.
Pro Patria Club

Il presidente del Pro Patria Club Giovanni Pellegatta e tutto il consiglio è vicino a Gianluigi Farioli per la perdita della mamma Fausta Carnaghi di 94 anni.
La salma riposa nella chiesetta di Sant’Antonio, a fianco del santuario di Santa Maria di Piazza. Domani, lunedì 13 gennaio, alle 18, verrà recitato il Santo Rosario nel santuario di Santa Maria. 
Martedì 14 gennaio nella basilica di San Giovanni, in orario ancora da concordare, si terrà il funerale.
A Gianluigi e a tutti i famigliari le più sentite condoglianze del Pro Patria Club
Giovanni Pellegatta
Presidente Pro Patria Club


Special guest al Pro Patria Club dove Martedì prossimo (14/1/2020), alle ore 20,30, saranno ospiti Paolo Tornaghi e mister Ivan Javorcic.
Il primo ritirerà il buono acquisto Amazon a lui riservato quale miglior difensore tigrotto delle sei partite prese in esame dalla giuria del club, il secondo ritirerà in nome e per conto della nuova arrivata Livia un regalo che i consiglieri del club le hanno riservato.
Sarebbe bello che, proprio in questo momento difficile, i due sentano tutto il calore dei tifosi con una partecipazione massiccia. 



Abbonati a parte, ieri i paganti della partita Pro Patria Albinoleffe sono stati 449.

Lo 0,56 % della popolazione bustocca. Molti meno di quanti erano presenti al teatro Sociale per festeggiare il Centenario della Pro Patria dove, tutti concordi, dissero che la Pro Patria rappresenta Busto Arsizio da sempre.

L’incasso è stato di circa 7.000 euro, più o meno quanto serve per un paio di stipendi dei giocatori. Per il resto, sponsor a parte che vanno ringraziati 100 volte, il conto è pagato da una sola persona, ossia la presidente Patrizia Testa.

La quale per dare un senso di sostenibilità al conto economico è costretta a contare sui contributi federali dedicati ai club virtuosi che si impegnano nel far giocare i giovani in serie C.

Questo risponde a chi si chiede perché gioca Mangano e non Tornaghi, tanto per citare un esempio.

Tornaghi giocava quando era schierabile il giovane Ghioldi, infortunatosi il centrocampista e altri under di necessità si è dovuta fare virtù pur di raggiungere la quota giovani in squadra.

Che poi nelle partite precedenti il giovane Mangano abbia sfoderato prestazioni del tutto convincenti giustifica la sua conferma tra i pali di ieri.

Che poi la sua sia stata una prestazione negativa non ci piove, ma del tutto paragonabile a quella dei suoi compagni che ha irritato il pur sempre paziente e silente Sandro Turotti che, a fine partita, non le ha certamente mandate a dire al team biancoblù affermando che è stata: “la peggior prestazione degli ultimi tre anni”.

I tifosi hanno un’anima diversa da quella degli spettatori. I primi ci sono sempre e comunque vada pagano, gioiscono, si arrabbiano, ma già da oggi sono pronti a salire sul pullman per Crema.

Gli spettatori no. Loro hanno un’anima diversa. E scelgono dove investire i soldi per il proprio divertimento; se non risulta essere tale vanno altrove.

Chi ultimamente varca la soglia dello “Speroni”, a parte le procedure di check in degne di un aereoporto internazionale ad alto rischio terrorismo, vede poche vittorie, pochissimo, gioco, uno spettacolo quasi inesistente.

Pensare che questo sia il modo per avvicinare tifosi alla Pro Patria è pura fantascienza, soprattutto se il costo di ingresso è paragonabile a quello di altri intrattenimenti al coperto, al caldo e dotati di ogni genere di comfort.

Come fare allora?

Ci sono tante risposte e nessuna risposta.

Una delle risposte potrebbe essere l’esempio di Novara dove la gara con il Monza di oggi costerà ai tifosi solo due euro in tutti i settori con incasso devoluto in beneficienza.

Un’iniziativa della nuova società novarese con il patrocinio del comune.

Certamente vincente sotto il punto di vista del marketing per costruire un legame con i nuovi tifosi, ma tutto questo, se proiettato nella realtà bustocca cozza contro quanto visto ieri allo stadio.

Chiunque avesse pagato due euro per vedere la gara di ieri tornerebbe allo stadio in futuro a prezzo pieno?
Sicuramente no!

La vera realtà è che gli spettatori sono la conseguenza di uno spettacolo gradevole, uno spettacolo gradevole è la conseguenza di forti investimenti per disporre dei migliori attori, i migliori attori scelgono il palco per loro più conveniente in termini di guadagni.

Quando manca uno di questi fattori è impossibile desiderare la luna.

Ci si deve accontentare di qualche giornata di sole e qualche giornata di pioggia.

Ieri è piovuto a dirotto, ma fino all’altro ieri la squadra aveva prodotto un rendimento superiore a quello dello scorso anno.

Questo è quello da cui ripartire.

Vincere il campionato a Monza con un budget illimitato è certamente fonte di gioia per i tifosi, ma fin troppo facile per la proprietà, salvarsi senza ansie con lo 0,56 % della popolazione di Busto allo stadio, con la quota giovani sempre schierata e senza fuori quota in termini di ingaggio è tutta un’altra soddisfazione e non ha prezzo.
Questo è e deve essere l'obiettivo del presente, se poi domani qualcuno dovesse innamorarsi della Pro Patria non a parole, non sui palchi dei teatri, non solo durante il Baff, ma con fatti concreti, allora sconfitte come quelle di ieri non avrebbero ragione di esistere e magari non servirebbe far pagare due euro per incoraggiare le presenze, perchè verrebbero da sè.

Flavio Vergani

MANGANO: 4,5
Prestazione da dimenticare per il giovano portiere tigrotto che manca di reattività sul secondo goal ospite e si dimostra incerto (troppo)sul terzo.

GALLI: 5
Una comparsa sia in fase difensiva, sia in quella offensiva con apporto assai limitato.

MASETTI: 5
Cerca di imitare la prestazione di Galli e ci riesce

LOMBARDONI: 5,5
La difesa incassa tre reti e Cori ne fa due, bastano in numeri per giustificare l'insufficienza.

BOFFELLI: 5,5
Nulla di diverso da quanto sopra.

BATTISTINI: 5,5
Chiusure approssimative e rilanci da dimenticare.

BERTONI: 5
Da un centrocampista ci si aspetta o la qualità o la quantità, oggi si è vista solo la lentezza, la confusione, la scarsa grinta.

PEDONE: 5-
Non ci sono più parole per questo giocatore che ha tecnica, fisico e corsa ma che si smarrisce nel mare delle sue paure e delle sue fragilità che lo condannano ad apparire quello che non è.

COLOMBO: 7,5
Due punti in più per i goal proiettano il capitano nell'area dell'eccellenza. Certo è che se una squadra nella quale l'asset più importante è il valore dei giovani Colombo è l'unico sufficiente di giornata, occorre farsi una domanda e darsi una risposta.

LE NOCI: 5-
Non pervenuto, una delle partite peggiori del talento comasco che appare spento fisicamente, senza grinta e voglia di trascinare i suoi compagni in virtù del suo carisma e della sua esperienza.

MASTROIANNI: 5-
In genere canta e porta la croce, oggi cade per la terza volta senza che l'arbitro lo degni di un'attenzione. Tirate voi le somme.

MISTER JAVORCIC: 5,5
Paga penitenza per il bestemmione di Gorgonzola con la squalifica e la sconfitta che gli rovina la settimana più bella per l'arrivo di Livia. Perde il match con Zaffaroni che fa poco cose ma bene, la Pro Patria ne fa meno e sbagliate.

Esordio non indimenticabile della Pro Patria nel nuovo anno che viene battezzato con un sconfitta ad opera dell'Albinoleffe di mister Zaffaroni, ex indimenticato tigrotto.

Passano gli ospiti per tre a due dopo una partita pessima da parte della Pro Patria, apparsa lenta, legnosa e senza idee a centrocampo, sterile in attacco e indecisa in difesa dove il portiere Mangano ha fatto ricordare gli errori del suo non brillante passato.
Una partita così mal giocata che a fine partita i tifosi hanno perso la pazienza contestando i giocatori per una performance tutta da dimenticare.
Senza mister Javorcic in panchina a dare la sveglia, i tigrotti si sono consegnati al destino assistendo passivamente a quanto andava in scena in campo.
L'Albinoleffe con poche e semplici idee ha messo in crisi la Pro Patria che, forse per i carichi atletici subiti in questa lunga sosta, è sempre arrivata seconda sulle palle contese ed è mancata in brillantezza.
Quasi un allungamento della lunga sosta visti i ritmi e le cadenze viste in campo.
Nonostante questo la partita è stata per due volte recuperata con una doppietta di Colombo che rispondeva pan per focaccia a chi in tribuna stampa pochi minuti prima del goal lo aveva definito un calciatore finito.
Peraltro, il calcio è davvero strano, visto che sempre quel qualcuno si era spinto a definire la squadra ospite un team senza punte dove segnano solo i centrocampisti.
Doppietta della punta Cori e tutti a casa, per la serie a volte è meglio stare in silenzio per dare l'impressione di non sapere, piuttosto che parlare e confermare il dubbio.
Alla fine, la firma d'autore sul quadro la metteva Giorgione che, da fuori area, impallinava un incerto Mangano.
Poi, arrembaggio finale con tutto il potenziale offensivo messo in campo dalla Pro Patria, ma non bastava la somma di Kolay più Mastroianni, più Defendi, più Parker per arrivare al risultato.
Ora, la strada di fa in salita con un doppio scontro da brividi: Pergolettese domenica prossima e Monza il mercoledì successivo.
Intanto il mercato è aperto e forse sul punto occorre una riflessione.
Flavio Vergani


Torna dopo un mese di stop il campionato di serie C.

Lo pseudo sciopero proclamato dalla Lega di serie C ha ulteriormente dilato il tempo di attesa dei tifosi che ancora si chiedono il motivo per cui la giornata di sciopero non si sia potuta recuperare domenica 5 Gennaio o Lunedì 6 Gennaio, dando modo agli spettatori di accedere allo stadio in pieno relax festivo.

Invece, si è preferito giocare mercoledì 22 gennaio, di sera, in un giorno feriale. Una scelta che fa a pugni con il buonsenso.

Nel periodo di sosta ha tenuto banco la discussione sulla detassazione dei club di serie C con prese di posizioni davvero prevedibili e scontate che hanno riempito le pagine dei giornali e i siti internet

Ci si è affannati a chiedere ai presidenti di club se fossero o meno d’accordo sulla detassazione  che permetterebbe loro un saving di budget gestionale.

Un po’ come chiedere ad un lavoratore dipendente se fosse o meno d’accordo sul pagare meno irpef in busta paga. Chi dovesse dire di no vincerebbe immediatamente un coupon per un trattamento sanitario obbligatorio.

Poi, sempre per riempire il vuoto agonistico, ecco la domanda posta ai tifosi sempre sullo stesso tema. Anche qui, bordata di consensi scontati, visto che l’equazione è stata: meno soldi in tasse, più soldi per il mercato, magari per un bomber da 200 mila euro.

Una cifra non casuale, vista la dichiarazione del presidente di Lega di serie C che a precisa domanda ha risposto che il risparmio medio di una società di calcio di serie C dovuta alla detassazione sarebbe intorno ai 150 mila/200 mila euro all’anno.

Per cui, moltiplicando 200 mila euro per 60 squadre della serie C ci si accorge che il risparmio totale sarà di circa 12 milioni di euro  per le società e in parallelo 12 milioni di euro di mancate entrate nelle casse dello stato.
Il tutto per la felicità dei tifosi (speranza di un bomber) e delle società(risparmio soldi) e per la disperazione di chi dovrà coprire questo ammanco nel bilancio dello stato. Magari gli stessi lavoratori dipendenti che, tolto il cappello di tifosi, si ritroverebbero con la tassa sulla detassazione in busta paga.

Qualcuno dirà chissenefrega l’importante è vincere, altri diranno chissenefrega di vincere se fa rima con più tasse.
Il dibattito è aperto.

Ovviamente, ciascuno tira l’acqua al suo mulino, peccato che a volte il mulino sia lo stesso e serve fare della scelte, anche sofferte, pur di mantenere la coerenza.

Ma, essere tifoso e lavoratore al tempo stesso rende arduo il compito. Ognuno scelga cosa vuole essere e poi, a successiva domanda sul tema, risponda.

In realtà, il volantino “sindacale”diffuso dalla Lega di serie C a supporto dello sciopero sui generis parlava non di detassazione pro “bomber”, ma pro impianti sportivi, alludendo al fatto che con questi tagli di tassazione si favorirebbe la realizzazione di campi di calcio.

Da capire con 200 mila euro di saving quanti impianti sportivi si possano realizzare (pochi o nessuno) e per che motivo le società dovrebbero risparmiare da un lato e mettere soldi dall’altro per costruire impianti sportivi di proprietà.
Ci sono società sportive che faticano ad avere lo stadio a norma, tanto da dover emigrare in strutture a noleggio, per cui dubitiamo che si possa "scialare" al punto tale da realizzare impianti alternativi.

Infine, visto quanto tempo è stato necessario per realizzare i campi di allenamento a Busto, dubitiamo fortemente che l’automatismo proposto dalla Lega di serie C sia fattibile sul breve periodo.

Diciamo che trattasi più che altro di un modo di unire l’utile (detassazione), al dilettevole(impianti sportivi) dando alla rivendicazione un tema sociale e non solo commerciale.

Tornando a noi, domani alle ore 15 tutti allo ”Speroni”per Pro Patria AlbinoLeffe.

Squalificato il neo papà Javorcic, punito per frase blasfema nell’ultimo match di campionato a Gorgonzola, Brignoli e Molnar reduci da un infortunio che li ha tenuti lontani dalla miglior condizione.
Sulla panchina degli ospiti mister Zaffaroni, indimenticato e indimenticabile capitano della Pro Patria, recentemente tornato agli onori della cronaca grazie all' incisiva citazione di Giovanni Toia sul libro "Il pallone che cammina", che racconta senza peli sulla lingua gli ultimi 50 anni di storia tigrotta.
Flavio Vergani

La Pro Patria ha un nuovo sponsor e che sponsor! Dopo 10 anni torna a vestire la maglia biancoblù Roberto Vender che sarà sponsor di maglia con la sua azienda Davighi international che è un punto di riferimento per chi ha necessità di elevate performance di stampaggio profondo dell'acciaio inox.
Una gamma di prodotti che include vasche bagnomaria, vasche per lavaggio, lavelli catering, macchine per gelato, vasche friggitrici.
Il marchio Davighi sarà ben visibile sulle maglie ufficiali della Pro Patria sotto il numero, fin dalla prossima partita.
La presidente Patrizia Testa, scelta dalla famiglia Vender per la sua indiscutibile serietà, a sua volta ha ringraziato l'imprenditore dell'acciaio inox per il segnale di tangibile vicinanza alla società, utile per garantire maggior serenità alla stessa.
Un patto d'acciaio tra due persone serie e inossidabili nella loro passione per la Pro Patria.
Flavio Vergani

Pullman prenotato per la trasferta di Crema di domenica 19 Gennaio (ore 15.00).
Adesso serve riempirlo!
Forza, i ragazzi hanno bisogno del nostro supporto.
Il costo del pullman è fissato in 13 euro con partenza alle ore 13 dallo stadio.
Tutte le info nella locandina.

Anno nuovo, vita nuova al Tigrottino che giunto alla soglia dei cinquant’anni ha deciso di ringiovanire e rifarsi il look.
E così, largo ai giovani con l’”under” Alessandro Bianchi che si siede sulla poltrona di direttore, dopo un periodo di praticantato come redattore.
Nuova immagine anche per la grafica affidata alle cure di Annalisa Bruni che ha disegnato il nuovo Tigrottino con un taglio più agile, più ordinato e più smart.
Un “work in progress” che progressivamente renderà il giornale sempre più bello e facile da leggere.
In bocca al lupo, anzi alla tigre, ad Alessandro e a tutta la redazione pronta a raccontare il nuovo decennio della Pro Patria che si spera possa portare tutte le soddisfazioni che i suoi tifosi si meritano

CLICCA E LEGGI

Un inizio d'anno fantastico per mister Javorcic e per la moglie Dragana che salutano l'arrivo di Livia che dividerà la cameretta con la primogenita Alessia.
A Ivan e a Dragana le congratulazioni del Pro Patria Club e un affettuoso benvenuta a Livia.

Good news per i tifosi della Pro Patria che potranno vedere la gara casalinga dell'11 Gennaio con l'Albinoleffe alle ore 15 in luogo delle ore 20,45.
La richiesta della società bustocca di anticipare l'orario di inizio del match per evitare che una partita di calcio potesse assomigliare ad una partita di hockey su ghiaccio è stata accolta dalla Lega di serie C che, evidentemente affaccendata in tutt'altre faccende, non si era accorta che in inverno al nord fa freddo e che non è il caso di programmare partite serali.
Non per i tifosi sia ben chiaro, di quelli chissenefrega, ma per il rischio potenziale di infortuni per gli atleti.
Professionismo, vuol dire anche questo, o almeno...dovrebbe voler dire.
Flavio Vergani

E' stato presentato il 16 dicembre da "Boragno" il libro del giornalista e tifoso della Pro Patria Giovanni Toia dal titolo "Il pallone che cammina".
Il  libro tratta la passione per il calcio di Toia e racconta diverse vicende legate alla Pro Patria, alcune del tutto inedite.
L'opera è disponibile in tutte le librerie cittadine, oppure al costo di 2,44 euro è possibile acquistare la versione digitale per Kindle in vendita su Amazon.
E' possibile anche leggere un estratto del libro a questo indirizzo: LEGGI L'ESTRATTO DEL PALLONE CHE CAMMINA

Flavio Vergani



Giovanni Pellegatta, presidente del Pro Patria Club, con i consiglieri e i soci augura a tifosi, giocatori e società, un nuovo anno ricco di soddisfazioni personali e successi professionali.
Buon 2020!

Arrivati al giro di boa del campionato è tempo di bilanci che in casa Pro Patria appaiono ampiamente positivi, se rapportati agli obiettivi iniziali.
I numeri, come sempre, fotografano la realtà in modo oggettivo e lasciano poco spazio alle interpretazioni.
Se il "sentiment" fra i tifosi a volte sembra proporre l'idea di un campionato dei tigrotti sottotono rispetto a quello dello scorso anno, i numeri affermano il contrario, ossia una quasi perfetta specularità di rendimento tra i due campionati.
E' vero, quest'anno sono mancate le grandi imprese come quelle di Novara, Chiavari, Pisa che avevano generato grande entusiasmo nello scorso torneo, ma la Pro Patria di quest'anno, peraltro impegnata in un girone mediamente più forte di quello dello scorso anno con meno squadre materasso o in crisi economica, porta a casa solo tre punti in meno rispetto alle prime diciannove gare dello scorso torneo.

Vediamo i numeri dopo 19 partite giocate ( non viene conteggiata la partita con Pro Piacenza di fatto annullata per la cancellazione dei piacentini dalla categoria)

Vittorie: lo scorso anno i tigrotti centrarono 7 vittorie, quest'anno 5 
Pareggi: lo scorso anno furono 6, quest'anno sono 9
Sconfitte: lo scorso anno furono 6, quest'anno 5

Punti: lo scorso anno furono 27, quest'anno sono 24
Reti fatte: lo scorso anno furono 20, quest'anno 23 
Reti subite: lo scorso anno furono 21, quest'anno 21

Posto in classifica : lo scorso anno la Pro Patria occupava l'ottavo posto, quest'anno il decimo.

Le perdita di Zaro (miglior tigrotto dello scorso anno) e Gucci ( miglior cannoniere dei tigrotti lo scorso anno),vengono ben metabolizzate dai tigrotti, tanto da raggiungere un rendimento medio del tutto paragonabile a quello dello scorso anno sia in difesa che in attacco.

Curiosità:
Se la Pro Patria avesse giocato sempre in trasferta sarebbe quinta in classifica preceduta solo da Juventus U23, Renate, Siena e Monza.

Se la Pro Patria avesse giocato sempre in casa sarebbe dodicesima e la classifica generale vedrebbe in testa il Pontedera con 22 punti, seguita dal Novara a 21 punti e dal Monza a 20 punti


Flavio Vergani



 


 
                 




Ersid Pllumbaj è un giocatore del Legnano.
L'ex tigrotto dopo una parentesi a Crema decide di rimettersi in gioco proprio vicino alla nostra Busto. In prova da 10 giorni Ersid decide di firmare un contratto fino a fine stagione con i lilla di mister Manzo. Per lui si apre una nuova opportunità dopo la bella stagione all'Arzignano culminata con la promozione in serie C e la piccola parentesi cremasca.
Buona fortuna al leone Ersid.

Simone Merlotti


Sembra ieri, c’era la festa di Natale al Pro Patria Club e stavo consegnando ad un tuo vicino di posto il premio del secondo e ultimo ambo di una tombola un po’ speciale.
Ricordo perfettamente, nonostante siano passati quattro anni, che mi fermasti e mi dicesti: ”Dovresti premiare più ambi”. Ti risposi un po' frettolosamente, preso dall'organizzazione della festa, e ti dissi: “ci penseremo per il prossimo anno”.
Ma, per te non ci sarebbe stato il prossimo anno.
Qualche giorno dopo, il 28 dicembre 2015, mentre ero al Museo della Juventus, il nostro amico Maurizio fece squillare il mio telefono con una suoneria troppo stonata per essere vera.
Partisti per una trasferta senza ritorno, convocata da un destino baro che ci tolse in un attimo il tuo volto, i tuoi occhi, il tuo sorriso, la tua passione per gli stessi nostri colori.
Incredulità mista ad un dolore forte contrastavano una rabbia feroce verso chi, nascosta nell'ombra, ci aveva rapito per sempre chi era parte di noi.
Un destino che ha tentato di rubarci tutto di te senza mai riuscirci, perché il legame con chi ti ha voluto bene era ed è così forte che ti ha tenuto legata a noi.
In questi quattro anni non ti abbiamo più vista, ma ti abbiamo sempre sentita.
Eri con noi sugli spalti dello “Speroni”, eri con noi alla festa della promozione, eri con noi alle feste del Pro Patria Club.
Vivi negli occhi dei tuoi genitori che ti portano nel cuore con orgoglio e con coraggio.
Genitori con l’animo dei veri tigrotti, tanto da non piegarsi ad un dolore immenso che li ha colpiti, ma non affondati.
Genitori coraggiosi come il tuo papà che ha festeggiato con noi i 50 anni del Pro Patria Club che lui stesso fondò nel 1969. Sappiamo quanto eri e sei orgogliosa di lui.
Coraggiosi come tua mamma che ha vinto la paura del mare, pur di festeggiare con noi i 50 anni di matrimonio durante la crociera del Pro Patria Club. Sappiamo quanto l'hai amata e quanto la ami.
Tu c’eri sempre: quando abbiamo applaudito il papà alla festa della birra e quando abbiamo applaudito la mamma alla festa dell'anniversario di matrimonio sulla nave.
Non serve chiederti dove sei, perché sappiamo che sei nel nostro cuore e vivi le nostre stesse emozioni, situazioni, preoccupazioni.
Non è servita una notifica per ricordarci di ricordarti, perché nessuno ti ha mai dimenticata.
Peccato per il tuo Milan, consolati con la Pro Patria.
Tutto è cambiato, ma niente è cambiato: non c’è più il “tuo”Candrina, ma la sua maglia gioca ancora, è cambiata la proprietà, ma la Pro Patria è sempre la nostra Pro Patria, hanno messo i seggiolini dove ti sedevi, ma il tuo posto è rimasto lo stesso.
Non è cambiato il nostro affetto per te, non è cambiato il nostro ricordo, non è cambiata la certezza che tu sei seduta sempre al nostro fianco.
Nessuno muore se il ricordo vive nel cuore di chi le ha voluto bene. 
E a te, Simona, hanno voluto bene in tanti.

Flavio Vergani


Non vorrei che in questo periodo nel quale gli auguri sono così inflazionati, possa correre il rischio di ricadere nello scontato.
Qualcuno dice che un augurio costa poco e rende molto e forse a volte si può essere d’accordo, ma vorrei che ognuno di voi guardasse dentro al mio cuore per scoprire quanto ci tenga a condividere con voi l’emozione e la felicità che sento dentro di me.
E’ vivo in me il forte desiderio di dire grazie a tutti i miei amici del consiglio direttivo e ai soci del Pro Patria Club per la vicinanza dimostrata nei miei confronti in questo primo periodo di presidenza del club.
Ho sentito forte il vostro affetto, il vostro incoraggiamento, la vostra voglia di essere al mio fianco per dare al club le stesse soddisfazioni vissute nei suoi primi 50 anni di vita.
Questo per me è stato il vostro miglior regalo di Natale.
Per questo vi dico grazie e vi auguro di poter raggiungere nel 2020 tutti i successi che vi meritate.
Grazie a tutti gli amici sponsor che mi hanno supportato e sopportato nel tentativo di rendere sempre più bella la nostra festa della birra e il nostro “Tigrottino” che con il sito rappresentano realtà prestigiose del nostro club.
Realtà possibili solo grazie alla disponibilità degli sponsor e all’impegno dei giornalisti che oggi voglio abbracciare ad uno a uno.
Grazie alla società Pro Patria che ci ha regalato un anno fantastico in campo e fuori dal campo: grazie alla Presidente Patrizia Testa, al Direttore Sportivo Sandro Turotti, all’allenatore Ivan Javorcic, a tutti i giocatori e a tutto lo staff biancoblù.
A tutti loro il mio augurio di proseguire nella strada intrapresa per regalarci ancora tante soddisfazioni e vittorie sul campo e fuori.
Auguro un felice Natale a un sereno anno nuovo ai molti che, pur non ricadendo in nessuna delle categorie sopra citate, sono sempre pronti nel dare una mano al club e qui potrei scrivere una lista molto lunga.

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

Giovanni Pellegatta
Presidente Pro Patria Club


La Lega di serie C ha comunicato che il recupero della giornata di campionato prevista per domani con il Monza e sospesa per sostenere la lotta alla defiscalizzazione delle società di serie C sarà recuperata Mercoledi 22 Gennaio alle 20,45.

Una vera e propria genialata che per l'ennesima volta penalizza i tifosi che dovranno recarsi allo stadio d'inverno, di sera, in un giorno lavorativo.
Poi non stupiamoci se ci sarà poca gente sugli spalti o se la categoria perde consensi in termini di credibilità e attenzione.
Forse, oltre che lottare per i propri interessi sarebbe ora di farlo anche per quelle dei propri tifosi che sono i primi clienti delle società.
Strano che sul tema fiatino in pochi, mentre su altri temi la solidarietà si spreca a piene mani.
Flavio Vergani


La stop forzato del campionato per la vicenda defiscalizzazione fa scendere il sipario sul 2019 dei tigrotti.
Un anno indimenticabile per quanto vissuto fuori e dentro il campo.
La celebrazione dei 100 anni di storia si è sposato con il raggiungimento dei play off, ottenuti da matricola del campionato.
Tante soddisfazioni ed emozioni che hanno riempito il cuore dei tifosi bustocchi dopo anni di amarezza e sofferenza.
Purtroppo è stata gioia vera per chi c’è sempre stato ma gioia effimera per chi ha voluto essere partecipe della festa solo da invitato, ma non da protagonista, visto che le presenze allo stadio illustri e meno illustri non ne hanno tratto giovamento.
Volendo essere provocatori potremmo dire che era più affollato il Teatro Sociale nel giorno del festeggiamento del Centenario, piuttosto che lo “Speroni” nelle gare della Pro Patria.
Questa è l’unica amarezza che ci lascia l’anno che sta volgendo alla fine.
I ringraziamenti a Patrizia Testa, presidente solitaria della Pro Patria, per quanto ha fatto e sta facendo sono stati numerosissimi a parole, scarsissimi a fatti.
Fatti che non si immaginano per forza clamorosi, basterebbe una presenza assidua allo stadio, una vicinanza commerciale di prossimità, un gesto semplice che possa, al di là del valore economico, trasmettere gratitudine per lo sforzo che sta producendo.
Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno si potrebbe dire che quanto realizzato assume ancora maggior valore in quanto ottenuto con una sola donna al comando che potrebbe fare molto di più se solo si trovasse qualche compagno di viaggio con il profilo in linea con la “policy” da sempre dettata dalla società di via Cà Bianca: persone serie, eticamente inappuntabili e amanti della Pro Patria.
Di persone per bene ne è piena Busto, manca di trovare chi abbina anche l’amore per la Pro Patria.
La vittoria del campionato di serie D e l’obiettivo play off hanno prodotto i soliti 450 abbonati, non uno in più, non uno in meno e le presenze sugli spalti sono da depressione cronica.
Per cui, grazie a chi, nonostante tutto, ha garantito quanto avuto, ma è chiaro che in futuro non si potrà chiedere la luna con questo tipo di realtà sullo sfondo.
Termina anche l’anno dei cinquant’anni di Pro Patria Club che lascia tante fotografie a tinte forti nell’album dei ricordi del club.
Le tante celebrazioni, la crociera dei consiglieri, la festa della birra con forti connotazioni monotematiche sul big event hanno degnamente dato risalto a un appuntamento ricco di significati per il club di via Pozzi.
Infine, l’anno del cambio di presidenza che ha visto avvicendarsi Giovanni Pellegatta a Roberto Centenaro.
Un cambio di testimone che ha proiettato il club verso una nuova dimensione grazie all'arrivo di una cospicua quota di “giovani” pronti a caricarsi sulle spalle il futuro del club.
Presidente Centenaro a cui va riconosciuto, tra i molti meriti, una particolare resilienza che gli ha permesso di condurre con forza e determinazione il club durante gli anni bui vissuti dalla Pro Patria e che certamente non erano propizi per raggiungere gli obiettivi che si era posto a riguardo di un ringiovanimento del club.
Il risultato è giunto adesso quale conseguenza di una semina nata in quei tempi quando serviva tenere fertile il terreno in attesa che passasse la tempesta.
Ora, è tempo di raccogliere perché il cielo è sereno ma va dato atto a Centenaro di aver tenuto l’albero della nave ben dritto e il timone ben saldo per direzionare la nave nel porto sicuro.
Ora, vinta la battaglia ha ammainato le vele, pur rimanendo punto di riferimento della truppa perché i veri Capitani non tolgono mai la maglia per la quale hanno combattuto.
A Giovanni Pellegatta e al suo team il compito di continuare la navigazione per portare il club in mari sempre più biancoblù.
E’ tempo di farci un applauso perché tutta la famiglia della Pro Patria ha vissuto un anno indimenticabile che ci rende orgogliosi di essere parti di un insieme che si chiama Pro Patria.
Buon Natale a tutti!
Flavio Vergani


Con un laconico comunicato la Lega di serie C ha fatto sapere che il prossimo turno di campionato sarà rinviato a data da destinarsi.

Un’azione a supporto della richiesta di defiscalizzazione per la serie C diventata di moda in questi giorni in concomitanza di un'analogo richiesta del calcio femminile.

Eccola dichiarazione di Ghirelli presidente della Lega di serie C dopo l’incontro di ieri tre il presidente della Federazione Gravina e il ministro Gualtieri :

L’incontro tra il ministro Gualtieri e il presidente Gravina è stato istituzionalmente corretto. Ringrazio sentitamente il Ministro per l’attenzione riservata alla Lega Pro e la disponibilità al dialogo dimostrata. Così come ringrazio il presidente Gravina. L’incontro è stato positivo perché ha consentito di delineare cosa serva ai nostri club e sono emersi interessanti spunti di riflessione. Quello che ci interessa è che i club di Lega Pro arrivino alla sostenibilità economica-finanziaria. Abbiamo però la necessità di atti tangibili e concreti, di passare dalle analisi ai provvedimenti. Noi sappiamo di compiere un atto importante, domenica non si gioca. Di ciò ho informato il consiglio direttivo”.

Incontro corretto e positivo che non è stato sufficiente ad evitare il rinvio del turno di campionato.

Tutto questo senza un accenno di scuse verso i tifosi ai quali è stato riservato questo sgradito regalo di Natale.

Prima era un mistero l’orario di inizio delle partite, ora serve chiedersi se le stesse si giocheranno o meno.

Con tanti saluti agli abbonati a cui viene tolta una partita in data certa per rinviarla in data non certa, a chi ha sottoscritto un abbonamento mensile a Eleven Sport e si troveranno con una gara in meno nel pacchetto e a chi, tornando nelle città di origine per le ferie natalizie avevano programmato di assistere ad un match della squadra del cuore.

Consola il fatto che se si arrivasse alla dediscalizzazione delle società le stesse potranno investire in impianti sportivi, come asserito nel precedente comunicato, questo vorrà dire che  finalmente squadre ora in difficoltà economica tanto da non poter disporre di uno stadio a norma come la Juventus U23 che gioca ad Alessandria o il Renate ( secondo in classifica) che gioca a Meda potranno disporre di quel che serve per adeguarsi al profilo minimo di una società professionistica.
 Ammesso, ma non concesso, che sia questo il problema.

Flavio Vergani

Con un comunicato diffuso nel pomeriggio il consiglio federale della serie C, capitanato dal presidente Ghirelli, ha deciso di "fermarsi" e non giocare le gare del prossimo turno di campionato per sostenere la rivendicazione di defiscalizzare le società di serie C.
Immediata bordata di fischi da parte dei tifosi che hanno commentato la decisione al grido di "vergogna"Leggi i commenti.

Ci si ferma, secondo quanto affermato nel comunicato, per "Per rispetto alla disponibilità del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, che ha convocato la FIGC mercoledì 18 dicembre p.v., per discutere la tematica della defiscalizzazione per i club di Lega Pro.

Insomma, uno stop preventivo senza neppure conoscere la posizione e l'eventuale disponibilità a trattare dell'interlocutore e questo è davvero scelta non di immediata comprensione.

In genere, nel mondo reale, gli scioperi si indicono dopo l'incontro tra proprietà e sindacati, ma sappiamo che il mondo del calcio vive su un altro pianeta.

Da capire anche cosa significhi fermarsi prima dell'incontro e in cosa consista questo rispetto.

Si cita nel comunicato il "rispetto verso la disponibilità...", del rispetto dei tifosi, non se ne fa invece cenno, ma su questo non esisteva il minimo dubbio. I tifosi sono sempre più un dettaglio in questo calcio.

E' uno sciopero? Sembrerebbe di no in quanto la genetica dello sciopero prevede un danno economico a qualcuno e in questo caso si verificherebbe solo ed esclusivamente per gli abbonati che hanno già pagato il match e per le società che sono parte solidale ( e ci mancherebbe altro!)con questa battaglia. 

E' una cancellazione del turno di campionato? Non crediamo. Cos'è allora? Un semplice posticipo dello stesso?Probabilmente si, un modo per far chiasso perchè tutto cambi senza che nulla cambi.

Altra domanda: la defiscalizzazione garantirebbe la sopravvivenza della società, ma a quanto ammonterebbe la quota di tasse non versate? Qualche decina di milioni di euro? Probabile.  E chi le pagherebbe al posto delle società?  

Questo modello di sviluppo passivo diventerebbe sostenibile a spese di altri? Di chi?
E' questa la sostenibilità che si persegue?Le tasse sono come la materia: nulla si crea e nulla si distrugge, per cui stabilito chi non le dovrà versare, serve sapere chi lo farà al posto delle società per garantire il flusso di cassa a saldo zero.

Vista dalla parte dei tifosi sarebbe comunque un sacrificio sostenibile, visto che per la propria passione si scalerebbe l'Everest a piedi nudi, ma se analogo discorso fosse declinato per rendere sostenibile un qualsiasi altro sport non di interesse generale ci sarebbe analoga disponibilità a sostenere il sacrificio?
 E' questo l'unico modello sostenibile che si è individuato? 
Oppure, la defiscalizzazione sarebbe a saldo zero a prescindere? In che modo? Tramite quali strumenti? Con quale tipo di raccolta alternativa? 

Infine, questa rivendicazione nasce impetuosa in questi giorni , ma fino a l'altro ieri era praticamente silente. 
Tutto e solo per rivendicare gli stessi privilegi del calcio femminile che in questi giorni sta trattando la materia?

E se domani alzasse la mano una nuova categoria per rivendicare gli stessi privilegi?
Se la soluzione fosse di dare a tutti quello che si è concesso ad altri, allora meglio evitare precedenti e lasciar perdere per tutti.

Se poi, dopo aver chiesto la luna alle società di serie C in merito ad adeguamento di strutture, orari di inizio delle partite, gestione della sicurezza ci si è accorti che le stesse boccheggiano, si discuta il ruolo e le prospettive delle stesse e si moduli il conto economico secondo le risorse disponibili.
Non è scritto da nessuna parte che la serie C debba essere una categoria professionistica a tutti i costi. 

Infine, prendiamo atto che la Lega sta allontanando i banditi dalla serie C, purtroppo sul tema abbiamo già molto dato e forse un diverso tempismo anche in questa materia ci avrebbe reso meno amari molti anni della nostra vita sportiva.

In quei tempi non ci risulta che niente e nessuno si sia fermato per un turno, nonostante fosse chiara al mondo intero la realtà dei fatti.

Sarebbe stato un modo per rispettare i tifosi, le società e le città che hanno subito la presenza di questi banditi, certamente non funzionali nel perseguire quel ruolo di aggregatore sociale del calcio di serie C sbandierato nel comunicato.

Flavio Vergani

IL COMUNICATO:

 Il Presidente Francesco Ghirelli, tutti i componenti del Consiglio Direttivo 

i Consiglieri Federali della Lega Pro rilasciano il seguente comunicato: “Abbiamo deciso 

che il primo turno del girone di ritorno del Campionato Serie C, in programma il 21 e 22 

dicembre p.v. non verrà disputato. Per rispetto alla disponibilità del Ministro 

dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, che ha convocato la FIGC mercoledì

 18 dicembre p.v., per discutere la tematica della defiscalizzazione per i club di Lega Pro, sarà

 doveroso, all’esito dell’incontro, valutare con i club quanto concretamente emerso.  I club di Serie C si sono dati regole rigorose per le iscrizioni al campionato e per i controlli 

durante lo stesso. C’è da fare altro? Sono pronti, l’operazione di rigore e pulizia proseguirà 

senza se e senza ma. Si stanno attrezzando per presentare progetti al Cipe, alla UE e a Sport 

e Salute. Si stanno dotando di strutture proprie, efficaci ed efficienti, per rispondere a 

questo sforzo progettuale ed innovativo.

I club di Serie C formano giovani calciatori e calciatrici e, contemporaneamente, contribuiscono in modo decisivo a preservare i ragazzi e le ragazze dai pericoli della strada. Da qui nasce altresì la proposta dell’estensione della legge sull’apprendistato come fattore innovativo e cruciale. I club di Serie C fanno calcio e svolgono una funzione sociale presidiando il territorio.
La sostenibilità dei club è il nodo decisivo affinché l’esperienza originale del calcio dei Comuni d’Italia, il calcio dei pulmini, il calcio che rappresenta 60 città e 17 milioni di persone, abbia un presente ed un futuro. Decidere di fermarci non è stato semplice ed è stata una decisione a lungo meditata e travagliata. Abbiamo deciso di andare avanti perché devono dirci se serviamo per le funzioni che svolgiamo. Abbiamo chiesto la defiscalizzazione/credito di imposta. Per fare cosa? Per darci una mano ad abbassare i costi ed avere risorse da reinvestire in infrastrutture materiali (centri sportivi per i giovani) e in infrastrutture immateriali (formazione dei giovani). Questo comporterà cofinanziamento negli investimenti dei proprietari dei club, in un momento in cui è scarsa la fiducia nell’investimento in Italia.
La Lega Pro, dopo aver definito le regole che allontanano i banditi, ora ha chiesto un segnale per conquistare la sostenibilità dei club.
Le risposte non ci sono, si continua con i rinvii. Ci fermiamo, il Campionato Serie C riprenderà il 12 gennaio 2020. C’è il tempo necessario perché il Governo ed il Parlamento ci diano le risposte CONCRETE di cui abbiamo necessità.
Quello che può succedere alla ripresa del campionato è facile da intuire, la nostra pazienza 

non c’è più e quindi continueremo la nostra battaglia” 

MANGANO: 7
Tre superparate incorniciano una prestazione quasi perfetta. Il quasi allude ad una parata migliorabile su tiro da lontano e a qualche rilancio sbilenco, ma trattasi di dettagli che non influenzano un pomeriggio da campione.

MASETTI: 6,5
Un punto in più per il goal che illumina una prestazione opaca.

GALLI: 6
Intraprendente, agonisticamente apprezzabile, decisamente preciso in fase difensiva. Manca ancora in quella offensiva.

LOMBARDONI: 8
La prestazione era stata positiva ma il goal su punizione lascia tutti a bocca aperta ed è la perla del pomeriggio.

BOFFELLI: 6,5
Ci vuole ben altro per metterlo in difficoltà che non un attacco locale davvero spuntato.

BATTISTINI: 6,5
Sicurezza al quadrato in una partita quasi accademica.

FIETTA: 6
Dopo la debacle della gara interna con il Novara ritrova il suo standard senza tuttavia suonare il solito repertorio senza stonature.

BERTONI: 6-
Soffre nel primo tempo la modalità "palla vanti e pedalare"che lo priva delle sue geometrie e del calcio che ama. Meglio nel secondo tempo quando le squadre si annullano

PALESI: 5,5
Non convince quando il clima è vicino al suo modo di interpretare il calcio. Spesso in ritardo sul contrasto viene risucchiato dal centrocampo locale che lo pressa fino a neutralizzarlo.

PARKER: 5
Partita sotto tono dell'attaccante bustocco che non eccelle nel colpo di testa, specialità della casa, nei movimenti da boa ai quali era chiamato per tenere alta la squadra e nel pressing sul primo portatore di palla risultato sterile.

LE NOCI: 6,5
Lui è il calcio che piace, da lui può nascere sempre il raggio di luce che illumina il grigio pomeriggio.
Corre più nel secondo tempo che nel primo per evitare il cambio anticipato che non sembra particolarmente gradire. Così si merita un extra bonus lasciando il campo solo a dieci minuti dalla fine. Così va bene a lui e anche a noi.

MISTER JAVORCI: 6,5
Cuoce a fuoco lento gli avversari spegnendone gli ardori con il passare del tempo per poi colpirli in maniera chirurgica quando le forze stavano venendo meno.
Vince la partita con i cambi : Mastroianni e Pedone girano la partita e la Giana non ha un panchina tale da poter pareggiare la qualità dei nuovi entrati.

PRESIDENTE DI LEGA GRAVINA: 3
Partite iniziate quindici minuti dopo per protestare verso una situazione per niente grave ma solo"gravina".
Una caduta di stile poco "fair"verso il mondo del calcio femminile che fa le sue lotte per migliorare il proprio status come è giusto che sia.
Gravina, invece di fare altrettanto, fa il piagnucoloso, si impunta, fa l'invidioso e decide per una protesta sterile e utile solo a dimostrare la propria inutilità.
Flavio Vergani